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  • Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Mercatino biologico, piazzetta Tavarone GenovaForse ancora in pochi sanno che tutti i mercoledì in Piazzetta Tavarone, nel tratto compreso fra piazza Campetto e vico San Matteo, si svolge il mercatino biologico “Pensa alla salute!”. Sì, perché – a dispetto della posizione strategica tra Piazza De Ferrari e il Porto Antico, tra San Lorenzo e la Maddalena – il mercatino (piccolo gioiello di primizie e rarità rigorosamente biologiche) resta incastonato tra le anguste piazzette e i labirintici caruggi del centro storico genovese.
    Nel corso dell’ultima tappa di #EraOnTheRoad abbiamo incontrato gli agricoltori e i coltivatori che espongono le loro merci.

    Il mercatino è attivo da poco più di un anno. Ogni mercoledì la piazzetta, in orario 9-19, si anima con (pochi, solo due) banchi in cui è possibile acquistare cose particolari e difficilmente reperibili sui mercati tradizionali: dal seme di canapa con proprietà depurative, all’estratto di fungo presente sul tronco di querce millenarie, alle erbe spontanee e aromatiche. Inoltre, piante medicinali, ortaggi, frutta e verdura, coltivate direttamente e vendute dai produttori senza l’uso di additivi e conservanti, e la rosa antica, per sciroppi e acque profumate.

    Piazzetta Tavarone è stata scelta, non a caso, come sede per il mercato: dopo aver incontrato qualche risposta negativa a livello amministrativo e dopo aver vagliato altre proposte (altre 2 piazze, oltre questa, ancora “libere” da altri mercati), i produttori hanno optato per la piccola piazzetta dei vicoli, che si affaccia davanti al Cinema Ariston, nascosta proprio dietro a Campetto. Il perché è facilmente intuibile: oltre alle dimensioni ridotte del sito, adatto ad accogliere le esigenze dei pochi banchi e non rendere troppo dispersivo l’acquisto, la piazza si inserisce nelle rotte dei visitatori del centro storico, che da Piazza De Ferrari si inoltrano nei vicoli e raggiungono la Maddalena, Piazza Banchi o il Porto Antico passando per Salita San Matteo, o ancora per coloro che da Campetto raggiungono San Lorenzo, e viceversa. Inoltre, attorno alla piazza, una schiera di negozi ed esercizi commerciali, bar e ristoranti, cinema, negozi di abbigliamento, pasticcerie, cartolerie, e molto altro ancora; il mercatino si è andato ad inserire in un tessuto urbano già di per sé consolidato e molto frequentato, in una delle zone più amate del centro. Ma il requisito più importante nella scelta del luogo è la mancanza di smog e inquinamento atmosferico, essendi Piazzetta Tavarone un’area preclusa al traffico. Questa era una condizione necessaria per l’apertura del mercato, in cui le merci non potevano rischiare di essere danneggiate dal traffico urbano e da inquinamento di altro tipo.

    Com’è stata la risposta dei cittadini? Finora positiva, raccontano gli stessi venditori. «Stiamo avendo grande riscontro da parte dei visitatori. Sempre più genovesi ci conoscono, sembrano apprezzare i nostri prodotti ed essersi affezionati all’appuntamento del mercoledì: è uno spazio piccolo, ci teniamo a essere presenti», commentano. L’intenzione è quella di portare avanti il progetto e ampliarne la risonanza. «Vorremmo organizzare interventi culturali, trovando spazio in associazioni e circoli qui vicino, per parlare dei nostri prodotti e del nostro progetto che promuove una cultura vicina ai bisogni dell’uomo».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

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    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

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  • Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    vigne-centro-storico-vicoliSabato 12 ottobre a partire dalle 16 le vie del Sestiere della Maddalena nel centro storico di Genova si animano con la Notte bianca dei bambini, un’intera giornata dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, con laboratori teatrali, artistici, giochi, spettacoli, danze e concerti.

    La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è organizzata dal Municipio Centro Est in collaborazione con la Cooperativa Il Laboratorio e con le associazioni di quartiere per favorire il rinnovamento e la vivibilità di un quartiere troppo spesso agli onori delle cronache per degrado e problematiche sociali. Obiettivi che si pongono ogni giorno le numerose associazioni che operano sul territorio per promuovere e rilanciare una delle zone più belle e affascinanti della città.

    Dalle ore 16 alle 22.30, nelle piazze, nelle vie e nelle sedi delle associazioni, sono numerosissime le iniziative. Ecco nel dettaglio il programma completo della giornata.

    Piazza Pellicceria inferiore
    Dalle 16 alle 18: laboratori di riciclo a cura di Remida e A-Pois, laboratorio ‘Le bombe di semi’ a cura di Terra!

    Piazza S.m. Degli Angeli
    Dalle 16 alle 19: esibizione di parcour, graffiti e hip hop a cura di Urban Street, Studio dyv, Cedy rock e BDS Crew

    Piazza Boccanegra
    Book crossing a cura dell’associazione A.Ma

    Piazza del Ferro
    Dalle 16 alle 19: laboratorio di cucito a cura di Mimi e Coco, laboratori ‘Bianco’ come a cura del Consorzio Agorà
    Dalle 18 alle 19.30: laboratorio erbe aromatiche a cura della naturalista Viviana Bobbio.

    Chiostro delle Vigne
    Dalle 16 alle 19: ornei di calcetto e pallavolo a cura dell’Ass. liberi cittadini della Maddalena

    Piazza Lavagna
    Dalle 16 alle 18.30: laboratorio Legno-Ingegno a cura di Dateci un Martello

    Piazza dei Greci
    Dalle 16 alle 19: i giochi di una volta a cura della Cooperativa la Comunità e di A.g.e.

    Piazza Cambiaso
    Laboratorio a cura del teatro Altrove

    Piazza delle Vigne
    Dalle 17 alle 19: laboratori musicali a cura di Casa della Musica, Orchestra Darsena

    Piazza Posta Vecchia
    Dalle 16 alle 19: laboratori a cura di Matefitness e della Cooperativa Il Laboratorio

    Piazza della Cernaia 3/29
    Laboratorio di poesia e teatro corporeo a cura dell’ass. Vivisottosopra

    Piazza della Cernaia
    Dalle 16 alle 19: teatro di burattini a cura del Drago Rosso, Ritmiciclando a cura di ripercussioni sociali, esibizione di hip hop e baby dancing a cura di studio dyv, Naftalina spettacolo a cura della compagnia Le Mani; dalle 19 alle 20 tutti a cena, dalle 20 alle 22 San Giorgio e il Drago a cura di Mauro Pagan, gli artisti di strada arrivano in piazza, asta degli oggetti inutili a cura dell’ass. Vivisottosopra; dalle 16 alle 18 merenda a cura dell’ass Mamme Daneo.

    Piazza della Cernaia 3/6
    Dalle 16 alle 19 laboratorio di creta e laboratorio artistico a cura della Cooperativa Il Laboratorio, laboratorio musicale a cura di Progetto sviluppo Liguria.

    Itineranti: truccabimbi e banda Murga.

    Punti di ristoro convenzionati: Jalapeno (via della Maddalena 52r), Il Bottegjino (piazza delle Vigne 21r), Il Fabbro (Vico al Campanile delle Vigne 17r), Bistrot Glo Glo (Piazza Lavagna 19r), Trattoria da Franca (Vico alla Lepre 4r), Maxela (vico Inferiore del Ferro 9r), La bottega del Gusto (vico superiore del ferro 3r).

  • Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    via-praSabato pomeriggio circa 400 persone si sono ritrovate in Piazza Sciesa a Prà per iniziare un nuovo percorso di partecipazione attiva promosso dal Comitato per Prà, dopo l’ennesimo tentativo di instaurare un confronto franco con le istituzioni locali che, ancora una volta, si sono rivelate incapaci di dare risposte concrete alle popolazione del quartiere ponentino. «Lo scopo della manifestazione era quello di richiamare l’attenzione dei residenti di Prà – racconta Nicola Montese, portavoce del comitato – ma in generale di tutto il Ponente, un territorio da anni in sofferenza a causa di problemi endemici mai affrontati con il giusto piglio dalla politica. Quindi, vista la totale non rappresentanza dei “finti politicanti” che siedono in Comune e Municipio, tutti dobbiamo sentirci coinvolti dandoci da fare in prima persona senza più delegare a nessuno le nostre istanze. C’erano circa 400 persone ma per quanto mi riguarda avrei voluto vedere l’intera Prà in piazza. Dobbiamo attivarci concretamente se vogliamo migliorare la vivibilità del quartiere. La nostra è un’iniziativa assolutamente apartitica e apolitica. Non ci servono investiture di alcun genere, anzi proprio il fatto di non essere allineati ci rende particolarmente fastidiosi».

    Il sentimento principale che emerge dai racconti del comitato è incredulità mista a rabbia di fronte a situazioni che si stanno trasformando in vere e proprie emergenze sociali. «A Prà c’è un gravissimo problema di sicurezza – spiega Montese – Parlo dell’insediamento abusivo che ospita una cinquantina di famiglie di senza dimora sulla Fascia di Rispetto, in zona isola ecologica. L’aumento dei furti e di altri atti di micro delinquenza alimentano la paura e di conseguenza anche le tensioni». Sabato è partita una raccolta firme spontanea che ha raccolto l’adesione di numerosi residenti. «È una questione che sentiamo bruciare sulla pelle – sottolinea Montese – ma le istituzioni si sono dimostrate irresponsabili perché finora non si sono adoperate seriamente per trovare una soluzione alternativa che coniughi il rispetto dei diritti fondamentali di tutti, cittadini e senza dimora». Anche perché, sommando disagio su disagio, il risultato è un inevitabile aumento della conflittualità con il rischio di scivolare velocemente in una guerra fra poveri, terreno fertile per l’insorgere di pericolosi rigurgiti razzisti che è necessario prevenire prima che sia troppo tardi.

    A destare sconcerto sono anche le decisioni assunte in merito al famoso progetto POR. «Una gestione che definire vergognosa è fin troppo poco – accusa Montese – I rappresentanti politici ci hanno deluso completamente. Hanno tenuto in piedi un finto tavolo per lavarsi la coscienza affermando sui giornali di aver garantito la partecipazione dei residenti. Adesso è prevista la realizzazione di 4 corsie che separeranno fisicamente l’abitato del quartiere dalla Fascia di Rispetto: un’autostrada urbana che nessun cittadino praese vuole. La domanda che poniamo all’amministrazione comunale è semplice: a cosa serve 1 km a 4 corsie per ritrovarsi con due “imbuti” nei pressi di Pegli e Voltri? Il risultato sarà un’ulteriore complicazione della viabilità nelle tre delegazioni ponentine».

    Il comitato mette sotto accusa il ruolo del Municipio Ponente che «Segue le direttive provenienti dai piani alti mentre, invece, dovrebbe prendere una posizione chiara in difesa degli interessi del territorio e dei suoi abitanti – spiega Montese – Lo stesso presidente, Mauro Avvenente, agisce solo in termini di consenso elettorale. “Ci hanno votato in tanti”, afferma, provando a stoppare sul nascere qualunque critica al suo operato. Ma Prà non si amministra soltanto con i voti, occorre della buona politica, merce rara di questi tempi».
    Insomma, i rapporti con le istituzioni locali sono ormai glaciali «Era inevitabile visto il loro comportamento – continua Montese – per quanto riguarda l’insediamento abusivo sulla Fascia di Rispetto le risposte sono state colpevolmente evasive. “Ne abbiamo preso atto” e “abbiamo scritto a chi di dovere”, sono le formule vuote utilizzate da Municipio e Comune. Anche l’associazione “Prà viva”, responsabile della gestione di quelle aree, dovrebbe sollecitare un intervento adeguato, sennò è meglio che si faccia da parte».
    Il Ponente, secondo il comitato, è diventato il luogo ideale dove nascondere le magagne della città, in particolare negli ultimi tempi «Tanto qui si può contare su un’appartenenza politica radicata da molti anni – sottolinea Montese – Alcuni elettori, infatti, sembrano avere gli occhi foderati di prosciutto e continuano a dare il loro consenso a personaggi di una presunta sinistra che in realtà rispondono solo ad interessi particolari e di partito».
    La parola d’ordine della manifestazione di sabato scorso è «Se vogliamo cambiare le cose, tutti insieme dobbiamo farlo – conclude Montese – Per iniziare ci siamo dati due appuntamenti precisi: Lunedì 7 ottobre organizzeremo dei gruppi di lavoro, composti da cittadini attivi, individuando una lista di priorità tra le numerose tematiche di nostro interesse; infine, il 20 ottobre partiremo con la prima giornata di pulizia dei giardini Capponi nell’area ex Elah di via Cordanieri».

     

    Matteo Quadrone

  • Legambiente e Municipio: 300 euro ai giovani per la pulizia del quartiere

    Legambiente e Municipio: 300 euro ai giovani per la pulizia del quartiere

    Quinto, GenovaProrogato al 31 ottobre 2013 il termine massimo per l’iscrizione al progetto di volontariato ambientale Servo con te, finanziato da Legambiente grazie al bando del Municipio su fondi ministeriali, per coinvolgere cento giovani tra i 18 e i 30 anni residenti nel Comune di Genova.

    Le attività di volontariato si svolgeranno nel territorio del Levante genovese,  Nervi, Sturla, Quarto e Quinto fino a Borgoratti e riguarderanno interventi di ripristino ambientale come pulizie in aree pubbliche verdi.

    Le trenta ore di volontariato inizieranno tra novembre e dicembre 2013 e comprenderanno anche uscite in canoa in collaborazione col Circolo Canoa Verde di Genova, mentre le attività di pulizia saranno fatte in collaborazione col Circolo Nuova Ecologia di Genova.

    Per i partecipanti, è previsto un contributo di 300 euro da parte del Municipio.

    Il progetto è stato lanciato da Legambiente Liguria onlus e dal Comune di Genova Municipio Levante, per tutte le informazioni, è necessario inviare una mail a volontariato@legambienteliguria.org o telefonare 010319168 / 010 5574360

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Vivere Santa Brigida: il bilancio a sette anni dalla nascita del consorzio

    Vivere Santa Brigida: il bilancio a sette anni dalla nascita del consorzio

    Piazza dei Truogoli di Santa BrigidaVivere Santa Brigida è un consorzio che riunisce i titolari delle 5 attività commerciali che si affacciano sulla omonima Piazza dei Truogoli di Santa Brigida, tra via Prè e Via Balbi. Nato nel 2005-2006, il consorzio è stato fondato allo scopo di creare un sistema di esercizi commerciali virtuosi, in grado di contrastare l’allontanamento dei cittadini dal centro storico. Esso è gestito dai titolari degli esercizi della piazza che, dopo aver partecipato ad un bando comunale per l’assegnazione dei locali di Santa Brigida, si sono riuniti e hanno dato il via a una serie di iniziative culturali e di intrattenimento, per salvare la storica piazzetta dal degrado e per valorizzarla al meglio.

    In base alle disposizioni del bando comunale, gli interessati avrebbero potuto prendere in gestione gli esercizi – allora deserti e scarni -, installarvi un proprio negozio e andare a costituire una società consortile con gli altri commercianti della piazza: si trattata di un’iniziativa disposta dall’ex Incubatore di Imprese, con il quale si era tentato di ridare vita al sestiere di Prè. I negozianti che decidevano di trasferirsi in zona ricevevano sovvenzioni dal Comune e godevano di particolari benefici. Fallito in Via Prè, i frutti dell’Incubatore si raccolgono ancora in Santa Brigida. Qui, lo scopo era promuovere la zona e invogliare giovani e meno giovani a riscoprire la bella location di Piazza dei Truogoli: da cineforum, a presentazioni di libri e mostre di pittura. Tutti i membri condividono il comune progetto di riqualificazione dell’area, iniziato anni fa dall’Amministrazione genovese ma, a detta loro, non ancora compiuto fino in fondo.

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    Al tempo della sua costituzione, le attività aderenti erano 7: il negozio di dischi e vinili Disco Club, la libreria di viaggio Finisterre, l’ottica Sessarego, il ristorante I 2 Truogoli, il negozio di outdoor Boni Sport, il negozietto di tè e cioccolate pregiate Muma e il laboratorio di fotografia e scultura Làbora. Nel tempo, le attività originarie sono uscite dal consorzio perché costrette a chiudere, ma al loro posto ne sono subentrate altre, così che oggi il consorzio è costituito da un totale di 5 esercizi. Questi si sono attivati per dare il via a una serie di iniziative di stampo diverso, a seconda degli interessi e delle competenze: da un paio d’anni è in corso la manifestazione Cinetruogoli, un cineforum all’aperto all’interno della piazza, con la proiezione di film d’autore, datati e più recenti. Ma non mancano nemmeno le mostre d’arte, esposizioni fotografiche e le presentazioni di libri, organizzate da Finisterre. In passato, il consorzio è riuscito a far arrivare a Santa Brigida anche personaggi degni di nota come Quentin Blake, illustratore di libri per bambini, famoso per le sue collaborazioni con Roal Dahl e Bianca Pitzorno.

    «Dapprima le sovvenzioni comunali, anche in base a quanto disposto dal bando, erano più ingenti – raccontano i commercianti di Santa Brigida – Si puntava sulla riqualificazione di Prè. Nel tempo, poi, sono andate diminuendo, anche perché l’Amministrazione si è concentrata su altri obiettivi, come la Maddalena. Da 7 anni costituiamo un presidio nella piazza per mantenere vivo un angolo di città: quando abbiamo iniziato, i locali erano a nudo, a “scatola chiusa”, ed era difficile capire come sarebbero diventati una volta ultimati i lavori di finitura e tutto il resto. Alcuni di noi hanno avuto problemi perché i locali si sono rivelati particolarmente umidi e soggetti ad allagamenti (fino a 7 in 7 anni in un unico esercizio!)»

    Dopo sette anni qual è il bilancio dell’iniziativa? Mentre sulla carta questa esperienza sembrava piena di buone potenzialità, nei fatti la situazione si è rivelata piena di problematiche e ostacoli. Quando hanno deciso di prendere in gestione i locali, i commercianti confidavano nel fatto che, grazie alla particolarità e bellezza della location e contando sulle sovvenzioni comunali, sarebbero riusciti a dare una svolta allo stallo in cui versava la zona. Presto, però, sono arrivati i problemi: intanto, l’inasprirsi della crisi economica, che non favorisce il commercio; poi, i pregiudizi sul quartiere, ancora radicati in molti genovesi e che spesso non vengono smentiti da chi di competenza; infine, l’aiuto economico da parte dell’Amministrazione, che è andato scemando.

    «Ci siamo buttati in questa esperienza, ma è più difficile di quel che pensavamo. Continuiamo a lavorare per dare lustro alla suggestiva piazza, mantenendo una media di presenza sulla piazza decisamente maggiore rispetto alla contigua ma meno fortunata Via Prè. Tuttavia ci dobbiamo scontrare con la scarsa tolleranza dei residenti, che si lamentano per nostre iniziative troppo “rumorose” (come i Jazz-apertivi di qualche anno fa, in collaborazione con il Count Basie, costretti a chiudere) e con le reticenze di molti genovesi, per cui il centro storico finisce con Porta dei Vacca e non si spingono fino a Prè. Per molti è una zona pericolosa, ma io che ci vivo da anni posso sconfessare questo pregiudizio. Per altri, invece, è priva di attrattiva: Prè, Balbi, Gramsci sono considerate poco invitanti perché prive di bei negozi, ma c’è molto altro da vedere qui. Soprattutto, quel che non ci aiuta è la scarsa attenzione dell’Amministrazione: da anni sentiamo ripetere che sarà fatta una nuova segnaletica che colleghi Museo del Mare, Commenda di Prè e Castello d’Albertis, attraverso Piazza dei Truogoli, ma non si è visto ancora niente del genere. Soffriamo questa situazione di abbandono».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

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  • Lilt: a ottobre visite gratuite per la prevenzione del tumore al seno

    Lilt: a ottobre visite gratuite per la prevenzione del tumore al seno

    Nastro Rosa Fontana De Ferrari

    Sabato 28 settembre prende il via la campagna Nastro Rosa, l’appuntamento più importante con la prevenzione del tumore al seno organizzato a livello nazionale dalla lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt).

    Una giornata ricca di eventi e  iniziative a cui seguirà un mese intero, a partire dal primo ottobre,  di visite senologiche gratuite presso il poliambulatorio della sede Lilt in via Caffaro 4/1 (prenotazioni al numero 010 2530160).

    Ecco il programma dettagliato di sabato 28 settembre

    -dalle 14.30 alle 19 nel camper della Lilt un medico è a disposizione per una visita senologica gratuita e immediata; nei gazebo i volontari della Lilt distribuiscono materiale informativo
    -dalle 14.30 alle 16.30 all’interno del cortile minore di Palazzo Ducale due ore dedicate alle discipline olistiche e allo Yoga in 4 moduli da mezz’ora ciascuno e per tutto il pomeriggio trattamenti Shiatsu (a cura di Asye, Arte Shiatsu Yoga Energetica)
    -ore 16.30 presso i gazebo LILT taglio della grande Torta Rosa, quest’anno cucinata e decorata dalla cake designer Sarachan
    -dalle 15 alle 17 incontri aperti a tutti di fitness e balli caraibici a cura di numerose scuole di danza del territorio
    -dalle 17 alle 18 Zumba Open Party
    -ore 18 intorno alla fontana colorata di rosa (simbolo della manifestazione) la prima grande Rueda della prevenzione Lilt, coreografia a cura di Erika Trabucco dell’ASD Mivida Latina
    -alle 18.30 Flash Mob con coreografia a cura di Giada Dance

    Per tutta la giornata, sono previste attività di raccolta fondi nei gazebo Lilt con pesca di beneficenza e vendita di magliette dedicate (6 euro) a sostegno delle attività della Lilt e animazioni per bambini con l’artista Stefano Alessandro c

    Inoltre, l’associazione Panificatori sarà presente dal 26 settembre al 7 ottobre in piazza De Ferrari con uno stand in cui verrà venduta focaccia a sostegno della Lilt, mentre martedì 1 ottobre alle 18.30 nei locali di Cookin&Delpino (vico Casana 32 R) la cake designer Sarachan terrà un corso di cake design aperto a una decina di partecipanti il cui ricavato sarà interamente devoluto a Lilt Genova.

  • Villa Pallavicini di Pegli: cantieri aperti al pubblico nei weekend

    Villa Pallavicini di Pegli: cantieri aperti al pubblico nei weekend

    Villa Pallavicini genova PegliEra Superba ha seguito in questi anni le vicende legate a Villa Pallavicini di Pegli, parco ottocentesco tra i più belli d’Italia.

    Nell’agosto 2012 avevamo documentato la scarsa manutenzione del parco, edifici e percorsi inacessibili, atti di vandalismo e una situazione di degrado inaccettabile.

    Nel 2013 la situazione si è sbloccata, il progetto di restauro del parco è stato affidato allo studio Ghigino grazie a un’estensione dei finanziamenti “residui” delle opere Colombiane del 1992; gli interventi interessano sia gli otto ettari del giardino che alcuni degli edifici: il tempio di Flora, il Castello e il Mausoleo del Capitano, il Chiosco Turco, il Ponte romano, la Pagoda cinese.

    I lavori termineranno presumibilmente entro la prima metà del 2014 e per esigenze operative del cantiere si è deciso di chiudere il parco al pubblico sino al loro termine.

    Nel frattempo, l’associazione Amici di Villa Durazzo Pallavicini e i tecnici che hanno curato il restauro del parco organizzeranno delle visite guidate tutti i weekend a partire dal 28-29 settembre fino a giugno 2014. Si tratterà di visite specialistiche ai cantieri durante le quali i visitatori potranno comprendere le logiche del progetto di restauro e della sua realizzazione in itinere.

    Il ricavato dall’iniziativa verrà utilizzato dall’associazione per l’allestimento floreale del giardino e del viridario di Flora che sarà predisposto per l’inaugurazione del parco.

    Per prenotazioni ed informazioni sulle visite guidate è necessario contattare l’associazione all’indirizzo email: amicivillapallavicini@gmail.com oppure ai numeri: +393403020612 +393285878644

     

    [foto Daniele Orlandi]

  • Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    lagaccioUn centro polifunzionale dove gli stimoli positivi di un quartiere da sempre considerato periferico hanno l’opportunità di crescere e svilupparsi, coinvolgendo residenti e non in svariate attività, dallo sport alla meditazione orientale, dai corsi di canto, teatro e danza al sostegno psicologico e legale per le vittime del precariato. Parliamo del “Centro Polivalente Lagaccio” (C.P.L.), nato inizialmente con l’intento di ospitare dei servizi istituzionali di zona, a partire dal 2012, grazie all’accordo tra il Municipio I Centro-Est ed un comitato gestore composto da associazioni e soggetti del privato sociale – associazione Lingua Madre come ente capofila, Centro Servizi e Famiglie Centro Est, Cooperativa Sociale Lanza del Vasto, A.S.D. Cliantha ed associazione Genova Hockey 1980 – si è trasformato in un luogo di incontro e di confronto, in cui varie realtà associative usufruiscono degli spazi a titolo gratuito per restituire alla cittadinanza dei servizi alla persona (bambini, adulti, ragazzi e anziani) – di carattere ludico, sportivo, sociale, ricreativo e culturale – a costo zero.

     

    «Nel 2012 siamo diventati ente capofila del progetto “Centro Polivalente Lagaccio” che gestiamo insieme ad altre associazioni – racconta Vincenzo Palomba, presidente di Lingua Madre e consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Il Polivalente era stato pensato come centro dedicato a servizi istituzionali (distretto sociale e Laboratori educativi territoriali del Centro Est, distretto socio sanitario Centro dell’Asl 3). Ma il progetto stentava a decollare. La svolta è arrivata quando il Comune ha compreso che per farlo funzionare al meglio era necessario affidarsi alle associazioni di quartiere». E così dall’anno scorso il Polivalente sta riscuotendo successo con circa una dozzina di realtà aderenti legate da un protocollo di intesa che garantisce appunto il carattere polifunzionale degli spazi. «Con grande impegno stiamo riuscendo a far conoscere il Centro che oggi è frequentato da residenti del Lagaccio e non – continua Palomba – Le attività che si svolgono sono: hockey, meditazione orientale, centro sociale per bambini di elementari e medie, corsi di canto, danze folkloristiche, teatro, ecc.». L’accordo tra il comitato di gestione e le singole associazioni è semplice e chiaro: il Polivalente è aperto a tutti quelli che operano con attività gratuite – o comunque a costi irrisori – per il benessere degli abitanti. «Da sottolineare il prossimo ingresso dell’associazione lavoratori vittime del precariato (Alvip) che, a partire da ottobre, offrirà sostegno legale e psicologico alle vittime del precariato e del mobbing, attraverso consulenze con psicologi e avvocati – aggiunge Palomba – Al giorno d’oggi è un’iniziativa di vitale importanza che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

    Sabato 28 settembre con l’evento “Spazio aperto al Polivalente”, il Centro Polivalente Lagaccio – sito in via Adamo Centurione 19 all’interno del comprensorio scolastico della “Duca degli Abruzzi” – a partire dalle ore 16, presenterà le attività dell’anno 2013/14 in una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza. Questo il programma: dalle ore 16 laboratori ludici, didattici e sportivi per bambini e ragazzi a cura di Centro sociale Capra Azzurra, Centro Servizi, Associazione Il sogno di Tommy, Associazione Eishshaok, Associazione Genova Hockey 1980, Progetto Sviluppo Liguria; dalle ore 18 “apericena” offerta a tutti i presenti con esibizioni di danza, teatro e musica fino alle ore 20 a cura di Associazione Casa del migrante dell’Ecuador, Associazione Lingua Madre, Associazione Azonzo.

    «Il progetto Lingua Madre nasce nel 2009 con l’ambizione di coniugare un intervento sociale con la promozione turistica della città – spiega Palomba, ideatore dell’associazione insieme alla moglie – Siamo partiti diffondendo dei messaggi promozionali in vari Paesi per invitare gli studenti stranieri a trascorrere un periodo di vacanza a Genova, garantendo il contatto con delle famiglie disponibili ad ospitarli e con l’opportunità di frequentare un corso di italiano». Così, con questa fonte di auto-finanziamento, Lingua Madre ha iniziato ad organizzare anche i primi corsi di italiano per stranieri residenti a Genova.
    «Il nostro obiettivo è quello di favorire l’integrazione – continua Palomba – Tutti gli anni siamo riusciti ad offrire almeno un corso gratuito di italiano per stranieri, oltre a quelli dedicati ai turisti. In seguito abbiamo aperto i corsi di altre lingue: arabo, spagnolo, francese, portoghese, russo e cinese. L’idea è quella di coinvolgere i cittadini italiani desiderosi di imparare una lingua e confrontarsi con visitatori stranieri ed immigrati residenti».

    Ma il Centro Polivalente è stata pure l’occasione per riscoprire uno sport storicamente presente al Lagaccio: l’hockey su prato. «Nel quartiere questa attività sportiva è stata praticata fin dagli anni ’70 – racconta Daniele Franza, presidente Genova Hockey 1980 – a ridosso degli anni 2000, però, le realtà che precedentemente l’avevano promossa nella zona si sono disimpegnate e per oltre un decennio l’hockey su prato è caduto nel dimenticatoio».
    Dall’anno scorso la Genova Hockey 1980 – associazione sportiva con diverse scuole hockey in varie zone della città – ha pensato di recuperare l’antica tradizione. «Il Lagaccio è sempre stata una fucina di promettenti giocatori di hockey – continua Franza – Tra l’altro qui si trova l’unico campo ufficiale disponibile in Liguria. Per noi che siamo nati nel quartiere riportare l’hockey al Lagaccio è un sogno che si avvera».
    E i risultati si son visti subito. «Siamo ripartiti dai più piccoli ed oggi abbiamo una ventina di giovanissimi hockeisti della scuola elementare Duca degli Abruzzi che due volte a settimana si allenano nel campetto vicino all’istituto – spiega Franza – bambini cinesi, sudamericani, africani, italiani, una squadra multietnica che riflette la composizione sociale del Lagaccio. Si è creato uno splendido rapporto con il Centro Polivalente e con la scuola elementare Duca degli Abruzzi. In una realtà come questa lo sport diventa un veicolo educativo fondamentale con il quale trasmettere i valori formativi del rispetto delle regole e degli avversari».

    Un altro progetto che ha trovato ospitalità nel Polivalente è “Famiglie al Centro” – finanziato dal Celivo e gestito da A.Ge. Associazione Genova Genitori e dall’associazione Il sogno di Tommypunto di incontro e gioco per famiglie con bambini piccoli. «L’A.Ge già da anni lavora a sostegno delle famiglie del Lagaccio – racconta Daniela Cattivelli, rappresentante dell’associazione – Famiglie al Centro è nato nel 2012 su sollecitazione del quartiere e del Consultorio di zona, l’unica realtà che, nonostante la carenza di risorse, si occupa di queste problematiche. Così abbiamo pensato di offrire un luogo aperto due volte alla settimana (martedì ore 10-12, giovedì ore 16-18) in cui le famiglie possano incontrarsi e conoscersi, interloquire con operatori esperti nel sostegno alla genitorialità, chiedere informazioni, consigli e orientamenti rispetto a situazioni di disagio. Nel frattempo i bambini hanno l’opportunità di giocare liberamente o partecipare a laboratori, sempre con la presenza di educatori e animatori preparati». Inoltre «Organizziamo anche cicli di incontri sui temi dell’educazione e della genitorialità – conclude Cattivelli – senza dimenticare eventi e feste aperti a tutti gli abitanti del quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Amici Ponte Carrega, lettera a Renzo Piano contro la cementificazione

    Amici Ponte Carrega, lettera a Renzo Piano contro la cementificazione

    Ponte CarregaUna lettera aperta per segnalare il rammarico dei cittadini nei confronti delle amministrazioni locali ed invitare l’architetto genovese e neo senatore a vita, Renzo Piano, a prendere posizione contro scelte che rischiano di compromettere un territorio delicato come quello della Val Bisagno. L’iniziativa è degli “Amici di Ponte Carrega”, associazione nata spontaneamente circa un anno fa per difendere il ponte più antico della vallata, destinato all’abbattimento secondo un progetto che aveva già ottenuto alcune approvazioni, ma salvato in extremis grazie alla mobilitazione dei cittadini. Oggi Ponte Carrega è vincolato dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria.

    «A due anni dalla drammatica alluvione del 4 novembre 2011 vorremo invitare il mondo della cultura, ed in particolare il nostro concittadino e neo senatore a vita Renzo Piano, a dare una risposta alle nostre domande – scrive l’associazione – Vorremo invitarvi a riflettere come da quei giorni la tendenza a una mitigazione del rischio idrologico non sia mai partita e anzi si sia aggravata con situazioni paradossali». Una tendenza all’aumento della cementificazione selvaggia e del consumo di suolo indiscriminato che, secondo l’associazione «Non ha precedenti recenti nella storia della nostra urbanizzazione. Uno strano modo di procedere nonostante si tratti di un territorio dichiarato a grande rischio idrogeologico e per questo, dopo i fatti del 4 novembre 2011, è stato proclamato lo stato di emergenza. Questi comportamenti sono spregiudicati e presto o tardi porteranno ad altre devastazioni e tragedie».

    «A differenza della zona colpita dal torrente Ferreggiano, il nostro quartiere il 4 novembre 2011 non ha avuto vittime, per questo forse non è salito alla ribalta della cronaca e all’attenzione dei media – spiegano gli Amici di Ponte Carrega – Nonostante ciò la devastazione è stata feroce e molte delle nostre case sono ancora oggi soggette a un’ordinanza di sgombro in caso di allerta meteo ti tipo I e II».
    Ma la stessa amministrazione che ha pianto i sei morti «Poco dopo ha promosso e continuato ulteriori interventi di trasformazione, titoli edilizi e progetti, che prevedono opere di cementificazione e sbancamenti nelle stesse colline a rischio idrogeologico – sottolinea l’associazione – Nemmeno l’attuale amministrazione ha fermato questi interventi concedendo, sei mesi dopo, il titolo edilizio per un enorme centro commerciale nella valletta del torrente Mermi».
    L’edificio in costruzione nella valletta del torrente Mermi «Sarà grande quanto due transatlantici come il RMS Titanic e il suo gemello Olympic, un edificio di enormi proporzioni, con una lunghezza di circa 300 m. per 60 m. e 40 m. di altezza, 49.000 mq. di superficie utile destinata a commerciale e artigianale».

    E non è tutto, perchè ci sono altre storie da raccontare, altri progetti di edificazione nella vallata. «In questi giorni il gruppo Talea, braccio immobiliare Coop Liguria, ha proposto un progetto di allargamento del suo centro commerciale nelle aree che si affacciano sul Bisagno – raccontano gli Amici di Ponte Carrega – Il progetto prevede di edificare un albergo alto 35 m. e una grande galleria commerciale con sopra un enorme parcheggio tra cui uno di interscambio, di cui abbiamo forte criticità sulla sua reale funzione, ma che dovremo pagare noi scorporandolo dagli oneri di urbanizzazione».
    Il progetto, pur essendo così impattante «Secondo i proponenti riduce i volumi edificabili rispetto alla destinazione d’uso originale che il Comune aveva concesso prima della vendita delle aree – continua l’associazione – Una considerazione apprezzabile ma in ogni caso ugualmente inquietante. Questa operazione devasterà ulteriormente il quartiere e quel poco che rimane della sua quiete e del suo storico paesaggio. L’edificio, infatti, incombe sotto la collina della Chiesa di S. Michele di Montesignano e del suo storico borgo».

    «Una domanda sorge spontanea al nostro senatore a vita Renzo Piano: come ha potuto tacere o non prendere una posizione netta nei confronti di questi devastanti interventi di trasformazione dopo i fatti del 4 novembre 2011?conclude l’associazione – Il tacere del grande architetto si configura ancora più grave se si considera che è stato uno dei maggiori consulenti dell’urbanistica della scorsa amministrazione».

     

    Matteo Quadrone

  • Mangiacorta: prodotti tipici e passeggiate alla Maddalena

    Mangiacorta: prodotti tipici e passeggiate alla Maddalena

    PestoSabato 21 settembre, a chiusura della Mobility Week 2013, il quartiere genovese della Maddalena ospita la prima Mangiacorta italiana: un percorso enogastronomico in dieci tappe fra le principali botteghe storiche e attività commerciali del Sestiere.

    Per partecipare iscrizioni aperte fino a giovedì 19 settembre, al costo di 15 € per gli adulti e 10 € per i bambini, che si possono pagare presso Ristorante Glo Glo (piazza Lavagna), Oleoteca Le Gramole (Macelli di Soziglia), Mimì e Cocò Laboratorio artigianale (Piazza del Ferro), Salotto Creativo (via 4 Canti di San Francesco).

    I partecipanti saranno divisi in gruppi di 10 – 15 persone, con partenze ogni 10 minuti, e saranno accompagnati nel percorso enogastronomico da un socio dell’associazione Ama. Il percorso sarà arricchito da testi scritti appositamente dalla redazione di Era Superba.

    L’evento fa parte del ricco programma di MobilitiAMaCIV, una giornata a cura di Civ Maddalena – Associazione Abitanti MaddalenaYeast per riscoprire i caruggi degustando i prodotti dei commercianti del quartiere, che ogni giorno resistono contro la crisi e contro l’illegalità. Nel corso della giornata saranno anche presentati i primi esiti del progetto BikeRevolution, che propone l’utilizzo dei bassi come luoghi di deposito biciclette.

  • Commenda di Prè, abitanti e parrocchia finanziano l’arredo urbano

    Commenda di Prè, abitanti e parrocchia finanziano l’arredo urbano

    commenda-preA volte il recupero del decoro passa anche da gesti semplici ma concreti. È il caso degli arredi esterni –fioriere e cancelli – installati a protezione della chiesa inferiore di San Giovanni, nel sestriere di Prè, grazie ai fondi raccolti da parrocchiani e abitanti della zona.
    L’arredo, in realtà già parzialmente esistente, in passato è stato più volte danneggiato dal comportamento incivile di alcune persone – spesso in preda ai fumi dell’alcol – che abitualmente stazionano nei dintorni della Commenda, rappresentando da sempre una delle maggiori criticità sollevate dai residenti.

    «Adesso speriamo che anche il Comune voglia contribuire alla protezione del prezioso monumento medioevale proseguendo l’arredo urbano della zona – spiega l’Osservatorio dei comitati di PrèI cittadini continuano a metterci impegno e denaro. Speriamo che l’amministrazione voglia fare altrettanto per difendere e dunque valorizzare l’intera area di Prè».

    La difesa del decoro è un elemento fondamentale anche nell’ottica di un’espansione dei flussi turistici nel quartiere. Da qualche tempo, infatti, il Touring Club Italiano sta promuovendo l’apertura della chiesa inferiore di San Giovanni nelle giornate di venerdì e sabato, dalle ore 10 alle ore 18. E dopo aver visitato il Museo della Commenda (gestito dal Muma) sono numerosi i turisti che approfittano dell’occasione per visitare il complesso della chiesa di San Giovanni. La parte superiore, quella della parrocchia, è aperta stabilmente. La parte inferiore – riportata all’antico splendore grazie agli interventi di restauro eseguiti all’epoca del Giubileo – spesso ospita eventi organizzati dalle realtà associative di zona.

     

    Matteo Quadrone

  • A Genova in bicicletta: tutti gli eventi della Mobility Week

    A Genova in bicicletta: tutti gli eventi della Mobility Week

    teatri-duse-biciLunedì 16 settembre al via la Mobility Week 2013, una settimana di eventi in tutto il mondo dedicati alla mobilità sostenibile e al trasporto in bibicletta. Gli eventi di Genova hanno come cuore l’installazione di 30 nuove biciclette per il bike sharing nel centro città e di 800 nuove rastrelliere distribuite su tutto il territorio comunale.

    Passiamo ora al programma degli eventi. In piazza De Ferrari (Palazzo della Regione Liguria) da martedì 17 a venerdì 20 (e sabato 21 e domenica 22 a Palazzo Reale) è allestito il centro informativo Atelier della Mobilità, dove sarà anche possibile sottoscrivere l’abbonamento per bike sharing e/o car sharing e avere informazioni sui veicoli elettrici e i punti di ricarica in città.

    A Palazzo Ducale, presso il bar m.cafè, è allestita da lunedì 16 a sabato 21 la mostra Attraversamenti sul tema di pedonalità e ciclismo urbano a cura dell’associazione culturale Percorsi Magici.

    Martedì 17 settembre (ore 18) in Feltrinelli la presentazione del libro La bicicletta di bambù di Matteo Sametti, 8400 km percorsi tra deserti e montagne dell’Africa.

    Giovedì 19 settembre (ore 17) presso l’Atelier della Mobilità presentazione del progetto “La metropolitana a Genova per una mobilità sostenibile. La storia e le prospettive future”, a cura dell’Associazione Metrogenova, a cui seguirà un dibattito alla presenza dell’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Anna Dagnino.

    Venerdì 20 settembre (ore 10.30), presso l’Atelier della Mobilità, la Regione Liguria presenta il progetto “Sviluppo di reti ciclabili locali: i casi della bassa Val di Magra e della Valle Argentina”. Nella stessa giornata, tra le 8 e le 19, la Federazione Amici della Bicicletta propone il consueto appuntamento con Chi sceglie la bici merita un premio nel punto informativo di piazza Matteotti.

    Infine sabato 21 settembre Car free Day, con la chiusura al traffico di via Balbi (ore 14 – 24) e numerosi eventi promossi dai CIV. Tra le 15 e le 17 il “bici tour” del centro storico con biciclette di bike sharing, prova di scooter elettrici a cura de La Cruna e l’evento mobilitiAMACIV alla Maddalena.

    Vuoi scoprire tutti gli eventi di oggi e della settimana? Consulta la nostra agenda

    [foto di Diego Arbore]

  • To Russia with Love: anche a Genova il flash mob contro l’omofobia

    To Russia with Love: anche a Genova il flash mob contro l’omofobia

    unioni-civili-gay-prideDomenica 8 settembre anche Genova si unisce al flash mob internazionale Global Kiss-in: To Russia with Love, organizzato per manifestare il proprio dissenso alle leggi omofobe approvate la scorsa estate. L’evento si terrà in contemporanea in circa 50 città del mondo – nei pressi delle sedi delle rappresentanze diplomatiche russe – e sta raccogliendo numerose adesioni attraverso il passaparola sui social network e l’attivismo di associazioni quali Arcigay.

    Qual è il tema in oggetto? Lo scorso giugno il parlamento russo ha approvato una legge “contro la propaganda omosessuale”, ovvero un provvedimento che punisce con una multa o con la reclusione chiunque parli apertamente e positivamente di omosessualità in luoghi pubblici e in presenza di minori e chiunque organizzi eventi a sostegno dei diritti degli omosessuali e dei transessuali.

    L’appuntamento è per domenica alle 15 in via Oberdan, davanti alla sede del Consolato russo a Genova. Arcigay Approdo aderisce a questa manifestazione nazionale in collaborazione con il Segretariato Studenti di Medicina, che già lo scorso maggio aveva organizzato un flash mob in occasione della Giornata contro l’omofobia. Maggiori informazioni sull’evento si possono trovare su Twitter, utilizzando l’hashtag #Russia4Love.

    Marta Traverso

  • Favole per bambini personalizzate: il progetto di Anna Morchio

    Favole per bambini personalizzate: il progetto di Anna Morchio

    chicoloLe mamme leggono le favole ai loro bambini per farli addormentare: un concetto semplice, che ha riguardato la prima infanzia di quasi tutti noi. A volte, tuttavia, ci sono mamme che preferiscono non affidarsi ai vari Walt Disney, Fratelli Grimm e compagni, ma scelgono di inventare loro stesse le fiabe da raccontare.

    Il progetto creativo di Anna Morchio (grafica e creativa genovese) è iniziato così, come lei stessa ci racconta: «Ho due bambini e ho compreso fin da subito che il sistema più veloce per avere la loro attenzione e farmi ascoltare è raccontare storie: prediligo le fiabe inventate sul momento, come faceva mia madre con me, ricordo che narrava a me e mio fratello alcuni grandi capolavori della letteratura “riadattati” perché potessimo capirli. In seguito ho iniziato a scrivere alcune storie e a proporle agli editori: inizialmente non ho ricevuto risposte, poi una casa editrice mi ha proposto la prima pubblicazione. La scrittura mi è sembrato un buon metodo perché le storie che inventavo non andassero perdute, potessero rimanere conservate».

    Da qui nasce La Bottega delle Favole, un progetto che coniuga la narrativa per l’infanzia e le potenzialità del digitale. Le fiabe infatti vengono proposte in forma scritta (.pdf ed .epub, consultabili online o stampabili) e in .mp3. «Ho diversi amici che si sono offerti di illustrare, leggere o musicare le mie favole, o di aiutarmi a scriverne di nuove. Inoltre una mamma di origine canadese mi sta aiutando per la traduzione in inglese delle fiabe, così che possiamo offrire un servizio bilingue. La mia priorità al momento è ampliare la rete di contributi, soprattutto da parte di genitori che non vogliono veder perse le fiabe che raccontano ai propri figli. In secondo luogo sto sviluppando il filone parallelo delle fiabe personalizzate: uno dei miei primi esperimenti è stato con un’amica, a cui ho proposto di realizzare delle fiabe-bomboniere per i Sacramenti dei suoi figli – in sostituzione alle bomboniere tradizionali – con storie in cui loro stessi fossero i protagonisti. In seguito, grazie anche alla mia esperienza di allieva in corsi di improvvisazione teatrale, ho realizzato alcuni laboratori di inventafavole in cui gli stessi bambini contribuivano attivamente alla creazione delle fiabe. Ho per esempio partecipato al Nininfestival di Bogliasco e presto saranno online le fiabe lì prodotte».

    Il progetto futuro di Anna è di creare un’associazione dedicata all’espressività e creatività infantile: «Al momento è solo un’idea, ma insieme ad altre due mamme vogliamo attivare iniziative per i nostri figli e altri bambini. Siamo anzitutto alla ricerca di una sede, per questo teniamo sempre d’occhio le vostre inchieste sui beni immobiliari pubblici attualmente in disuso, per capire se ci può essere qualcosa attinente alle nostre possibilità».

    Le favole di Anna si possono consultare e acquistare sul suo sito web. Fino alla fine di settembre, chiunque contatti Anna per chiedere informazioni od offrire la propria collaborazione, avrà in promozione le prime 3 favole gratuitamente.

    Marta Traverso