Tag: quartieri di Genova

Tutte le notizie e gli aggiornamenti dai municipi di Genova, gli articoli e le inchieste. Per le segnalazioni dei cittadini redazione@erasuperba.it

  • Museo Viadelcampo29rosso: visite guidate nel centro storico

    Museo Viadelcampo29rosso: visite guidate nel centro storico

    Via Del Campo De AndrèNell’ambito della rassegna Genova in Blu, il museo Viadelcampo29rosso dedicato a De Andrè e ai cantautori genovesi organizza due visite guidate nel centro storico, Questi posti davanti al mare e Fabrizio e le altre storie.

    Il primo, è un percorso per scoprire l’essenza più profonda e poetica della città; una visita guidata nella città vecchia sui luoghi dei cantautori e approfondimento tematico con uscita in barca a vela, occasione per offrire una nuova ed originale chiave di lettura della città, vista dal mare.

    Durata 3 ore circa. In caso di maltempo sarà effettuata la sola visita a piedi del Centro Storico, al costo di 12 euro a persona (0-12 anni gratuito). Il costo totale è invece di 25 euro intero, 13 ridotto.

    La seconda, è una visita accompagnata gratuita alla casa dei cantautori genovesi, approfondimenti sulla collezione di strumenti e memorabilia conservata in museo, aneddoti, curiosità e filmati sul tema “Faber e il mare”.

    Informazioni e prenotazioni: 010.247.40.64 info@viadelcampo29rosso.com

  • Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    via-praSabato pomeriggio circa 400 persone si sono ritrovate in Piazza Sciesa a Prà per iniziare un nuovo percorso di partecipazione attiva promosso dal Comitato per Prà, dopo l’ennesimo tentativo di instaurare un confronto franco con le istituzioni locali che, ancora una volta, si sono rivelate incapaci di dare risposte concrete alle popolazione del quartiere ponentino. «Lo scopo della manifestazione era quello di richiamare l’attenzione dei residenti di Prà – racconta Nicola Montese, portavoce del comitato – ma in generale di tutto il Ponente, un territorio da anni in sofferenza a causa di problemi endemici mai affrontati con il giusto piglio dalla politica. Quindi, vista la totale non rappresentanza dei “finti politicanti” che siedono in Comune e Municipio, tutti dobbiamo sentirci coinvolti dandoci da fare in prima persona senza più delegare a nessuno le nostre istanze. C’erano circa 400 persone ma per quanto mi riguarda avrei voluto vedere l’intera Prà in piazza. Dobbiamo attivarci concretamente se vogliamo migliorare la vivibilità del quartiere. La nostra è un’iniziativa assolutamente apartitica e apolitica. Non ci servono investiture di alcun genere, anzi proprio il fatto di non essere allineati ci rende particolarmente fastidiosi».

    Il sentimento principale che emerge dai racconti del comitato è incredulità mista a rabbia di fronte a situazioni che si stanno trasformando in vere e proprie emergenze sociali. «A Prà c’è un gravissimo problema di sicurezza – spiega Montese – Parlo dell’insediamento abusivo che ospita una cinquantina di famiglie di senza dimora sulla Fascia di Rispetto, in zona isola ecologica. L’aumento dei furti e di altri atti di micro delinquenza alimentano la paura e di conseguenza anche le tensioni». Sabato è partita una raccolta firme spontanea che ha raccolto l’adesione di numerosi residenti. «È una questione che sentiamo bruciare sulla pelle – sottolinea Montese – ma le istituzioni si sono dimostrate irresponsabili perché finora non si sono adoperate seriamente per trovare una soluzione alternativa che coniughi il rispetto dei diritti fondamentali di tutti, cittadini e senza dimora». Anche perché, sommando disagio su disagio, il risultato è un inevitabile aumento della conflittualità con il rischio di scivolare velocemente in una guerra fra poveri, terreno fertile per l’insorgere di pericolosi rigurgiti razzisti che è necessario prevenire prima che sia troppo tardi.

    A destare sconcerto sono anche le decisioni assunte in merito al famoso progetto POR. «Una gestione che definire vergognosa è fin troppo poco – accusa Montese – I rappresentanti politici ci hanno deluso completamente. Hanno tenuto in piedi un finto tavolo per lavarsi la coscienza affermando sui giornali di aver garantito la partecipazione dei residenti. Adesso è prevista la realizzazione di 4 corsie che separeranno fisicamente l’abitato del quartiere dalla Fascia di Rispetto: un’autostrada urbana che nessun cittadino praese vuole. La domanda che poniamo all’amministrazione comunale è semplice: a cosa serve 1 km a 4 corsie per ritrovarsi con due “imbuti” nei pressi di Pegli e Voltri? Il risultato sarà un’ulteriore complicazione della viabilità nelle tre delegazioni ponentine».

    Il comitato mette sotto accusa il ruolo del Municipio Ponente che «Segue le direttive provenienti dai piani alti mentre, invece, dovrebbe prendere una posizione chiara in difesa degli interessi del territorio e dei suoi abitanti – spiega Montese – Lo stesso presidente, Mauro Avvenente, agisce solo in termini di consenso elettorale. “Ci hanno votato in tanti”, afferma, provando a stoppare sul nascere qualunque critica al suo operato. Ma Prà non si amministra soltanto con i voti, occorre della buona politica, merce rara di questi tempi».
    Insomma, i rapporti con le istituzioni locali sono ormai glaciali «Era inevitabile visto il loro comportamento – continua Montese – per quanto riguarda l’insediamento abusivo sulla Fascia di Rispetto le risposte sono state colpevolmente evasive. “Ne abbiamo preso atto” e “abbiamo scritto a chi di dovere”, sono le formule vuote utilizzate da Municipio e Comune. Anche l’associazione “Prà viva”, responsabile della gestione di quelle aree, dovrebbe sollecitare un intervento adeguato, sennò è meglio che si faccia da parte».
    Il Ponente, secondo il comitato, è diventato il luogo ideale dove nascondere le magagne della città, in particolare negli ultimi tempi «Tanto qui si può contare su un’appartenenza politica radicata da molti anni – sottolinea Montese – Alcuni elettori, infatti, sembrano avere gli occhi foderati di prosciutto e continuano a dare il loro consenso a personaggi di una presunta sinistra che in realtà rispondono solo ad interessi particolari e di partito».
    La parola d’ordine della manifestazione di sabato scorso è «Se vogliamo cambiare le cose, tutti insieme dobbiamo farlo – conclude Montese – Per iniziare ci siamo dati due appuntamenti precisi: Lunedì 7 ottobre organizzeremo dei gruppi di lavoro, composti da cittadini attivi, individuando una lista di priorità tra le numerose tematiche di nostro interesse; infine, il 20 ottobre partiremo con la prima giornata di pulizia dei giardini Capponi nell’area ex Elah di via Cordanieri».

     

    Matteo Quadrone

  • Via Cantore, ex Gallino: ancora incerti i tempi per il centro anziani

    Via Cantore, ex Gallino: ancora incerti i tempi per il centro anziani

    ex-biblioteca-gallino-sampierdarenaL’ex biblioteca Gallino è un complesso in disuso che si affaccia sulla centrale Via Cantore a Sampierdarena, destinato da tempo (la fine dei lavori era inizialmente prevista per dicembre 2011) ad ospitare un centro per gli anziani: si tratta di uno degli interventi contemplati nel Programma Integrato POR-FESR per il quartiere, per il quale sono stati stanziati complessivamente 12 milioni di euro da parte di Regione e Fondo europeo. Gli interventi, nel complesso, sono partiti nel 2007 e sarebbero dovuti essere tutti conclusi entro il 2013: alcuni, come la manutenzione di Via Cantore, sono stati portati a termine tempo fa con successo; altri, come l’ascensore che collega la stessa Via Cantore a Villa Scassi, sono in alto mare. Ormai al termine delle scadenze prefissate, con #EraOnTheRoad siamo andati a vedere a che punto è la riqualificazione della ex Gallino.

     

    Il progetto

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    In Via Cantore è previsto un intervento di trasformazione dell’edificio in centro diurno di aggregazione per gli anziani, con dotazione di uno spazio didattico per l’avvicinamento agli strumenti informatici e di un luogo di ritrovo. Per gli interventi alla ex Gallino, iniziati nel maggio 2011, sono stati stanziati 400 mila euro, con fine lavori prevista entro 6 mesi dall’apertura del cantiere. Non riuscendo a rispettare gli iniziali termini, da ultimo la fine dei lavori era stata prevista per giugno 2013. I tempi sono scaduti. Varie le vicissitudini: fallita la ditta esecutrice, i lavori sono stati proseguiti dall’impresa edile C.E.M.E. Di Pruzzo & C. S.a.S., con ulteriori rallentamenti. Prima, gli stessi locali ospitavano la già menzionata biblioteca Gallino, oggi in Via Buranello, poi il Centro Culturale Nicolò Barabino.

     

    Lo stato attuale

    Sampierdarena, via CantoreDalla ditta C.E.M.E. Di Pruzzo & C. ci raccontano che i lavori alla ex Gallino sono ormai conclusi: «Per quanto riguarda le nostre competenze (impianti elettrici, allaccio acqua e gas, ecc.), i lavori nel lotto che ci è stato assegnato volgeranno al termine a giorni. Tuttavia il cantiere resta inaccessibile e non sappiamo come e in quali tempi l’Amministrazione Civica deciderà di procedere».

    L’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, di concerto con il Municipio Centro Ovest, conferma la volontà di portare a termine il progetto pur tergiversando sui tempi: «Vogliamo offrire risposte  di inclusione sociale agli anziani del quartiere, considerando che la fascia della popolazione 41/64 rappresenta il  36,4% della popolazione complessiva, quella ultra65 è il 24,2%, i bisogni sono in continuo aumento. Il progetto, finalizzato all’inclusione sociale, prevede che venga adeguata l’accessibilità all’immobile con inserimento di un ascensore, superamento delle barriere architettoniche e realizzazione di uno spazio didattico (sala computer). Le iniziali situazioni strutturali non previste e soprattutto il fallimento della ditta hanno fatto scivolare la data della conclusione  dei lavori. Oggi la civica amministrazione  conferma l’ intenzione  che tale intervento sia più velocemente possibile portato a termine».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Begato, nasce il comitato di quartiere a tutela dei residenti

    Begato, nasce il comitato di quartiere a tutela dei residenti

    Begato a Genovabegato paeseUno strumento di partecipazione che ancora mancava per far sentire la voce degli abitanti e alimentare il loro coinvolgimento in merito alle problematiche di un territorio densamente popolato, con pochi spazi di socialità e sempre meno servizi pubblici (vedi la recente chiusura della farmacia comunale di via Linneo). Adesso la lacuna è stata colmata grazie alla nascita del “Comitato di Quartiere Linneo, Begato & Dintorni”, un contenitore – apartitico e apolitico – destinato a raccogliere le esigenze della cittadinanza residente nel comprensorio di Begato, in Val Polcevera, lato Val Torbella, dunque l’intera zona popolare nota come “Cige”.

    «Chiediamo a tutti i cittadini di buona volontà di occuparsi assai meno di sterili polemiche interne e molto più di quello che facciamo per tutti noi, insieme – si legge nelle note costitutive della nuova realtà associativa – Iniziamo a costruire qualcosa di valido. Concentriamoci sulle nostre battaglie, abbiamo bisogno di persone che si dedichino volontariamente a migliorare il luogo in cui vivono, quindi anche per se stessi e la propria famiglia». Così Angelo Di Fede, promotore del comitato, chiama a raccolta i residenti nei civici (di E.R.P. e privata) di via P. N. Cambiaso (a partire dalla Chiesa di San Giovanni Battista fino a Begato paese), via Linneo, via Respighi, via Bach, via Mozart, via Wagner, via Pergolesi, via Albinoni, via Cherubini, via Fermi, via Berlioz, via Kasman, via ai Pini di Rivarolo, via alla Costa di Begato e dintorni.

    «L’idea del comitato nasce proprio dal fatto che in zona era assente un soggetto del genere – racconta Di Fede – E visto che se ne sentiva la mancanza ho deciso di provare a coinvolgere i miei concittadini. Da questa parte della vallata esistono soltanto un comitato specifico di via Ravel e delle associazioni di genitori che si occupano soprattutto di questioni legate alla scuola. Oggi, con questa iniziativa, speriamo di colmare il deficit di partecipazione».

    La finalità principale del comitato è la tutela dei diritti civili ed ambientali del quartiere, nonché quella di «Studiare e risolvere, attraverso la creazione di gruppi di lavoro ad hoc, d’intesa e con il contributo dell’amministrazione comunale, tutti quei problemi riguardanti: l’espansione del quartiere; l’assetto urbanistico, ambientale e artistico; la tutela dell’igiene e della sanità pubblica; la promozione e la realizzazione dell’attività sportiva e ricreativa; lo sviluppo culturale, quale l’accrescimento dei principi di uguaglianza, la promozione e sviluppo di tematiche formative ed educative; la promozione e l’incentivo del trasporto pubblico; preservare la sicurezza pubblica e sociale; la promozione di tutte le attività che abbiano le finalità sociali, solidali e assistenziali per i residenti».

    «La prima serata di incontro si è svolta la settimana scorsa grazie al passaparola e alla capillare affissione di manifesti informativi nelle vie interessate – spiega Di Fede – La Parrocchia Santa Croce Maria Ausiliatrice di via Albinoni, che ha dato il suo patrocinio a sostegno del comitato, ci ha concesso di usufruire degli spazi dell’oratorio. In un periodo in cui le persone appaiono sempre più scorate e di conseguenza refrattarie ad ogni forma di partecipazione, sono rimasto positivamente impressionato dal coinvolgimento dei residenti. Adesso possiamo dire di aver iniziato un percorso che proseguirà con altri incontri nelle prossime settimane».

     

    Matteo Quadrone

  • Vivere Santa Brigida: il bilancio a sette anni dalla nascita del consorzio

    Vivere Santa Brigida: il bilancio a sette anni dalla nascita del consorzio

    Piazza dei Truogoli di Santa BrigidaVivere Santa Brigida è un consorzio che riunisce i titolari delle 5 attività commerciali che si affacciano sulla omonima Piazza dei Truogoli di Santa Brigida, tra via Prè e Via Balbi. Nato nel 2005-2006, il consorzio è stato fondato allo scopo di creare un sistema di esercizi commerciali virtuosi, in grado di contrastare l’allontanamento dei cittadini dal centro storico. Esso è gestito dai titolari degli esercizi della piazza che, dopo aver partecipato ad un bando comunale per l’assegnazione dei locali di Santa Brigida, si sono riuniti e hanno dato il via a una serie di iniziative culturali e di intrattenimento, per salvare la storica piazzetta dal degrado e per valorizzarla al meglio.

    In base alle disposizioni del bando comunale, gli interessati avrebbero potuto prendere in gestione gli esercizi – allora deserti e scarni -, installarvi un proprio negozio e andare a costituire una società consortile con gli altri commercianti della piazza: si trattata di un’iniziativa disposta dall’ex Incubatore di Imprese, con il quale si era tentato di ridare vita al sestiere di Prè. I negozianti che decidevano di trasferirsi in zona ricevevano sovvenzioni dal Comune e godevano di particolari benefici. Fallito in Via Prè, i frutti dell’Incubatore si raccolgono ancora in Santa Brigida. Qui, lo scopo era promuovere la zona e invogliare giovani e meno giovani a riscoprire la bella location di Piazza dei Truogoli: da cineforum, a presentazioni di libri e mostre di pittura. Tutti i membri condividono il comune progetto di riqualificazione dell’area, iniziato anni fa dall’Amministrazione genovese ma, a detta loro, non ancora compiuto fino in fondo.

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    Al tempo della sua costituzione, le attività aderenti erano 7: il negozio di dischi e vinili Disco Club, la libreria di viaggio Finisterre, l’ottica Sessarego, il ristorante I 2 Truogoli, il negozio di outdoor Boni Sport, il negozietto di tè e cioccolate pregiate Muma e il laboratorio di fotografia e scultura Làbora. Nel tempo, le attività originarie sono uscite dal consorzio perché costrette a chiudere, ma al loro posto ne sono subentrate altre, così che oggi il consorzio è costituito da un totale di 5 esercizi. Questi si sono attivati per dare il via a una serie di iniziative di stampo diverso, a seconda degli interessi e delle competenze: da un paio d’anni è in corso la manifestazione Cinetruogoli, un cineforum all’aperto all’interno della piazza, con la proiezione di film d’autore, datati e più recenti. Ma non mancano nemmeno le mostre d’arte, esposizioni fotografiche e le presentazioni di libri, organizzate da Finisterre. In passato, il consorzio è riuscito a far arrivare a Santa Brigida anche personaggi degni di nota come Quentin Blake, illustratore di libri per bambini, famoso per le sue collaborazioni con Roal Dahl e Bianca Pitzorno.

    «Dapprima le sovvenzioni comunali, anche in base a quanto disposto dal bando, erano più ingenti – raccontano i commercianti di Santa Brigida – Si puntava sulla riqualificazione di Prè. Nel tempo, poi, sono andate diminuendo, anche perché l’Amministrazione si è concentrata su altri obiettivi, come la Maddalena. Da 7 anni costituiamo un presidio nella piazza per mantenere vivo un angolo di città: quando abbiamo iniziato, i locali erano a nudo, a “scatola chiusa”, ed era difficile capire come sarebbero diventati una volta ultimati i lavori di finitura e tutto il resto. Alcuni di noi hanno avuto problemi perché i locali si sono rivelati particolarmente umidi e soggetti ad allagamenti (fino a 7 in 7 anni in un unico esercizio!)»

    Dopo sette anni qual è il bilancio dell’iniziativa? Mentre sulla carta questa esperienza sembrava piena di buone potenzialità, nei fatti la situazione si è rivelata piena di problematiche e ostacoli. Quando hanno deciso di prendere in gestione i locali, i commercianti confidavano nel fatto che, grazie alla particolarità e bellezza della location e contando sulle sovvenzioni comunali, sarebbero riusciti a dare una svolta allo stallo in cui versava la zona. Presto, però, sono arrivati i problemi: intanto, l’inasprirsi della crisi economica, che non favorisce il commercio; poi, i pregiudizi sul quartiere, ancora radicati in molti genovesi e che spesso non vengono smentiti da chi di competenza; infine, l’aiuto economico da parte dell’Amministrazione, che è andato scemando.

    «Ci siamo buttati in questa esperienza, ma è più difficile di quel che pensavamo. Continuiamo a lavorare per dare lustro alla suggestiva piazza, mantenendo una media di presenza sulla piazza decisamente maggiore rispetto alla contigua ma meno fortunata Via Prè. Tuttavia ci dobbiamo scontrare con la scarsa tolleranza dei residenti, che si lamentano per nostre iniziative troppo “rumorose” (come i Jazz-apertivi di qualche anno fa, in collaborazione con il Count Basie, costretti a chiudere) e con le reticenze di molti genovesi, per cui il centro storico finisce con Porta dei Vacca e non si spingono fino a Prè. Per molti è una zona pericolosa, ma io che ci vivo da anni posso sconfessare questo pregiudizio. Per altri, invece, è priva di attrattiva: Prè, Balbi, Gramsci sono considerate poco invitanti perché prive di bei negozi, ma c’è molto altro da vedere qui. Soprattutto, quel che non ci aiuta è la scarsa attenzione dell’Amministrazione: da anni sentiamo ripetere che sarà fatta una nuova segnaletica che colleghi Museo del Mare, Commenda di Prè e Castello d’Albertis, attraverso Piazza dei Truogoli, ma non si è visto ancora niente del genere. Soffriamo questa situazione di abbandono».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Villa Pallavicini di Pegli: cantieri aperti al pubblico nei weekend

    Villa Pallavicini di Pegli: cantieri aperti al pubblico nei weekend

    Villa Pallavicini genova PegliEra Superba ha seguito in questi anni le vicende legate a Villa Pallavicini di Pegli, parco ottocentesco tra i più belli d’Italia.

    Nell’agosto 2012 avevamo documentato la scarsa manutenzione del parco, edifici e percorsi inacessibili, atti di vandalismo e una situazione di degrado inaccettabile.

    Nel 2013 la situazione si è sbloccata, il progetto di restauro del parco è stato affidato allo studio Ghigino grazie a un’estensione dei finanziamenti “residui” delle opere Colombiane del 1992; gli interventi interessano sia gli otto ettari del giardino che alcuni degli edifici: il tempio di Flora, il Castello e il Mausoleo del Capitano, il Chiosco Turco, il Ponte romano, la Pagoda cinese.

    I lavori termineranno presumibilmente entro la prima metà del 2014 e per esigenze operative del cantiere si è deciso di chiudere il parco al pubblico sino al loro termine.

    Nel frattempo, l’associazione Amici di Villa Durazzo Pallavicini e i tecnici che hanno curato il restauro del parco organizzeranno delle visite guidate tutti i weekend a partire dal 28-29 settembre fino a giugno 2014. Si tratterà di visite specialistiche ai cantieri durante le quali i visitatori potranno comprendere le logiche del progetto di restauro e della sua realizzazione in itinere.

    Il ricavato dall’iniziativa verrà utilizzato dall’associazione per l’allestimento floreale del giardino e del viridario di Flora che sarà predisposto per l’inaugurazione del parco.

    Per prenotazioni ed informazioni sulle visite guidate è necessario contattare l’associazione all’indirizzo email: amicivillapallavicini@gmail.com oppure ai numeri: +393403020612 +393285878644

     

    [foto Daniele Orlandi]

  • Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    multedo_tirGli abitanti del quartiere ponentino di Multedo non devono fare i conti soltanto con le grandi servitù – i depositi Carmagnani e Superba, il Porto Petroli – ma pure con un’altra storica criticità che desta preoccupazione per la sicurezza pubblica. Si tratta dello svincolo autostradale – soluzione definita “provvisoria” da ormai 50 anni – dal quale transitano circa 15 mila veicoli al giorno (tra auto e mezzi pesanti) a pochi centimetri da case, scuole e impianti sportivi.
    «Abbiamo contattato tutte le istituzioni, anche il Prefetto di Genova, per cercare una soluzione al problema – racconta Enrico Opisso del Comitato per Multedo (pagina facebook Quelli per Multedo) – Nessuno, però, ci ha mai risposto e allora la scorsa settimana siamo scesi in strada per fare una “passeggiata” e rallentare il traffico all’uscita dello sbocco autostradale. Venerdì 27 settembre ripeteremo la manifestazione perché questo è l’unico modo per far sentire la nostra voce».

    I residenti chiedono semplicemente di poter uscire dalle loro abitazioni con maggiore tranquillità «Senza trovare i camion, parliamo di autoarticolati lunghi 13 metri, di traverso o addirittura contromano, costretti ad eseguire le manovre in spazi troppo stretti», sottolinea Opisso. L’uscita del casello, infatti, consiste in una stretta serpentina tra i palazzi, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico – in particolare gravante su via Reggio – che peggiora la qualità della vita nella zona.
    La soluzione definitiva sarebbe una sola: quella di eliminare l’attuale svincolo realizzando un collegamento diretto tra il casello autostradale e l’Aurelia. Ma la strada dovrebbe passare sopra al terreno dove oggi si trova la Carmagnani e dunque – fin quando la delocalizzazione dell’azienda non tornerà ad essere argomento di attualità – tale ipotesi rimane chiusa nel libro dei sogni.
    «Noi siamo disposti ad accogliere anche una soluzione parziale che, però, sia in grado di fornire una risposta concreta – spiega il portavoce del Comitato – Ad esempio pensiamo ad una riduzione del traffico di mezzi pesanti, magari attraverso una limitazione oraria». Il Comitato ricorda come nella via parallela a via Reggio sia ubicata una scuola elementare frequentata dai bambini del quartiere. Inoltre, anche per raggiungere la scuola media di Pegli, studenti e genitori devono per forza di cose attraversare un incrocio particolarmente pericoloso.

    Senza dimenticare l’assenza di manutenzione ordinaria che inevitabilmente peggiora la situazione. «Non riusciamo ad ottenere neppure un’adeguata asfaltatura di via Reggio – continua Opisso – Dietro ci sarebbe una diatriba tra pubblico e privati sulle rispettive competenze. Questo tratto di strada non sarebbe di competenza di Autostrade per l’Italia ma neanche del Comune. Fatto sta che gli inquilini di diversi palazzi che si affacciano su via Reggio quando hanno realizzato l’allacciamento alle acque grigie hanno pagato la rottura di suolo pubblico. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarci di chi è la responsabilità della manutenzione». Altro esempio è il recente rifacimento della segnaletica orizzontale, realizzato su una carreggiata piena di buchi e tagli orizzontali, che inesorabilmente ricompaiono subito dopo che si è proceduto a quelli che sono semplici rattoppi.
    Per non parlare dei giardini pubblici adiacenti alla curva di via Reggio. «In passato società Autostrade e Comune avevano avanzato la proposta di un allargamento della curva a discapito di una fetta dei giardini “John Lennon” – ricorda il rappresentante del Comitato – Noi cittadini abbiamo detto di no perché questo spazio verde rappresenta una conquista che non vogliamo perdere». Inoltre, la riprofilatura della curva «Non avrebbe risolto completamente il problema che comunque permarrebbe nel tratto finale di Reggio dove c’è l’immissione sull’Aurelia, un tratto impossibile da allargare vista la presenza di numerose abitazioni adiacenti».

    Altre proposte alternative non sono mai state prese in considerazione. Eppure, l’ex assessore alla viabilità della Giunta Vincenzi, Simone Farello, nel 2010 – durante un’assemblea pubblica svoltasi a Multedo – aveva promesso di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico nelle ore diurne più critiche. «Noi questo studio non l’abbiamo visto – conclude Opisso – probabilmente non è stato neanche realizzato». La conferma arriva dal consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) che nel luglio 2012 aveva posto la questione dello svincolo autostradale di Multedo all’attenzione del consiglio comunale. «Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti e del famoso studio io non ho avuto più notizie. A distanza di un anno e mezzo dalla mia interrogazione mi spiace constatare che nulla si è mosso e gli abitanti del Multedo continuano a convivere con l’ennesima criticità del territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    sampierdarena-pacinotti-ex-enelA febbraio 2012 era stata approvata dalla giunta Vincenzi la proposta di riqualificazione dell’area ex Enel di Sampierdarena. Da anni in disuso, l’area (un “vuoto urbano” di 13 mila 500 mq) si trova a ridosso del complesso della Fiumara (non a caso il progetto prendeva il nome di “Fiumara bis”), tra Via Dondero, Via Pacinotti e Via Salucci. Stando al progetto, in 3 anni l’area inutilizzata sarebbe dovuta essere trasformata in un complesso con uffici, abitazioni, attività commerciali, una nuova scuola per 100 bambini, piazza pubblica e trasferimento del mercato di Via Salucci nei nuovi locali. Si trattava di un’operazione privata: proprietaria, la multinazionale italiana Duferco Sviluppo srl, che aveva acquisito l’area nel 2009 e successivamente avanzato il progetto, con inizio lavori previsto per metà 2012.

    Un progetto ampiamente pubblicizzato dall’allora Amministrazione: 850 mila euro di investimento, creazione di 350 nuovi posti di lavoro, la formazione di un’asse coi quartieri limitrofi e la coesione all’interno della stesso quartiere di Sampierdarena. Oggi però, a quasi due anni dall’approvazione del progetto, tutto è fermo: l’area è inaccessibile, presidiata da controlli; del cantiere, non c’è traccia. Siamo andati sul posto durante la tappa a Sampierdarena di #EraOnTheRoad. Cerchiamo di fare luce sulla questione.

    Il progetto

    ex enel Sampierdarena
    Il progetto (93 mila metri cubi in totale, con superficie scoperta di 25.850 mq e coperta 32.650 mq) prevede edifici realizzati con materiali e finiture a isolamento termico, e impianti ad alta efficienza: pompe di calore a scambio geotermico, pannelli fotovoltaici, copertura a “tetti verdi” assorbenti per recupero di acqua piovana, isola ecologica per la raccolta differenziata. Il complesso doveva estendersi in altezza fino a 42 metri (la metà delle torri Fiumara antistanti). Era inizialmente prevista anche una torre di 13 piani, per uffici. Sei le strutture totali, con scuola e autorimessa.

    Il progetto, annunciato il 29 gennaio 2012, come proposta inserita nel nuovo Puc, voleva colmare quello che dalle amministrazioni veniva definito un “vuoto urbano”, in una zona “degradata”, e portare a compimento il processo di trasformazione iniziato con la realizzazione del complesso Fiumara. Come detto, si tratta di una superficie privata, acquisita dalla genovese Duferco Sviluppo, gruppo che si occupa dell’erogazione di servizi immobiliari (oltre a “Sviluppo”, anche “Duferco Engineering”, per opere di impiantistica, e “Duferco Energia”, per la commercializzazione di energia elettrica e la realizzazione di impianti fotovoltaici e idroelettrici). Tra le caratteristiche del progetto: edilizia eco-sostenibile e impiego di materiali innovativi; parcheggi interrati; portici e nuova illuminazione; risparmio energetico e pannelli solari; alberi, percorsi pedonali, giardini pensili sui tetti degli edifici e verde pubblico (per cui erano previsti oneri di urbanizzazione) gestito direttamente dalla Duferco; superfici stradali permeabili; tante vetrate, a creare un collegamento sul piano urbano con Fiumara. L’intenzione era quella di “costruire sul costruito”, mantenendo la volumetria originaria: era prevista la realizzazione di 5 edifici di nuova costruzione e la ristrutturazione di uno preesistente, ad uso residenziale, direzionale e commerciale. Architetto progettista, Maurizio Varratta, di Pacinotti Complex Genova.

    La situazione attuale

    Oggi non è più Duferco Sviluppo a seguire le vicende del sito: il timone è passato nelle mani dell’altra branca del gruppo, Engineering. «Il progetto iniziale è stato bloccato e al momento non ci sono programmi specifici sull’area. È tutto fermo e non sappiamo se e quando la situazione cambierà -dicono da Duferco-. Il motivo di questo stallo? Le titubanze nei confronti di un investimento tanto ingente», di cui gli investitori non sembrano sicuri. Un importante passo indietro: si pensi che nel 2012 si parlava di un progetto in anticipo di 10-15 anni sui tempi. Tuttavia, avvisaglie di incertezza erano già nell’aria, tanto che da Duferco dicevano: «Oggi il mercato è difficile però siamo fiduciosi e i nostri dati ci confortano».

    Della stessa opinione anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bernini, che commenta:  «I rallentamenti sono di natura contingente, dovuti all’attuale situazione economica: con la bolla del mercato immobiliare non si vende, e gli investitori ci pensano due volte, ma questo non va a minare la natura innovativa del progetto. Questa non è l’unica situazione ferma, ce ne sono altre analoghe, che resteranno ferme fino al nuovo incremento della domanda».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

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  • Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    lagaccioUn centro polifunzionale dove gli stimoli positivi di un quartiere da sempre considerato periferico hanno l’opportunità di crescere e svilupparsi, coinvolgendo residenti e non in svariate attività, dallo sport alla meditazione orientale, dai corsi di canto, teatro e danza al sostegno psicologico e legale per le vittime del precariato. Parliamo del “Centro Polivalente Lagaccio” (C.P.L.), nato inizialmente con l’intento di ospitare dei servizi istituzionali di zona, a partire dal 2012, grazie all’accordo tra il Municipio I Centro-Est ed un comitato gestore composto da associazioni e soggetti del privato sociale – associazione Lingua Madre come ente capofila, Centro Servizi e Famiglie Centro Est, Cooperativa Sociale Lanza del Vasto, A.S.D. Cliantha ed associazione Genova Hockey 1980 – si è trasformato in un luogo di incontro e di confronto, in cui varie realtà associative usufruiscono degli spazi a titolo gratuito per restituire alla cittadinanza dei servizi alla persona (bambini, adulti, ragazzi e anziani) – di carattere ludico, sportivo, sociale, ricreativo e culturale – a costo zero.

     

    «Nel 2012 siamo diventati ente capofila del progetto “Centro Polivalente Lagaccio” che gestiamo insieme ad altre associazioni – racconta Vincenzo Palomba, presidente di Lingua Madre e consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Il Polivalente era stato pensato come centro dedicato a servizi istituzionali (distretto sociale e Laboratori educativi territoriali del Centro Est, distretto socio sanitario Centro dell’Asl 3). Ma il progetto stentava a decollare. La svolta è arrivata quando il Comune ha compreso che per farlo funzionare al meglio era necessario affidarsi alle associazioni di quartiere». E così dall’anno scorso il Polivalente sta riscuotendo successo con circa una dozzina di realtà aderenti legate da un protocollo di intesa che garantisce appunto il carattere polifunzionale degli spazi. «Con grande impegno stiamo riuscendo a far conoscere il Centro che oggi è frequentato da residenti del Lagaccio e non – continua Palomba – Le attività che si svolgono sono: hockey, meditazione orientale, centro sociale per bambini di elementari e medie, corsi di canto, danze folkloristiche, teatro, ecc.». L’accordo tra il comitato di gestione e le singole associazioni è semplice e chiaro: il Polivalente è aperto a tutti quelli che operano con attività gratuite – o comunque a costi irrisori – per il benessere degli abitanti. «Da sottolineare il prossimo ingresso dell’associazione lavoratori vittime del precariato (Alvip) che, a partire da ottobre, offrirà sostegno legale e psicologico alle vittime del precariato e del mobbing, attraverso consulenze con psicologi e avvocati – aggiunge Palomba – Al giorno d’oggi è un’iniziativa di vitale importanza che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

    Sabato 28 settembre con l’evento “Spazio aperto al Polivalente”, il Centro Polivalente Lagaccio – sito in via Adamo Centurione 19 all’interno del comprensorio scolastico della “Duca degli Abruzzi” – a partire dalle ore 16, presenterà le attività dell’anno 2013/14 in una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza. Questo il programma: dalle ore 16 laboratori ludici, didattici e sportivi per bambini e ragazzi a cura di Centro sociale Capra Azzurra, Centro Servizi, Associazione Il sogno di Tommy, Associazione Eishshaok, Associazione Genova Hockey 1980, Progetto Sviluppo Liguria; dalle ore 18 “apericena” offerta a tutti i presenti con esibizioni di danza, teatro e musica fino alle ore 20 a cura di Associazione Casa del migrante dell’Ecuador, Associazione Lingua Madre, Associazione Azonzo.

    «Il progetto Lingua Madre nasce nel 2009 con l’ambizione di coniugare un intervento sociale con la promozione turistica della città – spiega Palomba, ideatore dell’associazione insieme alla moglie – Siamo partiti diffondendo dei messaggi promozionali in vari Paesi per invitare gli studenti stranieri a trascorrere un periodo di vacanza a Genova, garantendo il contatto con delle famiglie disponibili ad ospitarli e con l’opportunità di frequentare un corso di italiano». Così, con questa fonte di auto-finanziamento, Lingua Madre ha iniziato ad organizzare anche i primi corsi di italiano per stranieri residenti a Genova.
    «Il nostro obiettivo è quello di favorire l’integrazione – continua Palomba – Tutti gli anni siamo riusciti ad offrire almeno un corso gratuito di italiano per stranieri, oltre a quelli dedicati ai turisti. In seguito abbiamo aperto i corsi di altre lingue: arabo, spagnolo, francese, portoghese, russo e cinese. L’idea è quella di coinvolgere i cittadini italiani desiderosi di imparare una lingua e confrontarsi con visitatori stranieri ed immigrati residenti».

    Ma il Centro Polivalente è stata pure l’occasione per riscoprire uno sport storicamente presente al Lagaccio: l’hockey su prato. «Nel quartiere questa attività sportiva è stata praticata fin dagli anni ’70 – racconta Daniele Franza, presidente Genova Hockey 1980 – a ridosso degli anni 2000, però, le realtà che precedentemente l’avevano promossa nella zona si sono disimpegnate e per oltre un decennio l’hockey su prato è caduto nel dimenticatoio».
    Dall’anno scorso la Genova Hockey 1980 – associazione sportiva con diverse scuole hockey in varie zone della città – ha pensato di recuperare l’antica tradizione. «Il Lagaccio è sempre stata una fucina di promettenti giocatori di hockey – continua Franza – Tra l’altro qui si trova l’unico campo ufficiale disponibile in Liguria. Per noi che siamo nati nel quartiere riportare l’hockey al Lagaccio è un sogno che si avvera».
    E i risultati si son visti subito. «Siamo ripartiti dai più piccoli ed oggi abbiamo una ventina di giovanissimi hockeisti della scuola elementare Duca degli Abruzzi che due volte a settimana si allenano nel campetto vicino all’istituto – spiega Franza – bambini cinesi, sudamericani, africani, italiani, una squadra multietnica che riflette la composizione sociale del Lagaccio. Si è creato uno splendido rapporto con il Centro Polivalente e con la scuola elementare Duca degli Abruzzi. In una realtà come questa lo sport diventa un veicolo educativo fondamentale con il quale trasmettere i valori formativi del rispetto delle regole e degli avversari».

    Un altro progetto che ha trovato ospitalità nel Polivalente è “Famiglie al Centro” – finanziato dal Celivo e gestito da A.Ge. Associazione Genova Genitori e dall’associazione Il sogno di Tommypunto di incontro e gioco per famiglie con bambini piccoli. «L’A.Ge già da anni lavora a sostegno delle famiglie del Lagaccio – racconta Daniela Cattivelli, rappresentante dell’associazione – Famiglie al Centro è nato nel 2012 su sollecitazione del quartiere e del Consultorio di zona, l’unica realtà che, nonostante la carenza di risorse, si occupa di queste problematiche. Così abbiamo pensato di offrire un luogo aperto due volte alla settimana (martedì ore 10-12, giovedì ore 16-18) in cui le famiglie possano incontrarsi e conoscersi, interloquire con operatori esperti nel sostegno alla genitorialità, chiedere informazioni, consigli e orientamenti rispetto a situazioni di disagio. Nel frattempo i bambini hanno l’opportunità di giocare liberamente o partecipare a laboratori, sempre con la presenza di educatori e animatori preparati». Inoltre «Organizziamo anche cicli di incontri sui temi dell’educazione e della genitorialità – conclude Cattivelli – senza dimenticare eventi e feste aperti a tutti gli abitanti del quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Prè, Sportelli Sociali Gratuiti: 17 associazioni al servizio del quartiere

    Prè, Sportelli Sociali Gratuiti: 17 associazioni al servizio del quartiere

    Via Prè, inaugurazione Sportelli SocialiDopo vico Papa alla Maddalena, prosegue il percorso di rilancio del centro storico da parte dell’amministrazione comunale, sempre con l’obiettivo ben presente di restituire alla città spazi naturali di aggregazione che, da un lato, possano essere un presidio fisso sul territorio e, dall’altro, offrano servizi gratuiti ai cittadini.

    Nei locali dell’Incubatore di Imprese del Centro Storico, in via Prè 153-155 rosso, sono stati inaugurati stamattina gli Sportelli Sociali gratuiti, che apriranno ufficialmente al pubblico lunedì prossimo. Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi nel corso della lunga diretta di #EraOnTheRoad dedicata alla zona di Prè. Si tratta di 17 associazioni che, secondo un preciso calendario distribuito su sei giorni alla settimana, dalle 9 alle 19, offriranno i propri servizi di ascolto e consulenza. Un nuovo spazio che proverà ad aprire una breccia in un territorio piuttosto scarseggiante di servizi pubblici e luoghi aperti alla cittadinanza.

    Dagli psicologi al sostegno contro le violenze, dalla Camera del lavoro allo Sportello del Condominio, ce ne sarà per tutte le esigenze. «E ci siamo dovuti fermare a 17 associazioni – ha detto Maria Carla Italia, assessore alle questioni sociali del Municipio I Centro Est – perché se avessimo lasciato aperto il calendario, se ne sarebbero inserite altre. La ricchezza di questo progetto è data proprio dall’incontro tra domanda e offerta, perfettamente coincidenti. La speranza è che questo nuovo luogo di aggregazione possa servire da volano per altri servizi e attività commerciali del quartiere, che possano trarre vantaggio dal passaggio costante di genovesi e non».

    «I grandi risultati – ha sottolineato il sindaco, Marco Doriasi ottengono nel tempo e solo dopo aver raccolto tanti piccoli obiettivi. Ed è proprio in questa direzione che siamo impegnati». Il primo cittadino, approfittando della presenza dei colleghi assessori a Sviluppo economico, Francesco Oddone, e Legalità, Elena Fiorini, ha fatto il punto sulle azioni messe in campo dal Comune per il rilancio del centro storico. «Le istituzioni da sole non possono fare nulla ma devono rinsaldare un rapporto sempre più fruttuoso con la società civile. E il servizio che inauguriamo oggi è la dimostrazione della strada da percorrere. Purtroppo, non c’è la disponibilità economica per accompagnare nuove iniziative economiche lungo tutto il loro percorso. Tuttavia, dopo averne favorito la partenza, bisogna lavorare nel tentativo di creare il terreno fertile per la loro prosecuzione nel tempo».

    Inevitabile, a questo punto, toccare il tema della legalità. «In questo senso – ha spiegato il sindaco – la direzione deve essere quella di creare una comunità coesa, con regole e valori condivisi, al cui interno ognuno possa vivere la propria cultura. Questo è il concetto di integrazione. Il rispetto delle regole, inoltre, non è qualcosa che si raggiunge una volta per tutte ma è il frutto di un processo costante. È inutile, infatti, fare la voce grossa facendo finta di essere autoritari, senza avere la capacità di essere autorevoli. Bisogna fare meno parole e cercare di compiere dei fatti».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Sampierdarena, mercato Tre Ponti: nuovo bando per i commercianti

    Sampierdarena, mercato Tre Ponti: nuovo bando per i commercianti

    Mercato Tre Ponti SampierdarenaIl mercato di piazza Tre Ponti, a Sampierdarena, è una struttura relativamente nuova (inaugurata circa 30 anni fa) che sorge tra via Buranello e via Cantore, le più centrali del quartiere. A dispetto della posizione favorevole, tuttavia, il mercato non manca di sortire polemiche: per primi, gli operatori che vi lavorano ne denunciano da anni le condizioni di degrado, l’inagibilità, la conseguente scarsa attrattiva sugli acquirenti; poi, i cittadini del quartiere, che ne lamentano lo stato di abbandono (rimangono operativi solo una decina di banchi su un totale di circa 50…) e lo scarso servizio fornito; infine, non più tardi del maggio 2012 è stato lanciato un appello anche da parte dell’associazione Officine Sampierdarenesi, che già all’epoca affermava «il mercato sta lentamente scomparendo». Sembra che da quel maggio 2012 la situazione sia andata solo peggiorando.

    Nel corso dell’ultimo appuntamento di #EraOnTheRoad vi avevamo portato proprio in piazza Tre Ponti per constatare come stanno le cose allo stato attuale. Qui, abbiamo raccolto le voci dei cittadini e dei venditori che lavorano all’interno del mercato. Questi ultimi ci hanno mostrato il loro disappunto: «Il mercato è operativo, ma è come se non lo fosse. All’interno è pressoché deserto, sono più i banchi inutilizzati che quelli attivi. Inoltre, questa zona di Sampierdarena è piuttosto problematica: quando apriamo, alle 5 del mattino, dobbiamo stare attenti perché in zona c’è un alto tasso di criminalità. È un “far west”, e anche questo non contribuisce al rilancio di una struttura che già di per sé è poco attrattiva. Chiediamo che le amministrazioni prestino attenzione alla nostra causa e favoriscano il rilancio, sia restituendoci un mercato degno di questo nome, che mettendo a posto l’area nel suo complesso».

    Da Palazzo Tursi, non si è fatta attendere la risposta dell’Assessore al Commercio, Francesco Oddone: «Ci stiamo occupando dei problemi del mercato: a breve – non più di qualche settimana – verrà aperto un bando nuovo per l’assegnazione dei posti vacanti. La proposta nasce in seguito a una serie di confronti tra Comune e operatori, sia a Tursi che a Sampierdarena e sarà strutturata correttamente sia sotto il profilo logistico che commerciale: gli operatori, dalla loro, ci chiedono da tempo di indire più di frequente bandi di gara, ma non è così semplice. Adesso, invece, ci siamo: ci auguriamo che, a differenza di quanto accaduto in passato, ci sia una buona risposta».

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    Infatti, ci racconta Oddone che già nel 2012 era stata aperta un’altra gara per l’attribuzione dei posti vacanti nella struttura di piazza Tre Ponti, ma l’iniziativa non era andata a buon fine: era stata raccolta solo una richiesta, ma il vincitore aveva poi rinunciato a ritirare il suo premio.

    «Inoltre – prosegue l’Assessore – abbiamo consigliato agi operatori di riunirsi in un consorzio, così come succede per il Mercato Orientale di via XX Settembre, per l’Isonzo e altri: in questo modo, potendo usufruire di una nuova norma entrata in vigore con l’approvazione del bilancio dello scorso agosto, potrebbero fare investimenti sulla struttura, migliorandola e rendendola più appetibile per eventuali soggetti interessati».

    Certo, la fase congiunturale non è particolarmente florida sotto il profilo economico, come ci ricordano di concerto sia dal Comune che gli stessi operatori del mercato, tolleranti. Tuttavia, le migliorie sono d’obbligo e sarebbe un peccato far morire una struttura come quella di piazza Tre Ponti: se riqualificata, potrebbe portare un risanamento per l’intera area urbana.

    A Sampierdarena gli operatori parlano da tempo di un progetto di restyling del mercato, finito nel nulla, ma da Tursi arrivano smentite: «Non ci risulta sia stato presentato alcun progetto in tempi recenti e, anche se fosse, negli ultimi anni non ci sarebbero stati i finanziamenti per realizzarlo. Da tempo sono bloccati. Ad ogni modo, con l’approvazione della nuova norma di agosto e la costituzione di un consorzio, se esistesse effettivamente un progetto precedente, la sua realizzazione potrebbe non essere troppo lontana».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Commenda di Prè, abitanti e parrocchia finanziano l’arredo urbano

    Commenda di Prè, abitanti e parrocchia finanziano l’arredo urbano

    commenda-preA volte il recupero del decoro passa anche da gesti semplici ma concreti. È il caso degli arredi esterni –fioriere e cancelli – installati a protezione della chiesa inferiore di San Giovanni, nel sestriere di Prè, grazie ai fondi raccolti da parrocchiani e abitanti della zona.
    L’arredo, in realtà già parzialmente esistente, in passato è stato più volte danneggiato dal comportamento incivile di alcune persone – spesso in preda ai fumi dell’alcol – che abitualmente stazionano nei dintorni della Commenda, rappresentando da sempre una delle maggiori criticità sollevate dai residenti.

    «Adesso speriamo che anche il Comune voglia contribuire alla protezione del prezioso monumento medioevale proseguendo l’arredo urbano della zona – spiega l’Osservatorio dei comitati di PrèI cittadini continuano a metterci impegno e denaro. Speriamo che l’amministrazione voglia fare altrettanto per difendere e dunque valorizzare l’intera area di Prè».

    La difesa del decoro è un elemento fondamentale anche nell’ottica di un’espansione dei flussi turistici nel quartiere. Da qualche tempo, infatti, il Touring Club Italiano sta promuovendo l’apertura della chiesa inferiore di San Giovanni nelle giornate di venerdì e sabato, dalle ore 10 alle ore 18. E dopo aver visitato il Museo della Commenda (gestito dal Muma) sono numerosi i turisti che approfittano dell’occasione per visitare il complesso della chiesa di San Giovanni. La parte superiore, quella della parrocchia, è aperta stabilmente. La parte inferiore – riportata all’antico splendore grazie agli interventi di restauro eseguiti all’epoca del Giubileo – spesso ospita eventi organizzati dalle realtà associative di zona.

     

    Matteo Quadrone

  • Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Val Bisagno, SciorbaVenerdì 13 settembre 2013 (ore 17) nel Municipio Media Val Bisagno di Genova sarà intitolata una strada alle donne che hanno combattuto la Resistenza. La cerimonia si svolge presso nell’area parcheggio del supermercato Lidl in via Emilia, e la nuova via Donne della Resistenza è compresa tra via Emilia e via Piacenza.

    Nel corso dell’evento testimonianze e racconti di donne che hanno vissuto i momenti cruciali della fine della guerra, con accompagnamento musicale della Lele Ravera Band. Saranno presenti l’assessore ai Servizi Civici Elena Fiorini, il presidente del Municipio Media Val Bisagno Agostino Gianelli e il presidente provinciale dell’ ANPI di Genova Massimo Bisca.

    A seguire, nei locali della SMS Concordia di via Trensasco 1 sarà presentato il libro della giornalista Donatella Alfonso Ci chiamavano libertà – Partigiane e resistenti 1943 – 1945 (De Ferrari editore).

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  • Pre-festa in corso: una giornata di spettacoli a Marassi

    Pre-festa in corso: una giornata di spettacoli a Marassi

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisDomenica 8 settembre 2013 si svolge una giornata di festa nel quartiere genovese di Marassi: Pre-festa in corso, organizzata dai giovani creativi Mattia Brancati e Jacopo Olivieri come prima tappa di un festival itinerante che coinvolgerà tutta la città, allo scopo di riattivare i quartieri non appartenenti al vero e proprio centro cittadino.

    Dalle 10 alle 24 in via Cagliari, via Bonifacio e corso Sardegna una giornata con appuntamenti di arte, danza, letteratura e sport, con workshop e laboratori per adulti e bambini tutti a partecipazione gratuita. Tra gli ospiti numerose case editrici (la genovese Tuss, ExCogita di Milano e la rivista auto-prodotta bolognese LOK zine), grafici e illustratori (Giorgia Marras, Fatomale, Alessandro Ripane, Gianluca Sturmann, Martina Francesoni), fotografi (Mattia Brancati e Totem Collective Studio) e associazioni (Y.E.A.S.T.).

  • Quarto, ex Fischer: sopralluogo del Comune, perplessità sul progetto

    Quarto, ex Fischer: sopralluogo del Comune, perplessità sul progetto

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Nuove verifiche sulla sicurezza del Rio Castagna e sulla futura viabilità della zona, un sopralluogo dei consiglieri comunali e alcune puntuali proposte del Municipio Levante. Non è ancora detta l’ultima parola sul progetto edilizio – leggermente ridimensionato rispetto alla prima versione – che prevede la costruzione di un palazzo residenziale a 4 piani per 26 appartamenti e 30 box interrati nell’ex area industriale Till-Fischer (2 mila e 700 metri quadrati da decenni in stato di abbandono) di via Romana della Castagna nel quartiere di Quarto. Ma l’intervento di demolizione e ricostruzione rispetta tutte le norme quindi l’approvazione è solo questione di tempo. Restano vive alcune perplessità, soprattutto in merito all’opportunità di realizzare una simile edificazione in un’area che lo stesso Comune definisce di “alto pregio”.

    Mercoledì 4 settembre l’argomento è stato discusso a Palazzo Tursi in sede di Commissione Territorio. «Lunedì prossimo (9 settembre) alle ore 9:30 si svolgerà un sopralluogo nell’area ex Till- Fischer – spiega il presidente della commissione, Antonio Bruno (Fds) – Poi il progetto approderà in consiglio comunale. I nuovi consiglieri vogliono vedere da vicino il contesto di via Romana della Castagna. Tutti hanno apprezzato la riduzione dei volumi ma l’impatto del nuovo palazzo, rispetto agli altri edifici della zona, sarebbe pur sempre pesante».
    Il Municipio Levante, chiamato ad esprimere il proprio parere (non vincolante) sul progetto, non ha ancora preso una posizione ufficiale perché ritiene necessario un supplemento di istruttoria, come spiega il consigliere municipale Paola Borghini (Fds) «Abbiamo chiesto un incontro con i tecnici del Comune affinché vengano a illustrare nel dettaglio le variazioni tra il progetto originario e quello attuale. Dal punto di vista del rischio idrogeologico chiediamo un’ulteriore verifica della distanza dal Rio Castagna. Inoltre, vogliamo sia preliminarmente chiarita la questione della viabilità».
    Giovedì 5 settembre la Commissione Territorio del Municipio Levante ha affrontato il tema. «Erano presenti i rappresentanti dei cittadini che hanno espresso valutazioni sul merito dell’intervento – continua Borghini – Qui stiamo parlando di una riduzione in altezza da 5 a 4 piani e non di cambiamenti stravolgenti. La proposta degli abitanti è la seguente: perché non si ipotizza di ricreare un ambiente consono al valore paesaggistico dell’antica “creuza”, magari spezzando i volumi in palazzine dalle dimensioni più contenute, invece di costruire un unico grande edificio? Questa potrebbe essere una valida alternativa».

    Fabbrica ex Fischer in via Romana della Castagna a Quarto

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    Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione, la delibera comunale prevede la loro monetizzazione e l’impegno del Comune di utilizzarli in loco. «L’amministrazione comunale si farà carico di eseguire gli interventi quali la messa in sicurezza del rivo, delle attigue aree verdi e la sistemazione della viabilità – racconta Borghini – Una delle proposte è anche quella di rivedere la situazione dell’area delle Campanule, sita di fronte all’ex Till-Fischer ai piedi di Quarto Alta, dove il Municipio sta tentando una riqualificazione con la collaborazione di cittadini e associazioni. Tali fondi, però, non possono essere vincolati a questi scopi. Quindi corriamo il rischio che, in caso di accadimenti gravi (ad esempio un evento alluvionale) per cui si renda necessario recuperare con urgenza delle risorse economiche, queste siano le prime ad essere sottratte. E di conseguenza le opere preventivate non vengano più realizzate. Noi, invece, proponiamo di obbligare la società privata ad eseguire in prima persona i lavori che saranno stabiliti. È un’alternativa che sottoporremo all’attenzione del Comune». L’incontro con i tecnici comunali va proprio in questa direzione. «Verificare se ci sono ancora margini per ulteriori cambiamenti – aggiunge il consigliere del Levante – ai fini di un maggiore ritorno per il territorio».

    Sull’opportunità o meno di procedere alla demolizione/ricostruzione in un contesto che la stessa Commissione territorio di Palazzo Tursi definisce di “alto pregio”, Paola Borghini ha un’idea precisa. «Se l’ex fabbrica viene considerata “incongrua” per la presenza di volumi considerati di dimensioni eccessive, io mi domando qual è la sostanziale differenza tra il nuovo progetto di edificazione e la volumetria precedente della Till-Fischer. Il cambio di destinazione da industriale a residenziale non cambia l’impatto volumetrico sull’ambiente circostante».
    Il Piano Casa del 2009 consente la demolizione/ricostruzione ma «Stiamo parlando di una legge regionale che per sua natura non può verificare la compatibilità di un singolo intervento – aggiunge il consigliere del Municipio Levante – Queste valutazioni devono essere fatte dagli enti locali, Comune e Municipi».
    Dopo il completamento istruttorio richiesto dal Municipio ed il sopralluogo dei consiglieri comunali, bisognerà tirare le somme. «Prima di concedere qualunque autorizzazione a costruire vogliamo che siano valutati attentamente tutti gli aspetti sopracitati», conclude Paola Borghini.

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]