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  • Vico Papa, “Ingaggiami contro il lavoro nero”: presentazione e aperitivo solidale

    Vico Papa, “Ingaggiami contro il lavoro nero”: presentazione e aperitivo solidale

    Due anni dopo la rivolta di Rosarno, la crisi dell’agricoltura peggiora e le condizioni dei braccianti non accennano a migliorare. Rosarno come Castel Volturno, come Palazzo S. Gervasio, come Foggia o Nardò: ancora ghetti senza acqua né luce, ancora salari da fame, ancora guerra tra poveri in territori che soffrono.

    Appena un paio di giorni il Governo Monti, recependo la normativa europea 2009/52/Ce già in vigore in moltissimi stati dell’Unione, ha approvato un Decreto con l’obiettivo di recuperare il tempo perduto sul fronte dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina.
    In pratica, grazie alle nuove norme, al migrante minacciato dal caporale o dall’imprenditore senza scrupoli viene concesso per “fini umanitari” un permesso di soggiorno rinnovabile fino ad un anno, se denuncia i suoi datori di lavoro. I titolari di imprese ma anche le famiglie con colf “in nero” potranno autodenunciarsi, consentendo così di regolarizzare la propria posizione e quella dei loro dipendenti. La sanzione prevista è di mille euro una tantum.

    Ma nonostante questo decisivo passo avanti, resta ancora molta strada da fare, come ricorda a “La Stampa” il giovane camerunense Yvan Sagnet, tra i primi a ribellarsi nel 2011 quando raccoglieva pomodori a Nardò, spezzandosi la schiena per poco più di 12 euro al giorno e 15 ore di lavoro «I caporali se la caveranno con una multa di mille euro. L’anno scorso i caporali facevano girare 4 camion al giorno con 88 cassoni sopra. Ogni cassone veniva pagato 15 euro. Alla fine incassavano più di 5 mila euro al giorno. Una multa di mille euro è poco. Ce ne vorrebbero almeno 10 mila. Come dite voi in Italia “Per i caporali il gioco vale ancora la candela“».

    In merito a questi temi, VENERDI’ 13 LUGLIO dalle ore 20 alle 21,30 presso la sala di Vico Papa in zona Maddalena, Centro delle Culture di Genova –  laboratorio aperto alla cittadinanza che si propone di facilitare e stimolare il dialogo tra le culture, la lotta contro la discriminazione e la violenza – e Brigate di Solidarietà Attiva (http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.it/) presentano “Ingaggiami contro il lavoro nero”- Brigate di Solidarietà Attiva: dallo sciopero di Nardò alle arance di Rosarno. 

    «In questo incontro si illustrerà l’esperienza di un campo di accoglienza per lavoratori extracomunitari impegnati stagionalmente nel settore agricolo, dove si uniscono pratiche di accoglienza e di emersione del lavoro nero – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – E ancora, l’esempio di una distribuzione di arance raccolte da raccoglitori extracomunitari regolarmente assunti presso aziende agricole in fase di conversione al biologico». Parleranno del progetto e dei suoi sviluppi Anna Garrapa (Brigata di solidarietà attiva Toscana), Nives Sacchi (Bsa Milano) e verrà proiettato il video autoprodotto “Ingaggiami contro il lavoro nero”.

    La campagna “Ingaggiami contro il lavoro nero”, partita nel 2010, prevede di confrontarsi con altre realtà in territori differenti, sia per seguire gli spostamenti dei lavoratori stagionali nelle diverse campagne, sia per allargarsi ad altri settori del lavoro «Per questo proponiamo un confronto con tutte le realtà di movimento e associative che già operano in questo ambito per avviare progetti comuni e interventi concreti che pongano le basi per lo scardinamento dei fenomeni di sfruttamento, caporalato, violazione dei diritti si legge sul blog delle Brigate di Solidarietà AttivaAll’interno del mondo del lavoro nero i migranti rappresentano la categoria più sensibile perché doppiamente ricattabili, spesso costretti a condizioni di vita precarie, privi di reti di sostegno sociale e sindacale. Si è venuta a formare di conseguenza una massa di forza lavoro disponibile e facilmente sfruttabile che produce un effetto di livellamento verso il basso dei costi del lavoro e delle relative garanzie di diritto. Ciò detto, difendere il lavoro del migrante significa difendere il lavoro di tutti».

    Inoltre l’incontro di Venerdì 13 luglio sarà l’occasione per acquistare il libro “Sulla pelle viva”, edito da Derive Approdi, scritto da Brigate di Solidarietà Attiva, Devi Sacchetto, Gianluca Nigro, Mimmo Perrotta, Yvan Sagnet.
    Nell’estate del 2011 circa 400 braccianti agricoli di origine africana, ospitati nella Masseria Boncuri a Nardò (Lecce), hanno scioperato per quasi due settimane. In Italia, si è trattato del primo sciopero autorganizzato di lavoratori stranieri della terra contro un sistema di sfruttamento basato sul caporalato, per il rispetto del contratto provinciale – previsto per legge – e per essere assunti direttamente dalle aziende. Una lotta che è stata in grado di accendere i riflettori sui colpevoli limiti della politica, incapace di affrontare e risolvere le questioni strutturali dell’agricoltura italiana, in particolare nel Sud del Paese dove la morsa della criminalità mafiosa è un’ulteriore ostacolo sulla via del ripristino della legalità. Ma non solo, la protesta dei braccianti – prima a livello locale e poi nazionale – ha attivato un’estesa rete di solidarietà che ha coinvolto strutture sindacali, associazioni antirazziste, militanti di base. A partire dalla consapevolezza del valore paradigmatico di questa lotta, gli autori del libro sviluppano ricche analisi su un conflitto che, attraverso la presa di parola diretta dei migranti, rappresenta una vera e propria lezione di civiltà.

     

    Matteo Quadrone

  • Commenda di Prè, Il Senegal si racconta: quando il riciclaggio diventa arte

    Commenda di Prè, Il Senegal si racconta: quando il riciclaggio diventa arte

    Commenda di PrèOggetti di recupero quali pezzi di metallo, vecchi computer, cavi elettrici, componenti di automobili, lamiere contorte, immondizia urbana, confezioni vuote ma anche teste di bambole, conchiglie, legno, sabbia e spago, si trasformano in opere d’arte. Così si racconta il Senegal, attraverso 40 quadri e manufatti di altrettanti artisti.

    La mostra, “Il Senegal si racconta” (a cura dell’Associazione per la Cultura e Arte Senegalese Circolo Mboolo, in collaborazione con il Consolato della Repubblica del Senegal a Genova, Mu.MA e Consorzio SOL.CO Liguria) sarà inaugurata oggi, mercoledì 5 luglio, alle ore 17:30 e sarà visitabile gratuitamente, presso il Museoteatro della Commenda di Prè fino al 14 luglio (da martedì a venerdì dalle 10 alle 17; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19).

    “Riciclaggio” nel contesto Africano è un termine che ha un’accezione molto ampia: appare nelle opere attraverso l’utilizzo di materiali di recupero, come rielaborazione di simboli e come riscoperta di un immaginario tradizionale.

    I materiali di seconda mano vengono utilizzati per il loro significato simbolico – anche per questo si parla di concettualismo nell’arte contemporanea africana – alludono al passato, alla povertà, alla guerra, all’immaginario tradizionale, alla natura, al sogno di modernità, alla contemporaneità.

    La mostra sarà un’occasione per scoprire la nuova arte del Senegal ed avvicinarsi alla cultura del Paese africano. Oggi i Senegalesi in Liguria sono diverse migliaia, una realtà sociale consolidata ed entrata da tempo a far parte della vita e del tessuto sociale e produttivo ligure ed in particolare genovese. Un processo di integrazione partito con l’arrivo dei primi considerevoli flussi di migranti ad inizio anni ’80. Attualmente i membri della comunità senegalese sono impiegati, oltre che nel settore del commercio stanziale ed ambulante, nell’artigianato, nel settore edile, nei servizi, nella piccola industria, nel settore artistico e nel mondo del volontariato.

     

    Inoltre, da segnalare l’iniziativa promossa dall’Unione Immigrati Senegalesi che organizza una CENA di AUTOFINANZIAMENTO all’aperto, in pieno centro storico, nei Giardini Emanuele Luzzati, sabato 7 luglio 2012 dalle ore 19.30 fino alle 22.30.

    «Abbiamo deciso di organizzare questa serata per poter autofinanziare una spedizione umanitaria a Kolda, nel sud del Senegal, in cui porteremo, tra le altre cose, un’ambulanza donataci dalla onlus Medici in Africa ed altro materiale di tipo medico-sanitario per aiutare la popolazione di quelle zonespiegano i promotori – Il contributo, per chi desidera sostenere il nostro progetto e partecipare alla nostra serata, è di 20 euro».

    Il programma dell’evento prevede un accompagnamento di piatti tipici senegalesi e di musica tradizionale senegalese.

  • Mai Più Respinti: Giornata Mondiale del Rifugiato, anche Genova è in prima fila

    Mai Più Respinti: Giornata Mondiale del Rifugiato, anche Genova è in prima fila

    Due documentari per aprire gli occhi, dibattiti e dialogo con il pubblico per focalizzare l’attenzione su un tema che chiama in causa i diritti fondamentali della persona, spesso calpestati impunemente a causa di spregiudicati accordi politici e per presunte ragioni di sicurezza.
    Il 20 giugno 2012, in occasione della Giornata internazionale dei rifugiati – inizialmente celebrata in alcuni paesi Africani, diviene mondiale con la Risoluzione 55/76 adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 4 Dicembre 2000 – anche Genova sarà protagonista dell’iniziativa “Mai Più Respinti” !

    «La Giornata Mondiale del Rifugiato 2012 vuole farci riflettere sulle difficili scelte che un rifugiato è spesso costretto a fare nel corso della propria vita alla ricerca di protezione – sottolinea l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia (UNHCR) – Rimanere e rischiare la vita in una zona di guerra? Fuggire e lasciare le persone che ami? Rimanere ed essere costretti a combattere? Rischiare la morte durante la fuga? Rimanere e rischiare la vita sotto le bombe? Fuggire e rischiare torture, violenze o qualcosa di peggio? Tu cosa faresti?».
    Questi sono solo alcuni esempi di scelte difficili e laceranti che nessuno dovrebbe mai trovarsi a dover affrontare. Perché nessuno sceglie di diventare rifugiato. Sono i conflitti e le violenze che separano milioni di rifugiati dai propri cari.

    Uno sforzo collettivo che nasce in seno alla società civile – promosso a livello locale dalle associazioni “Centro delle Culture Genova”, “Music for peace”, “Senza Paura” , “3Febbraio”, “Usciamo da Silenzio”, “Ya Basta! Genova” – avrà luogo in più di 80 città italiane, per porre fine alla barbara politica dei respingimenti imposta dai nostri politici ai danni di chi, in fuga da guerre e persecuzioni, dovrebbe essere invece accolto e tutelato.

    Come detto, nella nostra città saranno organizzate proiezioni speciali di due documentari.
    “Mare Chiuso”, realizzato da Andrea Segre e Stefano Liberti, presso il “Club Amici del Cinema” (via Carlo Rolando 15, Sampierdarena) alle ore 19:30. Il film – patrocinato da Amnesty International – racconta le vicende accadute tra il 2009 e il 2010 quando, in seguito al trattato di amicizia Italia-Libia del 2008 ed in applicazione degli accordi tecnici del 2007, centinaia di migranti in fuga dalle coste del Nord Africa sono stati respinti senza essere identificati né avere accesso alla procedura di asilo. Molti di essi erano richiedenti asilo, fuggiti da persecuzioni e guerre. Persone rispedite in Libia, dove sono state imprigionate, torturate e deportate dalla polizia di Gheddafi.
    Il 23 febbraio 2012 l’Italia è stata condannata per aver eseguito queste operazioni, ma ad oggi il Governo Italiano non si è ancora ufficialmente impegnato a non eseguire mai più respingimenti e troppa parte dell’opinione pubblica è ancora convinta della necessità o addirittura del successo di quelle pratiche.
    «L’Italia, di fatto, non ha mai rifiutato questi accordi – spiega Stefano Martini, Centro delle culture – L’obiettivo delle iniziative del 20 giugno è proprio quello di chiedere a gran voce che il nostro Paese rifiuti l’odiosa pratica dei respingimenti, sia in mare che in terra».

    E ieri, proprio in merito alle politiche di contrasto all’immigrazione, il quotidiano La Stampa, riportava stralci dell’accordo segreto siglato lo scorso 3 aprile tra Italia e Libia, con le firme del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e del suo omologo libico, Fawzi Altaher Abdulati. Il processo verbale della riunione tra le due delegazioni sembra andare in direzione contraria rispetto alle aspettative degli organizzatori della giornata del Rifugiato, riconfermando, in sostanza, tutte le vecchie intese siglate da Roma con il dittatore Gheddafi. Così si legge nel documento «Nel quadro del consolidamento dei rapporti di amicizia tra la Libia e la Repubblica italiana dei trattati e degli accordi bilaterali finalizzati al rafforzamento di relazioni privilegiate in materia di contrasto all’imigrazione clandestina… l’Italia si impegna ad avviare immediatamente il programma delle forniture relativo a mezzi tecnici e attrezzature». Inoltre l’accordo stabilisce l’inizio della costruzione di «un centro sanitario a Kufra (sud della Libia al confine con Egitto, Sudan e Ciad, ndr) per garantire i servizi sanitari di primo soccorso a favore dell’immigrazione illegale». Ma in Libia, Paese che non ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra del 1951 sul rispetto dei diritti umani, quello dei centri di accoglienza è un tema assai delicato. Durissima la reazione di Amnesty International che parla di «Un accordo che rischia di comportare gravi rischi per i diritti umani». Il punto più critico, come spiega il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury è «La mancanza di garanzie per i richiedenti asilo. Sembra che anche per il governo italiano pensi che in Libia non ci siano persone bisognose di protezione internazionale». Per quanto riguarda le presunte iniziative umanitarie il giudizio è tranchant «Kufra non è mai stato un centro sanitario nè tantomeno di accoglienza ma un centro di detenzione durissimo e disumano – conclude Noury – I cosiddetti centri di accoglienza di cui si sollecita il ripristino hanno a loro volta funzionato come centri di detenzione, veri e propri luoghi di tortura».

     

    Tornando al 20 giugno, sempre a Sampierdarena, presso la sede di Music for Peace (Via Balleydier 60,Sampierdarena), alle ore 21:00, seguirà la proiezione di “Io sono. Storie di Schiavitù” documentario di Barbara Cupisti. Un film che racconta le vicissitudini di rifugiati ma non solo, perché a subire soprusi e atteggiamenti discriminatori sono anche i migranti che in un modo o nell’altro riescono a fermarsi in Italia. Quindi storie di uomini sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli e donne costrette a vendere il proprio corpo sugli squallidi marciapiedi delle periferie italiane.

    «Chi fugge dal proprio Paese a causa di persecuzioni per motivi  di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche ha diritto ad ottenere la protezione internazionale – concludono gli organizzatori – Speriamo che questa giornata sia un’occasione di dibattito, confronto, denuncia e partecipazione».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Suq, al via la 14esima edizione del Festival delle Culture

    Suq, al via la 14esima edizione del Festival delle Culture

    Suq Festival a GenovaDa mercoledì 13 a domenica 24 giugno ritorna SUQ Festival delle Culture, nella Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova  con un ricco programma di spettacoli, incontri, workshop quest’anno incentrati sui temi dell’identità e  delle differenze.

    Ideato nel 1999 da Valentina Arcuri e dall’attrice Carla Peirolero, che cura anche la direzione artistica, organizzato e prodotto da Chance Eventi e Associazione SUQ, il Festival è diventata nel corso delle sue 14 edizioni la manifestazione interculturale più famosa d’Italia, il simbolo dell’incrocio tra genti e culture, proprio nello spirito del “suq”, il mercato arabo a cui si ispira nella scenografia di Luca Antonucci

    Il programma di quest’anno prevede oltre 100 eventi, spettacoli internazionali, incontri letterari, dibattiti e laboratori, la tradizione e l’artigianato di 30 Paesi, 15 cucine diverse, una giornata dedicata ai rifugiati, spettacoli e incontri sull’accoglienza, sulla situazione delle donne nei Paesi arabi, sulla lotta per gli ideali degli studenti e dei monaci in Birmania, sulle guerre e i conflitti, sul nomadismo artistico, la musica e la cultura di Turchia, Cina, Ucraina, Israele, Etiopia, Senegal, Ecuador, Nord Africa, Mongolia, Tunisia, Brasile.

    Tra gli ospiti: il Vescovo Domenico Mogavero, Don Andrea Gallo, il poeta tunisino Mohammed Sgaier Awlad,  Lao Kouyate, Julio Almeida, Syusi Blady, Vladimir Luxuria,  Younis Tawfik e Marco Turco per ritirare il premio Agora-MED; Chef Kumalé, con le sue Officine gastronomiche etniche e per la prima volta nelle vesti di attore.

    Ecco il programma completo giorno per giorno:

    Mercoledì 13 giugno

    h 18 Inaugurazione Festival Bandaneo Marching Band. 30 piccoli percussionisti per l’apertura del Suq, con Ariel Dello Strologo Presidente Porto Antico e Carla Peirolero Direttrice Suq Festival.

    h 18.30 Omaggio Ecokit. Ai primi 100 visitatori un omaggio Suq consegnato da Marco Castagna Direttore Fondazione Muvita, Pietro D’Alema amministratore delegato AMIU, Andrea Di Stefano Responsabile Relazioni Istituzionalidi Novamont.

    h 19 Ricordati che eri straniero. I giovani della Compagnia e dei Laboratori del Suq in scena contro il razzismo. Uno spettacolo tratto da Ricordati che eri straniero di Barbara Spinelli nell’ambito del progetto Intercultura va a Scuola e all’Università. Interviene Sergio Rossetti Assessore alla Formazione Regione Liguria, Francesco Surdich, Preside Facoltà Lettere e Filosofia.

    h 21 Saluti Autorità. Intervengono Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria, Piero Fossati Commissario Straordinario Provincia di Genova, Marco Doria Sindaco di Genova, Simone Leoncini Presidente Municipio Centro Est.

    h 21.30 Rebis in concerto. La canzone d’autore che abbraccia tante lingue e tanti generi musicali con: Alessandra Ravizza voce e chitarra classica, Andrea Megliola chitarre e mandolino, Andrea Trabucco percussioni brasiliane, Edoardo Lattes basso.

    Giovedì 14 giugno

    h 16 Fumetti al Suq. A cura di Laca Montagliani Genoa Comics Academy.

    h 17 Danza orientale. Lezione e dimostrazione con Anahita.

    h 18 Il paradiso ai piedi delle donne. Dal libro di Francesca Caferri, un incontro per capire meglio qual è la situazione delle donne nei paesi arabi e come noi possiamo accompagnare il processo di emancipazione. Insieme all’autrice intervengono Marina Dondero, Sara Cadeleta del Centro Antiviolenza Provinciale di Genova. Conduce Laura Guglielmi Direttore Mentelocale.it. In collaborazione con Filomena – la rete delle donne e Arci Genova.

    h 21.30 Bud Lacho & Pasticcio Meticcio in concerto. Un evento speciale per il Suq, dalla Turchia giovani musicisti rom incontrano il gruppo meticcio genovese. Con Memduh Tangül tablas, darbuka, voce; Metin Tangül fisarmonica, tastiere, voce; Ufuk Tangül bendhir, def; Safak Kardas violino; Samet Pazarcıoglu clarinetto; Marco Tosto oud, chitarra battente, fisarmonica; Federico Filippi charango, ronroco, baglama, clarinetto, percussioni; Monika Nicz violino; Stefano Gualtieri chitarra, voce; Giancarlo Canazza sax soprano.

    Venerdì 15 giugno

    h 16 Animazione Arcobaleno. L’Officina dei colori dove si creano e si utilizzano tutti i colori del Mondo, a cura di Università Popolare Don Orione di Genova

    h 17 Danze e percussioni africane. Lezione e dimostrazione con il gruppo African Griot.

    h 18 Rènàyà, Genova incontra la Cina. Per la prima volta al Suq assaggi di Cina. In programma: recitazione di poesie antiche cinesi, esibizioni di Jeet Kune Do, rap cinese, interventi, degustazione di thè, esposizione di prodotti artigianali tipici e di libri in lingua cinese disponibili per il prestito. A cura di Li Wei, Biblioteca Berio, Associazione Studenti e Studiosi Cinesi a Genova.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Gazpacho (Spagna) Verdure da bere… rimedio naturale contro l’arsura.

    h 20 Inaugurazione della tenda Yurta. Sbarca al Porto Antico la yurta, la tenda delle popolazioni nomadi dell’Asia che quest’anno ospiterà l’EcoSuq e altre iniziative

    h 21.30 African Griot. Danze e ritmi travolgenti con la compagnia fondata dal percussionista senegalese Balla Nar N’Diaye Rose, che si ispira alla tradizione dei griot, con Balla percussioni, djembè, canto; Alessandro percussioni, balafon, canto; Ablay percussioni, sabar, canto; Cheikh dum dum bassi, canto; Paco dum dum, canto; Oumar kora, canto; Moussa tama, danza, canto; Oumar danza, canto. In collaborazione con Convegno SPeRA.

    Sabato 16 giugno

    h 16 Vamos a inventar. Laboratorio per inventare con le nostre nuove parole una storia in spagnolo, a cura di Priscila Cujian e Lidia Castillo – Laboratorio Lengua Madre Amiga

    h 17 Canto polivocale mediterraneo. Lezione e dimostrazione a cura di Laura Parodi e Giuseppe Laruccia.

    h 18 Altroconsumo: piccole buone pratiche per il futuro. Con Rosanna Massarenti Direttore di Altroconsumo e Bruna Valettini di Acquario Genova. Conduce Enrico Cirone Radio Babboleo.

    h 18,30 Alla ricerca del pesce perduto con Enrico Campanati e i musicisti Franco Minelli oud, chitarra, Edmondo Romano fiati e Luciano Ventriglia voce e percussioni, dell’Orchestra Bailam. Produzione Chance Eventi – Suq e www.pesceritrovato.it

    h 19 Officine di Chef Kumalé Tra Cina e Turchia, la cucina dei Mongoli.

    h 21,30 Syusy Blady al Suq. Presentazione ufficiale del progetto Plantfor- the-Planet-Italia la filiale del movimento internazionale di bambini nato sotto l’egida dell’ONU. Madrina dell’evento Syusy Blady. Interviene Renata Briano Assessore all’Ambiente Regione Liguria, Valeria Garotta Assessore  Ambiente Comune di Genova.

    h 22.30 Bandaneo in concerto. Per festeggiare i bambini del Progetto ONU e il traguardo dei suoi 10 anni, la formazione dei talenti in erba diretti da Marcello Liguori si esibisce al Suq in compagnia di Alberto Oliveri sax; Enrico Oliveri tromba; Marika Pellegrini percussioni; Luciano Susto basso; ospiti: Roberta Alloisio, Franco Minelli, Edmondo Romano.

    h 24 Notturni in Yurta. Nella tenda yurta, storie e racconti di viaggio per andare insieme allo scrittore dallo spirito nomade Pietro Tarallo sul tetto del mondo, in Bolivia.

    Domenica 17 giugno

    h 14 Prepariamo un SuqSpuntino. Laboratorio a cura di Therese Teodor.

    h 15 La Casa della Musica al Suq. Sul palco gli ensemble di violino e l’operetta Il ragazzo col violino di Roberto Piumini, musica di Andrea Basevi con il Coro dei Piccoli e Patrizia Ercole.

    h 16 Letture animat(t)e. Variazioni su favole popolari a cura di gigibavoso.

    h 16 Bandakadabra. Assaggi itineranti della irresistibile Big Band che si esibirà per il concerto serale.

    h 17 Samba al Suq. Lezione e dimostrazione a cura di Regina di Zueira Brasil in collaborazione con l’Associazione Luanda.

    h 18 Finché non c’è la pace. Incontro con Maso Notarianni Condirettore di E – il mensile e Toni Capuozzo, Inviato TG5, autore di Le guerre spiegate ai ragazzi.. Conduce Luigi Leone Vicedirettore Secolo XIX.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Ingae no gomae (Giappone) Lo zen e l’arte di cucinar le verdure.

    h 21 Vladimir Luxuria al Suq. Per parlare del suo libro Eldorado, ispirato allo storico locale omosessuale berlinese chiuso dai nazisti, e più in generale di identità, differenze, discriminazioni di genere. Intervista di Renzo Trotta RAI.

    h 22 Bandakadabra in concerto. Una fanfara urbana per sfrenati ritmi balcanici con Andrea Verza tromba; Fabio Rista tromba; Massimo Ernesto Rossi sax soprano; Stefano Chiapello sax tenore; Luciano Cumi no sax tenore; Mariano Cirigliano clarinetto; Francesco Grano sax; Piero Ponzo sax alto; Renato Vola sax baritono; Andrea Berno bombardino; Giorgio Cotto bombardino; Giulio Rosa bassotuba; Giuseppe Valerio Di Napoli percussioni.

    Lunedì 18 giugno

    h 16 Attacca-rici-panni. Inventiamo con materiale di scarto un originale attaccapanni, a cura del Centro “Re Mida” Genova di Coopsse onlus.

    h 17 Danza indonesiana. Jakarta Musical Production, lezione e dimostrazione.

    h 18 Verso Artlab 2012. Il nomadismo artistico tra le due sponde. Un incontro che anticipa alcune tematiche del prossimo Artlab – Dialoghi intorno al management culturale. Ugo Bacchella Presidente Fondazione Fitzcarraldo conduce il dibattito sulla mobilità degli artisti tra Europa e Mediterraneo. Partecipano Alessandra Galletta critico di Babel e gli artisti Sanjay Kansa Banik, Renato Sarti, Anahita Tcheraghali, Marco Tosto. In collaborazione con Fondazione Fitzcarraldo.

    h 18 La Carta per la Terra e per l’Uomo L’impegno di poeti e intellettuali da tutto il mondo per l’Ambiente. Ne parlano Marco Castagna e Massimo Morasso. Letture poetiche a cura di Lucetta Frisa.

    h 2030 Officine letterarie. workshop di scrittura creativa a cura di Emilia Marasco e Claudia Priano. info: officinaletterarialab@hotmail.it

    h 21.30 Jakarta Musical Production. Dieci musicisti e danzatori in scena nello spettacolo Harmoni Nusantara, canti, musica e danze dall’Indonesia con Caecilia Chakraditya, Deassy Christina, Friska Natalia Nawang Wulan, Malona Sri Manurung, Melania Yenni Wuryaningrum, Stephanie Nadya Susanto, Budianto Hutapea, Hendricus Wisnugroho, Ogi Sabda Permana, Rudy Octavianus.

    Martedì 19 giugno

    h 16 Letture animat(t)e. Variazioni su favole popolari a cura di gigibavoso.

    ore 17 Danza del ventre. Lezione e dimostrazione con Amar.

    h 18 Auguri Aung San Suu Kyi! Nel giorno del compleanno di Aung San Suu Kyi, al Suq si parla della Birmania e si festeggia la liberazione di Myo Min Zaw, studente birmano prigioniero di coscienza adottato dal gruppo Amnesty di Genova. Intervengono i monaci Tae Hye Sunim e Kusalananda dell’Associazione Karuna Onlus e Anna Violante Referente Amnesty International per il Myanmar (Birmania). Conduce Paolo De Totero Corriere Mercantile. In collaborazione con Amnesty International.

    h 18 Per la Terra e per l’Uomo. Presentazione del progetto editoriale focalizzato sui temi del rapporto uomo-natura e del libro Dai luoghi profondi di James Kilgo. Sulle orme di Faulkner e Thoreau, un viaggio in cerca dell’uomo dei boschi. Interviene Matteo Meschiari.

    h 21.30 Teatro in viaggio. Lungo la rotta dei migranti. Spettacolo teatrale per due attori e un fuoristrada, tratto dall’omonimo libro di Pietro Floridia, con Pietro Floridia, Gabriele Silva, Zine Jahabli. Produzione Teatro dell’Argine.

    h 22.30 Il viaggio che gli altri ci portano. Musiche, danze, poesie a cura di Associazioni e Comunità di Immigrati, tra cui Associazione Italo Etiope Eritrea, Associazione Luanda, Associazione Mabota, Associazione interculturale Encuentro entre 2 mundos, Associazione Al Mohammedia.

    Mercoledì 20 giugno

    h 16 In viaggio con Amadou. Lettura e gioco a cura della scrittrice Sabrina Gasperini.

    h 17 Achab, Dentro gli occhi del destino. Maurizio Mortara racconta l’Afghanistan e il suo libro in compagnia di Marco Aime.

    h 18 Genova, città accogliente: progetti e futuro. Presentazione dello spettacolo L’Odissea dei ragazzi del Teatro Cargo con un gruppo di minori richiedenti asilo. A seguire intervento di Paola Dameri Assessore Politiche Socio-Sanitarie Comune Genova. In collaborazione con il Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI sec. Con Laura Accerboni, Guido Conforti, Elio Grasso, Enrico Testa, a cura di Massimo Morasso per l’Associazione Maqroll.  In collaborazione con il Circolo dei Viaggiatori nel Tempo Festival Internazionale di Poesia.

    h 2030 Officine letterarie. workshop di scrittura creativa a cura di Emilia Marasco e Claudia Priano. info: officinaletterarialab@hotmail.it

    h 21 Monsignor Domenico Mogavero e Don Andrea Gallo in dialogo al Suq. Corradino Mineo Direttore Rai News 24 conduce l’incontro tra i due grandi uomini di chiesa, per parlare di accoglienza e rifugiati, ma anche di dialogo tra religioni, dai loro osservatori: Genova e Mazara del Vallo.

    h 22 Lao Kouyate. Il musicista senegalese con la sua kora, in un repertorio che spazia dal jazz al blues, al reggae.

    h 22.30 Gli stranieri portano fortuna di Marco Aime e Carla Peirolero, in scena con Roberta Alloisio e Esmeralda Sciascia canto; Franco Minelli strumenti a corde; Jamal Ouassini violino; Sanjay Kansa Banik tablas; Ibrahim Sampou percussioni, Amar danza. Produzione Chance Eventi – Suq Teatro.

    Giovedì 21 giugno

    h 1030 ll clima cambia, cambiamo anche noi! Evento conclusivo del progetto con presentazione del Club del Patto dei Sindaci della Provincia di Genova. info: www.muvita.it

    h 16 Suona come l’Africa! Laboratorio di percussioni a cura di Centro Cooperazione Sviluppo (CCS) Italia Onlus

    h 17 Danze e Cori dall’Ucraina a cura della Comunità Ucraina di Genova.

    h 18 Genova, porto di culture: dialetto e lingue che si incontrano Zena-Suq-Poexia, un viaggio poetico nel pianeta Genova, a cura di O nostro parlà – o nostro scrive; I viaggi della speranza nascono dal dolore, poesie di Lanciné Camara (Costa d’Avorio) lette dall’autore e da Marina Bonelli. A cura di Biblioteca Berio.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI secolo. Con Francesco Macciò, Massimo Maggiari, Alessandro Rivali, Angelo Tonelli.

    h 20.30 Il Bignami di Mosé. Concerto di musica ebraica tra humour e storia con Eyal Lerner, Luigi Maione e il Coro Shlomot.

    h 21.30 Mi chiamo Aram e sono italiano. La storia dei nuovi italiani in un testo di Gabriele Vacis e Aram Kian, con Aram Kian, scenofonia di Roberto Tarasco, scene e costumi  di Lucio Diana, regia di Gabriele Vacis. Produzione Teatro Regionale Alessandrino

    h 22.30 Barrio Esme in concerto i brani del nuovo Cd Ridere e la musica afro-beat, reggae, cubana con Esmeralda Sciascia voce, legnofono; Marco Fossati batteria; Mauro Isetti basso; Mario Principato percussioni; Andrea Lanza e Andrea Trabucco chitarra; Dadà Ankori coro.

    Venerdì 22 giugno

    h 16 Libri in Gioco. A cura di Donatella Curletto Provincia di Genova Centro Sistema Bibliotecario e di Cristina Parodi Biblioteca di Casella.

    h 16 Banco di assaggio delle acque. Dalle 16 alle 22, una stimolante esperienza di confronto fra l’acqua di rubinetto e le acque in bottiglia di diverse marche, per invitare a un consumo consapevole. A cura di Fondazione AMGA e IREN.

    h 17 Danza indonesiana al Suq

    h 17 AcquaDOTTI. Percorso ludico-educativo sul valore dell’acqua bene comune dell’umanità, a cura di COOP e Gruppo Volontariato Civile.

    h 18 Consumare sostenibile, tra ambiente e solidarietà. Incontro con Mauro Bruzzone Vice Presidente

    COOP Liguria e Luigi Seghezzo Direttore G.V.C. A cura di COOP Liguria e G.V.C.

    h 19 Le Officine di Chef Kumalé. Papas à la Huancaina – Perù. Si fa in fretta a dire patate, la cultura andina dei tuberi.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI sec. Con Rossella Maiore Tamponi, Luciano Neri, Claudio Pozzani, Gianni Priano.

    h 21.30 Egschiglen in concerto. Gli ambasciatori musicali della Mongolia con i loro strumenti tradizionali e le tecniche vocali dell’Asia Centrale. Con Migdorj Tumenbayar canto e violino; Yanlav Tumursaikhan canto e violino; Amartuwshin Baasandorj canto e liuto; Uuganbaatar Tsend-Ochir basso mongoliano; Sarangerel Tserevsamba canto, dulcimer e joochin, Ariunaa Tserendavaa danza.

    Sabato 23 giugno

    h 16 Libri in Gioco. Laboratorio creativo a cura di Dadoblu.

    h 17 Canto polivocale mediterraneo. Lezione e dimostrazione a cura di Laura Parodi e Giuseppe Laruccia.

    h 18 Col senno di prima. Enzo Costa presenta il suo ultimo libro con Aglaja e Massimo Calandri La Repubblica.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Tabulé vs Tabboula – Medioriente. Contaminazioni nel mondo delle semole.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI secolo. Con Giuseppe Conte, Massimo Dagnino, Lamberto Garzia, Riccardo Olivieri. Partecipa Mohammed Sgaier Awlad Ahmad.

    h 21 Mohammed Sgaier Awlad Ahmad. Il poeta della rivolta in Tunisia, dialoga al Suq con il poeta Giuseppe Conte. Conduce Renato Tortarolo, Il Secolo XIX. In collaborazione con Consolato Tunisia e Alliance Française.

    h 22 Premio Agorà Med II Edizione. Il Premio per il dialogo interculturale tra le due sponde, promosso da Osservatorio del Mediterraneo e Suq Festival, quest’anno premia Younis Tawfik e Marco Turco per il libro e il film La straniera. Consegnano i Premi: Carla Sibilla Assessore Cultura e Turismo Comune di Genova e Alessandro Repetto. Il film sarà proiettato al Genova Film Festival.

    h 22.30 Sakina al Azami Ensemble. Ritmi e melodie dal nord Africa con Sakina Al Azami canto; Bouchaib Amer nay e kawala; Abdelkbir Bahlaoui violino; Redouane Sfiha oud; Yassin Mahi percussioni; Khalid Zarou tastiera; Mostafa Moulmen batteria.

    h 24 Notturni in Yurta. Musiche e letture intorno a Conversazioni notturne a Gerusalemme di Carlo Maria Martini e Georg Sporschill, a cura di Giacomo D’Alessandro.

    Domenica 24 giugno

    h 14 Laboratorio di Origami. A cura di Genova Japanese Club.

    h 15 Segni in libertà. Colori in segni, un colore per raccontarsi, laboratorio a cura dell’Associazione Mani in Movimento.

    h 16 Animazione Arcobaleno. Cos’era, cos’è? Creiamo insieme eco-giochi con materiale comune di recupero, a cura di Università Popolare Don Orione.

    h 17 Danze occitane. Lezione e dimostrazione con Associazione Passi e Ripassi.

    h 18 Cous cous e altri racconti. Stefano Bigazzi presenta il suo libro in compagnia di Chef Kumalé.

    h 20 Premiazione Soci Suq. Consegna i premi ai Soci vincitori Angelo Berlangieri Assessore al Turismo e alla

    Cultura della Regione Liguria.

    h 21 Julio Almeida. Al Suq il chitarrista premiato a livello internazionale con un repertorio di musica spagnola e ecuadoriana. In collaborazione con il Consolato dell’Ecuador.

    h 22 Cous cous, pesto e mandolino. Prima nazionale. Nuovo spettacolo musicale speziato e gustoso, con un finale saporito, di e con Carla Peirolero e Chef Kumalé e con La Rionda: Laura Parodi voce; Roberto Bagnasco mandolino, violino, mandola; Giuseppe Laruccia clarinetti, flauti diritti, voce; Edoardo Lattes contrabbasso; Claudio Rolandi fisarmonica. Produzione Chance Eventi – Suq Teatro

     

    Aperto tutti i giorni dalle 16 alle 24 e dalle 12 nei festivi,  ingresso libero e gratuito. Contatti: tel. 010 5702715 mail festival@suqgenova.it

     

     

  • Ecco la giunta di Marco Doria: alla scoperta dei nuovi assessori comunali

    Ecco la giunta di Marco Doria: alla scoperta dei nuovi assessori comunali

    Una giunta tecnica, in pieno stile romano. Oltre al sindaco, infatti, sono ben tre i professori che lavoreranno a Tursi. Ecco nome per nome qualche informazione utile sui membri della nuova squadra. Intanto il sindaco dichiara: «Nella scelta delle persone ho guardato al rigore e alla serietà. Ho guardato alle competenze e ho anche guardato, come avevo detto, ad un elemento che mi sembra importante. L’obiettivo era garantire una larga presenza femminile. Su 11 assessori 6 sono donne».

    Proprio nel giorno della presentazione ufficiale e dell’inizio dei lavori del Consiglio, Era Superba propone la prima uscita di Liberi Tursi” una nuova rubrica che avrà come obiettivo quello di portare ogni settimana il Consiglio comunale nelle vostre case per ridurre la distanza, oggi enorme, fra cittadinanza e politica. Non ci limiteremo a raccontare quello che accadrà fra i banchi di Tursi, ma ci impegneremo a spiegarlo, a renderlo il più chiaro e trasparente possibile.

    La composizione della giunta di Marco Doria:

    MOBILITA’ E TRAFFICO: Anna Maria Dagnino

    Assessore provinciale uscente con deleghe a: Programmazione della Mobilità – Trasporti Pubblici e Privati – Turismo – Commercio e Artigianato – Coordinamento Eventi Fieristici ed Espositivi. Laureata in Storia dell’Arte è docente di Storia dell’Arte presso il liceo classico A. D’Oria di Genova. Già consigliere comunale dal 2002 al 2007 nella giunta Pericu.

    SCUOLA, SPORT, POLITICHE GIOVANILI: Pino Boero

    Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova dal 2002 al 2008, oggi pro rettore delegato alla formazione e professore di letteratura per l’infanzia e Pedagogia della lettura.

    POLITICHE DELLA CASA: Renata Paola Dameri

    Docente universitaria, ricercatrice di Economia Aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Genova e docente di Ragioneria Generale e Sistemi informativi aziendali.

    LEGALITA’ E DIRITTI: Elena Fiorini

    Avvocato dal 1997, candidata con la lista Marco Doria alle amministrative, si occupa di diritto penale, diritto di famiglia e dei minori e della condizione giuridica dei migranti. Un passato da educatrice con il “Ce.sto”, laureata in giurisprudenza.

    VICE SINDACO E URBANISTICA: Stefano Bernini

    Svolge attività politica a tempo pieno dal 1989 e dal 2002 ad oggi è Presiedente del Municipio Medio Ponente.

    LAVORI PUBBLICI: Gianni Crivello

    Presidente del Municipio Val Polcevera, iscritto SEL

    CULTURA E TURISMO: Carla Sibilla

    Dirigente dell’Acquario di Genova dal quale andrà in aspettativa e presidente del Convention Bureau Genova.

    SVILUPPO ECONOMICO: Francesco Oddone

    Ex consigliere di amministrazione di Spim, società immobiliare che gestisce il patrimonio del Comune e presidente del consiglio di amministrazione di Datasiel, l’azienda informatica della Regione Liguria, da cui si dimetterà.

    AMBIENTE: Valeria Garotta

    Genovese, 34 anni, iscritta PD, ingegnere idraulico. Ha dedicato 5 anni alla ricerca universitaria nel campo dell’idraulica fluviale,  lavora in una società di Ingegneria, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo per conto di Ansaldo Energia.

    FINANZE E BILANCIO: Franco Miceli

    Unico assessore della giunta Vincenzi confermato.

    PERSONALE: Isabella Lanzone

    Genovese, 38 anni, già dirigente amministrativo di Asl 3 poi responsabile gestione risorse umane dell’Asl 4 medio Friuli di Udine.

  • Fondazione Ansaldo: due nuove donazioni arricchiscono l’archivio

    Fondazione Ansaldo: due nuove donazioni arricchiscono l’archivio

    Il naufragio dell’Andrea Doria e le testimonianze della Società Italia di Navigazione sono l’ultima preziosa documentazione cartacea e fotografica, acquisita in questi giorni dalla Fondazione Ansaldo.

    Andiamo con ordine. Il lascito dell’ingegnere Francesco Scotto contiene una completa raccolta documentaria sul drammatico naufragio dell’Andrea Doria, avvenuto il 25 luglio 1956 quando l’ammiraglia della marina mercantile italiana venne speronata dalla nave svedese Stockholm finita fuori controllo. Furono ben 52 i passeggeri che persero la vita nello speronamento e fu solo grazie all’eroismo del comandante Piero Calamai e dell’equipaggio se riuscirono a mettersi in salvo 1654 persone, prima dell’affondamento della nave.

    Il secondo lascito arriva invece da Francesco De Giovanni che ha fornito alla fondazione una documentazione altrettanto unica, ovvero quella sulla compagnia Italia di Navigazione. Una serie di testimonianze cartacee che vanno dall’atto costitutivo della precedente Navigazione Generale Italiana del 1881, con le firme autentiche di Rubattino e Florio, ai viaggi transoceanici degli emigranti dal 1901 al 1963, fino alla dismissione del 1976, nel Golfo Persico, delle turbonavi Michelangelo e Raffaello.

    I due nuovi lasciti vanno così ad arricchire quanto già raccolto e custodito dalla Fondazione.
    «Queste ultime due acquisizioni richiamano un aspetto poco noto della fondazione – sottolinea Luigi Giraldi, presidente Fondazione Ansaldo – quello di essere luogo di una continuativa donazione, non solo da parte di imprese o enti ma anche da parte di singoli cittadini, della più diversa documentazione relativa al mondo del lavoro e dell’attività economica. Questi apporti contribuiscono alla formazione del capitale di memorie storiche oggi disponibile e assumono per noi un significato culturale civile e umano che va molto al di là delle loro dimensioni materiali, siano essi fotografie, lettere o un intero archivio».

  • L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    Occhi sul mondoE’ uscito il 26 aprile l’ “Atlante delle migrazioni“, un’opera completa di ricerca sulle migrazioni del nostro tempo, a cura di Cathreine Wihtol de Wenden, direttrice di ricerca al CNRS – Centre National de Recherche Scientifique di Francia –  ed una delle più grandi esperte mondiali sul tema. Una competenza così riconosciuta che le ha permesso di collaborare con le massime istituzioni internazionali, dalla Commissione Europea al OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa), passando per il Consiglio d’Europa e l’UNHCR (Agenzia delle Nazione Unite per i Rifugiati).

    Genova ha avuto il piacere di ospitare Mme de Wenden in occasione dell’ultima edizione de La Storia in Piazza dove la ricercatrice ha illustrato i risultati dei suoi anni di ricerca sul tema delle migrazioni, sfatando facili pregiudizi e convinzioni e offrendo agli uditori nuove chiavi di lettura sulle mobilità umane che si verificano ovunque sul pianeta.

    In primo luogo, Mme de Wenden ha sottolineato come, a livello puramente statistico, le migrazioni internazionali non possono essere considerate un fenomeno maggioritario: attualmente infatti sono circa 220 milioni gli esseri umani interessati da spostamenti interstatali o intercontinentali, circa il 3% della popolazione totale del pianeta.

    Molti di più sono invece i migranti interni, che si spostano all’interno della loro nazione di appartenenza: circa 740 milioni di persone. La Cina è senza dubbio uno dei paesi che negli ultimi decenni è stata caratterizzata da imponenti spostamenti, specialmente dalle campagne verso le città. Spesso i flussi migratori hanno subito un processo di regionalizzazione, interessando aree specifiche e creando sistemi quasi “binari”: è il caso delle migrazioni dall’America Latina verso Stati Uniti e Canada, dai paesi della sponda sud del Mediterraneo verso l’Europa e dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale verso la Federazione russa.

    Negli ultimi decenni si è inoltre assistito alla nascita di una nuova categoria di migranti, i cosiddetti “rifugiati ambientali”: circa 40 milioni di persone in fuga da eventi climatici catastrofici sempre più frequenti. Non si possono non ricordare le terribili siccità che colpiscono ormai ciclicamente  il Corno d’Africa (il caso della Somalia, molto recente, ha causato  135.000 nuovi sfollati) e la nuova crisi, ancora non del tutto esplosa nella sua gravità, del Sahel (Mauritania, Mali, Ciad, Niger e Burkina Faso sono i paesi maggiormente a rischio, con un numero tra 8 e 14 milioni di persone potenzialmente vittime della carestia). Ma anche la potenza statunitense ha contato i suoi sfollati climatici in occasione dell’uragano Katrina che ha colpito nel 2005 la città di New Orleans e gli stati meridionali, causando una diaspora e una redistribuzione di circa un milione di persone. La natura non fa sconti geografici anche se, e la tragedia americana l’ha sottolineato nella sua crudeltà, i poveri ne fanno le spese molto più facilmente.

    Nonostante questi numeri importanti, la legittimità della tematica della migrazione nei grandi centri decisionali mondiali è ancora debole e a livello di politiche internazionali concertate vige una situazione da “far west”. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, all’articolo 13 comma 2, sancisce il diritto di uscita ma non quello di entrata: “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Una mancanza consapevole del legislatore internazionale?

    La Convenzione ONU sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti, tra cui gli irregolari, del 1990 è stata ratificata soltanto da 44 paesi, per lo più del Sud del mondo, a sottolineare la perpetua ipocrisia di nazioni che si ergono a faro dell’umanesimo globale (ad oggi nessuno dei 27 stati dell’Unione ha ratificato la Convenzione). L’Europa sprofonda invece in una serie di accordi bilaterali frutto di una teatralizzazione del fenomeno migratorio, volta a garantirsi il consenso popolare, da parte dei governi nazionali.

    In quest’ottica Mme de Wenden ha concluso il suo intervento sottolineando come il diritto alla mobilità sia un fattore essenziale di sviluppo umano, in primo luogo a livello economico: il flusso monetario delle rimesse annuali ammonta a 350 miliardi di dollari, una cifra tre volte superiore agli aiuti allo sviluppo. La mobilità inoltre incentiva e promuove l’educazione a livello planetario, soprattutto quando ragazzi e studenti si spostano per accrescere le proprie competenze da reinvestire poi nelle nazioni d’origine.

    La migrazione dovrebbe essere dunque riconosciuta come un bene pubblico mondiale da cui traggono giovamento non solo i soggetti migranti ma molto spesso anche le società d’arrivo. Le quali continuano a rinnovarsi, crescere e cambiare anche grazie alla continua ibridazione che si verifica grazie all’apporto degli immigrati. Non si tratta solo di scambi monetari o di capitale umano ma di incontri, e scontri anche, tra umanità che hanno sempre caratterizzato la storia dell’uomo. E mai come oggi ci sono strumenti potenzialmente ottimali per affrontare questi processi.

    Questo e molto, molto altro è spiegato nell’Atlante delle Migrazioni: uno strumento importante per non lasciarsi trasportare dalle facili dicerie che tanto male hanno fatto, e continuano a fare, alle nostre società.

    Antonino Ferrara

     

  • Assessore Rambaudi: cittadinanza onoraria ai bambini nati in Liguria

    Assessore Rambaudi: cittadinanza onoraria ai bambini nati in Liguria

    Cittadinanza onoraria ai bambini figli di migranti ma nati in Liguria, è questa la proposta lanciata stamattina, a margine della Giunta regionale, dall’assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi, dopo l’approvazione, da parte del consiglio comunale di Savona, di un regolamento sulla cittadinanza onoraria che prevede all’art.10 il riconoscimento per i bambini, come proposto dal sindaco di Savona, Federico Berruti.

    «Visto che la legge non permette di riconoscere giuridicamente la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia – ha spiegato Rambaudi – in attesa di un cambio legislativo mi auguro che tutti i Comuni liguri possano aderire a questo appello, frutto di civiltà e anche segnale culturale e politico importante».

    L’iniziativa dell’assessore alle politiche sociali della Regione Liguria nasce anche dalla presa di posizione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha definito follia negare un’aspirazione sacrosanta a chi è nato in Italia.

    Secondo Rambaudi «Oltre che un atto di giustizia il riconoscimento della cittadinanza onoraria rappresenta una speranza rispetto all’invecchiamento demografico del nostro territorio».

  • LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    Al via la campagna contro le detenzioni amministrative nei Centri di identificazione ed espulsione per migranti sparsi sul territorio italiano: “LasciateCIEntrare”, per la seconda volta dopo la mobilitazione del 2011, Fnsi, Art. 21, European Alternatives, Cgil, rete Primo Marzo, Giù Le Frontiere, Asgi, Open Society Foundation, insieme a tante altre associazioni nazionali e internazionali e partiti della sinistra italiana, chiedono libertà di accesso alle strutture per verificare le condizioni delle persone recluse, durante la settimana di mobilitazione iniziata ieri, 23 aprile, all’interno della campagna europea OPEN ACCESS NOW, con l’obiettivo di riportare l’attenzione pubblica su questo tema.

    Fino al 28 aprile saranno nove le manifestazioni e gli appuntamenti che porteranno parlamentari, operatori dell’informazione e sindacalisti davanti ai cancelli dei Cie e, prefetture permettendo, anche dentro le strutture, per chiedere l’abolizione delle detenzioni amministrative, ovvero detenzione per le persone trovate senza documenti, che con l’ultimo governo di centrodestra sono state portate da un periodo di 6 ad uno di 18 mesi.

    «Un periodo lunghissimo, inaccettabile, che viola ogni diritto umano, anche perché chi si trova là dentro non ha commesso alcun reato se non quello di non avere i documenti», denuncia il responsabile nazionale immigrazione della Cgil, Pietro Soldini.

    La mobilitazione del 2011 aveva portato ad un importante risultato: consentire di nuovo ai giornalisti l’accesso nei CIE previa autorizzazione della prefettura. Diritto che era stato negato dal Ministro Maroni con un’apposita circolare (la n. 1305) il primo aprile dell’anno scorso.

    «Ma questo primo successo purtroppo non è stato sufficiente a garantire la reale libertà di informazione – sottolinea il sindacato dei giornalisti – e molte richieste di accesso vengono ancora negate o ottenute con estrema difficoltà».

    Dopo le recenti rivolte ed i casi modenesi di Andrea e Senad, due fratelli ventenni di origine bosniaca ma nati a Sassuolo, costretti a rimanere nel CIE di Bologna per più di un mese perché disoccupati e quindi senza possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, infine liberati decretando che «chi è nato in Italia non può essere rinchiuso in un CIE»e quello di Said, il ragazzo marocchino fermato sull’altare mentre si accingeva a sposarsi e portato nel CIE per poi essere rilasciato pochi giorni dopo, si pone con urgenza l’esigenza di entrare nei centri d’identificazione per valutare le condizioni dei trattenuti e verificare la possibilità di libero accesso di giornalisti e associazioni.

    CHIEDIAMO AI DIRETTORI DELLE TESTATE GIORNALISTICHE E AI GIORNALISTI: di raccontare la realtà dei Cie nella settimana che va dal 23 al 27 aprile, chiedendo l’accesso alle prefetture competenti o rilanciando le iniziative della campagna

    ALLA SOCIETA’ CIVILE: di mobilitarsi con noi partecipando ai sit in che verranno organizzati davanti ai Cie

    ALLA POLITICA: di rivedere l’attuale normativa a livello nazionale e internazionale

    Hanno già aderito molti giornalisti, intellettuali, parlamentari, sindacalisti e associazioni della società civile, fra i quali: Andrea Camilleri, Erri De Luca, Ettore Scola, Stefano Disegni, Fabrizio Gatti, Tiziana Ferrario, Andrea Segre, Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti).

     

    Matteo Quadrone

  • Migrazioni, il lungo viaggio: le foto di Uliano Lucas a Palazzo Ducale

    Migrazioni, il lungo viaggio: le foto di Uliano Lucas a Palazzo Ducale

    Sarà la suggestione delle immagini in bianco e nero che congelano il tempo in una dimensione universale. Sarà il coinvolgimento emotivo personale nel pensare a parte della mia famiglia che ha intrapreso stessi viaggi, stesse delusioni, stesse fatiche. La mostra di Uliano Lucas a Palazzo Ducale, è più di un lungo viaggio di foto scattate in 60 anni di carriera da fotoreporter in Italia e nel mondo.

    Con una certa commiserazione gli occhi si soffermano sui nostri vecchi che vivevano in tuguri, li chiameremo oggi, con figlioli e animali. I lunghi treni che portavano a Milano, Torino, in Svizzera dove era necessario effettuare il trasbordo dei pacchi e delle valigie per poter passare il confine. Transatlantici, più rassicuranti delle carrette mediterranee moderne, che salpavano alla volta della Merica carichi di chissà quali fantasie. La città era pronta ad accogliere e martirizzare ognuno di loro, il Pirellone incombeva sul povero sardo che faticava a trasportare gli oggetti custoditi in quattro pezzi di cartone.

    “Quando sono arrivato, viaggio sbadato, non sapere dove poggiare perché andavo così senza nessuno appoggio, senza niente perché ho venuto qui e arrivai con le valigie in mano”. Giuseppe C.

    Il passato sembra l’oggi, almeno in superficie: mezzadri, piccoli contadini, che attendono in capannelli un ingaggio per la raccolta delle olive nei paesini trapanesi degli anni ’70. Saranno stati trattati allo stesso modo degli africani che la mattina presto affollano i marciapiedi della Via Domiziana, in Campania, e che aspettano di essere prelevati per un’altra giornata di italico sfruttamento?

    Si scoprono nuove prospettive, mano a mano che i volti si succedono e che gli immigrati non sono più solo i calabresi, i siciliani, ma anche i tunisini, i marocchini. E così, nella Torino dei primi anni ’70 capita di veder un’anziana matriarca meridionale, velata a lutto dalla testa ai piedi, passeggiare di fianco ad un ambulante maghrebino. I nostri cugini della riva sud arrivano più di quarant’anni fa nel nostro accogliente Paese, per lavorare nell’agricoltura e nella pesca. I leghisti, per loro fortuna, non erano nemmeno in cantiere.

    Immigrati italiani in Italia, immigrati di origine straniera in Italia, immigranti italiani all’estero, immigranti di origine straniera all’estero. Gli uni accanto agli altri, gli uni in situazioni simili a quelle vissute dagli altri. La mostra fa di un grande, composito processo un solo popolo. Fino ad arrivare ai nostri giorni, ai nuovi italiani, se non de iure sicuramente de facto, del Ghana, della Cina, delle Filippine.

    Guardando le foto dell’ultimo decennio si ritrova, quasi con sollievo, la quotidianità dei nostri giorni. Perché in fondo, un neonato figlio di un immigrato filippino, un cittadino di origine indiana seduto in un cybercafé, una famiglia dell’Africa subsahariana, sono persone che fanno parte della normalità delle nostre vite, della normalità dell’Italia. Certo, mille e ancora mille sono i problemi da affrontare, ancora una volta gli uni accanto agli altri, come altrettante sono le foto che restano da scattare.

     

    Si ringrazia per il contributo Antonino Ferrara

  • Diritto alla salute: una guida alla medicina per i cittadini stranieri

    Diritto alla salute: una guida alla medicina per i cittadini stranieri

    Inglese, francese, arabo, sono le tre lingue usate in “Salute, guida alla medicina per cittadini stranieri”, una sorta di “Prontuario medico dedicato agli operatori sanitari che operano con i migranti” realizzato dalla Fondazione IntegrA/Azione – nata nel dicembre 2010 con lo scopo di promuovere diritti e dignità per i migranti, uomini e donne che arrivano in Italia in cerca di un futuro migliore ma che, nella maggior parte dei casi, sono penalizzati da una scarsa conoscenza della lingua italiana, da situazioni alloggiative ed economiche precarie o da condizioni di salute fragili – con il patrocinio del ministero per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, l’Anci e il complesso ospedaliero S. Giovanni Addolorata di Roma.
    Una lodevole iniziativa che parte dalla consapevolezza che la presenza di cittadini stranieri in Italia è in continuo aumento e la comunicazione è fondamentale per garantire loro il diritto alla cura.

    In otto anni il numero di stranieri residenti in Italia si è triplicato, superando i 4,5 milioni di presenze. A questi vanno aggiunti i circa 600.000 stranieri senza permesso di soggiorno stimati dalla Caritas. Una crescita che va di pari passo con l’aumentare dell’utenza straniera di ambulatori e pronto soccorso. Basti pensare che i ricoveri in regime ordinario degli stranieri da Pfpm (Paesi a forte pressione migratoria) sono raddoppiati nell’arco di un quinquennio: dal 2,6% del 2003 al 4,6% del 2008. Dal 2000 al 2008, l’Istat ha registrato una variazione percentuale di + 101,3 di dimissioni ospedaliere di stranieri in ricovero in regime ordinario. Se poi si considerano le prestazioni in day hospital i numeri salgono ancora (variazione % 2000 – 2008: + 192). Un aumento motivato anche dal disagio economico, sociale e di salute, che moltissimi stranieri si trovano a vivere nella nostra società.

    «Questa sorta di prontuario medico nasce dall’esigenza, verificata direttamente sul territorio, di avere un supporto pratico all’attività quotidiana nel fornire servizi e prestazioni sanitarie a tutti i cittadini – spiega Luca Odevaine, presidente di Fondazione IntegrA/Azione – In particolare, questa pubblicazione vuole contribuire a migliorare la capacità di risposte adeguate ed eque alle sfide imposte dalle diversità culturali. Inoltre non bisogna dimenticare che lo scivoloso terreno della paura, accostato alla mancanza di informazione, resta una discriminante per gli immigrati italiani sul fronte dell’accesso alla sanità».

    La guida raccoglie un frasario di domande a risposte multiple, di maggiore uso nelle strutture mediche.
    A partire dalla raccolta dei dati anagrafici e dalla storia medica di un paziente. Una sezione speciale è dedicata alla donna, con parole e termini più comuni in ambito medico per la gravidanza, la contraccezione, la pediatria e la violenza. È tradotta in inglese, francese e arabo, con note a margine e in un formato agile.
    Ai concetti chiari e semplici, corrisponde un linguaggio grafico di grande attenzione alla comprensione del contenuto della pubblicazione. La guida infatti risponde pienamente, dal punto di vista grafico, a quella che in gergo viene definita “comunicazione di pubblica utilità”. Una comunicazione chiara e trasparente pensata per informare l’utente e trasmettere saperi.

    «Il livello di accesso alle cure per i cittadini stranieri è da considerarsi come un termometro del grado di accoglienza e civiltà di un territorio – conclude il presidente di Fondazione IntegrA/Azione – Vale la pena ricordare sempre che la Corte costituzionale, in una sentenza di qualche tempo fa (n. 252/2001), ha affermato l’esistenza di “un nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione (art. 32, ndr) come ambito inviolabile della dignità umana” che va “riconosciuto anche agli stranieri, qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l’ingresso e il soggiorno nello Stato”».

     

    Matteo Quadrone

  • Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Giovedì 29 marzo parte al DAMS di Imperia parte il progetto DEFRAG. Appunti di viaggio, un evento culturale che porterà le arti in giro per tutta la Liguria, toccando tutte e quattro le Province e parte del Piemonte.

    Il progetto è organizzato dalle associazioni culturali Thesis e Lamaca Gioconda, e coinvolgerà una serie di discipline che spaziano tra musica, cinema, letteratura e arti visive, il tutto attorno al fil rouge del viaggio.

    La prima tappa si terrà al Polo Universitario di Imperia e il tema sarà Il Giappone. In programma proiezioni, apericena, concert e presentazioni letterarie.

    Ognuno degli eventi che saranno ospitati in giro per la Liguria avrà il suo filo conduttore: I viaggi musicali a Cervo, La salute in viaggio a Savona, Le anime migranti a Genova, Viaggi di gusto a Sestri Levante, I percorsi delle risorse ambientali a Bonassola e I viaggi della mente a Lerici. Infine il Piemonte, con I viaggi eretici a Monforte d’Alba e La via del cibo. Consumi sostenibili a Mondovì.

  • La Storia in Piazza: tre giorni di eventi a Palazzo Ducale

    La Storia in Piazza: tre giorni di eventi a Palazzo Ducale

    Palazzo DucaleConferenze, proiezioni, laboratori didattici: sono tanti gli appuntamenti in programma per la terza edizione di La Storia in Piazza, che come ogni anno si tiene a Palazzo Ducale e che quest’anno si svolgerà dal 29 marzo al 1 aprile.

    Questo il programma degli eventi:

    29 marzo
    Popoli in movimento da che mondo è mondo
    ore 18.00 Salone del Maggior Consiglio
    Donald SASSOON

    Senza confini. Ebrei e zingari
    ore 21.00 Salone del Maggior Consiglio
    di e con Moni OVADIA

    30 marzo
    – Piedi e non radici. Anche le identità si muovono
    ore 09.00 Salone del Maggior Consiglio
    Marco AIME

    Istria. Tra esodo ed esilio
    ore 09.30 Archivio Storico del Comune di Genova
    Raoul PUPO

    Esuli profughi, rifugiati… in una parola migranti. Una storia cantata
    ore 10.30 Salone del Maggior Consiglio
    Lezione di storia cantata a due voci su centocinquant’anni di migrazioni dall’Italia e in Italia di e con Emilio Franzina

    Come nascono i popoli
    ore 10.30 Archivio Storico del Comune di Genova
    Telmo PIEVANI

    Vite da nomadi
    ore 12.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Santino SPINELLI

    Ma i popoli si muovono davvero?
    ore 16.00 Sala del Minor Consiglio
    Lucio CARACCIOLO

    La grande fuga. L’espulsione dei Tedeschi dall’Est dopo la Seconda Guerra Mondiale
    ore 16.00 Sala del Minor Consiglio
    Bernd FAULENBACH

    Un mare di popoli. Medioevo mediterraneo
    ore 17.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Michel BALARD

    L’Inquisizione alle spalle. Da Ebrei a Marrani
    ore 17.00 Sala del Minor Consiglio
    Anna FOA

    Come Homo Sapiens ha conquistato il mondo
    ore 18.00
    Luigi Luca CAVALLI-SFORZA

    Oltre i mari
    ore 21.00 Salone del Maggior Consiglio
    Musiche e suggestioni musicali dei popoli migranti, un viaggio tra confini, oceani e continenti

    31 marzo
    Sempre in giro: i popoli del Mediterraneo nella storia
    ore 10.00 Salone del Maggior Consiglio
    David ABULAFIA

    Tra guerre e sterminii: il terribile secolo XX
    ore 11.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Gustavo CORNI

    Granada 1492. Alle origini dell’intolleranza
    ore 12.00 Sala del Minor Consiglio
    Adriano PROSPERI

    L’altra parte dello specchio. Le migrazioni raccontate dai migranti
    ore 15.00 Sala del Minor Consiglio
    Maurice AYMARD

    – Genocidio nel deserto. Gli Armeni
    ore 15.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Marcello FLORES

    In cammino. Le migrazioni nella storia
    ore 16.00 Sala del Minor Consiglio
    Massimo LIVI BACCI

    Cibi dell’altro mondo
    ore 16.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Massimo MONTANARI

    Vivere per addizione
    ore 16.30 Salone del Maggior Consiglio
    Carmine ABATE , Amara LAKHOUS, Marina LEWYCKA

    Dobbiamo convivere con le differenze?
    ore 17.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Michel WIEVIORKA

    Nazione di immigrati: un mito americano?
    ore 18.00 Salone del Maggior Consiglio
    Donna GABACCIA

    1 aprile
    L’inquietudine della diversità
    ore 10.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    David MEGHNAGI

    La parabola dell’internazionalismo
    ore 10.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    David BIDUSSA

    Migranti per forza. La tratta degli schiavi
    ore 11.00 Salone del Maggior Consiglio
    Robin BLACKBURN

    La biblioteca dell’ebreo errante
    ore 12.00
    Alberto MANGUEL

    Sulla Cittadinanza
    ore 12.00 Sala del Minor Consiglio
    Salvatore VECA

    I barbari
    ore 15.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Alessandro BARBERO

    Nuove migrazioni tra solidarietà e legalità
    ore 15.00 Sala del Minor Consiglio
    Paolo BORGNA

    Il futuro come straniero
    ore 16.00 Salone del Maggior Consiglio
    Marc AUGÉ

    Non si affitta ai meridionali. Quando il Sud viene al Nord
    ore 16.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Goffredo FOFI , Uliano LUCAS

    Senza diritto di ritorno. Deportazioni e migrazioni in URSS
    ore 17.00 Archivio Storico del Comune di Genova
    Marco BUTTINO

    Sud-Sud. Le migrazioni del sud dell’Europa in Sudamerica
    ore 17.00 Sala del Minor Consiglio
    Fernando J. DEVOTO

    La globalizzazione dell’umanità
    ore 18.00 Salone del Maggior Consiglio
    Catherine WIHTOL DE WENDEN

    Cittadinanza e diritti
    ore 21.00 Salone del Maggior Consiglio
    Stefano RODOTÀ

    Marta Traverso

  • Pierluigi Vinai, incontro con il candidato sindaco del centro destra

    Pierluigi Vinai, incontro con il candidato sindaco del centro destra

    Pierluigi VinaiSiamo con Pierluigi Vinai, candidato sindaco del centro destra, ex segretario generale dell’Anci regionale ed ex vicepresidente della Fondazione Carige (si è infatti autosospeso da entrambe le cariche), si presenta come indipendente (anche se è stato iscritto al Pdl e ha contribuito alla stesura della Carta dei valori), sostenuto oltrechè dal Pdl, anche da alcune liste civiche. In questa competizione elettorale c’è una tendenza dei candidati a presentarsi come espressione della società civile, penso anche ad Enrico Musso e Marco Doria, come a voler prendere le distanze dalla vecchia concezione di fare politica, oggi vissuta in maniera negativa dai cittadini, ma la domanda che le pongo è: pensa davvero di riuscire – nel caso diventasse sindaco – ad attuare le politiche che ha in mente, insomma ad avere testa e mani libere di agire, considerando che dovrà districarsi con gli interessi che muovono i partiti che l’appoggeranno? In altri termini riuscirà a governare senza subire i ricatti dovuti alle logiche di partito?

    Su questo potete starne certi. Mi conoscono e mi hanno accettato sapendo che sono un uomo libero. Quindi la libertà per me viene prima di tutto. Ovviamente questa libertà deve stare in un contesto condiviso. E se dovessero esserci dei punti sui quali non c’è condivisione  penso che prevarrebbe il buon senso mio e dei miei compagni di viaggio. Sono un candidato indipendente perchè siamo in un contesto, anche a livello nazionale, in cui c’è una profonda evoluzione del sistema. La cosiddetta seconda repubblica, almeno come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi anni, mi sembra sia giunta al suo crepuscolo. Dunque, se dobbiamo pensare un percorso nuovo per il bene comune dobbiamo farlo attraverso una strada che non è più quella dei partiti tradizionali. I partiti comunque continueranno ad esserci e forse nasceranno in forme nuove. Genova da sempre è una città laboratorio ed è giusto che questo esperimento parta dalla nostra città. L’obiettivo è ricondurre all’unità il mondo moderato. Visto che in questa fase ci sono molti candidati moderati, vorrà dire che considereremo il primo turno una sorta di primarie per scegliere chi affronterà il candidato della sinistra.

    Inevitabilmente le devo chiedere il suo parere sulla realizzazione della moschea, visto che ha provocato polemiche il suo incontro con l’Imam ed il Pdl non sembra intenzionato a fare aperture su questo tema, lei come risponde alle critiche…

    Io sono di matrice culturale cattolica quindi non posso neppure immaginare che altre forme di religione non dispongano di un luogo di culto degno ed adeguato. Detto questo però, bisogna vedere come viene gestita una questione così importante e che coinvolge una comunità numerosa come quella islamica. Diverse amministrazioni di sinistra hanno trattato l’argomento come fosse una pratica urbanistica. La comunità musulmana genovese ha un titolo giuridico in mano ed ha il diritto di vederlo riconosciuto. L’operazione è stata gestita male fin dall’inizio quando per il progetto fu scelta un’area in cui non si poteva realizzare, ovvero Coronata. In seguito l’amministrazione ha pensato al quartiere Lagaccio ma qui ha trovato molta difficoltà nel fare accettare l’operazione alla popolazione residente. Forse è necessario trovare un luogo dove vi sia maggiore accoglienza. Gli amici del Pdl che non hanno gradito il mio incontro con l’Imam sbagliano perchè io sto incontrando diverse figure istituzionali, sociali, culturali, di comunità. Stiano sereni perchè non intendo stravolgere le mie idee ma il mio è un pensiero aperto

    L’Immigrazione è una questione che in questi ultimi anni, in particolare da parte del centrodestra, è stata trattata soprattutto come una questione di sicurezza. Ma secondo lei, considerando anche il processo di integrazione in atto nella società, non è un tema che andrebbe affrontato dal punto di vista dei diritti e doveri di queste persone?

    Sì, ma io parlerei di doveri e diritti. Invece della città dei diritti, che a parer mio è stata un esempio di declino, io vorrei istituire la città dei doveri. Certamente la popolazione immigrata deve essere inclusa socialmente. Pensiamo ai nostri emigranti che andavano in Germania, Belgio, America, inizialmente trovavano difficoltà ma in seguito si fermavano nei nuovi paesi e mandavano in Italia i loro guadagni che contribuivano ad aumentare il nostro Pil. Oggi noi stiamo subendo il processo inverso. Inoltre molte persone immigrate stanno pensando di tornare al paese natio dove investono le risorse guadagnate in Italia, impoverendo di conseguenza il nostro Pil. Per me non è un fatto positivo se queste persone tornano nelle nazioni di provenienza. Ciò significa che non siamo stati capaci di fare comunità ed offrire inclusione sociale. Ma quest’ultima deve partire dal rispetto, da parte degli immigrati, della nostra cultura e del nostro modo di vivere.

    Il lavoro è uno dei punti centrali del suo programma, il porto deve essere rilanciato, lei cosa ne pensa della realizzazione del nuovo terminal di Voltri, un progetto osteggiato dai cittadini del ponente? è una priorità oppure prima occorre sfruttare a dovere le aree portuali esistenti?

    Questa città è il suo porto, senza non esisterebbe. Il porto ha una potenzialità di sviluppo pari ancora a 2/3. Non svilupparlo come dovrebbe ha dell’incredibile. Genova è stata La Superba perchè il suo porto l’ha resa tale. E la comunità genovese è stata così intelligente da trovare, proprio nell’interesse portuale, il motivo di ricomposizione rispetto alle sue divisioni. Purtroppo negli ultimi anni neppure in questo ambito siamo riusciti ad andare d’accordo. Le vicende giudiziarie ne sono una lampante dimostrazione ed hanno comportato un grave deterioramento non solo nell’immagine del porto e delle persone coinvolte, ma anche in termini di risultati economici. Tutte le aree portuali vanno qualificate ed ottimizzate al meglio compresa l’area di Voltri che può dare risposta ad alcune esigenze particolari. I bacini di carenaggio devono essere sistemati una volta per tutte. Insomma il porto va rilanciato ed io in questi giorni ho incontrato i vertici della Culmv ed i lavoratori del porto – che rappresentano una risorsa fondamentale e da valorizzare – proprio per comprendere da vicino i problemi e provare a trovare dele soluzioni.

    Sul tema grandi opere lei si è già espresso favorevolmente schierandosi contro chi dice sempre no. Ma secondo lei un’opera come il terzo valico – al di là delle considerazioni sull’utilità economica e sull’impatto ambientale –  oggi in Liguria, ma più in generale in Italia, le istituzioni sono in grado di gestirla? Oppure vista la moltiplicazione dei costi che si registra solo nel nostro paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente lo Stato non è all’altezza ?

    Per quanto riguarda la moltiplicazione dei costi occorre essere molto attenti. Quando si avvia un cantiere i calcoli devono essere ben fatti cercando di evitare il pericolo di infiltrazioni mafiose che purtroppo sono presenti in Liguria ma anche a Genova, come denunciato più volte dal magistrato Anna Canepa. E se sarò sindaco in merito a questo problema garantisco che starò molto attento e vigile. Nello stesso tempo però le grandi opere vanno realizzate. In caso contrario noi continuiamo a praticare soltanto una prosecuzione del declino. A me non interessa andare a gestire il declino. Ci sono altri candidati che forse hanno questa passione. La teologia della decrescita non mi appartiene, anzi la aborro. Io credo che lo sviluppo sia necessario, se non altro perchè ho 4 figli e non vorrei che dovessero fuggire altrove per trovare lavoro e realizzarsi. In merito alla gestione di cantieri così complessi va ricordato che intorno ad essi ruotano dei tavoli interistituzionali. Il sindaco di un comune interessato deve pretendere un momento di confronto costruttivo affinchè i problemi vengano affrontati in maniera limpida e trasparente.

    A proposito di gestione rifiuti cosa ne pensa del progetto inceneritore a Borzoli?

    Scarpino è arrivato ormai al capolinea. La raccolta differenziata è imprescindibile e va potenziata. Per quanto riguarda il gassificatore non abbiamo ancora dei dati sufficienti per affermare con sicurezza che – considerato il notevole investimento necessario – sia questa la soluzione. Invece il termovalorizzatore di ultima generazione, installato a Vienna e Brescia, funziona. E nelle città nominate non mi pare che gli abitanti siano scontenti della sua presenza. Oltre a ridurre il problema, perchè eliminarlo non si può, il termovalorizzatore produce energia. Per quanto riguarda la sua collocazione sarà necessario realizzare uno studio approfondito e poi decidere.

    Cosa ne pensa dell’invasione dei box su tutto il territorio e quale potrebbe essere la strada da seguire per far sì che la mobilità privata diminuisca ed al contrario aumenti l’utilizzo del trasporto pubblico locale?

    Purtroppo hanno proliferato i box ed i posti auto  anche perchè molti esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere. Per ridurre la mobilità privata, mi riferisco soprattutto alle automobili perchè il trasporto sui mezzi a due ruote, con un’opportuna regolamentazione, secondo me va incentivato, occorre una risposta articolata sul versante del trasporto pubblico locale. Innanzitutto bisogna portare avanti quella che è diventata una vera e propria barzelletta, ovvero la metropolitana. Mentre il tpl va ripensato ma non solo in ambito cittadino. La Regione deve fare la sua parte, non può abbandonare i comuni della cintura. Penso ai cittadini di Valle Stura, Val trebbia, Valle Scrivia, Val Fontanabuona, che devono essere serviti adeguatamente dal tpl. Ci vuole insomma un ripensamento a livello regionale e questa sarà una delle prime condizioni che metterò sul tavolo.

    Per quanto riguarda le società municipalizzate esse svolgono servizi essenziali come le manutenzioni, gestione rifiuti, tpl e oggi mostrano di non funzionare al meglio. La privatizzazione è una soluzione?

    Io non sono ne pro ne contro le società a partecipazione pubblica. Ma ce ne sono alcune che versano in situazione fallimentare e non hanno prodotto risultati positivi. La manovra finanziaria del 2010 di Tremonti fornisce indicazioni precise in merito alle municipalizzate. Va a limitare e di molto l’operatività e l’ambito del personale. La gestione della forza lavoro deve essere necessariamente razionalizzata.

    In tema di diritti, in questi giorni l’Europa si è espressa a favore di una concezione della famiglia che comprenda anche le unioni civili etero ed omosessuali. In alcuni Comuni di altre città è stato istituito il registro delle coppie di fatto. Qual è la sua opinione a proposito?

    La risposta è articolata. Io non credo ci sia la necessità di un registro delle coppie di fatto. Primo perchè non è materia comunale bensì statale. Inoltre la nostra Costituzione già spiega cosa è la famiglia. Se io assumo un obbligo ed una responsabilità davanti alla comunità con un atto formale, vale a dire il matrimonio, per questo motivo ho dei diritti/doveri. Non capisco per quale ragione chi non intende assumere questa evidenza pubblica, debba godere dei medesimi diritti. Tra l’altro dobbiamo andare a vedere di che diritti parliamo. Se i diritti sono quelli della fiscalità, considerando quanto viene tartassata la famiglia, allora prima è necessario intervenire in questo ambito. Senza contare che è la disgregazione della famiglia il male principale di questo paese.

     

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Sidimohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento 
     

  • Casa America: la Fondazione, in difficoltà economica, lancia un sos

    Casa America: la Fondazione, in difficoltà economica, lancia un sos

    Un centro vitale di informazione, dibattito ed incontro, per diffondere la conoscenza dell’America Latina e delle sue diversità. Questo e molto altro è la Fondazione Casa America, inaugurata nel giugno 2000 è divenuta un punto d’eccellenza – attraverso l’organizzazione di molteplici attività, quali ad esempio conferenze, incontri, tavole rotonde, istituzione di borse di ricerca internazionali, mostre, presentazioni di libri, proiezioni, recital musicali – che contribuisce non solo a rafforzare i legami esistenti tra l’Italia ed il mondo latinoamericano, ma anche a stringerne di nuovi attraverso la conoscenza reciproca, culturale prima di tutto.

    Genova, sede della Fondazione, è un elemento che la caratterizza fortemente. Una città di mare dal passato importante, crocevia di traffici commerciali e punto di partenza di emigranti italiani che hanno anche contribuito all’attuale fisionomia dell’America Latina.

    «Oggi la situazione si è capovolta e la Città, una volta porto di partenza, è diventata meta d’arrivo di flussi migratori dall’America Latina – spiega Roberto Speciale – nuovi cittadini che, con il loro bagaglio di tradizioni e culture, popolano la Città, contribuiscono al suo sviluppo e pongono nuovi problemi».

    Grazie alla collaborazione con enti, organizzazioni e personalità di livello nazionale ed internazionale, alla capacità di alternare momenti di approfondimento a momenti più divulgativi, le inizative di Casa America coinvolgono un pubblico di specialisti e ricercatori ma anche di curiosi e appassionati dell’America Latina e della cultura in senso più ampio.

    Attualmente però la Fondazione si trova in difficoltà economica e lancia un vero e proprio sos per chiedere sostegno ad istituzioni ed enti che l’hanno già sostenuta in passato ed alle singole persone che hanno condiviso un cammino con la Casa America o che intendono intraprenderlo. A questo scopo sono previste due giornate di “amicizia e solidarietà” per salvare le attività della Fondazione: il primo appuntamento è il 27 marzo dalle ore 17:30 nella sede dell’associazione, Villa Rosazza a Dinegro, con l’evento “Musica spettacolo, solidarietà, una giornata di amicizia per la Fondazione Casa America” a cui parteciparanno, tra gli altri, il cantautore genovese Sergio Alemanno ed il disegnatore Renzo Calegari; il secondo appuntamento è invece previsto nel mese di aprile.

    «Il 2012 si preannuncia per noi alla pari di tante altre istituzioni culturali, come un anno molto difficile a causa del venir meno di molte fonti di sostegno finora assicurate dagli enti pubblici nazionali e locali ed in qualche caso anche da soggetti privati – dice il presidente e fondatore di Casa America, Roberto speciale – Per cercare di sensibilizzare la cittadinanza in merito alla nostra situazione, abbiamo deciso di organizzare questi due incontri».

    «La chiusura di Casa America costituirebbe un impoverimento del nostro patrimonio istituzionale e culturale»,  conclude Roberto Speciale.

     

    Matteo Quadrone