Categoria: Notizie

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  • Toga Party del BerioCafè al Covo di Nord Est

    Toga Party del BerioCafè al Covo di Nord Est

    Toga PartyIl BerioCafè, il locale situato all’interno della Biblioteca Berio di Genova, festeggia la fine dei corsi universitari con un evento davvero divertente e originale in una location d’eccezione, il Covo di Nord Est.

    Mercoledì 27 giugno va in scena il Toga Party degli studenti universitari, una  storica festa in costume nella quale tutti i partecipanti indossano una toga (spesso ottenuta da un lenzuolo bianco) e dei sandali, vuole ri-attualizzare il mito dell’insuperabile interprete di “Bluto” John Belushi nell’intramontabile film “Animal House” che consacrò negli anni settanta gli happening dei colleges e campus universitari USA.

    “Un Toga Party è , prima di tutto, – dichiara Paolo Vanni direttore del BerioCafè- una vera e propria liberazione dal periodo di studio, l’ingresso nella finalmente spensierata stagione dell’estate e del divertimento. Abbiamo scelto di andare al Covo proprio per offrire il massimo della libertà e della possibilità di trasgressione. Ne vedremo delle belle.”

    L’ingresso è gratuito ritirando l’invito presso il BerioCafè.
    Info prenotazioni tavoli 333 1948775 oppure  333 1670329.
    www.covodinordest.it
    www.beriocafe.it

  • Istituto Brignole: la gara per la ricerca dei privati è stata un fallimento

    Istituto Brignole: la gara per la ricerca dei privati è stata un fallimento

    Albergo dei PoveriLa situazione dell’istituto per anziani Emanuele Brignole di Genova – dopo che la gara bandita per costituire una società mista, con la cessione del 49% delle quote a un socio privato, è andata deserta – diventa complicata e sul futuro dell’antico Albergo dei poveri pesano diverse incognite.

    I lavoratori, terminata un’occupazione durata alcuni mesi, continuano lo stato di agitazione perchè la gestione scellerata dell’azienda di servizi alla persona ha procurato inevitabili disagi, oltre ai dipendenti, anche a 400 anziani e 700 famiglie che «Sono al nostro fianco e condividono le ragioni della protesta», spiega Donatella Rizzo, segreteria Cgil Funzione pubblica. L’Istituto Brignole, come è noto, si trova in una pesante crisi finanziaria con un debito stratosferico di circa 45 milioni di euro.

    Tutte le sigle sindacali in questi mesi si sono battute per contrastare le politiche della Regione Liguria in materia di assistenza sanitaria e socio-assistenziale, in particolare contro la decisione, presa unilateralmente, di non mantenere il contratto attualmente in essere per i lavoratori, e privatizzare, attraverso gara, il 49% dell’azienda, di fatto svendendola.

    «Evidentemente, l’aver voluto tutelare molto l’azienda, la parte pubblica, nella stesura del bando, ha ridotto l’appeal dei privati, in un momento di grave crisi economica», ha detto l’assessore al Welfare della Regione Liguria Lorena Rambaudi. Per l’assessore, inoltre, il fatto di avere i dipendenti in agitazione a causa del mancato accordo sindacale, non ha facilitato lo sbocco della gara.

    Non è dello stesso avviso la Cgil «Regione Liguria e Comune di Genova hanno sostenuto che tecnicamente era impossibile inserire nei capitolati di gara una pregiudiziale che consentisse di garantire gli attuali contratti dei dipendenti – spiega Rizzo – Invece, secondo i nostri legali, non è così e ci sono diverse sentenze in questo senso. A questo punto noi pensiamo ci fosse una precisa volontà politica nel voler privatizzare l’azienda grazie all’abbassamento del costo del lavoro. Il tentativo però è fallito e si tratta di un’evidente sconfitta della politica».

    D’altra parte, ricordano i sindacati, ben 5 piani aziendali non sono stati in grado di invertire la rotta  perchè è arduo ripianare un simile deficit «Se non vengono sfiorate minimamente le responsabilità principali del disastro finanziario – spiega Rizzo – dirigenti che si sono dimostrati incompetenti generando un buco milionario». E proprio in merito allo sperpero di denaro pubblico i sindacati annunciano che a breve presenteranno un esposto alla Procura.

    Inoltre, precisa Rizzo «In un contesto difficile come quello del Brignole era immaginabile che dei seri imprenditori non avrebbero partecipato alla gara. Manca, infatti, un altrettanto serio interlocutore, che si assuma le proprie responsabilità, ma finora le istituzioni pubbliche hanno preferito nascondere la testa sotto terra invece di impegnarsi a fondo per risolvere i problemi».

    Ma dunque qual è il futuro dell’istituto Brignole, dei suoi 300 dipendenti e dei numerosi ospiti?

    I possibili scenari sono due. Un nuovo bando di gara più articolato e con parametri più flessibili, soluzione improponibile per la Cgil «Perchè si dovrebbero diminuire ulteriormente i costi del lavoro e a pagare sarebbero sempre i dipendenti». Oppure non è da esludere la soluzione più drastica, ovvero la chiusura definitiva dell’esperienza Brignole.

    La situazione per i lavoratori resta molto tesa «Vogliamo capire ora cosa succederà – conclude Rizzo – Abbiamo chiesto di aprire un tavolo con Comune e Regione. Speriamo nella nuova giunta di Marco Doria e soprattutto il nostro auspicio è che la Regione abbandoni le sue posizioni ideologiche e sia disponibile a confrontarsi con i lavoratori».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Musei di Genova, aperture straordinarie per il 24 giugno

    Musei di Genova, aperture straordinarie per il 24 giugno

    Via Garibaldi, opening collettivo, luci sui palazzi2Domenica 24 giugno, in occasione della ricorrenza di San Giovanni, patrono di Genova, alcuni musei genovesi restano aperti per tutto il giorno. Ecco nel dettaglio le strutture da visitare:

    Musei di Strada Nuova (via Garibaldi): dalle ore 10 alle ore 19
    Museo di Storia Naturale “G. Doria” (Via Brigata Liguria, 9): dalle ore 10 alle ore 19
    Musei di Nervi – Raccolte Frugone (Villa Grimaldi Fassio, via Capolungo 9, Nervi) : dalle ore 10 alle ore 19
    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna (Villa Saluzzo Serra, via Capolungo 3 Nervi) : dalle ore 10 alle ore 19
    Musei di Nervi – Wolfsoniana (via Serra Gropallo, 4 Nervi ): dalle ore 10 alle ore 18
    Castello D’Albertis (Corso Dogali 18,  Genova): dalle ore 10 alle ore 19
    Mu.MA – Galata Museo del Mare (Calata de Mari, 1  Genova): dalle ore 10 alle ore 19.30
    Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè (Museoteatro della Commenda di San Giovanni di Prè, piazza della Commenda, Genova) : dalle ore 10 alle ore 19
    Palazzo Verde (Via del Molo 65, Genova): dalle ore 11.30 alle ore 19.30
    Emporio-museo Viadelcampo29rosso (Via del Campo 29 r, Genova): dalle ore 10 alle ore 19

    Gli altri Musei, cioè Museo d’Arte Orientale “E. Chiossone”, Museo del Risorgimento, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Museo di Sant’Agostino, Museo del Tesoro e Diocesano, Museo di Archeologia Ligure, MU.Ma – Museo Navale di Pegli, Museo di Storia e Cultura Contadina, Musei di Nervi – Museo Luxoro) restano chiusi.

  • Cartellino rosso al razzismo: torneo di calcio antirazzista

    Cartellino rosso al razzismo: torneo di calcio antirazzista

    Sabato 23 e domenica 24 giugno si svolgerà la sesta edizione di Cartellino rosso al razzismo!, il torneo genovese di calcio antirazzista organizzato dal Comitato Uisp di Genova e da Macaia Associazione per i diritti di cittadinanza. La manifestazione, inserita nel calendario nazionale delle iniziative “Aspettando i Mondiali Antirazzisti”, si svolgerà presso il Campo sportivo Negrotto di Serra Riccò, in località Mainetto.

    Dalle ore 14 di sabato, e sino alle 20 di domenica, saranno ben ventiquattro le squadre, formate all’interno di reti del terzo settore, comunità associazioni di tifosi, rappresentative dei centri sociali genovesi, che si incontreranno in gare di calcio a 7 autoarbitrate, sul modello dei Mondiali Antirazzisti, per aggiudicarsi l’ambito trofeo del torneo genovese contro tutte le discriminazioni e il razzismo, contro l’esclusione e per i diritti di cittadinanza per tutti e tutte. In un momento in cui il calcio professionistico sembra irrimediabilmente compromesso e sta infliggendo a tifosi ed appassionati molte delusioni – si pensi alle vicende del calcio scommesse – solo ripartendo “dal basso” e dalla passione, si può restituire al calcio la dignità di uno sport popolare, che deve tornare ad essere solo un gioco, di tutti e per tutti.

    La manifestazione è organizzata grazie alla partecipazione attiva delle associazioni e dei gruppi Lokomotiv Zapata, Aut aut 357, Skro, Black Power, Spartaco Uds, Fratelli nel mondo, Sporting Baracca, La Salle Ghebì, Chico Mendes Sampierdarena, Nueva Vida, Parterre, Freak Brothers, Olympic Maghreb, GAV, Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda, Maghreb Sampdoria, Master of the Streets, La Resistente, 26 luglio traslochi, Centro West, Leoni du Senegal e Polisportiva Uppercut Alessandria.

    Un percorso iniziato nel 2005 con la prima edizione e che ha visto nel corso di questi anni la capacità di essere espressione di una rete di persone ed iniziative territoriali che, attraverso decine di iniziative di confronto, dibattito, “calcio di strada” e musica, hanno inteso lo sport ed il calcio come un’irrinunciabile occasione comunitaria di festa, incontro, agonismo sportivo, antifascismo ed antirazzismo. Il progetto alla base del torneo, infatti, è quello di diffondere le buone pratiche dello sport per tutti e dello sport di cittadinanza, di mettere in rete realtà che operano sul territorio, contro ogni forma di razzismo, per parlare a tutti e con tutti il linguaggio della solidarietà e del mutuo soccorso da opporre ad una società sempre più fondata su individualismo, paura ed esclusione.

    Cartellino rosso al razzismo! 2012 rappresenta, dopo la kermesse “Tutti i colori del calcio” andata in scena A Sampierdarena dal 12 al 14 giugno, l’ultimo degli appuntamenti di quella che è stata la ricca primavera uispina genovese dedicata all’avvicinamento ai Mondiali Antirazzisti, la grande festa internazionale contro ogni discriminazione organizzata dall’Uisp dal 4 all’8 luglio a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, presso il Parco di Bosco Albergati. Per il sedicesimo anno, sport, musica, cinema, cultura, divertimento, storia, gastronomia, impegno civico e lotta al razzismo saranno gli ingredienti base di una grande festa che mantiene anche quest’anno una prerogativa non secondaria: la partecipazione è completamente gratuita.

    200 squadre di calcio a 7 provenienti da oltre 25 paesi diversi e in rappresentanza di 50 nazionalità si confronteranno nel torneo meno competitivo del mondo. Chi vincerà il torneo Cartellino rosso al razzismo” parteciperà ai Mondiali insieme a giocatori e volontari del Lokomotiv Zapata. Squadra fresca vincitrice, tra l’altro, del Campionato provinciale Amatori a sette 2011-2012 della Lega calcio Uisp Genova. Oltre al calcio ci saranno poi tornei di pallacanestro, pallavolo, rugby e cricket. Quest’anno, poi, partecipare ai Mondiali rappresenterà anche un modo concreto per aiutare le popolazioni emiliane colpite dal terremoto. Info e iscrizioni sul sito www.mondialiantirazzisti.org

  • Cucinare con gli avanzi: bando di concorso di ricette

    Cucinare con gli avanzi: bando di concorso di ricette

    La Provincia di Savona ha bandito il concorso di ricette Una ricetta al giorno toglie i rifiuti di torno, per sensibilizzare il cucinare senza sprechi riutilizzando gli avanzi.

    Una sfida per tutti coloro che amano la buona cucina e al tempo stesso vogliono sostenere l’ambiente: chiunque conosca ricette che contribuiscono a riutilizzare gli avanzi dei pasti potranno inviarla alla Provincia di Savona entro l’11 settembre 2012.

    Le ricette potranno essere inviate in uno dei seguenti modi:
    – via mail all’indirizzo ceap@provincia.savona.it indicando nell’oggetto “Concorso Riciclo-Ricette” e specificando nel testo nome e cognome, recapito telefonico del partecipante ed eventuale nickname;
    – via posta in busta chiusa a “Provincia di Savona – Settore Tutela del Territorio e dell’Ambiente – Via Amendola 10, 17100 Savona” indicando sulla busta “Concorso Riciclo-Ricette” e specificando oltre alla ricetta anche nome e cognome, recapito telefonico del partecipante ed eventuale nickname.

    Una giuria di esperti selezionerà le ricette e le tre giudicate migliori saranno riprese da un operatore video e pubblicate sul sito della Provincia, all’interno della rubrica dedicata agli eco-consigli.

  • Istat: la fiducia dei consumatori è sempre più bassa

    Istat: la fiducia dei consumatori è sempre più bassa

    A giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce dall’ 86,5 di maggio all’85,3 odierno. Lo rileva l’Istat. Si tratta del livello più basso da gennaio 1996.
    I giudizi e le aspettative sulla situzione economica dell’Italia risultano in peggioramento: il saldo dei primi scende leggermente (da -140 a -141), mentre quello relativo alle aspettative registra un calo marcato (da -81 a -92). Aumenta il saldo relativo alle attese sulla disoccupazione (da 114 a 121).

    La fiducia dei consumatori circa la situazione economica del nostro Paese segna un nuovo minimo storico. Un dato agghiacciante, secondo Federconsumatori, che testimonia come il livello raggiunto dagli oneri che pesano sulle spalle delle famiglie, a partire dall’IMU, incidano in maniera negativa sulle condizioni e sulle aspettative di queste ultime.

    «Per noi che denunciamo questo andamento da ancora prima che la manovra depressiva del Governo entrasse in vigore, non è affatto una sorpresa – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, di Federconsumatori – L’aumento dell’IVA, l’aumento delle accise sui carburanti e la reintroduzione dell’IMU sono solo alcuni dei fattori che, addossando il carico della crisi unicamente sulle spalle dei cittadini, hanno condotto il Paese nella drammatica situazione in cui si trova oggi».

    «L’aumento della tassazione nel 2012 (pari a +1157 Euro a famiglia solo in termini diretti) equivale a ben 2,46 mesi di spesa alimentare di una famiglia media – continuano Trefiletti e Lannutti –  O, addirittura, tale importo è pari a quanto spende una famiglia media in cure per la salute in 5,8 mesi».

    «Basta guardare a questi esempi per comprendere gli enormi sacrifici che le famiglie sono costrette a sostenere in questo difficile momento – concludono gli esponenti di Federconsumatori – Per questo è indispensabile intervenire immediatamente per riequilibrare la situazione, con politiche di investimento per dare lavoro soprattutto ai giovani, aumentando così il potere di acquisto delle famiglie».

  • “Genova: i Nostri Sguardi” mostra fotografica in via Giustiniani

    “Genova: i Nostri Sguardi” mostra fotografica in via Giustiniani

    Cristina Lazzerini
    Foto di Cristina Lazzerini

    Inaugura venerdì 22 giugno alle ore 18, presso Studio 18 in via dei Giustitniani 18/1, la mostra di fotografia collettiva “Genova: i Nostri Sguardi”.

    La mostra si tiene in occasione della fine del corso annuale di fotografia tenuto da Silvestro Reimondo: in essa sono esposte le opere di dieci allievi del corso, ciascuno con un proprio spazio che gestisce in modo personale per comunicare con fotografie o installazioni  un proprio pensiero sulla città con immagini che dialogano fra loro in modo coerente.

    Lo spunto di base è Genova e non mancano riferimenti a Caproni, a De André, ai percorsi di vita di un barbone in città, a itinerari nella città vecchia, a forme architettoniche e archeologia industriale.

    Le opere esposte sono di Paola Basso, Diana Benghi, Eleonora Claretti, Giorgio Collareta, Giorgio Facco, Roberto La Rocca, Cristina Lazzerini, Tiziana Mameli, Miriam Sammartano, Paolo Rossetto.

    La mostra è aperta da sabato 23 giugno sino a fine luglio, dal giovedì al sabato dalle ore 17.30 alle ore 19.30.

  • Sanità: una sentenza boccia l’accorpamento delle chirurgie

    Sanità: una sentenza boccia l’accorpamento delle chirurgie

    Ospedale Villa ScassiUna sentenza dei giudici del lavoro del Tribunale di Genova boccia l’accorpamento di 4 chirurgie stabilito dall’Azienda sanitaria locale genovese in ottemperanza alla delibera regionale che chiede di eliminare le strutture complesse “doppie”.
    L’Asl 3, infatti, in merito alla riorganizzazione delle chirurgie, prevede una sola struttura di chirurga generale in luogo delle 4 oggi esistenti.

    «L’intera area del Ponente rischia di essere ridotta a 34 posti letto – era stato l’allarme lanciato alcuni mesi fa dal sindacato autonomo FialsNulla o quasi per una popolazione di 300 mila abitanti che fa capo ormai solo al Villa Scassi. Ciò significa dire ai cittadini che abitano da Sampiardarena a Voltri, in Val Polcevera e Valle Scrivia, di rivolgersi tutti al Galliera o al San Martino».

    Antonino Longo è il primario che si è visto cancellare la sua struttura e non ha esitato a percorrere le vie legali. La magistratura ha accolto il suo ricorso. I giudici hanno stabilito che il professore Longo ha «diritto a permanere alla direzione della struttura complessa di chirurgia dell’ospedale Villa Scassi» e, contemporaneamente, ha condannato l’Asl 3 a «rifondere alle parti costituite le spese di questa fase cautelare».

    L’azienda sanitaria locale genovese ha affidato ad un bando interno, deliberato il 20 febbraio scorso, l’attribuzione del nuovo incarico dirigenziale. Ma, secondo il primario ricorrente, l’Asl 3 ha agito in assenza dell’autorizzazione regionale (ovvero una specifica delibera) per cui l’accorpamento andava letto come il preludio dell’anticipata risoluzione dell’incarico dirigenziale.

    Ora il reintegro apre una nuova pagina, dagli sviluppi imprevedibili, per quanto riguarda la riorganizzazione sanitaria.
    L’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, non ha rilasciato nessuna dichiarazione e neppure l’Asl 3 ha voluto commentare la sentenza.

    Ad intervenire, invece, è stato il consigliere regionale Matteo Rosso (Pdl) che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni in merito alla notizia della sentenza del Tribunale genovese che da ragione al direttore dell’unità di Chirurgia del Villa Scassi e che di fatto blocca l’accorpamento dei 4 reparti «Voglio sapere a questo punto cosa succederà – spiega il consigliere regionale del Pdl – la sentenza stoppa il processo di accorpamento dei reparti di Chirurgia tra gli ospedali Gallino e Villa Scassi, questo cosa comporterà?».

    «Oltre al fatto grave che il medico si sia dovuto fare giustizia da solo, l’aspetto sconvolgente di questa vicenda è che la stessa sentenza del Tribunale afferma, tra le altre cose, che la Asl sia andata oltre ai poteri decisionali che le erano stati attribuiti della Regione – continua Rosso – Ritengo che questo sia un fatto molto pesante, un errore che non solo ha creato problemi e disagi, oltreché disservizi, ad operatori sanitari e pazienti, ma ha penalizzato e colpito duramente il sistema sanitario genovese, comportando tutta una serie di conseguenze anche negative legate a questa riorganizzazione mancata, ma avrà comportato anche un dispendio di risorse economiche».

     

    Matteo Quadrone

  • Siria, oltre 15.000 morti nella guerra civile: manifestazione a Caricamento

    Siria, oltre 15.000 morti nella guerra civile: manifestazione a Caricamento

    Molte voci in questi mesi si sono alzate per esprimere rabbia, costernazione, dolore. La sollevazione, in origine esclusivamente pacifica, del popolo siriano è iniziata nel marzo dell’anno scorso ed è tutt’ora in corso, avendo assunto, nei mesi scorsi, le caratteristiche di una vera e propria guerra civile.

    Non è appurato con assoluta certezza se in Siria ci siano state infiltrazioni di guerriglieri “esteri”, libici, della Penisola arabica, mujaheddin da nazioni vicine: quel che è certo è che siriani combattono contro siriani e la popolazione civile soffre e muore da più di un anno. Le altre primavere non sono certo sbocciate in tutta la loro potenziale e immaginata bellezza: la Libia è un paese sempre più diviso e lacerato da contenziosi regionali e tribali, l’Egitto…bhé è sotto gli occhi di tutti la neodittatura militare, in Bahrein si continua a manifestare e ad essere incarcerati, lo Yemen, nonostante una transizione presidenziale (di facciata), è sempre più stretto nella morsa di ribellioni religiose, jihad globale e povertà. Chi si aspettava una fresca ventata di “eau-de-revolution” stile europeo-statunitense, aveva decisamente sbagliato paesi e scenari.

    Ad oggi la Siria rimane il teatro più sanguinoso delle Primavere arabe, con un numero di vittime che si aggira, secondo le ultime stime internazionali, a 15.000 morti. Le responsabilità, ovviamente e cinicamente, si rimpallano tra lealisti e  ribelli, regolari e bande armate, minoranze fedeli e sunniti sovversivi, classe borghese urbana e i più umili delle periferie e dei piccoli centri. Della molteplice e unita Siria del regno degli Assad rimane ben poco; l’unico bastione ancora integro, per il momento, è il Palazzo del Popolo (Qasr ash-sha’b), dimora del Presidente Bashar, su un’altura nei sobborghi di Damasco.

    Anche Genova si è attivata nelle scorse settimane per mostrare solidarietà alle migliaia e migliaia di persone che hanno perso la vita in Siria, che sono scappate all’estero o  che soffrono all’interno del loro stesso Paese. A Palazzo Ducale sono state esposte le vignette satiriche del disegnatore Ali Farzat, a cui le forze governative siriane avevano spezzato le mani nell’agosto scorso affinché non potesse più sfidare il regime con le sue immagini irriverenti. La Comunità di Sant’Egidio ha organizzato una raccolta fondi a favore di un campo profughi ai confini con la Siria. La sezione genovese dei Giovani Musulmani d’Italia ha a sua volta realizzato una serie di iniziative: una cena per raccogliere fondi, diversi sit in e la partecipazione di alcuni suoi membri alla manifestazione nazionale a Roma pro-Siria. E infine c’è l’attivismo di cinque donne, alcune maestre alla scuola Daneo, che sperano prima o poi di rimettersi in contatto con le persone conosciute nel Paese visitato un mese prima dall’inizio delle prime manifestazioni.

    Un nuovo presidio è stato organizzato per sabato 23 giugno, ore 16, in Piazza Caricamento. Diverse associazioni di cittadini stranieri di Genova hanno deciso di manifestare la loro solidarietà con la rivoluzione del popolo siriano: autodeterminazione, pace e libertà saranno le parole d’ordine dell’evento. «Il popolo è sovrano e lo stato deve garantire, al di sopra di ogni cosa, la sua legittima rappresentatività politica. Anche la politica internazionale dovrebbe fare di questo principio un caposaldo imprescindibile: ad oggi solo gli interessi sembrano guidare le scelte dei Grandi della Terra» spiega Abdelattif El Sayed, presidente della Comunità Egiziana nella Liguria e nel Mediterraneo «La solidarietà al popolo siriano ed alla sua rivoluzione ha un valore per tutti/e. Ci insegna una verità fondamentale: la gente che sceglie assieme di vivere meglio e si unisce pacificamente ha una volontà indomabile ed una forza che nessun esercito e nessun massacro può fermare» affermano gli esponenti della sezione genovese di Socialismo rivoluzionario.

    La manifestazione è promossa da: Associazione Al Mohammadia – Associazione Imam Malek – Associazione Antirazzista 3 Febbraio – Comunità Egiziana nella Liguria e nel Mediterraneo – Movimento Politico Italia Colorata – Movimento sociale volontariato – Socialismo Rivoluzionario

    Per adesioni: primaveramediterraneoabdellatif@yahoo.it – mauroa3f@libero.it

     

    Antonino Ferrara

  • Laboratori Papage: spettacolo teatrale al Castello di Nervi

    Laboratori Papage: spettacolo teatrale al Castello di Nervi

    NerviVenerdì 22 giugno 2012 a partire dalle ore 19 la sede dell’ANPI di Nervi, sulla passeggiata Anita Garibaldi presso il castello, ospita la rappresentazione degli elaborati finali degli allievi che hanno partecipato ai laboratori teatrali condotti da Officine Papage Compagnia Teatrale diretto da Marco Pasquinucci, al suo primo anno di collaborazione con ANPI G. Tasso, con lo spettacolo Le mie donne del gruppo adulti, formato da Raffaella Crovetto, Camilla Cicciarelli, Paola Beragnoli, Marina Marchiò, Bruna Martinelli, Teresa Gatto.

    A seguire, alle 19.45 nella sala grande al piano terra, il gruppo bambini, seguiti da Teresa
    Gatto ed Elisa Occhini, si esibirà in Volevo dirti che… una leggera serie di sketch, esercizi e
    improvvisazioni che fanno riflettere su quanto siano simili e (difficili!) le relazioni con gli altri, su e
    giù dal palcoscenico.

    Da settembre 2011 le due realtà concorrono alla realizzazione di una serie di laboratori di Teatro di Cittadinanza, che mira a far incontrare e conoscere il teatro alla gente comune. Da ottobre 2011 a maggio 2012, tre gruppi, laboratorio dei piccoli, laboratorio adulti e laboratorio over 65, si sono incontrati presso il Castello di Nervi, due ore la settimana, dedicandosi al lavoro sul “raccontare” e “raccontarsi”, al mettersi alla prova, allo stare insieme, al divertirsi faticando.

    Fra un’esibizione e l’altra il pubblico potrà gustare un aperitivo offerto dall’ANPI G. Tasso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bicicletta è: bando di concorso e mostra di fotografia

    Bicicletta è: bando di concorso e mostra di fotografia

    Bciciletta in cittàLa sede genovese di Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha indetto il concorso fotografico Bicicletta è… in collaborazione con la libreria Finisterre e la biblioteca Berio.

    Le foto dovranno rappresentare l’uso della bici attraverso la più ampia libertà tecnica-espressiva; non sono consentite elaborazioni digitali.

    La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti i fotografi non professionisti. Si possono inviare fino a tre foto, a colori o in b/n, stampate su carta fotografica, della dim. 20×30 o formato A4. Ogni foto dovrà riportare sul retro il titolo, nome e cognome dell’autore, e deve essere inserita in
    busta chiusa con allegata la scheda di adesione firmata.

    Le fotografie dovranno essere portate a mano o spedite entro il 10 settembre 2012 alla libreria Finisterre (piazza Truogoli di Santa Brigida 25).

    La premiazione avverrà a settembre alla Sala Chierici della Biblioteca Berio. I tre vincitori riceveranno in premio dei buoni acquisto e la foto del primo classificato sarà utilizzata per la copertina del programma del Circolo ADB Genova del 2013.

    Le fotografie migliori saranno inoltre esposte il 19 settembre in una mostra collettiva presso la Biblioteca Berio.

  • Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Una carovana itinerante che porta il cinema e la sua magia sui beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità, toccando 11 regioni in 21 tappe: Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo.

    Parliamo di “Libero Cinema in Libera Terra”, Festival di cinema nato nel 2006 e giunto alla VII edizione, quest’anno supererà i confini nazionali realizzando un’anteprima europea a Parigi (23-24 giugno). I promotori dell’iniziativa sono Cinemovel Foundation con la presidenza onoraria di Ettore Scola e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, fondata da don Luigi Ciotti.

    Il progetto, a cui aderiscono Enti, Istituzioni e Associazioni, è realizzato in collaborazione con le cooperative di giovani che lavorano i beni confiscati alle mafie e coinvolge i tantissimi ragazzi che partecipano ai campi di volontariato di Estate Liberi.

    «Esperienze come quelle delle cooperative di Libera Terra contribuiscono all’allargamento degli spazi democratici e, anche il cinema, in questo senso, può dare il suo contributo – spiegano gli organizzatori – Soprattutto quel cinema “invisibile” che, per vari motivi, non arriva più sugli schermi delle sale. La carovana di cinema itinerante può arrivare oltre e superare le barriere, portando i film direttamente alle persone, con gli autori che discutono col pubblico, là dove spesso manca anche la sala, facendo quello che né la televisione, né i telefonini possono fare, e cioè “aggregare la piazza” e rendere le persone partecipi di un evento da condividere con altri».

    «Occupare simbolicamente anche per un solo giorno luoghi e paesi come Corleone, Cinisi, Portella della Ginestra, Polistena e Castel Volturno acquista un valore particolare –concludono i promotoriL’obiettivo principale di Libero Cinema in Libera Terra è quello di creare, attorno al cinema, “piazze universali” di confronto e aprire spazi di discussione per sostenere quelle realtà produttive che, col loro lavoro quotidiano, costituiscono una risposta concreta e una alternativa alla criminalità organizzata».

    Si parte con l’anteprima europea a Parigi, il 23 e 24 giugno, a sottolineare il fatto che il tema della legalità e del rischio di infiltrazione mafiosa non riguarda solo il nostro Paese, bensì è un problema che investe tutta l’Europa, come del resto il Parlamento europeo ha già evidenziato in diverse occasioni, attraverso prese di posizione ed iniziative di varia natura, e da ultimo con la recente istituzione della commissione CRIM.

    23 e 24 giugno, proiezioni film: Scola, 43/97 (corto inedito) + Una giornata particolareScimeca, Placido Rizzotto. A seguire Tavola Rotonda “Cinema e impegno sociale”, in tale occasione Ettore Scola, Presidente Onorario di Cinemovel Foundation, rifletterà assieme a Robert Guédiguian e a Pasquale Scimeca sul ruolo del cinema d’impegno sociale, a livello italiano ed europeo.

    Dalla Francia poi la carovana si sposta in Italia dal 2 al 24 luglio e attraverserà tutta la penisola, confermando l’impegno contro le mafie anche nel Nord Italia e con l’aggiunta di nuove tappe significative, tra cui Milano e Genova.

    I titoli in programma, alcuni in anteprima per l’Italia e prossimamente in streaming su mymovies, saranno presentati nelle piazze dagli autori o da personalità del mondo della cultura e della lotta alla criminalità e sono stati selezionati con la collaborazione di Fabrizio Grosoli.

    Sarà possibile seguire il diario di bordo su www.cinemovel. tv/diario
    Aggiornamenti quotidiani saranno online per raccontare il percorso della carovana e la storie di persone, cooperative, piazze incontrate lungo il cammino.

    Questo il calendario completo:

    2 luglio – Lombardia – Milano

    3 luglio – Lombardia – Galbiate (LC)

    4 luglio – Liguria – Genova

    5 luglio – Emilia-Romagna – Castelfranco Emilia (MO)

    6 luglio – Veneto – Campolongo Maggiore (VE)

    8 luglio – Puglia – Bari/Cerignola

    9 luglio – Puglia – Mesagne (BR)

    10 luglio – Basilicata – Matera

    11 luglio – Calabria – Polistena (RC)

    12 luglio – Calabria – Cirò Marina (KR)

    13 luglio – Calabria – Isola Capo Rizzuto (KR)

    14 luglio – Sicilia – Belpasso (CT)

    15 luglio – Sicilia – Agrigento

    16 luglio – Sicilia – Corleone (PA)

    17 luglio – Sicilia – Erice (TP)

    19 luglio – Calabria – Carlopoli (CZ)

    20 luglio – Campania – Pollica (SA)

    21 luglio – Campania – San Cipriano D’Aversa (CE)

    22 luglio – Lazio – Borgo Sabotino (RM)

    23 luglio – Abruzzo – Scurcola Marsicana (AQ)

    24 luglio – Lombardia – San Giorgio di Mantova (MN)

  • Live music for Emergency, il 22 e 23 giugno a Borzonasca

    Live music for Emergency, il 22 e 23 giugno a Borzonasca

    Pedro NavajaVenerdì 22 e sabato 23 giugno torna a Borzonasca, località nell’alta Valle Sturla vicino a Carasco, l’appuntamento musicale organizzato per Emergency.

    L’evento ospita due giorni di concerti nel Piazzale delle Scuole: sul paco si alternano Souliti Ignoti, Splindeparì, Dusty Boots, Sweet Soul Band, Pedro Navaja, 4 Secs, Mandillä, TeleTalpe e Maghi Di Carroz, con il dj set a cura di 92.10fm.

    L’evento, reso possibile dalla Proloco di Borzonasca e dai commercianti di Borzonasca e Mezzanego, prende il via venerdì dalle ore 19 con l’apertura del servizio cucina e sabato con l’aperitivo dalle ore 18.

    Il ricavato andrà totalmente devoluto al Centro Chirurgico Pediatrico di Goderich, in Sierra Leone.

  • L’Italia e la moneta unica europea: ieri, oggi e domani

    L’Italia e la moneta unica europea: ieri, oggi e domani

    2001 Odissea nello Spazio, 2012 Fuga dall’Euro, 2013 Odissea nello Spazio atto II. In questo mondo occidentale sempre più afflitto dal relativismo, fa un certo effetto pensare e soprattutto dover constatare che esistano rapporti indissolubili, come il Trattato UE che disciplina l’Euro.

    Soprattutto per noi italiani che , invece di assumere Roma come modello di riferimento da un punto di vista del diritto e delle istituzioni, abbiamo sempre prediletto il trasformismo e la dialettica fine a se stessa di tradizione greca e che abbiamo vissuto da secoli nell’illusione del motto “fatta la legge trovato l’inganno”. E invece questa volta l’inganno proprio non si trova per quanto ci si sforzi di girare e rigirare la norma di riferimento…

    E allora si comincia a battere i piedi come fanno i bambini piccoli quando la mamma toglie loro il giocattolo perché  non hanno ubbidito; “ mamma cattiva!”; uscendo dalla parafrasi oggi l’Italia vorrebbe indietro la sua sovranità monetaria, con cui inondare il Paese di lirette per pagare spese, come sempre fuori controllo e spesso senza senso, e da utilizzare proficuamente per svalutare il tasso di cambio e ricominciare a  esportare negli altri Paesi… Altrimenti mamma Merkel è cattiva , per non dire di peggio.

     

    PENSIERO DEBOLE
    Chi sostiene che la soluzione dei nostri mali sarebbe tornare alla lira e stampare moneta per poi usare il trucchetto della svalutazione è afflitto come minimo da carenza di visione futura e di conoscenza delle dinamiche economiche passate e presenti. La carenza di visione si poggia su un ragionamento molto chiaro, che ha fatto di recente un economista direttamente toccato dai fatti e cioè il greco Yani Varoufakis: «L’assenza di una clausola del Trattato o procedura istituzionale per uscire dalla zona euro ha una logica ferrea: tutto il senso della creazione della moneta unica era far impressione sui mercati, far capire loro che si trattava di un’unione permanente così solida, che chiunque avesse l’ardire di puntare contro la sua solidità sarebbe incorso in gravi perdite. Una sola uscita dall’euro basterebbe ad aprire una frattura in questa percezione di solidità. Sarebbe come una sottile linea di frattura in una diga possente, l’uscita della Grecia inevitabilmente porterebbe al collasso dell’edificio sotto forze inarrestabili di disintegrazione. Appena la Grecia fosse spinta fuori, due cose accadranno: una massiccia fuga di capitali da Dublino, Lisbona, Madrid, eccetera, a cui seguirà la nota avversione della BCE e di Berlino ad autorizzare la fornitura di liquidità illimitata a banche e Stati. Questo significherà la bancarotta immediata di interi sistemi bancari e di alcuni stati più indebitati, come Spagna e Italia. A quel punto, la Germania si troverà di fronte all’orribile dilemma: danneggiare la solvibilità dello Stato tedesco impegnando i trilioni necessari al compito di salvare quel che resta dell’Eurozona, oppure tirarsi indietro (lasciando l’eurozona). Non ho dubbi che sceglierà la seconda opzione. E siccome questo significherà stracciare una quantità di trattati UE e accordi (compreso quello relativo alla BCE), l’Unione Europea di fatto cesserà di esistere con conseguenze non ipotizzabili».

    Il Trattato Ue non prevedeva way out perché il percorso verso l’Unione economica di molti Paesi, con situazioni economiche non omogenee e modalità gestionali differenti, non poteva essere una passeggiata e bisognava impegnarsi seriamente per rispettare il percorso di convergenza, stabilito da parametri condivisi. Nessun Paese è stato costretto a firmare il patto, neppure l’Italia, ma una volta firmato l’Accordo per il bene di tutti non si poteva più uscire: trattavasi di matrimonio indissolubile, come tendenzialmente era una volta quello celebrato in chiesa.

    Una volta si diceva che nei matrimoni si poteva essere più o meno felici, ma era comunque per sempre; l’avvento del divorzio ha portato ancora più infelicità e soprattutto una instabilità sociale molto grave; lo stesso accadrebbe per l’uscita dall’Euro.

    Così doveva essere l’Euro e la forza iniziale del suo progetto stava proprio nella capacità di convincere i mercati che ob torto collo e con non poche pressioni i Paesi disallineati (tra cui l’Italia) un po’ alla volta si sarebbero messi al passo di quelli più virtuosi e insieme avrebbero potuto costituire un forte e coeso polo economico in grado di contrastare la potenza degli USA ma ancor più di quei paesi emergenti come Cina, India e in parte Russia e Brasile.

    Quattordici anni fa quando è partito il primo step del progetto Euro conclusosi nel 2002 con lo stralcio delle valute nazionali, l’Europa era una importante potenza industriale e l’Italia era al secondo posto dopo la Germania; il progetto a medio termine era stato considerato a buon diritto di fondamentale importanza per il nostro Paese.

    Non per tutti fu così, infatti dal progetto Euro non a caso è rimasta fuori l’UK, perché  poco interessata al progetto di rafforzamento dell’economia reale e produttiva e quindi conscia che i vincoli imposti dal Trattato sarebbero stati troppo onerosi per la sua economia, già indirizzata prevalentemente al settore finanziario e troppo dipendente dal mantenimento della sovranità monetaria della Banca d’Inghilterra, sulla falsariga dei loro cugini americani.

     

    LA SITUAZIONE ATTUALE
    Con il senno di poi molti potrebbero dire che lor hanno fatto bene e noi abbiamo fatto una sciocchezza perché nell’euro, così mal combinati, non possiamo vivere, ma nemmeno a questo punto si può uscire. In passato altri paesi in crisi, come l’Argentina, hanno potuto svalutare perchè avevano la loro moneta. Grecia, Spagna e Italia non hanno più una moneta: uscire dall’euro, significherebbe per loro creare una moneta allo scopo di svalutarla: «Qualcosa che non è mai avvenuto nella storia», dice sempre Varoufakis. Il potere d’acquisto di una simile neo-moneta precipiterebbe a razzo nel regno dell’infinitamente piccolo, provocando un’iper-inflazione mai vista.

    E la morte per fame della popolazione.

    Quello che mi riesce difficile accettare è che tutti oggi dicono quanto è duro stare nell’euro (ed è un dato di fatto), ma si dimenticano di quanti vantaggi abbiamo avuto come Paese in questi anni con la possibilità di ottenere credito a tassi minimi proprio perché facevamo parte del progetto euro; ma questo bonus pluriennale fornito dall’Euro come lo hanno gestito i  nostri governanti?

    Al solito come le famose cicale di La Fontaine: hanno fatto dilatare a dismisura il debito pubblico che oggi ammonta a 2.000 mld e che era 1.373 mld nel gennaio del 2002, finanziando spesa pubblica improduttiva, senza investire sullo sviluppo e non attuando le riforme strutturali piu’ volte chieste dall’UE, per consentire un effettivo allineamento dei parametri di Maastricht.

    E ai richiami dell’Ue cosa è stato risposto? Che erano dei rompiscatole burocrati e che non capivano la peculiarità del nostro essere italiani, che siamo fantasiosi e liberi di pensiero; per cui mentre gli altri Paesi controllavano efficacemente la loro tabella di marcia e apportavano, ove necessario, i giusti correttivi (come la Germania nel 2006-2007), noi ce ne stropicciavamo allegramente, raccontando frottole, facendo manovre finanziarie del tutto diseducative e senza reali contenuti strutturali e invocando lo stellone italico.

     

    IL FUTURO
    Bisogna smetterla di piangerci addosso dicendo che Tizio è cattivo, Caio non capisce e che Sempronio ha fatto male, che il progetto Euro era sbagliato perché una moneta senza una nazione è una contraddizione in terminis e una moneta senza una banca centrale è come l’attinia senza il suo paguro, e fare tesoro dei gravi errori commessi dai nostri governanti in questi dieci anni per individuare un percorso che oggettivamente innovi rispetto a quanto fatto male o non fatto e che riporti al centro del dibattito politico e dell’agenda economica un recupero di credibilità, che passa dal verificare cosa è realisticamente possibile attuare e poi porlo in essere, senza i soliti alibi italici dei se e dei ma….

    Per farlo dobbiamo cambiare la classe politica, perché questa che abbiamoè totalmente inaffidabile come dimostrano anche i recenti avvenimenti sulla cancellazione della norma sulla riduzione dei parlamentari. E dobbiamo farlo in fretta perché non si può poi dare la colpa ad un governo tecnico se non si riesce a mantenere la rotta prevista e a rispettare gli impegni, quando la colpa è di un gruppo di persone totalmente autoreferenziali e scollegate dalla realtà del Paese, che pensano unicamente al loro tornaconto personale e che appoggiandosi al populismo esasperato ed esasperante con cui hanno mantenuto il potere, adesso, dopo i disastri compiuti, ci vengono a dire che la salvezza è il ritorno alla lira e alla tanta agognata superinflazione e svalutazione del tasso di cambio.

    Ma vergognatevi, persino la tanto vituperata Grecia di fronte al baratro dell’uscita dall’euro, peraltro molto simulata e discussa a tavolino, ha dimostrato più maturità! Questi discorsi da bar dello sport, che determinano immediatamente perdita di credibilità e la salita dello spread, costano molti soldi agli Italiani che hanno un debito pubblico mostruoso; la salita di soli 50 punti dello spread (0,5%) vuol dire in ragione d’anno 10 miliardi di euro di interessi in più, che finirebbero sulle spalle dei cittadini.

    Sarebbe giusto far pagare il conto a chi dice stupidaggini di questo tipo e che, invece di fare autocritica e approfondire gli argomenti, finirà per dare il colpo di grazia a questo Paese di agnelli sacrificali, che si convincerà dell’ultima menzogna invece di rendersi conto che in questo mondo modello villaggio globale  sopravviverà solo chi sarà capace di progettare a medio termine e di confrontarsi con i migliori su basi di serietà e competenza e non chi percorrerà la strada di tornare piccolo e ininfluente, sperando che gli venga concesso di fare in segreto i suoi trucchi delle tre tavolette.

    L’Italia è stata definita il “bel Paese”, ma avrebbe ancora la possibilità di essere un “grande Paese”, ma deve attuare in tempi brevi un netto cambio culturale e abbandonare la logica dei trucchi da imbonitori da strada e illusionisti di quartiere e tirare fuori le qualità, che nonostante una classe politica del tutto inadeguata l’hanno resa famosa in tutto il mondo e che stavolta devono essere messe a disposizione del Bene Comune e non solo del patrimonio personale.

     

    Maurizio Astuni
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Con una mostra a cura degli alunni della scuola Daneo vengono restituiti ufficialmente dopo vent’anni alla cittadinanza i locali di vico del Papa, nel quartiere della Maddalena, di proprietà del Comune e in cui si sta lentamente progettando un laboratorio sociale permanente aperto a tutti, dove poter organizzare iniziative culturali e sociali di vario genere e dare in questo modo continuità all’esperienza dei laboratori sociali attivati dal Patto per lo sviluppo della Maddalena.

    I locali si possono utilizzare da subito: per richiederli è sufficiente contattare il Municipio o l’incubatore del Centro storico, rispettivamente ai numeri 010 5574540 – 010 2543433.

    Marta Traverso