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  • Ferrovie dimenticate: appello per il recupero delle linee dismesse

    Ferrovie dimenticate: appello per il recupero delle linee dismesse

    Sospeso il servizio di circa 600 chilometri di piccole ferrovie, molte altre le linee a rischio chiusura.

    Le Associazioni ambientaliste, di utenti e della mobilità sostenibile, riunite sotto l’egida di Co.MoDo. (Confederazione della Mobilità Dolce) lanciano un appello per evitare la scomparsa di tratte ferroviarie dal grande valore storico, sociale, ambientale.

    “L’emergenza finanziaria rischia di produrre un grande e ingiusto impoverimento del patrimonio nazionale di infrastrutture su rotaia – scrivono in una nota – L’orario entrato in vigore nel mese di dicembre 2011 vede il traffico passeggeri cancellato (in alcuni casi tecnicamente solo “sospeso” per sopravvenute interruzioni, che, tuttavia, possono divenire definitive) su oltre 600 chilometri della rete in gestione a Trenitalia”.

    “Tra le linee colpite c’è la bellissima Sulmona-Castel di Sangro, la più alta ferrovia italiana che costituiva una possibilità di accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo nel pieno rispetto del paesaggio e delle compatibilità ambientali. Ma anche la Mortara-Casale-Asti, interrotta a causa di una frana presso Moncalvo – nella totale indifferenza della Regione Piemonte – itinerario che costituiva un prezioso collegamento diretto tra Milano il Monferrato e le Langhe (da notare che i binari tra Mortara e Casale sono in perfetto stato e la circolazione dei treni potrebbe essere da subito ripristinata). Oppure la breve tratta tra Castellamare e Gragnano, nella congestionatissima area metropolitana di Napoli, chiusa solo perché alcuni passaggi a livello risultavano sgraditi a certi amministratori locali. O ancora la Caltagirone-Gela, linea relativamente recente, in quanto inaugurata nel non lontano 1979 per rimediare all’isolamento della Sicilia meridionale, ed ora interrotta per il crollo di un ponte che pare nessuno si curi di ripristinare”.

    Le associazioni ritengono prioritario che “non siano abbandonate queste preziose risorse infrastrutturali, ereditate in virtù dei sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto e, nell’attesa di valutare caso per caso le prospettive delle singole linee (la cui gestione potrebbe anche essere messa a gara, invitando vettori nazionali ed esteri diversi da Trenitalia, come avvenuto con successo in Alto Adige per la tratta Merano-Malles) chiedono alla Presidenza del Consiglio ed al Ministro delle Infrastrutture di imporre a RFI l’onere di garantire la manutenzione ordinaria delle linee chiuse al traffico, onde non pregiudicare definitivamente le possibilità di ripristino dell’esercizio ferroviario, sia a servizio delle comunità locali, sia quale strumento di valorizzazione dell’escursionismo compatibile con la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano“.

    FIRMA L’APPELLO su www.firmiamo.it

  • L’ Abc della crisi politica ed economica che colpisce l’Europa

    L’ Abc della crisi politica ed economica che colpisce l’Europa

    Cosa diavolo sta succedendo in Europa? Perché Monti riparte sempre per andare a confabulare con Merkel, Sarkozy e compagnia cantante? Cosa dobbiamo aspettarci e cosa dobbiamo sperare?

    La questione è complessa: eppure non è impossibile anche per l’uomo della strada capire le motivazioni di questa crisi del debito e gli scenari su cui si sta lavorando. Ho già detto che passa tutto da “casa nostra”: il futuro dell’euro, i destini della nostra economia, fino alle sorti della politica italiana. Proviamo quindi, una volta per tutte, ad andare al fondo del problema, in un modo che sia il più possibile comprensibile da tutti.

    Partiamo da un’ovvietà: gli Stati hanno bisogno di soldi. Per avere liquidità per le loro spese e i loro debiti essi vendono sul mercato titoli come i nostri BOT e BTP: si tratta di obbligazioni che scadono ad una data precisa e garantiscono un rendimento fissato al momento dell’acquisto. Ad esempio, investendo oggi 100, posso comprarmi un prodotto finanziario che – poniamo – mi renderà 101 tra 3 anni: ed è garantito direttamente dallo Stato che li emette. E’ un buon investimento: il rendimento è basso, ma sicuro. A meno che – ovvio – lo Stato in questione non fallisca. In condizioni normali è un’ipotesi remotissima, ma se le prospettive di questo Stato peggiorano seriamente (per vari motivi come una recessione economica o una grande instabilità politica) comincia ad insinuarsi il dubbio che i debiti possano non essere ripagati. Quindi gli investitori, per prendersi il rischio di prestare denaro a questo Stato, chiedono un margine di guadagno sempre più ampio. Non si accontentano più di mettere 100 per avere un domani 101 o 102, ma chiedono di poter guadagnare 104, 105, 106 o anche di più: altrimenti non sottoscrivono il debito. Tuttavia la ricchezza di uno Stato è limitata. Se contrae troppi debiti, finirà per non avere più i soldi per ripagarli. In altre parole, è la bancarotta (vedi crac finanziario dell’Islanda).

    E il tutto aveva avuto origine essenzialmente da un dubbio: una sensazione di sfiducia sulla solvibilità del paese che si era diffusa tra gli investitori riducendo il credito. A prescindere da quanto fosse sensata e ragionevole questa sfiducia o da come si sia generata e diffusa (un argomento troppo vasto e spinoso per affrontarlo qui), resta il fatto che il nostro problema oggi è proprio questo: c’è sfiducia verso certi paesi della zona euro, come l’Italia, che hanno un’economia in recessione e conti pubblici in disordine.

    Per questo lo soluzione è apparsa a molti obbligata: mettere a posto i bilanci pubblici. La Germania, che ha buoni conti e una crescita viva, ci dice: mettete in sicurezza i vostri conti e la crisi passerà. Peccato che con questa politica dopo quattro anni la Grecia si sia avvicinata ancora di più al fallimento. Perché? Lo abbiamo visto con la manovra di Monti. Se per mettere a posto i conti, si prendono i soldi dai cittadini tassando o riducendo i servizi, i cittadini avranno meno possibilità di spendere: i consumi si contrarranno e la crescita calerà. Ciò significa che lo Stato avrà minori entrate e dovrà aumentare di nuovo le tasse, e così via. E’ la spirale recessiva in cui ci troviamo.

    Le politiche di rigore sono giuste, ma vanno fatte con criterio e con l’occhio sempre rivolto allo sviluppo e alla crescita (e infatti il governo in questi giorni sta lavorando proprio su questo). Ma c’è un’altra strada praticabile. A ben vedere, se il problema è quello di pagare i creditori, si tratta allora, fondamentalmente, di un problema di liquidità. Ma gli Stati non dovrebbero avere problemi a trovare denaro: in fin dei conti, si tratta solo di un pezzo di carta. Basta stamparne ancora. Certo, aumentando la massa monetaria in circolazione, il valore della moneta scenderà (è una regola elementare: quando una cosa si trova facilmente, il suo valore scende). Se l’euro si svaluta, chi possiede dollari e vuole comprare in Europa, sarà favorito: quindi migliorerebbero le nostre esportazioni, e viceversa peggiorerebbero le importazioni, con conseguente aumento dei prezzi dei beni importati. Ma il punto è che nessuno potrebbe più scommettere sulla nostra incapacità di trovare il denaro per ripagare i debiti, dato che potremmo stamparne (in linea di principio) quanto ne vogliamo!

    La speculazione internazionale subirebbe un arresto, i rendimenti dei titoli calerebbero e lo Stato non dovrebbe più preoccuparsi di aumentare le tasse e tagliare i servizi ai cittadini per pagare i suoi debiti. A quel punto si tapperebbe la falla, finirebbe l’emergenza e si potrebbe ricominciare a riformare l’apparato produttivo del paese per avere nuova crescita e ridurre le tasse. Non è proprio così facile: ma è un’ipotesi praticabile e vantaggiosa. D’altra parte è quello che abbiamo sempre fatto quando avevamo la lira. Dunque, perché non farlo di nuovo? Perché c’è l’euro che è regolato dalla Banca Centrale Europea.

    E la Germania, che è il motore economico e la testa della governance europea, non lo permette. Non vuole nemmeno gli Eurobond, cioè quei titoli di Stato europei emessi dalla BCE che Tremonti vedeva come un altro possibile rimedio agli attacchi speculativi. Anzi, la Germania ha chiesto e ottenuto un regolamento europeo che impone vincoli rigorosi di rientro dal debito e sanzioni per chi sfora. Perché si ostina su questa linea? Per vari motivi. Il primo è che noi siamo in crisi piena, mentre i tedeschi stanno sostanzialmente bene: quindi non solo sono contenti di avere un euro forte, ma non percepiscono l’urgenza nella maniera drammatica in cui la percepiamo noi. Il secondo motivo discende dal primo: se in Germania le cose vanno tutto sommato bene, significa che la Germania, forse, può fare a meno dell’Europa. Cioè, c’è un largo fronte di euro-scettici tedeschi, che di fronte alla prospettiva della fine dell’euro non si strapperebbe i capelli. In fin dei conti Greci e Italiani sono in crisi perché corrotti, evasori e spendaccioni: perché darsi da fare per salvarli? Il terzo motivo è che i tedeschi sanno bene cosa succede quando una moneta si deprezza. Tra il ’29 e il ’33, vale a dire tra il crollo di Wall Street e l’ascesa di Hitler, nella Germania di Weimer si andava a fare la spesa con carriole di banconote, perché il marco era stato deprezzato al punto tale da valere quasi zero. Ecco perché non è difficile capire come mai la Merkel non ci venga incontro: ammesso che capisca la gravità della situazione, non saprebbe come farla digerire al suo elettorato. Questo però aumenta la sfiducia degli investitori.

    La zona euro è caratterizzata da una moneta forte, una banca centrale con poteri limitati e un’economia a due velocità: un nord con bilanci tradizionalmente rigorosi e un sud che ha sempre basato la sua sopravvivenza sulla svalutazione monetaria. Questa contraddizione oggi è alla base della speculazione: si scommette sul fatto che il sud in tempi di crisi non è in grado di andare avanti senza svalutare e che il nord non glielo permetterà. E più il tempo passa senza che la Germania ceda, più questa scommessa si alimenta e rischia di avverarsi.

    Tutto molto interessante – direte –, ma perché si parla di queste cose in una rubrica politica? Perché questa è politica. Oggi l’obiettivo politico in Europa è costringere la Merkel ad un cambio di rotta. Monti su questo versante deve ottenere assolutamente qualcosa: o che si trasformi la BCE in prestatore di ultima istanza, o qualche atra misura tipo Eurobond, oppure, alla mal parata, che si allentino almeno quei vincoli di bilancio europei che ora minacciano di strozzare nella culla la nostra ripresa economica.

    Per questo, dopo la manovra, (e veniamo alla domanda in apertura di articolo) si è messo a girare per l’Europa: deve trovare degli alleati con cui controbilanciare lo strapotere tedesco. Chi? La Francia innanzitutto, nobile decaduto; e poi l’Inghilterra, che per difendere gli speculatori della City rischia di rimanere tagliata fuori. Parallelamente il professore mette in discussione il ruolo-guida della Germania, accusandola esplicitamente di aver peggiorato la crisi greca e di sbagliare strategia. Una bella bastonata, a cui alterna la carota: in visita a Berlino, aveva recitato la parte del “genero ideale”, dicendo di amare la Germania, di sentirsi tedesco dentro e tante altre belle cose. Insomma una vera strategia politica. Ma funzionerà? Solo il tempo ci dirà – come avevo scritto mesi fa – se Monti si rivelerà essere quello di cui davvero abbiamo bisogno: non tanto un bravo tecnico, ma un bravo politico.

    di Andrea Giannini

  • Lo spread supera quota 500 ed è di nuovo allarme, di chi la colpa?

    Lo spread supera quota 500 ed è di nuovo allarme, di chi la colpa?

    Le corna di Silvio BerlusconiNell’ultimo appuntamento del 2011 parliamo ancora una volta di spread. Ormai anche l’uomo della strada ha capito di cosa si tratta (differenza di rendimento fra Btp italiani e Bund tedeschi) e cosa comporta quando sale troppo (la caduta di fiducia degli investitori sui nostri titoli pubblici e la conseguente bancarotta del paese).

    L’ultima volta che avevo toccato l’argomento (il 6 dicembre) eravamo scesi sotto quota 400. Avevo dato atto a Monti di aver fatto qualcosa di concreto per diminuire un pericoloso indicatore, che aveva toccato il suo record con gli ultimi giorni del governo Berlusconi. Mentre scrivo, siamo tornati di nuovo sopra quota 500: non ancora ai massimi storici, ma ad un valore di nuovo altissimo e sempre più preoccupante. Dunque non era vero niente? Monti non sta facendo bene? Berlusconi non era il problema?

    E’ una chiave di lettura che circola in questi giorni: ma è una chiave di lettura estremamente superficiale e interessata. Ho già scritto cosa penso dei provvedimenti adottati dal governo Monti, che per molti versi non mi piacciono: ma si dovevano garantire dei saldi e questo è stato fatto, garantendo anche un provvisorio allentarsi della tensione sui nostri titoli di Stato. Avevo anche scritto, però, che dopo il varo della manovra la partita vera si sarebbe giocata in Europa. Ed è proprio da lì che sono venuti segnali non particolarmente positivi per i mercati.

    Monti ha assolto il suo compitino: dimostrare che i conti dell’Italia sono in ordine e che non accumuliamo nuovo debito ogni anno. Ma questo serviva anche per poter andare in Europa a trattare con Francia e Germania alla pari. Stringere la cinghia è stato importante anche per dimostrare che l’Italia volesse risolvere la crisi internazionale del debito non per accumularne di nuovo, ma per salvare l’economia europea. Ma poi, appunto, sarebbe stato cruciale trovare delle misure condivise come UE, dato che abbiamo un mercato e una moneta unica. Senza una soluzione comune non bastano le misure che possano adottare singoli Stati: non solo l’Italia ma anche l’Euro è a rischio.

    Peccato che questa importantissima partita internazionale sia stata affrontata dai leader europei in un modo che non ha convinto i mercati. Questo è il nodo del problema. L’accordo europeo di dicembre non è stato accolto come una soluzione definitiva, ma come un compromesso che può ancora portare di qua o di là: pertanto i mercati restano a guardare, reagendo bene a notizie positive e male a notizie negative, come le recenti stime sulla crescita del nostro paese. E la tensione sui mercati per ora non scende.

    Come andrà a finire? Staremo a vedere. Intanto da questa analisi potremmo ricavare una triplice lezione per il futuro.

    Primo: liberarsi dal provincialismo del nostro dibattito politico. Spesso in Italia siamo troppo occupati a guardarci l’ombelico: a livello mediatico “buca” di più un bel dibattito sulla pillola anticoncezionale, che i problemi internazionali nei quali siamo coinvolti, e che poi magari ci capitano fra capo e collo trovandoci impreparati e spingendoci a beccarci tra di noi come i polli di Renzo. Magari può servire a qualcosa stare attenti agli equilibri di potere geopolitici, alla finanza internazionale, agli andamenti della produzione mondiale o alle guerre e alle rivolte in paesi che si potevano definire distanti solo prima della nascita del villaggio globale.

    Seconda lezione: volete capire come sta andando l’economia? Andatevi a informare leggendo l’economia, non la politica. A volte le due cose si intrecciano: ma a volte no. Su Berlusconi, Monti e lo spread sono state dette cose assurde. Forse se vogliamo capire perché lo spread sale o scende, magari troviamo qualche informazione utile andando a vedere cosa è successo nelle borse, o ascoltando gli analisti. Certo, può sempre capitare che noi non riusciamo a capire i dettagli tecnici oppure che gli esperti si sbaglino. Ma è pur sempre un approccio migliore che farsi rifilare una versione precotta da Cicchitto o da Fassino.

    Terza lezione: per quello che riguarda casa nostra, critichiamo pure Monti per quello che ancora non sta facendo (per esempio provvedimenti per la crescita, leggi dure contro la corruzione o l’asta delle frequenze digitali televisive), ma non facciamoci raccontare che Berlusconi non era un problema. Capire gli errori che abbiamo fatto è la prima condizione per non ripeterli. E in questo caso le responsabilità sono chiare, a meno di non volersi prendere in giro. Il valore dello spread era praticamente irrilevante quando il Cavaliere andò al governo nel 2008: infatti all’epoca nessuno, a meno che non fosse uno specialista, aveva mai sentito la parola “spread”.

    E’ pur vero che tutto ha origine dallo scoppio della crisi bancaria internazionale, che certo non è dipesa dal Cavaliere; ma è un dato di fatto che, se oggi siamo più a rischio di quasi tutti gli altri Stati europei, la colpa è delle condizioni di partenza già pregiudicate del nostro paese e della maldestra gestione dell’emergenza. E chi è responsabile di tutto questo? Sulla gestione della crisi c’è poco da dire: Berlusconi dapprima ha perso tempo prezioso negandola, e dopo in extremis ha annunciato provvedimenti-spot a cui nessuno ha dato credito.

    Sulle condizioni di partenza, poi, l’analisi è ancora più impietosa. Se i primi responsabili del nostro grande debito pubblico sono stati i governi della Prima Repubblica, che ora non ci sono più, perché tutta questa devozione nel PDL per la figura di Bettino Craxi? Perché Brunetta si tenne il pregiudicato De Michelis come consulente? E comunque nella Seconda Repubblica si sarebbe potuto benissimo risolvere molte cose. Ora, dal maggio del ’94 al 16 novembre scorso, in 17 anni e mezzo, Berlusconi ha governato per più di 9 anni, intervallato da 7 anni di centro-sinistra (in cui comunque il Cavaliere manteneva un’opposizione numericamente rilevante) più 1 anno abbondante di governo tecnico Dini. Se non è stato risolto nulla e anzi la situazione è peggiorata (il debito ad esempio è aumentato), di chi sarà mai la colpa? Certo, le responsabilità non sono tutte solo dei governi di Berlusconi: ci sono anche gli altri. Ma è comunque assurdo che ora si cerchi di attribuire delle responsabilità a chi è venuto dopo per i danni fatti da chi ci ha governato prima. Proprio per questo, pur con tutte le sue contraddizioni, non si può non dar ragione a Beppe Grillo quando scrive: «è necessaria una Norimberga pubblica della classe politica con un calcio in culo al posto delle forche».

    Andrea Giannini

  • Decreto Svuota carceri, cosa ne pensano gli addetti ai lavori

    Decreto Svuota carceri, cosa ne pensano gli addetti ai lavori

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 16 dicembre il cosiddetto Decreto “Svuota – Carceri”. Un pacchetto complessivo che comprende un decreto-legge sull’emergenza nelle carceri, un disegno di legge con interventi per il recupero dell’efficienza del processo penale ed un regolamento che introduce la Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti.

    Ecco le principali misure contenute nel decreto.
    Previste due modifiche nell’art. 558 del codice di procedura penale: con la prima si prevede che, nei casi di arresto in flagranza, il giudizio direttissimo debba essere necessariamente tenuto entro, e non oltre, le quarantotto ore dall’arresto, non essendo più consentito al giudice di fissare l’udienza nelle successive quarantotto ore; con la seconda modifica viene introdotto il divieto di condurre in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità. In questi casi l’arrestato dovrà essere, di norma, custodito dalle forze di polizia, salvo che ciò non sia possibile per mancanza di adeguate strutture o per altri motivi, quali lo stato di salute dell’arrestato o la sua pericolosità. Attraverso l’adozione di questa misura si tenterà di arginare il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” che nel 2010 ha visto coinvolte 21.000 persone detenute per un periodo non superiore ai tre giorni.

    Altre importanti novità: passa da 12 a 18 mesi la pena detentiva che può essere scontata presso il domicilio del condannato anziché in carcere; La trasformazione in illecito amministrativo dei reati puniti con la sola pena pecuniaria; La sospensione del procedimento con messa alla prova prevista in caso di reati non particolarmente gravi (puniti con pene detentive non superiori a quattro anni). La messa alla prova consiste in una serie di prestazioni, tra le quali un’attività lavorativa di pubblica utilità (presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato), il cui esito positivo determina l’estinzione del reato; L’introduzione di due nuove pene detentive non carcerarie: la reclusione e l’arresto presso l’abitazione o altro luogo di privata dimora. Queste pene sono destinate a sostituire la detenzione in carcere in caso di condanne per reati puniti con pene detentive non superiori a quattro anni.

    “L’intento del ministro Severino è apprezzabile ma il decreto sulle carceri, se resta come è, avrà un effetto trascurabile, come è già successo con la legge del 2010 sulla detenzione domiciliare” spiega al Sole 24 ore il presidente dell’Unione Camere Penali, Valerio Spigarelli.
    “Secondo i dati dell’osservatorio carceri dell’Ucpi, ne usufruirebbero 3.500 detenuti – continua Spigarelli – ben poca cosa a fronte di un sistema che sopporta un affollamento di 68mila persone quando la capienza è di 45mila”.
    Anche il disegno di legge che prevede, tra l’altro, la possibilità di usufruire delle misure alternative per i reati puniti con pene non superiori ai quattro anni, non convince il presidente dell’Ucpi “Avrebbe un effetto assolutamente virtuale. Già ora, per quel tipo di reati, anche grazie alla condizionale, si evita il carcere. Per vedere dei risultati è necessario stabilire il limite sulla pena effettivamente irrogata, quindi sulle condanne effettive a quattro anni”.

    Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori della nostra città?

    “Si tratta indubbiamente di un tentativo lodevole del Governo – afferma il direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo – ma sono scettico sul fatto che possa davvero fornire risultati concreti. La misura studiata dal precedente Ministro della Giustizia Angelino Alfano, quella che prevedeva di scontare l’ultimo anno di pena presso il proprio domicilio, è stata sfruttata solo da 3000 detenuti italiani. Anche il nuovo provvedimento, che consente questa opportunità per gli ultimi 18 mesi di pena, nasce già con un vulnus. La detenzione domiciliare infatti presuppone la sussistenza di un domicilio idoneo. A Genova, come in molte altre realtà soprattutto del Nord Italia, abbiamo una presenza di detenuti stranieri pari al 60%. Di conseguenza è difficile trovare un cittadino straniero, in particolare nel nostro caso di area magrebina, che disponga di un luogo consono dove scontare la propria pena”.

    Per quanto riguarda la soluzione che prevede la custodia dell’arrestato da parte delle forze di polizia, il sindacato Silp Cgil manifesta la sua preoccupazione “Pur riconoscendo la validità del principio che la nuova normativa vuole sostenere a tutela di coloro che spesso vengono reclusi solo per pochi giorni presso le sovraffollate carceri italiane dobbiamo ricordare che i locali per la detenzione temporanea della Questura di Genova sono di piccola metratura, angusti e inadeguati, non a norma per garantire l’attuale afflusso di fermati – spiega il segretario Roberto Traverso – Ci chiediamo se qualcuno si preoccuperà di come garantire in concreto il servizio di vigilanza dei numerosi fermati che dovrebbero essere ospitati temporaneamente in Questura: Dove li mettiamo? con quale personale li vigileremo? In quali condizioni igieniche?”.

    Rimane il dato di fatto di una situazione insostenibile, in particolare per quanto riguarda la Casa Circondariale di Marassi, oggi affollata da 830 detenuti, quasi il doppio del consentito.

    Il sindacato dei dirigenti penitenziari sostiene l’amnistia – dichiara Mazzeo – è l’unica soluzione praticabile se vogliamo dare respiro alle carceri attraverso l’uscita di almeno 20 – 25 mila detenuti. Numeri che consentirebbero alle strutture penitenziarie di rientrare nei limiti di capienza consentiti dalla legge. E garantirebbe condizioni più vivibili per i reclusi”.

    L’ultimo indulto aveva permesso di fare uscire 300 dei 630 reclusi all’epoca nel penitenziario genovese.
    Ma solo il 40% dei beneficiari, nel giro di un anno, non aveva più fatto ritorno in carcere.
    Occorrono interventi strutturali e non estemporanei affinché queste persone, una volta fuori dalle mura del carcere, non siano abbandonate al loro destino onde evitare che nel giro di poco tempo siano nuovamente invischiate nel circuito criminale – spiega Mazzeo – la precedente esperienza ha insegnato che non è sufficiente seguire gli ex detenuti solo nella fase iniziale successiva al rilascio ma, al contrario, il compito delle istituzioni pubbliche è quello di favorire un loro completo reinserimento nella società civile”.

    Quindi è necessario un affiancamento continuo degli assistenti sociali senza limiti temporali e poi bisogna mettere in condizione i volontari, le associazioni, le cooperative e tutto quel variegato mondo che ruota intorno al carcere, di poter svolgere appieno il proprio ruolo sfruttando tutte le opportunitàlavorative ma non solomesse a disposizione anche dopo l’uscita dalle strutture penitenziarie.

    Le misure alternative alla detenzione sono la strada da percorrere – continua Mazzeo – Ma è necessaria una progettualità che implica un costo. Spesso insostenibile. Penso a quanti lavori di pubblica utilità si potrebbero svolgere a Genova. Ad esempio un paio di anni fa con un gruppo di detenuti ci siamo occupati della pulizia del Parco del Peralto. Oggi siamo pronti a riproporre l’idea. Ma mancano i soldi, c’è poco da fare. Bisogna studiare dei progetti che prevedano delle borse lavoro come quello che stiamo portando avanti con 12 detenuti presso il cimitero di Staglieno. Queste sono soluzioni che rappresentano una risposta concreta all’emergenza carceraria”.

     

    Matteo Quadrone

  • Rifiuti cosmici: una discarica nello spazio per satelliti in disuso

    Rifiuti cosmici: una discarica nello spazio per satelliti in disuso

    L'universoAnche i rifiuti spaziali hanno un loro cimitero ovvero una “discarica a cielo aperto” dove, in mancanza di un galattico inceneritore, vengono parcheggiati tutti i corpi rotanti ormai desueti che, esaurita la loro vita, potrebbero rappresentare un serio pericolo sia per le nostre teste che per scontri frontali con altre entità spaziali.

    Sono 22mila i rottami cosmici che gravitano sopra di noi ed hanno, già, creato qualche serio allarme di collisione come quello occorso, l’estate scorsa, alla Stazione Spaziale Internazionale che si è vista sfiorare da un “proiettile” lanciato alla velocità di 7,5 km al secondo. Non proprio un gioco da Luna Park che ha confinato, per 30 minuti, l’equipaggio nelle capsule Soyuz di emergenza.

    Paragonabile ad una necessaria “raccolta differenziata”, si è deciso di creare una necropoli, su un’orbita sita a circa 25mila km di altezza, dove i relitti astrali possano godersi il meritato riposo eterno.

    Tutto ciò è attuabile, solo, con satelliti, vetusti ma ancora rispondenti, a cui impartire un comando da terra con le coordinate per la nuova orbita. Il problema più impellente, però, è rappresentato da quell’insieme, tra satelliti e scorie di vario genere ivi comprese le polveri che data la loro elevatissima velocità sono assimilabili a veri proiettili, che orbitano ad un’altezza tra i 200 e 600km.

    Qui il traffico si fa caotico e il pericolo di collisioni è all’ordine del giorno, il che potrebbe innescare una reazione a catena, la cosiddetta Sindrome di Kessler, con incremento esponenziale del volume dei detriti stessi e quindi del rischio di ulteriori impatti. Non solo, questa è la zona che più incrementa la caduta di oggetti volanti, magari grandi come autobus, come riportato dai recenti fatti di cronaca.

    Sono state proposte alcune soluzioni, talora molto stravaganti tra le quali quella di utilizzare speciali raccoglitori magnetici, novelli operatori ecologici dello spazio, o come il progetto della compagnia giapponese Nitto Seimo che prevede l’uso di vere e proprie reti, per una pesca d’altura veramente originale (l’Agenzia spaziale gisapponese ha annunciato per il 2014 il lancio in orbita con il satellite della prima rete…) ed ancora perchè non pensare ad una specie di caccia alla balena con sistemi di aggancio quali arpioni per recuperare i materiali in circolo e rilanciarli verso orbite più alte o verso la Terra sperando che l’inceneritore biologico dell’attrito li polverizzi prima che atterrino sul terrazzino di casa.

    Il problema tuttora sussiste e si è ancora lontani da possibili soluzioni anche perchè le strategie da adottare sono complicate da pastoie legali che obbligano i vari Paesi a recuperare solo oggetti di loro pertinenza, molti dei quali legati allo spionaggio industriale e militare, atavico retaggio della Guerra Fredda.

    Per adesso l’unico rimedio sono i tanti occhi telescopici che osservano lo spazio come quello attivato recentemente (Space Surveillance Telescope) e pregare che quello che scende dal cielo sia solo pioggia.

    Adriana Morando

  • Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Premessa: se vivessimo in un Paese civile, l’accesso libero e gratuito a Internet dovrebbe essere garantito ovunque e senza eccezioni. Non per nulla, uno dei primi provvedimenti di cui si chiacchiera a proposito del quasi-neo Governo Monti e delle misure per la crescita è proprio l’investimento sulla banda larga.

    In Italia siamo molto indietro su questo tema, non ci piove. Non solo perché esistono ancora aree dove la connessione veloce è un miraggio, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la presenza di isole wi-fi nelle città.

    Come siamo messi a Genova?

    Il wi-fi nostrano è partito in sordina un paio di anni fa con una connessione a macchie e a pagamento, grazie all’intervento dell’Associazione Cittadini Digitali. Sono state poi coperte altre due aree, sempre portafoglio alla mano: il Porto Antico (costo annuale 12 €) e la Biblioteca Berio (costo annuale 5 €).

    Solo negli ultimi mesi si è giunti a una, anzi due reti di isole wi-fi accessibili gratuitamente 24 ore su 24 facendo il login con il proprio numero di cellulare.

    Il progetto Rete Gratuita copre 150 hot spot in tutta la Liguria, a cura di Cittadini Digitali e del consorzio Vallicom, tra cui troviamo piazza De Ferrari e Matteotti, Porto Antico, Darsena, Ipercoop l’Aquilone e Fiumara, piazza delle Erbe e Giardini Luzzati: le ultime aree attivate in ordine di tempo sono in via Fiasella e a Porta Soprana, nei pressi della Casa di Colombo.

    A seguire le isole wi-fi gestite dal Comune di Genova, inizialmente con la possibilità di navigare gratis due ore al giorno, ma che dal 4 novembre (per garantire a tutti la possibilità di comunicare durante l’emergenza alluvione) sono accessibili 24 ore su 24. Queste le aree finora coperte dal servizio: Biblioteche civiche Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella; stazioni ferroviarie di Principe, Brignole e Sampierdarena e piazze antistanti; Informagiovani e Palazzo Ducale, piazza De Ferrari e Matteotti; piazzale Kennedy, Loggia dei Banchi e parco di Villa Croce; via Sestri e Aeroporto Cristoforo Colombo.

    Due progetti distinti – perché lavorare in rete è un concetto troppo evoluto, forse – e che prevedono in futuro l’attivazione di nuove aree in cui navigare gratis. Speriamo senza troppi inconvenienti tecnici.

  • Sfratti in Italia, quelli per morosità in 10 anni sono raddoppiati

    Sfratti in Italia, quelli per morosità in 10 anni sono raddoppiati

    Via Soziglia, centro storicoLa domanda che una persona di buon senso giunti a questo punto si porrebbe è “e adesso dove li mettiamo?”

    Eppure continuiamo a considerarci un paese civile anche se molti nostri concittadini sono letteralmente in mezzo a una strada.

    L’emergenza abitativa in Italia è ormai una piaga. Ha pervaso il tessuto sociale facendosi largo tra le maglie assai larghe di politiche abitative estemporanee e sempre più soggette a tagli.

    Il paradosso è che il mattone viene considerato la prima forma d’investimento. Mentre numerose famiglie non riescono a pagare regolarmente l’affitto.

    Gli sfratti per morosità negli ultimi anni sono infatti praticamente raddoppiati passando dai 25 mila del 2000 (il 64,5% dei provvedimenti di rilascio forzoso emessi) ai 56 mila dell’anno scorso (l’85,7% del totale).

    Una crescita così forte probabilmente dipende anche da canoni di locazione sempre più alti e dall’assenza di “ammortizzatori sociali” per gli inquilini.

    Genova è una città con una considerevole incidenza percentuale di sfratti per morosità. Sono l’83,52% sul totale dei rilasci forzosi.

    Stefano Salvetti, sindacalista del Sicet Liguria (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), commenta così questi dati “Dobbiamo ridare certezze ai canali dell’edilizia sociale. In Italia ci sono solo 700.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica mentre, per fare un esempio simile in termini di popolazione, sono 3 milioni in Inghilterra. A Genova sono 10.500 e 21.000 in tutta la Liguria”.

    La graduatoria per le case popolari continua a crescere e attualmente sono 3600 le persone in lista d’attesa. Mentre gli alloggi sottoposti a manutenzione sono 500. Anche quando saranno pronti per essere consegnati fuori dalla porta rimarrà una moltitudine disperata.

    “Forse entro fine 2011 riusciremo a farne assegnare 200 – spiega Salvetti – e finiti i posti cosa facciamo?”

    Si ritorna così alla domanda da cui eravamo partiti.

    Le regioni e gli enti locali dispongono di fondi sempre più esigui mentre lo stato taglia le poche risorse ancora a disposizione.

    Ad esempio il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso delle abitazioni in locazione, nato con lo scopo di agevolare gli inquilini con reddito basso a pagare l’affitto .

    Ebbene se nel 2000 era previsto uno stanziamento di oltre 360 milioni di euro, nel 2010 è sceso a 143 milioni.

    Per poi ridursi drasticamente, anche grazie alla legge di stabilità, a soli 33 milioni per il 2011 e il 2012, fino ai 14 milioni nel 2013.

    Secondo il sindacato con queste misure viene cancellato ogni aiuto agli inquilini in difficoltà.

    “Sarebbe necessaria una nuova politica per le case popolari – conclude Salvetti –  mentre oggi va di moda il social housing. Ma non si può considerare edilizia pubblica, parliamo infatti di un canone moderato che parte dai 400 euro. Secondo noi c’è bisogno di un tavolo comune interassessorile. Ho parlato con l’Assessore ai servizi sociali del Comune, Roberta Papi, perché si deve intervenire anche sui criteri di assistenza.

    Il comune deve dotarsi di un ufficio unico che svolga anche attività di prevenzione. E poi bisogna disporre di un puntuale controllo sulle situazioni a rischio. Non esiste infatti un registro con gli atti per gli sfratti. Così spesso siamo costretti ad intervenire quando l’ufficiale ha già suonato alla porta”.

    Matteo Quadrone

     

     

  • Festival della Scienza: informazioni e programma completo

    Festival della Scienza: informazioni e programma completo

    Festival della ScienzaDal 21 ottobre al 2 novembre a Genova torna il festival della Scienza, giunto alla sua ottava edizione Quest’anno il tema centrale è il legame fra le Celebrazioni per l’Unità d’Italia e le conquiste scientifiche del passato, nell’ottica dell’innovazione e della crescita verso il futuro.
    L’abbonamento valido per tutta la durata del festival  costa 20 euro, l’ingresso per la singola giornata 12 euro, ma molti eventi sono gratuiti.

    Per informazioni su biglietterie aperte si può contattare il numero di telefono 010 2345680, o consultare la lista presente sul sito del festival della Scienza.

    Come ogni anno, sono tantissimi gli eventi in programma, suddivisi in cinque categorie principali:

    -Spettacoli fornisce una vista d’insieme degli spettacoli che fanno parte del programma del Festival ECCO L’INTERO PROGRAMMA DEGLI SPETTACOLI E DEI CONCERTI

    Conferenze, e appuntamenti scandisce le giornate del Festival della Scienza, con gli eventi previsti giorno per giorno e ora per ora e un richiamo alla programmazione giornaliera degli spettacoli in apertura di ogni data. ECCO L’INTERO PROGRAMMA DELLE CONFERENZE

    -Laboratori, mostre, eventi ospita le iniziative a cui il pubblico può partecipare con orario esteso nella giornata

    -Eventi ospite, una sintesi degli eventi collaterali ad arricchire il nostro palinsesto.

    -Serie del Festival propongono percorsi ragionati, che si sviluppano attorno a un grande tema di interesse, con eventi che sono poi descritti in dettaglio nelle altre sezioni.

    SERIE DEL FESTIVAL

    DAL 22 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE

    150 anni di genio italianoInnovazioni che cambiano il mondo.  Da Marconi a Viterbi, da Barsanti e Matteucci a Giacosa, da Grassi a Rizzolatti… l’eccellenza della ricerca scientifica italiana,  viene raccontata a partire dai bisogni delle persone, specchiati nella società e nell’industria, riconoscendole il ruolo di protagonista e motore del progresso e del benessere. Palazzo della Borsa lunedì-venerdì ore 09-18, sabato, domenica, 1 novembre ore 10-19, 31 ottobre ore 10-21

    150 anni di modelli matematici – Dalla pseudosfera ai mercati competitivi. Negli ultimi 150 anni, lo sviluppo di modelli matematici ha visto l’impegno di personaggi centrali della matematica italiana, da Eugenio Beltrami a Federigo Enriques, da Giuseppe Peano a Vito Volterra: ripercorrere questa storia e fare esperienza diretta, con le simulazioni multimediali, dei metodi coinvolti e dei risultati ottenuti, significa affrontare il percorso della scienza italiana e internazionale. Galata Museo del Mare lunedì-venerdì ore 10:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    150 e oltre… anzi mille (uno sbarco) – Un racconto della ricerca in Italia. Fotografie, illustrazioni, apparecchi tecnologici, documenti e libri appartenenti agli ultimi 150 anni di storia della scienza d’Italia. Un ponte tra passato, presente e futuro a cui anche tu sei chiamato a contribuire, lasciando la tua impronta. Perché la ricerca italiana non può vivere senza la partecipazione di ognuno di noi. Galata Museo del Mare lunedì-venerdì ore 10:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    150 e oltre… le sostanze presenti nel fumo da tabacco. Con il supporto dei migliori sportivi d’Italia, abbiamo infatti allestito uno spazio per informarti sui danni che il fumo di sigaretta arreca al nostro organismo e alle capacità sportive. E ogni giorno puoi giocare con noi e vincere il premio in palio: un poster anti-fumo autografato dai campioni che hanno aderito all’iniziativa. E.O. Ospedali Galliera ore 09:00-17:00, chiuso la domenica

    150 robot umanoidi e oltre… Fra umanoidi, esseri umani e il futuro della robotica. Esploriamo il mondo dei robot umanoidi e i migliori esempi di intelligenza artificiale, per passare poi allo studio della figura umana, della percezione sensoriale e del controllo motorio. Infine, proiettiamoci in scenari in cui macchine e persone sono facilmente connessi: qui i robot smettono di essere i cattivi dei film di fantascienza, per diventare un utile supporto nel campo della medicina e della riabilitazione. Biblioteca Universitaria di Genova lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    30×5. Il luna park della matematica – Un parco giochi della matematica da scoprire attraverso 4 percorsi colorati, che si snodano in 5 aree di gioco. Tra le attività di matematica da banco, numeri a corpo libero, calcoli al buio e attrazioni speciali, trova la matematica che fa per te! Sei avvertito, però: un solo giro non basterà! Palazzo Ducale, Munizioniere lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-21:00

    Scienze in padella! … chimica, fisica, matematica e biologia. La cucina nasconde un mondo incredibile, normalmente invisibile a occhio nudo. Usando un microscopio, si scopre però un panorama inaspettato: ciò che si cela nel nostro piatto è una metropoli di molecole  e legami chimici. Insieme, cerchiamo di capire come funzionano gli strumenti che elaborano gli ingredienti e li trasformano nelle nostre portate. Le Cisterne di Palazzo Ducale lunedì-venerdì ore 09:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-18:00, chiuso 27 ottobre

    A Quarto… sulle orme di Garibaldi per l’Unità d’Italia. A 150 anni di distanza dalla partenza di Garibaldi, non molto distante dallo scoglio di Quarto, con molta passione ed entusiasmo, un altro grande equipaggio parte per un’avventura dal nobile scopo: portare momenti di gioia ai bimbi ricoverati all’Ospedale Gaslini. È l’equipaggio del Porto dei piccoli, pronto a percorrere la storia del nostro Paese, mostrare il grande mondo della navigazione, fare incontrare le creature del mare, lasciando che ognuna si intrufoli in un padiglione dell’ospedale. Per far così cadere i tabù sulla vita dei bambini malati. Acquario di Genova lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    Astrofisica 2161: ritorno al futuro. Un exhibit multimediale, un dedalo di percorsi, un labirinto dove non mancano futuri ciechi e dove la sola via d’uscita è quella indicata dalla Scienza. Da un domani plausibile, in cui l’Uomo ha colonizzato il Sistema Solare e trovato nuovi modi per muoversi nello Spazio, fino al passato, all’alba dell’Astrofisica italiana. Biblioteca Universitaria di Genova lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    Alieni nelle foreste L’invasione delle specie alloctone. Piante e animali che originariamente non fanno parte di un ecosistema, ma che vengono introdotte da agenti esterni. Comprendendo i principi alla base dei comportamenti di queste specie, possiamo provare a giocare noi stessi il loro ruolo nell’ambiente. Ogni visitatore si trasforma in un animale appartenente alla fauna o flora alloctona, con il preciso compito di scovare chi è l’intruso della squadra avversaria. Per dargli il benvenuto, ovviamente. La Città dei Bambini e dei Ragazzi lunedì-venerdì ore 10:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-18:

    Alimenti… amo la scienza! Il cibo: un vero laboratorio chimico. Gli alimenti di cui ci nutriamo sono costituiti da sostanze, dette nutrienti, necessarie per il corretto funzionamento del nostro organismo. Per scoprirle, mettendo sotto esame il tuo piatto preferito, abbiamo allestito un vero e proprio laboratorio di chimica degli alimenti. Le Cisterne di Palazzo Ducale lunedì-venerdì ore 09:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-18:00

    Alla scoperta del porto al Genoa Port Center. Un evento per far conoscere al pubblico, attraverso una visita virtuale, le infrastrutture portuali, i servizi e le attività che caratterizzano la quotidianità operativa dello scalo genovese. Attraccate nel nostro “terminal della conoscenza” e venite a scoprite scienza e ingegneria che si nascondono dietro uno dei maggiori porti italiani. Genoa Port Center lunedì-venerdì ore 10:00-13:00 e 14:00-18:00, sabato, domenica, 1 novembre ore 10:00-18:00 / visite guidate gratuite ad ogni ora (10:00, 11:00, 12:00, 14:30, 15:30, 16:30)

    Arduino Sumo Gioiellini di robotica si sfidano sul ring. Una vera e propria competizione di Sumo, l’antico sport di lotta giapponese, che è anche un laboratorio didattico di robotica, programmazione e creatività. Il cuore dei nostri robot è Arduino, l’hardware open source tutto italiano che ha rivoluzionato, con la sua eccezionale praticità ed economicità, il mondo della robotica e quello della didattica, offrendo anche ai meno esperti la possibilità di cimentarsi con vere e proprie opere di ingegneria. Palazzo Grimaldi della Meridiana lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica, 1 novembre ore 10:00-19:00, 31 ottobre ore 10:00-21:00

    Bee free! Dalle crostate ai dischi volanti, la fisica del frisbee – Frisbie-ing, ossia il freesbe, un gioco diventato sport vero e proprio nel dopoguerra; un colpo di polso che tira in ballo Newton, Bernoulli, gravitazione universale, portanza, fluidodinamica, attrito, effetto giroscopico. Un omaggio agli Stati Uniti, paese ospite del Festival, una esplosione di profili colorati nel cielo, le acrobazie di un disco che ha fatto la storia del divertimento. Tensostruttura presso i Giardini E. Luzzati lunedì-venerdì ore 09:00-18:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    Bioteche. Viaggio nel mondo biotecnologico – Il termine biotecnologie evoca sia nuove e promettenti opportunità, sia paure, speranze e scontri. In questa mostra ne affrontiamo gli aspetti più interessanti e controversi, dalla nascita di questa disciplina alle sue applicazioni tecnologiche, dove il linguaggio scientifico e quello dell’arte si intrecciano. Per alcuni artisti, infatti, il vivente è anche diventato “il materiale” della loro pratica artistica: l’approccio artistico, rendendo visibile l’invisibile, cerca di ordinare l’indeterminatezza del caos esorcizzando l’ansia che esso provoca, spostando un passo oltre la frontiera dell’ignoto. Una riflessione profonda sulle tecnologie del vivente e sulle loro proiezioni culturali. Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce martedì-venerdì ore 09:00-18:30, sabato, domenica, 1 novembre ore 10:00-18:30, chiuso i lunedì

    C’era una volta… La scienza in aiuto del Lupo Cattivo – Cosa avrebbe fatto Einstein per strappare la principessa dalle grinfie del cattivo di turno? Gli eroi delle nostre fiabe preferite spesso salvano la pelle grazie a formule magiche e talismani dai poteri straordinari. Perché non provare a superare gli stessi ostacoli con le armi della scienza e della tecnologia? Si parte per un viaggio scientifico nell’immaginario fantastico che ha modellato incubi e sogni dell’Italia unificata. La cornice? Le Fiabe italiane raccolte da Italo Calvino. Museo Luzzati di Porta Siberia lunedì-venerdì ore 09:00-17:00, sabato, domenica, 31 ottobre, 1 novembre ore 10:00-19:00

    Come è profondo il mare. La geofisica in acqua –Le acque del Mediterraneo uniscono le coste del nostro Paese da molto più di 150 anni. Il Mediterraneo, crocevia dei trasporti e fonte di risorse, nel corso dei secoli ha rappresentato uno stimolo all’indagine e alla conoscenza. I naviganti, interessati alle rotte e ai venti, non immaginavano la complessità dei sui fondali: dorsali montuose e pianure abissali, un paesaggio accidentato e complesso come quello in superficie. Palazzo Ducale Loggia degli Abati 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom -/ 31 ottobre 10:00 – 21:00

    Da scugnizzi a marinaretti. L’esperienza della Nave – Asilo Caracciolo (1913-1928). Un’immersione nella Napoli e nell’Italia di inizio Novecento che vi offre uno spunto per riflettere sul tema della marginalità dei giovani, ma anche del lavoro marittimo e della formazione tecnico-professionale del capitale umano nella storia del nostro Paese. Completano il percorso espositivo diversi esperimenti, realizzati in collaborazione con l’Istituto Tecnico Nautico San Giorgio, che riproducono i contenuti di alcune lezioni che venivano svolte sulla nave. Galata Museo del Mare 10:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov

    Dal manicomio alla salute mentale. Immagini dalla psichiatria italiana – Un viaggio per immagini ripercorre le trasformazioni dei luoghi di cura e dei trattamenti in psichiatria, dagli anni del manicomio alle innovazioni successive alla legge 180, fino ad arrivare al ritratto dei giorni nostri. L’obiettivo della macchina fotografica degli artisti coinvolti è puntato sull’Italia. 9:00 – 19:00 mar – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov/ chiuso il lunedì. Palazzo Rosso Foyer Auditorium

    Giocaweb. Imparare con le nuove tecnologie – Vi siete mai domandati come la tecnologia può aiutarci a risolvere i conflitti, a prendere decisioni collettive o a gestire una impresa? La risposta può arrivare dalle esperienze che vi proponiamo in questa mostra, dove interagendo e comunicando con mondi virtuali, potete tracciare il vostro profilo relazionale, riconoscere la vostra capacità di reagire a situazioni di emergenza oppure potete provare a essere un buon leader. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Biblioteca Universitaria di Genova – ex Hotel Colombia Excelsior

    Il Giardino del Sole: gli astri, il tempo e i moti millenari della Terra – Mostra-laboratorio dello spazio e del tempo. 09:00 – 14:00. Osservatorio Astronomico del Righi

    Il cane a 6 zampe: un simbolo tra memoria e futuro – Immagini, documenti originali, memorabilia, filmati e vignette satiriche provenienti dal ricco patrimonio dell’archivio storico eni e da collezioni private prenderanno per mano il visitatore consentendogli di ripercorrere la storia dell’azienda e di rivivere alcuni passaggi storici che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’economia e della società italiana. Sullo sfondo i quattro cambi di marchio che hanno sempre avuto come elemento distintivo il cane a sei zampe, disegnato nel 1952 dallo sculture Luigi Broggini. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov  /31 ottobre 10:00 – 21:00 Palazzo Grimaldi della Meridiana

    Il filo della vita Dall’RNA alle biotecnologie – Un racconto che nasce dalla fantasia e dal genio dei ricercatori e diventa man mano sempre più concreto, con lo scopo di creare un legame tra visitatori e mondo della ricerca, per condividere il fascino delle scoperte del passato e le entusiasmanti prospettive che si schiudono davanti a noi. 9:00 – 18:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Commenda di Prè

    Il respiro del Bosco Breve viaggio all’interno di uno degli ecosistemi più importanti del nostro Pianeta 10:00 – 17:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Museo di Storia Naturale “G. Doria”

    Il suono e l’armonia nella scienza e nell’arte Il contributo della scienza alla comprensione e allo sviluppo della musica negli ultimi 150 anni. 9:00 – 17:00 lun – ven 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov Palazzo del Principe

    Internet Festival. Cosa ha cambiato maggiormente la nostra vita negli ultimi 150 anni? Difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente possiamo citare la scoperta dell’elettrone e la conseguente elettronica, il computer, la nascita di Internet e la comunicazione mobile. E dunque partiamo dai grandi calcolatori a valvole, capaci di occupare intere stanze, per raggiungere gli ultimi ritrovati nel campo delle applicazioni web per migliorare la qualità della vita e della cultura, grazie alla moderna miniaturizzazione e portabilità. 09:00 – 18:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott -1 nov. Biblioteca Universitaria di Genova – ex Hotel Colombia Excelsior

    L’Italia dov’è – la mostra – Dov’è l’Italia? Oltre i propri confini, a volte. Un suggestivo allestimento multimediale, intrecciando diversi campi del sapere, mostra come lo sviluppo scientifico e tecnologico italiano si estenda e produca risultati ben oltre i confini geografici – senza per questo essere assente all’interno della Nazione in quanto tale. 09:00 – 18:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov / 31 ottobre 10:00 – 21:00. Palazzo della Borsa

    La chimica e l’Unità d’Italia Una mostra sulla storia della chimica. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov
    31 ottobre 10:00 – 21:00. Piazza delle Feste

    La fisica della musica – I segreti del violino e del pianoforte. Una serie di esperimenti sulla fisica della musica vi accompagnano dunque in un mondo dominato da note e pentagrammi. Siete capitati in un laboratorio di acustica o piuttosto in un atelier di strumenti musicali? Un’esperienza questa, dedicata a Franz Listz, compositore e pianista innamorato dell’Italia e dell’italianità, di cui cade il bicentenario della nascita nel 2011. 09:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Palazzo del Principe

    La vita delle isole: guardare il piccolo per capire il grande – Natura ed evoluzione in mondi in mezzo al mare. 09:00 – 17:00 lun – ven/ 10:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Biblioteca Berio – Sala Mostre

    Le Patamacchine Ovvero come accadde che telefonando a Gigi gli toccai un brufolo. Le Patamacchine sono macchine “assurde”, anelli di congiunzione tra le grandi invenzioni del passato e loro future (e fantasiose) possibili applicazioni. 10:00 – 17:00 lun – ven /
    10:00 – 18:00 sab – dom – 1 nov. Magazzini dell’Abbondanza

    Made in Italy Agroalimentare – La mostra offre l’occasione per comprendere meglio natura e origini della nostra dieta e riconoscere il percorso del cibo dal produttore alle nostre tavole. Un viaggio nel segno della curiosità, per scoprire e condividere il fascino della conoscenza applicata a una sana alimentazione. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov.  Magazzini del Cotone – modulo 1

    Mathematical Bathroom . The life on the surface – Qual è il percorso più breve tra due punti? Una retta, è scontato. Allo stesso modo è naturale che gli oggetti abbiano un fronte e un retro e che il nostro pianeta sia sferico. Ma non è sempre così. Cambia prospettiva, passa un giorno sulla superficie di un lavandino o una notte nelle profondità di un gabinetto: tutto sarà diverso! 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov/ 31 ottobre 10:00 – 21:00. Palazzo Ducale Munizioniere

    Monviso: dal 1861 ai giorni nostri – 150 anni dell’Unità d’Italia e 150 anni di alpinismo. Un viaggio ricco, emozionante, che raccoglie della montagna il fascino e la durezza insieme, alla scoperta di uno dei giganti italiani. Per riscoprire la sensazione di avventura e mistero che le montagne ci hanno dato quando eravamo piccoli. 09:00 – 17:00 Salone di rappresentanza del Municipio V Valpolcevera

    Questione di… Chimica

    A tu per tu con le meraviglie della chimica quotidiana

    Il futuro si costruisce adesso. 7 Miliardi di persone abiteranno il pianeta nel 2012 e 9 miliardi nel 2050. Con queste previsioni, è indispensabile prepararsi e progettare strategie: nuove e meno inquinanti fonti energetiche, nuovi materiali ecologici e sicuri, nuovi metodi per conservare il nostro passato e il patrimonio artistico, farmaci per fronteggiare le future sfide batteriologiche e combattere le malattie di oggi e di domani, sistemi a tutela dell’ambiente e dell’uomo

    09:00 – 18:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov
    31 ottobre
    10:00 – 21:00

    Piazza delle Feste

     

    Race. Alla conquista del Polo Sud – Il Festival della Scienza offre quest’anno la straordinaria opportunità di visitare, senza costi aggiuntivi durante il periodo della manifestazione, la mostra con la quale l’American Museum of Natural History di New York celebra i cento anni dalla conquista del Polo Sud. 09:00 – 19:00 /31 ottobre 09:00 – 21:00. Palazzo Ducale Sottoporticato

    Reporter. Visual multimedia exhibit – Il porto di Genova si racconta per immagini. Scatti d’autore e accattivanti immagini dell’universo portuale, rubati oltre il cancello che delimita la zona normalmente accessibile solo agli addetti ai lavori. 10:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00 lun e ven/  10:00 – 18:00 sab – dom – 1 nov. Genoa Port Center

    There’s a plenty of room at the bottom – Una installazione multimediale ricorda il disastro della petroliera Haven 10:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00 lun e ven
    10:00 – 18:00 sab – dom – 1 nov. Genoa Port Center

    Unità di misura e misura dell’Unità – Fare l’Italia vuol dire misurarla: buon compleanno, metro! 09:00 – 18:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Commenda di Prè

    Verde bosco, bianco neve, rosso fuoco – Il nostro lavoro, la nostra passione 09:00 – 13:00;14:00 -17:00
    23 ottobre – 1 novembre 09:00 – 13:00;14:00 – 18:00 mar – ven 10:00 – 13:00;14:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Palazzo Grimaldi della Meridiana

    + in alto, + forte, + veloce! … passami il metro, che li misuro! In Africa un cucciolo di gazzella sa che deve reggersi sulle proprie zampe e iniziare a correre quanto prima. Noi umani spesso non ce ne rendiamo conto, ma stare in equilibrio è una delle sfide fondamentali della nostra vita: provate solo a immaginare una vita da seduti! Proprio per questo, abbattere le barriere architettoniche è segno di civiltà. 10:00 – 17:00 lun – ven 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Galata Museo del Mare

    … che bocca grande che hai! Viaggio scientifico nella vostra pancia. Che strade fa il cibo, dopo averlo messo sotto ai denti? Spalanchiamo le fauci e andiamo incontro alla digestione: quali trasformazioni subisce il cibo in bocca e nel tubo digerente? Che succede nei nostri organi interni? Un simpatico gioco a coppie dà la possibilità a tutti (anche a chi non ha lo stomaco forte) di mettere le mani… nelle proprie budella! 09:00 – 14:00 lun – ven
    14:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov
    chiuso il 27 ottobre. Le Cisterne di Palazzo Ducale

    1, 2, 3 tocca i libri. Immaginare il riciclo e il riuso. Prendendo spunto da questa e da altre esperienze, puoi realizzare il tuo primo libro tattile: costruiscilo come preferisci, partendo da materiali di scarto, nel pieno rispetto della cultura del riciclo e del riuso. Alla fine, puoi uscire dal nostro laboratorio del tatto portando con te il tuo libro, costruito con fantasia e creatività, così da ricordarti, ogni tanto, di ammirare e amare il mondo con tutti quanti i cinque sensi! 10:00 – 17:00 lun – ven /  10:00 – 18:00 sab – dom – 1 nov. Magazzini dell’Abbondanza

    1, 2, 3, A, B, C… il lavoro dello scriba – Una storia che ha lasciato il segno. 150 anni dalla nascita del nostro Stato e decine di migliaia di pagine di libri a raccontarlo. Scrivere e contare sono attività oggi scontate e raramente ci si ferma a riflettere sulla storia della scrittura: l’insieme di segni che ha cambiato il mondo! 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Commenda di Prè

    4 scienze in padella! … chimica, fisica, matematica e biologia. Un frullato di chimica, fisica e biologia (con un pizzico di matematica) per cuochi in erba, buone forchette e semplici curiosi, per scoprire la scienza che si nasconde tra i nostri fornelli. 09:00 – 17:00 lun – ven/ 10:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. chiuso il 27 ottobre. Le Cisterne di Palazzo Ducale

    Ai tempi dei Sumeri – I calcoli del 3000 a.C. Entra nel mondo dei sumeri! Di fronte a te un tempio, un palazzo, una strada: una tipica città della Mesopotamia. Non senti che caldo? In questa terra lontana e in quest’epoca misteriosa impersoni l’allievo di una scuola sumera che deve costruirsi gli strumenti del mestiere: i “calculi”, ossia i più antichi numeri sumeri. 09:00 – 18:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Commenda di Prè

    Aromi dell’altro mondo / Un percorso alla scoperta dei monorigine. Una serie di degustazioni, tre differenti monorigine si rivelano al nostro palato in un gioco di contrasti e somiglianze, da apprezzare e interpretare come veri e propri sommelier. dalle 11:00 e alle 17:00. Le Cisterne di Palazzo Ducale

    Cantabebè Laboratorio musicale secondo la MLT di Edwin Gordon. Esiste un periodo particolarmente importante nella vita dell’essere umano per l’apprendimento musicale? La risposta è sì, secondo gli studi di Edwin Gordon, influente scienziato nel campo dell’educazione musicale, ed è individuabile in quella fase della crescita che va dalla nascita all’età prescolare. In una atmosfera distesa e divertita la voce cantata e il movimento sono le guide per un prezioso momento di ascolto e relazione tra mamme, papà e bambini. 09:45-12:00 lun – giov / 16:00-18:15 sab  /10,30-18:15 dom e 1 nov / chiuso venerdì 28 ottobre. Museo Luzzati di Porta Siberia

    Catene d’Informazione – I Detective del DNA. Fenotipo, genotipo, caccia al virus, analisi della scena di un crimine: tutte attività da detective della doppia elica. Grazie a un semplice approccio a questi pilastri della biologia molecolare, possiano conoscere i concetti base della biologia, la genetica, la biotecnologia e comprendere quale impatto abbiano sulla nostra vita. 09:00 – 17:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Quartiere Maddalena, Vico della Rosa

    Cellule staminali – Alla frontiera fra presente e futuro. Le scienze biomediche si muovono costantemente sulla linea di frontiera fra la ricerca, nel presente, e l’applicazione, nel prossimo futuro. 09:30 – 17:30 lun – ven / 10:00 – 18:00 sab – dom  / 31 ottobre 10:00 – 21:00. Palazzo Grimaldi della Meridiana

    Colore in scena – Dall’alchimia della chimica alle suggestioni del restauro. Quale rapporto lega la chimica e un’opera d’arte? In un percorso didattico, che parte dalla scoperta del Teatro storico di Villa Duchessa di Galliera a Voltri, vengono illustrati i meccanismi alla base della creazione di un’opera d’arte, gli agenti causa di degrado e le tecniche di restauro che ne permettono il recupero. 09:00 – 13:30 lun – ven /
    14:00 – 18:30 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Villa Duchessa di Galliera

    Come sei appiccicosa! La colla e l’adesione. Mentre gli adesivi naturali appartengono al passato e gli adesivi di sintesi al presente, gli adesivi del futuro cercheranno di mimare quegli incredibili fenomeni di adesione che possiamo osservare in natura, come per esempio la capacità dei molluschi di aderire alle rocce anche sott’acqua o l’innata abilità di scalatore del gecko, dovuta alla struttura delle sue zampe 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov / 31 ottobre 10:00 – 21:00. Piazza delle Feste

    Con la frittura energia sicura! Raccogliamo l’olio fritto per un pieno di energia. Come è fatto un mini-impianto per produrre il biodiesel e, da vero tecnico di laboratorio, impara a valutarne le proprietà chimico-fisiche. Infine, puoi usare la glicerina come base per la preparazione di un cosmetico che ti porterai a casa. Dopo questa esperienza, ci penserai due volte prima di buttare l’olio negli scarichi! 9:00 – 18:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov / 31 ottobre 10:00 – 21:00. Piazza delle Feste

    Corsa sul ghiaccio – La conquista del Polo Sud in un laboratorio di cinema per bambini. 09:30 -13:00; 14:30 – 17:30 lun – ven
    10:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott -1 nov. Museo Nazionale dell’Antartide

    FoRestiAmo. Per fare un albero ci vuole… 10:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Museo di Storia Naturale “G. Doria”

    Foreste e legno, risorse rinnovabili e sostenibili se… 09:00 – 18:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Magazzini del Cotone – modulo 1

    Freddo… Da sempre un grande amico dell’uomo! 09:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Le Cisterne di Palazzo Ducale

     GioChimicAndo Provette, miscele e un gioco di REAZIONE… ! 09:00 – 17:30 lun – ven / 10:00 – 18:30 sab – dom – 1 nov/ 31 ottobre 10:00 – 20:00. Piazza delle Feste

    Giovani naturalisti intorno al mondo. Un viaggio sulle orme di Darwin alla scoperta dell’evoluzione delle specie. 09:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Galata Museo del Mare

    GoccioLina. Viaggio nella chimica piccina. Ormai il mondo della chimica non ha più segreti per te: hai scoperto che paroloni come soluzioni, emulsioni, reazioni chimiche e stati di aggregazione non devono spaventarti, ma fanno parte dalla vita quotidiana di tutti noi. Ora, se fai bene le tue previsioni e i tuoi calcoli, puoi conseguire la tua prima GoccioLaurea in chimica. Con lode ovviamente! 09:00 – 17:00 lun – ven
    10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis

    Il Libro delle trasformazioni. Piccoli scienziati trasformano il mondo. Una scienziata e il suo grande libro misterioso, abitato da strani oggetti e personaggi che si trasformano continuamente. 10:00 – 17:30. Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis

    Il caffè: istruzioni per l’uso. Come preparare l’espresso perfetto. 15:00 – 16:00 Le Cisterne di Palazzo Ducale

    Il gioco dell’economia. La matematica di banche, borse, valute e psicologia finanziaria. Un laboratorio di economia sperimentale che prende le mosse dal riuscito esperimento del laboratorio È sua quella borsa?, del 2009. Il progetto è anche il primo esperimento di laboratorio di economia applicata a Genova, che potrebbe essere il capostipite di una serie di iniziative di dissemination finanziate dalla Comunità Europea per le quali l’Università di Genova è capofila. Le attività sono progettate in collaborazione con Enrico Scalas (Università Piemonte Orientale) ed Eric Guerci (GREQAM). 09:00 – 17:00 lun – ven/ 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Complesso di Santa Maria di Castello

    Il guardaboschi. Alla scoperta del bosco e dei suoi abitanti. Nell’Anno Internazionale delle Foreste il Parco dell’Aveto, Parco Naturale Regionale di Liguria a grande vocazione forestale, presenta al Festival della Scienza un’esperienza dedicata alla conoscenza dell’ecosistema bosco. Vestite i panni di una guardia forestale ed entrate nel nostro bosco di cartone, popolata di sagome di alberi e di animali, letti di foglie ai vostri piedi, immersi tra suoni e rumori di animali ignoti. 09:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Quartiere Maddalena, Centro Storico

    Il gusto della Biodiversità – Le filiere del gusto. Miele mille fiori, formaggio, acciughe salate, sedia Chiavarina, prodotti semplici e genuini della tradizione ligure,dove il sapiente lavoro dell’uomo si incontra con la biodiversità. 09:00 – 18:00 lun – ven /  10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Magazzini del Cotone – modulo 1

    Il riciclone – Vedo, capisco, faccio: le 100 vite degli imballaggi in plastica. Pensi di essere un vero riciclone? Quanto ne sai di raccolta differenziata? Conosci come avviene e quali sono le diverse fasi del riciclo degli imballaggi in plastica? Il viaggio dei nostri rifiuti verso una nuova vita è più lungo di quanto ci possiamo aspettare. 10:00 – 17:00 lun – ven /  10:00 – 18:00 sab – dom – 1 nov. Magazzini dell’Abbondanza

    Indovina la sostenibilità! Immagini e gesti per una educazione ambientale condivisa 09:00 – 17:00 lun – ven /  10:00 – 18:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Biblioteca Berio – Sala Mostre

    La camicetta rossa e il pantalon turchin – Laboratorio di luce e colore, con i colori dell’Unità d’Italia. 22 ottobre  09:00 – 16:00 /  23 ottobre – 1 novembre 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov  / 31 ottobre 10:00 – 21:00. Palazzo Grimaldi della Meridiana

    La foresta di Darwin – 150 e oltre… animali da scoprire! 09:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Palazzo del Principe

    La mente in gioco – Sfide a colpi di strategia. Stanchi del solito esercizio fisico? Basta con gli addominali, proviamo ad allenare anche il cervello! Benvenuti in uno uno spazio gioco dove potete mettere in moto i vostri neuroni. Nei nostri campi da gioco si può duellare a volontà a colpi di strategia. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 31 ott – 1 nov. Complesso di Santa Maria di Castello

    La natura di chitina. Una molecola per unire i viventi. Cosa hanno in comune un fungo porcino e uno scarabeo stercorario? Da cos’è composta quella strana polvere sulle ali delle farfalle? E come fa una chiocciola a triturare i vegetali di cui si nutre? Le risposte si trovano in una molecola chimica: la chitina, uno dei più abbondanti biopolimeri presenti in natura. 09:00 – 18:00 lun – ven / 10:00 – 19:00 sab – dom – 1 nov
    31 ottobre 10:00 – 21:00. Piazza delle Feste

    La scienza dei cartoons – Come diventare un regista di successo.  Le tecniche di animazione si basano sulla scienza: fisica e fisiologia – connesse alla percezione del movimento e ai fenomeni legati alla persistenza delle immagini sulla retina – sono l’ingrediente segreto per un cartoon di successo!  9:00 – 17:00 lun – ven / 10:00 – 18:00 sab  /domenica e 1 novembre chiuso. Coop di Sestri Ponente

    La scienza sulle tracce di Scott e Amundsen – Il clima estremo dell’Antartide. 22 ottobre – 1 novembre / 09:00 – 19:00. Palazzo Ducale Aula didattica