Anno: 2012

  • Il piacere del testo e la rivoluzione dell’ebook: convegno al Ducale

    Il piacere del testo e la rivoluzione dell’ebook: convegno al Ducale

    ebookIl piacere del testo. La rivoluzione dell’ebook” è il titolo della tavola rotonda promossa da Genovainedita Cultura e dal Museo del Caos a Genova, che si terrà questo pomeriggio (lunedì 14 maggio, ndr) alle 16.30 presso la Sala Camino di Palazzo Ducale.

    Interverranno Gino Roncaglia (Università della Tuscia), massimo esperto in materia a livello nazionale e alcuni specialisti che affronteranno temi specifici sulle nuove forme di lettura: Maria Cecilia Averame, editore di Quintadicopertina, su editoria e letteratura, Marta Traverso, blogger di Ledita, sul tema di blog e social network, Luca Calcinai di Ebook Club Italia, per gli aspetti tecnici. Introduce Giuliano Galletta e coordina Riccardo Grozio di Genovainedita Cultura.

    A conclusione dell’incontro sarà proposta, “ad uso degli scettici”, una lettura collettiva a numero chiuso di testi letterari in versione digitale, per la quale è necessario prenotarsi inviando una mail a genovainedita@genovaineditacultura.com oppure telefonando al 345 0125494.

  • Sanità pubblica, il costo delle prestazioni in base al reddito

    Sanità pubblica, il costo delle prestazioni in base al reddito

    Si tratta di un progetto attualmente allo studio del Ministero della Salute che potrebbe modificare radicalmente l’attuale sistema del ticket sanitario su farmaci, visite specialistiche, analisi di laboratorio e accertamenti, modulando il costo delle prestazioni in base al reddito del cittadino.

    L’idea del Ministero è quella di stabilire una tariffa massima che il cittadino, in base al reddito (calcolato sull’Irpef e sull’Isee), può spendere per le prestazioni sanitarie (compresi acqusiti di farmaci di fascia A)  nell’arco di un anno. Le prestazioni, così facendo, sarebbero dunque pagate a prezzo pieno sino al raggiungimento del limite, superata la soglia, però, risulterebbero gratuite. Facendo un esempio pratico, 10 mila euro di reddito lordo corrisponderebbero a una franchigia pari al 3 per mille (30 euro): qualunque sia il numero di acquisti o prestazioni, il cittadino in questione pagherebbe sino al raggiungimento del tetto massimo di 30 euro, tutto il resto gratuito.

    Tutto ciò comporterebbe la produzione di una tessera sanitaria dotata di chip e capace quindi di tenere la contabilità e di facilitare gli operatori di ospedali e farmacie che immediatamente saprebbero se far pagare oppure no la prestazione o il farmaco.

    Il progetto dovrà comunque passare al vaglio delle Regioni (già oggi in alcune Regioni il ticket è stato rimodulato in base al reddito) prima di un’eventuale entrata in vigore.

  • Tegras 2012: il programma della rassegna teatro educazione

    Tegras 2012: il programma della rassegna teatro educazione

    Tegras, il teatro educazioneDa martedì 15 maggio torna a Genova la settima edizione della rassegna teatrale Tegras, che coinvolge 5 teatri e oltre 1.000 studenti delle scuole liguri di ogni ordine e grado, per un totale di 32 spettacoli frutto di un percorso didattico – formativo all’interno delle scuole e di momenti di discussione e confronto tra studenti, insegnanti, operatori teatrali ed esperti del settore.

    La rassegna è organizzata dal Comune di Genova – Assessorato alla Cultura in
    collaborazione con le compagnie teatrali Akropolis, la Chascona, Officine Papage e Teatro dell’Ortica. I Teatri coinvolti sono il Teatro degli Emiliani di Genova Nervi, il Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto, l’Auditorium Allende di Genova Molassana e il Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente.

    Le scuole coinvolte, con oltre quaranta classi di studenti, sono: Primaria Giosuè Borsi, Primaria Boccanegra Enrico, I. C. Staglieno, Istituto Gastaldi Abba, I.C. San Gottardo, Don Milani, Media Colombo, I.C. Sant’Eusebio, Primaria Nicola Fabrizi, Primaria Niccolò Paganini, I.C. Molassana, I.C. Pra Pietro Thouar, Liceo Enrico Fermi, Media Bernardo Strozzi, Primaria Daneo, Liceo  Grazia Deledda, Liceo Cassini, Istituto Duchessa di Galliera, Istituto Italo Calvino, Media Marcello Durazzo, Liceo Paul Klee, I. C. S. Fruttuoso, Istituto Nautico S. Giorgio, Liceo Giuseppe Mazzini, Scuola Primaria Ugo Foscolo – Golfo Paradiso.

    La rassegna ha visto, nelle sei edizioni precedenti, oltre diecimila ragazzi sul palco e quasi il doppio come pubblico, a dimostrazione dell’importante ruolo artistico ed educativo dei laboratori teatrali organizzati all’interno delle scuole, in aggiunta alle ordinarie attività didattiche.

    Dopo la prima fase nei quattro teatri sopracitati, ci sarà una seconda fase con una tre giorni di spettacoli – 5, 6 e 7 giugno 2012 –
    ospitata dal Teatro della Gioventù.

    L’ingresso a tutti gli spettacoli è libero. È possibile conoscere il dettaglio degli spettacoli e prenotare i biglietti contattando via mail i singoli teatri
    – per la rassegna al Teatro Rina & Gilberto Govi lachascona2010@libero.it
    – per la rassegna al Teatro Akropolis info@teatroakropolis.com
    – per la rassegna all’Auditorium Allende – Teatro dell’Ortica mirco.bonomi@teatrortica.it
    – per la rassegna al Teatro degli Emiliani marco@officinepapage.it o marcopasquinucci@gmail.com.

  • Smack!, la seconda edizione della fiera del fumetto arriva a Genova

    Smack!, la seconda edizione della fiera del fumetto arriva a Genova

    smack! - fiera del fumetto e illustrazione di GenovaGenova ospita sabato 19 e domenica 20 maggio la seconda edizione di Smack!, la fiera del fumetto e illustrazione: che propone ai visitatori e agli appassionati del genere due giorni di eventi, contest, concorsi, fumetti, autori, conferenze.

    Con la seconda edizione la fiera si allarga a tutto il Porto Antico, da piazza delle Feste, Magazzini del Cotone,Biblioteca De Amicis – Calata Falcone Borsellino – Arena del Mare sino ad arrivare a Palazzo Ducale.

    L’evento ospita circa 80 espositori, decine di migliaia fumetti rari e d’autore, le nuove aree Japan e Fantasy, i Giochi da tavolo, la partecipazione di Hasbro con animazioni per tutti di Monopoli, Jenga, Trivial Pursuit giganti, un concorso europeo di illustrazione con giuria prestigiosa con Vauro tra i giurati guidati da Ferruccio Giromini, incontri con grandi e giovani autori, la parte di Social SMACK! con iniziative sociali con Emergency, Defence For Children Italia, Ass. Semplicemente.

    Ecco nel dettaglio il programma degli eventi per location:

    Piazza delle Feste

    Presenti circa 50 espositori di comics e gadgets, collezionisti, tavole originali, comics di ogni tipo e fattura, manga, italiani, d’autore.In quest’area anche incontri con autori, giovani promesse, nomi affermati, novità editoriali. Gli appassionati possono trovare decine di migliaia di fumetti, molti autori, la Scuola di Fumetto di Chiavari e tantissime novità e rarità.  Bonelli, manga, fumetti d’autore con la presenza di Grifo edizioni, l’editore storico di Andrea Pazienza che continua a “stampare” prodotti di qualità con autori italiani ed internazionali.

    Appuntamenti

    19-20 maggio apertura h. 10-19

    19 maggio ore 19 festa e aperitivo in onore di SuperZelda con l’autore Daniele Marotta ospite

    Spazio Incontro Autori aperto tutto il giorno con ospiti sabato e domenica. Sabato dalle 13 alle 18 si alterneranno nello spazio Laura Scarpa, gli autori della Scuola Chiavarese del Fumetto, Daniele Marotta, Alessandro Parodi, Fabrizio Longo, Laura Bagliani.

    Max Frezzato presente tutti i due giorni h. 10 – 19

    Magazzini del Cotone

    Ai Magazzini del Cotone, in due grandi moduli del centro congressi, sono presenti altri 40 espositori con:

    – Cosplay Explosion: Cosplay Contest e spettacoli la domenica sul palco. Iscrizioni per il Contest fino alle 14 di domencia e il Contes vero e proprio dalle ore 15.

    – Cosplay Area: espositori di abbigliamento, oggettistica, mondi del Cosplay

    – Area Japan: alcuni tra i migliori espositori e realtà del Japan saranno presenti a Genova con editoria Manga, gadgets, cultura giapponese, varietà di offerta

    – Fantasy World: un’altra area dedicata la Mondo Fantasy con espositori ed eventi

    – I mondi del fumetto e dei giochi: Area di varie realtà del gioco e del fumetto: editoria Digitale, ancora comics e collezionisti, gadgets, giochi da tavolo per una fiera che esplora tutti i “mondi” del fumetto.

    Appuntamenti

    tutte le altre iniziative citate sono presenti nei moduli 7 e 8 dei Magazzini del Cotone aperti sabato e domenica dalle 19 alle 19.

    domenica dalle 15 Cosplay Contest. Iscrizioni fino alle 14.

    mostra fotografica a cura di Ochacaffè Dalle 10 alle 19 dei due giorni

    sabato, dalle 10 alle 19 giochi da tavolo, presentazioni, dimostrazioni a cura di Giochi Corsari

    Biblioteca De Amicis

    Si svolgono alcuni incontri tra i quali, il sabato pomeriggio, la premiazione del concorso europeo di illustrazione Eurhope e, offerta dalla Biblioteca, anche una mostra del “maestro” Toppi e di Battaglia. La Biblioteca De Amicis è in possesso di tavole originali dei due autori che fanno parte del pantheon degli autori italiani e in occasione di SMACK! li esporrà nella Biblioteca stessa. Premiazione di Eurhope

    Appuntamenti

    Sabato 19 maggio, alle ore 17 si svolge presso la sala incontri della Biblioteca la premiazione del concorso Eurhope che ha visto la partecipazione di numerosi parter e autori. Alla premiazione partecipano numerosi esponenti delle realtà coinvolte tra i quali il presidente di Giuria Ferruccio Giromini, Ivo Milazzo, Max Freazzato, Laura Scarpa, Silvana Ghersetti e il responsabile di SMACK! Enrico Testino.

    le mostre di Toppi e Battaglia sono in visione il sabato e la domenica dalle 9 alle 18,30

    Porto Antico: aree all’aperto

    Il 20 maggio sia Palazzo Ducale che il Porto Antico festeggiano i 20 anni di attività. Il Porto Antico anima quindi tutto il giorno tutta l’area del Porto Turistico con eventi, feste, iniziativa prevalentemente per bambini, giovani, famiglie.

    Ass. Semplicemente

    Davanti a Piazza delle Feste stazionerà il carro (su tema a sorpresa, preso dai manga giapponesi) dell’Ass. Semplicemente. In collaborazione con SMACK! i ragazzi e gli animatori dell’associazione che raccoglie portatori di handicap stanno realizzando una grande sorpresa per gli appassionati di Cosplay e di manga. Grazie ai ragazzi “diversamente abili”… ed in questo caso… diversamente …abilissimi… SMACK! si presenterà al pubblico con una “scultura gigante” che delizierà i bambini e le famiglie presenti.

    Festa anni venti in onore di SUPERZELDA

    Al Banano Tsunami, il bar al centro del Porto, circondato dal mare e letteralmente “attaccato” alla fiera SMACK! nella sua parte di Piazza delle Feste il sabato alle 19 si terrà una festa in stile anni ’20 per festeggiare la presenza di Daniele Marotta, autore grafico del fumetto SUPERZELDA, caso editoriale che racconta la storia della provocatoria, geniale e discussa Zelda Fitzgerald.

    Palazzo Ducale

    Ospita una mostra e i  lavori selezionati del concorso Eurhope – Immagini dal Futuro.

    Sale Liguria Spazio Aperto (primo piano): Le Nuvole di De Andrè. Una mostra per Genova: De Andrè e le sue canzoni rappresentate dai maggiori illustratori italiani In collaborazione con Grifo Edizioni SMACK! porta a Genova, in occasione della fiera, una mostra di oltre 40 grandi illustrazioni/opere realizzate con diverse tecniche e stili su Fabrizio De Andrè realizzate da nomi notissimi dell’arte e illustrazioni tra i quali Dario Fò, Milo Manara, Massimo Bucchi, Bruno Bozzetto, Stefano Casini, Ivo Milazzo, Vincenzo Mollica. Circa 35 opere, in formato 50×70, con moltissimi originali che rappresentano l’artista genovese o le immagini delle sue canzoni.Dal 19 al 26 maggio 2012 presso i prestigiosi spazi di Liguria Spazio Aperto a Palazzo Ducale a Genova.

    Eurhope – Immagini dal Futuro A Palazzo Ducale, dal 19 maggio al 27 maggio, saranno esposti i lavori selezionati del concorso Eurhope che, alla prima edizione ha visto partecipanti da Lituania, Romania, Serbia, Bosnia Herzegovina, Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo. La Mostra sarà aperta sabato e domenica dalle ore 10 ale ore 19.

    Smack, la fiera del fumetto

    Informazioni:

    Area a pagamento di 5 euro dalle ore 10 alle 19:

    Piazza delle Feste – sabato e domenica h. 10-19

    Magazzini del Cotone – moduli 7-8 pianterreno – sabato e domenica h. 10 – 19

    Palazzo Ducale – Spazio Liguria Nuova – sabato e domenica h. 10 – 19

    Area gratuita:

    Arena del Mare – domenica animazioni a cura di Hasbro

    Calata Falcone Borsellino – domenica animazioni a cura di Hasbro

    Biblioteca De Amicis – sabato e domenica h 9 – 19

     

    A cura di Enrico Testino, International Comics, Banano Tsunami, Il mondo del fumetto

  • Dall’Ici all’Imu: alla scoperta della nuova tassa sulla casa

    Dall’Ici all’Imu: alla scoperta della nuova tassa sulla casa

    “Dopo 16 anni scompare l’Imposta comunale sugli immobili relativamente alla prima casa e alle sue pertinenze”. Così nel 2008 il Governo Berlusconi annunciava l’abolizione dell’Ici, una tassa locale nata nel 1992 come imposta straordinaria, trasformata poi in tributo permanente sulle abitazioni. A partire dal giorno 5 giugno 2008 gli italiani non sono più tenuti a pagare l’imposta sulla prima casa (che rimane solo per gli immobili di lusso adibiti ad abitazione principale).

    In quell’occasione il Governo stimò il costo totale dell’operazione per lo Stato in 2,5 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, e 2010; miliardi a cui si sarebbe dovuto provvedere con la legge finanziaria del 2011.

    E badar bene a chiamarle spese, perché non si tratta di “mancati introiti”, ma di uscite effettive. Una parte delle entrate che di lì a poco i Comuni di tutta Italia avrebbero visto scomparire dalla voce entrate del bilancio, quelle riferite appunto alla tassa sulla prima casa, sarebbe stata rimborsata dallo Stato con un trasferimento annuale a ogni singolo Comune. Insomma, non è difficile intuire che l’Ici, pur non pagandolo direttamente sotto forma di imposta, non è scomparso all’improvviso dalla scena. I soldi versati ai Comuni non provenivano certo da tasche diverse da quelle che per 16 anni hanno pagato regolarmente l’imposta.

    Prendiamo come esempio il bilancio consuntivo 2011 del Comune di Genova. Le entrate derivanti dall’Ici sono state pari a 119 milioni di euro; una cifra così consistente solo per i contributi derivanti dalla proprietà di immobili diversi dalla prima casa? No. Approfondendo la voce “trasferimenti” all’interno delle entrate correnti del conto economico del Comune, si evince che, di questi 119 mln, ben 77 milioni di euro sono stati versati dallo Stato nelle casse comunali come “compensazione del minor gettito Ici prima casa“.

    Oggi, con l’entrata in vigore dell’Imu, ovvero imposta municipale propria (una riproposizione dell’Ici nella vecchia versione  articolata tra l’abitazione principale e altri immobili diversi dell’abitazione principale), che cosa cambia?

    Partiamo dal presupposto che tutti i dati relativi all’Imu sono ancora molto vaghi; in un normale iter burocratico, il Comune di Genova è tenuto ad approvare il bilancio preventivo 2012, cioè il prospetto nel quale vengono indicate le previsioni di spesa e di entrate per l’anno in corso, entro il 30 giugno 2012: sarà dunque il primo “compito in classe” della nuova amministrazione comunale.

    Tra le previsioni delle entrate del bilancio c’è anche la voce riguardante l’Imu, ma come detto esiste ancora una forte incertezza circa questa nuova imposta, tanto che  pochi giorni fa il governo Monti ha diramato una disposizione per cui a giugno si pagherà sulla base delle aliquote standard, 4 per la prima casa e 7,6 per mille per le altre (quando era in vigore l’Ici l’aliquota sulla prima casa era del 4 per mille, quella della seconda del 6 per mille n.d.r.).

    In un secondo momento le Giunte comunali dovranno fissare, entro il 30 settembre, le aliquote definitive sulla cui base i cittadini a dicembre pagheranno il saldo. Il decreto Salva Italia del Governo Monti ha infatti eliminato il provvedimento emanato dal Ministro Tremonti con il D.L. 93/2008 che impediva ai Comuni di agire sulle tariffe (Tosap, TIA,  imposta sulla pubblicità etc), concedendo agli Enti la facoltà di applicare un aumento delle aliquote del 2 per mille sulla prima casa (che arriverebbe al 6 per mille) e 3 per mille sulla seconda casa (che arriverebbe a 10,6 per mille).

    Difficile quindi fare una previsione sull’andamento del 2012 e quantificare correttamente le entrate derivanti dell’Imu senza un quadro normativo di riferimento completo e definitivo.

    base

    Aumento rendite 60%

    totale

    min

    max

    totale min

    totale max

    ICI 1,a casa

    77

    46

    123

    15

    31

    139

    154

     

     

    ICI altre fattispecie

    120

    72

    192

         71

        104

        263

        296

    Totale

    197

    118

    315

         86

        135

        402

        450

    Quote teoriche  Comune

          201

          225

    Stato

          201

          225

    Secondo queste stime l’IMU del 2012 a carico dei cittadini di Genova dovrebbe essere pari ad almeno 400 mln di euro; quindi, rispetto all’esborso del 2011, ci sarà un maggior onere di circa 280  mln di euro. La manovra prevede inoltre una rivalutazione del 60 % della base imponibile, cioè della rendita catastale per gli immobili maggiormente diffusi, quelli della categoria A. Questa rendita catastale così rivalutata viene tassata, come detto, al 7,6 per mille, aliquota  base che viene ridotta al 4 per mille per gli immobili destinati ad abitazioni principali. Su queste ultime la  manovra prevede una detrazione di 50 euro per ogni figlio minore di 26 anni sino ad un massimo di 400 euro.

    A tale maggiore esborso si deve aggiungere anche il maggior prelievo per l’addizionale comunale, che  è passata da 0,7 a 0,8 per cento già a partire dallo scorso mese, con un introito prevedibile  a regime per il Comune di altri 8-9 mln di euro. In più, su queste aliquote il Comune ha la facoltà, come detto, di applicare una leva del due per mille e del tre per mille rispettivamente sull’aliquota del 4 e su quella del 7,6. Solo in questo caso il Comune può aumentare il gettito del proprio bilancio.

    Su questo tema l’assessore al bilancio Francesco Miceli ha dichiarato: «La posizione della Giunta Comunale è quella di sfruttare i tre punti percentuali di aumento possibile per gli immobili diversi dalla prima casa, portando l’aliquota dal 7,6 per mille al 10,6 per mille e lasciando inalterata l’aliquota base della prima casa». Bisogna vedere ora quale sarà la decisione della nuova Giunta.

    E’ importante sottolineare che questi ipotetici 400 milioni che graveranno sui cittadini di Genova saranno incassati dallo Stato per almeno il 50%; al Comune, quindi, rimarranno circa 200 milioni, comunque di piu’ rispetto ai 119 incassati nel 2011. D’altro canto, se nel 2011, come abbiamo visto, il Comune di Genova è costato allo Stato 77 milioni, nel 2012 garantirà un ricavo di 200.

     

    Manuela Stella
    foto di Diego Arbore

    I dati presentati sono stati analizzati facendo riferimento agli studi condotti dalla Commissione analisi Bilancio del Comune di Genova di “Primavera Politica”.

  • Arte e rifiuti: una “zebra” a Prà in occasione di “Fatti Spazio”

    Arte e rifiuti: una “zebra” a Prà in occasione di “Fatti Spazio”

    Prà, panorama e Vte“Una zebra a pois, me l’ha data un Maraja”, testo di una celebre canzone di Mina potrebbe da oggi essere modificato in “una zebra in quel di Prà, e l’han messa proprio là”… una zebra!? Si, una zebra tutta genovese, ecologica perché fatta in materiale riciclato, rifiuti che riprendono vita per iniziativa promossa da giovani artisti genovesi. Vedrà la luce presso l’anfiteatro della Fascia di Rispetto del quartiere di Prà, nell’ambito della manifestazione “Fatti Spazio”, organizzata dal Collettivo Burrasca. Tre giorni all’insegna del “cambiamento” per rivalutare, con innovativi progetti architettonici, quelle zone che più risentono del degrado a cui sono abbondonati angoli della nostra città. E la zebra?

    Curiosa storia, nata durante la realizzazione di uno sfondo per videoproiezioni, progetto naufragato davanti ai soliti intoppi burocratici. Uno spazio vuoto da riempire con un’idea provocatoria, spiega l’architetto Elisa Tozzi, proposta subito sposata con entusiasmo. In linea con il carattere dell’iniziativa, che si prefigge di migliorare l’habitat senza costi aggiuntivi, si è pensato di ricorrere alla “rumenta”, preziosa fonte di materiale per chi ha occhio, fantasia e spirito di iniziativa.

    “Tubi Innocenti”, per costruire un solido scheletro, porte di legno per modellare la struttura, vecchi teli di barche per la pelle che sarà rigorosamente a strisce come nelle migliori tradizioni e, per criniera, fluente saggina rubata a vecchie ramazze: ecco un superbo animale africano trapiantato in terra ligure che qualcuno ha evocato come un novello cavallo di Troia ma che, lungi dal nascondere insidiosi nemici, porta in se entusiasmo, creatività, voglia di cambiamenti, conditi da una sana, goliardica ironia.

    Così la rumenta, parola esecrata da chi contesta discariche e termovalorizzatori, ritorna ad acquisire una sua dignità, trovando nel riciclaggio un emblema contro sprechi deprecabili ma, soprattutto, diventando il simbolo di voglia di tutela per l’ambiente, sentimento sempre più presente nella coscienza dei cittadini. Sono ormai innumerevoli gli artisti che si affidano a questo genere di “materiali”, figli di un antico lavoro che ha avuto precise regole, attrezzi pertinenti, i suoi protagonisti e le sue storie.

    Non a caso Aldo Padovano ne ha fatto l’argomento di un suo libro, La storia della Rumenta (edito per la Sagep, dicembre 2009), con tanto di introduzione redata dall’ex sindaco Marta Vincenzi, in cui si può ripercorrere uno spaccato della storia della città, ricco del lessico, della letteratura e della cronaca di Genova “vista dal… cassonetto dell’immondizia”.

    Spazzatura che si fregia dei suoi numi tutelari individuati presso gli antichi romani nella dea Cloacina e nel dio Stercuzio o Giove Stercorario e di un’etimologia che scomoda il filosofo Seneca e la sua citazione “ramenta sulpure adspersa” nel senso di raschiatura, truciolo asperso di zolfo. Se gli dei protettori non bastassero a convincervi della sua dignità, vi ricordiamo il famoso “Ö canto da rumenta” di Nicolò Bacicalupo: Chi villezza in sce o Parnaso – O s’angoscia, o s’accimenta -Se o s’intoppa a da do naso- In tu muggio de rumenta -Ben diverso mi da quello-Me ghe levo de capello-E saluo profondamente-Con rispetto ed umiltae -Sto rifiuto puzzolente-Da superba umanitae.

    Dunque, ridata onorevolezza ai rifiuti, godiamoci questo monumento equestre che gli architetti del Gruppo Informale si accingono a regalare a questo quartiere del ponente, un altro animale che si aggiunge ai tanti già presenti, tra realtà ed immaginazione, nella storia della nostra città e a cui auguriamo la stessa imperitura memoria.

     

    Adriana Morando

  • Mont Saint Michel, nel nord della Normandia

    Mont Saint Michel, nel nord della Normandia

    Il Monte di Sant MichelSi vede comparire a chilometri di distanza, indistinto, quasi irreale, confuso con il lontano orizzonte: uno sperone di roccia che si innalza, improvviso, con i suoi 170 metri complessivi,  nel bel mezzo di un panorama pianeggiante, evocando i paesaggi impressionisti di Monet, Pissarro , Sisley, dove la luce sembra scivolare sui profili degli oggetti per ammantarli di una coltre magica. Siamo a Monte Saint Michel, nel nord della Normandia, sede di antiche tribù celtiche che espletavano, su questo monte, i loro arcani riti druidici.

    Dedicato a Beleno, il dio gallico del Sole,  questa isola che “non è”, con la strabiliante architettura dei suoi edifici, conserva qualcosa di arcano che affascina il visitatore. Anticamente circondata dalla foresta di Shissy, per l’abbassarsi del terreno, questa guglia di granito ha ceduto, lentamente, posto al mare che l’ha circondata (nel 709) trasformandola in un’isola tidale, cioè un’isola collegata alla terra ferma da un tombolo, una banda sabbiosa che, periodicamente, viene ricoperta dall’acqua, durante l’alta marea.

    Qui, infatti, il mare, due volte al giorno, invade l’immensa baia con flussi che possono raggiungere i 14 metri di altezza, alla velocità di “un cavallo al galoppo”. Il fenomeno, che impiega tempi differenti tra innalzamento (5-6 ore) e il deflusso (un’ora in più), ha determinato il progressivo insabbiamento della baia dovuto alla formazione di un deposito sedimentario, favorito dalla presenza della diga-strada (costruita nel 1880) che funge da via di comunicazione. Per ovviare a questo grave inconveniente che rischia di alterare perennemente la singolarità del luogo, da qualche giorno, è stato interdetto il transito delle auto ed è in atto un progetto, promosso dagli addetti alla tutele del patrimonio,  che prevede la sostituzione della diga con un ponte e la messa in opera di effetti meccanici, tipo “sciacquone”, accorgimenti che dovrebbero ridare a Mont Saint Michel la sua insularità.

    Se ci poniamo con le spalle al mare e lo sguardo rivolto all’abbazia, dedicata a San Michele Arcangelo, ci appare subito chiaro il simbolismo architettonico ternario, cioè a tre livelli, corrispondenti agli strati sociali della collettività medievale: in basso, il popolo che lavora; al centro, chi governa e combatte cioè il re e i cavalieri; in alto, i monaci che pregano e curano lo spirito.

    Con l’avvento del Cristianesimo, infatti, i primi a stabilirsi sul monte furono dei religiosi canonici che vivevano in piccoli oratori. Narra la leggenda che, nel 709, l’Arcangelo Michele apparve al vescovo di Avranches, sant’Auberto, invitandolo a costruire una chiesa in cima al monte Tombe (nome dell’altura di Saint Michel). Ignorata per due volte la richiesta, il vescovo fu punito dallo spirito celeste che gli provocò un foro nel cranio, toccandolo col suo dito infuocato (il teschio col foro è conservato nella cattedrale di Avranches). Solo nel 966, Riccardo I, nonno di Guglielmo il Conquistatore, scacciò i religiosi originari, colpevoli di comportamenti dissoluti, e li rimpiazzò con i benedettini di Saint-Wandrille. Costoro, intenzionati a costruire l’edificio religioso, si resero conto che il basamento era insufficiente, per cui incominciarono col fabbricare 4 cappelle, site nei quattro punti cardinali, (ad est quella dei grandi pilastri, a sud quella di Saint Martin, a nord quella di Notre-dame-des-trente-cierges) che saranno, poi, la piattaforma su cui poggerà il futuro complesso.

     

     

     

     

     

     

     

     

    In quella più antica, ad ovest, o di Notre-Dame-sous-terre, sono state rinvenute le vestigia di una chiesa preromanica, forse un primitivo santuario presente sul monte. La struttura ecclesiale, sviluppata su tre livelli, con i suoi archi a sesto acuto, è un pregevole esempio di romanico-normanno, col tetto in legno, affinché il peso della volta non risultasse troppo oneroso da sostenere. La navata centrale, iniziata dall’abate Ranulphe nel 1060, è più corta rispetto a quella originale: fu, infatti, ridimensionata, nel XVIII secolo,  a seguito di un incendio che aveva distrutto  le tre primitive campate e che spiega certi dislivelli sulla terrazza. Sul pavimento del coro si può notare un’apertura che dà accesso alla cripta del grandi pilastri. Sulla crociera del transetto poggia la torre-lanterna, aperta su tutti i lati, la cui base, neoromanica, simboleggia la Gerusalemme Celeste. Sulla guglia svetta una statua bronzea dell’Arcangelo Michele, alta 2,70m, opera dello scultore parigino Fremiet, che  è smontabile e funge da parafulmine.

    Ricevute cospicue donazioni dal re di Francia, agli inizi del XIII secolo e in soli 17 anni, venne edificata una prima parte della celebre “Merveille” (meraviglia): il chiostro e il colonnato a quinconce (quatto colonnine ai vertici di un ideale quadrato e una centrale), astrazione del livello della meditazione. La progettazione della “Merveille”, infatti, prevedeva 3 edifici contigui, ciascuno di 3 piani, ognuno con una grande sala dal significato simbolico, dove anche il ripetersi del numero 3 era scelto volutamente come riferimento metaforico alla Santissima Trinità. La mancanza di fondi, non permise l’attuazione dell’intera opera: fu completata, infatti, solo la Merveille occidentale col chiostro (nutrimento dell’anima), dello scriptorium (nutrimento dello spirito) e la dispensa (nutrimento del corpo) e della Merveille orientale col refettorio, la sala degli ospiti e l’aumônerie (Cappellanato), dove un tempo i pellegrini mangiavano gli “avanzi” dei monaci. La terza che comprendeva, dall’alto verso il basso, la sala del capitolo, la biblioteca e le scuderie non fu mai costruita.

    Prima di lasciare il complesso monasteriale, una curiosità: sul sagrato si possono osservare alcuni contrassegni lasciati dagli scalpellini a cottimo in modo che si potesse valutare il lavoro eseguito e quindi il compenso dovuto, nonché sapere chi fosse il colpevole in caso di problemi.

    Ai piedi della rocca, col crescere in potenza e prestigio dell’abbazia, si sviluppò un villaggio che ancor oggi si snoda lungo l’unica via, la Grande Rue,  alla quale si accede attraverso la Porte de l’Avanceée, la principale delle tre che interrompono la cinta muraria, a scarpata, che circonda l’isola. In realtà, oggi, il centro abitativo è costituito da due comuni distinti: il primo, quello di Saint Michel, più turistico, il secondo più spirituale cioè quello dei monaci. Superato quest’accesso, un Infopoint è pronto a fornire tutte le spiegazioni necessarie e, soprattutto, a procurare l’orario delle maree, spettacolo da non perdere.

    Lasciati i cannoni inglesi, i Michelettes, che stazionano nei pressi dell’ingresso, si possono prendere tre strade. La prima, per i frettolosi, forniti di un cuore da atleta, che, attraverso ripide scalinate, porta direttamente ai giardini e all’abbazia; una seconda che principia dopo la Porte du Roy (provvista di ponte levatoio), per raggiungere il bastione e la torre omonima; la terza è quella riservata ai curiosi e ai pellegrini che, prima di atti penitenziali, possono godere delle tentazioni terrene offerte dai mille ristorantini che si affacciano ai lati della salita.

    Lungo questo percorso, si possono effettuare pause culturali nei 4 musei civici, ricchi di storia e di curiosità. Raggiunta la cima, nel modo preferito, si viene ripagati, per la fatica profusa, non solo dalla indescrivibile magnificenza della chiesa ma, anche, da una vista mozzafiato che spazia dalla punta del Grouin fino alla Bretagna, abbracciando l’ampia baia che, quando il mare si è ritirato, sembra una distesa di deserto dorato.

    Non fatevi, però, venire il desiderio di scendere a passeggiare su quella che sembra un’oasi di pace : sotto il manto arenoso si nascondono insidiose sabbie mobili che possono essere evitate solo facendosi accompagnare da una guida esperta. Nel viaggio di ritorno verso la consueta quotidianità, pellegrino, turista o amante dell’arte porta con se un nuovo compagno: il ricordo imperituro di un  gioiello unico nel suo genere che, non a caso, dal 1979, è stato dichiarato far parte dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

    Adriana Morando

  • Unicredit fuori dal carbone, la società civile promuove una petizione online

    Unicredit fuori dal carbone, la società civile promuove una petizione online

    Una raccolta firme per lanciare un messaggio forte e chiaro a Banca Unicredit: Non usate i nostri soldi per distruggere il pianeta.

    La campagna “UniCredit fuori dal carbone” nasce per chiedere la revisione immediata del comportamento del Gruppo UniCredit negli investimenti. «L’iniziativa fa parte della “Campagna Europea contro il Carbone”, il nostro sforzo congiunto riunisce la società civile in Europa per promuovere la cessazione immediata delle centrali a carbone e degli investimenti nel settore carbonifero».

    Di seguito il testo della petizione, sottoscrivibile online all’indirizzo www.dilloaunicredit.org

    Il carbone è la fonte di energia più inquinante. È il principale responsabile dei cambiamenti climatici per l’utilizzo che se ne fa nelle centrali per produrre energia elettrica e provoca danni irreparabili all’ambiente.
    Durante tutto il processo, dalla sua estrazione alla combustione nelle centrali elettriche, le comunità locali sono esposte a impatti devastanti causati dall’emissione di gas tossici e dai rifiuti derivati dal carbone, con danni ambientali enormi e gravi rischi per la salute delle persone.
    Le centrali a carbone rilasciano CO2 (anidride carbonica) nell’atmosfera. Questa forma di produzione di energia elettrica provoca devastazione ambientale, e infatti la CO2 è la causa principale del cambiamento climatico.

    Le banche che finanziano questi progetti disastrosi, come UniCredit, hanno la responsabilità dei danni ambientali e sulla salute causati dal carbone.
    La recente crisi economico-finanziaria ha colpito duramente la banca. Ciònonostante UniCredit continua ad investire miliardi di euro dei suoi correntisti in centrali a carbone ed aziende del settore.
    Solamente nel 2011, UniCredit ha chiuso 109 sportelli (pari a 1457 posti di lavoro), mentre ha registrato un profitto di 847 milioni di euro.
    Negli ultimi cinque anni l’Unicredit ha erogato più di cinque miliardi di euro in finanziamenti destinati al settore del carbone. La Banca sostiene alcuni tra i peggiori progetti esistenti, come la centrale termoelettrica di Šoštanj (TES6) in Slovenia.
    Unicredit sta finanziando questi progetti devastanti con le risorse di noi risparmiatori, e le utilizza per alimentare modelli energetici distruttivi. È giunto il momento di interrompere questa gestione irresponsabile dei nostri risparmi. Diciamo basta agli investimenti nel carbone, in favore di maggiori finanziamenti per le fonti rinnovabili e per l’ efficienza energetica.

    Unicredit investi nel futuro, non nel carbone! Chiediamo quindi con fermezza ad Unicredit:
    -di porre fine ad ogni sostegno a progetti per l’estrazione del carbone e per la costruzione di nuove centrali termoelettriche alimentate a carbone;
    -di fissare una volta per tutte limiti sufficientemente ambiziosi di riduzione delle emissioni e di adoperarsi concretamente per rispettarli;
    -di aumentare in maniera netta il proprio sostegno alla produzione di energia rinnovabile e a iniziative volte ad ottimizzare l’efficienza energetica.

    Unicredit deve intraprendere questo percorso virtuoso da subito! Un primo passo deve essere il ritiro del sostegno finanziario alla costruzione della centrale di Solstanj in Slovenia. Le alternative ci sono. Le conosciamo tutti, anche Unicredit.

    Chiediamo ad UniCredit di ascoltare e agire ora!
    Firmando la petizione diventi uno dei tanti che chiedono un comportamento migliore, più giusto e più sostenibile ad UniCredit. Inoltre manderai un messaggio forte anche alle altre grandi banche europee.

    Firma la petizione online all’indirizzo www. dilloaunicredit.org

    Puoi continuare a seguire i lavori della Campagna Europea contro il Carbone e dei suoi partner seguendoci su Twitter, diventando nostro/a amico/a su Facebook e visitando il nostro sito www.stopcoalfinance

  • Muddy Waters: nel weekend il live di Bobby Soul e il tributo ai Police

    Muddy Waters: nel weekend il live di Bobby Soul e il tributo ai Police

    Bobby SoulVenerdì 11 maggio il Muddy Waters di Calvari ospita a partire dalle 22  il concerto di Bobby Soul e The Knickers, in occasione della presentazione del nuovo cd Conseguenze del groove. Bobby Soul non ha bisogno di presentazioni: da oltre 20 calca i palcoscenici genovesi e nazionali contagiando il pubblico con le sonotità funky e soul, tipiche della black music.

    Ora il ragionier De Benedetti, in arte Bobby Soul, regala 18 tracce ai suoi fans frutto di collaborazioni musicali oltre che con i fidati compagni di viaggio Les Gastones anche con Aziz, The Knickers, Les Bonobos Boracheros, Zero Plastica, Hira Grossi… La sperimentazione musicale a cui ci ha sempre abituato il “funkettaro” di casa nostra in questo nuovo album è accompagnata da un’intenzione che si potrebbe definire da “rock band” con chitarre pronunciate e piglio “live”.

    Ingresso 10 euro con cd incluso

    Sabato 12 maggio cambiano le atmosfere: a partire dalle 22.30 va in scena un tributo ai Police a cura di 999 Police. 

    999 è il numero di emergenza del Regno Unito, ma è anche il nome della band tributo ai Police fondata per passione da tre affermati musicisti italiani: Roberto Tiranti alla voce e basso (già noto artista dei Labyrinth, Dieci Comandamenti, New Trolls, Ian Paice etc), Marco Barusso alla chitarra e voce (Heavy Metal Kids, 883, Paola Turci, Lacuna Coil, Danny Peyronel) e Guido Carli alla batteria (Jestofunk, Zucchero, Irene Fornaciari, Double You).

    Ingresso 10 euro senza consumazione

     

  • Rivendicato l’attentato ad Adinolfi dalla Federazione Anarchica Informale

    Rivendicato l’attentato ad Adinolfi dalla Federazione Anarchica Informale

    Roberto AdinolfiL’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, è stato rivendicato con un comunicato firmato da Fai-Cellula Olga. “Abbiamo azzoppato Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo”, si legge nella rivendicazione della Federazione anarchica informale giunta alla redazione di Milano del Corriere della Sera.

    “Con il ferimento di Adinolfi proponiamo una campagna di lotta contro Finmeccanica piovra assassina”, si legge in un altro passaggio del documento.

    La rivendicazione è stata giudicata attendibile dalle forze dell’ordine.

  • “Banditi dell’Arte”, c’è un po’ di Genova nella mostra di Parigi Montmartre

    “Banditi dell’Arte”, c’è un po’ di Genova nella mostra di Parigi Montmartre

    Parigi, MontmartreSu quella collina (butte), che già in epoca gallica era consacrata a luogo di culto, si estende il quartiere di Montmartre che ospita la vita frivola di Parigi, una vera altura di 104 m sul livello della Senna, le cui vie più note, rue Fontaine, Banche, Pigalle, sono  fiancheggiate da caffè, ritrovi, teatri , cinematografi, sale da ballo, sonnolenti locali  che, al calar della sera, si animano di brillanti insegne luminose fino all’arrivo dell’alba. Sulla sommità, dietro l’imponente chiesa del Sacrè-Coeur, dove la rue Norvins incrocia Rue des Saules, si apre quello che, per antonomasia, è la culla della vita bohemiène di Parigi, Place du Tertre, punto pittoresco di ritrovo per poeti, mimi, ambulanti, pittori e per gli  immancabili ritrattisti che, in pochi minuti, immortalano sulla tela i volti multietnici dei turisti: è il mondo dell’arte e della poesia. Per capire l’atmosfera che si respira basta ricordare che in questo universo fuori dalle regole e dal tempo, in questo cosmo di sogni e sentimenti dove l’unica norma ammessa è la libertà di espressione, sono transitati artisti impareggiabili come Degas, Cézanne, Van Gogh, Renoir. Quale cornice migliore, dunque, per ospitare opere di autori “eccentrici” che cercano nell’improbabile un modo per evadere dall’emarginazione e dal disagio sociale in cui la sorte li ha relegati?

    Banditi dell’Arte”, nome della mostra presente nelle sale della Halle Saint Pierre (fino al 6 gennaio 2013), è un omaggio agli artisti italiani rimasti ai “margini” del sistema della cultura ufficiale. Viene definita “Art Brut”, opere realizzate fuori dai canoni stilistici di altisonanti accademie e che fioriscono nelle strade, nei manicomi, nei ricoveri per indigenti o anziani, sulle panchine dei senzatetto, cioè tra coloro considerati “rifiuti” della società, estromessi dal mondo benpensante  per quel “mal di vivere” montaliano che pervade la loro anima. Martine Lusardy e Gustavo Giacosa, (un italo-argentino che vive a Genova, in via Prè e lavora nella compagnia teatrale di Pippo Del Bono), hanno deciso di dare una chance di visibilità a tanti artisti italiani “hors normes” (fuori della norma), di ieri e di oggi, a partire da quello considerato il perno della mostra, Francesco Torris.

    Costui, nel 1890, apprende dalla sua compagna di essere in attesa di un figlio, notizia sconvolgente per un carabiniere (vigevano norme restrittive severissime in proposito) che lo porterà tra le mura dell’Ospedale psichiatrico di Collegno, dove inizierà quel genere di scultura che chiamerà “Nuovo  mondo”, fatta di allucinanti costruzioni realizzate con ossa di animali, recuperate dalla cucina della casa di cura. Non meno curiose appaiono le confezioni di chiffon di Giacomo Versino  (altro ospite del Collegno) che ricordano i mantelli degli sciamani, o le opere cosmologiche, cariche di misticismo, di Mario Bertola, le architetture favoleggianti di Giuseppe Righi, le iconografie religiose, ricche di toni policromi, di Giovanni Battista Podestà, i peluche e le bambole imbrigliate in cavi elettrici o in tubi di plastica di Franco Bellucci, gli idoli smisurati, dal sapore felliniano, di Pietro Ghizzardi o di Giovanni Galli e i disegni ostentatamente lascivi di Francesco Borello. In questo cammino tormentato della spirito c’è anche un angolo della nostra città che appare come un’oasi di pace: sono i graffiti variopinti di Melina Riccio.

    Un nome che si apre con un cuore ricavato dall’iniziale “M” e si conclude con una stella: questa è la firma di un’artista di strada contemporanea, genovese di adozione, che, quando parla, si esprime in rima e che qualcuno ha definito “una donna di fede che sogna di riempire il mondo di poesia” . Si potrebbe etichettarla superficialmente  una ”disadattata” che vagabonda per le vie della città, “decorandola” di messaggi di pace e di collage inneggianti un amore cosmico per la salvezza della natura ma, se si si ha occasione di incontrarla, insieme ad un dono che sempre offre sia esso un fiore, un cuore di stagnola o un ritaglio di stoffa,  regala un momento unico di comunicazione. Questa dolce signora di mezz’età, giocando col diminutivo del suo nome (Melina da Carmelina), si descrive come un piccolo pomo “mezzo marcio” e mezzo buono”, scartato dalla società in seguito ad un esaurimento nervoso, proprio come un frutto avariato. Ha, infatti, conosciuto la realtà del ricovero psichiatrico, in cui ha maturato un rigetto verso un mondo che, schiavo del denaro, non sa apprezzare le bellezze della vita e il lavoro delle persone. Lasciata la famiglia per inseguire quella che per lei è diventata una missione, proteggere la natura, si è dedicata alla sua particolare arte che estrinseca attraverso collage traboccanti di cuori,  scritti murari, ritmiche strofe e, come già detto, modesti piccoli omaggi che elargisce, con un sorriso, in segno di fortuna e di pace.

    Una mostra particolare, come si può ben evincere, che trasuda disagio, che scende nei meandri più inconsueti della mente, che coinvolge per la sua profonda umanità, una mostra che si sposterà a Bruxelles per poi approdare ad altri lidi, ancora da identificare, tra i quali, Giacosa, spera esservi anche Genova, città  in cui, come ci insegna la storia, i sogni di “libertà” sono un bene da difendere ad ogni costo.

     

    Adriana Morando

  • Fondazione Ansaldo: due nuove donazioni arricchiscono l’archivio

    Fondazione Ansaldo: due nuove donazioni arricchiscono l’archivio

    Il naufragio dell’Andrea Doria e le testimonianze della Società Italia di Navigazione sono l’ultima preziosa documentazione cartacea e fotografica, acquisita in questi giorni dalla Fondazione Ansaldo.

    Andiamo con ordine. Il lascito dell’ingegnere Francesco Scotto contiene una completa raccolta documentaria sul drammatico naufragio dell’Andrea Doria, avvenuto il 25 luglio 1956 quando l’ammiraglia della marina mercantile italiana venne speronata dalla nave svedese Stockholm finita fuori controllo. Furono ben 52 i passeggeri che persero la vita nello speronamento e fu solo grazie all’eroismo del comandante Piero Calamai e dell’equipaggio se riuscirono a mettersi in salvo 1654 persone, prima dell’affondamento della nave.

    Il secondo lascito arriva invece da Francesco De Giovanni che ha fornito alla fondazione una documentazione altrettanto unica, ovvero quella sulla compagnia Italia di Navigazione. Una serie di testimonianze cartacee che vanno dall’atto costitutivo della precedente Navigazione Generale Italiana del 1881, con le firme autentiche di Rubattino e Florio, ai viaggi transoceanici degli emigranti dal 1901 al 1963, fino alla dismissione del 1976, nel Golfo Persico, delle turbonavi Michelangelo e Raffaello.

    I due nuovi lasciti vanno così ad arricchire quanto già raccolto e custodito dalla Fondazione.
    «Queste ultime due acquisizioni richiamano un aspetto poco noto della fondazione – sottolinea Luigi Giraldi, presidente Fondazione Ansaldo – quello di essere luogo di una continuativa donazione, non solo da parte di imprese o enti ma anche da parte di singoli cittadini, della più diversa documentazione relativa al mondo del lavoro e dell’attività economica. Questi apporti contribuiscono alla formazione del capitale di memorie storiche oggi disponibile e assumono per noi un significato culturale civile e umano che va molto al di là delle loro dimensioni materiali, siano essi fotografie, lettere o un intero archivio».

  • Vetrina Tilt 2012: il teatro indipendente in scena a Sant’Agostino

    Vetrina Tilt 2012: il teatro indipendente in scena a Sant’Agostino

    Teatro GarageSabato 12 e domenica 13 maggio nuovo appuntamento con la serie di spettacoli di Tilt, la rete che da alcuni mesi raduna le compagnie teatrali indipendenti della Liguria: nata dall’aggregazione di 20 tra compagnie, operatori e singoli artisti di diversa formazione, provenienza ed età, TILT si è subito posto come modo “alternativo” di fare cultura, fondato su aggregazione, collaborazione e progettualità comune.

    Vetrina Tilt 2012 è la seconda edizione di una due giorni teatrale che si svolgerà all’ex Chiesa di Sant’Agostino, accanto al Teatro della Tosse. Una sorta di expò del teatro indipendente che mette in scena un calendario di spettacoli, incontri e laboratori.

    Questo il programma dettagliato.

    Sabato 12 maggio
    10.00/13.30
    Incontro aperto Reti in Rete: confronto e riflessioni sui modi di lavorare “in rete”, possibili collaborazioni e progettualità comuni

    15.30 STUDIO ASSOCIATO ATTORI // La bella e la bestia
    drammaturgia: Fabrizio Giacomazzi e Maria Grazia Tirasso
    con: Andrea Carretti, Lazzaro Calcagno, Elena Giuffra
    regia: Fabrizio Giacomazzi

    16.00 TEATRO DELL’ARIA // Antigone incontra Lara Croft
    di Anna Maria D’Ursi
    con: Nella Bozzano e Alessandra Caviglia
    coro-danzatori: Raffaella Furno, Damian Troiano
    regia: Nella Bozzano

    16.30 TEATRO SACCO // Naufraghi, una storia assurda , tragicomica
    con: Carlo Astengo, Antonio Carlucci, Jean Pierre Lozano, Edo Pampuro
    regia: Antonio Carlucci

    17.30 OFFICINE PAPAGE // Agnese di Dio
    di John Pielmeier
    con: Cristina Cavalli, Ilaria Pardini, Lucilla Tempesti
    regia: Andrea Narsi

    18.00 DANILO SPADONI // Q.I.
    liberamente tratto dal racconto “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes
    di e con Danilo Spadoni

    18.30 COMPAGNIA DELL’ORDINE SPARSO // Estetica della variabile
    tratto da: Biondo 901 di Alessandro Zannoni
    con: Davide Notarantonio e Giovanni Berretta
    musica dal vivo: “Sindacato del mojo”, Andrea Giannoni
    regia: Giovanni Berretta

    19.30 TEATRO DELL’ORTICA // Quando le cose si dimenticano riaccadono
    adattamento teatrale e regia: Mirco Bonomi
    con: Anna Solaro e Mirco Bonomi
    accompagnamento musicale: Marcello Liguori
    voce fuori campo: Mauro Pirovano
    disegni: Chiara Valdambrini

    20.00 GRUPPOLIMPIDO/BANDA KURENAI // My name
    ispirato a Roberto Succo, Koltés, Genet // drammaturgica e regia
    Raffaella Russo attore: Carlo Strazza // suoni: Davide Aloi

    20.30 IL GRUPPO DI TEATRO CAMPESTRE // Ci vediamo al diperdì
    testo e regia: Il GTC
    con: Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini, Roberta Testino
    musiche: Fabio Bonelli/Musica da cucina
    con la collaborazione di Luong Mahn Bui

    Domenica 13 maggio

    10.00/13.30
    Incontro aperto: Io sono in Tilt
    TILT racconta il lavoro di una anno e presenta gli obiettivi e le modalità di lavoro.

    15.30 COMPAGNIA OPERA DEI FANTASMI // Otello – l’altra faccia dell’amore
    da William Shakespeare
    traduzione, adattamento e regia: Arianna Comes
    con: Roberta Andreoni e Arianna Comes

    16.00 TEATRO IL SIPARIO STRAPPATO // Cuore caldo e ginocchia tremanti
    da un’idea di Jan Burdinski
    testi da canovacci della commedia dell’Arte e scritti di Lazzaro Calcagno
    con: Sara Damonte , Raffaele Casagrande, Luigi Marangoni, Alessandro Damiani, Alberto Follo
    regia: Lazzaro Calcagno e Jan Burdinski

    16.30 BORIS VECCHIO // Trilogia del nulla
    di e con Boris Vecchio
    messa in scena: Federica Granata

    17.30 TEATRO DELLE FORMICHE // Per colpa di Nevio
    di e con Fiona Dovo

    18.00 IRENE LAMPONI / TEATRONIRICOPOLITICO // Monika
    ispirato a “La ragazza che vendicò Che Guevara – Storia di Monika Ertl” di Jürgen Schreiber (ed. Nutrimenti 2011)
    drammaturgia: Beppe Casales // diretto e interpretato da Irene Lamponi
    montaggio video: Irene Lamponi // con il sostegno di ALTROQUANDO

    18.30 NIM/NEURONI IN MOVIMENTO // Franco
    scritto e diretto da Pier Luigi Pasino
    con: Marco Taddei

    19.30 COMPAGNIA TEATRO NUDO // Miele
    liberamente tratto da “La Prova del miele” di Salwa al Neimi
    con: Simona Fasano, Lidia Treccani, Edmondo Romano
    musiche: Edmondo Romano & Marco Fadda // voce fuori campo Roberto Serpi

    20.00 DINAMICITEATRI // Elogio della Follia 2012 spettacolo per spettatore parlante
    di e con Luigi Marangoni//con la partecipazione di persone comuni
    con brani dall’opera di Erasmo da Rotterdam // musiche Eddie Wedder,
    Cyril Mokaiesh, Paola Turci, J.S. Bach, Salt n pepa

    20.30 KABARET KRIMINALE // Studio n. 1: Il fagiolo 5 storie di ipotetica cronaca nera intorno al mondo dell’infanzia
    di e con Mauro Bozzini e Simona Guarino

    21.00 GRUPPOLIMPIDO laboratorio di Teatro e Libera Espressione
    Il conte Gadosky
    scritto e diretto da Raffaella Russo
    con gli attori non convenzionali del Lab sperimentale: Caterina Fedi, Daniele Cinti, Enrico Parodi, Fabio Dessi, Federica Fragomeni, Gabriele Carretta, Giulia Vecchia, Lucilla Maugeri, Marianna Morachioli, Matteo Lorenzoni, Valentina Garelli, Deborah Carelli, Alberto Cervelli, Franceline Costi, Amanda Guala, Sebastiano Manzoni

  • Tutti cittì: campagna per una legge sull’edilizia scolastica sportiva

    Tutti cittì: campagna per una legge sull’edilizia scolastica sportiva

    Oggi svolgere attività sportive a scuola è un vero lusso, destinato a pochi, come da anni denuncia Cittadinanzattiva con il Rapporto nazionale sulla “Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici” che, tra le altre cose, fa luce sulle condizioni precarie delle palestre.

    «Ben 31 scuole sulle 88 monitorate, dunque il 35%, non dispone di una propria palestra – rivela l’ultima indagine di Cittadinanzattiva, condotta su 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) – Laddove presenti all’interno dell’edificio scolastico, le palestre rivelano condizioni di insicurezza e invivibilità: segni di fatiscenza (22%), mancanza della cassetta di pronto soccorso (sempre nel 22% dei casi), distacchi di intonaco (17%), attrezzature danneggiate o altre fonti di pericolo (16%)».

    Sul tema si sono mobilitati i ct delle nazionali azzurre che, con la campagna “Tutti cittì”, fanno squadra per promuovere una proposta di legge trasversale sull’edilizia sportiva scolastica e un decalogo sulla cultura sportiva.

    Il progetto prevede l’istituzione di un Fondo Nazionale con sede presso la Presidenza del Consiglio per l’impiantistica sportiva scolastica della durata di dieci anni (per 200 milioni di euro l’anno). Risorse economiche che possono essere recuperate in parte dalle accise sui tabacchi, sui superalcolici, sulla rimodulazione delle entrate erariali legate al gioco d’azzardo che dovrebbero erogare per ogni progetto dal 50 all’80% dei finanziamenti, per garantire così la compartecipazione degli enti locali, privati, delle persone fisiche e delle associazioni sportive.

    Un progetto ambizioso soprattutto dal punto di vista economico, considerando le difficoltà attuali, come ha sottolineato il ministro dello Sport, Piero Gnudi «I soldi sono pochissimi, cercheremo di trovare qualche piega del bilancio perché è da troppo tempo che in Italia non si investe in questo settore. Ma si può anche pensare ad utilizzare in maniera migliore gli impianti già esistenti».

    «Siamo per la creazione di luoghi antropologici che ricreino le emozioni – spiega l’allenatore della nazionale italiana di pallavolo, Mauro Berruto – La scuola elementare è il posto dove i bimbi devono imparare l’arte di affascinarsi a qualcosa. Per fare questo occorrono luoghi come una palestra che è importante quanto una biblioteca».

  • Closer festival: dodici ore di musica al Porto Antico

    Closer festival: dodici ore di musica al Porto Antico

    Venerdì 11 maggio si tiene a Genova il Closer Festival, dodici ore di musica nella fantastica cornice genovese del Porto Antico.

    La serata inizia alle 18 con un Privee party aperitivo con tutti gli artisti, l’ingresso è limitato con pass da richiedere ai rivenditori delle prevendite presso Banano Tsunami – Porto Antico di Genova

    Dalle ore 21 invece prendono il via i dj set, con tutti gli artisti ospiti ad esibirsi nel main stage della pista di pattinaggio nella piazza delle Feste del Porto Antico.

    Tra gli ospiti, Mumbai Science, il duo di dj producer più promettente del 2012.
    Dopo il successone ottenuto all’I love techno  Jonas Kiesekoms e Maarten Elen sbarcano a Genova dopo anni di tour in giro per il mondo.
    Oltre al talento come producer, Mumbai Science ha dimostrato grande versatilità anche come dj, solcando i palchi dei maggiori festival mondiali e producendo una serie infinita di mixati per i maggiori siti e blog del settore. E’ inoltre in arrivo uno special mix dedicato al nostro evento.

    Presenti anche Yip Deciever da Montreal che propongono una musica interessante basata sulla fusione di dance pop sperimentale, new wave, R&B ed electro. “Double Future”, il loro primo album, esce a maggio, precedendo il loro tour mondiale.

    Prendono parte alla serata anche gli inglesi Antwerp, i Magellano da Genova, i Fitness Bitch da Milano, i genovesi This was Tomorrow, i Nobel e tanti altri.

    A partire dalle 3.30 per proseguire poi sino all’alba, il party si sposta al Milk club con lo showcase di Nobel.

    Ingresso 15 euro con consumazione in prevendita,  18 euro con consumazione intero

     

    Foto Daniele Orlandi