Mese: Marzo 2013

  • New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    musica-live-3Sono aperte fino a martedì 2 aprile 2013 le iscrizioni al concorso musicale per emergenti “Spring in Music”, rivolto a singoli musicisti e band esordienti per contribuire all’affermazione della musica giovane e meno nota.

    Il contest nasce dalla collaborazione tra Eventi musicali New Bulldog Pub e l’etichetta discografica Riserva sonora di Arquata Scrivia (Al): possono partecipare artisti di età compresa tra i 16 e i 50 anni, che propongono musica inedita di qualsiasi genere, purché non abbiano già vincoli con un’etichetta discografica.

    Per iscriversi occorre inviare una demo con almeno 2 brani al New Bulldog Pub entro il 2 aprile: le audizioni per accedere al contest si terranno nella sede di Riserva sonora, dove una giuria selezionerà dodici band, dodici cantautori e dodici solisti che si affronteranno sul palco del New Bulldog Pub proponendo tre brani ciascuno.

    Le date saranno comunicate dopo le audizioni. Il primo classificato nella categoria “gruppo musicale” si aggiudicherà master e grafica prodotti da Riserva sonora e la partecipazione a Rock Targato Italia. I vincitori delle altre due categorie si aggiudicheranno invece iscrizione e audizione ad Area Sanremo 2014.

  • Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    cinemaGiovedì 21 marzo 2013 (ore 18) l’Alliance Francaise di Genova in via Garibaldi ospita la proiezione in anteprima nazionale del film Bateau Ivre, dei registi Chafik Allal e Claudio Capanna.

    L’evento si svolge in occasione della Settimana Internazionale della Francofonia, l’iniziativa che rende omaggio alla lingua francese e ai paesi francofoni di tutto il mondo.

    Ingresso gratuito.

    Tema di Bateau ivre
    Il film narra la storia di un professore che porta la propria classe in gita su un battello lungo il canale Bruxelles – Charleroi, in Belgio. Agli allievi, per la maggior parte immigrati di origine africana, era stato assegnato il compito di leggere il romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad per poi discuterne quel giorno insieme; l’insegnante sceglie di concentrarsi, in particolar modo, sul tema del colonialismo e sulle sue implicazioni nel rapporto tra la popolazione africana e quella europea, talvolta provocando gli allievi in maniera piuttosto esplicita. Le reazioni che otterrà saranno totalmente inaspettate e condurranno a momenti di conflittualità e tensione.

    Il “battello ebbro” – omaggio all’omonima poesia di Arthur Rimbaud – è il simbolo della deriva morale della società, una deriva che il romanzo di Conrad aveva già iniziato a raccontare raccogliendo le contraddizioni della cultura occidentale all’epoca del colonialismo: la modernità del testo è confermata anche dalla reazione ostile del gruppo di immigrati, un gruppo che tenta l’integrazione nell’area urbana di Bruxelles ma che rifiuta fortemente l’idea che esista una schiavitù nella società attuale.

    A seguito della proiezione, è previsto un dibattito con Giorgio Musso, ricercatore di Storia dell’Africa all’Università di Genova, e con il critico cinematografico Massimo Lechi.

  • Euro-zona: il caso di Cipro e i prelievi forzosi sui conti correnti

    Euro-zona: il caso di Cipro e i prelievi forzosi sui conti correnti

    banca-cipro

    Quando l’attualità conferma l’analisi che fai appena la settimana prima, dovresti essere contento di portare a casa, se non altro, almeno una piccola soddisfazione intellettuale. Il problema è che qui si esagera: siamo al punto che rincorrere tutte le conferme che clamorosamente arrivano sta diventando una faticaccia.

    Neanche il tempo di registrare il parere del premio nobel Joseph Stiglitz, con il quale l’euro sale senza appello sul banco degli imputati, che a Bruxelles si rimettono alacremente a fabbricare nuove argomentazioni per i detrattori della moneta unica.

    Il pasticciaccio di Cipro, infatti, non è che l’ultimo capitolo dell’epica saga di decisioni tremende che costituiscono la crisi dell’euro-zona; ma è utile, quantomeno, per capire dove stiamo andando e per sfatare i luoghi comuni.

    Le banche della Repubblica di Cipro – come è noto – erano in sofferenza già da qualche tempo a causa – si dice – dei titoli di Stato greci, ma più in profondità – si sa benissimo – per il solito meccanismo perverso di indebitamento privato estero. In sintesi: la moneta unica azzera il rischio di cambio, arrivano i capitali esteri, l’indebitamento privato sale mentre quello pubblico, per la gioia degli osservatori di Bruxelles, diminuisce; poi arriva lo shock esterno, i capitali esteri si ritirano, le banche vanno in crisi, lo Stato deve intervenire per sostenerle e il debito pubblico riprende a salire.

    EuroE’ interessante notare come questo canovaccio, una volta di più, sia stato seguito alla lettera, con la notevole eccezione che la Repubblica di Cipro – essendo in buona sostanza un piccolo paradiso fiscale (cosa che ci ricorda da vicino, con rispetto parlando, l’Irlanda) – non ha smesso di esercitare un certo fascino su certi correntisti esteri, provenienti sopratutto dall’est.

    A parte questo, per il resto si tratta di un film già visto, compresa la manfrina sugli aiuti europei, che poi aiuti veri e propri non sono, ma prestiti. Si doveva tirare fuori solo una dozzina di miliardi (robetta per i bilanci comunitari) e, piuttosto che accollarli tutti al contribuente, si è pensato bene di prendere l’ennesima decisione suicida: prelievo forzoso sui conti correnti, una cosa che in Europa aveva osato solo Amato nel 1992, quando ancora eravamo con la lira.

    E’ pur vero che Cipro è piccola e lontana, ma nemmeno la Grecia è la Francia: eppure la tragedia greca s’è diffusa lo stesso in tutta Europa. E’ evidente, dunque, che per i mercati è il principio che conta: e i messaggi che l’Europa sta lanciando, da qualche anno a questa parte, raccontano una storia ben precisa, una storia fatta di campane che suonano a morto per la moneta unica.

    C’era un tempo in cui chi possedeva titoli di Stato europei se ne camminava tranquillo per strada, sicuro di avere in tasca un pezzo di carta dal valore certo e incontestabile. Poi i rischi di una bancarotta greca a fine 2009 hanno spinto Berlino a convincere l’Europa che era necessario “to share the burden”, cioè condividere il peso della ristrutturazione del debito: morale, quel pezzo di carta non era più tanto sicuro. Fu così che scoppiò la crisi dei debiti sovrani (che da noi segnò la fine del governo Berlusconi IV) e i possessori di titoli greci furono costretti ad accettare il famoso haircut.

    europa-bceIl mese scorso ne è successa un’altra, sfuggita all’attenzione del grande pubblico ma non a quella del mondo finanziario: l’olandese SNS è stata nazionalizzata e le obbligazioni subordinate espropriate. Dunque nemmeno le banche, neppure di un paese “rigorista” che si  supponeva solido come l’Olanda, sono del tutto a riparo in questa Europa.

    E arriviamo così all’epilogo dell’altro giorno, l’ultimo colpo inferto alle già scosse certezze dei risparmiatori: la garanzia di Stato sui depositi bancari non esiste più. Questo ha detto, nella sostanza, l’Unione Europea, condizionando gli aiuti ad un prelievo del 6,75% sui conti correnti sotto ai 100.000 €.

    Così, se anche nel frattempo il Parlamento cipriota, a causa della protesta della gente, ha deciso di bocciare questa concessione fatta a Bruxelles, il sasso ormai è stato scagliato, perché, come ha scritto acutamente Wolfgang Münchau su Der Spiegel: «A Cipro e ovunque nella zona Euro i depositi fino a 100.000 Euro sono assicurati. Se ora arriva lo stato e dice: scusateci, con un escamotage brillante vi prendiamo i soldi, di fatto una tassa sui patrimoni, viene meno la fiducia».

    Secondo Münchau, dopo questa brillante trovata, l’atteggiamento più coerente è la corsa agli sportelli. L’editorialista tedesco cita al riguardo Sir Mervin King, governatore della Banca d’Inghilterra: “Non è razionale incominciare una corsa agli sportelli, ma è razionale parteciparvi una volta che è iniziata”. E in effetti il prossimo paese dell’euro-zona che entra o ripiomba in una vorticosa crisi dello spread non potrà più essere sicuro di niente: i titoli di Stato non sono garantiti, le obbligazioni bancarie neppure e, da lunedì, nemmeno i conti correnti. E, per inciso, il famoso “whatever it takes” di Mario Draghi (qualunque cosa serva per salvare l’euro la faremo), che tanto era servito a gettare acqua sul fuoco della speculazione, ne esce seriamente ridimensionato.

    economia-soldi-D1Ma ci sono due punti ancora del dramma cipriota su cui conviene soffermarsi. Il primo riguarda le modalità dell’annuncio del via libera agli aiuti, dato a mercati chiusi, anzi chiusissimi. Si è avuto il buon senso, infatti, di attendere un week-end lungo, con un lunedì di festa nazionale e un martedì di chiusura bancaria forzata (con eventuale prolungamento, se necessario).

    Il che dimostra, allora, che quando si vuole queste cose si possono fare: si possono chiudere gli sportelli per prevenire il panico, si possono dare annunci scioccanti e si possono gestire. Dunque lo si potrebbe fare anche in caso di uscita dall’euro; mentre questi sacrifici, questi furti alle spalle dei correntisti anche più poveri, li stiamo discutendo – è bene ricordarlo – solo per l’ostinazione di rimanerci a tutti costi.

    Il secondo punto – se permettete – è il più gustoso. La Repubblica di Cipro formalmente ha giurisdizione su tutta l’isola, ma nella pratica la zona nord a influenza turca è indipendente e molto vicina ad Ankara: tant’è che vi circola in prevalenza la lira turca. Neanche a dirlo, il nord cresce vorticosamente e la crisi non si è vista nemmeno in cartolina. Dunque, stessa isola con due monete diverse, legate a due economie diverse: una cresce l’altra no. Che c’entri qualcosa la moneta? Non lo sapremo mai. Fatto sta che il buon Münchau, uno che non ha mai fatto mistero di sostenere con convinzione l’euro, concludeva il suo editoriale con queste parole: «Si avvicina il giorno in cui l’Euro potrà essere difeso solo con i panzer. E allora non varrà più la pena difenderlo».

     

    Andrea Giannini

  • Mercato del Carmine, entro aprile via ai lavori per l’allestimento

    Mercato del Carmine, entro aprile via ai lavori per l’allestimento

    Mercato Comunale CarmineL’avvio dei lavori per l’allestimento del nuovo Mercato del Carmine, nonostante le ripetute difficoltà che dal 2011 hanno reso impossibile la messa a regime della struttura, diventa finalmente realtà.
    Nell’ottobre scorso il bando di gestione decennale era stato aggiudicato dal Consorzio del Carmine (composto da diversi soggetti, come Bcafè s.r.l., Cooperativa Pescatori di Liguria, Carni di Propata s.a.s. e tra questi spicca un nome noto dell’imprenditoria genovese, Bacci Costa) e, in linea con la tabella di marcia prevista, il prossimo autunno – si spera entro settembre – il mercato verrà aperto al quartiere e alla città.

    «Il progetto è stato ultimato e consegnato poche settimane fa, quindi ora dobbiamo solo attendere che l’iter burocratico faccia il suo corso e con tutta probabilità i lavori strutturali inizieranno entro il mese di aprile», spiegano gli architetti del Gruppo Informale affidatari dell’aspetto progettuale dell’interno della struttura.
    Si tratta di un laboratorio di giovani architetti che ha all’attivo già un ricco portfolio di progetti sulla città di Genova – come il Molo Torre del Lungomare di Pegli – e che si occupa principalmente di ricercare e sperimentare in ambito architettonico un utilizzo sostenibile delle risorse, sia materiali che umane. Infatti l’ardesia e il vimini di provenienza locale sono le materie prime su cui questi giovani architetti hanno maggiormente puntato per il rifacimento degli spazi interni; il tutto in stretta coerenza con ciò che i banchi del mercato dovranno ospitare: prodotti d’eccellenza ligure a filiera corta; il km zero e la sostenibilità ambientale riguarderanno perciò non solo il contenuto ma anche il contenitore.

    Nel frattempo, anche l’iniziale scetticismo degli abitanti del quartiere sembra in parte aver lasciato il posto alla fiducia nei confronti del Consorzio assegnatario: «Tutti accogliamo con speranza ed entusiasmo ogni possibile miglioria al quartiere in cui viviamo e lavoriamo, ma bisogna tener presente che il “Carmu” ha una forte identità di cui è orgoglioso e che va dunque preservata e rispettata», commenta un commerciante della zona. «Può forse sembrare una cosa di poco conto, ma teniamo molto che la piazzetta del Carmine rimanga uno spazio a disposizione dei bambini del quartiere, per incontrarsi e giocare, e a tutti piacerebbe che il mercato rimanesse almeno parzialmente a disposizione per attività legate alla comunità. Detto questo, speriamo che lo spazio venga finalmente valorizzato e gestito come merita, siamo in trepidante attesa

    Chiara Guatelli
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    manicomio-quarto-D3Dopo mesi di rimandi, trattative e dubbi sulla sorte dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, tema di cui ci siamo spesso occupati su Era Superba, lo spazio è diventato un polo per incontri pubblici ed eventi culturali, grazie all’impegno dell’associazione Quarto Pianeta.

    Tra gli edifici ospitati nella struttura c’è anche il Museattivo Claudio Costa, un istituto dedicato allo studio delle “materie e forme inconsapevoli” e intitolato al pittore genovese morto nel 1995, che ha ampiamente contribuito all’allestimento del museo e all’attivazione di laboratori e iniziative di arte-terapia per i pazienti dell’ospedale psichiatrico.

    Come spiega Margherita Levo Rosenberg, «il Museattivo rappresenta un supporto importante per le attività del Centro Basaglia della ASL 3 Liguria: la sua è una funzione attiva di connessione, di costruzione di reti sociali e culturali. Permette al mondo dell’arte di frequentare i nostri spazi, a noi e ai nostri “artisti” di entrare a farne parte come semplici addetti ai lavori; una possibilità di non poco conto. Con la definizione “Materie e Forme Inconsapevoli” si indica che l’arte si racconta attraverso la forma che diventa visibile e si costruisce facendo ricorso alla materia, dalla materia immateriale del virtuale alla pittura».

    Per approfondire questi temi l’ex ospedale psichiatrico ospiterà venerdì 22 marzo un incontro pubblico sul tema Intrecci di sogni: confronto di esperienze tra arte e terapia e l’inaugurazione della mostra Tapis roulant.

    Cosa avverrà in dettaglio? «Nella biblioteca storica dell’ospedale psichiatrico di Quarto sarà presentato un libro, Tracce di sogno – L’irregolare nell’arte, a cura di Giorgi Bedoni, che tratta di un’esperienza “artistica” con gli operatori dell’ospedale Psichiatrico di Melegnano. Sarà inoltre inaugurata la mostra Tapis Roulant di Marco De Barbieri – a cura dell’Atelier di Arte Terapia del Centro Basaglia, del quale mi occupo personalmente da più di vent’anni – e proiettati tre filmati, I Corti di Prato Zanino, prodotti nelle Strutture Residenziali del Distretto 8 del Dipartimento di Psichiatria, in collaborazione con “Il giardino del mago”. Sarà un’occasione per mettere in comune le esperienze e per confrontarsi, non tanto sul piano dell’arte quanto sul piano della dimensione psicologica, relazionale e sociale delle attività espressive e dell’arte».

    Un evento che, insieme agli altri organizzati in questo spazio, vuole porsi come l’occasione per invitare i genovesi a visitare la struttura e alle istituzioni per valorizzarne le attività: «Ci attendiamo che il patrimonio di esperienze e di cultura sedimentato negli anni, a partire dal Centro Culturale del Levante prima, e attraverso Lo Spazio Agorà, l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli, il Centro Socioriabilitativo Franco Basaglia e il Museattivo Claudio Costa poi, non vada disperso ma sia valorizzato come merita. L’iniziativa, la creatività e lo sforzo di tanti professionisti, volontari e appassionati non dovrebbero essere cancellati dalle inevitabili trasformazioni che segnano il trascorrere del tempo ma essere valorizzati insieme con le opere della collezione permanente del nostro museo».

    La mostra Tapis roulant sarà aperta al pubblico fino al 31 maggio, tutti  i giorni con orario 8-20. Come scritto nel testo di presentazione «L’artista Marco De Barbieri, che espone da alcuni anni in personali e collettive, ha scelto per questa occasione una dozzina di tele dalla pittura materica e densa, dai colori impastati e compressi a formare, volutamente, campiture dalle tinte indefinite e indefinibili. La materia pittorica, stesa e pressata come l’asfalto, lascia intendere un andamento verticale di strie cromatiche nelle quali si fanno strada venature metallizzate che aggiungono altra durezza ad un gesto pittorico che, da solo, non concede nulla alla seduzione».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Suoni reali: concorso musicale al Circolo Arci Belleville

    Suoni reali: concorso musicale al Circolo Arci Belleville

    musica-live-cantanti-microfonoIl Circolo Arci Belleville di vico Calvi è uno dei locali che aderiscono alla seconda edizione del concorso musicale Suoni reali, organizzato da Arci ReAL (la Rete Arci per la musica dal vivo) e rivolto a giovani emergenti under 30.

    La selezione dei partecipanti avverrà in due fasi: anzitutto avrà luogo un ascolto dei brani indicati dai concorrenti su piattaforma web (YouTube, SoundCloud, Facebook, MySpace, etc) dal 31 marzo al 10 aprile 2013. Per partecipare è necessario inviare una mail a suonirealiliguria@gmail.com entro il 31 marzo 2013.

    A seguire, verranno scelti 18 semifinalisti che si esibiranno in 8 appuntamenti dal vivo – articolati fra semifinali e finali – che si terranno in otto regioni italiane nei circoli Arci aderenti.

    Verranno infine decretati i quattro vincitori, che potranno usufruire dell’organizzazione di vere e proprie tournèe nei circoli Arci che in tutta Italia aderiscono al circuito, aprendo, nel corso della stagione 2013/2014, anche i concerti di artisti più affermati. Un quinto vincitore riceverà inoltre  il Premio Speciale MEI, con la possibilità di esibirsi al Supersound di Faenza a settembre 2013.

    Due dei progetti selezionati avranno inoltre l’opportunità di esibirsi in un evento off di Mediterranea 2013, la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Ancona – 6 giugno/7 luglio 2013), mentre tutti i cinque i vincitori parteciperanno al festival nazionale Collisioni 2013. Infine verrà realizzata una compilation contenente i brani dei 18 semifinalisti.

  • Tassa di concessione governativa e abbonamenti telefonici a contratto

    Tassa di concessione governativa e abbonamenti telefonici a contratto

    smsQuesta settimana parliamo della odiosa tassa di concessione governativa, estesa dalla normativa vigente anche alla telefonia, la quale viene identificata come un ponte radio. Basta prenedere soldi… lo Stato interpreta le leggi secondo la propria convenienza. Ricordiamo che la TCG viene applicata solo agli abbonamenti telefonici con un contratto, ovverosia con l’esclusione della cosiddette ricaricabili.

    Come dicevamo, secondo la Cassazione, sez. tributaria, con la sentenza 14 dicembre 2012, n. 23052 il contratto di abbonamento va a sostituirsi alla licenza di stazione radio; il regime autorizzato giustifica il mantenimento della tassa di concessione governativa che deve essere pagata.
    Sulla questione vi erano, da parecchio tempo, “pareri contrastanti”; e quando vi sono troppi pareri contrastanti passare il Piave non è facile.

    Infatti l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione del 18 gennaio 2012 n. 9/E aveva ribadito l’obbligatorietà del pagamento della tassa per tutti (privati ed enti pubblici non statali) ex art. 21 tariffa allegata al DPR n. 641/1972, mentre la giurisprudenza (cfr. sentenze: Comm. Trib. reg. Veneto 2 aprile 2012, n. 2; Comm. Trib. reg. Veneto 10 gennaio 2011, n. 5; Comm. Trib. Perugina 15 febbraio 2011, n. 37) ha riconosciuto che con l’entrata in vigore del codice delle telecomunicazioni la tassa di concessione governativa non era più prevista, definendo la stessa come illegittima ed anacronistica in un mercato oggetto di privatizzazione e liberalizzazione.
    Con la sentenza in commento i giudici della Corte hanno definitivamente risolto la querelle sancendo la legittimità della TCG.

    Nella decisione di cui si sta parlando, si legge testualmente che “Non rileva l’argomentazione dei controricorrenti, secondo cui il citato art. 160 del Codice delle comunicazioni elettroniche riguarderebbe soltanto gli impianti radioelettrici e non gli apparecchi di telefonia mobile, che non costituiscono un impianto radioelettrico. Invero tale articolo ha riprodotto esattamente il contenuto normativo dell’abrogato D.P.R. n. 156 del 1973, art. 318, che costituiva in precedenza il presupposto oggettivo della tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile….La delineata interpretazione del quadro normativo di riferimento trova conferma nel disposto della L. finanziaria n. 244 del 2007, art. 1, comma 203, che. intervenuta successivamente alla ritenuta abrogazione dell’art. 21 della tariffa per effetto del disposto del D.Lgs. n. 159 del 2003, art. 268, ha esteso ai non udenti l’esenzione dalla tassa di concessione governativa già prevista dallo stesso art. 21 per invalidi e non vedenti, restando così dimostrata la persistente vigenza di tale disposizione tariffaria anche dopo l’abrogazione del D.P.R. n. 196 del 1973, art. 318”.

    E gli enti pubblici non la pagano, per legge. Un’altra battaglia persa, l’ennesima, da parte degli utenti tartassati da balzelli deliranti.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Comune di Genova, società partecipate: slitta l’ok al regolamento

    Comune di Genova, società partecipate: slitta l’ok al regolamento

    palazzo-tursi-vassallo-giovanni-Pd-DGiungerà in Consiglio Comunale il prossimo martedì il “Regolamento per il controllo delle società partecipate”, l’unico punto all’ordine del giorno della seduta di ieri. Proprio la mancanza di un testo definitivo su cui discutere in aula è stata la ragione che ha spinto a non convocare il Consiglio e di rinviarlo alla prossima settimana.

    La decisione ha riacceso la polemica per la scarsa produttività della Giunta alimentata non solo dai consiglieri dell’opposizione, ma anche dal consigliere Vassallo del Pd, uno dei veterani del principale partito di maggioranza. Alcuni  giornali hanno letto in questo rinvio “forzato”, come una presa di posizione del Partito Democratico contro il Sindaco Doria, reo di aver tentato di procedere ad un’approvazione lampo del regolamento. Che l’obiettivo di questo rinvio fosse approfondire il contenuto della bozza di documento presentato dall’assessore al Bilancio del Comune di Genova Miceli è effettivamente vero, ma che vi siano state delle tensioni tra la Giunta e il Pd è meno certo.

    Una delle ragioni principali del rinvio è dovuta principalmente alla volontà, espressa da diverse forze politiche, di convocare per la terza volta una Commissione congiunta Sviluppo Economico e Affari Istituzionali per approfondire l’analisi del documento e per audire l’Autorità Servizi Pubblici Locali (ASPL), un organo tecnico che si occupa proprio di controllo dei servizi erogati ai cittadini.

    Il regolamento, infatti, nasce per rispondere ad un obbligo di legge che prevedeva come limite ultimo per la sua approvazione da parte della Giunta il 9 marzo, dopo di che venivano concessi 60 giorni per ottenere anche l’approvazione del Consiglio Comunale. La necessità, quindi, di realizzare uno strumento per il controllo delle partecipate del Comune aveva portato alla definizione di un documento su cui, tuttavia, la norma stessa prevede la possibilità di un profondo intervento da parte dei consiglieri comunali. Nulla di strano quindi sul fatto che la Commissione abbia previsto una serie di riunioni per riconsiderare e modificare il testo emanato dalla Giunta.

    Durante la prima seduta, svoltasi giovedì 14 marzo, proprio il consigliere Vassallo aveva avanzato diverse proposte di modifica, formalizzate poi in un successivo documento in cui venivano previsti diversi cambiamenti per rendere più organico il testo e in cui si richiedeva di indicare con chiarezza l’organo a cui sarebbe spettata la definizione degli obiettivi delle partecipate e la verifica del loro raggiungimento.

    La bozza di regolamento presentata ieri ha accolto la maggioranza delle richieste del consigliere Vassallo, che si è detto soddisfatto del lavoro della Giunta, ma ha comunque voluto sottolineare la necessità di inserire un limite alla retribuzione variabile degli amministratori delle partecipate del comune – quella parte di stipendio dipendente dal raggiungimento degli obiettivi – e di stabilire un tetto anche per la retribuzione dei dirigenti.

    Su questo tema ha presentato nuovi emendamenti anche il M5S, che ha proposto di commisurare il massimo stipendio di un amministratore a 6 volte quello minimo di un dipendente della stessa società partecipata o, in alternativa, al 60% della retribuzione del Sindaco. Queste richieste di modifica potranno essere inserite dalla Giunta all’interno della versione definitiva del Regolamento di cui si discuterà in aula al prossimo Consiglio Comunale, in caso contrario potranno essere nuovamente presentate dal Movimento in fase di discussione in aula.

    Qualche ulteriore spunto per la riflessione, è giunto dal capogruppo del Pd Farello, il quale ha fatto notare come l’insieme delle norme esistenti sul tema a livello nazionale e locale abbiano fatto sì che l’amministratore, qualora non ottenga la parte di retribuzione variabile legata al raggiungimento degli obiettivi, essendo anche dirigente della società partecipata, potrebbe comunque ottenere gli incentivi che spettano a questa seconda figura. In secondo luogo il consigliere Farello ha messo in evidenza come il trasferimento della competenza per i controlli sulle aziende in capo al Consiglio Comunale renda di fatto inutili le authority.

    Fa parte di questi organismi anche la ASPL, la cui convocazione è stata annullata poiché formalmente non è richiesto un suo parere su una delibera del Comune.

    La prossima approvazione del regolamento apre la strada ad una serie di riflessioni sul sistema delle società partecipate del Comune di Genova, un tema sul quale la Giunta vorrebbe realizzare una profonda revisione, con l’obiettivo principale di riportarne il controllo nelle mani del Consiglio Comunale, riducendo la discrezionalità del Sindaco e il potere degli organismi esterni come le authority. Nelle prossime settimane l’argomento si riproporrà con sedute dedicate alle difficoltà economiche di AMT e AMIU.

     

     Federico Viotti

  • Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    acquarioProsegue l’appuntamento con Mercoledì Scienza, la rassegna di conferenze che si svolge ogni settimana presso l’Auditorium dell’Acquario di Genova e curata dall’associazione Amici dell’Acquario in collaborazione con l’Acquario stesso, con il Centro Studi Sotterranei di Genova e con la sponsorizzazione della Fondazione CARIGE.

    Le conferenze si svolgono ogni mercoledì pomeriggio a partire dalle 17.50, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

    Il tema che viene affrontato oggi (mercoledì 20 marzo 2013) è “Dai templi sotterranei alle Chiese rupestri medievali“. Templi, tombe e chiese realizzati nelle varie epoche e da varie culture, condurranno i partecipanti in un viaggio virtuale dal centro del Mediterraneo al Medio Oriente ed in particolare in Turchia.

    I relatori sono Roberto Bixio, presidente del Centro Studi Sotterranei di Genova, e Andrea De Pascale, conservatore del Museo Archeologico del Finale.

  • Rivoluzione francescana e design urbano: la casa del futuro

    Rivoluzione francescana e design urbano: la casa del futuro

    rifugi-solidi-urbani-impalcatureCari amici del fashion ecocompatibile, il momento è storico, anche la Chiesa si adegua all’austerity ed elegge un Pontefice minimalista che prende il nome di Francesco, sostituisce la Papamobile col Califfone elettrico e le scarpe rosse di Prada con dei più comodi sandali Crocks dalla suola antiscivolo, mentre il gusto degli arredi spartani torna in auge prepotentemente.
    La rivoluzione francescana è iniziata, le teorie economiche più innovative ci insegnano a spogliarci degli inutili orpelli e dei bisogni superflui che la società capitalista ci impone e anche il design urbano e il mondo del fashion non può rimanere insensibile a queste tematiche sociali.
    La casa del futuro appare di un minimalismo chic che unisce il glamour di Cavalli al Cantico delle Creature, gli elementi di arredo sono essenziali e i materiali utilizzati semplici ed economici, trasmettendoci un sentimento di purezza e frugalità che solo guru come Terzani , Scilipoti e Fiorito avevano saputo rappresentare in passato.

    Il cemento, simbolo di pesantezza e capitalismo selvaggio, viene abbandonato, la nuova casa , visibile nella foto, si veste di abiti leggeri ed eterei; una struttura in ferro, composta da tubi innocenti, quasi virginali nel loro pudore stilistico che si eleva ad ideale trait d’union tra l’architettura di Eiffel e il plasticismo infantilista del Meccano.
    Le pareti in muratura, simboli di divisione classista e di individualismo settario, vengono abbattute, il muro dello snobbismo borghese viene travolto dal vento del francescanesimo glamour; solo un telo bianco di plexiglas delimita la casa del futuro, una sottile vela sintetica che si gonfia quando spira la brezza del rinnovamento minimalista, dirigendosi a vele spiegate verso la rotta del fashion più puro.

    Essenzialità frugale e minimalismo integralista: la casa francescana, in plexiglass e tubi di ferro sembra una nave dalla rotta incerta , indecisa se salpare verso un futuro di design essenziale o rimanere strettamente ancorata al presente, in questi tempi in cui la sopravvivenza quotidiana diventa un lusso, un piccolo esercizio stilistico di fashion intimista.
    Il telone sintetico bianco, che illumina col suo candore il panorama del fashion urbano, sostituisce perfettamente le pareti, consente il passaggio della luce evitando lo spreco dell’illuminazione artificiale; il continuo ricambio d’aria con l’esterno consente di avere in casa temperature simili a quelle esterne, in un’empatica armonia con Madre Natura che rispetta il ciclo vitale di Fratello Sole e di Sorella Luna.

    Il rigore dell’inverno sarà solo un modo elegante per temprare il fisico e la mente, abituandosi al piacere delle piccole cose, anche perché in una casa priva completamente di ogni forma di lusso e di tecnologia, l’unica sveglia sarà quella del canto del gallo all’alba, o più probabilmente (trovandoci nel cuore del centro storico) quella del canto molesto ed etilico di giovani Erasmus iberici alle 4 del mattino.

    L’homo francescanus ha ritrovato il suo eremo spartano, rinuncerà ad ogni privilegio economico e forma di finanziamento pubblico, recuperando quel rapporto ancestrale con la natura che si era perso dai tempi d’oro di Heidi e della Casa nella Prateria.
    La strada trendy che unisce Gubbio a Parigi, passando per Assisi , Sant’Ilario e New York, è lastricata di buone invenzioni che portano l’uomo del 2013 ad indossare un saio ecocompatibile e termoautonomo in Juta versione “froissè”, spogliandosi del pesante orpello del kitch, perché l’essenziale sarà anche invisibile agli occhi, ma non allo sguardo attento del fashion e dei suoi occhiali scuri antiuveite.

     

    Dottor Grigio

  • Lilith Genova: la musica delle donne e la Carovana dei festival indie

    Lilith Genova: la musica delle donne e la Carovana dei festival indie

    sabrina-napoleoneLa Carovana dei Festival è un collettivo nato a settembre 2012 dall’unione di forze di sette festival indipendenti attivi tra Liguria, Piemonte, Val d’Aosta ed Emilia. Sabato 16 marzo, presso Palazzo Ducale, gli organizzatori dei vari festival si sono dati appuntamento per organizzare le mosse future e gettare le basi di quello che diventerà un vero e proprio statuto di riferimento. I festival che fanno parte di questa realtà sono Indiesponente (Im), Miscela Rock Festival (To), Orzorock (Pc), Varigotti Festival (Sv), Wanted Primo Maggio (To), e i genovesi Festival delle Periferie e Lilith Festival: “Per questa stagione 2013 – racconta Roberto Giannini presidente dell’associazione Metrodora che organizza il Festival delle Periferie – la Carovana mira ad un consolidamento degli aspetti già intrapresi, quali scambio di artisti tra festival, eventi comuni, aiuto ad artisti di altre regioni o province onde avere la possibilità di esibirsi nei territori dei festival, in locali o situazioni altrimenti di difficile accesso per artisti che abitano a centinaia di chilometri, propaganda e promozione comune a tutti i festival ed eventi. Per il momento rimane un cartello di festival ed eventi, che si dà una serie di regole pratiche che da settembre, al termine dell’ultimo evento (il Supersound di Faenza che prenderà il nuovo nome Mei 2.0), potrebbe evolversi in un vero e proprio statuto che dovrebbe regolare aspetti quali l’ingresso di nuovi festival, i rapporti con la rete dei festival nazionale e alcuni festival europei affini. Non verrà istituito un vero e proprio organigramma con cariche e ruoli, e le decisioni strategiche saranno prese a larga maggioranza, senza distinzione tra festival più o meno importanti”.

    SABRINA NAPOLEONE E LA CAROVANA DEI FESTIVAL INDIE

    Abbiamo poi parlato con Sabrina Napoleone, musicista e fondatrice dell’associazione culturale Lilith, che ci ha raccontato la storia della sua associazione, del Lilith Festival (progettato e realizzato in collaborazione con La Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale e con il patrocinio del Comune di Genova), e ha discusso con noi i risultati dell’assemblea della Carovana: “La Carovana dei Festival – dice Sabrina – è un movimento che nasce spontaneo sulla base di un obiettivo comune, ovvero quello di fare concretamente qualcosa per la musica emergente. Ognuno dei sette festival che compongono la Carovana ha una propria storia ed una propria specificità, ognuno è nato rispondendo ad e esigenze e colmando lacune del proprio territorio e così facendo ne ha sviluppato le potenzialità ed ha tenuto vivo l’interesse della gente per la musica indipendente”.

    Quali propositi vi siete dati per il futuro?

    «Il proposito fondamentale è quello di dare agli artisti la possibilità di esibirsi di fronte ad un pubblico molto più vasto, farsi conoscere a livello nazionale e cosa importantissima confrontarsi con altri musicisti, produttori ed etichette. Per un artista partecipare ad un festival significa potersi esibire di fronte ad un pubblico a volte centinaia di volte più numeroso di quello che potrebbe intercettare suonando nei pochi locali e e club dove ancora si fa musica dal vivo».

    Quali saranno i punti fondamentali dello statuto?

    «Lo statuto su cui stiamo ancora lavorando dovrà regolamentare i rapporti tra i festival consorziati definendone gli impegni reciproci, sia quelli artistici che quelli economici. Dovrà inoltre definire le regole fondamentali attraverso cui verranno prese le decisioni. Ad esempio abbiamo già cominciato a lavorare, grazie alle intuizioni di Roberto Grossi del Varigotti Festival, ad un festival dei festival il 3 agosto a Finale Ligure».

    Quale ruolo specifico assumerà la vostra associazione relativamente al collettivo Carovana?

    «All’interno della Carovana ogni associazione collaborerà impegnandosi equamente e nel rispetto delle proprie specificità. Non ci sono ruoli definiti, ognuno farà la sua parte ma senza rigidità. Per una più rigida divisione dei ruoli occorre ancora un po’ di tempo, confrontarsi con progetti ambiziosi e capire chi di noi fa meglio cosa».

     

    sabrina-napoleone-2

    LILITH, LA MUSICA DELLE DONNE

    Come e quando è nata l’esigenza di fondare un’associazione musicale dedicata alle donne musiciste? Il fatto stesso che tu ne abbia sentito il bisogno indica che qualcosa manca.

    «Lilith è un’associazione creata da musiciste per le musiciste. Dopo anni di amicizia e condivisione di spazi, palchi, consigli e la cura a livello individuale di direzioni artistiche di alcuni interessanti progetti io, Cristina Nicoletta e Valentina Amandolese abbiamo fondato Lilith Associazione Culturale. Lilith nasce nel 2010 ma porta avanti istanze ben precedenti, come l’esperienza personale mia e delle mie socie o la consapevolezza che le “cantautrici” e comunque le donne che suonano nel variegato mondo del rock oggi siano tante quasi quanti sono i colleghi maschi ma assai meno rappresentate. Solo per restare nel mondo dei festival sarebbe già ottimistico affermare che la presenza di progetti femminili è scarsa. Le cose stanno lentamente cambiando e forse anche grazie a noi. Quando ho cominciato io a far musica era il 1994 e a Genova non avevo notizie che di Claudia Pastorino, ci sono voluti anni per incontrare le altre, forse perché allora i locali ancora più di oggi sembrava avessero spazio solo per le cover band e anche i maschietti che facevano musica originale avevano difficoltà a trovare date. Insomma ci voleva una bella faccia tosta e molta perseveranza per avere l’onore di essere ammessa a suonare (gratis) in qualche locale. Poi le cose hanno cominciato a smuoversi, o forse mi sono scossa io, ho abbandonato i progetti di band dietro a cui mi nascondevo come autrice e cantante ( avevamo già autoprodotto un EP dal titolo Aria Di Vetro e un Album intitolato Anacronismi quando è terminata la mia lunga avventura dietro il nome degli AUT-AUT) e ho messo il mio nome e la mia faccia su un palco».

    Nelle band la presenza femminile appare sempre abbastanza ridotta. Come spieghi questa cosa? Non saremo mica nella condizione in cui ci vorrebbero le quote rosa anche nella musica?

    «Questo è esattamente ciò che sembra, ma se tu affrontassi un viaggio musicale con noi come guide scopriresti che la presenza femminile è piuttosto importante e che la gran parte dei progetti musicali femminili è davvero interessante. Anzi prendetelo proprio come un invito da parte di Lilith: non dovremmo neppure allontanarci da Genova per trovare nuove galassie musicali “rosa”».

    Lilith festival - lisa galantini, sabrina napoleone, valentina amandolese, cristina nicolettaNella vostra attività come associazione quali difficoltà avete incontrato finora, in ambito cittadino ed extracittadino? Quali invece gli aspetti positivi?

    «Io sono fortemente convinta, al contrario di molti colleghi e colleghe, che Genova non sia un ambiente più ostile alla musica di quanto lo siano altre città anche più grandi. Le istituzioni stesse hanno guardato con interesse al Lilith Festival e ci hanno concesso spazi importanti. A Genova in linea teorica non manca più nulla per la musica femminile. Le ragazze sono uscite allo scoperto, si sono messe in gioco e presto faranno scuola. Noto solo che la crisi del mondo musicale sta influenzando moltissimo le nuove generazioni: è difficilissimo vedere dei ventenni ai concerti e questo un po’ mi allarma».

    Avete organizzato il “Festival della musica d’autrice”, che ha già avuto due edizioni.

    «Ci abbiamo messo tutte noi stesse e tutta la nostra passione (anche in senso etimologico) per realizzare il Lilith Festival, per la prima edizione esponendoci personalmente a livello economico, poi ci hanno soccorse degli sponsor illuminati che ci hanno aiutato a coprire i costi della seconda edizione. Il pubblico ha risposto molto bene, infondo presentavamo un’idea difficile…Se dici “cantautrice” la gente si immagina già la ragazzina con la chitarrina che canta canzoncine d’amore, noia noia noia. Ebbene questa visione è completamente sbagliata: le donne hanno sperimentato di più, si sono conformate di meno ai modelli e in linea di massima sono più originali».

    Quali i progetti per il futuro?

    «Tantissimi! Come cantautrice sto completando un progetto discografico con il mio amico di sempre e produttore Giulio Gaietto. A fine mese uscirà ufficialmente, per Toast Records di Torino, il primo singolo dal titolo “E’ Primavera” potete già ascoltarlo su soundcloud. A seguire il disco. Intanto proseguono le collaborazioni con le mie colleghe Cristina Nicoletta, Valentina Amandolese e Jess. 4even è il nome del progetto.
    Lilith invece sta crescendo a vista d’occhio e la terza edizione del Lilith Festival diventa internazionale con la partecipazione di una cantautrice dalle Hawaii e con la presenza di alcuni nomi amati dal grande pubblico di cui non posso ancora svelare nulla. Quest’anno il Lilith Festival si svolgerà nelle giornate del 7-8-9 giugno sempre a Palazzo Ducale-Piazza Matteotti. La nostra associazione si impegnerà nella campagna contro la violenza sulle donne e sosterrà con alcuni progetti il Centro Antiviolenza. Entro maggio uscirà infatti una Compilation Lilith i cui proventi andranno devoluti al fondo per i centri antiviolenza. Ci sono donne che dedicano la vita ad insegnare ad altre donne che possono, anzi devono,  non essere vittime e noi vogliamo contribuire, lo sentiamo come un nostro dovere».

     

    Claudia Baghino

  • Gaber e il movimento del ’77: da rivoluzionari a polli d’allevamento

    Gaber e il movimento del ’77: da rivoluzionari a polli d’allevamento

    giorgio-gaberNel 1978 Giorgio Gaber uscì con il nuovo lavoro, scritto sempre con S. Luporini, “Polli di allevamento”. Spettacolo decisamente amaro, duro e violentemente polemico, venne contestato più di una volta. Infatti il “ Signor G” in questo testo non si limitò ad ironizzare sulle miserie piccolo-borghesi di tutti noi, sui grandi mali che affliggevano (e tuttora affliggono) l’Italia, no, questa volta parte dei monologhi e delle canzoni era rivolta direttamente all’area del “movimento del ‘77”; quell’area che spesso aveva seguito i suoi spettacoli e gli riconosceva una lucidità politica non comune, quell’essere “sempre avanti”, fuori dagli schemi (capacità che Gaber seppe mantenere fino alla fine).

    “Polli di allevamento” fu per molti una doccia ghiacciata. Gaber accusava pesantemente le ultime generazioni “impegnate” di comportamenti modaioli, standardizzati e massificati in un nuovo consumismo a misura di tutti; di perdita di quel rigore, di quella spinta ideale indispensabile per un autentico cambiamento; di essere incazzati per frustrazione e non per scelta; di nascondere dietro ad una pratica violenta un’angosciante vuoto esistenziale e progettuale che solo per poco tempo il “sogno rivoluzionario” aveva riempito.

    Traspariva una profonda amarezza per come la carica rinnovatrice del ’68 fosse naufragata nell’isteria e nell’imbecillità più totale. Simbolo di quel naufragio può essere considerato il festival di “Re nudo”, svoltosi a Milano nel ’77 (parco Lambro), con gli stand degli alimentari presi d’assalto dal “proletariato giovanile” e le successive partite a “pallone”… con i polli arrosto!!! Sembrava impossibile che l’intendimento politico di non delegare, di voler affrontare da protagonisti le proprie problematiche – spinta che aveva portato ad una dura contestazione di Luciano Lama (allora segretario generale della CGIL) all’università La Sapienza di Roma – fosse in così breve tempo scaduto in una rabbia isterica, autoreferenziale e priva di progetto politico.

    In questo vuoto di azioni e pratiche politiche “sensate” giunge ai massimi livelli l’impatto (e la follia) dei gruppi armati. Il 16 marzo 1978, in via Fani, a Roma, le BR rapirono Aldo Moro (allora presidente della democrazia cristiana, che venne poi ucciso dopo oltre 50 giorni di prigionia), uccidendo la scorta. Sono molti gli episodi di “gambizzazioni” e uccisioni in questo periodo di “delirio armato”. Sempre nel 1978 i fascisti ammazzeranno due ragazzi del centro sociale milanese Leoncavallo, impegnati nella lotta contro gli spacciatori di eroina.

    Già, l’eroina, mortale protagonista degli ultimi anni ’70 e di buona parte degli anni ’80. L’eroina, di fatto, andò a riempire per molti/tanti/troppi lo spazio e il tempo prima dedicati all’impegno politico. Ed il pensiero, la creatività? Azzerati, brutalmente. Ed è difficile non scorgere, dietro alla mafia degli spacciatori, una gestione politica nella diffusione dell’eroina (val la pena di ricordare anche negli Stati Uniti l’organizzazione radicale delle “Black Panters” fu annientata dalla diffusione, all’interno del movimento, dell’eroina). Dunque, eroina da una parte, repressione poliziesca dall’altra, idiozia neo consumistica al centro… non male, vero?!

    Certo, si potrebbe obiettare che questa non è tutta la società, ma solo una parte di essa. Rispondo che, abitualmente, non mi occupo degli “ontologicamente imbecilli”, dei servi, degli infimo-borghesi, delle teste vuote se non per combatterne la loro pestilenziale presenza e diffusione. E ritengo che l’amarezza di Gaber fosse proprio questa: vedere una razza che avrebbe potuto essere realmente diversa, bruciarsi il cervello. Intanto nel 1977 arriverà la televisione a colori; il primo di gennaio il mitico “Carosello” andrà in pensione; gli americani lasceranno il Vietnam: sconfitta di una guerra mai ufficialmente dichiarata; di lì a poco il “grande intrallazzatore” inizierà la sua ascesa, succhiando vergognosamente soldi che una ancor più vergognosa classe politica gli lascerà succhiare. È un sipario pesante quello che sta calando.

     

    Gianni Martini

  • Università all’estero e mobilità dei giovani: i progetti di Aegee

    Università all’estero e mobilità dei giovani: i progetti di Aegee

    rapporti-studi-dati-statisticheAcronimo di Association des Etats Généraux Des Etudiants de l’Europe, AEGEE è una delle associazioni studentesche più grandi d’Europa, che promuove l’integrazione europea e la mobilità giovanile attraverso scambi culturali internazionali. Tra i suoi progetti, organizza ogni anno le Summer University: un’esperienza all’estero rivolta ai giovani che vogliono conoscere la cultura, la lingua e le opportunità di studio di un Paese diverso dal proprio.

    Il progetto comprende diversi tipi di esperienze: corsi di lingua straniera base o intensivo (dalle due alle quattro settimane), corsi estivi su temi specifici che vanno oltre l’apprendimento della lingua (da 12 giorni a quattro settimane), giro turistico del Paese ospitante (con almeno 4 luoghi diversi di pernottamento).

    L’associazione illustrerà i progetti 2013 in incontri informativi che si terranno presso le facoltà universitarie di Genova. Questo il programma:
    – mercoledì 20 marzo (ore 17) Facoltà di Architettura
    – mercoledì 10 aprile (ore 17) Facoltà di Medicina
    – mercoledì 17 aprile (ore 17) Facoltà di Lettere.

    Per maggiori informazioni aegee.genova@gmail.com o 349 1252472 – 380 4106037.

  • Genova Smart City: progetti, finanziamenti e un concorso di idee

    Genova Smart City: progetti, finanziamenti e un concorso di idee

    tecnologia-energia-DIL PRECEDENTE

    Novembre 2010: si costituisce a Genova l’associazione Genova Smart City, composta da realtà pubbliche e private del territorio con l’obiettivo di aderire ai progetti europei di riqualificazione energetica e ambientale, sviluppo economico e innovazione. Genova è la prima città italiana a partecipare attivamente all’iniziativa europea per creare una rete di “città intelligenti”.

    Febbraio 2012: Genova riceve un finanziamento europeo di 6 milioni di Euro per la realizzazione di tre progetti legati a Genova Smart City. Sono tre le proposte inviate dal Comune, che hanno ricevuto la piena approvazione dei promotori del bando “Smart cities and Communities 2011″:
    – per l’ambito “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova riceverà 674.000 € per la creazione di linee guida comuni alle diverse realtà che compongono il tessuto urbano, per favorire la trasformazione complessiva da città “semplice” a Smart City.
    – per l’ambito “riscaldamento e raffreddamento”, Genova otterrà 2.425.000 € per un progetto di rete energetica locale alle Gavette, zona Staglieno.
    – infine, per l’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, Genova avrà 2.486.000 € per la riqualificazione energetica degli edifici presso la diga di Begato.

    Marzo 2012: il Comune di Genova sigla un protocollo d’intesa con Siemens – una delle aziende aderenti all’associazione Genova Smart City – per favorire lo sviluppo di ulteriori progetti, rispetto a quelli oggetto del bando europeo. I temi messi in campo sono utilizzo di energie rinnovabili negli edifici, sviluppo green di porti e aeroporti, mobilità sostenibile.

    Giugno 2012: Gloria Piaggio, coordinatrice del progetto Genova Smart City, spiega in un’intervista a Era Superba il dettaglio dei tre progetti e i tempi di realizzazione. «I progetti europei solitamente hanno una durata temporale di 3-4 anni. Il loro scopo principale è sfruttare l’occasione della disponibilità di un budget finanziario per sperimentare soluzioni alternative ed innovative che poi dovranno essere replicate nelle singole realtà, con le proprie forze». Scendendo in dettaglio, i tre progetti sopra citati verranno portati a compimento entro il triennio 2013/2016, in sinergia con le altre città europee vincitrici del bando, per diventare poi un modello per altri luoghi che volessero seguirne l’esempio.

    Ottobre 2012: il Ministero dell’Istruzione apre un nuovo bando per progetti legati a Smart City. Il finanziamento complessivo per i progetti che verranno sottoposti è di 655,5 milioni di euro.

    Gennaio 2013: il Comune di Genova apre un bando per 20 stage di sei mesi rivolti a giovani e laureati, che verranno inseriti nei diversi uffici comunali che operano nel progetto Genova Smart City. Un’opportunità per arricchire il proprio curriculum ed entrare a contatto con le realtà della pubblica amministrazione che si occupano di questo settore.

    IL PRESENTE

    Febbraio 2013: nuovi finanziamenti per Genova Smart City. Il capoluogo ligure riceve infatti 160 milioni di Euro per il bando aperto dal Miistero dell’Istruzione la scorsa estate. La cifra verrà così suddivisa: 84 milioni di euro per finanziare cinque progetti di ricerca e sviluppo legati alla città, 75 milioni di euro per quattro progetti che permetteranno ad altrettante imprese genovesi di sviluppare attività di ricerca in altre regioni italiane.

    Marzo 2013: il Comune di Genova lancia il concorso di idee Smart R-evolution. Entro il 16 maggio è possibile consegnare un’opera grafica che rappresenti l’idea di Smart City del suo autore: ai vincitori delle rispettive categorie (suddivise per fasce d’età) verranno assegnati in premio 4 tablet. Scopo del bando è sensibilizzare i cittadini sui temi chiave del progetto Smart City.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Rolandofest: cantautori e band al primo festival di Sampierdarena

    Rolandofest: cantautori e band al primo festival di Sampierdarena

    musica-live-cantanti-microfonoSono aperte fino a lunedì 25 marzo 2013 le iscrizioni per la prima edizione di Rolandofest, grande evento musicale che si svolgerà a Sampierdarena sabato 20 aprile ed è organizzato dall’associazione culturale Green Greed, in collaborazione con il Municipio di Sampierdarena.

    Gli organizzatori del festival hanno scelto Facebook come mezzo di reclutamento delle band: chiunque voglia partecipare deve pubblicare sulla pagina-evento “Selezioni Rolandofest” un proprio brano, demo o videoclip, seguito dal nome e da un contatto (telefono, e-mail, Facebook, etc).

    Possono partecipare solo gruppi emergenti con pezzi inediti (no cover band).