Autore: Nicola Giordanella

  • Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    biblioteca-benzi-voltriDopo lo slittamento di ieri, e le conseguenti polemiche divampate sui social network, l’amministrazione ci riprova fissando la data di inaugurazione della Biblioteca Rosanna Benzi il 10 febbraio. A confermalo lo stesso presidente di Municipio Mauro Avvenente, che ha ipotizzato anche la presenza alla cerimonia del sindaco di Genova Marco Doria.

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    «Oggi in giunta i tecnici ci hanno confermato la data del 10 febbraio – ha spiegato Avvenente – ed il sindaco ha fornito la sua disponibilità ad essere presente all’inaugurazione. Speriamo che stavolta sia quella buona». Nessun accenno ai motivi di questo ulteriore ritardo, anche se è ipotizzabile che lo slittamento sia stato dovuto a piccoli problemi tecnici e burocratici. Che sia la volta buona, veramente?

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

  • Fegino, Governo chiarisce: «La regia della bonifica è del Comune di Genova». Iplom dovrà presentare piano rivisto entro 30 giorni

    Fegino, Governo chiarisce: «La regia della bonifica è del Comune di Genova». Iplom dovrà presentare piano rivisto entro 30 giorni

    iplom-petrolio-inquinamentoLa regia della bonifica delle aree inquinate dalla rottura dell’oleodotto Iplom, che lo scorso mese di aprile aveva riversato 680.000 litri di greggio nei rivi Fegino e Pianego, spetta al Comune di Genova. A chiarire ogni dubbio è il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, rispondendo a un’interrogazione del deputato di Sinistra Italiana, Stefano Quaranta, in Commissione alla Camera. L’azienda, infatti, aveva richiesto che la competenza passasse al ministero. «La competenza in materia di siti contaminati, che non siano stati individuati di interesse regionale o nazionale, e la conseguente bonifica – spiega Velo all’agenzia Dire – è del Comune, residuando in capo all’amministrazione regionale esclusivamente le funzioni pianificatore e programmatore degli interventi sostitutivi, nonché quelle di coordinamento e indirizzo nel confronti delle Province e dei Comuni, mentre resta in capo al ministero dell’Ambiente la competenza in materia di danno ambientale».

    Approfondimento: Lo “scontro” sulla bonifica tra Comune e Iplom

    Di conseguenza, il Comune di Genova ha pieno «titolo per procedere all’approvazione del Piano di caratterizzazione (indagine con cui Iplom deve attestare l’entità dei fenomeni di contaminazione ambientale, ndr), individuando eventualmente puntuali prescrizioni. Il ministero continuerà a tenersi informato mantenendo alto il livello di attenzione sulla questione». Ora, dunque, entro fine mese l’azienda dovrà ottemperare alle prescrizioni presentate dall’amministrazione comunale alla prima versione del piano presentata ad agosto. Il Comune procederà poi a riconvocare la Conferenza dei servizi e far riprendere i lavori da dove si erano fermati quest’autunno. Soddisfazione trapela da Palazzo Tursi dove, comunque, si attende una conferma ufficiale delle notizie in arrivo da Roma, dopo la stretta lanciata la scorsa settimana.

  • Convegno nazionalisti, Fiom lancia contromanifestazione: «Antifascisti in piazza sabato 11 febbraio»

    Convegno nazionalisti, Fiom lancia contromanifestazione: «Antifascisti in piazza sabato 11 febbraio»

    Fiom-sciopero-metalmeccaniciDopo le grida di sdegno arrivate da esponenti politici e della società civile, era nell’aria l’organizzazione di una contromanifestazione sabato 11 febbraio a Genova per contestare il congresso degli ultranazionalisti europei. E la prima a muovere il passo ufficiale è la segreteria genovese della Fiom che, in una nota, invita «lavoratori, lavoratrici, delegati e tutti gli antifascisti a scendere in piazza per impedire che l’11 febbraio si svolga la manifestazione fascista a Genova».

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Non un generico appello ma una “chiamata alle armi” che verrà affissa in tutte le fabbriche genovesi «perché bisogna scendere in piazza e fare di tutto perché non possiamo accettare che i fascisti abbiano voce nella nostra città», precisa il segretario Bruno Manganaro, come riportato dall’agenzia Dire. «Una generazione di operai, impiegati, dirigenti sindacali, di uomini e donne ha dato la propria vita per impedire un futuro al fascismo – scrivono i metalmeccanici della Cgil – questa è la storia del movimento sindacale, è la nostra storia e non intendiamo permettere che razzisti e xenofobi, che negano il ruolo e l’organizzazione autonoma della classe operaia, possano esprimersi». Una mossa che va letta anche come “strategica” dal momento che potrebbe cambiare le carte in tavola dal punto di vista dell’ordine pubblico e spingere la Prefettura a bloccare sì la contromanifestazione ma anche il congresso ed evitare qualsiasi rischio di scontri.
  • Convegno nazionalisti, Toti scrive al prefetto: «Vigilare affinchè non si promuovano contenuti eversivi»

    Convegno nazionalisti, Toti scrive al prefetto: «Vigilare affinchè non si promuovano contenuti eversivi»

    prefettura-genova«Un’attenta vigilanza affinché vengano rigorosamente valutate le condizioni di legge e di ordine pubblico per autorizzare la manifestazione e affinché questa non diventi occasione per la promozione di contenuti eversivi o idee o proposte politiche contrarie alle nostre leggi». Lo chiede il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, in una lettera inviata oggi pomeriggio al prefetto di Genova, Fiamma Spena, in vista del convegno delle ultradestre europee previsto nel capoluogo ligure sabato 11 febbraio, come riportato dall’agenzia Dire.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Nonostante le polemiche della mattina in Consiglio regionale e senza un ordine del giorno condiviso, è dunque il governatore di centrodestra a fare il primo passo ufficiale e a giocare d’anticipo rispetto alle forze politiche e della società civile che si sollevate contro l’appuntamento della prossima settimana. Ma la posizione di Toti, come ampiamente annunciato, non prevede alcuna richiesta di divieto della manifestazione. Il governatore, infatti, ribadisce la sua posizione: «il dibattito democratico e le idee altrui devono essere rispettate, fino a quando rispettano la legge. Chi rispetta le leggi è benvenuto in Liguria, chi non lo fa non ha dimora né in Liguria né in Italia».

  • Convegno nazionalisti, botta e risposta tra Toti, Bisca (Anpi) e Massa (Arci). Consiglio regionale non trova accordo per documento condiviso

    Convegno nazionalisti, botta e risposta tra Toti, Bisca (Anpi) e Massa (Arci). Consiglio regionale non trova accordo per documento condiviso

    donne partigianeContinuano ad arrivare numerose le reazioni politiche alla notizia del congresso internazionale dei nazionalisti europei convocato a Genova il prossimo 11 febbraio. Botta e risposta tra il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, e il presidente di Anpi Genova, Massimo Bisca. Sulle dichiarazioni del governatore pioggia di critiche anche da parte dei sindacati.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    «Se questo convegno, come molti altri che esprimono idee lontane da me, non si svolge a Genova non piango, se decidono di andare altrove hanno la mia benedizione e se vengono non riderò». Questo quanto il presidente della Regione Liguria, e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, ha dichiarato oggi, a ulteriore commento della notizia del convegno, ricordando che tocca «a Questura, Prefettura, ministero degli Interni e organi preposti di vigilanza dire che cosa si possa o non si possa fare». Parole che sono state pronunciate durante la discussione in Consiglio regionale sulla votazione di un ordine del giorno che esprimesse la contrarietà dell’ente allo svolgimento di questo convegno. Una votazione che però non ha avuto luogo, poiché non si è arrivati ad un testo condiviso: essendo una proposta “fuori sacco”, verrà calendarizzata per le prossime sedute. «Il convegno non rappresenta le mie idee – ha concluso il governatore, come riportato dall’agenzia Dire – i valori di democrazia e antifascismo sono piuttosto ben radicati nella mia famiglia. E questa amministrazione ha dimostrato di condividerli essendo la prima a celebrare il presidente Pertini, forse il partigiano più famoso e popolare, a cui abbiamo dedicato giornate e soldi pubblici per restaurarne la dimora e con essa la sua memoria».

    La risposta a queste dichiarazioni non si fa attendere: «Se si ricorda Pertini, si deve anche ricordare anche quel Pertini che il 30 giugno del 1960 ha impedito l’affronto di chi era tornato in città dopo aver fatto deportare 1.500 operai dalle fabbriche genovesi», afferma Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova, facendo riferimento alla partecipazione dell’ex presidente della Repubblica alla sommossa del 30 giugno 1960 contro la convocazione nella città della Lanterna del congresso del Movimento Sociale Italiano. «Noi lanciamo l’allarme – conclude il presidente dell’Anpi – ma ognuno fa il suo mestiere: le forze dell’ordine, la Prefettura, tutte le istituzioni, compresa la Regione, devono far rispettare la legge.

    Proprio sul rispetto della legge, intendendo le leggi Scelba e Mancino che puniscono l’apologia del fascismo e le azioni, i gesti e gli slogan legati all’ideologia nazifascista, si incentrano molte reazioni politiche alle dichiarazioni del presidente di Regione Liguria: «All’affermazione del governatore Toti, secondo il quale “una città libera e democratica ospita convegni di chi la pensa diversamente” rispondiamo che l’apologia del fascismo è reato, come recita la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e scritta col sangue dei nostri Partigiani » scrive in un comunicato la segreteria del Partito Comunista.

    Anche i sindacati fanno quadrato: in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil definiscono questa iniziativa come provocazione sottolineando che «Sono passati gli anni, ma non la memoria e i valori democratici sempre attuali e punto di riferimento per il mondo del lavoro. Ci riteniamo fin da ora disponibili a partecipare a un tavolo in Prefettura, qualora la stessa decidesse di convocarlo». Cgil va giù duro anche contro le dichiarazioni del Governatore: «Affermare come ha fatto il Presidente Toti che “chi ha combattuto per fare avere a Genova una Medaglia d’oro per la Resistenza, e quindi renderla una città libera e democratica, l’abbia fatto anche perché si possano ospitare convegni di chi non la pensa come lui” (dichiarazione pronunciata nella giornata di ieri, ndr) auspicando quindi che questa adunata abbia luogo e derubricando il tutto ad una semplice diversità ideologica, corrisponde ad una interpretazione che certamente non può riferirsi alla libertà di discutere a Genova politiche di ultradestra ispirate dall’ideologia fascista, ideale continuazione di un regime, respinto e sconfitto nel 1945, che aveva gettando l’Italia e il mondo in una stretta di dolore, macchiandosi di gravi atti sanguinari, lesivi della dignità e della vita di donne, uomini e bambini». Questo quanto si legge nella nota stampa diffusa questo pomeriggio, comunicazione che si chiude «invitando a prendere analoga posizione  anche alle forze politiche al governo della nostra Regione, nel rispetto della nostra Costituzione, delle nostre leggi, della nostra storia e della memoria di chi quella storia l’ha fatta».

    In serata arriva anche la dichiarazione del presidente di Arci Liguria, Walter Massa, che non ha dubbi nel condannare l’atteggiamento ondivago di Giovanni Toti che in una nota stampa rilasciata stamattina ha ribadito che: «Si coltiva la libertà a maggior ragione quando si difende convintamente il diritto altrui di esprimere le idee che riteniamo più distanti dalla nostra cultura politica».

    «Toti non può tirare in ballo la libertà di espressione – dichiara Massa – questi personaggi, membri del Apf, parlano di militarizzazione dei confini, di xenofobia e di razzismo facendo leva sull’odierna crisi economica e sociale, cercano di incanalare l’odio e la paura sui richiedenti asilo e questa è una doppia provocazione sia per la città di Genova che per la Costituzione italiana che ha radici nell’antifascismo».

    «Trovo incredibile – continua Massa – che Toti riesca a mettere sullo stesso piano la figura di Pertini, simbolo dell’antifascismo, un partigiano che ha sofferto la prigionia per colpa del regime fascista, con le posizioni xenofobe, razziste dell’Apf. Il Presidente della Regione deve uscire dal bipolarismo in cui è entrato e decidere da che parte stare» .

    Nei prossimi giorni, dunque, si attendono eventuali decisioni prese in merito dagli organi competenti; non essendo al momento pervenuta alcuna richiesta di manifestazione in luogo pubblico, ma essendo solo stato organizzato un congresso (e in quanto tale in luogo non pubblico, anche se al momento non ci sono dettagli in merito) la competenza sulla “fattibilità” dell’evento spetta alla Prefettura.

    Andrea Carozzi
    Nicola Giordanella

  • “Il prezzo” delle scelte e delle costrizioni familiari. Al Teatro della Corte fino al 5 febbraio

    “Il prezzo” delle scelte e delle costrizioni familiari. Al Teatro della Corte fino al 5 febbraio

    il-prezzo-teatro-corteDi quest’opera impressiona dapprima l’allestimento della scena: gli attori, gli uomini si muovono fra cataste di mobili fuori misura, che paiono attestare il granitico attaccamento alla famiglia ed a ricordi di cui non è facile liberarsi, anche se la volontà parrebbe condurre in senso opposto. La famiglia: qualsivoglia sia stata permane in noi più di quanto noi stessi crediamo.

    E’ così anche per i fratelli Franz, coattivamente riuniti per  vendere  i mobili di famiglia; diversi nel destino e nel temperamento, simili nell’attaccamento al passato, più marcato in Victor, costrettosi a  permanere in un mestiere non proprio tagliato su misura per assistere fino all’ultimo il vecchio padre, deciso dopo ben sedici anni dalla morte a venderne l’arredamento della casa, ma tenendo almeno un paio di sedie. Walter, invece, ha avuto il lavoro che desiderava, è un medico affermato davanti al mondo, meno di fronte a se stesso: è riuscito a svincolarsi dai legami familiari ed a marciare dritto verso il successo anche grazie all’abnegazione del fratello.

    L’azione si svolge tra i rimpianti palesi di Victor verso una vita che ora, in retrospettiva, gli appare inutile e i rimorsi latenti di Walter per il sacrificio del fratello e la mancata chiarezza sull’intenzione del padre di tenerlo legato a sé. L’illustre clinico vorrebbe risarcire in qualche modo il fratello (non senza vantaggi per sé) proponendogli di architettare, con la sovrastima di questi mobili da vendere, una sorta di truffa ai danni dello Stato, che frutterebbe una cifra rilevante in risparmi fiscali, da dividere. Soldoni che assicurerebbero un futuro agiato a Victor ed alla moglie; in alternativa Walter offre un posto di rilievo nella propria struttura. Victor non accetta: pure stretto tra il consenso entusiasta della moglie e le rivelazioni del fratello sulle intenzioni del padre (ormai non più verificabili), ritrova un equilibrio ed un autonomo modo di decidere che gli assicurano, a sorpresa, il ritorno alla vita vera, alla stabilità matrimoniale. Alla  fine  lo sconfitto appare proprio Walter.

    Strano il rapporto tra genitori e figli: talvolta la morte dei primi trasforma un rapporto labile e distratto in un legame quotidiano. Colpisce in questo pezzo lo spessore dei personaggi, resi autentici da una memorabile interpretazione, che la drammaticità di vicende di vita non eccezionali fa apparire quasi familiari. Risalta la figura dell’anziano broker ebreo, al quale tocca il compito di stabilire il prezzo ma anche quello di rammentare, con taglio cinico, il ritorno al presente: non conta il valore delle cose, contano le cose che possano sostituirne altre.

    Con questo lavoro del 1968, meno conosciuto dei più celebri “Morte di un commesso viaggiatore” e “Sono tutti figli miei”, Arthur Miller si conferma mostro sacro del teatro del ‘900. Insieme a Tennesse  Williams imperò nel secondo dopoguerra quale massimo esponente del teatro americano moderno, pur nella diversità delle tematiche, contorte e morbose quelle di Williams, aderenti a risvolti moral-sociali  e con costanti riferimenti economici quelle di Miller.

    Elisa Prato

    + “Il prezzo” di Arthur Miller, al Teatro della Corte fino al 5 febbraio
    Una produzione Compagnia Umberto Orsini, regia di Massimo Popolizio, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Alvia Reale e Elia Schilton

  • Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Il sindaco di Genova, Marco Doria«Contrastare queste idee di odio e sopraffazione  è un  dovere civile, proprio a tutela della libertà, connaturato nelle Costituzioni democratiche e in particolare nella Costituzione italiana». Con queste parole, diffuse attraverso una nota stampa, il sindaco di Genova Marco Doria, prepara il terreno in risposta allla convocazione del congresso internazionale dei nazionalisti europei, raccogliendo in questo modo l’appello lanciato dall’Anpi.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Proprio ieri l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani aveva, infatti, lanciato l’appello per la mobilitazione: «Lanciamo un appello a tutti i genovesi per una ampia e unitaria mobilitazione, nella consapevolezza che il fascismo è tutto il contrario dell’intera Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, di cui contiene per intero i valori – si legge nel comunicato stampa diffuso in giornata, che continua – Il fascismo purtroppo non è morto, perché continua ad esistere nell’anima, nel pensiero e nell’azione; e poi ci sono i nazifascisti, i fascisti “del terzo millennio”, i fascisti che sono tali anche se camuffati da associazioni culturali e social

    A questo messaggio Marco Doria, ha risposto attraverso una nota, diffusa attraverso il suo portavoce che segnala come il sindaco «Di fronte alla notizia di un raduno a Genova  di formazioni neofasciste, neonaziste e xenofobe europee, ha preso contatto con l’Anpi e intende farlo con tutte le organizzazioni democratiche per valutare e concordare risposte ferme, democratiche e non violente che esprimano la storia, la cultura e i sentimenti  della Città medaglia d’oro della Resistenza».

    Nel frattempo dai canali social degli organizzatori non sono ancora state chiarite modalità e luoghi della conferenza: in un post facebook è rivendicata la libertà di scendere in piazza, frase che potrebbe far intendere ad una manifestazione collaterale al congresso.

     

     

     

     

  • Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    amiu-sciopero-tursiMentre a Palazzo a Tursi il consiglio comunale si preparava ad affrontare la discussione sulla delibera, poi ritirata, i lavoratori Amiu manifestavano in via Garibaldi. Alla notizia del voto sulla sospensiva, le reazioni “in piazza” sono state molteplici: dalla contentezza per aver fermato la delibera, alla consapevolezza che la questione non è ancora chiusa; dalla soddisfazione di aver impedito l’approvazione di una delibera considerata ingiusta, alla rassegnazione nei confronti di un percorso che comunque porterà alla privatizzazione di Amiu.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Dopo la decisione del Consiglio comunale sul rinvio della votazione, i rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dalla conferenza capi-gruppo, per spiegare ancora una volta quali sono le posizioni di chi questo accorpamento lo vivrà sulla pelle. Ai consiglieri hanno spiegato che «l’unica base di discussione possibile è partire dall’accordo di luglio – riporta un lavoratore a margine dell’incontro – che rimane l’unico documento ad oggi approvato dalla maggioranza dei lavoratori». Il verbale di qualche giorno fa, quindi, non rappresenta più nulla: «è stato bocciato – ci spiega Roberto Gulli, Uil – e perciò abbiamo deciso di levare la firma, facendo pressione affinché nel testo della delibera non sia più presente».

    Ma in piazza diversi sono gli umori dei lavoratori. Di certo non si parla di vittoria, e questo rinvio sarà seguito da ulteriori iniziative: «perché non ci hanno garantito che applicheranno all’interno della delibera l’accordo di luglio – sottolinea Umberto Zane, Fit Cisll’unico che tutelava sia i dipendenti che i cittadini, e che arginava una privatizzazione selvaggia».

    Monteforte Michele, funzionario Cgil ricorda come «la volontà dei lavoratori debba essere rispettata» e come questo accorpamento, «voluto sia da destra che da sinistra» nei fatti nasce da un “peccato originale” che è «proprio la privatizzazione, per la quale noi restiamo contrari». Monteforte ricorda lo sciopero Amt del 2013, durato cinque giorni, organizzato proprio per evitare una «svendita» del servizio pubblico. Una vertenza, quella su Amiu, che però ha spaccato anche i sindacati: «Oggi è stato dimostrato che la spaccatura dei giorni scorsi è stata una scelta sbagliata», sottolinea Banella Roberto, della Cgil, ricordando le trattative per l’accordo di luglio.

    Alcuni lavoratori sono comunque in parte soddisfatti di questo rinvio, perché consente di continuare la discussione e il “braccio di ferro”; quello che si teme è che sia solo una «tattica politica della giunta per ricompattarsi e trovare i voti necessari in Consiglio comunale», riflette ad alta voce un lavoratore amareggiato. Il “peccato originale” rimane per molti la scelta della privatizzazione «che svende un servizio pubblico e rimettendo al mercato le scelte aziendali che ricadranno su lavoratori e città».

    Con queste incertezze, dopo ore di presidio, i lavoratori abbandonano via Garibaldi, per dedicare le ultime ore di turno per discutere in assemblea, preparando il terreno per i prossimi giorni. Un terreno che assomiglia sempre di più ad un campo minato.

    Gianluca Pedemonte
    Nicola Giordanella

  • Mercato del pesce, Comune cambia la mobilità per Ca’de Pitta. Giovedì nuovo incontro con gli operatori

    Mercato del pesce, Comune cambia la mobilità per Ca’de Pitta. Giovedì nuovo incontro con gli operatori

    mercato-pesce-nuovo-09Diversificazione degli accessi tra dettaglianti e grossisti e nuovi stalli per la sosta in via Adamoli. Queste le principali novità “pensate” da Comune di Genova per ovviare alle criticità messe in luce dai commercianti per la nuova struttura di Ca’ de Pitta. I lavoratori di settore hanno presentato ulteriori proposte di modifica per la gestione degli spazi interni: dopo le verifiche degli uffici tecnici, giovedì il nuovo tavolo di confronto che potrebbe concludere positivamente la vertenza.

    Approfondimento: lo “scontro” sul nuovo Mercato Ittico all’ingrosso

    Le modifiche sono state presentate questa mattina durante un incontro tra l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Emanuele Piazza, e i rappresentanti degli operatori del Mercato del Pesce: «Le nuove misure tengono in considerazione le analisi per la mobilità esterna ed interna – ha spiegato l’assessore durante il question time della seduta odierna del Consiglio comunale – cercando di venire incontro a quanto emerso in questi giorni». Le nuove disposizioni prevedono la suddivisione del traffico tra i mezzi dei dettaglianti, che entreranno e usciranno dal varco di via Adamoli, e i grossisti, che con bilici, e tir entreranno e usciranno da piazzale Bligny. Anche lo spazio della sosta è stato aumentato con nuovi posti tracciati, arrivando ad 80 posti all’interno del piazzale, a cui si sommeranno 20 ulteriori stalli “recuperati” dagli spazi di sosta della stessa via Adamoli.

    Nel corso dell’incontro gli operatori hanno presentato ulteriori richieste di modifica anche per la gestione degli spazi interni, ipotesi che saranno valutate nelle prossime ore dagli uffici tecnici dell’amministrazione. È stato fissato un nuovo appuntamento giovedì per arrivare ad un verbale di intesa, di cui sarà successivamente informato anche il Consiglio comunale.

  • Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera di giunta per procedere nella trattativa con Iren per l’acquisizione di Amiu, è stata rinviata. La decisione arriva dopo il caos delle ultime ore, che ha visto i lavoratori bocciare il verbale di accordo siglato da sindacati e Comune di Genova prima, per poi manifestare sotto Palazzo Tursi in occasione del Consiglio comunale, che avrebbe appunto dovuto votare il provvedimento.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    La delibera, oggi ritirata dall’ordine del giorno, sarà discussa la settimana prossima: votata, infatti, la sospensiva presentata dal consigliere Malatesta. La giunta, quindi può prendere tempo, per provare a trovare una rinnovata compattezza politica e lavorare per trovare un nuovo accordo con i lavoratori. Questi, di cui una delegazione era presente in Sala Rossa, hanno accompagnato la notizia con proteste, e la promessa che saranno presenti anche al prossimo passaggio in Aula. Contestato il sindaco Marco Doria, non presente durante la votazione, ma entrato in Sala Rossa appena terminato.

    La scelta arriva anche dopo un’incerta conta dei voti in Consiglio comunale: la maggioranza, infatti, è spaccata sulla questione, e ci si sarebbe affidati ad una eventuale astensione di alcuni consiglieri di minoranza. La giunta, in questo modo, prende tempo anche per recuperare la compattezza politica sulla questione.

  • Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    amiuColpo di scena, neanche troppo inaspettato, nella complessa vertenza che dovrebbe portare all’ingresso di Iren nel capitale sociale di Amiu, attualmente azienda in house del Comune di Genova che gestisce il ciclo dei rifiuti. Questa mattina, nel corso di un’assemblea generale molto tesa, i lavoratori hanno respinto a larghissima maggioranza il verbale di accordo tra l’amministrazione e i rappresentanti sindacali che avrebbe modificato in maniera sostanziale la delibera per l’avvio della negoziazione tra Comune e Iren, il cui voto in Consiglio comunale sarebbe previsto tra domani e dopodomani.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Condizionale ormai d’obbligo. A Palazzo Tursi il voto ha colto tutti di sorpresa e nel pomeriggio un incontro tra gli assessori al Bilancio e all’Ambiente, Francesco Miceli e Italo Porcile, dovrebbe decidere il da farsi: andare lo stesso in Aula senza l’accordo con i sindacati e con il rischio di ripercussioni sul voto già così non scontato? E con quale versione della delibera? Quella che mantiene comunque le richieste dei sindacati o quella iniziale fortemente contestata perché non aderente all’accordo siglato nel luglio scorso? Oppure prendere tempo, ritirare la delibera o cercare l’appoggio dei consiglieri di maggioranza per far saltare il numero legale?
    Qualche incertezza anche sul fronte sindacale, con la situazione che potrebbe essere sbrogliata questa sera nel corso di una segreteria unitaria. Con lo sciopero respinto dalla prefettura, se il Comune mantenesse la delibera in votazione tra domani e dopodomani potrebbero essere convocate della assemblee dei lavoratori per consentire la partecipazione ai lavori del Consiglio. «Sinceramente non so che cosa accadrà ora», afferma alla agenzia Dire Corrado Cavanna, Fp Cgil, il più favorevole tra i sindacalisti all’accordo. «Pur avendo disdetto lo sciopero in seguito alle segnalazioni della Prefettura per evitare sanzioni – spiega Umberto Zane, Fit Cisl- siamo stati buoni profeti a non siglare nemmeno il verbale di incontro con il Comune (vidimato, invece, da Cgil, Uil e Fiadel, ndr), perché sapevamo più di altri che per i lavoratori non sarebbe stato sufficiente». Sul futuro, «siamo disposti a parlare con chiunque – afferma Roberto Gulli, Uil trasporti ma il nostro punto di caduta è il mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu».
  • “Per l’Europa delle patrie”, nazionalisti europei in congresso a Genova. Annunciata data della conferenza internazionale Apf

    “Per l’Europa delle patrie”, nazionalisti europei in congresso a Genova. Annunciata data della conferenza internazionale Apf

    piazza-vittoriaUna conferenza internazionale per inaugurare il nuovo anno “di lotta”, organizzato a Genova da Roberto Fiore, leader del movimento politico neofascista Forza Nuova, attraverso l’Apf (Alleanza per la pace e la libertà), l’associazione politica che riunisce i partiti nazionalisti europei. La data scelta è l’11 febbraio, alle ore 17.00, mentre ancora ignota la sede del congresso.

    L’evento

    “Per l’Europa delle Patrie”, questo il titolo della conferenza, organizzata nel capoluogo ligure, che vedrà riunirsi i maggiori esponenti di alcuni dei principali partiti o movimenti nazionalisti europei; oltre a Roberto Fiore, leader storico dell’ultra destra italiana, saranno presenti Udo Voigt, segretario del partito Nazional Democratico di Germania, Yvan Benedetti, ultimo presidente del movimento neo fascista d’oltralpe conosciuto come “Missione Francese” (sciolto dal governo francese nel 2013 dopo la morte di un militante antifascista, avvenuta in seguito ad un pestaggio perpetuato da iscritti al movimento) e Nick Griffin, politico inglese ex presidente del Partito Nazionale Britannico. “A Genova i patrioti d’Europa si riuniranno ancora – si legge nel manifesto dell’iniziativa – per coordinarsi contro le minacce alla sopravvivenza delle nostre Patrie: immigrazione e terrorismo”.

    apfL’Apf, associazione di estrema destra che attualmente ha 4 seggi all’Europarlamento, raccoglie alcuni dei principali partiti nazionalisti europei: dalla nostrana Forza Nuova alla greca Alba Dorata, dal partito Nazionaldemocratico di Germania allo spagnolo neo-franchista Democracia Nacional. Nel suo statuto si legge che l’associazione è impegnata a “fornire la leadership e istruzione richiesti dalla Gioventù Europea per resistere alla distruzione dei nostri valori tradizionali e conseguentemente dei nostri popoli e delle nostre culture”.

    Provocazione?

    La scelta della città per questo evento potrebbe essere intesa come una provocazione, essendo Genova una delle piazze storiche dell’anti-fascismo italiano. Se la società civile, culturale e di movimento ha più volte dimostrato di avere gli anticorpi a certe recrudescenze, sta alla politica delle istituzioni e dei partiti la contrapposizione forte e inequivocabile ad uno sdoganamento pericoloso e allarmante, soprattutto se posto in relazione al contesto odierno delle molteplici “crisi”, che stanno creato il terreno fertile per paura e rassegnazione; sentimenti questi che la storia ci ha insegnato essere prodomi di ingiustizie e sopraffazioni.

    Pietro Gobetti, giornalista antifascista torinese, che nel 1926 proprio da Genova partì per il suo esilio senza ritorno, scrisse: «Combattevamo Mussolini come corruttore, prima che come tiranno; il fascismo come tutela paterna prima che come dittatura; e rivolgemmo la nostra polemica contro gli italiani che non resistevano, e che si lasciavano addomesticare». Una manciata di anni dopo la sua morte, le leggi razziali divennero realtà “italianissima”.

    Nicola Giordanella

  • Amiu-Iren, sindacati in ordine sparso. Lunedì il voto dei lavoratori sull’accordo con il Comune

    Amiu-Iren, sindacati in ordine sparso. Lunedì il voto dei lavoratori sull’accordo con il Comune

    Tursi, protesta dei lavoratoriDopo la spaccatura delle sigle sindacali di ieri, con la Cisl che non ha siglato il verbale di intesa al termine di una lunga trattativa con il Comune, anche la Uil, che aveva dato il proprio benestare all’accordo, compie un mezzo passo indietro. In una lettera inviata alla prefettura, infatti, si respingono le motivazioni che avevano portato a rigettare lo sciopero previsto per martedì 31 e si ribadisce la volontà di incrociare le braccia nel giorno in cui la delibera che darebbe il nulla osta al Comune di Genova a trattare con Iren per la privatizzazione di Amiu approda in Consiglio comunale.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Resta, almeno per il momento, la sigla della Uil sul verbale di accordo, così come quelle dei sindacati Cigl e Fiadel. L’ultima parola, dunque, spetta all’assemblea generale dei lavoratori convocata per lunedì mattina ai Magazzini del cotone. «Non so che film abbia visto la Uil – commenta Corrado Cavanna, segretario Cgil Funzione Pubblicacon il verbale di accordo siglato, lo sciopero di martedì è stato ufficialmente ritirato. Saranno i lavoratori a decidere il da farsi. Ma se si dovesse bocciare l’accordo o comunque scegliere la strada dell’agitazione, bisognerebbe ricominciare da zero tutte le procedure e quindi sarebbe impossibile scioperare martedì». Questo in risposta a quanto comunicato oggi dalla Uil, che in una nota afferma di aver presentato istanza di rivisitazione a seguito della intimidazione alla sospensione da parte della Commissione di garanzia: «Non riteniamo di aver violato le norme sugli scioperi nei servizi essenziali – scrive Roberto Gulli, segretario Uil – e aspettiamo una risposta della commissione».

    La parola, si diceva, adesso passa ai lavoratori Amiu, convocati in assemblea generale lunedì mattina. Poi, la partita si sposterà nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, dove comunque la discussione sarà piuttosto calda, vista la decina di commissioni che l’hanno preceduta e la già prevista doppia convocazione del Consiglio comunale martedì pomeriggio e mercoledì mattina.

  • Nodo Ferroviario di Genova, Rfi pronta a riappaltare i lavori. Progetto semplificato, saltano gli scavalchi di Sampierdarena

    Nodo Ferroviario di Genova, Rfi pronta a riappaltare i lavori. Progetto semplificato, saltano gli scavalchi di Sampierdarena

    Nuovo appalto in vista per la realizzazione del nodo ferroviario di Genova, i cui lavori affidati al consorzio Eureca sono iniziati a gennaio 2010 e sono fermi a circa un 40% del totale nonostante la conclusione dell’opera fosse prevista per aprile 2016. Ad annunciarlo è l’amministratore delegato e direttore generale di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, questa mattina a Genova per la firma del contratto quadro con la Regione Liguria. «L’impresa appaltatrice non performa, è piuttosto indietro – spiega Gentile, come riportato dall’agenzia Dire – penso che la soluzione sarà quella di sciogliere questo contratto e riappaltare i lavori con un progetto semplificato che consentirà di recuperare il tempo perso e anche il tempo che necessariamente dovrà intercorrere tra la chiusura di un appalto e il successivo riappalto».

    Approfondimento: Nodo Ferroviario di Genova, i dettagli del progetto

    Nel processo di semplificazione è prevista la cancellazione degli “scavalchi di Sampierdarena”, con un risparmio in termini di tempo di circa un anno e mezzo. «Il nostro massimo interesse è quello di finire i lavori del nodo – assicura Gentile – perché sono importantissimi per la città di Genova, non solo per la sofferenza che subisce con i cantieri in corso ma sopratutto per l’effetto che il risultato deve produrre sul sistema della portualità». Il lavori del nodo ferroviario di Genova che consistono nel potenziamento infrastrutturale della tratta Genova Voltri – Genova Brignole, dovrebbero separare i flussi di traffico passeggeri a lunga percorrenza e merci da quello metropolitano regionale. Tra gli interventi originariamente previsti: il quadruplicamento dei binari tra Genova Voltri e Genova Sampierdarena, il sestuplicamento dei binari tra Genova Principe e Genova Brignole, il riassetto degli impianti delle stazionI di Genova Voltri, Genova Sampierdarena, Genova Brignole con l’ottimizzazione dell’interscambio con la metropolitana comunale e la risistemazione dei servizi nell’area di Terralba, l’ammodernamento degli impianti di sicurezza e controllo. L’intervento complessivo è stato approvato dal Cipe per un importo di 622,4 milioni di euro suddivisi in 4 lotti.

  • Iplom, Comune di Genova riavvia procedure per la bonifica del Polcevera

    Iplom, Comune di Genova riavvia procedure per la bonifica del Polcevera

    Il Comune di Genova ha rimesso in moto il procedimento che porterà alla bonifica del torrente Polcevera. La nota di riavvio del Piano di Caratterizzazione della società Iplom è stata ufficialmente spedita a tutti gli enti coinvolti, e naturalmente anche ad Iplom che avrà ora 30 giorni di tempo per presentare il Piano e le integrazioni richieste dall’Amministrazione comunale.

    Approfondimento: I lunghi tempi della bonifica

    Come si ricorderà, la rottura della tubazione Iplom e il rilevante sversamento di idrocarburi avvenuto nell’aprile 2016 nei pressi del rio Pianego avevano reso necessaria la messa in sicurezza in emergenza dei rii Pianego e Fegino e del torrente Polcevera. Il Piano di caratterizzazione – in questo caso a carico della società Iplom – è l’indagine che permette di attestare l’entità dei fenomeni di contaminazione delle diverse “matrici ambientali” di un sito. Le informazioni raccolte servono per prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e bonifica del sito stesso. Il Piano di caratterizzazione in questione era stato presentato ad agosto e, in seguito alle richieste di integrazioni da parte del Comune di Genova, lo scorso 14 dicembre Iplom aveva fatto pervenire una nota con la quale comunicava l’intenzione di continuare il procedimento solamente in riferimento alla “matrice” terreno del versante interessato dalla rottura della tubazione, ritenendo che tutta la restante parte dovesse essere inquadrata esclusivamente nell’ambito del procedimento presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    Dopo le richieste di chiarimenti del Comune di Genova, il Ministero ha comunicato il 23 gennaio di essere in attesa di riscontro da parte della Direzione generale Salvaguardia del territorio e delle acque.

    «Viste le perduranti esigenze di bonifica – sostengono gli assessori all’ambiente Italo Porcile e ai lavori pubblici Giovanni Crivello, attraverso un comunicato dell’ufficio stampa del Comune – la volontà dell’Amministrazione comunale è evitare ulteriori tempi di attesa. Ecco perché oggi, anche tenendo conto delle esigenze della città e del quartiere di Fegino, il Comune ha riavviato il procedimento per l’approvazione del Piano di caratterizzazione, comprendente tutte le richieste di integrazioni».