Tag: conferenze

  • Genova ospita il X Congresso Mondiale di Mediazione. E’ la prima assoluta a livello europeo

    Genova ospita il X Congresso Mondiale di Mediazione. E’ la prima assoluta a livello europeo

    Palazzo Ducale entrataCome avevamo anticipato a dicembre 2013, il X Congresso Mondiale di Mediazione si svolgerà a Genova a Palazzo Ducale dal 22 al 27 settembre, un convegno internazionale che si è riusciti a portare in Europa per la prima volta. Danilo De Luisa dell’Associazione San Marcellino ci racconta come ciò sia stato possibile, inoltre, abbiamo parlato con Lorena Capilleri dell’Associazione Dimmi di te  che ha visto riconosciuto il valore scientifico di un suo progetto di mediazione penitenziaria proprio dal Congresso.

    Il titolo della manifestazione non è di immediata comprensione, se non per gli addetti ai lavori. Il tema della mediazione non è certamente uno di quelli di cui si parla tutti i giorni.  Per questo ci siamo fatti aiutare dalla dottoressa Capilleri «per mediazione si intende una tecnica che in presenza di un terzo neutrale facilita la comunicazione fra due parti in conflitto». Poi vi sono ovviamente i vari ambiti di azione (scolastica, familiare, penale, culturale) che richiedono che il mediatore professionista sia specializzato in determinata materia.

    Ora che il tema dovrebbe essere più chiaro, vediamo perché per ospitare la decima edizione del congresso mondiale è stata scelta la città di Genova. Danilo De Luise dell’associazione San Marcellino, insieme a Fondazione per la cultura Palazzo Ducale e ad altri sponsor, ha portato il X Congresso in Liguria.
    Il suo è stato un percorso lungo iniziato con gli studi, le sperimentazioni, la ricerca, la formazione sulla mediazione dei conflitti che è iniziato fra gli anni 90 e 2000.  Poi l’edizione del 2005 del Congresso ha selezionato e presentato un lavoro fra quelli realizzati insieme da Associazione e Dipartimento di lingue e culture moderne dell’università di Genova. «È da quiel momento che il lavoro del Congresso è giunto alla nostra conoscenza e ha stimolato la volontà di cercare di portare queste voci in Italia. Negli anni sono partiti progetti di formazione direttamente sul territorio e mano a mano siamo diventati sempre più operativi e si è anche consolidata la collaborazione con gli esperti del Congresso».

    L’idea di provare a portare il Congresso a Genova è nata insieme alla Fondazione Ducale, con la quale l’Associazione San Marcellino stava collaborando per una serie di progetti sul territorio. La proposta è stata fatta ad ottobre 2012 e la candidatura di Genova è stata subito accettata, anche in funzione della celebrazione dell’edizione numero 10 che sarebbe coincisa con il primo sbarco in Europa. Da quel momento con le risorse a disposizione si è iniziato a lavorare all’edizione europea del Congresso mondiale di Mediazione.

    «Il nostro intento è che sia una cosa di tutti – continua De Luise – anche se ovviamente non potevamo modificare un format ben consolidato da anni come quello del Congresso, abbiamo però chiesto di tenere bassi i prezzi delle iscrizioni e loro ci sono venuti incontro per poter allargare l’ingresso il più possibile. Sono consapevoli del fatto che siamo in Europa, come del fatto che è importante trattare l’argomento e far parlare di queste tematiche».
    In Europa, infatti, sul tema della mediazione comunitaria non c’è la stessa sensibilità che si trova in America. «Vuole essere un volano per diffondere il tema delle convivenze – aggiunge De Luise –  e che sia a disposizione di tutti, un luogo di confronto non una vetrina per mostrare cose».
    Un esempio chiaro di questa intenzione è la scelta di indire una call for paper e una per le buone pratiche, che sono state giudicate garantendo l’assenza di favoritismi grazie al meccanismo della presentazione in anonimato.

    L’evento è per la sua quasi totalità dedicato agli iscritti ma sono stati pensati dei momenti teatrali per la cittadinanza oltre ad altri incontri organizzati dai Municipi e Associazioni del  territorio.

    Il Congresso è strutturato in sessioni plenarie e workshop, uno dei temi ricorrenti è la mediazione penale. Ancora una volta ci facciamo aiutare dalla dottoressa Capilleri per la definire il tema «una tecnica che facilita la comunicazione e l’incontro fra vittima e reo che abbiano, prima, manifestato consensuale volontà all’incontro».

    Dal 2000 seguendo i dettami del diritto internazionale, l’Italia si sta adeguando all’applicazione delle pene alternative. Nell’ottica di questo percorso al X Congresso è dedicato uno spazio per individuare e analizzare i passi e i fattori che permettano di passare dai percorsi dalla giustizia retributiva, rieducativa, cioè quella che viene applicata attualmente nelle carceri,  ad una di tipo riparativo cioè tutte quelle forme di misure alternative come ad esempio l’affido a servizi, a comunità e non la detenzione. Di questi temi si occupa Capilleri, ed è proprio la mediazione penale il contenuto del workshop che  presenterà al Congresso.

    «Il problema fondamentale in Italia è che fino ad oggi si è fatto parecchio sui minori in stato di detenzione, l’adulto invece non è stato affrontato per una serie di problematicità e dato che io ho portato avanti un progetto nel 2006 proprio su questo tema, l’ho presentato al Congresso che lo ha validato dal punto di vista scientifico e mi ha dato uno spazio per presentarlo a questa edizione».

    Capilleri ha vissuto l’esperienza della detenzione in una comunità di recupero in Sardegna. Ha vissuto tre mesi da detenuta per comprendere come si passi dall’esperienza del carcere alla ripresa di una vita normale. Da questo lavoro è nato un testo che è in corso di pubblicazione da Feltrinelli: “Rientro in memoria – dalla dimensione del vuoto al riconoscimento”.

    Gli organizzatori si augurano che il Congresso genovese possa rivelarsi un buon punto di partenza perchè di mediazione si dibatta, più spesso, anche in Europa. Una bella responsabilità per questa vecchia Signora del Mare…

     

    Claudia Dani

  • La bufala è servita: ciclo di conferenze per la corretta informazione scientifica

    La bufala è servita: ciclo di conferenze per la corretta informazione scientifica

    scienzaUn’iniziativa che nasce dalla necessità di far fronte al problema della disinformazione scientifica che, a detta degli stessi organizzatori, è motivo di degrado sociale e culturale. Chi è senza peccato scagli la prima pietra: a quanti di noi è successo di trovarsi a parlare con amici e conoscenti e confrontarci su posizioni errate, sentite in tv o lette da qualche parte, senza ricordare dove? Il bombardamento informativo da parte dei media non specializzati genera ‘mostri’, false credenze, insomma ‘bufale’ cui crediamo e che adottiamo.

    Per far fronte a questa tendenza e fornire una corretta informazione avvalorata da dati scientifici, in oltre 30 città italiane nel mese di maggio (nella settimana dal 19 al 24) si svolgeranno eventi in forma di conferenze, caffè scientifici, incontri in libreria o in piazza. Ogni città sceglierà 1-2 approfondimenti tematici (ad esempio sperimentazione animale, OGM, vaccini), e cercherà di spiegare ai partecipanti come stanno realmente le cose. A Genova si parte il 14 maggio, con un evento di anteprima, un aperitivo di raccolta fondi e presentazione del programma, al Beriocafè in Via del Seminario.

    La sfida sarà cercare di rendere gli incontri non semplici lezioni frontali ma momenti di confronto stimolanti, coinvolgenti e alla portata di un pubblico di non esperti, spesso scettici. I dibattiti devono diventare, nell’ottica degli organizzatori, luoghi di discussione, proposta di diverse posizioni e crescita.

    La Bufala è Servita, l’evento

    Questa del 2014 è la seconda edizione di un’iniziativa per la promozione della corretta informazione scientifica: lo scorso anno l’evento ha preso il nome di “Italia Unita per la Corretta Informazione Scientifica” e si è svolto l’8 giugno in sedici città italiane. È nato tutto dalla rete di soci dell’associazione Pro-Test Italia e, seguito della manifestazione, visto il successo, è stato fondato proprio il gruppo Italia Unita Per La Scienza, che organizza la manifestazione di quest’anno. Nel nostro Paese ci sono realtà in fermento anche sotto il profilo scientifico, che continuano a crescere e a battersi non solo per la ricerca ma anche contro la disinformazione.

    «L’obiettivo è far sorgere nei cittadini uno spirito critico, grazie al quale poter riconoscere notizie vere e false, specie per i temi scientifici più delicati – è il commento degli organizzatori – fornire gli strumenti per usare la razionalità, senza farsi abbagliare dall’emotività di ogni questione, è il modo più efficace di difendersi da truffe e imbrogli. Avere spirito critico non significa non considerare gli aspetti umani ed etici delle questioni, ma permette di compiere scelte oculate su temi fondamentali per il futuro del Paese che riguardano ricerca e scienza, e dunque anche salute, alimentazione e ambiente».

    Italia Unita per la Scienza

    Il gruppo “Italia Unita per la Scienza” è nato a fine Aprile 2013, specificamente dopo che un gruppo di ragazzi decisi a liberare cavie in gabbia, aveva preso d’assalto lo stabulario della Facoltà di Farmacologia di Milano danneggiando alcune attrezzature e vanificando ricerche, frutto degli investimenti di soldi pubblici e privati. Da qui, l’idea di ricercatori e studiosi di riunirsi e fondare questo gruppo: in meno di 24 ore è stata messa in piedi una manifestazione per il diritto degli scienziati di lavorare nella ricerca: «Pensiamo che quanto accaduto sia il frutto di una società nella quale si parla poco di scienza e di metodo scientifico; non solo nella vita quotidiana ma anche a scuola, nei giornali e nella politica», raccontano.

    Il gruppo aveva organizzato una giornata per la corretta informazione scientifica su territorio nazionale l’8 Giugno 2013, che consisteva in una serie di conferenze e flash mob in varie città italiane. Nel tempo il progetto è cresciuto e, grazie ai social network, sono nate sezioni locali molto attive e distribuite capillarmente. A distanza di un anno dalla prima manifestazione, il gruppo ha organizzato l’evento del 2014, passando da una manifestazione di un giorno, a eventi distribuiti nell’arco di una settimana.

    L’argomento è assolutamente attuale ed è facile trovare collegamenti con fatti avvenuti di recente: «Nell’ultimo anno il divieto da parte del Parlamento di coltivare mais810 (e quindi un rifiuto idiosincratico a usare la tecnologia OGM nel campo alimentare), le restrizioni del Parlamento italiano alla Direttiva 2010/63/UE che regola l’uso di animali di laboratorio e gli allevamenti, le pressioni causate da “specialisti” in omeopatia per far si che questa cura, senza alcuna base scientifica, sia finanziata anche dallo Stato, l’inganno del metodo Vannoni nell’uso terapeutico di cellule staminali e le proposte antivacciniste presentate in parecchie regioni d’Italia. La situazione è davvero preoccupante. Non si parla di semplice “disinformazione” della società, ma anche disinformazione da parte di chi deve prendere decisioni importanti nel nostro Paese. La cattiva informazione va a colpire in due modi il lavoro del ricercatore: prima di tutto screditandolo agli occhi del pubblico, poi danneggiandolo economicamente. La politica decide quali sono i settori strategici che devono essere finanziati e crea il terreno fertile necessario per attirare investimenti da privati e di altre istituzioni».

    La Bufala è Servita a Genova >> il programma

     

    Elettra Antognetti

  • Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    ConcertoÈ aperta al pubblico ancora fino a domani – venerdì 13 settembre 2013 – la mostra Informato & connesso, risultato dell’omonimo progetto che negli ultimi due anni ha visto coinvolti circa 200 ragazzi/e provenienti da scuole medie e superiori di tutta la Liguria, con l’obiettivo di sensibilizzarli all’adozione di comportamenti consapevoli e responsabili.

    Scendendo più nel dettaglio, tra marzo e aprile 2013 si sono svolti alcuni workshop, in cui i ragazzi hanno discusso con psicologi, medici ed esperti su quattro temi chiave:
    alcol e guida sicura (uso consapevole dell’alcol e riduzione del rischio, campagna “guida sicura”);
    consumi consapevoli (consumo di prodotti di qualità e realizzati nel rispetto della produzione etica);
    cibo e disturbi dei comportamenti alimentari (corretta immagine di sé, adeguata alimentazione, prevenzione dei disturbi alimentari);
    sessualità sicura (informazione e sensibilizzazione sull’argomento, prevenzione delle malattie trasmissibili).

    Ciascuna tematica è stata affrontata in una località delle quattro province liguri – rispettivamente Portovenere, Vallecrosia, Albenga e Santa Margherita Ligure – in un workshop residenziale di tre giorni alla presenza di educatori, esperti di comunicazione / pubblicità ed esperti della tematica in oggetto.

    A seguito dei workshop, un bando di concorso per realizzare manifesti pubblicitari e spot audio / video di comunicazione sociale sulle quattro tematiche e che ha visto pervenire circa 70 elaborati. «Il bilancio è molto positivo e vogliamo riproporre il progetto anche il prossimo anno, cercando di coinvolgere un maggior numero di giovani e di approfondire tematiche differenti e altrettanto importanti – è il commento di Nicola Reineri, che ha curato il progetto nell’ambito dell’Assessorato Regionale alle Politiche Giovanili. – Lo scopo di questa prima edizione è stato creare una rete fra scuole, Asl, centri giovani e tutte le realtà dei territori coinvolte. Alcune di loro, singolarmente, hanno già affrontato con i ragazzi questi argomenti: con “Informato e connesso” abbiamo esteso l’operato a tutta la Regione. Uno dei risultati più importanti è stato l’aver introdotto la figura del Referente alle politiche giovanili nei 19 Distretti Socio Sanitari della Liguria».

    I passaggi futuri del progetto, dopo il convegno conclusivo del 19 settembre, consistono in altri cinque seminari su alcol e guida sicura, che saranno ultimati entro fine anno: «Il primo si è già svolto a Cairo Montenotte ed erano presenti oltre 100 ragazzi, che si sono dimostrati molto attivi e partecipi nel porre domande e fare interventi – prosegue Reineri. – La guida sicura è un tema molto importante soprattutto nelle località delle Riviere, dove vi sono molte discoteche e nella stagione estiva avvengono spesso eventi tragici legati al consumo di alcol da parte di minori o di giovani che poi si mettono alla guida. Questi incontri non si svolgono nel format canonico “relatore / uditori”: il loro scopo è far parlare i giovani su temi delicati che li riguardano direttamente e – nel caso del consumo di alcolici – trovare insieme a loro delle sfumature di grigio rispetto alla contrapposizione “tolleranza zero vs libertà assoluta”».

    La mostra è dunque visibile fino a domani negli spazi espositivi della Regione Liguria (piazza De Ferrari- ore 10-12.30 e 15-17.30) e nei prossimi mesi sarà allestita anche a Chiavari, Albenga, Rapallo, Santa Margherita, Sestri Levante, Imperia, Cairo Montenotte, Finale Ligure, La Spezia e Savona.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Riconoscere luna, stelle e costellazioni: incontro in corso Italia

    Riconoscere luna, stelle e costellazioni: incontro in corso Italia

    levante-luna2-DIMercoledì 17 luglio 2013 (ore 21.15) il direttore dell’Osservatorio Astronomico di Genova Righi è ospite al Sys Sporting Club di corso Italia per l’incontro Riconoscere e osservare le stelle, organizzato dall’Associazione Genova Cultura.

    Tema dell’incontro
    Osservare il cielo stellato è un’emozione che conquista: in montagna, sulla riva del mare, persino sul balcone di casa, ogni luogo è perfetto per perdersi nella magia della volta celeste. Tutti noi, fin dall’infanzia abbiamo rivolto gli occhi al cielo guardando con meraviglia il Sole e la Luna, i pianeti, le code splendenti delle comete e le meteore. Inizia con gli antichi Egizi e Babilonesi, parecchie migliaia di anni fa, l’attenta osservazione del cielo e degli astri dalla quale ricavarono calendari abbastanza precisi. Però solo le osservazioni fatte da Copernico, da Galileo e da altri scienziati nel XVI e XVII secolo costituirono i primi grandi passi verso la scienza moderna.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Diego Arbore]

  • Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    villa-serra-di-comago-d5Venerdì 21 giugno 2013, a partire dalle 15, Villa Serra di Comago ospita un convegno sul tema Genova e Hinterland: dalla città metropolitana alla Smart City.

    Un incontro per guardare oltre la crisi e disegnare insieme il futuro dei nostri territori: stimato che 4 italiani su 5 non hanno mai sentito parlare di Smart City, è fondamentale avviare un confronto su questo tema, anche in prospettiva dell’abolizione delle Province e l’avvento della Città Metropolitana.

    Tra i relatori il Consigliere del Municipio Levante Walter Vassallo, esperto policy e coordinatore progetti europei; Gloria Piaggio, segretario generale dell’Associazione Genova Smart City ; Michele Vianello, direttore a Venezia del Parco Scientifico Vega.

    Leggi il programma del convegno.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Bufale, falsi miti e pregiudizi su scienza e medicina: conferenza

    Bufale, falsi miti e pregiudizi su scienza e medicina: conferenza

    MedicinaI vaccini fanno diventare autistici (e in alcuni casi gay). I ricercatori di medicina incentivano la vivisezione. Ci sono persone in grado di prevedere i terremoti senza utilizzare alcuno strumento. Le cellule staminali possono curare ogni malattia.

    Questi sono alcuni dei falsi miti sulla scienza e sulla medicina, spesso difficili da confermare o confutare a causa delle scarse competenze di chi affronta questi temi (a partire dai mezzi di informazione).

    A questo scopo si è deciso di organizzare in diverse città italiane una giornata di eventi e conferenze, in cui studiosi e ricercatori possono confrontarsi con il pubblico su questi argomenti, per “aprire un ponte” tra chi lavora in ambito medico e scientifico e la collettività.

    L’evento genovese si tiene sabato 8 giugno 2013 (ore 14.30) presso il Museo di Storia Naturale Doria: il programma.

  • Teatro dell’Ortica, Festival dell’Antico Acquedotto: il programma

    Teatro dell’Ortica, Festival dell’Antico Acquedotto: il programma

    valbisagno-staglieno«Il teatro deve essere un luogo di incontro e socializzazione, il suo scopo primario è fidelizzare le persone affinché si sentano parte di una comunità».

    Con queste parole Mirco Bonomi, direttore del Teatro dell’Ortica, ha presentato questa mattina la quinta edizione della rassegna estiva che contribuisce a valorizzare il quartiere della Val Bisagno (con il contributo delle associazioni del territorio) e l’acquedotto storico di Genova, un percorso di ventotto chilometri che parte da via del Molo e arriva fino a Bargagli attraversando Molassana, Staglieno e Castelletto.

    Il Festival teatrale dell’Antico Acquedotto inizia domani (venerdì 7 giugno 2013) e termina il 25 luglio: una versione arricchita rispetto alle edizioni precedenti, con un ricco calendario di spettacoli, conferenze e le tradizionali stondaiate, cinque appuntamenti che percorreranno complessivamente l’intero tratto dell’Acquedotto.

    La conferenza stampa è anche l’occasione per fare il punto sulla futura nuova sede del Teatro dell’Ortica: il presidente Municipio Val Bisagno Agostino Gianelli annuncia infatti che «entro tre anni la Val Bisagno avrà il suo teatro, la cui gestione sarà affidata a chi in questi anni ha operato attivamente sul territorio». Come spiega poi Mirco Bonomi, le opzioni più probabili rimangono le stesse di alcuni mesi fa: la Ex Boero, in cui sorgerà uno spazio polivalente, oppure le Ex Officine Guglielmetti, all’interno del centro commerciale che verrà costruito da Coop.

    Il programma del Festival prevede diverse tipologie di eventi: da spettacoli di improvvisazione comica guidati da Mauro Pirovano, alla giovane compagnia “autogestita” del Teatro dell’Ortica Laboratorio Urticante, fino a rappresentazioni di impegno sociale a cura del Teatro dell’Ortica e di Libero Circuito Toscano, una rete di compagnie dalle caratteristiche molto simili a Tilt.

    Conferenze e itinerari urbanistici sono inoltre l’occasione per riflettere su storia e attualità del teatro e per mostrare la forte compenetrazione fra teatro e territorio: nel caso specifico, per far (ri)scoprire ai genovesi una parte storica e poco nota della città.

    Questo il programma completo del Festival Teatrale Antico Acquedotto 2013.

    Marta Traverso

  • Viaggio nelle Fiandre: lezione – concerto al Museo dell’Accademia

    Viaggio nelle Fiandre: lezione – concerto al Museo dell’Accademia

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiGiovedì 23 maggio 2013 si svolge l’ultimo incontro del corso multidisciplinare Viaggio nelle Fiandre, pensato dall’associazione Amici dell’Accademia per far conoscere le attività del Museo e sostenerne le attività attraverso le donazioni del pubblico.

    L’appuntamento di oggi (inizio ore 18.30) è una lezione – concerto a cura di Fabio Rinaudo che mette a confronto dipinti fiamminghi del ‘500-‘600 e brani musicali della medesima epoca.

    Per partecipare è necessario contattare l’Associazione Amici dell’Accademia.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palazzo Ducale: incontri su arte, filosofia e Gabriele D’Annunzio

    Palazzo Ducale: incontri su arte, filosofia e Gabriele D’Annunzio

    Palazzo Ducale entrataLunedì 13 maggio 2013 due appuntamenti a Palazzo Ducale, entrambe conferenze a ingresso libero.

    Alle 17.45 presso la Sala del Minor Consiglio si svolge il primo appuntamento di un nuovo ciclo di eventi: Fine dell’immagine tra media, neuroscienze e filosofia. Una rassegna che la Fondazione Cultura ha organizzato in collaborazione con il Museo del caos ed è curata da Giuliano Galletta e Riccardo Manzotti.

    Tema di oggi è Arte e Anti-Arte – Come l’arte usa e abusa le immagini, con Laura Albers e Mario Perniola.

    A seguire (ore 21) nuovo incontro del ciclo Viaggiar per storie organizzata dalla Fondazione insieme alla FEG. Oggi lo storico Carlo Perfetti approfondisce il tema dei viaggi del poeta Gabriele D’Annunzio.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Massimiliano Fuksas “One Day, One Project”: come nascono le idee

    Massimiliano Fuksas “One Day, One Project”: come nascono le idee

    fuksasTre ingredienti: Genova, una conferenza per  salutare la neonata Scuola Politecnica e un’archistar di fama internazionale. Questo il mix vincente, che proprio ieri (8 maggio 2013, a partire dalle 15) ha richiamato un folto pubblico composto da giovani e meno giovani, studenti e professori, bambini e genitori, accorsi per assistere alla lecture di Massimiliano Fuksas. L’architetto, su invito dei colleghi e amici di sempre, i docenti Franz Prati e Marco Casamonti dell’ateneo genovese, è arrivato in città, ospitato negli spazi della Chiesa sconsacrata di Sant’Agostino per raccontarci qual è la sua visione dell’architettura moderna in una lecture dal titolo “One Day, One Project”. Il tutto, con un occhio rivolto verso Genova: arrivato in città proprio in concomitanza dei tragici fatti accaduti al Molo Giano nella notte tra 7 e 8 maggio, Fuksas non ha evitato di rivolgere un pensiero alle vittime dell’incidente e ai famigliari. Un incontro toccante, in cui l’architettura e l’arte hanno aperto una finestra di speranza sul futuro di una città che non smette mai di lottare.

    «Eravamo molto indecisi se fare questo incontro o no e non so che cosa dire, forse dovremmo alzarci per un minuto, qualche secondo, o fare un momento di silenzio. Non so come dovremmo comportarci, ma siamo vicini alle famiglie…», la voce di Fuksas si spezza. L’applauso scroscia e sfocia in una standing-ovation da parte dei partecipanti. «Il pensiero va alle famiglie e alle vittime rimaste coinvolte nel tragico incidente della notte scorsa». All’indomani della tragedia e alla vigilia del lutto cittadino, si è optato per effettuare l’incontro come da programma. Che l’affluenza di pubblico, in un momento ancora così critico, sia stata così grande non può che far pensare: è forte il desiderio di conoscere l’architettura anche e soprattutto in un contesto urbanistico particolare come quello genovese. Da qui, si pensa, è il caso di ripartire per una città più sicura, per creare lavoro e muovere l’economia, per riportare Genova in auge, dotandola magari di nuove infrastrutture e edifici di pregio. Fuksas, impegnato in 3 giorni di lectures in giro per l’Italia, riflette con i presenti proprio su questi argomenti e spiega come sia possibile guardare con ottimismo a un’Italia che produce idee e che apre una finestra sul mondo.

    «Voglio precisare che di solito non tengo conferenze nelle aule universitarie, tutt’al più una all’anno», continua l’architetto, prima di iniziare la lecture vera e propria con la spiegazione di 6 dei suoi progetti più recenti. Per la prima volta in una conferenza, inoltre, mostra i suoi disegni: sono un sacco, a quanto pare le anteprime genovesi, che tradiscono la simpatia della “star” per la nostra città. I progetti variano e spaziano non tanto nel tempo (tutti degli ultimi dieci, quindici anni, e molti ancora in corso), quanto nello spazio: si parte con Mosca e si arriva alla Cina, passando per Roma. Proprio nella capitale è in corso la realizzazione del Palazzo dei Congressi, meglio conosciuto come “nuvola”, soprannome affibbiato dai cittadini stessi a causa della particolare forma, che richiama proprio una nuvola. Vinto il concorso nel ’98, quando viveva a Parigi, l’architetto rivela alcuni retroscena circa il progetto: «Racconterò una storia che non è vera, ma mi piace far credere che lo sia: mi trovavo in Grecia quando, alzando gli occhi ho visto nel cielo una nuvola, con la stessa forma di quella che poi ho costruito. Da qui la mia ispirazione… Anche se questo aneddoto non è vero, lo spaccio per tale e lo racconto spesso perché credo che dietro ogni progetto ci debba essere una storia valida. “One day one project” è come un mantra: le idee nascono sempre e ovunque, e tutto può trasformarsi in ispirazione creativa».

    Prerogativa di Fuksas, la creatività, la leggerezza, l’astrazione e l’evanescenza, non importa quale sia il contesto urbanistico: dalla Roma felliniana e la Mosca di Bulgakov, con forti retaggi culturali, alla Cina sterminata, pre-industriale e ancora arretrata. Lo scopo, creare edifici e infrastrutture utili e funzionali, strizzando l’occhio al design innovativo, alla forma e alla sostenibilità. E a Genova?, viene da chiedersi. Si è parlato di progetti già ultimati o in via di costruzione tanto nelle grandi metropoli internazionali, quanto in contesti meno sviluppati e apparentemente più problematici. È possibile avviare anche in Liguria un percorso di sviluppo che apra a una prospettiva internazionale, inserendo Genova nei circuiti turistici mondiali, rendendola di nuovo Superba come un tempo? Perché no, ma ancora la crisi economica, la conformazione territoriale e l’urbanizzazione selvaggia del dopoguerra, e soprattutto la gabbia burocratica di cui il nostro paese è prigioniero non facilitano le cose. Racconta Fuksas: «Di tutti i progetti che ho esposto, la “nuvola”è il più vecchio. Datato ’98-’99, non è ancora stato terminato. Altri progetti ben più recenti (datati 2009) e realizzati in altre parte del mondo sono in via di ultimazioni e verranno inaugurati quest’anno. Questo per la lentezza endemica del nostro sistema, per i conseguenti sprechi e per la disorganizzazione dilagante, mali tutti nostrani».

     

    Elettra Antognetti

  • Marc Luyckx Ghisi: la società della conoscenza, l’Europa del futuro

    Marc Luyckx Ghisi: la società della conoscenza, l’Europa del futuro

    marc-luyckx-ghisiStiamo vivendo uno dei cambiamenti più significativi della storia: la trasformazione delle strutture di credenze della società occidentale. Nessun potere politico, economico o militare può competere con la potenza di un cambiamento della mente. Modificando la loro immagine della realtà, gli uomini stanno cambiando il mondo.” 

    Inizia così, citando il pensatore americano Willis Harman, la prima parte del libro elettronico “La società della conoscenza”, scritto da Marc Luyckx Ghisi, autore belga ed ex-membro della Cellule de Prospective della Commissione Europea, l’équipe di intellettuali creata oltre vent’anni fa con lo scopo di immaginare il futuro dell’Europa. Nel suo libro, Luyckx Ghisi analizza in modo chiaro e accessibile la fase di transizione attraversata dalla nostra società, stretta tra due epoche caratterizzate da valori e modelli molto diversi tra loro.

    Il 7 maggio alle 20:30 l’autore sarà a Genova ospite nell’Aula San Salvatore in piazza Sarzano, 9 per la conferenza dal titolo: “La società della conoscenza: sostenibilità e nuovi posti di lavoro”, organizzata su iniziativa spontanea di tre giovani genovesi. Interamente in italiano, con un leggero accento belga che ne renderà ancora più piacevole l’ascolto, alla conferenza interverrà anche il Professor Francesco Villano, giornalista pubblicista e curatore della traduzione italiana del libro “La società della conoscenza”.

    Prof. Luyckx Ghisi, lei afferma che siamo nel mezzo di un cambiamento epocale. Potrebbe spiegare qual è l’epoca che ci stiamo lasciando alle spalle?

    «Inizierò raccontando una storia. Circa 30 anni fa lavoravo alla Cellule per Jacques Delors (Presidente della Commissione Europea nel periodo 1985-95, ndr), il quale ci chiese uno studio sulle prospettive dell’economia europea fino al 2030. Giungemmo al risultato che la società industriale era al capolinea. Per capirne le ragioni fu sufficiente porsi la seguente domanda: quando sarà costruita una nuova fabbrica, si assumeranno diecimila operai oppure si propenderà per una squadra ristretta di ingegneri che controllino un gruppo di robot progettati per la produzione? La risposta era chiara, così come era evidente già allora che in Europa, nel giro di pochi anni, si sarebbero persi circa venti milioni di posti di lavoro nel settore industriale».

    Il che ci porta dritti verso una nuova epoca …

    «Esattamente. L’unica via percorribile è quella di entrare nella società della conoscenza, post-capitalista e post-industriale. Nella società della conoscenza, lo strumento di produzione non è più rappresentato dalla macchina, ma dalla mente umana, la quale condivide in rete il proprio sapere, creando, appunto, conoscenza secondo una logica win-win, nella quale tutti traggono un beneficio scambiandosi esperienze condivise. Con il termine “rete” non mi riferisco soltanto alla Rete – Internet – che pure ha una sua rilevanza in questo passaggio, ma intendo affermare che il lavoro non sarà più organizzato secondo le rigide strutture piramidali tipiche della società industriale. In questo modo le aziende saranno molto più human-centred, ossia metteranno al centro la persona e le sue competenze.
    Nella società della conoscenza, un manager intelligente dovrà avere come prima preoccupazione che il suo “capitale umano” sia abbastanza soddisfatto da tornare a lavorare nella sua azienda il giorno dopo».

    Mi sembra di intuire che il passaggio alla società della conoscenza implicherà una trasformazione che andrà ben aldilà del semplice cambiamento degli strumenti di produzione.

    «Si tratta senza dubbio di un mutamento molto più profondo. In generale, stiamo cambiando paradigma, ovvero il modo in cui ci relazioniamo con la realtà circostante.
    Veniamo da un sistema di valori della civiltà moderna industriale di tipo patriarcale, basato sulle tre “C” di Conquista, Comando e Controllo e fondato sulla sofferenza, sulla morte violenta, sulla disparità tra i sessi e sullo sfruttamento del pianeta. La civiltà industriale ci ha condotti a spolpare le risorse della Terra ed è evidente che non può funzionare, in quanto mette a repentaglio il futuro delle prossime generazioni. Al contrario, l’unica via di salvezza consiste nell’andare incontro al valore della Vita, mettendone al centro la sacralità e concretizzando un nuovo paradigma sociale ed economico. E’ un ragionamento pratico, ne va della nostra stessa sopravvivenza!»

    A tale riguardo, può dirci se già esistono nel mondo delle donne e degli uomini che stanno portando avanti questo cambiamento di valori?

    «Esistono e hanno anche un nome. In inglese si chiamano cultural creatives, che in italiano si traduce come “creatori di cultura” o “creativi culturali”. Su queste figure sono stati condotti diversi studi, uno in particolare a opera del Prof. Cheli dell’Università di Siena. Si tratta di persone che nella loro quotidianità, senza ricoprire ruoli altisonanti nella società, hanno già fatto propri i valori della Vita. Per entrare nella società della conoscenza non c’è bisogno di avere chissà quali titoli: è sufficiente creare attraverso le proprie intuizioni, ma anche con il proprio corpo e la propria anima, un po’ come fanno gli artisti. Alcuni dati riguardo ai cultural creatives sono abbastanza stupefacenti. Prima di tutto, si tratta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo: solo in Cina ce ne sono probabilmente circa 200 milioni.
    Il secondo aspetto è che per la maggior parte sono le donne a portare avanti un cambiamento di paradigma che mette al centro la vita. Per esempio, il fatto che l’India è il paese più all’avanguardia nella società della conoscenza è anche una conseguenza della reazione all’odioso fenomeno (anche italiano, ndr) del femminicidio, tipico della società patriarcale. Infine, un altro elemento sorprendente è che i cultural creatives sono così numerosi eppure nessuno o quasi ne parla, i media in primo luogo. Ma forse non c’è troppo da stupirsi: i mezzi d’informazione sono in mano a poche persone, le quali hanno tutto l’interesse a far passare sotto silenzio il cambiamento per mantenere lo status quo».

    I creatori di cultura sono anche in Italia? E a proposito del nostro paese, che rapporto ha lei con la nostra penisola?

    «Eccome se ce ne sono in Italia! Stiamo parlando di milioni di persone, il che è in linea con una mia teoria. Per quanto possa sembrare strano, vista la situazione politica, io sono infatti dell’idea che in Europa l’Italia è sempre annunciatrice e anticipatrice di grandi cambiamenti. Gli italiani, con la loro cultura e le loro conoscenze implicite, hanno le qualità per creare una marea di nuovi posti di lavoro nella società della conoscenza.
    Riguardo al mio rapporto con l’Italia, io non ho solo origini belghe, ma anche greche e italiane, come si intuisce dal nome di mia nonna, Anastasia Ghisi. Forse anche per questo ogni volta che vengo in Italia sento un legame davvero molto forte con questo paese».

    Daniele Canepa

    Per informazioni sulla conferenza: creatoricultura@gmail.com oppure la pagina facebook Marc Luyckx Ghisi Conferenza

  • Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    villa-bombrini-2Giornata intensa, ieri a Villa Bombrini, che ha ospitato due appuntamenti legati alla promozione del teatro indipendente e contemporaneo. In mattinata #comunicateatro, un workshop “in pillole” sull’utilizzo del web e dei social network per la promozione low budget degli eventi culturali, tenuto da Simone Pacini (il workshop vero e proprio si svolgerà sabato 4 e domenica 5 maggio, in un luogo ancora da definire); nel pomeriggio il primo convegno ligure di C.Re.S.Co., il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, nato nel 2010 e attualmente composto da 130 realtà di teatro, musica e danza – teatri, compagnie, singoli artisti, residenze etc – provenienti da tutte le Regioni italiane, a eccezione (finora) del Friuli Venezia Giulia. Le realtà liguri che già aderiscono a C.Re.S.Co. sono Teatro Akropolis (Genova Sestri Ponente), Tilt Teatro e Kronoteatro (Albenga).

    Perché #comunicateatro a Genova? Veronica Righetti di Teatro Akropolis spiega che «In Liguria è presente una grossa fetta di realtà teatrali “giovani”, che hanno bisogno di promuoversi ma hanno poco budget a disposizione, ed è quindi opportuno che apprendano le tecniche per utilizzare al meglio questi strumenti a costo (quasi) zero». Si è dunque parlato di Facebook, Twitter, YouTube e Foursquare, mezzi di comunicazione ma anche e soprattutto di partecipazione e coinvolgimento, partendo dal presupposto che – come spiega Pacini – «lo spettatore è uno dei migliori canali di promozione di uno spettacolo, un festival o una compagnia, i social network permettono di abbattere le barriere tra operatori e spettatori, promuovere il dialogo con il proprio pubblico e crearne di nuovo».

    Il convegno pomeridiano di C.Re.S.Co è stato invece introdotto da Luca Donatiello di Akropolis (referente C.Re.S.Co per la Liguria) e Elena Lamberti (coordinatrice nazionale). Il Coordinamento è nato “ufficialmente” nel settembre 2010 durante il festival teatrale OperaEstate a Bassano del Grappa, anche se i lavori per la sua costituzione sono partiti nel 2009 con il convegno Vietato parlare dell’aurora.

    Una rete nazionale che si compone di Antenne territoriali, con il compito di monitorare le specifiche realtà di zona, raccoglierne le istanze e presentarle alle istituzioni locali e alla rete nazionale C.Re.S.Co: come spiega Elena Lamberti, «ogni aderente a C.Re.S.Co. può fare proposte concrete per nuovi modelli di sviluppo e rinnovamento della scena contemporanea, a partire dalle quali avviare un dialogo attivo con i referenti politici locali e nazionali. Attualmente C.Re.S.Co. sta lavorando con il Ministero dei Beni Culturali per la stesura del prossimo decreto legge sul FUS, nello specifico per ridefinire il concetto di “residenza” e sta inoltre raccogliendo adesioni per la Giornata C.Re.S.Co. del prossimo 20 aprile, una sorta di applicazione nel teatro delle Giornate Fai».

    Insomma, come precisato da Luca Donatiello, «non più assemblee durante le quali si “mugugna” e basta, ma occasioni concrete e propositive di confronto e cambiamento, ad di là dei personalismi».

    Chi aderisce a C.Re.S.Co. è anzitutto obbligato a firmare e rispettare il codice etico (consultabile sul sito di C.Re.S.Co., ndr), che impone norme deontologiche riguardanti i contratti di lavoro a dipendenti e collaboratori, i diritti/doveri fra le compagnie e i teatri ospitanti, la regolarità nei pagamenti dei cachet, etc.

    Durante il convegno realtà teatrali di tutta la Liguria, da Sarzana a Sanremo, hanno preso la parola per condividere punti di forza e criticità, con l’obiettivo di stendere un documento comune che verrà redatto da Akropolis e presentato ad Assessori e funzionari competenti di Regione, Province e Comuni. Anna Russo di Tilt Teatro ha illustrato gli sviluppi della Consulta Regionale dei teatri, proposta lo scorso 13 febbraio durante l’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso e di cui si parlerà in un secondo incontro con le istituzioni e tutti gli operatori liguri a metà aprile (per arrivare entro maggio alla formazione della Consulta).

    Altri operatori del settore hanno mostrato come vi siano problematiche comuni alle diverse realtà territoriali, che nonostante le criticità lavorano con entusiasmo per la promozione del lavoro dei giovani e la valorizzazione dei luoghi in cui operano. Questi alcuni problemi emersi: difficoltà nel dialogo con le istituzioni, mancanza di riconoscimento e tutela delle realtà “minori”, scarsa trasparenza sui criteri di stesura dei bandi e sulla distribuzione dei finanziamenti, poca attenzione alla qualità delle produzioni (professionalità degli operatori, numero di spettatori, etc), carenza di spazi e talvolta inagibilità degli spazi accessibili. Inoltre, è emersa l’esigenza di far comprendere alle istituzioni che la proposta teatrale ligure – e di conseguenza i fondi assegnati – non deve essere “Genova-centrica” ma deve tenere conto del valore di tutte le realtà dei territori che fanno cultura sui territori.

    Al termine del convegno il Teatro Akropolis ha proposto la rappresentazione di Amor fati: una performance di venti minuti con tre attori che fa parte del programma di Testimonianze, ricerca, azioni ed è tratto da uno studio sull’opera di Friedrich Nietzsche.

    In attesa della pubblicazione del documento ufficiale, è possibile “ripercorrere” quanto discusso ieri su Twitter, attraverso gli hashtag #comunicateatro#crescoliguria.

    Marta Traverso

  • Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    manicomio-quarto-D3Dopo mesi di rimandi, trattative e dubbi sulla sorte dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, tema di cui ci siamo spesso occupati su Era Superba, lo spazio è diventato un polo per incontri pubblici ed eventi culturali, grazie all’impegno dell’associazione Quarto Pianeta.

    Tra gli edifici ospitati nella struttura c’è anche il Museattivo Claudio Costa, un istituto dedicato allo studio delle “materie e forme inconsapevoli” e intitolato al pittore genovese morto nel 1995, che ha ampiamente contribuito all’allestimento del museo e all’attivazione di laboratori e iniziative di arte-terapia per i pazienti dell’ospedale psichiatrico.

    Come spiega Margherita Levo Rosenberg, «il Museattivo rappresenta un supporto importante per le attività del Centro Basaglia della ASL 3 Liguria: la sua è una funzione attiva di connessione, di costruzione di reti sociali e culturali. Permette al mondo dell’arte di frequentare i nostri spazi, a noi e ai nostri “artisti” di entrare a farne parte come semplici addetti ai lavori; una possibilità di non poco conto. Con la definizione “Materie e Forme Inconsapevoli” si indica che l’arte si racconta attraverso la forma che diventa visibile e si costruisce facendo ricorso alla materia, dalla materia immateriale del virtuale alla pittura».

    Per approfondire questi temi l’ex ospedale psichiatrico ospiterà venerdì 22 marzo un incontro pubblico sul tema Intrecci di sogni: confronto di esperienze tra arte e terapia e l’inaugurazione della mostra Tapis roulant.

    Cosa avverrà in dettaglio? «Nella biblioteca storica dell’ospedale psichiatrico di Quarto sarà presentato un libro, Tracce di sogno – L’irregolare nell’arte, a cura di Giorgi Bedoni, che tratta di un’esperienza “artistica” con gli operatori dell’ospedale Psichiatrico di Melegnano. Sarà inoltre inaugurata la mostra Tapis Roulant di Marco De Barbieri – a cura dell’Atelier di Arte Terapia del Centro Basaglia, del quale mi occupo personalmente da più di vent’anni – e proiettati tre filmati, I Corti di Prato Zanino, prodotti nelle Strutture Residenziali del Distretto 8 del Dipartimento di Psichiatria, in collaborazione con “Il giardino del mago”. Sarà un’occasione per mettere in comune le esperienze e per confrontarsi, non tanto sul piano dell’arte quanto sul piano della dimensione psicologica, relazionale e sociale delle attività espressive e dell’arte».

    Un evento che, insieme agli altri organizzati in questo spazio, vuole porsi come l’occasione per invitare i genovesi a visitare la struttura e alle istituzioni per valorizzarne le attività: «Ci attendiamo che il patrimonio di esperienze e di cultura sedimentato negli anni, a partire dal Centro Culturale del Levante prima, e attraverso Lo Spazio Agorà, l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli, il Centro Socioriabilitativo Franco Basaglia e il Museattivo Claudio Costa poi, non vada disperso ma sia valorizzato come merita. L’iniziativa, la creatività e lo sforzo di tanti professionisti, volontari e appassionati non dovrebbero essere cancellati dalle inevitabili trasformazioni che segnano il trascorrere del tempo ma essere valorizzati insieme con le opere della collezione permanente del nostro museo».

    La mostra Tapis roulant sarà aperta al pubblico fino al 31 maggio, tutti  i giorni con orario 8-20. Come scritto nel testo di presentazione «L’artista Marco De Barbieri, che espone da alcuni anni in personali e collettive, ha scelto per questa occasione una dozzina di tele dalla pittura materica e densa, dai colori impastati e compressi a formare, volutamente, campiture dalle tinte indefinite e indefinibili. La materia pittorica, stesa e pressata come l’asfalto, lascia intendere un andamento verticale di strie cromatiche nelle quali si fanno strada venature metallizzate che aggiungono altra durezza ad un gesto pittorico che, da solo, non concede nulla alla seduzione».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    acquarioProsegue l’appuntamento con Mercoledì Scienza, la rassegna di conferenze che si svolge ogni settimana presso l’Auditorium dell’Acquario di Genova e curata dall’associazione Amici dell’Acquario in collaborazione con l’Acquario stesso, con il Centro Studi Sotterranei di Genova e con la sponsorizzazione della Fondazione CARIGE.

    Le conferenze si svolgono ogni mercoledì pomeriggio a partire dalle 17.50, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

    Il tema che viene affrontato oggi (mercoledì 20 marzo 2013) è “Dai templi sotterranei alle Chiese rupestri medievali“. Templi, tombe e chiese realizzati nelle varie epoche e da varie culture, condurranno i partecipanti in un viaggio virtuale dal centro del Mediterraneo al Medio Oriente ed in particolare in Turchia.

    I relatori sono Roberto Bixio, presidente del Centro Studi Sotterranei di Genova, e Andrea De Pascale, conservatore del Museo Archeologico del Finale.

  • Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    valbisagno-staglienoMartedì 12 marzo 2013 al Circolo Arci Zenzero inizia una rassegna di eventi dedicati alla scoperta della Val Bisagno nei suoi molteplici aspetto di arte, letteratura, natura e paesaggio.

    L’ingresso è gratuito per i soci del Circolo e possessori di tessera Arci.

    Questo il programma completo.

    Martedì 12 marzo 2013 (ore 15-17)
    Un torrente di parole: voci e memorie della Val Bisagno (a cura di Donata Ortolani)

    Martedì 19 marzo 2013 (ore 15-17)
    Lo sguardo di Caproni e Sbarbaro sulla Val Bisagno (a cura di Luigi Surdich)

    Martedì 26 marzo 2013 (ore 15-17)
    Racconti partigiani in Val Bisagno (a cura di Giuseppe Morabito e Giordano Bruschi)

    Martedì 2 aprile 2013 (ore 15-17)
    Edoardo Firpo (a cura di Silvio Ferrari e Bubi Senarega)

    Martedì 9 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio urbano tra pittura e fotografia (a cura di Giuseppe Marcenaro)

    Martedì 16 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio naturalistico (a cura di Mario Calbi)

    Martedì 23 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il sistema dei Forti (a cura di Matteo Marino)

    Martedì 30 aprile 2013 (ore 15-17)
    Le trasformazioni urbanistiche, dal sistema delle ville ai quartieri dormitorio (a cura di Bruno Giontoni)

    Martedì 7 maggio 2013 (ore 15-17)
    L’acquedotto storico (a cura di Maria Pia Turbi)

    Martedì 14 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il cimitero di Staglieno (a cura di Paola Balbi)

    Martedì 21 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il Bisagno: i ponti, le alluvioni, il porto preistorico (a cura di Paolo Tizzoni)