Tag: quartieri di Genova

Tutte le notizie e gli aggiornamenti dai municipi di Genova, gli articoli e le inchieste. Per le segnalazioni dei cittadini redazione@erasuperba.it

  • Settembrata del Lagaccio: festa di quartiere per il diritto alla casa

    Settembrata del Lagaccio: festa di quartiere per il diritto alla casa

    centro-est-pre-lagaccio-oreginaIl diritto all’abitare, inteso nel duplice significato di “abitare una casa” e “abitare gli spazi pubblici”. Questo il tema al centro della terza Settembrata del Lagaccio, evento organizzato dalla Fratellanza Artigiana Genovese (società di mutuo soccorso attiva nel quartiere dal 1877) per creare momenti di aggregazione tra gli abitanti della zona.

    Come ci spiega Gilberto Marengo «la Fratellanza Artigiana Genovese, che nel tempo ha modificato più volte la propria destinazione d’uso, ritiene oggi prioritario tornare a parlare di “mutuo soccorso”, a seguito di una crisi economica che è anche crisi umana e delle relazioni. Il mutuo soccorso parte infatti dal creare momenti di aggregazione e al tempo stesso di sostegno a chi è in difficoltà, come le cene sociali in cui chi ha problemi economici può guadagnare qualcosa in cambio dell’aiuto in cucina. Nello specifico, la Settembrata si svolge come sempre nei giardini pubblici di via Sapri, riaperti due anni fa dal Comune dopo un lungo e costoso lavoro di ristrutturazione, avvenuto peraltro senza consultare la cittadinanza».

    Tre giorni di musica e specialità gastronomiche che avranno come protagonisti i savonesi Mgz (venerdì 6 settembre), il laboratorio Ri-percussioni sociali che oltre al proprio repertorio proporrà un omaggio a Fabrizio De Andrè (sabato 7 settembre) e il dj-set di Salvatore Fraccavento (domenica 8 settembre).

    Inoltre, non meno importante, per tutta la durata dell’evento saranno allestiti due sportelli informativi: uno sul tema del diritto alla casa, l’altro dedicato alle iniziative di Voglio la Gavoglio. Chiediamo dunque a Marengo alcuni dettagli su questi due ambiti così importanti: «Il Lagaccio è un quartiere con numerose case popolari, molte delle quali sono però sfitte o addirittura murate, quindi senza nessuno che le abita. Da tempo ci impegniamo affinché queste case vengano assegnate, ma i requisiti e i tempi di accesso sono molto macchinosi, ed è inoltre difficile stabilire chi ha la reale competenza sul tema tra gli uffici del Comune e di Arte (ex Istituti Case Popolari, ndr). Durante la Settembrata sarà presente uno sportello informativo in cui un legale potrà fornire informazioni di primo livello. Inoltre, poiché il concetto di “abitare” riguarda anche l’abitare il quartiere, ci sarà uno spazio informativo su Voglio la Gavoglio, per mantenere viva la battaglia politica e sociale del quartiere contro la speculazione che i privati vorrebbero attuare nell’ex caserma. Noi, come Fratellanza Artigiana, chiediamo che la Gavoglio sia restituita al quartiere con finalità sociali, a partire da ciò che gli abitanti stessi ritengono prioritario: luoghi di aggregazione, spazi per associazioni di volontariato, centri sociali e così via».

    L’appuntamento per chi desidera partecipare alla Settembrata è dunque tutti i pomeriggi / sera, a partire dalle 17, da venerdì 6 a sabato 8 settembre (leggi il programma completo) .

    Marta Traverso

  • Certosa: festa delle Librerie Indipendenti, cercasi adesioni

    Certosa: festa delle Librerie Indipendenti, cercasi adesioni

    libri-leggereSabato 7 settembre 2013 si svolgerà a Certosa (piazzale E. Guerra, alle spalle della biblioteca Cervetto) un evento dedicato alle librerie indipendenti di Genova.

    Si tratta della più importante iniziativa finora avviata dai gestori dell’omonima pagina Facebook, e che segue l’evento svoltosi lo scorso maggio alla biblioteca Berio che ha visto partecipare le librerie Finisterre, Libro+, Mastro Libraio e Sottosopra.

    La recente chiusura di Assolibro in via San Luca ha mostrato la grande partecipazione dei genovesi nel sostegno alle piccole attività commerciali e alla cultura: per questa ragione, i gestori della pagina Librerie Indipendenti e il Comitato Cittadini Certosa sono alla ricerca di librai, associazioni e volontari che vogliano contribuire per la buona riuscita dell’evento.

    Nel corso della giornata verranno organizzate letture per adulti e bambini, presentazioni di libri e laboratori creativo / didattici. Il ricavato delle vendite dei libri e della partecipazione ai laboratori sarà devoluto ad Associazione Pandora, centro antiviolenza attualmente ospitato in locali del Municipio Valpolcevera e che per mancanza di fondi rischia la chiusura il prossimo anno.

    Chiunque sia interessato può contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina Facebook “Librerie indipendenti Genova“.

  • Ceppions League: bambini di culture diverse uniti dal calcio

    Ceppions League: bambini di culture diverse uniti dal calcio

    sorriso-francescano-campo-calcioAl via oggi (lunedì 5 agosto 2013) la tredicesima edizione della Ceppions League, un torneo di calcio a 5 che vedrà scendere in campo 108 bambini di 8 diverse nazionalità: Italia, Romania, Marocco, Kenya, Tunisia, Egitto, Ecuador e Sri Lanka.

    Ogni giorno fino a mercoledì 14 agosto le squadre si affronteranno nel torneo: serate di festa che coinvolgono sia le famiglie – i genitori avranno il ruolo di arbitri e cucineranno per i momenti gastronomici – sia le associazioni di quartiere a partire da Consorzio Pianacci e Gruppo Sportivo Cep, che hanno organizzato il torneo con il contributo economico della Rete Let (Laboratori Educativi Territoriali) di Ponente.

    Ogni squadra sarà composta da bambini / ragazzi nati fra il 1995 e il 2005, divisi per fasce di età: le squadre dei più piccoli avranno per nome le vie del quartiere dedicate alla Resistenza (es. via della Benedicta, via Martiri del Turchino, etc); quelle dei più grandi hanno scelto per nome soci e volontari del Pianacci.

    Le iscrizioni al torneo sono gratuite e le partite si svolgeranno tra le 19 e le 22.

  • BikeRevolution: Maddalena, progetto per la mobilità sostenibile

    BikeRevolution: Maddalena, progetto per la mobilità sostenibile

    Biciletta a GenovaAbiti alla Maddalena? Conosci qualcuno che affitterebbe un fondo dove depositare delle bici? Quanto saresti disposto a spendere, al mese, per custodire la tua bici al sicuro?

    Queste sono alcune delle domande contenute nel questionario sulla mobilità sostenibile recentemente lanciato da Ama – Associazione Abitanti Maddalena in collaborazione con Yeast e Civ Maddalena. Un progetto nuovo, che insieme a molti altri sta contribuendo a far rivivere il quartiere. Sono due le finalità di questa prima fase: da un lato coinvolgere i cittadini tramite il questionario (soprattutto chi già si sposta abitualmente in bicicletta, e a Genova sono davvero tanti), dall’altro individuare proprietari di bassi disposti a concedere i locali per il deposito di biciclette.

    Così ci spiega Stefania Marongiu, ideatrice del progetto nonché membro di AMA e socia fondatrice di Yeast: «Vuole essere una “Revolution pedalante” che parte dagli stessi biker, ossia da noi e del nostro quartiere partendo dal problema che ci blocca maggiormente: portare la bicicletta a casa. Alla Maddalena molti palazzi sono senza ascensore e hanno molte rampe di scalini, spesso stretti. Nei portoni la bici non si può tenere, per strada ci sono pochissime rastrelliere e un alto rischio di furti o vandalismi. La soluzione sta nei “garage”: per questo abbiamo deciso di seguire una strada sostenibile, senza mega progetti degli o dagli enti locali. Abbiamo deciso di affittare in comunità alcuni bassi (ne abbiamo già individuati tre, stiamo trattando il prezzo e i lavori necessari), portando anche un beneficio indiretto: bassi affittati per scopi utili al quartiere e non tenuti chiusi o dati alla malavita. Partendo da un questionario vogliamo coinvolgere tutti e le idee di tutti, più bici ci saranno e meno costerà per tutti. A breve sarà operativa la “fase due”, su cui non anticipo nulla al momento ma che si chiamerà MobilitAMAci».

    bikeUna volta compilato il questionario (clicca qui per scaricarlo), la scheda va stampata e consegnata ai locali Glò Glò Bistrot (piazza Lavagna), Manena Hostel e Il salotto creativo (via ai 4 canti di San Francesco). Inoltre è possibile compilarlo direttamente online sul sito web di AMA.

    Nelle prossime settimane vi aggiorneremo sugli sviluppi futuri del progetto: in attesa, per qualunque informazione in merito, potete scrivere direttamente allo staff all’indirizzo bikerevolution.genova@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore – logo BikeRevolution a cura di Arkigena]

  • Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    voltri-passeggiataDa venerdì 26 a domenica 28 luglio 2013 l’associazione Ponente che balla animerà Genova Voltri per la sesta edizione festival TraVoltri dagli E20: si tratta di un’iniziativa che da alcuni anni si svolge in piazza Caduti Partigiani Voltresi, area che collega le vie interne del quartiere alla passeggiata a mare e che sarà oggetto di un’importante riqualificazione (leggi i dettagli del progetto su Era Superba).

    Il titolo di questa edizione è In-differenze, che pone dunque l’accento sul tema delle diversità: «Riteniamo che la diversità sia un valore per la societàAbbiamo preso spunto dall’attualità, dato che a Genova è stato approvato di recente il registro delle unioni civili – ci spiega Giorgio Puppo di Ponente che Balla – Il presidente della nostra Associazione è membro di Arcigay Approdo, pertanto abbiamo coinvolto l’associazione – insieme ad Agedo e Famiglie Arcobaleno – per uno dei dibattiti che si terranno durante l’evento. Più in generale, con “diversità” si può intendere qualsiasi realtà che crea modelli di vita e di sviluppo non convenzionali, anche per quanto riguarda la produzione e il consumo. Per esempio una delle associazioni con cui collaboriamo di più è Terra! Onlus».

    Il programma del Festival (leggi i dettagli in agenda eventi) prevede concerti a ingresso gratuito, apericena con specialità gastronomiche locali e momenti di dibattito: questi ultimi, a partire dalle 18, consistono rispettivamente in un confronto su unioni civili, matrimoni tra persone dello stesso sesso e omogenitorialità (sabato 27) e nel racconto di esperienze virtuose di consumo sostenibile e rispetto del territorio, fra cui la pesca-turismo (domenica 28). «Sono due temi distinti, ma non così lontani: la nostra società tende a proporre un’omologazione sia dei consumi, sia della vita sociale delle persone, generando spesso stereotipi e comportamenti basati su una scarsa informazione: lo scopo di questi due incontri è informare i cittadini sull’esistenza e l’operato di realtà del territorio e generare una discussione costruttiva, non polemica».

    In ultimo, ma non meno importante, l’obiettivo di Ponente che Balla attraverso questo evento è far conoscere Voltri ai genovesi: «uno dei nostri soci è architetto e ogni anno progetta un allestimento scenografico per decorare la piazza. In questo momento è un “non luogo”, utilizzato solo come passaggio ma che non offre alcun servizio ai cittadini: questi eventi costituiscono anche un modo per farla vivere e per ricordare la necessità di riqualificare lo spazio quanto prima»

    Marta Traverso

  • Maddalena: bando per locazione di immobili e attività culturali

    Maddalena: bando per locazione di immobili e attività culturali

    vicoli-centro-storico-edicolaA poche settimane dal rinnovato Patto per lo sviluppo della Maddalena vengono pubblicati, quasi in contemporanea, due bandi che riguardano il futuro del quartiere. Il primo, indetto dal Comune di Genova, ha per oggetto il finanziamento di progetti e interventi di carattere sociale e culturale. Il secondo, promosso da Ri.Genova Srl, riguarda la locazione di immobili a piano terra attualmente liberi.

    Osserviamo i bandi in dettaglio. Il Comune di Genova, in collaborazione con la Compagnia di San Paolo, è rivolto ad associazioni del terzo settore costituite da almeno sei mesi per svolgere un’attività che riguardi il Sestiere della Maddalena (delimitato tra via Garibaldi, via San Luca, via Orefici, via Macelli di Soziglia) ed eventualmente le aree limitrofe. Con “associazioni del terzo settore” si intendono associazioni culturali e di promozione sociale, associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, comitati, fondazioni, imprese sociali, cooperative sociali, consorzi di imprese senza fini di lucro. Non è indispensabile avere sede fisica o legale alla Maddalena, purché il progetto presentato abbia luogo nel quartiere e – requisito preferenziale – le associazioni si uniscano in partenariato.

    Il progetto dovrà avere durata compresa tra 12 e 18 mesi e riguardare uno dei seguenti ambiti:
    1. Affermazione della cultura della legalità;
    2. Utilizzo e presidio dello spazio pubblico;
    3. Società plurale e rafforzamento delle reti di servizio;
    4. Attrattività, curiosità,ricerca e innovazione

    Il Comune si impegna a finanziare 8/10 progetti per un ammontare complessivo di 90.000 € (ogni proponente può chiedere un finanziamento minimo di 5.000 €). La domanda e tutto il materiale necessario va inviata all’Archivio Generale del Comune di Genova – piazza Dante 10 entro le ore 12 del 30 settembre 2013.

    Il bando riguardante la locazione è invece legato a quattro locali liberi a piano terra rispettivamente siti in vico del Duca (60 mq), piazza Posta Vecchia (40 mq), via Maddalena (150 mq) e via Posta Vecchia (140 mq). Il bando è rivolto a persone fisiche o giuridiche, associazioni e società di persone, che vogliano realizzare in questi spazi attività funzionali al rinnovato Patto di Sviluppo e – in particolare – che valorizzino la connessione della Maddalena come via che unisce il Porto Antico di Genova e il polo museale di via Garibaldi. Sul sito web di Ri.Genova è possibile visualizzare la planimetria dei singoli locali. La manifestazione di interesse può essere inviata entro le 17.30 del 16 settembre 2013 a Ri.Genova via posta, mail o fax: i recapiti sono via Peschiera 16 – 16122 Genova; 010 8403339 – ri.genova@arred.it.

  • Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte CarregaIL PRECEDENTE

    4 novembre 2011: alluvione a Marassi e in Valbisagno, oltre al Rio Fereggiano esondano i torrenti che attraversano la zona di piazzale Adriatico, causando gravi danni. Un gruppo di abitanti del quartiere, insieme ad associazioni di volontariato, contribuisce ai lavori per ripulire la zona dal fango.

    Settembre 2012: il Comune di Genova presenta – nell’ambito del Piano delle città – una richiesta di finanziamenti europei per la messa in sicurezza del Bisagno e la riqualificazione della zona. In particolare si parla di un restringimento del letto del fiume in zona Gavette e dell’abbattimento di 5 ponti, tra i quali Ponte Carrega, allo scopo di creare una strada carrabile che favorisca l’accesso ai due centri commerciali di futura costruzione (ex Italcementi ed ex Officine Guglielmetti).

    Ottobre 2012: si costituisce l’Associazione Amici di Ponte Carrega, formata da alcuni dei volontari che un anno prima hanno collaborato al dopo-alluvione e che si pone come primo obiettivo una raccolta firme per scongiurare la demolizione del ponte.

    Dicembre 2012: oltre duemila firme vengono consegnate alla delegazione locale del Fai (Fondo Ambiente Italiano) a testimonianza dell’impegno dell’associazione per preservare lo storico ponte (costruito nel 1788) e opporsi alle iniziative di cementificazione del quartiere.

    Febbraio 2013: Ponte Carrega diventa Luogo del Cuore. Il progetto del Fai (avviato nel 2003) invita ogni anno i cittadini a segnalare i luoghi da loro più amati e dei quali ritengono importanti la tutela e la riqualificazione. Come ha scritto Fabrizio Spiniello  dell’associazione Amici di Ponte Carrega, inviando una mail alla nostra redazione, «su 10.173 monumenti segnalati al Fai il nostro ponte si è piazzato alla posizione numero 89. Nella classifica regionale è al quinto posto, mentre si piazza al primo posto assoluto nella classifica di Genova e provincia: questo è l’obiettivo più prestigioso che ci eravamo prefissati. In questo modo il nostro ponte può diventare tra i luoghi simbolo da proteggere e preservare anche per il Fai di Genova. Infine, la ciliegina sulla torta: nella classifica della categoria “ponti” il nostro si è classificato al secondo posto nazionale, davanti a “mostri sacri” come il Ponte Vecchio di Firenze, il Ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri di Venezia».

    IL PRESENTE
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    Venerdì 19 luglio 2013, nel programma del Festival teatrale dell’Antico Acquedotto, si svolgerà la presentazione alla città dei restauri di Ponte Carrega. Un’opera resa possibile grazie all’impegno dell’associazione, che in meno di un anno ha contribuito in larga misura a tenere alta l’attenzione sul quartiere, e al contributo di numerosi volontari. Come spiega Fabrizio Spiniello, «abbiamo chiesto al Municipio un mese per completare i lavori, ma abbiamo finito in 4 giorni. Il primo mattino si sono presentate circa 60 persone ad aiutarci, fra cui ragazzi degli Scout e dell’Acr e volontari che anche nel novembre 2011 hanno contribuito alla solidarietà di quartiere. Il Municipio ci ha fornito i permessi logistici, l’assicurazione e i materiali – guanti e pennelli – per lavorare. L’evento del 19 luglio sarà un momento di festa ma anche di denuncia, vogliamo far capire alla Civica Amministrazione che il territorio è nostro e vogliamo essere partecipi delle decisioni che lo riguardano. In merito alla costruzione dei due centri commerciali non è stata fatta alcuna consultazione popolare, se non una presentazione pubblica – lo scorso 11 luglio – dei progetti ormai già approvati. Progetti che si pongono in contraddizione con Agenda 21 (il programma per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile promulgato dall’Onu nel 1992, ndr) che ha visto la Valbisagno come progetto pilota per Genova: allora si parlava di valorizzazione delle aree verdi e dei luoghi storici come l’Antico Acquedotto, propositi che negli anni sono stati disattesi».

    Quello del 19 luglio è dunque un evento importante, ma al tempo stesso solo il punto di partenza per altre attività. L’associazione Amici di Ponte Carrega, oltre al prezioso contributo dei Fai, ha da subito coinvolto realtà locali e nazionali quali il Wwf ed enti di ricerca, con i quali a novembre 2013 organizzerà un convegno sul dissesto idrogeologico patrocinato da Wwf Italia: sede, programma e relatori sono ancora in via di definizione, ma si prevede anche il coinvolgimento di rappresentanti nazionali ed esteri, per confrontare la realtà genovese con quelle di altre nazioni. «Il nostro principale impegno è far capire che il dissesto idrogeologico si può risolvere in altri modi, che non prevedono il restringimento del letto del fiume né tantomeno la costruzione di nuove strade, ponti e centri commerciali». 

    Inoltre è attesa a giorni la risposta per la probabile futura sede dell’Associazione, una “casetta” di 300 mq di proprietà di Coopsette in salita Migliavacca: «Vorremmo renderla un’area di aggregazione aperta a tutta la cittadinanza, restituire al quartiere lo spazio verde che l’alluvione ha portato via e realizzare – per esempio – i progetti di orti urbani citati nel nostro manifesto costitutivo. Inoltre vorremmo che la casetta diventasse un polo di educazione ambientale e il punto di partenza per le escursioni al Parco delle Mura Orientali: un progetto che stiamo portando avanti con il Wwf e che vedrebbe coinvolti i forti Ratti, Richelieu e Santa Tecla. Ponte Carrega sarebbe, nella nostra ideale, l’ideale anello di congiunzione tra il Parco delle Mura Occidentali e il versante orientale».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    centro-est-preCi eravamo lasciati a gennaio 2012 con la notizia della firma appena avvenuta del Patto per Prè da parte dei quattro comitati di quartiere Vivi Gramsci, La voce di Pré, Via di Pré l’orgoglio di Genova, La coscienza di Zena, con l’ex sindaco Marta Vincenzi e l’allora Assessore Francesco Scidone. Ma ad un anno e mezzo esatto dalla firma, che ne è stato del Patto? Le proposte presentate sono state realizzate e lo spirito con cui è stata sottoscritta la convenzione è stato rispettato? Su suggerimento di un nostro lettore, siamo andati in Via Pré per parlare con Armando Gallone, membro del comitato di quartiere Via di Pré, orgoglio di Genova.

    All’epoca della firma dell’accordo (diventato poi effettivamente operativo nel marzo 2012), i presupposti erano buoni: da un lato, l’amministrazione comunale si impegnava per il rilancio del quartiere, coinvolgendo i cittadini in varie iniziative ed eventi pubblici, ed incentivando gli esercizi commerciali mediante sgravi fiscali e vantaggi economici a trasferirsi in zona, dando vita anche in questo quartiere al cosiddetto Incubatore di Imprese. Dall’altro lato, le associazioni si sarebbero dovute impegnare a preservare in buono stato e in sicurezza (prevista, ad esempio, anche la presenza di un presidio di polizia fisso) il quartiere e organizzare iniziative per incentivare la partecipazione da parte anche di quei genovesi che non frequentavano abitualmente la zona. Tra le altre cose, era prevista l’apertura su Via Pré dell’ingresso di Palazzo Reale e degli altri edifici storici, con un accordo con l’Università di Genova. E poi, i controlli nelle abitazioni per sconfiggere la piaga dell’abusivismo e per aiutare chi è costretto a vivere in condizioni di disagio. Addirittura erano stati messi nero su bianco 24 punti essenziali, parte integrante del programma dell’amministrazione.

    Il patto per Pré, un anno e mezzo dopo

    mercato-comunale-gramsci-preUna cosa è certa, è fallita l’iniziativa dell’incubatore di imprese (in poco più di un anno abbiamo visto scappare da via Pré dopo una strenua resistenza diversi presidi commerciali che negli ultimi anni si erano distinti e avevano svolto attività importante per il quartiere); e qual’è la situazione per quanto riguarda i restanti punti sottoscritti nel Patto? All’epoca della firma, Marie Noelle Vardi, portavoce del comitato Via di Pré l’orgoglio di Genova commentava la sottoscrizione con entusiasmo ma con altrettanta esasperazione: dal 2004 chi vive nel quartiere si batte per raggiungere uno stato più dignitoso, senza essere ascoltato.

    Vardi metteva la pulce nell’orecchio, facendo notare che la firma, dopo anni di battaglie, arrivava proprio a ridosso delle elezioni. Ed è la stessa Vardi che, interpellata oggi, preferisce non rilasciare dichiarazioni, sostenendo di essere “fuori dalla faccenda”. Strano: sembra che la delusione per l’esito del Patto per Pré sia tale che anche le associazioni all’epoca più attive si siano ritratte (come Via Prè – Orgoglio di Genova) e abbiano preferito piuttosto dedicarsi ad altre attività –culturali, sociali, ecc.-, allentando i rapporti con il mondo politico.

    Armando Gallone, membro della stessa associazione di Vardi, ce lo conferma, ma ci tiene anche a sottolineare quanto in realtà la situazione del quartiere non sia più così grave come anni fa: «Nel corso del tempo, dopo la firma del Patto, abbiamo perso un po’ di entusiasmo e ci siamo staccati, scegliendo di occuparci di arte, organizzazione di mostre, manifestazioni, cultura. Per quanto mi riguarda, faccio parte dell’associazione di quartiere da quando mi sono trasferito ad abitare nei pressi di Via Pré: in quanto membro delle forze dell’ordine, sono arrivato a Pré nel 2004, all’epoca in cui alcuni alloggi erano stati assegnati a polizia e carabinieri, con il compito di presidiare la zona. Risiedendo nel sestiere, compreso tra la Commenda e Piazza dello Statuto, posso parlare con maggior cognizione di causa per quello di cui faccio esperienza quotidianamente: a mio avviso, in questa zona oggi come oggi non ci sono gravi problematiche.
    La situazione è cambiata molto rispetto al 2004, quando sono arrivato qui. Tra 2004 e 2009, infatti, la criminalità era alta e la situazione piuttosto invivibile. Un vero disastro: le diverse etnie “in lotta” tra loro, il degrado urbano, la delinquenza, la circolazione di droghe erano alcuni dei problemi più gravi. Poi, dal 2010 –fino alla firma del Patto nel 2012- la situazione si è appianata e c’è stato un cambiamento: certo, il degrado persiste, in parte, ma Via Pré è ben vivibile e accogliente. Raramente si legge di fatti di cronaca come furti, scippi, omicidi, risse che si verificano in zona (e quando se ne legge sui giornali non bisogna dimenticare che in parte si tratta anche di “montature” mediatiche ed esagerazioni folkloristiche, per far leva sul cliché popolare che vuole il quartiere come criminale e pericoloso). La maggior parte delle volte, ad esempio, i fatti criminosi sono compiuti in Via Balbi, ma per estensione si attribuiscono all’adiacente Pré».

    pre«Oggi, dunque, la situazione appare abbastanza tranquilla e, se ci sono ancora problematiche, si tratta di elementi comuni al 90% delle città italiane e che rientrano nelle difficoltà di gestione proprie delle grandi città. Se la situazione sia migliorata proprio grazie alla firma del Patto, non saprei dirlo. Di certo è stato un segno di svolta importante per la zona, e anche l’impegno bilaterale di amministrazioni e associazioni è stato di sicuro di giovamento. A ben vedere, tuttavia, non sembra che il Patto in sé sia stato un fattore così altamente discriminante per la ripresa della zona: pochi dei punti previsti sono stati toccati ed attuati, e per lo più non in toto ma solo parzialmente. Ad esempio, il caso dell’apertura degli ingressi dei palazzi storici di Via Balbi: non c’è, se non saltuariamente, in occasione di mostre o eventi specifici. Il presidio militare: non c’è, e non potrebbe nemmeno esserci. Non avrebbe senso impiegare forze militari per presidiare una zona (a bassa densità criminale) in cui i crimini che si riscontrano sono di lieve entità. Il presidio era stato richiesto, all’epoca, dalle associazioni di quartiere, ma si capiva da subito che questa non era una strada praticabile: anche qualora le amministrazioni avessero accolto la richiesta, si sarebbero soltanto acuite le tensioni in zona».

    «Altro problema, il più importante, quello dell’abusivismo che, lungi dall’essere sconfitto, rappresenta una piaga per Pré. I controlli non vengono effettuati, se non su segnalazione da parte di privati, anche se tutti sono ormai a conoscenza della situazione. Qui si vive ancora nel degrado, con oltre 30 persone in appartamenti miseri e piccolissimi, ma nessuno sembra avere interesse a combattere questa pratica, perché farlo vorrebbe dire dover smuovere molte altre questioni di carattere sociale, ma anche economico e politico. Infine, oltre all’abusivismo abitativo, anche quello commerciale: molti locali che si presentano come –ad esempio- lavanderie o esercizi di altro tipo, celano retrobottega pieni di alcolici e generi alimentari, venduti di contrabbando, a danneggiare l’economia degli altri commercianti della zona. E soprattutto, da poco si è aperta una nuova questione: dopo la chiusura da parte del Comune del campo nomadi di Bolzaneto, si è deciso che alle persone di etnia rom saranno assegnati nuovi alloggi tra quelli comunali, nel centro storico. In Via Pré ci sono una serie di alloggi destinati a questo scopo, che saranno occupati dai rom già a partire dal mese di agosto. E questo, è un mio personale parere, non potrà che accrescere lo scompiglio».

     

    Elettra Antognetti

  • FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    Arte di Strada teatro attoriProsegue ancora oggi e domani – sabato 13 e domenica 14 luglio 2013 – il Festeatro di strada a Villa Bombrini: un evento curato dall’associazione Sarabanda in collaborazione con Società Per Cornigliano.

    In particolare nella serata di oggi (sabato 13 luglio) spettacolo musicale con Orchestra Cajon diretta da Marco Fadda e Marika Pellegrino (ore 21.15) e a seguire tutti gli artisti di FESTeatrodistrada sul palco per un Varietà esilarante (ore 22).

    Il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 5 €.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Constanza Rojas]

  • Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    vicini-di-reteÈ online da pochissimi giorni una pagina Facebook tutta genovese e dedicata (citiamo testualmente dalla descrizione) al «parlare, scambiare, mettere in comune competenze, per darsi una mano, chiedere consiglio e per vedere se qualcuno te lo presta». Si chiama Vicini di Rete e pubblica quotidianamente consigli su frutta e verdura di stagione, cibo e oggetti da barattare, produzione di cosmetici e detersivi fai da te.

    Gli iscritti sono al momento qualche decina, ma molto attivi nello scambiarsi opinioni e consigli: tra i primi articoli troviamo – per fare alcuni esempi – le istruzioni per autoprodurre detersivo da lavatrice, i consigli su quali verdure e fiori sono più adatti per l’orto casalingo, idee su prodotti da barattare.

    Si tratta di un’iniziativa tra l’online e l’offline molto simile ad altre già realizzate sul territorio, tra cui il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo. I potenziali destinatari sono persone che vivono nella stessa città (magari nello stesso quartiere), hanno interessi e stili di vita comuni e sono iscritte a Facebook. Si parte dal cliccare un mi piace sulla pagina, si cominciano a commentare e condividere i primi post e si finisce – spesso – a incontrare di persona gli altri iscritti, per un baratto o momenti conviviali decisi insieme.

    Un progetto interessante, che come tanti altri sembra avere l’obiettivo di esprimere il lato positivo dei social network: creare discussioni e occasioni di incontro che non siano solamente legate alla tastiera e allo schermo del pc o del tablet, ma fornire un ulteriore incentivo affinché le persone continuino a parlarsi e confrontarsi come è sempre avvenuto, ossia “di persona”.

    In attesa di vedere quali sviluppi prenderà questa pagina, chi ha uno stile di vita coerente con quello raccontato qui può già iscriversi a Vicini di rete e raccontare le proprie buone pratiche.

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

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    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    lagaccio, muro pericolante in vico 5 santiUn altro muro può crollare. Con queste parole Enrico Testino, promotore della rete Voglio la Gavoglio del quartiere Lagaccio e membro del Direttivo del Consorzio Pianacci, ha lanciato un allarme sul web per sensibilizzare le istituzioni su una questione che si trascina da ormai diversi anni.

    Dopo paura e disagi conseguenza del crollo in via Ventotene, i cittadini del quartiere vogliono evitare un nuovo cedimento, tra l’altro a pochi metri di distanza. Si tratta di un piccolo muro lungo circa 100 metri in vico chiuso dei 5 Santi, una strada stretta fra gli alti palazzi e compresa fra via Ponza e via Sapri. La situazione non è certo paragonabile alla gravità di quanto accaduto in via Ventotene, in cattive condizioni ci sarebbe infatti solo la parte alta e non l’intera parete di sostegno, ma la messa in sicurezza immediata eviterebbe di correre inutili rischi.

    «Un altro muro che può crollare – scrive Testino nella sua lettera aperta – anzi, già crollato in due punti. Sopra a dei giardini di abitazioni private. “Modello” via Dassori. C’è qualche scusa per chi non interviene? Sono convinto della buona fede di tutti ma è evidente… che qualcosa di grave sta accadendo nella gestione della città.» Testino prende infatti spunto da questo disagio per aprire ad una riflessione sul rapporto fra cittadinanza attiva e istituzioni.

    «Un muro che già 4 anni fa portammo, come gruppo di cittadini, all’attenzione degli Assessori di allora (oggi cambiati) e della pletora di tecnici comunali competenti (molti dei quali ancora, senza soluzione di continuità, sono oggi al lavoro in Comune) – racconta Testino – Nessuno dei referenti istituzionali di allora seppe porre rimedio al pericolo, pur con alcuni anni di lavoro davanti. Nessuno degli attuali amministratori ha saputo porci rimedio, pur con un anno di lavoro alle spalle».

    La lettera integrale “Scacco da matti”

     

  • Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    teatro-cargoIl Teatro Cargo sta per compiere vent’anni. La compagnia è infatti nata nel 1994 e dal 2002 ha sede nello spazio di piazza Odicini a Genova Voltri, animando il quartiere con spettacoli di alto livello, progetti teatrali e culturali esportati nel resto della città, in Italia e all’estero, e dal 2010 anche con la riqualificazione del Teatro di Villa Duchessa di Galliera. Un importante traguardo per il principale spazio culturale del Ponente cittadino, tuttavia oscurato da una situazione di degrado che al momento non trova spiragli di risoluzione.

    Riepiloghiamo. Lo scorso 19 giugno Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, comunica sul suo profilo Facebook il crollo del cornicione, pubblicando una foto della facciata (vedi immagine sotto) e un appello: «confidiamo che gli Enti Locali preposti ripristinino subito la sicurezza visto che abbiamo trovato uno sponsor che decora la (squallida) facciata e a settembre vorremmo inaugurare le nostre consuete attività».

    cargo Il cedimento, dovuto a infiltrazioni d’acqua presenti da molto tempo e mai riparate, rischia di compromettere la prossima e ventesima stagione teatrale del Cargo. Abbiamo contattato Laura Sicignano per conoscere gli sviluppi della situazione, a quasi un mese dall’accaduto: «Al momento nulla è stato risolto. Un privato si è offerto di mettere il cornicione in sicurezza ma la normativa lo vieta, in quanto ogni attività di manutenzione deve essere stabilita con una gara pubblica, non sarebbero possibili nemmeno prestazioni di volontariato. Secondo la Convenzione che abbiamo sottoscritto, è previsto che le opere di manutenzione straordinaria (come appunto la riparazione del cornicione e della facciata) siano a carico della Civica Amministrazione: i tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo, ma al momento non abbiamo comunicazioni ufficiali né sulle tempistiche né sulla natura degli interventi necessari. Se le infiltrazioni fossero state controllate prima, il lavoro sarebbe stato più semplice da gestire e meno oneroso: di fatto ora sarebbe necessario un lavoro strutturale, lungo e costoso, ma che non possiamo sostenere perché tra due mesi deve ripartire la stagione teatrale. L’urgenza di questi giorni è fare un “tappullo”, usando un’espressione genovese, più semplice ed economico e che ci dia la possibilità di riaprire senza ritardi. La presenza dei calcinacci davanti al teatro, con il passare dei giorni, sta peggiorando la situazione perché sporcizia e spazzatura si accumulano: un problema non solo per noi, ma per la Biblioteca che ha sede in piazza Odicini e per tutti coloro che abitano il quartiere».

    cargo2 La caduta del cornicione ha dunque interrotto il progetto di restauro della facciata, per il quale era già stato individuato lo sponsor (nell’immagine, pubblicata da Laura Sicignano su Facebook, il rendering del progetto): «Una Consigliera Comunale si è attivata e sta lavorando affinché la situazione venga risolta quanto prima, anche perché ci si avvicina ad agosto e ogni attività durante l’estate subisce rallentamenti. Noi, nel frattempo, stiamo lavorando come se dovessimo ripartire a settembre, anche se le difficoltà sono tante. Se il cornicione fosse crollato a Palazzo Tursi o in un teatro del centro, probabilmente sarebbe già stato riparato: noi prendiamo i soldi con il contagocce, mentre ad altre realtà cittadine sembra che tutto sia dovuto. I cittadini di Voltri sono elettori proprio come chi vive in altri quartieri, hanno gli stessi diritti, la periferia non deve essere un pretesto per considerare “cittadino di serie B” chi vi abita».

    La disparità nella ripartizione dei fondi è un problema sollevato da molte realtà teatrali genovesi, a partire da quelle indipendenti come Tilt, con una domanda spesso ricorrente: Perché produzioni e compagnie che ottengono riconoscimenti fuori Genova faticano a essere “profeti in patria”? Una questione che riguarda anche il Cargo: mentre la raccolta firme per Donne in guerra sta raccogliendo sempre più adesioni, lo spettacolo Scintille (scritto da Laura Sicignano, in scena domenica 14 luglio al Porto Antico) è stato selezionato per la quinta edizione di Face A Face – Parole d’Italia per le scene di Francia e il prossimo 19 settembre sarà rappresentato all’Istituto Italiano di Cultura di New York in occasione dell’anno della cultura italiana negli Stati Uniti.

    Marta Traverso

  • Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    centro-storico-vicoli-3“Abbandona la retta via, riscopri memoria storica, diversità culturale e spazi dimenticati”: questo il nome dell’evento che si svolgerà domani, 6 luglio 2013, a partire dalle ore 16, con ritrovo davanti alla cattedrale di San Lorenzo. Lungo tutta la giornata, una serie di eventi e iniziative, con un ricco programma. La provocazione a lasciare “la retta via” è stata lanciata dai ragazzi della Ex Latteria Occupata, al 39 rosso di Stradone Sant’Agostino, a due passi dalla Facoltà di Architettura. Il loro invito, quello di soffermarsi a guardare i tanti locali sfitti e gli spazi abbandonati che popolano il centro storico genovese, e di prendere atto che si tratta di un tesoro che noi tutti cittadini ignoriamo e di cui non siamo consapevoli.

    I ragazzi –in collaborazione con varie associazioni attive per il recupero del centro: Il Ce.Sto, Quick San Bernardo, Liberi Giardini di Babilonia, Il Pentolino– hanno in programma per domani una serie di eventi, in tour per le vie del centro. Si parte davanti alla cattedrale di San Lorenzo alle ore 16, con un laboratorio creativo per bambini organizzato dall’associazione Il Pentolino, per la creazione di strumenti musicali. Si prosegue alle 16.30 con la passeggiata vera e propria “alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati”: in questa occasione, i partecipanti –in protesta contro le ormai troppe saracinesche abbassate dei vicoli genovesi- ricopriranno le serrande con cartelloni bianchi e li coloreranno, con il coinvolgimento e l’aiuto da parte dei bambini. E ancora, tappa per la merenda alla chiesa di Santa Maria in Passione, con tanto di mostra fotografica sul passato del quartiere: in questa occasione, l’associazione Giardini di Babilonia cercherà di sensibilizzare riguardo al caso della chiesa di Santa Maria in Passione, altamente degradata e oggi inaccessibile a causa dei cancelli e sbarramenti di un vecchio cantiere, che ancora ostacolano la viabilità ma che, qualora rimossi, garantirebbero il passaggio, senza pregiudicare la sicurezza di visitatori e passanti. Ancora, la cena multietnica in Piazza Sarzano, un mix di sapori tra oriente e occidente, con un’altra mostra di foto storiche della piazza. La cena è organizzata dai ragazzi del VaD – Voce al Deledda, del liceo scientifico Deledda di Via Bertani che, composto da studenti di diverse nazionalità e varia provenienza, cercano di dimostrare come sia possibile e auspicabile un’unione armonica di varie culture, per arricchire e non dividere. Per finire, tanta musica e jam session organizzata dai ragazzi dell’Ex Latteria, aperto a tutti coloro che vogliono partecipare in qualità di musicisti o semplici ascoltatori.

    «All’inizio avevamo in programma di organizzare due giornate di eventi -così commentano i ragazzi- e di prolungare le iniziative anche a domenica 7 luglio, tuttavia, le altre associazioni della rete si sono viste costrette a rinunciare per il grande impegno che avrebbe significato. Noi abbiamo comunque mantenuto un programma anche per domenica pomeriggio. L’evento si chiama “E…state con la Latteria”: a partire dalle 16-16.30, fino alla sera, proponiamo laboratori di chitarra e tai chi all’aperto in Piazza Sarzano e in questa occasione dipingeremo anche le saracinesche della Latteria. Da mesi ci interroghiamo e confrontiamo sulle esigenze di chi vive il nostro quartiere, fatto di serrande abbassate, strade deserte e luoghi sfitti o abbandonati, ma anche di tante esperienze sociali che, nella loro quotidianità, agiscono in maniera indipendente e riempiono di cultura e socialità i propri contesti. Abbiamo deciso di percorrere un terreno comune, fare rete, agire insieme per prenderci cura dei nostri spazi»

    EX LATTERIA OCCUPATA 39 ROSSO

    latteria-occupata-sant-agostinoI ragazzi della Ex Latteria Occupata danno il buon esempio e provano a sensibilizzare la cittadinanza verso la riscoperta dei locali abbandonati della città, patrimonio sottovalutato. Da oltre un anno, un piccolo gruppo di quelli che oggi frequentano abitualmente il centro di Stradone Sant’Agostino ha deciso di insediarsi all’interno degli spazi del locale che storicamente ospitava la latteria di quartiere. Il fondo, ci raccontano, apparteneva originariamente e da oltre trent’anni all’Università di Genova, che però non lo valorizzava e non lo impiegava in nessun modo. Il 7 ottobre 2011, nel corso di una manifestazione studentesca, il primo nucleo di persone si è stabilito nel locali, dando vita al collettivo e iniziando l’autogestione degli spazi. L’iniziativa era voluta soprattutto per creare un punto di ritrovo e aggregazione giovanile “alternativo” nella zona, e per ridare lustro al locale, totalmente lasciato a se stesso. Nonostante le iniziali ritrosie dei proprietari (l’Università -inizialmente favorevole, dopo contraria- li aveva invitati a sgomberare e ad abbandonare lo spazio), oggi sono riusciti ad insediarsi stabilmente e con successo: lo dimostrano le numerose iniziative che organizzano (dai corsi di chitarra, a quelli di arti marziali, cineforum, mostre fotografiche, mercatino del libro usato per incentivare lo studio e l’autoformazione ecc., il tutto rigorosamente gratuito), l’attenzione, la popolarità e la buona nomea che si sono ormai guadagnati nel quartiere. Inoltre, il lavoro si sensibilizzazione civica tra i loro coetanei e l’attenzione per problemi di amministrazione e gestione degli spazi pubblici: sondando gli umori generali, ogni lunedì dalle 19.30 organizzano assemblee aperte a tutti per discutere dei cambiamenti di Sarzano e Sant’Agostino (dal ritardo sull’apertura del nuovo mercato, all’ipotesi ventilata di creare un parcheggio nella piazza), e non solo.

     

    Elettra Antognetti

     

    PROGRAMMA

    Ore 16: laboratorio creativo per bambini con costruzione di strumenti in piazza San Lorenzo, a cura dell’associazione Il Pentolino

    ore 16.30: partenza passeggiata nel centro storico alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati
    ore 18.30: merenda davanti la chiesa di Santa Maria in Passione con mostra fotografica sul passato del quartiere, a cura dell’associazione Giardini di Babilonia

    ore 20: in piazza Sarzano, cena multietnica tra oriente e occidente, con mostra fotografica e foto storiche della piazza, a cura di VaD – Voce al Deledda

    A seguire, jam session e serata musicale

  • Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    vigne-centro-storico-vicoliUn soggetto unico pronto ad instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni per il rilancio del centro storico. È il senso dell’iniziativa messa in atto da associazioni e comitati – tra le quali Associazione Centro Storico Est (Assest), Associazione L.Robotti S.Torpete, Massoero 2000, Osservatorio Prè-Gramsci, Assoutenti – riunitesi in una federazione aperta all’adesione di altre realtà del territorio. «Pensiamo che il centro storico, indipendentemente dalle singole specificità di ogni zona, sia accomunato da un problema generale – spiega Giancarlo Bertini di Assest – quello di non avere un piano complessivo per rilanciarlo». Insomma, è assente qualunque progetto, soprattutto a lungo termine. «Al contrario, si agisce solo con interventi estemporanei per risolvere le emergenze del momento – continua Bertini – così è nata l’idea di una federazione che raggruppi le varie realtà associative. Il gruppo è aperto a nuove adesioni, infatti, invitiamo i comitati della Maddalena e di altri quartieri ad unirsi a noi».

    La federazione, secondo i promotori, permetterà loro di confrontarsi con l’amministrazione presentandosi quale unico interlocutore, in modo tale da “pesare” di più nel dibattito pubblico sul futuro del centro storico. «Siamo convinti che alcune scelte siano dettate da interessi di lobby– sottolinea Bertini – le piccole associazioni contro queste importanti influenze possono fare ben poco. Così, forse, avremo maggiore voce in capitolo». Proponendo delle soluzioni per immaginare un centro storico vivibile, pulito e sicuro, che torni a dare lustro alla città. L’aspetto fondamentale è coniugare il diritto a sicurezza e vivibilità dei residenti con l’attenzione ai soggetti più deboli (dai senza dimora agli stranieri irregolari, ecc.), agendo sempre in una cornice di legalità e diritti per tutti.

    Nel documento stilato dalla neonata associazione sono numerosi gli spunti. «A proposito di bellezza occorre intervenire sul degrado. Riparare la pavimentazione ripristinando il selciato originale senza l’asfalto è possibile. Molte di tali brutture sono la conseguenza di lavori sulle infrastrutture. Il Comune si decida a risalire alle responsabilità, obbligando le imprese al ripristino». Per migliorare l’igiene, invece, serve una migliore organizzazione della gestione dei rifiuti che preveda il coinvolgimento attivo della comunità. «La raccolta differenziata porta a porta appare l’unico sistema efficace in grado di raggiungere in poco tempo su larga scala percentuali oltre il 70%».
    Le piazze devono essere liberate dalle automobili e utilizzate per attività culturali, ricreative, concerti e come punto di partenza delle visite guidate. In questo senso il patrimonio culturale storico-artistico rappresenta il volano principale. «È necessario favorire il turismo di qualità con la realizzazione di percorsi coadiuvati da supporto logistico, dall’estensione del wi-fi, da un rapporto diverso con i crocieristi che sbarcano a Genova. Occorre coinvolgere le numerose realtà del quartiere, pensiamo agli eventi di musica classica di Don Farinella, ai Mercoledì del Castello sulla storia di Genova, alla scuola di danza orientale, alla scuola di Cinema e recitazione, alla musica d’autore, alle manifestazioni organizzate alla Commenda di Prè dall’associazione amici dell’Oratorio, al progetto del museo della Stampa, ecc. Le piazze vanno frequentate e non solo transitate, così gli spazi deserti di piazza Caricamento possono divenire un ponte tra Expo e carruggi».

    Non poteva mancare un richiamo al diritto al riposo notturno, una delle maggiori criticità per i residenti. «A notte inoltrata le misurazioni del rumore nelle case (con finestre chiuse) effettuate negli ultimi due anni dall’apposito nucleo dei vigili urbani nelle zone interessate dalla movida ed elaborate di concerto con l’Università, raccontano una storia di superamento, e di molto, della soglia di interruzione del sonno (60dBA), dalle ore 23 alle 5 di mattina: una violazione della legge e del diritto primario all’integrità psicofisica. Saniamo l’emergenza: rinnoviamo la richiesta di chiusura al sabato alle ore 1,30, gli altri giorni alle ore 0,30, contestualmente alla presenza di vigili in funzione preventiva».
    Infine, a proposito di dialogo e condivisione «Bisogna estendere a tutto il centro storico i punti presenti nel Patto per Prè, del quale ribadiamo l’alto valore civile ed auspichiamo una piena e completa attuazione da parte della Giunta comunale. I contenuti richiamano al rispetto delle regole del vivere insieme come condizione della convivenza libera dall’assillo della paura. Rispetto della legalità e attenzione ai più deboli devono marciare di pari passo, senza sovrapporsi ai diritti dei cittadini residenti».
    La federazione invita l’amministrazione ad «Indire nuovi bandi per l’assegnazione dei locali comunali, senza preclusione per attività di somministrazione e ristorazione, purché sia salvaguardata la qualità degli esercizi commerciali di nuova apertura nell’area di Prè, ricercando il rispetto degli aspetti storico, architettonici e paesaggistici. Inoltre, si proceda con l’assegnazione degli alloggi comunali attualmente sfitti».

     

    Matteo Quadrone