Autore: erasuperba

  • We are more: raccolta firme per aumentare i fondi europei alla cultura

    We are more: raccolta firme per aumentare i fondi europei alla cultura

    soldi pubbliciCulture Action Europe è una rete di associazioni europee fra cui Arci, Eccom, Gai e Perypezye Urbane, che si batte per sostenere le attività e i progetti culturali nei Paesi dell’Unione.

    L’ultima campagna lanciata dal gruppo, in partenariato con la European Cultural Foundation, è We Are More: una raccolta firme per sostenere le arti e la cultura e influenzare i negoziati relativi alla definizione del budget dell’UE alla cultura per il periodo 2014-2020.

    Sul sito di We Are More è possibile sottoscrivere la raccolta firme per chiedere che i contributi europei per la cultura siano espliciti e che abbiano una copertura finanziaria più solida nei suoi due assi: il programma Cultura – che fornisce sostegno diretto a progetti di cooperazione culturale – e le politiche di sviluppo regionale dell’UE – che sostengono interventi culturali visti come contributi chiave per lo sviluppo sociale, economico e territoriale.

    Marta Traverso

  • (Non) mettere a fuoco il clima: concorso fotografico di Greenpeace

    (Non) mettere a fuoco il clima: concorso fotografico di Greenpeace

    (Non) mettere a fuoco il clima! è il titolo del concorso fotografico organizzato dal gruppo genovese di Greenpeace, allo scopo di coinvolgere i cittadini sulle tematiche legate ai cambiamenti climatici.

    I partecipanti possono inviare uno scatto in una delle tre categorie:
    1) cause
    2) effetti
    3) alternative sostenibili

    Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età: la consegna delle foto deve avvenire a mano martedì 22 e martedì 29 maggio (ore 21-22.30) presso la Casa della Pace e della Nonviolenza, in piazza Palermo.

    La fotografia vincitrice sarà pubblicata su uno dei prossimi numeri di Greenpeace News, il periodico nazionale di Greenpeace Italia. Inoltre le fotografie selezionate per ogni categoria saranno pubblicate sui canali web di Greenpeace Genova (sito e pagina Facebook) e in una mostra nel tunnel della Biblioteca Berio.

    foto di Diego Arbore

  • Val Polcevera: progetto Crea, gli avanzi alimentari aiutano i più deboli

    Val Polcevera: progetto Crea, gli avanzi alimentari aiutano i più deboli

    I prodotti alimentari che avanzano sugli scaffali di tutti gli esercizi commerciali – dalla semplice bottega al supermercato – scarti una volta destinati a finire nei rifiuti, oggi finalmente sono considerati una risorsa preziosa per fornire un aiuto ai sempre più numerosi genovesi che hanno estreme difficoltà, non solo ad arrivare a fine del mese, ma anche a soddisfare le esigenze più elementari, come quella di mettere assieme un pasto e una cena.
    In Val Polcevera, grazie all’incontro fra le realtà, istituzionali ed associative, attive nella vallata e la Comunità di San Benedetto al Porto, guidata da Don Andrea Gallo, parte una nuova scommessa che si muove proprio in questa direzione.

    È nato infatti il progetto C.R.E.A. – Centro Recupero Eccedenze Alimentari, realizzato con la collaborazione del Municipio Valpolcevera, dell’ A.T.S. 41 (ambito territoriale sociale n. 41 del Comune di Genova) e della Comunità San Benedetto. Un’iniziativa che va ad affiancarsi ad un altro importante punto di riferimento presente in zona, ovvero “Il Punto” di via Canepari.

    «Tutto è iniziato nel 2006 quando, all’interno dell’allora piano regolatore sociale, nasce la collaborazione con Coop, in particolare l’Ipercoop di Bolzaneto e la Coop di Teglia – racconta Simonetta Gadaleta coordinatrice A.T.S. 41 –I prodotti alimentari prossimi alla scadenza e quelli con piccoli difetti che di conseguenza li rendono invendibili, alimenti ancora buoni e utilizzabili, diventano così una risorsa da ridistribuire alle persone in difficoltà economiche».
    Il sistema, con la regia dell’A.T.S. 41, ha un funzionamento molto semplice: le Coop forniscono i prodotti, i volontari dei Centri d’ascolto San Vincenzo e dell’associazione Don Lino ai Broxi vanno a prendere le donazioni e le portano presso la parrocchia del Borghetto a Certosa, in via Canepari, dove è stato allestito una sorta di negozio di alimentari, chiamato “Il Punto”.

    I beneficiari del servizio vengono selezionati dall’A.T.S. 41 che attribuisce loro un punteggio –  seguendo alcuni criteri quali la composizione del nucleo famigliare oppure la presenza o meno di bambini – in base al quale possono convertire i punti in beni di prima necessità.
    «Le persone vengono accompagnate dai volontari anche per quanto riguarda l’acquisto dei prodotti – spiega Gadaleta – il servizio ha una valenza educativa perché proviamo a spiegare loro come scegliere in maniera consapevole i prodotti di cui hanno bisogno. Per fare un esempio inizialmente la farina non veniva quasi mai acquistata. Ma grazie ai consigli dei volontari, che hanno spiegato come dalla farina si possa fare del buon pane direttamente in casa, consentendo un notevole risparmio, le persone hanno cominciato ad utilizzarla».

    Ogni tre mesi usufruiscono del servizio 80 persone che, di volta in volta, cambiano lasciando spazio a facce sempre nuove, italiani e stranieri, senza distinzioni. «Da quando siamo partiti le richieste sono più che raddoppiate – sottolinea Gadaleta – un soggetto può rinnovare il servizio una volta soltanto».

    I Centri d’ascolto San Vincenzo e l’associazione Lino ai Broxi hanno presentato alla Regione dei progetti ammessi a finanziamento nel 2010 e nel 2011 in base al Piano Sociale Integrato Regionale (PSIR). Con questi fondi è stato possibile aumentare il numero di prodotti disponibili. Purtroppo infatti le donazioni non sono sufficienti per sanare il fabbisogno e così si è deciso di implementare l’offerta acquistando ulteriori beni di prima necessità da altre strutture commerciali.

    La Comunità di San Benedetto nel frattempo ha aperto un nuovo spazio a Rivarolo, in via Celesia, dove recupera e vende a prezzi contenuti vari oggetti, mobili, arredi, accessori da cucina, ecc.
    La sua presenza in Val Polcevera è stata l’occasione propizia per favorire l’incontro della Comunità con i volontari attivi in zona e l’A.T.S. 41.
    Nasce così il progetto C.R.E.A. che trae ispirazione – come per altro lo stesso progetto “Il Punto” – dall’esperienza dei Last Minute Market, un sistema di valorizzazione e recupero delle eccedenze alimentari, promosso nell’area bolognese, ideato dal professore dell’Università di Bologna, Andrea Segrè.
    «La Comunità di San Benedetto ci ha chiesto se volevamo impegnarci in qualcosa di simile e noi siamo stati ben felici di raccogliere l’invito», sottolinea Gadaleta.
    Il Municipio Valpolcevera sostiene il progetto e ha assegnato alcuni locali di via Pedrini, nel quartiere Diamante, che fungeranno da magazzino per le eccedenze alimentari. Qui verranno stoccate le merci poi distribuite seguendo lo stesso metodo che ha dimostrato di funzionare egregiamente presso “Il Punto”.
    «I prodotti secchi (scatolette, pasta, ecc.) confluiranno in via  Canepari – spiega Gadaleta – i prodotti freschi (carne, pesce, ecc.) , quelli più difficili da recuperare,  verranno distribuiti direttamente in via Pedrini».

    Ora partirà una sperimentazione di circa 6 mesi perché occorre coinvolgere attivamente i C.I.V., i negozi, i supermercati e  tutte le strutture commerciali della vallata.
    E bisogna sottolineare come il piacere di donare consenta anche un tornaconto economico: «La legge n. 155 del 25 giugno 2003 (disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fine di solidarietà sociale) detta “del buon samaritano” prevede, per le attività commerciali che effettuano donazioni, la possibilità di usufruire di alcuni sgravi fiscali», spiega Gadaleta.

    L’obiettivo rimane la redistribuzione di prodotti alimentari ma l’A.T.S. 41, ovviamente, non si tira indietro nel caso dovessero arrivare donazioni diverse, quali ad esempio prodotti per l’igiene personale, vestiario, ecc. «Non ci poniamo limiti e le occasioni per distribuire qualsiasi tipo di bene, considerando l’esponenziale aumento delle richieste di aiuto, non mancano», precisa Gadaleta.

    Allo stato attuale però il progetto non gode di nessun fondo e le associazioni di volontariato proveranno, nel prossimo futuro, ad usufruire di eventuali bandi promossi dagli enti locali.
    Un altro obiettivo – impossibile da raggiungere in assenza di finanziamenti – è infatti quello di inserire nel progetto alcune persone seguite dall’A.T.S. 41 e dalla Comunità di San Benedetto, fornendogli l’opportunità di riattivarsi impegnandosi in prima persona in un servizio dall’alta valenza sociale.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Regione e Agenzia delle Entrate: un protocollo a favore delle imprese in crisi

    Regione e Agenzia delle Entrate: un protocollo a favore delle imprese in crisi

    Soldi e MoneteUn accordo tra Regione Liguria e Agenzia delle Entrate, la quale ha manifestato piena disponibilità a collaborare per venire incontro ai problemi fiscali di cittadini e imprese: è questo il risultato che emerge dall’incontro svoltosi ieri con il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a cui hanno partecipato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, l’assessore al Bilancio, Pippo Rossetti, il presidente e il direttore di Filse, il Difensore civico, i presidenti della Camere di Commercio liguri e i direttori delle sedi liguri di ABI e Banca d’Italia.

    «Compensare debiti e crediti con il fisco è un’importante riflessione politica da fare – afferma il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando – Siamo partiti dalle ultimi tristi vicende per cercare di trovare il modo con cui dare una mano a chi è in difficoltà perché chi governa deve solidarizzare ma poi deve provare a mettere in campo qualche strumento. In una decina di giorni sarà pronto il protocollo con cui comunicheremo alle imprese, ma anche alle famiglie, quello che possiamo fare dal punto di vista pratico e dell’informazione».

    «Il protocollo in preparazione si articolerà in tre punti – ha spiegato Burlando – Il primo punto prevede la realizzazione entro giugno da parte dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia di uno sportello “amico” con quattro sedi, una per provincia, con la partecipazione attiva delle Camere di Commercio, delle associazioni di imprenditori e di consumatori per dare la massima informazione e per ascoltare le problematiche, constatato che, non di rado, i problemi nascono da opportunità che non tutti conoscono».
    Gli sportelli avranno il compito di presidiare il territorio ascoltando i problemi prima che possano diventare gravi. Claudio Burlando fissa l’obiettivo: «La prima cosa che non deve succedere più è che la gente non sia a conoscenza dei vari modi per ricevere un aiuto». Anche secondo Befera «C’è un problema di informazione e di poca conoscenza delle numerose opzioni di rateizzazione. Da tempo ormai rateizziamo anche fino a sei anni: se la Regione ci aiuta possiamo dilazionare ulteriormente i pagamenti alle imprese che sono oggettivamente in difficoltà».

    «Il secondo punto sarà un fondo di garanzia di tre milioni di euro a carico della Regione Liguria, che fornirà una garanzia temporale di pagamento anche per le imprese che hanno debiti con il fisco – ha proseguito il presidente della Regione – Sarà attivo entro la scadenza fiscale di giugno, rivolto alle piccole imprese, con un massimale di 25 mila euro a intervento e con un contributo medio di 15 mila euro. Con questo fondo contiamo di aiutare un migliaio di imprese della nostra regione».
    «Da alcuni anni lavoriamo già con i confidi con buoni risultati – sottolinea Burlando – quando hanno soldi in prestito in genere le imprese liguri li restituiscono. In una precedente operazione del 2008 abbiamo avuto un tasso di insolvenza minimo, pari al 2%».

    «Il terzo punto riguarderà un accordo Regione – Banche – Equitalia che, per quel che ci riguarda, è sicuro e mi auguro si possa chiudere entro breve con le banche, per scontare le fatture relativamente a crediti che le aziende possono avere con la Regione, con i comuni, con le aziende sanitarie locali», spiega Burlando.
    Una volta che lo strumento sarà funzionante le imprese potranno così scegliere se aspettare i tempi lunghi dei pagamenti degli enti pubblici o incassare rapidamente rinunciando però ad una piccola parte.
    «Ci vorranno ancora una ventina di giorni, abbiamo già parlato con le banche e stiamo aspettando che facciano le loro valutazioni per avere una risposta», conclude il presidente. Verranno comunque fissati tempi massimi per la liquidazione delle fatture a otto o nove mesi nel caso l’azienda decida di aspettare. L’eventuale ritardo oltre questo termine sarà a carico della Regione.
    «Non siamo nelle condizioni di pagare a un mese – precisa l’assessore al bilancio, Sergio Rossetti – ma cerchiamo di agevolare al massimo le imprese. Le banche hanno manifestato disponibilità».

  • Fatti spazio: giovani in campo per rivalutare la Fascia di Rispetto

    Fatti spazio: giovani in campo per rivalutare la Fascia di Rispetto

    PraFatti Spazio è un evento di autocostruzione promosso dal Ministero della Gioventù e organizzato da Gruppo Informale e Collettivo Burrasca, che si terrà all’Anfiteatro Fascia di Rispetto da venerdì 11 a domenica 13 maggio con lo scopo di rivalutare il quartiere genovese di Prà.

    Qui il programma dettagliato.

    Programma evento

    – Venerdì 11 maggio
    h. 16.00 Apertura lavori
    h. 19.00 Aperitivo-picnic / Dj set de L’Alieno

    – Sabato 12 maggio
    h. 18.00 Presentazione progetto
    h. 19.00 Aperi-cena collettiva
    h. 21.00 Musica live con OCHANOMIZU – RED*AZIONE

    – Domenica 13 maggio
    h. 11.00 Laboratorio graffiti
    h. 15.00 Esibizioni parkour e hip hop – discussione e saluti finali

    Programma workshop

    – Venerdì 11 maggio
    h. 10.00 Inizio workshop e programmazione
    h. 11.00 Selezione e lavorazione materiali
    h. 16.00 Costruzione della Zebra di Prà

    – Sabato 12 maggio
    h. 10.00 Costruzione della Zebra di Prà
    h. 13.00 Assemblaggio e allestimento strutture
    h. 17.00 Decorazione e finiture della Zebra di Prà

  • Favo: sms solidale per borse di studio per psicologi in oncologia

    Favo: sms solidale per borse di studio per psicologi in oncologia

    smsLa crisi economica colpisce anche i settori che più di ogni altro necessitano continuamente di personale specializzato, come ad esempio l‘assistenza sanitaria: si tratta di ambiti che beneficiano in larga misura del volontariato, ma dove sono al tempo stesso necessarie figure professionali con ottime capacità nel rapportarsi con i pazienti.

    Per questa ragione la Favo (Federazione italiana associazioni volontariato oncologia) ha deciso di destinare il ricavato di un sms solidale per la VII Giornata Nazionale del Malato Oncologico – 2 Eu che possono essere donati dal 10 al 20 maggio 2012 al numero 45501 – per mettere insieme una borsa di studio della durata di un anno.

    Una volta stabilita la somma radunata con la raccolta fondi, sarà infatti pubblicato un bando di concorso che permetterà ai vincitori di fare un corso di formazione in psiconcologia, ossia la disciplina che riguarda il supporto psicologico per i malati di cancro, anche nella loro relazione con i familiari, l’equipe medica, il personale infermieristico. Al periodo formativo seguirà la possibilità di lavorare in centri di cura pubblici e privati convenzionati dislocati su tutto il territorio nazionale.

  • Sagra del pesce 2012 a Camogli: cosa bolle in pentola?

    Sagra del pesce 2012 a Camogli: cosa bolle in pentola?

    Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più noti del Levante ligure, a metà fra una sagra di paese, l’omaggio alle specialità gastronomiche liguri e la valorizzazione del territorio.

    Cosa succede quest’anno alla 61a Sagra del Pesce di Camogli? Il programma parte questa sera (giovedì 10 maggio, ndr) alle 19 in piazza Colombo, con la consegna del Premio Camogli ad Alberto Rovetta e alla Croce Verde Camogliese.

    Sabato 12 maggio ci saranno gli stand gastronomici, allestiti come ogni anno in salita San Fortunato, la processione religiosa e i tradizionali fuochi d’artificio con falò sulla spiaggia.

    Domenica 13 maggio il tradizionale appuntamento con la frittura di circa 3 tonnellate di pesce, all’interno della maxi-padella da 30 quintali di peso e con un diametro di oltre 3 metri. Quest’anno, per la prima volta nella storia della sagra, la frittura sarà distribuita solo a chi darà un contributo di 5 Eu: il ricavato sarà destinato alla cittadina di Borghetto Vara, colpita lo scorso ottobre dall’alluvione.

  • Quartiere Cep: sono iniziati i lavori per il nuovo supermercato

    Quartiere Cep: sono iniziati i lavori per il nuovo supermercato

    Cep LavatriciDovrà attendere ancora qualche mese ma, entro la fine di ottobre, la popolosa delegazione del ponente genovese avrà una nuova struttura commerciale a servizio degli oltre 6000 residenti.

    «Nel corso di un’assemblea pubblica indetta dal Consorzio Pianacci e tenutasi al PalaCep lo scorso 26 aprile sono intervenuti Vladimiro Augusti, amministratore unico di Arte, Gianni Vassallo, assessore comunale al commercio e Antonio Mantero, direttore di Ekom e Basko – racconta Carlo Besana, responsabile del Consorzio Pianacci – Ai numerosi cittadini presenti è stato illustrato il percorso che si è reso necessario per consentire la riapertura del supermercato, chiuso a fine dicembre 2010, lasciando un intero quartiere e i suoi 6000 abitanti senza un servizio essenziale».

    L’incontro è stata l’occasione per presentare il progetto definitivo che, nel rispetto delle scelte condivise con i cittadini nelle assemblee tenutesi nel corso del 2011, prevede soluzioni che tengono conto non solo delle esigenze commerciali ma anche delle esigenze degli abitanti, per una migliore fruibilità.

    «Saranno infatti ristrutturati nuovi locali, nello stesso palazzo, più idonei rispetto ai precedenti – spiega Carlo Besana – sarà realizzato un ascensore per consentire l’accesso al supermercato direttamente dalla piazza principale e sarà ampliato lo spazio parcheggio. Mentre i locali dell’ex supermercato saranno destinati a spazi sociali».

    «I lavori, secondo quanto comunicato nel corso dell’assemblea, sarebbero dovuti partire all’inizio di maggio per terminare entro la fine di ottobre – conclude Besana – Una notizia accolta con qualche scetticismo ma immediatamente confortata dai fatti: in questi giorni il cantiere è stato aperto».

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Bed and Breakfast: meno burocrazia e semplificazioni per favorire il turismo

    Bed and Breakfast: meno burocrazia e semplificazioni per favorire il turismo

    In Liguria attualmente sono attivi circa 1.200 Bed and Breakfast capaci di garantire un’ospitalità diffusa anche nei mesi tra novembre e aprile quando la maggior parte delle strutture alberghiere sono chiuse per l’impossibilità di fare fronte ai costi fissi che l’apertura comporta.

    I B&B liguri però incontrano limitazioni significative perché la normativa regionale impone un limite massimo di 210 giorni all’anno di apertura, anche non consecutivi, per un totale di soli 7 mesi. Inoltre queste attività non possono tenere aperto per meno di tre giorni consecutivi, rendendo di fatto impossibile l’accoglienza su prenotazioni last minute.

    «Per incentivare i bed and breakfast, che costituistono un importante leva per la destagionalizzazione del turismo ligure, è prioritario che sia superato il limite di 210 giorni all’anno di apertura, attualmente in vigore, per le attività a conduzione familiare e che sia data la possibilità a chi fa impresa nel settore B&B di tenere aperto tutto l’anno». Così spiega Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che ieri ha presentato un’interrogazione sull’attività dei B&B all’assessore regionale al Turismo, Angelo Berlangieri.

    «In altre regioni, le stesse strutture hanno un limite imposto di chiusura di gran lunga inferiore ai 155 giorni della Liguria – sottolinea Pellerano – Sarebbe importante dare un tetto massimo alle aperture solo a quelle strutture gestite da chi, magari, ha un’altra attività complementare e non chi fa impresa».

    «Auspico che la Regione accolga le richieste degli operatori del settore che chiedono meno burocrazia nelle procedure per la gestione delle attività e una profonda semplificazione dei rapporti con gli enti locali – conclude il consigliere della Lista Biasotti – Penso sia indispensabile che la Regione coinvolga maggiormente i gestori in politiche di promozione turistica, anche attraverso la creazione di un’associazione regionale del bed and breakfast con cui i gestori possano confrontarisi e aggiornarsi».

    «Le modifiche annunciate dall’assessore regionale al Turismo Berlangieri incontrano le richieste degli operatori del settore che chiedono di innalzare il limite dei giorni di apertura delle strutture rispetto ai 210 giorni oggi previsti dalla normativa regionale». Questo il commento di Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria, in merito alle misure annunciate ieri in Regione in seguito all’interrogazione presentata dal consigliere Lorenzo Pellerano.

    «Queste strutture contribuiscono a un’offerta turistica destagionalizzata di alta qualità in Liguria – afferma Costi – Per incentivare chi fa impresa nel settore sarebbe importante che fosse superato anche il limite minimo di tre giorni di apertura vista la richiesta, sempre maggiore, da parte dei turisti, di soggiorni limitati al fine settimana. Auspichiamo, inoltre, un maggiore coinvolgimento degli operatori nella promozione dell’offerta turistica regionale di qualità e una semplificazione nei rapporti con gli enti locali, agevolando la possibilità di espletare le procedure burocratiche tramite invio informatico e non cartaceo, come avviene attualmente».

  • Giornata Nazionale della Bicicletta: gli eventi di Fiab a Genova

    Giornata Nazionale della Bicicletta: gli eventi di Fiab a Genova

    Le bicicletteNei giorni scorsi è circolata la notizia secondo cui il Ministero dell’Ambiente cancellerà la Giornata Nazionale della Bicicletta o Biciday, prevista per il prossimo 13 maggio. “Questo governo non deve organizzare festicciole, ma fatti concreti: non iniziative di facciata, ma interventi che incidano realmente sul Paese” è la dichiarazione in merito del Ministro Clini.

    In attesa di saperne di più non mancano le polemiche su questa decisione, tanto che la sezione genovese della Federazione Italiana Amici della Bicicletta ha deciso di organizzare ugualmente alcuni eventi in celebrazione del trasporto su due ruote, “spalmati” su tre giornate.

    1. venerdì 11 maggio ci sarà il Giretto d’Italia in bici
    Le città italiane si sfidano sulla ciclabilità urbana: ogni Comune organizza alcuni check-point in zone diverse della città per contare veicoli e pedoni in transito. Vincerà la città con il numero maggiore di persone che si sposta in bicicletta. A Genova i punti di controllo saranno in piazza Fontane Marose, Via XX
    Settembre (Ponte Monumentale), Darsena Porta dei Vacca, Corso Italia (chiesa di San Pietro) dalle 7.30 alle 9.30.

    2. sabato 12 maggio avremo attività in bicicletta presso la scuola G. Mazzini, in Corso Firenze 1
    Un’intera mattinata, dalle 9.30 alle 13, dedicata ai bambini dai 6 ai 12 anni per imparare a muoversi in città, andare a scuola con la bici o per usarla nel tempo libero: in programma attività in bicicletta con giochi e animazioni, un’“officina baby” dove imparare le piccole riparazioni, la “RIcicletta” (recupero e scambio di biciclette) e un torneo di ciclotappo. Inoltre esposizione e vendita di libri per bambini a cura della libreria Finisterre.

    3. domenica 13 maggio ci sarà Bimbimbici al Porto Antico.
    Bimbimbici è una pedalata cittadina dedicata ai piccoli ciclisti genovesi, dai 6 ai 12 anni, che si trasforma in un’occasione di festa per loro e per gli adulti che li accompagnano. Quest’anno sono previsti itinerari protetti nel Porto Antico e nel centro storico. Appuntamento alle 10 davanti a Palazzo San Giorgio.

    Il venerdì e il sabato si terranno inoltre lezioni di bici per adulti su appuntamento dalle 15 alle 17, basta scrivere a ciclismourbano@adbgenova.it per prenotarsi.

  • Equa: al Porto Antico la fiera del commercio equo e solidale

    Equa: al Porto Antico la fiera del commercio equo e solidale

    equo solidaleDa giovedì 10 a domenica 13 maggio 2012 torna al Porto Antico la quinta  edizione della fiera Equa, che raggruppa tutte le aziende e associazioni liguri dedicate al commercio equo e solidale, allo scopo di raccogliere proposte per ‘coltivare un’altra economia’: scoprire e sostenere l’economia che rispetta l’uomo e l’ambiente attraverso un intenso programma di eventi, le proposte di alimentari, cosmetici e abbigliamento, tantissimi progetti di commercio equo da scoprire anche grazie all’incontro con gli ospiti internazionali che porteranno la testimonianza diretta dai progetti di commercio equo.

    Nei quattro giorni della fiera il filo conduttore di ogni appuntamento sarà tracciabilità, trasparenza, filiera corta, sostenibilità sociale, biodiversità, prezzo equo e rispetto dei diritti umani.

    Quattro giornate di sensibilizzazione pensate per avvicinare pubblici diversi, offrendo loro un’alternativa concreta nelle scelte di consumo di tutti i giorni.

    Tutti gli eventi sono gratuiti, per i corsi di cucina e i trattamenti cosmetici a cura dell’Ass. Joytinat e Le mille e una notte è richiesta la prenotazione al numero 328 7978375.

  • Certosa, via Canepari: punto Cup e ambulatori, il loro futuro è incerto

    Certosa, via Canepari: punto Cup e ambulatori, il loro futuro è incerto

    A Certosa, da qualche tempo, c’è una forte preoccupazione relativa al destino del punto CUP (Centro Unico di Prenotazioni sanitarie) e dei servizi ambulatoriali di via Canepari.
    Un quartiere con numerosi anziani residenti, in una vallata, la Val Polcevera, che in questi ultimi anni è stata progressivamente privata dei suoi presidi sanitari: gli unici superstiti, infatti, sono i poliambulatori di via Bonghi a Bolzaneto, gli ambulatori dell’ex ospedale Celesia a Rivarolo e quelli dell’ospedale Gallino di Pontedecimo.

    Un atto ufficiale dell’azienda sanitaria locale genovese (Asl 3), la delibera n. 1421 del 23 dicembre 2011 (Adozione Piano di rientro 2012 per il contenimento strutturale dei costi), prevede – nell’ambito delle azioni da implementare nel 2012 – il trasferimento delle attività ambulatoriali finora svolte presso i locali di via Canepari, una sede in affitto che dovrà essere dismessa per consentire all’azienda di perseguire la sua strategia di razionalizzazione, puntando sul migliore utilizzo possibile delle strutture di proprietà.
    Così sta scritto nero su bianco a pagina 24 della delibera, nella quale si parla anche del contestuale potenziamento della Palazzina della salute di via Bonghi, a Bolzaneto.
    Parliamo di una delibera programmatica che, in prospettiva, individua alcuni interventi, non ad esecuzione immediata, tra cui lo spostamento delle attività di via Canepari. L’affitto dei locali di Certosa costa all’azienda sanitaria locale una cifra significativa, circa 100 mila euro all’anno, un salasso non più sostenibile. Quindi, anche se non è da escludere a priori che in futuro possano profilarsi all’orizzonte soluzioni alternative, l’orientamento dell’Asl 3 viaggia in questa direzione.

    La preoccupazione dei cittadini del quartiere non riguarda solo la scomparsa del mero servizio di prenotazione e pagamento delle prestazioni sanitarie, bensì il trasferimento dei servizi ambulatoriali.
    Attualmente negli spazi di via Canepari 64r, come si legge nel sito dell’Asl3, sono presenti: punto prelievi, angiologia, cardiologia, dermatologia, gastroenterologia, neurologia, oculistica, otorinolaringoiatria, ambulatorio infermieristico, CUP , ambulatorio del medico funzionario.
    «L’allontanamento dalla zona di tali servizi – sottolinea Patrizia Palermo del comitato di via Piombelli – rappresenterebbe un grosso ostacolo soprattutto per le persone anziane o quelle prive di mezzi propri di trasporto visto che l’ex ospedale Celesia è collocato in collina e raggiungibile con mezzi pubblici la cui frequenza non sembra essere ad oggi particolarmente idonea. Il diritto alla salute sicuramente sarebbe ostacolato da questioni logistiche tutt’altro che secondarie».

    Mentre a Bolzaneto la situazione è tutt’altro che rosea e gli ambulatori di via Bonghi sono sottoposti ad un costante e quotidiano sovraffollamento, come sottolineano i sindacati. Concentrare presso questa sede anche i servizi finora svolti a Certosa, non pare essere la soluzione migliore.

    «Per quanto ne sappiamo la questione di via Canepari è in stand-bye– sottolinea Emilio De Luca, Uil – C’è stato anche un intervento informale del Municipio Val Polcevera ma non esiste nessuna nota ufficiale in merito ad un cambio di orientamento dell’Asl 3. Bisogna ricordare che il piano di riorganizzazione dell’azienda comporta, per la sua attuazione, un arco temporale di 2-3 anni. Quindi, di conseguenza, quello che adesso è sospeso, un domani potrebbe riprendere il suo corso».

    Gianni Crivello, presidente uscente del Municipo Val Polcevera, conferma «Abbiamo fatto le nostre pressioni, per quanto possibile e come sempre in questi casi. Spero sia servito non solo a rinviare, ma piuttosto a cancellare definitivamente il rischio chiusura del punto Cup e degli ambulatori di via Canepari».

    Ma una spiegazione plausibile a questo anomalo impasse, la trova Mario Iannuzzi, del sindacato autonomo Fials «Tutto è sospeso a causa delle elezioni amministrative, esclusivamente per motivi elettorali. La questione, vedrete, rispunterà fuori tra qualche giorno, anche perché l’intenzione dell’azienda, esplicitata espressamente nella delibera, è quella di chiudere».

     

    Matteo Quadrone

  • Vuoi trovare lavoro nella creazione di siti web? Scopri come

    Vuoi trovare lavoro nella creazione di siti web? Scopri come

    InternetGiovedì 17 maggio alle 17 si terrà presso il Centro Informagiovani del Comune di Genova (Palazzo Ducale) un nuovo incontro della rassegna Gradinata Informagiovani.

    L’Alid (Associazione per le Libertà Informatiche e Digitali) spiegherà ai ragazzi come trovare lavoro nel settore del web design, quali sono le competenze richieste per questa professione e come inviare la propria candidatura alle aziende.

    Un appuntamento che vedrà la presenza di professionisti ed esperti del web, per capire come inserirsi in un settore sempre più in rapida espansione.

    L’incontro è a ingresso libero e gratuito.

  • A viso coperto: il poliziotto-scrittore racconta ultrà e “celerini”

    A viso coperto: il poliziotto-scrittore racconta ultrà e “celerini”

    Un romanzo su “celerini” ed ultrà (in questo caso quelli del Genoa), due schieramenti contrapposti ma alla fine molto meno distanti di quanto si pensi, un pianeta, quello del mondo dei tifosi organizzati, indagato senza pregiudizi da chi indossa la divisa e sta dall’altra parte della barricata ma ha provato, riuscendo nell’intento, a superare le barriere dell’incomunicabilità.

    Parliamo del libro “A viso coperto”, scritto da Riccardo Gazzaniga, 35 anni, genovese di Rivarolo, sovrintendente di Polizia, lavora nel Reparto Mobile di Genova Bolzaneto ed è un delegato sindacale del Silp-Cgil.
    Un poliziotto-narratore che scrive tra un turno di lavoro e l’altro, impegnato in prima linea sul fronte dell’ordine pubblico negli stadi e nelle manifestazioni lungo tutto lo stivale.

    La settimana scorsa, presso il Circolo dei Lettori di Torino, “A viso coperto” ha ottenuto un prestigioso riconoscimento vincendo la venticinquesima edizione del prestigioso premio “Italo Calvino” per autori esordienti.
    La giuria – composta da Renato Barilli, Massimo Carlotto, Fabio Geda, Melania Mazzucco e Giorgio Vasta – ha sottolineato come l’autore sia stato capace di coinvolgere il lettore «Facendolo penetrare negli universi paralleli e poco noti, delle forze dell’ordine e degli ultrà, illustrandoli con una complessa macchina narrativa caratterizzata dalla molteplicità dei punti di vista e da una scrittura asciutta e scorrevole adeguata alla materia, non rifuggendo, coraggiosamente, dal mostrare luci ed ombre di entrambi gli universi».

    «A viso coperto è il testo che più penetra nel corpo sociale, affrontando con acutezza e non comune capacità narrativa il mondo distopico e marginale degli ultrà, in perenne lotta con le forze dell’ordine, o forse semplicemente con un “ordine” sentito comunque come oppressivo», sottolinea il Comitato di lettura.

    Un importante successo per il poliziotto-scrittore non nuovo a premi letterari e riconoscimenti, ha vinto il premio “Orme Gialle”, per due volte è stato finalista al Mystfest – Gran Giallo città di Cattolica, la maggior rassegna italiana dedicata ai gialli inediti. Ha scritto un romanzo di vampiri segnalato al Calvino 2011.

    “A viso coperto” per il momento è un manoscritto ma la speranza dell’autore grazie al premio ricevuto e all’interesse suscitato in diversi editori – è che possa diventare un libro a tutti gli effetti.

    La trama narra di un conflitto fra un gruppo immaginario di tifosi e la Polizia che scaturisce da un fatto banale e cresce, fino ad avere una conseguenza drammatica. «Ho scelto un’impostazione corale, senza un unico protagonista, ma con molti attori principali per offrire la massima varietà di punti di vista e situazioni – spiega l’autore – Il nodo fondamentale del racconto è il rapporto dei personaggi con due elementi centrali: la violenza e la fede ai propri principi. Tutti i protagonisti affrontano la violenza che fa parte delle loro vite per scelta o per lavoro. Tutti quanti ne verranno segnati in modo indelebile e dovranno decidere se restare fedeli ai propri valori e a quale prezzo. Qualcuno tradirà il suo ruolo, i compagni o i colleghi, qualcuno resterà coerente sino in fondo con la propria visione della vita».

    La sua esperienza come poliziotto impegnato nella gestione dell’ordine pubblico negli stadi quanto ha influito nella realizzazione del testo?

    «La mia esperienza operativa è stata decisiva per l’ideazione e la stesura del romanzo – racconta Riccardo GazzanigaConoscendo da dentro un certo tipo di universo, ho pensato di poter raccontare l’ordine pubblico sotto una prospettiva nuova e inedita per i lettori. Il libro infatti è incentrato principalmente sul fenomeno stadio, ma affronta anche altre tematiche legate alle manifestazioni di piazza e all’impiego della Polizia in questi contesti. Sfiora anche l’argomento G8, seppur indirettamente. Le vicende sono ambientate nel 2011, ma l’ombra del 2001 aleggia sui personaggi e li condiziona».

    Cosa ne pensa di chi, giovani soprattutto, trova nella fede calcistica una valvola di sfogo, che spesso, purtroppo, si trasforma in una sorta di fondamentalismo laico a difesa di valori e principi ormai distanti dall’attuale sistema del calcio italiano (e dello sport in generale)?

    «Credo che il fenomeno ultras sia un fenomeno complesso – spiega Gazzaniga – A volte si commette l’errore di etichettarlo velocemente come “delinquenza” ma io trovo questa visione riduttiva. Ovvio, esistono atti delinquenziali e vanno stigmatizzati e perseguiti, ma bisogna prendere atto che la violenza nelle manifestazioni con atleti esiste da secoli e in ogni parte del mondo e finisce per coinvolgere non solo “delinquenti” ma anche persone che in altri contesti non compierebbero reati».

    «L’aspetto più interessante, a mio giudizio, quello che andrebbe scandagliato, sono le dinamiche di gruppo che conducono a certi atti violentisottolinea l’autore di “A viso coperto” – C’è un condizionamento che il gruppo offre già per la sua stessa natura di “massa”. Ma il gruppo fornisce anche una serie di valori già confezionati, semplici ma chiari, facili da accettare acriticamente come, appunto, un “fondamentalismo laico”».

    «Il gruppo è una scorciatoia per essere visibili, per non essere solo spettatori, ma condizionare gli eventi – continua Gazzaniga – Il gruppo dà un’identità a chi altrimenti resterebbe anonimo. Non a caso, alcuni dei miei personaggi cercano di trovare nel gruppo un riscatto a un’esistenza da comprimari. La scelta di appartenere a un gruppo può diventare un tentativo (spesso sbagliato) di riscatto, un modo per sottrarsi a regole vissute come oppressive».

    «Secondo me tali aspetti andrebbero analizzati e conosciuti in modo profondo per comprenderne la portata e trovarvi soluzioni – spiega ancora GazzanigaCredo invece che essi siano stati spesso ignorati o ridotti a mero problema di ordine pubblico, perché a volte è più semplice dare etichette che scavare a fondo».

    «Lo stesso è avvenuto per la Polizia – conclude l’autore di “A viso coperto” – Pensi al G8 2001: si sono evidenziati i nostri errori e le condotte aberranti di alcuni, ma non ci si è davvero chiesto cosa, chi e quali dinamiche di gruppo e gestionali abbiano portato a quegli eventi. E’ stato più facile dipingere i poliziotti dei Reparti Mobili come schegge impazzite piuttosto che provare a capire cosa sta dentro i caschi blu che la gente vede in piazza o allo stadio. Nel mio libro, io ho provato a farlo».

     

    Matteo Quadrone

  • Casting a Genova: cercasi attori per un cortometraggio su Rai Cinque

    Casting a Genova: cercasi attori per un cortometraggio su Rai Cinque

    regiaAttori cercasi per un cortometraggio che sarà girato a Genova nei giorni 25, 26 e 27 maggio e che sarà in gara per un concorso di Rai 5.

    Gli organizzatori non hanno divulgato informazioni circa soggetto e sceneggiatura del corto, perché questo prevede il regolamento del concorso, ma sono alla ricerca di persone che interpretino i seguenti ruoli:
    un uomo (35/40 anni , aspetto elegante)
    una donna (dai 35 anni in su, aspetto trasandato e “di strada”)
    una bambina (dai 2 ai 5 anni, molto carina)
    un uomo (papà della bimba, corporatura robusta e tatuato)
    una donna (sui 50/60 anni, aspetto comune, preferibilmente sovrappeso)
    ragazze (almeno una mora e una bionda, con abbigliamento e pettinature eccentrico e vistoso).

    Per partecipare è necessario inviare una mail a mondoscovazzo2002@yahoo.it con foto e curriculum.