Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • CreamCafé, nuovo spazio a Palazzo Ducale dedicato al disagio mentale

    CreamCafé, nuovo spazio a Palazzo Ducale dedicato al disagio mentale

    Palazzo Ducale entrataInizia oggi la sua attività un nuovo spazio a Palazzo Ducale. Si chiama CreamCafé – Creative Mind Café, uno spazio “aperto” che avrà lo scopo di togliere il velo alle malattie che generano i sintomi della demenza, come l’Alzheimer, rendendole oggetto di discussione ed approfondimento culturale e permettendo a tutti di parlarne liberamente senza la vergogna e il terrore che ancora la fanno da padrone nella nostra società.

    Al CreamCafé persone sane e persone ammalate (non gravi) si confronteranno riflettendo sulle patologie, sui loro sintomi e sulle diverse facoltà cognitive coinvolte. Si trova al 72 rosso di piazza Matteotti, a pochi passi da Sala Dogana e sarà sede di laboratori che affronteranno in modo più o meno diretto i temi connessi con il disagio mentale. Tante le attività in calendario, curate da una rete di volontari, persone qualificate che da anni operano nel settore: dalla conversazione informale agli incontri più strutturati e specifici, verranno praticati giochi e riflessioni sulle loro regole, procedure e strategie. Ma anche laboratori di musica e canto, creazione di storie e racconti partendo da parole e immagini. Il tutto mirando a creare un ambiente adeguato al tentativo di proteggere le facoltà cognitive dei partecipanti. La durata prevista per i laboratori è di un’ora.

    «Dopo tanti anni di lavoro nel campo e un’esperienza quindicennale di volontariato – racconta il dottor Guido Rodriguez presidente dell’associazione CreamCafé e direttore dell’AFMA (Associazione Famiglie malati Alzheimer) – è arrivata la proposta di Luca Borzani di utilizzare uno spazio del Palazzo Ducale per un’attività culturale sul tema della demenza. Noi vogliamo diventare per la nostra città veri e propri distributori di cultura e informazione, stiamo lavorando per creare una rete forte con tutte le associazioni genovesi, ci piacerebbe diventare il nodo di questa rete. Ad oggi abbiamo esposto il calendario dei laboratori, ma siamo solo all’inizio. Altri laboratori si potranno aggiungere per rendere sempre più articolata l’offerta, ma preferiamo per ora non mettere troppa carne al fuoco… Sarà importante anche capire la risposta della città alla nostra iniziativa».

    Chiunque volesse collaborare potrà iscriversi all’associazione CreamCafé a partire da oggi (lunedì 14 ottobre). Per partecipare ai laboratori sarà necessaria l’iscrizione all’associazione versando 1 euro per la tessera. CreamCafé sarà aperto da lunedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.30. Per informazioni http://www.creamcafe.altervista.org

  • Riabilitare le Province: proposta dei sindacati, si accende il dibattito

    Riabilitare le Province: proposta dei sindacati, si accende il dibattito

    Prefettura Amministrazione ProvincialeIl nostro Paese, come altri in situazione di crisi economica, negli ultimi anni ha adottato politiche di austerity volte a delimitare il ruolo dell’intervento pubblico in funzione di una forte riduzione della spesa, attraverso tagli lineari. «Questo ha inciso notevolmente sia sulla garanzia dei servizi ai cittadini sia sulle condizioni di lavoro del personale impegnato negli stessi. Queste politiche inevitabilmente hanno aggravato una crisi delle Istituzioni che, a livello territoriale, non riescono a rispondere ai bisogni sempre più complessi dei cittadini», così scrivono i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil (Funzione Pubblica) nella bozza delle “Linee guida per un riordino partecipato del territorio e delle sue istituzioni”. «Chi risente di più di questi tagli è il sistema delle autonomie locali – continua il testo – nel quale aumentano ormai in modo preoccupante i casi di crisi dei Comuni e la paralisi delle Province nell’erogazione dei servizi di propria competenza».

    «Finalmente! – commenta soddisfatto Giuseppe Scarrone, dirigente della Provincia di Genova – La cosa finora è stata bellamente ignorata nel senso che molti decisori, non conoscendo le competenze delle Province, vanno avanti sostenendo provvedimenti devastanti per i servizi ai cittadini».

    Qualsiasi processo di riordino istituzionale «rischia di essere fallimentare se costruito in un’ottica di ulteriore riduzione delle risorse a disposizione – sottolineano Cgil, Cisl e Uil (Funzione Pubblica) – Non di questo si ha bisogno ma di un sistema delle amministrazioni che al contrario valorizzi e accompagni le energie espresse dal territorio e che al livello nazionale le coordini in un modello unitario (ma non unico) di sviluppo». In questo scenario vanno quindi necessariamente avviate le ormai indispensabili riforme strutturali dell’Amministrazione dello Stato e degli Enti Locali. «Negli ultimi anni vi è stato un continuo deterioramento delle relazioni tra Stato centrale ed istituzioni territoriali, a causa di scelte soprattutto economiche che hanno fortemente penalizzato Regioni, Province e Comuni – si legge nelle linee guida redatte dai sindacati confederali – La spesa inutile per eccellenza e quindi da tagliare è stata ritenuta in modo anche demagogico quella relativa alle amministrazioni provinciali, senza una strategia precisa nell’affrontare, in maniera adeguata, il tema del riassetto complessivo del territorio, senza cioè ridisegnare funzioni e competenze dell’intero sistema subregionale e del diverso rapporto da istaurare tra Stato e Regioni per quanto riguarda la competenza legislativa».

    «È il primo documento ragionevole che esca da molto (anzi direi da troppo) tempo dal livello delle organizzazioni centrali – afferma il dirigente della Provincia di Genova, Giuseppe Scarrone – Finora c’erano state prese di posizioni personali, voci isolate, forse richiamate all’ordine. Come sembravano ignorati i numerosi e argomentati interventi di eminenti giuristi, che sembravano quasi scongiurare i politici di recedere dall’inseguire posizioni demagogiche. Fosse stato da subito questo il livello della discussione adesso non saremmo in una simile situazione, quando ormai forse è troppo tardi per rimediare. Vedremo se anche questo documento sarà ignorato o sbeffeggiato come quelli dell’UPI (Unione Province Italiane), che pure qualche breccia hanno cominciato ad aprirla».

    In una fase caratterizzata da una forte crisi economica e dall’esigenza di razionalizzazione dell’assetto istituzionale del territorio «è indispensabile valorizzare le autonomie locali come istituzioni pubbliche in grado di garantire diritti fondamentali dei cittadini – continua il documento di Cgil, Cisl e Uil (Funzione Pubblica) – Esigenze che non riguardano solo le Province ma tutti i livelli di governo: occorre che ogni istituzione faccia i conti con la riduzione degli sprechi e dei costi impropri». Il livello intermedio tra Regione e Comune, sottolineano i sindacati «È un fondamentale livello istituzionale della Repubblica che non si può abolire o svuotare privando i territori di necessarie funzioni non frammentabili senza un percorso condiviso con le parti sociali ed il sistema delle istituzioni. In questo quadro, a nostro giudizio appare indispensabile: una chiara definizione delle funzioni di area vasta comprese quelle derivanti dall’istituzione delle Città Metropolitane; la valorizzazione delle funzioni e delle competenze di regolazione delle istituzioni pubbliche; il riordino dell’amministrazione periferica dello Stato; il riordino di enti strumentali, agenzie, società partecipate e consorzi non strettamente collegati alle funzioni istituzionali; la tutela e la valorizzazione dei lavoratori nei processi di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni».
    Insomma, è necessario che «la riforma superi la disciplina frammentaria e disorganica dell’ordinamento locale e delinei un processo organico che, partendo da una chiara definizione delle funzioni e dei ruoli, crei un sistema integrato di livelli istituzionali capace di governare e indirizzare i processi sociali ed economici mettendo al centro servizi efficienti, cittadini e territorio». Un sistema integrato che «deve essere disciplinato da una Carta delle Autonomie che definisca, evitando inutili sovrapposizioni e duplicazioni, le attuali funzioni di Province, Città Metropolitane e Comuni, attribuendo alle prime le sole funzioni di area vasta e rendendo obbligatoria (prevedendo incentivi), la gestione associata dei servizi per i Comuni, al fine di promuovere la realizzazione di economie di scala efficaci».

    «Puro buon senso – conclude il dirigente provinciale, Giuseppe Scarrone – Ricordando , però, che alcune Regioni si sono tenute funzioni gestionali di area vasta (disattendendo il D.Lgs. 112 e l’art.118) e ora mirano a riprendersi pezzi interessanti (Formazione, Lavoro e connessi fondi europei). Ancora oggi ci si chiede: perché è stata accantonato il Codice delle Autonomie? Il testo di Cgil Cisl e Uil è da apprezzare. Chissà cosa ne pensano i tre massimi vertici sindacali. Non dimentichiamo che risale a poco più di un mese fa la dichiarazione anti-Province di Confindustria e degli stessi vertici sindacali».

     

    Matteo Quadrone

  • Sestiere di Pré: il punto di vista dell’Osservatorio Pré-Gramsci

    Sestiere di Pré: il punto di vista dell’Osservatorio Pré-Gramsci

    centro-est-preDa ormai tre anni attivo nel quartiere, l’Osservatorio Pré-Gramsci è un’associazione composta da cittadini residenti nel sestiere di Pré, animati dalla buona volontà e dal desiderio di migliorare la vivibilità del proprio “rione”.
    Un luogo speciale. Speciale per lo spazio che occupa nelle cronache dei giornali, ma speciale anche per il grande fascino che custodisce, noto ben oltre i confini cittadini.  Da una lato la criminalità, con la recente scoperta di un laboratorio di false griffes e la chiusura temporanea di 3 esercizi (tra cui il famoso “La Bodeguita”, un esercizio cinese e una latteria in Salita San Giovanni) per spaccio; dall’altro, l’attrattiva, l’iniziativa di ripristino dell’arredo urbano e l’apertura degli Sportelli Sociali. Ma se i media parlano spesso di Pré come “far west”, il direttore dell’Osservatorio, Giuseppe Fanfani, non è certo più morbido. Parla di “galera a cielo aperto”, pur non mancando di sottolineare tutte le buone iniziative che ogni giorno animano il quartiere.  Lo abbiamo incontrato durante la tappa di #EraOnTheRoad nel sestiere di Pré,  per conoscere il suo punto di vista, una panoramica delle problematiche e delle eccellenze che caratterizzano questa ampia porzione di centro storico.

    «L’esperienza ha avuto inizio nell’ottobre 2010. All’epoca, abbiamo organizzato i primi incontri, ma non eravamo ancora un comitato vero e proprio. Tutto è partito nel corso di un evento alla Commenda di Prè, in cui si erano riuniti tutti i comitati della zona: lì, abbiamo notato che le associazioni erano tante, ma tutte formate da 1-2 persone, ed era troppo dispersivo e poco efficace. Così abbiamo pensato di unire le forze e metterci insieme nell’Osservatorio, in modo spontaneo. Dopo però, anche questa soluzione è diventata insufficiente e ci siamo allargati anche sul web (sito internet, mail, newsletter, ecc., che io stesso curo) per coinvolgere altre persone. Questo ci ha permesso di comunicare con le Autorità, le forze dell’ordine e i cittadini interessati. Attualmente, siamo una decina di persone, tra cui Marco Ravera, portavoce dell’associazione. Il nostro scopo è quello di agire nell’area compresa tra Via Prè, Piazza della Commenda, Via Gramsci e vicoli di collegamento, arginando il degrado urbano, la criminalità, l’abusivismo e rendendo il quartiere più vivibile».

    Il campanile della Chiesa di San Giovanni di PréPiù vivibile, appunto. Questo il primo pensiero che viene in mente a molti genovesi quando si fa riferimento a via Pré e dintorni. Le pagine di cronaca dei quotidiani locali ci consegnano il lato sicuramente più brutto del quartiere, ma anche il direttore dell’Osservatorio ci tiene  a sottolineare quanto le problematiche siano concrete e all’ordine del giorno. Tanto da spingere i volontari dell’associazione ad organizzare vere e proprie “ronde” utilizzando Whatsapp per comunicare da una postazione all’altra: «È una “galera a cielo aperto”: per questo abbiamo mobilitato le forze dell’ordine e abbiamo chiesto loro di presidiare la zona. Oggi c’è una stretta collaborazione tra noi e le forze militari, che pattugliano sempre lungo Via Pré e limitrofe anche la sera, contribuendo alla percezione del sestiere come luogo sicuro. Abbiamo limitato le aggregazioni nella problematica Piazza della Commenda, spesso scenario di risse tra “bande”, e nei locali che vi si affacciano. Anche gli arredi urbani sono un problema: palazzi fatiscenti, facciate da rifare, cornicioni che cadono a pezzi, negozi scarsamente attrattivi. Ci sono i presupposti, ma è lasciato tutto alla malora e Prè finisce per esercitare poca attrattiva su eventuali visitatori rispetto alle potenzialità che ha».

    Fanfani punta il dito anche contro la sporcizia. Da Albaro, dove abitava, a Pré il passaggio è stato sicuramente brusco: «Il problema spesso è l’inciviltà. La nostra associazione si batte anche contro questa trascuratezza. Nonostante i condomini siano spesso dotati di cassonetti privati all’interno del loro cortile, in molti scambiano i vicoli (Vico del Gallo, uno su tutti) per discariche a cielo aperto. Collaboriamo molto volentieri anche con Amiu, di cui apprezziamo il lavoro: mattina, pomeriggio e sera puliscono le strade rendendole “scintillanti” e aiutando a mantenere il decoro urbano».

    mercato-comunale-gramsci-preE l’altro lato della medaglia? «Non siamo solo negativi, qui ci sono anche cose che funzionano bene. Tanto per cominciare – precisa Fanfani – l’iniziativa di insediare a Prè gli Sportelli Sociali, inaugurati pochi giorni fa e insediati nei locali un tempo occupati dall’ex Incubatore di Imprese: dopo il suo fallimento, piuttosto che vedere altre serrande abbassate, si è optato per questa soluzione. Sembra concreta, inoltre, l’ipotesi di apertura di un ambulatorio e di uno studio dentistico al 151 r di Via Prè, dopo l’apertura, tre mesi fa, di un’agenzia di viaggi che ha finora ottimi riscontri: tutte nuove iniziative che si affiancano agli storici esercizi di Prè. Anche Piazza Sant’Elena sarà a breve soggetta a restyling: grazie alla lungimiranza di un imprenditore privato, verranno aperti una gelateria e una trattoria. Le saracinesche si alzeranno anche nei locali davanti al mercato comunale: mentre quest’ultimo è semi-deserto, con 4-5 banchi attivi, lì davanti si parla di insediare nuove botteghe artigiane e ci sono trattative con Soprintendenza e Comune (quest’ultimo si sta occupando anche degli arredi urbani e si è in attesa di un’ordinanza). E poi ancora, non va dimenticato il Punto Emergenza Prè, vera eccellenza, una casa di preghiera musulmana, il centro “Veri Amici” per il recupero di ragazzi sudamericani».

    Quindi piano piano la piaga dei locali sfitti e delle serrande abbassate potrebbe rimarginarsi? «Quello dei locali sfitti è un problema atavico – ammette il direttore dell’Osservatorio –  già l’Incubatore a suo tempo aveva provato a sconfiggere il problema, fallendo. La libreria “Books in the Casbah” e il ristorante messicano “Mamacita”, nati grazie ai fondi del progetto, sono stati costretti a chiudere e trasferirsi in zone più centrali. Così hanno chiuso molti altri esercizi, e oggi vedere la serie di fondi chiusi sulla strada non è un buon biglietto da visita.

    L’Osservatorio Pré-Gramsci, tuttavia, non molla la presa e anzi rilancia. Lo fa con una proposta al Comune per quanto riguarda l’offerta turistica. L’associazione si offre per la gestione di un punto d’informazione turistica alla Commenda: «Vorremmo attivarci per rendere Prè meta turistica. È la porta d’ingresso in città per i turisti che arrivano in crociera, e serve decoro per far sì che non si devii più su Via Gramsci. Vorremmo aprire in Piazza della Commenda un chiosco informativo, gestito da noi, installare un point all’interno della Commenda stessa per la vendita di merchandising (maglie, cartoline, ecc.), e organizzare tour lungo Via Prè, creando così un percorso “naturale” dalla piazza alla via. Ci stiamo lavorando e speriamo che le risposte degli interlocutori siano positive».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Beatles in jazz: videoconferenza al Museo del jazz

    Beatles in jazz: videoconferenza al Museo del jazz

    BeatlesMartedì 15 ottobre alle ore 18 presso la Sala Consiglio della Provincia (Largo Eros Lanfranco,1) riprendono le attività del Museo del Jazz: per l’occasione, Guido Michelone, docente all’Università Cattolica di Milano e al Conservatorio di Alessandria, romanziere, drammaturgo, critico musical, presenta Beatles In Jazz 2, videoconferenze sulla musica afroamericana e sul suo intreccio con i mitici Fab Four di Liverpool.

    L’amore dei jazzmen per Lennon e compagni dagli anni 60 fino ad è costante, ma negli ultimi 15 anni c’è stato un forte riavvicinamento grazie ai nuovi swinger che riprendono e improvvisano sul repertorio di canzoni  ritenuto fra i migliori del secolo scorso, dopo i grandi canzonieri di Irving Berlin, Cole Porter, George Gershwin e Burt Bacharach, quest’ultimo non a caso coevo dei Beatles stessi.

    Tra i filmati più gustosi di jazzmen che cantano o suonano i Beatles, ci  sono anzitutto i sommi vocalist Ella Fitzgerald, Ray Charles, Sarah Vaughan, Frank Sinatra, The Supremes, Ike & Tina Turner, Esther Phillips, Elvis Presley, Nancy Sinatra. Non mancano i nuovi jazz singer, come Bobby McFerrin, Cassandra Wilson, Tuck & Patty, Jack Johnson, per finire con l’italiana Cristina Zavalloni, astro nascente del canto jazz.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti

  • Teatro Govi: al via la rassegna di prosa dedicata a Mario Alessandri

    Teatro Govi: al via la rassegna di prosa dedicata a Mario Alessandri

    Teatro GoviSabato 12 ottobre inizia al teatro Govi di Bolzaneto la terza edizione della rassegna di prosa Mario Alessandri, dedicata al giovane attore, figura di spicco della Compagnia Stabile del Teatro Govi, deceduto nel maggio 2010 a causa di un incidente stradale.

    Numerosi gli spettacoli in cartellone: si iniza con Rumori fuori scena di Neil Simon, poi un omaggio a Giorgio Gaber con Gian Piero Alloisio, una commedia di Eduardo De Filippo, per finire poi a maggio 2014 con uno spettacolo interpretato dalla Compagnia Stabile Teatro Govi.

    Ecco tutti gli spettacoli in programma (ore 21).

    Sabato 12 ottobre – Compagnia Stabile R & GG Teatro Govi
    La Strana Coppia femminile – Neil Simon
    Regia di Ivaldo Castellani

    Sabato 30 novembre
    Il mio amico Giorgio Gaber
    Teatro-Canzone di Gian Piero Alloisio
    con Gian Piero Alloisio e Gianni Martini

    Sabato 7 dicembre
    Canto alla luna . Giovanna Vallebona, Associazione Culturale “Le Fusa”
    Regia di Giovanna Vallebona

    Sabato 11 gennaio
    Rumori fuori scena – Compagnia Teatrale “La Pozzanghera”
    Michael Frayn.
    Regia di Lidia Giannuzzi

    Sabato 8 febbraio
    Non ti pago – Compagnia Crocogufo
    Eduardo De Filippo
    Regia di Angelo Formato

    Sabato 22 febbraio
    California Suite – Associazione Cutlurale Altea
    Neil Simon
    Regia di Gino Versetti

    Domenica 2 marzo
    Sarto per Signora- Gli Insoliti – Associazione Culturale Théatron – Gruppo Teatrale
    George Feydeau
    Regia di Ivan Raso

    Venerdì 28 marzo
    Gioann Brera l’inventore del centravanti
    con Bebo Storti – Sabina Negri
    Regia di Bebo Storti

    Sabato 5 e domenica 6 aprile
    La Mandragola – Compagnia Stabile Teatro Govi
    Niccolò Machiavelli
    Regia di Ivaldo Castellani

    Sabato 3 maggio
    Un amore imperfetto – Compagnia M.M.
    Cesare Belsito
    Regia di Carlo Novella

    Sabato 10 e domenica 11 maggio
    Eppure—gli uomini preferiscono le bionde- Compagnia Stabile Teatro Govi
    Riduzione teatrale di Francesca Mevilli
    Libero adattamento di Ivaldo Castellani
    Regia di Franco Valenti e Luca Mevilli

    Biglietto intero 15 euro, ridotto 12 euro.

  • Notte della poesia: concerti, letture, performance nel centro storico

    Notte della poesia: concerti, letture, performance nel centro storico

    Via Garibaldi, le luci sui palazziSabato 12 ottobre in via Garibaldi e dintorni è in programma la notte della Poesia 2013, evento a cura dagli organizzatori del Festival Internazionale di Poesia.

    Numerosi eventi gratuiti tra concerti, letture, performance animano le suggestive vie del centro storico, i maestosi palazzi i cortili, i giardini e i musei.

    Ecco il programma degli eventi, che si svolgono tutti al coperto.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola – via Garibaldi 5
    Ore 18 –Tra Barrios, caruggi e avenues – parte prima. Lettura-concerto con Fabio Vernizzi (pianoforte) e Claudio Pozzani (voce recitante). Ingresso 4 euro comprendente spettacolo e visita del museo.
    Ore 21 Tra Barrios, caruggi e avenues – parte seconda. Reading concerto con Michela La Fauci (arpa) e letture a cura di GenovaInedita con Maurizio Romano, Mirko Servetti, Mauro Cordone, Roberto Marzano, Cesare Oddera, Francesco Vico, Maria Luisa Gravina.

    Auditorium Montale teatro Carlo Felice
    Dalle 19 Viaggio a Guayaquil. Spettacolo poetico e musicale con Grupo Folclorico Chimburrasca, Gustavo Sarango e Trio Señoral Internacional (Ecuador). A cura del Consolato Generale dell’Ecuador

    Biblioteca Universitaria via Balbi
    Dalle 19.30 E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Reading con Laura Accerboni, Cetta Petrollo, Francesco Macciò, Marco Ercolani, Lucetta Frisa, Guido Caserza, Rossella Maiore Tamponi, Giangiacomo Amoretti, Alberto Nocerino, Barbara Garassino, Angelo Pini, Davide Giannelli, Alessandro Prusso, Clara Crovetto, Gabriella Cirone, Federico Sanguineti, Marco Furia. Interventi musicali di Viviane Ciampi, Luce Tondi e Michela Centanaro.

    Palazzo Nicolosio Lomellino, via Garibaldi 7
    Dalle 21 alle 23 Blue Not (t)e. Reading di Laura Fusco. Dopo Berlino, Parigi, Ny Laura Fusco porta in anteprima, a Genova, la poesia ispirata delle sue ballate, già piaciute a Paolo Conte. Per l’occasione, la poetessa regista, originale esponente della poesia orale in Italia, si esibisce in scena accompagnandosi con il suono di antichi strumenti in un’opera ipnotica, “notturna” e crepuscolare, che fa citare Rilke e Novalis.

    Palazzo Tursi, via Garibaldi
    Ore 21 – salone di rappresentanza. Viaggi essenziali.  Concerto con Paolo Agnello (voce e chitarra) e Alessio Siena (chitarre). Un viaggio emozionante nella canzone d’autore in collaborazione con Associazione Culturale Elegantia Doctrinae.
    Ore 21 – atrio. Poeti per la pace.  Performance per la pace con la voce del Mahatma Gandhi, i poeti Roberto Malini, Daniela Malini, Steed Gamero, Isoke Aikpitanyi, Elisa Amadori Brigida, Laura Campagnoli e il musicista Davide Ferrari (EchoArt). Testi degli autori e di Rabindranath Tagore, Primo Levi, San Francesco di Assisi, Kabir e altri.

    Palazzo Rosso, via Garibaldi 18
    Ore 21.30 Ricreazione. Reading poetico-musicale. Riadattamento dei testi: Daniel Nevoso. Musiche eseguite/composte: La Decima Vittima. Movimento scenico: Martina Marmorato. Aiuto regia: Martina Massarente. Produzione Matrëška Gruppo Artistico e La Decima Vittima. Capriccio pierrottiano che ruota intorno alla figura di Aleksandr Blok, che segue la messa in scena del suo poema “I Dodici”

    Palazzo Bianco via Garibaldi
    Ore 21.30 (replica alle ore 22.30) Anni verdi. Performance dedicata al bicentenario di Giuseppe Verdi con Selene Alesi, Sara Battaglia, Denise Bevilacqua, Luna Carbone, Ela Jacqueline Palma Delag, Silvana Eramo, Anita Firpo, Silvia Mazzarello, Marzia Pistacchio. Voce recitante Antonio Sgorbissa
    Altri interpreti Maria Rosa Bellia, Ilaria Maggio, Sergio Rulli, Filippo Santona, Alessandro Secchi, Marco Sponza, Marco Toschi.
    Studio e realizzazione trucco teatrale: Laboratorio di Trucco Teatrale e Artistico
    Parrucchiere: Maria Rosa Bellia, Giovanna Molinaro
    Consulenza costumi: Elena Pirino
    Ideazione e regia: Margherita Marchese Scelzi
    A cura di Art Commission

    Palazzo Bianco (replica alle ore 22.30)
    Ore 22 Reading di Alessandro Prusso e Luca Valerio.

    Centro Remida, vico Angeli 21r
    Ore 21 Lettura collettiva. Con Maddalena Leali, Luisella Carretta, Patrizia Palese, Rudy Sassoli, Francesco Brunetti, Irma Marchese, Gianna Campanella, Germano Coletti, Mauro Gregori, Alessandro Magherini, Alessandra Palombo, Guido De Marchi, Gisella Ruzzu, Giovanni Barlocco, Fabio Taccola, Anna Spissu, Valeria Lazzarino, Grazia Apisa, Antonino Scarfi’, Maurizio D’Antonio, Marco Ventura.
    A cura di SpazioAutori e Liberodiscrivere

    Libreria Evoluzione, via Garibaldi 9
    Ore 18 Il sentiero estremo,  presentazione dell’omonimo libro di Claudio Ceotto e Marco Peschiera
    Dalle ore 19 Apericena poetica e musicale  con Paolo Vigo (pianoforte) e Laura Peccenini (soprano). Consigliata prenotazione tel. 3396801745. Prezzo 15 euro.
    Ore 21 La musica di Pasquale Taraffo. Fabrizio Giudice suona le composizioni del virtuoso Taraffo con la chitarra-arpa
    Ore 22 Esperanto, concerto con Riccardo Barbera (contrabbasso) e Luca Falomi (chitarra acustica)

    Galleria d’arte Spazio 23 , via Garibaldi (angolo Vico dietro il coro della Maddalena)
    Ore 21 lettura poetica a cura della rivista Fischi di carta, con Federico Ghillino, Silvio Magnolo, Alessandro Mantovani, Andrea Pesce, Emanuele Pon
    Ore 22 Wor(l)d Does exist – pubblica-azione poetica Lettura di Alfonso Pierro
    Mostre: “Ho visto il suono di una tromba” di Fabio Capaccioli, “Heart in art” di Paola Volpe, “Epiphanies – A vision of life” di Carmen Romeo e Daniele Campi Martucci.

    Caffè Grimaldi, piazza della Meridiana
    ore 21 I ragazzi che amavano il vento. Letture di Paolo Aldrovandi. Dario Bertini, Ksenja Laginja, Fosca Massucco, Alessandra Piccoli, Antonella Taravella, Paolo Zanelli. A cura del collettivo WSF
    ore 22.30 Senza orto nè porto.  Viaggio fra poesia e canzone d’autore. Lettura-concerto con Roberto Marzano & Fabrizio Casapietra.

    Per tutta la Notte della Poesia 2013, la gelateria Profumo di Rosa (via Cairoli 13a/r) propone il gelato all’assenzio, creato per l’occasione da Rosa Pinasco.

    Per la Notte della Poesia resta aperta anche la mostra “Ricordando Bruna” nella Galleria Arttrè, Vico dei Garibaldi 47

  • Salute in città, mancano dati e statistiche: come stanno i genovesi?

    Salute in città, mancano dati e statistiche: come stanno i genovesi?

    Ospedale San Martino, GenovaPochi dati o informazioni nascoste. A Genova sembra che nessuno sia interessato a conoscere a che punto stia la qualità della vita degli abitanti. La sensazione è che manchino le informazioni o che, chi ne è in possesso, non abbia particolare interesse a renderle pubbliche e, soprattutto, a sfruttarle per fini utili ai cittadini.

    «Diamo retta solo alle lobby che premono per le grandi opere e pensano solo al contesto economico. Ma il vero dato utile sarebbe sapere come stanno i genovesi e individuare se sul territorio esistono particolari criticità» sostiene il dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Ist di San Martino.

    E come stanno i genovesi? «Mi sembra che il genovese stia male», continua Gennaro. «Stanno male anziani, disabili e bambini. E in più, noi che misuriamo queste cose, non siamo messi in grado di fare il nostro lavoro. Ma se vuoi risolvere un problema, devi conoscerne le dimensioni, la diffusione. Se no, fai prevenzione un tanto al chilo, senza prove, senza evidenze scientifiche. Finisci per legarti al mercato ma non alle esigenze della gente».

    Che cosa intende? «Ad esempio, il quartiere di Cornigliano continua ad avere una mortalità più alta della media anche dopo anni dalla chiusura della cocheria dell’Ilva. Questa è una criticità che genera non solo problemi di salute, ma anche economici ed etici. Che cosa facciamo per affrontarla? A Genova sembra che ci sia un disinteresse verso questo tipo di dati. Forse anche perché noi, come tecnici, parliamo poco; parlano soprattutto gli economisti, ma gli epidemiologi, i sociologi e gli antropologi difficilmente trovano spazio. Manca una visione d’insieme della città e delle sue criticità».

    La solita colpa dell’amministrazione? «È vero che il Comune da solo non può risolvere tutti i problemi ma deve attrezzarsi quantomeno per conoscere le esigenze del territorio e della sua popolazione, sapere quali sono i quartieri che hanno la maggiore mortalità, dove vivono meglio e peggio i bambini. E su queste informazioni calibrare un certo tipo di servizi. Ad esempio, se ci fossero zone con una particolare concentrazione di disabili, si potrebbe pensare a servizi di mobilità ad hoc. Mi preoccupa che nessuno parta mai dai bisogni reali della gente».

    SanitàLa risposta arriva dal direttore dell’Ufficio Statistica del Comune di Genova, Maria Pia Verdona: «Bisogna distinguere tra la statistica e gli studi epidemiologici che devono partire dall’ambito sanitario, dalle Asl, dall’università, ovvero i soggetti che hanno le competenze per organizzare un’indagine, gestirla e valutarne i dati. L’attività della statistica può intervenire in un secondo momento, monitorando l’andamento di questi dati, una volta raccolti. Se mancano informazioni sullo stato di salute dei cittadini, il problema è di chi gestisce si occupa della salute, cioè dei medici a tutti i livelli. Stiamo parlando di dati clinici, spesso riservati. L’unica cosa che possiamo sapere noi sono i tassi di mortalità; ma il Comune non ha il diritto di accesso alle informazioni né le competenze per scorporare i dati che vengono inviati da ospedali e medici a Istat e Asl, e ritornano a noi solo in modo aggregato».

    E, in effetti, i dati forniti dal notiziario statistico comunale in tema sanitario sono veramente esigui. Si riesce giusto a sapere che nel primo semestre del 2013 a Genova sono morte 4759 persone, di cui 4038 residenti e che i nati vivi nello stesso periodo sono stati 2798. Più interessante, anche se di utilità limitata, il dato dei 49309 ricoveri negli ospedali cittadini, day ospital esclusi, da gennaio a giugno: circa 1 ogni 12 abitanti. Ma le cifre si fermano qui. Possibile che non si possa fare altro?

    «Certo, sarebbe molto interessante cercare di correlare i dati sulla salute dei cittadini al contesto ambientale e sociale in cui vivono e alle loro esigenze», prosegue Verdona. «E, in effetti, come Ufficio Statistico del Comune di Genova stiamo proprio facendo uno studio di fattibilità per lanciare un progetto futuro in questa direzione. Ma si tratta di una cosa molto delicata, che richiede l’acquisizione di una notevole mole di dati. Bisogna mettere intorno a un tavolo teste pensanti ad alto livello e competenze istituzionali diverse per trovare indici e correlazioni interessanti e veritieri tra lo stato di salute e altri aspetti della vita privata e sociale».

    sanita-ospedaleSi spieghi meglio. «Che cosa significa dire che in un Municipio c’è un’alta frequenza di patologie, se non conosco le cause territoriali o personali che le possono avere provocate? Io posso vivere a Sampierdarena e avere determinate patologie, ma magari lavoro a Vado da trent’anni e sono sottoposto quotidianamente a certi fattori inquinanti e, quindi, che abiti a Sampierdarena non c’entra nulla. Oppure posso vivere a Sestri da cinque anni, ma aver trascorso metà della mia vita a Taranto, sotto i fumi dell’Ilva. Voglio dire che raccogliere dati sulla salute dei cittadini, con una percentuale di attendibilità elevata, è un processo molto delicato: le variabili sono talmente tante che il rischio di fare valutazioni non corrette è molto forte. Mentre è semplice fare un’indagine epidemiologica sullo stato di salute dei lavoratori all’interno di uno specifico ambiente produttivo – perché posso sapere da quanto tempo lavorano in quel reparto, quanto ore al giorno, a che tipo di sostanze sono esposti…, insomma ho tanti elementi che mi consentono di fare opportune valutazioni – sulla popolazione, tra l’altro fortemente soggetta a mobilità, il compito si fa estremamente difficile. Si tratta, comunque, di studi molto utili ma per nulla banali e non possono prescindere dai dati in possesso delle istituzioni mediche. Il problema è capire quanto tempo e quante risorse ci vogliono per imbastire questi studi. E, soprattutto, le energie impiegate devono poi ripagarti degli sforzi».

    Forse, più semplice potrebbe essere approntare una serie di servizi per accompagnare e sostenere le determinate patologie riscontrate piuttosto che tentare di prevenirle. Certo, non sarebbe la soluzione del problema alla sua radice ma potrebbe aiutare a migliore la qualità della vita. Anche in questo caso, però, è necessario prestare molta attenzione alla mutevolezza delle esigenze, dovute ai cambiamenti, ai tassi di immigrazione e di emigrazione, nonché all’indice di mortalità da non sottovalutare in una città anziana come Genova. Insomma, una programmazione a lungo termine in questa direzione non è un elemento che possa essere studiato con semplicità a tavolino. D’altronde, con una continua diminuzione delle risorse economiche a disposizione, non si può neppure pensare di continuare a lavorare solo per tamponare le emergenze. Il cuore del problema, dunque, è capire se esiste, e dove sta, un giusto mezzo.

    C’è una soluzione? «Partire dalla qualità della vita come indicatore – sostiene l’epidemiologo Valerio Gennaro – dall’aspettativa di vita sana, che è informazione complementare rispetto all’aspettativa di vita complessiva. Cioè a che età ci si ammala, quando non si è più autosufficienti? In Italia, nell’ultimo decennio, questo indice è crollato. E credo anche a Genova. Sarebbe interessante capire come stanno i genovesi collettivamente, quartiere per quartiere, quali sono le fasce più deboli. Altro dato importante potrebbe essere quello che riguarda la mortalità evitabile. Tutte informazioni che dovrebbero essere stimate, anno per anno, zona per zona. Siamo una città ricca di cervelli e c’è gente disposta a mettersi in gioco. Si potrebbero conciliare i problemi della gente con le risorse che si hanno in casa. Ma prima bisogna capire che la vera grande opera è la salute della gente perché solo da lì si può arrivare al miglioramento della qualità della vita come indice di progresso».

     

     Simone D’Ambrosio

    [foto Daniele Orlandi]

  • English & the Media: il nuovo corso a cura di Era Superba

    English & the Media: il nuovo corso a cura di Era Superba

    Bandiera InleseDa dove proviene l’inglese? Quante persone lo parlano? E’ la lingua del presente ma sarà anche quella del futuro? E’ possibile comprendere i testi delle canzoni? O i film in lingua originale? Esistono dei trucchi per imparare da autodidatti? Come si scrivono un’email o una lettera di presentazione?

    Sono queste soltanto alcune delle domande alle quali il nuovo corso a cura di Era Superba English & the Media cercherà di dare una risposta, oltre a proporsi di insegnare più di 500 espressioni e vocaboli nuovi in 7 incontri.

    L’obiettivo è di costruire un corso non solo di inglese, ma sull‘inglese, chiarendo dei punti controversi che rendono lo studio dell’inglese meno efficace.

    Il livello delle lezioni verrà calibrato in base alle competenze dei partecipanti, ed è previsto un Open Day di presentazione del corso con il docente il giorno 18 novembre 2013 a partire dalle 18 presso la sede del Gruppo Editoriale Era Superba (richiesta conferma di partecipazione).

    Il corso sarà tenuto da Daniele Canepa, già noto ai lettori di Era Superba per la rubrica Nice to meet you, english.

    Canepa ha insegnato Lingua Inglese nelle Facoltà di Medicina e Ingegneria dell’Università di Genova tra il 2005 e il 2013. Ha collaborato come traduttore italiano-inglese e inglese-italiano e revisore di testi con l’Università di Trento tra il 2010 e il 2012. Giornalista freelance, collabora con diverse testate locali e internazionali online e cartacee. E’ autore del testo in inglese del video-documentario su Trinity College London.

    Ecco il programma delle lezioni:

    Open Day
    – presentazione del corso
    – presentazione del docente, degli obiettivi del corso

    Primo incontro
    – breve test di valutazione del livello iniziale di inglese
    – i corsisti si presentano e vengono rispiegati gli scopi del corso

    Secondo incontro
    – introduzione di nuove parole e frasi che ci serviranno durante la lezione
    – l’inglese è la lingua globale: perché?  (breve discussione in gruppo)
    – ragione della diffusione dell’inglese nel mondo: i media… che cosa sono?
    – esercizi, chiarimento dubbi
    -conclusione

    Terzo incontro
    – ripasso dell’incontro precedente
    – introduzione di nuove parole e frasi che serviranno durante la lezione
    – breve storia dell’inglese: dal passato, al presente…. al futuro:  quale sarà il futuro dell’inglese?  (breve discussione in gruppo)
    – diversi registri. Esempio di doublets (“doppioni”): parole anglosassoni / parole francesi usate come sinonimi ma appartenenti a registri diversi
    – esempi dai media anglofoni
    – esercizi, chiarimento dubbi
    – conclusione

    Quarto incontro
    – ripasso dell’incontro precedente
    – abbreviazioni, short forms   (wanna, gonna, isn’t, ecc);
    – acronimi: differenze con l’italiano  (EU anziché UE, ecc)
    – esempi di abbreviazioni e short forms in canzoni, sottotitoli, instant messaging
    – esercizi di ascolto
    – conclusione

    Quinto incontro
    – ripasso della precedente lezione
    – introduzione di nuove parole e frasi che serviranno durante la lezione
    – cenni su Hollywood e BBC
    – estratti di film e interviste
    – esercizi di ascolto
    – role play activities
    – conclusione

    Sesto incontro
    – ripasso della precedente lezione
    – introduzione di nuove parole e frasi che serviranno durante la lezione
    – the Net
    – esercizi
    – role play activities
    – conclusione

    Settimo incontro
    – ripasso della precedente lezione
    – quality press vs popular press (giornali autorevoli vs stampa scandalistica)
    – esempi di articoli delle due tipologie
    – domande finali relative al corso
    – conclusione

    In totale, sette incontri da due ore ciascuno + un open day di presentazione. Le lezioni si svolgeranno bisettimanalmente.

    Per informazioni sulle iscrizioni è necessario inviare una mail a redazione@erasuperba.it

  • Coming Out Day, no ai pregiudizi: una giornata per uscire allo scoperto

    Coming Out Day, no ai pregiudizi: una giornata per uscire allo scoperto

    unioni-civiliSabato 12 ottobre si celebra per la prima volta a Genova il Coming Out Day, ricorrenza internazionale che invita gay, lesbiche e trans a rivelarsi agli altri, uscire allo scoperto per aiutare l’opinione pubblica a crescere e accantonare ogni tipo di pregiudizio.

    L’espressione coming out deriva dall’inglese coming out of the closet, cioè uscire dall’armadio, e la si ritrova nello spagnolo salir del armario.

    Per questo, gli attivisti di Approdo Arcigay Genova hanno deciso di allestire in via San Vincenzo, (angolo via Colombo),  dalle 15 alle 19, un armadio/gazebo che useranno per coinvolgere i passanti, invitandoli ad entrarvi per poi uscire rivelando qualcosa di sé. Chi vorrà potrà parlare di orientamento sessuale o identità di genere, tutti gli altri di quello che vorranno, purchè sia qualcosa di personale.

    Il tutto con il sostegno di Manima Teatro, che contribuirà con le sue improvvisazioni a creare storie e spettacoli.

    La manifestazione di Arcigay è sostenuta da EraSuperba, oltre che da Maniman Teatro, Comune di Genova (che ha rilasciato il proprio patrocinio per proseguire la strada intrapresa con il registro delle unioni civili) le Famiglie Arcobaleno, la Rete Genitori Rainbow, Agedo, Arcilesbica, GayLib, il Segretariato Italiano Studenti di Medicina,  l’associazione Ponente Che Balla, CIV San Vincenzo, le società Gis & Web S.r.l. e Ferrua Assicurazioni.

     

  • Verdi, 200 anni ma non li dimostra: rassegna di Istituto Chiossone e Uic

    Verdi, 200 anni ma non li dimostra: rassegna di Istituto Chiossone e Uic

    Violino manoIn occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, l’Istituto David Chiossone Onlus e Unione Italiana Ciechi di Genova oragnizzano nei mesi di ottobre e novembre la rassegna di incontri e concerti Verdi: 200 anni, ma non li dimostra per conoscere il grande compositore e approfondire il suo rapporto con Genova. Nel capoluogo ligure Verdi ambientò e allestì alcune sue opere teatrali, da quella di esordio Oberto conte di San Bonifacio al Simon Boccanegra.

    Gli eventi iniziano il 12 ottobre per proseguire poi fino al 30 novembre: in totale sei appuntamenti presso l’Auditorium Giuseppe Verdi dell’Istituto Chiossone, con la direzione artistica del maestro Luciano Romanelli e il patrocinio della GOG Giovine Orchestra Genovese.

    Ecco il calendario completo dei concerti e degli incontri, che si volgono tutti presso l’Auditorium Giuseppe Verdi Istituto David Chiossone (corso Armellini 11, Genova). L’ingresso è gratuito.

    Sabato 12 ottobre, ore 16 – Con moltissima passione: Verdi a Genova. Conversazione introduttiva, inerente il tema dei rapporti fra Giuseppe Verdi e Genova. Relatore Raffaele Mellace, docente di storia della musica e di musicologia, presso la scuola di scienze umane dell’Università degli Studi di Genova. Collaboratore del Teatro alla Scala e di vari altri enti lirici.

    Sabato 19 ottobre, ore 16 – In omaggio a Verdi. Alcuni maestri, ex allievi dell’Istituto David Chiossone: Luciano Lanfranchi, Rosalba Mareno, Giorgio Martini, Melchiorre Pasquero, Luciano Romanelli eseguiranno al pianoforte pagine di Chopin, Liszt, Rachmaninov, Scriabin, Tchaikovsky, Weber, comprendenti anche trascrizioni e parafrasi da temi verdiani.

    Sabato 26 ottobre, ore 16 – Cori e Arie sempre Verdi: i cori e le arie in Giuseppe Verdi. Evento affidato al Gruppo Corale Shalom, con la partecipazione del soprano Gina Sortino; direttore del coro: il maestro Melchiorre Pasquero. Collaboratrice alla direzione: Gina Sortino.

    Sabato 16 novembre, ore 16 – Un dialogo fra due teatri: un confronto fra il teatro di Verdi e quello di Shakespeare, attraverso una mini tavola rotonda, afferente il volume Verdi, Shakespeare, un dialogo, scritto a quattro mani da Roberto Iovino, docente di storia della musica, presso il Conservatorio Niccolò Paganini e critico musicale del quotidiano La Repubblica, e da Marco Sciaccaluga, condirettore del Teatro Stabile di Genova e noto regista. La serata, condotta dai due autori del volume di riferimento, prevede anche alcune pagine da Macbeth, Otello, Falstaff, eseguite dal soprano Chiara Bisso, e dal baritono Gabriele Nani, accompagnati al pianoforte dal Maestro Dario Bonuccelli.

    Sabato 23 novembre, ore 16 – Canzoni e romanze dell’età verdiana: nove canzoni napoletane e nove romanze in lingua italiana, di autori quali: Cottrau, Denza, Di Capua, Donizetti, Gambardella, Leoncavallo, Tosti, più la canzone in genovese Ma se ghe penso…. Canteranno Laura Lucagrossi, Luana Bucchieri, Oliviero Dell’amico, Attilio Marangoni, e Francesco Ghiglione, accompagnati al pianoforte dal Maestro Giorgio Martini.

    Sabato 30 novembre, ore 16 – Verdi in jazz: evento affidato al quintetto omonimo. Formazione composta dai maestri Paolo Tomelleri, clarinetto; Rudy Migliardi, trombone; Davide Corini, pianoforte; Luca Garlaschelli, contrabbasso; Tommy Bradascio, batteria. Il gruppo rivisiterà in chiave jazzistica vari temi verdiani.

  • Certosa, San Bartolomeo: evento per combattere il gioco d’azzardo

    Certosa, San Bartolomeo: evento per combattere il gioco d’azzardo

    certosa-san-bartolomeo«Viviamo in una città e nello specifico in un quartiere preso d’assalto da sale gioco e slot  presenti in molti esercizi commerciali. In questo triste panorama, spesso si perde di vista un’altra emergenza sempre legata alla ludopatia: i giochi d’azzardo on line». Con queste parole Andrea Brina, presidente della Società Operaia Cattolica di S.Bartolomeo della Certosa già in prima linea per la difesa del chiostro medievale dell’omonima struttura nel cuore del quartiere della Val Polcevera, presenta un’iniziativa originale in collaborazione con la Ludoteca Labyrinth, un evento denominato “Chi gioca sano va lontano…”, una giornata interamente dedicata al gioco.

    Domenica 13 ottobre a partire dalle 15 i quartieri di Certosa e Rivarolo sono chiamati a raccolta per scoprire giochi nuovi, gratuiti ed alternativi che, come spiega il presidente Brina «possono costituire un’alternativa all’isolamento che crea la dipendenza dal gioco d’azzardo on line specialmente nei confronti delle nuove generazioni che sono più deboli e soggette a cadere nell’ingannoUscire di casa , spegnere il PC, dimostrare che è possibile giocare divertendosi e incontrando persone reali è quello che ci prefiggiamo, nella speranza che l’evento possa presto diventare un appuntamento mensile fisso».

    La manifestazione, che ha ottenuto il patrocinio del Municipio V Valpolcevera, si terrà presso i locali sociali in via S.Bartolomeo della Certosa 11 .Ci sarà la possibilità di provare tanti giochi di società, da quelli classici a quelli provenienti da tutto il mondo, ma anche rompicapo, giochi d’abilità e strategia. Inoltre grazie alla presenza del comitato “Non è un gioco”, promotori della Proposta di Legge 574 contro la diffusione del gioco d’azzardo, si potranno conoscere  i dati  e avere materiale informativo riguardo questa emergenza. Concluderà la giornata un monologo teatrale scritto e realizzato appositamente dall’attore Paolo Lazarich per riflettere sull’ossessione del giocatore compulsivo.

  • Figosa, progetto made in Zena: la tracolla che fa il giro del mondo

    Figosa, progetto made in Zena: la tracolla che fa il giro del mondo

    FigosaUn progetto tutto genovese, frutto della passione di due giovani artigiani amanti della fotografia e delle macchine fotografiche da collezione. “Figosa” è una tracolla di cuoio, adatta soprattutto per macchine fotografiche analogiche o per moderne mirrorless, che i nostri due trentenni, Andrea e Laura,  producono artigianalmente nel loro studio.

    «L’idea nasce dalla necessità di avere alcune tracolle in stile vintage per la nostra collezione di vecchie macchine fotografiche. Per poter rendere infatti le nostre macchine antiche utilizzabili – racconta Andrea – oltre al cercare i rullini giusti, serviva una cosa fondamentale: delle tracolle che potessero essere adeguate, confortevoli e con il giusto stile!»

    Ed è proprio da qui che nasce Figosa (il nome deriva da una citazione dal film Zoolander):  «Il progetto è ai primi passi, ma stiamo ricevendo sempre più riscontri positivi sia dai nostri fan sia dai nostri clienti. Non ci saremmo mai aspettati un simile seguito!»

    Il risultato che sono riusciti a ottenere Andrea e Laura è andato di gran lunga oltre le aspettative. Sul web si trovano decine di ottime recensioni da parte di blog e riviste online del settore, sia nazionali che internazionali. «Abbiamo quindi dato vita al nostro shop online e siamo rimasti subito colpiti dai risultati. Le vendite sono all’ordine del giorno e questo ci riempie di orgoglio. Attraverso il web abbiamo venduto diverse tracolle in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti d’America». Ma guai a parlar loro di e-commerce come soluzione per il futuro… «Siamo artigiani e la vendita online è stata ed è una parentesi per farci conoscere e muovere i primi passi. Le nostre tracolle si possono trovare da qualche tempo nei negozi di fotografia e speriamo sia sempre maggiore il loro interesse, in modo da eliminare la nostra vendita diretta online. Io mi auguro di tutto cuore che i “negozi fisici” ritornino in auge, come era prima dell’avvento dell’e-commerce. I rapporti personali sono troppo importanti per essere soppiantati a causa di un prezzo più basso che si può ottenere su internet».

    Per ogni Figosa spedita in giro per il mondo, i ragazzi allegano una lettera al cliente invitandolo a scattare foto con la Figosa “in uso” e a seguire il progetto sui vari social network. «Ci piace allacciare rapporti umani con tutti coloro che usano una nostra tracolla. Ci piace sapere che quella macchina fotografica rimasta per tanto tempo su una mensola a prendere polvere, ora grazie a Figosa viene portata in giro quotidianamente. Per questo pensiamo che Figosa possa essere d’aiuto agli amanti della fotografia analogica, può ridare vita a una macchina fotografica che era diventata un semplice soprammobile. Da questo nasce anche il nostro slogan “Don’t leave it at home!”… non lasciarla a casa!».

    Viene naturale, infine, considerata la passione di Laura e Andrea per la fotografia “old style”, chiedere… Quale futuro per la fotografia analogica? «Noi non pensiamo che l’analogico possa riprendersi lo spazio rubato dal digitale… Noi ne siamo certi! Ci sono diversi articoli che fanno riferimento a statistiche da cui si evince che le pellicole stiano avendo una seconda giovinezza. Il fascino della fotografia analogica non ci ha mai abbandonati. E’ stata messa in ombra dal digitale, questo è vero, ma a differenza di molti altri strumenti non ha mai cessato di vivere».

     

     

  • Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    GenovaGrande successo per il bando pubblico di Digital Diary, un progetto adottato dall’Agenzia regionale di promozione turistica In Liguria per scegliere sette artisti video maker internazionali, con lo scopo di ottenere video-racconti dedicati alla Liguria.

    Il bando si è chiuso qualche giorno fa e ha registrato 84 richieste di partecipazione da parte di professionisti di paesi come Sudafrica, Stati Uniti, Canada, India Argentina, ma anche di numerosi italiani (in tutto 42) ed europei.

    I vincitori selezionati saranno ospitati dal 14 al 20 ottobre a Genova, nella Riviera di Levante e in quella di Ponente e spesati per 2500 euro per produrre un video in cui racconteranno la Liguria vista coi lori occhi e attraverso il loro genio creativo.

    I temi sono sport vista mare, borghi, persone e storie, Genova “so cool”, street food-Liguria Style, Liguria in time lapse e Little Liguria.

    Le clip dovranno avere una durata di circa 120 secondi e saranno pubblicate sul blog dedicato all’esperienza

    L’intero progetto, proposto per la prima volta in Basilicata da un’ idea di Mikaela Bandini, si inserisce nella piattaforma Can’t Forget Italy e ha come scopo quello di produrre dei video virali che possano attirare l’attenzione del popolo della rete ed invogliare la condivisione e quindi la diffusione delle bellezze della nostra Regione in tutto il mondo.

    Dopo la conclusione della fase creativa e la pubblicazione on-line dei lavori video, verrà fatto un concorso tra i video che avranno ottenuto almeno 2.500 visualizzazioni sul canale youtube di can’t forget Italy. Tutti i video saranno pubblicati su piattaforme web.2.0

     

  • Giardini Luzzati: concerto live del gruppo Squarcicatrici

    Giardini Luzzati: concerto live del gruppo Squarcicatrici

    giardini luzzati 1Venerdì 11 ottobre i Giardini Luzzati del centro storico di Genova ospitano il concerto di Squarcicatrici, band che propone sonorità che spaziano dal free jazz e dell’afrobeat, passando per il punk, post rock e musica elettronica.

    La band, considerata, tra i gruppi indie più importanti della scena contemporanea, presenta al pubblico il nuovo lavoro discografico Zen Crust, che segue i precedenti album Bossa Storta (2006), Squarcicatrici (2009), Squarci A Milano (2011)

    L’album rappresenta l’evoluzione del sound della band, forte di decine di concerti in tutta Europa (Spagna, Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Slovenia e Italia), e mira più lontano facendo convivere negli arrangiamenti tutte le anime musicali di Squarcicatrici in un incastro continuo di punk, jazz, afro, electro, bossa, noise, poesia rabbiosa e world music.

    La band è composta da Jacopo Andreini (sax alto, chitarre, voce, monotron, percussioni), Andrea Caprara (sax tenore, percussioni), Matteo Bennici (violoncello, basso elettrico), Piero Spitilli (contrabbasso), Enzo Rotondaro (batteria), Simone Tecla (batteria), Andrea Dilillo (batteria).

    L’ingresso è libero, inizio ore 21.

  • Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Prodotti tipici italianiSabato 12 e domenica 13 ottobre torna in piazza Matteotti Sapori al Ducale, la mostra dell’eccellenza eno-gastronomica italiana.

    Dalle 10 alle 20, più di quaranta aziende agricole e imprese agroalimentari di qualità, offrono ai visitatori le proprie specialità: dai formaggi di malga piemontesi al pecorino sardo, dai pregiati salumi toscani a quelli emiliani, dai taralli pugliesi lavorati a mano ai vini del Monferrato.

    E poi ancora prodotti da forno biologici per intolleranti a base di farro e kamut, frutta e verdura di stagione, confetture mantovane, pasta fresca, crostate di mirtilli, liquirizia grezza, olio extravergine di oliva, speck dell’Alto Adige, creme al tartufo, pasticceria ligure e piemontese, miele e prodotti dell’alveare, funghi secchi e freschi, prodotti ittici, pesto, cioccolato e tanto altro ancora.

    La manifestazione è nata nel 2006 su iniziativa del Comune di Genova con la partecipazione di Coldiretti, Cia, Confagricoltura ed è curata dall’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori. Per incentivare la partecipazione all’ evento delle imprese liguri e del genovesato, da quest’ anno Sapori al Ducale si avvale anche della collaborazione del Gal Appennino Genovese e della Strada del Castagno.