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  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

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    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    vigne-centro-storico-vicoliSabato 12 ottobre a partire dalle 16 le vie del Sestiere della Maddalena nel centro storico di Genova si animano con la Notte bianca dei bambini, un’intera giornata dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, con laboratori teatrali, artistici, giochi, spettacoli, danze e concerti.

    La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è organizzata dal Municipio Centro Est in collaborazione con la Cooperativa Il Laboratorio e con le associazioni di quartiere per favorire il rinnovamento e la vivibilità di un quartiere troppo spesso agli onori delle cronache per degrado e problematiche sociali. Obiettivi che si pongono ogni giorno le numerose associazioni che operano sul territorio per promuovere e rilanciare una delle zone più belle e affascinanti della città.

    Dalle ore 16 alle 22.30, nelle piazze, nelle vie e nelle sedi delle associazioni, sono numerosissime le iniziative. Ecco nel dettaglio il programma completo della giornata.

    Piazza Pellicceria inferiore
    Dalle 16 alle 18: laboratori di riciclo a cura di Remida e A-Pois, laboratorio ‘Le bombe di semi’ a cura di Terra!

    Piazza S.m. Degli Angeli
    Dalle 16 alle 19: esibizione di parcour, graffiti e hip hop a cura di Urban Street, Studio dyv, Cedy rock e BDS Crew

    Piazza Boccanegra
    Book crossing a cura dell’associazione A.Ma

    Piazza del Ferro
    Dalle 16 alle 19: laboratorio di cucito a cura di Mimi e Coco, laboratori ‘Bianco’ come a cura del Consorzio Agorà
    Dalle 18 alle 19.30: laboratorio erbe aromatiche a cura della naturalista Viviana Bobbio.

    Chiostro delle Vigne
    Dalle 16 alle 19: ornei di calcetto e pallavolo a cura dell’Ass. liberi cittadini della Maddalena

    Piazza Lavagna
    Dalle 16 alle 18.30: laboratorio Legno-Ingegno a cura di Dateci un Martello

    Piazza dei Greci
    Dalle 16 alle 19: i giochi di una volta a cura della Cooperativa la Comunità e di A.g.e.

    Piazza Cambiaso
    Laboratorio a cura del teatro Altrove

    Piazza delle Vigne
    Dalle 17 alle 19: laboratori musicali a cura di Casa della Musica, Orchestra Darsena

    Piazza Posta Vecchia
    Dalle 16 alle 19: laboratori a cura di Matefitness e della Cooperativa Il Laboratorio

    Piazza della Cernaia 3/29
    Laboratorio di poesia e teatro corporeo a cura dell’ass. Vivisottosopra

    Piazza della Cernaia
    Dalle 16 alle 19: teatro di burattini a cura del Drago Rosso, Ritmiciclando a cura di ripercussioni sociali, esibizione di hip hop e baby dancing a cura di studio dyv, Naftalina spettacolo a cura della compagnia Le Mani; dalle 19 alle 20 tutti a cena, dalle 20 alle 22 San Giorgio e il Drago a cura di Mauro Pagan, gli artisti di strada arrivano in piazza, asta degli oggetti inutili a cura dell’ass. Vivisottosopra; dalle 16 alle 18 merenda a cura dell’ass Mamme Daneo.

    Piazza della Cernaia 3/6
    Dalle 16 alle 19 laboratorio di creta e laboratorio artistico a cura della Cooperativa Il Laboratorio, laboratorio musicale a cura di Progetto sviluppo Liguria.

    Itineranti: truccabimbi e banda Murga.

    Punti di ristoro convenzionati: Jalapeno (via della Maddalena 52r), Il Bottegjino (piazza delle Vigne 21r), Il Fabbro (Vico al Campanile delle Vigne 17r), Bistrot Glo Glo (Piazza Lavagna 19r), Trattoria da Franca (Vico alla Lepre 4r), Maxela (vico Inferiore del Ferro 9r), La bottega del Gusto (vico superiore del ferro 3r).

  • Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Palazzo dell'UniversitàVentiquattro borse di studio di quattromila euro lordi ciascuna per tirocini all’estero: questo il nuovo progetto dell’Università degli Studi di GenovaPorta la laurea in azienda‘, nato per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani studenti universitari.

    Il tirocinio si svolgerà in uno Stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo per venti/ventidue settimane, per un totale di almeno 600 ore; il periodo di inizio deve essere compreso tra il 13 gennaio e il 17 febbraio 2014, la conclusione entro l’8 agosto 2014.

    Requisiti richiesti, sono la laurea conseguita presso l’Università degli Studi di Genova con voto minimo 99/110; età non superiore ai trent’anni; universitari di master o dottorato di ricerca al momento della presentazione della candidatura e sino alla conclusione del tirocinio; non aver mai beneficiato o non aver mai rinunciato, se vincitori, di una borsa del progetto ‘Porta la laurea in azienda’ per lo svolgimento di tirocini all’estero; non beneficiare, nel periodo di svolgimento del tirocinio previsto dal bando, di altro contributo previsto da altri programmi/progetti per tirocini all’estero e/o mobilità; non essere cittadini/residenti/domiciliati nello Stato dove si svolge il tirocinio; essere cittadini di uno Stato membro della Unione Europea oppure, se cittadini extracomunitari, essere regolarmente soggiornanti in Italia.

    Per partecipare è necessario consultare il bando nel sito dell’Università di Genova (clicca qui) e poi attivarsi per la ricerca del tirocinio: le domande devono essere presentate entro il 4 novembre 2013.

  • Berio Cafè: eventi per celebrare l’ottavo compleanno

    Berio Cafè: eventi per celebrare l’ottavo compleanno

    Berio CafèIl Berio Cafè compie otto anni: per l’occasione, il patron Paolo Vanni e l’intero staff organizzano una giornata speciale all’interno del locale giovedì 10 ottobre.

    Un appuntamento per celebrare quella che è ormai diventata una piccola istituzione a Genova: da otto anni il Berio Cafè offre ai frequentatori della Biblioteca Berio (ma non solo) una location accogliente in cui sentirsi a proprio agio, con un occhio di riguardo alla cucina, alle proposte gastronomiche innovative, agli eventi culturali e alle iniziative solidali.

    Nell’arco della giornata, ogni membro dello staff proporrà un prodotto speciale a un prezzo da compleanno.

    Francesco preparerà una nuova edizione del Caffè Veneziano con scaglie di cioccolato fondente. Cinzia proporrà, come merenda, pane , burro di arachidi e marmellata con rondelle di banana. Andrea, il pasticciere del locale, si cimenterà con una sua interpretazione del tiramisù. La cuoca Franca preparerà ravioli di boragine e stoccafisso alla genovese, Hillary un cocktail alla fragola gustoso, Manuel si occuperà del servizio fotografico della giornata. Alle 13.30 il momento delle candeline e della torta con Vanni.

    Per maggiori info e prenotazioni è necessario telefonare allo 010 5705416

  • Beni del Demanio, acquisto gratuito: il Comune di Genova prepara la lista

    Beni del Demanio, acquisto gratuito: il Comune di Genova prepara la lista

    Veduta notturna del Centro Storico di GenovaCon il parere unanime favorevole del Consiglio comunale – e già qui ci sarebbe la notizia, considerate le scintille delle ultime seduteè iniziato ufficialmente il percorso per l’acquisizione a titolo gratuito dal Demanio di una lunga serie di strutture che potrebbero modificare sensibilmente la viabilità e l’aspetto di Genova nel prossimo futuro, di pari passo con il nuovo Piano Urbanistico. Un elenco di dodici pagine sciorina i beni che entro il 30 novembre potrebbero passare dal Demanio a Palazzo Tursi. Una lista di aree, terreni, immobili, gallerie e forti che non è assolutamente esaustiva e potrà essere implementata a seconda delle segnalazioni, delle esigenze e delle proposte dei municipi e del territorio.

    Si preannuncia, dunque, un tour de force per gli uffici comunali che in una cinquantina di giorni dovranno predisporre un’istruttoria per ciascuno dei beni che Tursi intende acquistare, specificandone la descrizione, le finalità di utilizzo futuro e le risorse finanziarie previste per lo stesso. Toccherà, poi, alla Giunta dare il via libera alla presentazione formale della richiesta, prestando particolare riguardo agli aspetti ambientali, geomorfologici e idrogeologici del territorio, nonché alla fattibilità tecnico-economica degli interventi di ripristino. Dopodiché la palla passerà definitivamente al Demanio che valuterà la bontà delle richieste pervenute dagli Enti Locali.

    Quello di oggi rappresenta certamente un passo importante per la Genova del futuro. Non va dimenticato, però, che in un contesto alquanto tragico per quanto riguarda le casse comunali, non sarà facile reperire le risorse necessarie per la bonifica dei beni acquistati e per la loro riconversione d’uso. Diverso il ragionamento se buona parte di queste aree e strutture venissero rivendute ai privati, dal momento che la legge statale non pone vincoli in merito. Un comportamento, d’altronde, che ben si sposerebbe con la volontà che più volte il premier Letta ha annunciato di dismissione parziale del patrimonio pubblico per risanare le casse dello Stato. «Ma il nostro obiettivo principale non è questo», risponde a precisa domanda l’assessore al Bilancio, Francesco Miceli. «I beni e le aree che richiederemo saranno soprattutto utili per il patrimonio immobiliare della città. Ogni elemento avrà una sua specifica funzionalità nell’ottica del miglioramento di servizi e viabilità. Questo non è tanto il momento di pensare alle “coperture” economiche, quanto quello di capire quali sono i beni che ci possono essere più utili e in quale prospettiva».

    Un lungo elenco: immobili, terreni, greti dei torrenti, gallerie antiaree, forti…

    righi-forti-DIL’attenzione di tutti si rivolge immediatamente all’ex Caserma Gavoglio, al Lagaccio, per la quale la delibera approvata prevede una norma specifica. Viene, infatti, dato mandato agli uffici competenti di procedere con urgenza su questa pratica e verificare l’eventuale disponibilità del Demanio a consegnare anticipatamente l’area. Se non nella sua interezza, quantomeno per quanto riguarda la zona tra i due cancelli d’ingresso, dove dovrebbe sorgere il nuovo parcheggio per i residenti di Via Ventotene, e i tratti  necessari alla messa in sicurezza del territorio circostante.

    Ma già in questa prima versione dell’elenco compaiono altri beni piuttosto interessanti. Come le Mura di Malapaga nel quartiere del Molo, l’ospedale militare di Sturla, che potrebbe essere oggetto di una significativa trasformazione urbana del quartiere, e le cliniche universitarie di San Martino, che garantirebbero la ricomposizione della proprietà nell’ottica dell’introduzione di una nuova funzione urbana privata della zona, affianco naturalmente a quella universitaria.

    Oltre ad aree, immobili e terreni che potrebbero rivestire in futuro nuove funzioni urbane, ad esempio con la realizzazione di spazi verdi o di servizio; oltre al miglioramento della viabilità cittadina, attraverso l’acquisizione di sedimi stradali come la rampa di accesso alla Sopraelevata o la strada che conduce al forte di San Martino; oltre ai vecchi greti di torrenti che potrebbero consentire la realizzazione di opere funzionali alla messa in sicurezza degli alvei o alla loro riqualificazione anche in ottica della mobilità veicolare e pedonale; vi sono due categorie particolari di immobili che meritano assolutamente di essere citate. Stiamo parlando dei Forti e delle ex gallerie anti-aree. Per quanto riguarda i primi, più volte l’amministrazione ha accennato alla volontà di pensare a nuovi sistemi di attrazione turistica, sperando di non ripetere errori e sprechi economici del passato (su tutti, Forte Begato). Le seconde, invece, sono una risorsa molto preziosa sia nell’ottica della realizzazione di nuovi parcheggi o depositi di mezzi aziendali, che andrebbero così a liberare le strade, sia per l’attuazione di nuovi collegamenti interni alla città.
    A questo proposito, risultano di particolare interesse: la galleria di via Cantore – corso Scassi, per l’accesso tramite ascensore all’area ospedaliera e alle zone collinari di Sampierdarena (un collegamento di questo tipo è già previsto nel piano di riqualificazione di Sampierdarena da 12 milioni di euro ma non ancora realizzato, ndr); la galleria Brignole – Sturla, che potrebbe rappresentare un’eccezionale opportunità per i collegamenti tra centro e Levante, ma soprattutto tra la stazione e l’ospedale Gaslini; la galleria sottostante le Mura di Carignano, che necessita ancora di qualche approfondimento circa le proprie potenzialità in ottica di mobilità.

    Insomma, il parco delle disponibilità e delle opportunità è molto ampio e variegato. Proprio per questo, chiediamo anche a voi lettori di Era Superba: su quali di queste strutture dovrebbe ricadere la scelta del Comune? Dite la vostra, dateci il vostro parere (qui riproponiamo l’elenco completo). Scorrendo l’elenco potreste individuare luoghi e strutture che per voi hanno un significato particolare, raccontateci le vostre idee. Utilizzate le nostre pagine sui social network o la mail di redazione: chissà che qualche rappresentante istituzionale non possa prendere ispirazione dalle proposte dei cittadini.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto Daniele Orlandi]

  • Difensore civico comunale, addio al servizio: in quanti lo conoscevano?

    Difensore civico comunale, addio al servizio: in quanti lo conoscevano?

    palazzo-tursi-D4Il Difensore civico comunale chiude i battenti. Con la presentazione alla stampa dell’attività (qui la documentazione) svolta negli ultimi cinque anni e la relazione, in corso in queste ore, in Consiglio comunale, Bruno Orsini, già senatore e illustre psichiatra tra i promotori delle legge Basaglia, ha compiuto gli ultimi atti ufficiali del suo mandato a Tursi. «Ma la notizia di oggi – esordisce lo stesso Orsini – non sono tanto i dati e le cifre di questi anni di servizio, quanto il fatto che non avrò un successore». Già, perché secondo quanto previsto da una norma inserita nella legge finanziaria del 2010, la figura dei Difensori civici comunali viene sacrificata sull’altare dei risparmi della spesa pubblica.
    Circa 39 mila euro all’anno messi a bilancio dal Comune di Genova, oltre agli stipendi per un dirigente e tre impiegati dell’ufficio. Non una cifra esorbitante che, tuttavia, va raffrontata alla reale efficienza del servizio e alla conoscenza dello stesso tra i cittadini. Appunto. Che cos’è, o meglio, cos’è stato il Difensore civico? Secondo quanto previsto dallo Statuto del Comune di Genova, si tratta di una figura a cui possono rivolgersi tutti i cittadini, un garante dell’imparzialità e del buon andamento dell’amministrazione cittadina che si attiva per eliminare abusi, disfunzioni e carenze dovuti a una cattiva gestione della cosa pubblica.

    Dal 7 ottobre 2008, data ufficiale di insediamento di Orsini, ad oggi il Difensore civico ha aperto 1723 fascicoli, a cui vanno aggiunte migliaia di altre audizioni che non sono sfociate in azioni formalizzate.

    «Si tratta di uno strumento indubbiamente piccolo ma assolutamente prezioso per la partecipazione dei cittadini all’amministrazione della cosa pubblica», spiega Orsini. «Un legame tra la gente e le istituzioni, che spesso sono vissute con un alone di ostilità. Con il dialogo, l’ascolto e la mediazione abbiamo cercato di ridurre le distanze tra i genovesi e l’Amministrazione. Con l’eliminazione di questa figura, adesso, viene meno un importante strumento di ascolto e selezione dei bisogni della gente; una figura che spesso è intervenuta per risolvere le strette maglie della burocrazia, per aiutare a comprendere il significato di determinate norme e ha cercato di attenuare il malcontento di chi non vede accolte le proprie richieste e rischia di reagire in maniera tumultuosa».

    Due le aree principali in cui si sono concentrate le attività del Difensore civico comunale. La prima non poteva che riguardare l’operato della Polizia Municipale, con ben 455 interventi da parte della Civica Difesa. In questo settore, le sanzioni sono passate dalle 686 mila del 2010 alle 427 mila dell’anno scorso, proseguendo con questo trend di diminuzione anche nel 2013. «Sarei eccessivamente presuntuoso se pensassi che ciò è avvenuto solo per merito delle nostre azioni, ma sicuramente il nostro intervento ha aiutato i cittadini a non essere colti in fallo in maniera inconsapevole». Discorso valido, soprattutto, per le contravvenzioni da telecontrolli, scese dalle 289 mila del 2010 alle 180 mila dell’anno scorso (e quest’anno sono “solo” 88 mila fino a metà settembre).

    Il secondo capitolo interessa, invece, le politiche tributarie. In questo campo, gli interventi formali sono stati 218, dovuti principalmente alla continua evoluzione dell’impianto normativo e alla diversità di linguaggi utilizzati, da un lato, dagli amministratori e, dall’altro, dai cittadini. In particolar modo ci si è occupati di fiscalità sulla casa (Ici-Imu), tributi e tariffe su rifiuti e ambiente (Tarsu-Tia-Tares) e, naturalmente, i rapporti con Equitalia e l’Agenzia delle Entrate.

    Al di là della casistica puntuale, vi sono state anche altre iniziative intraprese di proprio pugno dal Difensore civico, allo scopo di garantire i cittadini dalle incongruità amministrative. Sempre sul tema della Polizia Municipale, si possono citare: l’abbreviazione dei tempi massimi per le notifiche delle sanzioni da 150 a 90 giorni, con una drastica flessione delle infrazioni seriali; il miglioramento delle segnalazioni dei divieti e dell’ubicazione delle telecamere, non ché la possibilità di verificare i fotogrammi delle eventuali infrazioni; l’estensione della facoltà da parte dell’amministrazione di applicare l’autoannullamento di sanzioni palesemente errate. Inoltre, non va dimenticato l’impegno per la riaffermazione del principio secondo cui l’identificazione di un contravvenente deve essere verificata attraverso l’esibizione di un documento e non semplicemente a voce, evitando la perpetuazione di furti di identità.

    In campo tributario, invece, è stata sanata un’importante incongruenza sulla mancata restituzione dell’addizionale comunale Irpef, versata a titolo di acconto, nei casi di decessi o di cessata attività del contribuente.

    Infine, uscendo da queste due linee principali di intervento, c’è ancora un’iniziativa che merita di essere citata. Si tratta dell’individuazione di un indirizzo convenzionale per i senza fissa dimora che possa consentire il godimento dei diritti politici e l’accesso al servizio sanitario nazionale e a tutti i servizi legati all’anagrafica.

    E adesso, che cosa succederà? «Il rapporto tra cittadini e istituzioni ha sempre meno facilitatori», sostiene Orsini. «Un tempo, forse, era un ruolo svolto dai partiti; oggi, invece, è confinato alla protesta dei comitati che nascono in continuazione. Ma questi sono naturalmente portatori di bisogni corporativi e difficilmente tengono conto dell’interesse generale, nella cui direzione ha cercato di muoversi l’operato del Difensore civico. Sono, dunque, necessarie nuove forme di confronto e partecipazione per i cittadini che ne favoriscano l’ascolto all’interno dell’amministrazione».

    Così, mentre in Europa si punta sempre più sulla figura dell’ombudsman di scandinava memoria, in Italia questo servizio viene tagliato. Certo, resta in carica la figura regionale ma viene meno il requisito fondamentale della prossimità, che complica notevolmente la possibilità di autodifesa da parte dei cittadini.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Il Servizio Civile in LiguriaIl Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e delle Province autonome ha pubblicato il bando per il servizio civile nazionale 2013: in Liguria saranno 159 i posti disponibili per i ragazzi tra 18 e 28 anni per 29 progetti presentati dagli enti accreditati.

    Le domande (scaricabili cliccando qui) devono essere presentata all’Ente presso il quale si vorrebbe prestare servizio entro le ore 14 del 4 novembre tramite invio di posta elettronica certificata, raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano.

    Il servizio civile nazionale comporta l’impegno di 30 ore settimanali distribuite diversamente a seconda del progetto e una retribuzione mensile di 433 euro.

    Ogni candidato puo’ presentare una sola domanda, per tutte le informazioni specifiche è necessario consultare il sito del C.L.E.S.C., il coordinamento ligure enti servizio civile.

    Per tutte le informazioni specifiche sul bando e sui progetti attivati in Liguria, è necessario cliccare qui.

    NB Il bando è stato riaperto per i cittadini stranieri.

  • Castelletto, San Nicola: valletta Carbonara, possibile intesa sul futuro

    Castelletto, San Nicola: valletta Carbonara, possibile intesa sul futuro

    Valletta Carbonara San NicolaQuattro enti in campo – Azienda per i servizi alla persona Emanuele Brignole, Comune (responsabile della pianificazione urbanistica della città), Regione (i cui rappresentanti, insieme a quelli di Palazzo Tursi, siedono nel consiglio di amministrazione del Brignole) e Università di Genova (che ha acquisito l’ex Albergo dei Poveri) – stanno lavorando alla definizione di un accordo di programma per ridisegnare le destinazioni future di valletta Carbonara (o San Nicola) a Castelletto, l’area di circa 27 mila metri quadrati di proprietà del Brignole ma da decenni affittata al Comune che qui ha installato i vivai comunali e alcuni magazzini di Aster.
    La Giunta Doria, sulla spinta della mobilitazione di cittadini, comitati e associazioni – che hanno già elaborato un dettagliato progetto per una futura gestione sostenibile dell’area che sorge alle spalle dell’ex Albergo dei Poveriha deciso di modificare radicalmente le scelte fatte dall’ex Giunta Vincenzi, la quale nel progetto preliminare di PUC (Piano Urbanistico Comunale) aveva previsto la possibilità di costruire parcheggi al posto dei vivai comunali (con il loro conseguente trasferimento all’interno dei parchi di Nervi). La nuova amministrazione, invece, intende lasciare nell’area di Castelletto le serre comunali, cancellando la previsione parcheggi e destinando Valletta Carbonara a verde pubblico e orti urbani. Il consiglio si è già pronunciato in maniera positiva con una specifica mozione che troverà il suo sbocco naturale all’interno della discussione finale sul PUC.

    Adesso l’obiettivo è trovare un intesa tra tutti i soggetti interessatidopo che è tramontata l’ipotesi che il Comune acquisisse dal Brignole il diritto di superficie dell’area diventandone nei fatti proprietario per un certo numero di anni – che permetta di superare lo stato di abbandono in cui giace la valletta. Ma all’appello manca un quinto soggetto, ovvero quella variegata galassia di cittadini e realtà associative da tempo impegnate a progettare nuove soluzioni per il recupero e la valorizzazione di un Bene Comune dell’intera città.

    Valletta Carbonara San Nicola«Ormai è evidente che l’ASP Brignole non intende più realizzare una speculazione edilizia – racconta Franco Montagnani del comitato Le Serre di San Nicola di Castelletto – sono cadute tutte le velleità in questo senso, salvo l’opportunità di sfruttare la valletta per il nascente polo universitario previsto dall’Ateneo genovese che si impegnerà nella ristrutturazione dell’ex Albergo dei Poveri».
    L’8 luglio scorso, infatti, l’Università di Genova ha presentato un progetto di ristrutturazione dell’ex Albergo dei Poveri che prevede la costruzione di una foresteria e altri spazi per studenti. In tale ambito potrebbero essere realizzati nell’area anche alcuni impianti sportivi a servizio dell’Università, verde e orti urbani, con l’aggiunta di qualche immancabile posteggio a raso.

    Come detto, però, oltre a Brignole, Comune, Regione e Università «Ci siamo anche noi cittadini, comitati e associazioni, che vorremmo essere formalmente convocati per partecipare al tavolo di discussione – continua Montagnani – Questa sarà la sede per raggiungere un’intesa fra le parti. Noi auspichiamo che il nostro progetto venga inserito in questo ambito di nuova utilizzazione di Valletta Carbonara perché è perfettamente compatibile con le finalità dell’Università e le esigenze degli studenti. Il Commissario Straordinario dell’ASP Brignole, Enzo Sorvino, con il quale abbiamo recentemente parlato, si è detto disponibile a cercare una soluzione che accolga anche le nostre proposte».

    Per mantenere alta l’attenzione della cittadinanza sul futuro della valletta, il comitato Le Serre organizza – dal 14 al 27 ottobre – la mostra fotografica itinerante “La Valletta in piazza” nelle vetrine degli esercizi commerciali di San Nicola, un’esposizione che propone una serie di immagini realizzate dagli allievi di Sandra Ariu e Federico De Angeli: Ettore U. Chernetich, Danilo Ciscardi, Ornella Corradi, Stella Ingrassia, Vittoriana Mobili, Fabio Parodi, Lucia Pinetti, Antonietta Preziuso, Chiara Saitta. Lunedì 14 ottobre, alle ore 18, presso il Maniman (Salita San Nicolò 35) è prevista l’inaugurazione, alla presenza del Sindaco di Genova, Marco Doria, del Presidente del Municipio centro Est, Simone Leoncini e del Commissario Straordinario dell’ASP Brignole, Enzo Sorvino.

     

    Matteo Quadrone

  • Boccadasse, ex rimessa Amt: vicina la fine dei lavori, è tempo di bilanci

    Boccadasse, ex rimessa Amt: vicina la fine dei lavori, è tempo di bilanci

    boccadasse-2-cantiereSiamo a pochi mesi dalla fine dei lavori e nel cantiere della ex rimessa Amt di Boccadasse c’è fermento. Un iter lungo e non certo privo di polemiche. Da una parte gli abitanti del quartiere che dal primo momento (era il 2009 quando l’architetto svizzero Mario Botta presentava i famosi progetti con le torri impattanti) hanno vigilato sulla riconversione dell’ex rimessa, dall’altra i proprietari dell’area  (nonché committenti del progetto, Soc. Coop. Primo Maggio 85, affiliata del consorzio Abitcoop) che sperano ovviamente di chiudere l’operazione nel migliore dei modi.  Dopo l’articolo pubblicato lo scorso luglio, facciamo il punto sul futuro dell’area.

    «Nel quartiere siamo generalmente soddisfatti dell’esito della vicenda dicono dal comitato “Uniti per Boccadasse” – L’iter è stato lungo e travagliato fin da subito, con l’iniziale proposta progettuale dell’architetto Mario Botta, che poi ha rinunciato all’incarico. Non abbiamo mai considerato la sua rinuncia come una perdita insanabile, semplicemente perché non abbiamo mai capito che cosa ci volesse comunicare con i suoi (due) progetti, o forse lui non ha capito cosa si aspettava il nostro quartiere. Ci ha dato l’impressione di non aver idea del contesto urbanistico in cui il progetto si sarebbe inserito: Genova o un’altra città, sarebbe stato lo stesso. Ma queste sono vicende del passato: adesso il nuovo impianto è pressoché ultimato, restano pesanti riserve sul risultato estetico, ma la mediazione è anche questo».

    Boccadasse 2, residenzeI giochi sono fatti e, a lavori pressoché conclusi, nelle prossime settimane il terreno di confronto sarà sui seguenti temi: per prima cosa, il giardino da 3 mila mq che dovrebbe sorgere nella parte sud del complesso. Sul verde vigono vincoli urbanistici che prevedono la costruzione di un giardino ad uso pubblico, con obbligo di manutenzione di 10 anni a carico dei condomini. Lo spazio verde ancora non è stato predisposto e molti dubitano che riuscirà ad essere ultimato entro l’anno. Tuttavia, da Abitcoop arrivano notizie rassicuranti: «Gli oneri saranno rispettati e condomini e cittadinanza avranno il verde, come promesso. Prima deve essere indetto un bando di gara pubblico, poi si potrà procedere con la sistemazione a verde: trattandosi di una gara pubblica, tuttavia, la tempistica è incerta e alcune delle soluzioni esterne saranno sistemate dopo il termine di febbraio 2014, dando priorità alla fine degli interventi sugli edifici».

    In secondo luogo, il problema della circolazione stradale intorno all’edificio, su cui il Municipio Medio Levante ha già deliberato nell’estate 2013 per la costituzione dei sensi unici: attorno al complesso, l’ultimo tratto di Via Beretta diventerà a senso unico, con possibilità di transito solo in Via Cavallotti. «Non siamo contrari alla delibera -commentano i cittadini- non è così grave: se vedremo che così non fa, basterà togliere i cartelli e tornare alla viabilità attuale».

    Inoltre, è stato richiesto dal Comitato -e ottenuto-  che lo scarico delle acque dell’edificio non confluiscano a Boccadasse, ma nelle tubature di Via Cavallotti. In corso i lavori anche per la copertura della strada a nord del complesso: lì è stato creato un locale sotterraneo per la collocazione di impianti termici e pompe di calore, ma attualmente lo scavo non è stato ancora coperto dalla strada, come previsto.

    In ultimo, i parcheggi dell’area, che diventerà zona blu: «Attualmente il nostro quartiere è zona di confine tra parcheggio libero e zona blu, con il risultato di manifestare i difetti di entrambe le tipologie. Si sta andando verso un’inclusione nella zona blu già esistente», commentano dal Comitato, e incalzano: «la questione di fondo però resta la vendita degli alloggi. Venduti i box (com’era prevedibile), venduti più o meno gli appartamenti a sud, il resto dell’impianto risulta invenduto. Forse, come avevamo sempre detto, si poteva costruire meno, costruire meglio, e vendere a caro prezzo a ragione. Quando è stato presentato il nuovo progetto, molti del Comitato volevano opporsi, pensando fosse inutile costruire così tanto. Ma le leggi del business sono queste: volevano oltre 90 appartamenti, e li hanno avuti. Abbiamo desistito, infine, per non incorrere in problemi burocratici e legali, ma ci domandiamo se non sarebbe stato meglio continuare la battaglia. I prezzi degli appartamenti sono quasi il doppio rispetto alla media del quartiere e chi ha soldi da investire probabilmente preferisce comprare altrove, magari in riviera. All’inizio i prezzi al mq erano ancora più elevati ma per fortuna si è deciso di diminuirli, altrimenti le probabilità di vendere sarebbero ancora inferiori».

    Così commentano la situazione dall’Ufficio Vendite di Abitcoop Liguria: «In merito al problema dell’invenduto, non siamo così tragici: rispetto al resto d’Italia, la Liguria non presenta grosse problematiche in ambito immobiliare. Inoltre, in generale si sta registrando una generale ripresa dei mercati, seppur ancora a macchia di leopardo, che fa ben sperare che le piccole difficoltà di oggi saranno presto risolte. La zona di Boccadasse è centrale, ben servita dai mezzi e molto bella: un’area d’élite, per cui gli acquirenti sono persone con aspettative alte (che siamo certi di soddisfare con il prodotto offerto) e con budget importanti, in grado di affrontare un investimento come questo. Finché tutti gli appartamenti non saranno assegnati, tuttavia, i costi non peseranno su chi ha già acquistato, ma resteranno a carico della cooperativa proprietaria, che provvederà alla copertura delle spese».

     

    Elettra Antognetti 

  • Eutopia Ensemble: concerto omaggio a Steve Reich al Teatro della Tosse

    Eutopia Ensemble: concerto omaggio a Steve Reich al Teatro della Tosse

    Ingresso Teatro della TosseMercoledì 9 ottobre il teatro della Tosse ospita il concerto del gruppo di musicisti genovesi Eutopia Ensemble e il loro omaggio a Steve Reich, grande compositore americano vincitore del premio Pulitzer.

    L’Ensemble, diretto da Matteo Manzitti, propone al pubblico WTC9/11, il ‘requiem’ che Reich ha composto in memoria delle vittime dell’11 settembre 2001 in prima esecuzione italiana.

    Il concerto si inserisce nell’ambito della rassegna ‘Le Strade del Suono. Percorsi di musiche dal 900′, la prima stagione cittadina interamente dedicata alla musica colta del 900 e alla musica contemporanea.

    Nove serate in cui vengono eseguiti brani dei più grandi maestri del nostro tempo. In questi appuntamenti le opere dei compositori vengono messe in relazione con altri linguaggi artistici, inoltre, i musicisti condividono con il pubblico momenti di riflessione sull’esperienza dell’ascolto.

  • Non è un paese per vecchi? Mostra nella sala Dogana di Palazzo Ducale

    Non è un paese per vecchi? Mostra nella sala Dogana di Palazzo Ducale

    sala-dogana-ducale-DICosa significa oggi formarsi in Italia? Essere giovani in Italia? Parlare di contemporaneità in una cornice storica così ingombrante? Quale ruolo ricopre oggi l’Italia ai fini della formazione intellettuale di un artista?

    A questi e ad altri interrogativi cerca di dare una risposta la nuova mostra ospitata presso la Sala Dogana di Palazzo Ducale Non è un paese per vecchi?, in esposizione dal 4 al 20 ottobre.

    La mostra è un Grand Tour immaginario attraverso la penisola italiana: le opere
    che accompagnano il percorso del visitatore conducono a una riflessione sul ruolo dell’artista e le sue possibilità d’azione nell’Italia contemporanea; sullo stato di una nazione e la crisi culturale che la investe; sull’invecchiamento progressivo del nostro paese e sulla sua difficoltà nell’incoraggiare energie artistiche innovative. Ma è anche una riflessione – a tratti irriverente, a tratti poetica – sulla responsabilità e il percorso travagliato di ogni artista. Un discorso orchestrato attraverso i lavori di sette artisti, che propongono nuovi spunti e possibilità d’intervento nel panorama italiano contemporaneo

    Le alterazioni video della mostra sono a cura di Anna Franceschini, Massimo Grimaldi, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Valerio Rocco Orlando, Matteo Rubbi, Driant Zeneli.

    A cura di Antonella Croci e Federico Florian
    Sala Dogana a Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 13, Genova
    4-20 ottobre 2013
    Vernissage venerdì 4 ottobre 2013, ore 18.30
    Orari: martedì-domenica, ore 15-20
    Ingresso gratuito

     

     

    [Foto Diego Arbore]

  • Piaggio Aero: ancora nessun piano industriale, lavoratori a rischio

    Piaggio Aero: ancora nessun piano industriale, lavoratori a rischio

    Piaggio Aero. Sestri PonenteContinua a regnare l’incertezza sul destino di Piaggio Aero – storica industria aeronautica attiva sia nella progettazione e manutenzione di velivoli completi che nella costruzione di motori aeronautici e componenti strutturali – soprattutto per quanto riguarda lo stabilimento genovese di Sestri Ponente (vedi la nostra inchiesta del giugno scorso). Ormai da mesi i 1300 lavoratori di Sestri Ponente e Finale Ligure attendono di conoscere il piano industriale che dovrà delineare le strategie future del gruppo.

    Oggi, secondo le ultime indiscrezioni trapelate, sarebbe imminente una svolta negli assetti societari con la riconferma degli attuali soci – le famiglie Di Mase e Ferrari, Mubadala Aerospace (Business Unit del gruppo Mubadala Development Company di Abu Dhabi), Tata Limited (società britannica del gruppo Tata) – e un aumento di capitale. «Sino a poche settimane fa i rumors davano per probabile il passaggio del timone dell’azienda alla Mubadala Development Company – si legge su “La Stampa”, edizione di Savona (26/09/2013) – Sarebbe stato Di Mase a vendere le sue quote. Pochi giorni fa, dopo lunghe trattative, sarebbe emersa invece una nuova soluzione che prevede il mantenimento dell’attuale squadra di soci pronti a fare, quello sì indispensabile, l’aumento di capitale, si parla di circa 120 milioni di euro tanto per incominciare».
    Per ora è d’obbligo il condizionale e non si conoscono altri particolari. Sicuramente, però, è innegabile che l’incertezza sull’assetto della società stia pesando negativamente sull’attività di Piaggio Aero. Adesso gli scenari potrebbero cambiare radicalmente. Ma in questa fase risulterà determinante soprattutto la ricapitalizzazione della società ed il conseguente programma di sviluppo.

    «Aspettiamo il piano industriale che riguarderà tutto il gruppo Piaggio Aero, ma la nostra preoccupazione è che possa colpire in misura maggiore lo stabilimento di Genova», così tutte le organizzazioni sindacali descrivono il momento. Senza dubbio il nascente sito produttivo di Villanova d’Albenga (che sostituirà quello di Finale Ligure) ha migliori prospettive rispetto a Sestri Ponente, dati gli ampi spazi a disposizione che, in teoria, potrebbe accogliere anche parte delle attività oggi svolte a Genova. «Ma ciò non deve accadere perché vogliamo sia rispettato l’accordo di programma che garantisce la sopravvivenza di entrambi gli stabilimenti», ribadiscono i sindacati.
    Tuttavia, il dubbio continua ad aleggiare sopra la testa dei lavoratori genovesi che l’hanno recentemente esposto anche al sindaco Marco Doria invitandolo ad impegnarsi in prima persona affinché sia tutelato l’insediamento industriale di Sestri Ponente.
    Allo stato attuale lo stabilimento di Genova è praticamente fermo con metà dei 540 lavoratori in cassa integrazione. Ammortizzatore sociale che scadrà il prossimo dicembre. «Probabilmente si chiederà la proroga – continuano i sindacati – ma quest’ultima è legata agli investimenti che qui non sono stati ancora effettuati». Come ad esempio la cabina di verniciatura dei veicoli che risulta indispensabile ai fini della continuità produttiva.
    «È fondamentale che la città prenda una forte posizione – concludono i rappresentanti sindacali – esprimendo apertamente la volontà di mantenere lo stabilimento di Sestri Ponente con tutti i suoi dipendenti».
    Resta il silenzio dell’azienda con tutto il suo carico di cattivi presagi sotto forma di possibili esuberi. D’altra parte è inevitabile che senza idee precise di sviluppo e scelte chiare sulle strategie future, qualunque rilancio sarà impossibile.

     

    Matteo Quadrone

  • Paolo Fresu e Dado Moroni in concerto a Palazzo Ducale

    Paolo Fresu e Dado Moroni in concerto a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale entrataLunedì 7 ottobre Palazzo Ducale ospita il concerto di Paolo Fresu e Dado Moroni, evento collaterale alla mostra di Pino Ninfa Jazzgigs, allestita fino al 13 ottobre presso la Loggia degli Abati.

    Un’esposizione che vuole raccontare storie che si intrecciano e sono unite dal jazz: ad impreziosirla, ci penseranno Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), compositore, trombettista e filicornista che nel corso dela carriera ha registrato oltre trecentocinquanta dischi di cui oltre ottanta a proprio nome, e Dado Moroni, pianista genovese apprezzato a livello internazionale.

    L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. Inizio ore 21

     

     

  • Laboratorio Gutenberg, concorso letterario per racconti in lingua italiana

    Laboratorio Gutenberg, concorso letterario per racconti in lingua italiana

    archivio-libri-scrittura-D3La casa editrice di Roma Laboratorio Gutenberg  indice dal 2006 un concorso letterario  per racconti scritti in lingua italiana, con l’obiettivo di scoprire e promuovere opere inedite di autori italiani e stranieri, esordienti o già affermati.

    Nel 2013, tema centrale delle opere deve essere il concetto di bellezza. Un’interpretazione profonda del concetto di bellezza, che sia legata non al piacevole, kantianamente parlando, ma al bello; un aspetto della bellezza inedito, non canonico e del tutto personale. La bellezza intesa dunque quale sensazione unica che ci permette di apprezzare ancora di più l’esistenza e il mondo che ci circonda. La bellezza di un paesaggio, la bellezza di un’opera d’arte, la bellezza di un semplice oggetto che ci attrae, la bellezza di una persona intesa in tutti i sensi.

    Le opere saranno valutate da una giuria composta da membri provenienti da vari settori dell’editoria e della cultura, autori, editori, redattori, docenti, giornalisti.

    Dopo essere stati registrati, gli scritti  saranno letti dai componenti del comitato di selezione in forma assolutamente anonima: quelli ritenuti idonei a partecipare al concorso saranno sottoposti al giudizio della giuria, che designerà il vincitore entro la rosa dei primi venti racconti classificati.

    La premiazione dell’edizione 2013 avverrà a Roma.

    I racconti selezionati saranno oggetto di revisione (editing e redazione) e verranno pubblicati in una raccolta edita da Laboratorio Gutenberg.

    La scadenza del concorso è fissata al 31 dicembre 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Hercules, lo spettacolo della compagnia YeaWea al teatro Govi

    Hercules, lo spettacolo della compagnia YeaWea al teatro Govi

    Compagnia YeaWea HerculesSabato 5 ottobre alle ore 20.30 il teatro Govi di Bolzaneto ospita la compagnia YeaWea, che si esibisce nel musical Hercules, classico film animato di Walt Disney che narra le vicende del greco figlio di Zeus.

    YeaWea è una compagnia di bambini e ragazzi nata nel 2011 nei locali dell’associazione Nonsolomorego con l’obiettivo di organizzare attività ed iniziative dedicate ai giovani dei quartieri di Morego, San Cipriano e Sampierdarena.

    Nel corso degli anni la compagnia, diretta da Antonio Di Lisio, ha portato in scena altri musical come Grease e Anastasia, ottenendo un ottimo successo che si è tradotto nel nuovo spettacolo Hercules e nel sempre crescente numero di bambini e ragazzi che si avvicinano con entusiasmo alla compagnia.

    Oltre alle attività per i ragazzi, l’associazione Nonsolomorego organizza importanti attività ludiche, culturali, sociali, sportive, artistiche, sostegno ricreativo agli anziani. Al suo interno hanno sede un’ambulatorio medico di base autorizzato dall’ASL, un patronato sindacale per il disbrigo di pratiche fiscali ed amministrative.

    Inizio spettacolo ore 20.30, biglietto unico 6 euro