Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    abitanti della terraLo scorso 31 ottobre la Terra ha raggiunto 7 miliardi di abitanti. Un numero considerevole, che porta con sé non poche implicazioni dal punto di vista ambientale, del consumo delle risorse naturali, dello sviluppo delle città, del lavoro e così via.

    A questo scopo è stato indetto dalla fondazione 1 of 7 Billion un concorso per cortometraggi, per realizzare un filmato di durata compresa tra 1 e 10 minuti che possa analizzare una o più di una delle conseguenze di questo traguardo numerico.

    Il concorso è internazionale, pertanto il video dovrà essere girato in inglese o avere i sottotitoli se in lingua straniera. Le tematiche affrontate dovranno essere scelte tra le seguenti:
    – povertà e rottura del cerchio della disuguaglianza
    – rafforzamento e progresso delle donne e le ragazze
    – giovani
    – salute riproduttiva e diritti
    – persone in salute e ambiente
    – invecchiamento
    – urbanizzazione
    – pianificazione per la crescita.

    Il termine per presentare i propri elaborati è il 15 febbraio 2012. I partecipanti potranno candidarsi singolarmente o in gruppo e inviare fino a due video.

    Sono previsti premi in denaro per i primi tre classificati: 4.000 $ al primo, 2.000 $ al secondo e 1.000 $ al terzo. Il video vincitore sarà utilizzato dalla fondazione per tutte le sue campagne di comunicazione.

    Marta Traverso

  • Fincantieri, operai a rischio cassa integrazione

    Fincantieri, operai a rischio cassa integrazione

    fincantieri scioperoIL PRECEDENTE

    14 dicembre 2009: dopo l’ennesimo tavolo di confronto con la Prefettura che non ha dato i risultati sperati, gli operai di Fincantieri occupano lo stabilimento di Sestri Ponente.

    La mattina seguente, intorno alle 7, un gruppo di lavoratori ha bloccato via Soliman e il casello autostradale della A10, impedendo la circolazione dei mezzi. Si tratta di una manifestazione di protesta già utilizzata in passato, perché la cittadinanza si accorga della situazione difficile di Fincantieri e del rischio per i suoi lavoratori di ritrovarsi disoccupati o in cassa integrazione.

    IL PRESENTE

    12 dicembre 2011: alcuni giorni fa la direzione di Fincantieri ha annunciato una cassa integrazione straordinaria per 3.670 dipendenti, che in risposta hanno minacciato di bloccare le prove a mare dell’ultima nave ancora in bacino, previste per gennaio.

    La Regione Liguria nelle scorse ore ha istituito una commissione d’inchiesta presieduta da Maruska Piredda (Idv), per chiedere al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera di prendere in considerazione la situazione di Fincantieri e ipotizzare una soluzione per il futuro.

    Marta Traverso

  • Barego: il paese abbandonato trecento anni fa

    Barego: il paese abbandonato trecento anni fa

    BaregoC’è un luogo affascinante e misterioso sulle alture della Valbisagno, un luogo che i genovesi non conoscono. Si trova sopra l’abitato di Traso, a 700 metri sul livello del mare, si tratta dell’antichissimo borgo di Barego.

    Un paese abbandonato più di tre secoli fa dai suoi abitanti per ragioni a noi sconosciute e conservatosi in ottime condizioni fino ai nostri giorni, protetto nei secoli da rovi e sterpaglie, fronde e penombra. Lassu’, nascoste fra la vegetazione, sono ancora in piedi ben 25 case le cui fondamenta risalgono al VII Secolo. La storia non riporta alcun documento di archivio, neanche di tipo ecclesiale, che identifichi questo piccolo centro.

    Sappiamo solo che a causa dell’invasione longobarda, Onorato, vescovo di Milano, fuggì a Genova e il vescovo della Superba gli fornì una «mensa vescovile», ovvero un’area produttiva che avrebbe dovuto servire a sfamare la moltitudine di servi e schiavi di Onorato. C’è chi sostiene che quella “mensa” potrebbe essere stata proprio Barego, facendo risalire la maggior parte delle rovine che oggi possiamo ammirare proprio a quel periodo vescovile (ad esempio gli archi a sesto medioevali e le grandi mangiatoie in pietra).

    Restano comunque misteriose le ragioni che hanno portato Barego ad una morte cosi’ repentina agli albori del XVIII Secolo, in una zona che costituiva il crocevia dell’antica strada del sale tra Genova e Piacenza, e quindi in una posizione favorevole per il prosperare di attività economiche.

    Nel 1990 lo scrittore Eugenio Ghilarducci fu il primo ad occuparsi di questo antico borgo, poi il silenzio sino alla proposta nel 2007 dell’ Intertek Group, un progetto che fra utilizzo di biomasse e impianti fotovoltaici prevedeva l’installazione di attività “legate alla conservazione delle tradizioni e del bosco circostante”… in parole povere, un agriturismo! La proposta avanzata dall’Intertek giunse puntuale in seguito agli scritti pubblicati nello stesso anno da Tullio Pagano, docente di Italiano al Dickinson College in Pennsylvania: “… restituire al borgo quel ruolo di cerniera tra il Mediterraneo e i ricchi mercati dell’Italia settentrionale”, scriveva Pagano.

    Da quei giorni infuocati, in cui fra generali sfregamenti di mani improvvisamente Genova scoprì il suo borgo misterioso, Barego è nuovamente precipitato nella penombra che per lunghi secoli tanta pace gli ha assicurato. Dell’agriturismo “dei furesti” non se n’è più parlato (ai tempi si diceva che il progetto avrebbe dovuto attendere otto anni prima di vedere la luce), probabilmente i tre milioni di euro sotto la voce costi (finanziamenti in buona parte pubblici) hanno fatto tramontare velocemente la prospettiva. Anche perchè forse, pensiamo noi, dopo tre secoli di stoica resistenza al tempo, Barego non meriterebbe un così triste epilogo. Sarebbe sufficiente limitarsi a curarle ed amarle quelle storiche pietre, ma cio’, si sa, non porta guadagno a nessuno.

    Gabriele Serpe

    Foto di Daniele Orlandi

  • Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Un emendamento al Puc, infilato di sotterfugio nell’ultimo consiglio comunale che ha sancito l’approvazione definitiva del Piano urbanistico, consente il via libera ad un ipermercato nell’area di Genova Campi, a Cornigliano, attualmente occupata dal gruppo Sogegross.
    Una marea di emendamenti, oltre 180, presentati in quella che si è trasformata in una vera e propria maratona consiliare in cui si è infilato di tutto e di più, con il risultato di cambiare le carte in tavola proprio all’ultimo minuto utile.

    Primo firmatario dell’emendamento incriminato è il capogruppo Pd, Marcello Danovaro, che difende la sua scelta “L’eventuale ipermercato sarebbe distante da tutti i negozi e non toglierebbe clienti ai negozi della vallata. Creerebbe invece delle opportunità lavorative. Inoltre stiamo  parlando solo di una regola urbanistica perché un possibile progetto dipende dalle regole regionali”.
    Non sono d’accordo due elementi del suo stesso partito che hanno votato contro, fra questi anche Gian Paolo Malatesta, responsabile del settore commercio del Pd.

    Parliamo di circa 8 mila metri quadrati che permetterebbero alla Sogegross di ampliare la propria offerta commerciale, oggi dedicata all’ingrosso, estendendola nel prossimo futuro anche alla vendita al dettaglio.

    Ma allo stato attuale la programmazione commerciale regionale non consente l’apertura di nuovi ipermercati. Per la realizzazione del progetto è dunque necessaria una revisione del piano e l’aumento della metratura disponibile per le strutture della grande distribuzione.

    È una decisione che mette definitivamente in ginocchio il tessuto commerciale dell’intera Valpolcevera – questo il commento di Andrea Dameri, direttore provinciale di Confesercenti –  rappresentato da centinaia di piccoli commercianti che già devono fare i conti con la presenza dell’ipercoop di Bolzaneto”.
    Una bocciatura senza appello da parte di Confesercenti “Ci attiveremo in ogni sede possibile per scongiurare l’applicazione di un provvedimento che, incentivando il fenomeno del turismo commerciale in zone estranee al tessuto sociale dei quartieri, deprimerà ulteriormente l’attività di quegli stessi negozi di vicinato. Attività tradizionali che, al contrario, meriterebbero di essere tutelate nell’interesse stesso di una città policentrica qual è Genova”.

     

    Matteo Quadrone

  • Videogame e social network: incontro a Informagiovani

    Videogame e social network: incontro a Informagiovani

    videogiocoMercoledì 14 dicembre (ore 17) presso la Sala Gradinata del Centro Informagiovani di Genova a Palazzo Ducale si terrà il quarto appuntamento della rassegna Gradinata Informagiovani – Spazio informazione e partecipazione.

    In che modo gli strumenti che grazie alle nuove tecnologie sono diventati parte integrante del nostro vivere quotidiano – web, social network, videgiochi – influenzano i meccanismi della nostra mente?

    Le neuroscienze, uno dei temi più attuali per chi studia o si occupa di scienze umane, vengono applicate alle interfacce che conosciamo più da vicino in un incontro della rassegna Gradinata Informagiovani dal titolo L’isola che c’è, la meraviglia che c’è – I videogiochi e la mente.

    Saranno presenti Bianca Gallo, psicoterapeuta e direttore di Coirag Genova (Centro studi e ricerche sulle dinamiche di gruppo), e Ivan Orvieto, ideatore dell’azienda Testaluna, specializzata nella creazione di videogiochi, simulazioni e ambienti virtuali 2D e 3D con finalità ludiche, didattiche e creative.

    La partecipazione all’incontro è gratuita.

    Marta Traverso

  • Servizi sanitari Regione Liguria: concorso di idee per un logo

    Servizi sanitari Regione Liguria: concorso di idee per un logo

    disegno logo

    Avete mai sentito parlare di RIHTA? L’acronimo – piuttosto complesso, in effetti – sta per Rete Italiana di sviluppo delle attività di valutazione sistematica delle tecnologie innovative e delle sperimentazioni gestionali. In pratica si tratta di  una rete nata per valutare e ottimizzare le tecnologie usate nell’ambito dei servizi sanitari in ciascuna Regione italiana, dando un particolare rilievo alla collaborazione fra Regioni in modo che tutte possano avere pari accesso alle stesse tecnologie e agli stessi metodi di gestione del lavoro.

    L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) ha indetto un concorso di idee per un logo che rappresenti le attività svolte da RIHTA. Il bando è aperto a giovani fino a 30 anni di età e al vincitore sarà assegnato un premio di 10.000 €.

    I partecipanti dovranno presentare su CD o DVD un logo realizzato con qualunque tecnica (pastelli, pennarelli, cera, tempera, realizzata a colori, in bianco e nero, collage, ecc) e una breve presentazione dell’opera che ne indichi la tecnica, le caratteristiche principali e gli intenti comunicativi.

    Si può presentare la propria opera fino al 29 dicembre 2011, cercando il modulo di partecipazione sul sito di Agenas, e inviarla all’indirizzo Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – Sezione Affari Generali e Personale – via Puglie, 23 – 00187 Roma.

    Marta Traverso

  • Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    genova film festivalStiamo ancora aspettando di ricevere i contributi dell’edizione scorsa. Quindi è difficile pensare al prossimo festival con questo problema ancora utto da risolvere. Noi restiamo ottimisti, ma le difficoltà ci sono eccome“.

    Con queste parole Antonella Sica e Cristiano Palozzi, direttori artistici della rassegna Genova Film Festival, denunciano l’assenza di contributi per uno dei più importanti eventi culturali genovesi, che potrebbe portare a uno stop per l’edizione 2012.

    I tagli alla cultura hanno causato enormi disagi anche all’associazione culturale Daunbailò, che dal 1997 si occupa dell’organizzazione di una rassegna che non ha la fama internazionale degli analoghi festival a Venezia o Roma, ma ha dato lustro alla nostra città portando nomi di spicco del cinema italiano e oltre: ultimi in ordine di tempo Paolo Virzì (edizione 2010) e Pupi Avati (edizione 2011).

    Di norma il Genova Film Festival si svolge tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, mentre il bando per cortometraggi rivolto ad aspiranti registi e professionisti del settore viene indetto a inizio anno. Nei prossimi mesi capiremo dunque se ci sarà ancora spazio a Genova per questa importante rassegna cinematografica, o se sarà l’ennesimo polo culturale destinato a cadere nel dimenticatoio.

    Marta Traverso

  • Serata Jazz a Palazzo Ducale: Laura Fedele e Jazz Quintet in concerto

    Serata Jazz a Palazzo Ducale: Laura Fedele e Jazz Quintet in concerto

    Laura FedeleMartedì 13 dicembre a Palazzo Ducale, nella Sala Camino, si tiene la presentazione della nuova edizione del libro di Giorgio Lombardi “Hot Jazz”, la più completa retrospettiva sul jazz classico scritta in Italia.

    A seguire il concerto della vocalist e pianista Laura Fedele e del gruppo Jazz Quintet.

    Laura Fedele, pianista e cantante genovese si esibisce in occasione della pubblicazione di un nuovo cd, “Free to be Jazz” , che alterna rivisitazioni di grandi classici jazz come What a a wonderful world o Cheek to cheek a suoi brani personali.

    Il gruppo Jazz Quintet  riunisce alcuni dei migliori solisti genovesi come Carlo Milanese al pianoforte, Fabrizio Cattaneo alla tromba, Stefano Riggi al sax tenore, Aldo Zunino al contrabbasso e Daviano Rotella alla batteria. Brani jazz ispirati ai migliori artisti amenicani, per una performance raffinata e di qualità.

     

  • Parchi: gli italiani conoscono l’importanza delle aree naturali protette

    Parchi: gli italiani conoscono l’importanza delle aree naturali protette

    Per celebrare il ventennale della legge 394 sui Parchi, varata il 6 dicembre 1991 dopo un faticoso cammino durato più di 70 anni, il WWF ha realizzato grazie a ISPO Ricerche il sondaggio demoscopico “L’Italia dei Parchi”, chiedendo agli italiani cosa pensano delle aree naturali protette, patrimonio inestimabile che, tra difficoltà e successi, tutela oggi oltre il 10,42% del territorio italiano ed è riuscito a salvare dall’estinzione specie rarissime come il camoscio d’Abruzzo e l’orso bruno, il lupo, il gipeto, il pino loricato.

    Emerge un popolo amico delle aree naturali protette, i due terzi degli 800 intervistati infatti conosce i diversi tipi di area naturale protetta (parchi nazionali, riserve regionali, aree marine, Oasi WWF e aree Natura 2000), con un picco del 73% per i parchi nazionali. Il 44% degli intervistati ha dichiarato di averne visitata almeno una (con prevalenza di uomini, 25-34enni e persone istruite).

    La maggioranza della popolazione ha ben chiaro anche lo scopo principale delle aree naturali protette: il 60% cita infatti la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale. A questa quota si aggiunge un ulteriore 20% che indica l’educazione e la sensibilizzazione dei cittadini verso i temi ambientali.

    Oltre il 90% degli intervistati riconosce alle aree protette una notevole importanza, sia per il benessere delle persone e delle generazioni future (il 47% è molto d’accordo, il 48% lo è abbastanza), sia per la capacità di sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali (43% molto d’accordo, 49% abbastanza), sia per la sicurezza dell’essere umano, intesa come protezione da eventi naturali estremi o dal dissesto idrogeologico (42% molto d’accordo, 47% abbastanza). L’84% le ritiene importanti anche per l’economia del Paese.

    Secondo il 93% degli intervistati lo Stato dovrebbe aumentare gli investimenti nelle aree protette naturali o comunque evitare i tagli, mentre appena il 2% ritiene che debbano essere ridotti. Le cose cambiano quando si tratta di dare il proprio contributo diretto: il 50% si dice infatti disponibile a contribuire in qualche misura ai finanziamenti alle aree protette (e qui si tratta soprattutto di 45-54enni, residenti nel Nord Italia e visitatori), ma il 47% non è d’accordo, con un 17% che si dichiara assolutamente contrario, specie i più anziani, i meno istruiti e i residenti nel Mezzogiorno.

    Gli italiani hanno fame di natura e hanno dimostrato che le aree naturali protette sono una presenza viva nel tessuto del nostro Paese, di cui viene compreso l’inestimabile valore per sensibilizzare ed educare i cittadini alle tematiche ambientali ma anche per garantire la loro sicurezza, quale presidio qualificato per contrastare il dissesto del territorio. Quello delle aree protette è un patrimonio naturale, tutelato e vitale, che contribuisce al benessere di tutti/e e alla ricchezza del Paese – ha detto Stefano Leoni, presidente del WWF Italia – E poiché le percezioni positive aumentano tra coloro che hanno avuto esperienze dirette di contatto con la natura, l’invito che facciamo a tutti gli italiani è di andare nei Parchi, nelle Riserve e nelle Oasi del WWF perché è lì che si può cogliere la loro incredibile bellezza e importanza”.

     

  • Indennità parlamentare: quanto costano le pensioni di Camera e Senato

    Indennità parlamentare: quanto costano le pensioni di Camera e Senato

    Al momento, l’indennità di un deputato italiano ammonta, medialmente, a 11.704 euro, al netto della diaria. Qualche “disgraziato” sabotatore ha proposto di adeguarla allo standard europeo e quindi di ridurla di circa la metà. Politici furiosi. “Tocca a noi decidere come procedere”,”lede l’autonomia del parlamento”, “depositeremo un emendamento correttivo”. Qualche dubbio? Nessuno! C’è da fare sacrifici? Tocca a te! Si deve ricuperare denaro? Tocca a loro!

    Questa è la norma che vige nel nostro Stato par tutelare la “casta” che ogni giorno ci delizia con un nuovo vergognoso show, granitica contro il resto della popolazione che ne denuncia, da sempre, infamie ed abusi. Taglio vitalizi? Si, ma a quelli che verranno. Riduzione indennità? Ingiusto e viziato nella forma quindi da rimandare e poi… vedremo. Rivendicano, anche, la competenza decisionale sull’argomento: è come chiedere al condannato di stabilire se il boia lo deve impiccare o no.

    Bene, rivendico anch’io lo stesso diritto. Rivendico il diritto del pensionato che viene tassato non una ma dieci volte: le tasse le paga, in anteprima, direttamente sul compenso mensile; le paga se il governo decide di congelare l’adeguamento; le paga sull’Ici della prima casa; le paga su un’eventuale seconda casa; le paga dall’aumento della benzina; le paga sull’aumento dei servizi; le paga sull’aumento dell’Iva e, quindi, dei prezzi; le paga sulle transazioni con bancomat o carte di credito; le paga con la necessità di aprire un conto corrente; le paga sui famosi “diritti acquisiti”, tanto declamati ma sempre calpestati. Cosa è rimasto dell’assegno mensile? Nulla!

    Lo stesso, naturalmente, vale per tutti i dipendenti a stipendio fisso che si sono visti, negli anni, ridurre il potere di acquisto per contratti mai rinnovati; per blocchi sugli adeguamenti salariali; per aumento di lavoro a parità di stipendio, dovuto a pensionamenti mai reintegrati da nuove assunzioni; per blocco degli scatti di anzianità; per il prolungamento della vita lavorativa (nella speranza che muoiano) e così via.

    E i giovani? Ne parliamo tanto ma, per lo stato, non esistono. Niente lavoro se non precario (quando sei fortunato); stipendi che rasentano lo sfruttamento, nascosto sotto diciture di un “apprendistato” che non finisce mai; nessuna possibilità di pensare ad un futuro di “casa o famiglia”; bamboccioni per necessità e non per scelta, perennemente a carico dei suddetti tartassati genitori. Come risponde il parlamento? Si indigna (loro!!!!!).

    Si indigna, uno per tutti, l’onorevole (mica tanto) Dini che, vorrei ricordare, è stato il promotore, anni fa, di una riforma sulle pensioni-baby, ad eccezione della sua et compagni. Vediamo: il nostro amato parlamentare, di pensioni ne ha ben 2, per un totale di 27mila euro al mese (più la tredicesima mensilità), a cui va aggiunta l’indennità da senatore. Per avere un’idea di quanto ci costano questi “rigorosi” personaggi, basta leggere la lista delle loro pensioni, pubblicate da un noto settimanale e presenti in rete: “Camera (in totale, 2.005 per una spesa di 127 milioni di euro l’anno) e Senato (1.297 per 59 milioni 887 mila euro) a favore degli ex parlamentari (nelle cifre sono comprese anche le 1.041 pensioni di reversibilità incassate dagli eredi di eletti defunti)”. La Mussolini, un’altra illustre indignata contro i tagli ai privilegi, tuona: «istigazione al suicidio». Si, il nostro!

    Adriana Morando

  • Strage di Viareggio: i soldi dell’indennizzo coprono i buchi del bilancio

    Strage di Viareggio: i soldi dell’indennizzo coprono i buchi del bilancio

    I soldi che le assicurazioni generali hanno fissato come indennizzo per il danno materiale ai beni del Comune di Viareggio per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone, a causa dell’esplosione di un carro cisterna che trasportava Gpl, finiscono nella spesa corrente per tappare i buchi di bilancio.
    Fa scandalo nella città del carnevale la decisione del Consiglio comunale che la scorsa settimana ha approvato con una maggioranza risicata, 16 voti a favore e 15 contro, una delibera della Giunta che sancisce la destinazione dei 2 milioni e 800 mila euro del risarcimento danni.
    Soldi che secondo i familiari andrebbero spesi in tutt’altro modo.
    ”In primo luogo per garantire la sicurezza e tutelare la salute dei cittadini, dei lavoratori e delle lavoratrici nei luoghi di lavoro e sul territorio – ha commentato con amarezza l’associazione di famigliari Il mondo che vorrei – e soprattutto andrebbero ricordate 32 persone innocenti in ben altro modo, non certo così. Non ci stiamo a subire questo doppi giochi e queste pugnalate per interessi di bottega”.

     

     

     

    Matteo Quadrone

  • La Grecia, l’Italia e l’euro: incontro con Petros Markaris e Lucio Caracciolo

    La Grecia, l’Italia e l’euro: incontro con Petros Markaris e Lucio Caracciolo

    MarkarisQuesta settimana, due incontri a Palazzo Ducale nell’ambito della rassegna “Mediterranea, voci tra le sponde”

    Lunedì 12 dicembre alle ore 17. 45 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, Petros Markaris, uno dei più popolari scrittori greci, affronta il tema dello tsunami finanziario che sta mettendo in difficoltà molti paesi europei nell’incontro Il giorno del giudizio.

    Vincitore al Courmayeur Noir in Festival del premio Raymond Chandler 2011, sceneggiatore e collaboratore di Theo Angelopoulos, nel suo Prestiti scaduti (Bompiani 2011) Markaris descrive la drammatica crisi economica della sua nazione.

    Come la crisi cambia l’Italia e il mondo è il titolo del secondo grande incontro – mercoledì 14 dicembre alle ore 17.45 – con Lucio Caracciolo, E’ STATO ANNULLATO.

  • Liberalizzazioni: secondo la Cgia sono state un flop

    Liberalizzazioni: secondo la Cgia sono state un flop

    Le liberalizzazioni  hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani”, è l’amaro bilancio del segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che con il suo Ufficio studi ha preso in esame l’andamento delle tariffe o dei prezzi di 11 beni e servizi che sono stati liberalizzati negli ultimi 20 anni.

    Oggi con il governo Monti si torna a parlare di possibili liberalizzazioni, ma l’associazione degli artigiani di Mestre chiede una profonda riflessione e un attento monitoraggio di quei settori che prossimamente saranno interessati da processi di deregolamentazione.

    Il tentativo di riforma dell’allora governo Prodi nel 2006, il famoso decreto Bersani, carico di aspettative, si è rivelato infatti fallimentare e non ha portato alcun vantaggio per le tasche dei cittadini.

    Anzi  “I prezzi o le tariffe sono cresciute con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale – aggiunge Bortolussi – Purtroppo, in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati”. In altri termini nessuno ha vigilato affinché le riforme conseguissero davvero i risultati tanto attesi.

    Il settore  delle assicurazioni ha registrato il conto più salato. Dal 1994 ha visto lievitare i prezzi dell’184,1%, contro un incremento dell’inflazione del +43,3% (in pratica le assicurazioni sono cresciute 4,2 volte in più rispetto al costo della vita).

    Pessime notizie anche sul fronte dei servizi bancari e finanziari (costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie, etc.). Nonostante uno dei due decreti Bersani avesse introdotto novità come la possibilità di “portare” un mutuo da una banca all’altra – secondo i dati della CGIA di Mestre – nello stesso periodo i costi per i correntisti sono aumentati mediamente del +109,2%, avendo, in questo caso, un aumento maggiore di 2,5 volte rispetto all’inflazione).

    L’unica eccezione è rappresentata da medicinali e tariffe dei servizi telefonici. Grazie alla liberalizzazione, nei rispettivi settori, si è registrato un calo dei prezzi: per i primi è stato dal 1995 ad oggi del 10,9% e per le seconde, tra il 1998 e il 2011, del 15,7%. Forse si tratta dei soli settori in cui davvero si è entrati in un regime di concorrenza.

    “Occorre vigilare perché – conclude il segretario della CGIA – non vorremmo che tra qualche anno molti prezzi e tariffe, che prima dei processi di  liberalizzazione erano controllati o comunque tenuti artificiosamente sotto controllo, registrassero aumenti esponenziali con forti ricadute negative per le tasche dei consumatori italiani”.

     

    Matteo Quadrone

  • Inchiesta su La7: telecamera nascosta in Parlamento, ecco come si comprano i voti

    Inchiesta su La7: telecamera nascosta in Parlamento, ecco come si comprano i voti

    Francesco Barbato in Parlamento
    Il deputato Idv Francesco Barbato

    L’inchiesta video andata in onda durante la puntata del 7 dicembre de “Gli intoccabili”, programma tv di La 7, è stato il definitivo termometro della “schifezza”, passatemi il termine, di alcuni (voglio fare un atto di fiducia verso gli altri) dei nostri illuminati parlamentari.

    Un’ “infiltrato”, Francesco Barbato deputato IDVcioè un politico compiacente, ha accettato di munirsi di telecamera nascosta e registrare il pensiero reale di personaggi discutibili che siedono, impuniti, là dove si legifera e si decide. Vuoi entrare in Parlamento? Basta pagare e in base al quid, tanto più sborsi, tanto più sali in classifica ed hai probabilità di essere eletto.

    Un 18esimo posto nella lista elettorale? Basta un assegnetto da 50000 euro, poi, salendo via via, si arriva a 150000 ed oltre. Bella meritocrazia! Sarei curiosa di sapere quanto o quale sia stato il prezzo di tutti quegli onorevoli che assurgono, quotidianamente, agli onori della cronaca, per i loro malaffari tra collusioni con mafia e corruzione e che il nostro benemerito Parlamento salva con dei “non luogo a procedere”.

    Forse perché anche loro hanno qualcosa da nascondere? Parrebbe di si, visto che si è appurato un merceologio inqualificabile di compra-vendita di voti con cifre da capogiro che possono superare il milione di euro, elargiti sotto varie forme: scambi di favori, accesso a cariche politiche più prestigiose, offerta la possibilità di aprire una “qualsiasi fondazione” a cui successivamente “ti faremo avere un contributo di un milione e mezzo da Finmeccanica o un’altra società” (offerta fatta, per fortuna ricusata, a Aldo Biagio) o semplicemente il superare quel minimo di legislatura che ti consente di accedere ad un congruo vitalizio, nonché al mantenimento di un altrettanto congruo stipendio e ad una buona indennità di fine “lavoro” che grida vendetta alla luce delle recenti manovre fiscali proposte dal governo.

    Questa è una consuetudine molto diffusa, come emerge in modo lampante dal servizio, ma difficile da provare con mezzi leciti, come le intercettazioni, perché gli “intoccabili” sono tali anche da questo punto di vista e difendono a spada tratta il privilegio, temendo che le loro vergogne vengano diffuse sulla pubblica piazza.

    Ma qualcuno ha deciso di infrangere questo muro di omertà e si è prestato a violare la legge, in nome della “decenza “, per scoprire, ad esempio, che l’integerrimo deputato Razzi, passato all’ultimo momento nel PDL e in virtù del quale l’ex-governo ha ottenuto la fiducia, non ha agito per amor di patria o per quello spirito di responsabilità così tanto sbandierato, ma per bieco, spregevole interesse cioè di raggiungere il tempo minimo per l’acquisizione del vitalizio (è stato abolito ma a partire dalla prossima legislatura).

    Bene questo è il fatto e quale è stato il compenso pattuito? La richiesta di nomina a console onorario di Lucerna, città dove il Razzi ha sempre vissuto, di una persona che, un domani, potrebbe restituire il favore maggiorato degli interessi. Questa che potrebbe essere una mera illazione fa sorgere qualche dubbio se assembliamo insieme alcuni fatti: la nomina è effettivamente avvenuta e, antecedentemente a questa, poco prima del “salto della quaglia” come viene definito il tradimento politico del parlamentare, ci sarebbe stato un incontro “culinario” Razzi-Frattini presso un noto ristorante. A noi non è dato di conoscere se il summit sia stato dedicato ai dettagli di un “inciucio” o ai meri piaceri di gola, sta di fatto che Frattini nega fermamente il meeting ma il ristoratore lo conferma senza ombra di dubbio. Se non ci fosse niente di losco, perché smentire una banale colazione di lavoro? Per il garantismo doveroso, non è giusto esprimere giudizi e si demanda ai PM che, pare, vogliano acquisire le intercettazioni incriminate.

    Non dissimile comportamento mostra un altro “spiato” che, tra un crescendo di intercali irripetibili, esprime chiaramente il suo pensiero che riassumiamo: ognuno deve guardare al proprio interesse, senza curarsi di altro, senza porsi problemi morali in un Parlamento, covo, di soli ladroni… Complimenti per l’opinione espressa sui colleghi ma se lo dice lui che li conosce bene…

    Resta l’amaro verdetto che si può emettere su una casta corrotta, amorale, senza scrupoli che ci propina una manovra salva-Italia solo perché sono fatti nostri. Si aggiungano a ciò, le ultime notizie comparse su “Libero” e che suonano come l’ennesima beffa: incostituzionale toccare le regioni e capitali scudati difficili da scovare e, quindi, da tassare. Cosa rimane della manovra? Solo noi.

    Adriana Morando

  • Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    cinepresaIn periodi come questo è sempre bello leggere le storie di chi cerca di andare oltre la crisi e i problemi legati all’occupazione creandosi da zero il proprio lavoro. È il caso ad esempio di Tania Innamorati, che grazie al concorso annuale Working Capital di Telecom Italia ha avuto la possibilità di dare vita alla start up Cineama.

    Si tratta di un social network che ha due finalità: (1) dare a chi ha la passione del cinema e vorrebbe scrivere, produrre e dirigere un film la possibilità di farlo (2) sostenere gli autori e produttori indipendenti.

    Gli iscritti a Cineama possono dare vita a vere e proprie scritture collettive di film, dove ognuno condivide le proprie idee e al contempo si cerca di ottenere finanziamenti per la produzione tramite il crowfunding (finanziamento collaborativo dal basso, ndr), uno strumento sempre più usato per lo sviluppo di realtà online e non solo.

    La start up è nata nel giugno 2010 con il supporto di Fabrizio Mosca, produttore di numerosi film italiani tra cui I cento passi, e di realtà del settore tra cui Torino Film Lab e Apulia Film Commission. Si tratta di un progetto che segue la scia delle numerose web radio, web tv e social network indipendenti che si muovono per valorizzare ogni ambito artistico, e che in questo caso specifico può consentire a chi vuole fare del cinema il proprio mestiere – e ha un progetto particolarmente interessante ma che non trova spazio nei canali tradizionali – di trovare potenziali colleghi, finanziatori, distributori, o semplicemente curiosi che potrebbero un domani diventare spettatori.

    Marta Traverso