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  • Coro della Maddalena: il nuovo progetto che coinvolge tutto il sestiere

    Coro della Maddalena: il nuovo progetto che coinvolge tutto il sestiere

    La Maddalena, Centro Storico di GenovaHa solo pochi mesi l’idea di dare vita a un Coro della Maddalena, che riunisca gli abitanti del Sestiere (prevalentemente, ma sarà aperto a tutti gli abitanti del centro storico e a tutti coloro che amano la Maddalena) di tutte le classi e appartenenze: un coro composto dalle persone che lavorano o vivono nella zona, dagli artigiani, commercianti, ristoratori, agli artisti, impiegati, disoccupati, professionisti, studenti, pensionati, immigrati. E prostitute: senza esclusione di nessuna “categoria”, per rappresentare il tessuto sociale della Maddalena nella sua interezza. Il progetto è nato a settembre dall’iniziativa della cantautrice genovese Giua, nota al pubblico ligure (e non solo) per le sue recenti collaborazioni con il chitarrista Armando Corsi, e Pier Mario Giovannone, anche lui autore, poeta e chitarrista di origine cuneese, naturalizzato genovese. In questi pochi mesi il progetto del coro ha preso sempre più piede e si è fatto conoscere nel Sestiere, già denso di movimento e iniziative sul piano sociale, acquisendo popolarità e raccogliendo manifestazioni di interesse tra gli abitanti. Ad oggi, le adesioni sono davvero tante e c’è entusiasmo per la partenza vera e propria dell’iniziativa.

    Proprio il prossimo mercoledì, 4 dicembre 2013, dalle ore 18.30 nei locali di Vico Papa 9, Giua e Pier Mario Giovannone, assieme agli amici e compagni di avventura Matteo Testino, regista teatrale che collabora con il Teatro Necessario, l’antropologa Valerie e Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto al Porto racconteranno a tutti gli interessati questo nuovo progetto, rigorosamente davanti a un bicchiere di vino e un piccolo rinfresco. L’atmosfera, dunque, sarà in linea con lo spirito “sociale”, conviviale e aperto dell’iniziativa, allo scopo di coinvolgere un numero crescente di persone, tra cantanti “improvvisati”, associazioni di quartiere e realtà già radicate nel sestiere.

    1467428_694998003852053_317633886_nL’idea è quella di collaborare tutti insieme, non sostituirsi alle iniziative già presenti, come ci spiega la stessa Giua: «L’idea nasce da me e Pier Mario, semplicemente perché viviamo alla Maddalena, nei pressi di Piazza della Lepre, e da sempre siamo affascinati da questo mondo ricco e contraddittorio. Quale idea migliore di un coro per avvicinare le persone, creare socialità e dar vita a una situazione di scambio reciproco, conoscenza e condivisione? Attraverso la musica e l’arte, è possibile entrare in contatto, accorciare le distanze, valorizzare le differenze e mettere in primo piano le peculiarità delle personalità della Maddalena, che rendono bello e particolare il quartiere. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere anche -e soprattutto- 1476159_700439996641187_210100718_nmigranti e prostitute, che hanno finora dato risposta positiva: molte delle “graziose” che conosco personalmente, ad esempio, mi hanno già assicurato che saranno dei nostri».

    Dietro al progetto del coro, inoltre, la partecipazione al bando aperto qualche mese dal Comune di Genova all’interno del Patto per lo sviluppo della Maddalena, per lo svolgimento di attività artistico-culturali all’interno del Sestiere della Maddalena ed eventuali aree limitrofe. Chiuso ufficialmente il 30 settembre scorso, si attendono i risultati entro l’anno: circa 90 mila euro verranno stanziati e messi a disposizione dei vincitori (si parla di premiare all’incirca 8, 9 progetti con somme che si aggirano 1470217_699679770050543_92207153_nattorno ai 5-10 mila euro per ciascuno).

    «Abbiamo partecipato al bando – racconta Giua – per sostenere il progetto e dargli continuità. Inoltre, anche se finora non siamo sostenuti da alcun finanziamento, vorremmo arrivare a poter retribuire – con un compenso anche solo simbolico – le persone che entreranno a far parte del coro, per dare dignità a questo progetto artistico. Noi, che facciamo parte del mondo della musica, sappiamo che la cultura è un lavoro oltre che una passione, e ci piacerebbe dare il giusto valore all’impegno dei partecipanti. In più, vorremmo anche dar vita a un progetto artistico di qualità (poco importa se i membri del coro non sono professionisti: siamo certi, con la nostra guida, di dar vita a un prodotto di valore), trovare una sede nostra e dare continuità al progetto. Nel frattempo, aspettando i risultati del bando, andiamo avanti, e andremo avanti a prescindere: per attirare contribuenti è importante far vedere che il progetto esiste, è concreto, va avanti».

    Finora, il progetto è portato avanti da appassionati, che collaborano come volontari. Le iniziative non mancano: ad esempio, Testino e Weidinger daranno vita a un laboratorio sul corpo, per ridurre la distanza psiche-corpo e limitare il disagio sociale, che allontana le persone da quello che sentono, bloccandone l’espressione artistica. Recente anche la nascita di una pagina Facebook dedicata al Coro, da cui è possibile avere informazioni sulle date, sugli eventi e sui partecipanti: una bella iniziativa di promozione sui social è stata seguita dalle ragazze dello studio Yoge Design (volontarie anche loro) per la creazione di progetti etici, che hanno pensato a un logo con la forma dello stesso sestiere, al cui interno è inscritto il nome di “Coro della Maddalena”. Finora la campagna di promozione su internet sta andando bene: sui social, le foto delle persone aderenti al progetti, con apposito logo e con breve descrizione. Seguite l’hashtag #corodellamaddalena e restate aggiornati!

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Teatro Altrove, gli eventi in programma per l’inaugurazione

    Teatro Altrove, gli eventi in programma per l’inaugurazione

    teatro-hops-altrove-d1Dopo l’inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco Doria, del comico Vergassola e dell’attore Moni Ovadia  e l’intitolazione di una delle sale a Don Gallo, proseguono fino al 17 novembre gli eventi gratuiti del teatro Altrove nel centro storico genovese.

    Quattro giorni in cui il nuovo teatro si apre alla cittadinanza e propone un programma ricco di eventi, concerti, spettacoli teatrali, laboratori per bambini, degustazioni, presentazioni, cene bio e a chilometro zero.

    Si va dall’art performer e cantante newyorkese Carla Bozulich ai padri fondatori dello ska-combat italiano Fratelli di Soledad, dallo spettacolo teatrale dedicato ai fatti di Rosarno La spremuta di e con Beppe Casales al reading del poeta cabarettista Guido Catalano; inoltre, degustazioni del Critical Wine Genova e di pastis e birre artigianali e teatro per bambin.

    Dopo i quattro giorni di festa, a partire dal 18 novembre, inizierà ufficialmente la stagione del teatro: tutti i lunedì appuntamento  con il cinema, tra proiezioni, documentari, rassegne ed incontri con registi a cura di Laboratorio Bellamy; il giovedì serata musicale con cocnerti e performance a cura di Disorder Drama; il venerdì e il sabato serate dedicate mensilmente al teatro, organizzate da Narramondo e ai concerti organizzati dal circolo arci Belleville; la domenica  programma spettacoli o laboratori per ragazzi e serate danzanti folk.

    Ecco il programma nel dettaglio dei quattro giorni di festa.

     

    Giovedì 14 novembre

    ore 18.30 –  “Al lavoro!” – lettura animata e presentazione per bambini, di e con Anselmo Roveda
    ore 19.30 – Critical Wine Genova – degustazione e incontro con i produttori
    ore 21.30 – Carla Bozulich – concerto

     

    Venerdì 15 novembre

    ore 11.30 – Presentazione della Stagione Teatrale
    ore 18 – “Noir sur blanc” – teatro Danza
    ore 18.30 – Teatro a mano – clownerie
    ore  18.30 – “Nel nome di Marco” – presentazione del libro su Marco Pantani di e con Michele Marziani
    ore 19.30 – Pastis artigianale Argalà – degustazione e incontro con i produttori
    ore 21 -“La spremuta. Rosarno, migranti, ‘ndrangheta” – spettacolo teatrale di e con Beppe Casales
    ore 21– Notte insonne dei bambini – laboratori e letture (prenotazione obbligatoria)
    ore 22.30 – Giusy Zaccagnini concerto

     

    Sabato 16 novembre

    ore 17 – Coro Tralalero – concerto
    ore 17.30 – Eclettik Duo – concerto
    ore 18 – Teatro a mano – Clownerie
    ore 18 piazza Lavagna – The tube, di e con Rubik teatro – improvvisazione
    ore 18.30 – Frammenti da ‘ Che ci fa la mafia a Genova?‘ di e con Fabrizio Matteini e Filippo Gambetta – teatro
    ore 19.30 – ‘Piuttosto che morire m’ammazzo’ – reading di e con Guido Catalano
    ore 21.30 – Fratelli di Soledad – concerto
    ore  23.30 – dj set a cura di radio Gazzara

     

    Domenica 17 novembre

    ore 16 –  ‘Uno’ di Teatro delle Apparizioni – teatro dai 4 anni
    ore 17.30 – Brani da ‘La leggerezza del Trio lescano – teatro Nudo
    ore 18 – Documentario tra realtà e finzione, film e incontro e dibattito con il regista Stefano Savona
    ore 19.30 – Birre artigianali Maltus Faber con cena e degustazione
    ore 21 – Pillole di stagione Altrove, presentazione degli spettacoli a cura di Narramondo teatro
    ore 21.30 – Banda Brisca, concerto e danze

     

     

  • Festival dell’eccellenza femminile: il programma completo

    Festival dell’eccellenza femminile: il programma completo

    Fedra, festival dell'eccellenza femminileDa lunedì 11 a lunedì 25 novembre Genova ospita l’ottava edizione del Festival dell’eccellenza femminile80 eventi e 200 ospiti per un ricchissimo programma che spazia dalla letteratura alla filosofia, dal teatro alla politica, dalla cucina alla tecnologia, dalla poesia all’arte, e si sviluppa attraverso spettacoli, mostre mercato, eventi di show cooking e corsi di cucina, dialoghi e approfondimenti.

    Tra i protagonisti di questa edizione, Valerio Massimo Manfredi, Mariangela D’Abbraccio, Eva Cantarella, Galatea Ranzi, Vladimir Luxuria, Livia Turco, Umberto Galimberti, Roberta Bruzzone, Paolo Graziosi, Massimo Recalcati, Nando dalla Chiesa e Margarethe Von Trotta.

    Il festival quest’anno ha come tema centrale le ‘Donne di diritto‘ ed è dedicato alle vittime di Lampedusa e a tutte le donne, gli uomini e i bambini che nel mondo sono vittime dei Diritti negati.

    Gli appuntamenti comprendono la mostra multimediale Lady Truck: imprese eccellenti al femminile e la mostra Il Mercato a Palazzo con eventi di show cooking a Palazzo Spinola dall’11 al 18 novembre; show cooking e corsi di cucina rivolti a grandi e piccini a cura dell’Istituto alberghiero Bergese tutti i pomeriggi a Palazzo Spinola dall’11 al 18 novembre (a pagamento); La stanza di Virginia Wolf a Palazzo Spinola, dove dall’11 al al 18 novembre dalle 18 alle 20.30, si parlerà di musica, poesia, cibo e teatro in compagnia di esperti e di eccellenze femminili in ambiti particolari; il Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile sezione Nazionale ed Internazionale, assegnato quest’anno rispettivamente ad Eva Cantarella e a Margarethe Von Trotta, donne rappresentative del mondo della Cultura e del Diritto che si sono distinte per la loro attività di carattere sociale e non solo; Premio Ipazia alla Nuova Drammaturgia Contemporanea conferito per la sua prima edizione alla cantante lirica e scrittrice Letizia Sperzaga per ‘Mille volte tua’; incontri con personaggi illustri e studiosi volti a indagare le radici delle varie forme di discriminazione, a mettere in luce il ruolo delle donne nella storia della conquista dei Diritti, a riflettere sull’involuzione del maschile, sul tema drammaticamente attuale della violenza sulle donne – anche attraverso il web – e poi sul tema dei diritti della famiglia, dell’infanzia, dell’omosessualità, sul riconoscimento delle donne nella toponomastica femminile, della violenza sulle donne attraverso il web.

    Ecco il programma completo del festival.

     

    Lunedì 11 novembre

    -ore 17 Palazzo Spinola presentazione e grande incontro. Presentazione festival con Consuelo Barilari e Silvana Zanovello, conduce Giovanna Rosi Il mio nome è nessuno con Valerio Massimo Manfredi. Ulisse attraversa il Mediterraneo alla ricerca di Itaca e incontra quattro figure di donna che diventeranno gli archetipi della femminilità nell’immaginario collettivo di tutti i tempi: Circe la maga, Penelope la sposa simbolo della paziente attesa, Calipso l’ammaliatrice, Nausicaa la purezza.

    -ore 17.30 Palazzo Spinola show cooking
    La cucina del buonumore. Progetto artistico culinario Cibarty di Mariapia Altamore. Dimostrazione di intaglio di frutta e verdura per invogliare i bambini a mangiare, abbinando la fantasia nella preparazione.

    -ore 19 Palazzo Spinola presentazione. Presentazione attività di show cooking e corsi di cucina con Anna Grazia Greco

    -ore 19 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 19.30 Palazzo Spinola – buffet d’inaugurazione con la partecipazione di Valerio Massimo Manfredi, a cura dell’Istituto Alberghiero Bergese. Accesso gratuito al buffet per i possessori della CARD del Festival.

    -ore 20.15 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 21 Palazzo Spinola spettacolo Elena. con Mariangela D’Abbraccio, di Ghiannis Ritsos, regia di Francesco Tacassi, Teatro e Società. Ritsos utilizza Elena di Troia per raccontarci una donna pluricentenaria, assediata dal fantasma maledetto della propria antica bellezza. In un linguaggio complesso i fantasmi del tempo attraversano la scena multimediale con immagini, proiezioni dell’interiorità.

     

    Martedì 12 novembre

    -ore 14.30 Palazzo Spinola corsi cucina bimbi I dolci della nonna. Percorso dedicato ai piccini per imparare le buone ricette di una volta.

    -ore 16 Palazzo Spinola show cooking famiglie – Merende golose. Show cooking a cura della scuola di cucina Chef per caso.

    -ore 17 Sala Polivalente incontro Essere donna. Tributo a Marina Cvetana a cura dell’Istituto Deledda.
    L’identità della donna nel passato e nel presente attraverso brani letterari letti in italiano e in arabo, cinese, francese, inglese, russo, spagnolo, tedesco dagli studenti del Liceo Linguistico Internazionale “Grazia Deledda”. Il recital è dedicato alla grande poetessa russa Marina Cvetaeva, la cui poesia è diventata patrimonio culturale universale.

    -ore 17 Palazzo Spinola corsi cucina adulti. La cucina tradotta pesce freddo e pesce fresco. Dalla pescheria alla nostra cucina, dall’elegante bocconcino giapponese alle tradizioni del nostro territorio. “Non c’è amore più sincero di quello per il cibo” G.B. Shaw. Raffinato e modaiolo il pesce crudo in tutte le sue declinazioni, molto più che semplice pesce, limone e forse un po’ di riso.

    -ore 18 Palazzo Spinola incontri. Con il diavolo in corpo con Osvaldo Guerrieri. Incontro nel quale lo scrittore e critico teatrale affronta il tema del demone distruttivo che brucia le esistenze dei maledetti. Due grandi figure femminili con il diavolo in corpo, Leonarda Cianciulli e Elvira Bonturi, emergono tra i personaggi estremi, esaltati e tormentati che bruciano le loro vite e quelle di chi li ama.

    -ore 19 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 19.30 Palazzo Spinola apericena. A cena con l’autore con Alma Daddario. Un’occasione divertente per conoscere dalla fonte creativa il personaggio di Matilde, le sue sfaccettature, il suo essere donna di potere e di grande saggezza.

    -ore 20.15 Palazzo Spinola degustazione. Corso di cultura birraria a cura di Maltus Faber. Degustazione di birre artigianali.

    -ore 21 Palazzo Spinola spettacolo. Matilde di Canossa. La legge, il cuore, la fede di Alma Daddario, con Edoardo Siravo e Alessandra Fallucchi, Schegge Di Mediterraneo – Il carro dell’Orsa. Matilde di Canossa (1046-1115) è guerriera, governante, potente e personaggio di intelletto, ed è l’unica donna che troviamo sepolta nel cimitero di San Pietro tra le tombe dei Santi della Chiesa.

     

    Mercoledì 13 novembre

    -ore 14.30 Palazzo Spinola corsi cucina bimbi. Tazza da tè, tazza da cake: il dolce assoluto. Il dessert cambia forme, le trame, le consistenze, le nuove tendenze, il tutto dentro ad un bicchiere…

    -ore 15-18 Palazzo Ducale incontro L’alimentazione che fa prevenzione insieme all’attività fisica con Luigi Luzzati, Giorgio Conforti, Pino Boero, Germano Gadina, Samir Sukkar, Lorenzo Malugo. Latte, yogurt e insalata: i mattoni della salute prevengono sin da bambini l’obesità. Conoscere gli alimenti per educare ad un’alimentazione responsabile. Insieme allo sport la promozione di uno stile di vita per prevenire le patologie infantili.

    -ore 16 Palazzo Spinola show cooking famiglie. Dolci e dolcetti per grandi e piccini con Samantha Alborno. Possiamo soddisfare la nostra voglia di cibo senza farci troppo male? Una panoramica sull’utilizzo dei dolcificanti naturali e qualche consiglio su come utilizzarli.

    -ore 17 Sala Polivalente incontro Siamo tutte parte lesa con Teresa Bruneri, Tiziana Bartolini, Giuliana Franchini, Marianna Pederzoli. Storia dei movimenti delle donne e della loro conquista dei diritti per la parità raccontata a partire dagli anni ’70 arrivando ai giorni nostri.

    -ore 17 palazzo Spinola – corsi cucina adulti. Cibo mitico: le uova. L’uovo incarna in molte culture significati trascendenti. La forma e la sostanza si inseguono in rimandi infiniti. Centrale è anche il suo ruolo in cucina.

    -ore 17.30 Palazzo Spinola – show cooking adulti. I canestrelli di Montebruno con Carlo Barbieri. Preparazione dei canestrelli e degustazione. Presentazione del libro “Canestrelli di Montebruno” edito da SAGEP.

    -ore 17.30 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 18 Palazzo Spinola show cooking adulti. Cheesecake con Mauro Padula e Carolina Turconi. Ricette con istruzioni semplici e proposte golosissime che combinano il meglio della pasticceria italiana e internazionale. Dalla classica versione cotta al forno, all’inedita variante salata, con le sezioni dedicate alle decorazioni e alle varianti giocose per i più piccini.

    -ore 19 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 19.30 Palazzo Spinola cena – A cena con l’autore con Carmen Giordano. Carmen Giordano ci racconta la sua idea che ha permesso di trasformare un Mito in un’opera rock.

    -ore 20.15 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 21 Palazzo Spinola spettacolo Elektrika testo e regia Carmen Giordano, con Maura Pettoruso, Stefano Detassis, Chiarastella Calconi, Macelleria Ettore. Il complesso di Elettra in un’opera techno avvolta in un’atmosfera cyberpunk, quasi bladerunneriana. Gli attori si muovono in un´arena di luci quasi si trovassero ad un rave party in cui la musica scatenata diventa conduttrice di pensieri, parole, pulsioni represse.

     

    Giovedì 14 novembre

    -ore 14.30 Palazzo Spinola corsi cucina bimbi – I dolci di Acriboldo. Con la scoperta dell’America è arrivato anche lo zucchero di canna… E con questo tanti fantasiosi dolcetti.

    -ore 16.30 Alliance Française proiezione film Il primo uomo di Gianni Amelio, con Jacques Gamblin (2011) introduzione di Carlo Fanelli Dall’adattamento di uno dei romanzi di Albert Camus, “Il primo uomo” ripercorre a ritroso le vicende di un personaggio autobiografico straordinario, silenzioso e deciso, che ricerca nel proprio passato, anche doloroso, le convinzioni che lo hanno portato ad essere ciò che è nel presente.

    -ore 17 Palazzo Spinola Corsi cucina adulti. Colazione da Tiffany: quando il dry diventa chic. Mangiare con gli occhi e finger-food: le mode impazzano e diventano abitudini. Impariamo a costruire il pasto perfetto, irresistibile alla vista e stuzzicante al palato. “I baci non durano, sapere cucinare si” G. Meredith. Le nuove tendenze, la cottura “au point”, l’esaltazione dei sapori, il piatto è solo la cornice?

    -ore 17 Sala Polivalente incontro Ho un cervello sotto il velo con Nadia Zatti. Ci siamo mai chiesti o abbiamo mai chiesto direttamente alle donne musulmane perché indossano un pezzo di stoffa tanto criticato e che significato ha per loro?

    -ore 18 Sala Polivalente incontro Violenza digitale, 50 sfumature di rosa con Ilaria Caprioglio, Roberto Surlinelli e ASSO Utenti. On-line le donne sono vittime di stalking e sexting, persecuzioni perpetrate da ex compagni che non accettano l’abbandono, sono facili prede di grooming e cyber bullismo. È allarme per una nuova forma di violenza da contrastare sia sotto il profilo culturale che quello legislativo.

    -ore 18.30 Palazzo Spinola show cooking adulti Non si butta via niente con Samantha Alborno. Idee e consigli per non buttare via niente, ma proprio niente. Show cooking: pesto di foglie di sedano e crostini di pane alle erbe e alla paprica.

    -ore 19 Palazzo Spinola show cooking adulti- Body caking: gioielli e tatuaggi in ghiaccia reale su corpo. Performance di Red Carpet Cake Design.

    -ore 19.30 Palazzo Spinola apericena Il Mediterraneo che unisce. Un brindisi per Albert Camus con Adolfo Margiotta, Roberto Alinghieri, Carlo Fanelli. Un’apericena con l’autore e gli attori dello spettacolo “Ispirazioni Mediterranee”. Un viaggio tra i ricordi di Albert Camus in occasione del centenario dalla sua nascita con letture tratte dalle sue opere.

    -ore 20.15 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 21 Palazzo Spinola spettacolo – Fedra. Diritto all’amore anteprima nazionale – prodotto nell’ambito del Festival. Ispirata a un’eroina del cinema “noir” Fedra, bellissima e misteriosa, ci ricorda una diva forte e fragile allo stesso tempo come lo sono state Jaquelin Onassis, Grace Kelly, Maria Callas. La recitazione è cinematografica; un terzo occhio, un’immaginaria videocamera la spia anche nelle emozioni più intime mentre, in una sorta di confessione privata, Fedra rivive la sua storia.

     

    Venerdì 15 novembre

    -ore 14.30 Palazzo Spinola corsi cucina bimbi. Scolpire frutta e verdura. La creatività a tavola per decorare cocktails, piatti di portata e buffet.

    ore 16 Palazzo Spinola show cooking famiglie. In cucina con Milly con Milly Callegari. La nota food blogger ha ideato un percorso che prevede la conoscenza degli alimenti che sono alla base di una sana alimentazione quotidiana per arrivare alla loro applicazione in un’espressione culinaria insolita e creativa che tenga conto anche del loro corretto abbinamento.

    -ore 16.30 Fiera di Genova – Salone Orientamenti spettacolo Ispirazioni mediterranee. Albert Camus e Jean Grenier, la fortuna di trovare un maestro. Testo Carlo Fanelli, regia Consuelo Barilari, con Adolfo Margiotta e Roberto Alinghieri, Schegge di Mediterraneo. Nel centenario dalla nascita di Albert Camus torna alla luce il rapporto esclusivo di tutta una vita tra l’allievo Albert e il suo maestro. Sullo sfondo un Mediterraneo tormentato da conflitti mondiali, da guerre di religione e tensioni sociali legate ai temi dell’immigrazione che ci riportano ai giorni di oggi.

    -ore 17 Palazzo Spinola Corsi show cooking adulti. L’aperitivo di Arciboldo. Un semplice aperitivo alla frutta e le sue decorazioni.

    -ore 17.30 Palazzo Spinola show cooking adulti. Piatti della tradizione ligurea cura di Donatella Ivaldi e Marta Fuselli. Show cooking e presentazione del libro “La tradizione ligure”.

    -ore 18.30 Palazzo Spinola incontro Su Eros e Thanatos con Serena Sinigaglia, conduce Silvana Zanovello. Eros e Thanatos, un modo attraverso il teatro per esorcizzare la paura di morire. Nelle loro parole Serena Sinigaglia cerca la strada, la via, l’aiuto per riconoscere cosa è corretto, urgente e importante e cosa non lo è. I classici ristabiliscono il giusto rapporto tra l’umano e l’eterno.

    -ore 19 Palazzo Spinola La cucina dl buonumore. Progetto artistico culinario Cibarty di Mariapia Altamore. Dimostrazione di intaglio di frutta e verdura per invogliare i bambini a mangiare, abbinando la fantasia nella preparazione.

    -ore 19.30 Palazzo Spinola apericena Eros e cibo con Serena Sinigaglia. L’eros e la passione per i classici del Teatro Greco si trasformano in ricette erotiche con ingredienti misti e ispirazioni tra sesso e pathos.

    ore 20.15 Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    ore 21 Palazzo Spinola conferenza-spettacolo Eros e Thanatos testo e regia Serena Sinigaglia, con Salvatore Nicosia, Serena Sinigaglia, Sandra Zoccolan, A.T.I.R. È la storia di una passione per i “classici” del teatro greco: il no di Antigone, la rivolta di Medea, il grido soffocato di Andromaca, la vendetta di Elettra, la crudeltà di Atena, l’attesa di Penelope… Tutti attimi di vita che fanno di noi gli uomini che siamo e che ci indicano le parti che ci spettano nell’umanità.

     

    Sabato 16 novembre

    -ore 9 Palazzo Spinola – corsi cucina adulti. Scolpire frutta e verdura. La creatività a tavola per decorare cocktails, piatti di portata e buffet.

    -ore 16 Palazzo Spinola – show cooking famiglie. Il cucchiaio arcobaleno con Yari Prete e Valerio Costanzia. Il meglio della cucina vegan dal mondo, per la prima volta presentata secondo una suddivisione cromatica e per aree geografiche, unendo i benefici della cromoterapia alla varietà delle cucine etniche.

    -ore 17  Sala Polivalente – incontro Mia per sempre con Cinzia Tani, presenta Consuelo Barilari.
    Solo nel 2012, in Italia, sono state 120 le donne uccise dal proprio ex, senza contare quelle scomparse e di cui non si hanno più notizie. L’omicidio all’interno della coppia non è un fenomeno nuovo, ma rispetto al passato a colpire è la tragica escalation nel numero e nella ferocia, e il fatto che le vittime siano quasi tutte donne. Cinzia Tani affronta una delle più drammatiche emergenze del nostro tempo raccontando alcuni tra gli ultimi e più efferati delitti, ma soprattutto scavando alle radici del problema, nel tentativo di fare giustizia.

    -ore 17 Palazzo Spinola – incontro L’involuzione del maschile con Guido Amoretti e Maria Rita Parsi
    Gli uomini oggi si sentono sempre più spaesati di fronte all’universo femminile in rapido mutamento. Le donne negli ultimi trent’anni sono cambiate e questi cambiamenti hanno trovato gli uomini completamente impreparati.

    -ore 17.30 – Palazzo Spinola – show cooking adulti Sua maestà l’insalata con Samantha Alborno. Dimenticate quelle quattro foglie di lattuga accompagnate da un pomodoro tagliato a spicchi. Show cooking: insalata di finocchi, arance e olive nere, e insalata di barbabietola, finocchi e mele.

    -ore 19 Palazzo Spinola – degustazione. Corso di cultura birraria a cura di Maltus Faber. Degustazione di birre artigianali.

    -ore 19.30 – Palazzo Spinola – apericena. I miti in cucina con i giovani dell’Istituto Alberghiero Bergese

    -ore 20.15 – Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 21 – Palazzo Spinola – incontro I miti del nostro tempo con Umberto Galimberti, letture Marco Avogadro.
    Culto della giovinezza, idolatria dell’intelligenza, ossessione della crescita economica. E ancora: tirannia della moda, ansia della perfezione corporea, perfino l’accettazione della guerra come evento ineluttabile e manifestazione di coraggio, lealtà, spirito di sacrificio. Sono i miti di oggi. O meglio, sono alcuni dei falsi miti con cui sono messi a confronto i Miti di ieri e dell’antichità.

     

    Domenica 17 novembre

    ore 15 – Teatro Carlo Felice, Sala Regia – workshop danza – Danza e mito con Micha Van Hoecke, a cura di Associazione D’Angel – Angeli dello Spettacolo. Un workshop coreografico ispirato all’intensa produzione del coreografo Micha Van Hoecke sul tema del Mito nella classicità, a partire dalle figure maschili e femminili a cui il maestro si è ispirato per comporre titoli di grande intensità emozionale.

    -ore 16 Palazzo Spinola – spettacolo I sette contro Tebe di Eschilo, traduzione di Andrea Del Ponte, regia di Enrico Campanati
    con interpreti gli studenti del Liceo Classico Andrea D’Oria

    -ore 16 Palazzo Spinola – show cooking famiglie. Formaggi veg con Grazia Cacciola. Il manuale più completo e originale dedicato a latte, yogurt e formaggi vegetali, con oltre 600 immagini e tutte le indicazioni pratiche su ingredienti, attrezzature e ricette.

    -ore 17 Sala Polivalente – incontro I serial killer dell’anima con Cinzia Mammoliti
    Perché a fronte di molestie, umiliazioni e vessazioni costanti anziché fuggire rimangono accanto al loro persecutore? Spesso il crimine non viene neppure denunciato perché compiuto proprio dalle persone che più si amano.

    -ore 18  Sala Polivalente – reading Se lo puoi raccontare introduce Adriana Albini, con Marina Senesi. Un reading per parlare di prevenzione e cura delle patologie che colpiscono sopratutto le donne in uno scenario dove il diritto alla salute, la prevenzione e la medicina di genere sono ancora un progetto pieno di belle speranze.

    -ore 18 Teatro Carlo Felice, Sala Auditorium – conferenza-spettacolo danza. Il mito svelato di Micha Van Hoecke, con Miki Matsuse e Micha Van Hoecke, a cura di Associazione D’Angel – Angeli dello Spettacolo. Un percorso emozionale nelle figure femminili del Mito. Parola, immagine, movimento, racconto personale, testimonianza: tutto concorre a creare l’idea di una visione di teatro totale che trova fertile terreno nelle figure da Antigone a Ifigenia in Aulide, da Orfeo fino ai miti moderni.

    -ore 18 Palazzo Spinola – incontro Maternità e guerra nel teatro greco con Caterina Barone, partecipano gli studenti del Liceo Classico Andrea D’Oria. Il tema della maternità ferita percorre il teatro greco per tutto il V secolo per farsi più pressante negli anni della guerra. Euripide con molte delle sue tragedie mostra come il rapporto tra la madre e i figli sia segnato in maniera irreversibile dalle sorti belliche.

    -ore 19.30 – Palazzo Spinola – cena di beneficenza con  le Lady Truck impegnate per i diritti umani. Organizzata con ospiti le protagoniste di Lady Truck, la cena prevede una raccolta fondi destinata ad un importante progetto per la tutela dei diritti umani. Sarà annunciato in conferenza stampa il progetto che beneficerà dei fondi raccolti.

    -ore 20.15 – Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 21 Palazzo Spinola – spettacolo Ecuba con Ivana Monti, Compagnia delle Indie Occidentali, introduce Caterina Barone
    Da Ecuba a Giovanna D’Arco fino alle streghe del Medioevo, una carrellata di personaggi femminili capaci di incutere paura per la determinazione e la forza che li accomuna e per la capacità di prevenire il futuro appellandosi al potere e alla sovranità della legge patriarcale.

     

    Lunedì 18 novembre

    -ore 14.30 – Palazzo Spinola – corsi cucina bimbi. Tanti baci alla nocciola

    -ore 16 – Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 17 Palazzo Spinola – corsi show cooking adulti. Il mito della terra madre e i suoi doni. Come una madre che allatta i suoi figli, la terra ci dona il cibo per vivere. Di miti sugli alimenti sacri sono disseminate le culture e su questi sono costruite le rispettive cucine.

    -ore 17  Sala Polivalente – incontro e proiezione film Donne in movimento con Silvia Neonato e Alberto Leiss. Incontro che affronta l’argomento del femminismo italiano degli anni ’70 e proiezione del film Donne in movimento che raccoglie interviste e testimonianze di alcune protagoniste dei movimenti dell’epoca.

    -ore 17.30 – Palazzo Spinola a cura degli espositori de Il Mercato a Palazzo. Dimostrazione e degustazione di prodotti eno-gastronomici.

    -ore 19.30 – Palazzo Spinola – apericena

    -ore 21 – Palazzo Spinola – spettacolo Edipo, il maschile nel mito. Testo originale per il Festival Alberto Bassetti, con Paolo Graziosi ed Elisabetta Arosio, Schegge di Mediterraneo. Edipo e Antigone, immersi in un’atmosfera da varietà che li vede a metà tra i personaggi del Mito e i comici dell’avanspettacolo, sono i testimoni del repertorio consumato all’infinito da una coppia di attori. In uno spazio meta teatrale i due s’incontrano in uno scambio continuo tra teatro e realtà.

     

    Martedì 19 novembre

    ore 17 Palazzo Ducale – incontro Evoluzione del maschile con Arturo Sica, Giacomo Grifoni, Vincenzo Tallarico, conduce Guido Amoretti. Tavola rotonda nella quale psicologi e psicoterapeuti affrontano il tema dell’evoluzione del maschile, dal potere del controllo al potere di cambiare, per arrivare ad una sua nuova identità.

    Mercoledì 20 novembre

    -ore 15-18 Palazzo Ducale – incontro. L’alimentazione che fa prevenzione insieme all’attività fisica con Giovanna Rosi, Mario Restano, Sergio Rossetti, Vittorio Ottonello, Giovanni Moretti, Paolo Pantaleo, Leo Bozzo, Cinzia Zucchi. Latte, yogurt e insalata: i mattoni della salute prevengono sin da bambini l’obesità. Conoscere gli alimenti per educare ad un’alimentazione responsabile. Insieme allo sport la promozione di uno stile di vita per prevenire le patologie infantili.

    -ore 17- Museo Luzzati – incontro Un mondo a misura di bambini con Giacomo Guerrera, Patrizia Palermo, Maria Galasso, Maria Grazia Palumbo, Maria Carla Italia.
    Incontro dedicato all’infanzia. Un mondo a misura di bambino è il titolo del documento stilato il 10 magio 2002 al termine della Sessione speciale sull’infanzia dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si è svolta alla presenza di oltre 60 capi di Governo, più di 150 parlamentari e più di 500 giovani provenienti da 158 paesi diversi.

    Giovedì 21 novembre

    -ore 11 Facoltà di Scienze della Formazione. Evoluzione del maschile con Guido Amoretti, Alfredo Verde, Arturo Sica, Adolfo Francia. Incontro nel quale viene affrontano il tema dell’evoluzione del maschile, dal potere del controllo al potere di cambiare, per arrivare ad una sua nuova identità.

    -ore 17 – Salone Rappresentanza Provincia Genova – incontro Strada alle donne: toponomastica femminile in Liguria con Maria Pia Ercolini. Incontro nel quale il tema della Toponomastica Femminile è portato alla ribalta. Le strade delle nostre città sono piene di nomi altisonanti ma pochi di questi appartengono alle donne, nonostante la presenza storica ormai condivisa di tante donne illustri.

    -ore 18 – Salone Rappresentanza Provincia Genova – incontro Le resistenti. La storia attraverso la toponomastica femminile con Maria Pia Ercolini, Donatella Alfonso, Teresa Bruneri, Valeria Palumbo, Livia Turco.
    Poco più del 4% delle strade, piazze, giardini ma anche scuole e biblioteche in Italia è intitolato ad una donna. La toponomastica femminile diventa quindi, in tutta Italia, un movimento per la parità e il giusto riconoscimento dei meriti. Che si tratti di letterate, storiche, o partigiane. Per una diversa lettura anche della Resistenza.

    Venerdì 22 novembre

    -ore 17 Museo di Sant’Agostino – incontro Il diritto negato. Omofobia e transfobia con Vladimir Luxuria, Ivan Scalfarotto, Domenico Chionetti. I diritti negati sono uno dei nodi cruciali su cui si gioca il futuro di un Paese. Per questo l’Unione europea ha approvato norme all’avanguardia contro l’omofobia e le discriminazioni, e quasi ovunque in Occidente sono state varate leggi sui diritti delle nuove famiglie. In Italia no. In Italia il pregiudizio si mescola con la legge.
    -ore 18 Salone Rappresentanza Provincia Genova – incontro Madri matrigne. La virtù dell’amor materno con Carmen Russo, Sandra Morano, Flaminia Nucci, Roberta Bruzzone, Ilaria Caprioglio.
    Il mito dell’amor materno non permette di ravvisare la molteplicità di sentimenti, dedizione e rifiuto, potenza procreativa e senso di inadeguatezza, che convivono in una donna sempre in bilico fra l’essere madre e l’essere matrigna.

     

    Sabato 23 novembre

    -ore 16 – Biblioteca Berio Sala Chierici – incontro In memoria di regina Bianchi con Maricla Boggio, conduce Italo Moscati. Proiezione della video-intervista alla grande attrice scomparsa Regina Bianchi e presentazione del libro a lei dedicato. A seguire presentazione e lettura dell’opera vincitrice Premio Ipazia 2013, introduce Silvana Zanovello, lettura a cura di La Quinta Praticabile. Brindisi finale.

    -ore 18 Museo di Sant’Agostino – incontro Lampedusa. Diritto alla sopravvivenza con Nando Dalla Chiesa, Alessandra Ballerini, Claudia De Lillo, Fabio Geda. I migranti sono portatori sani di speranza, che li ha tenuti vivi nella fuga e nell’approdo, li fa resistere nell’attesa e nella prigionia, nelle privazioni e nel lutto. La speranza è il loro dono per noi che stiamo a guardarli ammirati di tanto coraggio, tanta resistenza, tanta dignità. Speranza che, da domani, possano arrivare tutti vivi i profughi del mare, forti della nostra protezione, della loro ostinazione e dei diritti universali. Speranza di ritrovare presto questi naufraghi liberi da fughe e prigionie e noi cittadini liberati dalla cattiva politica, dalle pessime leggi, dal miope egoismo che ci governa.

    Lunedì 25 novembre

    -ore 17 – Salone di Rappresentanza Palazzo Tursi – premiazione Premio Ipazia 2013 all’eccellenza al femminile IV edizione. Saluto Elena Fiorini, assessore alla legalità e pari opportunità. Presentazione Ester Carla De Miro, Piera De Tassis

    -ore 18 Premiazione. Il premio verrà consegnato dal sindaco della città di Genova Marco Doria, sezione nazionale premiata 2013 Eva Cantarella, sezione internazionale premiata 2013 Margarethe Von Trotta. Proiezione dell’ultimo film Hannah Arendt, in anteprima nazionale di Margarethe Von Trotta.

    Biglietti
    apericena con grande incontro € 5,00
    spettacoli e conferenze-spettacolo Palazzo Spinola € 12,00 – ridotto € 10,00 – scuole € 6,00
    apericena + spettacoli € 14,00 – ridotto € 12,00
    spettacolo Fiera – Salone Orientamenti € 6,00
    cena di beneficienza 17 novembre € 18,00
    show cooking con merenda bimbi € 1,00
    show cooking con assaggi adulti € 2,00
    corsi di cucina € 20,00
    biglietto ridotto per under 26, over 65, soci Festival, clienti Deutsche Bank, soci Touring Club
    CARD Festival € 30.00
    3 spettacoli o conferenze-spettacolo
    5 apericene
    riduzione sui successivi biglietti acquistati
    La CARD da diritto all’accesso gratuito al buffet di inaugurazione lunedì 11 novembre alle ore 19.30

    PREVENDITE (tranne show cooking):
    Biglietteria e Infopoint Sala Polivalente Regione Liguria – Piazza De Ferrari 1 – www.happyticket.it – tel. 010-5969698

    www.eccellenzalfemminile.it (solo CARD)

  • Ghettup Tv, futuro incerto per la casa di quartiere del centro storico

    Ghettup Tv, futuro incerto per la casa di quartiere del centro storico

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    Inaugurata ufficialmente il 24 febbraio 2011 e già attiva dal 2010, la casa di quartiere GhettUp di Vico Croce Bianca 7-11r, è ormai vicina al quarto compleanno. Nata come progetto sociale in aiuto degli immigrati e dei soggetti che vivono disagi, la casa di quartiere è stata fondata grazie alla sinergia di vari soggetti, capofila la Comunità di San Benedetto al Porto: non a caso, la casa di quartiere era stata inaugurata e fortemente voluta dallo stesso Don Gallo. Insediatasi nel cuore del ghetto, tra Vico della Croce Bianca e ghettup2Via del Campo, la casa era una delle cinque azioni previste da un “contratto di quartiere” messo a punto dalla Civica Amministrazione e poi affidata a seguito di promulgazione di bando pubblico, a una rete di associazioni virtuose e attive sul territorio. Il tutto, con la durata prevista di 4 anni. L’idea di inserire la casa nella zona del ghetto non era affatto casuale: A.R.R.E.D. Spa (agenzia per il recupero edilizio a partecipazione comunale e dell’immobialiare Ri.GeNova per il supporto a interventi nel settore del recupero edilizio) aveva individuato l’area urbana densa di problematiche e l’aveva proposta per il recupero mediante realizzazione di interventi urbanistici e architettonici.

    Per l’avvio del progetto, all’epoca vari soggetti si erano attivati per elargire sovvenzioni: nel 2010 erano stati stanziati 7 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture, mentre i locali di Vico della Croce Bianca erano stati concessi in locazione dall’immobiliare pubblica Ri.GeNova srl con servizi, sviluppati soprattutto a favore degli immigrati. Non erano mancati anche aiuti dall’Amministrazione, che sin dal primo momento ha creduto molto nel progetto: come da accordi, sono arrivati finanziamenti per i primi due anni, mentre gli altri due sarebbero dovuti essere a carico delle associazioni e di altri eventuali finanziatori privati. Restava valido lo sgravio del canone di locazione.

    Trattandosi di un bando a scadenza quadriennale, il progetto GhettUp sta per volgere al termine. Nella primavera 2014 scadrà il mandato delle associazioni che oggi hanno in gestione la casa di quartiere e, nonostante le sollecitazioni, non si sa ancora quale sia la volontà dell’Amministrazione: rifinanziare il progetto, emettere un nuovo bando, ripensare in qualche modo il futuro di GhettUp, o lasciare cadere tutto nel nulla. Da parte delle associazioni, la speranza è quella di poter proseguire con un progetto che è costato impegno e fatica e che ha visto i volontari investire anima e corpo. Siamo andati nel ghetto e abbiamo intervistato Gianfranco Pangrazio dell’Associazione Leonardi V-Idea e coordinatore del comitato di redazione di GhettUp Tv.

    Che cos’è GhettUp e cosa ha fatto in questi anni per il ghetto?

    «È una casa di quartiere, un luogo aperto a chiunque: migranti, profughi, persone di ogni età che vivono disagi legati all’emigrazione o all’emarginazione di ogni tipo si rivolgono a noi per risolvere problemi burocratici e legali, o anche solo per una chiacchierata, per momenti di gioco e doposcuola. È come un contenitore con dentro varie cose: sono cinque i progetti totali cui abbiamo dato vita in questi anni e di cui possono fruire non solo gli abitanti del ghetto ma tutta la città, anche allo scopo di aprire il quartiere verso l’esterno e farlo conoscere alla gente. In primis, abbiamo creato GhettUp Tv, esperienza autogestita che parte dal basso che per ora trasmette via web: un modo per mettere il mezzo a disposizione delle persone, insegnando i linguaggi e le tecniche di utilizzo degli strumenti di ripresa e organizzando vari laboratori per la documentazione. In questo modo, vogliamo che la città (di tutti) si racconti in tutte le sue forme.

    Inoltre, è attivo anche un corso di alfabetizzazione per immigrati, organizzato dall’Associazione Il Ce.Sto; un punto per la consulenza legale attivato dalla Comunità di San Benedetto; corsi di pittura dell’Ass. San Marcellino. Inoltre, in questi locali si riuniscono anche un comitato di quartiere e un centro ecologico per la messa a punto degli interventi da attuare nella zona, come lavori di pulizia e misure igieniche contro la proliferazione di topi e piccioni: si potrebbe pensare che si tratta di un problema comune a molte aree del centro storico, ma qui la situazione è aggravata dal fatto che anni fa erano stati condotti dall’Amministrazione dei lavori di scavo e ristrutturazione del manto stradale, che hanno portato in luce tane di topi. Non da ultimo, GhettUp ospita anche l’Associazione Princesa per i diritti dei transgender e contro l’omofobia, fondata nel 2009 da Don Gallo e dalla Comunità di San Benedetto: il tutto, per favorire la sensibilità sotto il profilo socio-politico, oltre che umano, e per creare momenti di incontro, conviviali e di confronto, nel quartiere. Le trans che lavorano qui sono solite riunirsi nella piazza senza nome del quartiere e che è conosciuta da tutti come Piazza Princesa, ma che presto verrà intitolata a Don Andrea Gallo».

    Piazza Don Andrea Gallo, Genova Piazza Don Gallo, Ghetto

     

     

     

     

     

    Il ghetto: che quartiere era e come è cambiato con l’arrivo di GhettUp?

    «Il ghetto è una zona particolare, come un’”enclave” esclusa dai normali transiti del centro. È una casa a cielo aperto, in cui tutti si conoscono: non immune da problematiche e conflitti, è anche un luogo di scambio di idee e di confronto. Non a caso, proprio nel 1600 l’antico ghetto ebraico è venuto a costituirsi qui e non a caso qui da decenni lavorano le trans (di cui solo una, Ulla, abita nel ghetto, mentre le altre non vogliono vivere qui). Esemplare, a tale proposito, il caso di Princesa: da quando siamo qui nel ghetto, le stesse trans collaborano con GhettUp, dando una mano agli immigrati, creando contatti, portando da noi persone in difficoltà (da ultimo un 15enne senegalese scappato da Bergamo): da parte loro non si tratta di “tolleranza” o  filantropia imposte, ma di un esempio di solidarietà vera e pregnante, che deriva da una condizione di vita vissuta. Prima quartiere tristemente famoso per il degrado, la delinquenza e l’attività di spaccio di droga, oggi le condizioni di salute del ghetto sembrano notevolmente migliorate: grazie a GhettUp, che con le sue attività ha creato aggregazione e occupazione per le persone con varie problematiche, e ha svolto attività di presidio sul territorio contro la delinquenza, troppo lontana dagli occhi dell’Amministrazione, spesso non curante. Il tutto è stato possibile anche grazie alla sinergia con altri soggetti del quartiere, come la moschea Khald Ibn Alwalid, sensibile e operativa, e con l’introduzione di negozi vari, come il centro stampa di “Piazza Princesa”».

    Quali sono le previsioni per il futuro di GhettUp e nello specifico di GhettUp Tv?

    vico croce bianca

    «Nel 2014 scadrà il mandato della rete di associazioni, così come previsto dal bando promulgato dal Comune di Genova. GhettUp è nata nell’ambito del “contratto di quartiere”, che ora non esiste più, allo scopo di mettere a punto 5 progetti di recupero della zona. All’inizio, erano state avviate più iniziative rispetto a quelle che ci sono ora: anche uno sportello del cittadino (oggi solo a livello informale e di accoglienza), corsi per minori, ecc. Il progetto ha generato grandi entusiasmi, tanto che altre associazioni, oltre a quelle della rete originaria, si sono accodate e sono diventate partner. Oggi è venuto a crearsi un circolo virtuoso tra singole persone, con contributi significativi per la rinascita del ghetto: vogliamo che il quartiere torni ad alzare la testa. Tuttavia, adesso sembra si sia giunti a uno stop inderogabile: abbiamo provato a contattare l’Amministrazione per sapere se il nostro mandato verrà prolungato o se ci sono proposte per il ripensamento di GhettUp in altre forme, in modo da farlo proseguire, ma non abbiamo risposte. Noi di GhettUp Tv ci siamo confrontati con una giunta “autistica”, incapace di comunicare, evasiva e non in grado di ripensare le cose. Per quanto riguarda la nostra tv, in particolare, il Comune ha messo a disposizione i primi due anni 12mila euro totali  per l’acquisto di attrezzature varie, mentre non siamo stati sovvenzionati in seguito, come da accordi. Tuttavia, siamo riusciti ad andare avanti, e bene: testimonianza del fatto che per sopravvivere non abbiamo bisogno di molto. Come tv, siamo molto radicati: siamo in circa 6/7 persone e nessuno di noi riesce a portare a casa uno stipendio a fine mese, ma abbiamo messo il cuore in questo progetto e non intendiamo abbandonarlo, tanto che prima di arrenderci all’inevitabile siamo disposti a mettere in atto una “occupazione pacifica”. Lavoriamo sotto le soglie del volontariato, speriamo che la scadenza del mandato sarà l’occasione per l’afflusso di finanziamenti privati che ci permettano di proseguire in questo lavoro, che per noi è soprattutto un “impegno morale”».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

    Il giorno 21/10 sono state revisionate dalla redazione alcune parti del testo. Per qualunque chiarimento in merito: redazione@erasuperba.it

  • Sestiere di Pré: il punto di vista dell’Osservatorio Pré-Gramsci

    Sestiere di Pré: il punto di vista dell’Osservatorio Pré-Gramsci

    centro-est-preDa ormai tre anni attivo nel quartiere, l’Osservatorio Pré-Gramsci è un’associazione composta da cittadini residenti nel sestiere di Pré, animati dalla buona volontà e dal desiderio di migliorare la vivibilità del proprio “rione”.
    Un luogo speciale. Speciale per lo spazio che occupa nelle cronache dei giornali, ma speciale anche per il grande fascino che custodisce, noto ben oltre i confini cittadini.  Da una lato la criminalità, con la recente scoperta di un laboratorio di false griffes e la chiusura temporanea di 3 esercizi (tra cui il famoso “La Bodeguita”, un esercizio cinese e una latteria in Salita San Giovanni) per spaccio; dall’altro, l’attrattiva, l’iniziativa di ripristino dell’arredo urbano e l’apertura degli Sportelli Sociali. Ma se i media parlano spesso di Pré come “far west”, il direttore dell’Osservatorio, Giuseppe Fanfani, non è certo più morbido. Parla di “galera a cielo aperto”, pur non mancando di sottolineare tutte le buone iniziative che ogni giorno animano il quartiere.  Lo abbiamo incontrato durante la tappa di #EraOnTheRoad nel sestiere di Pré,  per conoscere il suo punto di vista, una panoramica delle problematiche e delle eccellenze che caratterizzano questa ampia porzione di centro storico.

    «L’esperienza ha avuto inizio nell’ottobre 2010. All’epoca, abbiamo organizzato i primi incontri, ma non eravamo ancora un comitato vero e proprio. Tutto è partito nel corso di un evento alla Commenda di Prè, in cui si erano riuniti tutti i comitati della zona: lì, abbiamo notato che le associazioni erano tante, ma tutte formate da 1-2 persone, ed era troppo dispersivo e poco efficace. Così abbiamo pensato di unire le forze e metterci insieme nell’Osservatorio, in modo spontaneo. Dopo però, anche questa soluzione è diventata insufficiente e ci siamo allargati anche sul web (sito internet, mail, newsletter, ecc., che io stesso curo) per coinvolgere altre persone. Questo ci ha permesso di comunicare con le Autorità, le forze dell’ordine e i cittadini interessati. Attualmente, siamo una decina di persone, tra cui Marco Ravera, portavoce dell’associazione. Il nostro scopo è quello di agire nell’area compresa tra Via Prè, Piazza della Commenda, Via Gramsci e vicoli di collegamento, arginando il degrado urbano, la criminalità, l’abusivismo e rendendo il quartiere più vivibile».

    Il campanile della Chiesa di San Giovanni di PréPiù vivibile, appunto. Questo il primo pensiero che viene in mente a molti genovesi quando si fa riferimento a via Pré e dintorni. Le pagine di cronaca dei quotidiani locali ci consegnano il lato sicuramente più brutto del quartiere, ma anche il direttore dell’Osservatorio ci tiene  a sottolineare quanto le problematiche siano concrete e all’ordine del giorno. Tanto da spingere i volontari dell’associazione ad organizzare vere e proprie “ronde” utilizzando Whatsapp per comunicare da una postazione all’altra: «È una “galera a cielo aperto”: per questo abbiamo mobilitato le forze dell’ordine e abbiamo chiesto loro di presidiare la zona. Oggi c’è una stretta collaborazione tra noi e le forze militari, che pattugliano sempre lungo Via Pré e limitrofe anche la sera, contribuendo alla percezione del sestiere come luogo sicuro. Abbiamo limitato le aggregazioni nella problematica Piazza della Commenda, spesso scenario di risse tra “bande”, e nei locali che vi si affacciano. Anche gli arredi urbani sono un problema: palazzi fatiscenti, facciate da rifare, cornicioni che cadono a pezzi, negozi scarsamente attrattivi. Ci sono i presupposti, ma è lasciato tutto alla malora e Prè finisce per esercitare poca attrattiva su eventuali visitatori rispetto alle potenzialità che ha».

    Fanfani punta il dito anche contro la sporcizia. Da Albaro, dove abitava, a Pré il passaggio è stato sicuramente brusco: «Il problema spesso è l’inciviltà. La nostra associazione si batte anche contro questa trascuratezza. Nonostante i condomini siano spesso dotati di cassonetti privati all’interno del loro cortile, in molti scambiano i vicoli (Vico del Gallo, uno su tutti) per discariche a cielo aperto. Collaboriamo molto volentieri anche con Amiu, di cui apprezziamo il lavoro: mattina, pomeriggio e sera puliscono le strade rendendole “scintillanti” e aiutando a mantenere il decoro urbano».

    mercato-comunale-gramsci-preE l’altro lato della medaglia? «Non siamo solo negativi, qui ci sono anche cose che funzionano bene. Tanto per cominciare – precisa Fanfani – l’iniziativa di insediare a Prè gli Sportelli Sociali, inaugurati pochi giorni fa e insediati nei locali un tempo occupati dall’ex Incubatore di Imprese: dopo il suo fallimento, piuttosto che vedere altre serrande abbassate, si è optato per questa soluzione. Sembra concreta, inoltre, l’ipotesi di apertura di un ambulatorio e di uno studio dentistico al 151 r di Via Prè, dopo l’apertura, tre mesi fa, di un’agenzia di viaggi che ha finora ottimi riscontri: tutte nuove iniziative che si affiancano agli storici esercizi di Prè. Anche Piazza Sant’Elena sarà a breve soggetta a restyling: grazie alla lungimiranza di un imprenditore privato, verranno aperti una gelateria e una trattoria. Le saracinesche si alzeranno anche nei locali davanti al mercato comunale: mentre quest’ultimo è semi-deserto, con 4-5 banchi attivi, lì davanti si parla di insediare nuove botteghe artigiane e ci sono trattative con Soprintendenza e Comune (quest’ultimo si sta occupando anche degli arredi urbani e si è in attesa di un’ordinanza). E poi ancora, non va dimenticato il Punto Emergenza Prè, vera eccellenza, una casa di preghiera musulmana, il centro “Veri Amici” per il recupero di ragazzi sudamericani».

    Quindi piano piano la piaga dei locali sfitti e delle serrande abbassate potrebbe rimarginarsi? «Quello dei locali sfitti è un problema atavico – ammette il direttore dell’Osservatorio –  già l’Incubatore a suo tempo aveva provato a sconfiggere il problema, fallendo. La libreria “Books in the Casbah” e il ristorante messicano “Mamacita”, nati grazie ai fondi del progetto, sono stati costretti a chiudere e trasferirsi in zone più centrali. Così hanno chiuso molti altri esercizi, e oggi vedere la serie di fondi chiusi sulla strada non è un buon biglietto da visita.

    L’Osservatorio Pré-Gramsci, tuttavia, non molla la presa e anzi rilancia. Lo fa con una proposta al Comune per quanto riguarda l’offerta turistica. L’associazione si offre per la gestione di un punto d’informazione turistica alla Commenda: «Vorremmo attivarci per rendere Prè meta turistica. È la porta d’ingresso in città per i turisti che arrivano in crociera, e serve decoro per far sì che non si devii più su Via Gramsci. Vorremmo aprire in Piazza della Commenda un chiosco informativo, gestito da noi, installare un point all’interno della Commenda stessa per la vendita di merchandising (maglie, cartoline, ecc.), e organizzare tour lungo Via Prè, creando così un percorso “naturale” dalla piazza alla via. Ci stiamo lavorando e speriamo che le risposte degli interlocutori siano positive».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

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    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Laura SicignanoLa regista e drammaturga genovese Laura Sicignano, direttore artistico del Teatro Cargo di Genova Voltri, è tra i vincitori del bando di drammaturgia Etica in atto che ha recentemente nominato i premiati per le diverse categorie di concorso.

    Lo spettacolo vincitore della sezione Migranti è Compleanno afghano, scritto a quattro mani con Rahmatullah Safi, rifugiato afghano di 18 anni che in quest’opera ha raccontato la propria storia. Il premio è andato ex aequo con lo spettacolo Il poeta di Gjakova di Sara Culzoni.

    La premiazione del bando – organizzato dall’associazione Le Acque dell’Etica e che premia ogni anno opere di drammaturgia a contenuto etico – è avvenuta alcuni giorni fa presso il Ministero dei Beni Culturali.

  • Università Solidale, i progetti di solidarietà degli studenti genovesi

    Università Solidale, i progetti di solidarietà degli studenti genovesi

    Università solidale comunità Sant'EgidioVenerdì 19 luglio a partire dalle ore 17, nelle sale del Museoteatro della Commenda di Prè, gli studenti movimento giovanile della Comunità di Sant’Egidio Università Solidale animeranno lo spettacolo in costume “Sogno di una notte medievale”.

    Una pièce in forma di gioco rivolta a bambini e ragazzi dei quartieri “periferici” genovesi,  che la Comunità di Sant’Egidio segue tutto l’anno alle “Scuole della Pace” del Cep, di Begato, del campo rom di via Adamoli, di Cornigliano e del Centro Storico, e che -grazie alle spiegazioni degli studenti- saranno trasportati nell’atmosfera della Genova dell’epoca medievale.

    Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione tra Mu.MA –Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, che ha messo a disposizione i locali del Museoteatro della Commenda, del Consorzio Sol.co Liguria e di Università solidale, il movimento volontario che -all’interno della Comunità di Sant’Egidio- raccoglie centinaia di giovani di tutte le facoltà dell’Ateneo genovese.

    Prendendo spunto dall’evento imminente, per fare luce sulle iniziative della Comunità e dell’Università Solidale siamo andati a parlare con Sergio Casali, uno dei volontari di Sant’Egidio, insegnante di professione e partecipante attivo alla vita del gruppo, tanto che ne è uno dei punti riferimento.

    Partiamo dal dato contingente: “Sogno di una notte medievale”

    Commenda di Prè«Si tratta di un’iniziativa promossa dal gruppo dei giovani che fanno parte di Università Solidale. Comunità di Sant’Egidio e Università Solidale sono una stessa realtà: l’ultima fa parte della prima, ne è una propaggine. Sempre su base volontaria, essa è costituita da un folto gruppo di giovani universitari che fanno riferimento a Sant’Egidio per l’organizzazione di iniziative di solidarietà, unendo all’aspetto culturale quello relativo all’aiuto del prossimo. Le iniziative del gruppo sono tante, e non hanno tardato a farsi conoscere per tutta Genova:  l’iniziativa più recente risale allo scorso 31 maggio, quando è stata organizzata una cena per i senza dimora nell’atrio del palazzo del Rettorato di Via Balbi 5. E ancora: quelle rivolte ai bambini delle Scuole della Pace, ai migranti, ai disabili, agli anziani, e a tutti quei gruppi sociali che vivono disagi e problematiche varie. I giovani volontari si mettono a servizio dei più piccoli, per ricucire il tessuto strappato di una città che, a volte, vive divisa in due e in cui ancora centro e zone limitrofe faticano a trovare la giusta integrazione. Quello che ci entusiasma di questo progetto è che dei ragazzi giovani concretamente rinuncino a parte del loro tempo per dedicarsi alla creazione di questi momenti di comunione: questo tipo di sensibilità nei ragazzi di oggi ci fa ben sperare per il futuro. Questi ragazzi -contro ogni luogo comune sui “giovani d’oggi”- saranno, domani, degli adulti attenti e sensibili ai problemi degli altri».

    La Comunità di Sant’Egidio a Genova: da quando e perché

    «La Comunità vera e propria è nata a Roma nel 1968 all’indomani del Concilio Vaticano II, è un movimento di laici cui aderiscono più di 60 mila e che si impegna nella comunicazione del Vangelo e nella carità  in Italia e in 73 paesi del mondo. Il movimento crea momenti di incontro con realtà normalmente lontane e “difficili”, il tutto in maniera competamente volontaria. A Genova, il gruppo è presente dal 1976 e ha dato vita a vari progetti interessanti e utili a ricucire un tessuto sociale spesso lacerato e segnato da profonde contraddizioni. Il primo nucleo si è formato a Bolzaneto, grazie all’azione di un piccolo gruppo che, nel tempo, si è esteso sempre più, a comprendere una schiera di volontari sempre più folta. Così siamo arrivati nel centro storico prima, e nelle altre periferie, poi. La Comunità ha iniziato a operare su più fronti, con diverse problematiche: dal sostegno a persone con problemi di tossicodipendenza, ai detenuti delle carceri, agli immigrati, gli emarginati delle periferie, i bambini e soprattutto gli anziani».
    Una delle prime operazioni -e tra quelle meglio riuscite- è quella svolta dalla Comunità nel quartiere di Cornigliano, nel Ponente genovese: qui, il lavoro dei volontari è iniziato negli anni ’70-’80, all’epoca in cui la “Banda dei Puffi” -formata da ragazzini in età compresa tra gli undici e i quindici anni- seminava terrore nella zona. È stato proprio per colmare lo squarcio creato dalla violenze perpetuate all’epoca e per ridare speranza ai giovani del quartiere che alcuni giovani studenti genovesi crearono la prima Scuola della Pace, spazio alternativo alle logiche della violenza, lontano dalla strada, dalla droga, dallo spettro dell’Aids.

    Sergio, come avete vissuto questa iniziativa all’epoca e a quali problematiche si dedica oggi la Comunità?

    Via Cornigliano«Certamente quella di Cornigliano è una delle operazioni più importanti di recupero e di sostegno che abbiamo svolto. Ed è anche grazie alle iniziative della Comunità, in questi anni Cornigliano è molto cambiata e ha assunto la moderna fisionomia di quartiere bello e risanato. Oggi, le sfide per la nostra associazione non sono finite: dal problema  degli immigrati e della loro accoglienza, a quello degli anziani, sempre più numerosi.  Genova è una città vecchia, la più vecchia d’Europa, se non del mondo! Per questo dobbiamo combattere la piaga della solitudine, la più grande delle povertà e la principale emergenze della nostra epoca. Altro che crisi economica: la più grande miseria è l’essere soli. I nostri anziani, in istituto o spesso completamente lasciati a se stessi, da soli si lasciano morire e non riescono a superare le difficoltà che, in fondo al loro percorso di vita, sono chiamati ad affrontare. La Comunità prova a sconfiggere questa “piaga”».

    Socialità e attenzione alle problematiche e ai disagi del prossimo: la risposta delle persone?

    «Nonostante quello che si potrebbe pensare, oggi la società è abbastanza pronta e ricettiva nei confronti delle problematiche sociali. Quello che cerchiamo di fare è proporre iniziative ad ampio spettro, per aprire un discorso che sia veramente “sociale” e per mandare un messaggio alla comunità in cui viviamo: la città è di tutti, non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Chi vive in periferia, chi è senza caso, chi è anziano o disabile o migrante non deve sentirsi escluso dal tessuto sociale. Per fare in modo che tutti qui si sentano “a casa” è importante “fare rete”. Noi ci impegniamo non solo in prima persona, accorrendo a soccorrere i bisognosi dopo che riceviamo segnalazioni, ma cerchiamo soprattutto di coinvolgere nel processo di “cura del prossimo” il numero più grande possibile di persone, diffondendo il nostro messaggio. Iniziamo coinvolgendo soprattutto proprio coloro che ci inviano segnalazioni: chi ci cerca per mettere in luce problemi di vario tipo è generalmente più disposto a entrare in contatto con noi e farsi portavoce del nostro progetto solidale. Solo creando un nucleo solido dislocato sul territorio e interagendo con gli altri possiamo aiutare chi ci sta attorno. Cresciuti in una società in cui si affermano sempre più le dinamiche di un individualismo selvaggio, siamo per la maggior parte assetati di rapporti umani, bisognosi di vicinanza, pronti a rispondere all’indifferenza. Solo impegnandoci in prima persona potremmo sconfiggere il razzismo e la disumanità».

    Elettra Antognetti

  • Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Sopraelevata da Piazza CaricamentoPochi giorni fa l’ennesimo blitz congiunto di guardia di finanza e vigili urbani al porto antico ha provocato il ferimento di un venditore ambulante senegalese che ha riportato la frattura ad una mano ed alcune lussazioni. È solo l’ultimo episodio di una lunga serie di azioni repressive il cui bilancio finale sono diversi feriti finiti all’ospedale, uno dei quali investito da un auto mentre cercava di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
    Per questo l’associazione antirazzista interetnica “3 febbraio” si rivolge a tutti i cittadini solidali «Per essere a fianco dei venditori ambulanti che con coraggio stanno scegliendo di reagire con grande dignità», invitandoli a partecipare alla manifestazione di martedì 9 luglio alle ore 16 in Piazza Caricamento (zona galeone) con arrivo sotto la Prefettura (Largo Lanfranco) per chiedere un incontro al Prefetto di Genova «Basta repressione verso gli ambulanti: per una sanatoria senza ricatti, per il permesso di soggiorno per tutti/e, per uno spazio libero per i venditori ambulanti».

    «Sono persone dignitose e solidali, esseri umani che cercano, anche con il loro lavoro, una vita migliore  – scrive l’associazione 3 febbraio – Sono gli stessi che portarono solidarietà e aiuto dopo la tragedia dell’alluvione e che la stampa definì “angeli neri del fango”. Sono per lo più senza permesso di soggiorno perché, in quanto lavoratori autonomi, sono esclusi da ogni sanatoria e quindi da ogni possibilità di lavoro regolare alternativo».

    «La maggioranza appartiene alla comunità senegalese – spiega Mauro Musa dell’associazione 3 febbraio – poi c’è qualcuno del Bangladesh e di altre etnie». Stiamo parlando degli ambulanti che operano nell’area del galeone al porto antico. Un centinaio di giovani senegalesi. Ma i numeri sono maggiori «I venditori complessivamente potrebbero essere 200-300 persone, è difficile fare stime precise – sottolinea Musa – molti nel periodo estivo vanno a vendere nelle spiagge delle due riviere».

    «Contro di loro si organizzano presidi fissi e blitz con impegni economici importanti in nome della sicurezza – continua l’associazione 3 febbraio – Le istituzioni, spesso incalzate da commercianti e responsabili dell’area porto antico, hanno sempre scelto attività repressive e nessuna proposta alternativa».

    «L’iniziativa di martedì nasce direttamente dai fratelli senegalesi che da anni fanno parte dell’associazione 3 febbraio – racconta Musa – dopo gli ultimi episodi sopracitati la situazione è diventata sempre più esasperata e la manifestazione è un grido d’allarme rivolto alla città». La lista di adesioni è lunga e finora comprende: Rete Solidale Indipendente Genova, Associazione San Giacinto Baltasar, Associazione promozione sociale Y.E.A.S.T., Centro delle Culture Genova, Circolo Culturale Proletario di Genova, Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova, Comitato Liberamente, Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova, Socialismo Rivoluzionario.

    Trovare una soluzione che garantisca il rispetto della legalità e nello stesso tempo dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, non è una cosa affatto semplice. Tuttavia, il primo punto imprescindibile è cambiare radicalmente approccio «I controlli devono essere fatti ma in un altro modo – afferma Musa – non con blitz aggressivi condotti da una cinquantina di agenti che creano pericoli per tutti, venditori, turisti e gli stessi tutori dell’ordine pubblico».

    «Qualche tempo fa abbiamo avuto degli incontri con l’assessore Fiorini – racconta Musa – il dialogo con l’amministrazione comunale è fondamentale, però, ultimamente si è arenato. Sto seguendo l’evolversi della situazione in altre città italiane dove le difficoltà sono le stesse. A Napoli, ad esempio, hanno individuato delle strade in cui è tollerata la presenza dei venditori ambulanti. Anche a Genova dovremmo impegnarci in questa direzione. Prima, però, è necessario che le istituzioni prendano consapevolezza che non si tratta di una mera questione di ordine pubblico».
    Ovviamente, come ricorda Musa, l’ostacolo principale è lo status di irregolari della maggior parte dei venditori, sprovvisti di permesso di soggiorno. «Fin quando le sanatorie non consentiranno anche a queste persone l’opportunità di regolarizzarsi, ci saranno sempre degli esclusi che, privi di alternative, proveranno a sopravvivere onestamente con l’unico lavoro che, tra mille difficoltà, riescono ad esercitare».

    «Noi crediamo nella solidarietà umana e crediamo che per vivere meglio c’è bisogno di superare l’egoismo e l’indifferenza che sono sempre più forti – conclude l’associazione 3 febbraio – Per la politica e le istituzioni questi immigrati sono un problema, per noi un motivo di scambio, confronto, conoscenza, amicizia e di una benefica integrazione umana».

     

    Matteo Quadrone

  • Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    poverta-crisi-clochard-DISabato 29 giugno 2013 ha inaugurato a Genova, presso la Comunità di San Benedetto al Porto, lo sportello Avvocato di strada.

    Si tratta di un servizio di volontariato che fornisce assistenza legale gratuita a persone senza fissa dimora, sia in sede giudiziaria che in ambito stragiudiziale. Un progetto nato nel 2000 a Bologna dalla costola dell’Associazione Amici di Piazza Grande, che dal 1993 si occupa di aiutare persone senza fissa dimora: «Io sono uno dei soci fondatori di Amici di Piazza Grande – ci spiega l’avvocato Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocato di Strada – Nella mia attività di volontariato mi sono reso conto che molte persone non riuscivano a “uscire dalla strada” proprio a causa dell’assenza di un supporto legale. Una carenza che non è colmata né dagli assistenti sociali – che non dispongono dei fondi per garantire assistenza legale – né dall’Avvocatura dei Comuni, che può occuparsi solo di cause attive o passive in cui è coinvolto il Comune stesso, ma non direttamente di cause dei cittadini. La legge prevede inoltre che gli avvocati svolgano attività di gratuito patrocinio per coloro che hanno un reddito imponibile annuo inferiore a 10.776,33 €, ma tra i requisiti fondamentali per accedervi l’assistito deve avere una residenza. Ho dunque riscontrato la necessità di agire in questa direzione – non esistevano infatti figure analoghe, nemmeno all’estero – e ho aperto a gennaio 2001 il primo sportello a Bologna: siamo partiti in due, io e una donna avvocato penalista».  

    L’associazione ha attualmente 35 sportelli in tutta Italia (in Liguria due, Genova e La Spezia) e si avvale del contributo di circa 700 avvocati volontari. Nel solo 2012 l’associazione ha gestito un totale di 2.575 pratiche, di cui il 45% relative al diritto dei migranti, il 34% di diritto civile, l’11% di diritto amministrativo e il 10% di diritto penale (il rapporto integrale è consultabile sul sito web Avvocato di strada). «Siamo, in un certo senso, lo studio legale più grande d’Italia e al tempo stesso quello che fattura meno – prosegue Mumolo – Avvocato di strada è un’organizzazione di volontariato (Odv) e non una Onlus, o meglio: le Odv diventano di diritto anche Onlus dopo sei mesi dall’iscrizione all’Albo del Volontariato, ma la nostra differenza con le Onlus è che – mentre in quel caso sono possibili rapporti di lavoro o rimborsi per i volontari – chi presta la propria opera ad Avvocato di Strada non percepisce alcuna forma di rimborso. Come prevede lo statuto, se una causa legale è vinta e la controparte è condannata anche al pagamento delle spese legali, la somma va devoluta interamente all’associazione».

    Per aprire uno sportello di Avvocato di Strada sono necessari due requisiti: un’associazione ospitante, già attiva sul territorio a sostegno delle persone senza fissa dimora, e il contatto con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che esprime parere favorevole dopo aver verificato il carattere volontario della prestazione, la sua utilità sociale e la compatibilità dell’impegno richiesto ai volontari (tre ore al mese) con le normali attività lavorative. A seguire, viene indetta una conferenza stampa (quella genovese si è svolta appunto sabato 29 giugno) aperta anche e soprattutto alle associazioni di volontariato della città che perseguono analoghi scopi sociali.

    Lo sportello di Genova sarà operativo a partire dal 4 luglio, tutti i giovedì dalle 18 alle 20 senza necessità di prendere appuntamento.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    vicoli-immigrazione-d1Arci Liguria ha presentato ieri mattina (giovedì 27 giugno 2013) a Palazzo Ducale la conclusione del progetto Una bella differenza, reso possibile grazie ai finanziamenti del bando FEI – Fondo Europeo per l’Integrazione – e che da ottobre 2012 a oggi ha promosso il lavoro di mediazione interculturale negli sportelli Arci, Acli e Anolf dislocati in tutta la Liguria (l’elenco si può trovare sul sito Noi non discriminiamo).

    La conclusione del progetto è stata presentata in una maniera diversa dal solito: a un evento aperto al pubblico è stata preferita una formula alternativa, ossia il dialogo fra operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti (fra i quali la sottoscritta, invitata in rappresentanza di Era Superba), in modo che ciascuno dal proprio osservatorio potesse illustrare il proprio punto di vista sul tema.

    L’incontro è partito con la proiezione di alcuni video tratti dalla web – sitcom Vicini, realizzata da Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) e che mette in scena in chiave ironica i pregiudizi delle persone nei confronti di immigrati, omosessuali e disabili partendo da uno dei principali luoghi di contatto: il condominio.

    Qui uno dei filmati.

    A seguire il dibattito, durante il quale gli operatori del settore hanno condiviso risultati e criticità di ciò che affrontano quotidianamente. Lo scopo: trovare punti di affinità e capire – in vista dei futuri bandi Fei – quali sono gli ambiti del progetto su cui è necessario investire nuove risorse.

    Tutti i presenti erano concordi sul fatto che l’incontro e l’ascolto sono alla base di ogni iniziativa volta a sostenere gli immigrati nella ricerca di lavoro, di una casa, di documenti, di pratiche sanitarie e così via.

    Da qui i primi dati, curati dall’Università di Genova, per capire quale tipo di utenza si è rivolta agli sportelli, ma anche e soprattutto chi non vi si è rivolto. Risulta anzitutto che in Liguria sono presenti soprattutto immigrati provenienti da EcuadorAlbania, Marocco, Ucraina e Perù, pur con alcune varianti nelle singole province (per esempio a La Spezia vive la più numerosa comunità dominicana d’Italia). Agli sportelli si sono rivolte soprattutto donne dai 26 ai 45 anni e oltre il 70% degli utenti vive in Italia da oltre cinque anni. Solo il 9% delle persone ha meno di 24 anni: una delle prossime fasi del progetto potrebbe quindi riguardare un maggiore coinvolgimento dei giovani.

    Un problema evidente è quello del titolo di studio: oltre il 50% degli utenti è diplomato o laureato, ma l’86% di questi ha un titolo non riconosciuto in Italia.

    Le esigenze primarie che spingono le persone a recarsi agli sportelli sono la ricerca di informazioni, di lavoro o di come ottenere il permesso di soggiorno. Infine, oltre il 70% ha saputo dell’esistenza degli sportelli attraverso il passaparola. Un dato che fa riflettere, visto l’investimento economico in materiale cartaceo e comunicazione che sempre viene fatto in progetti di questo genere.

    La discussione è stata avviata con il presupposto che l’Italia è “indietro” nell’approccio all’immigrazione, sia dal punto di vista normativo sia di mentalità: in una sorta di corto circuito, le leggi attualmente vigenti riflettono in parte pregiudizi e “paure” collettive, che a loro volta condizionano chi ha il potere e la responsabilità di legiferare.

    In questo senso una responsabilità molto grande è data dai media – da qui la scelta di invitare i giornalisti al seminario – che spesso si occupano di immigrazione solo per fatti di cronaca nera o per valorizzare elementi folcloristici quali l’abbigliamento e la gastronomia di altri Paesi. Il ruolo cruciale di chi fa informazione dovrebbe invece essere quello di uscire dalle redazioni e osservare in prima persona la presenza dei migranti sul territorio, l’attività di sportelli e associazioni preposti a supportarli, così che noi giornalisti in primis “usciamo” dai nostri pregiudizi e contribuiamo a favorire l’incontro tra le diverse culture che coabitano nelle nostre città. Il primo ostacolo all’integrazione è infatti – come sottolineato da molti durante il seminario – la “percezione distorta dell’altro“.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    unione-mani-solidarietaLo scorso 1 maggio si è svolto in piazza San Lorenzo un evento organizzato da una rete di associazioni, ciascuna per promuovere la propria attività ma soprattutto per attivare insieme una rete di collaborazione a fronte di obiettivi comuni.

    Dopo il Primo Maggio Unitario e solidale si è tenuta la prima assemblea pubblica (15 maggio), che ha confermato l’intento di costituire una rete di associazioni, denominata Rete Solidale. «La solidarietà aiuta tutti/e a vivere meglio ed è un valore di cui sentiamo molto il bisogno», si leggeva nella presentazione dell’evento del 1 Maggio. Il progetto unisce dunque tutte quelle realtà che agiscono sul territorio accomunate da impegni di solidarietà: che si tratti di campagne contro il razzismo e la discriminazione, sostegno alle donne, creazione di opportunità per i lavoratori precari, la Rete vuole creare occasioni di confronto e attività concrete per sostenere tutte le fasce più deboli della cittadinanza.

    Capofila dell’iniziativa è Associazione 3 Febbraio, impegnata da tempo a Genova a combattere ogni forma di razzismo e discriminazione. Hanno finora aderito Y.E.A.S.T., Comitato solidale Liberamente, Socialismo Rivoluzionario, Associazione San Giacinto Balzar e Segreteria nazionale migranti Equador Senami. L’obiettivo è estendere la Rete ad altre associazioni che operano sulla base degli stessi valori, ma anche sensibilizzare i genovesi su come possano impegnarsi in concrete iniziative di cittadinanza attiva.

    Per chi vuole conoscere scopi e progetti della Rete Solidale, la prossima assemblea si terrà venerdì 7 giugno 2013 (ore 20) presso Ghettup in vico Croce Bianca.

    Questo il testo integrale della Carta d’intenti, per comprendere meglio lo spirito e i valori che animano il progetto.

    Siamo convinti che per vivere meglio sia fondamentale far vivere e diffondere solidarietà ed essere persone solidali. La nostra è un’idea di solidarietà umana perché si basa e promuove relazioni benefiche tra le persone, senza distinzioni etniche, religiose, politiche.

    Crediamo nel protagonismo solidale di ogni uomo e donna fuori da logiche di delega, di rappresentanza, di sostituzione, perché è fondamentale per il cambiamento delle persone, in un periodo in cui sono sempre più presenti egoismi e soprusi di ogni tipo nella società.

    Vogliamo essere liberi di scegliere e di decidere su ogni aspetto del nostro impegno e per questo vogliamo essere indipendenti da istituzioni, dalla politica e da qualunque coercizione negativa.

    Ci interessa contribuire alla promozione e diffusione di una cultura della solidarietà, perché crediamo che si possa vivere meglio se cerchiamo di essere e diventare persone solidali.

    Ci impegniamo nella comunicazione e nella conoscenza di altre esperienze solidali a Genova ed in Italia con un sguardo particolare verso tutte quelle che riterremo più vicine e più simili ai nostri contenuti per favorire lo scambio e l’unione.

    Ci riconosciamo in una comune umanità e per questa ragione promuoviamo l’accoglienza umana per tutti/e e la libera circolazione che significa rifiutare ogni razzismo e discriminazione nei confronti degli immigrati.

    Siamo a fianco delle donne contro ogni violenza nei loro confronti.

    Siamo a fianco dei bimbi, dei disabili e degli emarginati.

    Siamo a fianco dei lavoratori e dei precari.

    Siamo per la libertà di scelta in ogni ambito della vita, quindi per libere scelte sessuali, religiose.

    Siamo per per la libertà d’informazione e la piena espressione per tutti.

    Siamo per il pieno rispetto dell’ambiente e della natura ed a fianco di tutti coloro impegnati a tutelarla e difenderla da ogni azione distruttiva.

    Lottiamo per il rispetto dei diritti umani, della libertà e giustizia per tutti/e.

  • Centro Scuole e Nuove Culture a Genova: scuola e integrazione

    Centro Scuole e Nuove Culture a Genova: scuola e integrazione

    Centro Scuole e Nuove Culture, GenovaNel centro storico di Genova, nella defilata Via della Fava Greca, 8, a pochi passi da Piazza Sarzano, i Giardini di Plastica sopra e sotto la vitale Via di Ravecca: incastonato qui, dal novembre 2001 si trova il Centro Scuole e Nuove Culture. Cos’è? Un centro che da ormai oltre 10 anni svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della mediazione interculturale e nella promozione dell’integrazione dei migranti. Aperto grazie all’approvazione di un protocollo d’intesa inter-istituzionale tra Comune, Provincia di Genova, Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria del MIUR e Università di Genova, il Centro è nato con l’intento di rivolgersi in particolare ai bambini e ragazzi adolescenti figli di immigrati, aiutando il loro inserimento nell’ambiente scolastico con interventi didattici mirati all’educazione e alla formazione interculturale.

    Il tutto è  reso possibile grazie alla cooperazione di concerto con i vari plessi scolastici genovesi: il Centro non si rivolge strettamente a privati o a singoli bambini e famiglie, ma interagisce con i migranti grazie all’intermediazione delle scuole e degli insegnanti del ciclo primario e secondario. Il protocollo iniziale è stato poi ripetutamente rinnovato nel corso degli anni, includendo un numero crescente di soggetti firmatari: ad esempio, emblematico è il caso della partecipazione dell’ateneo genovese, che ora include tutte le Scuole (ex Facoltà), mentre inizialmente l’adesione era solo da parte della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

    Il Centro ospita il Laboratorio Migrazioni del Comune di Genova e il CRAS – Centro Risorse Alunni Stranieri. Inoltre, da circa un anno e mezzo il progetto ha preso una piega diversa e ha iniziato ad allargarsi, includendo non più solo gli aspetti legati all’inter-cultura e alle migrazioni, ma anche ospitando un centro documentale archivistico. Responsabile operativo del Centro è il dottor Riccardo Damasio: siamo andati a parlare con lui e ci siamo fatti raccontare la storia del centro, dagli inizi 12 anni fa come centro di sostegno e integrazione, al nuovo progetto di creazione di un archivio documentale legato al mondo dell’apprendimento e della scuola in senso lato.

     

    I PROGETTI

    I servizi offerti dal Centro toccano vari aspetti del delicato processo di inserimento dei bambini e di accettazione dell’immigrazione. Il Centro è nato anni fa sull’onda dei finanziamenti erogati dalla Legge Turco e ha scelto di trattare queste tematiche legate all’immigrazione e alla conoscenza tra culture diverse. I progetti “pilota” risalgono all’epoca delle Colombiadi, occasione in cui si era dato avvio a una serie di iniziative per diffondere la memoria delle migrazioni legate ai popoli nativi americani. Col tempo, poi, il lavoro si è incentrato sempre più sulle tematiche legate all’immigrazione e all’attualità, prendendo la forma odierna.

    Centro Scuole e Nuove Culture, GenovaIl Laboratorio Migrazioni è uno dei progetti portati avanti dal Centro, con l’appoggio del Comune di Genova. Si tratta di una struttura che è presente a Genova da ormai oltre vent’anni e fa parte della Direzione Scuola, Sport e Politiche Giovanili: da quando è attivo il Centro, il Laboratorio è stato trasferito qui, con il sostegno del Provveditorato agli Studi e la collaborazione di Claudia Nosenghi, prima responsabile del progetto. Lo scopo con cui nasce è quello di diffondere l’educazione interculturale nelle scuole, promuovendo progetti e laboratori espressivi per favorire l’inclusione degli alunni stranieri. Gli addetti seguono anche il percorso di inserimento, prevenendo atteggiamenti di chiusura e razzismo e valorizzando la multietnicità, piuttosto che discriminando la differenza culturale. Il Laboratorio organizza, nei vari plessi scolastici che ne fanno richiesta o direttamente nei locali del Centro adibiti a tale uso, attività per e con i bambini, immigrati e non. Inoltre, sono previste anche attività formative per gli stessi insegnanti, offrendo un servizio pedagogico a 360 gradi, diffuso capillarmente in tutta la città. All’inizio, infatti, il Laboratorio aveva più sedi dislocate su tutto il genovesato (da Cornigliano alla Valpolcevera), ma successivamente le strutture sono state chiuse e raggruppate nei locali del Centro di Via della Fava Greca. Nonostante i tagli e le difficoltà successive alla crisi economica che ha colpito anche le amministrazioni comunali e provinciali, il Laboratorio è riuscito a sopravvivere, anche grazie alla determinazione dei responsabili e degli referenti comunali: oggi, nonostante la carenza di risorse economiche, la struttura è gestita da insegnanti delle scuole ordinarie e da mediatori culturali.

    Proprio la mediazione culturale è un altro importante aspetto affrontato all’interno del Centro. Anch’essa attiva da ormai oltre un decennio, si rivolge alle scuole e propone attività con e per bambini all’interno delle classi delle scuole cittadine. Le attività si svolgono o direttamente nelle classi, su chiamata da parte degli insegnanti, oppure nella sede del Centro, in spazi accoglienti e appositamente allestiti. Qui, le scuole sono ospitate in location diverse da quelle cui i bambini sono solitamente abituati e in cui si cerca di ricreare uno spazio ludico e famigliare, in modo da mettere a proprio agio i partecipanti e di favorire il clima di distensione e di sereno confronto.

    Il CRAS – Centro Risorse Alunni Stranieri è  una struttura promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale ligure del MIUR per favorire l’integrazione degli alunni stranieri. Si tratta di uno sportello specifico che, all’interno del Centro Scuole e Nuove Culture, segue il percorso scolastico degli alunni stranieri e supporta le scuole nell’accoglienza degli alunni migranti con progetti per garantirne la frequenza scolastica e il diritto allo studio. Inoltre, si offre anche come luogo d’incontro e riflessione per insegnanti e famiglie, svolgendo il compito di mediatore culturale e linguistico.

    Che altro? Ci spiega il dottor Damasio: «Oltre a quelli già elencati, sono previsti anche progetti di ricerca e formazione sul tema del plurilinguismo, sviluppati in collaborazione con la Facoltà di Lingue e di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, e con la Provincia. La collaborazione con questo soggetto è particolarmente importante: mentre il Comune segue i progetti che riguardano il primo ciclo di istruzione, ovvero fino alle scuole medie, la Provincia si dedica a quelli che riguardano il secondo ciclo, fino alle scuole superiori, permettendoci di non interrompere a metà il progetto incominciato magari con i bambini, una volta che diventano adolescenti. Tutto ciò favorisce un’integrazione dei due cicli di formazione e permette si non abbandonare i ragazzi. Purtroppo in questo momento i problemi di bilancio cui sono sottoposte le Province e le amministrazioni costringono anche noi del Centro ad affrontare una fase di ristrettezze, di tagli e di sacrifici. Tuttavia, i nostri progetti proseguono e riusciamo a trovare risorse grazie alla determinazione di Comune e altri enti, che collaborano con noi per portare avanti queste iniziative, vero fiore all’occhiello cittadino. Il nostro è un progetto “non obbligatorio”, ovvero è un “di più” pur nella sua intrinseca importanza, nessuno è obbligato a mantenerlo in vita. Tuttavia la forte carica innovativa che contraddistingue il Centro fa in modo che da parte di tutti ci sia la ferma volontà di preservarlo, anche in condizioni economiche non propriamente sfavillanti. Il Comune ha speso grandi risorse per promuovere i temi della migrazione e dell’inclusione culturale e sociale, sensibilizzando la cittadinanza».

    Infine, il Centro -coniugando l’aspetto laboratoriale e quello documentale– offre anche un servizio di consulenza per insegnanti, tirocinanti e studenti, i quali possono accedere ad un archivio di oltre 5 mila volumi. Da ormai un anno e mezzo, infatti, è nato il progetto di potenziare la struttura del Centro con la creazione di un centro documentale, già esistente e ospitato da altre strutture comunali, ma ora trasferito nei locali di Via della Fava Greca per l’insorgere di problemi organizzativi. Il centro documentale è dedicato alla memoria di Anna Maria Conterno Degli Abbati, senatrice PCI dal ’76 al ’79 e direttrice dell’Istituto Papa Giovanni XXIII che ha donato al Comune di Genova gli atti parlamentari e il proprio materiale librario e documentale sul tema infanzia e educazione montessoriana. Il centro era prima affidato al personale del Settore 0-6 del Comune di Genova che, con l’associazione Infanzia e Cultura e in collaborazione col Comitato Provinciale per l’UNICEF, metteva a disposizione collegamenti, informazioni e documentazione internazionale. Oggi nel Centro Scuole e Nuove Culture è possibile accedere al materiale archivistico, reperibile anche online, sul sito del Sistema Bibliotecario urbano unificato. La documentazione è consultabile in sede, anche se non è ancora attivo il sistema di prestito vero e proprio.

    Così Damasio: «Il nostro Centro è aperto dal lunedì al venerdì, mentre resta chiuso al sabato perché segue l’orario scolastico, dal momento che il soggetto di riferimento privilegiato sono proprio le scuole. Accogliamo spesso anche ragazzi e famiglie, ma sempre tramite le scuole. Anche gli eventi sono rivolti alle classi: non è escluso che si svolgano anche eventi pubblici e aperti a tutti, ma di norma non ci rivolgiamo alla cittadinanza, ma solo alle scuole, agli alunni e al personale didattico. Svolgiamo anche il servizio di accoglienza diretta di bambini, residenti soprattutto in zone più problematiche della città: mi riferisco in particolare a quartieri come Sampierdarena e alle zone limitrofe. Tra l’altro, c’è da sottolineare come la morfologia della migrazione sia in continuo cambiamento: se fino a poco tempo fa il luogo di insediamento privilegiato era il centro storico, oggi gli immigrati si sono spostati sempre più a Ponente, e chissà quale sarà lo scenario da qui a qualche tempo. Ora il nostro obiettivo è quello di proporre il centro come luogo di inserimento e mediazione, e anche come centro documentale. Il che permetterebbe di potenziare l’attività di mediazione e di ampliare lo scenario anche verso gli aspetti legati all’istruzione degli anni ’70-’80, ricostruendo il percorso genovese e ligure».

    Il Centro è fiore all’occhiello per la città di Genova perché costituisce un’esperienza unica non solo nel genovesato ma in tutta Italia: sono davvero rare le esperienze di Centri non privati ma amministrati a livello comunale, legati alla promozione dell’inter-cultura. A Genova, con questo sistema cooperativo, è possibile per il Comune mantenere un ruolo attivo nella promozione delle attività. Tutto ciò permette di toccarne con mano l’importanza sul territorio e di consolidare la volontà di preservarlo.

     

    Elettra Antognetti

  • Sorriso Francescano: educatori e volontari per la tutela dei minori

    Sorriso Francescano: educatori e volontari per la tutela dei minori

    sorriso-francescano-campo-calcioLa Fondazione “Sorriso Francescano” è un’associazione di accoglienza e solidarietà, con vari centri dislocati tra Genova (a Coronata, in Salita P. Umile 17, ed Albaro, in Via Riboli e Via Parini), e La Spezia, in Via dei Colli. I centri svolgono attività di volontariato, di aggregazione giovanile ed educativa genitore-bambino, e si presentano come un’opera assistenziale socio-educativa che affronta il disagio minorile e offre servizio anche ai migranti. Nel primo centro, quello di Coronata, vengono accolte donne e bambini, mentre ad Albaro sono ospitati ragazzi, soprattutto minori per decreto del tribunale. Alcuni di loro vivono nella comunità, altri trascorrono negli spazi della Fondazione le loro giornate. L’associazione vive grazie al lavoro di operatori qualificati, esperti negli ambiti formativi e di problematiche legate alla genitorialità, all’adolescenza, all’assistenza. Inoltre, sono attivi anche una quarantina di volontari, che affiancano gli educatori nell’assistenza ai ragazzi nello studio, ma partecipano anche alle gite e ai campi estivi e invernali.

    Il “Sorriso Francescano”

    L’Associazione è stata fondata dai Frati Cappuccini, presenti in Liguria dal 1528. Da subito, nei loro conventi hanno allestito mense per i poveri e poi, nel XX secolo, sotto la spinta di frati come Padre Umile Bonzi a Genova si sono occupati del disagio infantile e giovanile. In particolare, il “Sorriso Francescano” è stato fondato da Padre Umile, che tra il 1945 e il 1969, col sostegno dell’arcivescovo Cardinal Siri, promosse numerose attività benefiche rivolte ai giovani e costruì tre strutture di pronta accoglienza per minori. Opera assistenziale socio-educativa, il suo scopo principale è “assistere ed educare in maniera integrale tutti i minori che vengono accolti nelle comunità del Sorriso Francescano”, favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro e nella socialità.

    Le strutture

    sorriso-francescanoServizi residenziali: Tra le strutture ospitate nelle sedi genovesi, la Comunità educativa “Le coccinelle”, in Salita Padre Umile. Qui, i minori inviati dai Servizi Sociali (in numero di 10 e di anni compresi tra i 6 e i 16) sono ospitati e hanno l’opportunità di sviluppare aspetti fisici, emozionali, cognitivi e spirituali della persona. L’equipe del personale è composta da sei operatori, di cui tre laici e tre religiosi, che curano le relazioni con la rete dei servizi sociali e il Tribunale dei Minori e le altre istituzioni con particolare attenzione all’area individuale, medico-sanitaria e famigliare. Nel centro sono previsti percorsi d’intervento personalizzati a sostegno e tutela del minore accolto e della relazione con la famiglia d’origine, sempre sotto la supervisione di uno psicologo esterno. Tutti i minori accolti in struttura sono inseriti in attività esterne attraverso percorsi individualizzati che permettono la realizzazione di interventi in rete con altre strutture territoriali (associazioni sportive, culturali, educative, scuole) al fine di creare un senso di appartenenza al territorio stesso, oltre che limitare il senso di sradicamento

    Inoltre, il Centro di aggregazione “Vento del Sud” di Via Riboli, che accoglie minori dagli 11 ai 18 anni, sia per accesso spontaneo su richiesta delle loro famiglie o per accesso concordato con Consultori Familiari dell’ASL e Centri di Ascolto diocesani. Il fine è quello di garantire ai ragazzi un clima di accoglienza e di ascolto, con il sostegno di un’equipe specializzata e con l’apporto di diverse figure professionali: gli educatori dedicano particolare attenzione al percorso individuale dei soggetti coinvolti ed elaborano insieme alle famiglie e al ragazzo una strategia condivisa. Gli operatori si attivano per fare sostegno educativo complessivo, supporto allo studio, laboratori di teatro, canto, pittura e attività sia sportive come karate, danza, calcio, pallavolo, che ricreative (cineforum, giochi da tavola, gite). Previsti anche momenti di scambio e confronto con le famiglie, e percorsi appositi di inserimento lavorativo. Il CAG fa parte della rete di strutture del Centro Servizi per la Famiglia e i Minori Genova VIII Medio Levante.

    Il Centro di aggregazione “Insieme”, anch’esso in Salita Padre Umile, accoglie minori di età compresa tra i 6 e i 10 anni. L’inserimento nel centro avviene su segnalazione delle scuole del territorio, dei Centri di Ascolto diocesani, dei Servizi sociali territoriali, dei Consultori territoriali dell’ASL o su richiesta diretta delle famiglie, e nel centro ci si occupa della prevenzione del disagio minorile e della dispersione scolastica, attivando forme di promozione sociale e sostegno scolastico. Inoltre il centro si occupa dello sviluppo di bambini che appartengono a famiglie svantaggiate, cercando di diminuirne il disagio. Il Centro dispone di un direttore religioso e pedagogista, e di altre figure formative dell’equipe interna sia laiche che religiose, affiancate da studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. Il Centro comprende due unità operative una Comunità Educativa ad alta intensità per 8 adolescenti (12-18 anni) e un Centro Diurno per 15 adolescenti (12-18 anni) con l’obiettivo di progettare un percorso di integrazione sociale e prevenire l’instabilità grave che coinvolge il comportamento, l’umore, la fiducia in sé stesso e le relazioni interpersonali dell’individuo nel contesto relazionale e sociale quotidiano. Nella Comunità opera un’équipe composta da un coordinatore, 6 educatori professionali a tempo pieno, uno psicologo con funzione di supervisore dell’equipe ed una psichiatra, consulente esterna.

     

    Elettra Antognetti

  • Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Cattedrale S.LorenzoLa festa del Primo Maggio non è solo dedicata al lavoro, ma vuole anche essere una giornata dedicata alla solidarietà, all’impegno sociale e al volontariato. Con questa premessa, diverse associazioni operanti sul territorio genovese si sono unite per organizzare l’evento Primo maggio unitario e solidale: un percorso che, mettendo al centro la solidarietà, possa favorire la conoscenza e lo scambio tra diverde realtà impegnate nel volontariato, nel sociale, nel mutuo soccorso.

    La giornata inizierà con un volantinaggio in piazza della Commenda (ore 17) per informare i cittadini sulle associazioni attive nel quartiere e gli scopi dell’iniziativa, e che proseguirà lungo le principali vie del centro storico. A seguire, in piazza San Lorenzo (ore 18) un momento dedicato all’arte con musica, danze e letture di poesia.

    Le associazioni aderenti avranno uno stand e potranno illustrare al pubblico i loro progetti.

    Questa la comunicazione degli organizzatori: «Viviamo in tempi difficili ed intere fasce della società, tanti esseri umani, soffrono e subiscono tante umiliazioni e ingiustizie. Vogliamo confrontarci sull’idea e sull’utilità della solidarietà, sulle migliori maniere per svilupparle ed intenderla e soprattutto cominciare a unirci. Per queste ragioni vi invitiamo ad aderire e a partecipare all’iniziativa del 1° maggio che intendiamo come un primo passo per un percorso crescente di dialogo, di conoscenza e di unione solidale».

    Fanno parte del comitato promotore:

    Associazione interetnica antirazzista “3 febbraio”

    Associazione Luanda

    Associazione Oltre il silenzio

    Associazione Promozione Sociale Y.E.A.S.T.

    Associazione San Giacinto Balzar

    Casa de la Cultura Peruana Genova

    Centro delle culture Genova

    Circolo culturale proletario di Genova

    Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova

    Comitato solidale liberamente

    Fratellanza donne

    Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova

    Socialismo Rivoluzionario

    Unione immigrati Senegalesi Genova

    [foto di Daniele Orlandi]