Anno: 2012

  • Servizi e trasporti sanitari: la Consulta per l’Handicap scrive al Ministro della Salute

    Servizi e trasporti sanitari: la Consulta per l’Handicap scrive al Ministro della Salute

    SanitàUna lettera indirizzata al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, all’Assessore alla salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, a Direttore Generale e Direttore Sanitario dell’ASL 3 e al Difensore Civico. Questa l’iniziativa assunta dalla Consulta Regionale per l’Handicap con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione su due criticità che afflligono il sistema sanitario genovese, ovvero la dislocazione dei servizi pubblici sanitari sul territorio ed il trasporto sanitario tramite il servizio delle Pubbliche Assistenze.

    «La scrivente Consulta ha avuto dei colloqui con la Direzione Sanitaria dell’ASL 3 e il referente del distretto sanitario della Val Polcevera, Dott. Iozzia, in merito allo spostamento di servizi territoriali presso l’Ospedale Celesia (ormai da alcuni anni ex ospedale, ndr), trasferimento non condiviso dalla scrivente».

    Oggi a disposizione degli abitanti dei quartieri Certosa e Rivarolo ci sono alcuni ambulatori presso il punto Cup di via Canepari attualmente chiuso per i tre mesi estivi con inevitabili disagi, ma l’intenzione dell’Asl 3 è quella di chiuderlo definitivamente – ed altre strutture ambulatoriali pressoil Celesia, sottoposto a lavori di ristrutturazione per la realizzazione di un ulteriore nucleo di Rsa per 25 pazienti. Ma probabilmente, in prospettiva futura, è ipotizzabile che l’azienda sanitaria locale intenda sfruttare al meglio una struttura in buone condizioni, qual è quella dell’ex ospedale Celesia.

    «E’ assurdo che centinaia di utenti anziani e disabili debbano raggiungere tale struttura che non è servita da mezzi idonei ed è ubicata sule alture del quartiere – sottolinea la Consulta –  E’ impossibile accettare soluzioni che vanno contro una fascia di utenti molto compromessi sia per l’età sia per la disabilità, motoria, psichica, sensoriale, e che ha necessità di visite specialistiche, ritiro aghi per diabetici, CUP ecc».

    «Non vogliamo sottacere che la Regione con propria delibera ha stabilito chiusure di servizi sanitari in varie aree territoriali (Ospedali Gallino di Pontedecimo, Ospedale di Busalla, Ospedale di Sampierdarena, Ospedale Celesia, Ospedale di Recco, ecc.), ma finanziamenti per nuove aree sanitarie non ne esistono – scrive Giacomo Piombo, Consulta Regionale per l’Handicap – Dove vanno gli utenti?»

    L’altro aspetto discusso, ma senza nessuna soluzione «È quello del trasporto di persone gravemente compromesse attraverso le pubbliche assistenze –  denuncia Piombo – Da informazioni ricevute si chiedono anche 100 euro per il trasporto degli utenti in centri di riabilitazione, dializzati, visite specialistiche, ecc.».

    «Il voler colpire le persone che hanno subito dei traumi enormi che gli stessi servizi territoriali inviano in strutture riabilitative, anche fuori Genova, dove gli utenti non sono in grado di andare per le spese enormi a cui non riescono a far fronte, è mancanza di serietà da parte delle strutture sanitarie e delle istituzione pubbliche – sottolinea Piombo – Riteniamo vergognoso che persone gravemente colpite da varie patologie debbano subire ingiustizie di questa portata che conducono alla disperazione».

    «Nella speranza che siate coscienti della responsabilità che vi assumete, siamo certi che farete in modo di concedere a quanti sono in gravi condizioni di salute, servizi, strutture e trasporti che la nostra Repubblica garantisce nella Carta Costituzionale», conclude la Consulta Regionale per l’Handicap.

     

    Matteo Quadrone

  • Ridere d’agosto ma anche prima, comicità tra Villa Imperiale e l’Arena del Mare

    Ridere d’agosto ma anche prima, comicità tra Villa Imperiale e l’Arena del Mare

    Antonio CornacchioneAnche quest’anno il Teatro Garage oganizza “Ridere d’agosto ma anche prima“, un appuntamento ormai  fisso dell’estate genovese all’insegna della comicità e del divertimento.

    Gli spettacoli di questa ventiduesima edizione vanno in scena a Villa Imperiale nel quartiere di san Fruttuoso e all’Arena del Mare del Porto Antico di Genova. Ecco il programma completo:

    Venerdì 13 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Improsoap –  una rappresentazione a cura di Maniman Teatro con i canoni della soap opera interamente improvvisata creata e messa in scena sulla base dei suggerimenti del pubblico, che proporrà i nomi dei personaggi, il titolo, l’oggetto del contendere e fornirà persino alcune battute agli attori. Storie di intrighi, passioni, invidie e amori prendono vita sul palcoscenico in un avvicendarsi di divertenti colpi di scena che nessuno, neanche gli attori, potranno prevedere. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Sabato 14 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Cuore caldo ginocchia tremanti – Lo spettacolo è la terza coproduzione tra il teatro il Sipario Strappato di arenzano e il Teatro Fränkischer Theatersommer di Hollfeld (Germania) e mette in scena  le vicende e i personaggi che da sempre caratterizzano la commedia dell’Arte contestualizzata nella mondo di oggi, tra colpi discena e siparietti comici. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Martedì 17 luglio ore 21.30 Arena del Mare Porto Antico

    Tutto Shakespeare in 90 minuti, con Gaspare e Zuzzurro – Dopo il grande successo ottenuto a Londra, arriva per la prima volta in Italia lo spettacolo che ha divertito fino alle lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo. Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’ opera omnia del Bardo, 37 opere, in 90 minuti? Una geniale compagnia di attori/drammaturghi americani ci è riuscita, e così è nato questo spettacolo che ora finalmente debutterà nella versione italiana. In scena i due grandi attori Zuzzurro e Gaspare affiancati da Maurizio  Lombardi, che con ironia e il loro stile unico e divertente raccoglieranno la sfida e faranno rivivere tutte le opere del grande Shakespeare. Biglietto intero 16 euro, ridotto 13

    Venerdì 20 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Andy e Norman – La compagnia della Pozzanghera porta in scena il testo di Neil Simon: la commedia, attuale più che mai è riportata in Italia ai tempi odierni. Al centro di tutta la storia l’amicizia tra i due protagonisti e la loro diversità di carattere su cui si giocano i momenti più esilaranti dello spettacolo. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Sabato 21 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Notel Campanile – Hotel Campanile è un omaggio al geniale ed ironico autore italiano del ‘900 Achille Campanile, che con il suo umorismo surreale e i suoi giochi di parole è stato cronista e coscienza critica della vita e del costume della società italiana. Campanile gioca con le abitudini e le convenienze sociali ed esagera, creando situazioni comicamente assurde. Mette in evidenza il ritratto di un’Italia, l’Italietta infarcita di moralismo e buone maniere borghesi, che forse non esiste più, ma sicuramente ancora affollata di caratteri in cui ci riconosciamo. Gli attori, diversamente dall’allestimento classico di una commedia, sono impegnati in ruoli multipli con cambi continui di luogo, personaggio, scena e costume. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Mercoledì 25 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    C’era una volta – Come ogni anno lo Studio Associato Attori rinnova l’appuntamento con la fantasia. Questa volta si tratta di 5 fiabe cucite fra loro: la prima è una storia dei nostri tempi, protagonista un adolescente che decide di crescere e cancellare i recenti ricordi del suo mondo di giochi e fantasia. le altre sono riscritture di fiabe classiche Il gatto con gli stivali il cui protagonista ci accompagna come filo conduttore attraverso Hansel e Gretel, Jack e il fagiolo magico, La principessa sul pisello fino all’epilogo della sua storia alla quale alla fine approda passando attraverso le altre. Uno spettacolo per grandi e piccini che vede imnpegnato un cast di più di venti intepreti. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Giovedì 26 luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Bau de ville – La compagnia Opera dei Fantasmi porta in scena questo spettacolo in cui Tre personaggi d’altri tempi, piombati non si sa come ai giorni nostri, propongono l’ingenua ingegnosità di artisti ed imbonitori in un varietà che echeggia le atmosfere vaudevilliane degli anni ’10 del secolo scorso. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Domenica 29 luglio ore 21.30 Arena del Mare Porto Antico

    Silvio c’è? con Antonio Cornacchione – Quattro anni dopo il fortunato “Povero Silvio”, il comico, in tandem con il cantautore Carlo Fava, torna ad attingere alla figura di Berlusconi pretesto per raccontare fatti e misfatti dell’Italietta dei nostri tempi, fra gossip e politica.Biglietto intero 16 euro, ridotto 13

    Giovedì 2 agosto ore 21.30 Villa Imperiale

    Le donne di buon umore- Dopo il successo delle Intellettuali di Molière, il Palco Giochi torna a misurarsi con il teatro classico. Rappresentata per la prima volta a Roma nel 1758, questa commedia di cui Goldoni ha scritto una prima versione in veneziano che ha per titolo “Le Morbinose”, ha come protagonista le donne allegre, che sanno ridere e divertirsi, contagiando con la propria simpatia chi sta loro intorno. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Venerdì 3 agosto ore 21.30 Villa Imperiale

    Dimmi che mi ami Dopo i successi di “Super Boeing!” e “Aspetto e spero” AltraLuna torna con un nuovo e divertente spettacolo, in cui vengono affrontate le dinamiche della coppia, raccontate attraverso un mix di umorismo e riflessione. Il tutto accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo di Gabriele Serpe.  La commedia racconta di quattro persone, due coppie e una realtà comune: la crisi. Eppure a volte basterebbe così poco per andare d’accordo e continuare ad amarsi “come una volta”. In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati, dai telefonini a internet fino ai social network, l’uomo paradossalmente non comunica più. I protagonisti delle due storie rappresentate dimostrano cosa succede quando non si comunica o – peggio – quando si finge che vada tutto bene per evitare la crisi. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10

    Sabato 4 agosto luglio ore 21.30 Villa Imperiale

    Cicala & Friends –Come ogni anno la serata conclusiva è dedicata alla comicità contaminata con la magia. Il prestigiatore-cabarettista Carlo Cicala  invita sorpresa amici e colleghi comici e fantasisti per intrattenere il pubblico in un happening di illusione e divertimento per grandi e piccini! Biglietto intero 13 euro, ridotto 10


  • Alemante festival, al via la decima edizione nella fascia di rispetto di Prà

    Alemante festival, al via la decima edizione nella fascia di rispetto di Prà

    Ale e FranzAnche quest’anno la Fascia di Rispetto di Genova Prà ospita Alemante festival, spettacolo a scopo benefico di cabaret, musica e solidarietà giunto alla decima edizione.

    Come ogni anno l’evento è a ingresso gratuito con oblazione volontaria e l’intero ricavato viene utilizzato per realizzare un “locale dedicato per la stimolazione pluri-sensoriale “ per la riabilitazione di bambini con grave disabilità cognitiva, sensoriale e motoria, secondo il concetto “Snoezelen”, presso l’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Istituto G. Gaslini.

    Quest’anno il programma del festival è molto ricco e ospita alcuni tra i cabarettisti più noti a livello genovese e nazionale grazie alle apparizioni in programmi di successo come Zelig e Colorado: I Soggetti Smarriti, Andrea Di Marco, Daniele Ronchetti da Colorado, Andrea Bottesini, Daniele Raco, Antonio Ornano, Enzo Paci, Davide Mancini, Michelangelo Pulci, Didi Mazzilli, Alessandro Bergallo, Giorgio Verduci, Mauro Casciari, Andrea Carlini.

    Supeospite della serata il famosissimo duo comico Ale e Franz.

    E’ inoltre in programma la musica dal vivo con le esibizioni di Emanuele Dabbono e i Terrarossa, e il chitarrista blues Daniele Franchi. presentano la serata Max Novaresi e Elizabeth Kinnear.

    Non mancherà nemmeno la parte gastronomica: sarà infatti possibile degustare le rinomate focaccette di crevari e le piadine offerte dalla C.C.R.T. di Tagliolo Monferrato (AL)

  • Donne senza confini: bando di concorso fotografico

    Donne senza confini: bando di concorso fotografico

    La delegazione Ligure di Unwomen Italia bandisce un concorso fotografico per comunicare, attraverso uno
    scatto, la storia di donne senza confini, siano essi intesi come geografici, fisici, mentali, all’interno di una o più realtà culturali.

    La partecipazione al concorso è aperta ad appassionati di fotografia maggiorenni e residenti in Liguria. Si dovranno inviare fino a tre immagini inedite, in bianco e nero o a colori, in tecnica tradizionale (analogica) o digitale.

    Le immagini, unitamente al modulo di iscrizione (scaricabile dal sito di Unwomen) e a una fotocopia del documento d’identità dovranno essere inviate entro il 12 dicembre 2012 all’indirizzo
    Comitato Nazionale UN WOMEN Onlus, Via Uffreduzzi, 6 – 10134 – Torino.

    La giuria del concorso sarà presieduta dal fotografo professionista Giorgio Bergami. Membri della giuria sono Frederick Clarke e Rino Guerriero.

    I premi sono così stabiliti:
    – Primo Premio: un corso di fotografia
    – Secondo Premio: una macchina Lomography analogica
    – Terzo Premio: un fotolibro corredato da una selezione delle immagini presentate e dalle relative didascalie.

    I vincitori dei premi saranno resi noti a marzo 2013 mezzo pubblicazione di avviso sul sito www.unwomen.it

    La Delegazione ligure di UN WOMEN Italia si riserva di esporre una selezione (ad opera della giuria) delle immagini pervenute in diverse aree espositive presenti sul territorio ligure.

    [foto di Diego Arbore]

  • Gas, Gruppo di Acquisto Solare: risultati e prospettive del progetto

    Gas, Gruppo di Acquisto Solare: risultati e prospettive del progetto

    Il Gas, acronimo che sta a significare Gruppo di Acquisto Solare, nato a Genova nell’autunno del 2011 grazie ad un’intesa tra il Comune di Genova e Legambiente, ha l’obiettivo di promuovere ed agevolare l’accesso al mercato solare da parte delle famiglie ma anche delle piccole aziende.

    Un meccanismo virtuoso che si colloca nell’ambito delle azioni da attivare in applicazione del Patto dei Sindaci in tema di energie rinnovabili e risparmio energetico (Genova ha aderito nel 2009) ed è riconosciuto all’interno del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile – Sustainable Energy Action Plan, SEAP – del Comune di Genova (approvato nell’agosto 2010) che si è posto come obiettivo una riduzione complessiva del 23% delle emissioni di CO2 entro il 2020, come strumento innovativo e democratico per facilitare non solo l’installazione di impianti fotovoltaici e solari domestici, ma anche per aumentare la socialità e la partecipazione dei cittadini, fornendo al tempo stesso maggiori conoscenze culturali e tecniche nel settore delle energie rinnovabili.
    «Una svolta importante decisa dall’ex amministrazione guidata da Marta Vincenzi – sottolinea Franco Montagnani di Legambiente – Questa, infatti, è stata l’occasione propizia per realizzare un censimento sul consumo energetico del Comune e delle sue numerose proprietà».
    Il progetto è semplice: l’amministrazione comunale fornisce ai cittadini tutte le informazioni riguardanti l’elaborazione di dati, documenti e calcoli necessari per la corretta valutazione delle offerte relative al solare fotovoltaico presenti sul mercato e sulle formalità burocratiche da assolvere per la realizzazione di un impianto. Inoltre, indica loro le possibilità di contributi e finanziamenti offerti da banche ed enti. A disposizione dei genovesi, oltre ai siti internet del Comune di Genova e Legambiente Liguria, ci sono lo Sportello Gas Genova nella sede di Legambiente in via Caffa 3/5b ed il LabTer Green Point a Palazzo Verde presso i Magazzini dell’Abbondanza nell’area del Porto Antico.
    La parte tecnica di gestione del Gas è affidata a Legambiente Liguria, associazione forte dell’esperienza già acquisita in progetti analoghi di Gruppi di Acquisto Solari realizzati in Italia negli ultimi anni, il primo avviato grazie a Legambiente Padova. Finora 3000 famiglie/aziende in tutta Italia hanno aderito ai gruppi di acquisto solare.

    «Il fotovoltaico è l’unico settore che è in crescita e negli ultimi due anni, a livello globale, il consumo di energia solare è raddoppiato – spiega Montagnani – Ed anche in Italia si è affermato, sicuramente grazie agli incentivi. Ora però le cose cambieranno leggermente con il quinto Conto energia (per promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la creazione di energia, il 19 Settembre 2005 è entrata in vigore anche in Italia la possibilità di usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici che verranno erogati in “conto energia”, ovvero rivendendo tutta l’energia elettrica prodotta direttamente al GSE-Gestore dei servizi elettrici ad una tariffa incentivante, ndr) che dovrebbe uscire ad ottobre 2012. Il nuovo Conto energia non sarà più basato sulla produzione bensì sul consumo. La scelta di incentivare l’autoconsumo è giusta. Comunque investire nel fotovoltaico conviene sempre perchè, se da un lato calano gli incentivi, dall’altro diminuisce il costo dei materiali».

    Ma perché installare un pannello solare oggi? «Oltre a essere un valido aiuto contro l’effetto serra, i pannelli solari sono un investimento tra i più redditizi – spiega Legambiente – possono azzerare le nostre bollette elettriche domestiche e ridurre fortemente quelle termiche, grazie agli incentivi statali, tra i più generosi del mondo». E qual è la funzione di un gruppo d’acquisto solare? «Acquistare un impianto solare termico o fotovoltaico non è facile come comprare un chilo di patate – continua Legambiente – esistono centinaia di marche sul mercato, decine e decine di imprese, molte tecnologie diverse tra loro».
    Il Gas raggruppa le famiglie interessate ad installare un impianto solare termico o fotovoltaico e grazie all’esperienza di Legambiente e alla consulenza di Azzero CO2 – una società di consulenza energetico-ambientale – offre alle aziende del territorio la possibilità di presentare un’offerta per prodotto e servizio chiavi in mano sulla base di rigide regole e richieste tecniche scrupolose.
    I vantaggi sono evidenti: abbattimento dei costi intorno al 10/15%; scrematura dei preventivi; migliori garanzie del prodotto; convenzioni con istituti assicurativi e bancari; manutenzione e pratiche amministrative comprese. «In alcuni preventivi di famiglie genovesi i ricavi oscillano tra il 15 ed il 25 % e sono garantiti per 20 anni, come prevede il Conto energia – aggiunge Montagnani – Il tempo di rientro del capitale è stimato dai 5 agli 8 anni. In determinati casi questo investimento può diventare una vera e propria fonte di guadagno».

    A che punto siamo attualmente?
    «Oggi sono 54 gli aderenti al Gas, ovvero coloro i quali hanno manifestato un interesse verso il progetto – racconta Franco Montagnani nell’incontro pubblico svoltosi martedì 26 giugno, grazie alla collaborazione tra Legambiente ed Arci San Nicola, presso i locali della sezione del Pd di Castelletto – Molti sono in fase “dormiente” e per vari motivi devono ancora decidere se attivarsi». Sono invece 27 i soggetti che hanno sottoscritto il contratto con l’azienda installatrice scelta tramite gara dal Gas, 21 nel Comune di Genova, 6 fuori dai confini comunali.
    Il progetto si è sviluppato attraverso l’organizzazione di assemblee pubbliche nei vari quartieri con l’appoggio dei Municipi. La prima riunione si è svolta in Media Valbisagno il 25 ottobre 2011, seguita da un’altra quindicina di incontri.
    «Il nostro intento è stato quello di recarsi nei territori dove è più diffusa la presenza di case piccoli mono o bifamiliari – racconta Montagnani – Nella fase iniziale non ci siamo rivolti ai condomini perché in questo caso esiste un problema legato alla difficoltà di coniugare gli interessi dei diversi proprietari. Gli impianti fotovoltaici dovrebbero essere installati sul terrazzo che spesso è proprietà di tutti gli inquilini e non è divisibile, quindi occorre una condivisione d’intenti. Sempre più persone che abitano in un condominio ci chiedono informazioni in merito al fotovoltaico ed il prossimo passo sarà cercare di coinvolgere anche loro».

    I numeri raggiunti finora, 54 aderenti di cui 27 hanno già sottoscritto il contratto, sono piccoli ma decisamente significativi. Genova e la Liguria, infatti, sono maglia nera nel campo delle rinnovabili ed il Gas rappresenta un primo grande successo.
    «Il valore aggiunto di questa iniziativa è essere riusciti a riunire le conoscenze dei diversi cittadini, attraverso la condivisione delle informazioni – spiega Montagnani – I Gas sono utili perché permettono di acquistare impianti di qualità a migliori condizioni rispetto al singolo acquirente».
    Stiamo parlando soprattutto di fotovoltaico piuttosto che di solare termico (per la produzione di acqua calda). Il solare termico presenta più difficoltà dal punto di vista della compatibilità paesaggistica (il 60% del territorio comunale è tutelato). Mentre gli impianti fotovoltaici, grazie all’innovazione tecnologica, hanno ottenuto buoni risultati, rendendo possibile la realizzazione di modelli di integrazione architettonica: pannelli che sostituiscono completamente il tetto e non presentano problemi dal punto di vista paesaggistico.

    A Genova i Municipi interessati sono Val Polcevera, Media Val Bisagno, Levante e Ponente, in particolare le zone rurali ad esempio San Martino di Struppa, Crevari, Apparizione, Murta, per citarne alcune. Mentre sono in via di attivazione altri Gruppi di Acquisto Solare nei comuni di Lavagna, Neirone ed Arenzano.

    «Nel marzo 2012 abbiamo scelto la ditta installatrice – racconta Montagnani – tramite un capitolato di gara con condizioni ristrette, non solo commerciali e tecnologiche, ma anche ambientali (ad esempio pannelli a km zero). Successivamente i cittadini si sono attivati per ottenere al più presto i sopralluoghi. Tutte operazioni totalmente gratuite per i cittadini».
    Dopo i sopralluoghi, l’azienda ha emesso i preventivi rispettando determinati requisiti di trasparenza, fornendo ipotesi di finanziamento e progressivo rientro dalla spesa. «Solo con l’unione promossa dal Gas si ottengono condizioni così favorevoli», precisa Montanani. Una volta visionato il preventivo l’utente ha la possibilità di riflettere sulla bontà dell’investimento. Il passo successivo è quello ufficiale con la firma del contratto ed il pagamento di un anticipo.
    «Adesso, in collaborazione con l’Ufficio Tutela del Paesaggio del Comune, dovremo affrontare le pratiche burocratiche per ottenere le autorizzazioni», continua Montagnani.
    Nel febbraio 2012 un protocollo d’intesa firmato dalla Soprintendenza della Liguria e dalla Regione Liguria ha definito le regole per l’installazione degli impianti fotovoltaici. «Sono state inserite delle deroghe che in alcuni casi consentono di non dover presentare la richiesta di autorizzazione paesaggistica – spiega Montagnani – Per gli impianti fotovoltaici spesso è sufficiente la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). I principali criteri da seguire riguardano l’installazione degli impianti e la loro inclinazione. In particolare, i pannelli devono seguire l’inclinazione della falda del tetto».

    «A breve, verso la fine della settimana prossima, presenteremo i progetti per ottenere le autorizzazioni – conclude Montagnani – Speriamo, nel corso dell’estate, di portare a termine l’installazione di tutti i 27 impianti. Noi vogliamo aumentare il numero di aderenti ma bisogna anche considerare che l’attuale Gas, ad un certo punto, potrebbe aver terminato il suo compito e lasciare spazio alla nascita di un nuovo Gruppo di Acquisto Solare. È questo lo spirito del progetto. Tra l’altro, con il nuovo Conto energia, cambierà lo scenario e quindi anche le condizioni per l’azienda installatrice».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Centro Est, Municipio aperto: ascolto e dialogo con i cittadini

    Centro Est, Municipio aperto: ascolto e dialogo con i cittadini

    GenovaAscolto e dialogo come fondamenti della partecipazione. A partire da questo presupposto fondamentale di buona politica, il Municipio I Centro Est apre le porte alla cittadinanza.

    Fabio Grubesich e Maria Carla Italia, rispettivamente assessore alle manutenzioni e alle questioni sociali, dedicheranno una mattina alla settimana all’incontro con gli abitanti del territorio – singoli o in forma associata – che desiderano portare temi e problemi all’attenzione dell’amministrazione. Paola Ravera, assessore alla cultura, incontrerà i cittadini un pomeriggio e su appuntamento con una programmazione settimanale.

    L’ascolto, presso la sede del Municipio I, in via Polleri, 11, avrà il seguente orario:
    Fabio Grubesich: lunedì mattina, dalle 9.00 alle 12.00 (da lunedì 2 luglio)
    Maria Carla Italia: giovedì mattina, dalle 9.00 alle 12.00 (da giovedì 5 luglio)
    Paola Ravera: martedì pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00 (da martedì 17 luglio) e su appuntamento.

    «Vogliamo sviluppare una cultura dell’ascolto e del coinvolgimento per costruire conoscenza e fiducia reciproche tra gli interlocutori – spiega Maria Carla Italia – Per questo promuoviamo un metodo di lavoro fondato sulla consuetudine alla relazione, per costruire relazioni stabili e continue, le sole in grado di condurre con successo a processi decisionali partecipati».

    «È un impegno difficile ma certamente gratificante dal punto di vista dei rapporti umani – aggiunge Fabio Grubesich – Essere riferimento e collante tra territorio ed istituzioni, aiutare le persone ad individuare i corretti percorsi per dialogare con le istituzioni competenti, questi alcuni dei compiti che facciamo nostri con la collaborazione di tutti coloro che operano nel nostro Municipio».

    «L’esperienza maturata in questi anni a servizio del Municipio mi ha consentito di sviluppare metodologie di organizzazione di eventi culturali grazie al supporto degli uffici del Municipio e la collaborazione con associazioni e comitati che operano per lo sviluppo culturale dei vari quartieri – afferma Paola Ravera – Ciò ha rafforzato in me la convinzione che i risultati ottenuti con eventi e azioni concrete sul territorio riscontrano il favore e la soddisfazione dei cittadini».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Andrea Sessarego: intervista al fotografo genovese

    Andrea Sessarego: intervista al fotografo genovese

    Andrea SessaregoClasse 1981, Andrea Sessarego è fotografo molto attivo sul territorio genovese e collabora da alcuni anni con uno dei fiori all’occhiello della città, il Festival della Scienza. La sua ultima mostra è stata in occasione del progetto Adotta un artista.

    Come e quando è cominciato il tuo interesse per la fotografia?

    Tutto è cominciato per caso circa otto anni fa quando ho deciso di acquistare una fotocamera digitale prima di partire per un viaggio in Russia. La fotografia mi ha sempre affascinato per il suo enorme ed immediato potere comunicativo, ma prima di allora non avevo mai provato a comunicare con un’ immagine, come se fosse un linguaggio che capivo ma che non sapevo parlare.

    Avere quindi uno strumento che mi permettesse di fissare un istante, una forma come lo percepiva la mia mente mi ha dato la possibilità di dare sfogo ad una mia capacità espressiva inaspettata. Questa scoperta ha dato il via ad un percorso di formazione personale, in un primo momento da autodidatta poi frequentando corsi e workshop per acquisire le diverse competenze tecniche e per allenare ed educare i propri occhi alla composizione di immagini.

    Hai iniziato subito con questa tecnica o sei passato prima attraverso altre forme?

    Mi sono avvicinato a questo mondo nel momento in cui il passaggio dall’analogico al digitale si stava affermando a grande velocità, quindi il mio primo contatto con la fotografia è avvenuto nel mondo dei pixel e delle schede di memoria. L’utilizzo di vecchie macchine fotografiche analogiche per realizzare le mie opere è recente.

    Ho comprato una vecchia macchina bi – ottica Russa degli anni ‘60 in un mercatino delle pulci a Varsavia due anni fa e dopo aver seguito un workshop di fotografia analogica ho iniziato ad esplorare questo nuovo aspetto della fotografia. Quindi, a oggi, a una reflex digitale affianco l’utilizzo di alcune macchine vintage degli anni ’60 – ’70 e diverse fotocamere polaroid e, perché no, uno smartphone.

    Ci descrivi il tuo approccio nel realizzare un’opera? Dove arriva l’ispirazione, quanto tempo ti richiede, quali tecniche usi, ecc.

    L’approccio varia molto a seconda degli strumenti utilizzati e del soggetto che si vuole fotografare. A volte riesco a cogliere l’attimo perfetto con una reflex digitale, altre volte impiego molto tempo nella scelta dell’ inquadratura e dell’esposizione utilizzando le mie macchine analogiche. Spesso mi capita di avere questa necessità per instaurare una sorta di relazione col soggetto o con l’ambiente in cui mi trovo a fotografare. A volte, quindi, necessito anche di più sessioni in giorni differenti prima di essere soddisfatto dei miei scatti.

    Posso quindi dividere i mie lavori in scatti che chiamerei impulsivi e scatti riflessivi, che sono poi rappresentativi delle due tipologie di fotografia che preferisco, il reportage e le foto di architettura.

    La tecnica che sto sperimentando ultimamente si basa sull’esporre lo stesso fotogramma per due volte,sovrapponendo così nella stessa immagine più soggetti o forme. Amo molto questa tecnica perché è totalmente imprevedibile e riserva sempre delle sorprese una volta sviluppata la pellicola.
    L’ ispirazione arriva continuamente, ed è per questo che ho quasi sempre una fotocamera con me, sono molto attratto dalle forme geometriche e dalle texture, quindi molto spesso mi capita di “vedere” in anticipo i mie scatti semplicemente osservando un edificio, delle ombre o dei riflessi.
    Mi capita, quindi, di “scattare con la mente” , di vedere il soggetto in bianco e nero già imprigionato in un rettangolo di carta fotografica o dentro ad una cornice di una Polaroid oppure visualizzato sullo schermo di un PC.

    Quali sono i luoghi di Genova che maggiormente ti ispirano? Dove ha già esposto e dove ti piacerebbe esporre in futuro?

    Credo che Genova abbia un forte potere ispiratore, è una città ricca di contrasti luminosi, architettonici e culturali. Il centro storico è un luogo perfetto per giocare con la luce o per andare alla ricerca di istanti e situazioni particolari. La periferia con i suoi ex stabilimenti industriali, gli edifici popolari e i viadotti autostradali è ricca di forme e linee da racchiudere in uno scatto.

    Ho esposto alcuni miei progetti fotografici in locali e circoli genovesi, la mia ultima mostra, un reportage sugli abitanti dei quarteri storici di Pechino, risale a quest’autunno.

    Credo che il nuovo spazio Sala Dogana, creato a Palazzo Ducale, sia una interessante opportunità che viene data ai giovani artisti per mostrare i propri lavori. Spero di riuscire a produrre nei prossimi mesi un progetto fotografico che possa essere selezionato ed esposto in questi spazi.

    Da genovese, cosa pensi del modo in cui la nostra città vive l’arte?

    Credo che Genova pur essendo permeata dall’ arte la viva in maniera timida ed intimista in un mondo limitato al collezionismo, fatto di piccole gallerie da andare a scovare nel centro storico.

    Detto questo in questo momento mi sembra di cogliere un insolito fermento nel mondo dell’arte cittadina dato dalla la nascita di alcune realtà interessanti all’interno del quartiere della Maddalena, da un tentativo di rilancio del Museo di Arte Contemporanea e dal tentativo di dare voce attraverso diverse azioni agli operatori del mondo dell’industria creativa.

    Sei stato uno degli artisti selezionati per la mostra itinerante alle botteghe della Maddalena. Credi che arte e cultura possano contribuire al rilancio di questo quartiere?

    Credo fortemente nel rilancio di questa zona di Genova e penso che questo quartiere possa cambiare volto non solo ospitando temporaneamente eventi artistici e culturali ma possa diventare un catalizzatore della creatività cittadina, un luogo dove gli artisti trovano uno spazio permanente per esprimersi, trarre ispirazione ed entrare in comunicazione tra loro e con altre realtà.

    Tra le tue attività c’è il Festival della Scienza, una delle eccellenze genovesi in ambito culturale. A tuo parere arte e scienza sono due discipline amalgamabili? Si può parlare di “creatività nella scienza”?

    Collaboro con l’ Associazione Festival della Scienza da diversi anni occupandomi della selezione e formazione degli animatori scientifici, della organizzazione dell’evento e nella ideazione e realizzazione di laboratori didattici.

    Credo che le parole arte e scienza possano essere declinate entrambe sotto un’unica parola: immaginazione. Immaginare è un’azione fondamentale sia per uno scienziato che per un artista, credo sia alla base del processo creativo che poi porta alla realizzazione di opere artistiche e nuove scoperte.

    Arte e Scienza sono quindi due campi che essendo guidati dalla curiosità e dall’immaginazione si trovano ad essere molto vicini tra loro. Per questo motivo trovo che l’arte sia un ottimo linguaggio da utilizzare per comunicare la scienza e che molte volte alcuni fenomeni scientifici siano una forma d’arte.

    Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

    Sicuramente credo di dover dedicare ancora tempo alla mia formazione, come dicevo spero di riuscire a dare visibilità ad alcuni miei progetti o entrando in contatto con alcune gallerie d’arte o avendo la possibilità di utilizzare gli spazi di Sala Dogana. Vorrei fare avvicinare il più possibile i due mondi in cui opero quello della divulgazione scientifica e quello della fotografia.

    Marta Traverso

  • Escursione guidata ai frantoi, camminata suggestiva sulle alture di Moneglia

    Escursione guidata ai frantoi, camminata suggestiva sulle alture di Moneglia

    OlivetoUn percorso guidato a tema alla scoperta della storia della produzione olearia dei frantoi liguri: questa l’evento che si tiene sabato 30 giugno a Moneglia nell’ambito dell’iniziativa di “Sapori e profumi di Liguria” organizzata dal Consorzio Olivicoltori del Facciù con il patrocinio e il contributo della Camera di Commercio di Genova.

    La partenza dell’escursione è fissata  per le ore 10 davanti al Palazzo Comunale di Moneglia: in programma una passeggiata suggestiva nel verde tra olivi e terrazzamenti con vista sul golfo fino alla località Facciù, dove è possibile visitare il frantoio moderno gestito dal Consorzio Olivicoltori “Du Facciù” e un altro frantoio, più antico, che fino a poco tempo fa operava con il sistema tradizionale di molitura e frangitura, attualmente utilizzato come cantina da un gruppo di privati che ha messo a disposizione il locale per la visita guidata.

    L’itinerario è un’occasione per scoprire non soltanto le caratteristiche del territorio di Moneglia ma anche le qualità e le modalità di produzione dell’olio, definito da tutti “l’oro liquido del Mediterraneo”.

    Un percorso nella storia e nelle tradizioni perche fin dal Medioevo il territorio di Moneglia è caratterizzato da una buona produzione di olio d’oliva, che a partire dall’Ottocento era stato insignito di diversi premi proprio per le sue qualità apprezzate nel tempo.

    Un volta giunti al frantoio si possono degustare anlcuni prodotti tipici come  miele e vino saranno.

    L’escursione è aperta a tutti, anche ai bambini; occorre indossare scarpe adatte a camminare sui sentieri e il percforso dura circa  due ore e mezza (circa un’ora di cammino effettivo).

    Un minibus con nove posti a sedere è a disposizione per chi ha difficoltà a raggiungere il frantoio a piedi.
    L’escursione e la degustazione sono gratuite ma è obbligatoria l’iscrizione entro le ore 12 del 29 giugno.

    Per informazioni e prenotazioni: Proloco 0185/490576; email: info@prolocomoneglia.it

  • Manifesto d’artista Macchia Blues: bando di concorso per grafici

    Manifesto d’artista Macchia Blues: bando di concorso per grafici

    L’Associazione Culturale Macchia Blues ha indetto un bando di concorso per l’omonimo Festival che si terrà nelle prime due settimane di settembre.

    Manifesto d’artista Macchia Blues 2012 è rivolto ad artisti e grafici di qualunque età per creare l’opera che diventerà immagine coordinata dell’evento, quindi inserita nell’intera campagna di promozione del Macchia Blues 2012. La tecnica è libera, si possono dunque proporre opere di pittura, scultura, grafica, illustrazione, fotografia e così via.

    Il tema dell’opera dovrà essere in linea con la caratterizzazione Blues del festival e legato al focus dell’edizione in corso, ovvero Infanzia.

    La partecipazione al concorso è gratuita.

    Gli artisti dovranno inviare entro il 15 luglio 2012 all’indirizzo macchiablues@virgilio.it il modulo di iscrizione e l’immagine dell’opera.

    Il risultato del concorso sarà pubblicato sul sito macchiablues.blogspot.it, con indicazione dell’opera vincitrice e del suo ideatore.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Oltre il giardino: l’impatto e gli effetti sul paesaggio circostante

    Oltre il giardino: l’impatto e gli effetti sul paesaggio circostante

    Qualsiasi giardino, anche il più semplice ed il meglio inserito nell’ambiente circostante, incide sul paesaggio in cui è stato realizzato. Tale effetto è inevitabile e spesso viene sottovalutato, tanto dai proprietari che, in alcuni casi, dagli stessi autori dell’area verde. Se ciò accade, si assiste talvolta all’improbabile inserimento di giardini di stile iper moderno e minimalista nel mezzo della campagna rurale e senza tempo, di giardini di impianto nipponico in aree cittadine prettamente occidentali o, a poco probabili, insiemi di cactacee in Lombardia!

    Anche però il giardino meglio contestualizzato produce, anche talvolta in positivo, i suoi inevitabili effetti sul paesaggio circostante. In certi casi questi sono immediatamente intellegibili per qualsiasi osservatore esterno, a volte invece lo sono solo per uno attento o, al contrario, risultano chiaramente evincibili solo da una certa distanza, per esempio dall’alto.

    Il giardino di Giorgio Armani, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, è un esempio evidente di quanto appena detto. Pur essendo molto inserito nel contesto e nell’ambiente isolano, da quest’ultimo si discosta in modo evidente. A livello verticale, per effetto dell’alto muro a secco di cinta che lo circonda su molti lati e soprattutto per lo svettare delle citate palme secolari.

    Esse, secondo la definizione di un noto paesaggista, si presentano come veri e propri punti esclamativi nell’orditura del paesaggio circostante. Quanto appena detto potrebbe sembrare, per chi non sia mai stato sull’isola, cosa eccessiva. Così non è, Pantelleria è spesso brulla, la vegetazione prostrata, talvolta strisciante, gli alberi sono rari e non superano mai una certa altezza. Le palme di Armani svettano invece, le più alte di tutta l’isola, in mezzo a tutto il resto, si notano a distanza e non stonano nell’insieme, pur essendone indubbiamente elemento di rottura, solo grazie alla loro attenta collocazione.

    Analogamente a quanto appena detto, incredibili possono essere gli effetti sul paesaggio derivanti dall’impiego di una sola essenza vegetale, ripetuto sistematicamente nello spazio. Un semplice muretto con poco terreno ed un dato numero di Echinocactus Grusonii (una cactacea molto nota, diffusa e dalla forma sferica, si veda la fotografia dell’articolo precedente), su di esso disposti secondo un preciso schema geometrico, possono creare, inaspettati ma ben armonizzati nel contesto circostante, effetti scultorei. Nel giardino in questione, un muretto divisorio è stato infatti destinato a queste cactacee. Esse si susseguono, in modo ritmico, studiato ma al tempo stesso spontaneo, fornendo il migliore esempio di cosa sia possibile ottenere coordinando le varietà di forme, colori e libertà della natura con precise scelte progettuali dell’uomo.

    Infine, a nostro avviso, merita anche un accenno il palmento che si estende a nord dei dammusi (tipiche costruzioni abitative di Pantelleria) di Armani. Qui vi è una zona di collegamento tra le aree a verde semi spontanee ed il giardino vero e proprio.

    Il terreno in questione è stato dedicato  esclusivamente alla coltivazione di una stessa varietà di palma. La terra non è qui ricoperta da alcuna vegetazione, è lasciata spoglia, di un particolare colore bruciato. In questa zona sono poi collocate, secondo un preciso schema geometrico, moltissime palme ancora piuttosto giovani, tutte uguali tra loro per genere, dimensioni e sviluppo vegetativo. L’insieme è, pur nella sua semplicità, assolutamente stupefacente, sia da vicino che da lontano, sia dall’alto che dal basso. Le foglie verdi scure svettano su fusti ovaliformi marroni che rimandano vagamente a grandi ananas, alcuni rami reggono i datteri.

    Le piante ricordano quindi, quasi, nella loro rigorosa e regolare disposizione progettuale, un esercito di vegetali disposto su un campo di battaglia! Un simile effetto è un esempio di controllo dell´uomo sulla natura.

    L’impianto generale del palmeto è, data la sua collocazione, l’insieme complessivo del giardino e la delimitazione con muretti a secco, estremamente soddisfacente e riuscito. Simili risultati non sono però mai scontati e possono essere raggiunti solo grazie ad un’esperienza, una sensibilità e soprattutto ad un profondo rispetto (anche nel piegarla ai propri desideri) della Natura!

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Approvato in Consiglio il bilancio previsionale del 2012 e l’aumento dell’aliquota IMU

    Approvato in Consiglio il bilancio previsionale del 2012 e l’aumento dell’aliquota IMU

    Si è conclusa ieri la non-stop di tre giorni per l’approvazione del bilancio e della nuova Imposta Municipale Propria (IMU). Dopo due giorni di presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti, è stata la volta delle dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari e del voto finale.

    La mattinata si era aperta con un intervento del sindaco Doria che ha voluto chiarire, ancora una volta, le ragioni che hanno portato all’aumento delle aliquote IMU. Come già aveva affermato in occasione della presentazione del bilancio previsionale 2012, questa decisione si era resa necessaria per ovviare alla riduzione dei trasferimenti statali. In particolare, per effetto delle due manovre correttive messe in atto dal Governo Berlusconi e dal Governo Monti, al Comune di Genova, nel 2012, sono stati destinati 40 milioni di euro in meno. Tuttavia, il sindaco ha ribadito la propria volontà di rimettere mano al bilancio nel tentativo di ridurre la spesa corrente e consentire quindi una diminuzione dell’aliquota IMU nel saldo che i cittadini saranno chiamati a pagare a dicembre. La Giunta ha infatti accolto un emendamento presentato dal Pd (E 8 alla proposta n. 46) in cui si impegna ad effettuare una spending review più approfondita che permetta ulteriori risparmi della macchina comunale.

    Al tempo stesso il sindaco ha voluto precisare che, anche in assenza di eventuali ritocchi, il bilancio proposto non avrà effetti recessivi perché le risorse recuperate attraverso un aumento dell’IMU verranno destinate ai servizi pubblici comunali.

    Nonostante le parole di apprezzamento per il discorso in aula da parte di tutti i gruppi consiliari, i partiti di opposizione hanno voluto ribadire durante il dibattito le proprie posizioni divergenti rispetto alla Giunta. In particolare i consiglieri del Pdl hanno sottolineato che le attuali difficoltà economiche del Comune dipendono da una cattiva gestione delle precedenti amministrazioni di centro-sinistra che hanno creato un debito di 1,3 miliardi di euro. Trasversale a tutti i gruppi di minoranza è poi l’insoddisfazione per il respingimento della maggior parte degli ordini del giorno e degli emendamenti, da loro presentati. Oggetto di critica è stato soprattutto l’assessore al bilancio Miceli, a cui era spettato martedì l’ingrato compito di spiegare in aula il bilancio e di respingere quasi in blocco tutte le proposte di modifica presentate in maggioranza dai partiti di opposizione. A propria discolpa l’assessore ha sostenuto che la maggior parte delle richieste erano impossibili da accettare, in parte perché presumevano una modifica di leggi statali – su cui il Comune non ha ovviamente alcuna competenza – e in parte perché non inerenti al bilancio.

    Ma la requisitoria più dura è giunta proprio da un (ex?) alleato, l’Idv. Il consigliere Anzalone ha ribadito il no del proprio partito all’IMU considerata un’imposta «sbagliata, ingiusta e iniqua», contestando anche che sul programma elettorale del sindaco non si era parlato di un suo aumento. Doria, tuttavia, non ritiene definitiva la rottura ed è convinto che il comportamento dei consiglieri dell’Idv sia dettato soprattutto da logiche nazionali che vedono il partito di Di Pietro all’opposizione in Parlamento e in netto contrasto con l’introduzione della nuova tassa sugli immobili. Il sindaco è convinto che con il dialogo sarà possibile ricucire lo strappo.

    Più attendista e cauta la posizione del Movimento 5 Stelle, che, pur avendo espresso la propria contrarietà contro l’IMU, ha anche evidenziato la mancanza di tempo per una lettura approfondita del bilancio. «Avremmo voluto proporre delle alternative, ma non c’è stato il tempo» ha affermato il capogruppo del movimento Paolo Putti. Quest’ultimo ha anche garantito la massima collaborazione con la Giunta e con la maggioranza per cercare di rivedere il bilancio entro l’autunno.

    Queste posizioni si sono tradotte in 22 voti a favore e 18 contrari per l’approvazione dell’aumento dell’IMU e in 20 voti a favore e 12 contrari per il bilancio preventivo del 2012. In entrambe le votazioni al centro-sinistra composto da Pd, Sel, Fds e Lista Doria si sono opposti Pdl, Lega, Lista Musso, Ucd e Idv. Il Movimento 5 Stelle ha votato contro l’aumento dell’IMU, mentre è uscito dall’aula in occasione del voto sul bilancio, sul quale aveva già annunciato la propria astensione.

    Risicati quindi i numeri a favore della maggioranza che è anche stata battuta in alcune votazioni su ordini del giorno ed emendamenti proposti dai partiti di opposizione. In particolare è stato approvato un emendamento presentato dall’Idv (emendamento 11) che chiede di ridurre il premio di risultato dei dirigenti comunali di 1.800.000 € da destinare al settore sociale. Sul caso è intervenuta anche la segreteria generale del Consiglio Comunale, osservandone l’illegittimità, perché non è consentito indicare con un emendamento la destinazione specifica di risorse del Comune.

    Inoltre sono stati approvati contro il parere della Giunta altri due ordini del giorno sempre dell’Italia dei Valori che riguardano il taglio dei dirigenti esterni del Comune.

    In parte si può giustificare questa situazione con l’inesperienza di molti consiglieri in Sala Rossa, costretti dopo poche sedute a confrontarsi con l’approvazione di uno dei documenti più complessi che il Consiglio deve approvare nel suo esercizio. Al tempo stesso si è evidenziata in più occasioni una certa debolezza della maggioranza, i cui singoli componenti hanno spesso assunto posizioni divergenti rispetto al proprio partito di riferimento. Proprio nel caso dell’emendamento 11 dell’Idv approvato contro il parere della Giunta sono stati fondamentali per questo risultato il voto a favore di Carattozzolo del Pd e l’astensione di Bruno della Fds.

    Si prospetta quindi un lungo lavoro per Doria e i suoi assessori per cercare di ricompattare la maggioranza con un attento riesame estivo del bilancio. Ma non basterà solo questo. Si dovrà cercare di coinvolgere maggiormente quelle forze politiche che, pur professandosi vicine alle posizioni del sindaco (Idv, Udc e M5S), hanno stentato a sentirsi del tutto coinvolte nel suo programma. Come ha detto il capogruppo del Pd Farello, la prima occasione per verificare chi vorrà appoggiare il progetto della nuova Giunta sarà a settembre, quando Marco Doria presenterà il suo Documento Programmatico di Legislatura. Allora si deciderà “chi sta dentro e chi sta fuori”. Insomma per usare ancora le parole di Farello: «Ci rivediamo a settembre».

    Federico Viotti

    Foto Daniele Orlandi

  • Italia – Germania: la vera sfida si gioca a Bruxelles

    Italia – Germania: la vera sfida si gioca a Bruxelles

    E’ Italia – Germania. E non riguarda (solo) il calcio. La partita più importante la stiamo giocando al vertice europeo di Bruxelles: ed anche questa è una partita da dentro o fuori.

    Le speranze di tutti si appuntano sul premier italiano: non è un mistero che sia Monti il leader europeo che ha il compito di persuadere Frau Merkel. L’obiettivo è trovare uno strumento che permetta di ridurre gli spread; in altri termini, una soluzione che consenta a Spagna e Italia di tornare a finanziarsi sul mercato senza pagare gli astronomici tassi di interesse attuali, mentre la Germania ne paga di bassissimi.

    E’ chiaro che le due cose sono collegate: più il nostro paese è percepito come a rischio, più gli investitori si sposteranno su paesi ritenuti più affidabili, come la Germania. Insomma la nostra difficoltà di finanziamento è il rovescio della medaglia della facilità tedesca: una cosa determina l’altra e viceversa. E questo fa sorgere la domanda: siamo noi che siamo particolarmente incapaci o sono i Tedeschi che sono particolarmente bravi? E’ così che a questioni economiche, monetarie e politiche si mischiano giudizi e pregiudizi che speravamo di non sentire più e che la rivalità calcistica di questi giorni alimenta ulteriormente.

    Ma anche a un livello, per così dire, “più alto”, cioè tra economisti e notisti politici sta spopolando il rimpallo delle responsabilità e il dibattito sulle colpe dell’uno e dell’altro popolo. Ieri il Corriere della Sera ha ospitato un intervento di Alberto Alesina, che se la prende decisamente con il “livore antitedesco” mostrato da alcuni commentatori e assolve decisamente la Germania con argomenti che ho già sentito ripetere da più parti. E forse, a questo punto, conviene discuterli un minimo.

    In Italia, ad esempio, il dibattito si è cristallizzato a partire da due pregiudizi opposti, che hanno entrambi un fondo di verità. Da una lato ci sono quelli, come appunto Alesina (ma anche Marco Travaglio), che vedono soprattutto l’inadeguatezza mostrata dalla società italiana e dalla sua classe politica, e per questo motivo, all’opposto, tendono ad assolvere da ogni responsabilità il modello tedesco improntato al rispetto delle regole e all’efficienza. Dall’altro lato ci sono quelli che pensano che non possa essere tutta colpa nostra: partendo dall’oggettivo fallimento della linea del rigore imposta dalla Germania all’Europa, rimpallano sui Tedeschi ogni addebito e chiamano sul banco degli imputati l’intero impianto dell’euro.

    Chi ha ragione? Innanzitutto chi certamente ha torto, sotto tutti i punti di vista, e non avrebbe quindi il diritto né di pontificare pubblicamente né di prendersela con la Germania e con l’euro, è questa classe politica: che aveva la possibilità di fare molte buone cose, al di là della valuta in uso e delle influenze teutoniche, ma è riuscita a governare malissimo, e anche a fare una cattiva opposizione. Per questo motivo non soltanto la banda Berlusconi, ma anche i dirigenti della sinistra avrebbero ottimi motivi di decenza per non cercare alibi, levare le tende e lasciare in silenzio il posto ad altri. Fatta questa premessa, bisogna poi distinguere bene i vari livelli di una discussione altrimenti sterile. Un certo insieme di considerazioni che si sentono in giro, ad esempio, guarda al passato: quali sono state le responsabilità dei singoli Stati? Che ruolo ha avuto l’euro in tutto questo? Sono domande difficili. Il giudizio più significativo lo darà la Storia e per definizione spetta ai posteri, non a noi.

    Tuttavia possiamo dire che è un dato di fatto che la Germania abbia sfruttato le opportunità date dell’euro molto meglio dell’Italia; ma è anche vero che le condizioni di partenza erano ben diverse. La Germania, ad esempio, ha risorse minerarie abbondanti e aveva già un poderoso sistema industriale, almeno nell’ovest. L’Italia invece per certi versi era da tempo in una fase di bassa crescita, di crisi identitaria sia economica che politica e contava molto sull’export agevolato da una lira debole. In questa situazione, con la complicità della diversa qualità delle rispettive classe dirigenti, l’euro è stato le ali del boom tedesco e contemporaneamente una sfida di competitività forse troppo grande per il fragile sistema italiano. Dire, come fa Alesina, che non è certo una colpa dei Tedeschi quella di «produrre Audi e Bmw che tutti vogliono» non coglie il punto. Tutti vogliono anche le Ferrari, se è per questo. Ma con l’euro è diventato molto più semplice vendere una BMW a un italiano che una Ferrari a un tedesco. E questo in Germania ha aumentato il fatturato delle aziende che esportavano, migliorato i salari e aumentato anche le entrate per lo Stato. E non si può neanche esagerare l’importanza nella crisi attuale delle fantomatiche «riforme». Indubbiamente i Tedeschi hanno fatto riforme strutturali importanti che hanno dato al paese equilibrio e stabilità, e sono state cruciali per l’affermazione economica e il riassorbimento della disoccupazione. In Italia invece non ci abbiamo nemmeno provato: e questa è una colpa. Ma nulla ci autorizza a pensare che le riforme di cui l’Italia aveva e ha bisogno siano le stesse che hanno fatto i Tedeschi, che non richiedessero sacrifici maggiori rispetto a quelli che hanno affrontato con successo i Tedeschi e che ci avrebbero restituito un paese forte come quello tedesco. Non si può fare un ragionamento simile in astratto prescindendo dal sistema di relazioni, dalla stabilità sociale, dalle risorse disponibili, dai problemi logistici, dalla qualità della classe dirigente e dal suo sistema di selezione: in una parola dall’eredità storica e dalle oggettive specificità del territorio. In ogni caso anche se così non fosse, – torno a ribadire – questo giudizio lo daranno gli storici. In questo momento il passato conta relativamente.

    Da quando è scoppiata la crisi greca, come dice giustamente Alesina, tutti i leader europei «hanno fatto un gran pasticcio, creando poi contagio»: ma non si può negare che nel determinare questa strategia il ruolo guida della Germania non sia stato decisivo. La crisi finanziaria è nata negli Stati Uniti ed è sbarcata in Europa attraverso il porto di Atene: era ed è stata per lungo tempo essenzialmente una crisi di fiducia dei mercati finanziari relativamente gestibile. L’ostinazione tedesca a non volerla affrontare direttamente e anzi ad utilizzarla per costringere i partner europei a fare quelle riforme che avrebbero dovuto evitare alla Germania di intervenire finanziariamente in un modo o nell’altro, ha prodotto l’urgenza attuale.

    E’ indubbio che, rimanendo a noi, sia Berlusconi prima, che Monti poi, avrebbero potuto fare di più dal punto di vista delle riforme. Ma anche qui c’è stato un grosso errore di calcolo. Oltre ad aver fatto capire troppo tardi che Berlusconi era un problema, e anche senza voler cedere alla tesi che vede la mano della Troika dietro le manovre che portarono Monti a palazzo Chigi, è chiaro però che il suo insediamento a premier è stato salutato positivamente sia a Berlino che a Bruxelles. Peccato solo che non si sia tenuto in debito conto che cambiare il primo ministro e mandare al potere un governo tecnico esclude il ricambio del Parlamento: che infatti è sempre quello che sentenziò a maggioranza assoluta la discendenza egiziana della marocchina Ruby Rubacuori. Non si rendevano conto nell’UE che questo Parlamento di cooptati difficilmente avrebbe votato misure incisive contro la corruzione e l’evasione fiscale? Che difficilmente avrebbe ridotto i costi della pubblica amministrazione? Che difficilmente avrebbe sopportato di farsi logorare varando misure impopolari una dopo l’altra? Insomma, se proprio dobbiamo dare un giudizio su questa complessa fase storica, una linea equilibrata deve ammettere che, accanto a quelle pesanti di tutti gli altri, si possano individuare anche cruciali responsabilità tedesche.

    Ma ciò che più conta non è il passato: è il futuro. Anzi, il futuro prossimo; e l’Europa non ha più di uno o due mesi a disposizione. Ammesso e non concesso che esistano misure che l’Italia possa prendere da sola per salvarsi, è chiaro che oggi il paese avrebbe bisogno di tempo: che non c’è. Per questo il vertice europeo di questi giorni sarà fondamentale. Per questo oggi tutto è nelle mani dalla volontà tedesca di tenere insieme l’euro. La pressione internazionale è arrivata al punto tale che la Germania non può più nascondersi. Greci, Spagnoli e Italiani hanno sbagliato tutto, mentre i Tedeschi facevano tutto giusto? Può darsi. Ciò non toglie che ora la situazione è quella che è, e offre due sole alternative: o un’Unione Europea più solida o la fine dell’euro. Se la Merkel pensa davvero che l’euro sia stato per la Germania più un onere che un beneficio, oppure se pensa davvero che degli altri paesi non ci si possa più fidare, può prendersi la responsabilità storica di decretare la fine. Sarebbe una scelta dannosa per il resto dell’Europa e per l’economia mondiale. Per i Tedeschi, chissà: in ogni caso potrebbero poi giudicare loro stessi in breve tempo. E per il resto toccherebbe alla Storia assolverli o condannarli per questa decisione. Ma se la Germania deciderà di tenere in vita l’Unione Europea, potrà chiedere tutte le condizioni e le garanzie che vuole; ma non potrà sottrarsi all’obbligo di pagare, in qualche forma, anche per gli errori di altri. Nelle unioni politiche vere, queste cose succedono. Gli Stati Uniti non metterebbero in discussione il dollaro perché la Louisiana ha truccato i conti. Anzi, è proprio perché manca questa garanzia che la speculazione in Europa non si arresta. Se la Germania alla fine farà una qualche concessione in questo senso, dopo potrà chiedere molto: e scoprirà anche che molti in Italia saranno contenti di avere istituzioni europee forti, che possono ridare credibilità anche a quelle nostrane.

     

    Andrea Giannini

  • Samuele Bersani in concerto all’Arena del Mare

    Samuele Bersani in concerto all’Arena del Mare

    Samuele BersaniQuello di Samuele Bersani è uno dei concerti più attesi dell’estate: il cantautore romagnolo torna infatti a calcare il palcoscenico distanza di quasi tre anni dall’ultima tournée, e lo fa preparando al pubblico grandi sorprese  a partire dai nuovi arrangiamenti con cui rivestirà i brani del proprio repertorio per costruire il nuovo spettacolo.

    Lo Psyco tour arriva a Genova all’Arena del Mare del Porto Antico mercoledì 11 luglio: durante il concerto Bersani proporrà i brani riarrangiati tratti dal suo ultimo lavoro, “Psyco“, un’antologia di 28 brani divisi in due cd, selezionati dallo stesso cantautore e impreziosita da due inediti “Un pallone”, con cui ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo.

    Un viaggio musicale piacevole trai grandi successi dell’artista, come “Chicco e Spillo” , “Lo Scrutatore non votante”, “Che vita”, Giudizi Universali”, “Il pescatore di asterischi”, e altri brani meno conosciuti, capaci però di coivolgere il pubblico grazie a testi mai banali conditi dall’ironia che contraddistingue il paroliere Bersani fin dagli esordi.

    Inizio spettacolo ore 21.30, prezzi da 25 a 40 euro

     

     

     

     

  • Lagaccio, ex caserma Gavoglio: i cittadini chiedono di cambiare il Puc

    Lagaccio, ex caserma Gavoglio: i cittadini chiedono di cambiare il Puc

    Panoramica di LagaccioSono 450 le osservazioni al Puc presentate da associazioni e singoli cittadini che hanno dato vita a “Voglio la Gavoglio”, gruppo che rivendica l’importanza dei percorsi di partecipazione – in atto da alcuni mesi nel quartiere Lagaccio – allo scopo di condividere e progettare insieme il futuro di un territorio che nel corso degli anni si è sentito, in misura sempre maggiore, dimenticato dalle istituzioni locali.

    Oggi, con una lettera aperta indirizzata a Sindaco, Assessori comunali all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, “Voglio la Gavoglio” sollecita delle risposte da parte di Palazzo Tursi in merito alla futura destinazione di una vasta area del Lagaccio (60 mila metri quadrati), quella occupata dall’ex caserma Gavoglio.
    Inoltre chiede a gran voce un incontro pubblico nella delegazione e sottolinea un pericolo ambientale finora, evidentemente sottovalutato «Occorre un’indagine sul rischio provocato dall’amianto presente nelle strutture dell’ex caserma e, da decenni, abbandonato a se stesso».

    «Già numerose realtà e comitati si erano occupati di questa parte del quartiere, fatiscente e colpevolmente inutilizzata – scrivono i residenti – “Voglio la Gavoglio” nasce in occasione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, proposto dalla scorsa Giunta guidata da Marta Vincenzi sul finire del 2011. In particolare, per quanto riguarda la scheda relativa all’ex caserma Gavoglio (considerata Distretto di trasformazione locale n. 3.06), chiediamo, con le nostre osservazioni, di modificare il Puc, perché le previste nuove destinazioni d’uso cambierebbero radicalmente il disegno del precedente piano urbanistico, dando maggior peso all’edilizia abitativa e meno alla necessità di servizi e aree verdi per il quartiere».

    «La caserma Gavoglio è solo una delle tante questioni in città sulle quali, ci pare, i cittadini vogliono che la “cabina di regia” delle decisioni e pianificazioni future non sia esclusivamente negli uffici delle amministrazioni locali ma che sia spostata, metaforicamente e fisicamente, nei vari territori di Genova con modalità tali da permettere un’attivazione ed una rinascita delle comunità che vivono e lavorano nelle zone interessate dalle trasformazioni urbanistiche», si legge ancora nella lettera aperta.

    La contrarietà al Puc è ribadita con fermezza «“Voglio la Gavoglio” dice No al Puc in via di approvazione ed intende promuovere un percorso di coinvolgimento e progettazione condivisa con gli abitanti. Tutto il quartiere è stato coinvolto in numerose riunioni ed incontri pubblici, con i cittadini impegnati ad elaborare ipotesi progettuali per il futuro del territorio. Insieme abbiamo deciso le azioni da compiere, innanzitutto quella di consegnare le 450 osservazioni al Puc. Ci auguriamo che queste ultime possano servire da stimoli costruttivi in base ai quali modificare il Piano Urbanistico Comunale».

     

    Matteo Quadrone

  • La forza delle donne: bando di concorso fotografico a cura di Lilt

    La forza delle donne: bando di concorso fotografico a cura di Lilt

    In vista della Campagna del Nastro Rosa, iniziativa per la prevenzione del tumore al seno che si tiene ogni anno a ottobre, la sezione genovese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ha indetto un concorso fotografico allo scopo di creare un’ideale “onda” rosa che lambisca tutte le Province della Liguria.

    Tutte le fotografie inviate dovranno essere inerenti al tema “La forza delle donne. Ogni partecipante può inviare fino a tre foto.

    Il concorso fotografico è aperto a tutti, senza limiti di età o di provenienza. Non ci sono costi di iscrizione.

    I partecipanti dovranno scaricare modulo di adesione e liberatoria dal sito di Lilt Genova e inviarli insieme alle foto in formato jpeg entro il 31 agosto 2012 all’indirizzo di posta elettronica concorso@legatumori.genova.it.

    Gli autori delle immagini selezionate saranno contattati per inviare la stampa fotografica per l’esposizione.

    [foto di Diego Arbore]