Autore: erasuperba

  • Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Manicomio di QuartoMercoledì 19 luglio il consiglio del Municipio Levante ha approvato all’unanimità un documento, contenente alcune integrazioni proposte dai consiglieri di minoranza, in cui si chiedono garanzie sul futuro dei servizi e delle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Quartoun complesso che la Regione Liguria ha messo in vendita, insieme ad altri cespiti immobiliari, per coprire il profondo rosso della sanità ligure  – nonché l’attivazione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione del Distretto Socio-Sanitario, di Asl 3, Regione, Provincia, Comune, Municipio, Arte e del Coordinamento di Quarto.

    «Si tratta di un’iniziativa importante che tutti i gruppi all’opposizione hanno voluto fortemente sostenere – spiega Walter Vassallo, presidente della I Commissione, competente in materia di pari opportunità – Un esempio tangibile, dove il buon senso è stato trasversale a qualsiasi posizione individualistica. Siamo tutti in perfetta sintonia con il testo, approvato all’unanimità dal consiglio, che include le integrazioni portate avanti da tutti i gruppi della minoranza. Alcune di queste integrazioni sono frutto delle osservazioni fornite dall’Associazione famiglie pazienti psichiatrici Alfapp, che ringrazio, e hanno l’obiettivo di scongiurare scenari di emarginazione per i pazienti e garantire che non si presentino casi di disorientamento per paventati trasferimenti verso altre strutture».

    Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che da mesi si sta occupando della questione riguardante la cessione degli immobili dell’Asl 3, ha assistito ai lavori del consiglio municipale e sostiene la richiesta del Municipio Levante «Ritengo molto significativa la presa di posizione unitaria del Municipio: si chiede a Regione, Arte (agenzia regionale territoriale per l’edilizia, oggi proprietaria degli immobili compresi nell’ultima cartolarizzazione del 2011, ndr) e ad Asl di discutere insieme il futuro delle aree di Quarto, dei pazienti e dell’offerta sanitaria nel Levante cittadino. Mi auguro che questa richiesta, assolutamente ragionevole, venga accolta al più presto. C’è poco tempo per risolvere un grande pasticcio, ma il quartiere e i pazienti hanno diritto di dire la loro su un’operazione che porterà molti milioni di euro nelle casse pubbliche».

    La mozione del consiglio municipale sottolinea quanto sia necessario – considerando che il Levante  è stato progressivamente depauperato di servizi sanitari – disporre di una piastra socio-sanitaria a conforto dei residenti. Inoltre il mantenimento o il cambio di destinazione d’uso delle aree già vendute a Valcomp due e delle aree recentemente vendute ad Arte, potrebbero costituire un fattore determinante per la salvaguardia dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico – un patrimonio del Levante genovese e di tutta la città – nelle sue valenze architettoniche, storiche, sociali, sanitarie, ambientali.

    Regione e Comune, infatti, dovranno concordare il cambio di destinazione d’uso per le aree dell’ex manicomio di Quarto, in modo tale da consentire ad Arte la valorizzazione degli immobili acquisiti. «Non vorrei che questo momento arrivasse proprio nel periodo estivo, quando l’attenzione di tutti è più scarsa – sottolinea Pellerano – Il Comune avrà un breve margine temporale per poter presentare la sua proposta di cambio di destinazione d’uso. Nel qual caso non si esprimesse la Regione può sostituirlo. Secondo me è opportuno, prima di fare qualsiasi scelta, prendersi il tempo necessario per ragionare. E confrontarsi con le esigenze del quartiere».

    I principali obiettivi da raggiungere in sede di tavolo di confronto sono: la sospensione dei trasferimenti dei pazienti, un accordo per continuare a garantire i servizi sanitari alla struttura del Levante genovese cercando di costituire una Casa della salute ed il mantenimento, almeno parziale, della funzione pubblica delle aree di Quarto.

     

    Matteo Quadrone
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • L’altra metà del libro: al Ducale il primo festival della lettura

    L’altra metà del libro: al Ducale il primo festival della lettura

    Palazzo Ducale entrataDal 16 al 18 novembre 2012 Genova diventerà per la prima volta sede di un evento dedicato al piacere della lettura, che porterà nella nostra città – più precisamente a Palazzo Ducale – alcuni dei più noti esponenti della narrativa contemporanea.

    L’altra metà del libro si terrà a Palazzo Ducale e sarà caratterizzato da tavole rotonde, reading, spettacoli teatrali e musicali: il programma è ancora da definire, ma sono già trapelati i nomi dei primi ospiti, tra cui Ian Mc Ewan, Daniel Pennac, David Albahari, Javier Cercas, Rosa Montero e Clara Sanchez, che leggeranno le loro opere e ne discuteranno con il pubblico.

    Il Festival, a cura di Alberto Manguel, è organizzato in collaborazione con Centro Culturale Primo Levi e Comune di Genova.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena e la solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto

    Sampierdarena e la solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto

    Si è conclusa “ Noi per l’Emilia” la serie di iniziative del Municipio Centro Ovest per le popolazioni colpite dal terremoto. Oltre mille euro il contributo dei Sampierdarenesi che hanno partecipato alle serate in Villa Scassi, un furgone di prodotti alimentari e d’uso, a cui si aggiunge la devoluzione del gettone di presenza dei Consiglieri del Municipio Centro-Ovest e una donazione personale del Presidente Franco Marenco.

    Questo il bilancio della solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia che è stato presentato ieri durante la seduta del Consiglio del Municipio Centro Ovest. Il ricavato è stato destinato al comune di Quistello e al campo di San Felice sul Panaro allestito dalla Regione Liguria anche con la collaborazione dei volontari di Sampierdarena e San Teodoro.

    «Un piccolo contributo rispetto al grande dramma, un segnale concreto di vicinanza e solidarietà sottolinea il presidente del Municipio Franco Marenco – buona la presenza di cittadini che hanno risposto alla chiamata di solidarietà e hanno partecipato a tenere vive e ricche di cose buone le sere Sampierdarenesi».

  • Voltri, riqualificazione area ex Verrina: il grattacielo che non c’è

    Voltri, riqualificazione area ex Verrina: il grattacielo che non c’è

    L’ennesima operazione di trasformazione di un’area industriale dismessa destinata nel prossimo futuro ad accogliere attività commerciali ed insediamenti residenziali – con la gradita aggiunta di opere di compensazione quali un asilo, spazi verdi, un centro per l’assistenza degli anziani ed un impianto sportivo – ma pur sempre di contorno a case, negozi e gli immancabili parcheggi, doveva veder la luce in breve tempo dopo un lunghissimo iter progettuale, invece per il momento resta ferma al palo. Le cause? La difficile congiuntura economica e soprattutto il calo verticale dei valori immobiliari.
    Eppure parliamo di un progetto in grado di cambiare radicalmente il volto di una porzione di Voltri, quella che corre lungo l’Aurelia tra il casello autostradale di Voltri-Prà e l’ingresso nell’estrema delegazione ponentina, l’area ex Verrina, oltre 16 mila metri quadrati che un tempo ospitavano uno stabilimento metalmeccanico e da più di 40 anni sono abbandonati in attesa di conoscere il loro destino.

    Qui, infatti, dovrebbe svettare un grattacielo alto 90 metri affacciato sulle serre di basilico che circondano la zona. E poi parcheggi, negozi e una nuova piazza pubblica sull’Aurelia. Ma per fortuna gli oneri di urbanizzazione prevedono anche la realizzazione di alcuni servizi per il quartiere: i sopracitati asilo e residenza assistita per anziani; uso pubblico (convenzionato) della superficie di copertura dell’edificio commerciale (in pratica un campo sportivo sul tetto). Il progetto comprende anche la realizzazione della viabilità di collegamento con via Ventimiglia e la realizzazione di un’area verde pubblica contestuale al risanamento del rio San Giuliano.
    Tutto è pronto dopo che il consiglio comunale nella seduta pubblica del 28 aprile 2011 ha approvato lo schema di assetto urbanistico (SAU) relativo all’ambito speciale di riqualificazione urbana n. 3 del puc, ex stabilimento Verrina e la bozza di convenzione fra il Comune di Genova e la proprietà, ovvero la società Salati Armando spa, relativa all’attuazione degli interventi previsti dal SAU.
    Per giungere a questo punto è stato necessario un lungo processo decisionale che ha visto anche la partecipazione dei cittadini. Nella prima versione del progetto, contrastata da abitanti e comitati di quartiere, il grattacielo misurava 105 metri. In seguito l’altezza è stata ridotta a 90 metri ma è rimasta la soluzione verticale. Il nodo più critico rimane quello del rapporto con le serre di basilico che si estendono lungo il perimetro dell’area e dovranno essere adeguatamente tutelate. A questo fine la convenzione prevede, da parte della proprietà, la cessione dell’area entro il “parco delle serre” ed il recupero di un piccolo edificio annesso.

    Ma andiamo con ordine e ripercorriamo le tappe salienti del progetto. Nel novembre 2006 la Salati Armando invia al Comune di Genova lo Schema di Assetto Urbanistico (SAU) relativo all’ambito speciale di riqualificazione urbana dell’ex stabilimento, redatto dall’architetto Fabio Pontiggia. Dopo alcune modifiche, che recepivano le richieste della circoscrizione, nell’aprile 2008 lo schema di assetto urbanistico viene consegnato al Comune e trasmesso al Municipio per una propria valutazione. La nuova proposta di SAU contiene, a parità di quantità volumetriche e attività insediabili sostanzialmente coincidenti con la soluzione sopra descritta, due soluzioni alternative in merito alla configurazione dell’edifico residenziale. Lo stesso edificio assume, all’interno del medesimo quadro progettuale complessivo, la forma di torre, o di linea.
    È a questo punto che parte il processo di partecipazione promosso dall’ex assessore all’attuazione dei grandi progetti di riqualificazione urbana e degli strumenti di partecipazione alle fasi di progettazione definitiva e realizzazione, Mario Margini, di concerto con il presidente del Municipio Ponente, Mauro Avvenente, allo scopo di avviare un confronto tra cittadini, amministrazione comunale e municipale. La consultazione si è sviluppata sulle due ipotesi progettuali per la riqualificazione dell’area ex Verrina e sulle caratteristiche dei progetti, relativamente alla parte residenziale e ai servizi che lì dovranno insediarsi. L’attività è stata seguita da un gruppo di lavoro comprendente, l’assessorato guidato da Mario Margini, il Municipio Ponente e la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova. La prima assemblea pubblica, a cui ne seguiranno altre, è datata 16 luglio 2009. Per la consultazione dei cittadini vengono distribuiti e raccolti 161 questionari. Nell’ottobre dello stesso anno il Municipio, con una specifica delibera, approva le linee guida emerse dal percorso di partecipazione.
    «Il progetto è stato approvato dopo un lungo percorso che ha visto condividere il processo decisionale con la popolazione di Voltri – spiega il presidente Municipio Ponente, Mauro Avvenente – Si è trattato di un esempio di débat public sulla falsariga di quello seguito per la Gronda. Nel 2009 il Comune e la facoltà di architettura dell’Università di Genova organizzarono una sorta di referendum tra due ipotesi progettuali – continua Avvenente – una costruzione sviluppata in orizzontale oppure in verticale. Circa 300 persone parteciparono al sondaggio e alla fine vinse la soluzione verticale».

    Ma non tutti sono convinti che il confronto con la cittadinanza sia stato davvero foriero di risultati significativi. «Nel 1996- 1997 un’interessante proposta della circoscrizione prevedeva la costruzione di un polo artigianale con annesso un museo- laboratorio per il pesto – ricorda Arcadio Nacini, ex consigliere a Palazzo Tursi e storico portavoce della sinistra ponentina – questa era una soluzione positiva per il quartiere ma evidentemente sono ritenuti più utili altri centri commerciali. L’unica proposta positiva è la ricucitura a mare della Via Aurelia con Via Ventimiglia e, pertanto, con l’area collinare di Prà-Voltri. In una zona di circa 40.000 abitanti in cui la partecipazione alle assemblee è stata alta, si è chiesto di scegliere fra la costruzione della torre, con i medesimi volumi, verticali oppure orizzontali – sottolineava Nacini nella seduta del consiglio comunale che decise l’approvazione della riqualificazione dell’area ex Verrina – Un quesito che sapeva di ricatto: vuoi la torre in verticale o in orizzontale? Questo ha allontanato i cittadini perché partecipazione vuol dire non solo stare ad ascoltare ma anche fare delle proposte e le proposte che sono state fatte dalle delegazioni non sono state recepite perché c’è stata una chiusura totale. Lo scopo dei proprietari è sempre stato quello di fare “palanche” come hanno dimostrato tenendo quell’area per 40 anni e facendola degradare».
    «Ritengo che non si sia svolto un reale processo di urbanistica partecipata visto che la progettazione non è stata condivisa con i cittadini fin dall’inizio – spiegava l’ex consigliere comunale del gruppo misto, Manuela Cappello, nella seduta del 28 aprile 2011 – Inoltre è stato ripetutamente detto da questa amministrazione che non si sarebbero più fatti centri commerciali mentre anche in questo caso assistiamo alla realizzazione di un centro commerciale in una zona dove già sono presenti altri insediamenti simili ed i piccoli negozi faticano a sopravvivere. Peraltro una struttura commerciale nuova significa nuova attrazione di traffico e volumi di auto private ma anche di inquinamento. I grattacieli non sono la soluzione per ovviare al problema del consumo di suolo – aggiunge Cappello – la costruzione in altezza crea una serie di complicazioni che comportano una maggiore superficie necessaria per le strutture, per gli elementi di collegamento verticale, per gli accessi, i parcheggi, i sevizi. Non è vero, quindi, che la città alta ed i grattacieli risparmiano il consumo di suolo».

    La pensa diversamente il presidente del Municipio Ponente «Noi riteniamo che il progetto abbia riscosso l’apprezzamento dei cittadini – sottolinea Avvenente – la sua realizzazione permetterebbe al quartiere di ricevere, a titolo di compensazione, alcuni servizi oggi assenti. Il ritardo nell’avvio dei lavori è legato alle difficoltà del mercato immobiliare. Il Municipio ha fatto pressioni affinché il progetto parta. Ci sono tutte le premesse per restituire alla popolazione di Voltri un’area inaccessibile da molti anni».
    Purtroppo però le speranze del presidente Avvenente sono destinate a rimanere tali e addirittura si corre il concreto rischio di un’inevitabile modifica al ribasso del progetto.
    «I tempi di approvazione dello strumento urbanistico (SAU) sono stati lunghissimi così come la definizione della convenzione, effettivamente approvata nel 2011 – spiega il progettista Fabio Pontiggia – Siamo quindi arrivati a poter essere operativi in concomitanza con l’acuirsi delle difficoltà economiche generali, in un momento di calo verticale della richiesta di alloggi e dei valori immobiliari».
    Ma questa non è l’unica causa dell’attuale empasse «Le condizioni di contributo in opere pubbliche e oneri diversi, previsti dalla Convenzione, erano già particolarmente pesanti in condizioni normali di “mercato” e diventano insostenibili in questo periodo di crisi per qualsiasi operatore», sottolinea Pontiggia .
    Quindi quali sviluppi sono prevedibili? «La situazione va rivista alla luce dei nuovi limiti complessivi – spiega l’architetto – L’ipotesi è quella di una rielaborazione progettuale che, tenendo conto della congiuntura sfavorevole, parta dalle priorità espresse dalla cittadinanza nel corso del dibattito pubblico per realizzare un intervento più leggero e che tenga maggiormente conto delle effettive richieste di mercato. Per ora è solo un’ipotesi di lavoro sulla quale stiamo cominciando a ragionare – aggiunge Pontiggia – La proprietà sta comunque provvedendo ad alcuni importanti interventi di preparazione dell’area in attesa di futuri sviluppi». Di conseguenza quali opere di compensazione saranno salvate? «Lavorando ad una nuova ipotesi si dovranno salvaguardare il più possibile le aree destinate complessivamente a servizi (pubblici o convenzionati) – spiega il progettista – sicuramente l’asilo (salvo diverso orientamento del Comune) e la strada di collegamento. La residenza per anziani potrebbe essere pensata come un servizio convenzionato e cosi le aree ad uso sportivo».

    E l’architetto ritorna sul punto che ritiene fondamentale «Non è possibile ipotizzare che il complesso degli oneri versati sia più di tre volte quanto dovuto, ciò comporta automaticamente non poter fare l’operazione a causa della sua insostenibilità economica – sottolinea Pontiggia – La sfida è un progetto che coniughi il giusto interesse imprenditoriale, giusto interesse e non interesse speculativo, con l’interesse pubblico della cittadinanza e del quartiere, partendo dalla priorità che è necessario superare al più presto lo stato di degrado in cui versa l’area». In definitiva, la possibilità di portare a compimento la riqualificazione dell’area ex Verrina, non è completamente svanita «Io penso sia possibile trovare questo punto di equilibrio con un po’ di buona volontà da parte di tutti e abbandonando ogni forma di demagogia o presa di posizione a priori che di fatto condanna tutti ad un disastroso immobilismo – conclude Pontiggia – Inoltre il cantiere potrebbe dare lavoro a più di 60 addetti per un periodo variabile dai 3 ai 4 anni, a cui si sommerebbe tutto l’indotto. Di questi tempi non mi pare un’ipotesi da buttare via».

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • G8 e Carlo Giuliani: l’inchiesta sulla morte nel documentario “La trappola”

    G8 e Carlo Giuliani: l’inchiesta sulla morte nel documentario “La trappola”

    carlo giuliani g8Genova, 20 luglio 2001. In piazza Alimonda, durante una delle manifestazioni che hanno fatto da contorno al G8, muore Carlo Giuliani.

    Per ricordare quanto avvenuto, oggi pomeriggio alle 15 in piazza Alimonda si raduneranno tutti coloro che vogliono tenere viva l’attenzione non solo su questa morte ancora così piena di dubbi, ma anche su tutte le violenze che sono state compiute dalle forze dell’ordine, in primis quelle alla scuola Diaz che hanno portato poche settimane fa alla condanna definitiva in Cassazione e interdizione dai pubblici uffici per alcuni dei nomi più influenti della polizia italiana.

    Per chi vuole capire meglio cosa è accaduto, e soprattutto analizzare le ragioni di chi non crede nelle “verità ufficiali”, è importante guardare il documentario La trappola, voluto e prodotto a partire dal 2006 – e arricchito nel corso degli anni, man mano che si acquisiva nuovo materiale – dal Comitato Piazza Carlo Giuliani e diretto da Bruno Luverà, inviato del Tg1 durante il G8 e vincitore del premio giornalistico Saint Vincent 2002 per la sua inchiesta sulle violenze a opera delle forze dell’ordine: il filmato, che dura oltre un’ora, riparte da zero nel ricostruire i fatti che hanno portato alla morte del ragazzo attraverso una ricca documentazione di fotografie, filmati (soprattutto tratti dall’archivio Rai), registrazioni telefoniche e testimonianze rese nel corso dei processi.

    Qui il video del documentario La trappola.

    Marta Traverso

  • Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Ad ormai 11 anni dai tragici eventi del G8 genovese del 2001, il ricordo non muore ed i cittadini che hanno vissuto quelle terribili giornate, culminate nell’assassinio del giovane manifestante Carlo Giuliani, si ritrovano in Piazza Alimonda, per ricordare Carlo e tutti quelli che subirono le ingiustificate violenze da parte delle forze dell’ordine.

    Siamo testardi, pensiamo che continuare a fare memoria sia lo strumento per ottenere un giorno la verità – scrive il Comitato Piazza Carlo Giuliani – Perché dobbiamo riuscire a evitare che ciò che è accaduto continui a succedere.
    Per questa ragione invitiamo le associazioni e tutte le persone che in questi anni hanno capito quanto è importante la memoria, a venire il prossimo venerdì 20 luglio in piazza Alimonda. Ci saranno la musica, la poesia, le parole, il loro significato autentico, le parole che contano. Staremo con Carlo fino alle 17 e 25 e anche dopo.
    Ci regaleranno la loro musica: Luca Lanzi e Andreas Peterman (Casa del Vento), Alessio Lega e Marco Rovelli, Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones, Contratto Sociale GNU-Folk, Bricchigotti Lambicchi e Marco Chiavistrelli.

    Il giorno seguente, SABATO 21 LUGLIO 2012, ore 17 Teatro Garage, via Paggi 43 b è previsto invece l’incontro pubblico “DOPO LE SENTENZE, LA LEZIONE DI GENOVA 2001 Leggi superate, nuove norme da introdurre, riforme indispensabili: che cosa cambia (o dovrebbe cambiare) dopo la chiusura di alcuni dei principali processi. E una domanda: quanta giustizia si è fatta?”.

    Ne parliamo con Haidi Gaggio, Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani), Turi Palidda (Università di Genova), Emanuele Tambuscio
    (avvocato), Vittorio Agnoletto (ex portavoce Gsf). Conclude Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova), coordina il consigliere comunale Antonio Bruno.
    Alle ore 19,30 – cena al circolo Arci Lo Zenzero, via Torti 35 (raggiungibile a piedi dal Teatro Garage, 800 metri).
    Infine alle ore 21 sarà il momento della Fiaccolata da piazza Terralba alla scuola Diaz.

     

  • Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Avete mai pensato di fare attività di volontariato con i bambini ricoverati all’ospedale pediatrico Gaslini? ABIO Italia – Fondazione per il bambino in ospedale vuole avviare questo servizio presso il polo di Quarto a partire dal prossimo autunno, e per questo scopo ha organizzato un corso di formazione gratuito per preparare i volontari ad assistere i bambini nel modo migliore.

    Il corso partirà a partire da settembre 2012, non appena sarà raggiunto un numero minimo di 30 iscritti, e sarà composto da cinque lezioni:
    – un incontro informativo
    – un incontro di selezione – autovalutazione
    – lezioni su aspetti igienico-sanitari-comportamentali e importanza del gioco
    – seminario psico – motivazionale
    – 60 ore di tirocinio in ospedale.

    L’iscrizione è gratuita e deve avvenire via telefono presso la segreteria della Fondazione ABIO Italia Onlus, al numero 02 45497494.

  • Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925Una raccolta firme promossa dai cittadini per invocare una Sampierdarena migliore, un quartiere attivo e sicuro come quello che ancora ricordano gli anziani, dove si poteva passeggiare in libertà a tutte le ore, una delegazione brulicante di negozi, imprese e realtà sociali operanti sul territorio. Oggi purtroppo la situazione è cambiata radicalmente e Sampierdarena spesso viene dipinta come una periferia degradata a causa del proliferare di sale giochi/scommesse che attirano personaggi poco raccomandabili, della continua apertura di locali notturni e del conseguente abuso di alcolici, della presenza di un mercato del sesso a cielo aperto che, in particolare nella zona di San Benigno, è ormai un fenomeno endemico.

    Venerdì 20 luglio, dalle ore 17 alle 20 in piazza Settembrini, l’associazione di cittadini “Officine Sampierdarenesi, nata da pochi mesi, promuove una raccolta firme da inviare al sindaco Marco Doria, con delle richieste ben precise.

    Innanzitutto il ripristino dell’ordinanza contro la vendita di alcolici, una disposizione non rinnovata dalla nuova amministrazione comunale – come invece è avvenuto nel centro storico per la zona di Prè – in grado di suscitare un’indignazione popolare, cavalcata in maniera trasversale da tutte le forze politiche di destra e di sinistra, con il Municipio Centro-ovest che ha assunto una decisa posizione contro Palazzo Tursi «Adesso basta, richiamo ai loro obblighi istituzionali prefetto, questore e sindaco – tuona il presidente Franco Marenco – Ci dicano cosa hanno intenzione di fare per San Pier d’Arena. Chiuderla? Farla diventare un sobborgo? Il Municipio non permetterà che la negligenza di alcuni ed i diritti dei singoli avventori o di gruppi di ubriachi rissosi prevalgano sui diritti di una comunità sana come quella sampierdarenese che faticosamente sta cercando di rialzarsi. Non piacciono le ordinanze? Che si eseguano i normali controlli per far rispettare l’ordine e le regole di convivenza civile, frenare il degrado sociale ed urbano, ma che lo facciano adesso!».

    Poi la revisione degli estimi catastali al fine del calcolo Imu «Perché qui non vogliamo pagare come ad Albaro», spiega il presidente delle Officine Sampierdarenesi, Gian Franco Angusti.
    Ma l’associazione chiede anche di promuovere e rilanciare la rete del piccolo commercio, vitale per migliorare la vivibilità del quartiere «Non possiamo più assistere in silenzio alla chiusura dei negozi a causa dell’apertura di nuovi centri commerciali», sottolinea Angusti. E ancora i cittadini domandano a gran voce il completamento dei lavori in corso nella delegazione e immediati interventi nelle zone maggiormente degradate.

    «Parteciperanno persone qualunque e rappresentanti istituzionali –  conclude Angusti – la nostra è un’iniziativa bipartisan perchè i temi sui quali intendiamo attirare l’attenzione sono condivisi da tutti, senza eccezioni».

     

    Matteo Quadrone

  • Paolo Borsellino, strage di via D’Amelio: studenti in presidio

    Paolo Borsellino, strage di via D’Amelio: studenti in presidio

    paolo borsellinoOggi (19 luglio, ndr) ricorrono vent’anni dall’attentato di via D’Amelio, che uccise il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta.

    Per ricordare questo evento oggi pomeriggio alle 17.00 nell’aula San Salvatore in piazza Sarzano si terrà un evento organizzato dagli studenti dell’Università di Genova in collaborazione con la testata “Il Fatto Quotidiano”.

    Nel corso dell’evento si terrà la proiezione del video “Due anni di stragi – Vent’anni di trattativa”, a cui seguiranno gli interventi di Francesco Pinto, presidente dell’Associazione nazionale magistrati Liguria, e di Ferruccio Sansa, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”.

  • Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Rifiuti raccolta differenziataSi è conclusa la settima edizione di Comuni Ricicloni, la campagna nata nel 1994 a cui aderiscono un numero sempre maggiore di Comuni, che vedono nell’iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e più in generale un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.

    L’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, in collaborazione con Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

    I dati relativi alla Liguria dimostrano che il valore medio della raccolta differenziata si attesta al 30%, un buon risultato considerando il dato di partenza, ossia il 17% nel 2005: si registra così un incremento medio annuo di 3 punti percentuali. Sono 9 i Comuni che raggiungono e superano gli obiettivi di legge previsti per il 2011 (45%), quasi tutti localizzati nelle province di Savona, Imperia e Genova.
    Nella classifica dei Comuni Ricicloni compie un notevole balzo in avanti il Comune di Garlenda, con il 75,44% di raccolta differenziata, registrando un incremento di oltre il 51%, che consente di passare direttamente al primo posto dall’88° di solo un anno fa.
    Garlenda, e il Comune di Noli con l’72,81% di differenziata, sono dei veri e propri fuoriclasse, in grado di anticipare persino l’obiettivo del 65% che la legge pone per fine anno.

    I risultati dei quattro Capoluoghi di Provincia non sono ancora sufficienti ma tuttavia incoraggianti: al primo posto si colloca La Spezia con il 35,27%, al secondo Genova con il 30,99%, terzo posto per Imperia con il 24,53%, e in ultimo Savona con il 21,85%.

    Solo 9 comuni rientrano nell’obiettivo di raccolta differenziata –  il 45% sul totale dei rifiuti prodotti – del Testo Unico Ambientale (d.lg. 152/2006) e solo 2 di essi superano il 65%, valore da raggiungere entro il 31/12/2012

    «I dati dimostrano che bisogna ancora lavorare con le amministrazioni pubbliche per orientarle verso una “rivoluzione culturale”, qual e’ la raccolta differenziata», dichiara Stefano Sarti, Vicepresidente di Legambiente Liguria.

    «Il cammino è ancora lungo ma un dato è certo – dichiara Renata Briano, Assessore all’Ambiente della Regione Liguria – la percentuale di raccolta differenziata in Liguria è in costante aumento. Le iniziative messe in campo dalla Regione e la crescente sensibilità degli enti locali e dei cittadini costituiscono le principali spinte verso una gestione dei rifiuti più attenta e più consapevole. Migliorare si può e i buoni esempi sono lì a dimostrarlo: diversi, infatti, sono i Comuni liguri che hanno raggiunto risultati in linea con le realtà più virtuose a livello nazionale».

    «Questa manifestazione, che noi supportiamo da anni, ha come obiettivo quello di incoraggiare tutte le realtà comunali che si impegnano nella corretta gestione dei rifiuti di imballaggio – afferma Pier Luigi Gorani, dell’Area Rapporti col Territorio CONAI – La Liguria sta andando nella direzione giusta e in questo processo virtuoso, in cui il cittadino ha un ruolo centrale, CONAI si fa garante dell’avvio a recupero e riciclo dei materiali di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, plastica, legno e vetro) provenienti dalla raccolta differenziata e conferiti al Sistema Consortile».

    La conferenza è stata anche l’occasione per ribadire il supporto a favore del Comune di Monterosso, da parte di CONAI, per l’acquisto delle attrezzature per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici del comune ed è un piccolo passo per il ritorno alla normalità, anche nel campo della raccolta e separazione dei rifiuti domestici, dopo la disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011. Il riconoscimento a Monterosso fa parte di un’operazione di intervento straordinario promosso da Conai che ha consentito di erogare attraverso un protocollo di intesa firmato a novembre del 2011 con la Provincia della Spezia ed il gestore del servizio rifiuti Acam Spa, oltre 200 mila euro a favore del ripristino delle attrezzatture necessarie alla raccolta differenziata dei rifiuti.

  • Consiglio Comunale: ancora l’emergenza lavoro al centro del dibattito

    Consiglio Comunale: ancora l’emergenza lavoro al centro del dibattito

    Il dibattito in Consiglio Comunale è ripreso esattamente da dove si era interrotto due settimane fa, rimettendo al centro dell’attenzione le emergenze legate al mondo del lavoro. La seduta di ieri (17 luglio 2012) è stata dedicata in larga parte alla vicenda Lactalis e alle prospettive future – piuttosto incerte – per la Centrale del Latte di Fegino.

    L’assessore allo Sviluppo Economico Oddone, ha illustrato la situazione rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri Bruno, Anzalone e Grillo. La decisione della multinazionale francese di fermare la produzione di latte a Genova sembra essere del tutto irreversibile e inoltre le condizioni in cui questa chiusura avverrebbe sono a totale sfavore dei lavoratori (63 dipendenti diretti) e dell’indotto (circa 150 allevatori). La dirigenza del gruppo avrebbe espresso la propria ferma volontà di non mettere a disposizione il sito produttivo per il suo utilizzo da parte di possibili concorrenti. Questa presa di posizione porterebbe ad escludere l’ipotesi di ripristinare la produzione di latte facendo subentrare una cordata di imprenditori locali e del basso Piemonte alla multinazionale francese. Oltre al danno pare profilarsi anche la beffa. Lactalis starebbe infatti tentando di mantenere sul territorio genovese la distribuzione di latte proveniente da altri fornitori.

    Il sospetto nasce dall’affitto di una piattaforma logistica presso il mercato di Bolzaneto da parte di una società, l’AF Logistics, tra i cui clienti principali spicca proprio Lactalis. Quest’ultima, fino a questo momento, non ha dato alcun segnale di apertura nei confronti delle istituzioni liguri e genovesi, nemmeno dopo la richiesta congiunta da parte del Sindaco e Presidente della Regione di avere un incontro con i vertici francesi. Di fronte a questo silenzio preoccupante il Comune ha voluto rispondere con altrettanta durezza, garantendo che si tenterà in ogni modo di impedire a Lactalis di utilizzare proprio un mercato comunale per svolgere la sua distribuzione e soprattutto che non verrà consentita alcuna speculazione edilizia sull’area dove sorge il sito produttivo. «A’ la guerre comme a’ la guerre!» ha sentenziato Oddone.

    Ad ascoltare la relazione dell’assessore c’era un folto gruppo di lavoratori della Centrale del Latte, che è stato anche ricevuto dal responsabile dello Sviluppo Economico del Comune. A loro è stato ribadito l’impegno della Giunta a riassorbire la produzione dell’indotto e il maggior numero possibile di lavoratori, ma la situazione sembra quanto mai complessa.

    Accanto ai dipendenti della Centrale del latte in Sala Rossa c’erano anche i lavoratori della Piaggio Aero Industries, preoccupati per la posizione assunta dall’azienda in merito al trasferimento da Finale a Villanova d’Albenga. La Piaggio ha sottolineato che in assenza di una decisione chiara del Comune di Finale sulla riconversione delle aree in cui si trova lo stabilimento attuale, potrebbe far saltare l’accordo di programma. Ai capigruppo del Consiglio i lavoratori Piaggio hanno anche espresso una forte preoccupazione per i posti di lavoro, vista la mancanza di commesse fino al 2014.

    Queste questioni vanno ad aggiungersi a quelle già emerse in questi mesi: la riduzione del personale di AMIU Bonifiche, la vendita di Ansaldo e l’incertezza sul futuro di Iren Manutenzioni. Il già ridotto vigore industriale di Genova sembra affievolirsi ulteriormente giorno dopo giorno e il 2012 si sta configurando sempre di più come annus horribilis per l’economia di questa città.

    Non va molto meglio ai commercianti, anch’essi in difficoltà per il calo dei consumi che incide particolarmente sulla ripresa di quelle attività colpite dall’alluvione del 4 novembre 2011. In particolare in Consiglio si è affrontata la situazione dei negozianti del sottopasso Cadorna, ancora costretti a lavorare in sistemazioni provvisorie in Piazza della Vittoria e nei Giardini Caviglia. L’assessore Oddone ha voluto ribadire l’impegno della Giunta per una soluzione del problema in tempi rapidi, pur evidenziando che i lavori vanno svolti con il massimo rigore per evitare che si possano creare nuove situazioni di pericolo in caso di inondazioni e per la necessità di realizzare anche un accesso per disabili.

    L’altro tema caldo della seduta di ieri ha riguardato la dismissione dell’ex Ospedale Martinez di Pegli, sul quale hanno presentato una mozione il consigliere Gozzi del Pd (che è stato anche Consigliere Municipale nel Municipio VII Ponente) e il consigliere Bruno della Fds. Tale struttura, donata alla comunità genovese dell’omonima famiglia per l’assistenza sanitaria dei cittadini meno abbienti, dopo alterne vicende (ristrutturazioni e cambi di destinazione d’uso) verrà definitivamente dismessa e venduta. La Regione aveva promesso di costruire una nuova piastra sanitaria per gli utenti del Ponente genovese in un’area adiacente, ma nel protocollo d’intesa firmato nel febbraio 2012 dall’ex sindaco Vincenzi non ve n’è traccia. L’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo ha ammesso il dirottamento dei fondi per la piastra sanitaria ad altre finalità, suscitando un profondo malcontento tra i cittadini e i rappresentanti eletti del Municipio, che hanno anche emesso una diffida sulla vendita dell’ex ospedale. Nonostante ciò non è stata interrotta la cessione a terzi dell’immobile e dell’area circostante.

    La Giunta e l’intera aula consiliare (con voto all’unanimità) si sono espresse a favore della mozione, ponendosi in netta discontinuità con la precedente amministrazione, firmataria del protocollo d’intesa, e in contrasto con la decisione della Regione. Lo stesso Sindaco Doria ha evidenziato la necessità di ripensare la politica sanitaria, rimettendo al centro delle decisioni il cittadino.

    Non è passata invece la proposta di emendamento del consigliere Rixi, il quale aveva richiesto di modificare la mozione Gozzi-Bruno ponendo un vincolo sulla destinazione dell’area all’interno del Piano Regolatore Comunale perché restasse adibita al servizio sanitario. «Il Piano Regolatore è l’unico strumento che abbiamo per mantenere la destinazione ad uso sanitario della struttura» ha sostenuto il capogruppo della Lega, ma proprio sul PUC il Sindaco prevede di avviare una profonda riflessione nei prossimi mesi e a quell’occasione sono state rimandate tutte le decisioni in merito.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Pontedecimo, ospedale Gallino: il rischio chiusura non è svanito

    Pontedecimo, ospedale Gallino: il rischio chiusura non è svanito

    SanitàSono passati ormai alcuni mesi, era l’autunno scorso, quando l’ospedale Gallino di Pontedecimo fu al centro delle polemiche per il paventato rischio dismissione del nosocomio, l’ultimo presidio ospedaliero superstite nell’area della Val Polcevera.
    La mobilitazione di cittadini e lavoratori evidenziò la fondamentale importanza dell’ospedale, mentre l’Asl 3 si affrettò a spiegare che si trattava solo di mere illazioni giornalistiche prive di fondamento.

    «È un ospedale che mantiene le sue funzioni di basespiegava ad Era superba, nell’aprile scorso, il direttore amministrativo dell’Asl 3, l’avvocato Piero Giuseppe Reinaudo – ed in questo momento non esiste nessuna ipotesi di chiusura e neppure di ridimensionamento». Si tratta invece di una revisione delle attività «In ragione di alcune evidenze cliniche alcune funzioni verranno riviste all’interno di uno schema complessivo».
    «Il Gallino comunque rimarrà aperto – precisava alcuni mesi fa Reinaudo – sia per quanto riguarda la chirurgia sia per quel che concerne la cardiologia».
    Ma il piano di riorganizzazione aziendale dell’azienda sanitaria locale genovese – è scritto nero su bianco nella delibera del 20 febbraio scorsoprevede una sola struttura complessa di chirurgia generale in luogo delle 4 presenti oggi.
    In pratica un drastico ridimensionamento delle chirurgie che, secondo i sindacati, significherà per i cittadini della vallata ma anche di tutto il ponente, poter contare solo sull’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

    Oggi la preoccupazione per una possibile progressiva chiusura del Gallino, non è svanita: l’11 luglio scorso il sindacato autonomo Fials ha organizzato un’assemblea con i lavoratori per fare il punto della situazione. Inoltre «Abbiamo incontrato il comitato di cittadini sorto per difendere l’ospedale di Pontedecimo, alla presenza del presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni – spiega Mario Iannuzzi, segretario Fials Genova – L’obiettivo è non farsi trovare impreparati nel malaugurato caso l’azienda decidesse di accelerare i tempi e chiudere la struttura».

    Il sindacato Fials ha scritto una lettera indirizzata alla dirigenza dell’Asl 3 per chiedere chiarimenti in merito alla futura organizzazione del Gallino.
    «Vogliamo conoscere i piani di lavoro ed il “crono programma” relativi agli interventi in corso presso la struttura complessa di Chirurgia del Gallino – spiega Iannuzzi – Per quello che ci è dato a sapere dalla lettura degli atti aziendali, gli interventi in corso dovrebbero essere finalizzati alla realizzazione della sciagurata decisione Regionale e Aziendale di dismettere la Struttura Complessa Chirurgica per “sostituirla” con altra struttura».

    Ma di questa presunta “nuova struttura chirurgica”, sottolinea Iannuzzi «Non c’è alcuna traccia certa negli atti di questa Direzione Aziendale che non ha mai definito la natura del “nuovo servizio”. Abbiamo sentito parlare e letto sui giornali, di svariati progetti quali: Day Surgery chirurgico, ovvero “multidisciplinare”, ovvero ortopedico” e anche di un non meglio definito Day Hospital. L’Asl 3 non ha ancora chiarito quali specialità verranno mantenute in loco».
    Probabilmente il reparto verrà riorganizzato in funzione di day surgery, la cosiddetta “chirurgia in un giorno”, ovvero una divisione ospedaliera dedicata agli interventi di medio-bassa complessità con dimissione il giorno stesso dell’intervento.

    «Ribadiamo la nostra completa contrarietà a tale decisione che comporta, unitamente ad altri atti, un fortissimo ridimensionamento dell’offerta Chirurgica per i cittadini del Ponente Genovese e della Valpolcevera – ribadisce Iannuzzi – con inevitabile spostamento di risorse e di competenze sugli ospedali del Centro città, al punto da farci ritenere che sia in corso una precisa scelta di concentrare altrove l’intera offerta chirurgica di questa città penalizzando fortemente la popolazione interessata».
    La Fials sottolinea che l’intervento in corso di chiusura della struttura complessa di Chirurgia del Gallino «Coinvolge anche altri servizi – continua Iannuzzi – sale operatorie, ambulatori dell’area chirurgica, ecc. In tal senso è necessaria una chiara e precisa informativa sui programmi di attività che l’Asl 3 ha in mente per l’area coinvolta: sollecitiamo l’azienda a fornire, nel più breve tempo possibile, le informazioni richieste».

    Senza dimenticare che, sul futuro dei servizi sanitari, pende la spada di damocle rappresentata dalla spending review approvata recentemente dal Governo Monti che prevede il taglio di 18 mila posti letto in tutta Italia, circa 800 solo a Genova.

    «Il timore maggiore è suscitato dalle scelte che, Giunta regionale e Asl 3, dovranno inevitabilmente fare, quando il decreto legge diventerà esecutivo», conclude Iannuzzi.

     

    Matteo Quadrone

  • Fegino, centrale del latte: domani sciopero e assemblea pubblica

    Fegino, centrale del latte: domani sciopero e assemblea pubblica

    Domani dalle ore 10 alle ore 12 si svolgerà davanti alla sede della Centrale del Latte in p.za De Calboli 1 a Fegino l’assemblea dei lavoratori organizzata dalle Organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil.
    Al centro dell’incontro, al quale sono state invitate le istituzioni e i parlamentari liguri, si discuterà della grave situazione che pesa sullo storico sito produttivo genovese e delle iniziative di mobilitazione a sua difesa. Parmalat ha deciso nei fatti di chiudere lo storico sito produttivo genovese mettendo a rischio il futuro dei dipendenti e di tutti coloro che gravitano intorno alla filiera del latte della nostra Provincia.
    Per la stessa giornata è stato proclamato lo sciopero di tutto il personale della Centrale.

  • Notte Bianca a Prà: serata di giochi e musica a cura del Civ

    Notte Bianca a Prà: serata di giochi e musica a cura del Civ

    Prà, panorama e VteSe la Notte Bianca per antonomasia – quella che negli ultimi anni (secondo fine settimana di settembre) ha catalizzato l’intero centro & centro storico cittadino con un fittissimo calendario di appuntamenti e un’altrettanto fitta scia di polemiche – quest’anno molto probabilmente non si farà, ci pensano i comitati di quartiere a sfruttare le serate estive per attirare persone in zone di Genova normalmente meno battute.

    Un esempio è l’area ponentina di Prà, dove si terrà una speciale Notte Bianca nella serata di sabato 21 luglio organizzata dal Civ Le Botteghe del Borgo.

    Questo il programma: per tutta la giornata di sabato, a partire dalle 10 di mattina, saranno allestite bancarelle con prodotti tipici in via Fusinato e organizzati giochi per bambini in piazza Sciesa.

    Dalle 17.30 due appuntamenti in piazza: presso la Piazzetta delle Suore esibizione fitness M&B e Senza Pensieri, Trucca bimbi e Baby Dance, mentre presso Piazza De Cristoforis caccia al tesoro e arte per strada per tutti i bimbi a cura della P.A. Croce Verde Praese.

    La serata musicale inizia alle 20.30 in Piazza De Cristoforis, con il pianobar a cura dell’Associazione Agita il Coro, e in Piazza Sciesa con la Maratona Musicale in collaborazione con il Collettivo Burrasca.

    Da mezzanotte in poi spaghettata aglio olio e peperoncino gratis per tutti.

    Marta Traverso

  • Sottopasso Cadorna: la riqualificazione deve ancora partire

    Sottopasso Cadorna: la riqualificazione deve ancora partire

    Non è ancora terminata la lunga odissea del sottopasso Cadorna, devastato dall’alluvione del 4 novembre del 2011 e da allora mai più ripristinato e messo in sicurezza. A farne le spese, prima di tutto, gli operatori commerciali che lì sotto lavoravano, costretti a peregrinare ospitati sotto tensostrutture, prima in piazza della Vittoria ed ora nei giardini Caviglia.
    Eppure, proprio quando il mandato dell’ex sindaco Marta Vincenzi stava giungendo al termine, i negozianti erano riusciti a strappare un accordo con il Comune e speravano di risolvere, nel più breve tempo possibile, una situazione ormai divenuta insostenibile, come ricorda il loro portavoce, Maurizio Brancaleoni «Era tutto pronto potevamo iniziare con i lavori per ripartire a settembre ed invece siamo intrappolati nella burocrazia. Assistiamo al palleggio tra Comune ed Aster ed intanto noi andiamo avanti in perdita».
    Nel frattempo già tre attività, sottolinea Brancaleoni, hanno deciso che da agosto smetteranno di lavorare sotto i tendoni «Dobbiamo pagare l’affitto e le utenze senza guadagnare abbastanza per coprire le spese. Non siamo messi bene. So che i nostri architetti ed i dirigenti di Tursi si stanno incontrando, non c’è altro tempo da perdere il Comune deve fare presto».

    La vicenda questo pomeriggio è tornata in consiglio comunale grazie all’interrogazione a risposta immediata (art.54) presentata dai consiglieri Francesco De Benedictis (Idv) e Matteo Campora (Pdl).
    «Sono passati 8 mesi dall’alluvione e tutto tace – afferma Franco De Benedictis, consigliere Idv – Il sottopasso è ancora oggi sbarrato. I negozianti sono costretti a lavorare sotto i tendoni presso i giardini Caviglia di Brignole, un luogo che, come sappiamo bene, specie nelle ore serali diventa rifugio di sbandati e non garantisce la necessaria sicurezza alle attività commerciali. I ritardi nell’esecuzione dei lavori sembra siano dovuti al mancato accordo fra i soggetti coinvolti nella riqualificazione ovvero Aster, l’assessorato competente e gli uffici tecnici comunali».
    I commercianti registrano un drastico calo nelle vendite inoltre, come sottolinea De Benedictis «Per questa soluzione provvisoria pagano ogni mese 200 euro di affitto, altrettanti per il servizio delle guardie giurate ed 80 euro per l’elettricità. Vogliamo avere delucidazioni per quanto riguarda i costi dell’intervento di riqualificazione e soprattutto i tempi necessari».
    Senza dimenticare che occorrerebbe pensare anche ad un accesso adeguato per i disabili, perché «Queste persone hanno tutto il diritto a transitare per il sottopasso», conclude il consigliere Idv.

    «Il 19 marzo 2012 è stato firmato un protocollo d’intesa fra l’amministrazione comunale ed il Comitato Cadorna – aggiunge Campora, consigliere Pdl – I commercianti si sono impegnati ad anticipare le spese di progettazione ed esecuzione dei lavori che poi verranno scalate dal canone d’affitto che viene versato al Comune. La promessa era di riaprire il sottopasso in breve tempo. Così non è avvenuto ed il protocollo è stato disatteso. Esiste la volontà di rendere effettiva questa intesa? Quali sono i tempi? Inutile dire che è un periodo particolarmente difficile per il piccolo commercio e diverse imprese non riescono più ad andare avanti sotto i tendoni. Se non si procede in maniera spedita i negozianti saranno costretti a dover chiudere bottega e avremo altri lavoratori a spasso».

    Ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Oddone, che ha difeso l’operato dell’amministrazione «Noi non vogliamo lasciare soli i lavoratori. Il protocollo firmato dalla precedente amministrazione ha piena validità. Oltre all’impegno di anticipare le spese, l’intesa prevedeva che fossero gli stessi operatori commerciali a redigere la progettazione dei lavori. Il progetto preliminare dei loro architetti è stato trasmesso al Comune all’inizio di luglio. Insieme ad Aster abbiamo effettuato dei sopralluoghi per studiare gli opportuni accorgimenti che permettano un intervento con il minor costo possibile, considerato che comunque queste risorse economiche poi verranno scalate dai canoni d’affitto».
    L’assessore assicura che Palazzo Tursi è impegnato sulla questione «Sappiamo che la situazione attuale non è sostenibile – afferma Oddone – Però allo stesso tempo non possiamo realizzare un intervento di riqualificazione senza prima essere cautelati in maniera adeguata dai rischi alluvionali. I lavori dovranno rispettare i provvedimenti regionali (quindi l’apposita variante di salvaguardia per le aree alluvionate della ValBisagno, ndr) e le norme del Piano di bacino del Bisagno, come recentemente modificate, per garantire l’incolumità di tutti i cittadini».
    Infine, per quanto riguarda l’accessibilità per i diversamente abili, l’assessore non nega che la questione sia inclusa nell’accordo però si tratta di «Un’operazione complicata ed indubbiamente costosa».
    De Benedictis ha replicato «Vediamo di fare in modo che tutti gli operatori commerciali siano messi nelle condizioni ideali per svolgere la loro attività lavorativa. L’accesso al sottopasso resta un diritto delle persone disabili e occorre trovare una soluzione».
    «Riuscire a riaprire il sottopasso Cadorna prima del 4 novembre 2012 sarebbe un segnale importante – conclude Campora – Invito l’assessore a tenere aggiornato il consiglio in merito all’avvio e alla prosecuzione dei lavori».

     

    Matteo Quadrone