Sampierdarena ha il suo “Blueprint”. Ecco i cinque punti per il rilancio della città nella città, tra sicurezza e qualità della vita

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Sicurezza, infrastrutture, riqualificazione urbana, gestione dell’ambiente e valorizzazione culturale. Questi i cinque punti per la rinascita di Sampiedarena, la città nella città che da troppo tempo aspetta di essere “ricordata” dalla politica, sempre presente in campagna elettorale, ma poco nella quotidianità.
Ne abbiamo parlato con Gianfranco Augusti, rappresentate delle “Officine Sampierdarenesi”, l’associazione che da anni lavora per il rilancio del quartiere che, per prima cosa, ci ha assicurato che le risposte verbali dei candidati alla carica di sindaco di Genova, alle “Officine” non basteranno: dovranno mettere nero su bianco le loro risposte attraverso un questionario che sarà distribuito durante gli incontri, poi, una volta eletto il primo cittadino, subito al lavoro per mettere in atto il “progetto cura” per il quartiere di ponente.
Lo hanno definito il “Blue Print di Sampierdarena”, ma se non dovesse bastare, c’è chi pensa addirittura a un referendum per diventare un comune autonomo. In sintesi, le Officine non hanno intenzione di perdere tempo prezioso per riqualificare e valorizzare il quartiere ostaggio di degrado che invece avrebbe molto da offrire: «Se il prossimo ciclo amministrativo sarà come quello che si sta per concludere – spiega Gianfranco Angusti il quartiere è destinato a morire».
Altro che grido d’allarme, c’è molto di più. Dati alla mano, circa il cinquanta per cento delle saracinesche si è abbassato, i problemi di sicurezza abbondano e il disagio sociale che ne consegue è ormai noto a tutti, tant’è vero che si è stilata una vera e propria mappa dei punti più caldi: nella zona di via Sampierdarena, via Pietro Chiesa e dintorni c’è il problema dei cosiddetti “circoli culturali” e della promiscuità tra prostitute e residenti, che si sta estendendo alla vicina via Buranello. In piazza Settembrini, piazza Montano e vie limitrofe, c’è il problema dei minimarket e dei bivacchi. E però con le parole si fa poco: «Abbiamo già incontrato Gianni Crivello, candidato per la coalizione di Centrosinistra, e assessore uscente della giunta Doria e Arcangelo Merella, candidato con la sua lista Ge9si – prosegue Angusti – nelle prossime ore incontreremo Luca Pirondini (M5S), poi sarà la volta di Marco Bucci per il Centrodestra e Paolo Putti della lista Chiamami Genova. A ciascuno di loro abbiamo presentato e presenteremo il nostro dossier con i cinque punti chiave per il rilancio di Sampierdarena“.
via cantoreNon a caso il primo punto del programma delle Officine è proprio la sicurezza, protagonista assente della vita di quartiere: affare assai delicato, da trattare però con convinzione, esigendo il rispetto delle ordinanze sulla vendita di alcol e la limitazione delle nuove aperture di sale slot. Le infrastrutture avranno un ruolo fondamentale per il volto del ponente genovese che si appresta a cambiare, tra strada a mare, nodo ferroviario e porto. Servirà un monitoraggio serrato per evitare disagi anche gravi ai residenti, sia in fase di cantiere che a opere concluse. Il terzo punto del documento sarà centrale per il quartiere perché riguarda la riqualificazione urbana, legata con un filo rosso al rilancio dei negozi di vicinato. Valorizzare questo tipo di commercio e far sì che le saracinesche si alzino di nuovo sarà un obbiettivo base per il quartiere e per questo, sotto la lente di ingrandimento c’è il “bando periferie”, ovvero quei ventiquattro milioni di euro che serviranno per palazzo della Fortezza, piazza Tre Ponti, mercato, centro civico Buranello, mercato ovovaicolo del Campasso, ex biblioteca, Magazzini del sale ed ex deposito rimozioni di via San Pier d’Arena.
Seguono a ruota la gestione dell’ambiente e del ciclo dei rifiuti e la valorizzazione culturale. Proprio quest’ultimo punto è particolarmente importante per le Officine, perché riguarda il teatro Modena, la Lanterna di Genova e il polo scolastico.«Basta interventi spot – dice ancora Angusti – questi cinque punti devono essere parte di un progetto globale che preveda innanzi tutto l’immediata bonifica della zona sotto tutti gli aspetti».
I candidati alla carica di sindaco di Genova sono avvisati: subito dopo l’11 giugno si ritroveranno i sampierdarenesi a bussare alle porte di Tursi per esortare il prescelto a mantenere quanto promesso in campagna elettorale. Come a dire che immaginando i fasti del passato, che osservarne il rapido declino, si avrà la possibilità di gettare le basi di un quartiere tutto nuovo, con un cuore pulsante fatto di commercio, industria e vivibilità. «Se si rivelerà necessario non esiteremo a tornare in strada e a mettere in campo anche iniziative clamorose – conclude Angusti – questo luogo ha un’anima che dev’essere ritrovata, ma deve brillare di una luce diversa, evoluta. Ecco la Sampierdarena che vogliamo e che ci meritiamo».
Nina Genta

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