Autore: erasuperba

  • Multe: come vengono spesi dal Comune i ricavi delle sanzioni

    Multe: come vengono spesi dal Comune i ricavi delle sanzioni

    Molti cittadini si domandano in quale maniera vengano utilizzati, da parte dell’amministrazione pubblica, i sostanziosi proventi frutto delle sanzioni amministrative comminate per le trasgressioni al Codice della strada. Parliamo di una cifra di tutto rispetto – quasi 1,9 miliardi di euro all’anno (1500 milioni il ricavo delle contravvenzioni eseguite dalle polizie locali; 400 milioni da quelle nazionali, come Polstrada, Carabinieri, ecc.) – che finisce nelle casse dello Stato e delle amministrazioni locali.

    Soldi pubblici che, secondo l’ex articolo 208 del Codice della strada (modificato dalla legge 120/2010 ma il cui senso originario è rimasto sostanzialmente identico), dovrebbero essere destinati ad incrementare la sicurezza dei cittadini siano essi pedoni, automobilisti, motociclisti o ciclisti.
    Il Codice della strada stabilisce infatti che il 50% degli introiti ricavati dalle multe, spettanti agli enti locali, sia così ripartito: almeno il 12,5% destinato ad interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica delle strade; almeno il 12,5% al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi ed attrezzature dei corpi e servizi di polizia provinciale e municipale; almeno il 25% ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale: innanzitutto la manutenzione delle strade, la sistemazione del manto stradale, interventi a tutela degli utenti deboli (bambini anziani disabili pedoni e ciclisti), svolgimento nelle scuole di corsi di educazione stradale, ecc.

    Una dettagliata ricerca della Fondazione Luigi Guccione Onlus (Ente morale vittime della strada), presentata meno di un mese fa, basata sui dati relativi ai proventi delle multe forniti da 14 grandi città italiane (tra cui Genova), mette in luce come il problema principale sia la gestione del denaro. Perché se è vero che quasi tutti i Comuni interpellati rispettano la quota riservata – ed anzi la maggioranza di essi riserva una cifra maggiore ai fini stabiliti dall’ex art. 208 – non esiste nessuna trasparenza sulle modalità di spesa e soprattutto sulla qualità della spesa. In altri termini non risulta chiaro l’impiego effettivo dei fondi e sono del tutto assenti dei criteri uniformi per valutare l’efficacia degli interventi.
    Ogni anno le Giunte comunali sono chiamate a determinare con una delibera le quote da destinare alle finalità stabilite dall’ex art. 208 ma non sono tenute a specificare nel dettaglio come sarà utilizzato il denaro.

    L’Italia non ha raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea nel Libro Bianco del 2001, vale a dire la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, ma nell’ultimo decennio si è registrata una diminuzione del 42,4% del numero dei morti sulle strade, valore in linea con la media europea UE a 27, pari al -42,8%. Nell’ultimo quinquennio però il nostro Paese, a fronte delle numerose entrate, ha speso soltanto 30 milioni all’anno per il Piano nazionale per la sicurezza stradale, distanziandosi di gran lunga dagli investimenti effettuati dagli altri Paesi dell’Europa a 15, quelli con cui dobbiamo direttamente confrontarci, dove la mortalità è scesa mediamente del 48%.

    Secondo il rapporto della Fondazione Guccione, le 14 grandi città analizzate (Torino, Milano, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Messina, Cagliari) nel quinquennio 2006-2010 hanno incassato sanzioni per un totale di 3,4 miliardi (il 38% dei proventi sanzionatori complessivi; mentre i proventi medi annui sono stati pari a poco più di 680 milioni).

    Genova (i cui dati si riferiscono al periodo 2007-2010) mediamente ha raccolto ogni anno oltre 33 milioni di euro. Cifre lontane dai 270 milioni di Roma o dai 130 di Milano ma comunque consistenti. La pressione sanzionatoria media nel capoluogo ligure è stata di 55 euro procapite (Roma e Milano hanno raggiunto 100 euro, Bologna 97, Catania 87, Torino e Napoli 67), inferiore alla media delle 14 grandi città (74 euro).

    Ma i dati più sconcertanti riguardano la variazione del livello dei tassi di mortalità. Il rapporto sancisce un calo medio nei 14 Comuni, pari al 20%. Genova invece va in controtendenza (insieme a Palermo, Venezia e Messina) e registra una crescita di oltre il 40%.
    A confermarlo sono i dati Istat che certificano come Genova sia salita dai 27 morti del 2007 ai 46 del 2010 (l’unico calo si è verificato nel 2009 con 31 vittime rispetto alle 39 del 2009).
    La tabella relativa al costo sociale per morti e feriti procapite, vede la nostra città raggiungere quota 800 euro procapite (la media si attesta sotto i 700 euro). Con un conseguente aumento di quasi il 10% rispetto alla media in discesa delle 14 città analizzate(- 15%).

    Come detto in precedenza quasi tutti i Comuni destinano alle finalità dell’ex art. 208 più del 50% dei proventi sanzionatori. A Genova la media 2007-2010 è pari al 52%.
    Guardando invece gli impegni effettivi, ovvero i settori di spesa in cui sono confluiti i fondi delle grandi città, il documento evidenzia come la maggioranza degli introiti delle multe siano destinati alla manutenzione stradale (in media quasi 173 milioni all’anno), seguita dagli investimenti nel trasporto pubblico (oltre 154 milioni); mentre alla generica definizione di “altre finalità connesse con la sicurezza stradale” le maggiori città italiane destinano in media 58 milioni all’anno.
    In totale questi tre settori rappresentano mediamente l’80% della spesa complessiva dei 14 Comuni.

    La singola composizione della spesa del Comune di Genova presenta alcuni aspetti di difficile interpretazione. Quasi il 68% degli introiti infatti sono destinati all’indefinito settore denominato “altro”(la media delle 14 città è del 12%). Di una cosa però siamo sicuri: “altro” non vuol dire manutenzione stradale ma neppure interventi a tutela degli utenti deboli, a favore della ciclo mobilità o dell’educazione stradale, considerando che nel rapporto queste voci rappresentano delle categorie a sé. Quindi è lecito domandarsi a cosa servono concretamente i soldi pubblici ricavati dalle multe e se davvero sono utili per incrementare la sicurezza dei cittadini.
    Per quanto riguarda i settori a cui sarebbe necessario riservare il 12,5% degli introiti, Genova destina all’aumento della segnaletica un rotondo quanto inutile 0% mentre per l’aumento dei controlli solo il 6% (la media è del 9,3%). Alla manutenzione stradale sono invece destinate il 25% delle risorse(la media è del 35,6%) e per il trasporto pubblico anche qui siamo allo 0% (la media sfiora il 32%).

    Secondo il rapporto, a livello nazionale, nonostante il 71% dei proventi venga utilizzato per le finalità dell’ex art. 208, gli impieghi collegati direttamente alla sicurezza stradale rappresentano solo il 10% o poco più.
    In pratica ciò significa che «quote ampiamente maggioritarie dei proventi finiscono per alimentare spese correnti, spese ordinarie, spese di gestione dei servizi ai cittadini, per il funzionamento di uffici, strutture tecniche ed amministrative – sottolinea la Fondazione Guccione – Per contro sono rare ed esigue le voci riconducibili ad investimenti in sicurezza stradale: specifici, aggiuntivi, straordinari (cioè connessi all’individuazione e rimozione di fattori e condizioni di rischio)».
    In questo modo «si verificano due effetti indesiderabili: si crea un’oggettiva convenienza a mantenere stabile nel tempo tale gettito perché indispensabile per alimentare il funzionamento di servizi ed apparati essenziali. Inoltre si disincentiva ogni altro impiego delle risorse finanziarie che fosse dettato dall’esigenza di rimuovere un determinato fattore di rischio e migliorare i livelli di sicurezza».

    L’incapacità della spesa nel determinare sostanziali miglioramenti di sicurezza non deriva dall’esiguità delle risorse perché le 14 città hanno speso 489 milioni in media all’anno per le finalità dell’ex art. 208, dedicandogli ben più del 50% previsto dalla norma.
    «Il problema semmai è da ricercarsi nella bassa qualità della spesa», sottolinea la Fondazione.
    È dunque necessario monitorare gli effettivi risultati raggiunti, valutare l’efficacia dell’intervento e la resa dell’investimento. Il suggerimento della Fondazione Guccione è quello di «creare una struttura tecnica in ogni ente locale dedicata alla sicurezza stradale. In grado di gestire in modo autonomo e separato dalle procedure ordinarie il processo di individuazione degli interventi prioritari e di gestione degli stessi».

     

    Matteo Quadrone

  • Conflitti di interesse: in Regione approvato un ordine del giorno di Sel

    Conflitti di interesse: in Regione approvato un ordine del giorno di Sel

    E’ stato approvato oggi a maggioranza un ordine del giorno presentato dal capogruppo regionale di Sinistra Ecologia e libertà (SEL) Matteo Rossi, che impegna la Regione Liguria a definire una normativa in materia di nomine che disponga la non ammissibilità di candidati in conflitto di interesse con la posizione che si andrebbe a ricoprire.

    In attesa di una nuova normativa che definisca con puntualità eventuali conflitti e circoscriva con trasparenza i criteri di nomina, l’ordine del giorno impegna il Presidente e la Giunta a valutare con attenzione le nomine espresse dai territori, al fine di evitare scelte incongrue e inopportune.

    L’ordine del giorno era stato sottoscritto in prima battuta da tutti i partiti, nonostante ciò al momento del voto alcuni gruppi si sono inspiegabilmente defilati.

    «Non capiamo queste resistenze, peraltro tardive – commenta Matteo Rossi (SEL) – Anche in Regione si è aperto un dibattito su eticità e trasparenza e tale O.d.g. va proprio in questa direzione. Riteniamo comunque importante che ci sia stata una rapida approvazione di questo dispositivo e ci auguriamo che se ne tenga conto in sede di nomine, valutando con attenzione quanto espresso sui territori. Infine auspichiamo che rapidamente la Regione si doti di uno strumento normativo adeguato in materia».

  • ValbormidArte: concorso per artisti e designer emergenti

    ValbormidArte: concorso per artisti e designer emergenti

    pittoreSono aperte le iscrizioni alla prima edizione di L’arte al LAVORO, concorso finalizzato a un’esposizione di artisti e designer emergenti a cura di ValbormidArte e Consulta giovanile, in collaborazione con il Comune di Cairo Montenotte.

    I partecipanti sono chiamati a raccontare la propria visione del mondo del lavoro e di come la società di oggi si relaziona a esso. Non ci sono limiti di età, il solo requisito è non aver mai esposto in una mostra né comparire in alcun catalogo.

    Ogni artista potrà partecipare con una sola opera (disegno, quadro, fotografia, scultura o installazione) e inviare una sua foto unita a una descrizione e alla domanda di iscrizione – scaricabile dal sito di ValbormidArte – all’indirizzo mail valbormidarte@gmail.com o all’indirizzo postale Comune di Cairo Montenotte, Corso Italia 45 – Cairo Montenotte SV 17014 entro il 20 aprile 2012. Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Una giuria selezionerà le opere e curerà l’esposizione della mostra di tre artisti, che avrà luogo all’interno della SOMS “G. C. Abba” di Cairo Montenotte, in via F. Francia.

    Marta Traverso

  • Cittadini d’Europa attivatevi e partecipate: nasce European Citizens’Initiative

    Cittadini d’Europa attivatevi e partecipate: nasce European Citizens’Initiative

    Cittadini EuropeiUn innovativo strumento transnazionale, promosso dall’Unione Europea, pronto ai nastri di partenza dal 1 Aprile 2012, che permetterà di compiere un importante passo avanti nei processi di partecipazione democratica.

    Parliamo di European Citizens’ Initiative un meccanismo senza precedenti che mira a coinvolgere tutti i cittadini degli Stati membri nell’attività politica dell’Unione Europea. Per gli abitanti del Vecchio Continente sarà possibile sottoporre all’attenzione diretta della Commissione Europea una particolare problematica e richiedere un intervento in merito, da parte delle autorità competenti.

    In pratica il diritto d’iniziativa consente ad un milione di cittadini europeila cifra di dichiarazioni di sostegno firmate da raggiungereappartenenti ad almeno 7 paesi dell’UE, di invitare la Commissione europea a proporre un testo legislativo su questioni di competenza dell’Unione Europea. Si tratta di un diritto sancito dai trattati comunitari. Le norme e le procedure che disciplinano questo nuovo strumento figurano in un regolamento dell’UE adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel febbraio 2011.

    Ma in cosa consiste un’iniziativa dei cittadini europei?
    Un’iniziativa dei cittadini costituisce un invito rivolto alla Commissione europea affinché proponga un atto legislativo in settori nei quali ha la competenza per farlo, come ad esempio Ambiente, Agricoltura, Trasporti, Sanità pubblica, ecc.
    Tutti cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato membro) che hanno raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto per le elezioni del Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16) possono organizzare un’iniziativa. Prima è necessario costituire un comitato – composto da almeno sette cittadini residenti in almeno sette diversi Stati membri dell’UE – che sarà responsabile della gestione dell’intera procedura. Le iniziative dei cittadini non possono essere gestite da organizzazioni, le quali possono tuttavia promuoverle o sostenerle, purché lo facciano in piena trasparenza.

    Gli organizzatori innanzitutto devono chiedere la registrazione dell’iniziativa proposta sul sito web gestito dalla Commissione Europea, http://ec.europa.eu/citizens-initiative. Una volta ultimata la registrazione, gli organizzatori possono cominciare a raccogliere le dichiarazioni di sostegno (online e/o su carta) da parte dei cittadini. Hanno a disposizione 12 mesi per raccogliere il numero richiesto di dichiarazioni: 1 milione in tutto; raggiungendo il numero minimo di firmatari, indicato nel dettaglio sul sito, in almeno 7 paesi.

    L’iniziativa può essere firmata da qualunque cittadino dell’Unione Europea che abbia raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto.
    Tutte le iniziative avviate all’interno dell’UE sono registrate nel sito sopracitato, http://ec.europa.eu/citizens-initiative.

     

    Matteo Quadrone

  • Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Il digital divide è un problema che su vari fronti colpisce la Liguria: ci sono ancora Comuni dove le famiglie non hanno la possibilità di una connessione a banda larga, mentre la possibilità di aree wifi in cui navigare gratis sono limitate e gestite in maniera autonoma dalle singole Istituzioni o aziende private.

    Esistono però ambiti dove garantire l’accesso alla rete può fungere anche da aiuto sociale: un esempio sono gli ospedali, dove si potrebbe consentire ai degenti e ai loro familiari la navigazione wifi gratuita per tutta la durata del ricovero. Un servizio già presente in alcuni ospedali della Liguria, come il Gaslini e il polo di Albenga.

    La proposta di legge ufficiale è arrivata da Matteo Rosso, capogruppo Pdl in Regione Liguria, che ha così dichiarato: “Vorrei che, come altre regioni, anche la Liguria fornisse questa possibilità ai pazienti. Bisogna garantire più calore e più umanità nella nostra sanità“.

    Un’iniziativa che secondo i suoi promotori è possibile nonostante i numerosi tagli subiti dagli enti pubblici, come illustra anche l’avvocato Silvio Boccalatte: “Si tratta di una riforma a costo zero. Non è necessario, per fare delle buone leggi, ricorrere di nuovo ad un aumento di spesa pubblica. Con questa legge possiamo dare un aiuto concreto senza spendere un solo euro“. Questo perché all’interno degli ospedali è già presente una rete wifi gratuita, utilizzata dal personale. Sarebbe sufficiente estendere l’accesso a questa rete anche ai pazienti per rendere concreta questa iniziativa.

    Marta Traverso

  • Cimitero di Staglieno: patrimonio dell’umanità Unesco?

    Cimitero di Staglieno: patrimonio dell’umanità Unesco?

    cimitero staglienoIL PRECEDENTE

    8 marzo 2011: presso il Cimitero Monumentale di Staglieno si tiene una cerimonia che celebra il restauro di alcune tombe risorgimentali, fra cui quella di Giuseppe Mazzini e di molti garibaldini. In occasione di questo evento arriva la richiesta congiunta da parte di Comune di Genova, Università e Soprintendenza ai beni culturali: il Cimitero di Staglieno Patrimonio dell’Umanità Unesco.

    Un’iniziativa che mira a celebrare l’importanza storica del cimitero e dei personaggi che vi sono sepolti, ma anche l’esigenza di un finanziamento che contribuisca alla conservazione della parte storica, soprattutto perché le istituzioni hanno confermato ancora una volta la scelta di non far pagare alcun biglietto d’ingresso. Questa la spiegazione dell’assessore comunale Veardo: «Ci sono oltre un milione di lapidi il cui mantenimento dovrebbe essere a carico delle famiglie dei defunti. Quando non è possibile risalire ai parenti il Comune si attiva, ma le risorse sono limitate».

    IL PRESENTE

    Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Constance Lloyd (moglie di Oscar Wilde), Gilberto Govi, Fabrizio De Andrè, Fernanda Pivano. I nomi dei personaggi illustri sepolti al Cimitero Monumentale di Staglieno sono molti e prestigiosi: ricoprono momenti importanti della storia d’Italia e omaggiano ogni ambito culturale, dalla letteratura al teatro alla musica e così via.

    La richiesta fatta un anno fa appare dunque più che legittima, dato che Genova ospita uno dei cimiteri monumentali più grandi e importanti d’Europa. La nostra città ospita già un ricco patrimonio culturale e artistico tutelato dall’Unesco, ovvero il complesso che riunisce le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli.

    Come può un bene diventare Patrimonio dell’Umanità? A partire dal 2005 sono stati fissati in modo definitivo dieci criteri: per essere inclusi nella lista è necessario che il bene ne soddisfi almeno uno.

    Questo l’elenco:
    1. rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;
    2. testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;
    3. apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà;
    4. offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana;
    5. essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente;
    6. essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti);
    7. rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale;
    8. essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici;
    9. essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema;
    10. contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione.

    Marta Traverso

  • Punti d’ascolto: le segnalazioni dei cittadini, le risposte del Municipio Centro-Ovest

    Punti d’ascolto: le segnalazioni dei cittadini, le risposte del Municipio Centro-Ovest

    Scarsa visibilità degli attraversamenti pedonali, raccolta differenziata in affanno, carenza di illuminazione pubblica in alcune vie del quartiere. Queste sono le maggiori criticità che i cittadini e le realtà associative di Sampierdarena e San Teodoro hanno evidenziato presso i punti d’ascolto itineranti che il Municipio Centro-Ovest ha organizzato nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno, proprio allo scopo di ascoltare le segnalazioni di chi vive e lavora nella delegazione. Un’iniziativa unica, un’esperienza di democrazia diretta che ha permesso di instaurare la pratica del dialogo tra istituzioni e residenti. La speranza è che l’esperimento venga ripetuto – anche nel qual caso l’amministrazione municipale in scadenza non fosse riconfermata – e magari possa essere esteso anche ad altre parti della città.

    Il Municipio ha comunicato gli interventi già effettuati e quelli in procinto di partire, per provare a rispondere alle istanze di cittadini e associazioni. Innanzitutto, per quanto riguarda la segnaletica orizzontale «Abbiamo realizzato una mappatura di tutti gli attraversamenti pedonali – spiega Sara Trotta, consigliere Pd – e stiamo provvedendo al ripristino di quelli che versano in stato di degrado».

    Mentre per risolvere l’annoso problema legato ai rifiuti e alla pulizia delle strade – che a onor del vero riguarda diverse zone della città e non solo il centro-ovest – risulta necessaria una stretta collaborazione fra istituzioni ed Amiu. «C’è stato un incontro con l’azienda in cui abbiamo espresso la richiesta di incrementare la presenza dei contenitori per la raccolta differenziata, indicando con precisione tutte le zone in cui il loro numero è insufficiente – continua Trotta – Amiu si è dimostrata disponibile a potenziare il servizio». Il primo esempio sono i due nuovi depositi chiusi e dotati di telecamera che, grazie all’intesa fra Amiu e ferrovie, verranno installati sotto i volti della ferrovia in via Buranello, come ha annunciato recentemente l’assessore municipale Roberta Mongiardino. E per incrementare il recupero ed il riciclo dei rifiuti, in particolare carta e cartone, è stato istituito un servizio dedicato, in accordo con i commercianti, per il ritiro di questi materiali.

    Un problema particolare riguarda invece gli Staccapanni per la raccolta degli indumenti usati destinati ai più poveri, presenti sul territorio e sottoposti a ripetuti tentativi di furto. La soluzione? Affidarsi alle associazioni di quartiere ricollocando gli Staccapanni in un luogo protetto, ovvero all’interno delle loro sedi.

    Numerose segnalazioni dei residenti hanno denunciato la scarsa illuminazione di via Rolando e di via Buozzi. «Per quanto riguarda la prima abbiamo potenziato le luci lungo tutta la strada – afferma Trotta – adesso sarà la volta di via Buozzi. Ma in futuro ogni progetto di riqualificazione dovrà prevedere anche un’adeguata illuminazione, visto che quest’ultima rappresenta uno strumento efficace per migliorare vivibilità e percezione di sicurezza dei cittadini».

    Il Municipio, recependo le preoccupazioni dei cittadini, ha individuato tra le sue priorità anche la manutenzione ordinaria e straordinaria di marciapiedi e scalinate, spesso fonte di pericolo, in particolare per gli anziani e le persone con problemi di deambulazione. «Stiamo seguendo un preciso programma –racconta Trotta – dopo aver individuato tutti i tratti dissestati, sia sulle vie principali che in quelle secondarie, li abbiamo segnalati agli uffici competenti e gli interventi di manutenzione sono partiti da quelli più insicuri e sottoposti ad un frequente passaggio».

    Infine, allo scopo di contrastare il profilare delle deiezioni canine «Abbiamo individuato alcune aree, ad esempio una porzione del parco di Villa Scassi ed una parte dei giardini Pavanello, da destinare alla sgambatura dei cani – conclude Trotta – La gestione degli spazi è affidata ai proprietari degli animali che si assumono l’incarico di garantirne il decoro e la pulizia».

     

    Matteo Quadrone

  • Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    celivoCelivo – il centro genovese che si occupa di coordinare tutte le associazioni di volontariato del capoluogo e provincia – organizza due volte l’anno una serie di corsi gratuiti di introduzione al volontariato: nel corso di tre incontri vengono illustrati il panorama delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, i settori in cui operano, l’impegno e le attività richieste ai volontari.

    Il prossimo ciclo di incontri si terrà il 22, 27 e 29 marzo 2012 (con orario 17:30 – 19:30) presso la sede di Celivo in piazza Borgo Pila. Il corso è riservato ai maggiorenni e sarà attivato per un minimo di 10 partecipanti e un massimo di 25.

    Questo nel dettaglio il contenuto di ciascuna lezione:
    1° incontro: aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro: “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro: proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per maggiori informazioni si può contattare Celivo al numero 010 5956815.

    Marta Traverso

  • Darsena, riqualificazione passeggiata adiacente al Galata

    Darsena, riqualificazione passeggiata adiacente al Galata

    «Questo intervento termina il primo ciclo di lavori nella Darsena – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Margini – l’obiettivo è il recupero della zona attigua al Museo del Mare». Parliamo della riqualificazione della passeggiata antistante a Calata Vignoso, una passerella di legno che corre parallela a via Gramsci e conduce fino al Galata.

    La pedana in legno, realizzata nel 2001 con fondi europei, verrà smantellata.
    Gli abitanti della zona, che abitualmente frequentano la passeggiata, hanno fatto notare all’amministrazione comunale le difficoltà relative alla pulizia della struttura, spesso carente soprattutto a causa dell’intercapedine creatasi sotto la pedana e divenuta nel tempo fonte di sporcizia e meta prediletta dei topi.
    Certamente non un buon biglietto da visita della città, considerando che si tratta di un percorso apprezzato non solo dai genovesi ma anche dai numerosi turisti che si trovano a transitare tra il centro storico e lo spazio a mare di via Gramsci.

    Il risanamento della struttura lignea, più volte annunciato, non è mai stato realizzato. La formula dei finanziamenti internazionali prevedeva infatti che, qualora l’opera fosse stata demolita o modificata nell’arco dei dieci anni successivi alla sua costruzione, il denaro utilizzato sarebbe ritornato nelle casse dell’Unione Europea. Ora questo scoglio è superato e l’intervento dovrebbe essere finalmente portato a termine.

    Secondo il progetto di restyling la passeggiata sarà completamente ricostruita utilizzando un asfalto speciale che ne faciliterà la manutenzione. Le panchine ed il resto dell’arredo urbano saranno realizzati con legno riciclato, ovvero quello recuperato dalla vecchia pedana.

     

    Matteo Quadrone

  • Olio erbe e fantasia: concorso di ricette made in Genova

    Olio erbe e fantasia: concorso di ricette made in Genova

    Pane e olioDal 17 al 25 marzo si terranno una serie di appuntamenti culinari per sensibilizzare sulla Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica: per questo scopo la Sezione genovese della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) ha indetto un concorso di ricette in collaborazione con una food blogger genovese, autrice del blog Cucina Consapevole.

    Il concorso si chiama Olio, erbe e fantasia e prende spunto da due alimenti fondamentali per la prevenzione e la cucina sana: l’olio extravergine di oliva e le erbe aromatiche. La ricetta potrà essere spedita a info@legatumori.genova.it entro venerdì 16 marzo.

    Una giuria – composta dal Presidente della LILT Genova Andrea Puppo, dalle dietiste LILT Dott.ssa Gloria Noli e Dott.ssa Miriam Cornicelli e dalla foodblogger Nicole Provenzali, valuterà le ricette in base ai criteri di proprietà benefiche per la propria salute, proprietà antitumorali e stagionalità degli ingredienti. La premiazione avverrà mercoledì 21 marzo al Berio Cafè, nel corso di una cena di cui farà parte anche la ricetta vincitrice.

    Marta Traverso

  • Casa-albergo via Linneo, possibile soluzione per le famiglie sfrattate

    Casa-albergo via Linneo, possibile soluzione per le famiglie sfrattate

    Pare esserci una svolta nella difficile vicenda della casa-albergo di via Linneo. La Giunta comunale nei giorni scorsi ha varato una delibera contenente una “proposta di accordo procedimentale” che verrà sottoposto all’approvazione del consiglio di amministrazione di Egi (società di Poste Italiane, proprietaria dell’immobile). L’intesa tra Comune e Poste Italiane è stata trovata, ora manca solo l’adesione formale.

    In pratica Egi si impegna a ristrutturare i locali dell’ex Scuola di polizia postale, ovvero l’ala dell’immobile adiacente alla casa-albergo ed oggi abbandonata, da cui verranno ricavati 84 alloggi da affittare al Comune che li destinerà ad edilizia residenziale pubblica. In una parte di questi si trasferiranno gli ospiti della casa-albergo, già più volte sfrattati nei mesi scorsi.

  • Mobile journalism: un concorso per scovare i reporter del futuro

    Mobile journalism: un concorso per scovare i reporter del futuro

    mobile journalismCon il web siamo tutti giornalisti: che l’intento di questa frase sia polemico o entusiasta, la realtà dei fatti è che ormai chiunque può trovare una notizia e divulgarla con pochi semplici mezzi, a partire da un telefono cellulare e una connessione a Internet. È per capire le prospettive del giornalismo futuro che la compagnia telefonica Tim ha sponsorizzato un contest di mobile journalism, che invita i partecipanti a documentare una notizia (di cronaca, attualità, reportage, vita vissuta e così via) solo tramite fotocamera e/o videocamera del proprio telefono cellulare.

    La scadenza per caricare il proprio elaborato sul sito mobilejournalism.tim.it è il 16 aprile 2012. I materiali potranno essere votati dagli utenti del web e tramite questa votazione saranno selezionati 20 finalisti: tra questi una giuria sceglierà il vincitore, che sarà annunciato nel corso del prossimo Festival del Giornalismo di Perugia – dal 25 al 29 aprile nel capoluogo umbro – e vincerà un montepremi di 13.000 $.

    Marta Traverso

  • Associazione Progetto Up: sportelli del cittadino aperti a tutti

    Associazione Progetto Up: sportelli del cittadino aperti a tutti

    Un’associazione nata allo scopo di salvaguardare i diritti di tutta la cittadinanza e gli interessi legittimi delle persone in ogni ambito, in pratica dei veri e propri sportelli per il cittadino che si stanno espandendo su tutto il territorio genovese per provare a rispondere alle più svariate esigenze, dai diritti dei consumatori (bollette, contravvenzioni, contenziosi Equitalia, viaggi e vacanze, contratti d’acquisto, banche e assicurazioni) al diritto di Famiglia e Successioni, diritto del Lavoro (buste paga e vertenze), assistenza fiscale (Caf), questioni condominiali, ecc.
    Attualmente sono cinque gli sportelli in provincia di Genova, la sede di Sestri Ponente (via G. Soliman 10/2), gli sportelli di Genova Centro, Oregina, Val Bisagno e Busalla per quanto riguarda la Valle Scrivia.

    Parliamo del Progetto Up-Ufficio Polifunzionale, nato ad inizio 2007 grazie ad un idea di Alberto Burrometo, presidente dell’associazione, che racconta «Dopo anni di lavoro presso le associazioni di consumatori mi sono reso conto che la gente ha bisogno di tutto, non solo di informazioni relative ai consumi, quindi insieme ad un gruppo di volontari attivi nel sociale abbiamo pensato di creare la prima associazione in Italia che offre i servizi tipici di un sindacato, senza per questo essere “figlia” di un partito o movimento politico».

    Ma qual è la differenza rispetto ai servizi offerti dalle associazioni dei consumatori oppure dagli sportelli del cittadino messi a disposizione dal Comune?
    «In primo luogo non aderiamo al CNCU (Comitato nazionale consumatori ed utenti) in quanto non condividiamo le scelte delle associazioni di consumatori tradizionali – spiega Burrometo – da un lato perché queste ultime sono emanazione di partiti politici o di sindacati, dall’altro perché la mia esperienza diretta mi ha insegnato come esse spesso siano degli specchietti per le allodole. In secondo luogo non siamo una Onlus, ovvero non percepiamo emolumenti da nessuno, ad esclusione dei nostri associati. Gli sportelli del cittadino di emanazione comunale forniscono delle indicazioni ma non cercano di risolvere i problemi dei cittadini. Al contrario chi si rivolge a noi ha la possibilità immediata di risolvere un problema o, per lo meno, di avere le idee più chiare sul suo problema».
    Quali esigenze solitamente non vengono soddisfatte dal servizio pubblico o dalle organizzazioni tradizionali? «In un periodo di profonda trasformazione tecnologica tutti possono arrivare ovunque grazie ai nuovi mezzi di comunicazione – continua Burrometo – però, paradossalmente, la pluralità indistinta di informazioni genera confusione. Il nostro scopo, ambizioso quanto si vuole ma reale, è quello di dare informazioni corrette e consigli utili e pratici».

    I risultati ottenuti fino ad oggi sono significativi, su tutti spicca la vittoria su Equitalia condannata, nel gennaio di quest’anno, a pagare i danni morali ed eliminare l’ipoteca sull’abitazione ad un cittadino di Voltriassistito da Progetto Upa cui era stata pignorata illegalmente la casa per non aver saldato i conti, circa 3000 euro per interessi e more dovuti all’Inps, relativi ad una contestazione di una decina di anni fa.

    Prospettive future dell’assoziazione? «Vogliamo ampliare la struttura – conclude Burrometo – e puntiamo a raddoppiare il numero di sportelli per radicare la nostra presenza sul territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Discriminazioni: crescono nel 2011, mass media sotto accusa

    Discriminazioni: crescono nel 2011, mass media sotto accusa

    Nel 2011 si è registrato un aumento dei casi di discriminazione segnalati dall’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali che ieri ha reso pubblica la relazione annuale inviata al Parlamento.

    Le istruttorie aperte dall’Unar sono salite a 1000 nel corso del 2011 – scrive il Redattore sociale (www.redattoresociale.it) – Erano 766 nel 2010.

    Dei mille casi presi in esame, quelli “pertinenti”, cioè che si sono rivelati effettive discriminazioni, sono stati 799, ovvero 259 in più rispetto al 2010. Per il secondo anno consecutivo sono i mass mediacompresi i social networkl’ambito più frequente di discriminazione, con il 22,6% del totale dei casi pertinenti. Segue l’ambito del lavoro che ha ottenuto il 19,6% delle denunce, percentuale di oltre otto punti superiore a quella del 2010 (11,3%). Ma la relazione evidenzia che in settori come il lavoro il fenomeno è sottorappresentato perché i livelli di discriminazione sono più elevati di quanto emerso.

    A livello territoriale, nel 2011 la regione con più discriminazioni si conferma la Lombardia, dove è avvenuto un caso su cinque (21%), il dato appare stabile rispetto ai due anni precedenti. Un altro quinto proviene dal Lazio (19,0%), dove però gli episodi sono in calo. Seguono Veneto, Emilia Romagna e Toscana con il 12,2%, il 10,4% e il 10,8% delle segnalazioni pertinenti (per queste ultime due regioni il risultato dipende da un monitoraggio più costante effettuato dalla Rete di Antenne Territoriali, promossa dall’Unar assieme agli enti locali).

    «Sono dunque i grandi poli urbani (le province di Milano e Roma soprattutto) a veicolare il maggior numero di istruttorie pertinenti» sottolinea il documento dell’Unar.

    Circa il 12% del totale dei casi si riferisce ad altre discriminazioni, diverse da quelle etniche e razziali – scrive il Redattore sociale – Di questo sottogruppo, la maggioranza riguarda l’orientamento sessuale e l’identità di genere con circa il 37%, mentre i casi che hanno riguardato la disabilità sono il 31,5%.

    A partire dal 2010, l’Unar ha cambiato strategia, attuando un monitoraggio sulle discriminazioni e prendendo l’iniziativa nel segnalarle alle autorità competenti – conclude il Redattore sociale – Ogni cinque istruttorie valide più di due sono il risultato dell’attività realizzata dall’Unar. Nel complesso negli ultimi ventiquattro mesi i casi presi in carico in modo autonomo, per iniziativa dell’ufficio e senza segnalazioni esterne, sono stati oltre cinquecento. Al 31 dicembre del 2011 risultava chiuso con conciliazione il 46,2% delle istruttorie mentre il 31,4% era stato trasmesso al secondo livello dell’ufficio per la risoluzione e chiusura del caso.

  • Gnammo: un social network per lo sfogo creativo di aspiranti chef

    Gnammo: un social network per lo sfogo creativo di aspiranti chef

    Avete notato quanto stiano andando di moda le ricette sul web? Il foodblogging è un fenomeno sempre più diffuso, che porta tanti blogger a scambiare ricette curiose nelle forme più svariate: testo, foto, video e così via. Nessuno però si era ancora inventato un social network dedicato esclusivamente al cibo.

    Un neologismo molto originale per chi ama il web quello inventato dai creatori di Gnammo: social eating network è lo spirito che anima i visitatori di questo nuovissimo spazio virtuale. Da un lato i cuochi, che potranno farsi conoscere e diffondere le proprie ricette, ma anche e soprattutto organizzare eventi culinari e realizzarli dal vivo. Dall’altro i mangiatori, che hanno l’opportunità di tenere d’occhio le mosse degli chef e prenotarsi per una cena o un aperitivo.

    Lo scopo di questo strumento è valorizzare quei luoghi culinari al di fuori dei circuiti turistici tradizionali: non solo spazi e circoli, ma anche case private di cuochi provetti che per varie ragioni non hanno tramutato la loro passione in un lavoro, ma che tramite questo strumento possono arrotondare i guadagni e conoscere tante persone appassionate come loro di buona cucina.

    Marta Traverso