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  • Menu a Km zero: è arrivata a Nervi la “cena intelligente” di Coldiretti

    Menu a Km zero: è arrivata a Nervi la “cena intelligente” di Coldiretti

    Menu a Km Zero” è un nuovo stile gastronomico. È una ricetta che permette di apprezzare, comodamente seduti a tavola, al ristorante ma anche nell’intimità della propria cucina, tutte le stagionalità, la freschezza e le ricchezze che crescono a meno di 50 Km da quel tavolo. Cercando un sinonimo, si potrebbe dire che mangiare a km zero vuol dire accorciare le distanze.

    Impossibile, quindi, trovare due Menu a km Zero identici. Ogni singolo piatto è composto da prodotti tipici locali e di stagione, provenienti dalle campagne vicine, nel rispetto dell’ambiente, in un tripudio di tipicità, qualità e freschezza. Anche se diverso, ogni Menu a Km Zero si basa, però, sulla stessa ricetta: mettere nei piatti le specialità delle campagne circostanti, contribuendo cosi alla riduzione dell’inquinamento causato dal traffico veicolare.

    L’unico modo per avvicinarsi al “Menu a Km Zero” è sedersi a tavola. Ed è quello che ha fatto il Rotary Genova San Giorgio, presso il ristorante “La Bigoncia”, a Quarto. L’Avv. Enrico Sala, con la complicità di un “menu made in Nervi”, ha tenuto una relazione sul tema. Una cena a base di portate che identificavano il territorio, quello di Nervi appunto, ha offerto lo spunto per alcune considerazioni.

    “Menu a Km Zero” non deve essere inteso solo come la cena al ristorante, ma deve essere sinonimo di sensibilità ambientale anche nel momento di fare la spesa; deve poter dire privilegiare prodotti locali e di stagione a chilometro zero che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti prima di arrivare sulle nostre tavole. Invito ad accorciare le distanze che l’Avv. Sala ha voluto racchiudere in un aneddoto: «E’ stato dimostrato come negli hamburger americani ci fosse insalata messicana e come nelle tortillas messicane ci fosse insalata americana».

    Una metodologia culinaria, quella coniata dalla Coldiretti del Veneto, che i partecipanti all’incontro hanno potuto apprezzare attraverso una cucina basata sulla tradizione, con una ricerca minuziosa per quanto riguarda le materie prime e seguendo la stagionalità dei prodotti usati. «Un grazie particolare a Chef Corrado Carpi che ha dato sapore e gusto ad ingredienti anche poco noti e non troppo espressivi (ad esempio i funghi cardoncelli di S.Ilario) oppure conosciuti e di tutti i giorni (le acciughe del nostro mare), ma trattati con personalità e fantasia, a conferma che l’opera dello chef o di una brava cuoca casalinga è fondamentale per “nobilitare” ingredienti vicini a noi, spesso ignorati o poco considerati», è il commento conclusivo dell’Avv. Sala.

     

    Valeria Abate

    [foto di Diego Arbore]

  • Cannabis terapeutica: informazione e formazione per abbattere l’ignoranza

    Cannabis terapeutica: informazione e formazione per abbattere l’ignoranza

    Informazione, formazione, condivisione sono i tre elementi cruciali con cui provare a scardinare il muro di ignoranza che si trovano di fronte i pazienti che intendono curarsi con la cannabis terapeutica.

    Un’opportunità consentita dalla Legge italiana a partire dal 2007, quando il principio attivo (THC) della cannabis è stato inserito nella tabella II B, l’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di riconosciuto valore terapeutico, ovvero farmaci prescrivibili con semplice ricetta bianca non ripetibile. Con il decreto ministeriale del 18 aprile 2007 i cannabinoidi delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e trans-delta-9-tetraidrocannabinolo (Dronabinol) entrano nella tabella II B «Considerato che costituiscono principi attivi di medicinali utilizzati come adiuvanti nella terapia del dolore anche al fine di contenere i dosaggi dei farmaci oppiacei ed inoltre si sono rivelati efficaci nel trattamento di patologie neurodegenerative quali la sclerosi multipla». Il Ministero della salute, a partire da quella data, rende possibile utilizzarli nella terapia farmacologica.

    Peccato però che questa norma non sia mai stata pubblicizzata adeguatamente e chi voglia accedere a questa modalità di cura deve combattere contro mille ostacoli burocratici, resistenze da parte di medici ed Asl, risposte diverse a seconda della regione di residenza (tutta la trafila a cui sono sottoposti i pazienti è dettagliatamente descritta nella precedente inchiesta di Era Superba).
    Ieri, al centro sociale Terra di Nessuno del Lagaccio, si è svolto un incontro informativo alla presenza di realtà antagoniste provenienti da Torino (csoa Gabrio), Pisa (Osservatorio AntiPro), Bologna (Laboratorio AntiPro del Livello 57), Milano, Roma e Genova (associazione Pazienti Impazienti Cannabis). L’obiettivo è parlarne, far circolare l’informazione, mettere il sistema davanti all’evidenza del paradosso italiano – una cura consentita dalla legge ma praticamente inaccessibile alla maggior parte dei malati – per provare ad aprire uno spiraglio nell’opinione pubblica.

    Innanzitutto è stata sottolineata la differenza tra i farmaci derivanti dai cannabinoidi sintetici (in particolare il Nabilone), prodotti dall’industria farmaceutica, rispetto alle cosiddette infiorescenze femminili di cannabis, fiori coltivati in laboratorio, sterilizzati e sottoposti ad un minuzioso controllo per quanto riguarda qualità e sicurezza, realizzati appositamente per il Ministero della salute olandese. Entrambe le tipologie sono importabili grazie al Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997, relativo all’importazione di farmaci esteri direttamente dal produttore da parte delle Farmacie del servizio sanitario pubblico.

    I derivati sintetici sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, oggi preferiti da molti pazienti. Nonostante ciò finora in Italia la maggioranza delle importazioni ha riguardato soprattutto un principio attivo sintetico, il Nabilone, in pratica thc puro ed il Sativex, uno spray sublinguale a base alcolica, prodotto dalla Bayern che negli ultimi tempi è stato approvato in molti paesi europei.
    La pianta di cannabis contiene al suo interno una settantina di principi attivi, l’unico stupefacente è il THC. Le ricerche portate avanti in questi anni hanno consentito di comprendere che l’azione degli altri cannabinoidi modulano l’effetto del THC e riducono gli effetti collaterali. Inoltre anche altri principi attivi, ad esempio il CDB, hanno interessanti proprietà terapeutiche. In paesi più tolleranti come l’Olanda, oggi si ragiona in direzione di una specializzazione delle coltivazioni dedicate all’uso medico: esistono, infatti, semi di canapa che garantiscono determinate percentuali di alcuni principi attivi che possono risultare utili per differenti patologie.

    Ma qual è l’ostacolo principale in Italia?
    Il problema è trovare medici disponibili a prescrivere la cannabis terapeutica. In tutta Italia sono solo poche decine i professionisti che decidono di farlo. Uno dei motivi per cui non prescrivono i derivati naturali è perché nel momento in cui un medico prescrive una cura simile, di conseguenza svaluta la sperimentazione sui farmaci cannabinoidi sintetici sviluppata anche dai ricercatori italiani. Oltre ad una motivazione  strettamente legata a notevoli interessi economici, ne troviamo un’altra, probabilmente più grave, perché riguarda la carenza di informazione in merito alle infiorescenze femminili di cannabis. Purtroppo in Italia la formazione rivolta ai medici è appannaggio esclusivamente delle case farmaceutiche e di enti autorizzati che non hanno alcun interesse nel veicolare le conoscenze sui prodotti naturali. Dall’altro lato non va dimenticato che spesso a livello regionale, i medici delle singole aziende sanitarie locali, non informati adeguatamente dai direttori sanitari, ignorano questa opportunità di cura.
    Le associazioni che si battono per il libero accesso alla cannabis terapeutica  – in prima fila Pazienti Impazienti Cannabis – hanno contattato medici e ricercatori olandesi per chiedere supporto, trovando subito disponibilità. Le ipotesi allo studio sono sostanzialmente due: stampare in lingua italiana il materiale informativo sui derivati naturali; promuovere seminari in Italia, alla presenza di esperti olandesi, affinché anche nel nostro Paese si possa parlare consapevolmente di cannabis terapeutica. L’obiettivo è quello di creare un nucleo di medici disponibili a condividere le informazioni con altri colleghi, in maniera tale da stimolare un circolo virtuoso puntando ad allargare progressivamente il numero dei professionisti coinvolti.

    I pazienti intendono rivendicare il fondamentale legame tra la pianta e la cura, al contrario delle case farmaceutiche che mirano ad isolare il principio attivo per produrre farmaci sintetici.
    Nelle varie proposte di legge regionali presentate in Italia, uno dei punti principali è proprio la richiesta di avviare una produzione italiana di cannabis a fini medici, sul modello olandese. Oggi è già tutto pronto perché nel nostro Paese esiste una coltivazione autorizzata, con alta concentrazione di THC, ai fini della ricerca. Sarebbe sufficiente individuare un laboratorio farmaceutico centrale, ad esempio lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che grazie alle sue competenze potrebbe occuparsi della sterilizzazione e del controllo qualitativo del prodotto destinato alla fornitura per il Servizio Sanitario pubblico. Il percorso però deve essere necessariamente avviato da una regione che richieda un ordinativo di principio attivo per le esigenze dei suoi pazienti.

    E qui arriviamo ad un altro snodo centrale, ovvero l’attuale situazione delle leggi regionali. Oggi in due regioni, Puglia e Marche, una delibera sul tema cannabis terapeutica è già stata approvata ma anche qui si dovrà passare da una legge regionale. Purtroppo però, secondo Pazienti Impazienti Cannabis, le nuove norme invece di favorire, limitano l’accesso alla cura: la lista delle patologie interessate è assai scarna e comprende solo la sclerosi multipla e la terapia del dolore in ambito oncologico.
    Ma finalmente, pochi giorni fa, in Toscana, prima regione italiana, è stata approvata una vera e propria legge in merito. La legge regionale toscana è limitata – sottolinea Pazienti Impazienti Cannabis – ma comunque accettabile. Questo grazie all’intervento dell’associazione che ha convinto i consiglieri toscani a modificarne l’impostazione, precedentemente incentrata esclusivamente sulla terapia dolore. Il 2 Maggio è stata approvata però affinché non rimanga una legge vuota, puramente di indirizzo, sono previste delle delibere attuative. La Giunta ha garantito di impegnarsi con delibere che vadano in un senso di maggiore apertura, ma staremo a vedere quale sarà il risultato finale.

    In Liguria, dopo oltre un anno in naftalina, la proposta di legge regionale “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” – presentata per la prima volta il 7 marzo 2011 da Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà –  in questi giorni è stata nuovamente illustrata ed ora è pronta ad approdare in commissione sanità. Un passaggio fondamentale perché se davvero si riuscirà a trovare una formula ideale, questa legge potrebbe diventare il modello di riferimento per le altre regioni italiane.

    Quali sono le prospettive future ed i metodi di lotta possibili?
    In alcuni paesi europei (in particolare Spagna e Belgio) in questi ultimi anni, nonostante non siano mancate denunce ed arresti, è stato avviato il progetto dei Cannabis Social Club. Un modello che ha lo scopo di evitare che i consumatori di cannabis siano coinvolti in attività illegali e assicura che siano soddisfatti certi requisiti riguardanti la sicurezza e la salute pubblica. I Cannabis Social Club (CSC) sono delle associazioni registrate e senza fini di lucro, formate da persone adulte che consumano cannabis. I club possono essere istituiti legalmente in tutti i paesi dove la coltivazione per uso personale di quantitativi di cannabis è stata decriminalizzata. I Cannabis Social Club organizzano la coltivazione collettiva di un quantitativo di cannabis che è esclusivamente inteso per il consumo privato dei propri membri. I CSC si pongono un obiettivo politico, ovvero il cambiamento delle politiche sulle droghe, proponendo un alternativa al mercato nero. Ma non solo l’obiettivo è anche ragionare sul consumo consapevole e sull’abuso. Alla ricerca non di una liberalizzazione, bensì di una regolamentazione che consenta ai consumatori di usare la cannabis consapevolmente.

    In Italia, dal punto di vista legislativo, non esistono spiragli per avviare esperienze del genere. E però la presenza di numerosi pazienti che intendono curarsi con la cannabis – e già in passato lo hanno fatto assumendosi il rischio di auto prodursi la pianta medica – apre nuovi possibili scenari. Quindi nel nostro paese si profila la possibilità della nascita di associazioni simili rivolte però esclusivamente al livello medico. E la giurisprudenza potrebbe dare una mano, considerato che alcuni procedimenti giudiziari a carico di malati accusati di coltivazione illegale di cannabis, sono stati archiviati quando, prima del processo, sono riusciti a presentare le adeguate documentazioni mediche a sostegno dell’utilizzo terapeutico della pianta.
    La strada giudiziaria dunque appare una scorciatoia da percorrere per il riconoscimento dei propri diritti. E partendo da qui si potrà provare ad esercitare la necessaria pressione sulla politica affinché anche il Parlamento si occupi della questione. In Italia i pazienti sono gli unici pronti a rischiare. A seguire una linea di disobbedienza civile ove vi sia un principio certo: la coltivazione personale di un malato non è perseguibile dalla legge.

     

    Matteo Quadrone

  • Yves Klein: mostra dedicata al grande artista francese a Palazzo Ducale

    Yves Klein: mostra dedicata al grande artista francese a Palazzo Ducale

    Yves KleinA cinquant’anni dalla morte di Yves Klein, Teatri Possibili Liguria organizza una mostra incentrata sul judo e sul teatro dedicata alla poetica dadaista del grande artista francese.

    L’esposizione, nata da un’idea di Sergio Maifredi, uomo di teatro e cintura nera di judo, e del critico d’arte Bruno Corà, inaugura il 6 giugno per proseguire poi sino al 26 agosto,

    Klein è considerato uno dei protagonisti della storia dell’arte del ventesimo secolo:  con le sue opere ha sorpreso, incantato e scandalizzato l’Europa e l’America. Judo e teatro, entrambi fatti di dinamismo e contatto fisico, si intrecciano e si amalgamano nella sua opera: la tela bianca stesa sul pavimento, sulla quale si posano i corpi delle modelle, diviene al contempo superficie dell’opera, area del combattimento e luogo della rappresentazione. L’impronta della modella sulla tela è l’impronta del judoka che cade sul tatami, mentre intorno l’orchestra suona, gli spettatori osservano e il regista Klein, in smoking, dirige o forse arbitra l’incontro.

    In mostra sono presenti documenti, oggetti, immagini e video-testimonianze inedite provenienti dagli Archivi Klein di Parigi e da gallerie private. Presso Palazzo Ducale si terranno nel corso della mostra alcuni eventi collaterali, come  la conferenza scientifica sulle arti marziali e gli sport da combattimento, in programma dall‘8 al 10 giugno, e l’evento  “Omaggio a Yves Klein: Blu Blu Blu – Teatro Fisico” con  spettacoli dedicati al tema della mostra a Villa Bombrini.

    Orario: 11/19 da martedì a domenica,
    chiuso lunedì. Ingresso: intero  6 euro – ridotto 5 euro
    Con Torre e carceri e mostre fotografiche 9 euro

  • Mare per tutti: sport accessibili a disabili e tutela dell’ambiente marino

    Mare per tutti: sport accessibili a disabili e tutela dell’ambiente marino

    Quinto, Genova“Mare per tutti” è il nome del progetto di promozione sociale che la Regione Liguria promuove in collaborazione con la Lega Navale Italiana. In quanto Ente Morale e di Diritto Pubblico, di Protezione Ambientale e Promozione Sociale, l’iniziativa si sposa perfettamente con gli scopi dell’associazione e rientra nel raggio più ampio dell’accordo di collaborazione tra i due enti pubblici stipulato nel 2003 ma ratificato soltanto nel 2011, e che ha come obiettivi la tutela dell’ambiente marino e lo svolgimento di attività legate al mare, rivolgendosi in particolare ai giovani e alle fasce sociali più deboli.

    Attivo tutto l’anno ma maggiormente fruibile in estate per ovvi motivi, il progetto “Mare per tutti” si articola nelle seguenti attività: vela, canoa, canottaggio, gite in mare e anche semplice accesso alla spiaggia, il tutto pensato per rendere la realtà del mare e degli sport ad esso legati accessibile a ragazzi con disabilità motorie, disabilità mentali o non vedenti. Vengono inoltre organizzati corsi e attività rivolti alla prevenzione del disagio giovanile e gestiti in collaborazione con le Asl (per ragazzi con disturbi specifici) e con il Dipartimento di Giustizia Minorile (per il recupero di giovani e il reinserimento sociale).

    Le sezioni genovesi della Lega Navale aderenti all’iniziativa sono Genova Centro, Genova Quinto e Genova Sestri. In particolare la sezione di Quinto organizza, presso la propria sede, una grande festa aperta a tutti il 10 giugno alle ore 9 per inaugurare la stagione estiva. Per partecipare è necessario prenotarsi e comunicare il numero di disabili e di accompagnatori.

    Tempo permettendo, infatti, verranno svolte le prime attività: «Il progetto ha dei riscontri molto positivi – dice Carlo Conti, presidente della sezione – l’anno scorso abbiamo avuto circa una cinquantina di ragazzi partecipanti». Quinto organizza poi le uscite in collaborazione con tre enti di riferimento: Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), Anffas e Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) cui ci si può rivolgere per partecipare.

    La sezione di Genova Centro invece dà il via, nel mese di giugno, a brevi corsi di vela della durata di sei lezioni, indirizzati principalmente a ragazzi dagli 8 ai 13 anni. In questo caso le associazioni di riferimento sono l’Associazione Il Formicaio e l’Associazione Il Ce.Sto. Anche la sezione di Sestri partecipa al progetto attraverso corsi di vela. Tutte le informazioni utili su “Mare per Tutti” e sui servizi offerti dalle singole sezioni sono reperibili sul sito della Lega Navale Italiana.

     

    Claudia Baghino    

    [foto di Daniele Orlandi]

  • La decrescita al tempo della crisi: incontro al circolo Arci Zenzero

    La decrescita al tempo della crisi: incontro al circolo Arci Zenzero

    soldi pubbliciDa cinque anni esiste a Genova il Movimento della decrescita felice, che ispirato dalle opere di Serge Latouche cerca di approfondire questo tema a livello territoriale promuovendo scambi di idee e buone pratiche quali il cohousing, la finanza etica, i gruppi di acquisto solidali.

    Iniziative che permettono di trovare modelli di sviluppo più compatibili con i principi di sostenibilità ambientale, equità, salvaguardia del benessere comune, limitazione del consumismo. Modelli molto utili anche nel periodo di crisi economica che stiamo attraversando.

    Per proporre scambi di idee e buone pratiche su questo argomento, il Movimento ha organizzato un evento che si terrà mercoledì 6 giugno al circolo Arci Zenzero (via Torti 35) sul tema la Decrescita Felice al tempo della crisi. La serata inizia alle 18:30, ci sarà un apericena e a seguire baratto di capi di vestiario, accessori, libri, dvd, ecc.

  • Yoga in spiaggia, dieci incontri gratuiti a Vernazzola

    Yoga in spiaggia, dieci incontri gratuiti a Vernazzola

    YogaL’associazione “La Mezzaluna” organizza la quarta edizione di Yoga in spiaggia, un ciclo  di 10 lezioni gratuite di yoga sulla spiaggia libera di Vernazzola tenute da insegnanti qualificati.

    La prima lezione è in programma martedì 12 giugno dalle ore 19.15: tutti gli incontri sono gratuiti, ma è necessario versare una quota associativa di 20 euro per l’iscrizione all’associazione.

    Per tutte le informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria, (345-6973959) per fissare un appuntamento in sede oppure ci si può presentare con almeno mezz’ora di anticipo rispetto all’orario di inizio della pratica sulla spiaggia per regolarizzare l’iscrizione.

    E’ consigliabile indossare un abbigliamento sportivo e comodo e portare con sé un telo da spiaggia e una stuoia.

    Il calendario preciso degli incontri, che cadranno comunque sempre di martedì, verrà comunicato il 12 giugno a tutti gli iscritti In caso di pioggia la lezione sarà annullata e l’appuntamento automaticamente verrà rinviato al martedì successivo.

     

  • Cinema: l’ambiente al centro della rassegna Cinea “Il Filo di Gaia”

    Cinema: l’ambiente al centro della rassegna Cinea “Il Filo di Gaia”

    Torna anche quest’anno “Cinea Il Filo di Gaia”, la rassegna interamente dedicata al cinema ambientale, che giunge alla sua quinta edizione. L’iniziativa nasce da un progetto dell’Associazione Centro Culturale Carignano, che da dieci anni gestisce gli eventi presso il Centro Sivori di Genova, promosso dal Laboratorio Territoriale per l’Educazione Ambientale LabTer GreenPoint del Comune di Genova e dall’Assessorato all’Ambiente di Regione Liguria, con il supporto di ARPAL e la collaborazione del Festival Cinemambiente di Torino e Circuito Cinema Genova.

    Nel frattempo la Regione Liguria ha deciso di stanziare sei milioni di euro, provenienti dai fondi europei del programma operativo regionale, per sostenere l’innovazione tecnologica dell’emittenza televisiva ligure e delle sale cinematografiche e il passaggio al digitale terrestre. Destinatari del bando sono le emittenti televisive locali che intendono adeguare gli impianti alla tecnologia del digitale terrestre e le imprese di piccole e medie dimensione che esercitano proiezioni cinematografiche per adeguare gli impianti al passaggio a sistemi digitali in 3D e altri sistemi di nuova generazione. Il contributo sarà pari al 60% della spesa ammissibile che non può superare i 200mila euro.
    Le domande potranno essere presentate a Filse, la finanziaria regionale, dal 16 luglio all’8 agosto, attraverso la piattaforma “bandi on line”. Per favorire il più possibile le aziende il bando avrà una seconda apertura, già stabilita, dall’11 febbraio fino al 1 marzo 2013.
    Il bando sarà consultabile sul sito della Regione Liguria e sul sito della Filse.

    Tornando a Cinea Il Filo di Gaia, la rassegna ospiterà dal 5 al 8 Giugno 2012, in anteprima per Genova e la Liguria, un’ampia selezione del 15° Festival Cinemambiente (Torino, 31 maggio – 5 giugno 2012) consolidando così la pluriennale collaborazione con la maggiore manifestazione italiana sul tema.

    Un programma ricchissimo di cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi che affronteranno le tematiche più disparate: dalla Green Economy, con i suoi possibili modelli di sviluppo economico ai cambiamenti climatici; dai disastri ambientali, come quello avvenuto alla piattaforma Deepwater Horizon della compagnia britannica BP nel Golfo del Messico, al recupero del paesaggio, dal consumo consapevole alle felici sperimentazioni degli orti urbani in città.

    La manifestazione avrà inizio il 5 Giugno 2012, in concomitanza della Giornata Mondiale per l’Ambiente, il cui tema, proposto dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), è “Green Economy: ti riguarda?”. In occasione di questo importante appuntamento Cinea darà vita ad un evento speciale. Verrà infatti proiettato alle ore 20.30 in anteprima nei diversi capoluoghi di Provincia l’attesissimo film “La soif du Monde (The water we share)” di Yann Arthus-Bertrand, già autore di numerosi documentari quali “Home (la nostra terra)” e “La Terre vue du ciel” e quest’anno Presidente della Giuria del 15° Festival Cinemambiente di Torino.

    La proiezione avrà luogo contemporaneamente nei cinema Sivori di Genova, Il Nuovo di La Spezia, Il Centrale di Imperia e il NuovoFilmStudio di Savona con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sugli stili di vita consapevoli e sul grave problema delle risorse idriche. Yann Arthus-Bertrand ci guiderà così alla scoperta dell’elemento naturale da cui tutto è nato, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici, in un viaggio attraverso venti paesi: dal Nord del Kenya fino alla Cambogia, passando per gli Stati Uniti e la Valle d’Aosta. Sempre in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente verrà inoltre effettuato un collegamento via skype da Genova alla premiazione 15° Festival Cinemambiente di Torino (31 maggio – 5 giugno 2012).

    La manifestazione proseguirà il 6 Giugno affrontando nuovi e possibili modelli di sviluppo economico e la tematica ormai avvalorata dei cambiamenti climatici. Si partirà alle ore 18.30 con il film Silent Snow di Jan van den Berg affrontando un viaggio nelle immense pianure artiche della Groenlandia dove incombe una minaccia silenziosa: l’inquinamento atmosferico causato dall’accumulo di residui di sostanze chimiche utilizzate in tutto il mondo.

    La serata proseguirà alle ore 20.30 con il cortometraggio Casus Belli di Yorgos Zois che racconta la storia di un carrello della spesa ricolmo tra le corsie di un supermercato seguito prontamente dalla macchina da presa che ne controlla minuziosamente ogni singola azione. A seguire verrà proiettato il lungometraggio Surviving Progress di Mathieu Roy, Harold Crooks. Dall’uomo di Neanderthal ai Maya, passando per i Sumeri e l’Impero Romano, la storia è contraddistinta da veri e propri crolli che hanno causato la distruzione di intere civiltà. E spesso il motivo principale è un rapido progresso tecnologico, in grado di sopperire nell’immediato ai bisogni primari, ma anche di compromettere ogni prospettiva futura: uno scenario in cui rientra perfettamente il mondo contemporaneo.

    Giovedi’ 7 Giugno 2012 la manifestazione proseguirà a partire dalle ore 16 con due film dedicati alle sempre più diffuse esperienze di orti urbani. Un modo autentico di recuperare il rapporto dell’uomo con la natura, con lo scorrere delle stagioni. In Le Jardin des Marveilles di Anush Hamzehian, ogni singolo ortaggio diventa, per le detenute del carcere della Giudecca di Venezia, un appiglio alla vita reale. Un modo per riconoscere nei doni della terra dei piccoli regali che la prigione trasforma in momenti di autentica poesia.

    La rassegna proseguirà alle ore 17.15 con Ortobello – Primo concorso di bellezza per orti di Marco Landini e Gianluca Marcon dove, al centro sociale per anziani Casa del Gufo, va in scena la prima edizione di un concorso di bellezza per orti.

    Tra i racconti scambiati sulla panchina, l’irrigazione e il lavoro della terra, a emergere è il rapporto dell’uomo con la natura e lo scorrere del tempo, che appassisce il primo e fa maturare la seconda e l’esperienza di un gruppo di anziani trasformata nel racconto di una memoria collettiva, pubblica e universale.

    Alle ore 18.00 verrà invece presentato il mediometraggio I morti di Alos di Daniele Atzeni. Alos è un paese della Sardegna cancellato da una catastrofe negli anni Sessanta raccontato attraverso i ricordi dell’unico sopravvissuto, l’anziano Antonio Gairo. Alos rappresenta le tante comunità di pastori sardi sconvolte dall’arrivo dell’industrializzazione negli anni del Boom. E la sua storia sembra quasi un racconto gotico, un giallo con colpevole: è la modernità, come sostiene il regista, ad aver ucciso paesi come Alos e la secolare cultura agropastorale della regione.

    Alle ore 18.30 seguirà il film Piccola Terra di Michele Trentini sulla riqualificazione di piccoli fazzoletti di terreno un tempo coltivati a tabacco in cui si gioca il destino, in controtendenza, di personaggi molto diversi tra loro. Seguirà alle ore 20.30 il film The Big Fix sull’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon della compagnia britannica BP in cui centinaia di migliaia di litri di petrolio si sono riversati nelle acque del Golfo del Messico, causando uno dei più gravi disastri ambientali di tutti i tempi.

    La giornata di venerdì 8 Giugno sarà invece dedicata, nella sua prima parte, al mondo animale e alla sua salvaguardia attraverso il cortometraggio Tous Les Hommes s’appellent Robert di Marc-Henri Boulier e Gypaetus Helveticus di Marcel Barelli.

    A seguire il cortometraggo Michael Pollan’s Food Rules di Marija Jacimovic, Benoit Detalle e il film Cafeteria Man affronteranno il tema dei consumi consapevoli e dell’educazione al cibo.

    La rassegna si chiude con due film che affrontano il delicato tema dei cambiamenti climatici mostrando, nel primo, Hungry Tide di Tom Zubrycki, la lenta scomparsa dello stato insulare dell’Oceania Kiribati.
    A seguire alle ore 20.30 Chasing Ice di Jeff Orlowski in cui il fotografo del «National Geographic» James Balog, scettico sui foschi scenari legati al cambiamento climatico descritti da tanti scienziati, decide di partire alla volta del Polo Nord alla ricerca di immagini che mostrino in modo lampante i danni provocati dal riscaldamento globale. Il risultato sarà un reportage tra i più letti nella storia della rivista, ma anche l’avvio dell’Extreme Ice Survey, il più importante progetto fotografico incentrato sui ghiacciai mai concepito.

    Per tutta la manifestazione verrà allestito presso il cinema Sivori un bookshop tematico a cura della libreria Bookin. La manifestazione è a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

    L’evento è stato realizzato con il sostegno di: Regione Liguria, ARPAL, Iren, Amiu, Also srl, I provenzali, Giuseppe Santoro srl Servizi Marittimi ed Ecologici. In collaborazione con: Circuito Cinema Genova, Festival Cinemambiente di Torino, Museo Nazionale del Cinema di Torino.
    Media Partner: Radio Babboleo e il portale Mentelocale.it
    Con la collaborazione di Comune di Savona, Comune della Spezia, Comune di Imperia

  • Competitività e occupazione: bando per piccole e medie imprese

    Competitività e occupazione: bando per piccole e medie imprese

    soldi pubbliciNell’ambito del Programma Operativo Regione Liguria “Competitività regionale e occupazione” cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) la Regione Liguria ha emanato un bando per favorire l’innovazione delle imprese localizzate sul territorio ligure, rafforzarne la competitività all’interno del sistema produttivo regionale e contribuire all’acquisizione di competenze e strumenti che ne favoriscano lo sviluppo.

    Possono presentare domanda di agevolazione micro, piccole e medie imprese localizzate sul territorio ligure che esercitano attività diretta alla produzione di beni e/o servizi, singole e associate, anche in forma cooperativa e consortile iscritte al registro delle imprese e attive al momento di presentazione della domanda. Non possono invece presentare domanda i Raggruppamenti Temporanei di Impresa.

    Il bando finanzia investimenti relativi alle seguenti tipologie di iniziativa:
    1. innovazione tecnologico-produttiva
    2. innovazione organizzativa
    3. innovazione commerciale
    Il costo totale dell’investimento agevolabile non può essere inferiore a 30.000 € e gli investimenti devono essere realizzati entro 12 mesi dalla data di ricevimento del provvedimento di concessione dell’agevolazione. L’impresa deve apportare un contributo finanziario pari ad almeno il 25% dei costi ammissibili.

    L’agevolazione è concessa secondo le seguenti forme e modalità:
    – contributo a fondo perduto la cui misura – per le spese d’investimento – varia dal 10% al 30% della spesa ammessa in funzione della dimensione del beneficiario e della localizzazione dell’iniziativa e per le spese di consulenza è determinata nella misura del 50% dei costi sostenuti;
    – un aiuto in de minimis, consistente in un contributo a fondo perduto, nella misura del 30% della spesa ammessa.

    Le domande di ammissione ad agevolazione devono essere redatte esclusivamente on line accedendo al sistema “Bandi on line” dal sito internet www.filse.it dal 4/7/2012 al 31/7/2012.

  • Genova Creative Cities: progetto per lo sviluppo dell’industria creativa

    Genova Creative Cities: progetto per lo sviluppo dell’industria creativa

    Genova, panoramaGenova, insieme a Lipsia (Germania), Danzica (Polonia), Lubiana (Slovenia) e Pécs (Ungheria), è protagonista dell’ambizioso progetto europeo “Creative cities” finanziato nell’ambito del programma “Central Europe” dell’Unione Europea. Un’iniziativa volta allo sviluppo delle cosiddette “industrie creative“, ovvero, come da definizione del Dipartimento Cultura, Media e Sport del Regno Unito, “realtà imprenditoriali fondate sulla creatività individuale, sull’abilità e sul talento della persona. In grado di produrre ricchezza e posti di lavoro attraverso lo sviluppo e lo sfruttamento della proprietà intellettuale“. Splendido a leggersi, ma vediamo di capire un po’ meglio.

    Innanzitutto vengono considerati come principali campi d’azione di un’impresa creativa quello della pubblicità e del commercio, l’architettura, le compagnie di distribuzione e l’industria cinematografica, la comunicazione (radio e tv, giornali e agenzie), la musica, l’arte visiva e le performance artistiche, l’attività museale, la vendita (sia diretta che al dettaglio) di beni culturali (cd musicali, libri, gallerie, arte), il design, le nuove tecnologie (software e videogiochi) e l’industria del gusto.

    L’obiettivo sostanziale del progetto è quello di creare una rete a livello europeo fra gruppi di imprese operanti nel campo della produzione creativa. Come? Organizzando gruppi di lavoro e corsi di formazione, promuovendo azioni di marketing transnazionale e collaborazioni con altri settori del mercato.

    “Creative cities” vorrebbe in pratica promuovere le capacità imprenditoriali e la competitività delle industrie creative locali favorendo la visibilità su nuovi mercati, creando quindi i presupposti per attrarre investimenti e scambi di “know how” (conoscenze, abilità operative). Inoltre, sfruttando le potenzialità di questo genere di attività, il progetto si pone fra gli obiettivi anche quello di recuperare aree urbane degradate favorendo l’insediamento di industrie creative.

    In tutto questo il ruolo delle istituzioni locali è fondamentale. A loro il compito di integrare il progetto nei piani e nelle strategie a livello locale e, soprattutto, di raggiungere i soggetti dell’industria creativa operanti sul territorio. Nello specifico, il Comune di Genova, che è anche il principale responsabile del progetto per quanto riguarda la comunicazione, è orientato a puntare sulla valorizzazione del patrimonio culturale come azione creativa, con l’obiettivo di elaborare strategie vincenti per il radicamento dell’industria creativa nel tessuto urbano. Per ottenere ciò, sarà necessario innanzitutto un lavoro di analisi sul territorio per conoscere e quantificare le realtà che operano nel settore della creatività (così come viene definito dal Dipartimento Cultura UK, vedi sopra), per poi operare con lo scopo di aumentare le potenzialità di sviluppo dell’intero settore favorendo i collegamenti interni e con la rete europea.

    Giovedì 7 e Venerdì 8 giugno sono in programma a Palazzo Ducale tre appuntamenti per presentare il progetto europeo ai cittadini, saranno ospiti i partner delle altre quattro città coinvolte, un’occasione importante per comprendere se e quali concrete opportunità potrebbero celarsi dietro questa iniziativa europea per la città di Genova. Il primo appuntamento è giovedì mattina (dalle 9 alle 13,30) presso la Sala del Munizioniere con la conferenza dal titolo “Lo Sviluppo Urbano Creativo” con gli interventi di Charles Landry, esperto internazionale nell’utilizzo dell’immaginazione e della creatività per i cambiamenti urbani, Franco La Cecla, antropologo culturale e architetto, e Anna Corsi, direttrice di Urban Lab. A moderare sarà Agostino Petrillo, ricercatore e professore di Sociologia urbana.

    Da oltre due decenni si discute su cosa si intenda per “città creativa”. Si indicano con questo termine le città che hanno la capacità di affermarsi nella competizione internazionale in virtù di industrie basate su competenze astratte, grazie ad una produzione “immateriale” nella sua elaborazione, ma redditizia nella sua commercializzazione. In realtà definire cosa sia “creatività” appare tutt’altro che semplice…”, queste le premesse del dibattito.

    Nel pomeriggio, alle ore 18, è prevista presso Sala Dogana l’inaugurazione della mostra fotografica internazionale “La Sostenibilità Urbana e lo Sviluppo Creativo delle città”: dieci giovani fotografi provenienti dalle città che hanno aderito al progetto “Creative Cities” hanno realizzato venti scatti gettando uno sguardo sulla relazione tra città e ambiente. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 24 giugno, da martedì a domenica dalle 15 alle 20.

    Infine, venerdì 8 giugno dalle 9 alle 13 presso la Sala Società Ligure di Storia Patria (Palazzo Ducale), si tengono un seminario e un dibattito sul tema “Tra copyright e copyleft – La protezione dei diritti d’autore nella legislazione europea. Immagini, fotografia e altri linguaggi visivi”. Presiedono Giovanni Battista Gallus (avvocato esperto in diritto d’autore, profili giuridici del free/open source software e Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici), Francesco Paolo Micozzi (avvocato esperto in diritto penale, diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie, privacy e diritto d’autore) e Marco Ciurcina (esperto in diritto della Information Technology, diritto d’autore, brevetti e marchi).

    Le conferenze si potranno seguire anche in streaming all’indirizzo creativecitiesproject.eu.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Genova Film Festival 2012: aperte le iscrizioni ai workshop

    Genova Film Festival 2012: aperte le iscrizioni ai workshop

    regiaSono aperte le iscrizioni per i due workshop gratuiti che si terranno a Genova in concomitanza con la 15a edizione del Genova Film Festival. Per partecipare è necessario inviare una mail all’indirizzo workshop@genovafilmfestival.org.

    Questi i due seminari in calendario.

    Martedì 3 Luglio ore 16
    Come si produce un film indipendente
    condotto dal produttore e regista spagnolo Lluis Miñarro

    Domenica 8 Luglio ore 16
    Luci e Ombre – lighting workshop
    condotto dal direttore della fotografia Luca Massa

    Nella mail di iscrizione è necessario specificare se si vuole partecipare a uno o entrambi i seminari e allegare un breve curriculum.

  • People and Places, mostra fotografica a castello D’Albertis

    People and Places, mostra fotografica a castello D’Albertis

    Panorama castello D'AlbertisGiovedì 7 giugno inaugura a Castello D’Albertis  “People and Places”, una mostra fotografica di circa 40 immagini scattate dai partecipanti ai corsi di fotografia di ritratto ambientato e paesaggio sacro tenuti da Clelia Belgrado, che nascono dal progetto “La Ricerca della Visione…” (Vision Quest…), iniziato nel 2010 con la mostra di Douglas Beasley “Sacred Landscape”e la donazione di 11 immagini, che hanno permesso al Museo delle Culture del Mondo di aprire una nuova sezione permanente del museo dedicata al paesaggio sacro nordamericano.

    Durante il corsi i partecipanti sono stati invitati a rivedere, rivalutare e stravolgere il loro modo di fare fotografia, a ripensare luoghi, persone e cose fotografandole con un approccio che gradualmente si allontanava dalla visione stereotipata dell’immagine per ricercare nella persona, luogo o cosa l’essenza.

    Ognuno dei partecipanti ha rivisitato luoghi, persone e cose nella propria città ed alcuni lo hanno fatto nel viaggio/workshop nelle Badlands (South Dakota), sotto la guida di Douglas Beasley.

    Il tema People and Places è affrontato anche attraverso lo sguardo del Capitano D’Albertis, con una piccola selezione di immagini dal suo archivio fotografico, che si inserisce all’interno delle vetrine dell’esposizione, affiancandole, con un evidente displacement temporale, attraverso ritratti e paesaggi di persone e luoghi da lui visitati a cavallo tra ‘800 e ‘900.

    I fotografi in mostra sono Paolo Alonsi, Giulia Avvenente, Ettore Chernetich, Flora Geerts, Gianluigi Gurgigno, Carlo Mazza, Antonietta Preziuso, Laura Rossi, Rosanna Sperlinga, Roberta Veruggio.

    La mostra resta in esposizione sino al 16 settembre

  • Passo della Scoffera: raccolta firme contro la chiusura dell’ufficio postale

    Passo della Scoffera: raccolta firme contro la chiusura dell’ufficio postale

    In località Scoffera, frazione del Comune di Davagna, entroterra di Genova sulle alture della Valbisagno, divampano le polemiche per la paventata chiusura dell’ufficio postale di zona.

    I residenti, preoccupati per la sparizione di quello che ritengono un presidio essenziale, si sono organizzati in un comitato locale ed hanno avviato una raccolta firmeoltre 400 quelle già raccolte – per scongiurare che ciò accada. Anche se gli indizi lasciano pensare che il destino sia ormai segnato considerato che il servizio, prima ridotto a 3 giorni alla settimana, da circa un paio di mesi, addirittura si limita ad una sola apertura settimanale, nella giornata di sabato.

    Quindi nel prossimo futuro, per svolgere qualsiasi semplice operazione postale, i cittadini dovranno necessariamente recarsi a Bargagli, Torriglia o Davagna. Con gli inevitabili disagi, ad esempio per gli anziani, dovuti a spostamenti spesso non agevolati da un adeguato servizio dei mezzi di trasporto pubblico.

    Un volantino, che circola in questi giorni per la vallata, spiega «Gli abitanti di Scoffera sono indignati e sperano che l’ufficio postale non chiuda i battenti. Vogliamo far presente che nella piazza dove sorge l’ufficio postale, non a caso, negli ultimi anni sono stati aperti un supermercato, una macelleria, un bar, un tabacchino, un panificio, un ristorante, tutti locali molto frequentati anche da chi proviene dai paesi vicini».

    La preoccupazione, infatti, coinvolge anche gli esercizi commerciali della zona come ricorda la titolare del Supermercato Piccola Baita «Qui al Passo della Scoffera abbiamo creato un centro vitale, con diversi negozi che, nonostante le difficoltà, intendono tenere le serrande aperte. Certo però, se davvero chiuderanno l’ufficio postale, per noi sarà un colpo tremendo perchè a morire sarà tutto il tessuto commerciale, visto che i cittadini saranno costretti a fare la spesa nelle altre località della vallata».

    «Noi lotteremo affinché rimanga aperto un servizio pubblico utile per chi paga le tasse – spiega Adelma Mantelli, una delle promotrici della mobilitazione – La raccolta firme che stiamo portando avanti sarà recapitata al Direttore delle Poste di Genova ed alle istituzioni interessate. Vogliamo che l’ufficio postale non venga chiuso».

     

    Matteo Quadrone

  • Checkmate Rock club: nel weekend Jess, Stefano Lombardo e jam session

    Checkmate Rock club: nel weekend Jess, Stefano Lombardo e jam session

    CheckmateIl primo weekend di giugno il Checkmate Rock Club chiude in bellezza la propria stagione di live con una due giorni di concerti.

    Venerdì 1 giugno serata cantautorale con Jess e Stefano Lombardo

    Stefano Lombardo è un musicista pop, rock, blues di Savona, e si esibisce in un live acustico, chitarre dal sound americano pop e british per dare voce al cantautorato italiano.

    Segue Jess, un’ esordiente cantautrice genovese dalla voce graffiante e chitarra dalle sonorità pop-rock inglese, che ha già ottenuto notevoli risultati: alcuni suoi pezzi sono stati utilizzati per la colonna sonora di “Non Smettere Di Sognare” (Fiction di canale 5). Al momento sta lavorando alla pre-produzione del mio primo disco (Fabbrica Musicale Records), e in altri progetti come autrice e compositrice.

    Sabato 2 giugno invece verrà organizzata la tradizionale jam session di fine stagione, con palco libero a chiunque voglia suonare.

    Il Checkmate mette a disposizione il proprio palco, gli amplificatori e la batteria; chiunque voglia mettersi in gioco ed esibirsi con il proprio strumento insieme ad altri musicisti, magari sconosciuti, magari legati a generi musicali completamente diversi, è libero di farlo: la serata è infatti all’insegna della creatività, delle contaminazioni e delle sperimentazioni musicali.

    Ingresso con tessera Arci.

  • Festival e rassegne culturali per il 2012: i finanziamenti del Comune

    Festival e rassegne culturali per il 2012: i finanziamenti del Comune

    Arte di Strada teatro attoriNonostante l’allarme tagli più volte lanciato dalle istituzioni, sono arrivati i primi risultati relativi ai contributi del Comune di Genova alla cultura. I bandi, pubblicati in primavera, erano cinque: tre dedicati al teatro (prosa, dialettale e ragazzi), uno ai progetti culturali in genere e il quinto a favore di festival e rassegne.

    Quest’ultimo è al momento l’unico di cui si conoscono i risultati. Per la pubblicazione degli esiti del bando relativo ai progetti culturali bisogna aspettare il 25 giugno 2012. Due giorni dopo, il 27 giugno, verranno pubblicati gli esiti dei contributi al teatro di prosa, al teatro dialettale genovese e al teatro dei ragazzi.

    Vi proponiamo l’elenco dettagliato dei vincitori del bando e per ognuno l’importo esatto del contributo pubblico assegnato. Ricordiamo che il Comune considera “finanziabili” solo festival e rassegne di cultura e spettacolo che siano almeno alla terza edizione e articolati su almeno tre giorni anche non consecutivi; devono essere realizzati nel territorio del Comune di Genova nel periodo compreso fra il 1° maggio 2012 e il  30 aprile 2013; inoltre almeno un’edizione deve aver avuto luogo negli anni 2010 e 2011.

    Ecco i soggetti che hanno ricevuto il finanziamento:

    – Circolo dei Viaggiatori nel Tempo 18° “Festival Internazionale di Poesia” : 39.600,00 euro
    – Associazione Culturale Chance Eventi “Suq Genova”: 34.335,00
    – Associazione EchoArt “Festival del Mediterraneo“: 32.700,00
    – Associazione Culturale Sarabanda “Circumnavigando Festival“: 22.737,50
    – Fondazione Luzzati Teatro della Tosse “La Tosse ai Parchi di Nervi”: 22.500,00
    – Associazione Culturale Duanbailò “Genova Film Festival”: 22.000,00
    – Associazione Teatro Garage per “Ridere d’agosto ma anche prima”: 18.750,00
    – Associazione Culturale Teatri Possibili Liguria “Dialoghi sulla rappresentazione”: 18.750,00
    – Lunaria Teatro Associazione Culturale “Festival di una notte d’estate”: 18.725,00
    Teatro Cargo Associazione Culturale onlus Fuori luogo, “Cargo estate”: 16.575,00
    – Associazione Culturale Gezmataz Gezmataz “Festival & Workshop di Jazz”: 14.025,00
    – M.E.D.I. Schegge di Mediterraneo “Festival dell’eccellenza al femminile“: 12.750,00
    – Associazione ARTU – “Festival Internazionale di Danza/Paesaggi Urbani”: 11.475,00
    Filarmonica Sestrese “International Music Festival – Meeting Giovani Musicisti”: 11.250,00
    – Collegium Pro Musica “Festival Internazionale di musica da camera“: 9.900,00
    Assoartisti – Confesercenti Genova “Mediterrarte”: 9.180,00
    – Compagnia Teatro Akropolis: 9.000,00
    – Associazione Sant’Ambrogio Musica “I Concerti di San Torpete“: 8.800,00
    Teatro dell’Ortica – Società Cooperativa onlus “Festival Teatrale dell’Antico Acquedotto”: 8.000,00
    – Ugo Associazione Culturale Nervijazz: 7.140,00
    – Associazione Culturale Metrodora “Festival delle Periferie”: 7.140,00
    – Associazione Culturale Profondità di Campo per “Festival Nuovo Cinema Europa”: 7.000,00
    – Associazione ARCI Genova POP Festival: 6.120,00
    – Associazione Psyco “Goa Boa festival”: 6.000,00
    – Associazione Culturale Orchesta Regionale Ligure per “Musica ricercata”: 4.400,00
    – Associazione Culturale P&P “Genova Tango Festival“: 4.080,00
    – Associazione Amici di Paganini “Hommage a Paganini”: 4.000,00
    – Associazione onlus Music for Peace Creativi della Notte “Che Festival” ex Zena Zuena: 4.000,00
    – Associazione Gratia Artis Rassegna Music “Right show“: 3.060,00
    – Associazione Culturale DisorderDrama: 2.000,00

    [foto di Constanza Rojas]

  • Festa della Repubblica, 2 giugno: apertura straordinaria dei musei

    Festa della Repubblica, 2 giugno: apertura straordinaria dei musei

    Ingresso di Palazzo RossoDomani – sabato 2 giugno 2012 – si celebra come ogni anno la festa della Repubblica, che quest’anno sta mobilitando varie discussioni sul web e non solo, soprattutto sull’effettiva necessità di spendere denaro per la parata militare quando si dovrebbero aiutare le persone colpite dal terremoto in Emilia o destinare comunque i fondi per iniziative pacifiche. Un esempio in questo senso è la petizione Lavoro non bombe a cura del sito Tavole della pace.

    Tornando in ambito locale, la festa è comunque l’occasione per contribuire a rilanciare altri aspetti della società, come la cultura.

    Questi i musei genovesi che effettueranno apertura straordinaria nella giornata del 2 giugno.

    Musei di Strada Nuova dalle 10 alle 19; Museo di Storia Naturale “G. Doria” dalle 10 alle 19; Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce dalle 10 alle 18.30; Museo del Risorgimento dalle 10 alle 19 con ingresso gratuito; Museo di Archeologia Ligure e Grotta dell’Archeologia dalle 10 alle 19; Castello D’Albertis dalle 10 alle 19; Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna dalle 10 alle 19; Musei di Nervi – Wolfsoniana dalle 10 alle 18; MU.Ma – Galata Museo del Mare dalle 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18); MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè dalle 10 alle 19; Museo del Tesoro e Museo Diocesano dalle 15 alle 18; Palazzo Verde dalle 11.30 alle 19.30; Emporio-museo Viadelcampo29rosso dalle 10 alle 19.

    Gli altri Musei civici resteranno chiusi.

    [foto di Daniele Orlandi]