Mese: Novembre 2013

  • Maddalena: inaugura “Idea d’arte”, la nuova bottega delle arti

    Maddalena: inaugura “Idea d’arte”, la nuova bottega delle arti

    Idea d'arte bottega Maddalena GenovaÈ in programma per il prossimo 16 novembre ore 18 l’inaugurazione dello spazio artistico “Idea d’arte” alla Maddalena, in Piazzetta dei Greci 1r, all’angolo con Piazza delle Vigne. Una nuova “bottega delle arti”, nata dalla sinergia di cinque soci, quattro donne e un uomo: le artiste Simonetta Gherardelli, Virginia Cafiero e Lucia Pasini collaborano con Alberto Cerchi (coordinatore dei lavori) e Coca Frigerio, già titolari della Galleria ArteGioco di Vico Inferiore del Ferro.

    Lo spazio nasce dall’esigenza di creare un nuovo luogo di aggregazione per esperti e amanti d’arte, per l’esposizione di opere di grafica e per l’insegnamento delle tecniche del disegno e della composizione. L’impostazione è simile a quella del “precursore” guidato da Frigerio e Cerchi, ArteGioco, già affermato nel panorama genovese e punto di approdo per artisti e amanti della grafica. L’idea è quella di creare uno spazio espositivo con tavole dei cinque artisti e poi dare avvio a corsi di grafica rivolti agli adulti: laboratori non pittorici, ma dedicati all’elaborazione di lavori preesistenti. Il fine è la produzione di qualcosa di nuovo e unico, “multiplo”; si smonta l’originale per rivisitarlo secondo i canoni della grafica.

    La particolarità è data dal fatto che si tratidea-darte-maddalena-bottega-galleriata di un progetto condiviso, di aggregazione tra personalità differenti, che si sono unite perché hanno intravisto un denominatore comune. Così, la galleria esporrà le opere dei cinque artisti, ognuna fortemente diversa dalle altre e ben riconoscibile. Lucia Pasini lavora con pigmenti di colore per creare nuove tonalità e nuovi giochi; Virginia Cafiero realizza kimono colorati, con carte particolari, che sembrano composizioni astratte; Simonetta Gherardelli crea “visioni di Genova”, particolari di palazzi, cieli, mari. Infine, Coca Frigerio, ex collaboratrice dell’illustre Bruno Munari (guru per tutti gli appassionati di grafica e graphic design, con cui Coca ha avuto la fortuna di lavorare per 20 anni), esperta in metodologia didattico-creativa e appartenente al primo gruppo sperimentale che promosse l’idea di “giocare con l’arte”, che ha realizzato nella sua galleria ArteGioco di Vico Inferiore del Ferro. Coca produce qui collage di città: a partire da fotografie di Genova, Milano, Venezia e altre, realizza collage colorati.

    Assieme a lei in questa nuova avventura, anche Alberto Cerchi, già collaboratore di ArteGioco: grafico e illustratore, Cerchi da anni segue Frigerio nel progetto di insegnare agli alunni delle scuole il “metodo Munari” attraverso laboratori dimostrativi, e collabora con il Museo Luzzati e con Palazzo Ducale (è stato curatore, ad esempio, dell’esposizione “Fontana – Luce e colore”). Inoltre, anche le produzioni di libri per bambini di Frigerio e Cerchi: da quella per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, all’inedito “Stranimali”, che ancora deve essere presentato a Genova. Qui, Cerchi espone opere in bianco e nero con particolari di palazzi e edifici genovesi. Ognuno ha una propria specificità e ciascuna delle opere è unica e irripetibile. Inoltre, gli artisti hanno inventato “scatole” trasparenti contenenti le loro opere, con giochi di rilievi e “dentro-fuori”.

    Piazzetta dei greci centro storico di GenovaLa scelta di essere presenti proprio alla Maddalena è significativa: «Un scelta voluta, semplicemente perché è una delle più belle piazze di Genova, perché abitiamo qui, perché amiamo il nostro quartiere e speriamo che rinasca -commentano Frigerio e Gherardelli-. Ci sono tante incongruenze: ad esempio il fatto che l’Amministrazione chieda di aprire esercizi per ridare lustro al quartiere, ma poi non agevoli chi investe qui (se vogliamo mettere una pianta per abbellire il piazzale, dobbiamo pagare la tassa per occupazione di suolo pubblico), oppure lo spaccio, la prostituzione a cielo aperto. Speriamo di presidiare il quartiere e dare avvio a un circolo virtuoso con altri soggetti (come il Teatro Altrove, che inaugura anch’esso tra 13 e 17 novembre, n.d.r.). In Piazza delle Vigne stanno ristrutturando un palazzo storico con l’intento di trasformarlo in hotel 5 stelle, poi aprirà anche un Museo del Cioccolato e già la Chiesa in Piazza resta ora aperta tutto il giorno, grazie all’iniziativa del nuovo parroco. Forse siamo pazzi ad aprire proprio qui, ma ci crediamo».

     

    Elettra Antognetti

  • Closer, lo spettacolo di Patrick Marber in scena al teatro della Gioventù

    Closer, lo spettacolo di Patrick Marber in scena al teatro della Gioventù

    teatro della gioventuIl teatro della Gioventù prosegue la stagione teatrale con lo spettacolo Closer, un testo di Patrick Marber in cui amore, sesso e tradimento si scontrano, in una Londra tanto affascinante quanto sconvolgente.

    «Closer è un testo ruvido, mette a nudo i nostri sentimenti. Durante lo spettacolo ci si può anche divertire a spiare questi quattro personaggi ma se uno ha vissuto un po’ l’amore alla fine si porta a casa tanti ricordi, magari non tutti felici – dice il direttore artistico del teatro Massimo Chiesa a riguardo dello spettacolo-. Per la prima volta mettiamo in scena al teatro della Gioventù un copione “non comico” ma la cosa importante e fondamentale è riuscire a non annoiare il pubblico e sicuramente “Closer” ha tutte le carte in regola per farti rimanere incollato alla poltrona».

     TRAMA

    “L’amore è un incidente… in attesa di accadere”.  Dan è un giornalista di necrologi ed aspirante scrittore, fidanzato con Alice, una giovane e audace stripper americana, a Londra in cerca di fortuna. In occasione di alcuni scatti fotografici per la copertina del suo primo libro, Dan conosce Anna, donna bella e indipendente, oltre che fotografa affermata dell’ambiente mondano londinese. Dan si innamora perdutamente di Anna e da quel giorno non potrà più fare a meno di lei! E’ disposto a tutto pur di averla! Giorni dopo l’incontro con la fotografa, lo scrittore chattando sotto falsa identità con uno sconosciuto e, fingendosi proprio Anna, spinge il dottor Larry tra le braccia della donna. Anna e Larry si sposeranno ma Dan non si arrende, provocando la separazione tra i due novelli sposi e compromettendo la sua storia con Alice.

    In scena dal 7 novembre all’1 dicembre 2013.

    Orari recite da mercoledì a sabato alle ore 19. Domenica e lunedì alle ore 19 e alle 21. La compagnia riposa sabato 9 novembre e tutti i martedì.

    Per la prima settimana di repliche di Closer, solo per le repliche delle h. 19 (quindi da giovedì 7 a lunedì 11 novembre),  il costo del biglietto sarà per tutti di soli 5 €. Per le altre tariffe, visitare ils ito del teatro della Gioventù.

  • Sottoripa: il commercio nel centro storico, parola agli esercenti

    Sottoripa: il commercio nel centro storico, parola agli esercenti

    sottoripa-gran-ristoroIl commercio nel centro storico di Genova langue? Anche il capoluogo ligure, come e più degli altri, è stato colpito dalla crisi economica generale, che si va ad aggiungere al consueto “pessimismo” genovese, nonché a quella che è percepita come scarsa propensione a spendere. Ma qual è la situazione reale? Nel corso di #EraOnTheRoad nel cuore del centro storico, abbiamo raccolto la testimonianza del presidente del CIV di Sottoripa Stefano Boggiano, proprietario della storica paninoteca Gran Ristoro. Qui, un resoconto di quanto è emerso: un focus su una delle arterie maggiormente frequentate dai turisti che dal Porto raggiungono il centro cittadino.

     

    Il commercio nel centro genovese attraverso gli occhi di un “veterano”: qual è lo stato attuale?

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    «Parlo da presidente del CIV e da commerciante attivo sul panorama genovese da 28 anni, portando avanti un esercizio dalla storia quarantennale. Sottoripa ha un’importanza strategica perché sorge davanti al waterfront ed è la “porta” per il centro storico: dev’essere un bel biglietto da visita per invogliare i genovesi e soprattutto i turisti a varcare la soglia e scoprire i gioielli nascosti. Invece talvolta non lo è, e molti evitano queste rotte (ad esempio, mi riferisco alle polemiche per il fatto che i croceristi vengano dirottati all’outlet di Serravalle piuttosto che nei caruggi genovesi) e si vive di clienti affezionati, di persone che ci apprezzano da decenni. Noi siamo “privilegiati” perché siamo attivi da molto, i genovesi ci conoscono e continuano a preferirci, ma per un giovane, ad esempio, è diverso. Il problema è la presenza dell’Amministrazione, percepita da molti come ingombrante e fastidiosa, con la sua politica di tassazione pesante che soffoca le attività e il tessuto commerciale del centro. Tuttavia, non tutto è negativo: mentre il Comune latita quando si tratta di cose di secondaria importanza, è sempre in prima linea quando si tratta di cose importanti. Ad esempio, la prima edizione della Notte Bianca in centro: è stato un vero successo organizzativo e di pubblico, fallito solo per la sconsideratezza di alcuni di noi, che hanno raddoppiato i prezzi consueti delle merci, dissuadendo gli acquirenti dal partecipare alle edizioni successive. A mio avviso, la situazione del commercio nel centro storico non è tragica: il più è stato fatto, adesso bastano piccoli accorgimenti da attuare con il “buon senso del padre di famiglia”. Basta proclami, basta primedonne, agiamo con buon senso. È sufficiente questo per salvare un tessuto commerciale tutto sommato in buono stato. Se decade Sottoripa, un pezzo di città muore».

     

    Salvarsi dalla crisi e portare il commercio del centro al suo massimo: c’è una ricetta?

    «Innanzitutto, si deve “fare rete”, ricucire il tessuto. Ad esempio, stiamo pensando di fare un’esperienza pilota in collaborazione con la Curia genovese per creare occasioni di lavoro per i giovani in difficoltà, dando loro modo di imparare un mestiere creando anche aggregazione nei quartieri cittadini. L’idea è quella di tornare indietro agli anni ’50, quando il centro storico era una grande famiglia, i figli erano di tutti, si giocava in strada, ci si conosceva, c’era aggregazione. Insomma, vogliamo l’”effetto Paese” nel centro».

     

    E a livello amministrativo?

    «Si deve ricreare una politica sociale, dare una mano a chi apre non tanto riducendo le tasse (cose che, a livello locale, sarebbe difficile attuare, fin quando da Roma non arriveranno disposizioni diverse) ma semplificando la normativa, creando un testo unico per le imposte dirette: chi paga spesso non capisce nemmeno cosa sta pagando, si vede costretto a versare continuamente quote e sale la frustrazione. Oggi, inoltre, il centro storico è trait d’union tra radical chic e poveri e il dislivello sociale pesa sia sulla vivibilità che sui commerci. Si deve cercare di normalizzare la situazione. Per quanto riguarda il tessuto commerciale del centro genovese, quel che manca è il rilancio: le Colombiane del ’92 sono state l’inizio della fine. Molti lavori sono stati fatti all’ultimo momento e male, mancò programmazione a medio e lungo termine, ma noi genovesi -si sa- siamo “lenti” e abbiamo bisogno di fare le cose con calma per farle bene. Ancora oggi servirebbero interventi di semplificazione sul modello del (fallito) Incubatore di Imprese; uno sportello di interfaccia tra commercianti e Amministrazione in modo omogeneo; piccoli investimenti di finitura e miglioramento».

     

    metro-san-giorgio-turatiSottoripa è una zona chiacchierata: di recente le polemiche tra il Sindaco Doria e Luca Bizzarri. Quanto pesano i problemi di ordine pubblico sul tessuto commerciale?

    «Non molto. Il mercatino “dello scandalo” è certo da normare: un mercato del riuso in mezzo alla strada in cui molti si mimetizzano nel torbido. È un caos, serve la certezza di una normativa. Tuttavia è anche una situazione abbastanza “normale”, in cui già molto è stato fatto ma c’è ancora da fare: piccoli accorgimenti, come l’apertura domenicale (se regolata e con garanzie di ordine pubblico) anche a turnazione, per dare copertura alla zona; il divieto di somministrare alcolici in caffetteria, come già a Sampierdarena; l’interazione con tutti su più livelli per estrapolare i problemi veri della zona e lasciare da parte i finti “mugugni”. È un tessuto commerciale complicato, lo ha dimostrato la chiusura di Assolibro e l’avvento di esercizi cinesi, che disturbano molti. I problemi ci sono (il caro prezzi, le tasse alte, la scarsa richiesta, la concorrenza straniera), ma la zona è bellissima, io ne sono innamorato e credo alla legge dei piccoli passi: muoversi lentamente, che non vuol dire non muoversi affatto».

     

     Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Prà, baraccopoli: oltre 500 esposti dei cittadini alla magistratura

    Prà, baraccopoli: oltre 500 esposti dei cittadini alla magistratura

    pra-fascia-rispetto-passeggiataLa questione è ben nota a tutti. L’ insediamento abusivo che ospita una cinquantina di famiglie di senza dimora sulla Fascia di Rispetto, in zona isola ecologica. Un problema di sicurezza e vivibilità del quartiere che il Comitato per Prà da tempo cerca condurre ad una soluzione pacifica che possa restituire dignità a tutte le parti in causa: «È una questione che sentiamo bruciare sulla pelle – spiegava a Era Superba qualche settimana fa Nicola Montese, portavoce del comitato per Prà – ma le istituzioni si sono dimostrate irresponsabili perché finora non si sono adoperate seriamente per trovare una soluzione alternativa che coniughi il rispetto dei diritti fondamentali di tutti, cittadini e senza dimora».

    Anche perché, sommando disagio su disagio, il risultato è un inevitabile aumento della conflittualità con il rischio di scivolare velocemente in una guerra fra poveri, terreno fertile per l’insorgere di pericolosi rigurgiti razzisti che è necessario prevenire prima che sia troppo tardi.

    La protesta degli abitanti del quartiere ponentino cresce giorno dopo giorno, oggi gli esposti alla magistratura hanno superato quota 500. «La baraccopoli è presente da più di tre anni – così il Comitato in una nota – Non solo alcuni agglomerati di baracche ma anche singole persone che trovano e si costruiscono alloggi nell’area in questione, nel cuore di Prà. Nel nostro quartiere e di conseguenza in tutto il Ponente la sicurezza è diventato un problema davvero serio… Persone senza fissa dimora trovano alloggio e ripari improvvisati e quindi pericolosi anche per loro, ovunque nella Fascia abbandonata. Nessuno fa niente, nessuno si prende responsabilità e questo atteggiamento si è prolungato per anni. Il Comune, vero responsabile essendo colui che deve occuparsi di quelle aree, non fa niente e non si esprime».

  • Landscape la prima mostra italiana di Zhang Enli a Villa Croce

    Landscape la prima mostra italiana di Zhang Enli a Villa Croce

    Zhang Enli LandscapeIl museo di arte contemporanea di Villa Croce ospita dal 6 novembre 2013 all’8 gennaio 2014 Landscape, la prima mostra italiana di Zhang Enli, artista cinese riconosciuto a livello internazionale per i suoi quadri apparentemente astratti.

    La mostra, inaugurata in contemporanea con il progetto Space Painting del ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra,  è stata concepita e realizzata ad hoc per gli spazi del museo genovese e si articola tra le sale interne e il parco esterno.

    Zhang Enli dipinge oggetti quotidiani insignificanti, come tubi, cavi d’acciaio, pompe da giardino, muri di piastrelle e fili annodati con la pittura acrilica l’acquerello, regalando all’osservatore una nuova prospettiva e una nuova idea di profondità e di disegno.

    Concentrandosi volutamente su soggetti ordinari e privi di interesse, Zhang Enli sembra evocare il suo senso di straniamento come cittadino della campagna rurale arrivato a studiare, prima e vivere, poi in una megalopoli moderne come Shanghai.

    Attraverso le sue tele e i suoi interventi site-specific Enli racconta un mondo fatto di oggetti familiari che sono talmente banali da passare inosservati, un mondo silente che prende vita grazie alle inquadrature inusuali delle sue tele, le immagini parlino silenziosamente al pubblico portandolo a sognare ad occhi aperti e l’ambiente diviene così intimo e sottilmente evocativo.

     

     

  • Città dei Mestieri, gli appuntamenti del mese di novembre

    Città dei Mestieri, gli appuntamenti del mese di novembre

    cercare-lavoroProseguono anche nel mese di novembre gli appunamenti alla Città dei Mestieri per chi cerca un impiego o vuole conoscere meglio il mondo del lavvoro.

    Di seguito, il programma degli incontri.

    Giovedì 7 novembre – dalle 10 alle 12.30 presso il Centro Civico di Cornigliano – Viale Narisano 14
    Incontrare le Agenzie per il lavoro
    Conoscere i servizi offerti dalle Agenzie per il Lavoro: offerte di lavori temporanei e selezioni per altre opportunità
    Si potranno svolgere colloqui conoscitivi con consegna del curriculum vitae
    Si richiede conferma di partecipazione a info@cittadeimestieri.genova.it o al 0106480540 entro il 5 novembre.

    Lunedì 11 novembre alle ore 10
    I contratti di lavoro per i giovani
    Illustrazione delle varie forme contrattuali che potrebbero venire proposte ai giovani, dall’apprendistato al lavoro a progetto, dall’occasionale al tirocinio. Informazioni circa le ultime novità in materia e le regole principali

    Martedì 19 novembre alle ore 14.30
    Prepararsi per un colloquio di selezione
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo. Suggerimenti ed indicazioni utili per chi deve affrontare una selezione per un posto di lavoro o un corso di formazione

    Lunedì 25 novembre alle ore 15.30
    Le professioni sanitarie: dietista
    Presentazione della professione e illustrazione dei vari ambiti e luoghi di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la relativa prova di ammissione.

    E’ necessario confermare la propria partecipazione al numero 0106480540. L’ingresso è gratuito

  • Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    dischiNell’era di Spotify e degli mp3, il mercato della musica sta morendo? O meglio è già definitivamente morto? Domanda lecita, e forse ormai poco attuale: da circa un decennio si parla di crisi del mercato musicale, del calo della vendita di cd, dischi e vinili, delle difficoltà dei negozi di musica nel sopravvivere. Tutti noi ricorderemo quando, non troppo tempo fa, abbiamo visto sparire dalle vie cittadine i negozietti di cd e dischi cui eravamo affezionati: ci siamo indignati, dispiaciuti, ma abbiamo continuato a fruire della musica che ci piace in altre forme. Venuto meno il supporto rigido, o il libretto con i testi e le immagini del cantante di turno, abbiamo continuato a scaricare online, costruendoci (chi più, chi meno) delle librerie colossali con tutte le discografie degli artisti preferiti.

    Ma oggi qual è la situazione reale del mercato della musica nel panorama genovese? 

    taxidriver-verticaleblack-widow-verticaleA dispetto di quel che si potrebbe pensare, dopo aver visto negli ultimi anni morire negozi di musica e affini (dallo storico Ricordi Mediastore di Via Fieschi, alla più recente scomparsa di Fnac in Via XX Settembre, da sempre polo d’attrazione per gli amanti della musica di tutti i tipi), esistono realtà che guardano al presente e al futuro con ottimismo. A rassicurarci, due icone del mondo musicale genovese, presenti sulla scena da decenni e con un nome noto a tutti: la Black Widow Records di Via del Campo 6, negozio di musica e etichetta di produzione, e Taxi Driver Record Store di Via dei Macelli di Soziglia, che da Piaccapietra si è trasferito tre anni or sono nel cuore della Città Vecchia.

    Proprio dalla Black Widow ci confermano: «Tanto per cominciare, non è la musica a essere in crisi, né lo è mai stata, semmai è l’industria musicale ad esserlo, ma questo non ha nulla a che fare con la musica. Anzi, oggi vediamo come a Genova stiamo vivendo un momento particolarmente interessante. Nuovi gruppi stanno emergendo e c’è anche chi sta calcando le scene europee e internazionali, è il caso ad esempio del Tempio delle Clessidre; nuove formazioni calcano le scene e anche le vecchie tornano in auge (ad esempio, i New Trolls e i Delirium, tanto per citare i più noti, o altre band sinfoniche degli anni passati): c’è creatività e energia. Inoltre, è vero, c’è stato un crollo del CD, ma il calo è in parte compensato dal nuovo avvento del vinile, sintomo del recupero delle radici della musica rock. Ciò ha permesso di tornare a valorizzare ciò che con il CD era stato distrutto, ovvero l’immagine di copertina, un must per i cultori del genere. Senza contare la qualità del suono».

    «Oggi a Genova andiamo avanti bene perché ci siamo creati un pubblico di affezionati disposti a investire nel mercato del collezionismo. Certo, vendiamo anche e soprattutto all’estero (in Germania, USA, nord Europa), ma anche Genova risponde bene, contando che qui mancano gli spazi per le performance live e per le esibizioni delle rock-band (cosa che non contribuisce certo a fidelizzare il pubblico). Troviamo ospitalità in teatri, con cui collaboriamo molto volentieri, ma spesso la location non si presta a tipi di concerti più “movimentati”».

    Una nota spiacevole, però, arriva anche dai ragazzi di Black Widow; ovvero la recente chiusura (maggio 2013) di Fotomondial, negozio di Via del Campo per la vendita di strumenti musicali, apparecchiature fotografiche e tecnologie di ogni genere. La chiusura è passata un po’ inosservata, ma dalla Black Widow esprimono il loro rammarico per la perdita di uno degli storici approdi musicali di Via del Campo, la strada dalla tradizione musicale più importante nel panorama genovese. Oggi, al posto di Fotomondial, aprirà un supermercato della catena Ekom:  «Sempre meglio di avere le saracinesche chiuse -commentano- ma è crollato un pezzo della storia musicale genovese, proprio in una via simbolo della tradizione cantautorale».

    Anche la visita a Taxi Driver ci conferma il quadro positivo, la stessa tendenza delineata dai colleghi di Via del Campo: «Da 3 anni siamo qui a presidiare la Maddalena: è una scelta consapevole, ma difficile perché siamo esclusi dalle rotte tradizionali del turismo e perché il quartiere è ancora percepito come pericoloso e ostile e per questo scarsamente frequentato. Tuttavia, c’è buona risposta da parte dei turisti, che si fermano e acquistano pezzi rari a prezzi più alti dei genovesi. Genova è una buona palestra: se si riesce a vendere su questo mercato, vuol dire che si è in grado di vendere ovunque. Abbiamo una clientela affezionata e fedele fatta di appassionati, giovani e meno giovani, per questo siamo in grado di sopravvivere. La crisi musicale e la crisi economica non fermano gli acquisti, nonostante non si tratti di beni di primaria necessità. Potremmo scegliere di vendere solo online, per tagliare i costi e aumentare i profitti, ma non pensiamo che questa scelta paghi: in questo tipo di commercio serve “qualcosa in più”, il rapporto fisico e interpersonale con il cliente, il dare consigli e offrire competenze».

     

    Qualche dato: il mercato del vinile in Italia e all’estero

    giradischi-vinileI dati di mercato sono incoraggianti. Tra 2011 e 2012, le vendite mondiali di vinili sono aumentate del 17,7%, raggiungendo i 4 milioni e 600 mila dischi venduti. Il report 2013 della IFPI – Federazione internazionale dell’industria fonografica fornisce dati rassicuranti a livello internazionale (con particolare attenzione al mercato statunitense): quest’anno le vendite di vinili hanno raggiunto il picco più alto dal 1997; nel 2012 sono stati spesi complessivamente 171 milioni di dollari in dischi (il 50% in più rispetto al 2011), soprattutto grazie agli investimenti dei collezionisti, che non rinunciano all’acquisto di beni “limited edition” e oggetti da collezione, con prezzi alti.

    Nel 2011 anche in Italia il mercato del vinile si è aggirato sui 2,1 milioni di euro, il quarto mercato europeo dopo Germania, UK, Francia, Paesi Bassi, e il settimo nel mondo (in cui, sempre nel 2011, il mercato dei vinili ha mosso 115,4 milioni, il 28,7% in più del 2010). Sembra che la folta comunità di appassionati non voglia rinunciare, nonostante la crisi, all’acquisto di vinili e simili. Soprattutto, si tratta di oggetti dal valore affettivo e sentimentale, acquistati in larga parte dalla generazione di nostalgici over-40, ma non solo. Stesso trend inizia a riscontrarsi anche tra i più giovani, che percepiscono il vinile come oggetto vintage, alla moda, simbolo di una generazione che guarda al passato e fa degli oggetti musicali un feticcio, un simbolo, un ritorno alla grande tradizione musicale, scalzata dall’era degli mp3. Stando all’indagine della Icm Research (UK) il 15% (circa uno su sette) degli under-30 ha acquistato nell’ultimo anno almeno un disco in vinile, dato che conferma come proprio i giovani (più all’estero, in Gran Bretagna, ma anche in Italia) guidino la crescita del mercato dei dischi tradizionali.

    Che cosa acquistano i collezionisti o semplicemente i festicisti del vinile? Di tutto: dal vintage anni ’60-’70 dei Beatles e Rolling Stones, ai più recenti degli anni ’90. I generi prediletti? Tutti, dal rock al reggae, dalle band cult a quelle di nicchia. La tendenza è confermata anche dal fatto che di recente artisti contemporanei, sia del panorama underground che quelli delle major abbiano scelto di produrre, accanto al classico CD, anche la versione LP, sintomo che questa tendenza all’acquisto “vintage” è stata recepita a livello globale.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e è arrivato in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace. Oggi l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, 15 associazioni del Ponente: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”. Si tratta di associazioni diversamente attive sul territorio: dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica, tutte cercano di promuovere la solidarietà e l’integrazione.

    Continuano con successo le attività di Yepp (Youth Empowerment Partnership Programme), il progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate che a Genova è attivo dal 2007 a Cornigliano.

    I precedenti progetti e i piani operativi (che vi avevamo raccontanto dettagliatamente qualche tempo fa) hanno ottenuto ottimi riscontri e coinvolto tantissimi giovani provenienti dal quartiere di Cornigliano e non solo, grazie a numerose attività.

    Nello specifico, nel 2013 si sono realizzati laboratori di espressione musicale, un festival della musica rap e hip-hip, la gestione di uno spazio pubblico nel parco di Valletta Rio San Pietro per la realizzazione di un orto sinergico, la gestione di un laboratorio permanente di TV multimediale denominato TANK TV, l’offerta  di percorsi formativi in collaborazione con gli altri  siti YEPP europei di sperimentazione di nuove tecniche video, la gestione di uno spazio denominato il Villaggio di YEPP presso l’Infopoint di Cornigliano per la libera aggregazione dei ragazzi del quartiere e la progettazione di attività ludiche e culturali.

    Tutto queste iniziative hanno mobilitato tra i 50 e 60 ragazzi del quartiere di età compresa tra i 13 e i 20 anni e oltre 300 ragazzi provenienti da un bacino territoriale più ampio.

    Nel 2014 le attività proseguiranno. Il nuovo piano operativo 2013-2014 vuole dare continuità ai progetti che hanno ottenuto buoni riscontri come Cornigliano Monamour, Villaggio di Yepp, Tank Tv, e aprirsi  all’innovazione per aumentare sempre più le occasioni e il lavoro per i giovani.

    Per quest’ultimo punto ci si concentrerà su Valletta Rio San Pietro e sulle azioni formative La Valletta dei Talenti, con l’intento di avvicinare i giovani alle esperienze lavorative e cercando di trasmettere competenze tecniche spendibili in termini di curriculum.

    Inoltre, inizierà il percorso Gruppo di supporto giovani, con dieci soggetti già coinvolti in Yepp chiamati a costruire un piano operativo con azioni di advocacy, che è uno dei principi cardini dell’intero progetto.

  • Politeama Genovese: Dario Fo presenta il libro di Franca Rame

    Politeama Genovese: Dario Fo presenta il libro di Franca Rame

    Dario Fo Franca RameGiovedì 7 novembre alle ore 20.30 il teatro Politeama Genovese ospita il premio Nobel per la letteratura Dario Fo per una presentazione-spettacolo dedicata a In fuga dal Senato, il libro in cui Franca Rame ripercorre l’amara esperienza vissuta in Parlamento.

    L’attrice fu eletta nelle file dell’Idv di Antonio Di Pietro con oltre 500 mila voti e fu sempre una presenza scomoda per il partito, trovandosi spesso in contrasto con le logiche di potere e gli affari della classe politica italiana. Per questo, rassegnò le proprie dimissioni nel 2008.

    «Vi dico la verità – scrive la Rame – pur avendo visto spesso in televisione servizi sui disordini nelle due aule, trovarcisi in mezzo è di gran lunga più stomachevole. Avevo una mia idea sul Senato, be’, ho dovuto cambiarla: una massa di rozzi pronti a tutto».

    Da questa esperienza ne esce un racconto drammatico e al contempo grottesco narrato senza mediazioni e con la sensibilità teatrale e comica di chi è stata da sempre sulla scena, in cui il Parlamento è descritto come “il frigorifero dei sentimenti”.

    Nel libro non mancano anche gli accenni alla vita personale, il teatro, la scrittura, il rapporto con il figlio Jacopo.

    Una testimonianza civile e politica dai risvolti comici e ricca di nomi, storie e circostanze e portata in scena dal Fo con i tre giovani attori Maria Chiara Di Marco, Roberta De Stefano e Jacopo Zerbo.

    Lo spettacolo è al centro in questi giorni di una polemica tra Fo e il Vaticano, che ha vietato la sua messinscena all’Auditorium della Conciliazione di Roma.

    L’ingresso alla presentazione prevede un biglietto di 10 euro. Ai presenti verrà distribuito un coupon per l’acquisto del volume a prezzo ridotto nel foyer del teatro.

     

  • Chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari: probabile nuovo rinvio

    Chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari: probabile nuovo rinvio

    opg_montelupoProroga dopo proroga è difficile scorgere la luce in fondo al tunnel. Il termine ultimo per il definitivo superamento degli OPG – i famigerati ospedali psichiatrici giudiziari che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito strutture “indegne per un Paese appena civile” – come da noi preannunciato, è stato differito al 1 aprile 2014. Oggi, però, anche quella data appare una chimera ed è sempre più probabile un nuovo slittamento.

    Lo ha lasciato intendere il Sottosegretario di Stato per la Salute Paolo Fadda, il 3 ottobre scorso durante la Commissione permanente Igiene e Sanità, rispondendo alla interrogazione n. 3-00375, promossa dalla senatrice Manuela Granaiola e da altri «[…] anche per le Regioni più efficienti sarà quasi impossibile rispettare il termine previsto dalla norma».

    L’esponente del Governo Letta ha poi ricordato che «[…] il Ministero della Salute e il Ministero della Giustizia, entro il 30 novembre 2013, dovranno trasmettere apposita relazione al Parlamento, che dovrà indicare lo stato di attuazione dei programmi regionali relativi al superamento degli OPG e in particolare il grado di effettiva presa in carico dei malati da parte dei Dipartimenti di salute mentale e del conseguente avvio dei programmi di cura e di reinserimento sociale».

    Nel frattempo «Anziché organizzare le dimissioni e le soluzioni di cura e assistenza alternative all’internamento – denuncia il Comitato Stop OPG – si stanno costruendo circa mille posti in strutture manicomiali regionali (le REMS – Residenze Esecuzione Misura di Sicurezza, i cosiddetti mini-OPG). Insomma, si spendono milioni di euro per fare nuovi manicomi anziché servizi nel territorio».

    Su tale punto, il Sottosegretario Paolo Fadda conferma «In merito al numero dei posti letto, i programmi presentati prevedono l’allestimento di circa 970 posti a fronte dei 1400 finanziabili. La dimensione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza deve infatti tenere conto anche delle eventuali future decisioni dei magistrati di assegnare nuovi soggetti alle residenze stesse».

    Così facendo, ribadisce il Comitato Stop OPG «Il processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari rischia di uscire dai binari della legge 180/78. Dobbiamo evitare questo deragliamento e riprendere il faticoso cammino per affermare il diritto alla tutela della salute mentale».

    La senatrice Manuela Granaiola (Pd), invece, sottolinea come «Le procedure attuative della volontà del Legislatore appaiano troppo lunghe e farraginose […] né sembra congruo il numero di posti letto prefigurati rispetto all’obiettivo di sostanziale superamento degli OPG».

    Per quanto riguarda la Liguria, fortunatamente i numeri sono abbastanza ridotti, ma resta la preoccupazione perché – nell’ambito del finanziamento assegnato alla Regione Liguria (circa 5 milioni e 655 mila euro per il 2012 e 2013) – ancora non si conosce la ripartizione di tali fondi ed in particolare quale somma è effettivamente destinata agli interventi finalizzati al potenziamento dei percorsi terapeutico-riabilitativi e alla riqualificazione dell’assistenza territoriale psichiatrica.

    L’Assessorato regionale alla Salute, nel marzo scorso, dichiarava alla nostra testata che quasi tutti gli internati liguri considerati dimissibili – ossia non più socialmente pericolosi – sono rientrati in Liguria negli ultimi 2-3 anni ed inseriti nel circuito di assistenza ai pazienti psichiatrici, a fronte di un’altra ventina di persone, tuttora recluse, che attendono di essere prese in carico dal sistema socio-sanitario della Regione Liguria.
    Inoltre, all’interno degli Opg sono rimasti gli internati liguri che devono scontare un residuo di pena: circa 20-25 persone non dimissibili, le quali saranno trasferite presso la REMS regionale che, presumibilmente, sarà realizzata in Provincia di La Spezia e potrà accogliere una ventina di pazienti.

     

    Matteo Quadrone

  • Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Mercatino biologico, piazzetta Tavarone GenovaForse ancora in pochi sanno che tutti i mercoledì in Piazzetta Tavarone, nel tratto compreso fra piazza Campetto e vico San Matteo, si svolge il mercatino biologico “Pensa alla salute!”. Sì, perché – a dispetto della posizione strategica tra Piazza De Ferrari e il Porto Antico, tra San Lorenzo e la Maddalena – il mercatino (piccolo gioiello di primizie e rarità rigorosamente biologiche) resta incastonato tra le anguste piazzette e i labirintici caruggi del centro storico genovese.
    Nel corso dell’ultima tappa di #EraOnTheRoad abbiamo incontrato gli agricoltori e i coltivatori che espongono le loro merci.

    Il mercatino è attivo da poco più di un anno. Ogni mercoledì la piazzetta, in orario 9-19, si anima con (pochi, solo due) banchi in cui è possibile acquistare cose particolari e difficilmente reperibili sui mercati tradizionali: dal seme di canapa con proprietà depurative, all’estratto di fungo presente sul tronco di querce millenarie, alle erbe spontanee e aromatiche. Inoltre, piante medicinali, ortaggi, frutta e verdura, coltivate direttamente e vendute dai produttori senza l’uso di additivi e conservanti, e la rosa antica, per sciroppi e acque profumate.

    Piazzetta Tavarone è stata scelta, non a caso, come sede per il mercato: dopo aver incontrato qualche risposta negativa a livello amministrativo e dopo aver vagliato altre proposte (altre 2 piazze, oltre questa, ancora “libere” da altri mercati), i produttori hanno optato per la piccola piazzetta dei vicoli, che si affaccia davanti al Cinema Ariston, nascosta proprio dietro a Campetto. Il perché è facilmente intuibile: oltre alle dimensioni ridotte del sito, adatto ad accogliere le esigenze dei pochi banchi e non rendere troppo dispersivo l’acquisto, la piazza si inserisce nelle rotte dei visitatori del centro storico, che da Piazza De Ferrari si inoltrano nei vicoli e raggiungono la Maddalena, Piazza Banchi o il Porto Antico passando per Salita San Matteo, o ancora per coloro che da Campetto raggiungono San Lorenzo, e viceversa. Inoltre, attorno alla piazza, una schiera di negozi ed esercizi commerciali, bar e ristoranti, cinema, negozi di abbigliamento, pasticcerie, cartolerie, e molto altro ancora; il mercatino si è andato ad inserire in un tessuto urbano già di per sé consolidato e molto frequentato, in una delle zone più amate del centro. Ma il requisito più importante nella scelta del luogo è la mancanza di smog e inquinamento atmosferico, essendi Piazzetta Tavarone un’area preclusa al traffico. Questa era una condizione necessaria per l’apertura del mercato, in cui le merci non potevano rischiare di essere danneggiate dal traffico urbano e da inquinamento di altro tipo.

    Com’è stata la risposta dei cittadini? Finora positiva, raccontano gli stessi venditori. «Stiamo avendo grande riscontro da parte dei visitatori. Sempre più genovesi ci conoscono, sembrano apprezzare i nostri prodotti ed essersi affezionati all’appuntamento del mercoledì: è uno spazio piccolo, ci teniamo a essere presenti», commentano. L’intenzione è quella di portare avanti il progetto e ampliarne la risonanza. «Vorremmo organizzare interventi culturali, trovando spazio in associazioni e circoli qui vicino, per parlare dei nostri prodotti e del nostro progetto che promuove una cultura vicina ai bisogni dell’uomo».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Orlando in ordine sparso, presentazione del libro di Nicla Vassallo

    Orlando in ordine sparso, presentazione del libro di Nicla Vassallo

    Piazza-De-Ferrari-fontana-Ducale-D2Lunedì 4 novembre alle ore 17.45 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale è in programma la presentazione del libro di Nicla Vassallo Orlando in ordine sparso.
    Poesie 1983 – 2013.

    Poesie, prima inedite, che restituiscono la nostra contemporaneità, il nostro essere nel mondo, poesie che sostano sulle tante emozioni e le tante ragioni dell’esistenza umana.

    Nicla Vassallo (Imperia – Porto Maurizio – 1963) Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova, è filosofa di fama. Autrice di oltre cento pubblicazioni in italiano e inglese, si distingue per l’eleganza, il rigore e la cognizione del compito dell’intellettuale.
    Con Orlando in ordine sparso svela gli ultimi trent’anni di una sua duratura e acuta stagione poetica, prima volutamente taciuta.

    Insieme all’autrice intervengono Francesca Biasetton, artista e calligrafa, Antonio Gnoli, giornalista e scrittore, Claudio Pozzani, poeta e direttore artistico del Festival di Poesia. Introduce Luca Borzani, letture a cura di Pozzani.

    L’ingresso è libero.

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Tapper Zukie: la leggenda della musica reggae, roots e dub in concerto

    Tapper Zukie: la leggenda della musica reggae, roots e dub in concerto

    Tappa Zukie reggaeSabato 2 novembre il Csoa Zapata di Genova ospita la leggenda della musica reggae, roots e dub Tappa Zukie.

    Lo storico cantante, deejay, produttore si esibisce per la prima volta a Genova, in data unica nazionale,
    Al suo fianco, Farmers’ Roots e un opening act outta Milano al microfono Ras Dany I.

    BIOGRAFIA

    Tapper Zukie (o Tappa Zukie) alias David Sinclair è nato nel 1955 a Kingston, Jamaica e si è trasferito in Inghilterra da adolescente. Qui iniziò la sua carriera, con alcune registrazioni in studio e concerti, tra cui l’apertura del live di U-Roy.

    Il primo frutto di questa collaborazione fu il singolo “Jump & Twist”,  cui seguirono “Judge I Oh Lord” e “Natty Dread Don’t Cry”  e l’album MPLA, poi uscito nel 1976.
    Uno dei fan famosi di MPLA fu Patti Smith che diede a Tappa Zukie la possibilità di aprire i concerti del suo tour inglese, ristampò “Man Ah Warrior” con la sua etichetta Mer e contribuì al libretto dell’album di Tappa del 1977, “Man From Bosrah”.

    Questo periodo di successo permise a Zukie di mettere su la sua etichetta “Stars” e iniziò a produrre altri artisti, tra cui Junior Ross & The Spear, Prince Alla, Errol Dunkley, Ronnie Davis, Johnny Clarke, Horace Andy..

    Nel 1977 pubblicò due album dub: “Escape from Hell” e “Tapper Zukie in Dub”

    Una collaborazione con la sussidiaria della Virgin Records, Frontline, vide l’uscita di altri due album nel 1978, “Peace in The Ghetto” e “Tapper Roots”, mentre continuava a produrre dischi con la sua etichetta “Stars”.

    Dopo il 1976 si concentrò a produrre musica in Jamaica, lavorando con artisti reggae del calibro di Mighty Diamonds, Max romeo, Ken Boothe, Sugar Minott e U-Roy.

    Nel 1978 ebbe grande successo con “Oh Lord”, che fu per 6 settimane ai primi posti delle classifiche Jamaicane. Quell’estate ebbe successo anche “She Want a Phensic”.

    A metà degli anni ’80 Tappa era più prolifico come produttore, lavorando con artistin come Mighty Diamonds, Max Romeo e Sugar Minott. Nel 1986 fece uscire un album tutto suo, “Raggamuffin”. Continuò a concentrarsi sulla produzione anche se stampò un altro album suo nel 1996, “Deep Roots”.

    Ingresso 8 euro.

  • Il Pandolce Genovese per un’economia sostenibile

    Il Pandolce Genovese per un’economia sostenibile

    Pandolce BarsottiIl BerioCafé da sempre collabora con le aziende artigianali del territorio fornendo un punto di consegna a Genova per la distribuzione e vendita di prodotti a chilometro zero.

    In occasione delle imminenti festività natalizie, il locale di Paolo Vanni propone i pandolci della Pasticceria Artigianale Barsotti di Montoggio, tutti lavorati a mano e prodotti nel forno a legna.

    E’ previsto un prezzo speciale riservato agli amici del BerioCafé per ordini di acquisto ricevuti entro il 16 novembre. La proposta include:

    Pandolce con farina di castagne

    Ingredienti: Farina di castagne (14,1% sul totale degli ingredienti), farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: baking
    Confezione da 500g – Euro 8,00

    Pandolce genovese basso

    Ingredienti: Farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: baking
    Confezione da 500g – Euro 7,00

     

    Come si acquista?
    – tramite mail scrivendo cliccando qui
    – tramite telefono chiamando il 335 5604631

    Dove si ritira?
    – Il ritiro avviene al BerioCafé dopo comunicazione della disponibilità del prodotto.

    Pandolce genovese alto

    Ingredienti: Farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: lievito naturale
    Confezione da 500g – Euro 7,00

    Previsti prezzi speciali e personalizzazioni dei dolci per aziende, associazioni/circoli, gruppi d’acquisto (minimo 10 confezioni).

    Per acquistare i dolci, è necessario scrivere una mail cliccando qui oppure telefonare al 335 5604631

    Il ritiro avviene al BerioCafé dopo comunicazione della disponibilità del prodotto.


  • Consiglio comunale: meno show più dibattito, cambiano le regole

    Consiglio comunale: meno show più dibattito, cambiano le regole

    palazzo-tursi-aula-rossa-d52Ai meno addetti ai lavori l’ennesimo articolo sul funzionamento del Consiglio comunale potrebbe sembrare un’inutile divagazione su tecnicismi poco interessanti e incomprensibili ai più. Eppure siamo piuttosto convinti che non sia, o quanto meno non dovrebbe, essere così. Dalle discussioni che stanno animando la Commissione regolamento e che nelle prossime settimane si concretizzeranno in una proposta di riforma da sottoporre al giudizio del plenum della Sala Rossa, dipende infatti parte del futuro della dialettica politico-amministrativa della nostra città. E, di conseguenza, del funzionamento della democrazia intesa nel suo senso più nobile. La conferma di quanto si tratti di una questione di tutto rilievo, e anche piuttosto delicata, è arrivata dalla convocazione di una riunione di maggioranza martedì scorso, al termine della seduta ordinaria del Consiglio, in cui si è tentato invano di fare quadrato sul tema. D’altronde, non sono più procrastinabili gli interventi che dovrebbero porre un serio freno alle pratiche di filibustering ormai consuetudine a Palazzo Tursi.

    Anche perché il Consiglio sta per affrontare dibattiti che si preannunciano decisamente infuocati, come quelli sul futuro delle società partecipate o sulla Gronda. È necessario che la discussione politica genovese faccia un salto di qualità notevole e la smetta di trincerarsi dietro formalismi o ostruzionismi esclusivamente strumentali al raggiungimento di obiettivi partitici sottraendosi al dialogo democratico perché, come sostiene il capogruppo della Lista Doria, Enrico Pignone, «la dignità del Consiglio comunale è proprio data dalla qualità del dibattito in aula da cui deve scaturire un indirizzo politico per le attività della Giunta».

    Il ruolo del presidente del Consiglio, mozioni, articoli 54 e odg “fuori sacco”

    Tuttavia, la strada con cui raggiungere questo obiettivo è anch’essa fonte di scontro anche all’interno della stessa maggioranza. Secondo quanto circola tra i corridoi di Palazzo Tursi, infatti, sulla riforma del regolamento del Consiglio comunale si starebbero delineando due schieramenti: da un lato il complesso di proposte nate in seno alla Commissione competente che mirano a togliere ogni potere discrezionale al presidente del Consiglio rendendolo un vero e proprio arbitro super partes; dall’altro, i dubbi del Partito democratico, a cui il presidente del Consiglio comunale genovese appartiene da sempre, restio a perdere questo sottile ma spesso fondamentale privilegio, ma comunque consapevole della necessità di una riforma del modus operandi della Sala Rossa.

    palazzo-tursi-gioia-alfonso-Udc-lauro-lilli-pdl-D

    Degli strumenti consiliari dentro l’occhio del ciclone abbiamo già parlato nelle precedenti puntate di “Liberi Tursi” (Art. 54 e Odg “fuori sacco, l’approfondimento). Innanzitutto, gli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che precedono di un’ora ogni seduta ordinaria del Consiglio. Da tempo, il presidente Guerello si era lamentato dell’impossibilità di scegliere ogni settimana le questioni da portare in aula tra le centinaia presentate dai consiglieri. Dopo attente riflessioni, la Commissione ha deciso di palazzo-tursi-aula-rossa-d38accettare la proposta di modifica di Alfonso Gioia, capogruppo Udc e già presidente del Consiglio provinciale: «Bisogna eliminare la discrezionalità del presidente nella scelta degli articoli 54 da portare in aula. Per questo motivo proponiamo di limitare la possibilità ai consiglieri di proporre una sola interrogazione a risposta immediata per seduta. Tutti gli articoli 54 pervenuti al presidente verranno poi messi all’ordine del giorno: se, al termine dell’ora a disposizione, non si sarà riusciti a esaurire tutte le questioni, i consiglieri avranno la possibilità di riproporre quelle inevase per la seduta successiva, naturalmente con diritto precedenza».

    A ciò potrebbe aggiungersi anche la possibilità di trasformare l’art. 54 in una risposta scritta da parte dell’assessore competente entro 48 ore dalla presentazione dell’interrogazione, come richiesto dal Movimento 5 Stelle. «Molti consiglieri – spiega De Pietro – usano questo strumento solo per darsi una certa visibilità, ma noi invece siamo interessati alle risposte, non tanto al modo con cui queste vengono date. Tutte le settimane cerchiamo di presentare solo un articolo 54, ovvero quello che riteniamo più urgente tra le tante segnalazioni che ci arrivano dai cittadini. Con la modifica del regolamento tutti i consiglieri a questo punto tornerebbero ad essere sullo stesso piano».

    Altro ritocco riguarderà la presentazione delle mozioni. Sempre nell’ottica di togliere discrezionalità all’operato del presidente del Consiglio comunale, che potrebbe agevolare il compito della Giunta escludendo questioni troppo delicate, la quantità delle mozioni che saranno messe in calendario durante ciascuna seduta sarà decisa dalla Conferenza capigruppo, che dovrà farsi garante di una certa rotazione e di un buon equilibrio tra le istanze di tutti i gruppi consiliari. Toccherà poi al singolo gruppo decidere, tra le varie mozioni possibili, presentare quella che necessiterà della maggior urgenza.

    A cambiare potrebbe essere anche l’articolo 17 nei commi riferiti alla questione pregiudiziale e alla domanda di sospensiva. «Oggi – spiega ancora Gioia – se un particolare documento dà fastidio a una parte politica, basta avere la maggioranza per poterne facilmente rimandare la discussione a data successiva. La proposta, invece, è quella di poter tutt’al più chiedere un’inversione dei lavori all’interno dello stesso ordine del giorno ma non il rinvio a un’altra seduta solo per motivazioni politiche».

    Più delicata, invece, la questione che riguarda gli ordini del giorno fuori sacco, ancora all’esame della commissione. «A differenza di quello che vorrebbe una parte della maggioranza – prosegue Gioia – gli ordini del giorno fuori sacco sono uno strumento utile in determinate situazioni particolarmente urgenti. Certo è che non si può cadere nella deriva di queste settimane in cui proprio i fuori sacco hanno bloccato i lavori del Consiglio. La mia proposta è quella di lasciare sul tema l’impianto attuale del regolamento, limitando la presentazione dei fuori sacco a uno per consigliere e due per gruppo, per ogni seduta».

    Le proposte del Partito Democratico

    palazzo-tursi-malatesta-gianpaolo_Pd-DEd eccoci, dunque, alle proposte del Pd. Il consigliere Gianpaolo Malatesta ha presentato un documento che mira a ritoccare il regolamento sulla presentazione degli emendamenti e a contingentare fortemente i tempi di discussione. Per quanto riguarda gli emendamenti la proposta, che difficilmente verrà accolta dalla maggioranza della Sala Rossa, va nella direzione di un loro concentramento in Commissione: a differenza di quanto accade ora, in cui un emendamento può sostanzialmente essere presentato in qualsiasi momento prima della votazione, Malatesta vorrebbe limitare la possibilità di presentazione in aula a prima dell’appello della seduta in cui il documento viene posto in discussione. E, a proposito di discussione, secondo la proposta Pd, dagli attuali 10 minuti i tempi per l’illustrazione di emendamenti e ordini del giorno dovrebbero scendere a 5, mentre le dichiarazioni di voto addirittura a 3 minuti.  «Non pretendo – dice Malatesta – che si arrivi ai 60” del Parlamento europeo perché capisco che la loquacità e i modi di espressione italiani abbiano necessità di altri tempi, ma dobbiamo arrivare al massimo dell’efficienza e della dinamicità possibile per i lavori del Consiglio comunale, limitando al minimo le possibilità di ostruzionismo. Non dovremmo essere qui per fare da palco a chi protesta ma piuttosto per risolvere i problemi».

    Possibile che il dialogo interno alla maggioranza e le ultime sedute di Commissione possano sbloccare la situazione, ma la sensazione è che il testo del nuovo regolamento arriverà in aula così come già votato a maggioranza dalla Commissione stessa, mentre le proposte del Pd, come d’altronde quelle di altri consiglieri che non sono state recepite nel documento unico, diventeranno oggetto di altrettanti emendamenti che accenderanno ancora una volta la discussione in Sala Rossa.

     La proposta del Movimento 5 Stelle

    palazzo-tursi-putti-paolo-M5S-D2C’è, infine, un’ultima proposta degna di nota, lanciata dal Movimento 5 Stelle, ovvero quella che il Comune pubblichi tutti gli atti che verranno portati all’esame del Consiglio prima della loro discussione. Una proposta che ha sollevato l’obiezione della Segreteria generale, come spiega il consigliere De Pietro: «L’ostacolo sarebbe una fantomatica interferenza con il lavoro del Comune e con le normative sulla privacy. Ma noi vogliamo la trasparenza assoluta e mi sono opposto con vigore a questo diniego. Il compito della Segreteria deve essere quello di evidenziare eventuali problematiche di inammissibilità dei documenti ma non certo di intervenire nel merito di decisioni politiche e regolamentari. Se questa modifica non deve passare, sarà il Consiglio a dirlo, ma dovrà farlo di fronte alle telecamere e ai cittadini genovesi».

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]