Categoria: Notizie

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  • S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    Un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per discutere con gli amministratori pubblici le problematiche più sentite dagli abitanti, in particolare di quella porzione più antica del centro storico genovese, la collina del Castello. L’iniziativa, organizzata dall’Assest Associazione Centro Storico Est, in collaborazione con la parrocchia di San Torpete e l’Associazione Ludovica Robotti, si è svolta il 19 dicembre scorso presso la chiesa di Santa Maria di Castello e ha visto la partecipazione del Vicesindaco, Stefano Bernini e dell’assessore a Legalità e Diritti, Elena Fiorini.

    «È stato un incontro preliminare, tra qualche mese ci confronteremo nuovamente – spiega il presidente di Assest, Giancarlo Bertini – la nuova amministrazione comunale per la prima volta ha incontrato i cittadini. L’impressione è positiva perché hanno ascoltato le nostre istanze».

    Al centro della discussione alcuni aspetti negativi, quali il degrado del territorio e la diffusione del commercio abusivo, precise richieste, come la tutela del diritto al riposo notturno e una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ma anche concrete proposte, in primis il rilancio del turismo e l’inserimento della zona nei percorsi culturali della città.

    «L’assenza di legalità, purtroppo, non si manifesta solo con frequenti episodi di microcriminalità (piccolo spaccio, reati predatori, ecc.) – continua Bertini – In questo senso il “mercatino” di via Turati, che attualmente continua ad operare a pieno regime, è l’emblema di una parte della città che va assumendo i contorni di zona franca». Per questo, oltre a una maggiore presenza della polizia municipale «Sarebbe utile avere un ufficio dei vigili urbani nel quartiere», aggiunge Bertini.

    Tra le criticità l’ormai famosa movida è sempre ai primi posti «Purtroppo alcuni locali non rispettano la dignità delle persone che vivono nei dintorni – sottolinea Bertini – E poi, dopo la chiusura di bar e circoli, spesso e volentieri, gli schiamazzi continuano per le strade».

    Inoltre, i residenti del centro storico hanno evidenziato l’impoverimento del quartiere «Il simbolo sono le serrande abbassate – spiega il presidente – Numerosi esercizi commerciali hanno già chiuso e altri si apprestano a farlo. Andando avanti di questo passo i caruggi diventeranno deserti di giorno, per rianimarsi solo durante le ore notturne».

    Assest e molti residenti, invece, sono convinti che questa porzione del centro storico possegga tutte le carte in regola per un rilancio basato sul turismo. «Noi abbiamo sempre espresso il desiderio che il patrimonio storico-artistico di questa parte del centro storico venga incluso nei percorsi turistico-culturali – continua Bertini – Quindi non solo Via Garibaldi, via San Lorenzo e Porto antico ma anche la zona di Santa Maria di Castello, Porta Soprana, la casa di Mameli, ecc., sono risorse da valorizzare a dovere».

    D’altra parte l’associazione non sta con le mani in mano e anzi, da lungo tempo, cerca di sviluppare attività di promozione culturale «Da ormai 7 anni presso Santa Maria di Castello organizziamo i “Mercoledì del Castello” – aggiunge il presidente di Assest – e regolarmente una cinquantina di persone partecipa agli incontri».

    «Abbiamo trovato disponibilità da parte degli amministratori pubblici – conclude Bertini – speriamo non sia solo di facciata, ma staremo a vedere. Le cose non possono cambiare radicalmente, nel giro di un paio di mesi, sono processi lunghi, però, l’importante è aver avviato un dialogo».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Ci vediamo al Diperdì: Gruppo Teatro Campestre al Sipario Strappato

    Ci vediamo al Diperdì: Gruppo Teatro Campestre al Sipario Strappato

    gruppo teatro campestreVenerdì 11 e sabato 12 gennaio (ore 21) riapre la stagione 2012/13 al teatro Il Sipario Strappato di Arenzano con il Gruppo Teatro Campestre e lo spettacolo “civediamoaldiperdì”.

    Di Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini, Roberta Testino
    con Elisabetta Granara, Elisa Occhini, Sara Allevi
    Regia di Elisabetta Granara
    Musiche Fabio Bonelli (musica da cucina) Luci Carlo Cicero

    Lo spettacolo è stato selezionato al Festival Play With Food III – Torino, è vincitore del Concorso Teatropianeta – Siena ed è finalista del Premio Scintille 2012.

    Trama dello spettacolo
    B, C e R, sono tre ragazze precarie e aiuto cuoco al ristorante Besame Mucho. Le spiamo in una serata di lavoro normale, che tanto normale non è, perché R quella sera, a causa della mancanza del burro, scopre la verità: il Dìperdì non esiste più. La notizia scaturisce scatti d’ira, malesseri, visioni ossessive, incubi, perchè il Dìperdì è l’antidoto alla nevrosi, alla solitudine.

  • Gioco d’azzardo: la prima seduta della Consulta permanente

    Gioco d’azzardo: la prima seduta della Consulta permanente

    La prima seduta della “Consulta permanente sul gioco con premi in denaro, sua disciplina e indirizzi per la prevenzione della ludopatia” – istituita nel febbraio 2012 con deliberazione del Consiglio Comunale – si è svolta nel dicembre scorso e fin dal principio è emersa la problematica più scottante, ossia l’evidente legame tra sale gioco e l’aumento di gravi fenomeni di illegalità quali il riciclaggio di denaro e l’usura, elementi che sarà necessario approfondire con le autorità competenti.
    Dal punto di vista socio-sanitario, invece, la crescita della cosiddetta patologia da gioco d’azzardo (ludopatia) è il fattore che desta maggiore preoccupazione.

    Dopo aver evidenziato le criticità, i membri della Consulta hanno lanciato alcune proposte, sintetizzabili in 4 punti.

    «Il Comune, nella persona del Sindaco, dovrebbe intervenire con un’azione politica volta a chiedere una modifica della legislazione nazionale sul gioco con premi in denaro, in senso più restrittivo – spiega il presidente della Consulta, il dott. Pierclaudio Brasesco – Inoltre si dovrebbe costruire un meccanismo di disincentivazione all’installazione delle slot machine, unito ad un’azione educativa non criminalizzante, sia nei confronti degli esercenti, sia nei confronti della popolazione. In tal senso occorre estendere e condividere a livello di tutto il Comune di Genova le buone pratiche attivate a livello dei Municipi. Infine, è necessario sostenere la pratica dei gruppi di auto-aiuto che ben si affianca alle attività dei SERT nell’ambito delle dipendenze».

    Visto che la campagna elettorale è ormai avviata, il presidente della Consulta invita i partiti e le liste a«Esprimersi con chiarezza e trasparenza in merito alle iniziative che intendono intraprendere, sia in Parlamento, sia nell’eventualità in cui accedessero al Governo del Paese».

  • Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Siviglia, orto collettivoIl metodo di agricoltura sinergica è stato ideato in Spagna da Emilia Hazelip e si basa sull’assunto che il suolo sia un organismo autonomo in grado di auto-rigenerarsi: mentre la terra fa crescere le piante, queste creano a loro volta suolo fertile attraverso il rilascio di residui organici dalle radici (microrganismi, batteri, funghi, etc).

    La coltivazione sinergica si basa dunque su un rispetto assoluto delle condizioni naturali del suolo: se nell’agricoltura “tradizionale” il terreno è arato e modificato a seconda delle stagioni, le colture sinergiche sono invece permanenti e avvengono in aiuole rialzate di circa 30-40 cm rispetto al terreno su cui gli agricoltori camminano e lavorano. Le piante inoltre non vengono estirpate, ma tagliate in modo che le radici si decompongano naturalmente nel terreno, rilasciando gli organismi che ne alimentano la fertilità.

    Questo il metodo portato avanti dall’associazione nazionale Terra! Onlus, che ha base a Genova ma ha contribuito a creare orti sinergici in numerose città italiane. Dal 2004 opera a Vesima, dove è stato creato il primo orto sinergico, mentre dal 2011 Terra! è attiva anche nel quartiere di Cornigliano.

    La referente genovese di Terra! Giorgia Bocca ci illustra il progetto: «Facciamo parte della rete Yepp!, con cui abbiamo ideato un progetto di orto collettivo per la riqualificazione di Valletta San Pietro: al nostro arrivo era un roveto degradato e abbandonato a sé stesso, abbiamo iniziato pian piano a riqualificarlo. Lo spazio è gestito da un gruppo informale, persone che singolarmente o in gruppo coltivano un pezzetto di orto, con un coordinatore che ne supervisiona le attività».

    Tra i progetti futuri un laboratorio didattico con le scuole di Cornigliano e Sestri Ponente, che partirà probabilmente ad aprile 2013, e corsi di autosostentamento per chi vuole vivere in maniera più sostenibile: «Il coinvolgimento delle persone parte da una corretta informazione sulle possibilità e alternative che ci sono nelle scelte quotidiane: chi vuole contribuire come volontario a Terra! deve anzitutto essere beneficiario delle attività che vengono svolte».

    Quanto è importante il legame con le istituzioni per proseguire in questo progetto? «A breve presenteremo al Municipio e alla Società per Cornigliano un progetto di maggiore intervento su Valletta San Pietro, curato dall’architetto Silvia Cama, in vista del Festival degli orti sinergici 2013 che si terrà a metà luglio. Il contributo delle istituzioni è fondamentale, ma la cittadinanza attiva parte anzitutto dal “parlare con il vicino di casa”, che è paradossalmente l’obiettivo più difficile da raggiungere: quando abbiamo iniziato la riqualificazione del parco, gli abitanti della zona ci guardavano dalla finestra, nessuno faceva domande; poi qualcuno ha iniziato a scendere, uscire di casa e parlare con noi; dopo qualche tempo, grazie a un lento e costante passaparola, tutto il quartiere sapeva di noi e molte persone volevano dare una mano. Anche per questa ragione, lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare il Festival degli orti sinergici da Vesima e Cornigliano: la partecipazione del quartiere – sia i singoli abitanti sia scuole, Municipio, Arci e associazioni – è stata molto attiva e numerosa».

    Per contribuire alle attività di Terra! è possibile aderire inviando una mail a genova@terraonlus.it.

    Marta Traverso

  • EurHope Immagini dal futuro: concorso europeo di illustrazione

    EurHope Immagini dal futuro: concorso europeo di illustrazione

    fumettoSono aperte fino al 2 aprile 2013 le iscrizioni per la seconda edizione del concorso Eurhope – Immagini dal futuro indetto per il festival Smack Comics che si tiene ogni anno a Genova.

    Temi generali del concorso sono l’immaginazione e il futuro, concentrati in questa edizione sui modi di abitare il mondo, a partire dall’Europa e il suo territorio.

    Possono partecipare disegnatori residenti in Europa, individualmente o in gruppo, nati dopo il 1 gennaio 1978. Ogni concorrente potrà inviare un massimo di tre elaborati realizzati in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori, in formato quadrato e senza includere testi (fumetti o altre scritte).

    Le opere non dovranno essere spedite in originale, bensì in riproduzione cartacea (stampa digitale in formato cm 30×30) di alta qualità e in formato elettronico tiff o jpg in alta risoluzione (minimo 300 dpi) su cd-rom o dvd. Le opere dovranno essere inviate a Concorso di Illustrazione EurHope 2° edizione – 2013 Enrico Testino, c/o studio associato Graffigna & Ravaioli via XX Settembre 3/13, 16121 – Genova, Italia, entro e non oltre le ore 19 di martedì 2 aprile 2013.

    Per le migliori opere vengono messi in palio tre premi:
    1° classificato: 1.500 €
    2° classificato: 1.000 €
    3° classificato: 500 €

    Verrà premiata una sola opera per autore. I tre primi classificati verranno ospitati in albergo per la notte successiva alla cerimonia di premiazione e avranno un rimborso spese fino a un massimo di 200 €.

    Le opere selezionate verranno esposte in una mostra pubblica a Genova, in Palazzo Ducale e a Milano in WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata e pubblicate in catalogo.

    Per maggiori informazioni info@smackcomics.it.

  • Conversazioni fotografiche: mostra all’atelier Spazio23

    Conversazioni fotografiche: mostra all’atelier Spazio23

    Giovedì 10 gennaio 2013 (ore 18.30) inaugura presso l’atelier Spazio23 in vico dietro il Coro della Maddalena la mostra Conversazioni fotografiche.

    Sono esposte fotografie di paesaggi naturali (Orietta Bay, Ilenio Celoria, Giovanna De Franchi, Roberto Montanari), urbani (Roberto Tricerri, Carlo Accerboni), reportage artistico d’attualità (Francesco Zoppi), architettura (Andrea Facco) scultura (Thomas Krueger), letterarie-surreali (Laura Accerboni, Piera Cavalieri).

    La mostra vuole rappresentare la fotografia contemporanea e i suoi diversi linguaggi che rispecchiano l’eterogeneità in cui viviamo. Sono rappresentate opere realizzate con tecniche antiche, che consentono una riproduzione dell’attualità creando effetti a volte metafisici, agli infrarossi, alla stampa in camera oscura, alla moderna stampa digitale variamente interpretata, bianco e nero e colore.

    L’esposizione rimarrà aperta fino a giovedì 31 gennaio 2013.

  • Valletta Cambiaso e Villa Gambaro: parchi chiusi per lavori

    Valletta Cambiaso e Villa Gambaro: parchi chiusi per lavori

    il verde, la natura,i fiori,l'ambiente,i parchiParchi, ville e giardini sono una presenza peculiare di Genova. Ma senza un’adeguata manutenzione e una cura costante, tali luoghi rischiano di diventare inaccessibili, privando i nostri quartieri di preziosi polmoni verdi a disposizione dei cittadini.

    Accade così ad Albaro dove, dopo Valletta Cambiaso, anche il parco di Villa Gambaro, oggi è chiuso per lavori. «Un cancello con due lucchetti impedisce l’ingresso al parco pubblico di Villa Gambaro poiché al suo interno il Comune dovrebbe portare a termine i lavori di messa in sicurezza degli alberi che sono a rischio caduta – spiega Ester Quadri, ambientalista del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente – alcuni di essi, infatti, si sono spezzati e sradicati durante l’ultima nevicata».

    Come è possibile che siano crollate così tante piante? La colpa è addebitabile esclusivamente alla potenza improvvisa dell’evento atmosferico del 14 dicembre scorso? Ester Quadri mostra parecchie perplessità «Senza dubbio la neve e il maltempo hanno fatto la loro parte ma la causa scatenante è la scarsa manutenzione del Comune che ha trascurato la cura delle piante del Parco. Occorre maggiore prevenzione per evitare, in futuro, il ripetersi di simili episodi».

    Qualsiasi motivo abbia provocato il danno «Adesso esistono due parchi pubblici chiusi – continua il rappresentante di Legambiente – due grandi spazi verdi con imponenti alberi ad alto fusto, alcuni secolari. Parliamo di luoghi ben frequentati da mamme, bambini, anziani e ora non più accessibili, con i cancelli che ne sbarrano l’ingresso».

    «Quanto tempo dovranno attendere i cittadini genovesi per poter ritornare a godere del benessere donato dai parchi? – conclude Ester Quadri – Quanto tempo impiegherà l’amministrazione pubblica a provvedere a rimettere in sicurezza questi spazi? Ormai è quasi un mese che Villa Gambaro è chiusa: sarebbe il caso di fornire informazioni più chiare sui tempi di riapertura. Confidiamo che al più presto Valletta Cambiaso e Villa Gambaro possano diventare nuovamente fruibili».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Diego Arbore]

  • Nervi, piscina e porticciolo: assemblea sul futuro del quartiere

    Nervi, piscina e porticciolo: assemblea sul futuro del quartiere

    NerviQuale sarà il futuro della gloriosa piscina Mario Massa? Se lo continuano a domandare cittadini e Municipio Levante che non si rassegnano a vedere sfiorire l’impianto sportivo del porticciolo di Nervi, chiuso ormai da 8 mesi (maggio 2012), senza alcuna concreta ipotesi di rinascita alle porte.
    «I cittadini del levante genovese devono avere a disposizione una piscina – sottolinea il Comitato Nervi Quinto, Sant’Ilario – se al porticciolo verrà decisa la realizzazione di qualcos’altro, dovrà essere individuata un’alternativa».

    Allo studio ci sono diverse soluzioni, come spiega l’assessore del Municipio Levante, Michele Raffaelli «Quando incontreremo assessori e tecnici del Comune capiremo che cosa sarà attuabile e cosa no».
    In questi ultimi tempi, infatti, si è parlato delle possibile trasformazione della piscina in un silos adibito al rimessaggio delle barche, sulla copertura del quale sarebbe ricavato un campo da calcio in erba sintetica. Un progetto che non sembra riscontrare l’apprezzamento dei cittadini, preoccupati dall’eventuale scomparsa di un presidio significativo per il quartiere levantino.

    L’occasione per un confronto tra residenti, commercianti e istituzioni sarà l’assemblea pubblica, indetta dal Presidente del Municipio Levante, Nerio Farinelli, giovedì 10 gennaio alle ore 18, presso il Salone del Castello, con al centro diverse questioni rilevanti per il futuro di Nervi: piscina; area del porticciolo; molo (necessari interventi per fronteggiare le mareggiate); ex fabbrica Aura (abbandonata da anni; come recuperare questi spazi?). È prevista la partecipazione del Vicesindaco del Comune di Genova, Stefano Bernini, degli Assessori Pino Boero (Sport) e Valeria Garotta (Ambiente).

    «L’intento iniziale, grazie alla presenza dell’Assessore allo sport, Pino Boero, era quello di parlare delle varie opere di manutenzione da effettuare sulla piscina – spiega Farinelli – poi, però, alcune associazioni del porticciolo hanno fatto proposte diverse e quindi abbiamo pensato di allargare il campo della discussione concentrandoci sulle tematiche ambientali con l’Assessore Garotta e su quelle urbanistiche con il Vicesindaco Bernini».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Corso di scrittura creativa a Genova: com’è fatto un film?

    Corso di scrittura creativa a Genova: com’è fatto un film?

    cinemaDue fine settimana dedicati allo Scrivere per il cinema, un workshop che si terrà presso la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria (via Cairoli 4B) e che sarà tenuto da Federica Pontremoli.

    Un progetto rivolto non solo a chi vuole imparare a scrivere sceneggiature, ma anche ad appassionati di cinema che vogliono capire meglio cosa c’è dietro alla realizzazione di un film. «Il workshop vuole far comprendere il percorso che porta “da zero al film”, come viene man mano impostata la narrazione. Tutti i film, dai Vanzina in su, si reggono sulla medesima struttura: soggetto, divisione in tre atti, costruzione delle scene», spiega Federica Pontremoli. Durante il workshop sarà proiettato un film intero e spezzoni di altre pellicole, che verranno “scomposti” e analizzati fino ad arrivare a comprenderne gli elementi essenziali.

    A seguire, saranno assegnate esercitazioni diverse per ogni partecipante al workshop – scrivere un soggetto, una scena, una struttura in tre atti e così via – sulla base di indicazioni fornite dalla stessa docente. Nel corso del secondo fine settimana le esercitazioni verranno lette e discusse, e da una di queste si proverà a realizzare un “prodotto finito”. «Il primo passo da compiere, per chi vuole lavorare come sceneggiatore, è rivedere tutta la propria cinematografia alla luce di questi nuovi elementi, allenare occhi e orecchie alla comprensione della struttura del film, del suo equilibrio narrativo. Solo dopo ha senso iniziare a scrivere un proprio film».

    Nata a Genova e diplomata in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Federica Pontremoli ha collaborato alle sceneggiature di noti film italiani. Qualche esempio: Il caimano e Habemus papam di Nanni Moretti, Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, Lo spazio bianco di Cristina Comencini.

    Il workshop si terrà sabato 19, domenica 20, sabato 26 e domenica 27 gennaio. Per informazioni su orari e costi scrivere una mail a officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Torrente BisagnoIl Comune di Genova ha aperto un bando per finanziare associazioni e progetti che coinvolgono i giovani, da destinare a realtà che operano nei Municipi Bassa e Media Valbisagno, ossia le zone colpite dall’alluvione del novembre 2011: i finanziamenti previsti sono per un importo massimo di 22.250 € per ciascun Municipio.

    Possono fare domanda associazioni che presentino progetti capaci di coinvolgere giovani e prevedano dei tutor, su varie attività: banca del tempo, cura degli spazi verdi, riordino dei luoghi alluvionati, progetti per la comunità e le fasce fragili. I progetti dovranno durare quattro mesi e coinvolgere ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, italiani e non, residenti nel Comune di Genova. I ragazzi individuati per partecipare al progetto dovranno essere presenti alle iniziative per almeno il 75% della durata e riceveranno un rimborso di 300 €.

    Le domande per i finanziamenti possono essere presentate entro le ore 12 di lunedì 21 gennaio 2013, in busta chiusa al Comune di Genova – Archivio Generale e Protocollo, piazza Dante 10. Requisito per fare domanda è essere associazioni di promozione sociale costituite da non meno di 24 mesi e iscritte da almeno 12 mesi nel registro/albo nazionale o regionale di riferimento. Il materiale da portare è scaricabile dal sito del Municipio (www.municipio4mediavalbisagno.comune.genova.it).

    Scopo dell’iniziativa è coinvolgere i ragazzi, soprattutto quelli che non appartengono a nessun tipo di associazione, nella vita della propria comunità e nella cura dei luoghi in cui vivono.

    I progetti dovranno essere avviati entro 60 giorni dall’individuazione delle associazioni vincirici del bando e avranno durata sino al completamento dell’attività prevista, entro e non oltre il 31 ottobre 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro della Tosse: La signora Baba e il suo servo Ruba

    Teatro della Tosse: La signora Baba e il suo servo Ruba

    Cantiere Campana, Yuri D'AgostinoDa mercoledì 9 a sabato 12 gennaio 2013 (ore 20.30) il Teatro della Tosse ospita un nuovo spettacolo del Cantiere Campana: La signora Baba e il suo servo Ruba è una produzione NIM-Neuroni in Movimento, con testo e regia di Marco Taddei e canzoni di Paolo Li Volsi.

    Questa la scheda dello spettacolo.
    Li abbiamo visti sul palco della Tosse in Orphans alle prese con la drammaturgia di Dennis Kelly, un Kitchen drama intenso e suggestivo e ora ci invitano in un’altra cucina: quella modesta del ristorante della Signora Baba.

    Tornano i Neuroni in Movimento con un testo dal sapore Brechtiano vincitore del premio Urgenze per il Teatro Inverso di Brescia. Ispirato a “Il signor Puntila e il suo servo Matti” lo spettacolo si serve dello stile di Brecht: prologo, epilogo, cartelli, canzoni per raccontare una storia civile di povertà e sfruttamento senza rinunciare al gioco e alla leggerezza e al divertimento.

    In tutte le serate, a partire dalle 19 aperitivo a buffet al Cafè Ubu nel foyer del teatro.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Prà, Cep: l’area Pianacci riapre, disputa sulla gestione

    Prà, Cep: l’area Pianacci riapre, disputa sulla gestione

    Quartiere di Prà«Quanto è accaduto in questi giorni al Cep è il simbolo di quanto facciano fatica a dialogare istituzioni e comunità – scrive il direttivo del Consorzio Pianacci – Una delle funzioni di chi amministra deve essere quella di facilitare le strutture sociali della città e non di complicarne il lavoro appassionato e volontario. Sia chiaro: questa è un’osservazione purtroppo trasversale a tutte le forze politiche e partitiche che potrebbero amministrare la cosa pubblica a Genova».

    Stiamo parlando dell’ultima polemica sorta intorno alla gestione dell’area Pianacci nel quartiere Cep, sulle alture di Prà, un luogo a forte carattere sociale che sabato 6 gennaio ha riaperto i battenti dopo l’ennesima proroga della concessione di affidamento, per altro arrivata il 31 dicembre scorso, all’ultimo minuto utile.
    «Crediamo sia stato doveroso riaprire e ridare la frequentazione della Pianacci ai bambini, ai giovani, alle famiglie e agli anziani che, per la prima volta dal 1996, hanno visto l’area chiusa per 4 giorni consecutivi – sottolinea il direttivo del consorzio – Uno spazio che è il centro di una vasta area del Cep che quotidianamente accoglie tutti, come ad esempio decine di minori che giocano nel campetto, il quale dovrebbe essere affittato secondo i criteri del Comune».

    La disputa ruota intorno alla prossima definizione del bando di gara per la gestione delle strutture. In ballo ci sono due visioni nettamente contrapposte: da un lato chi crede sia necessario continuare a considerare il Pianacci uno spazio associativo, permettendo così agli attuali gestori (il Consorzio Pianacci), oppure al soggetto che si aggiudicherà il bando, di proseguire le attività a favore del quartiere; dall’altro chi ritiene, invece, che debba prevalere il carattere sportivo, aprendosi a nuovi soggetti in grado di fronteggiare gli elevati costi che tale ipotesi comporta, con l’inevitabile riduzione della vocazione sociale che caratterizza l’area.

    «È vero che in quest’area c’è una pista di pattinaggio e un campetto a 5 – continua il direttivo del Consorzio Pianacci – ma bisogna ricordare che lo stesso campetto viene usato gratuitamente dai giovani e dai Servizi Sociali del Comune ed è stato affittato solo 6 volte nel 2011». In pratica su 257 mila euro del bilancio 2011 del Pianacci «Solo 15 mila euro provengono dalle attività sportive di quegli impianti», precisa il direttivo del Consorzio.

    «Se il bando di gara per la gestione fosse emesso considerando l’area Pianacci una struttura prevalentemente sportiva,  questo potrebbe costituire un elemento di rischio per la continuazione delle attività sociali sviluppate nel quartiere dalla nostra associazione – conclude il direttivo del Pianacci – Il Vicesindaco, Stefano Bernini, ha ribadito la volontà di incontrare gli assessori competenti e il Municipio Ponente, oltre all’associazione stessa, per affrontare e risolvere la questione».

    Finalmente le parti si siederanno intorno ad un tavolo per fare chiarezza, si spera in maniera definitiva, sui ruoli di ognuno, affinché non venga disperso il patrimonio di attività che hanno reso possibile trasformare il Pianacci nel luogo simbolo del riscatto di un intero quartiere.

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Primarie della cultura: nessun candidato, si votano le idee

    Primarie della cultura: nessun candidato, si votano le idee

    I palazzi del Centro Storico di GenovaChi non vorrebbe vedere in campagna elettorale personaggi come Giotto, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi o Federico Fellini? Quanti considerano la cultura una risorsa fondamentale per il nostro Paese e vorrebbero avesse il posto che merita? Le “Primarie della cultura” – iniziativa promossa dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e ispirata dai giovani della Fondazione che dal 1975 contribuisce alla tutela e valorizzazione del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italianorispondono a queste esigenze dando l’opportunità di manifestare e sostenere le proprie priorità, in compagnia di personaggi simbolo della storia del bello del nostro Paese.

    Dal 7 al 28 gennaio 2013 sul sito delle Primarie della cultura (http://www.primariedellacultura.it/) sarà possibile esprimere con il voto la propria preferenza fino a tre fra i quindici temi proposti che da sempre contraddistinguono l’attività della Fondazione: cultura, paesaggio, ambiente. Al termine della consultazione i cinque temi più votati saranno annunciati ufficialmente in conferenza stampa e presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche così che possano far proprie le idee e dar loro concretezza.

    «L’attuale legge elettorale non permette ai cittadini di scegliere i parlamentarispiega il Presidente del FAI, Ilaria Borletti BuitoniPerciò abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa che prova a ridare voce agli elettori, mettendo a disposizione la possibilità di individuare idee e proposte concrete che i candidati possano fare proprie. Le Primarie della cultura vogliono dare risposte ad una domanda trascurata e fondamentale per il Paese: come salvare la cultura italiana boccheggiante dopo decenni di indifferenza, come rendere lo straordinario patrimonio storico artistico a paesaggistico una ricchezza che può generare anche sviluppo, come ritrovare l’identità di un Paese la cui bellezza e arte, tutto il mondo conosce».

    Un’iniziativa che invita i cittadini a mobilitarsi e proporre le priorità da indicare al prossimo governo, con la consapevolezza che se non si può scegliere il candidato si possono almeno scegliere le sue idee. Sarà possibile votare solo online sul sito delle Primarie della cultura e sulla pagina Facebook del FAI, grazie all’apposita applicazione, che, insieme al profilo Twitter e Google Plus della Fondazione, sarà un ulteriore strumento per commentare e discutere le priorità della community. Vota le tue priorità, hai tempo fino al 28 gennaio!

     

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Quarto, ex manicomio: da gennaio 2013 l’Asl 3 paga l’affitto ad Arte

    Quarto, ex manicomio: da gennaio 2013 l’Asl 3 paga l’affitto ad Arte

    Manicomio di QuartoL’epilogo della scellerata svendita dell’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto non poteva essere diverso. Dopo anni segnati da scelte contraddittorie lo sperpero di denaro pubblico è sotto gli occhi di tutti: dal 1 gennaio 2013 l’Azienda ASL 3 Genovese (ex pubblica proprietaria) pagherà un affitto per poter continuare a mantenere i servizi sanitari e sociali nell’area di Quarto che «Tuttora impiega 400 lavoratori, coinvolge migliaia di utenti e “occupa” tantissime strutture pubbliche concretamente costituite da case e palazzi – afferma il segretario della sezione genovese del sindacato autonomo Fials, Mario Iannuzzi – Siamo tutti in attesa della delibera (stranamente mancante…), che ci illumini sul costo dell’affitto…».

    La vicenda merita un breve riassunto delle puntate precedenti «Dopo la vendita di un pezzo dell’ex PSS realizzata dalla precedente maggioranza di destra, l’attuale Giunta regionale di “sinistra” eredita comunque “mezza Quarto” – spiega un comunicato della Fials – Disdetta la nota operazione ITT e per sanare i bilanci e affrontare i tagli nazionali al welfare e alla sanità decide di “vendere tutto”. La partita di giro consegna la proprietà ad ARTE – ex IACP Ente strumentale della Regione – che copre con 70/80 milioni l’intera operazione contabile mettendo all’incanto una parte consistente del Patrimonio sanitario pubblico (Quarto e altre aree). L’incasso aggira i Bilanci dell’ASL 3 genovese e realizza una “partita di giro” che finisce a vantaggio esclusivo della Regione».

    «Le scadenze elettorali cittadine (Comune di Genova) impegnano fans e comitati della Lista Doria che impugnano (in ritardo ma meglio tardi che mai ) la vendita di Quarto e con l’appoggio del neo Sindaco riaprono una sorta di confronto con la Regione – continua il sindacato autonomo – La questione si intreccia con il “piano dei tagli”, la vicenda Galliera, le proteste a Sestri, Sampierdarena e Pontedecimo, il”boccone” IST–S.Martino».

    «I “mal di pancia” (ancora acuti …) nella maggioranza regionale partoriscono l’attuale impasse che prima blocca e poi riduce a carta straccia il mega piano dei trasferimenti (comprensivo della cinica deportazione dell’utenza più fragile), da Quarto vero altri lidi», sottolinea la Fials, che lancia una stoccata a Palazzo Tursi «La “sensibilità” dell’Amministrazione Comunale e del suo Sindaco si ferma sulla soglia di Quarto. Il primo cittadino è anche il “primo smemorato”: non dimentica solo le dichiarazioni elettorali su AMT ma si scorda di avere firmato carte e documenti per difendere la sanità pubblica e gli ospedali di Sestri e Pontedecimo. Vigilare su Quarto è perciò d’obbligo. Anche i più ingenui non faticano ad immaginare all’opera forze concrete interessate all’area».

    Nel mezzo resta la Direzione Generale della ASL 3 che «Pur fornita con “editto di Giunta” dei “pieni poteri” è costretta ai “conti politici” anche quando non coincidono con i “conti economici”spiega la Fials Atti alla mano la Direzione aziendale scrive e dichiara che per “spostare tutta Quarto” occorre spendere, in strutture alternative e appalti, almeno 8 milioni di euro. Ma nessuno in Regione e in Comune batte ciglio e i primi lavori partono (bando di deportazione per disabili, lavori allo Scassi e in Valbisagno, sfratto al centro sociale ecc.). Come si sa una piccola fetta dell’intero complesso – quella intorno alle RSA – non è mai stata ceduta perché, si dice, sia condizionata da mutui e/o contenziosi».

    Infine nell’ottobre 2012 «Arriva una delibera Regionale (concertata con il Comune di Genova?) che elenca puntigliosamente tutti i servizi che devono restare nell’area di Quarto – continua il comunicato – La Direzione Aziendale se ne fa una ragione e a stretto giro di posta delibera la revoca delle sue precedenti delibere (dismissione dell’area di Quarto), dichiarando che per allocare a Quarto tutti i servizi elencati dalla Regione occorrono circa 9500 metri quadrati ma l’area “disponibile per l’azienda” è di soli 4200 metri quadrati costituiti dai pochi padiglioni non ceduti».

    Da allora inizio dicembre 2012 – tutto tace. «Risultato: dal 1 gennaio 2013 la ASL 3 pagherà un affitto ad ARTE per restare nell’area di Quartoconclude il segretario Fials, Mario Iannuzzi – Questo affitto peserà sui già disastrati Bilanci aziendali sottraendo risorse preziose all’assistenza diretta. È tanto lecita quanto obbligatoria una domanda: chi pagherà per questo scempio di risorse pubbliche?».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Dear Miss Fletcher: un blog per raccontare Genova e dintorni

    Dear Miss Fletcher: un blog per raccontare Genova e dintorni

    GenovaNon fanno concorrenza ai giornali, né ai fotografi professionisti (anche se le opinioni in merito sono diverse). Sono persone qualunque, che non lavorano necessariamente nella comunicazione ma conoscono il linguaggio di Internet e dei social network. Sono anzitutto genovesi che amano la loro città e vogliono raccontarla.

    Su Era Superba abbiamo parlato già in altre occasioni dei blogger di Genova: sono persone che a modo loro raccontano la città e i suoi dintorni, scegliendo la chiave di lettura che preferiscono ed esprimendola nella massima libertà. Alcuni esempi. C’è chi vuole recensire con ironia ristoranti e locali a Genova; chi vuole promuovere la mobilità sostenibile, in particolare l’uso della bicicletta; chi come Sophia dalla Notte mira a valorizzare la cultura in città; chi, come Andrea Boutros, racconta da Genova il suo Paese di origine; chi promuove la salute e l’uso consapevole della tecnologia, come i titolari della Farmacia Serra di Voltri; chi sceglie la strada della provocazione, come Camogli paese del sesso.

    Una delle più note blogger genovesi è senza dubbio colei che si nasconde sotto lo pseudonimo Dear Miss Fletcher, che ogni giorno sul suo spazio web racconta e fa vedere le bellezze del capoluogo ligure e dei suoi dintorni. Un nome che deriva dalla curiosità, caratteristica propria del personaggio televisivo Jessica Fletcher (protagonista del telefilm La signora in giallo, interpretata da Angela Lansbury). Uno pseudonimo nato da una ricerca molto personale: «Anni fa decisi di dedicarmi a ricostruire il mio albero genealogico. Avevo poche notizie, ma con una paziente ricerca tra archivi storici e archivi delle chiese sono riuscita a trovare moltissime informazioni, le vite di alcuni miei ascendenti sono talmente avventurose da essere degne della trama di un romanzo».

    Il blog è caratterizzato da numerosi post ricchi di fotografie che raccontano la storia della città, attraverso i quali la blogger ha fatto conoscere Genova anche a persone che vivono in altre regioni italiane e all’estero. Quali sono i temi più cercati dai lettori? Miss Fletcher elenca Fabrizio De Andrè, le mostre a Palazzo Ducale (attualmente in corso quelle di Joan Mirò e Steve McCurry), l’Acquario, il dialetto e le tradizioni (esempio: cosa significa maccaja?).

    «Ciò che si trova sul mio blog è parte delle mie esperienze. Da quand’ero ragazzina amo andare a scoprire i caruggi. Sempre a zonzo per i vicoli, lo faccio da tutta la vita. Ho portato sul blog le mie passeggiate per Genova, ho portato su quelle pagine il mio sguardo attraverso le fotografie. Per esempio mi interessa la storia, in particolare il Risorgimento, scriverne è per me una passione: Genova è la città dei patrioti, trovare i collegamenti tra i personaggi storici e i luoghi della città è un divertimento e a volte una sorpresa».

    I blog possono essere uno strumento utile per riqualificare la città e farla conoscere? «La nostra città potrebbe vivere solo di turismo, è una città di storie e di misteri, una città dal passato glorioso da non dimenticare, un luogo dalle molte opportunità che meritano maggiore risalto. Tempo fa pubblicai un post sulle mura della Malapaga e un lettore mi scrisse di aver lavorato per anni in quella zona, alle riparazioni navali Oarn e di non aver mai visto le Mura. Gli suggerii di andarle a scoprire e lui tempo dopo tornò sul blog e scrisse: ho seguito il tuo consiglio e sono andato a farmi un giro sotto le mura, è vero, le ho viste con occhi diversi. Molti miei lettori mi scrivono: non sapevo che Genova fosse così bella. Per me è un privilegio sapere che il mio blog è un mezzo per scoprirla».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]