Autore: manuelastella

  • ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    Premiazione Arte e Immagine
    Sabato 22 giugno l‘associazione sportiva Arte Immagine  festeggia i 24 anni di attività presso il teatro del Ponente di Genova Voltri (ore 21) con lo  Cartoons, spettacolo di danza e musica a ingresso libero.

    Un appuntamento per celebrare anche i numerosi riconoscimenti (ben 13) conquistati dalla scuola nel mese di maggio.

    Il 17 maggio Arte e Immagine ha vinto al teatro Ariston di Sanremo la rassegna Città in danza  con due coreografie di danza classica di Silvia Grandis: I Cuochi (vincitore categoria bambini) e Giochiamo? (vincitore categoria ragazzi): le due coreografie parteciperanno alla Rassegna Finale che si svolgerà al Palamontepaschi di Chianciano il 30 Giugno.

    Durante la rassegna Dance4People la coreografia Giochiamo? ha vinto il primo premio e una borsa di studio per l’intero gruppo,  mentre Elisa Molinari con l’assolo Invito alla danza ha conquistato il secondo premio più la borsa di studio.

    Sempre per la danza classica, nell’ambito della stessa manifestazione, Arianna Parodi con l’assolo Hoop-dee-doo ha vinto il terzo premio più la borsa di studio. Ed ancora un primo premio  più borsa di studio per tutto il gruppo della coreografia di danza moderna Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    Ben quattro sono stati i premi assegnati ad Arte e Immagine da una giuria di fama internazionale ( Margarita Traianova, Victor Litvinov, Brian Bullard, Sonia Bianchi , Francesco Nappa) durante il Concorso Nazionale Genova, arte in movimento al teatro Gustavo Modena di Genova:
    1° Premio al passo a due Trois petites notes de musiques di Silvia Grandis ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa.
    2° Premio all’assolo Hoop- dee –doo di Silvia Grandis  ballato da Arianna Parodi più borsa di studio.
    3°Premio a Giochiamo? coreografia di Silvia Grandis  più borsa di studio all’intero gruppo.
    3°Premio a Piccole ballerine di Silvia Grandis ballato da Martina Buonomo e Nicole Ierardi di soli 5 anni.

    E infine questa prestigiosa giuria ha assegnato una borsa di studio a tutti gli allievi della scuola Arte e Immagine per il Summer dance festival di Chiavari.

    Finiamo con gli ultimi due premi conquistati alla rassegna Music for peace: il secondo premio a Giochiamo? di  Silvia Grandise ilterzo posto Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    La scuola celebra così con Cartoons un anno ricchissimo di riconoscimenti: il primo tempo dello spettacolo  è ispirato al mondo dei cartoni animati, nel secondo tempo si possono ammirare i brani che quest’anno hanno ottenuto dei prestigiosi riconoscimenti.

    Le coreografie sono per il classico, di Silvia Grandis, per il moderno e il contemporaneo di Roberta Consagra e per l’hip-hop di Barbara Robaldo.

    Il musical ed il canto è affidato alla bravura di Giulia Chiossone.

    Inoltre, nel mese di settembre, sono in programma lezioni di prova gratuite.

    Per informazioni: A.S.D. CIRCOLO CULTURALE ARTE E IMMAGINE- VIA AL
    SANTUARIO DELLE GRAZIE N°11- 16158  GENOVA- VOLTRI
    CELL.3481130474
    CORSI DI DANZA CLASSICA, MODERNA E CONTEMPORANEA, HIP-HOP, STRETCHING.,PILATES, ZUMBA E RISVEGLIO MUSCOLARE.

     

    IP

  • Pomodori ripieni: ingredienti e preparazione

    Pomodori ripieni: ingredienti e preparazione

    Pomodori ripieni al fornoDopo i ripieni di verdure, ecco una ricetta light, adatta per i vegetariani. I pomodori ripieni sono facili da preparare ma molto gustosi, questa variante tutta genovese prevede che vengano cotti in forno e poi serviti.

    Ingredienti

    8 pomodori tondi abbastanza grossi, 2 uova, mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata, 80 grammi di formaggio grattugiato, una manciata di funghi secchi, 2 cipolle bianche,  pane grattugiato, olio extravergine di oliva, origano, sale e pepe.

    Preparazione

    Lavate i pomodori, tagliateli a trequarti circa eliminando i semi. Salateli e metteteli rovesciati sulla carta da cucina in modo che perdano tutta l’acqua di vegetazione.

    Tritate le cipolle, i funghi ammollati, l’aglio, il prezzemolo e soffriggete il tutto in una padella unta d’olio.

    Togliete dal fuoco, lasciate intiepidire e unite poi la mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, le uova, l’origano, il sale, il pepe, amalgamando bene il tutto.

    Riempite con il composto le metà più alte dei pomodori, disposte in una teglia con un filo d’acqua, spolverizzare di pane grattugiato e versando un filo di olio d’oliva.

    Cuocete in forno medio per circa 25 minuti.

    Buon appetito!

     

    Foto: ww.saledolce.com

  • Torta di asparagi, ingredienti e preparazione

    Torta di asparagi, ingredienti e preparazione

    Torta di asparagiDopo le ricette della torta di carciofi, di zucca, di cipolle, vi proponiamo anche quella della torta di asparagi.

    Facile da preparare e molto gustosa, si può servire sia come antipasto che come secondo.

    Ingredienti
    Per la pasta: 1 Kg. di farina bianca, 4 cucchiai d’olio, sale e acqua.

    Per il ripieno: 2,5 chili di asparagi, 200 grammi di parmigiano reggiano grattugiato, 80 grammi di burro, 2 cucchiai di olio di oliva, 6 uova, sale.
    Preparazione

    Impastate la farina con l’olio, il sale e tanta acqua quanto basta per ottenere una pasta di giusta consistenza. Lavoratela molto bene e copritela con un tovagliolo umido e  sopra uno asciutto e lasciatela riposare per un quarto d’ora.

    Nel frattempo lavate gli asparagi, legateli a piccoli mazzetti e lessateli in abbondante acqua salata. Dopo circa 5 minuti, scolateli, separate le punte dai gambi e passatele in padella rosolandole con il burro, metteteli in una ciotola e unite uova, grana e olio.

    Tirate 10 sfoglie sottilissime di pasta e stendete la prima su una tortiera unta e  infarinata. Spennellatela con un poco d’olio e ritagliate con un coltello il cordone di pasta in eccesso (operazione che ripeterete per tutte le sfoglie). Stendete altre cinque sfoglie e poi fate uno strato il ripieno di asparagi, uova e formaggio.

    Coprite con le rimanenti sfoglie, punzecchiando con una forchetta l’ultima.

    Cuocete  a 180° per circa un’ora, sfornare quando la cupola sarà gonfia e dorata.

    In alternativa potete dimezzare le dosi della pasta (circa la metà) e lasciare la torta scoperta nella parte superiore, decorandola sulla superficie con alcuni asparagi interi (vedi foto).
    Foto: www.missionecucina.it

  • ASD Arte e Immagine: anno ricco di premi per la scuola di danza di Genova Voltri

    ASD Arte e Immagine: anno ricco di premi per la scuola di danza di Genova Voltri

    Danza classica Arte ImmagineL’anno scolastico 2012 -2013 non è ancora terminato e sono già numerosi i successi ottenuti dai corsi di danza classica della scuola Arte e Immagine diretti da Silvia Grandis.

    Elisa Molinari, allieva di Silvia Grandis, è stata scelta dagli insegnanti della Scala di Milano tra centinaia di aspiranti e potrà quindi frequentare la prestigiosa scuola Scaligera e avverare il suo sogno di diventare una ballerina professionista.

    Nel mese di novembre 2012 tre sono stati i premi conquistati al concorso della Croce Rossa: 1 Premio al passo a due Tea for two ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 2° Premio alla coreografia Pippi Calzelunghe, 3° Premio al passo a due Por el amor de amar ballato da Allegra Bixio e Francesca Vallarino.

    Al concorso Liguria in Danza altri quattro Premi conquistati: 1° Premio al passo a due Trois petites Notes de Musique ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 1° Premio alla coreografia I cuochi, 2°Premio all’assolo Gli Aristogatti ballato da Chiara Formisano, 3° Premio all’assolo Hoop-dee-doo ballato da Arianna Parodi.

    A marzo 2013 durante il prestigioso concorso nazionale Variazioni la scuola di danza ha conquistato altri tre riconoscimenti:1°Premio al passo a due Le Cinesine ballato da Giada Gaggero e Annalisa Pavarotti, 2° Premio al passo a due Trois petites Notes de Musique ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 2°Premio al passo a due Soufle ballato da Allegra Bixio e Francesca Vallarino.

    Infine al Concorso Nazionale  Stardust di aprile 2013, la scuola ha conquistao il 2°Premio all’assolo Hoop-dee-doo ballato da Arianna Parodi, il 2°Premio alla coreografia Di Carta di Roberta Consagra, insegnante di danza Moderna e Contemporanea.

    L’impegno serio e costante degli allievi  e degli insegnanti della scuola Arte e Immagine ha portato al raggiungimento di questi bellissimi risultati che servono come stimolo e incoraggiamento per continuare a crescere e migliorarsi!

     

    IP

  • Verdure ripiene al forno: come preparare un classico della cucina genovese

    Verdure ripiene al forno: come preparare un classico della cucina genovese

    verdure-ripiene-alla-genoveseLe verdure ripiene al forno sono un grande classico della cucina genovese, servite sia come antipasto che come seconda portata.

    Un piatto povero che in origine prevedeva un ripieno di magro, cioè privo di carne o simili, ma oggi è consuetudine prepararlo anche con della carne tritata, del prosciutto o della mortadella.

    Le verdure più diffuse per questa preparazione sono zucchini, melanzane, peperoni, cipolle, pomodori ripieni.

    Ingredienti (per 6 persone)

    8 zucchini, 4 melanzane di media dimensione, 4 peperoni,  4 cipolle bianche abbastanza grosse, 4 pomodori, 200 grammi di pane raffermo, pangrattato, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato,  latte, 200 grammi di carne trita, o prosciutto cotto o mortadella (le dosi variano in base ai vostri gusti), 2 uova, aglio, prezzemolo, maggiorana, olio, burro, sale.

    Preparazione

    Pulite tutte le verdure e lessatele (ad eccezione dei pomodori) in acqua bollente per una decina di minuti. Intanto, mettete il pane spezzettato in una terrina a bagno nel latte per farlo ammollare. Scolate le verdure, lasciatele raffreddare e scavatele togliendo la polpa (conservatela per il ripieno), avendo cura di mantenerle comunque di un certo spessore.

    Fate rosolare la carne in una padella con dell’olio d’oliva e poco burro, salatela, e una volta cottaunitela al pane raffermo. Mettete poi la polpa delle verdure,  la maggiorana, il sale, il parmigiano, le uova, un filo d’olio, il prosciutto o la mortadella a piacere e mescolate bene.

    Prendete poi le verdure svuotate, riempitele con il ripieno preparato, cospargetele di pangrattato e mettetele in una teglia ben unta d’olio a cuocere in forno per mezz’ora a 180 gradi.

    Buon appetito!

    Foto: lacucinaaccanto.blogspot.com

  • Budino biancomangiare: ingredienti e preparazione

    Budino biancomangiare: ingredienti e preparazione

    budino-biancomangiareIl budino biancomangiare è un dolce al cucchiaio diffuso in moltissime regioni italiane; ne esistono numerose varianti, qui proponiamo una ricetta antica genovese.

    Ingredienti

    1 litro di latte, 1 etto di polvere di riso, 120 grammi di zucchero, 4 uova, 1 bicchierino di liquore Madera o Maraschino, 1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio, cannella, rosolio (a piacere).

    Preparazione

    Mettete la polvere di riso e lo zucchero setacciati a stemperare nel latte e fate cuocere per circa mezz’ora a fuoco basso, mescolando ripetutamente con un cucchiaio di legno.

    Togliete dal fuoco e aggiungete quattro rossi d’uovo sbattuti (consevate i bianchi), un bicchierino di Madera o di Maraschino, l’acqua di fior d’arancio, un pizzico di cannella e, se lo gradite, un bicchierino di rosolio.

    Mescolate bene e rimettete poi sul fuoco per un’altra mezz’ora continuando a girare con il cucchiaio di legno. Togliete nuovamente dal fuoco e aggiungete i quattro albumi d’uovo precedentemente conservati e mescolate per alcuni minuti.

    Versate il composto negli stampini, lasciare raffreddare bene e servite con una spolverata di cannella o qualche scorza d’arancia come guarnizione.

    Foto: euforiaincucina.blogspot.it

     

  • Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola«Bisogna denunciare ogni ingiustizia o affare illecito messo in atto da queste organizzazioni.
 Quindi non si deve avere paura dei mafiosi e non bisogna nascondersi dietro l’omertà, perché è dalla paura che la mafia crea il suo “Impero”». Firmato ch3cc0, un giovane alunno della scuola statale secondaria di primo grado “Colombo” di Genova, alias “la media Colombo”.

    Checco, come molti suoi compagni, ha imparato a conoscere la mafia in classe, grazie al progetto interdisciplinare “Liberi di…libera da…” sull’educazione alla legalità e al contrasto della mentalità mafiosa, promosso quest’anno dai suoi professori.

    «L’idea – spiega Maria Agostini, docente di italiano e coordinatrice del progetto – nasce dalla ferma convinzione che la scuola non possa dichiararsi estranea alla vita reale e abbia, invece, il dovere di trattare questi temi con i ragazzi, avviando con loro la riflessione personale e di gruppo su tematiche quali la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità. Ma un’educazione alla legalità che nasca da esperienze concrete dei ragazzi e che non sia calata dall’alto dal docente che fa lezione, che sia capace di portare cambiamento nella realtà quotidiana dei ragazzi».

    Per provare a raggiungere questo nobile obiettivo, il corpo docente si è avvalso della collaborazione di voci autorevoli del settore, come le associazioni Libera e Addiopizzo, che hanno dato vita a laboratori trasversali, proposti a classi parallele e il cui risultato sarà presentato a tutti venerdì 31 maggio, nell’ambito di una sorta di notte bianca del Colombo, con la scuola aperta fino alle 22.30.

    In quell’occasione, alunni, genitori e tutti i genovesi interessati potranno giocare all’ocomafia, il giro dell’oca realizzato dagli studenti delle classi prime e delle seconde, mentre le terze proporranno lo spettacolo di teatro di parola “Mafia vuol dire miseria” (di cui è visibile un’anteprima sul canale YouTube ufficiale della scuola).

    «Il lavoro delle terze – spiega la professoressa Agostini – parte dalla lettura di racconti con protagonisti ragazzini coetanei dei nostri alunni che hanno già incontrato la mafia nella loro vita». In particolare, nel corso dell’anno i giovani studenti hanno letto: “E vallo a spiegare a Nino” di Anselmo Roveda, in cui viene illustrata ai più piccoli la realtà dei beni confiscati alle mafie; “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi, che racconta la storia di un ragazzino testimone di mafia costretto a vivere sotto protezione, vincitore del premio Andersen due anni fa e da cui Giorgio Scaramuzzino ha tratto uno spettacolo per il Teatro dell’Archivolto; “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, che racconta la storia di un bambino nato nella notte seguente alla strage di Capaci, 23 maggio 1992, quando furono assassinati il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta.

    «Da questi libri e da “Gomorradi Roberto Saviano – continua la docente – abbiamo tratto alcuni brani che sono andati a costituire il copione dello spettacolo, seguendo il filone dei significati della parola mafia e delle sue connessioni con il mondo dei più piccoli, dal fenomeno delle baby-gang alla protezione dei giovani testimoni».

    Il lavoro è in tutto e per tutto autogestito dai ragazzi: al di là della lettura, gli alunni della Colombo si sono occupati direttamente della grafica, della ripresa e del mix audio, oltre che della coreografia nella quale convergono i lavori realizzati da tutte le classi dell’istituto scolastico.

    Assieme allo spettacolo, gli alunni più grandi presenteranno anche l’audiolibro sul racconto di Roveda, realizzato nell’ambito delle iniziative per il premio Andersen, con la collaborazione di Adov (Associazione dei donatori di voce) e della biblioteca De Amicis.

    «Benché molto faticoso – ammette Maria Agostini – si tratta di un lavoro molto stimolante anche per noi docenti. Grazie all’interdisciplinarietà e al continuo scambio di alunni, riusciamo a coinvolgere pienamente anche chi è meno avvezzo alla didattica tradizionale ma si sente molto responsabilizzato dal dover fare qualcosa per gli altri. Lavorare sull’educazione alla legalità e sulla cittadinanza attiva, infatti, significa rendersi responsabili del bene comune nei confronti degli altri e organizzarsi in modo che i più grandi si prendano cura dei più piccoli, com’è giusto che sia».

    E le ore di lezione non vengono assolutamente gettate al vento se, alla fine, c’è chi, come consu, arriva a scrivere: «Meglio morire lottando che vivere soffrendo. Spero che prima o poi la mafia finirà… E’ ingiusta e non ha uno scopo… La mafia esiste ed è crudele… anche se alcuni non ci credono… purtroppo è così… la mafia esiste».

    Simone D’Ambrosio

  • Linguine con triglie e carciofi: ingredienti e preparazione

    Linguine con triglie e carciofi: ingredienti e preparazione

    linguine-triglie-carciofiLe linguine con triglie e carciofi sono facili da preparare ma garantiscono un ottimo risultato. Al posto delle linguine si possono utilizzare anche gli spaghetti o una pasta corta come le penne (clicca qui per la ricetta dei ravioli di carciofi)

    Ingredienti per 4 persone

    380 grammi di linguine, 400 grammi di filetti di triglia, 4 carciofi (consigliati quelli di Albenga), 1 limone, 2 spicchi di aglio, vino bianco secco, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe.

    Preparazione

    Pulite bene i carciofi privandoli delle foglie esterne più dure e delle punte; divideteli poi a metà eliminando il fieno interno e immergeteli in acqua e limone. Questo passaggio è necessario per evitare che anneriscano.

    Tagliateli poi a fette sottili e metteteli in una padella con olio, aglio e fateli rosolare per pochi minuti. Salate e unite anche i filetti di triglia puliti e tagliati a pezzetti; aggiungete un pò di pepe, sfumate con mezzo bicchiere di vino e proseguite la cottura per 10-12 minuti.

    Nel frattempo cuocete le linguine in abbondante acqua salata, scolatele al dente e ultimate la cottura unendole al sugo di pesce e carciofi. Aggiungete poi il prezzemolo e amalgamate bene il tutto, aiutandovi necessario con dell’acqua di cottura della pasta.

    Buon appetito!

  • Condiggion, ingredienti e metodo di preparazione

    Condiggion, ingredienti e metodo di preparazione

    condiggionIl condiggion (o condiggiun) è una tipica insalata che veniva consumata nel passato dai marinai del Ponente ligure  o dai contadini durante le pause di lavoro, quando ognuno portava qualche verdura dal suo orto.

    E’ consigliabile prepararla con verdure fresche e di stagione, e può essere servita come antipasto o come piatto unico leggero e dietetico per chi bada alla linea.

    La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo  delle gallette del marinaio, che oggi sono poco diffuse e si possono sostituire con pane toscano o pane casereccio ammorbito in acqua e aceto.

    Ingredienti
    2 gallette da marinaio, 2 pomodori da insalata, 1 peperone rosso, 1 peperone giallo, 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto di basilico
    50 g di mosciame di tonno o di bottarga di muggine, 1 cipolla bianca, 80 grammi di tonno sott’olio, 1 manciata di olive verdi, 1 manciata di olive nere taggiasche, olio, aceto, sale.

    Preparazione

    Prendete le gallette, bagnatele con l’aceto e un pò di acqua, spezzettatele e mettetele in un piatto fondo o in una terrina precedentemente sfregata con dell’aglio.

    Pulite e tagliate bene le verdure (pomodori, peperoni, cipolla), tritate il basilico e unite alle gallette, al tonno, alla bottarga o al mosciame alle olive, al sale e all’ olio.

    Lasciate riposare e servite fresco.

    Alla ricetta tradizionale potete aggiungere a piacere anche altri ingredienti cone i cetrioli, foglie di insalata, acciughe sott’olio.

    Buon appetito!

     

    Foto: arbanelladibasilico.blogspot.it

     

  • Quaresimali: come preparare i dolcetti tipici del periodo di Pasqua

    Quaresimali: come preparare i dolcetti tipici del periodo di Pasqua

    quaresimaliI Quaresimali sono dolcetti dalle antiche tradizioni che si preparano nel periodo della Quaresima, che precede la Pasqua.

    Sono diffusi in Liguria e Toscana: quelli liguri sono a  base di paste di mandorle e sono ancora acquistabili presso le antiche confetterie del capoluogo genovese.

    Si dice che siano stati creati per la prima volta dalle Suore Agostiniane intorno al 1500, per soddisfare l’esigenza di avere dei dolci che non prevedessero l’uso di uova e burro, proibiti in periodo di Quaresima.

    Ingredienti

    250 g di mandorle dolci  siciliane sgusciate, 150 g di zucchero, 2 albumi, farina, acqua di fiori d’arancio, glassa di zucchero o fondant colorati, mompariglia e confettini colorati, marmellata di albicocce a piacere.

    Preparazione

    Battete nel mortaio (o utilizzando il mixer) le mandorle insieme allo zucchero e a poca acqua di fiori d’arancio e unite lentamente gli albumi fino ad ottenere un impasto sodo.

    Aggiungete se necessaria poca farina e stendete poi l’impasto con il mattarello ottenendo uno strato di pasta alto circa un centimentro.

    Prendete gli stampini e create delle forme, possibilmente tonde e romboidali, e cospargetele con la mompariglia e i  confettini colorati. Se vi piace, potete anche preparare dei dolcetti con la marmellata di albicocca oppure con la glassa di zucchero, creande delle formine di mezzo centimetro l’una e sovrapponendole.

    Mettete poi i dolcetti su una placca da forno già unta e cuoceteli circa 15 minuti a 250 gradi fino a che non diventino ben dorati sulla superficie.

    Buon appetito!

  • Agnello al forno con patate, un classico della cucina di Pasqua

    Agnello al forno con patate, un classico della cucina di Pasqua

    agnello-forno-patateL’agnello al forno con patate è una ricetta tipica della Pasqua, diffusa in molte regioni italiane tra cui la Liguria.

    E’ facile da preparare ma garantisce un ottimo risultato e non può mancare nel pranzo pasquale genovese insieme alla torta pasqualina, alle lattughe ripiene, alla cima e ai cavagnetti.

    Ingredienti per 6 persone

    Un cosciotto d’agnello di circa 2 chili, 1 chilo di patatine novelle, 1 bicchiere di vino bianco secco, alloro, rosmarino, aglio, olio, sale, pepe.

    Preparazione

    Lavate bene l’agnello, mettetelo in una ciotola capiente con aglio, rosmarino, alloro e vino e lasciatelo marinare preferibilmente per una notte intera,

    Ungete una teglia da forno alta circa 8 centimetri, mettetevi al centro le foglie di alloro e l’agnello riempito con il rosmarino. Fatelo rosolare bene e aggiungete poi intorno le patate, precedentemente pulite e fatte scottare in una pentola riempita con dell’acqua.

    Mettete ancora un pò di olio,  salate e cuocete a 180 gradi girando di tanto in tanto il cosciotto e le patate.

    A metà cottura cospargete l’agnello con il bicchiere di vino, fate evaporare e finite la cottura. L’agnello deve diventare dorato e  cotto in tutte le sue parti (la cottura totale è circa di un’ora e mezza).

     

    Foto: buonissimo.org

     

  • Cavagnetti, un dolce di Pasqua della tradizione genovese

    Cavagnetti, un dolce di Pasqua della tradizione genovese

    uovaI cavagnetti sono un dolce tradizionale della cucina genovese e si prepararano in occasione della Pasqua.

    Sono dei cestini di pasta dolce che racchiudono un uovo di solito colorato e il loro nome deriva proprio da questa caratteristica forma a piccolo cestino con il manico.

    Secondo la tradizione, questi dolci venivano scambiati tra i fidanzati la mattina di Pasqua come normali doni; oggi sono poco diffusi, in quanto sostituiti dalla più comune colomba e dall’uovo di cioccolato.

    Ingredienti

    450 gr farina, 3 etti burro, 150 grammi di zucchero, 1 uovo, buccia di limone grattugiato, 6 uova sode con guscio.

    Preparazione

    Impastate la farina setacciata, il burro, lo zucchero e la buccia di limone ottenendo così la pasta frolla. Tiratela alta circa 2 cm e tagliate 6 ciambelle.  Al centro di ognuna mettete l’uovo sodo e copritelo con delle strisce di pasta frolla incrociate.

    Mettete i cavagnetti ben distanziati tra loro in un tegame imburrato e cuocete a 160 gradi per 25 minuti.

  • Ravioli di carciofi, ingredienti e metodo di preparazione

    Ravioli di carciofi, ingredienti e metodo di preparazione

    ravioli-carciofiI ravioli di carciofi sono una variante gustosa dei classici ravioli, ottimi da condire con una salsina di pomodoro, con il tocco genovese, con un soffritto di carciofi oppure più semplicemente con del burro fuso e del parmigiano.
    IngredientiPer la pasta: 600 grammi di farina, 2 uova, acquaPer il ripieno: 8 carciofi, maggiorana, 150 grammi di ricotta oppure di quagliata (prescinseua),  mezza cipolla tagliata, mezzo spicchio d’aglio, parmigiano reggiano grattugiato, 3 uova, 1 mestolino di brodo o di acqua tiepida, prezzemolo tritato fresco, 1 limone per sbianchire i carciofi, olio extravergine di oliva, sale.Preparazione

    Preparate prima la pasta: versate su una spianatoia la farina a cratere, unite le uova e salate. Mescolate tutto e iniziate a lavorare gli ingredienti fino a ottenere un impasto morbido e liscio, aiutandovi se necessario con qualche goccia d’acqua. Lasciate poi riposare la pasta.

    Nel frattempo preparate il ripieno: pulite bene i carciofi dalle foglie esterne più dure, rifilate con il coltello le punte delle foglie fino a farne restare la parte senza spine, togliete la corteccia ai gambi, tagliate finemente i cuori di carciofo e i gambi e metteteli a bagno in acqua e limone. Questo passaggio è necessario per evitare che i carciofi anneriscano.

    Mettete poi sul fuoco una padella e soffriggete un trito di aglio e cipolla nell’olio, unite i carciofi e fateli rosolare bene, bagnando di tanto in tanto con il brodo; aggiungete poi il prezzemolo tritato fate cuocere per una ventina di minuti.

    Una volta cotto, tritate il tutto con la mezzaluna e versate in una ciotola, unite il formaggio, la ricotta, le uova, la maggiorana pestata e il sale e amalgamate bene il tutto.

    Prendete la pasta, stendetela aiutandovi con un mattarello e dividetela in due parti uguali: nella prima sfoglia sottile ottenuta mettete dei mucchietti di ripieno grandi quanto un cucchiaino da caffè a distanza di 2 cm l’uno dall’altro; ricoprite con la seconda sfoglia, con le dita fate pressione e saldate le sfoglie tutto attorno al ripieno, poi con la rotella dentata o un apposito stampino, tagliate i ravioli.

    Lasciate asciugare sulla spianatoia per alcune ore, quindi cuocete i ravioli in acqua bollente salata e scolateli appena venuti a galla. Condite a piacere e servite

  • Liquore ai fiori di arancio, ecco come prepararlo

    Liquore ai fiori di arancio, ecco come prepararlo

    fiori-arancioDopo la ricetta del liquore al basilico e quella del liquore di rosa, ecco un’altra idea per terminare il pasto o accompagnare una merenda dolce.

    Questa preparazione è consigliata nel periodo primaverile perchè proprio verso marzo gli aranci sono in piena fioritura e i fiori sono particolaremente profumati e aromatizzati.

    Ingredienti

    150 grammi di fiori di arancio, un litro di alcool a 90 gradi, 400 grammi di zucchero, 1/2 litro d’acqua

    Preparazione

    Prendete 150  grammi di fiori di arancio e metteteli a macerare in un grande recipiente di vetro a chiusura ermetica coperti da un litro di alcol a 90 gradi.
    Chiudete bene tutto e lasciate riposare due settimane in luogo fresco, asciutto e buio. Trascorso questo tempo filtrate tutto attraverso una garza.

    Preparate poi uno sciroppo con 400 grammi di zucchero e mezzo litro d’acqua, mettendo sul fuoco e mescolando finché lo zucchero si sarà completamente sciolto.

    Fate raffreddare e poi unite all’alcol aromatizzato; lasciate riposare ancora qualche giorno, filtrate ancora una volta e imbottigliate.

  • Cima alla genovese: ingredienti e preparazione della tradizionale ricetta

    Cima alla genovese: ingredienti e preparazione della tradizionale ricetta

    cima-genovese

    La cima è una delle ricette tradizionali della cucina ligure: in origine era un piatto di recupero, oggi è una ricetta ricercata e sempre più rara.

    Aldo Acquarone le ha dedicato i versi di una poseia, A çimma pinn-a, o re di piatti frèidi, Fabrizio De Andrè una famosissima canzone, Â çímma.

    Una volta preparata, le fette fredde della cima possono essere passate nell’uovo sbattuto e pane grattugiato e fritte con burro o olio d’oliva. E’ un vecchio metodo per utilizzare gli avanzi della cima il giorno dopo la preparazione.

    Ingredienti

    1 chilo di pancetta di vitello tagliata in un solo pezzo sottile e cucita poi a sacco con apertura da una sola parte, 100 grammi di polpa di vitello, 10 grammi di poppa di vitella, 50 grammi di cervella, 40 grammi di burro, 6 uova, 2 cucchiai di pinoli, parmigiano grattggiato, funghi secchi, maggiorana, uno spicchio d’aglio, 100 grammi di piselli, 2 cipolle, 1 carota, olio, mollica di pane, mezzo bicchiere di latte, mezzo bicchiere di vino bianco, sale.

    Preparazione

    Tritate finemente la polpa, la poppa e le cervella del vitello.

    Fate poi rosolare un trito di cipolle e carota in una grossa padella, quindi unite le carni tritate, i piselli sgranati, i funghi precedentemente ammollati in acqua tiepida, i pinoli, l’aglio tritato, la maggiorana, le uova sbattute, la mollica di pane bagnata nel latte e il parmigiano.

    Mescolate con un cucchiaio di legno, salate, unite il vino bianco e fate cuocere fino a che non evapora.

    Riempite la sacca di vitella con il composto appena preparato e cucite il lato rimasto aperto. Mettete sul fuoco una grossa pentola piena d’acqua salata con una cipolla, sedano e carota.

    Quando l’acqua sarà tiepida, immergetevi la sacca ripiena di carne (cima). Fate bollire a fuoco medio per circa due ore e di tanto in tanto forate la sacca con un grosso spillo per evitare che si gonfi e si spacchi.

    Una volta cotta, lasciate raffreddare la cima in un piatto e cercate di far foriuscire l’eventuale brodo che ha assorbito durante la cottura. Tagliatela a fette di circa 1 centimetro di altezza, pronte ad essere degustate da sole o con un condimento di salsa verde.

    Foto: barbarafalcone.wordpress.com