Tag: quartieri di Genova

Tutte le notizie e gli aggiornamenti dai municipi di Genova, gli articoli e le inchieste. Per le segnalazioni dei cittadini redazione@erasuperba.it

  • Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, panorama e VtePer la prima volta un Sindaco di Genova ha visto da vicino le criticità che affliggono quotidianamente gli abitanti delle zone collinari di Prà. Marco Doria, infatti, prosegue il suo tour nelle periferie della città e lunedì scorso, su richiesta di alcuni comitati di cittadini – i quali da lungo tempo denunciano la situazione senza ottenere risposte concreteè salito sulle alture del Ponente genovese per soffermarsi, in particolare, su via Villini Negrone e via della Torrazza.

    Parliamo di due strade strette e tortuose che presentano problemi abbastanza simili, come ha spiegato Doria «La prima (via Villini Negrone) è una strada comunale, mentre la seconda (via della Torrazza) è vicinale. Comunque sia, in entrambi i casi, sono necessari degli interventi per creare migliori condizioni di viabilità e sicurezza».

    Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, via della Torrazza è la maggiore indiziata «Alcuni tratti della strada sono estremamente pericolosi ha sottolineato il Sindaco – quindi occorre installare dei guard rail».

    Si tratta di interventi costosi, considerando la lunghezze dei percorsi, però, ha ricordato Doria «Queste zone hanno bisogno di attenzione da parte della pubblica amministrazione».

    Le difficoltà di circolazione, ovviamente, non riguardano solo le auto private. Anche i mezzi del trasporto pubblico non riescono a rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei numerosi abitanti di questa porzione di territorio. Poche corse, autobus con scarsa capienza, insomma un servizio che lascia alquanto a desiderare.

    Infine, i comitati segnalano la costruzione di nuove case in via della Torrazza: l’ennesima cementificazione a danno delle colline ponentine.

     

    Matteo Quadrone

  • Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Mercato Comunale piazza Scio, FoceIl mercato ortofrutticolo di piazza Scio, nel cuore della Foce a due passi da Piazza Palermo, torna a far parlare di sé. Solo pochi mesi fa (settembre 2012) residenti e commercianti della zona hanno fatto sentire le loro voci, protestando contro la sporcizia e il degrado che si accumula ogni giorno alla chiusura del mercato coperto: cassette vuote, resti di frutta e verdura abbandonati, cattivi odori,  insetti e topi hanno spinto all’esasperazione collettiva.

    A detta dei cittadini della Foce, i cassonetti sempre straripanti e il rumore del compattatore per lo smaltimento dei rifiuti rendono impossibile la convivenza tra gli operatori del mercato e il resto della cittadinanza. Questa “guerra civile” si è inasprita nei mesi: i residenti, stanchi, hanno cercato più volte l’intervento di vigili e carabinieri per riportare un po’ ordine nel quartiere, mentre gli operatori del mercato, dalla loro, sentendosi attaccati, hanno diffuso volantini in cui rivendicavano il monopolio dei cassonetti dell’area di piazza Scio, impedendone l’uso agli “esterni”. La situazione di tensione era stata denunciata a Palazzo Tursi, cui la cittadinanza aveva lanciato l’appello ad intervenire.

    Com’è la situazione oggi? Siamo andati in piazza Scio per testare gli umori, a distanza di pochi mesi dalle polemiche. Ancora ben palpabile il malcontento nella zona di via Trebisonda, cui fa da contraltare una sostanziale ignoranza del problema sul versante di piazza Palermo e via Pisacane, sul lato anteriore della struttura mercatale. Il discrimine è dato dal fatto che su via Trebisonda, appunto, si trovano l’ingresso principale del mercato ortofrutticolo (con annesso viavai di camion e furgoni degli ambulanti), il rumoroso compattatore per lo smaltimento e i cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Al contrario, nella più centrale piazza Palermo, da poco rimessa a nuovo, la percezione del problema è quasi del tutto assente: i commercianti, interpellati, negano addirittura di aver mai sentito parlare di proteste da parte dei colleghi di via Trebisonda e l’unico mercato di cui sembrano seguire le vicende è quello che il lunedì e il giovedì viene allestito in piazza Palermo… Particolarità, queste, tutte genovesi.

    Ma veniamo al dunque, qual è stata la risposta di Palazzo Tursi? Nel quartiere, ci raccontano che nel corso di questi mesi si sono fatti vedere delegati municipali, che hanno voluto essere presenti in loco per valutare la gravità della situazione. Il vicepresidente del Municipio VIII Gianluca Manetta, assessore all’assetto del territorio, viabilità e interventi manutentivi, assicura che importanti misure per la riqualifica di piazza Scio sono già state adottate, e spiega: «Dopo le segnalazioni dei cittadini, alcuni delegati comunali con una squadra di tecnici e specialisti si sono recati in piazza Scio, per una panoramica. Il problema, sostanzialmente, era che i rifiuti -organici e non- non venivano smaltiti in modo abbastanza tempestivo. Dopo il sopralluogo e l’incontro di coordinamento tra rappresentanti del Municipio VIII e responsabili Amiu., abbiamo deciso che era necessario incrementare l’azione di pulizia nella zona da parte di Ma.Ris., la coop sociale a partecipazione privata che si è aggiudicata l’appalto di gestione del servizio di pulizia e manutenzione del mercato della Foce, con intensificazione particolare durante i mesi estivi». Nello specifico, le nuove misure adottate dall’amministrazione sono le seguenti:

    – smaltimento dei rifiuti non-organici (cassette di legno, cartone, carta da imballaggi, ecc.) una volta a settimana e di quelli organici a giorni alterni;

    – lavaggio dei cassoni per la raccolta dei due diversi tipi di rifiuti una volta ogni dieci giorni nel periodo invernale e una volta a settimana durante l’estate;

    – aggiunta di enzimi di riduzione dei rifiuti all’interno dei cassoni di raccolta dei rifiuti organici, per l’eliminazione di eventuali residui e l’impedimento del proliferare di muffe, germi, batteri di varia natura;

    – lavaggio delle piattaforme su cui sono posizionati i cassoni di raccolta dei rifiuti una volta a settimana, al mercoledì;

    – pulizia della zona tramite impiego del servizio di autospurgo una volta al mese.

    «Il vero problema» continua Manetta, «è che abitanti e commercianti, che lamentano la situazione di degrado, continuano ad usufruire dei cassoni –in realtà riservati ai soli operatori del mercato- rifiutandosi di comprendere che essi non sono appannaggio pubblico e incrementando le difficoltà degli addetti alla pulizia». Staremo a vedere se gli interventi opera dell’amministrazione riusciranno a dare i risultati sperati, favorendo la convivenza nel quartiere in un clima di distensione generale.

    Pensare che quello di piazza Scio è un fiore all’occhiello per il commercio genovese, recentemente distintosi (giugno 2012) per la convenienza dei prodotti che offre e il buon rapporto qualità-prezzo. In quel caso, in particolare, le rilevazioni di Federconsumatori avevano decretato che in piazza Scio gli acquisti costano di meno: il mercato ortofrutticolo coperto della Foce aveva sbaragliato i concorrenti (Mercato Orientale di via XX Settembre, mercato coperto di via Dondero a Sampierdarena e quello di piazza Romagnosi a Marassi) e, per undici prodotti su un totale di ventitré, si era aggiudicato il “miglior prezzo in città”.

     

    Elettra Antognetti

  • Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    «I cantanti e le band che propongono inediti sono spesso “ai margini”, in molti locali si preferisce ascoltare i gruppi che fanno cover: per questa ragione abbiamo pensato di realizzare un grande evento musicale, per dare a chi compone brani propri la possibilità di incontrare il pubblico». Questa la premessa che ha portato Andrea Di Marco e Paola Popa – insieme a Nico e Massi, i due gestori del Mare di Note di Voltri – a organizzare una maratona musicale di 24 ore nel locale del Ponente genovese.

    Questo fine settimana – dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica 27 gennaio – si assisterà dunque a 23 concerti consecutivi, con la sola interruzione del cambio palco (e una pausa di un’ora la domenica mattina). Una vera e propria catena di montaggio della musica che (si spera) porterà nuova linfa al quartiere di Ponente – dove oltre al Mare di Note c’è un solo locale dove si suona musica dal vivo, la pizzeria Da Erasmo – e in contemporanea darà spazio ai gruppi musicali della città (ma anche della Liguria, Lombardia ed Emilia), che potranno esibirsi dal vivo e far conoscere i loro brani.

    Quali sono le aspettative per un evento così inedito per la città? Andrea di Marco sottolinea che «si tratta di un esperimento: ogni band ha il suo seguito di fan e speriamo che questo porti tante persone ad ascoltarle, oltre alla possibilità di scegliere a quali concerti assistere nell’arco delle 24 ore (di seguito la scaletta, ndr). L’evento ha anzitutto lo scopo di sostenere le band che propongono musica nuova e indipendente, e in secondo luogo ci auguriamo che valorizzi anche il locale e il quartiere».

    Com’è nato il progetto? «Il Mare di Note si presta molto per questo tipo di evento: c’è molto spazio, un ampio parcheggio, e trovandosi nella zona delle Fabbriche non ci sono problemi legati ai rumori e alla musica troppo alta. Mare di Note è anche un’associazione culturale che si occupa di musica da molto tempo, perciò non ci sono state troppe difficoltà nell’organizzare un evento di questa portata».

    Le band sono state individuate in pochi mesi, soprattutto grazie alla promozione dell’evento attraverso Facebook: sono quasi tutte di Genova e appartengono a a diversi generi musicali, dal rock al pop, passando per il punk, il blues e il prog. Ciascuna ha a disposizione 45 minuti e proporrà una scaletta composta in buona parte di pezzi propri, con poche incursioni nelle cover di musica internazionale. L’ordine delle esibizioni è stato deciso tramite sorteggio.

    Questo l’elenco completo delle band che parteciperanno alla maratona.

    Case di vetro: dalle 19 alle 19.45 (alternative rock/post rock – Genova)

    Melamara: 20 – 20.45 (alternative/garage/powerpop – Genova)

    Stefano Lombardo: 21 – 21.45 (pop/rock/blues – Savona)

    La Roxy: 22 – 22.45 (rock – Genova)

    Experior: 23 – 23.45 (metal/prog rock – Genova)

    Comma 22: 00 – 00.45 (punk rock – Genova)

    Il paradiso degli orchi: 01 – 01.45 (prog rock – Brescia)

    Ravensight: 02 – 02.45 (symphonic death metal – Genova)

    Lele delle scimmie: 03 – 03.45 (rock – Genova)

    Red lips: 04 – 04.45 (rock – Genova)

    Reason of it all: 05 – 05.45 (alternative rock – Genova)

    Ave: 06 – 06.45 (rock – Brescia)

    Admal: 07 – 07.45 (rock – Genova)

    Cheers: 08 – 08.45 (rock – Mirandola)

    Sgrigua: 10 – 10.45 (rock – Genova)

    Blue beat: 11 – 11.45 (blues – Genova)

    Walk: 12 – 12.45 (rock – Genova)

    Jef: 13 – 13.45 (reggae funky blues psyco – Genova)

    Promenade: 14 – 14.45 (prog rock – Genova)

    Chiara Atzeni: 15 –15.45 (cantautoriale – Genova)

    Panther & C.: 16 – 16.45 (prog rock – Genova)

    Doremiflo: 17 – 17.45 (pop rock cantautoriale – Genova)

    Cocks: 18 – 18.45 (punk rock – Genova)

    L’entrata al locale è libera, con possibilità di tesseramento.

    Come arrivare al Mare di Note
    Uscire al casello di Genova Voltri, proseguire in direzione Savona, fino al capolinea dell’autobus N°
    1. Da lì prendere via delle Fabbriche e dopo circa un Km, al quinto ponte che attraversa il
    torrente, seguite l’indicazione. Passato il ponte girare a destra, dopo circa 50 metri entrare nel piazzale e prendere la rampa che sale a sinistra, tenere la direzione fino alla fine della strada. Il locale è riconoscibile perché sul tetto è posta un’enorme chitarra luminosa.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Due momenti dedicati all’incontro, al confronto e allo scambio di idee sul futuro di due quartieri vitali per il centro storico genovese, si svolgeranno questo fine settimana, promossi da cittadini attivi intenzionati, in prima persona, a dare una svolta per invertire la tendenza, riappropriandosi dei luoghi di aggregazione positiva e rilanciando preziosi spazi pubblici che potrebbero trasformarsi in volano per il turismo.

    Domenica 27 Gennaio 2013, a partire dalle ore 16, “ASSEMBLEA DI QUARTIERE aree verdi e luoghi d’incontro“, presso gli spazi dello Studentato III Chiostro, via Santa Maria di Castello 29, piazza Santa Maria in Passione.

    «Si apre oggi la possibilità di restituire al quartiere spazi rimasti chiusi e trascurati negli ultimi decenni– spiegano i promotori dell’iniziativa – Durante l’incontro verrà discussa la prima bozza di progetto per l’apertura dei percorsi e la gestione delle aree verdi che collegano Santa Maria in Passione a Sant’Agostino. Tutti i residenti, le associazioni ed i gruppi sono invitati».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: spaziolibero@inventati.org

    Domenica 27 gennaio 2013, dalle 15.00 alle 19.30, presso il Laboratorio sociale di Vico del Papa 1R, Laboratorio organizzato dall’Associazione A.Ma – Abitanti Maddalena, realtà associativa che si pone quali obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive ed azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere.

    «Ogni singolo abitante, commerciante, fruitore o simpatizzante della Maddalena potrà presentare una propria idea per migliorare il quartiere, confrontarla con quelle di altri e provare a realizzarlaraccontano gli organizzatori – Si può fare un passo avanti, un passo solo ma importante! Ognuno potrà impegnarsi per migliorare il mondo in cui vive insieme a tutti noi».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: a.ma.abitantimaddalena@gmail.com

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

  • Borzoli, tir e inquinamento: denuncia alla Procura della Repubblica

    Borzoli, tir e inquinamento: denuncia alla Procura della Repubblica

    Un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare una situazione invivibile che ormai si protrae da troppo tempo. È questa l’ultima iniziativa dei cittadini di Borzoli e Fegino, da mesi in lotta contro il transito di tir e mezzi pesanti per le strade dei due quartieri polceveraschi.

    Stanchi di attendere una soluzione da parte dell’amministrazione comunale, gli abitanti hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. La principale ipotesi di reato è inquinamento e disturbo della quiete pubblica, ma potrebbe configurarsi anche quello di molestie.

    Parliamo di oltre 700 tir  che quotidianamente percorrono via Borzoli, una strada stretta e tortuosa, sfiorando i muri delle case. Oltre al rischio per l’incolumità pubblica, i monitoraggi hanno evidenziato un aumento di fumi e gas nocivi.

    Ieri pomeriggio si è svolta l’ennesima manifestazione degli abitanti che hanno sfilato dai Giardini Montecucco fino all’azienda Derrick (una delle principali indiziate del disagio che a maggio dovrebbe trasferirsi nella zona aeroportuale, come ha annunciato l’amministrazione comunale). Inoltre, durante la mattinata, i cittadini hanno ricevuto la gradita visita del “Gabibbo” che insieme alla troupe di “Striscia la notizia” ha intervistato residenti e commercianti. Nei prossimi giorni il programma di Mediaset manderà in onda il servizio, fornendo una ribalta nazionale alla situazione di Borzoli e Fegino.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • San Quirico: discarica abusiva, intervento del Municipio

    San Quirico: discarica abusiva, intervento del Municipio

    A San Quirico, in via Lungo Polcevera, in particolare nelle vicinanze dei giardini pubblici Morchio, delimitati dall’argine del torrente, il comportamento incivile di alcune persone ha trasformato la zona, con il passare del tempo, in una vera e propria discarica abusiva in cui è possibile trovare carcasse di automobili e motorini, elettrodomestici, mobilio e suppellettili di ogni genere.

    Adesso il Municipio Valpolcevera, grazie ad un’interpellanza presentata dal consigliere Davide Ghiglione (Federazione della Sinistra) e sostenuta dalla maggioranza, chiede un immediato intervento di Amiu per restituire a tale porzione di territorio un’adeguata pulizia.
    «Dopo diversi sopralluoghi il prossimo fine settimana dovrebbero essere rimosse le carcasse – spiega Ghiglione – inoltre, prosegue l’iter per il progetto di affido dei giardini pubblici, recentemente restaurati e per la gestione di una saletta da parte del locale comitato».

    Nella seduta del consiglio municipale della Val Polcevera, svoltasi il 16 gennaio scorso, è stata affrontata anche la questione dei parcheggi di Piazzale Palli (nel quartiere di Certosa, area ex Fillea), gestiti dalla società Genova Parcheggi.

    In seguito alla Delibera di Giunta n. 152/2012 del Comune di Genova, a partire da lunedì 4 giugno 2012, la tariffa oraria è stata ridotta da € 1,50 a € 1,00.
    Il consigliere Ghiglione (Fds), con un’interpellanza condivisa dalla maggioranza, ha interrogato la Giunta di Municipio in merito alla possibilità di portare la tariffa oraria a 0,50 € per la prima ora e 1,00 € per quelle successive. Il Presidente Iole Murruni ha assicurato il massimo impegno in questo senso.
    Inoltre, il capogruppo Fds ha chiesto lumi sulla prevista realizzazione, in Piazzale Palli, dell’area destinata alla “sgambatura dei cani” «I fondi sono già stati stanziati – spiega Ghiglione – a breve partiranno i lavori che dovrebbero terminare entro la fine di febbraio».

     

    Matteo Quadrone

  • Municipio Ponente: i risultati della Commissione sul Verde

    Municipio Ponente: i risultati della Commissione sul Verde

    Villa Duchessa di GallieraQual è la situazione degli spazi verdi, parchi, aiuole e giardini, patrimonio inestimabile del Ponente genovese?
    Un bilancio è tracciato sulle pagine del blog di Matteo Frulio, giovane consigliere (Pd) e presidente della Commissione Urbanistica del Municipio Ponente, il quale spiega «La “Commissione sul Verde” è nata con l’intenzione di far dialogare Aster (Azienda Servizi Territoriali Genova Spa partecipata al 100% dal Comune, ndr) e Municipio in maniera più stringente. Il tutto per agevolare i rapporti ed il coordinamento tra le diverse “anime” che si occupano della manutenzione di giardini e parchi».

    Dopo aver segnalato alcune aree in stato di degrado oppure soggette a carenza di manutenzione, all’inizio di settembre la Commissione sul Verde è diventata realtà «Già una settimana dopo, il responsabile Aster mi comunicava di aver avallato le nostre richieste su Prà e Pegli – continua il consigliere – mentre su Voltri si procedeva seguendo una via più territoriale. Aster, infatti, si occupa solo di quelle aree al di sopra dei 3.000 mq e delle potature di alberi».
    Da parte sua, il Municipio Ponente «Si è occupato di affidare i Giardini Piccardo ad una cooperativa che da settembre ne cura la pulizia – spiega il consigliere Frulio – Piazza Odicini è stata ripulita ad ottobre ma il guasto all’impianto di irrigazione ha causato notevoli problemi nell’aiuola centrale».

    L’obiettivo era «Mettere in rete tutte le “anime” della gestione e manutenzione del verde – sottolinea Frulio – Ma non solo: nella rete doveva starci anche il settore educativo e formativo, quindi le scuole. Con l’elementare D’Albertis si è messo in moto una macchina che ha visto coinvolti l’Istituto Marsano, i commercianti di Borgo Gattega ed il Municipio. Il progetto per Piazza Lerda partirà tra gennaio e febbraio».
    Per quanto concerne le altre aree verdi «Il Municipio ha pensato ad una gara di gestione che coinvolgerà cooperative specializzate che avranno il compito di supplire alla mancanza di personale (a seguito del pensionamento non è avvenuto alcun ricambio) – continua Frulio – Il Parco di Villa Letizia è stato adottato e potrà essere visitato anche dal pubblico in orari al di fuori di quello scolastico».

    Nel frattempo, dopo 16 anni, Aster ha realizzato le potature straordinarie di Piazza Bignami e Piazza Venezian; la risistemazione della pavimentazione dei Giardini Elah (con la collaborazione del Circolo PD di Prà e dei consiglieri del Movimento 5 Stelle); infine, presso Villa Doria a Pegli, Aster ha aumentato gli sfalci delle aiuole che erano rimaste nello sfacelo totale durante le vacanze estive.

    E poi la nota più lieta «Dopo anni di impegno, prima con un’associazione locale, poi come consigliere municipale, ho potuto constatare che tutti gli sforzi hanno portato i primi frutti – racconta Frulio – È stato un lungo lavoro fatto di lettere, proteste in piazza e assemblee in Municipio, ma il 10 dicembre scorso, finalmente, sono partiti anche i cantieri per il restauro di Villa Duchessa di Galliera a Voltri».
    L’associazione Amici della Villa Duchessa esprime grande soddisfazione «In questi anni abbiamo fortemente voluto questi interventi di restauro – afferma Albero Malaspina – E’ un sogno che diventa realtà. Il Comune ci ha chiesto di collaborare e noi lo faremo con le nostre competenze, per quel che è possibile. Speriamo sia l’inizio di un nuovo corso».
    L’auspicio è che una volta conclusi i lavori – la cui fine è prevista nel giugno 2013 – il giardino restaurato secondo i canoni settecenteschi possa essere restituito alla cittadinanza.

     

    Matteo Quadrone

     

  • San Fruttuoso, ancora cemento: silos tra Piazza Solari e via Amarena

    San Fruttuoso, ancora cemento: silos tra Piazza Solari e via Amarena

    Un maxi auto-silos a 5 piani parzialmente interrato nel bel mezzo di due edifici scolastici, in una zona ampiamente urbanizzata, nel cuore di San Fruttuoso. Stiamo parlando di un’opera che insisterà su un versante montuoso già soggetto a cedimenti del terreno, all’interno della proprietà della Fondazione Contubernio D’Albertis, dove sorge l’omonimo Istituto che svolge attività educative – per un totale di circa 550 bambini tra nido, asilo, elementari, primaria – e socio-assistenziali. Il tutto in cambio di un ascensore di collegamento tra Piazza Solari e via Amarena, aree verdi e un campetto da calcio a 5, quest’ultimo ricavato sulla copertura dell’edificio destinato ad ospitare 152 box.
    L’iter approvativo del progetto – avviato nel 2009 – è ormai concluso, ma solo adesso gli abitanti ne vengono a conoscenza.
    Il Municipio Bassa Valbisagno è stato chiamato ad esprimere un parere consultivo – non vincolante, occorre sottolinearlo – e ha deciso di tentare comunque un percorso partecipativo invitando i cittadini alla seduta del consiglio municipale di mercoledì scorso (16 gennaio), durante la quale committente e progettisti hanno illustrato il progetto, alla presenza del Vice-sindaco, Stefano Bernini e del dirigente del Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizie del Comune di Genova, il dott. Paolo Berio.

    «Il progetto è stato protocollato dai nostri uffici il 7 gennaio scorso – racconta il Presidente del Municipio Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante (Pd) – L’attuale amministrazione ha chiesto il parere del Municipio e noi ci siamo subito attivati per promuovere un confronto con la cittadinanza. Si tratta di un’opera che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione comunale ed è per questo che il percorso partecipativo parte soltanto adesso, quando i giochi sono fatti. In futuro, per tutti gli interventi grandi o piccoli che interesseranno il territorio, coinvolgeremo i cittadini fin dal principio dell’iter progettuale».
    «La pratica ha acquisito tutti i pareri istruttori – spiega il dirigente Paolo Berio – sono tutti favorevoli, alcuni con prescrizioni, ma non ci sono pareri dubitativi. L’area è destinata a servizi ma al privato è consentita la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo, in cambio di servizi pubblici in superficie». Un meccanismo urbanistico consolidato che ha permesso l’eccessiva proliferazione di parcheggi in ogni angolo della città.

    Il committente è la Fondazione Contubernio D’Albertis – fondata nel 1863, quest’anno compirà 150 anni e per l’occasione ha voluto regalarsi un’importante operazione immobiliare – e l’intervento sarà realizzato da Codelfa, impresa controllata dal Gruppo Gavio, a sua volta azionista di Impregilo, su un’area di proprietà della Fondazione che oggi è una scarpata abbandonata a se stessa con una rigogliosa vegetazione spontanea.
    Mercoledì pomeriggio i progettisti hanno illustrato il progetto partendo dalla “cornice”, vale a dire le opere pubbliche di compensazione (oneri di urbanizzazione), ma senza entrare nel merito dell’invasività del “contenitore”, ovvero il silos a 5 piani per 152 posti auto coperti che comporterà un volume di scavo pari a circa 15 mila metri cubi di rocce e terra, con il conseguente impiego di centinaia (se non migliaia) di camion, costretti a transitare per una strada, via Amarena, particolarmente stretta e tortuosa.

    Vediamo nel dettaglio quali servizi pubblici sono previsti: innanzitutto la ricostruzione delle scale di Salita Bosco Pelato che rappresentano l’attuale collegamento pedonale tra Piazza Solari e via Amarena; il rifacimento dei marciapiedi di alcune vie limitrofe; la costruzione di ascensore inclinato con circa 65 metri di corsa (che in sostanza taglierà solo due tornanti di via Amarena, visto che dovrebbe sbucare in prossimità della bocciofila); la realizzazione, sulla superficie di copertura del silos, di un campetto da calcio a 5, aree verdi e spazio giochi per bambini: tale copertura sarà gravata di servitù d’uso pubblico ma gli oneri di manutenzione rimarranno a carico del privato.
    A onor del vero, però, la concreta fruibilità pubblica del campo e degli spazi verdi dovrà essere concordata con apposite convenzioni tra proprietà, amministrazione comunale e scuole, ancora in fase di definizione.

    «L’ascensore di collegamento tra Piazza Solari e via Amarena sarà preso in carico da Amt – spiega il Presidente Ferrante – il campetto sportivo, nella fascia oraria dalle 8 alle 15, sarà utilizzato dalle scuole, come prevede l’accordo già sottoscritto con il distretto scolastico».
    Committente e progettisti hanno sottolineato come l’ascensore inclinato sia un vero e proprio regalo «Un’opera integralmente realizzata dal privato e destinata all’amministrazione pubblica  – spiegano – La monetizzazione degli oneri di urbanizzazione ammonta a 160 mila euro. L’ascensore, invece, costa più di 600 mila euro».

    Per quanto riguarda le eventuali criticità dovute allo sbancamento del terreno è stato sottolineato come il sedime interessato dall’opera non sia sottoposto ad alcun vincolo idrogeologico, ambientale o storico. Inoltre, nelle cartografie ufficiali, non sarebbe attestata la presenza di rivi sotterranei.
    In merito alla cantierizzazione, essa comporterà inevitabili disagi per i residenti «Ma il maggior peso graverà sulla Fondazione – secondo i progettisti – I lavori inizieranno da via Amarena e dureranno 18 mesi. Le scale di Salita Bosco Pelato saranno mantenute in funzione fin quando non verranno realizzate quelle nuove».

    Dopo l’illustrazione del progetto, finalmente, è arrivato il momento di ascoltare la voce dei cittadini, accorsi numerosi – almeno un centinaio riempivano la sala del consiglio municipale – per esprimere le loro opinioni ed evidenziare le problematiche connesse ad un tale intervento.

    In molti hanno mostrato parecchie perplessità soprattutto in riferimento al rischio idrogeologico. Alcune memorie storiche del quartiere, infatti, ricordano la presenza di un torrente che scendeva a valle fino a via D’Albertis per poi confluire nei rivi Noce e Rovare; a metà anni ’60 il rivo sarebbe scomparso a causa della realizzazione del “condominio del sole”. «Oggi si sono perse le tracce del torrente – afferma un abitante – Ma abbiamo paura che nel sottosuolo ci sia dell’acqua che, a causa degli scavi,  potrebbe uscire in superficie, creando problemi. Non è possibile fare un supplemento di perizie idrogeologiche?».

    Un altro residente, invece, sottolinea «Non darei così per scontata la stabilità idrogeologica. La parte bassa di Salita Bosco Pelato, a fianco alla scuola di Piazza Solari, già allo stato attuale, quando piove si allaga. Io propongo: perché non siglare una fideiussione con la parte privata in modo che essa si faccia carico di eventuali danni agli edifici circostanti?».

    Il dirigente Paolo Berio spiega «Il privato presenta la relazione geologica con la documentazione prevista. Il Comune la esamina e dà il suo parere. L’attività di verifica è conclusa. La fideiussione a fronte del rischio problematiche connesse all’intervento non è ipotizzabile come imposizione dell’amministrazione comunale».

    «Il famoso rivo esiste e passa sotto il “condominio del sole” dove si sono già verificati due movimenti franosi e sono state realizzate alcune opere di sostegno – racconta una signora – L’acqua che crea problemi anche all’interno del terreno dell’Istituto Contubernio non è acqua piovana».

    «Le acque presenti sul terreno sono acque meteoriche – si difendono i progettisti –  I nostri lavori porteranno un miglioramento».
    Lo smaltimento delle acque, comunque, è una problematica ammessa «Le acque piovane saranno raccolte tramite una vasca di compensazione che le rilascerà in maniera graduale, onde evitare ripercussioni a danno dei collettori comunali».
    La costruzione del silos è prevista ai piedi dell’edificio scolastico della Fondazione, quindi «Il soggetto maggiormente attento agli aspetti relativi alla sicurezza è proprio la stessa Fondazione».

    «I civici 23-25-27 di via Amarena sorgono a fianco del medesimo versante montuoso, in posizione più alta rispetto all’area del silos  – racconta Luca Motosso, residente in via Amarena al civ. 25 – Ebbene, io vi posso accompagnare per mostrarvi gli smottamenti di terreno, ben visibili, nei dintorni e sotto l’ascensore privato che utilizziamo per raggiungere i nostri condomini. Le assemblee condominiali di tali civici hanno dovuto deliberare l’installazione di maglie di sostegno per mettere in sicurezza il terrapieno su cui poggiano i palazzi».
    «L’Istituto Contubernio ospita 550 bambini tra i quali mia figlia – continua Luca – Sono preoccupato per la stabilità dell’edificio scolastico della Fondazione. Senza dimenticare la scuola di Piazza Solari, ubicata a meno di 10 metri dall’area in cui è previsto il silos. I bambini si troveranno di fronte un cantiere operativo per 2 anni».

    In mezzo a tanti dubbi, non sono mancati alcuni pareri favorevoli. In particolare è stata evidenziata l’utilità dell’ascensore che renderà più agevoli gli spostamenti degli anziani; dei lavori di manutenzione stradale, ad esempio in via Amarena, oggi priva di marciapiedi e dotata di scarsa illuminazione; del rifacimento delle scale di Salita Bosco Pelato che attualmente non versano in buone condizioni.
    Ma soprattutto, il campetto e le aree verdi rappresentano una risposta attesa da troppo tempo «In zona mancano luoghi dedicati ai bambini – spiega una mamma – Nelle vicinanze ci sono solo i giardini di via Ferretto. Quindi ben vengano questi nuovi spazi».
    Infine, come consuetudine in tutta Genova, la fame di parcheggi è un’esigenza insoddisfatta: i nuovi posti auto messi in libera vendita potrebbero fornire una parziale risposta, secondo alcuni abitanti.

    Una volta terminata l’esposizione di opinioni e dubbi dei cittadini, la seduta del consiglio municipale è ripresa normalmente.
    A questo punto, alcune forze di maggioranza (Pd-Sel-Idv) hanno proposto un documento in cui si dichiara parere favorevole al progetto, vincolandolo a precise condizioni di sicurezza, tra le quali un capillare controllo sul cantiere, un attento monitoraggio in corso d’opera, un ulteriore verifica dal punto di vista idrogeologico. Il documento è stato approvato da maggioranza e parte dell’opposizione.
    Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra si è astenuta perché, come spiega il capogruppo Giuseppe Pittaluga «Il ritorno per la collettività sarebbe rappresentato da ascensore e campetto: entrambi sono funzionali alle esigenze della Fondazione piuttosto che a quelle dei cittadini. Verrà costruita una cittadella sotterranea destinata alle auto e una scarpata verrà sostituita da una nuova colata di cemento armato». Anche il Movimento 5 Stelle ha deciso di astenersi perchè «Genova  ha già pagato un prezzo altissimo alla cementificazione», afferma il capogruppo, Cosimo Gastaldi.

    Quello che emerge è l’impotenza dei consiglieri di Municipio che, in pratica, si sono ritrovati di fronte ad un progetto preconfezionato, con pochissimo tempo a disposizione per leggere la documentazione.

    «Le possibili scelte erano due – spiega il Vice-presidente del Municipio, David Burlando (Sel) – o votare contro il progetto, tenendo conto che il parere del municipio non è vincolante; oppure esprimere parere favorevole ma con alcune condizioni che dovranno essere rispettate. In maniera tale da poter incidere sul crono-programma degli interventi e su eventuali decisioni assunte in corso d’opera».

    In merito alla partecipazione «Siamo consapevoli che, purtroppo, la fase partecipativa, in cui i cittadini hanno potuto manifestare le loro opinioni è arrivata solo all’ultimo – conclude Burlando – ma solo la ferma volontà della giunta comunale (nelle persone dell’Assessore Oddone e del Vice-sindaco Bernini) condivisa dalla giunta municipale, ha permesso questo momento di condivisione con la cittadinanza. Le posso assicurare che faremo di tutto, io personalmente prima in qualità di cittadino e poi come Vice-presidente del Municipio, per monitorare con attenzione tutte le fasi del progetto e garantire la sicurezza dei cittadini e la reale fruizione pubblica dei servizi e degli spazi previsti dagli oneri di urbanizzazione».

     

    Matteo Quadrone
    [Foto dell’autore]

  • Ex Centrale del Latte: società di logistica o centro commerciale

    Ex Centrale del Latte: società di logistica o centro commerciale

    Adesso è ufficiale: c’è una nuova proposta di riconversione dell’ex Centrale del Latte. Una multinazionale della logistica portuale e aeroportuale – già presente sul territorio genovese con una piccola sede – è intenzionata ad ampliarsi, insediandosi nel sito di Fegino. Lo hanno comunicato ieri gli assessori al lavoro e allo sviluppo economico della Regione Liguria e del Comune di Genova, Enrico Vesco e Francesco Oddone ai rappresentanti dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali, nel corso di un incontro per fare il punto sul futuro dell’area. «L’individuazione della multinazionale, che abbiamo già incontrato, è il frutto del lavoro coeso tra le istituzioni che si erano assunte l’impegno, prima di Natale, di individuare un soggetto per un utilizzo industriale del sito e non commerciale – hanno affermato i due assessori – Si tratta di un’azienda molto solida che ci ha convinto anche sul fronte delle opportunità occupazionali che si possono creare. L’impegno è che in quell’area vengano ricollocati i lavoratori della ex Centrale del Latte attualmente in cassa integrazione».

    Vesco e Oddone hanno spiegato che da tempo, l’azienda in questione, stava cercando un’area corrispondente alle loro esigenze e Fegino è stata valutata idonea dal gruppo che ha un bilancio consolidato a livello italiano di 500 milioni di euro e di 2 miliardi a livello mondiale.
    «La loro è un’operazione pienamente compatibile, sia con il piano urbanistico del Comune, sia con le esigenze aziendali di realizzarla immediatamente», hanno aggiunto i due assessori.

    Per quanto riguarda l’occupazione, l’impegno di Regione e Comune è che nell’area vengano ricollocati i lavoratori attualmente in cassa integrazione della Parmalat-Lactalis, anche se in attività differenti rispetto a quelle svolte fino ad oggi, e di realizzare percorsi di formazione. «Attiveremo subito un tavolo di confronto con l’azienda proprietaria – hanno concluso Vesco e Oddone – affinché si possa concretizzare la disponibilità manifestata dalla multinazionale della logistica».

    A questo punto deve partire la trattativa tra le due parti – gli attuali proprietari (Parmalat-Lactalis) e i potenziali acquirenti – che dovranno mettersi d’accordo sul valore dell’area. La soluzione prospettata da Regione e Comune ha visto una parziale soddisfazione dei sindacati che hanno comunque chiesto garanzie sulla riassunzione dei lavoratori in cassa integrazione.

    Nel frattempo, Parmalat-Lactalis rilancia la proposta del centro commerciale che sarebbe realizzato da un operatore della grande distribuzione. A breve, probabilmente a febbraio, l’azienda illustrerà il progetto alle istituzioni. Regione e Comune, però, hanno già dichiarato che la destinazione d’uso dell’area non cambia e resta industriale, quindi nessuno spazio per nuovi insediamenti commerciali.

    Queste sono le due ipotesi in campo. Nel mezzo rimangono i lavoratori, il cui destino è dunque ancora incerto. Su 63 ex dipendenti della Centrale del Latte ne restano ancora 45 da ricollocare. Sette sono andati a lavorare nel sito della logistica a Bolzaneto; sei sono impiegati da Parmalat-Lactalis a Genova in attività commerciali e di vendita; alcuni sono in distacco in altri stabilimenti del gruppo. Tutti gli altri sono in cassa integrazione. «Noi siamo disponibili ad ascoltare proposte concrete e chiare – dichiara Michele D’Agostino, segretario generale della Uila-Uil di GenovaL’importante è risolvere il problema occupazionale degli ex lavoratori di Fegino e possibilmente creare nuova occupazione».

     

    Matteo Quadrone

  • Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Via Coronata 100Nel quartiere di Coronata, sulle immediate alture di Cornigliano, l’Istituto religioso del Sorriso Francescano è proprietario di una struttura sportiva molto frequentata e di grande importanza per l’intero quartiere. Stiamo parlando di un’area di discrete dimensioni (comprende due campi da calcetto, otto spogliatoi per le squadre più uno spogliatoio per arbitri, area accoglienza con reception, zona ristoro e area interviste/fotografie), che negli ultimi anni è stata protagonista di una storia decisamente travagliata. Oggi, a tre anni di distanza dall’insediamento dell’Associazione Sportiva Calcio Liguria come gestore degli impianti, i lavori di riqualificazione hanno restituito alla città e al quartiere un polo sportivo di eccellenza.

    Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di ripercorrere questi ultmi anni di vita del centro sportivo di Coronata. Un tempo l’area era dedicata soltanto alle attività religiose poi negli anni 80 i campi polverosi e ghiaiosi si erano affermati come punto di riferimento per sportivi di ogni età del quartiere e non solo. A cavallo degli anni 90 la struttura aveva poi conosciuto una fase di lento e inesorabile declino.
    La gestione era stata affidata alle Acli, che avevano anche realizzato un circolo diventato ritrovo di pensionati. Proprio il circolo aveva a quei tempi costituito il pomo della discordia. Le attività pensionistiche delle Acli non si sposavano con gli obiettivi religiosi del Sorriso Francescano… Il “braccio di ferro” era stato vinto dalla proprietà, che si era riappropriata della struttura e aveva deciso di renderla funzionale e di rilanciarla come centro sportivo per il quartiere.

    Nei primi anni del 2000, gestito direttamente dalla proprietà, il centro sportivo era riuscito a rialzare la testa grazie soprattutto agli interventi di restyling, ma con il passare del tempo le problematiche di gestione sono nuovamente emerse: «la proprietà si era accorta – racconta Sandro Scarrone, presidente dell’Ass. Calcio Liguria – che non aveva i mezzi per poter gestire l’area sportiva  e le prenotazioni dei campi . Nonostante i dubbi e  la forte reticenza a dare la struttura in gestione considerate le esperienze del passato, il Sorriso Francescano si è con il tempo convinto che l’unica possibilità di far vivere l’area era quella di dare nuovamente in gestione l’impianto». Gli inizi , però, non sono stati semplici: «nonostante l’esperienza organizzativa, non è stato semplice per noi  identificare soggetti capaci di gestire al meglio il lavoro. C’è da dire che abbiamo trovatola struttura in condizioni pessime: docce fredde, campi logori, recinzioni ridotte a colabrodo».

    Calcio Liguria ha ottenuto la gestione dell’impianto di Coronata per 10 anni, situazione che permette ovviamente di pianificare con maggiore serenità il futuro. «Il primo passo è stato quello del totale restyling dei due campi – continua Scarrone – proprio in questi giorni si è conclusa una importante opera di ristrutturazione. La ditta Durante Impiantidi Pavia ha operato nell’area per circa 3 mesi e il risultato è stato ottimale.»

    L’obiettivo di Calcio Liguria è quello di fare in modo che tutto il Ponente cittadino si riappropri dell’intera area sportiva vivendola quotidianamente come un bene a disposizione della collettività: «alla sera i campi sono in genere occupati dall’attività istituzionale di Calcio Liguria (i campionati amatoriali a 7 giocatori ndr) – osserva Scarrone – ma durante la giornata l’area è a disposizione di tutti. Calcio Liguria intende attivare convenzioni e accordi con Enti, Federazioni, Circoscrizioni, Scuole Calcio, Società Sportive, Aziende o soggetti singoli interessati ad usufruire dell’area».

    «Vorremmo inoltre che la struttura diventasse la valvola di sfogo per tutti i ragazzi del Ponente. Tra Sestri e Sampierdarena gli spazi sportivi non sono molti, per questo desideriamo che l’area venga vissuta quotidianamente dagli appassionati per una sana partitella tra amici, per una “sgambata”, per un allenamento».

    Sandro Scarrone conclude ringraziando tutti color che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: «Non è stato semplice identificare partner desiderosi di sposare il progetto, per cui voglio ringraziare la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco che ha sostenuto il nostro progetto e agevolando il finanziamento. Poi voglio ringraziare pubblicamente tutti i collaboratori che, con grande sacrificio, si stanno impegnando in questo ambizioso e non semplice progetto…»

    Chi desidera ricevere informazioni circa l’attività di Calcio Liguria e dei Campi di Coronata puo contattare la Sede di Calcio Liguria, Piazza Piccapietra 83-18. Tel. 010- 59.10.90 / 346- 477.59.40/ 347- 60.51.871 . Sito internet www.calcioliguria.com – info@calcioliguria.com

  • Bolzaneto, cimitero della Biacca: un’area resta inaccessibile

    Bolzaneto, cimitero della Biacca: un’area resta inaccessibile

    All’interno del cimitero della Biacca a Bolzaneto, un’area transennata dal 2010, dove riposano le salme di circa 500 persone, è destinata a rimanere inaccessibile chissà per quanto tempo ancora. Una situazione di gravissimo degrado evidenziata ieri in Consiglio comunale grazie ad un’interrogazione a risposta immediata (art.54) presentata dal consigliere Mauro Muscarà (M5S).

    L’esponente del Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Giunta se i 150 mila euro stanziati da Palazzo Tursi per il cimitero di Bolzaneto serviranno per realizzare i lavori necessari a ripristinare l’area attualmente interdetta al pubblico. L’assessore con delega ai Servizi civici, demografici e cimiteriali, Elena Fiorini ha spiegato che questi fondi saranno utilizzati per altri interventi, in particolare per rimediare ad uno smottamento verificatosi nel cimitero nel corso del 2011.

    Per portare a termine l’opera di risanamento della parte del cimitero chiusa e pericolante, invece, servirebbero circa 450 mila euro e 6 mesi di lavoro. Al momento, però, ha aggiunto Fiorini «Il Comune non dispone di tali fondi».

    Purtroppo, una situazione di simile degrado riguarda anche altri cimiteri cittadini. Sempre in Val Polcevera, ad esempio, all’interno del cimitero della Cabona a Rivarolo, sono diverse le aree inaccessibili al pubblico, ormai da lungo tempo.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Pegli, Museo Navale: un patrimonio genovese da valorizzare

    Pegli, Museo Navale: un patrimonio genovese da valorizzare

    Un patrimonio della città da valorizzare a dovere, trasformandolo in un volano per rilanciare il polo culturale del Ponente. Stiamo parlando del Museo Navale di Pegli ospitato presso Villa Centurione-Doria, il complesso architettonico e paesaggistico sorto nel XVI secolo che, dopo il restauro dell’edificio (ultimato nel 2001) e il riallestimento delle collezioni, ha riaperto i battenti.

    A partire dal 2004, in seguito all’apertura del Galata Museo del Mare, Villa Doria ha trovato una nuova identità, sempre nell’ambito dei Musei del Mare e della Navigazione. Al suo interno sono esposte le collezioni marittime relative a Genova e alle Riviere che vanno dal XV al XIX secolo. Si possono ammirare preziose carte geografiche, dipinti, disegni, modelli navali, strumenti di costruzione e di navigazione nonché “visitare” gli antichi cantieri navali e le botteghe artigiane legate al mondo marittimo. Rilevanti le testimonianze di cultura materiale dei marinai e dei maestri d’ascia liguri.

    «A Villa Doria, oltre al Museo Navale, ci sono il liceo classico e un centro con l’università della terza età – spiega il consigliere comunale Francesco De Benedictis (Gruppo Misto) che rivolge un appello alla Giunta di Palazzo Tursi – Insomma potrebbe essere un punto di riferimento per la cultura cittadina». Al momento, però, non è proprio così perchè «Diverse opere sono state, in qualche modo, dimenticate», aggiunge De Benedictis.

    Tutto sarebbe iniziato, secondo il consigliere, nel momento in cui fu creato il Galata «In quell’occasione diverse opere ospitate a Pegli furono trasferite al museo del Mare del Mare al Porto Antico. Adesso, ad anni di distanza, bisogna iniziare a pensare a come restituire linfa vitale al Ponente». 

    E non mancano alcune proposte concrete che non comporterebbero alcuno sforzo «L’artista Aldo Raimondi, durante i suoi periodi di villeggiatura, ha realizzato diversi acquerelli raffiguranti Pegli – spiega il consigliere – Si tratta di opere che, in parte sono affisse in Regione mentre altre sono ancora in magazzino. Perchè non esporle proprio in questa sede, dando lustro ad un artista di fama mondiale?».

    Senza dimenticare la non trascurabile parte di patrimonio che ancora giace nascosta nei fondi «Esistono diverse ricostruzioni di imbarcazioni risalenti agli anni ’30-’40, attualmente non visibili al pubblico e questo è davvero un peccato – continua De Benedictis – L’obiettivo deve essere quello di togliere tutto dai magazzini per rimettere le opere nei musei. In caso contrario, quest’ultimi non riusciranno a rilanciarsi come meritano».

    Inoltre, per valorizzare il sito, occorre sfruttare al meglio l’opportunità del collegamento con la NaveBus, il traghetto gestito da Amt che parte proprio dal Porto Antico.

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

     

     

     

  • Quezzi, Molinetto: manifestazione e sopralluogo delle istituzioni

    Quezzi, Molinetto: manifestazione e sopralluogo delle istituzioni

    Sabato 12 gennaio (ore 9 appuntamento in Largo Merlo) si svolgerà la manifestazione autoconvocata dagli abitanti di via del Molinetto in località Pedegoli, sulle alture di Quezzi, per ribadire la necessità di ripristinare l’accesso pedonale alla creuza, interdetto ormai da 13 mesi con inevitabili disagi per i residenti, in particolare anziani e diversamente abili.

    Qualcosa, però, finalmente si muove: Lunedì 14 gennaio, infatti, alle ore 14:30, è previsto un sopralluogo istituzionale a cui parteciperanno il Commissario Delegato per il Fereggiano (nonché Presidente della Regione), Claudio Burlando, l’Assessore comunale ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, l’Assessore regionale all’Ambente, Renata Briano, il presidente del Municipio, Massimo Ferrante, referenti della Provincia e tecnici di Elpis s.r.l., la società di Coop 7 che concretamente realizzerà la nuova rampa di accesso a via del Molinetto.
    Seguirà, alle ore 15:00, un’assemblea pubblica presso i locali del circolo “Amici di Pedegoli” in via Daneo.

    Quest’ultima iniziativa, reclamizzata su un volantino affisso lungo le strade del quartiere e firmato Pd, suscita una polemica politica «Il Partito Democratico vuole passare come l’artefice della soluzione – tuona Giuseppe Pittaluga, abitante di via del Molinetto e consigliere Rc-Fds in Municipio – per altro quella meno logica e che non convince alcuni cittadini, ossia la nuova rampa carrabile alternativa al ponte. Eppure tale situazione di empasse è stata causata dallo stesso Pd e dai suoi rappresentanti che siedono nell’amministrazione comunale: nei mesi scorsi, infatti, il Comune avrebbe potuto realizzare almeno un intervento provvisorio, una passerella salvavita del costo di poche migliaia di euro, che avrebbe permesso il passaggio degli abitanti e dei piccoli mezzi agricoli».
    Al contrario «Adesso raggiungeranno il loro scopo – continua Pittaluga – ovvero trasformare un percorso pedonale in carrabile, quindi accessibile alle automobili. È facile immaginare che in futuro allargheranno la creuza e magari costruiranno qualche parcheggio lungo il rivo».
    Smorza i toni il Presidente del Municipio Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante, che rassicura «L’opera si atterrà scrupolosamente al Piano di bacino e dovrà anche provvedere a mettere in sicurezza da possibili allagamenti le abitazioni costruite lungo il rio Molinetto. L’accesso rimarrà, anche alla fine dei lavori, ad uso esclusivo dei pedoni e per il passaggio dei soli mezzi agricoli, com’era in origine. È importante conservare le caratteristiche architettoniche e rurali del territorio senza stravolgimenti».
    il consigliere Pittaluga, però, non si fida «Il progetto originario che, in via informale, sono riuscito a vedere, prevede una rampa larga 2,5 metri e pure un allargamento del primo tratto della creuza. Ricordiamo che il ponte era largo solo 1,90 metri».

    Entro la fine di questo mese, presso il Municipio Bassa Valbisagno, si terrà un’assemblea pubblica in cui i cittadini potranno osservare il progetto, esporre le loro opinioni e apportare eventuali modifiche.
    Ma rimane ancora un nodo non secondario da sbrogliare. Parliamo dei tre magazzini (uno abusivo) che dovranno essere abbattuti per consentire la realizzazione della rampa. I proprietari, a breve, dovranno cedere tali immobili. Qualcuno ha parlato di esproprio ma Pittaluga sottolinea «E chi espropria? Coop 7? Semmai si può parlare di una trattativa tra soggetti privati».

    «Il magazzino rappresenta un valore aggiunto della mia abitazione – spiega la signora Debora Vidali, proprietaria di uno degli immobili destinati alla demolizione – Finora non ci è stato comunicato nulla di preciso. Soltanto che sarebbe passato un geometra comunale, come in effetti è avvenuto».
    Nel frattempo, mentre chiacchiero con la proprietaria del magazzino, un tecnico comunale dell’ufficio espropri è intento a prendere misurazioni «Ci hanno parlato di un approccio amichevole ma in realtà non c’è margine di manovra – continua Vidali – Si potrà trattare esclusivamente sul prezzo. Ormai è deciso: i magazzini devono sparire».
    Il disagio dei proprietari, però, non è limita alla perdita degli immobili. C’è preoccupazione anche per l’incolumità delle persone «La rampa sbucherà proprio di fronte all’ingresso di casa mia – conclude la signora Vidali – Prima i mezzi agricoli passavano a velocità limitata. In futuro, invece, le automobili si muoveranno a maggiore velocità. Inoltre, siamo sicuri che l’abbattimento di questi manufatti e la realizzazione dell’opera, non comporteranno problemi di allagamento lungo via del Molinetto?».

     

    Matteo Quadrone

  • S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    Un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per discutere con gli amministratori pubblici le problematiche più sentite dagli abitanti, in particolare di quella porzione più antica del centro storico genovese, la collina del Castello. L’iniziativa, organizzata dall’Assest Associazione Centro Storico Est, in collaborazione con la parrocchia di San Torpete e l’Associazione Ludovica Robotti, si è svolta il 19 dicembre scorso presso la chiesa di Santa Maria di Castello e ha visto la partecipazione del Vicesindaco, Stefano Bernini e dell’assessore a Legalità e Diritti, Elena Fiorini.

    «È stato un incontro preliminare, tra qualche mese ci confronteremo nuovamente – spiega il presidente di Assest, Giancarlo Bertini – la nuova amministrazione comunale per la prima volta ha incontrato i cittadini. L’impressione è positiva perché hanno ascoltato le nostre istanze».

    Al centro della discussione alcuni aspetti negativi, quali il degrado del territorio e la diffusione del commercio abusivo, precise richieste, come la tutela del diritto al riposo notturno e una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ma anche concrete proposte, in primis il rilancio del turismo e l’inserimento della zona nei percorsi culturali della città.

    «L’assenza di legalità, purtroppo, non si manifesta solo con frequenti episodi di microcriminalità (piccolo spaccio, reati predatori, ecc.) – continua Bertini – In questo senso il “mercatino” di via Turati, che attualmente continua ad operare a pieno regime, è l’emblema di una parte della città che va assumendo i contorni di zona franca». Per questo, oltre a una maggiore presenza della polizia municipale «Sarebbe utile avere un ufficio dei vigili urbani nel quartiere», aggiunge Bertini.

    Tra le criticità l’ormai famosa movida è sempre ai primi posti «Purtroppo alcuni locali non rispettano la dignità delle persone che vivono nei dintorni – sottolinea Bertini – E poi, dopo la chiusura di bar e circoli, spesso e volentieri, gli schiamazzi continuano per le strade».

    Inoltre, i residenti del centro storico hanno evidenziato l’impoverimento del quartiere «Il simbolo sono le serrande abbassate – spiega il presidente – Numerosi esercizi commerciali hanno già chiuso e altri si apprestano a farlo. Andando avanti di questo passo i caruggi diventeranno deserti di giorno, per rianimarsi solo durante le ore notturne».

    Assest e molti residenti, invece, sono convinti che questa porzione del centro storico possegga tutte le carte in regola per un rilancio basato sul turismo. «Noi abbiamo sempre espresso il desiderio che il patrimonio storico-artistico di questa parte del centro storico venga incluso nei percorsi turistico-culturali – continua Bertini – Quindi non solo Via Garibaldi, via San Lorenzo e Porto antico ma anche la zona di Santa Maria di Castello, Porta Soprana, la casa di Mameli, ecc., sono risorse da valorizzare a dovere».

    D’altra parte l’associazione non sta con le mani in mano e anzi, da lungo tempo, cerca di sviluppare attività di promozione culturale «Da ormai 7 anni presso Santa Maria di Castello organizziamo i “Mercoledì del Castello” – aggiunge il presidente di Assest – e regolarmente una cinquantina di persone partecipa agli incontri».

    «Abbiamo trovato disponibilità da parte degli amministratori pubblici – conclude Bertini – speriamo non sia solo di facciata, ma staremo a vedere. Le cose non possono cambiare radicalmente, nel giro di un paio di mesi, sono processi lunghi, però, l’importante è aver avviato un dialogo».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Siviglia, orto collettivoIl metodo di agricoltura sinergica è stato ideato in Spagna da Emilia Hazelip e si basa sull’assunto che il suolo sia un organismo autonomo in grado di auto-rigenerarsi: mentre la terra fa crescere le piante, queste creano a loro volta suolo fertile attraverso il rilascio di residui organici dalle radici (microrganismi, batteri, funghi, etc).

    La coltivazione sinergica si basa dunque su un rispetto assoluto delle condizioni naturali del suolo: se nell’agricoltura “tradizionale” il terreno è arato e modificato a seconda delle stagioni, le colture sinergiche sono invece permanenti e avvengono in aiuole rialzate di circa 30-40 cm rispetto al terreno su cui gli agricoltori camminano e lavorano. Le piante inoltre non vengono estirpate, ma tagliate in modo che le radici si decompongano naturalmente nel terreno, rilasciando gli organismi che ne alimentano la fertilità.

    Questo il metodo portato avanti dall’associazione nazionale Terra! Onlus, che ha base a Genova ma ha contribuito a creare orti sinergici in numerose città italiane. Dal 2004 opera a Vesima, dove è stato creato il primo orto sinergico, mentre dal 2011 Terra! è attiva anche nel quartiere di Cornigliano.

    La referente genovese di Terra! Giorgia Bocca ci illustra il progetto: «Facciamo parte della rete Yepp!, con cui abbiamo ideato un progetto di orto collettivo per la riqualificazione di Valletta San Pietro: al nostro arrivo era un roveto degradato e abbandonato a sé stesso, abbiamo iniziato pian piano a riqualificarlo. Lo spazio è gestito da un gruppo informale, persone che singolarmente o in gruppo coltivano un pezzetto di orto, con un coordinatore che ne supervisiona le attività».

    Tra i progetti futuri un laboratorio didattico con le scuole di Cornigliano e Sestri Ponente, che partirà probabilmente ad aprile 2013, e corsi di autosostentamento per chi vuole vivere in maniera più sostenibile: «Il coinvolgimento delle persone parte da una corretta informazione sulle possibilità e alternative che ci sono nelle scelte quotidiane: chi vuole contribuire come volontario a Terra! deve anzitutto essere beneficiario delle attività che vengono svolte».

    Quanto è importante il legame con le istituzioni per proseguire in questo progetto? «A breve presenteremo al Municipio e alla Società per Cornigliano un progetto di maggiore intervento su Valletta San Pietro, curato dall’architetto Silvia Cama, in vista del Festival degli orti sinergici 2013 che si terrà a metà luglio. Il contributo delle istituzioni è fondamentale, ma la cittadinanza attiva parte anzitutto dal “parlare con il vicino di casa”, che è paradossalmente l’obiettivo più difficile da raggiungere: quando abbiamo iniziato la riqualificazione del parco, gli abitanti della zona ci guardavano dalla finestra, nessuno faceva domande; poi qualcuno ha iniziato a scendere, uscire di casa e parlare con noi; dopo qualche tempo, grazie a un lento e costante passaparola, tutto il quartiere sapeva di noi e molte persone volevano dare una mano. Anche per questa ragione, lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare il Festival degli orti sinergici da Vesima e Cornigliano: la partecipazione del quartiere – sia i singoli abitanti sia scuole, Municipio, Arci e associazioni – è stata molto attiva e numerosa».

    Per contribuire alle attività di Terra! è possibile aderire inviando una mail a genova@terraonlus.it.

    Marta Traverso