Autore: manuelastella

  • Seppioline ripiene di verdure, gli ingredienti e la ricetta

    Seppioline ripiene di verdure, gli ingredienti e la ricetta

    Seppioline ripieneIngredienti

    1 kg di seppioline, 300 gr di fagiolini, 500 gr di pomodori, 1 ciuffetto di basilico, 1 uovo, 1 cipolla, vino bianco secco, 1 ciuffetto di timo, olio extravergine, sale, pepe

    Preparazione

    Mondate i fagiolini privandoli dell’estremità e del filo, lavateli e fateli cuocere in acqua bollente salata per 6-7 minuti; dopodichè scolateli e teneteli da parte.

    Quindi pulite le seppioline eliminando gli occhi, il becco e l’eventuale osso, evisceratele e separate la testa con i tentacoli dal sacco; lavate bene il tutto, tritando poi i tentacoli.

    Mondate i pomodori eliminando il piccioli, lavateli e asciugateli. In un a terrina riunite i tentacoli delle seppioline, i fagiolini sminuzzati, 2 foglie di basilico finemente tritate e metà dei pomodori a pezzetti. Legate il tutto con l’uovo, salate, pepate e mescolate bene.

    Riempite i sacchi delle seppioline con questa farcia, quindi fissate il bordo con uno stecchino di legno per evitare che il ripieno fuoriesca. Mondate la cipolla, tritatela e fatela appassire in una padella con 4 cucchiai di olio.

    Versate il condimento in una pirofila, disponetevi le seppioline, quindi bagnate il tutto con mezzo bicchiere di vino.

    Passate in forno a 180 gradi per 30 minuti, sfornate e completate il piatto con i pomodori rimasti e il timo lavato e sfogliato. Ripassate in forno e fate cuocere per altri 15 minuti, poi servite decorando con qualche fogliolina di basilico fresco.

  • Corsetti, una ricetta genovese che ha origini antiche

    Corsetti, una ricetta genovese che ha origini antiche

    CorsettiI corsetti, detti in dialetto genovese curzetti, sono una pasta tipica della cucina ligure e possono avere due formati diversi: quelli alla polceverasca, hanno una tipica forma piccolo otto, quelli del Levante sono piccoli medaglioni di pasta decorati in modo particolare, e per questo si definiscono anche corsetti stampati.

    La decorazione viene fatta con uno stampino in legno e le loro origini risalgono al Rinascimento, dove i nobili personalizzavano la pasta con lo stemma della propria famiglia per affermare il loro potere sul territorio. Il nome deriva dall’immagine di una piccola croce (cruxetta) con la quale veniva originariamente decorato un lato dai corsetti. Nel levante ligure, con la parola “corzetto” s’intende sia lo stampo di legno, che la pasta così incisa.

    Ingredienti

    Mezzo chilo di farina di grano duro, 3 rossi d’uovo, sale.

    Preparazione

    Preparate l’impasto con la farina di grano duro, unitevi i rossi d’uovo (la proporzione è sei rossi per ogni chilodi farina) e il sale. Dall’impasto prendetene poco più di un fagiolo) e date loro la forma di 8 comprimendo entrambe le parti con i due indici ( destra e sinista contemporaneamente) nel caso li vogliate alla polceversarca. Se invece vli volete di forma tradizionale, create una sfoglia con l’impasto e tagliatela a cerchiatti, su cui imprimte il disegno del tipico stampino in legno utilizzato nella tradizione (ovviamente questo è facoltativo).

    Lasciate essiccare i corsetti coprendoli con carta straccia. Potete condirli con il sugo di carne o funghi, con il pesto, con la salsa di noci o con una salsina composta da burro, pinoli tritati, maggiorana o salvia.

    Stampini dei corsetti

  • Buridda di seppie, una squisita ricetta tipicamente genovese

    Buridda di seppie, una squisita ricetta tipicamente genovese

    Buridda di seppieIngredienti

    800 gr di seppie, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 15 gr di funghi secchi, 2 acciughe salate, mezzo bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio di estratto di pomodoro, 1 manciata di pinoli, 2oo gr di piselli.

     Preparazione

    Lavate, pulite e tagliate a listarelle le seppie. Mettete a bagno i funghi in acqua tiepida, strizzateli e tritateli.

    Tagliate l’aglio e il prezzemolo, diliscate le acciughe e sciogliete i filetti nell’olio.

    Disponete le seppie in un tegame, possibilmente di terracotta, quini unitevi il trito di aglio e prezzemolo e fate rosolare il tutto. Insaporite e bagnate col vino.

    Una volta evaporato l’alcool, aggiugete i funghi tritati e l’estratto di pomodoro diluito in acqua calda. Salate e fate cuocere per circa mezz’ora. Verso fine cottura, aggiungete i piselli e i pinoli.

    Un’ottima variante della ricetta della buridda, prevede l’utilizzo delle patate o dei carciofi al posto dei piselli.

     

  • Tomaxelle, ingredienti e ricetta del piatto genovese a base di carne

    Tomaxelle, ingredienti e ricetta del piatto genovese a base di carne

    TomaxelleL’estate sta finendo, forse, ma ogni stagione ha il suo perchè. In autunno, la tavola si arricchisce di sapori straordinari, regalandoci piatti che sapranno consolarci dalla crisi del rientro. Prepariamoci con le tomaxelle ripiene, una ricetta facile e di resa, che ci farà tornare il sorriso.

    Ingredienti (4 persone)

    8 fettine di carne tagliate molto sottili, 200 gr di piselli, olio d’oliva, una gamba di sedano, una cipolla piccola, una carota, un bicchiere di vino bianco secco, brodo vegetale.

    Per il ripieno:  200 gr di bietole, 200 gr di spinaci, 20 gr di grana, 20 gr di funghi secchi ammollati in acqua tiepida, 10 gr di pinoli appena tostati con un goccio di olio d’oliva, 2 uova, foglie di prezzemolo, un rametto di maggiorana, uno spicchio di aglio, sale q.b.

    Preparazione delle tomaxelle

    Preparate del brodo vegetale. Nel frattempo tritate e amalgamate i vari componenti del ripieno, che potete variare a seconda dei vostri gusti. Battete bene le fettine di carne e farcitele con il ripieno preparato, arrotolatele e fermatele con degli stecchini. Mettete in una casseruola un po’ di olio d’oliva e un trito di sedano, carota e una piccola cipolla; fate rosolare il tutto con gli involtini di carne. Aggiungere il vino bianco secco, i piselli (a piacere) e continuate la cottura versando via via il brodo vegetale caldo che avete preparato a inizio ricetta. Cuocete a fuoco lento per circa mezz’ora. Servite tiepido.

  • Giovani e lavoro in Italia: concorso fotografico dedicato al mondo lavorativo giovanile

    Giovani e lavoro in Italia: concorso fotografico dedicato al mondo lavorativo giovanile

    concorso-fotografia-DIGiovani e lavoro in Italia è il concorso fotografico 2015 bandito da Limatola Avvocati in collaborazione con il Centro Studi Giuridici ed Economici Luigi Limatola, aperto fino al 20 ottobre a fotografi professionisti e non.

    Obiettivo del concorso, quello di cogliere, attraverso i propri scatti, il “mondo” dei giovani alle prese con il lavoro in Italia, con racconti fotografici su lavoratori precari, telelavoro, sicurezza sul lavoro, condizioni di impiego, imprenditoria, ma anche su situazioni di maternità e lavoro, discriminazione, licenziamento e non solo.

    Per i primi 10 selezionati di ogni categoria sono previsti premi (1000 euro al primo classificato tra i Fotografi Professionisti, un buono Nikon/Canon di 200 euro al primo classificato tra i Fotografi non Professionisti) e menzioni speciali per scatti di particolare pregio artistico, nonché la possibilità di esporre in mostra le proprie opere a Milano e Napoli.

    Per partecipare al concorso occorre inviare massimo 4 foto a colori o in b/n in formato digitale, con peso massimo consentito di 1MB ciascuna, alla mail concorsofotografia15@libero.it insieme a copia del documento di identità, modulo di registrazione e regolamento sottoscritti. In alternativa, per chi è provvisto di pec, è possibile inviare gli scatti alla mail concorso2015@limatolaavvocati.it

    I candidati saranno selezionati da una Giuria tecnica composta da Luciano Romano, artista e fotografo professionista, da Barbara Migliardi, giornalista, e da Alessandro Limatola, managing partner di Limatola Avvocati, socio AGI. E’ prevista anche una giuria popolare, rappresentata dagli utenti di Facebook, solo per la categoria Fotografi non Professionisti. Il voto della Giuria popolare sarà dato dai gradimenti – “mi piace” – relativi alle fotografie caricate nella pagina Facebook “Giovani e Lavoro in Italia. Concorso di fotografia 2015” e sarà tenuto in considerazione dalla Giuria tecnica.

    Info concorso e moduli da scaricare sul sito www.limatolavvocati.it/arte/

     

  • La foto sulla schiena, corso base di fotografia a cura di Giusi Lorelli

    La foto sulla schiena, corso base di fotografia a cura di Giusi Lorelli

    fotografiaI Giardini Luzzati ospitano la quinta edizione del corso base di fotografia La foto sulla schiena tenuto dalla fotografa Giusi Lorelli e aperto a tutti coloro che intendono imparare a fotografare con maggiore consapevolezza.

    Gli incontri verteranno sugli aspetti tecnici e stilistici della fotografia, con un interesse particolare al lavoro di alcuni grandi maestri e alle principali correnti dal ’900 ad oggi.

    Scopo del corso è giungere ad un equilibrio tra abilità tecnica ed educazione alla visione, equilibrio che permette a chi scatta di ottenere il massimo risultato espressivo personale, senza ripetersi e senza imitare passivamente.

    Ciascuna lezione sarà divisa in due parti, la prima si concentrerà di volta in volta sui principi fondamentali della pratica (luce, esposizione, obiettivi, attrezzatura da studio ecc.) e la seconda sulla discussione di grandi opere del passato e contemporanee, commentandone insieme gli elementi strutturali, i punti di forza e il contesto in cui sono state prodotte, tentando così di scoprire, sulle orme di chi ci ha preceduto, quali siano le molteplici strade che si possono percorrere in fotografia. Saranno inoltre previste due lezioni pratiche. Tra le nozioni tecniche che saranno acquisite, uno spazio importante verrà dedicato alle tecniche di sviluppo digitale, fotoritocco e relativi software.

    INCONTRI DI PRESENTAZIONE:
    23 settembre e 7 ottobre 2015, dalle ore 19, Giardini Luzzati

    INIZIO LEZIONI:
    12 OTTOBRE 2015
    Ogni lunedì sera dalle 20.30 alle 22.30

    N° LEZIONI
    Totale: 10 lezioni teoriche + 3 uscite

    LUOGO
    Giardini Luzzati, Genova
    www.giardiniluzzati.it

    INFO e ISCRIZIONI
    Scrivere a fotografia@giardiniluzzati.it
    www.giusilorelli.com

    REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE
    Consigliato il possesso di una fotocamera reflex di qualsiasi marca e livello.

  • Vigili del fuoco, pesante la situazione anche in Liguria

    Vigili del fuoco, pesante la situazione anche in Liguria

    vigili_del_fuoco_198Che oggi non sia esattamente facile trovare lavoro è un dato di fatto. Che non sia facile riuscire ad andare in pensione anche. Ma quando si tratta di corpi speciali, come quelli dei vigili del fuoco, le carenze d’organico si fanno sentire in modo davvero pesante. Fare il vigile del fuoco richiede una certa agilità, un fisico allenato, mente fredda, nervi saldi. Insomma, le prestazioni richieste sono diverse e quando gli anni iniziano a passare essere operativi sul campo può risultare problematico. Eppure per quanto riguarda questo comparto, l’età media è di circa 55 anni su tutto il territorio nazionale, anche se una delle situazioni più critiche viene registrata in Liguria.

    Qual è il problema? Fondamentalmente che per ogni 10 pensionati, secondo le decisioni del Governo, possono esserne assunti solo 2. Si capisce quindi come vengano a mancare ben 8 unità. Come si può pensare di mantenere in piedi una caserma con un organico così ridotto all’osso? Non solo, con le nuove normative per il pensionamento anche i vigili del fuoco, come in diversi altri settori, sono costretti a posticipare le richieste, ecco che l’età media si allunga, e in questo campo non è sempre un vantaggio. Certo ci sono le mansioni d’ufficio, ma quello dei vigili del fuoco è un lavoro che richiede presenza sul campo più che compilazione di scartoffie.

    Come se ne esce da questo momento di stallo? Difficile spiegarlo. In un momento economico così complesso come quello che stiamo vivendo, anche il solo avere un posto di lavoro è una vera fortuna. Non va dimenticato che ci sono famiglie intere che non riescono a far quadrare i conti a fine mese e che sempre più spesso sono costrette a valutare su Esperto Prestiti o altri portali soluzioni d’emergenza. Ecco perché anche tra i vigili del fuoco non c’è al momento un vero e proprio ricambio. Andare in pensione col minimo significherebbe compromettere la condizione economica familiare, quindi si stringono i denti e si va avanti.

    Ma è lo stesso governatore della Liguria, Giovanni Toti, a riconoscere come l’organico nazionale e regionale sia stanco e demotivato e sia quindi necessario trovare delle risorse più opportune.

  • Genova, non decolla il mattone

    Genova, non decolla il mattone

    marassi-madonna-monte-case-speculazione-edilizaRipresa, segnali positivi dell’economia, ma dove? Se portiamo tutte le belle parole nella dimensione del reale fino a che punto possiamo parlare di crisi verso la fine? Sicuramente non per quanto riguarda il mercato del mattone che ancora non riesce a decollare.

    A confermare questa tendenza il presidente dell’Ance, Associazione Costruttori, che nonostante qualche minima ripresa vede chiaramente la necessità di ulteriori interventi da parte del Governo. Per smuovere la situazione, infatti, necessiterebbero nuove e opportune manovre, diversamente anche il prossimo anno sarà caratterizzato da un ristagno nel comparto edile. Non si tratta quindi di una condizione positiva, al contrario, sarebbe un vero collasso visti gli 800 mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi nel settore dell’edilizia. Se poi si da uno sguardo agli investimenti, ci si rende conto come siano diminuiti del 35%. Numeri che fanno paura e che danno un perfetto spaccato della situazione, altro che segnali positivi.

    Vediamo quindi la situazione attuale. Anche nel caso di una città come Genova, come del resto accade in quasi tutta la penisola, l’acquisto conviene, la vendita meno. A tale proposito per chi fosse intenzionato a investire e acquistare una casa, si consiglia un portale come Spaziomutui.com dove poter mettere le varie soluzioni di mutuo a confronto e calcolare le eventuali rate oltre ad altre importanti informazioni.

    Ad agosto un appartamento a Genova costava mediamente 1.980 euro al metro quadro rispetto ai 2.293 euro al metro quadro richiesti sempre per agosto ma dell’anno precedente, quindi nel 2014. Si registra un calo dei prezzi del 13,44% in soli 12 mesi, mentre a settembre del 2013 si potevano spendere di media 2.370 euro al mq. Come si nota dunque il mercato avvantaggia gli acquirenti, non certo i venditori che, solitamente, si trovano a vendere spinti dalla pesante tassazione delle seconde case. Altresì agevola l’acquisto lo snellimento delle procedure di concessione dei mutui che dopo il pesante giro di vite che era stato dato qualche anno fa si sono finalmente sbloccati.

    Ma tutto questo non basta per dare un po’ di respiro a questo settore, bisogna ripartire proprio da provvedimenti atti a diminuire le imposte in modo da rendere le compravendite vantaggiose per ambo le parti.

  • Risvolti positivi della crisi economica

    Risvolti positivi della crisi economica

    Corso Italia macchineLa crisi economica può avere anche dei risvolti positivi? Assolutamente si, sebbene il solo pensarlo possa risultare quanto meno un paradosso. Eppure tra le tante colpe che si possono imputare a questo stallo economico globale, c’è una nota positiva e che riguarda il nostro paese. Grazie alla crisi (ma non sarebbe comunque sbagliato dire per colpa) il traffico in diverse città italiane è calato. Ora, la notizia sarebbe del tutto positiva se questo calo fosse dovuto a una vera presa di coscienza dei cittadini, purtroppo però non è così.

    I costi dei carburanti sono diventati una spesa di cui gli italiani, in diversi casi, possono fare a meno. Infatti, la diminuzione della congestione del traffico nelle più grandi città italiane è dovuta proprio a questo, alla mancanza di denaro per potersi permettere tutti i giorni un pieno. Sono quindi stati rivalutati i mezzi pubblici, sebbene per alcuni si tratti di un ripiego non esattamente felice, basti pensare alla sola Capitale dove per uno spostamento con i mezzi da un capo all’altro della città possono volerci oltre due ore. Perdere ore preziose nel traffico o sui mezzi quindi alla fine non cambia la solfa per i cittadini, ma la cambia decisamente per l’ambiente.

    Meno auto, meno impatto sull’ambiente che finalmente può avere un periodo di tregua. Per capire cosa significhi basta dare uno sguardo ai dati raccolti da Inrix Traffic Sorecard e che sono inerenti all’anno 2014. Questi rilevano che il traffico dallo scorso anno è diminuito dell’85%, una cifra davvero significativa. La città di Genova è oggi al settimo posto per le ore passate in coda che sono state di media 18 nel 2014, contro le 24 del 2013. Le altre città più trafficate del Paese sono Milano al primo posto, seguita a ruota da Roma che però registra un calo rispetto all’anno precedente (-4). Al terzo posto il Capoluogo della Sardegna, Cagliari, con ben 7 ore di coda in più rispetto al 2013.

    Insomma, meno ore in auto significano soprattutto meno inquinamento e più risparmio per gli italiani, risparmi che possono essere investiti o messi al sicuro su conto forte per esempio, magari proprio per essere utilizzati per un viaggio o per una bicicletta elettrica.

  • La Settimanale di fotografia: incontri con i grandi nomi della fotografia contemporanea

    La Settimanale di fotografia: incontri con i grandi nomi della fotografia contemporanea

    settimio-benedusiI grandi nomi del mondo della fotografia contemporanea arrivano a Genova nel mese di maggio grazie all’evento La Settimanale di fotografia: quattro incontri dedicati al fotogiornalismo, alla fotografia di moda, all’editing e ritratto, per capire cosa significa essere un fotografo al giorno d’oggi e che cosa è cambiato nel mondo della fotografia.

    Ospiti della rassegna, il fotografo di moda Settimio Benedusi, il fotogiornalista di National Geographic Alessandro Gandolfi, il photoeditor di D di Repubblica Manila Camarini e il ritrattista e fondatore dell’Agenzia SGP Stefano Guindani.

    L’evento è organizzato dall’associazione fotografica Sacs, attiva dal 2013 sul territorio genovese. «Siamo un’associazione giovane senza fini di lucro molto attiva ed inserita nel panorama culturale della nostra città – ci racconta una delle socie Veronica Onofri – Il nostro scopo è quello di creare interesse per la fotografia e offrire l’occasione agli appassionati di fotografia come noi di approfondire la propria cultura fotografica attraverso incontri gratuiti con ospiti, genovesi e non, che raccontino le loro esperienze in campo fotografico e possano dare consigli utili a chi vuole fare fotografia. Sacs inoltre organizza corsi, trasferte legate alla fotografia, workshop con fotografi e photoeditor di alto livello. Chiunque voglia saperne di più e voglia partecipare può seguire la nostra pagina Facebook Sacs fotografia».

    L’iniziativa non si limita all’idea di organizzare incontri con grandi fotografi, ma rientra in un progetto più ampio, che ambisce a creare a Genova un’attività culturale legata alla fotografia sempre più importante e costante. Uno dei principali obiettivi è infatti offrire un’occasione di incontro per tutte le realtà cittadine attive nel campo fotografico, creando una rete per mettere a fattor comune le forze. «Genova è un terreno fertile per tantissime cose, anche per la fotografia, addirittura potrebbe definirsi un terreno vergine, perché finora è rimasto impermeabile ad eventi che non riguardino direttamente la città, mentre crediamo sia fondamentale che Genova impari a guardare fuori dai propri confini – continua Veronica -. La nostra città è ricca di cultura e di bellezza, dobbiamo solo avere la voglia e la capacità di sfruttare queste qualità, e per farlo è necessario comunicarlo, all’Italia e al mondo. Il nostro sogno sarebbe quello di realizzare un Festival di fotografia nazionale o internazionale proprio qui, a Genova».

    L’evento cercherà di fare luce anche sullo stato attuale del mercato del lavoro nel campo fotografico. «Tra i nostri membri e collaboratori ci sono molti professionisti che lavorano nel mondo della fotografia e riportano spesso le loro difficoltàci racconta Veronica –. Durante gli appuntamenti a Palazzo Ducale analizzeremo anche questo tema: cosa significa essere un fotografo nell’era del digitale? La concorrenza è alta e la qualità si è abbassata notevolmente, sicuramente chi fa il fotografo oggi deve avere una grande passione, perché i compensi sono notevolemente diminuiti. Per quanto riguarda l’editoria è un mercato in forte cambiamento e in calo di vendite. I prezzi pagati dieci anni fa per un qualsiasi lavoro editoriale sono molto cambiati in tutto il mondo quindi se si vuole intraprendere questo tipo di percorso lavorativo le agenzie stampa possono essere un buon inizio e un’ottima gavetta, per quanto riguarda altre tipologie di editoria è più complesso ma il consiglio è sempre quello di dare giusto valore al proprio lavoro».

    Settimanale di fotografia a Genova, il programma

    Gli incontri si tengono tutti i mercoledì dal 6 al 27 maggio, dalle ore 19 alle ore 21 nella Sala Munizioniere di Palazzo Ducale di Genova, che ha sostenuto il progetto e messo a disposizione la Sala Munizioniere.

    Interlocutori, Maurizio Garofalo e Simone Lezzi.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti

    Mercoledì 6 maggio

    Settimio Benedusi, fotografo di moda – La fotografia è facile per tutti eccetto che per i fotografi

    Settimio Benedusi fa il fotografo professionista a Milano. Ha lavorato, unico italiano, per sette anni per l’edizione internazionale di Sports Illustrated, fotografando nelle più belle spiagge del mondo: dopo questa esperienza ha importato la formula in Italia, contribuendo all’apertura di Sportweek Dreams, che realizza in esclusiva negli ultimi quattro anni, fotografando così in spiagge ancora più belle e ancora più esotiche. Usa la sua macchina fotografica, che a volte può anche essere un semplice iPhone, per raccontare storie: è particolarmente orgoglioso di quelle che racconta per il Corriere della Sera, che due volte all’anno, a Natale e a Ferragosto, gli lascia libertà in un’intera pagina dedicata al racconto fotografico. D’altronde è iscritto all’ordine dei giornalisti dal 2000. Si diverte ad insegnare, l’ha fatto in innumerevoli workshop e allo IED di Milano. Ha tenuto, per l’AFIP, una Lectio Magistralis alla Triennale di Milano, grazie all’infinita generosità di Giovanni Gastel, di cui si sente orgogliosamente Amico. E’ anche orgogliosamente Amico di Toni Thorimbert. La Lectio Magistralis l’ha tenuta vestito da Pinocchio, insieme al suo Amico Fabio vestito da Lucignolo. Ha un blog costantemente aggiornato dal 2003. Gli piace definirsi “collaudatore di attimi”.

    Mercoledì 13 maggio

    Alessandro Gandolfi, fotogiornalista di National Geographic – La figura del fotogiornalista oggi

    Nasce come giornalista di Repubblica, ma passa presto dal raccontare storie con la penna a raccontarle con la macchina fotografica. Autodidatta, si forma come fotoreporter quando, da giornalista, si trova a lavorare insieme ai photoeditor di grandi testate per scegliere le foto che supporteranno i suoi articoli. Inizia, così, a collaborare per le più importanti testate nazionali ed internazionali tra cui il National Geographic. Insieme ad alcuni colleghi fonda, nel 2007, l’Agenzia fotografica Parallelozero, con l’intento di condividere e far conoscere attraverso la fotografia storie da tutto il mondo, convinto che solo così si possano smantellare gli stereotipi e dare a tutti la possibilità di cambiare la loro prospettiva sulle cose.

    Mercoledì 20 maggio

    Manila Camarini, photoeditor di D di Repubblica – La fotografia, una questione di scelta

    Una delle più importanti photoeditor italiane, inizia a lavorare collaborando con alcuni tra i maggiori quotidiani italiani tra cui Panorama, Travel Mondadori, Traveller Condè Nast. Dal 2003 lavora come photoeditor per il settimanale femminile D di Repubblica occupandosi principalmente di fotogiornalismo. La figura del photoeditor, spesso sottovalutata, ha un’enorme importanza nel mondo della fotografia e dell’editoria. Il photoeditor, infatti, deve avere la capacità di rendere fruibile un testo tramite la lettura delle immagini, saper scegliere i fotografi e le storie più interessanti e di attualità e per farlo occorre avere una grande cultura fotografica ed essere continuamente aggiornato. Non a caso il photoeditor è definito come “un professionista della fotografia che non fa foto ed un giornalista che non scrive”.

    Mercoledì 27 maggio

    Stefano Guindani, ritrattista e fondatore dell’Agenzia SGP – Il ritratto in fotografia

    Stefano Guindani fotografo di celebrities e moda internazionale, nutre una forte passione per i reportage urbani e sociali. Giovanissimo muove i primi passi nel mondo della fotografia scattando foto di danza e foto di scena in teatro. Nel 1998 fonda la sua agenzia, SGP Stefano Guindani Photo, una realtà giovane, un team di trenta persone che unisce alla produzione editoriale servizi per le aziende operanti nel settore moda e lusso. Affermatosi come fotografo di moda, backstage e celebrities, fotografo ufficiale dei principali stilisti italiani, negli ultimi anni ha approfondito il suo interesse per il reportage, prima in Cina, con DonatellaVersace, poi, ancor prima del tragico terremoto, ad Haiti. Quest’ultima esperienza ha lasciato un segno così profondo da spingerlo a tornare sull’isola più volte per documentare le condizioni di vita di un popolo che, pur devastato da immani tragedie, mantiene dignità e speranza. Recentemente è stato coach e giudice di Scattastorie NX Generation, il primo talent televisivo dedicato al mondo della fotografia.

    Manuela Stella

  • La foto sulla schiena: corso base di fotografia ai Giardini Luzzati

    La foto sulla schiena: corso base di fotografia ai Giardini Luzzati

    fotografiaLa foto sulla schiena è il corso base di fotografia tenuto dalla fotografa Giusi Lorelli in programma presso i Giardini Luzzati a partire dal 23 febbraio.

    Il corso è aperto a tutti coloro che intendono imparare a fotografare con maggiore consapevolezza e verte sugli aspetti tecnici e stilistici della fotografia, con un interesse particolare al lavoro di alcuni grandi maestri e alle principali correnti dal 900 ad oggi.

    Ciascuna lezione sarà divisa in due parti, la prima si concentrerà di volta in volta sui principi fondamentali della pratica (luce, esposizione, obiettivi, attrezzatura da studio ecc.) e la seconda sulla discussione di grandi opere del passato e contemporanee, commentandone insieme gli elementi strutturali, i punti di forza e il contesto in cui sono state prodotte, tentando così di scoprire, sulle orme di chi ci ha preceduto, quali siano le molteplici strade che si possono percorrere in fotografia. Saranno inoltre previste due lezioni pratiche. Tra le nozioni tecniche che saranno acquisite, uno spazio importante verrà dedicato alle tecniche di sviluppo digitale, fotoritocco e relativi software.

    Giusi Lorelli vive e lavora a Genova. La sua ricerca espressiva parte dal ritratto di strada e dal reportage e negli ultimi anni si orienta sensibilmente verso le tecniche di postproduzione digitale, trovando nelle opere di Dave Hill, Andrzey Dragan e Jill Greenberg nuovi motivi di ispirazione. Tra i suoi principali lavori fotografici: Toros de Lidia (Pamplona 2009), Dell Alba e del Mattino (Italia 2011), 24h en Barcelona (Barcellona 2012), Paris Gris (Parigi 2012), Studi 2012, Gemelli: il Maschio e la Femmina (2014), Trittico dell’Abbandono (2014), Accetta il dono (2014), Traversata del Gobi (2014). Tra il 2011 e il 2015 le sue opere sono state esposte a Barcellona, Parigi, Napoli, Nizza, Modena, Venezia e Torino.

    INCONTRO DI PRESENTAZIONE:
    Giovedì 19 febbraio 2015, dalle ore 18.30, Giardini Luzzati

    INIZIO LEZIONI:
    23 FEBBRAIO 2015
    Ogni lunedì sera dalle 20.30 alle 22.30.

    N° LEZIONI:
    Totale: 10 lezioni teoriche + 2 uscite + mostra finale.

    LUOGO:
    Giardini Luzzati, Genova.

    REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE:
    Consigliato il possesso di una fotocamera reflex di qualsiasi marca e livello.

    Info e iscrizioni: fotografia@giardiniluzzati.it

  • L’arte della vita creativa: percorso teatrale alla ricerca del potere creativo individuale

    L’arte della vita creativa: percorso teatrale alla ricerca del potere creativo individuale

    creativitàL’arte della vita creativa è un percorso teatrale alla ricerca del nostro potere creativo individuale condotto da Francesca Isola, formatrice, autrice e attrice teatrale con una grande esperienza alle spalle.

    Si tratta di dodici incontri in cui i partecipanti lasceranno a casa la mente logica (quella che mette ordine, incasella, etichetta, stabilisce regole e – ahimè! – tanti divieti) e, supportati invece dal potere trasformativo del teatro, proveranno ad affidarsi alla mente creativa che ha al suo arco frecce entusiasmanti come l’immaginazione, l’intuizione, lo stupore, l’attenzione ai piccoli dettagli, la corporeità e la possibilità di metterci in contatto profondo con noi stessi, con i nostri desideri e con la nostra capacità di realizzarli.

    Cercando ispirazione dentro se stessi, si potranno sperimentare ruoli diversi dal solito e giocare con tutte quelle parti di noi a cui spesso si lascia poco spazio per esplorare nuovi modi possibili di vedere, sentire, comunicare, addirittura di vivere. In fondo recitare e giocare sono sinonimi in moltissime lingue (to play, jouer, spielen) e anche in italiano si usa l’espressione “giocare un ruolo”; quando quel ruolo lo subiamo stiamo male, mentre quando siamo noi a deciderlo e crearlo siamo pieni di forza, di gioia, di entusiasmo e possiamo usare appieno il nostro meraviglioso potere creativo.

    Calendario

    Tutti gli incontri si svolgeranno dalle 19.30 alle 22 presso il centro Corepilates di via Casaregis 32/4

    Mercoledì 18 febbraio – Incontro introduttivo gratuito (dalle 19.30 alle 21.30)

    Mercoledì 4 marzo – Sicurezza – perdere la paura di sbagliare

    Mercoledì 18 marzo – Identità,  seguire la guida del nostro intuito

    Mercoledì 25 marzo – Potere personale – desiderare, credere e cominciare

    Mercoledì 1 aprile – Sogni e desideri – rompere le abitudini e fare spazio

    Mercoledì 8 aprile – Speranza – aprire nuove porte, cambiare prospettiva

    Mercoledì 15 aprile – Abbondanza – fare ciò che ci piace

    Mercoledì 22 aprile – Contatto – prestare attenzione, ascoltare

    Mercoledì 29 aprile – Forza – usare l’immaginazione, ampliare i limiti

    Mercoledì 6 maggio – Entusiasmo – trovare le nostre vere fonti di energia

    Mercoledì 13 maggio – Protezione di sé – difenderci dal nostro sabotatore interno

    Mercoledì 20 maggio – Autonomia creativa – rimettersi a giocare, trovare il tempo

    Mercoledì 27 maggio – Fiducia – gran finale: una sbirciatina nel terreno dell’impossibile

     

    Costo: la quota di partecipazione all’intero di percorso, della durata di 30 ore, è di € 360,00 + € 25,00 di tessera associativa annuale all’Associazione Core Pilates.

  • Otto Chocolates, dal Perù alla Liguria: il cioccolato biologico made in Zena

    Otto Chocolates, dal Perù alla Liguria: il cioccolato biologico made in Zena


    otto-chocolates-cioccolato-raccoltaBiologico, fair trade e senza glutine
    sono le tre parole d’ordine di Otto Chocolates, giovane azienda genovese attiva nella commercializzazione del cioccolato.

    Si tratta di un cioccolato di alta qualità, dove al rispetto per l’ambiente si aggiunge l’attenzione per chi produce: Otto Chocolates coinvolge infatti uno staff di operatori nel settore del cacao e della sua trasformazione in cioccolato che in molti anni di esperienze hanno messo a punto un network sostenibile tra coltivatori, tecnici locali, trasformatori del cacao in cioccolato ed operatori commerciali di rilevanza internazionale. Questo consente un abbattimento dei costi, garantendo al cliente finale un prodotto di alta qualità a un prezzo sostenibile e accessibile  e ai coltivatori di cacao un compenso significativo e il coinvolgimento attivo nello sviluppo di un progetto equosolidale comune.

    L’azienda genovese dedica anche grande attenzione alle qualità organolettiche della materia prima utilizzata per il cioccolato, per questo organizza delle degustazioni plurisensoriali del cioccolato per mettere alla prova non solo il senso del gusto ma anche l’olfatto dei visitatori.

    Abbiamo intervistato Francesca Ottonello, co-founder di Otto Chocolates, per capire in che modo è possibile commercializzare un cioccolato buono, sano e al giusto prezzo.

    Come è nata Otto Chocolates e quale è la vostra idea di cioccolato?

    Otto Chocolates nasce nella primavera del 2013 dalla volontà di un gruppo di imprenditori genovesi.
    L’obiettivo principale è quello di creare una linea di cioccolati di alta qualità biologica, ad un costo sostenibile e nel rispetto del lavoro delle persone, quindi in condizioni fairtrade. Otto Chocolates perciò mira a valorizzare e a sostenere la qualità del cacao producendo tavolette di cioccolato di alta qualità in 5 diverse ricette che possano accontentare i gusti di tutti. Ciò passa anche attraverso lo sviluppo di iniziative che mirino a sensibilizzare i consumatori alla degustazione e a capire i veri parametri del cioccolato che stanno mangiando.

    ‘Valorizzare ciò che vale, sostenere ogni qualità… dal cacao al cioccolato’ è uno dei principi su cui si basa la vostra azienda. In che modo riuscite a raggiungere questo obiettivo importante e quale tipo di materia prima utilizzate per i vostri cioccolati, dove viene prodotto il cacao e che filiera segue?

    otto-chocolates-vagliatura-saposoaStoricamente il cacao è sempre stato un alimento dall’alto valore simbolico, usato nei riti dalle civiltà precolombiane, come moneta di scambio o comunque a beneficio di classi sociali medio alte. Nel tempo il valore del cacao ha assunto costi e prezzi più accessibili spesso però a discapito della qualità.
    Il progetto di Otto Chocolates vuole ridare valore proprio alle peculiari caratteristiche di questo seme che se coltivato e lavorato in condizioni adeguate, e trasformato con cura e attenzione, diviene un eccellente cioccolato, degustabile da tutti sia per le sue caratteristiche morbide e delicate sia perché il costo sul mercato è sostenibile a più fasce di utenti. Il cioccolato buono, sano e a un prezzo accessibile rispetto i parametri di qualità biologica e di produzione che lo caratterizzano.
    Inoltre per noi di Otto Chocolates conoscere il luogo dove il cacao viene coltivato e prodotto è uno dei fattori centrali per la certificazione delle sue proprietà. La nostra azienda conosce bene la cooperativa Acopagro che si trova in Perù nella regione di San Martin, dove il cacao Trinitario Fino utilizzato per produrre il nostro cioccolato viene coltivato. La cooperativa ha la certificazione biologica poiché i terreni sui quali gli alberi di cacao crescono e si attuano i processi di fermentazione ed essicazione dei semi, non sono mai sottoposti a trattamenti chimici. Le proprietà organolettiche vengono conservate nella loro totalità sia in fase di crescita della pianta che di lavorazione successiva.
    Persino le sacche di Juta dove vengono conservate le fave essiccate che poi vengono spedite in Italia e che permettono al cacao di traspirare, vengono serigrafate con un colore naturale prodotto da un frutto biologico della piantagione!

    Il cacao una volta giunto in Italia viene trasformato in tavolette di cioccolato da un’azienda leader in Europa per la produzione di cioccolato biologico, dove abbiamo la garanzia che le nostre 5 ricette (Cioccolato Fondente 71%, Cioccolato al Latte 39%, Cioccolato Bianco, Cioccolato Fondente 60%, Senza Zucchero Cioccolato al Latte 36% Senza Zucchero) vengano prodotte rispettando le proprietà organolettiche del cacao. E infine l’impacchettamento con carta riciclabile e grafiche adatte alla facile comprensione di tutti gli elementi presenti all’interno del prodotto.

    In che modo riuscite a coniugare la produzione di cacao con i concetti di fairtrade, etica e sostenibilità?

    Otto Chocolates acquista il cacao dalla cooperativa Acopagro che ha la certificazione Fairtrade. La cooperativa produce cacao Trinitario Fino di qualità monorigine e il nostro cioccolato perciò è equo e solidale nella sua stessa essenza poiché nasce con presupposti etici che sono alla base della sua stessa produzione. Siamo quindi fortemente coinvolti nel collaborare con Acopagro e lo facciamo prima di tutto acquistando il cacao a un prezzo concordato e rispettoso dei parametri del costo del lavoro dei contadini della cooperativa, e in più sosteniamo la comunità con il finanziamento di progetti dedicati alle attività scolastiche. É il nostro modo di valorizzare la qualità, sostenere il lavoro di coloro che quotidianamente si spendono per rendere il nostro cacao pregiato e aiutarli a migliorare la loro vita e quella dei loro figli nel territorio delicato dal quale provengono.

    Cosa significa per voi il concetto di biologico e come pensate che il consumatore recepisca il cioccolato biologico?
    otto-chocolates-piantagione-cacao-crescta-picotaBiologico indica sia il cacao che gli altri elementi che caratterizzano il cioccolato: biologico è la qualità dei terreni su cui vengono coltivati gli alberi della pianta del cacao, il metodo con cui vengono trattati i semi della pianta dalla fermentazione all’essicazione e il processo di trasformazione dei semi nello stabilimento da cui viene prodotto il cioccolato.

    Otto Chocolates non è l’unica azienda italiana che produce cioccolati biologici ma quello che la differenzia sicuramente è l’elevata attenzione che ripone nel verificare che in tutte le fasi del processo il biologico sia protetto. E questo vale anche per l’attenzione che riponiamo affinché il cioccolato non abbia contaminazioni con il glutine, motivo per cui abbiamo ricevuto la certificazione spiga barrata su tre delle nostre ricette. Inoltre il biologico troppo spesso è associato alla dimensione della cura farmaceutica mentre il valore alla base del biologico è nel preservare le proprietà organolettiche dell’alimento che vuol dire difendere la qualità del prodotto per tutti.

    Il cioccolato è tra gli alimenti più amati, capace di coinvolgere anche emotivamente chi lo assapora. Ma che consiglio dareste ai consumatori per individuare un cioccolato di qualità?

    otto-chocolates-piantagione-peruQuando si mangia cioccolato in genere ci si vuole coccolare, in altri casi recuperare energia, comunque si tende a ricercare benessere. A causa della produzione massiva di cioccolati il mercato ha diffuso molti prodotti di scarsa qualità a basso prezzo che hanno deviato i parametri di valutazione della proprietà di un buon cioccolato. Noi di Otto Chocolates, che alla qualità e a far comprendere il valore del nostro lavoro ci teniamo molto, abbiamo costruito un breve codice di degustazione consapevole del cioccolato che invita a porre l’attenzione a tutti i 5 sensi al momento dell’assaggio. Una buona tavoletta si riconosce per esempio dal colore, nel caso del cioccolato fondente non deve essere troppo scura, indice di cattiva qualità dei semi o eccessiva tostatura, né avere tracce biancastre che indicano affioramento del burro di cacao. Quando la si spezza l’udito deve percepire uno “snap” secco e netto, l’odore deve ricordare aromi della pianta del cacao, che aumentano se lo si scalda tenendolo tra le mani. In bocca non deve impastarsi e il gusto deve richiamare a un sapore cremoso e persistente. Poche piccole attenzioni che permettono a chiunque di capire che cosa sta mangiando e se è di qualità.

    Otto Chocolates ha sede a Genova ma opera a livello mondiale. Quali sono le reazioni dei genovesi ai vostri prodotti, è difficile ‘fare i profeti in patria’?

    Otto Chocolates è un progetto giovane “Made in Genoa” che sorprende positivamente i genovesi, per la novità della nostra proposta, data l’inedita ricerca sulla qualità di un buon cioccolato, ed anche per la nostra modalità semplice e interattiva di comunicare. La nostra comunicazione infatti è semplice e punta far conoscere con facilità le proprietà del cioccolato sia attraverso i nostri media che nelle occasioni di proposta delle nostre degustazioni. A tale proposito abbiamo creato un progetto di degustazione polisensoriale del nostro cioccolato con il Profumificio del Castello di Genova con l’obiettivo di divulgare in modo inedito l’eccellenza del nostro prodotto in un’ottica di collaborazione con altre realtà prestigiose del nostro territorio.

    Che obiettivi avete per il futuro?

    Otto Chocolates è giovane e ha voglia di crescere e di farsi conoscere sempre di più per le sue qualità quindi l’intenzione è ampliare il proprio bacino di utenza, e rendere noto il marchio. Abbiamo inoltre in programma la produzione di nuove ricette e nuove prodotti e siamo proiettati verso nuovi mercati esteri, attenti e ricettivi alla nostra proposta di alta qualità.

     

    logo-otto-chocolatesOtto & Co. Srl

    Via B. Castello 17/r, 16121 Genova
    Ph. +39 010 8984600
    info@ottochocolates.com
    www.ottochocolates.com

     

    tavolette-cioccolato-otto-chocolates

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Segni nel fango: un’asta benefica e un libro di illustrazioni per gli alluvionati genovesi

    Segni nel fango: un’asta benefica e un libro di illustrazioni per gli alluvionati genovesi

    segni-nel-fango-asta-beneficenzaUn’iniziativa artistica per raccogliere fondi utili al sostegno delle attività genovesi colpite dalle recenti alluvioni: questo il concetto che sta alla base di Segni Nel fango, il nuovo progetto benefico lanciato da Genoa Comics Academy e Anonima Illustratori.

    Si tratta di una una raccolta di opere di artisti attivi nei campi dell’illustrazione, fumetto e arti figurative in genere,  sensibili agli eventi che hanno colpito Genova, con una poetica universale ispirata al tema “Alluvione a Genova volontari nel fango con la voglia di aiutare, ricostruire, ricominciare…nonostante tutto!”

    Segni nel fango prevede un’asta di beneficenza il giorno 19 dicembre presso il Museo del Mare Galata alle ore 16.30 in cui si venderanno le opere che gli artisti hanno realizzato per l’iniziativa, e la realizzazione di un volume contenente tutte le illustrazioni,  stampato e distribuito nelle librerie associate alla Librerie Indipendenti Genova.

    Tutti i ricavati (sia delle opere editoriali che dell’asta degli originali) saranno raccolti in un fondo dedicato, gestito da Confesercenti e distribuiti alle realtà commerciali e culturali colpite dall’alluvione.

    Il pubblico può partecipare o contribuire durante l’asta del 19 dicembre, le opere saranno tutte su Ebay e l”asta si potrà vedere in streaming sul canale Youtube legato a Segni nel Fango.

    Inoltre, in alcune librerie accreditate si potrà fare una donazione di 10 € per avere in regalo il catalogo delle opere.

    L’iniziativa è sostenuta dalla RivistaAndersen e realizzata con il sostegno del Municipio 1 Genova Centro Est.

    Le illustrazioni sono di Akab; Baldi Brunella; Baricelli Cristiano; Belsito Katia; Bonaccorso Lelio; Camuncoli Giuseppe; Carosini Gino; Celestini Oscar; Corda Tullio; Dalena Antonello; De Pieri Erica; Dentiblù; Enoch Luca; Fereshteh Najafi; Ferrari Antonigionata; Ferraris Andrea; Forcelloni Claudia; Gabos Otto; Giannotta Gregorio; Giorgetti Argentina; Ingranata Roberta; Lauciello Roberto; Longo Fabrizio; Macchiavello Enrico; Manca Antonietta; Martino Tatiana; Mastroianni Marco; Matarese Giorgia; Mazza Irene; Montanari Eva; Muzzi Michela; Muzzi Valentina; Novelli Sara; Olivieri Bruno; Ozenga Lisalinda; Parodi Alessandro; Parrella Nicola; Perkins Will; Piccardo Andrea; Raso Alex; Scagni Stefano; Spugna; Tavormina Maurilio; Tessaro Gek; Valgimigli Alberto; Wolfsgruber Linda

    Testi di Ferruccio Giromini; Anselmo Roveda; Giulia Cocchella; Angelo Calvisi.

  • Artensile, il fascino dei congegni di protezione: terza edizione del concorso fotografico

    Artensile, il fascino dei congegni di protezione: terza edizione del concorso fotografico

    fotografiaLa terza edizione del concorso nazionale di fotografia Artènsile, organizzato da Canese Dante srl, è dedicato all’importante tema dei sistemi di sicurezza.

    Il concorso è quindi dedicato ai dispositivi di uso quotidiano che servono a proteggere, allestire, assicurare gli oggetti di cui circondiamo all’interno delle nostre abitazioni. Sono
    oggetti che hanno un loro fascino particolare, dovuto alla raffinatezza della loro produzione, nonché all’efficienza che forniscono durante il loro utilizzo. Tutti contribuiscono a rendere la nostra vita più sicura, ma anche piacevole, soprattutto se utilizzati nell’arte.

    Serrature a pistone, serrature elettroniche, tasselli di varie forme e dimensioni, chiavi, chiodi e altri simili attrezzature vengono quotidianamente utilizzati in relazione all’arte contemporanea.

    Serrature per proteggere le opere nei musei, cilindri ed incontri elettrici che costituiscono la parte più nascosta di tali oggetti, chiavi per assicurare la corretta fruizione di spazi museali e uffici: sono due mondi, quello della ferramenta e dell’arte, che si frequentano da sempre e che beneficiano costantemente degli sviluppi in entrambi i settori.

    Il concorso prevede tre premi: uno per Under 30, uno senza limiti di età ed una segnalazione della critica. I documenti sottoscritti e le opere dovranno pervenire entro il 31 dicembre 2014

    Una giuria composta da critici e curatori di provata esperienza e presieduta dal fotografo Jacopo Benassi effettuerà una selezione delle opere inviate che saranno scelte a insidacabile giudizio della giuria stessa.

    I lavori selezionati verranno stampati a cura e spese della Canese Dante srl ed esposti al CAMeC Centro d’arte moderna e contemporanea della Spezia, in una esposizione appositamente ad esse dedicata, allestita entro la fine del mese di febbraio 2015.

    Alla foto riconosciuta vincitrice della sezione under 30 sarà assegnato un premio in denaro del valore di 600 euro, a quella vincitrice della sezione unlimited un premio del valore di 400 euro. E’ prevista una segnalazione della critica,che non dà diritto a premi in denaro.

    Per informazioni e iscrizioni, consultare il sito www.artensile.it