Autore: erasuperba

  • Storie e itinerari dell’industria ligure, un viaggio nei luoghi del lavoro

    Storie e itinerari dell’industria ligure, un viaggio nei luoghi del lavoro

    “La storia dell’industrializzazione genovese e ligure fa parte a pieno titolo della storia nazionale e questo libro può essere un punto di partenza per la valorizzazione del nostro patrimonio storico – industriale”, così Letizia Radoni, responsabile della filiale di Genova della Banca d’Italia, introduce il libro “Storie e itinerari dell’industria ligure”, scritto a quattro mani da Sara De Maestri e Roberto Tolaini, docenti presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova.

    Oggi la nostra regione, nonostante il 5,7% del Pil sia riconducibile al turismo, lascia inespresse queste incredibili potenzialità. Al contrario altre realtà europee, ad esempio la città di Liverpool o la zona della Ruhr in Germania, sono state capaci, dopo la cessazione dell’attività industriale, di rivalutarsi partendo proprio dal loro passato cantieristico, di industria pesante e carbonifera. Parliamo di siti industriali dismessi e trasformati in luoghi turistici capaci di attirare, è il caso della Ruhr, circa 1 milione di visitatori all’anno.
    Lo scopo del libro è guardare al passato non in termini nostalgici bensì in senso propositivo. “La sfida da affrontare – come sottolineato da Alfredo Gigliobianco, Servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d’Italia – è passare da un’economia della materia, che ha segnato la civiltà industriale ad un’economia dell’intelletto. E la trasformazione dei luoghi industriali in poli attrattivi per il turismo fa parte di questo processo”.

    “Il trinomio meccanica pesante, cantieristica e siderurgia – spiega Roberto Tolaini, specializzato in storia economica e autore del libro – è stato trainante almeno fino agli anni ’70 e ha costituito il vero pilastro dell’occupazione. Dopo la crisi degli anni ’80 la parabola di queste realtà ha condizionato la vita della città. Si è passati dai 140 mila lavoratori nel settore manifatturiero del 1981, ai 78 mila del 2001”.
    “L’idea è proporre una riflessione sul patrimonio industriale ligure – continua Tolaini – partendo dai siti e dagli edifici dove l’attività si è sviluppata e analizzando l’impatto delle trasformazioni sul territorio”.

    Una ricognizione puntuale dei luoghi dell’impresa e del lavoro operaio esaminati a partire da due punti di vista differenti ma complementari, quello storico economico e quello architettonico territoriale.
    Un tentativo di offrire chiavi di lettura per comprendere il presente industriale ricollegandolo criticamente al passato. L’ampio apparato iconografico che testimonia le origini e i cambiamenti d’uso fino al presente, invita il lettore a riscoprire luoghi ed edifici del patrimonio industriale, ai più sconosciuti.

    Ogni capitolo è dedicato ad un settore – la meccanica e l’elettromeccanica, la siderurgia, la cantieristica, l’industria alimentare, le reti dei servizi, la chimica e il petrolio, fino all’elettronica e all’high tech – ed ogni paragrafo è legato ad un luogo. Si parte dalle origini, dal “che cosa si produceva”, per arrivare agli anni della deindustrializzazione. Con una particolare attenzione agli aspetti legati alle possibilità del riuso, come spiega l’architetto e autrice del volume, Sara De Maestri “Uno dei maggiori problemi riguarda la collocazione degli insediamenti industriali. Quelli situati in zone decentrate, quando l’economia industriale ha cessato di sostenere l’attività, sono stati totalmente abbandonati ed oggi è difficile riconvertirli. I luoghi industriali che invece si trovavano ai margini della città sono stati successivamente inglobati dall’espandersi del tessuto urbano e attualmente sono a rischio perché interessati da possibili speculazioni edilizie”.
    “Purtroppo non abbiamo ancora la lungimiranza – conclude De Maestri – per comprendere quali enormi ritorni economici potrebbero generare degli investimenti in direzione di un riuso compatibile dei numerosi siti presenti in Liguria”.

     

    Matteo Quadrone

  • Concorso letterario gratuito: Incipit d’autore e Incontri poetici

    Concorso letterario gratuito: Incipit d’autore e Incontri poetici

    scritturaLa casa editrice Giulio Perrone indice periodicamente un concorso letterario per narratori e poeti, che sono invitati rispettivamente a dare seguito a un incipit proposto da un autore famoso e a inviare da una a tre poesie a tema libero.

    Il bando Incipit d’autore di questa edizione prende spunto da una frase scelta dallo scrittore Giuseppe Aloe: “Stavamo finendo il pranzo. Era un pranzo normale, niente di eccessivo, qualche portata, un po’ di vino in tavola. Perché uno si aspetta che gli avvenimenti importanti vengano preceduti da segnali inconsueti o singolari, e invece ogni evento è così naturale, che diventa una specie di legittimo prolungamento delle cose“.

    I partecipanti possono scrivere un racconto di lunghezza massima 4.500 battute, mentre chi si candida per Incontri poetici può inviare fino a tre poesie a tema libero. Gli elaborati vanno inviati entro il 31 dicembre 2011 all’indirizzo mail redazione@giulioperroneditore.it, specificando nell’oggetto il titolo del concorso. Non è prevista quota di partecipazione.

    Le opere degli autori selezionati per entrambi i concorsi saranno pubblicate in due antologie a cura della casa editrice.

    Marta Traverso

    Stavamo finendo il pranzo. Era un pranzo normale, niente di eccessivo,qualche portata, un po’ di vino in tavola. Perché uno si aspetta che gliavvenimenti importanti vengano preceduti da segnali inconsueti o singolari, einvece ogni evento è così naturale, che diventa una specie di legittimoprolungamento delle cose.

  • Sangue infetto: migliaia di persone attendono ancora il risarcimento

    Sangue infetto: migliaia di persone attendono ancora il risarcimento

    Finora sono più di 4000 le persone decedute per essersi infettate con sangue o suoi derivati immessi in commercio senza gli opportuni e doverosi controlli.

    Altre decine di migliaia invece convivono con un pericolo incombente, sottoposti ad uno stato d’ansia ininterrotto perchè, loro malgrado, vittime di malattie che accorciano la vita, producono sofferenze e relegano ai margini della società.

    Per circa settemila persone è stato previsto un procedimento transattivo dal governo Prodi attraverso la Legge Finanziaria del 2007.

    Sono passati quasi tre anni e mezzo dallo stanziamento dei fondi in Finanziaria per effettuare le dovute transazioni (che furono formulate dallo stesso Ministero della Sanità nell’anno 2007 con un decreto legge fermo ad allora) ma ancora le vittime di questa strage silenziosa continuano ad ammalarsi e a morire senza che venga a loro riconosciuto un diritto già sancito.

    I Radicali italiani, in collaborazione con il Comitato Vittime Sangue Infetto, ieri hanno organizzato una conferenza stampa per fare il punto su una questione che, allo stato attuale, è ancora esclusa dall’agenda politica del Governo.

    “Vogliamo rivolgere un appello al governo Monti perché sia finalmente riconosciuto agli emodanneggiati il risarcimento che spetta loro – questa la dichiarazione di Donatella Poretti (senatrice Radicale), Michele De Lucia (tesoriere di Radicali italiani) e Andrea Spinetti (membro del Comitato nazionale di Radicali italiani e dell’Associazione Vittime Sangue Infetto) – Da troppi anni le Istituzioni giocano in modo cinico e capzioso con la sofferenza e il dolore di migliaia di persone innocenti e delle loro famiglie. In quella che sembra una gara a chi si stanca per ultimo, il messaggio che mandiamo è: nessuno di noi mollerà. E allora, si risparmi tempo, perché le vittime non hanno più tempo ,e perché non saremo certo noi a stancarci per primi”.

     

    Matteo Quadrone

  • Bruchi Design: una nuova galleria d’arte nel centro storico

    Bruchi Design: una nuova galleria d’arte nel centro storico

    bruchi designAlla faccia della crisi e dei tagli che sembrano voler affondare l’arte e la cultura, a Genova ha aperto una nuova galleria d’arte.

    Si chiama Bruchi Design ed è in vico Superiore del Ferro, nata da un progetto di Bruna Chiarle, esperta nella lavorazione del vetro. Uno spazio che vuole valorizzare opere d’arte create in questa forma, ma anche cachemire, legno e ogni altro materiale dimenticato.

    Uno dei primi eventi per far conoscere questo nuovo spazio alla città è il Giorno del Bruco: ogni due giovedì la galleria si apre al pubblico per tutta la giornata, per dialogare con artisti e appassionati e accettare proposte per nuovi progetti. Il prossimo appuntamento è giovedì 15 dicembre alle 10.

    Per contattare la galleria si può telefonare allo 010 2091326 o scrivere a info@bruchidesign.com.

    Marta Traverso

  • Carcerati – apicoltori, l’esperienza di Bologna

    Carcerati – apicoltori, l’esperienza di Bologna

    680 kg di miele, ossia 1440 vasetti di tiglio e millefiori, sono il risultato dei 18 mesi di attività del corso di apicoltura organizzato nella Casa Circondariale “Dozza” di Bologna.

    Un’esperienza curiosa e mai attuata prima d’ora all’interno delle mura di un carcere. Nata da un’idea di Conapi (Consorzio Apicoltori ed Agricoltori Biologici Italiani) e Alce Nero & Mielizia, la sua realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale “Dozza” di Bologna, in sinergia con la Provincia di Bologna.

    La produzione ottenuta sarà messa in vendita e il ricavato verrà utilizzato per finanziare la continuità del progetto e consolidarlo ulteriormente.

  • Sale videolottery e slot, previste tre nuove aperture

    Sale videolottery e slot, previste tre nuove aperture

    Tre nuove sale videolottery e slot stanno per sbarcare a Genova. E così la città della lanterna va assumendo sempre di più i contorni di una piccola Las Vegas. Se ne è discusso oggi in Consiglio comunale grazie a due articoli 54 (a risposta immediata) presentati dai consiglieri Emanuele Basso ed Enrico Musso (L’Altra Genova) e da Salvatore Lecce (Pd).

    Il problema del gioco, come ha ricordato Basso, è particolarmente grave perché coinvolge le fasce più deboli della popolazione. In Italia si registra un aumento del fenomeno, ancor più evidente a Genova vista la crescente invasione di nuove sale da giochi, spuntate come funghi in ogni quartiere. La prossima, già autorizzata dalla Questura – che ha l’ultima parola in materia – sorgerà in corso Buenos Aires, a pochi metri da un Bingo, e soppianterà l’antico e glorioso Caffè Crippa, probabilmente costretto a chiudere a causa delle pressioni esercitate dalle società che hanno fiutato l’affare.

    Il consigliere Lecce ha invece rilanciato l’allarme proveniente da Sampierdarena dove, come denunciato pubblicamente dal Presidente del Municipio Centro-ovest, Franco Marenco, con una lettera indirizzata al Comune, nasceranno altre due sale. Una in via Buranello, l’altra probabilmente in via Avio, già colonizzata dalla presenza di altri tre locali dedicati al gioco d’azzardo.
    “Mi meraviglio del fatto che la Questura non intervenga per impedire queste aperture – ha dichiarato Lecce – l’amministrazione, per quel che gli compete, ha compiuto  dei piccoli passi avanti, penso ad esempio al Puc e alle nuove norme urbanistiche che dovrebbero limitare l’espansione del fenomeno. Se ciò non fosse sufficiente siamo pronti a mobilitarci attraverso una raccolta firme”. Un’iniziativa che  in zona Prè ha riscosso successo e infatti 2 nuove autorizzazioni sono state negate.

    L’Assesore al commercio, Gianni Vassallo ha risposto così “Un giudizio politico sullo stato biscazziere bisognerà prima o poi esprimerlo. Infatti anche il nuovo governo, finora, non ha perseguito a dovere le società che hanno ricevuto le concessioni, seppure più volte la Guardia di Finanza abbia portato alla luce evasioni fiscali ed altre illegalità”.

    Purtroppo gli enti locali non hanno voce in capitolo, ha sottolineato l’Assessore.
    “Ma qualcosa comunque stiamo facendo – continua Vassallo – da qualche tempo, su nostra richiesta, la Questura ci fornisce l’elenco delle licenze autorizzate. In questo modo possiamo almeno verificare se sussistono tutte le condizioni a norma di legge oppure se si possono verificare problemi in quel particolare luogo”.

    L’unica possibilità di intervento per il Comune è rappresentata dall’invenzione di normative in grado di interferire o almeno complicare l’apertura di nuove sale. L’ultima, prevista nel Puc, è quella che sancisce la presenza obbligatoria di un parcheggio attiguo alla sala slot.

    Certo resta difficile agire se si hanno le mani legate, ma ad esempio, rendere pubblico l’elenco delle autorizzazioni concesse dalla Questura potrebbe essere davvero una buona pratica. Questo strumento infatti consentirebbe ai cittadini di rendersi conto in anticipo delle trasformazioni che coinvolgeranno il proprio quartiere e magari agire per tempo attraverso forme di partecipazione che, come dimostra il caso Prè, hanno portato a risultati concreti.

     

    Matteo Quadrone

  • Inail: nei primi 9 mesi del 2011 infortuni sul lavoro in calo

    Inail: nei primi 9 mesi del 2011 infortuni sul lavoro in calo

    L’andamento infortunistico nei primi nove mesi del 2011 registra un calo di circa 26mila casi denunciati rispetto allo stesso periodo del 2010 (da 579mila a 553mila), pari a una flessione del 4,5%.

    È quanto emerge dai dati provvisori dell’INAIL aggiornati al terzo trimestre, che rivelano anche una flessione meno accentuata degli infortuni mortali, che passano da 697 a 691, in diminuzione dello 0,9%. L’andamento dell’ultimo trimestre rende ipotizzabile a fine anno un bilancio consuntivo di 750mila infortuni sul lavoro, rispetto ai 775mila del 2010, e un numero di morti ancora inferiore a mille.

    La riduzione degli infortuni riguarda tutti i rami di attività, ma è stata più pronunciata nell’industria (-6,7%) rispetto all’agricoltura (-4,9%) e ai servizi  (-3,1%). Il dato appare più significativo se si considera che le rilevazioni Istat attestano, nel periodo di riferimento, una crescita dell’occupazione complessiva compresa tra lo 0,1% e lo 0,4%. Nel settore costruzioni, in cui gli occupati risultano diminuiti dell’1,2%, gli infortuni fanno segnare un -9,8%. I casi mortali si contraggono nei servizi (-3,6%), crescono in agricoltura (+4,7%) e restano sostanzialmente stabili nell’industria.

    Il calo è generalizzato, ma meno rilevante al Nord (-3,8%) rispetto al Centro (-4,9) e al Sud (-6,4%), dove peraltro il numero di occupati è cresciuto dell’1,2%, contro lo 0,3% del Nord e il -0,3% del Centro. Il Mezzogiorno è caratterizzato da una consistente flessione dei casi mortali (-13,9%), che invece aumentano al Nord (+6,6%) e al Centro (+4,3%).

  • Smog, l’Europa lancia l’allarme: tre anni di vita in meno

    Smog, l’Europa lancia l’allarme: tre anni di vita in meno

    310 mila morti ogni anno in Europa, circa 50 mila solo in Italia. Il killer è l’inquinamento dell’aria.

    L’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente di Copenaghen, Air Quality in Europe 2011, conferma così un dato che da qualche anno circola fra gli addetti ai lavori.

    L’inquinamento atmosferico in Europa porta via in media 9 mesi di speranza di vita, fino ad arrivare a tre anni di vita in meno nelle regioni più esposte, come la Pianura Padana e il Benelux.

    Parliamo di morti premature per insufficienza cardiaca, infarti, crisi respiratorie, ma anche tumori. Un problema sanitario rilevante anche in termini economici con un costo di 80 miliardi di euro l’anno (cifra che comprende anche  le malattie da smog e le conseguenti ospedalizzazioni e farmaci).

    Il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente rileva che un quinto della popolazione europea vive in zone dove gli inquinanti superano la soglia di legge più volte all’anno. E sebbene ogni anno si registra un miglioramento nelle concentrazioni di polveri di sezione più grande, ossidi di azoto e metalli pesanti, allo stesso tempo la situazione delle polveri sottili e dell’ozono resta molto critica. E sono loro il pericolo maggiore per la salute umana.

    Dopo aver analizzato la composizione dell’aria lombarda, il Centro comune di ricerca di Ispra rileva nel rapporto 2011, che la metà circa dell’inquinamento da polveri proviene dal traffico stradale, mentre l’altra metà si compone di emissioni industriali e riscaldamento (25%), combustione di legna (13%) ed emissioni dall’agricoltura (12%).

    Per quanto riguarda l’inquinamento da traffico, il 30% proviene dai tubi di scappamento e dall’usura di freni e pneumatici, mentre l’altro 20% è la polvere “vecchia” che viene risollevata con il passaggio delle automobili.

    Per riportare le emissioni sotto controllo non basta passare ai modelli meno inquinanti (le auto euro-5 e i camion euro-6) – conclude il Rapporto del Centro comune di ricerca di Ispra commissionato dalla Regione Lombardia – E’ necessario anche ridurre le auto in circolazione”.

    Quindi le auto meno inquinanti risolvono metà del problema. Ma occore velocizzare il cambiamento. Londra e Berlino sono gli esempi a cui guardare e sono riuscite nell’intento imponendo l’accesso facilitato nella Low Emission Zone, istituita in queste città alle sole auto a basse emissioni.

    I risultati sono incoraggianti: oggi a Berlino il parco auto circolante è euro-4 al 90%, le polveri nell’area Low Emission si sono quasi dimezzate e gli ossidi di azoto sono scesi del 20%.

    “Anche le politiche della sosta possono servire a indurre l’acquisto di auto più pulite” spiega Luca Trepiedi, studioso della mobilità dell’Isfort di Roma. In certi borghi londinesi (come a Richmond-Upon-Thames) e in cittadine olandesi si sta diffondendo il parcheggio a pagamento commisurato alle emissioni di CO2 delle auto.

    L’altro problema italiano è ridurre drasticamente il numero assoluto di automobili. Città come Milano e Roma hanno un tasso di motorizzazione che si aggira sulle 600-700 auto ogni mille abitanti mentre Berlino, Parigi o Londra si attestano su circa 300-400 auto ogni mille abitanti. Una bella differenza. “Se in città in cui il traffico e la sosta sono malgovernate l’auto si facesse pagare per lo spazio che occupa forse ci potrebbe essere qualche cambiamento positivo”, spiega lo studioso di trasporti Andrea Debernardi.

    Ma in Italia i posti auto sembrano essere un’esigenza irrinunicabile. E non passa giorno in cui non venga inaugurato un nuovo parcheggio, magari sotteraneo. Mentre la politica adottata ormai da una decina d’anni dalle altre metropoli europee va in direzione contraria, puntando convinta alla riduzione dei posti auto.

    “Con questa politica a Parigi negli ultimi dieci anni 15.000 posti auto lungo le strade sono stati tolti a favore delle 1.451 stazioni Velib (per 20.000 biciclette pubbliche), di spazio per motorini, car-sharing e pedoni – raccontano gli autori dello studio sui parcheggi in Europa pubblicato di recente (“Europe’s Parking U-Turn: From Accomodation to Regulation”, ITDP, 2011) – Il risultato di questo giro di vite è una diminuzione del 13% dei chilometri percorsi in auto dai parigini dal 2003 ad oggi“.

    Gli italiani si trovano però a confrontarsi con le croniche carenze di un trasporto pubblico disorganizzato e insufficiente.

    “Segnali di vitalità provengono invece dalle città tedesche e francesi, dove un massiccio programma di investimenti sul trasporto collettivo ha portato alla ricomparsa del tram in centri importanti, come Lione o Nizza e allo sviluppo di tecnologie innovative, come i progetti di tram su gomma e bus ad alto livello di servizio che sono in corso in oltre 15 centri” spiega ancora Luca Trepiedi.

    Ma anche nel nostro Paese si trovano buoni esempi di integrazione fra bici e mezzi pubblici. Parliamo di realtà come Bolzano, Trento o Ferrara, che attraverso linee dedicate, servizi bici-bus o treno, sono riuscite, in alcune zone, a ricondurre il traffico automobilistico a livelli accettabili.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Stage nella moda non pagato? In Inghilterra hanno detto basta

    Stage nella moda non pagato? In Inghilterra hanno detto basta

    modaAvete presente i nomi di Alexander McQueen e Vivienne Westwood? Se non siete dei grandi conoscitori della moda, diciamo che si possono paragonare ai produttori di un film che sbanca al botteghino o a scrittori che superano il milione di copie. Due mostri sacri, riprendendo un’espressione spesso abusata.

    Ebbene, i due signori di cui sopra – insieme ad altri nomi di spicco dell’alta moda britannica – hanno ricevuto una lettera dall’ufficio imposte che intima loro di retribuire gli stagisti almeno con il salario minimo.

    Stop allo sfruttamento di studenti e/o neolaureati che lavorano molte ore al giorno senza essere pagati.

    Sentite odore di bufala? Forse solo in lontananza. Una notizia del genere può apparire surreale, ma può anche essere vera. Soprattutto tenendo conto di questa dichiarazione, rilasciata circa un mese fa dai legali del governo britannico: “Gli stage gratuiti sono illegali“.

    Certo, anche oltremanica tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma il solo fatto che una frase del genere sia stata pronunciata svela un mondo lontano anni luce da quanto avviene in Italia.

    Marta Traverso

  • Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    abitanti della terraLo scorso 31 ottobre la Terra ha raggiunto 7 miliardi di abitanti. Un numero considerevole, che porta con sé non poche implicazioni dal punto di vista ambientale, del consumo delle risorse naturali, dello sviluppo delle città, del lavoro e così via.

    A questo scopo è stato indetto dalla fondazione 1 of 7 Billion un concorso per cortometraggi, per realizzare un filmato di durata compresa tra 1 e 10 minuti che possa analizzare una o più di una delle conseguenze di questo traguardo numerico.

    Il concorso è internazionale, pertanto il video dovrà essere girato in inglese o avere i sottotitoli se in lingua straniera. Le tematiche affrontate dovranno essere scelte tra le seguenti:
    – povertà e rottura del cerchio della disuguaglianza
    – rafforzamento e progresso delle donne e le ragazze
    – giovani
    – salute riproduttiva e diritti
    – persone in salute e ambiente
    – invecchiamento
    – urbanizzazione
    – pianificazione per la crescita.

    Il termine per presentare i propri elaborati è il 15 febbraio 2012. I partecipanti potranno candidarsi singolarmente o in gruppo e inviare fino a due video.

    Sono previsti premi in denaro per i primi tre classificati: 4.000 $ al primo, 2.000 $ al secondo e 1.000 $ al terzo. Il video vincitore sarà utilizzato dalla fondazione per tutte le sue campagne di comunicazione.

    Marta Traverso

  • Fincantieri, operai a rischio cassa integrazione

    Fincantieri, operai a rischio cassa integrazione

    fincantieri scioperoIL PRECEDENTE

    14 dicembre 2009: dopo l’ennesimo tavolo di confronto con la Prefettura che non ha dato i risultati sperati, gli operai di Fincantieri occupano lo stabilimento di Sestri Ponente.

    La mattina seguente, intorno alle 7, un gruppo di lavoratori ha bloccato via Soliman e il casello autostradale della A10, impedendo la circolazione dei mezzi. Si tratta di una manifestazione di protesta già utilizzata in passato, perché la cittadinanza si accorga della situazione difficile di Fincantieri e del rischio per i suoi lavoratori di ritrovarsi disoccupati o in cassa integrazione.

    IL PRESENTE

    12 dicembre 2011: alcuni giorni fa la direzione di Fincantieri ha annunciato una cassa integrazione straordinaria per 3.670 dipendenti, che in risposta hanno minacciato di bloccare le prove a mare dell’ultima nave ancora in bacino, previste per gennaio.

    La Regione Liguria nelle scorse ore ha istituito una commissione d’inchiesta presieduta da Maruska Piredda (Idv), per chiedere al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera di prendere in considerazione la situazione di Fincantieri e ipotizzare una soluzione per il futuro.

    Marta Traverso

  • Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Un emendamento al Puc, infilato di sotterfugio nell’ultimo consiglio comunale che ha sancito l’approvazione definitiva del Piano urbanistico, consente il via libera ad un ipermercato nell’area di Genova Campi, a Cornigliano, attualmente occupata dal gruppo Sogegross.
    Una marea di emendamenti, oltre 180, presentati in quella che si è trasformata in una vera e propria maratona consiliare in cui si è infilato di tutto e di più, con il risultato di cambiare le carte in tavola proprio all’ultimo minuto utile.

    Primo firmatario dell’emendamento incriminato è il capogruppo Pd, Marcello Danovaro, che difende la sua scelta “L’eventuale ipermercato sarebbe distante da tutti i negozi e non toglierebbe clienti ai negozi della vallata. Creerebbe invece delle opportunità lavorative. Inoltre stiamo  parlando solo di una regola urbanistica perché un possibile progetto dipende dalle regole regionali”.
    Non sono d’accordo due elementi del suo stesso partito che hanno votato contro, fra questi anche Gian Paolo Malatesta, responsabile del settore commercio del Pd.

    Parliamo di circa 8 mila metri quadrati che permetterebbero alla Sogegross di ampliare la propria offerta commerciale, oggi dedicata all’ingrosso, estendendola nel prossimo futuro anche alla vendita al dettaglio.

    Ma allo stato attuale la programmazione commerciale regionale non consente l’apertura di nuovi ipermercati. Per la realizzazione del progetto è dunque necessaria una revisione del piano e l’aumento della metratura disponibile per le strutture della grande distribuzione.

    È una decisione che mette definitivamente in ginocchio il tessuto commerciale dell’intera Valpolcevera – questo il commento di Andrea Dameri, direttore provinciale di Confesercenti –  rappresentato da centinaia di piccoli commercianti che già devono fare i conti con la presenza dell’ipercoop di Bolzaneto”.
    Una bocciatura senza appello da parte di Confesercenti “Ci attiveremo in ogni sede possibile per scongiurare l’applicazione di un provvedimento che, incentivando il fenomeno del turismo commerciale in zone estranee al tessuto sociale dei quartieri, deprimerà ulteriormente l’attività di quegli stessi negozi di vicinato. Attività tradizionali che, al contrario, meriterebbero di essere tutelate nell’interesse stesso di una città policentrica qual è Genova”.

     

    Matteo Quadrone

  • Videogame e social network: incontro a Informagiovani

    Videogame e social network: incontro a Informagiovani

    videogiocoMercoledì 14 dicembre (ore 17) presso la Sala Gradinata del Centro Informagiovani di Genova a Palazzo Ducale si terrà il quarto appuntamento della rassegna Gradinata Informagiovani – Spazio informazione e partecipazione.

    In che modo gli strumenti che grazie alle nuove tecnologie sono diventati parte integrante del nostro vivere quotidiano – web, social network, videgiochi – influenzano i meccanismi della nostra mente?

    Le neuroscienze, uno dei temi più attuali per chi studia o si occupa di scienze umane, vengono applicate alle interfacce che conosciamo più da vicino in un incontro della rassegna Gradinata Informagiovani dal titolo L’isola che c’è, la meraviglia che c’è – I videogiochi e la mente.

    Saranno presenti Bianca Gallo, psicoterapeuta e direttore di Coirag Genova (Centro studi e ricerche sulle dinamiche di gruppo), e Ivan Orvieto, ideatore dell’azienda Testaluna, specializzata nella creazione di videogiochi, simulazioni e ambienti virtuali 2D e 3D con finalità ludiche, didattiche e creative.

    La partecipazione all’incontro è gratuita.

    Marta Traverso

  • Servizi sanitari Regione Liguria: concorso di idee per un logo

    Servizi sanitari Regione Liguria: concorso di idee per un logo

    disegno logo

    Avete mai sentito parlare di RIHTA? L’acronimo – piuttosto complesso, in effetti – sta per Rete Italiana di sviluppo delle attività di valutazione sistematica delle tecnologie innovative e delle sperimentazioni gestionali. In pratica si tratta di  una rete nata per valutare e ottimizzare le tecnologie usate nell’ambito dei servizi sanitari in ciascuna Regione italiana, dando un particolare rilievo alla collaborazione fra Regioni in modo che tutte possano avere pari accesso alle stesse tecnologie e agli stessi metodi di gestione del lavoro.

    L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) ha indetto un concorso di idee per un logo che rappresenti le attività svolte da RIHTA. Il bando è aperto a giovani fino a 30 anni di età e al vincitore sarà assegnato un premio di 10.000 €.

    I partecipanti dovranno presentare su CD o DVD un logo realizzato con qualunque tecnica (pastelli, pennarelli, cera, tempera, realizzata a colori, in bianco e nero, collage, ecc) e una breve presentazione dell’opera che ne indichi la tecnica, le caratteristiche principali e gli intenti comunicativi.

    Si può presentare la propria opera fino al 29 dicembre 2011, cercando il modulo di partecipazione sul sito di Agenas, e inviarla all’indirizzo Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – Sezione Affari Generali e Personale – via Puglie, 23 – 00187 Roma.

    Marta Traverso

  • Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    genova film festivalStiamo ancora aspettando di ricevere i contributi dell’edizione scorsa. Quindi è difficile pensare al prossimo festival con questo problema ancora utto da risolvere. Noi restiamo ottimisti, ma le difficoltà ci sono eccome“.

    Con queste parole Antonella Sica e Cristiano Palozzi, direttori artistici della rassegna Genova Film Festival, denunciano l’assenza di contributi per uno dei più importanti eventi culturali genovesi, che potrebbe portare a uno stop per l’edizione 2012.

    I tagli alla cultura hanno causato enormi disagi anche all’associazione culturale Daunbailò, che dal 1997 si occupa dell’organizzazione di una rassegna che non ha la fama internazionale degli analoghi festival a Venezia o Roma, ma ha dato lustro alla nostra città portando nomi di spicco del cinema italiano e oltre: ultimi in ordine di tempo Paolo Virzì (edizione 2010) e Pupi Avati (edizione 2011).

    Di norma il Genova Film Festival si svolge tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, mentre il bando per cortometraggi rivolto ad aspiranti registi e professionisti del settore viene indetto a inizio anno. Nei prossimi mesi capiremo dunque se ci sarà ancora spazio a Genova per questa importante rassegna cinematografica, o se sarà l’ennesimo polo culturale destinato a cadere nel dimenticatoio.

    Marta Traverso