Anno: 2012

  • Genova e la mediazione comunitaria: un’esperienza possibile

    Genova e la mediazione comunitaria: un’esperienza possibile

    Un libro sulla mediazione comunitaria che parte da un’esperienza concreta, quella in corso sul territorio genovese. Un progetto foriero di ottimi risultati grazie alla diffusione di un metodo di risoluzione pacifica e partecipativa dei conflitti, applicato in contesti particolarmente complessi, quali ad esempio il centro storico della nostra città.
    Il volume “La mediazione comunitaria: un’esperienza possibilesarà presentato dai due curatori – Danilo De Luise (Fondazione San Marcellino Onlus) e Mara Morelli (Università di Genova Dipartimento di Lingue e Culture Moderne) – giovedì 20 settembre, ore 17:45 a Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio, alla presenza del Sindaco di Genova, Marco Doria, Luca Borzani, presidente della Fondazione Ducale, Francesco Cambiaso S.J., presidente Fondazione San Marcellino Onlus e Leticía Garcia Villaluenga, docente e direttrice dell’Istituto Universitario di Mediazione e Gestione dei Conflitti dell’Università Complutense di Madrid.

    A Genova la formazione ed il lavoro sul territorio vanno di pari passo: negli ultimi due anni, infatti, il corso di Sensibilizzazione alla Mediazione Comunitaria – promosso e organizzato dalla Fondazione San Marcellino e dal DiSCLiC dell’Università di Genova, in collaborazione con Comune di Genova, Provincia di Genova e Regione Liguria – è stato capace di coinvolgere non solo gli addetti ai lavori (operatori dei servizi sociali, insegnanti, vigili urbani, ecc.) ma soprattutto le persone comuni. Dapprima gli abitanti del Ghetto, in seguito – in maniera del tutto spontanea – i residenti di via San Bernardo.
    «Il libro raccoglie il percorso genovese ma poi si apre ad altre voci, non strettamente collegate alla mediazione comunitaria, contributi provenienti dall’Italia e dal resto del mondo, in particolare dall’America Latina», spiega Danilo De Luise, San Marcellino Onlus.
    Quasi 400 pagine, un mix tra una parte teorico-didattica – che esplora anche le possibili interazioni con altre discipline – ed una dedicata al lavoro sul campo. Dall’esperienza nel carcere di Hermosillo in Messico a quello della Casa di quartiere Ghett-Up di Genova. «Ci sono i racconti dei vigili urbani e degli abitanti del centro storico, coinvolti in prima persona – continua De Luise – Questo volume è dedicato ad uno di loro, un residente del Ghetto che, fin dal principio, ha partecipato attivamente al progetto, fornendo un prezioso contributo. È stata la molla che ci ha fatto intuire di essere sulla strada giusta».
    Per capire la bontà ed il valore dell’esperienza genovese, basta ricordare che Danilo De Luise è appena ritornato dal Cile. Chiamato dal Governo cileno per formare alcuni operatori locali.

    Il volume sarà presentato a Palazzo Ducale, pratica non consueta per le pubblicazioni promosse da San Marcellino «Il presidente della Fondazione Ducale, Luca Borzani, conosceva la nostra esperienza e si è mostrato molto interessato – sottolinea De Luise – La mediazione comunitaria è un argomento poco trattato, questo è uno dei pochi libri sull’argomento pubblicati in Italia». E il nuovo rapporto con la Fondazione Ducale apre prospettive interessanti, in vista di una futura collaborazione sul territorio genovese. «A Genova si è formata una piattaforma di mediazione comunitaria che permetterà di continuare il percorso avviato – conclude De Luise – I partecipanti ai corsi, infatti, non si disperderanno. Vogliamo costituire un’associazione di mediazione comunitaria aperta a tutte le persone interessate. Intanto proseguiranno le attività con gli agenti della polizia municipale. Ma l’obiettivo è allargare la proposta formativa a diversi quartieri della città».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Righi: rifiuti abbandonati lungo i sentieri, rispettare le regole è gratis

    Righi: rifiuti abbandonati lungo i sentieri, rispettare le regole è gratis

    Degrado e rifiuti a RighiUna passeggiata pomeridiana sulle alture dalla Val Polcevera alla Val Bisagno percorrendo gli antichi sentieri che collegano i forti di Genova. Un’occasione per rendersi conto di quante persone ancora, nel terzo millennio, non conoscono le regole per lo smaltimento dei rifiuti cosiddetti “ingombranti”.

    Le foto mostrano impietose divani e lavatrici sul ciglio dello sterrato sotto le mura del forte Sperone e poi a pochi passi dal forte Diamante. Eppure le regole ci sono e sono anche convenienti per chi ha necessità di disfarsi di un’utenza domestica e non domestica nel territorio del Comune di Genova.

    I cittadini che devono disfarsi dei rifiuti ingombranti possono infatti portarli gratuitamente alle Isole Ecologiche Amiu (unico scoglio burocratico è l’apposita dichiarazione obbligatoria), consegnarli gratuitamente al camioncino EcoVan oppure chiedere il ritiro direttamente a casa per poco più di dieci euro a pezzo iva compresa.

    Dove si trovano le Isole Ecologiche a Genova? A Pontedecimo in via Gastaldi (010-7261421), in Val Polcevera a Campi in via Argine Polcevera (010-8695509), a Staglieno in Lungobisagno Dalmazia 3 (010-5584377) e a Prà nella Fascia di Rispetto. Inoltre, nei quartieri Certosa, Rivarolo, Teglia, Bolzaneto, Begato, San Quirico, Pontedecimo, Sampierdarena e San Teodoro Amiu dà la possibilità di prenotare il ritiro gratuito a casa propria (massimo 3 pezzi) chiamando il numero 010 8980800.

    Senza dimenticare la Fabbrica del Riciclo in Val Polcevera dove è possibile abbandonare i propri rifiuti i quali verranno poi recuperati e messi a disposizione di chi ne farà richiesta. E non mancano neanche le iniziative sul web, una su tutte “Te lo regalo se vieni a prenderlo”, un gruppo su Facebook che offre opportunità di scambio di oggetti… per la serie, a qualcuno serve un divano?!

    Le sanzioni, che difficilmente superano i 100 euro, sono previste ma ovviamente inapplicate. D’altronde non è pensabile chiedere alla Polizia Municipale di sorvegliare chilometri e chilometri di sentieri. E se di notte il furbetto lancia aldilà delle mura di un forte il divano del suo salotto è sicuro di passarla liscia. Vien da chiedersi… Ma una volta caricato in macchina il divano, non è più comodo portarlo in un’Isola Ecologica piuttosto che attendere la notte e arrampicarsi sino a Righi?

    [foto di Andrea Vagni]

  • Corso fumetto Genova: open day della Comics Academy

    Corso fumetto Genova: open day della Comics Academy

    fumettoGiovedì 20 settembre 2012 si terrà l’open day della Genoa Comics Academy: una giornata per scoprire tutti i dettagli sui nuovi corsi e laboratori della prima scuola di fumetto genovese.

    A partire dalle ore 18 tutti gli insegnanti del corso saranno disponibili per illustrare a chi vuole iscriversi i programmi delle iniziative previste per l’anno accademico in corso, che sarà dedicato a Diabolik, uno dei personaggi più amati del fumetto italiano, inventato nel 1962 dalle sorelle Giussani.

    Questi i laboratori in programma.

    Fumetto 1
    Corso per i maggiorenni, articolato in due bienni.
    Da ottobre 2012 a giugno 2013.
    Ogni martedì e giovedì dalle 18.30 alle 21.00, ogni venerdì dalle 17.00 alle 19.00.
    Basi tecniche ed espressive per la realizzazione del fumetto. Approfondimento dello studio dell’anatomia umana, studio della prospettiva, inchiostrazione, basi di sceneggiatura e di colorazione. Analisi degli stili diversi di disegno per valorizzare il
    segno individuale di ogni allievo.
    Docenti: Luca Laca Montagliani- Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Roberto Lauciello – Francesco D’Ippolito Andrea Jula.
    Iscrizione annuale: € 230 – Quota Mensile: € 180

    Fumetto 2
    Corso per i maggiorenni, articolato in due bienni.
    Da ottobre 2012 a giugno 2013.
    Ogni lunedì e mercoledì dalle 18.30 alle 21.00, ogni venerdì dalle 17.00 alle 19.00.
    Basi tecniche ed espressive per la realizzazione del fumetto. Basi di storyboard cinematografico fino alla specializzazione, nel secondo biennio, di colorazione digitale e utilizzo dei metodi moderni di lavorazione.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Roberto Lauciello – Francesco D’Ippolito Andrea Jula.
    Iscrizione annuale: € 230 € – Quota Mensile: € 180

    Illustrazione
    Per i maggiorenni.
    Da novembre 2012 a maggio 2013, ogni venerdì dalle 19.00 alle 21.00.
    Tecniche pittoriche classiche e moderne. Approfondimenti di anatomia, composizione dell’immagine, disegno dal vero, elaborazione digitale, studio dell’immagine come mezzo di comunicazione. Illustrazione per bambini, scenografia teatrale, illustrazione cinematografica.
    Docenti: Gregorio Giannotta – Andrea Jula – Roberto Lauciello – Andrea Piccardo – Stefano Piccardo.
    Iscrizione annuale: € 150 – Quota Mensile: € 150

    Sceneggiatura
    Da novembre 2012 a maggio 2013, ogni martedì dalle 18.30 alle 21.00.
    Scrittura per il fumetto, il cinema e la televisione: il corso si rivolge a coloro che intendono scoprire e esplorare le forme, i dispositivi e i modelli che regolano e rendono possibile la realizzazione e la produzione di una racconto per immagini.
    Docenti: R. Amal Serena – Susanna Pretelli – Daniele Bernardini.
    Iscrizione annuale: € 150 – Quota Mensile: € 150

    Pulcini
    Dai 9 ai 13 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni martedì dalle 17.00 alle 18.30.
    Guidare i bambini attraverso il mondo del fumetto, con una grande attenzione alla manualità per portarli a realizzare una storia a fumetti e sperimentare le tecniche e i materiali più disparati. Attraverso il gioco e l’animazione i bimbi impareranno a sviluppare la creatività necessaria per passare dall’ideazione di una storia alla sua concreta realizzazione.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo
    Iscrizione annuale: € 70 – Quota Mensile: € 70

    Pulcini 2
    Dai 9 ai 13 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni lunedì dalle 17.00 alle 18.30.
    Prosegue il corso dei più piccoli attraverso il gioco e l’animazione, gli allievi svilupperanno la creatività, progredendo nell’apprendimento di un nuovo linguaggio capace di dare seguito numerose abilità.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo
    Iscrizione annuale: € 70 – Quota Mensile: € 70

    Propedeutico
    Per tutte le età a partire dai 14 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni mercoledì dalle 17.00 alle 18.30.
    Il corso prevede l’approfondimento dei temi di narrazione del fumetto tramite lo studio di stili diversi: dal fumetto umoristico a quello americano passando per il fumetto francese e popolare. Si studieranno le basi delle tecniche di disegno, dall’inchiostrazione all’anatomia, dalla prospettiva al colore, fino ad arrivare a una padronanza della lettura dell’immagine.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Daniele Bernardini.
    Iscrizione annuale: € 70 € – Quota Mensile: € 70

    Laborcomix
    Dai 6 ai 12 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2012, due ore e mezza al sabato pomeriggio, ogni 15 giorni.
    Rivolto anche ai più piccini, propone un avvicinamento alla narrazione per immagini utilizzando tecniche artistiche e manuali e diversi tipi materiali.
    Una serie di laboratori creativi, ricchi di suggerimenti musicali e suggestioni tratte da antiche immagini animate, provenienti dall’est europeo. I materiali e i linguaggi protagonisti saranno pastelli, stoffa, piccoli oggetti naturali (e di riciclo), plastilina, collage e naturalmente, il fumetto.
    Docenti: Luca Laca Montagliani
    Tessera: € 10- Quota di partecipazione: € 5 – Carnet abbonamento: € 30

    Per info e iscrizioni si può scrivere alla mail info@genoacomicsacademy.it o telefonare al numero 010 8680658 dal lunedì al venerdì ore 16.30/19.30.

  • Ponente e Val Polcevera, tagli sanità: mobilitazione in difesa degli ospedali

    Ponente e Val Polcevera, tagli sanità: mobilitazione in difesa degli ospedali

    SanitariUna mobilitazione unitaria di comitati, associazioni, sindacati: i prossimi giorni si annunciano particolarmente caldi sul fronte della lotta contro i tagli al servizio socio-sanitario ligure. Nel mirino c’è la Giunta regionale artefice di un piano che «inasprisce le già gravissime sperequazioni tra una parte e l’altra della città negando l’unica opera seria e necessaria, ovvero la costruzione dell’Ospedale di Ponente – spiega il sindacato autonomo Fials, da mesi in prima linea per contrastare le politiche regionali sulla sanità – Oggi la Regione decide in proprio, non si confronta con nessuno, non ascolta i territori e meno che meno i sindacati dei lavoratori del settore».

    Si comincia con due assemblee pubbliche nei quartieri maggiormente colpiti dalle decisioni della Regione Liguria, Sestri Ponente e Pontedecimo, entrambi perderanno i loro presidi territoriali con la soppressione di interi reparti. Questi gli appuntamenti: Venerdì 21 ore 17:30 presso il palazzo comunale a Pontedecimo; Sabato 22 settembre ore 15:30 presso il salone della P.A. Croce Verde di Sestri Ponente.

    «I due Claudio, Burlando e Montaldo, da sette anni e mezzo al governo della sanità ligure, vogliono far pagare ai cittadini genovesi ed in particolare a quelli del Ponente, le loro incapacità gestionali – scrivono i Comitati per la salvezza dell’ospedale Gallino (Pontedecimo) e del Padre Antero Micone (Sestri Ponente) – Ormai non rappresentano né il presente né il futuro ma soltanto il passato fatto di sprechi e di menzogne: hanno bloccato l’appalto del Nuovo Ospedale della Val Polcevera ed hanno promesso che quei soldi sarebbero serviti a realizzare il Nuovo Ospedale del Ponente. Hanno mentito! Hanno dirottato quei finanziamenti all’ospedale Galliera. Del Nuovo Ospedale non vi è neanche il progetto ma intanto hanno continuato a tagliare i servizi nel Ponente ed ora vogliono trasformare l’ospedale Gallino di Pontedecimo ed il Padre Antero di Sestri in poliambulatori. Noi non ci stiamo!».

    Secondo i Comitati metà della popolazione genovese rischia di rimanere senza servizi ospedalieri «si vogliono tagliare circa cinquecento posti letto: è come chiudesse un grande ospedale con ricadute sia sull’assistenza che sull’occupazione – scrivono i promotori della mobilitazione – Prima di tagliare posti letto pubblici si comincino a togliere le convenzioni con i privati. Si cominci col togliere la convenzione con il privato ospedale Galliera».
    Inoltre «per attuare questo scempio la Giunta regionale, con delibera, ha sospeso i poteri in materia sanitaria del Consiglio Regionale e della Conferenza dei Sindaci – sottolineano i Comitati – Se il Governo Monti facesse altrettanto col Parlamento, saremmo al “colpo di stato”».

    Le misure del Governo (spending review), quelle di aziende sanitarie e Regioni coinvolgono tutti «chi non è colpito direttamente oggi potrà esserlo domani – ricorda la Fials – Il taglio al welfare è strutturale e prevede “step” di interventi semestrali e annuali. In questa situazione il Sindaco di Genova e le istituzioni territoriali stranamente tacciono rinunciando alle loro prerogative e venendo meno ai propri doveri. Noi rinnoviamo l’appello a tutti: comitati, associazioni, sindacati. Occorre fermare questo scempio. Occorre mobilitarsi, attivare iniziative e farsi sentire».

    Giovedì 27 settembre sarà la volta della manifestazione con il corteo che marcerà sulla Regione. Il concentramento è previsto per le ore 15.30 presso la Stazione Marittima: i cittadini sono invitati a partecipare a piedi, in bicicletta, in moto o in macchina.
    Venerdì 28 settembre, invece, è in programma lo sciopero generale di 24 ore dei lavoratori della sanità e del pubblico impiego con manifestazione nazionale a Roma. A Genova attivo dei lavoratori della sanità ore 10.00 al circolo operaio di via Donghi.

     

    Matteo Quadrone

  • Festival del Mediterraneo 2012: il programma dei concerti

    Festival del Mediterraneo 2012: il programma dei concerti

    Castello D'AlbertisLa ventunesima edizione del Festival Musicale del Mediterraneo si tiene per la prima volta a settembre: Davide Ferrario e l’associazione Echo Art mettono in scena un ricco programma di concerti per tutta la settimana in corso, dislocati in varie location del centro cittadino.

    Questo il programma:

    Martedì 18 settembre (ore 18.30 – Palazzo Tursi): Paolo Angeli, Italia

    Mercoledì 19 settembre (ore 18.30 – Sant’Agostino): Cadira, Italia

    Giovedì 20 settembre (ore 18 – Castello D’Albertis): Riciclato Circo Musicale, Italia

    Venerdì 21 settembre (ore 20.30 – Palazzo Ducale): Danças Ocultas, Portogallo

    Sabato 22 settembre (ore 20.30 – Palazzo Rosso): Kantu Korpu con Maria Alatsatianou, Grecia

    Domenica 23 settembre (18.00 – Palazzo Ducale): Naziha Azzouz (Algeria) e Adel Salameh (Palestina), Mohammad Reza Mortazavi (Iran), Abdenbi el Gadari (Marocco)

    Tutti i giorni (ore 17 e dopo i concerti – Centro Storico, Area Ghetto e Maddalena): Gnawa Bambara Street Parade, Dj Caipirinha, Paco Seco improvisaciòn de guitarra.

  • Genova, addio Equitalia: l’Anci studia un ente ad hoc

    Genova, addio Equitalia: l’Anci studia un ente ad hoc

    EquitaliaA partire dal 1 gennaio 2013 si aprirà una nuova fase per i contribuenti genovesi. Da quel giorno, infatti, come stabilisce il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, il Comune di Genova alla pari di tutti i comuni italiani, dovrà gestire da solo l’attività di riscossione tributi. Addio ad Equitalia spa – il discusso ente pubblico-privato, spesso accusato di adottare un sistema di riscossione aggressivo – senza troppi rimpianti.

    Ma quali soluzioni sono alla studio nelle diverse città italiane? A Firenze, ad esempio, il sindaco Matteo Renzi ha deciso di affidare il servizio ad una spa pubblica, Linea Comune. A Vicenza, invece, si guarda in direzione della riscossione diretta con la nascita di un apposito organo comunale, “Equivicenza”.

    Tutto era partito nell’autunno 2011 in Sardegna grazie ad un gruppo di donne che intrapresero un lungo sciopero della fame in difesa delle loro case e delle aziende dei mariti minacciate dai pignoramenti. La mobilitazione convinse la giunta dell’isola a varare, il 16 novembre scorso, una proposta di Disegno di Legge Costituzionale con la quale è stata avanzata richiesta ufficiale sia di sganciamento del sistema contributivo sardo da Equitalia spa, sia di riorganizzazione regionale attraverso un’apposita Agenzia delle entrate a carattere pubblico.

    Oggi i comuni devono fare i conti con una progressiva penuria di risorse economiche e la funzione di riscossione tributi resta strategica. Considerata l’ampiezza del campo d’intervento, però, sembra necessario che ad occuparsene sia comunque un ente esterno.
    Un’interessante proposta arriva dall’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) che da tempo sta lavorando per la costituzione, al suo interno, di un organo che possa prendere il posto di Equitalia spa.
    Quindi nel prossimo futuro le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: una gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio, oppure la creazione di un ente ad hoc, ad esempio come quello ipotizzato dall’Anci.

     

    Matteo Quadrone

  • Corso di teatro Genova con Elena Dragonetti e Raffaella Tagliabue

    Corso di teatro Genova con Elena Dragonetti e Raffaella Tagliabue

    Teatro del LemmingIl teatro come esplorazione di sé, come mezzo di espressione e comunicazione, come percorso creativo. Questa la base del corso di teatro che le attrici Elena Dragonetti e Raffaella Tagliabue – diplomate allo Stabile di Genova e che collaborano con vari teatri della città – terranno nel centro storico a partire da ottobre 2012.

    Un percorso di lezioni a cadenza settimanale, diviso in un corso per principianti e uno avanzato (per chi ha già esperienze teatrali), che porteranno i partecipanti a lavorare sulla ricerca della propria dimensione artistica e creativa.

    A conclusione del corso, verrà messo in scena uno spettacolo in uno dei principali teatri genovesi.

    Il corso fa parte del progetto Narramondo. Teatro Civile di Narrazione, attivo dal 2002 nella realizzazione di spettacoli e di laboratori per bambini e adulti.

    La prima lezione è gratuita. Per informazioni e iscrizioni si può scrivere all’indirizzo progettoulrike@yahoo.it.

  • Translators4children, tradurre gratis le cartelle cliniche dei bambini

    Translators4children, tradurre gratis le cartelle cliniche dei bambini

    L'interno di un'ambulanzaQuando le caratteristiche di globalità della rete vengono sfruttate per progetti a scopo umanitario dalle immense potenzialità: così nasce Translators4Children, sito di volontari che offre un servizio indispensabile ma fino a ieri inesistente e che può contribuire a salvare le vite di molti bambini.

    Il 1° settembre 2012 è nato il sito Translators4Children, un progetto che, attraverso i contributi volontari di medici, infermieri, traduttori e interpreti professionisti, si propone di fornire ai bambini malati e alle loro famiglie un servizio completamente gratuito di traduzione (dall’italiano a una lingua straniera e viceversa) di cartelle cliniche e documenti affini essenziali nell’iter delle cure mediche.​

    Il progetto, che giunge con tempismo considerato il periodo di grande difficoltà economica, è stato ideato dal Dott. Marco Squicciarini – esperto di tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, attivo da anni come volontario anche all’estero e divulgatore delle manovre di disostruzione pediatriche – con la collaborazione di diversi professionisti che hanno prestato la loro opera nella realizzazione del sito e creazione del servizio.​

    Quando le cartelle cliniche sono scritte in una lingua straniera la loro pronta traduzione è fondamentale per permettere ai medici di stabilire come intervenire, in quelle che spesso sono vere e proprie corse contro il tempo per salvare la vita di un bambino. Le difficoltà si presentano poiché il lavoro di traduzione non è responsabilità degli ospedali e ciò significa che le famiglie devono rivolgersi a un traduttore professionista. Qui entra in gioco il fattore tempo, perché agire in fretta aumenta le possibilità di salvare una vita, ma non tutte le famiglie hanno i mezzi economici per pagare velocemente tale servizio.

    Ecco quindi il ruolo di primo piano di Translators4Children, che rimuove gli ostacoli di natura linguistica traducendo gratis e nel minor tempo possibile le cartelle per agevolare i viaggi della speranza da e per l’Italia. ​
    Attualmente il sito offre infatti traduzioni per coppie di lingue la cui lingua di partenza o destinazione sia l’italiano. I tempi di traduzione dipendono da gravità del caso, ordine di arrivo e disponibilità di traduttori e medici e le richieste di traduzione devono giungere al sito dall’ospedale interessato con la firma del medico pediatra responsabile.

    Questo sito è il primo al mondo nel suo genere e l’entusiasmo suscitato dall’iniziativa è stato dimostrato anche dagli eccezionali numeri che ne hanno accompagnato le prime ore di vita: solo il 1° settembre sono state effettuate 100 iscrizioni da parte di traduttori e medici volontari da tutto il mondo; il 2 settembre, a 23 ore di vita, il sito contava 4.155 presenze e 300 ulteriori iscrizioni effettuate in giornata; ad oggi sono state superate le 10.000 visite da 40 paesi.

    Il 3 settembre l’APEL, (Associazione Pediatri della Liguria) ha offerto la propria collaborazione al progetto, che ha inoltre ricevuto il riconoscimento delle Onlus FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIOI (Associazione Italiana per le Nazioni Unite). ​
    Nel frattempo le lingue coperte dal sito sono arrivate a 14 e sono stati attivati servizi come “Translators4Hospital” che raccoglie l’aiuto di quei volontari che abbiano un po’ di tempo da dedicare a questa causa recandosi in un ospedale dove sia necessaria la presenza di un interprete per semplificare la comunicazione tra i medici e i piccoli pazienti stranieri nei casi in cui nemmeno i genitori dei bambini parlino italiano.
    L’attività da svolgere in questo caso è semplicemente tradurre la conversazione, e a tal fine è stata attivata anche la chatroom via Skype che permette agli interpreti di connettersi direttamente coi pediatri in ospedale nel caso in cui non possano essere fisicamente presenti.​

    Il progetto è continuamente pronto ad accogliere l’offerta di collaborazione di nuovi volontari.
    Chiunque sia in possesso delle competenze professionali richieste e voglia offrire il proprio contributo può farlo visitando il sito e iscrivendosi. ​

    Per saperne di più, seguire gli aggiornamenti o inviare una richiesta di aiuto, l’indirizzo completo del sito è www.translators4children.com, è attiva anche la pagina Facebook e si possono richiedere informazioni all’indirizzo info@translators4children.com.​

    Claudia Baghino

  • Liguria, piste ciclabili: mostra alla Loggia di Piazza Banchi

    Liguria, piste ciclabili: mostra alla Loggia di Piazza Banchi

    turismoUna mostra sulle piste ciclabili in Liguria per illustrare una nuova modalità di fruire il territorio, a contatto con la natura e le bellezze liguri. Nell’ambito della Mobility week –  settimana europea dedicata alla bicicletta e alla promozione di mezzi di trasporto più sostenibili (vedi il programma completo) – sarà inaugurata lunedì 17 settembre alle ore 18 alla Loggia di Piazza Banchi alla presenza dell’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaella Paita.

    Un’occasione per illustrare un progetto complesso che riguarda non solo la realizzazione di infrastrutture, ma tutte le attività che servono a favorire e migliorare l’utilizzo della bicicletta, sia per gli spostamenti urbani e quotidiani, sia per il turismo o lo sport. Punto di partenza del progetto di “Rete ciclabile ligure” è stata la proposta della federazione italiana Amici della bicicletta per la creazione di 5 grandi itinerari ciclabili che attraversino la Liguria e le consentano di essere inserita nelle reti ciclabili italiane ed europee.

    «La Regione Liguria – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita – ha voluto investire in piste ciclabili in sede propria, creando 70 chilometri di piste che, partendo dal mare, consentono di scoprire i paesaggi dell’entroterra lungo percorsi di fondovalle o riutilizzando tracciati ferroviari dismessi. Una strada su cui intendiamo proseguire riconvertendo altri tracciati ferroviari di prossima dismissione tra Malpasso e Varigotti e tra S Lorenzo al Mare e Andora, oltre alla futura dismissione del tratto a binario unico tra Andora e Finale Ligure che consentirà di completare il più lungo percorso costiero dedicato ai ciclisti e ai pedoni».

    La mostra, con ingresso gratuito, proseguirà fino a sabato 22 settembre e sarà aperta tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19.

  • Moto elettriche Genova: a Nervi la prima colonnina di ricarica

    Moto elettriche Genova: a Nervi la prima colonnina di ricarica

    moto elettricaUna notizia interessante, che arriva proprio in concomitanza del primo giorno di ripresa delle lezioni per gli studenti di Genova. Quanti sono i ragazzi che, una volta preso il patentino e convinto i genitori a fargli dono dello scooter, preferiscono usare questo mezzo per andare a scuola ogni giorno?

    Se è importante far loro conoscere e rispettare il codice della strada, è altrettanto fondamentale che si sappia che il trasporto su gomma contribuisce all’inquinamento e può portare danni all’ambiente, e che esistono valide alternative per usare un mezzo di trasporto privato e rimanere “ecosostenibili”. Un esempio sono i veicoli elettrici, che stanno prendendo sempre più campo in molte parti del mondo.

    L’azienda genovese Ecomission, con sede a Sestri Ponente e produttrice del motorino elettrico EcoJumbo, ha inaugurato proprio in questi giorni un progetto che vedrà l’installazione di 20 colonnine di ricarica per scooter elettrici in altrettante scuole della città. La prima, che sarà resa operativa a breve, è presso il Liceo Emiliani di Nervi. Un dispositivo che non prevede alcun costo per la scuola, perché l’azienda beneficia di un finanziamento di fondi europei, grazie a un bando patrocinato dalla Regione Liguria.

    Acquistare uno scooter elettrico non è solo rispettoso dell’ambiente, ma abbatte nel lungo periodo i costi di mantenimento del mezzo: tra i vantaggi previsti, chi lo possiede è esentato dal pagamento della tassa di possesso e ha diritto a una riduzione della RC pari al 50%.

    Marta Traverso

  • La moda oggi? Artigianale, a km zero ed ecosostenibile

    La moda oggi? Artigianale, a km zero ed ecosostenibile

    Spighe al tramontoQuante volte ci ritroviamo a sospirare ricordando la celebre frase (usata per la prima volta in uno spot di Carosello) Fermate il mondo, voglio scendere? Pensiamo per esempio agli ambienti di lavoro, spesso sinonimo di ritmi frenetici, ansia costante, necessità impellente di “stare dietro” ai ritmi di clienti, fornitori, e più di recente anche dei molteplici canali di comunicazione presenti su Internet.

    Di fronte a tanta velocità, si sente il bisogno di allentare il tiro, camminare più piano rispetto alla velocità del mondo che ci circonda e ridare lentamente alle cose e alle persone il giusto valore.

    Questa, in sintesi, è la filosofia che ha spinto Barbara Pasero e i suoi soci a creare nel 2010 a Genova Yoge Design: «Rientrando da un lungo periodo di viaggi, non riuscivo in nessun modo a rientrare nel tradizionale flusso di lavoro. Lo spirito di innovazione e “ripensamento” che avevo respirato in Nord Europa e in Asia mi ha spinto a provare un nuovo modo di lavorare». Da qui la scoperta della biocomunicazione, un’associazione che raduna tutti i comunicatori e designer che fanno “obiezione di coscienza” rispetto alla velocità di cui sopra.

    Yoge Design nasce come agenzia di comunicazione, ma con il tempo si è specializzata nel realizzare moda e design artigianale e sostenibile. A fronte dei tanti Made in China o Made in Taiwan che troviamo sulle etichette dei nostri vestiti, esistono molte realtà che fanno scelte in controtendenza, che vogliono offrire ancora prodotti di qualità e a km zero: la materia prima viene acquistata da produttori di commercio equo, che quasi sempre operano con metodi di coltivazione biologica. La lavorazione è fatta da una cooperativa italiana sul nostro territorio nazionale, creando abiti e accessori realizzati a mano, senza nichel, formaldeide o tinture con metalli pesanti.

    Perché si dovrebbe preferire un prodotto artigianale, magari più costoso, a uno acquistato nelle tante catene di negozi presenti in città? Secondo Barbara Pasero «il costo maggiore dei prodotti “fatti bene” è educativo. Usciamo da un periodo in cui ci è stata nascosta la faccia oscura delle produzione, le cose costavano poco e sembrava valessero poco: bisogna fare il processo inverso, ricominciare a dare valore agli oggetti. La storia di un prodotto per noi è parte del prodotto stesso. Inoltre, indirizzare gli acquisti verso piccole realtà, artigianali e locali, devia il flusso di denaro dalle grandi banche ai piccoli conti correnti, rimettendo in moto la circolazione periferica: è questo un modo per uscire dalla crisi».

    Per informazioni su Yoge Design e sui suoi prodotti si può contattare Barbara all’indirizzo info@yogedesign.com.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova, Ericsson: avviate le procedure di licenziamento collettivo

    Genova, Ericsson: avviate le procedure di licenziamento collettivo

    Dopo le proteste, la mobilitazione e l’assemblea di venerdì scorso a Sestri Ponente per informare la cittadinanza sulla critica situazione dei lavoratori della Ericsson94 esuberi di personale annunciati dall’azienda a metà luglio, proprio all’indomani dell’inaugurazione della nuova sede sulla collina degli Erzelli, operazione grazie alla quale la multinazionale svedese ha goduto di cospicui finanziamenti pubblici – adesso la vertenza si sposta a Roma. Martedì 18 settembre, infatti, presso il Ministero del Lavoro, è previsto un incontro fra i rappresentanti di Ericsson, del Ministero e dei sindacati per affrontare la questione dei 374 esuberi decisi a livello nazionale, 94 solo nella nostra città.

    Le organizzazioni sindacali, però, non manifestano ottimismo sulla possibilità di un’intesa, visto che Ericsson non sembra intenzionata a fare marcia indietro. «L’azienda continua a sostenere che si tratta di esuberi su base volontaria ma sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo che noi chiederemo di bloccare», spiega dalle colonne del “Corriere Mercantile”, Daniele Gadaleta, coordinatore regionale di Slc Cgil.
    «Dal punto di vista politico il taglio è la fine di Erzelli – aggiunge Gianni Pastorino, segretario generale della Slc-Cgil di Genova – visto che ai 94 esodi si affiancherebbe uno spin-off di 50 persone (in pratica una riorganizzazione aziendale attraverso la quale si crea una nuova società partendo da un dipartimento interno di una realtà già consolidata, ndr) che equivale ad una cessione di ramo d’azienda del broadcast access e della Legacy».
    In pratica parliamo di 144 posti di lavoro che rischiano di venire meno su un totale di 772. «Vuol dire che ne rimarrebbero 628 – sottolinea Pastorino – uno svuotamento pesante da accettare considerando che nel 2005-2006, quando c’è stato il passaggio da Marconi ad Ericcson, i dipendenti erano 1186».
    Davvero un pessimo biglietto da visita per il nuovo Parco tecnologico degli Erzelli, la cui genesi continua ad essere un percorso irto di ostacoli.

    Lunedì 17 settembre le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, hanno proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori delle telecomunicazioni. «A differenza di altri comparti, il settore, seppur in una situazione generale di contrazione degli utili, non presenta grosse difficoltà – scrivono i sindacati – ma nonostante ciò si moltiplicano i casi come quello di Ericsson che a livello nazionale ha dichiarato oltre 300 esuberi».
    Ericsson è solo la punta dell’iceberg «Situazioni pesantissime si verificano nei casi di cambio d’appalto e delle cessioni di ramo d’azienda in un continuo stillicidio di posti di lavoro – continua le organizzazioni sindacali – Per questo i lavoratori e le lavoratrici del settore si mobilitano con lo sciopero per l’intero turno di lavoro in tutta Italia». A Genova la manifestazione avrà inizio alle ore 10 in Largo Pertini da cui partirà un corteo che arriverà intorno alle 11.30 presso la sede di Confindustria.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Sigaretta elettronica, chi la usa? Bando di concorso letterario

    Sigaretta elettronica, chi la usa? Bando di concorso letterario

    sigaretta elettronicaLa casa editrice Liberodiscrivere ha indetto il concorso letterario e artistico Parole di Vapore, il cui tema è la sigaretta elettronica come oggetto utile a chi vuole smettere di fumare.

    Il concorso è aperto ad autori di racconti e vignette, non prevede quote di partecipazione e mette in palio denaro e la pubblicazione a un libro cartaceo, edito da Liberodiscrivere, che sarà poi distribuito in oltre 100 punti vendita nazionali.

    La lunghezza massima consentita è di 20.000 caratteri (spazi inclusi) per i racconti e di due tavole A4 in bianco e nero o al tratto per le illustrazioni. Le opere dovranno essere inviate entro sabato 10 novembre 2012 via mail a Redazione@ParoleDiVapore.it.

    Una giuria analizzerà gli elaborati e selezionerà 15 racconti e 10 illustrazioni, che verranno inseriti nel libro, distribuito con una tiratura iniziale di 1.500 copie e posto in vendita nei negozi che commercializzano sigarette elettroniche. Al primo racconto classificato andrà inoltre un premio di 500 €, alla migliore illustrazione 200 €.

  • La questione sociale e l’arte nell’Italia del dopoguerra

    La questione sociale e l’arte nell’Italia del dopoguerra

    I Vitelloni di Federico FelliniAbbiamo già visto nella scorsa uscita alcuni titoli di libri che nel dopoguerra sino agli anni ’70 furono significativi e contribuirono alla formazione di una coscienza critica nel nostro paese nei confronti dell’ american way of life. Per quanto riguarda il cinema, il Realismo, il Neo-Realismo ed il successivo impegno di altri autori e registi misero allo scoperto la drammaticità dei contrasti sociali squisitamente italiani: le ruberie della classe dirigente, le menzogne della classe politica, l’ipocrita perbenismo della piccola borghesia, la miseria concreta e le drammatiche condizioni di vita delle borgate degli immigrati “interni”. Sullo sfondo il “boom economico”, la “ricostruzione” ed un “progresso” che ben presto mostrò i suoi lati più crudi e veri: inquinamento, sfruttamento, massificazione, consumismo, devastazione del territorio che corrispondeva alla devastazione interiore delle coscienze, inurbamento privo di qualsiasi programmazione, distruzione della cultura contadina.

    Citerò – per forza di cose – pochissimi titoli, con l’intendimento di farvi ricordare, di riuscire a tener viva la nostra “anima laica”: la memoria. Ecco dunque: “La grande guerra” (1959), “I vitelloni”(1953), “La dolce vita” (1960), “Il medico della mutua”(1968), e inoltre: “Il generale della Rovere”, “La ciociara”, “Il sasso in bocca”, “Il Gattopardo”, “Il giorno della civetta”, “L’accattone”, “La classe operaia va in paradiso”, “C’eravamo tanto amati”, e giù via fino a “Novecento” e “Un borghese piccolo piccolo” (1977), ormai verso la fine del periodo che stiamo analizzando.

    E poi, ancora, il teatro: Pirandello, E. De Filippo, Dario Fò con gli attori della comune a cui va il merito, insieme ad altri ovviamente, di aver diffuso il teatro militante di Bertold Brecth.

    Ecco, tutti questi avvenimenti culturali, in un certo senso, contrappuntavano le vicende quotidiane del nostro paese, a loro volta inserite sincronicamente nella scansione quotidiana internazionale. D’altra parte è solo collocando la “quotidianità locale” nella cornice delle relazioni internazionali che possiamo cercare di comprendere qualcosa di ciò che è successo.

    Nello scorso articolo ho riportato solo i più importanti fatti drammatici – di carattere naturale e sociale – che suscitarono profonda indignazione. Oggi ricorderò – sempre senza alcuna pretesa di esaustività – alcuni eventi, non solo drammatici, più immediatamente riconducibili all’ambito culturale, politico e sociale. Ne darò una sistemazione il più possibile ordinata cronologicamente, limitandomi a considerare i fatti dal dopoguerra in poi. Innanzitutto, ricorderei la presenza, diffusa su tutto il territorio nazionale, di tutti coloro che da partigiani – ma non solo – avevano combattuto il fascismo, spesso in giovane età. Questo aspetto (importantissimo ancora oggi) giocò un ruolo fondamentale nel far crescere – caduto il fascismo e vinto il referendum per la democrazia – una cultura critica nei confronti del costume, dei modi di vivere e di pensare tradizionali.

    Nel 1950 si suicidò Cesare Pavese, scrittore e poeta amatissimo (insieme a Montale) da tutta quella gioventù che già iniziava a dare segni di insofferenza, per ora avvertita soprattutto sul piano esistenziale. Gli anni ’50 furono caratterizzati da una forte migrazione interna, processo che durò almeno fino alla seconda metà degli anni ’60. Erano gli anni in cui, nelle città industriali del nord, comparivano i cartelli “non si affitta ai meridionali” (o, direttamente, “terroni”).

    Se da un lato la “questione sociale” toccò livelli di tensione altissimi, dall’altro mise a confronto (anche se forzatamente) mondi, persone, culture diverse. Nelle fabbriche e nell’ormai prossimo “movimento studentesco”, si svilupperà una solidarietà, non solo formale, partendo dalla constatazione che “tutti” si viveva nella stessa realtà di sfruttamento e ingiustizie sociali. Nel 1957, segno che i giovani (figli di una scolarizzazione più diffusa) iniziavano ad essere diversi dai fratelli maggiori, si tenne a Milano il primo “festival del rock ‘n’roll italiano”. I modelli della musica americana – che fecero esplodere il fenomeno degli urlatori – con la loro trasgressività iniziarono a diffondersi anche da questa parte dell’oceano. Il juke –box, il giradischi, il 45 giri e il successivo “mangiadischi” portatile risulteranno mezzi nuovi e formidabili per la diffusione di un nuovo costume e delle implicazioni sociali ad esso legate.

    Gianni Martini

  • Val Bisagno, ex Italcementi: nasce un nuovo centro commerciale

    Val Bisagno, ex Italcementi: nasce un nuovo centro commerciale

    Sono partiti i lavori per la riconversione del cementificio dismesso Italcementi s.p.a. in via Ponte Carrega a Molassana. Un’area vastissima, circa 216.000 metri quadrati, che si trova sulla sponda sinistra del Bisagno, in prossimità dello storico Ponte Carrega.
    La riqualificazione dell’ex sito industriale – decisa dall’amministrazione Vincenzi – prevede la realizzazione di nuovi edifici a destinazione commerciale e produttiva. Nel panorama dei grandi progetti cittadini fermi al palo a causa della crisi economica (Verrina, Till Fischer, via Majorana, Mira Lanza, Scalinata Borghese, ecc.) – rappresenta un’eccezione.
    Il progetto della società Coopsette prevede la totale demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo volume che ospiterà una grande superficie di vendita non alimentare, una media superficie di vendita non alimentare, oltre a nuove attività produttive compatibili. La parte restante dell’area sarà dedicata, oltre alla razionalizzazione della viabilità, a parcheggi e verde. Nell’ambito del progetto è prevista la sistemazione idraulica del tratto terminale del rio Mermi.
    Il nuovo manufatto multipiano ospiterà una grande struttura di vendita “Bricoman”, ovvero un grande magazzino per il “fai da te” ma al suo interno troveranno spazio anche altre attività produttive e commerciali. L’ampio terrazzo di copertura della struttura sarà prevalentemente dedicato a parcheggio pertinenziale. Inoltre è prevista la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione finalizzate alla razionalizzazione del sistema viario e servizi pubblici (rotatoria di innesto su via Lungobisagno Dalmazia con relative aree verdi; parcheggio pubblico; allargamento di via Ponte Carrega nel tratto di innesto e altri interventi sulla viabilità).

    L’operazione di riqualificazione non ha suscitato particolari entusiasmi in cittadini e commercianti, anzi, al contrario desta parecchie perplessità per diversi motivi. A preoccupare è soprattutto la vulnerabilità della zona dal punto di vista idrogeologico, come purtroppo abbiamo visto con l’alluvione dello scorso novembre. «È necessario mettere in sicurezza il rio Mermi, ma non solo, anche gli altri piccoli rivi che scorrono nelle vicinanze – spiega il leader di Legambiente, Andrea Agostini – e speriamo che lo facciano».
    Il mondo del commercio, invece, manifesta tutto il suo disagio per l’eccessiva presenza di grandi strutture commerciali – in un fazzoletto di terra – che condanneranno a morte certa i piccoli negozi di vicinato.
    A poche centinaia di metri dall’ex Italcementi, infatti, troviamo la Coop Val Bisagno in via Lungobisagno Dalmazia. Mentre nel prossimo futuro, nell’area dell’ex maxi officina Amt Guglielmetti – 5000 metri quadrati proprietà di Talea (braccio immobiliare della stessa Coop)- sorgerà un nuovo polo commerciale, probabilmente destinato a sostituire l’attuale punto vendita.

    Il nuovo Puc, per quanto riguarda la Media Val Bisagno, individua il Distretto di trasformazione urbana 2.07. L’obiettivo della trasformazione è la «Messa in sicurezza idraulica del Torrente Bisagno nel tratto compreso tra il Ponte Feritore ed il Ponte Monteverde, riqualificazione e riordino della viabilità, attraverso la demolizione e ricostruzione dei ponti interferenti con il deflusso del torrente e realizzazione della nuova sede del trasporto pubblico in sede propria». Inoltre è prevista la «Sostituzione di fabbricati incongrui, che in modo diffuso connotano il Distretto, con nuove costruzioni». E poi gli interventi in favore della mobilità, da sempre un tallone d’Achille della vallata, tramite la «Riqualificazione dell’attuale rimessa AMT di Gavette in funzione del nuovo asse di trasporto pubblico in sede protetta e vincolata della Val Bisagno, in grado di garantire il rispetto dei più elevati standard ambientali, tecnologici e di efficienza energetica». Il Puc prevede anche la «Riconversione delle aree di Volpara e di Gavette attraverso interventi articolati che consentano il riordino delle sedi logistiche di AMIU, IREN, AMT ed A.S.ter, il tutto associato ad una nuova polarità urbana caratterizzata da funzioni compatibili con gli insediamenti urbani circostanti: servizi pubblici, parcheggi pubblici e spazi per il tempo libero; la riconversione dello stabilimento ex Piombifera in via Lodi, per la realizzazione di un nuovo insediamento misto per funzioni produttive artigianali compatibili, commerciali e residenziali». Infine due punti cruciali per migliorare la vita dei cittadini, vale a dire gli «Interventi di Opere Pubbliche per la messa in sicurezza del Torrente Bisagno; la realizzazione dell’infrastruttura di trasporto pubblico in sede protetta e vincolata della Val Bisagno».

     

    Ma un radicale processo di trasformazione, con relative nuove colate di cemento, coinvolge l’intera zona, sponda destra e sinistra del Bisagno, senza eccezioni. «La Val Bisagno già oggi è un territorio in sofferenza con pochi servizi per la cittadinanza – spiega Agostini – nei prossimi 5-6 anni, se questi progetti verranno portati a termine, questa porzione di territorio diventerà il nodo scorsoio della vallata».
    Oltre alla già citata ex officina Guglielmetti e all’ex Italcementi, infatti, nel giro di 500 metri troviamo anche l’area deposito dell’Amga e ancora una serie di zone pubbliche in cerca di futura destinazione «L’ex canile comunale di via Adamoli, gli ex macelli e le aree a nord di quest’ultimi – continua l’esponente di Legambiente – Qui regna il totale degrado, altro che riqualificazione». Infine non bisogna dimenticare l’ex stabilimento Piombifera di via Lodi dove sono previsti «Nuovi insediamenti residenziali su un terreno altamente inquinato», sottolinea Agostini.

    In cambio nulla per il quartiere, salvo un inevitabile peggioramento della qualità della vita e dell’ambiente circostante, a causa dell’aumento dei volumi di traffico privato.
    «Il problema è che questi interventi, presi singolarmente, seguiranno anche tutte le regole del caso ma guardando il risultato complessivo troviamo un territorio volutamente soffocato», precisa Agostini. La domanda spontanea è «Ma qual è la visione d’insieme dell’amministrazione comunale? Come Legambiente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, abbiamo presentato diverse osservazioni al Puc (Piano Urbanistico Comunale). Vedremo quale sarà l’orientamento della nuova Giunta», conclude Agostini .
    Anche i cittadini se lo chiedono. Nel caso dell’area ex Italcementi – oltre 200 mila metri quadrati – opinione comune è che si è persa un’altra occasione per riqualificare davvero la delegazione. Il rischio è trasformare questa parte della Val Bisagno in una nuova Campi, in un quartiere dormitorio senza luoghi di aggregazione, giardini pubblici e servizi per i residenti. Anche perché le promesse aree verdi – a quanto par di capire davvero poca cosa rispetto al valore economico dell’operazione – sembrano essere solo un “contentino” per i cittadini.


    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore