Categoria: Altre Notizie

  • Valpolcevera, apertura punto informativo su lavori Terzo Valico: approvata mozione M5S

    Valpolcevera, apertura punto informativo su lavori Terzo Valico: approvata mozione M5S

    terzo valico trasta3Il Municipio Valpolcevera ha approvato una mozione del M5S che sollecita l’apertura di uno sportello sul territorio, dedicato a fornire ai cittadini informazioni corrette e puntuali sui lavori del Terzo Valico, tramite il supporto e la presenza in loco di personale qualificato delle istituzioni locali (Municipio e Comune) e del general contractor dell’opera (il consorzio Cociv). Il documento, passato con emendamenti di Pd, Sel e Idv, è stato votato dalla medesima maggioranza e dal gruppo misto, unico voto contrario quello di Davide Ghiglione, capogruppo di Fds.

    «Chiaramente immaginavamo che la maggioranza accogliesse con grande favore la nostra iniziativa – ammette Carlo Di Bernardo, capogruppo Movimento 5 Stelle in Municipio Valpolcevera – cogliendo l’occasione per trasformarla in un’azione di propaganda tesa a rivendicare un presunto ruolo informativo avuto finora dalle istituzioni locali. Sono stati molto bravi in questo, ma già lo sapevamo». Detto ciò, aggiunge Di Bernardo «Quello che ci ha spinto a presentare il documento è un problema reale. Noi, come è noto, siamo contrari al Terzo valico e ci siamo opposti più volte in consiglio sui temi degli espropri e della cantierizzazione. Ma oggi, in un’ottica di realismo politico, preso atto che questa maggioranza vuole quest’opera, dobbiamo ragionare per il bene dei cittadini. Gli abitanti delle zone interessate si pongono diverse domande, dai tempi di durata dei lavori al pericolo amianto, quindi l’idea è mitigare un disagio, comunque enorme, fornendo almeno un supporto informativo».
    Resta il fatto che «Dovremo vigilare affinché tale sportello informativo funzioni realmente, dando risposte precise e chiare sull’opera – sottolinea Di Bernardo – Noi abbiamo richiesto la presenza sia del Comune sia del general contractor Cociv. L’interfaccia deve essere unica. Sono entrambi soggetti corresponsabili di ciò che sta accadendo e accadrà sul territorio». Certo, ammette il consigliere M5S «Vedendo come sono andate precedenti esperienze, ad esempio l’osservatorio comunale sulla Gronda, siamo pure noi scettici sull’effettiva funzionalità del punto informativo. È evidente però che, se lo sportello sarà un’altra operazione di facciata, inutile ai fini della trasparenza, dal punto di vista politico la maggioranza sarà chiamata a renderne conto».
    Ma ormai non è troppo tardi per promuovere un’azione informativa? «Forse è vero – conclude Di Bernardo – ma è altrettanto vero che i lavori del Terzo Valico perdureranno molti anni, così come i conseguenti disagi per la popolazione».

    Federazione della Sinistra, con il capogruppo Davide Ghiglione (esponente del movimento No Tav-Terzo Valico), ha votato contro soprattutto perché la ritiene «Un’iniziativa tardiva che rischia di suonare come una beffa per i cittadini, mai interpellati sull’opportunità o meno di realizzare la grande opera ferroviaria. Io ritengo che una maggiore consapevolezza della popolazione in merito al Terzo Valico sia senza dubbio necessaria, infatti da circa due anni sono impegnato in assemblee informative, ma francamente affidare questo ruolo al Cociv mi sembra quanto meno pericoloso».
    Tra l’altro, la mozione approvata dal consiglio del Municipio Valpolcevera «È stata stravolta dagli emendamenti Pd, Sel e Idv, in cui sostanzialmente si rivendica il ruolo informativo, di presunto appoggio alle istanze della cittadinanza, svolto dalle istituzioni locali, e si ripropone la logica delle compensazioni e dei “tavoli di regia”», sottolinea Ghiglione. Dal punto di vista politico, conclude il consigliere Fds «È un atto che legittima i partiti che sostengono il Terzo Valico, i quali non hanno mai promosso reali azioni di informazione, soprattutto a tempo debito, cioè molti anni fa, quando si sarebbe potuta affrontare una discussione seria».

    Allo stesso modo l’esponente Fds giudica l’Osservatorio ambientale “partecipato” della Valverde, approvato una decina di giorni orsono dal consiglio comunale di Campomorone (nel quale siede anche lo stesso Davide Ghiglione). L’Osservatorio è un organismo creato insieme al Comune confinante, quello di Ceranesi, composto da rappresentanti amministrativi e cittadini volontari, il quale secondo statuto si occuperà del monitoraggio sui lavori del Terzo Valico, con particolare riferimento alla qualità ambientale. Sul territorio di Campomorone e Ceranesi, infatti, è prevista l’installazione di due cantieri collaterali ma non di piccole dimensioni: un grande campo base per l’alloggio degli operai in località Maglietto e soprattutto il cantiere per la finestra di servizio del tunnel vero e proprio, in località Cravasco nei pressi di un’ex cava di calcare.
    «Ritengo che tutto questo ormai sia tardivo per una popolazione che, da Fegino a Tortona, mai è stata interpellata in merito alla grande opera ferroviaria – conclude Ghiglione – Che senso ha creare un osservatorio dopo anni di silenzio sul Terzo Valico? Qualcuno sostiene che buona parte della popolazione è favorevole alla realizzazione del Terzo Valico. Ma se anche così fosse, qualcuno ha mai posto il quesito ai cittadini? Almeno per quanto riguarda la Gronda l’ex Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, aveva promosso un dibattito pubblico, sebbene non si sia rivelato un vero strumento di partecipazione. Per il Terzo Valico, invece, non c’è stato neppure un tentativo di coinvolgere la popolazione sulle scelte fondamentali che delineeranno il futuro del territorio».

    Matteo Quadrone

  • Il Mini Scolmatore Fereggiano e la bocciatura del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici

    Il Mini Scolmatore Fereggiano e la bocciatura del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici

    fereggiano2Il progetto per il mini scolmatore del Fereggiano è stato bocciato dal Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici. Questa la notizia circolata già nei giorni scorsi e confermata da 64 pagine di osservazioni (qui il pdf completo) che ufficializzano un parere tecnico il cui esito negativo era prevedibile già qualche mese fa, nonostante la presentazione in pompa magna del progetto (qui l’inchiesta di Era Superba di settembre che anticipava le problematiche relative al mini scolmatore).

    L’Assemblea sottolinea nel documento innanzitutto l’incompatibilità della definizione di “1 Lotto dello Scolmatore del Bisagno” con il progetto del mini scolmatore: “Il progetto presentato, per le soluzioni adottate, prevede una configurazione di opere con variazioni rispetto all’originario progetto generale; pertanto rappresenta un progetto a sé stante, anziché costituire il 1 Lotto del progetto definitivo (dello Scolmatore del Bisagno)”, si legge nel documento. Le osservazioni del Consiglio si soffermano poi sia sugli aspetti idrologici che su quelli idraulici, ma anche quelli legati alla copertura finanziaria, oltre agli ambientali, urbanistici, impiantistici ecc.

    In particolare viene richiesto l’aggiornamento dello studio idrologico fermo a oltre trent’anni fa, evidenziando che: “La portata di dimensionamento dell’opera è stata definita in maniera convenzionale senza sviluppare un apposito studio idrologico riferito ai bacini idrografici di interesse.” E ancora: “Essendo basate su serie idrologiche aggiornate alla fine del secolo scorso, le stime del tempo di ritorno della portata di progetto definiscono probabilmente in modo non sufficientemente preciso il rischio residuo di inondazione per incapacità dell’opera di scolmo di convogliare la portata in arrivo da monte”.

    Una delle critiche è quella di non aver preso in esame eventuali soluzioni alternative prima di sviluppare il progetto definitivo: “[…] l’Assemblea rileva che il criterio guida, che ha condizionato il progetto in esame ed il piano degli interventi, è riconducibile alla ristretta disponibilità delle forme e fonti di finanziamento. Peraltro, la soluzione sviluppata dal Progetto Definitivo in esame non è stata selezionata tra diverse alternative, ma piuttosto è stata ritenuta l’unica realizzabile con il finanziamento disponibile, senza supportare la soluzione prescelta con una sommaria stima economica del costo di una soluzione diversa che non prevedesse quale condizione il reimpiego della tratta di galleria esistente, con una galleria unica, sia per il Fereggiano – Rovare – Noce, che per il Bisagno”.

    Osservazioni tecniche specifiche, inoltre, per quanto riguarda il funzionamento della galleria Fereggiano; lo sbocco a mare e gli accessi per la manutenzione; le opere di presa e le vasche di dissipazione al sotto dei pozzi a vertice.

    “Come insieme di associazioni e comitati – si legge in una nota congiunta diffusa da WWF Genova, Associazione Amici di Ponte Carrega, Comitato Protezione Bosco Pelato, Associazione Vivere in Collina Quezzi, Comitato NoCementificazione Terralba  Genova – abbiamo cercato di indicare strade diverse con il nostro evento dello scorso 8 e 9 Novembre ed in particolare durante il convegno a Palazzo Ducale abbiamo proposto un’idea progettuale alternativa allo scolmatore del Fereggiano, bellamente accantonata dagli assessori presenti seppur ritenuta interessante da uno dei Professori intervenuti. L’assessore Garotta ha detto che si applicava il Piano di Bacino in quanto era il primo lotto dello scolmatore del Bisagno, mentre l’assessore Crivello ha detto che c’erano da prendere i soldi del “Piano Città” grazie a questo progetto definitivo”.

     

  • Farmacia Serra: la piccola realtà è diventata grande. Da genitori a “guru del web”

    Farmacia Serra: la piccola realtà è diventata grande. Da genitori a “guru del web”

    Farmacia Serra GenovaAlla Farmacia Serra di Genova Voltri eravamo già stati due anni fa. All’epoca avevamo colto la palla al balzo ed eravamo andati a conoscerli in occasione dell’apertura di una zona wi-fi all’interno della loro farmacia in Via Camozzini. Oggi, a distanza di due anni, ci siamo tornati: la scusa ufficiale era la puntata di #EraOnTheRoad a Voltri; la motivazione vera era il desiderio di tornare a trovarli e fare quattro chiacchiere con dei veri e propri guru del web, nonché genovesi doc. Tra l’altro, cosa ancora più straordinaria, sono dei “guru per caso”: appassionati di tecnologia, hanno aperto un blog nel marzo 2009 e, sull’onda di questo primo successo, si sono poi avvicinati ad altri mezzi, riscuotendo un inaspettato successo.
    Due anni fa scrivevamo del loro canale di vendita e-commerce, che resiste tuttora; i quasi mille follower su Twitter sono ben 2.754 (dato in costante aumento e probabilmente ora già sorpassato); il profilo su Foursquare, aperto due anni fa in tempi non sospetti, è sempre usatissimo, anche se per molti resta un social “d’élite”; il canale YouTube, su cui insegnano come usare un sacco invernale per passeggino o parlano di Nutrigenomica e alimentazione, ha raggiunto quota 53.447 visualizzazioni, nonostante il video più recente risalga ad un anno fa.

    Cosa c’è di diverso dal 2012, a parte numeri e cifre? Oggi Edoardo e Maddalena Schenardi partecipano a convegni, tengono conferenze, si sono guadagnati un posto nel mondo dei new media e sono tra le figure più influenti. Già citati in vari libri del settore come esempio virtuoso di “salute 2.0”, lo scorso settembre hanno partecipato alla Startup Weekend di Genova, poi al convegno “Good Media” all’Ospedale Galliera su come cambia la salute. Sono saliti in cattedra all’Università degli Studi di Pavia e alla IULM di Milano a novembre, selezionati tra le 8 PMI che hanno saputo integrare nella loro attività imprenditoriale l’uso dei social.
    Non dimentichiamo che tutto è cominciato un anno fa, il 22 febbraio 2013, quando Edoardo e Maddalena sono stati invitati a raccontare la loro esperienza alla Social Media Week di Milano. A questa prima partecipazione sono seguiti altri 6 inviti (da ultimo, si prefigura l’ipotesi di un prossimo convegno a Milano nel mese di marzo).

    Cos’altro? Per chi ancora non fosse pago dell’elenco di successi, Edoardo e Maddalena sono soprattutto genitori di quattro figli, adolescenti e pre-adolescenti. Proprio dall’impegno scaturito dal dover gestire una famiglia così numerosa, hanno avuto l’idea di rivolgersi agli altri genitori che stavano vivendo problematiche simili alle loro e hanno messo a disposizione l’esperienza maturata “sul campo”.
    «Da genitori di quattro figli, abbiamo fatto fronte a varie problematiche, dal curare certe malattie all’acquistare vestitini e oggetti che resistessero e si potessero riutilizzare per i figli minori. I nostri clienti conoscono la nostra storia, così anni fa hanno cominciato a rivolgersi a noi e chiedere consigli legati alla genitorialità e al mondo dei più piccoli. Con l’aumento delle richieste, abbiamo avuto l’idea di creare un blog in cui trascrivere i nostri consigli, e da qui è nato tutto. Ad esempio, i tutorial su Youtube: è più facile mostrare come usare un termometro wireless o come usare un biberon auto-riscalandate piuttosto che spiegarlo a parole».

    Tutto ciò provoca uno sdoppiamento dei piani, reale e virtuale. In tanti si rivolgono a loro da tutta Italia perché sono diventati punto di riferimento certificato nel panorama della salute sul web. Edoardo e Maddalena hanno scelto di essere sempre raggiungibili e di fare di un lavoro già impegnativo una vera e propria vocazione a tempo pieno. Anche quando sono chiusi, i follower e gli iscritti al blog che li contattano per spiegare le loro problematiche ricevono sempre risposte. D’altro canto, i loro clienti abituali, i genovesi e gli abitanti di Voltri che hanno la possibilità di raggiungerli fisicamente continuano a farlo.

    [quote]Cosa ci guadagnate?, ci chiedono in molti. La risposta è: niente, il web è solo un modo per farci trovare.[/quote]

    «È strano: spesso chi ci segue online non viene fisicamente in farmacia, e viceversa i clienti della farmacia (tranne poche eccezioni) non ci seguono su blog e social. Abbiamo fatto una scelta, quella di mettere la nostra professionalità e la nostra esperienza a disposizione di tutti quelli che vogliono fruirne, sapendo bene che a questo non avrebbe corrisposto un riscontro sul piano economico o un incremento della clientela. Anzi, è probabile che le persone che ci contattano per qualche consiglio, poi si rechino alla farmacia sotto casa e acquistino lì.  Parlare di persona con i clienti o farlo virtualmente online per noi è lo stesso. Oggi siamo molto soddisfatti di aver raggiunto questi risultati, tanto più dal momento che non ci siamo mai posti obiettivi in questo senso e il riscontro è stato superiore alle aspettative: non abbiamo ferie, riceviamo mail anche quando siamo chiusi, ma amiamo il nostro lavoro e siamo contenti di essere arrivati fin qua. Tutto questo sempre consci dei nostri limiti e senza volerci sostituire ai medici».

    Numeri e curiosità

    Su Blogger dal marzo 2009, il loro blog ha superato le 8640 visualizzazioni profilo. E proprio il blog è fonte di continuo rinnovamento, su cui si alternano rubriche ormai molto seguite: dai “Cinque dischi per…”, rubrica musicale di Adele Macca che ogni settimana consiglia canzoni ispirate a eventi di attualità; alle #risateinfarmacia, in cui Edoardo e Maddalena raccontano alcune delle “disavventure”, piccole gaffe e strane richieste dei clienti, con l’ironia delicata che li contraddistingue. Ci sono anche indicazioni pratiche (“Prenotazione infermiere in farmacia a Genova: come funziona”), informazioni sui farmaci in commercio, sulle problematiche femminili e sulle nuove tendenze in fatto di alimentazione sana ed equilibrata. Quest’ultimo è un interesse remoto, che di recente a trovato slancio grazie alla collaborazione con Roberto Panizza, ristoratore genovese ed esperto di gastronomia: insieme, hanno creato una zuppa di legumi, con ingredienti scelti e salutari, che a breve sarà messa in commercio.

    Elettra Antognetti

  • San Teodoro, Villa Rosazza: le proposte dei cittadini per il rilancio di parco e spazi interni

    San Teodoro, Villa Rosazza: le proposte dei cittadini per il rilancio di parco e spazi interni

    casaamericaVilla Rosazza a San Teodoro è una dimora cinquecentesca oggi di proprietà comunale, occupata dalla Fondazione Casa America e Themis. Il parco terrazzato è interessato da lavori di manutenzione: già ultimato un primo lotto, a metà del 2014 finiranno anche quelli per il secondo. Uno spazio importante per il quartiere, che i cittadini reclamano per sé come punto di aggregazione. Nel corso di #EraOnTheRoad abbiamo visitato il parco e parlato con i residenti, i quali chiedono a gran voce l’emanazione del bando comunale con lo scopo di individuare soggetti competenti addetti alla cura di parco e villa e per evitare di veder vani gli sforzi economici compiuti dall’amministrazione in questi anni. Nel frattempo, i cittadini propongono di affidare la gestione a un rete costituita da scuole, CAI, Protezione Civile. Ma andiamo con ordine.

    I lavori nel parco: 1,2 milioni per il secondo lotto

    Nel giugno 2012 è stato emesso un bando dal Comune di Genova per assegnare i lavori di manutenzione straordinaria e di recupero ambientale nel parco di Villa Rosazza. I lavori sono relativi al secondo lotto del parco, dal momento che quelli nel primo lotto del giardino erano già stati effettuati ed ultimati (consegna lavori il 27 settembre 2010 e fine interventi marzo 2012). Per quanto riguarda il secondo lotto, invece, è stato emesso un nuovo bando e sono stati messi a disposizione 1.245.480,96 euro, di cui circa 45 mila quali oneri di sicurezza e 15 mila per opere in economia. Si tratta di fondi residui delle Colombiane del 1992, stanziati per effettuare interventi sui parchi storici della città, da Voltri a Nervi. Il tempo per la realizzazione degli interventi, come indicato nel bando emesso da Tursi, è di 300 giorni complessivi e continui, a partire dalla consegna dei lavori: dovrebbero quindi essere ultimati entro giugno-luglio 2014.

    La proposta dei cittadini per valorizzare l’investimento del Comune

    Emanare un bando per trovare soggetti disposti a curare il parco, questo il punto di partenza per rilanciare il parco nel cuore San Teodoro. «Sarebbe importante annettere la villa al parco, come era anticamente – dice Aurora Mangano, portavoce del comitato di residenti- adesso le due realtà sono separate». La villa al suo interno è occupata al piano nobile dalla Fondazione Casa America per la diffusione della lingua e della cultura sudamericana (in comodato d’uso, retribuisce un canone di locazione agevolato a Tursi), e ai piani superiori da Themis, scuola di formazione per i dipendenti del Comune di Genova.

    [quote]Villa e parco come unico complesso, sarebbe un modo per restituire al quartiere uno spazio prezioso, adesso sotto-utilizzato rispetto alle potenzialità.[/quote]

    «A San Teodoro non ci sono spazi per le associazioni e per la comunità – continua Aurora Mangano – e Villa Rosazza è uno dei pochi luoghi di cui potremmo usufruire. Oggi noi cittadini non possiamo fruirne come vorremmo. Casa America organizza sporadicamente eventi aperti a tutti e manifestazioni, ma secondo noi non basta: proponiamo spazi per i giovani e per gli anziani, per ritrovarci nel quartiere, per organizzare eventi in collaborazione con il Municipio. Ora che anche il mercato rionale di Di Negro versa in pessimo stato e ha perso il ruolo di aggregatore sociale che aveva un tempo, il parco di Villa Rosazza è per noi una grande opportunità».

    Villa Rosazza San TeodoroNel maggio 2013, si è svolto un incontro pubblico voluto dai residenti, alla presenza di vari assessori e rappresentanti dei cittadini. Nell’occasione i cittadini hanno illustrato la loro proposta per tenere gli spazi aperti a tutta la cittadinanza in attesa del bando, con il coinvolgimento di Protezione Civile, CAI, ANPI, oltre alle scuole della zona che, come volontari, si potrebbero dedicare alla manutenzione del parco e all’apertura dei locali interni della villa.

    Durante l’incontro i cittadini hanno anche avanzato l’ipotesi di una collaborazione con MSC e con il dirimpettaio Terminal Traghetti: «Contribuendo alla cura del verde, organizzando eventi, versando un contributo economico in qualità di sponsor, MSC potrebbe essere un partner importante per la rivalutazione della zona a fini turistici – racconta Aurora Mangano – soprattutto dopo la chiusura del cantiere in Via Buozzi e la realizzazione della tanto attesa pista ciclabile, che colleghi Lanterna, terminal traghetti, San Teodoro, Caricamento. Ci piacerebbe anche coinvolgere Villa del Principe e organizzare visite guidate, con buffet e area ristoro, un modo per aumentare le entrate e favorire l’autofinanziamento».

    Inoltre, per quanto riguarda la villa, sarebbero necessari interventi per migliorare l’accessibilità: oggi l’accesso ai piani superiori è impedito a disabili e anziani, in quanto possibile solo tramite una stretta scala. Il comitato cittadino si è recato sul posto assieme a un architetto per svolgere un sopralluogo e pensare a una soluzione. «Si è pensato alla costruzione di piattaforme esterne (ascensori aperti, dotati di tettoie), che non comprometterebbero la struttura interna della villa. Un buon compromesso, i cui costi si aggirerebbero attorno agli 80 mila euro».

    La risposta dell’assessore all’ambiente Valeria Garotta

    Tuttavia, dopo mesi, ancora non si è mosso nulla. Così commenta l’Assessore all’Ambiente Valeria Garotta: «L’idea a lungo termine è quella del bando per la gestione integrata. Nel breve, invece, vogliamo presidiare da subito la zona, aumentando il lavoro già svolto da Comune e Aster, con il contributo delle associazioni locali. Abbiamo svolto esami degli spazi interni per verificarne l’agibilità e assegnarne alcuni alle associazioni». L’importante, dicono i cittadini, è essere previdenti: non si può pensare al problema della gestione troppo a ridosso della consegna dei lavori. E il tempo corre.

    Cenni storici: Villa Rosazza e il suo giardino

    Costruita nel XVI secolo dalla famiglia Di Negro, nel ‘700 sono stati svolti importanti i lavori di recupero della struttura, guidati dall’architetto Tagliafichi che ha introdotto elementi in stile neoclassico. Oggi si può ancora vedere il parco terrazzato: un giardino all’italiana circonda la costruzione, con fontane (ormai svuotate) e statue, si estende a ridosso della collina e sale verso le alture genovesi. A pochi passi Villa Giuseppina e Villa del Principe, cui un tempo Villa Rosazza era collegata a formare un complesso unico. Negli anni sono stati svolti numerosi interventi di urbanizzazione che, soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento (qui l’approfondimento da guidadigenova.it) hanno stravolto il contesto urbano: uno su tutti, la costruzione della linea ferroviaria, che ha compromesso i terrazzamenti a giardino sul lato a mare. Per molto tempo il parco è rimasto chiuso e inaccessibile: riaperto negli anni ’80, all’epoca qui c’era la scuola media Carducci. Poi, piano piano, il parco è stato lasciato al degrado.
    Curiosità: all’interno della villa – al piano nobile – un ninfeo originale del ‘500, una della tante opere di pregio contenute nell’edificio.

     

    Elettra Antognetti

  • Elisoccorso, sarà ancora servizio pubblico: siglato accordo sino al 2018

    Elisoccorso, sarà ancora servizio pubblico: siglato accordo sino al 2018

    Elisoccorso Vigili de FuocoDopo un iter a dir poco travagliato (qui l’inchiesta di Era Superba), è arrivata oggi la firma sull’accordo fra Regione Liguria e Vigili del Fuoco per il servizio pubblico gratuito di elisoccorso che, secondo quanto previsto dalla convenzione che scadrà il 31 dicembre 2018, sarà garantito grazie alla collaborazione tra il coordinamento dei servizi 118 liguri e il nucleo di elisoccorso dei Vigili del Fuoco.

    La convenzione riguarda nello specifico il soccorso primario per interventi di estrema urgenza legati alle condizioni sanitarie e ambientali per cui si rende necessario portare il primo soccorso alla persona in modo rapido per tutelare le funzioni vitali e il soccorso secondario, ovvero il trasporto dei pazienti da un ospedale all’altro.
    Da metà anni ’90 per la Regione è normale prassi stipulare convenzioni pluriennali con il Ministero dell’Interno-Dipartimento dei vigili del fuoco, ma nel 2008 una società commerciale – la Freeair-Helicopters S.p.A. seguita a ruota da molti altri soggetti privati operanti nel settore del trasporto in elicottero – presenta il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato che accoglie le istanze innescando l’immediato contro-ricorso dei Vigili del Fuoco. A decidere le sorti della diatriba arriva prima il provvedimento del Consiglio dei Ministri per l’affidamento del servizio di elisoccorso ai Vigili del Fuoco e infine la definitiva sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la legittimità dell’accordo regionale. In attesa dei giudici amministrativi, l’elicottero dei vigili del fuoco con i suoi piloti e l’equipe medica cotinuava a volare, ma solo grazie ad una proroga approvata dalla Regione scaduta il 31 dicembre 2013.

    “Attraverso una misura legislativa proposta dal sottosegretario Bocci – aggiunge l’assessore regionale Claudio Montaldo nella nota stampa – sono stati anche rimossi tutti gli aspetti formali sulla presentazione di certificazioni di cui i Vigili del Fuoco non hanno bisogno proprio per la loro attività qualificata. La convenzione –conclude Montaldo – ha anche il vantaggio di evitare duplicazioni di interventi pubblici sui luoghi dove occorre il soccorso tramite il coordinamento delle reciproche iniziative degli enti, a tutto vantaggio degli equilibri di bilancio.”

    La Regione quantifica in 2 milioni di euro all’anno il costo del servizio, con possibili incrementi sulla base del numero degli interventi che ammontano a circa 3.000 ogni anno in Liguria.

     

     

  • Consiglio comunale, cani e carcasse: «Di questo passo possiamo starcene a casa»

    Consiglio comunale, cani e carcasse: «Di questo passo possiamo starcene a casa»

    palazzo-tursi-guerello-impiegati-uffici-DTornano le polemiche in Consiglio comunale per la calendarizzazione dei lavori messi all’ordine del giorno. A surriscaldare gli animi di diversi consiglieri sono nuovamente i tanto chiacchierati articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che, secondo il regolamento, devono riferirsi ad “argomenti di attualità di competenza dell’amministrazione comunale, che non riguardino o comportino deliberazioni”. Nella seduta di ieri, come sua facoltà, il presidente Guerello ne aveva previsti 5: raid vandalici notturni a danno dei mezzi in sosta, rimozione carcasse auto e moto abbandonate nelle pubbliche vie, possibilità di accesso dei cani nei civici cimiteri, nuove prospettive di Fiera e Ucina, situazione dell’ex palazzo delle poste a Borgo Incrociati.

    «Avete visto che articoli 54 sono stati programmati oggi?» ha sbottato il capogruppo dell’Udc, Alfonso Gioia, già presidente del Consiglio provinciale. «Più che l’assemblea di uno dei più grandi Comuni d’Italia, sembriamo il Consiglio di un paesino di montagna che si riunisce per discutere se far entrare o meno i cani nei cimiteri. Non possiamo permetterci di affrontare problematiche che non siano di spessore e che non vadano in direzione di quello che si aspetta la città. Se andiamo avanti di questo passo, possiamo tranquillamente starcene tutti a casa».

    Non ha torto il consigliere, soprattutto quando fa presente di aver «inoltrato la richiesta di discutere della situazione del Carlo Felice, di avere aggiornamenti sui continui sversamenti di Scarpino e sulle analisi che sta facendo Arpal, di parlare delle problematiche dei “portoghesi” del trasporto pubblico». Senza nulla togliere agli amici a quattro zampe, ci sono questioni decisamente più urgenti e più vicine alle situazioni critiche e di attualità che si vivono in città. Gioia dimentica però che la stessa contestata interrogazione è stata proposta dal collega di partito Paolo Repetto: un po’ di dialogo interno, probabilmente, avrebbe dato meno possibilità di scelta al presidente Guerello che, dal canto suo, ha sempre portato avanti la tesi di dare più spazio in queste situazioni alle forze politiche che hanno maggiori difficoltà ad avere un dialogo costante con la giunta (qui l’approfondimento di Era Superba).

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    Paolo Putti, M5S

    Critico anche il Movimento 5 Stelle, come spiega il capogruppo Paolo Putti, autore di un altro articolo 54, non accolto, sempre sulla situazione di Scarpino: «Noi presentiamo le richieste dei 54 entro il primo pomeriggio del lunedì. È chiaro che non sempre gli assessori riescono a prepararsi tutte le risposte. Però, oggettivamente, auspicherei che si mettessero degli argomenti che portino gli assessorati a dare delle risposte su questioni di vero interesse generale». Secondo il “grillino”, dovrebbero essere gli stessi assessori a mostrare interesse nel far capire ai cittadini come stanno veramente le cose: «Il nostro obiettivo non è quello di mettere in difficoltà l’assessore Garotta su Scarpino o qualsiasi altro assessore su qualsiasi altro argomento. Mi interessa, invece, che l’assessore Garotta possa comunicare di avere studiato una strategia insieme con Amiu per far fronte alla situazione. Non si può sempre mettere la testa sotto la sabbia e parlare dei cani nei cimiteri».

    La risposta, seppur indiretta, arriva dal presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, in quota Pd: «Per la seduta di oggi mi sono arrivate 252 richieste di articoli 54. Evidentemente i proponenti li ritenevano tutti argomenti meritevoli di passare all’attenzione del Consiglio comunale. Come sempre, per 5 argomenti che riesco a inserire nell’ora di tempo dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, ce n’è almeno un centinaio che lasciano l’amaro in bocca ai vari gruppi consiliari. Ma la situazione, purtroppo, resterà tale finché non interverranno le modifiche al regolamento».

     

    Modifiche al regolamento: giovedì ultimo passaggio in commissione?

    Già le modifiche al regolamento. Su Era Superba ne abbiamo parlato dettagliatamente qualche tempo fa, ma che fine hanno fatto? «Di quelle modifiche – spiega Gioia – ne discuteremo giovedì in commissione, mi auguro per l’ultima volta prima dell’approdo in aula. Voglio sperare che i gruppi che hanno votato e approvato ogni singolo ritocco al regolamento, mantengano le posizioni espresse anche durante la discussione Consiglio perché ho già sentito che qualche esponente della maggioranza vorrebbe cambiare le carte in tavola».

    Attualmente, il Regolamento del Consiglio comunale (qui il pdf) prevede che gli articoli 54 debbano essere presentati “per iscritto alla Presidenza del Consiglio, con indicazione adeguatamente circostanziata dell’argomento, almeno ventiquattrore prima dell’ora di convocazione della seduta. Le interrogazioni a risposta immediata devono consistere in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso, connotata da urgenza o particolare attualità politica. Il/la Consigliere/a ha tre minuti di tempo per illustrare l’interrogazione.  […] Il Sindaco o gli Assessori delegati per materia sono tenuti a rispondere alle interrogazioni in questione contenendo la risposta nel termine di tre minuti. Il presentatore dell’interrogazione ha facoltà di replicare per non più di due minuti”. Tempi, di fatto, praticamente mai rispettati.

    Ma la questione più delicata riguarda la discrezionalità del presidente nel merito della sussistenza dei requisisti richiesti e, quindi, circa scelta degli argomenti da portare in aula. Viene da sé che, così stanti le cose, un presidente dello stesso colore politico della maggioranza abbia il margine per proteggere qualche assessore particolarmente sotto tiro. Ed è proprio su questo punto che insistono le modifiche regolamentari in via di presentazione, puntando a limitare la quantità di argomenti presentabili per gruppo o consigliere, ma imponendo l’inserimento all’ordine del giorno di tutte le richieste con il recupero nelle sedute successive delle interrogazioni inevase nell’ora a disposizione ed eventualmente ripresentate dai proponenti.

    Alfonso Gioia, Udc
    Alfonso Gioia, Udc

    Tutto, comunque, continuerà a dipendere molto anche dal buon senso dei consiglieri che dovrebbero evitare di portare all’attenzione dell’aula questioni che potrebbero tranquillamente essere affrontate in altre sedi e con altri strumenti. Il problema, secondo Alfonso Gioia, va ricercato nel fatto che «oggi abbiamo delle istituzioni che non hanno alcun valore perché non hanno la competenza per poter incidere sul proprio territorio perché quasi sempre la competenza generale spetta al Comune. Noi abbiamo decentramenti solo di nome ma che non hanno effetti concreti sul territorio».

    Un quadro piuttosto complicato in vista dell’ormai imminente realizzazione della Città Metropolitana, che rischia di ampliare a dismisura le questioni potenzialmente “interessanti”. «Credo che con l’istituzione reale della Città Metropolitana la situazione diventerà ancora più critica – ha detto Gioia – perché vorrei sapere come il sindaco Doria potrà andare a discutere di un problema che sorge a Castiglione chiavarese. Non riesco a capire come a un sindaco di una delle più grosse città d’Italia si possano addossare ulteriori responsabilità e competenze per sostituire l’unica istituzione che non doveva essere abolita (la Provincia, ndr)».

    Gioia è certamente molto legato all’istituzione di provenienza ma quella della Città Metropolitana e del funzionamento dei suoi organi istituzionali sarà una bella gatta da pelare per la giunta Doria, che si aggiunge a un elenco sempre più lungo.

     

    Simone D’Ambrosio

     

  • Casa occupata vico Sauli: locali sfitti a famiglie in difficoltà

    Casa occupata vico Sauli: locali sfitti a famiglie in difficoltà

    casa-occupata-vico-sauliIntorno alle 11 lo Sportello per il Diritto alla Casa di via delle Fontane diffonde la notizia sulla propria pagina Facebook. Un gruppo di attivisti ha occupato alcuni appartamenti in vico Sauli, nel Centro Storico, si tratterebbe di abitazioni sfitte da tempo, come era accaduto in passato anche in occasione delle occupazioni di appartamenti in piazza delle Vigne, via dei Giustiniani e piazza Cernaia.

    Digos e carabinieri sono accorsi davanti agli appartamenti occupati. Il movimento per la casa comunica che al momento il presidio è tranquillo. “Tre nuclei familiari iniziano oggi questo percorso di lotta ed autorganizzazione – leggiamo sulla pagina Facebook – la riappropriazione dello sfitto è l’unica vera risposta alla necessità abitativa nella nostra città”.

    L’emergenza casa a Genova non è certo un segreto (qui l’approfondimento di Era Superba), oltre 15.000 case sfitte e altrettante affittate in nero, il tutto a fronte di 4.000 domande per un alloggio popolare che il Comune non riesce in nessun modo a fronteggiare (poco più di 240 gli alloggi assegnati nell’ultimo anno).

     

  • Sicurezza Ambienti di Lavoro: a rischio i controlli, riprese le trattative

    Sicurezza Ambienti di Lavoro: a rischio i controlli, riprese le trattative

    stazione-principe-lavori (5)È una questione che seguiamo ormai da quasi un anno (qui l’approfondimento di Era Superba) e ci sta particolarmente a cuore perché chiama direttamente in causa un diritto fondamentale dei lavoratori, quello alla sicurezza sul posto di lavoro. Parliamo della vertenza Psal (il servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asl 3) tra Regione Liguria e azienda sanitaria genovese da una parte e sindacati dall’altra, in merito all’attivazione delle procedure di assunzione di nuovi operatori destinati a rinforzare l’organico di un reparto fondamentale – quello deputato a garantire la regolare applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro – che oggi si trova in sofferenza per un’evidente carenza di personale (31 dipendenti a fronte di circa 4000 cantieri).

    Ma sul finire della settimana scorsa la situazione si è finalmente sbloccata, almeno per quanto riguarda le relazioni sindacali aziendali, di fatto, congelate dall’ottobre 2013. L’Asl 3, infatti, ha comunicato la convocazione – il prossimo 22 gennaio – di RSU e OO.SS. per la ripresa delle trattative. Di conseguenza, l’auspicio è che a breve possa ripartire anche il tavolo di confronto Psal.

    Il sindacato autonomo Fials – particolarmente attivo nella vertenza sul servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambiente di Lavoro – ricorda in una nota «La responsabilità dell’attuale stato di agitazione, ancorché sospeso, risulta esclusivamente rinvenibile nel comportamento dell’Asl 3. Da sempre la Direzione dell’azienda ha negato il confronto sulle incentivazioni e sulle assunzioni, omettendo perfino il rispetto dei diritti di “mera informazione” sindacale».
    Fials rivendica di aver portato per tempo all’attenzione dell’Asl 3 la necessità urgente di applicare le intese sottoscritte a luglio 2013 tra la stessa Asl 3, Regione e OO.SS. «Altrettanto ha fatto la RSU aziendale ma per ottenere un semplice incontro è stato necessario proclamare lo stato di agitazione, anche per mettere fine alla pratica dello scaricabarile per cui la Asl 3 attribuisce alla Regione la responsabilità di “inadempienze” che la Regione in più occasioni ha respinto».

    In sede di Prefettura si è concordato con la proposta del Prefetto di convocare le parti. Tuttavia, dall’11 dicembre 2013, non sono più giunte notizie in tal senso.«Per questo sollecitiamo i soggetti coinvolti, e la Regione in particolare, ad adoperarsi per attivare il tavolo in Prefettura sulla vertenza Psal», conclude Mario Iannuzzi, segretario Fials Genova.

     

    Matteo Quadrone

  • Amt, il piano: riorganizzazione interna e lotta all’evasione tariffaria

    Amt, il piano: riorganizzazione interna e lotta all’evasione tariffaria

    autobus-amt-3In attesa della costituzione dell’Agenzia Regionale per il Tpl e relativa gara per l’affidamento del servizio e dopo l’impegno assunto dal Comune di Genova con l’Azienda per la copertura di 4,3 milioni di risorse aggiuntive, si registrano novità per quanto riguarda due dei quattro punti dell’accordo che aveva visto protagonisti Comune, Regione e Amt in quei tribolati giorni di fine novembre.

    Si è infatti concluso il tavolo di confronto fra L’Azienda e le Organizzazioni Sindacali in merito alla riorganizzazione interna che porterà al risparmio di quei 4 milioni necessari che, sommati ai 4,3 di Tursi, andranno a coprire il passivo dell’Azienda. Il testo dell’accordo (qui il pdf in versione integrale), contiene indicazioni anche per quanto riguarda il terzo dei quattro punti, ovvero il rinnovo del parco mezzi con 200 nuove unità da qui al 2017 (50 quest’anno). “Sono in corso contatti con le competenti strutture del Comune e della Regione per ottenere ulteriori finanziamenti da parte della Banca Europea degli Investimenti (BEI)”, si legge nel testo. Si tratterà in larga parte di mezzi da 18 metri per coprire le tratte più lunghe.

    Ma basterà la riorganizzazione dei mezzi – e quindi una maggiore efficienza con minori costi di manutenzione – a far risparmiare 4 milioni di euro ad Amt nel 2014? Ovviamente no. L’Azienda affronterà le difficoltà confermando anche per il 2014 il blocco degli aumenti contrattuali e delle ferie arretrate, mettendo in campo un’aspra e decisa lotta all’evasione tariffaria, ma anche intervenendo su aspetti solo apparentemente secondari come ad esempio l’appalto per le attività di manovra e pulizia dei mezzi e dei locali.

    Non è tutto. L’Azienda sta esaminando un piano di riduzione fermate, una riorganizzazione dei poli di manutenzione e un adeguamento degli orari di servizio degli impianti di risalita di Montegalletto, Sant’Anna e Zecca Righi, sia feriali che festivi.

     

    Evasione tariffaria e linee gialle: potenziamento azioni di controllo e contravvenzioni

    “Il trend di declino dei ricavi da traffico (fenomeno nazionale dovuto alla riduzione degli spostamenti e del potere di acquisto degli utenti) verrà arginato con l’obiettivo di mantenere almeno inalterato per l’anno 2014 il valore degli stessi rispetto al 2013, come da conto previsionale. A tal fine verranno ulteriormente potenziate e diversificate le iniziative di lotta all’evasione tariffaria utilizzando tutti gli strumenti utili allo scopo”. Tra cui quello di adattare all’occorrenza impiegati (Capi e Quadri) al controllo dei titoli di viaggio sui mezzi in corsa.

    “Nel corso del 2013 si è registrato un calo significativo delle sanzioni emesse comprese quelle da telecamere. Il fenomeno è legato ad una maggiore attenzione degli automobilisti indotta oltre che dall’effetto deterrente delle contravvenzioni, anche dal contesto economico e dalla limitazione del raggio di azione degli interventi possibili al personale in funzione della nuova regolamentazione delle loro mansioni”. Per ovviare a ciò, Amt velocizzerà il processo che porterà al reclutamento di 60 ausiliari del traffico previsti nell’accordo del maggio 2013 (lavoratori che passeranno da Amt a Tursi). “Per proseguire nelle attività di sostegno al Tpl attraverso la prevenzione, la dissuasione e la repressione delle violazioni al codice della strada”.

     

    L’efficacia dell’accordo è subordinata all’approvazione dei dipendenti Amt tramite referendum e alla ratifica dell’Assemblea dei soci.

  • Infermieri a domicilio a Genova, al via il progetto: si prenota in farmacia

    Infermieri a domicilio a Genova, al via il progetto: si prenota in farmacia

    sanità-farmacie-D1Dalla semplice iniezione sino all’assistenza complessa o quella post parto. Il tutto a domicilio e con la possibilità di prenotazione direttamente in farmacia. Queste le caratteristiche principali del progetto lanciato oggi da Federfarma Genova e da Aba (studio infermieristico associato), che mette in rete farmacie e infermieri al servizio della cittadinanza: anziani, bambini, donne in stato interessante, malati cronici o semplicemente persone “bloccate” a letto.

    Il servizio, che è prenotabile 24 ore su 24 sette giorni su sette e può avere carattere di urgenza (di norma sarà erogato entro le 24 ore), comprende per esempio l’igiene completa del paziente allettato, l’assistenza al bagno completo, medicazioni di piaghe da decubito, prelievi venosi e flebo senza assistenza, catetere, clistere, gestione delle stomie, assistenza diurna e notturna, somministrazione di terapia farmacologica. Vi è poi, come detto, l’assistenza post post parto, con tanto di affiancamento per il primo bagnetto e la cura del cordone ombelicale.

    Le tariffe vanno dai 21 ai 27 euro per l’assistenza semplice e dai 21 ai 47 euro per la complessa (esclusa assistenza diurna e notturna la cui tariffa è ovviamente più elevata e supera i 100 euro). Per un’iniezione, invece, il costo è di 11,50 euro.  La spesa potrà essere regolarmente scaricata secondo quanto previsto dalla legge o addebitata ad eventuali assicurazioni sanitarie.

    “Il servizio infermieristico a domicilio – spiega Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova, in una nota stampa – completa la prima fase del progetto di farmacia come presidio salutistico di prossimità. La capillare presenza delle farmacie sul territorio garantisce le immediate risoluzioni dei problemi dei pazienti. Chi ha bisogno di prenotare una visita specialistica in pochi minuti può fissare un appuntamento attraverso la rete Cup; da tempo in farmacia è possibile effettuare analisi di prima istanza. Oggi il bouquet delle offerte si completa con una qualificata e certificata offerta di servizi infermieristici semplici e/o complessi”.

  • Scarpino, emergenza liquami: necessario un depuratore ad hoc

    Scarpino, emergenza liquami: necessario un depuratore ad hoc

    scarpino-discaricaProseguono gli sversamenti di percolato a Scarpino. Le vasche di raccolta non riescono più a contenere la quantità di liquami proveniente della discarica e, di conseguenza, i rivi Cassinelle e Chiaravagna continuano a colorarsi di scuro (come documentato nel weekend sulla pagina facebook dell’attivo Comitato Alta Val Chiaravagna). Nel contempo, i tecnici di Arpal si prodigano senza sosta nell’esecuzione di analisi e rilievi per accertare le cause dell’aumento della portata delle sorgenti d’acqua che numerose scorrono sotto il monte trasformato in discarica, e per verificare la fattibilità di un intervento di innalzamento delle pareti delle vasche del percolato, allo scopo di aumentarne la capacità. Tuttavia, a distanza di quasi dieci giorni da quando sono avvenuti i primi sversamenti – l’11 gennaio scorso – non sono ancora stati resi pubblici i dati relativi al danno ambientale che è stato provocato (e che, purtroppo, continua ad essere reiterato).

    «So che Arpal ha trasmesso i dati alla Asl – afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Valeria Garotta – Mi aspetto che lunedì (oggi, ndr) li trasmetta anche a noi. Poi, se la Procura ci autorizzerà, li renderemo pubblici». Come è noto, infatti, la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta sugli sversamenti di percolato, inchiesta che è stata unificata a quella già in corso sulla gestione della discarica di Scarpino da parte di Amiu.
    «Negli ultimi tre anni abbiamo speso 4 milioni per limitare il percolato – ha dichiarato venerdì scorso il sindaco, Marco Doria, in occasione del suo sopralluogo a Scarpino – tra regimazione e canalizzazione delle acque della discarica, in modo che queste non andassero ad intercettare i rifiuti, riducendo la produzione di liquami, su base annua, del 40% circa».
    Ma alla luce delle vicende degli ultimi giorni è evidente la necessità di ulteriori interventi e dunque di altri investimenti.

    «Io mi aspetto che la Regione ci dia una mano – sottolinea l’assessore Garotta – almeno per gli interventi sugli impianti di trattamento dei rifiuti perché non è pensabile che si possano finanziare solo con le entrate tariffarie, a meno di non imporre ai cittadini una tariffa molto alta».
    Da questo punto di vista, il consigliere regionale del Gruppo Misto, Raffaella Della Bianca, giovedì scorso ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta e all’assessore competente se «La Regione Liguria sta mettendo in atto tutti gli strumenti di verifica necessari per capire com’è effettivamente la situazione di Scarpino e per quale motivo i fondi europei stanziati nel programma specifico all’Asse 3 del POR “Sviluppo Urbano” e risorse naturali non siano stati utilizzati per la messa in sicurezza della zona».

    Comunque sia, a Scarpino la situazione resta davvero molto complicata, come racconta l’ex consigliere provinciale dei Verdi e voce dello storico Comitato per Scarpino, Angelo Spanò: «C’è un continuo andirivieni di autobotti che arrivano e partono in direzione La Spezia per portare via il percolato. Ma i camion non fanno in tempo a partire che già le vasche di raccolta sono nuovamente piene».
    Spanò ricorda come «Del percolato se ne parli solo ogni tanto ed in casi eccezionali, eppure è un problema endemico. I liquami non devono finire nei corsi d’acqua perché è vietato dalla Legge e neppure al depuratore di Cornigliano che non è adatto a tale scopo. La nostra proposta è quella di deviare il percolato sulla rete di condotte collegata al depuratore di Sestri Ponente». Quest’ultima sarebbe una soluzione tampone, perché, continua il rappresentante del Comitato per Scarpino, l’unica soluzione definitiva è «La progettazione e realizzazione, da parte di Amiu, di un depuratore adeguato a trattare il percolato, quindi di un nuovo impianto in grado di sostituire quello risalente ad anni fa, oggi inservibile. Insomma, è necessario un depuratore ad hoc per i liquami pericolosi che, una volta trattati, se idonei, potranno essere gestiti con le normali procedure».

    L’esponente dei Verdi ha chiesto pubblicamente le dimissioni dell’assessore Garotta per manifesta incapacità nel gestire l’emergenza. «Attualmente sembra che i liquami contaminati prodotti da Scarpino 1 (la parte antica della discarica, chiusa nel ’95) vadano in buona parte nel rio Cassinelle, mentre la quantità che riescono a recuperare nelle vasche di raccolta viene inviata presso un impianto di La Spezia. L’assessore Garotta ha dichiarato alla stampa che “il percolato proveniente da discarica non può essere trasportato nei nostri depuratori e proprio per questo lo portiamo a La Spezia”. Stiamo parlando esclusivamente del percolato di Scarpino 1 che, secondo i tecnici di Amiu, dovrebbe contenere minori sostanze inquinanti rispetto al percolato prodotto da Scarpino 2 (ovvero la parte più recente della discarica, aperta nel ’95) il quale, invece, viene mandato al depuratore di Cornigliano. È palese la contraddizione tra le parole dell’assessore e la realtà dei fatti. E per noi ciò non è ammissibile».

     

    Matteo Quadrone

  • Piazza dei Ragazzi, Indoratori: come gestire il giardino della Città Vecchia

    Piazza dei Ragazzi, Indoratori: come gestire il giardino della Città Vecchia

    piazza-ragazzi-indoratori (4)Vi è mai capitato di inoltrarvi nei caruggi genovesi, fino a Vico degli Indoratori? Un vicoletto sito nel cuore del centro storico, nascosto dietro alla Cattedrale di San Lorenzo. Ai fortunati che avranno avuto il piacere di trovarsi in questo vico, non sarà di certo sfuggito il bel giardino che si staglia nel mezzo della strada: Piazza dei Ragazzi.
    Tempo fa questa era una delle zone più vitali della città, centro pulsante del mercato e dell’economia genovese. Ma oggi qual è la situazione? Non più così rosea come un tempo: perlopiù serrande chiuse, sporcizia e degrado, se non fosse per la lungimiranza di alcuni ristoratori che hanno deciso anni fa di insediare proprio qui le loro attività commerciali. Sull’onda di queste prime iniziative, adesso ne stanno sorgendo di nuove: è il caso di Garage 1517, second hand shop e minimarket gestito da giovanissimi, cui si lega l’Associazione Culturale Less is More per l’organizzazione di eventi. Siamo andati a parlare con loro della ripresa del quartiere e del futuro del giardino: uno spazio pubblico oggi scarsamente utilizzato e a cui si pensa di ridare vita entro l’estate. Tuttavia, i soggetti coinvolti sono tanti, dal Municipio Centro Est al Comune di Genova ai privati, residenti e commercianti…

     

    Vico Indoratori e piazza dei Ragazzi, ristrutturazione del Comune e gestione dei commercianti

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    Per quanto riguarda Vico Indoratori, si tratta di uno dei più antichi di Genova, il cui nome rievoca un po’ della sua storia: come si può intuire, verso la fine del Cinquecento vi giunsero artigiani “indoratori” che vi stabilirono le proprie botteghe. Questa professione all’epoca era molto rinomata: elevata al rango di arte nel XIV secolo, era fonte sicura di arricchimento, esercitata da persone benestanti. In tempi più recenti, inoltre, Vico Indoratori fu sede del grande mobilificio Cernaia, attivo per oltre 70 anni e costretto alla chiusura nel 2011. Oggi l’insegna trasparente, dai bordi bianchi, è ancora visibile e campeggia -spenta- nello stretto vicolo, circondata da serrande abbassate e locali sfitti. Ci raccontano i ragazzi di Garage 1517: «Ci siamo insediati da pochi mesi in questa zona. Abbiamo trovato questo fondo a un prezzo accessibile, in una zona che secondo noi ha forte bisogno di nuovi stimoli e di investimenti coraggiosi come il nostro. Il problema è che attorno a noi c’è poco. Sappiamo che molti edifici sono di proprietà di Cernaia e gli affitti non sono abboradbili per tutti. Questo dissuade molti a insediarsi nella zona e costringe chi già è qui ad andare via».

    Per quanto riguarda il giardino, invece, proprio 10 anni fa, nel 2004 c’è stata la ristrutturazione dello spazio voluta dal Comune di Genova, con l’aiuto del Municipio Centro Est, mediante l’utilizzo dei fondi POR-Fesr nell’ambito del progetto “Urban II Genova Centro Storico”. Qui storicamente sorgeva un edificio che poi, nel corso della seconda guerra mondiale, è stato bombardato. Da quel momento in poi le macerie sono rimaste in quel luogo e sono state tolte soltanto un ventennio fa per iniziativa dei cittadini, che hanno recintato la zona. Da allora il luogo è noto come Piazza dei Ragazzi. Ad occuparsene oggi c’è da un lato la storica locanda Ombre Rosse, da anni presidio della zona; dall’altro, i gestori dell’Associazione Piazza dei Ragazzi. Questi due soggetti insieme hanno curato finora (d’accordo col Municipio) manutenzione e gestione del giardino pubblico, di cui sono gli unici a possedere le chiavi. Molto spesso, però, il giardino resta chiuso: i membri dell’Associazione Piazza dei Ragazzi da qualche tempo sembrerebbero non frequentare più la sede, dopo che sarebbero insorti problemi con il Municipio legati al pagamento di un canone di locazione. L’apertura resta subordinata all’uso che ne fa Ombre Rosse: perlopiù il giardino è accessibile all’ora di pranzo o nel tardo pomeriggio, soprattutto nella bella stagione. È in vigore un accordo con l’amministrazione per cui il ristorante può usufruire di parte del giardino e delle attrezzature come ricompensa per l’attività di manutenzione attualmente svolta. Nulla vieterebbe a chiunque altro -pur non essendo avventore del ristorante- di pranzare all’aperto, o di studiare nel giardino, o di sedersi all’ombra. Nei fatti, tuttavia, abbiamo visto come le cose non stiano esattamente così.

     

    Il futuro: i progetti per la primavera-estate 2014

    piazza-ragazzi-indoratori (5)Da un po’ di tempo sembra che ci siano i presupposti per cambiare le cose. I nuovi propretari di Ombre Rosse e i ragazzi di Garage 1517 stanno mettendo a punto con l’amministrazione competente un piano per garantire l’apertura pressoché costante del giardino e per proporre un calendario di eventi di intrattenimento: un modo per ridare lustro alla zona e dirottare turisti e genovesi da San Lorenzo a qui. Per quanto riguarda gli eventi, le proposte sono tante: dal mercatino biologico a km 0, a quello vintage; dai concerti acustici, agli aperitivi in musica. Certo, nei fatti le cose sono più complicate. Raccontano da Garage 1517: «Ci sembrava uno spreco che questo spazio restasse scarsamente utilizzato. Per questo abbiamo consultato i responsabili dell’Ufficio Verde e Volontariato del Municipio I. Tanto per cominciare, ci siamo candidati come volontari del verde, in modo da poter collaborare in prima persona alla manutenzione dello spazio. Da parte loro, la massima disponibilità solo che non riusciamo a capire quali sono i privilegi di cui poter godere in qualità di volontari e le iniziative cui potremmo dare vita. L’obiettivo è che entro la primavera-estate 2014 il giardino diventi operativo e sia restituito alla cittadinanza».

    Tra le tante idee, anche quella di una mostra, in collaborazione con Noveinternotre e altri studi di design della zona, dedicata alla riscoperta di Piazza dei Ragazzi: i partecipanti (artisti, grafici, pittori, fotografi) sono chiamati a rappresentare, ognuno con i propri mezzi, la storia della Piazza. Un modo per sensibilizzare i genovesi su un angolo nascosto della loro città e dare spazio alle iniziative dei più giovani.

     

    Elettra Antognetti