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  • Genova, galleria d’arte en plein air: il progetto Vanuart

    Genova, galleria d’arte en plein air: il progetto Vanuart

    Immaginate Genova come un’immensa galleria d’arte a cielo aperto, dove in ogni momento dell’anno è possibile ammirare l’opera di artisti visivi, assistere a spettacoli di teatro e danza, ascoltare musica in numerosi angoli della città. Il tutto gratuitamente e senza vincoli di orari o date di apertura.

    Queste, in sintesi, le caratteristiche di Vanuart, un progetto che Sabrina Losciale ha proposto a Genova – città in cui si è trasferita da pochi mesi – dopo tre anni passati in Australia e Nuova Zelanda, «dove realtà di questo genere sono all’ordine del giorno». In quei Paesi infatti vi sono numerosi locali che hanno riadattato il retrobottega a laboratorio artistico, aperto a chiunque voglia utilizzarlo, che proiettano video e foto durante i concerti dal vivo, che accolgono attori di teatro che eseguono parte degli spettacoli che vengono rappresentati sul palcoscenico, e così via. Oppure vengono organizzati eventi come i party di Garret Street a Wellington (Nuova Zelanda), eventi con raccolta fondi devoluti a diverse attività di volontariato, dove artisti impegnati nella grafica, fotografia, video, musica possono dare libero sfogo alla loro creatività.

    L’obiettivo di Vanuart è realizzare a Genova un progetto analogo: per questo Sabrina si è messa alla ricerca di artisti specializzati in varie espressioni creative – arti visive, fotografia e video, danza, musica e teatro – per avviare un laboratorio permanente di creazione di opere e progetti. In secondo luogo, Vanuart mira alla costante collaborazione con negozi e locali, sia in attività sia in disuso, che potranno ospitare mostre ed eventi e beneficiare della visibilità da esse derivati. A breve sarà attivata una piattaforma web per agevolare le candidature spontanee di artisti, esercenti e persone che vogliono collaborare.

    Gli obiettivi sono tanti e ambiziosi: «Sarebbe bellissimo vivere la città di Genova come una costante galleria d’arte contemporanea open air, free e alla portata di tutti, con artisti che a rotazione si potranno mettere in luce su un palcoscenico urbano, a diretto contatto con le persone. Questa attività potrebbe sensibilizzare chi non è ancora del tutto appassionato all’arte e facilitare la condivisione della bellezza delle arti visive ed espressive, oltre che incentivare i nuovi artisti a produrre di più e a farsi conoscere in città. Infine i locali incrementeranno la loro visibilità, quindi una notevole pubblicità per loro, e i locali in disuso verranno riqualificati. Un motivo in più per venire a visitare il centro storico di Genova».

    Un’iniziativa non nuova per la nostra città: basti pensare a due eventi recentemente organizzati nel quartiere della Maddalena, le mostre Adotta un artista nelle botteghe storiche (a cura dell’associazione Colorinscena) e Guardare Maddalena in due botteghe in disuso (a cura dell’associazione Disorder Drama).

    Chi vuole partecipare al progetto può contattare Sabrina attraverso la pagina Facebook “Vanuart Project”.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    L’anno nuovo inizia con un buon auspicio per chi ha scelto la bicicletta come mezzo per spostarsi nel territorio di Genova: il Comune ha infatti approvato un piano per favorire la mobilità su due ruote e si impegna entro i prossimi mesi a realizzare sei chilometri di pista ciclabile, sette nuove ciclostazioni, l’acquisto di nuove bici tradizionali ed elettriche per favorire l’utilizzo del servizio di bike sharing e l’installazione di novanta rastrelliere presso altrettanti punti della città, non solo in centro ma dislocate in tutti i Municipi.

    Quest’ultimo punto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla Mobilità Anna Dagnino e prevede l’installazione di una novantina di rastrelliere nei punti di interesse pubblico delle diverse zone della città, che saranno acquistate dalla direzione Mobilità attingendo alle risorse per la realizzazione del Piano Urbano della Mobilità e distribuite ai singoli Municipi, ai quali spetta il prendersi carico della loro installazione, cura e manutenzione.

    Inoltre, a seguito di una delibera di Giunta adottata lo scorso novembre, gli esercenti di attività commerciali che porranno rastrelliere all’esterno dei locali non dovranno pagare la tassa di occupazione suolo pubblico.

    Queste le zone di Genova in cui verranno installate le rastrelliere.

    Municipio I, Centro Est
    – Caricamento Metrò
    – Sarzano – Facoltà di Architettura
    Piazza del Carmine
    – Via San Vincenzo – Liceo artistico P. Klee/Liceo scientifico Cassini
    – Piazza della Meridiana – Centro Storico
    – Piazza della Nunziata – Università
    – Piazza del Principe – Metrò FS.

    Municipio II, Centro Ovest
    – Di Negro Metro – Zona Mercato
    – Via Dino Col – Istituto Gastaldi
    – Matitone (Angolo Cantore via di Francia)
    – Via Pacinotti Stazione Fs e/o via Pondero sottopasso FS
    – Via di Francia: marciapiede stazione FS o marciapiede WTC
    – Centro Civico Buranello
    – Municipio
    – Largo Gozzano anche come dissuasore all’ingresso della piazza
    – Via Cantore – scuole Barbino
    – Via Degola – Giardini Jursè
    In subordine, nel caso non fosse possibile realizzare uno o più siti del primo elenco:
    – Via Ulanowski – liceo Fermi
    – Giardini Ravanello – Liceo Mazzini
    – Via Spataro – Ist. Gobetti
    – Via Rolando – ang. Via Storace
    – Piazza del Monastero
    – Piazza Montano.

    Municipio III, Bassa Val Bisagno
    – Piazza Raggi (in corrispondenza nuova stazione metro)
    – Piazza Romagnosi (o zone adiacenti)
    – Via Albero d’oro (presso ingresso Villa Imperiale, che ospita la biblioteca Lercari)
    – Piazza G. Ferraris (in prossimità ingresso scuole medie ed elementari)
    – Piazza Martinez (presso i giardini)
    – Piazza Terralba (presso i giardini adiacenti al mercato comunale)
    – Zona Stadio L. Ferraris (adiacente a scuole Firpo – Buonarroti, lato via Monnet)
    – Corso Sardegna (presso l’area dell’ex mercato, in attesa di trasformazione).

    Municipio IV, Media Val Bisagno
    – Piazza Suppini
    – Doria – Casa di riposo, Via Struppa
    – Nuova sede municipio – Piazza dell’Olmo 3
    – Piscina Sciorba – via Adamoli
    – Piazzale Bligny
    – Lungo Bisagno Dalmazia – altezza via Ponte Carrega
    – Via Piacenza – altezza Chiesa di San Gottardo
    – Piazza Giardini Cavagnaro
    – Via Piacenza altezza via Lodi
    – Piazzale Resasco.

    Municipio V, Valpolcevera
    – Piazzale Palli (ex Filea)
    – Stazione metrò Brin
    – N. 4 stazioni ferroviarie (Rivarolo, Bolzaneto, Pontedecimo, S. Quirico)
    – Villa Carrega (sede Municipio)
    – Area Piscina Pontedecimo
    – Biblioteca Cervetto (Castello Foltzer)
    – Area Raiola Pontedecimo
    – Giardini Morchio.

    Municipio VI, Medio Ponente
    – Via Aviatori e Pionieri d’Italia (Marina di Sestri P.)
    – Via Cibrario (Marina di Sestri P. adiacenze Azienda Piaggio)
    – Piazza Poch (adiacenze ingresso Villa Rossi)
    – Piazza Baracca
    – Piazza Di Vittorio
    – Via S. Alberto (inizio incrocio Via Merano)
    – Giardini Melis
    – Piazza E. Savio (adiacenze stazione ferroviaria Cornigliano)
    – Via San Giovanni d’Acri (adiacenze ingresso Villa Bombrini)
    – Area Campi

    Municipio VII, Ponente
    Pegli
    – Largo Calasetta
    – Molo Archetti
    – Piazza Rapisardi
    – Piazza Porticciolo
    Prà
    – Stazione di Prà
    – Via Fusianto (De Cristoforis)
    – Villa de Mari
    Voltri
    – Piazza Villa Giusti
    – Piazza Odicini
    – Piazza Caduti Partigiani Voltresi

    Municipio VIII, Medio Levante
    – Brignole Fs
    – Brigata Bisagno – Pisacane
    – Brigate Partigiane – Cecchi
    – Torino – Trebisonda
    – Rimassa – Cecchi
    – Italia – Piave
    – Italia – Campanella
    – Italia – Boccadasse
    – Palermo
    – Tommaseo – Crimea
    – Leopardi
    – Valletta Cambiaso
    – Merani
    – Da Novi
    – Vittoria
    – Benedetto XV – Gastaldi
    – Remondini

    Municipio IX, Levante
    – N. 4 rastrelliere in prossimità delle stazioni ferroviarie (Nervi, Quinto, Quarto, Sturla)
    – N. 2 rastrelliere in prossimità degli inglesi ai Parchi di Nervi
    – N.1 rastrelliera in zona Quinto /Bagnara
    – N.1 rastrelliera zona Sturla Mare
    – N.1 rastrelliera Borgo Vernazzola
    – N.1 rastrelliera zona Villa Gentile.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaAperto ogni fine settimana per consentire l’osservazione di stelle e pianeti, l’Osservatorio Astronomico del Righi è stato recentemente premiato in occasione del Stratoscript Compendium 2012, un concorso che si è svolto presso l’osservatorio di Marsiglia dal 20 al 23 dicembre e cui hanno partecipato analoghe strutture di altri nove Paesi del mondo.

    Il concorso è rivolto a quei Planetari che adottano il sistema LSS (Lhomeneau Sky System), ovvero un planetario digitale che permette di disporre di un sistema di proiezione moderno a costi ridotti, che unisce alla visione della volta celeste la rappresentazione di immagini, filmati e suoni gestiti da un unico computer e comandati da una tastiera appositamente realizzata o da un tablet.

    Attraverso questo sistema è stata realizzata l’animazione per bambini Il coyote e le stelle, curata da Marina Costa e illustrata da Salvatore Fontana, entrambi membri dello staff dell’Osservatorio Astronomico del Righi, in collaborazione con Comitato Antikythera e di Progetto Cassiopea per la didattica e la divulgazione della scienza.

    Ispirata a un racconto Navajo, l’animazione narra di un tempo in cui non vi erano stelle nel cielo e gli animali potevano parlare fra di loro e avevano ricevute l’incarico da parte del Grande Spirito di disegnare in cielo le loro figure con le stelle che avevano ricevuto in dono. Così si formarono le costellazioni del Nord America. I Navajo chiamano la Via Lattea la “pista del Coyote” riferendosi al disastro che il Coyote provocò mentre gli animali cercavano di creare le costellazioni utilizzando le stelle donate loro dal Grande Spirito, il quale, a seguito del comportamento del coyote, punì tutti gli animali privando loro del dono della parola. E ancora adesso il coyote ulula al cielo disperandosi per quello che ha combinato.

    L’animazione fa parte del programma Fiabe sotto le stelle. I Nativi del Nord America ed è possibile assistervi durante le aperture natalizie dell’Osservatorio.

  • Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    LibreriaQualche tempo fa su Era Superba vi parlavamo di come il web può essere uno strumento utile per valorizzare le piccole librerie di Genova. A seguito di questo articolo siamo venuti a conoscenza di un’altra iniziativa molto interessante sul nostro territorio: si tratta del progetto BEAT di Legambiente, acronimo di Books Environmental Activities in Town, curato da quattro giovani volontari dell’associazione.

    Di cosa si tratta? Una biblioteca con oltre 2.000 testi, nata con l’obiettivo di incrementare l’accessibilità dei cittadini ai libri e alla lettura su due fronti: da un lato la biblioteca “fissa”, allestita presso la sede regionale di Legambiente Liguria (via Caffa 3/5b) e una “Carovana dei libri” costituita da un carretto fatto con materiali di recupero e una bici che gira per la città in piazze, mercati, parchi e altri contesti urbani di condivisione comune, proponendo giochi, rappresentazioni teatrali e noleggio libri. Eventi che non riguardano solo la lettura, ma in senso più ampio l’informazione sulle tematiche ambientali e la cultura dell’ambiente.

    Tra ottobre e dicembre si sono svolte iniziative in vari quartieri della città, a breve sarà disponibile un calendario di eventi tra gennaio e marzo 2013. È invece sempre possibile accedere alla consultazione e al prestito dei libri presso la sede di Legambiente, aperta al pubblico nei giorni feriali (lunedì e venerdì ore 9-12; martedì, mercoledì e giovedì ore 15-18): si possono consultare fino a 6 testi contemporaneamente e prendere in prestito fino a 2 testi, per 30 giorni rinnovabili di altri 15. Analogamente, chiunque voglia donare libri o riviste per incrementare il catalogo ha la possibilità di farlo.

    L’accesso alla biblioteca è subordinato alla sottoscrizione della tessera e all’essere soci di Legambiente (è possibile iscriversi in loco).

    Il progetto è finanziato dall’Unione Europea, attraverso il programma Gioventù in Azione e curato dall’agenzia europea EACEA (Education, Audiovisual and Culture Agency Executive Agency).

    Marta Traverso

  • Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Concerto musica liveAlcuni mesi fa è stato indetto il bando Chefare a cura dell’Associazione Doppiozero: un concorso di idee per progetti culturali, scaduto lo scorso 2 novembre, che mette in palio 100.000 euro al vincitore.

    La valutazione e scelta della proposta più interessante avviene secondo tre fasi: una prima scrematura degli oltre 600 candidati da parte di un comitato tecnico, che porta alla selezione di 32 progetti; una votazione online per decretare i 5 finalisti; infine la scelta definitiva del progetto vincitore, che sarà proclamato il 29 gennaio 2013.

    La prima fase è già avvenuta e fra i 32 progetti arrivati in finale ve n’è uno solo genovese: si tratta dell’associazione culturale Forevergreen.fm, fondata circa un anno fa e nota in città perché da qualche tempo organizza il festival di musica elettronica Electropark presso la Sala Dogana di Palazzo Ducale.

    Come ci spiega Alessandro Mazzone, l’idea che ha spinto Forevergreen.fm a partecipare al bando va oltre il progetto più strettamente musicale: «Chefare rappresenta un “distacco” da quanto abbiamo fatto finora: è un progetto parallelo rispetto alle nostre attività correnti, che vuole portarci a fare il salto di qualità attraverso la costituzione di un’impresa sociale. Vogliamo creare una rete di professionisti dell’organizzazione di eventi culturali, attraverso una piattaforma dove il pubblico stesso può segnalare quale genere di evento vorrebbe e dove, così che artisti e addetti ai lavori si impegnino nel realizzare qualcosa che il pubblico stesso ha richiesto. Scopo della piattaforma è aiutare chi vuole organizzare eventi culturali complessi e articolati, mettendo in relazione gli artisti, chi gestisce le location, gli organizzatori e il pubblico stesso».

    La votazione online avviene sul sito che-fare.com entro il 13 gennaio 2013 e il progetto di Forevergreen.fm è il numero 18. L’associazione ha inoltre in programma di organizzare due incontri informativi per illustrare il progetto a chi vuole sostenerli con il proprio voto, uno a Genova e uno a Milano, che si terranno presumibilmente nelle prossime settimane.

    In aggiunta al bando, quali sono i progetti presenti e futuri dell’associazione? «Prima ancora della nascita dell’associazione, ci impegnavamo in modo informale in attività di spettacolo e promozione di artisti emergenti: in particolare il festival Forevergreen, di cui ci sono già state tre edizioni presso una cascina rurale in Lombardia, ed Electropark a Palazzo Ducale. Inoltre diamo molta importanza all’aspetto didattico: nei nostri eventi ci sono sempre workshop e momenti di formazione, ai quali teniamo molto. Al momento stiamo lavorando alla quarta edizione di Forevergreen Festival e alla terza edizione di Electropark, che si svolgerà tra aprile e ottobre 2013 in un’altra location e con un programma differente rispetto al passato, e che come lo scorso anno avrà un bando di concorso abbinato».

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    coro daneoVenerdì 7 dicembre 2012, presso l’Abbazia di San Bernardino (salita S. Bernardino, adiacente a piazza del Carmine), si terrà a partire dalle 20.30 una serata di beneficenza a sostegno dell’associazione Città Aperta.

    In programma un concerto del Coro Daneo diretto da Gianni Martini e un intervento di Don Andrea Gallo. Seguirà un piccolo rinfresco offerto dai coristi e dai soci di “Città Aperta”.

    L’Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta” è un’associazione di medici, infermieri e volontari che vuole rendere effettivo il diritto alla salute proprio di ogni essere umano, di qualunque provenienza geografica, religione e status sociale. In particolare, l’associazione fornisce assistenza medica di base agli immigrati “irregolari”, in collaborazione con gli ospedali cittadini, nell’ambito di una battaglia più ampia in difesa dei diritti della persona.

    La serata è a ingresso con offerta libera.

  • Sturla: residenze e box al posto dell’ex scuola Collodi

    Sturla: residenze e box al posto dell’ex scuola Collodi

    Una scuola abbandonata a se stessa per un quarto di secolo, giace sul fondo di una valletta nel quartiere di Sturla, in attesa di un intervento di riqualificazione in grado di recuperare un’area immersa nel verde, stretta tra diversi palazzi edificati a partire da metà degli anni ’50.
    Stiamo parlando dell’ex scuola elementare Collodi di via Marras civico n. 32, con accesso dall’omonima creuza, ma ben visibile da via Sibilla Mertens, oggi strada privata, un tempo antico ponte che collegava via Sturla (già denominata “Route Imperiale” Napoleonica nel 1820 circa) con quella che era una zona di aperta campagna caratterizzata dalla presenza di ville (tra le quali Villa Bernabò Brea che diede il nome al futuro quartiere), case signorili e terreni coltivati.

    LA STORIA

    Nel 1950-52, all’epoca del sindaco Gelasio Adamoli, il Comune di Genova decise di costruire, in questa porzione di territorio, un complesso di case popolari. Il nuovo quartiere INA-Casa Bernabò Brea sorse tra il 1950 e il ’53 – su progetto urbanistico di Luigi Carlo Daneri, citato quale scuola di architettura – in un contesto tranquillo, circondato da vialetti, creuze e spazi verdi che si mantenne tale fino a quando la successiva cementificazione, con il conseguente aumento di automobili circolanti, lo deturpò irrimediabilmente.
    Il 23/05/ 1956 l’amministrazione comunale allo scopo di dotare il nuovo quartiere di un edificio scolastico, come recita l’atto ufficiale, acquistò dal privato proprietario un terreno attiguo, quello dove attualmente si trova l’ex scuola Collodi.
    La scuola, luminosa e dotata di un bel giardino, ha svolto al meglio la sua funzione per circa una trentina d’anni, dai primi anni ’60 a metà anni ‘80, poi è stata dismessa e lasciata degradare senza una spiegazione plausibile.
    Purtroppo la nostra città è piena di ex aree industriali o produttive, rimaste buchi neri per decine e decine di anni, ma in questo caso si tratta di un edificio scolastico pubblico che ancora avrebbe potuto essere utilizzato a questo fine, vista anche la carenza di spazi in alcune scuole genovesi, oppure, al limite, adibito ad un’altra tipologia di servizi per il quartiere.
    In questo senso alcuni tentativi sono stati fatti ma senza successo. Il problema principale è rappresentato dalla critica mobilità della zona. La scuola, infatti, ha un accesso pedonale dalla creuza di via Marras mentre l’unico accesso carrabile è da viale Bernabò Brea.
    In seguito l’amministrazione, quale soluzione definitiva, decise di mettere in vendita il sito che fu acquisito prima da Spim, società per la promozione del patrimonio immobiliare partecipata al 100% dal Comune di Genova, poi da Tono Due (appartenente al 100% alla capogruppo Spim), con il compito di valorizzarlo.
    La proprietà viene messa all’asta il 29/06/2007: la base di partenza è 1 milione e 400 mila euro. Nel 2008 viene aggiudicata alla società Selfimm S.p.A. per 3 milioni e 650 mila euro.

    Plastico primo progetto; totale riempimento della valle

    IL PRIMO PROGETTO CONTESTATO DAI RESIDENTI

    La Selfimm nello stesso anno (2008) presenta un progetto che prevede la demolizione dell’ex scuola Collodi e la successiva ricostruzione di un edificio residenziale con 13 appartamenti collocati sopra a 76 box, cosiddetti interrati, distribuiti su tre piani.
    I proponenti partono dal presupposto che per costruire la scuola sia stata alterata la quota di livello. In altri termini, disconoscono la storica presenza di un avvallamento (confermato dalle fotografie d’epoca che mostriamo in queste pagine) delimitato da via Marras a nord e via Sibilla Mertens a sud.

    Nell’800 la zona era aperta campagna e nel fondovalle si coltivava la terra. Inoltre in carte napoleoniche è stata accertata la presenza di un rivo, il Rio Saietto (che diede il nome a tutti i vicoli di via alla Costa di Serretto), che scorreva attraverso i terreni e probabilmente, ancora oggi, si nasconde nelle viscere dell’avvallamento (anticamente chiamato “Fosse de Saietto”).
    Il progetto della Selfimm contempla il totale riempimento della valle, al fine di ripristinare la presunta quota di livello originaria. Una colata di cemento che sarebbe giunta all’altezza del ponte di via Sibilla Mertens, inglobando i box interrati, mentre al di sopra di essi avrebbero trovato spazio i nuovi appartamenti. Se l’intervento venisse portato a compimento, gli abitanti di via Marras e viale Bernabò Brea, si troverebbero di fronte un muraglione alto 25 metri.
    Per quanto riguarda il problema della viabilità, i proponenti ipotizzano un ingresso carrabile da via Mertens. Tra l’altro la licenza a costruire è subordinata al permesso di accesso che dovrebbe essere concesso dai privati. Parliamo di una via stretta e poco agevole che non potrebbe reggere l’urto del passaggio quotidiano di decine di automobili.
    E così la Selfimm per superare queste criticità acquista da Arte (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia) una porzione di terreno all’angolo tra via Sturla e viale Bernabò Brea (confinante con i civici n. 25 e 27 di quest’ultima) e progetta una rampa asfaltata dall’impatto devastante, una sorta di tunnel che dovrebbe passare sotto la creuza di via Marras per sbucare in una curva di via Sturla.

    Il Progetto è il numero 3602/2008 con permesso di costruire n. 792/2009 rilasciato dal Comune di Genova il 9/11/2009.
    I proponenti dunque ottengono tutte le autorizzazioni e, come recita il cartello ancora appeso all’ingresso della scuola, la data di inizio lavori è il 28 giugno 2010. Giusto il tempo di entrare nell’area di cantiere perché l’operazione, dopo pochi mesi, viene bloccata.
    Alcuni residenti, infatti, considerano l’intervento troppo invasivo e presentano ricorso al Tar della Liguria. Il Tribunale Amministrativo Regionale dà loro ragione con la sentenza numero 11704 del 31/12/2010. La licenza a costruire decade per effetto della decisione del Tar, il quale ha evidenziato alcuni vizi di forma che hanno accelerato la concessione dei permessi. Inoltre la sentenza del Tar ha annullato la Norma speciale (53) del PUC (Piano Urbanistico Comunale) vigente che recita «Area posta in fregio a via Marras: sull’area indicata con apposito perimetro nella cartografia del PUC., foglio n. 45, sono confermate le superfici, le destinazioni d’uso, il dimensionamento e la configurazione planivolumetrica della nuova costruzione di cui al progetto n. 3602/2008, così come approvato con il permesso di costruire n. 792/2009, che assume pertanto valore di disciplina urbanistica di riferimento». La predetta sentenza è stata impugnata dai proponenti ed attualmente il procedimento è pendente al Consiglio di Stato.

    IL NUOVO PROGETTO MENO INVASIVO

    Nelle more del procedimento la società Selfimm ha presentato un nuovo progetto. Una sorta di “piano B”, nel caso il controricorso al Consiglio di Stato non dovesse andare a buon fine.
    L’attuale progetto prevede la demolizione dell’ex edificio scolastico realizzato in pannelli prefabbricati che potrebbero contenere fibre d’amianto, di conseguenza le operazioni di smantellamento dovrebbero prevedere le opportune cautele – e la ricostruzione di un edificio residenziale a 5 piani con 4 appartamenti ciascuno (per un totale di 20) che si sviluppa, in parte, al di sopra di un’autorimessa interrata monopiano (per 20 box) che insiste su un sedime di maggiori dimensioni. L’intervento è conforme al Piano Casa ed in questa area è ammessa la sostituzione edilizia prevedente un aumento volumetrico del 35%.
    Quindi nuove residenze ma un numero limitato di posti auto e soprattutto un progetto che nel complesso appare ridimensionato e decisamente meno impattante, senza l’inquietante “riempimento” della valle. Tuttavia, l’altezza dell’edificio dovrebbe superare di circa due piani la quota del ponte di via Sibilla Mertens e permarrebbe il nodo della viabilità, comunque di difficile risoluzione.

    L’area interessata dalla trasformazione si trova al confine tra i municipi Medio-Levante e Levante. Per questo entrambi gli enti sono stati chiamati a fornire un parere, per altro non vincolante, in merito al nuovo progetto e agli oneri di urbanizzazione.
    «Una riqualificazione è necessaria – spiega Paola Borghini consigliere (Federazione della Sinistra) del Municipio Levante – Oggi questo luogo è completamente abbandonato a se stesso e non può essere lasciato in tali condizioni. Il precedente progetto, però, era troppo invasivo ed il Tar ha accolto il ricorso presentato da alcuni cittadini. Il nuovo intervento, invece, appare accettabile e probabilmente incontrerà minori contestazioni da parte dei residenti».
    Detto ciò, aggiunge Borghini «Ai fini di una maggiore tutela, sarebbe utile condizionare il parere favorevole dei municipi alla certezza che il primo progetto sia stato definitivamente accantonato da parte della società proponente, perché, in caso di accoglimento dell’appello proposto, il soggetto attuatore potrebbe riconsiderare la prima ipotesi progettuale».
    Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione che dovrebbero ricadere sul territorio, ancora non si conosce l’importo a disposizione e sono in campo due ipotesi: la realizzazione di alcuni orti urbani in una fascia verde oggi degradata e la sistemazione di un tratto stradale.
    Ma occorre non dimenticare, come sottolineano alcuni abitanti, che il primo progetto è ancora vivo, “congelato” in attesa della risoluzione del contenzioso legale. Dietro l’angolo, dunque, permane il rischio di una beffa, nel malaugurato caso il Consiglio di Stato dovesse ribaltare la sentenza del Tar e concedere il via libera all’intervento tanto contestato.

     

    Matteo Quadrone

  • Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    EuropaMercoledì 5 dicembre, a partire dalle 14.30, sarà possibile andare alla Facoltà di Architettura (Aula 0A) per informarsi su due progetti che riguardano da vicino i giovani che vogliono studiare o lavorare sul territorio dell’Unione Europea.

    Il primo è Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea che promuove l’educazione non formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Un progetto che sta prendendo corpo a Genova grazie al lavoro dell’associazione Yeast. In questa occasione ne parlerà Sara Pietrangeli, referente di Agenzia Nazionale Giovani.

    Il secondo è Europe on Track: nel corso di un mese 6 ragazzi toccheranno 36 città europee in treno per capire in che direzione sta andando il Vecchio Continente. Come possiamo sostenere il nostro presente e preservare il nostro futuro? Cosa si aspettano le giovani generazioni per l’Europa di domani? Green economy, incentivi per iniziative imprenditoriali giovanili, qual’è la vostra soluzione?
    I relatori saranno: Natalia Kondrat (AEGEE Udine), Héloïse Treis (AEGEE Fribourg), Benjamin Battke (AEGEE Aachen).

    Seguirà un piccolo rinfresco con specialità tipiche genovesi.

  • Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    La Convenzione No More! è un progetto per sensibilizzare le istituzioni sul tema della violenza sulle donne, affinché leggi ad hoc per contrastare atti di questo genere vengano inseriti fra le priorità dell’agenda politica nazionale e locale e chiede la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul, maggio 2011) sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica.

    A Genova sono presenti diversi centri che forniscono aiuto e sostegno alle donne in difficoltà, da quello in via Mascherona fino a quello inaugurato poche settimane fa presso il Laboratorio Sociale di Vico Papa.

    Allo scopo di sostenere questa iniziativa, l’autrice e conduttrice televisiva Serena Dandini sta portando in diversi teatri italiani lo spettacolo Ferite a morte, scritto in collaborazione con la ricercatrice del Cnr Maura Misiti. Lo spettacolo è stato scritto attingendo dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”: la storia di ciascuna di esse è raccontata in prima persona, con la voce narrante di note artiste, attrici e cantanti italiane.

    La tappa genovese di Ferite a morte si terrà domenica 9 dicembre (ore 21) al Teatro della Corte: l’ingresso è gratuito, ma per partecipare è necessario ritirare un apposito coupon presso la biglietteria del teatro.

  • Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    pupazziLa pubblicità “selvaggia” che vediamo in tv, sui giornali e nelle affissioni per strada, hanno trasmesso a bambini e famiglie l’idea di un rapporto usa e getta con i giocattoli: quando un peluche si rompe, ad esempio, si butta via e se ne compra uno nuovo.

    Arci Genova ha deciso di avviare un’iniziativa per trasmettere un messaggio differente: la Carovana dell’ospedale dei pupazzi è un atelier itinerante che tra novembre 2012 e maggio 2013 coinvolgerà tutti i Municipi, per un totale di 35 incontri dove verrà insegnato ai bambini (scuola primaria e primi anni delle elementari) a riparare i loro pupazzi e a vestirli con materiali di recupero.

    Questo il calendario completo (per info contattare niri@arcigenova.it tel. 393 4888510).

    – 1 dicembre: Circolo Arci Belleville (vico Calvi, Centro Est)
    – 9 dicembre: Circolo Arci Zenzero (via Torti, Bassa Val Bisagno)

    – 3 e 20 gennaio: Circolo Arci Merlino (via Galliani, Medio Ponente)
    – 12 gennaio: Circolo Arci 8 marzo (Giardini Rodari 12, Medio Ponente)
    – 26 gennaio e 10 febbraio: Circolo Arci Ciclistica (via Fillak, Centro Ovest)

    – 2 febbraio: Circolo Arci 7 novembre (viale dei Cipressi, Val Bisagno)
    – 24 febbraio: Circolo Arci Voltrese (via Cialdini, Ponente)

    – 2 marzo: Circolo Arci Il Guscio (via Gorizia, Medio Levante)
    – 10 marzo: Circolo Arci CIS (piazza Parri, Levante)
    – 24 marzo: Circolo Arci Futuro Primitivo (via De Bissone, Medio Ponente)

    – 13 aprile: Circolo Archi Barighini (Bassa Val Bisagno)
    – 21 aprile: Anpi Bolzaneto (via Boggiano, Valpolcevera)
    – 11 maggio: Circolo Arci 30 giugno (salita Angeli, Centro Ovest).

  • Via Venti Settembre pedonale, il progetto: al via i lavori nel 2013?

    Via Venti Settembre pedonale, il progetto: al via i lavori nel 2013?

    via venti settembre genovaIL PRECEDENTE

    NOVEMBRE 2011: il Comune di Genova (Direzione Mobilità) e la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova (Dipartimento di Scienze dell’Architettura) avevano indetto un concorso di idee per la pedonalizzazione di via Venti Settembre: il bando era rivolto a studenti, docenti e professionisti, che avevano la possibilità di presentare le loro idee entro il 9 marzo 2012.

    Scopo dell’iniziativa era porre le basi per realizzare un progetto fortemente voluto dalla Giunta Vincenzi: la prima ordinanza comunale che imponeva l’allestimento di una pista ciclabile in via Venti risale infatti all’aprile 2009,  e prevedeva lo stop al traffico auto nella parte di strada compresa fra il ponte Monumentale e piazza De Ferrari (dirottando i mezzi privati su via Dante – Galleria Colombo – via Macaggi).

    Risoltasi allora con un “nulla di fatto”, la questione è stata ripresa in concomitanza con Euroflora 2011: tutti noi ricordiamo la rambla, trentadue vasi spartitraffico fra piazza De Ferrari e via Fieschi, che nelle intenzioni dei promotori avrebbero dovuto essere il punto di partenza di una grande isola pedonale nel tratto fra via Venti e piazzale Kennedy (sede appunto di Euroflora). Un progetto che ha portato con sé non poche polemiche, sia prima sia dopo la sua realizzazione, ma che ha tuttavia mostrato ancora una volta l’intenzione di realizzare – prima o poi – una via XX aperta solo a pedoni, biciclette e mezzi pubblici.

    APRILE 2012: il concorso di idee viene vinto da un team di professionisti coordinato dallo studio genovese Obr (Open Building Research) e di cui fanno parte anche Margherita Del Grosso, Openfabric, Marco Manzitti, Buro Happold Limited, D’Appolonia Spa e Doro Dietz.

    Titolo del progetto è “Abitare la Città nella Città” e prevede un completo restyling della via, come si può anche vedere nella foto:
    – il rifacimento della pavimentazione e del sistema di illuminazione, che prevede anzitutto un allargamento dei marciapiedi per dare maggiore spazio ai pedoni;
    l’eliminazione del traffico privato nell’intera via (dunque da piazza della Vittoria fino a De Ferrari), a eccezione dei veicoli per il trasporto delle merci, con percorsi pedonali, una pista ciclabile e 6 nuove fermate degli autobus;
    – allestimento di palchi e strutture rialzate che potranno ospitare eventi culturali all’aperto;
    – 700 metri quadrati di nuove aree verdi, poste in concomitanza dei negozi (come una sorta di loro “estensione all’aperto”) e al tempo stesso in stretta relazione con i giardini circostanti: Acquasola, piazza Brignole, piazza della Vittoria, piazza Corvetto, Giardini Baltimora e Orti Sauli;
    – la totale copertura wi-fi;
    – installazioni che favoriscano una maggiore sostenibilità ambientale, tra cui riduzione delle emissioni di CO2, sistemi di drenaggio dell’acqua piovana e pannelli fotovoltaici presso le fermate degli autobus.

    IL PRESENTE

    NOVEMBRE 2012: sono passati ormai diversi mesi dall’assegnazione dei lavori. La pedonalizzazione di via XX Settembre è un progetto in via di realizzazione o è finito nel dimenticatoio? Lo scorso giugno, poco tempo dopo l’insediamento della nuova Giunta, il team vincitore del concorso ha incontrato il nuovo Assessore alla Mobilità e Traffico Anna Maria Dagnino per illustrare nuovamente le intenzioni.

    Con quali soldi verrà finanziato? La fattibilità economica dell’intero progetto è un tema su cui il team non ha molti dubbi: il Comune ha posto nel bando un limite di spesa di 1 milione di euro, al quale si aggiunge una “quota di imprevisti” che non eccederà del 5% sul totale. Una cifra non sufficiente a sostenere un lavoro di questa portata: scopo dei progettisti è dunque fare in modo che il progetto vada avanti senza gravare sulla spesa pubblica, ma individuando finanziamenti ad hoc continuativi nel tempo e mirati di volta in volta sulle singole fasi del lavoro.

    Il budget per il progetto era già stato stanziato in occasione del lancio del concorso di idee, come investimento programmato per il 2014: tuttavia, Obr spiega che si sta operando affinché i lavori possano iniziare già dal prossimo anno.

    Un progetto che si accompagna a una proposta molto simile, presentata recentemente dal gruppo Angeli col fango sulle magliette: lo scorso 4 novembre, a un anno dall’alluvione che ha provocato gravi danni a Marassi e nel centro città, c’è stata un’opera di pulizia delle aiuole che uniscono via Venti, via Brigata Liguria e via Fiume. In questa occasione, il gruppo ha chiesto al Municipio Centro Est – che ha già in previsione alcune opere di lavori edili sulle aiuole, per consentire ai volontari l’inserimento di nuove piante e fiori e la manutenzione ordinaria del verde – un concorso di idee per il restyling estetico delle aiuole, ancora in corso di definizione ma che potrebbe anch’esso partire nel 2013.

    Marta Traverso

  • Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Come ogni anno Mani Tese sarà presente nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia, nel corso del mese di dicembre, con l’iniziativa Molto più di un pacchetto regalo: un gruppo di volontari confezionerà pacchetti natalizi con gli oggetti acquistati in libreria e chiederà in cambio una piccola offerta che andrà in beneficenza ai progetti sostenuti dall’associazione.

    Mani Tese pertanto cerca volontari per la libreria Feltrinelli di Genova: è sufficiente fare anche solo un turno nel periodo tra l’1 ed il 24 dicembre. I turni sono suddivisi in due fasce: mattina (ore 10-15) e pomeriggio (ore 15-20), inclusi i fine settimana.

    Quest’anno il ricavato dell’iniziativa sosterrà la campagna “Dalla strada alla scuola” promuovendo l’istruzione dei ragazzi di strada, nelle periferie di alcune città della Cambogia, del Bangladesh, dell’India e del Brasile, offrendo loro l’opportunità di un riscatto sociale.

    Per aderire all’iniziativa contattare l’indirizzo mail Genova@manitese.it.

  • Vivere altrimenti: un documentario sulla società che cambia

    Vivere altrimenti: un documentario sulla società che cambia

    don santoroLe Piagge, Nomadelfia, Monte Sole, Romena, Casa al Dono, Il Pungiglione. Luoghi diversi, dislocati in varie parti del Nord e Centro Italia, ma con una caratteristica comune: sono comunità che scelgono di «percorrere strade per un mondo migliore», lontani dai ritmi e dalle logiche della società dei consumi.

    Alcune sono nate come luoghi di accoglienza per ex carcerati, tossicodipendenti e persone disagiate, altre come punto di riferimento spirituale. Oggi ospitano anche persone che scelgono di cambiare radicalmente il loro stile di vita e basare i loro valori sulla condivisione e su uno stile di vita rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. I metodi scelti dalle diverse comunità non sono uguali tra loro, ma in tutte è presente una grande attenzione all’accoglienza e alla relazione con gli altri, che si spinge fino alla gestione in comune del denaro e valorizzazione del lavoro, in quanto ciascuno si impegna per contribuire al mantenimento e allo sviluppo della comunità stessa.

    Luoghi che dall’esterno sono spesso percepiti come sette o emanazione di gruppi religiosi. Il giovane regista genovese Pietro Barabino ha scelto di visitarli per mostrare un “volto diverso” di queste comunità: la scorsa estate, complice una settimana di ferie, ha girato con un amico in alcuni di questi luoghi, approfittando della loro ospitalità e “ricambiando” con una serie di interviste video.

    Il risultato di questo viaggio è “Vivere altrimenti”, un documentario che Pietro ha arricchito inserendo a posteriori la storia di tre amici (interpretati da Pietro Pesce, Federico Piana, Paolo Nunziante) e la “benedizione” di Don Andrea Gallo.

    Scopo del documentario è, come ci racconta Pietro, «far sapere alla gente che questi luoghi sono aperti, che chiunque può andare a visitarli e incontrare le persone che li abitano». Il regista ci tiene a precisare che il progetto non ha intenti prettamente “politici” né religiosi: le interviste sono state montate prediligendo il filo conduttore di «persone che scelgono di cambiare, a fronte di ritmi di vita oggi insostenibili».

    È lo stesso Pietro a spiegare i suoi intenti: «L’ascolto di persone che scelgono di cambiare, a fronte di un modello di sviluppo insostenibile che si ripercuote sulla qualità della nostra vita, può anche essere da stimolo per mettersi in discussione e quindi invitare al cambiamento. “Vivere altrimenti” non vuole proporre soluzioni ideologiche o preconfezionate, ma evidenzia come – prima e piuttosto che rivoluzionare la politica e la società nelle sue sovrastrutture – sia indispensabile ridiscutere le nostre scelte e il nostro stesso stile di vita. Le persone intervistate, che hanno fatto scelte radicali e mettono in pratica questa utopia di un mondo migliore, possono essere stimolo per la ricerca di ognuno di noi».

    Queste le persone intervistate nel documentario.
    Don Andrea Gallo (Comunità di San Benedetto al Porto, Genova)
    Don Alessandro Santoro (Comunità di base delle Piagge, Firenze)
    Beniamino Vitale (Casa al Dono, Vallombrosa)
    Antonella Pelillo (Casa al Dono, Vallombrosa)
    Luca Daolio (Piccola Famiglia dell’Annunziata, Monte Sole – Marzabotto)
    Paolo Barabino (Piccola Famiglia dell’Annunziata, Monte Sole – Marzabotto)
    Don Luigi Verdi (Fraternità di Romena, Pratovecchio)
    Pietro di Nomadelfia (Comunità di Nomadelfia, Grosseto)
    Monica di Nomadelfia (Comunità di Nomadelfia, Grosseto)
    Sefora di Nomadelfia (Comunità di Nomadelfia, Grosseto)
    Mauro Cavicchioli (Il Pungiglione – Villaggio dell’Accoglienza, Mulazzo)
    Franco Di Nucci (Il Pungiglione – Villaggio dell’Accoglienza, Mulazzo)

    Qui potete vedere il documentario: l’opera è prodotta e distribuita sotto una licenza Creative Commons: l’intenzione del regista è permettere a chiunque di “far girare” il video, citando fonte e autore, in modo che il documentario abbia la massima diffusione possibile. Chi vuole saperne di più sul progetto e fosse interessato alle interviste integrali può scrivere direttamente al regista, all’indirizzo loescludo@quipo.it.

    Marta Traverso

  • Pechakucha Night Genova 2012: artisti e creativi a Sant’Agostino

    Pechakucha Night Genova 2012: artisti e creativi a Sant’Agostino

    Chiesa S.Agostino Venerdì 23 novembre a partire dalle 17.20, presso l’Ex Chiesa Sant’Agostino (accanto al Teatro della Tosse) si terrà PechaKucha Genova vol.#04, nuovo appuntamento con la maratona della creatività alla scoperta di progetti e idee made in Genova.

    Dopo le serate alla Claque, al Solidoc in piazza Matteotti e al Banano Tsunami al Porto Antico, nuovo momento di incontro tra artisti, designer, architetti, urbanisti, fotografi, videomaker, liberi pensatori, in collaborazione con il progetto europeo Creative Cities.

    Nel corso della serata verranno presentati undici progetti, ciascuno dei quali avrà a disposizione 6 minuti e 40 secondi per descrivere il proprio lavoro.

    Programma della serata.
    17:20 Progetti Impresa a cura di Creative Cities
    19:00 Aperitivo in city loop
    20:20 PechaKucha Night parte I
    21:15 Beer Break con Dj Set/Video Proiezioni
    22:00 PechaKucha Night parte II
    23:20 Musica e Video Proiezioni

    Questi i progetti che saranno presentati:
    – Repertorio primo – Oratura per figure | Giancarlo Contu + Laboratorio Defunto bib(h)icante
    – Manifesto del teatro fluttuante | Cri Eco + Filippo Vassallo
    Intrecci urbani – Yarn bombing a Genova | Chiara Pirrone + Sara Parodi || Ufficio Culturà e Città Comune di Genova
    Eticologiche | Luana Ciambellini + Silvia Dalla Dea
    – Tiny Game Design Tool| Federico Fasce || Urustar
    – Master of the midfield – All round you | Gianni Stevano
    – Cercasi Eva disperatamente | Alfonso Bonavita
    – Cuo(lo)ri | Valeria Caico + Marinella Pagano
    – Il ramo filosofico | Gianluca Marconi
    – Webradio Internazionale | Riccardo Rostirolla + Claudio Marchi || Bob Dreamer
    – Città del deserto | Luca Vigliero

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Zapatos Rojos a Genova: installazione contro la violenza sulle donne

    Zapatos Rojos a Genova: installazione contro la violenza sulle donne

    Zapatos rojos a MilanoAnche Genova si unisce a Zapatos rojos (in italiano: scarpe rosse), un progetto di installazione collettiva per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne ideato dall’artista messicana Elina Chauvet, che l’ha rappresentata per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez – nello stato del Chihuahua – e successivamente in altri stati del Messico e in Texas, per commemorare le donne che annualmente spariscono per mano delle Gang in quella città.

    In vista del 25 novembre, Giornata mondiale dedicata alla violenza sulle donne, anche Genova sarà “tappezzata” di scarpe rosse per un’iniziativa a cui tutti sono chiamati a partecipare.

    Leggiamo dalla pagina Facebook del Centro Antiviolenza Mascherona le istruzioni per chi desidera dare il proprio contributo. Le scarpe verranno raccolte per l’installazione, che verrà completata domenica 25 novembre a Palazzo Ducale. Per maggiori informazioni contattare il Centro al numero 010 2097622.

    Chi non possiede un paio di scarpe rosse può dipingerle utilizzando questi materiali:
    – pennello da 2 o 3 cm di larghezza;
    – smalto ad acqua, acrilico e inodore, oppure tempera acrilica (no tempera ad acqua, tipo quella che si usa a scuola: se piove il colore si scioglie), oppure bomboletta spray.

    Marta Traverso

    (nella foto, un’immagine dell’installazione realizzata la scorsa settimana a Milano)