Autore: erasuperba

  • Ferrovia Genova-Casella: rischio riduzione del servizio

    Ferrovia Genova-Casella: rischio riduzione del servizio

    Trenino Genova-CasellaLa riorganizzazione di Amt, resasi necessaria a causa della critica situazione economica dell’azienda, rischia di penalizzare la storica Ferrovia Genova-Casella. L’allarme lo lancia Massimiliano Tovo, assessore ai trasporti del Comune di Sant’Olcese, una delle località attraversate dallo storica linea in funzione dal lontano 1929.

    Mentre a Genova continua la discussione fra Amt e sindacati alla ricerca di un punto di contatto per salvare il trasporto pubblico locale, nei Comuni limitrofi dell’entroterra, in particolare quelli delle valli Bisagno, Polcevera e Scrivia, c’è preoccupazione per la sorte di un servizio per cui già alcuni mesi fa si è paventato il rischio chiusura suscitando la mobilitazione generale di cittadini e istituzioni locali.

    «Apprendo da “voci di corridoio” che esisterebbero serie problematiche in merito al prossimo orario invernale per il trasporto pubblico della Ferrovia Genova Casella gestito da Amt – spiega Tovo – Secondo queste indiscrezioni il servizio erogato continuerà prorogando l’orario estivo con evidenti lacune che colpirebbero studenti e lavoratori. Per questo motivo mi auguro che con la ripresa delle lezioni scolastiche possa essere ripristinata la normalizzazione degli orari».

    «Queste preoccupazioni sono dovute ad una carenza organica del personale – precisa Tovo – Senza una preventiva ed efficace pianificazione l’unica alterativa sarebbe proprio quella di ridurre il servizio. La Ferrovia Genova-Casella rischia di essere vittima del processo di riorganizzazione del trasporto pubblico. Si tratta di una politica aziendale tendenzialmente discriminatoria che fa quasi sollevare il legittimo sospetto che si voglia esercitare una condanna definitiva del trenino».

    L’assessore ai Trasporti del Comune di Sant’Olcese sottolinea come ancora una volta non siano tenute in minima considerazione le proposte, i richiami, gli appelli delle istituzioni locali e dell’utenza, orientati ad una politica di rilancio della linea. «Una contrazione del servizio equivale all’anticamera per la dismissione del trenino – ribadisce TovoSe queste voci dovessero trovare conferma ad essere colpite saranno nuovamente le nostre vallate. L’amministrazione di Sant’Olcese adotterà ogni tipo di strategia volta a salvare la Ferrovia Genova-Casella: chiediamo all’Amt un piano aziendale e non un epitaffio post mortem».

    Infine Tovo si rivolge a coloro i quali dicono che non ci sono i soldi per mantenere il servizio «Le risorse per il mantenimento del trenino sono le uniche risorse per il trasporto pubblico locale a non essere state recentemente tagliate, in quanto si tratta di risorse fiscalizzate fin dalla Finanziaria 2008 – conclude l’assessore di Sant’OlceseE voglio pure ricordare che negli ultimi due anni la Ferrovia Genova-Casella è stata oggetto di importanti investimenti sia sul materiale rotabile sia sulle infrastrutture: chiudere adesso o limitarne il servizio significherebbe un ulteriore sperpero di denaro pubblico, mentre al contrario si potrebbe raccoglierne i benefici».

     

    Matteo Quadrone

  • Lavori in Corso Europa: WWF contesta gli interventi del Comune

    Lavori in Corso Europa: WWF contesta gli interventi del Comune

    Lunedì sono partiti i lavori di sostituzione del guard-rail centrale in corso Europa, un’arteria fondamentale per il traffico cittadino, invasa da tre cantieri nei prossimi 7 mesi che creeranno inevitabili disagi ai cittadini, complicando la mobilità di autobus e mezzi privati. Il primo lotto riguarda il tratto compreso tra via Pastore e via della Piazzetta, per una lunghezza complessiva di circa 500 metri su entrambi i lati dello spartitraffico, in seguito si proseguirà nei tratti stradali successivi in direzione levante per terminare l’intera operazione nell’aprile 2013.
    Un intervento di messa a norma resosi necessario perché «Il guardrail esistente non è più conforme alla normativa vigente», sottolinea l’amministrazione comunale. Quindi l’obiettivo dichiarato è migliorare la sicurezza della circolazione in una via che spesso è stata teatro di drammatici incidenti stradali.

    Ma la decisione del Comune trova l’opposizione della sezione genovese del WWF che, in un comunicato dal titolo emblematico “Sicurezza per chi e a spese di chi?”, contesta la tempistica dei lavori, la loro reale motivazione e l’esborso economico previsto.
    «C’è da chiedersi perché questo intervento debba essere fatto in pieno periodo lavorativo e non, se davvero era così urgente, nel passato periodo estivo – scrive il WWF – Nel frattempo quanti utenti lasceranno il trasporto pubblico e passeranno al mezzo privato, contribuendo così ad aumentare le statistiche dell’incidentalità con buona pace dell’auspicata sicurezza?».
    L’associazione ambientalista sottolinea le disastrose conseguenze per l’ambiente e la vivibilità della zona, generate dalle decisioni di Palazzo Tursi «Per 7 mesi, “improrogabili” lavori di manutenzione, determineranno la scomparsa dell’unica infrastruttura intelligente e a basso costo realizzata per il trasporto pubblico a Genova da 20 anni a questa parte. La sostituzione dei guard-rail centrali in Corso Europa comporterà infatti la sparizione della corsia dei bus, che ha radicalmente migliorato la qualità della vita dei cittadini del levante e comportato risparmi per 1 miliardo e mezzo di vecchie lire l’anno alla casse di AMT, per il periodo dei lavori». A farne le spese sarà soprattutto la linea 17, l’unica con velocità di percorrenza decorose proprio grazie alla corsia dedicata «Per mesi e mesi i bus rimarranno impantanati nel traffico».

    Il WWF esprime tutti i sui dubbi anche in merito al presunto obiettivo dei lavori «Perché devono essere sostituiti i guard-rail esistenti? Non è semplicemente sufficiente la loro eliminazione? Dove stanno le ragioni di sicurezza? L’incidentalità in Corso Europa è dovuta ad una serie di cause, tra cui la velocità eccessiva, soprattutto nei tratti più a levante, da qui il rischio di invadere la carreggiata opposta. In tutto questo risulta difficile capire cosa c’entri la pericolosità dell’attuale guard-rail».
    Se tuttavia «Lo stato di manutenzione o anche scrupoli di sicurezza rendessero opportuna la rimozione del barriera esistente, bene, la si rimuova e basta – ribadisce il WWF – Ricostruirla sembrerebbe un avvallo alle infrazioni. Si attuino soluzioni “normali” come tante altre strade a forte traffico o, al limite, come quella di Via Gramsci (dove un marciapiede divide le due carreggiate, ndr)».
    Il problema è di natura culturale, perché secondo il WWF siamo di fronte ad un errato approccio alle problematiche legate alla mobilità pubblica e privata. «Sarebbe decisamente più utile implementare sistemi di moderazione del traffico – spiega Vincenzo Cenzuales, esponente dell’associazione – per governare gli spazi urbani bisogna fare in modo di diminuire la velocità dei mezzi privati».

    Infine, a suscitare la disapprovazione del WWF, sono i costi economici dell’intera operazione. Aster ha curato, secondo le indicazioni della direzione Manutenzione Infrastrutture Verde e Parchi del Comune di Genova, la progettazione dell’opera, che sarà finanziata con i fondi residui dei Piani straordinari di manutenzione 2010 e 2011. L’importo totale dei lavori (IVA compresa) è di 980.000 euro, comprensivo di tutte le opere accessorie.
    «Apprendere che il costo per le casse del Comune sarà di ben 980.000 euro, soprattutto per l’installazione del nuovo, in un momento in cui mancano anche i soldi “per la carta igienica”, lascia molto sconcertati», sottolinea Cenzuales.
    «Ma questi sono solo i soldi strettamente necessari per l’intervento – fa notare il WWF – per gestire il traffico sarà necessario pagare straordinari alla Polizia Municipale (e non poco vista la durata dei lavori). Inoltre, l’improrogabile intervento comporterà un costo economico indiretto ad AMT per probabili perdite dell’ordine dei centinaia di migliaia di euro. Non è un’ipotesi così azzardata che tutta l’operazione possa alla fine costare al Comune, tra intervento, straordinari e danni ad AMT, cifre anche superiori al milione e mezzo di euro. E tutto questo, mentre si riparla di tagli al servizio AMT e si fa pagare a cittadini ed utenti il prezzo di anni di scelte sbagliate sulla mobilità, non è più solo sconcertante ma rasenta la follia».

     

    Matteo Quadrone

  • Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sono sempre più numerosi gli esempi di gruppi di giovani che si radunano per dare vita a un gruppo informale, un’associazione, una startup. Era Superba quattro anni fa è nata proprio con questo scopo, ed è bello vedere che in questa città – spesso considerata “vecchia, statica e mugugnona” – esistono numerose realtà piccole e grandi che si impegnano per “fare qualcosa”.

    In passato vi abbiamo parlato dei ragazzi di L’Alieno a Prà, dei numerosi eventi di Disorder Drama, dell’impegno per la valorizzazione della musica di Volumia, dell’impegno in difesa dell’ambiente e della creatività da parte di IoRicreo. Gli esempi sono molti, e a Genova stanno nascendo continuamente nuove realtà, a mezza via tra il “fare cose insieme” e il voler “inventarsi un lavoro”.

    A questo scopo vi raccontiamo il progetto di Sophia dalla Notte, nata a febbraio 2011 da un’idea dell’attore e regista Nicola Camurri: un progetto di ricerca artistica, orientato in particolare alla sperimentazione di nuovi linguaggi legati alle nuove tecnologie digitali per la comunicazione. Il presupposto è semplice: oggi sempre più opere d’arte vengono diffuse per via digitale, generando così un prodotto nettamente diverso da quello originario. Se osservare un quadro dal monitor di un pc o di un tablet implica un rapportarsi con l’opera assai differente da quello dell’osservazione dal vivo, realizzare un’opera con tecniche digitali è allo stesso modo un approccio completamente diverso all’attività artistica.

    Non solo: oggi, grazie al web, chiunque può creare la propria opera d’arte e farla circolare verso un pubblico potenzialmente infinito. YouTube per i video, Instagram per le immagini, i blog per la scrittura, tutti i social network per diffondere le opere, farsi conoscere, dialogare con le persone. Se la diffusione di massa di opere è diventata così facile, e chiunque sul web può “diventare artista”, come si fa a distinguere un’opera di qualità da una che non lo è?

    Il progetto di Sophia dalla Notte vuole anzitutto riflettere su questa nuova congiuntura artistica, che a cascata si riflette in ogni altro aspetto della società in cui viviamo: lavoro, politica, economia, tutto ormai passa attraverso il multimediale e il digitale. Che lo vogliamo o meno, tutti noi siamo ormai parte di questo fenomeno: siamo soggetti a informazioni che scorrono a una velocità impressionante, dove discernere qualità e autenticità è sempre più difficile. Sta a ognuno di noi usare gli strumenti della Rete nella maniera più corretta. Come scritto nel Manifesto Artistico dell’associazione “Noi riteniamo che si debba però dare a tutti la possibilità di condividere, senza imporsi: decidere di conoscere è una libera scelta, a nostro parere l’unica scelta  veramente  libera  della  condizione  mortale. Il  resto  è  solo  una  conseguenza  di  ciò  che percepisci da quel momento in poi”.

    Un progetto di ricerca sullo stato dell’arte ai tempi del digitale, che nei prossimi mesi acquisirà forma attraverso iniziative e progetti, realizzate da un team di giovani con buone  competenze  in  campo  artistico, culturale, tecnologico e comunicativo. Scopo del progetto è applicare le tecnologie del web 2.0, del marketing e del social networking per costruire una rete di imprese, professionisti e istituzioni che operano nel campo della comunicazione, della produzione artistico culturale e della formazione.

    Non solo: Sophia dalla Notte si impegnerà in prima persona nel realizzare prodotti culturali digitali, che spazieranno dalle riviste ai cortometraggi, dalle installazioni artistiche ai corsi di formazione.

    Per saperne di più sull’associazione e sui progetti futuri, è possibile contattarla all’indirizzo sophia.dallanotte@gmail.com.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Expo Valpolcevera 2012: tre giornate ricche di appuntamenti

    Expo Valpolcevera 2012: tre giornate ricche di appuntamenti

    Prende il via venerdì 7 settembre la 15° edizione dell’Expo Valpolcevera, un’occasione unica per mostrare le eccellenze – spesso sconosciute ai più – della vallata.

    Ecco il programma completo:

    Venerdì 7 settembre

    Dalle ore 16 Borgo di Pontedecimo “Casa Beata Chiara” “VISI PALLIDI E OMBRE ROSSE” tra gioco e realtà, mostra dedicata a Nativi d’America e Pionieri

    18.00 Via Isocorte – Inaugurazione 15° Expo Valpolcevera – Apertura Stand

    Stazionamento “Carro Valpolcevera” e presentazione “Scuola del Pesto”; iscrizioni gratuite ai corsi di Preparazione del Pesto al Mortaio; degustazione delle rinomate Frittelle al Pesto; presentazione della “Scuola del Cioccolato” e corso “Le basi del Cioccolato”, iscrizioni presso “Pasticceria Poldo” Piazza Pontedecimo. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

    19.00 Spazi Expo: “FIT-BOX” Lezione per tutti

    19.00 Via Isocorte Via Valsugana – 2° Expo in Marcia – Marcia Podistica

    19.30 TENDA RISTORANTE EXPO’ La “S.O.M.S. La Fratellanza” propone ricette tipiche della cucina Polceverasca

    19.30 RISTORAZIONE EXPO’ – I SALUMI DELLA TORRAZZA

    21.00 Expo Via Isocorte – Palco degli Spettacoli Compesso musicale “ORCHESTRA ANTICO RIONE”, ballo liscio e standard

    21.00 Piazza Partigiani Gruppo Unleaded “CONCERTO ROCK”

     

    Sabato 8 settembre 

    08.30 Partenza Via Isocorte- Via Valsugana, Gita da Pontedecimo a San Michele di Castrofino. All’arrivo, guide dell’Associazione Art Time illustreranno l’edifico restaurato

    09.00 Via Guido Poli Gazebo Croce Verde – Misurazione gratuita glicemia, pressione arteriosa e colesterolo; Gazebo Biblioteca Palasciano – Mercatino dell’usato, raccolta fondi per la biblioteca; Gazebo Associazione Ligure Diabetici; Gazebo Lyons Club

    10.00 Via Isocorte – Expò Valpolcevera – Apertura Stands Prodotti agricoli biologici, Esposizione permanente Zootecnica, Carro Valpolcevera, Scuola del Pesto, Scuola del Cioccolato

    10.00 Spazi Expò Via Isocorte “Dimostrazione di Arboricoltura – Treeclimbing”. Artigiani professionisti per cura di alberi e giardini, gestione di spazi verdi, corsi professionali, potature, abbattimenti

    10.00 Borgo Pontedecimo “MOSTRA PER LE VIE DEL BORGO”. Pittori, scultura, artigianato d’arte, fotografia, letteratura, modellismo
    “SFIDA TRA CANI E GATTI” a colpi di fotografia. Mostra Concorso dedicato alle foto di cani e gatti XII Edizione Trofeo Bruna Traviati

    11.00 Spazi Expò Via Isocorte GIOCHIAMO AL GARICCIO – Riscoperta dell’antico gioco

    12.00-19.00 Tenda Ristorazione “Assaggi da nostra Carne in scia Ciappa” a cura “Associazione Provinciale Allevatori”; “Ristorazione Menu a km 0” a cura “La Fratellanza”; “Carni e verdure alla piastra” a cura “Salumificio Torrazza”

    15.00 Spazi Expò Via Isocorte “ESIBIZIONE DI FITNESS” Danza, ballo e intrattenimento per bambini

    16.00 Via Isocorte,13 c/o Salone La Fratellanza Enzo Melillo presenta: “PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” Libro autobiografico di Flavio Quell’Oller una vita per la carità, tra le Missioni e Pontedecimo

    17.00 Spazi Expò: “Degustazione guidata delle acque”, l’iniziativa ha come obbiettivo di insegnare a percepire il sapore dell’acqua utilizzando varie acque minerali tra queste la nostra “acqua del bronzino”. Ideazione: Fondazione AMGA e Iren Acqua-Gas

    17.00 Spazi Expò: “GARA di PANCA PIANA” organizzata da: ASD New Princess sporting club

    18.30 Spazi Expò: “ESIBIZIONI di ARTI MARZIALI” dimostrazioni congiunte di Karate e Judo organizzate da: Centro Studi Karate Liguria A.S.D. e Budo Semmon Gakko Px A.S.D.

    21.00 Piazza Partigiani – 23a Sfilata “MODA SOTTO LE STELLE”. Partecipano: La Boutique Campomorone, Oliva, Ottica Medicina, Profumo di Pelle Pelletteria Campomorone, Il gusto … di Piacere-Intimo Campomorone, Cambiaso Oreficeria, Original Marines Bolzaneto, Foto Studio 61, I Fiori di Carla. Organizzata da: Pro Loco Valpolcevera C.I.V. Ponte 2000 Pontedecimo Municipio V Valpolcevera

     

    Domenica 9 settembre

    07.00 GARA DI PESCA ALLA TROTA

    08.00 24° Fiera annonaria

    10.00 Via Isocorte – “Expò Valpolcevera” Apertura Stands, Prodotti Agricoli Biologici Esposizione permanente Zootecnica, “Carro Valpolcevera”, Gazebi: “Scuola del Pesto”- “Scuola del Cioccolato”

    10.00 Spazi Expò “MARATONA di SPINNING” organizzata da ASD New Princess sporting club

    10.00 Spazi Expò: Corsi di preparazione del “PESTO AL MORTAIO” curati da Pro Loco Valpolcevera

    11.00 “SCUOLA DEL CIOCCOLATO” II°corso di “Le basi del Cioccolato”; ai Partecipanti verrà consegnato Attestato di partecipazione.
    Iscrizioni presso “Pasticceria Poldo” Piazza Pontedecimo. Il ricavato delle iscrizioni verrà devoluto in beneficienza. A cura di Pro Loco Valpolcevera e Poldo

    12.00-19.00 “Assaggi da nostra Carne in scia Ciappa” a cura di A.P.A. Associazione Provinciale Allevatori; “Ristorazione MENÙ A KM. 0”
    nella Tenda Ristorazione – a cura di Ristorazione “La Fratellanza”; “Carni e verdure alla piastra” nella Tenda Ristorazione – a cura di “Salumificio Torrazza

    17.00 Percorso “CORTEO STORICO”, partecipano: “Corteo Storico Comune di Genova” “Gruppo Storico Sestrieri Lavagna” – “Contea Spinola Ronco Scrivia” – “Gruppo Storico Sextum” “Cavalieri di Cesino” “Corteo Storico Casella”. Organizzato da Comune di Genova, Assessorato Promozione Città – Municipio

    17.30 Spazi Expò “AUTODIFESA KRAV MAGA”, lezione gratuita aperta a tutti di autodifesa israeliana organizzata da ASD New Princess sporting club

    18.00 Piazza Pontedecimo – TORTA DEI GENUATI – Caccia alla carta gemella

  • Offerte di lavoro a Genova: le proposte di Città dei Mestieri

    Offerte di lavoro a Genova: le proposte di Città dei Mestieri

    Questi gli appuntamenti di settembre rivolti a chi cerca lavoro e che si tengono alla Città dei Mestieri di Genova Cornigliano, tutti a partecipazione gratuita.

    Giovedì 13 settembre (ore 14.30): Prepararsi per un colloquio di selezione.
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo. Suggerimenti e indicazioni utili per chi deve sostenere una selezione per un posto di lavoro o un corso di formazione.

    Mercoledì 19 settembre (ore 14.30): Preparare un curriculum vitae e una lettera di candidatura.
    Informazioni e riflessioni sui contenuti delle varie parti del curriculum. Illustrazione del formato europeo. Indicazioni per la preparazione di lettere di auto candidatura.

    Giovedì 20 settembre (ore 15): Orientarsi per dopo il Diploma.
    Illustrazione e utilizzo delle risorse di Città dei Mestieri, utili per le scelte professionali dei neo diplomati. Sarà possibile informarsi sulle professioni e fare dei test di orientamento. Per partecipare, prenotarsi telefonando al numero 010/6480540.

    Lunedì 24 settembre, ore 16: Il mestiere di scrittore oggi.
    Il mestiere di scrittore è possibile? Come si diventa scrittori. Come si può fare per pubblicare un libro? Relatore Claudio Bagnasco.

    Martedì 25 settembre, ore 10: Opportunità di lavoro nell’agricoltura.
    Durante l’incontro verranno illustrate le opportunità di lavoro stagionali e non, le proposte formative per qualificarsi nel settore e le agevolazioni per avviare un’azienda agricola. Interverranno un imprenditore agricolo, che racconterà la sua esperienza, e Fabio Rotta responsabile economico Coldiretti Liguria. Per partecipare, prenotarsi telefonando al numero 010/6480540.

    Giovedì 27 settembre (ore 14.30): Conoscere i contratti di lavoro.
    Illustrazione delle varie forme contrattuali che potrebbero venire proposte ai giovani, dall’apprendistato al lavoro a progetto, dall’occasionale al tempo determinato. Informazioni circa le ultime novità in materia e le regole principali.

    [foto di Diego Arbore]

  • Centrale del Latte, mozione: difendere il marchio Oro

    Centrale del Latte, mozione: difendere il marchio Oro

    La vertenza relativa alla Centrale del Latte di Fegino è uno dei nodi occupazionali per cui è necessario trovare una risposta nel più breve tempo possibile. In ballo, oltre ai 65 dipendenti dello storico sito di Fegino che già hanno ricevuto le lettere di licenziamento, c’è anche tutta la filiera produttiva della vallata, circa 200 lavoratori tra allevatori, trasportatori e cooperative.
    Lunedì, a Parma, si è svolto l’incontro tra sindacati e direzione di Lactalis-Parmalat, la società che controlla la Centrale del Latte di Genova. Purtroppo, come preventivamente immaginato dalle stesse sigle sindacali, il vertice si è concluso con un nulla di fatto e la proprietà ha confermato la volontà di chiudere lo stabilimento genovese.
    Adesso occorre individuare un soggetto in grado di subentrare nella gestione dell’azienda. Alcuni giorni fa il sindaco Marco Doria ha annunciato ai sindacati due possibili soluzioni imprenditoriali: la Centrale del Latte di Alessandria ed Asti e quella di Brescia.
    L’ultimo appuntamento utile è fissato per il 21 settembre a Roma dove il Governo ha convocato un tavolo di confronto tra Lactalis-Parmalat e sindacati.

    Nel frattempo il Municipio Val Polcevera, dopo aver approvato all’unanimità, il 18 luglio scorso, una mozione che ribadiva una ferma opposizione alla chiusura della Centrale del Latte di Fegino, prossimamente discuterà un nuovo documento presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle.
    E se la mozione di luglio focalizzava l’attenzione sulla presunta volontà dell’azienda di mantenere un magazzino di smistamento nel Mercato Ortofrutticolo di Genova-Bolzaneto – senza però fornire le necessarie garanzie circa il numero degli occupati in questa nuova attività e sul tipo di contratto che sarà stipulato – oggi i consiglieri del M5S puntano sulla difesa dello storico marchio Latte Oro.

    «I cittadini genovesi, ignari della dismissione della Centrale del Latte di Genova, continueranno a comprare il marchio Latte Oro pensando che sia un prodotto locale e invece non sarà più così».
    Per questo la mozione impegna il presidente del Municipio e la giunta municipale ad «Attivarsi presso l’autorità garante della concorrenza e del mercato per verificare se Lactalis-Parmalat abbia ancora diritto ad utilizzare il marchio Latte Oro nonostante non abbia rispettato gli impegni sottoscritti in passato al momento dell’acquisto dello stesso marchio».

    Inoltre, i firmatari del documento, chiedono di «Sostenere e promuovere, con tutte le risorse economiche e politiche che il municipio può adottare, la formazione di una cordata di imprenditori in grado di rilevare la Centrale del Latte».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova: casting attori comici per Belo Horizonte

    Genova: casting attori comici per Belo Horizonte

    Arte di Strada teatro attoriNuova stagione in vista per lo show televisivo Copernico, ideato e realizzato dalla compagnia di cabaret genovese Belo Horizonte che va in onda il venerdì e la domenica sera su Comedy Central, canale 122 di Sky.

    Venerdì 7 settembre dalle 10.30 si terrà al Teatro Instabile di via Cecchi un casting per attori comici che entreranno a far parte dello show.

    Per iscriversi ai provini è sufficiente telefonare al numero 335 5900238.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Quinto: un cantiere devasta l’oasi verde del rio Bagnara

    Quinto: un cantiere devasta l’oasi verde del rio Bagnara

    Un’oasi verde a due passi da Corso Europa, in una zona dove il tessuto ambientale ha faticosamente resistito all’avanzare della città, rischia di scomparire per sempre a causa di un cantiere devastante che, in un batter d’occhio, ha spazzato via tutte le tracce del suo naturale passato, le fasce di un tempo, i muretti a secco, ulivi ed alberi da frutta. Oggi è rimasta solo nuda terra che, con l’arrivo delle prime piogge, rotolerà nel torrente sottostante, portandosi con sé la collina.
    Siamo a Quinto, nella prima parte alta del rio Bagnara, lungo il percorso di via Palloa dove, una preziosa fauna locale composta da germani reali, anatre, oche ed altri animali, valorizzava l’intera area, affascinando giorno dopo giorno, gli abitanti del luogo.
    Ma il contestato progetto edilizio che prevede la costruzione di due palazzine residenziali in via Scala, sopra Corso Europa e l’Uliveto Murato di Quarto, sta avendo effetti dirompenti, stravolgendo la vita naturale delle piccole cose e causando un vero e proprio scempio, come dimostrano in maniera inequivocabile le foto a corredo dell’articolo.

    «Già adesso ci sono brecce sugli argini di pietra, non ci sono più alberi, alberi che con le loro radici trattenevano la terra, le pietre, ogni cosa – spiega Ester Quadri, esponente del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente, una delle anime dell’Osservatorio Verde, il sito web (www.osservatorioverde.it) che, con l’aiuto dei cittadini, segnala le trasformazioni ambientali connesse alle edificazioni, previste e in atto, sul territorio  – Era un’ oasi naturale, bellissima, con le sue case di pietra, l’antico mulino, gli orti ancora carichi di frutta e verdura, la sua riserva d’acqua più a monte, la sua gente, un piccolo paradiso così come tanti percorsi fluviali della nostra città, con la loro straordinaria ricchezza paesaggistica nella loro umile quiete».

    I lavori, avviati recentemente, porteranno alla realizzazione di due manufatti con caratteristiche tipologiche e materiali compatibili con il tessuto urbano e naturale esistente. Inoltre il progetto prevede la riqualificazione degli spazi aperti, con il recupero degli uliveti e degli orti. Nella fascia lungo il rio Bagnara sono previsti servizi a uso pubblico, quali orti urbani e parcheggi funzionali, con la risistemazione idrogeologica del ponte esistente che sarà demolito e ricostruito leggermente più a monte.
    «Difficile immaginare in quale modo tali nuovi elementi possano armonizzarsi in un contesto così delicato – sottolinea Ester Quadri – La bellezza insita del luogo rischia di sbriciolarsi sotto il peso dell’ennesima cementificazione. Al contrario, occorre fermare le ruspe per salvare le nostre memorie storiche, valorizzare i nostri sentieri, i torrenti e le fasce».

    A poca distanza da via Scala, in via Cottolengo, un progetto simile è già stato portato a termine ed è possibile vedere il risultato. In un terreno sistemato a fasce con serre, piante da frutta, ulivi e pini è stata costruita una palazzina di 4 piani con relativi box e posteggi. L’edificio non ha ancora ottenuto l’abitabilità ma attualmente gli alloggi sono in vendita.
    L’intervento è stato fortemente contestato da alcuni abitanti che si domandano con quanta leggerezza l’amministrazione comunale conceda le autorizzazioni a costruire. «Non si comprende per quale motivo il Comune autorizzi la costruzione di una casa proprio a ridosso di Corso Europa – spiega Ferdinando Briccola, residente in zona – L’unica spiegazione plausibile è che per la nostra amministrazione l’importante è monetizzare gli oneri di urbanizzazione».

    «Il complesso di via Cottolengo è composto da due costruzioni posizionate su differenti livelli risalenti ai primi anni settanta (‘71/’72) realizzate su un terreno che era sistemato a terrazzamenti (fasce) di proprietà, in parte di una coppia di floricoltori ed in parte di una comunità religiosa – spiega l’Osservatorio Verde – nel complesso è stato inserita e ristrutturata una casa appartenuta ad un ordine ecclesiastico di via Romana della Castagna 38. I civici 16 e 22 di via Cottolengo sono composti da un totale di 21 unità immobiliari e la ristrutturazione con il relativo cambio di destinazione ha permesso di realizzare altri 6/8 appartamenti. Il tutto é stato realizzato dall’imprenditore Giuseppe Costa con apposite società (Gardenia & Dalia, ecc.) sciolte dopo il completamento dei lavori».

    Matteo Quadrone

  • #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    Bciciletta in città2.556 ciclisti e 7.625 pedoni: è questo il bilancio delle persone morte per incidenti stradali negli ultimi dieci anni, e che qualche mese fa ha spinto chi sceglie la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani a creare sul web il movimento #salvaiciclisti.

    Un gruppo molto attivo, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione indirizzata ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Commissione Trasporti alla Camera. L’obiettivo? Ridurre fino a 30 km/h il limite di velocità nei centri urbani (escluse le strade a scorrimento veloce).

    Una scelta necessaria per rendere più sicure le strade che i ciclisti percorrono ogni giorno, in città dove spesso il limite dei 50 km/h è trasgredito dagli automobilisti e dove non sempre ci sono corsie specifiche per chi viaggia su due ruote.

    Una proposta non nuova al movimento, che dopo aver raccolto numerose adesioni sul web, ha portato lo scorso febbraio il senatore del Partito Democratico Francesco Ferrante a presentare un disegno di legge che riguarda proprio la riduzione del limite di velocità a 30 km/h, oltre all’introduzione di semafori dedicati per i ciclisti e all’obbligo di destinare il 2% del budget per la gestione di strade e autostrade alla realizzazione di piste ciclabili.

    La petizione può essere rintracciata e firmata sul sito change.org e ha per titolo “Obiettivo #30eLode: Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città“.

    Un’iniziativa molto importante anche in vista della Settimana Europea della Mobilità, che si terrà dal 16 al 22 settembre prossimi.

    Marta Traverso

  • Sanità: cittadini e lavoratori in mobilitazione contro i tagli

    Sanità: cittadini e lavoratori in mobilitazione contro i tagli

    SanitàLa Regione Liguria, alle prese con la spending review sulla sanità, prova ad accelerare ed esorta i vertici di Asl ed ospedali ad individuare almeno altri 250 posti letto da tagliare. I piani presentati, infatti, non sono sufficienti ed alcune sforbiciate, in particolare quelle ipotizzate da San Martino e Gaslini, sono troppo leggere. Occorre centrare l’obiettivo imposto dal Governo, ovvero non superare il rapporto del 3 per mille tra posti letto per acuti e popolazione.
    Oggi partono gli incontri tra Regione e dirigenti della sanità ligure e nei prossimi giorni avremo maggiori dettagli. Ma già trapelano le prime indiscrezioni e sulle pagine della “Repubblica” di stamattina si parla del rischio cancellazione di alcuni reparti degli ospedali di Sestri Ponente (Micone) e Pontedecimo (Gallino) che sarebbero svuotati di posti letto per acuti, trasferiti al nuovo padiglione 9 bis del Villa Scassi, attualmente in costruzione, che diventerà strategico per l’intera area del Ponente, ma anche della Val Polcevera.

    Nel frattempo, contro i tagli del Governo e le manovre della Regione Liguria in campo sanitario, il sindacato autonomo Fials conferma la dichiarazione di stato di agitazione e riprende le iniziative dei lavoratori insieme ai comitati che si stanno organizzando in tutta la città (Pontedecimo, Sestri Ponente, Scassi, Galliera, Quarto), per opporsi al massacro del servizio sanitario pubblico e difendere i presidi ospedalieri del territorio.
    Previste una serie di riunioni ed incontri pubblici, si parte domani, mercoledì 5 settembre, da Pontedecimo, alle ore 18 presso la sede della Croce Verde locale, dove si farà il punto sulla situazione dell’ospedale Gallino. Il giorno seguente, il 6 settembre, alle ora 17:30, presso la sede della Croce verde di Sestri Ponente, si parlerà invece dell’ospedale Padre Antero Micone.
    Il sindacato autonomo esprime totale dissenso «Nel merito e nel metodo», verso i provvedimenti adottati o in via di adozione, da parte della Giunta regionale che «Non solo elude come sempre ogni confronto con le parti sociali e con i sindacati ma, in questo caso, si spinge fino alla sospensione delle procedure democratiche espropriando gli enti locali ed i sindaci dei legittimi compiti e prerogative di legge in materia di sanità». Sotto accusa c’è la delibera di Giunta del 9 agosto scorso, con la quale si assegnano pieni poteri ai direttori generali di Asl ed ospedali per operare i rispettivi piani di contenimento della spesa. Così facendo, però, sottolinea la Fials «Sono stati sottratti alle comunità locali i poteri che la legge riserva ai Comuni per l’indispensabile esercizio di contrappeso e riequilibrio tra gli interventi centrali della Regione e le esigenze dei cittadini nei territori, dei corpi intermedi della società civile e dei lavoratori del settore sanitario».

    Un capitolo a parte merita Quarto e la vicenda dell’ex ospedale psichiatrico, ieri al centro dell’attenzione della politica cittadina. Il sopralluogo delle commissioni comunali, Welfare e Territorio, infatti, è stata l’occasione per ragionare sul futuro di questo luogo. Ma la vera svolta è arrivata grazie alle parole pronunciate in questi giorni dal presidente della Regione Claudio Burlando, il quale ha ipotizzato un dietrofront rispetto alle decisione di vendita delle strutture dell’ex manicomio.
    «Evidentemente il dialogo serve – ha affermato il vicesindaco Stefano Bernini – Avevamo già espresso all’assessore regionale all’urbanistica, Marylin Fusco i nostri dubbi sull’opportunità di vendere Quarto, adesso leggo le parole di Claudio Burlando. È un segnale positivo, si apre un nuovo percorso che dovremo affrontare insieme».
    L’idea del presidente della Regione sarebbe quella di non smantellare Quarto ma, al contrario, di rafforzarne il ruolo trasformandolo in una sorta di cittadella della salute.
    «Dopo mesi di battaglie portate avanti a suon di interrogazioni in consiglio regionale, di sopralluoghi e di studi delle delibere, sono soddisfatto che la questione dell’ex manicomio di Quarto abbia ottenuto finalmente l’attenzione che si merita anche da parte del consiglio comunale, in particolare, del vicesindaco di Genova Stefano Bernini e che le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Claudio Burlando aprano uno spiraglio sul futuro della struttura», è il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che aggiunge «Il dietrofront sulla variazione della destinazione d’uso delle strutture di Quarto, per ora solo ipotizzato da parte della Regione, sarebbe una scelta di buon senso nell’interesse dei cittadini e dei pazienti. Per quanto tardiva, ritengo sia positiva la scelta di avviare un confronto tra Regione e Comune di Genova sul futuro di questa struttura. Meglio tardi mai».

     

    Matteo Quadrone

  • Live life 2012: arte, musica e performance ai Giardini Baltimora

    Live life 2012: arte, musica e performance ai Giardini Baltimora

    Giardini BaltimoraTantissimi gli appuntamenti in programma per la prima edizione di Live life, un evento concepito dall’associazione culturale Motel 1989 come tentativo di vivere al meglio la nostra città, attraverso la voglia di divertirsi con il giusto rispetto del posto e di chi lo abita.

    La prima edizione del festival si terrà sabato 8 e domenica 9 settembre ai giardini Baltimora, una location scelta non a caso: si tratta infatti di un luogo per anni degradato e dimenticato, che merita un pensiero positivo di riqualificazione attraverso musica e arte contemporanea.

    Le due giornate inizieranno alle 16 e ogni evento avrà ingresso libero e gratuito. Il ricco programma spazierà dalle performance artistiche alla musica elettronica, tutte rigorosamente svolte dal vivo, in affiancamento a esposizioni di libri, dischi e oggetti legati all’ambito artistico underground.

    Durante Live life sarà possibile sottoscrivere la tessera associativa dell’associazione culturale Motel 1989.

  • Terzo Valico, mozione: rendere funzionali le linee esistenti

    Terzo Valico, mozione: rendere funzionali le linee esistenti

    Una mozione presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e dal capogruppo della Federazione della Sinistra (Davide Ghiglione) del Municipio Val Polcevera, impegna presidente e giunta ad attivarsi nei confronti del Sindaco di Genova affinché «Venga attuata una moratoria dei lavori del Terzo Valico e affinché venga considerata come prioritaria la realizzazione del collegamento dalla Bretella Voltri–Borzoli-Sampierdarena verso il valico dei Giovi in contemporanea con i lavori del Nodo ferroviario».

    Il documento, che sarà discusso prossimamente, sottolinea «A Borzoli sono già previsti gli imbocchi per un tratto di circa 350 metri a servizio del futuro Terzo Valico e proprio questi imbocchi potrebbero essere collegati alla linea di valico di Mignanego».
    Evitando così la realizzazione di un’opera che avrà un impatto molto forte sul territorio «Per il possibile dissesto idrogeologico ed il prosciugamento delle falde acquifere, e sulla salute pubblica data la possibile presenza di rocce amiantifere per le quali non è a conoscenza alcun accorgimento per evitare pericoloso inquinamento, a differenza di quanto accennato (seppur in maniera ancora insufficiente) nello studio, ad esempio, per la Gronda Autostradale di Ponente».

    Quindi, secondo il Movimento 5 stelle e la Federazione della Sinistra, i lavori per il nodo ferroviario (come già aveva spiegato ad Era Superba l’ingegnere Bruno Marcenaro) potrebbero essere l’occasione per rendere pienamente funzionali le linee di valico esistenti.
    Attualmente infatti «Sono in corso i lavori da Voltri a Brignole Terralba del Riassetto del Nodo di Genova, opera totalmente finanziata da RFI per un importo di circa 600 milioni di Euro – spiega la mozione – Quest’opera ha lo scopo primario di utilizzare la Bretella Voltri-Borzoli, costruita negli anni novanta con una spesa di 400 miliardi di vecchie lire e mai utilizzata».
    La Bretella Voltri-Borzoli «Fu costruita per dotare il porto di Voltri di un’infrastruttura ferroviaria per il trasporto dei contenitori – affermano i consiglieri firmatari del documento – ma per il fatto che da Borzoli invece di collegare questa bretella con la linea di valico di Mignanego le FS preferirono, con minor spesa, collegarla con la linea di Ovada, nessun treno del Porto di Voltri ha mai percorso tale linea, trovando più comodo la tratta Sampierdarena – valico di Mignanego».

    Nel prossimo futuro «Con il nuova tratto di linea previsto dal Nodo che va da Borzoli a Sampierdarena sarà possibile alleggerire e razionalizzare il traffico lungo la linea litoranea e aumentare così la capacità del servizio ferroviario metropolitano», continua la mozione.
    In pratica i treni passeggeri da e per Savona–Ventimiglia percorreranno il nuovo tracciato Voltri–Borzoli–Sampierdarena mentre la vecchia linea litoranea sarà utilizzata per un servizio di tipo metropolitano.
    «A questo punto sorge però una domanda importante – sottolineano i firmatari della mozione – dove passeranno i treni merci del Porto di Voltri? Tenuto conto che i treni merci provenienti dal Porto di Voltri, se inoltrati nella nuova tratta Voltri–Borzoli–Sampierdarena, implica il fatto che a Sampierdarena il treno dovrà subire un cambio di trazione testa-coda da parte del locomotore, quindi ripartire per il valico di Mignanego o di Pontedecimo, con un inspiegabile disagio ed aumento di costi e tempi del trasporto».

    La situazione sopra spiegata deriva dal fatto che la Bretella Voltri–Sampierdarena non è stata collegata a salire verso il nord con la linea di valico esistente (la Succursale dei Giovi).
    «Negli anni ‘90 le FS avevano previsto tale collegamento chiamato Bivio Lastrego (autofinanziato) – continua la mozione – ma poi tutto fu accantonato quando si parlò di Terzo Valico (finanziato dallo Stato Italiano) con la giustificazione che la realizzazione del Terzo Valico risolverebbe tali problemi di percorso. Situazione reale, ma con l’inconveniente che il Terzo Valico ha tempi di realizzazione di 10–15 anni destinati probabilmente ad aumentare per l’opposizione della popolazione e la possibile mancanza dei finanziamenti considerato il costo elevato dell’opera (6,3 miliardi di euro), allontanando in un futuro indefinito il problema dei treni merci diretti al nord in tempi brevi».

    I consiglieri ritengono indispensabile un ripensamento verso la soluzione del collegamento con la linea di valico esistente (la Succursale dei Giovi) «Che ha la sola priorità di reperire i finanziamenti necessari, comunque di gran lunga inferiori a quelli per il Terzo Valico».

     

    Matteo Quadrone

  • Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    IL PRECEDENTE

    «È un punto di partenza che si rivolge non solo ai cittadini residenti, ai giovani e agli studenti, ma mette un nuovo “mattone” nella politica di marketing territoriale». Con queste parole un anno fa, più precisamente il 7 settembre 2011, l’allora Sindaco di Genova Marta Vincenzi presentava ufficialmente alla loggia dei Banchi il progetto FreeWifi Genova: quattordici aree della città nelle quali è possibile navigare gratis in Internet dal computer o cellulare, con un limite di 2 ore e/o 300 Mb al giorno.

    Queste le zone coperte dal servizio: biblioteche (Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella); le piazze antistanti le stazioni ferroviarie di Brignole, Principe e Sampierdarena; piazza De Ferrari e Matteotti (incluso Informagiovani all’interno di Palazzo Ducale); loggia di Banchi; piazzale Kennedy; il parco di Villa Croce; via Sestri e terminal arrivi dell’aeroporto Cristoforo Colombo.

    Un passo avanti per la copertura wifi della città, che ha utilizzato fondi europei (i 140 mila € del progetto Wi Move) comportando dunque un costo minimo per il Comune. Il progetto si aggiunge alle iniziative private già in corso, su tutte quella dell’associazione Cittadini Digitali.

    IL PRESENTE

    Molte cose sono cambiate in un anno e le iniziative pubbliche e private rivolte a migliorare il servizio di connettività gratuita per genovesi e turisti si sono moltiplicate.

    Facciamo un veloce riepilogo: alle aree coperte da FreeWifi Genova si è aggiunta la Biblioteca Berio, che ha abbandonato il precedente servizio Wifi per aggregarsi a quello del Comune. Le necessità portate dall’alluvione del 4 novembre – dovute soprattutto alle difficoltà nel comunicare via cellulare – hanno spinto ad abbattere il limite delle 2 ore giornaliere, così che a oggi non esistono più limitazioni di tempo per navigare.

    A oggi il servizio FreeWifi Genova ha 9.547 utenti registrati (in media 850 al mese), con circa 800 connessioni al giorno e traffico dati medio giornaliero di circa 10 Gb, soprattutto nei giorni feriali.

    Nei prossimi mesi saranno attivate nuove aree coperte dal wifi gratuito, a partire dal quartiere Maddalena (dove saranno installati circa 18 punti di accesso) e dai musei, biblioteche e principali piazze cittadine non ancora raggiunte. C’è inoltre l’intenzione di portare avanti il dialogo con i privati, attraverso accordi mirati che permettano l’adesione dei loro hot spot al circuito FreeWifiGenova.

    In questo senso, il principale “concorrente” del Comune è rappresentato dall’azienda Vallicom Srl, con sede a Sestri Ponente e che dal 2009 gestisce le reti che fanno capo all’associazione Cittadini Digitali, con oltre 21.000 utenti registrati. Sul dialogo tra Comune e privati Vallicom si mostra scettica, sostenendo di non essere mai stata interpellata per avviare un’iniziativa comune per la copertura wifi del territorio genovese.

    Vallicom ha attivato da alcuni mesi il progetto Rete Gratuita, che finora ha coinvolto non solo la città di Genova, ma anche diversi Comuni dell’entroterra e della Liguria. La registrazione avviene collegandosi al sito retegratuita.it, dove è possibile anche consultare l’elenco (in continuo aggiornamento) delle aree coperte.

    Rete Gratuita ha attualmente oltre 80 hot spot attivi, con la previsione di arrivare a oltre 200 entro ottobre. Vallicom è inoltre il promotore – sempre tramite Rete Gratuita, del progetto che vede coinvolta Federfarma: si prevede entro il 30 novembre l’attivazione di hot spot, le cui spese di installazione sono interamente a carico dell’azienda, in circa 150 farmacie.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Certosa: cittadini contro i tagli dei servizi sanitari

    Certosa: cittadini contro i tagli dei servizi sanitari

    Dopo il Municipio Val Polcevera, ora è la volta dei cittadini pronti a scendere in strada per difendere i servizi sanitari della vallata, messi in pericolo dagli imminenti tagli decisi dalla Regione Liguria. Contro l’ipotesi di cancellazione degli spazi ambulatoriali di Certosa gli abitanti stanno organizzando una mobilitazione popolare per il prossimo 15 settembre. 

    Sabato 1 settembre, nonostante la pioggia, sono già stati distribuiti 2000 volantini e l’iniziativa ha ottenuto risalto anche sui social network con una pagina facebook dedicata (questo il link https://www.facebook.com/events/409582749101695/).
    «Le ferie sono finite ma i problemi restano», recita il documento diffuso dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa con l’aiuto del Comitato No Inceneritore e di altri volontari «Con la scusa della crisi verranno tagliati dalla Regione Liguria 663 posti letto negli ospedali, di cui 160 nella nostra Vallata, servizi sanitari dislocati sul territorio ed in particolare il centro prenotazioni e gli ambulatori di via Canepari a Certosa (il CUP da mesi al centro di polemiche per la paventata chiusura). Tutto ciò si aggiunge al considerevole aumento delle tasse e del costo della vita che andrà a pesare in particolare sulle persone più deboli della popolazione! Malati, anziani e disabili».

    Ma il rischio chiusura riguarda anche l’unico presidio superstite dell’intera vallata, l’ospedale Gallino di Pontedecimo. Per quanto riguarda l’ex ospedale Celesia di Rivarolo infatti – al cui interno ormai da diversi mesi sono in corso dei lavori di riqualificazione per la trasformazione del padiglione a valle in struttura residenzialità – non è prevista la realizzazione di nuovi ambulatori per il quartiere.
    Nonostante la situazione del Gallino sia avvolta da un misterioso silenzio, nessuno ha mai smentito con convinzione l’ipotesi di dismissione dell’ospedale, il cui destino appare inevitabilmente segnato.
    «Come Comitato Liberi Cittadini di Certosa non vogliamo subire queste scelte che, insieme ai problemi della legalità, della sicurezza, della viabilità e del degrado ambientale, stanno uccidendo la nostra vallata. Vogliamo manifestare la nostra opposizione invitandovi numerosi alla manifestazione che organizzeremo Sabato 15 settembre 2012 alle ore 15 con partenza davanti al CUP di Via Canepari».

     

    Matteo Quadrone

  • Corpi urbani: a Genova e Finale Ligure il festival di teatro danza

    Corpi urbani: a Genova e Finale Ligure il festival di teatro danza

    Incontri, danzaDa giovedì 6 a domenica 9 settembre torna come ogni anno il Festival internazionale di danza in paesaggi urbani Corpi urbani / Urban Bodies, giunto alla decima edizione.

    Quest’anno l’associazione Artu propone, tra Genova e Finale Ligure, 19 spettacoli a cura di artisti italiani e internazionali provenienti da Spagna, Gran Bretagna e Francia, per un totale di 35 performer tra artisti affermati e giovani talenti della danza contemporanea. Nel capoluogo ligure sono state scelte sei residenze, tra il Parco di Villa Duchessa di Galliera a Voltri e Villa Bombrini a Cornigliano.

    Il festival sarà preceduto da un’anteprima, che si terrà martedì 4 settembre alle 18 presso Palazzo Ducale, in cui verranno presentati il progetto europeo LEAST COMMON MULTIPLE, la rivista DANCING CITIES e la mostra fotografica SEI, che celebra i dieci anni di festival.

    Questo il programma degli eventi.

    Giovedì 6 settembre il festival apre a Voltri, tra piazza Odicini e il Parco di Villa Duchessa di Galliera: quattro coreografi e sette danzatori di diversa provenienza formativa e culturale sperimentano il progetto europeo Dance Channels, realizzato in collaborazione con il Festival Trayectos di Zaragoza e il Festival Urban Moves di Manchester. Gli artisti selezionati sono stati in residenza per tre settimane a Zaragoza, due settimane a Manchester e una settimana a Genova (presso il Teatro Cargo) e hanno lavorato nello spazio urbano e in relazione con alcune realtà associative del territorio per poi aprire al pubblico le proprie creazioni.

    Venerdì 7 settembre ci si sposta nel cortile maggiore di Palazzo Ducale per una serata di danza in collaborazione con Anticorpi XL, network italiano della giovane danza d’autore, di cui l’Associazione ARTU fa parte dal 2009.

    Sabato 8 settembre spettacoli a Villa Bombrini di Cornigliano con il progetto Factories e la presentazione del film documentario DANCING CITIES, un progetto europeo sostenuto dal Programma Cultura 2007- 2013 dell’Unione Europea, in collaborazione con il circuito internazionale CIUDADES QUE DANZAN.

    La giornata conclusiva, domenica 9 settembre, si svolgerà come ogni anno a Finale Ligure (SV).