Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    EuropaL’associazione genovese Yeast propone due progetti di scambio internazionale per i prossimi mesi ed è alla ricerca di partecipanti.

    Il primo si intitola Be Active e si svolge dal 28 ottobre al 5 novembre 2013 in Moldavia: lo scambio riguarderà 40 giovani da 8 Paesi – Ucraina, Italia, Armenia, Romania, Spagna, Azerbaijan, Turchia, Moldova – Si richiedono 4 partecipanti 15-25 anni + 1 group leader senza limite d’età.
    Massima spesa viaggio 300 € (70% rimborsato al ritorno, vitto e alloggio sono gratuiti), richiesto il passaporto.

    Il secondo progetto The Disabled Snowman si svolge dal 13 al 21 dicembre in Ucraina e avrà giovani da Italia, Polonia, Ucraina, Grecia, Turchia e Georgia.
    Yeast ricerca per questo progetto 6 partecipanti 18-25 anni e 1 group leader senza limite d’età.

    Per partecipare o avere maggiori informazioni scrivere a yeast.viaggi@gmail.com.

  • Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    castello-centro-storico-vicoli-4Nuovi spazi alle associazioni nel centro storico di Genova: la giunta del Municipio Centro Est ha deliberato cinque bandi per altrettanti locali destinati ad uso associativo.

    I locali si trovano in Via di Mascherona (vedi bando), Vico San Cristoforo (vedi bando), Salita Superiore San Rocchino (vedi bando), Salita del Prione (vedi bando) e Vico Indoratori (vedi bando) e sono rivolti ad associazioni che svolgono attività a sostegno e/o promozione nei seguenti ambiti: Infanzia, Soggetti Deboli, Mondo Femminile.

    La domanda va inviata entro il 18 ottobre 2013 a Comune di Genova – Municipio I Genova Centro Est – Archivio Generale e Protocollo 16121 Piazza Dante 10, 1° piano.

    Per informazioni ed eventuale sopralluogo telefonare ai numeri 010 5572304 – 74572.

  • Amore di pancia: lettura creativa al B&B Il Ciottolo

    Amore di pancia: lettura creativa al B&B Il Ciottolo

    libri-lettura-letteratura-culturaMercoledì 25 settembre 2013 (ore 18) il B&B Il Ciottolo di Castelletto, in passo dell’Acquidotto, ospita un laboratorio di lettura creativa dal titolo Amore di pancia.

    Tenuto da Tiziana Marinosci, titolare della Libreria Sottosopra di via Assarotti, il laboratorio si inserisce nell’ambito del ciclo di eventi che il B&B organizza per donne che vogliono o stanno per diventare madri. Sottotitolo dell’evento è infatti La Comunicazione orale ed emotiva con il nascituro per una consapevolezza dell’essere madre.

    Si tratta, in dettaglio, di un laboratorio esperienziale e metodologico in cui saanno dati gli strumenti per leggere le favole.

    Per maggiori informazioni contattare il B&B al numero 339 4793645.

  • Consiglio Comunale, la maggioranza va sotto sui tagli Amt in Val Bisagno

    Consiglio Comunale, la maggioranza va sotto sui tagli Amt in Val Bisagno

    palazzo-tursi-aula-angolo-alto-destro-D5Nulla di clamoroso, per carità. In fondo, si tratta solo di un ordine del giorno “fuori sacco”. Ma il fatto che la maggioranza vada sotto e il consiglio comunale approvi un documento presentato dal Pdl, è già di per sé una notizia. Se il tutto avviene con il voto favorevole di un Consigliere del PD (Claudio Villa), la questione si fa interessante. E se, ancora, il tema in oggetto sono i tagli alle linee Amt in Val Bisagno, viene da sé che il dibattito si faccia piuttosto acceso.

    I fatti, prima di tutto. Nella seduta di ieri pomeriggio, il Consiglio comunale di Genova ha approvato – con 15 voti a favore, 13 contro, 5 astenuti e 1 presente non votante – un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pdl, Lilli Lauro, che impegna sindaco e giunta a ripristinare le corse della linea 13 Prato – Caricamento durante tutto il giorno e il capolinea della linea 14 in via Dante. Di per sé un atto che dovrebbe essere sostenuto dalle -ormai tanto di moda – larghe intese, visto l’appoggio pressoché universale incassato nei giorni scorsi dalle proteste dei cittadini. Ma la questione è più sottile. Vediamo perché.

    Innanzitutto, il documento presentato in Sala Rossa questa settimana era già stato proposto alla Conferenza dei capigruppo martedì scorso, vista anche la mozione sul tema passata all’unanimità il 16 settembre in Municipio IV Media Val Bisagno. Il Pd, per voce del suo capogruppo, Simone Farello, aveva chiesto il rinvio di sette giorni con l’intenzione di approfondire le questioni in un’apposita commissione, in attesa di avere anche qualche riscontro più preciso da Amt circa gli esiti dell’ennesima riorganizzazione delle rete. Una commissione che, tuttavia, non mai è stata convocata e che, secondo voci di corridoio, avrebbe probabilmente trovato spazio alla fine di questa settimana. L’ordine del giorno, dunque, è stato riproposto ieri mattina, trovando questa volta un netto rifiuto da parte della proponente Lilli Lauro a un nuovo rinvio e giungendo, nel pomeriggio, al voto in aula. Un voto a sorpresa, che ha mostrato ancora una volta una certa fragilità della maggioranza a Palazzo Tursi.

    La corona di franco tiratore del giorno spetta a Claudio Villa, consigliere Pd che ci spiega così il suo voto a favore del documento e contro “la linea di partito” (che, pur condividendo il merito della questione si opponeva al metodo auspicando un preventivo passaggio in Commissione): «Al di là delle appartenenze politiche, condivido questo ordine del giorno perché sono ormai quasi due settimane che sosteniamo i cittadini della Val Bisagno in questa battaglia. È un documento coerente con quanto votato dal Municipio che vuole ripristinare la situazione precedente. L’ordine del giorno si fa semplicemente portavoce della richiesta dei cittadini, era impossibile votare contro. Se poi la questione deve essere affrontata in commissione, ben venga. Ma era un passaggio che andava fatto prima che Amt attuasse questo provvedimento, dando vita a un tavolo di lavoro che potesse portare a una decisione condivisa. Tra l’altro noi dovremmo far di tutto per incentivare le persone all’utilizzo del trasporto pubblico e questo non si fa andando a tagliare gli autobus in zone in cui l’unico trasporto pubblico è quello su gomma».

    I più maligni dicono che il suo comportamento sia motivato soprattutto dalla volontà di ampliare la propria visibilità, addirittura per crearsi un bacino fertile in Val Bisagno in vista delle prossime elezioni regionali. Illazione che lo stesso interessato smentisce seccamente: «Assolutamente no. Credo che ogni qualvolta ci siano dei temi così sentiti dai cittadini si debba andare incontro alle loro istanze. E in questo momento la gente ci chiede di tornare indietro».

    Ma Villa non è l’unica pecora nera. Come tiene a sottolineare Farello, anche gli ingressi ritardati delle consigliere Nicolella e Bartolini (Lista Doria), guarda caso comparse in aula proprio al termine del voto, hanno tanto il profumo di assenza strategica. Senza contare altri voti “persi” dalla maggioranza, come quelli di Pastorino (Sel) e Bruno (FdS), o il presente non votante Chessa (Sel). Astenuto, invece, il Movimento 5 Stelle.

    «Non ci sono grossi drammi politici se la maggioranza non tiene su un documento prettamente amministrativo – sostiene il capogruppo del Pd, Simone Farello – e poi è una tradizione genovese che sulle riorganizzazioni del trasporto pubblico si vada sotto. Credo che il vero problema sia piuttosto un altro: non vorrei che ci stessimo concentrando troppo sul dito invece di guardare la luna. Se interveniamo puntualmente sulle singole linee, rischiamo di perdere di vista l’intera rete Amt. Io ho sempre votato e sempre voterò contro a ordini del giorno che vogliono intervenire su modifiche puntuali, intanto perché spettano all’azienda e poi perché non consentono di tenere presente l’intero assetto della rete pubblica e rischiano di comprometterne l’efficienza».

    L’ex assessore a Mobilità e Traffico del Comune di Genova si dice, comunque, d’accordo con chi sostiene che sia necessario che Amt fornisca dati puntuali circa i cambiamenti che la nuova riorganizzazione ha portato: «Proprio per questo motivo le decisioni vanno prese in commissione, dopo un’attenta analisi complessiva del sistema. Ad esempio, e so di dire una cosa impopolare, con l’arrivo della metropolitana a Brignole era inevitabile l’accorciamento di alcune linee: dovremmo però ragionare sulla frequenza delle corse lungo la valle e sulle colline».

    A sostenere la necessità di un preventivo passaggio in commissione anche Gianpaolo Malatesta, presidente della Commissione Sviluppo Economico e da sempre attivo proprio in Val Bisagno: «Se sei un amministratore come si deve, prima approfondisci la questione in commissione e poi presenti un documento in aula. Persino il Consiglio di Municipio, prima di licenziare la mozione all’unanimità, ha sentito l’assessore e Amt. Anche io voglio sapere quanti chilometri sono stati tagliati in Val Bisagno perché l’unico strumento di trasporto pubblico è la mobilità su gomma, sia a breve che a lunga percorrenza. Il punto però è che affrontando il problema nel modo in cui abbiamo fatto oggi non si riesce a far cogliere l’entità complessiva del taglio fatto da Amt, che è molto grave».

    Raggiante, e non poteva essere altrimenti, Lilli Lauro: «Villa e Malatesta hanno sostenuto la folla su queste richieste. Villa è stato coerente e ha votato a favore, Malatesta si è astenuto. La commissione è doverosa ma prima votiamo e blindiamo questo orientamento, poi vediamo in maniera pratica come riorganizzare le cose. Ora ripristiniamo le linee come hanno chiesto 7 mila cittadini, visto che non c’è uno studio che ne abbia motivato la riduzione. Poi, in commissione, potremo rivalutare le cose in base agli eventuali dati che ci verranno proposti».

    autobus-amt-3Ora la palla passa all’assessore Dagnino e all’azienda che, intanto, da lunedì prossimo dovrebbe rendere operativo il ripristino del capolinea davanti all’uscita della Stazione Brignole, precedentemente interessato dai mezzi Atp. Nel frattempo, non è escluso che venga comunque convocata una Commissione sul tema. Anche perché non è assolutamente detto che l’ordine del giorno si traduca nei fatti in pedisseque disposizioni concrete. Più probabile che aiuti ad accelerare qualche ripensamento, magari partendo proprio dalle tre richieste scritte nero su bianco dal Municipio: l’estensione a tutta la giornata della linea 13 Prato – Caricamento, il ripristino della linea 14 Prato – Via Dante e una verifica sulle modifiche della linea 12 per facilitare l’interscambio con gli altri mezzi e non giungere comunque a una riduzione delle corse. Affianco a ciò, i cittadini, tramite i propri rappresentanti municipali, hanno proposto ad amministratori e azienda di valutare molto attentamente una serie puntale di miglioramenti del trasporto pubblico che potete leggere nel testo della mozione (clicca qui).

     

    Simone D’Ambrosio

  • Ex Manicomio di Quarto: weekend di eventi con un occhio al futuro

    Ex Manicomio di Quarto: weekend di eventi con un occhio al futuro

    manicomio-quarto-D3Il futuro dell‘ex Manicomio di Quarto dovrebbe essere delineato dall’accordo di programma che definisce la ridistribuzione degli spazi e le destinazioni d’uso all’interno del complesso:  i servizi esistenti dovrebbero essere mantenuti e potenziati mediante la realizzazione della piastra sanitaria per il levante cittadino con il trasferimento a Quarto delle funzioni attualmente svolte in via Bainsizza 42. Inoltre, una porzione di area pubblica, sarà destinata a servizi di quartiere, funzioni culturali ed aree verdi.

    Il Coordinamento per Quarto, si batte ormai da tempo per tutelare questo spazio  e metterlo a completa disposizione dei cittadini; venerdì 27 e domenica 28 settembre organizza una serie di eventi Quarto Pianeta 2013 – Utopia e innovazione: lavori in corso presso l’ex Ospedale Psichiatico di Quarto.

    Quarto Pianeta è inserita nella settimana dell’expó del terzo settore del levante promossa dal Municipio Levante e si sviluppa attraverso dibattiti, rappresentazioni teatrali, concerti, mostre e laboratori ospitando diverse autoritá delle istituzioni e protagonisti del mondo delle attivitá sociali, della salute mentale, dell’arte, della cultura e dello spettacolo.

    Obiettivo numero uno, quello di coinvolgere la cittadinanza affinché provi a misurarsi con questo spazio in modo nuovo, senza perdere la memoria di quello che é stato e provando ad immaginarne nuove prospettive, nuove possibilitá.

    Ecco il programma.

    manicomio-quartoVenerdì 27 settembre

    ore 11 Presentazione della collana 180 con Peppe Dell’Acqua, psichiatra e Luca Borzani, presidente fondazione per la cultura (Biblioteca)

    ore 15-20 Oracoli nostrani. Compagnia del Beato Ragno. (Mostra/percorso, presso il Centro Disturbi Alimentari)

    ore 15 Presentazione Docufilm Progetto Bansigu a cura del Teatro dell’Ortica e Ass.Insieme per Sport (Centro Sociale)

    ore 16 Sento le voci – Discorsi di matti di Marco Ercolani e Lucetta Fris.a Le “voci”: frammenti reali e straziati di confessioni in assenza di colpa. Musiche dal vivo di Alessandra Auditore e Guadalupe Gilardon. Con Mauro Paolucci. (Palco piccolo)

    ore 17 Salute mentale: guarire si può? Chi è senza disagio scagli la prima pietra. (Biblioteca) Conduce Natale Calderaro psichiatra. Intervengono: Peppe Dell’Acqua, psichiatra, già Direttore DSM di Trieste, Vittorio Valenti, psichiatra, direttore DSM Savona
    e Stefano Cecconi, responsabile nazionale Sanità CGIL.

    ore 19 Semiologia e spazi della memoria (Palco piccolo) con Roberto Pellerey, docente di semiologia all’Università di Genova,
    spettacolo Orazio vite nude, di e con Luca Vonella patrocinato dall’Associazione Pedagogisti Italiani

    ore 20 Apericena e proiezione del docufilm Progetto bansigu (Centro Sociale)

    ore 20.30 Life is a light – Reading – Caffè Shakerato Internazionale (Palco piccolo)

    ore 21.15 Concerto dei Tuamadre (Palco grande)

     

    Sabato 28 settembre

    ore 10 Città, Cittadinanze e Cittadinanza attiva: la cura dei luoghi per la cura della convivenza (Biblioteca). Conduce Mario Calbi, Ass.ne Oltre il Giardino. Partecipano Marco Doria Sindaco di Genova e Carlo Besana “anima” del Consorzio Pianacci

    ore 14.30 Briciole di Quarto (Centro Sociale) Caccia al Tesoro a squadre di 8pp.

    ore 15.15 Alda Merini e la parola ritrovata (palco piccolo) a cura di Patricia Dao, traduttrice francese di A.Merini.

    ore 16.15 Tessuti aerei. Allieve del Circo Colibrì (Acrobazie)

    ore 17 Museo CreAttivo. Museattivo, Claudio Costa2.0 (Biblioteca) Conduce: Giuliano Galletta, giornalista. Partecipano Bianca Tosatti,
    storica dell’arte, Luigi Maccioni psichiatra e Andrea Sagni filosofo

    ore 18 Creatività e humor (Centro Sociale) Dal male di vivere alle relazioni armoniche a cura di Mauro Scardovelli psicologo

    ore 18.45 Concerto degli Otto per Duet (Palco piccolo) Con Enrico Testa e Valeria Bruzzone

    ore 20 Apericena e intrattenimento con GiCap (Centro Sociale)

    ore 21 Q.I. (Palco grande) con Danilo Spadoni

    ore 22 Danze Popolari (Palco grande)

    Inoltre, mostra fotografica Immagini ritrovate per parole smarrite di Patrizia Traverso a cura di Massimo Casiccia. Mostra a cura del CoordinamentoXQuarto. Laboratori di musica e arte e ViviSottosopra. Laboratori per Bambini e ragazzi

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    multedo_tirGli abitanti del quartiere ponentino di Multedo non devono fare i conti soltanto con le grandi servitù – i depositi Carmagnani e Superba, il Porto Petroli – ma pure con un’altra storica criticità che desta preoccupazione per la sicurezza pubblica. Si tratta dello svincolo autostradale – soluzione definita “provvisoria” da ormai 50 anni – dal quale transitano circa 15 mila veicoli al giorno (tra auto e mezzi pesanti) a pochi centimetri da case, scuole e impianti sportivi.
    «Abbiamo contattato tutte le istituzioni, anche il Prefetto di Genova, per cercare una soluzione al problema – racconta Enrico Opisso del Comitato per Multedo (pagina facebook Quelli per Multedo) – Nessuno, però, ci ha mai risposto e allora la scorsa settimana siamo scesi in strada per fare una “passeggiata” e rallentare il traffico all’uscita dello sbocco autostradale. Venerdì 27 settembre ripeteremo la manifestazione perché questo è l’unico modo per far sentire la nostra voce».

    I residenti chiedono semplicemente di poter uscire dalle loro abitazioni con maggiore tranquillità «Senza trovare i camion, parliamo di autoarticolati lunghi 13 metri, di traverso o addirittura contromano, costretti ad eseguire le manovre in spazi troppo stretti», sottolinea Opisso. L’uscita del casello, infatti, consiste in una stretta serpentina tra i palazzi, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico – in particolare gravante su via Reggio – che peggiora la qualità della vita nella zona.
    La soluzione definitiva sarebbe una sola: quella di eliminare l’attuale svincolo realizzando un collegamento diretto tra il casello autostradale e l’Aurelia. Ma la strada dovrebbe passare sopra al terreno dove oggi si trova la Carmagnani e dunque – fin quando la delocalizzazione dell’azienda non tornerà ad essere argomento di attualità – tale ipotesi rimane chiusa nel libro dei sogni.
    «Noi siamo disposti ad accogliere anche una soluzione parziale che, però, sia in grado di fornire una risposta concreta – spiega il portavoce del Comitato – Ad esempio pensiamo ad una riduzione del traffico di mezzi pesanti, magari attraverso una limitazione oraria». Il Comitato ricorda come nella via parallela a via Reggio sia ubicata una scuola elementare frequentata dai bambini del quartiere. Inoltre, anche per raggiungere la scuola media di Pegli, studenti e genitori devono per forza di cose attraversare un incrocio particolarmente pericoloso.

    Senza dimenticare l’assenza di manutenzione ordinaria che inevitabilmente peggiora la situazione. «Non riusciamo ad ottenere neppure un’adeguata asfaltatura di via Reggio – continua Opisso – Dietro ci sarebbe una diatriba tra pubblico e privati sulle rispettive competenze. Questo tratto di strada non sarebbe di competenza di Autostrade per l’Italia ma neanche del Comune. Fatto sta che gli inquilini di diversi palazzi che si affacciano su via Reggio quando hanno realizzato l’allacciamento alle acque grigie hanno pagato la rottura di suolo pubblico. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarci di chi è la responsabilità della manutenzione». Altro esempio è il recente rifacimento della segnaletica orizzontale, realizzato su una carreggiata piena di buchi e tagli orizzontali, che inesorabilmente ricompaiono subito dopo che si è proceduto a quelli che sono semplici rattoppi.
    Per non parlare dei giardini pubblici adiacenti alla curva di via Reggio. «In passato società Autostrade e Comune avevano avanzato la proposta di un allargamento della curva a discapito di una fetta dei giardini “John Lennon” – ricorda il rappresentante del Comitato – Noi cittadini abbiamo detto di no perché questo spazio verde rappresenta una conquista che non vogliamo perdere». Inoltre, la riprofilatura della curva «Non avrebbe risolto completamente il problema che comunque permarrebbe nel tratto finale di Reggio dove c’è l’immissione sull’Aurelia, un tratto impossibile da allargare vista la presenza di numerose abitazioni adiacenti».

    Altre proposte alternative non sono mai state prese in considerazione. Eppure, l’ex assessore alla viabilità della Giunta Vincenzi, Simone Farello, nel 2010 – durante un’assemblea pubblica svoltasi a Multedo – aveva promesso di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico nelle ore diurne più critiche. «Noi questo studio non l’abbiamo visto – conclude Opisso – probabilmente non è stato neanche realizzato». La conferma arriva dal consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) che nel luglio 2012 aveva posto la questione dello svincolo autostradale di Multedo all’attenzione del consiglio comunale. «Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti e del famoso studio io non ho avuto più notizie. A distanza di un anno e mezzo dalla mia interrogazione mi spiace constatare che nulla si è mosso e gli abitanti del Multedo continuano a convivere con l’ennesima criticità del territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Laura SicignanoLa regista e drammaturga genovese Laura Sicignano, direttore artistico del Teatro Cargo di Genova Voltri, è tra i vincitori del bando di drammaturgia Etica in atto che ha recentemente nominato i premiati per le diverse categorie di concorso.

    Lo spettacolo vincitore della sezione Migranti è Compleanno afghano, scritto a quattro mani con Rahmatullah Safi, rifugiato afghano di 18 anni che in quest’opera ha raccontato la propria storia. Il premio è andato ex aequo con lo spettacolo Il poeta di Gjakova di Sara Culzoni.

    La premiazione del bando – organizzato dall’associazione Le Acque dell’Etica e che premia ogni anno opere di drammaturgia a contenuto etico – è avvenuta alcuni giorni fa presso il Ministero dei Beni Culturali.

  • Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Mostra fotograficaSta per compiere un anno Vanuart Project, associazione culturale fondata da Sabrina Losciale che si è posta l’ambizioso obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto. Dopo il ricco calendario di eventi della scorsa primavera, Vanuart inizia la stagione autunnale in una nuova sede presso la galleria Arte&Grafica in via di Canneto il Lungo 67r. «Stiamo ufficializzando la collaborazione con Arte&Grafica – racconta Sabrina – per la realizzazione di eventi che hanno l’obiettivo di creare il “triangolo dell’Arte” da Canneto il Lungo alla Galleria “Le Tracce” in via San Bernardo sino a “Incantetions” in Vico S.Giorgio».

    Il primo evento della nuova stagione è la mostra di Annamaria Morelli, scenografa e costumista partenopea, presso la galleria Le Tracce in via San Bernardo. L’esposizione delle sue opere – dal titolo Tramemotive – inaugura sabato 28 settembre e rimarrà visibile fino a giovedì 10 ottobre. L’artista, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha collaborato in numerose produzioni teatrali in Italia e all’estero. Le abbiamo chiesto come si concilia la “tecnica” del lavoro teatrale con la creatività personale: «Questa è una domanda complessa. L’”Abito” mi appartiene da sempre, fin da bambina non facevo altro che disegnare vestiti. Credo che esista un profondo legame tra il mio lavoro di scenografa e quello di pittrice, in fondo anche quando progetto una scena o un costume cerco di mettere tutte le emozioni che sento e che percepisco. La mostra è nata dall’incontro con il gallerista Roberto Abbona, il quale mi ha contattata a seguito di uno degli spettacoli che ho curato a Napoli. Le opere sono abiti di donna che raccontano “Tramemotive”, trame di tessuti, trame di vita, dove ognuna di esse darà molteplici chiavi di lettura per ogni singolo spettatore».

    Genovese d’adozione, Annamaria Morelli ci esprime la sua opinione anche sullo stato dell’arte nella nostra città: «Sono stata molto felice di cogliere l’invito della Galleria “Le Tracce” di Genova, che si sta occupando dell’intera organizzazione con Vanuart Project. Vivo a Napoli ma frequento Genova da ormai dieci anni. È una città che amo moltissimo e dove vivo bene. Sento il fermento di una città artistica, dove c’è creatività, con spazi straordinari per la cultura e l’arte».

    La mostra è dunque il punto di inizio del nuovo corso di Vanuart Project, come ci spiega la fondatrice Sabrina Losciale: «Davide di Donna, uno degli artisti iscritti all’associazione, mi ha presentato Roberto Abbona della Galleria “Le Tracce”: da qui è nata una collaborazione in occasione di questo evento, per la creazione di valore. Sarà la prima di una serie di attività che vedranno coinvolti artisti e città in modo trasversale, con il supporto e patrocinio del Comune di Genova. I prossimi progetti vedranno arte di strada che farà da cornice per la città, si vuole realizzare un grande murales in piazza delle Lavandaie con la collaboraizone dei più bravi illustratori e con il contributo delle attività commerciali dell’area. Anche per la prossima stagione parleremo di poesia, musica, mostre diffuse e spettacoli a teatro con la meravigliosa curatrice Federica Barcellona».

     

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    sampierdarena-pacinotti-ex-enelA febbraio 2012 era stata approvata dalla giunta Vincenzi la proposta di riqualificazione dell’area ex Enel di Sampierdarena. Da anni in disuso, l’area (un “vuoto urbano” di 13 mila 500 mq) si trova a ridosso del complesso della Fiumara (non a caso il progetto prendeva il nome di “Fiumara bis”), tra Via Dondero, Via Pacinotti e Via Salucci. Stando al progetto, in 3 anni l’area inutilizzata sarebbe dovuta essere trasformata in un complesso con uffici, abitazioni, attività commerciali, una nuova scuola per 100 bambini, piazza pubblica e trasferimento del mercato di Via Salucci nei nuovi locali. Si trattava di un’operazione privata: proprietaria, la multinazionale italiana Duferco Sviluppo srl, che aveva acquisito l’area nel 2009 e successivamente avanzato il progetto, con inizio lavori previsto per metà 2012.

    Un progetto ampiamente pubblicizzato dall’allora Amministrazione: 850 mila euro di investimento, creazione di 350 nuovi posti di lavoro, la formazione di un’asse coi quartieri limitrofi e la coesione all’interno della stesso quartiere di Sampierdarena. Oggi però, a quasi due anni dall’approvazione del progetto, tutto è fermo: l’area è inaccessibile, presidiata da controlli; del cantiere, non c’è traccia. Siamo andati sul posto durante la tappa a Sampierdarena di #EraOnTheRoad. Cerchiamo di fare luce sulla questione.

    Il progetto

    ex enel Sampierdarena
    Il progetto (93 mila metri cubi in totale, con superficie scoperta di 25.850 mq e coperta 32.650 mq) prevede edifici realizzati con materiali e finiture a isolamento termico, e impianti ad alta efficienza: pompe di calore a scambio geotermico, pannelli fotovoltaici, copertura a “tetti verdi” assorbenti per recupero di acqua piovana, isola ecologica per la raccolta differenziata. Il complesso doveva estendersi in altezza fino a 42 metri (la metà delle torri Fiumara antistanti). Era inizialmente prevista anche una torre di 13 piani, per uffici. Sei le strutture totali, con scuola e autorimessa.

    Il progetto, annunciato il 29 gennaio 2012, come proposta inserita nel nuovo Puc, voleva colmare quello che dalle amministrazioni veniva definito un “vuoto urbano”, in una zona “degradata”, e portare a compimento il processo di trasformazione iniziato con la realizzazione del complesso Fiumara. Come detto, si tratta di una superficie privata, acquisita dalla genovese Duferco Sviluppo, gruppo che si occupa dell’erogazione di servizi immobiliari (oltre a “Sviluppo”, anche “Duferco Engineering”, per opere di impiantistica, e “Duferco Energia”, per la commercializzazione di energia elettrica e la realizzazione di impianti fotovoltaici e idroelettrici). Tra le caratteristiche del progetto: edilizia eco-sostenibile e impiego di materiali innovativi; parcheggi interrati; portici e nuova illuminazione; risparmio energetico e pannelli solari; alberi, percorsi pedonali, giardini pensili sui tetti degli edifici e verde pubblico (per cui erano previsti oneri di urbanizzazione) gestito direttamente dalla Duferco; superfici stradali permeabili; tante vetrate, a creare un collegamento sul piano urbano con Fiumara. L’intenzione era quella di “costruire sul costruito”, mantenendo la volumetria originaria: era prevista la realizzazione di 5 edifici di nuova costruzione e la ristrutturazione di uno preesistente, ad uso residenziale, direzionale e commerciale. Architetto progettista, Maurizio Varratta, di Pacinotti Complex Genova.

    La situazione attuale

    Oggi non è più Duferco Sviluppo a seguire le vicende del sito: il timone è passato nelle mani dell’altra branca del gruppo, Engineering. «Il progetto iniziale è stato bloccato e al momento non ci sono programmi specifici sull’area. È tutto fermo e non sappiamo se e quando la situazione cambierà -dicono da Duferco-. Il motivo di questo stallo? Le titubanze nei confronti di un investimento tanto ingente», di cui gli investitori non sembrano sicuri. Un importante passo indietro: si pensi che nel 2012 si parlava di un progetto in anticipo di 10-15 anni sui tempi. Tuttavia, avvisaglie di incertezza erano già nell’aria, tanto che da Duferco dicevano: «Oggi il mercato è difficile però siamo fiduciosi e i nostri dati ci confortano».

    Della stessa opinione anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bernini, che commenta:  «I rallentamenti sono di natura contingente, dovuti all’attuale situazione economica: con la bolla del mercato immobiliare non si vende, e gli investitori ci pensano due volte, ma questo non va a minare la natura innovativa del progetto. Questa non è l’unica situazione ferma, ce ne sono altre analoghe, che resteranno ferme fino al nuovo incremento della domanda».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    EuroMartedì 24 settembre 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale si svolge uno dei primi eventi della stagione autunnale: la conferenza di Claus Offe sul tema della crisi economica e politica dell’Europa.

    L’Europa in trappola? La UE ha la capacità politica di superare la crisi attuale? sono i temi che si affrontano oggi da parte del sociologo tedesco, che dopo le elezioni in Germania si interroga sulla capacità politica dell’Unione Europea d’interrompere il lento declino dell’Europa.

    L’evento si svolge in collaborazione con il Goethe Institut-Genua.

  • Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    musica-concerti-chitarra-elettricaDa due anni l’associazione culturale Less is more si occupa di organizzare eventi sul territorio genovese, con particolare attenzione alla musica. Ora il gruppo si è cimentato con un nuovo progetto: lo scorso 21 settembre ha inaugurato in vico Indoratori Garage 1517, nato dalla volontà dei due fondatori – Lisa e Davide, 31 anni – di «Trovare una collocazione nel panorama del “non lavoro”, situazione che caratterizza una grossa fetta di nostri coetanei».

    In questi anni Less is more ha collaborato con numerose realtà cittadine, fino al più recente festival Cre.Sta organizzato dal Comune. Lo spazio di recente inaugurazione costituisce la nuova sede dell’associazione, allo scopo di convogliare in un punto di incontro persone con interessi comuni, che vanno dalla passione per la musica a tutta una serie di realtà correlate: «abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e di creare la “casa” in cui noi avremmo voluto vivere il nostro tempo libero – ci spiega Lisa. Garage 1517 è un second-hand shop che funziona con doppia formula (conto vendita e conto proprio) con un mini-market a piano terra e la sede dell’associazione culturale Less Is More al secondo piano. Le due realtà coesistono e funzionano l’una a supporto dell’altra».

    Cosa si può trovare nel Garage1517? Molti prodotti nuovi e usati, dall’alimentare biologico a vestiti, dischi, libri fino ai complementi d’arredo. Uno spazio che trae i propri valori dai concetti di riciclo e riuso, per donare nuova vita a oggetti e materiali.

    Less is More organizzerà in Garage1517 concerti, mostre, presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, affinché le “due anime” del progetto possano continuare a coesistere e ad arricchirsi a vicenda.

  • Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    appÈ Giovanni Landi, con il progetto Light Up Your Social, il vincitore della prima Startup Weekend Genova che si è svolta da venerdì 20 a domenica 22 settembre presso il coworking Talent Garden agli Erzelli.

    Di cosa si tratta? Light Up Your Social è un’applicazione installata su un dispositivo indossabile (orologio, ciondolo, spilla etc), che comunica con smartphone e tablet ed emette segnali luminosi che esprimono le emozioni del suo possessore. Il team che ha seguito Giovanni Landi nel progetto è composto da Umberto Port, Matteo Mattia, Francesco Lato, Andrea Caridi, Nicolò Benzi e Luca Masio.

    Il vincitore ha ottenuto in premio tre mesi di permanenza gratuita presso il coworking Talent Garden, dieci ore di consulenza gratuita nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale e della registrazione del marchio, un soggiorno gratuito di una settimana presso la Silicon Valley e pacchetti promozionali con realtà importanti nell’ambito della comunicazione come l’agenzia Meloria e il portale Mentelocale.

    Secondo e terzo classificato sono rispettivamente Senza confine (app geolocalizzata per disabili, ideata da Laura Pozzo) e All ways to town (informazioni sui collegamenti aeroportuali, ideata da Martina Modenesi).

  • Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    lagaccioUn centro polifunzionale dove gli stimoli positivi di un quartiere da sempre considerato periferico hanno l’opportunità di crescere e svilupparsi, coinvolgendo residenti e non in svariate attività, dallo sport alla meditazione orientale, dai corsi di canto, teatro e danza al sostegno psicologico e legale per le vittime del precariato. Parliamo del “Centro Polivalente Lagaccio” (C.P.L.), nato inizialmente con l’intento di ospitare dei servizi istituzionali di zona, a partire dal 2012, grazie all’accordo tra il Municipio I Centro-Est ed un comitato gestore composto da associazioni e soggetti del privato sociale – associazione Lingua Madre come ente capofila, Centro Servizi e Famiglie Centro Est, Cooperativa Sociale Lanza del Vasto, A.S.D. Cliantha ed associazione Genova Hockey 1980 – si è trasformato in un luogo di incontro e di confronto, in cui varie realtà associative usufruiscono degli spazi a titolo gratuito per restituire alla cittadinanza dei servizi alla persona (bambini, adulti, ragazzi e anziani) – di carattere ludico, sportivo, sociale, ricreativo e culturale – a costo zero.

     

    «Nel 2012 siamo diventati ente capofila del progetto “Centro Polivalente Lagaccio” che gestiamo insieme ad altre associazioni – racconta Vincenzo Palomba, presidente di Lingua Madre e consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Il Polivalente era stato pensato come centro dedicato a servizi istituzionali (distretto sociale e Laboratori educativi territoriali del Centro Est, distretto socio sanitario Centro dell’Asl 3). Ma il progetto stentava a decollare. La svolta è arrivata quando il Comune ha compreso che per farlo funzionare al meglio era necessario affidarsi alle associazioni di quartiere». E così dall’anno scorso il Polivalente sta riscuotendo successo con circa una dozzina di realtà aderenti legate da un protocollo di intesa che garantisce appunto il carattere polifunzionale degli spazi. «Con grande impegno stiamo riuscendo a far conoscere il Centro che oggi è frequentato da residenti del Lagaccio e non – continua Palomba – Le attività che si svolgono sono: hockey, meditazione orientale, centro sociale per bambini di elementari e medie, corsi di canto, danze folkloristiche, teatro, ecc.». L’accordo tra il comitato di gestione e le singole associazioni è semplice e chiaro: il Polivalente è aperto a tutti quelli che operano con attività gratuite – o comunque a costi irrisori – per il benessere degli abitanti. «Da sottolineare il prossimo ingresso dell’associazione lavoratori vittime del precariato (Alvip) che, a partire da ottobre, offrirà sostegno legale e psicologico alle vittime del precariato e del mobbing, attraverso consulenze con psicologi e avvocati – aggiunge Palomba – Al giorno d’oggi è un’iniziativa di vitale importanza che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

    Sabato 28 settembre con l’evento “Spazio aperto al Polivalente”, il Centro Polivalente Lagaccio – sito in via Adamo Centurione 19 all’interno del comprensorio scolastico della “Duca degli Abruzzi” – a partire dalle ore 16, presenterà le attività dell’anno 2013/14 in una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza. Questo il programma: dalle ore 16 laboratori ludici, didattici e sportivi per bambini e ragazzi a cura di Centro sociale Capra Azzurra, Centro Servizi, Associazione Il sogno di Tommy, Associazione Eishshaok, Associazione Genova Hockey 1980, Progetto Sviluppo Liguria; dalle ore 18 “apericena” offerta a tutti i presenti con esibizioni di danza, teatro e musica fino alle ore 20 a cura di Associazione Casa del migrante dell’Ecuador, Associazione Lingua Madre, Associazione Azonzo.

    «Il progetto Lingua Madre nasce nel 2009 con l’ambizione di coniugare un intervento sociale con la promozione turistica della città – spiega Palomba, ideatore dell’associazione insieme alla moglie – Siamo partiti diffondendo dei messaggi promozionali in vari Paesi per invitare gli studenti stranieri a trascorrere un periodo di vacanza a Genova, garantendo il contatto con delle famiglie disponibili ad ospitarli e con l’opportunità di frequentare un corso di italiano». Così, con questa fonte di auto-finanziamento, Lingua Madre ha iniziato ad organizzare anche i primi corsi di italiano per stranieri residenti a Genova.
    «Il nostro obiettivo è quello di favorire l’integrazione – continua Palomba – Tutti gli anni siamo riusciti ad offrire almeno un corso gratuito di italiano per stranieri, oltre a quelli dedicati ai turisti. In seguito abbiamo aperto i corsi di altre lingue: arabo, spagnolo, francese, portoghese, russo e cinese. L’idea è quella di coinvolgere i cittadini italiani desiderosi di imparare una lingua e confrontarsi con visitatori stranieri ed immigrati residenti».

    Ma il Centro Polivalente è stata pure l’occasione per riscoprire uno sport storicamente presente al Lagaccio: l’hockey su prato. «Nel quartiere questa attività sportiva è stata praticata fin dagli anni ’70 – racconta Daniele Franza, presidente Genova Hockey 1980 – a ridosso degli anni 2000, però, le realtà che precedentemente l’avevano promossa nella zona si sono disimpegnate e per oltre un decennio l’hockey su prato è caduto nel dimenticatoio».
    Dall’anno scorso la Genova Hockey 1980 – associazione sportiva con diverse scuole hockey in varie zone della città – ha pensato di recuperare l’antica tradizione. «Il Lagaccio è sempre stata una fucina di promettenti giocatori di hockey – continua Franza – Tra l’altro qui si trova l’unico campo ufficiale disponibile in Liguria. Per noi che siamo nati nel quartiere riportare l’hockey al Lagaccio è un sogno che si avvera».
    E i risultati si son visti subito. «Siamo ripartiti dai più piccoli ed oggi abbiamo una ventina di giovanissimi hockeisti della scuola elementare Duca degli Abruzzi che due volte a settimana si allenano nel campetto vicino all’istituto – spiega Franza – bambini cinesi, sudamericani, africani, italiani, una squadra multietnica che riflette la composizione sociale del Lagaccio. Si è creato uno splendido rapporto con il Centro Polivalente e con la scuola elementare Duca degli Abruzzi. In una realtà come questa lo sport diventa un veicolo educativo fondamentale con il quale trasmettere i valori formativi del rispetto delle regole e degli avversari».

    Un altro progetto che ha trovato ospitalità nel Polivalente è “Famiglie al Centro” – finanziato dal Celivo e gestito da A.Ge. Associazione Genova Genitori e dall’associazione Il sogno di Tommypunto di incontro e gioco per famiglie con bambini piccoli. «L’A.Ge già da anni lavora a sostegno delle famiglie del Lagaccio – racconta Daniela Cattivelli, rappresentante dell’associazione – Famiglie al Centro è nato nel 2012 su sollecitazione del quartiere e del Consultorio di zona, l’unica realtà che, nonostante la carenza di risorse, si occupa di queste problematiche. Così abbiamo pensato di offrire un luogo aperto due volte alla settimana (martedì ore 10-12, giovedì ore 16-18) in cui le famiglie possano incontrarsi e conoscersi, interloquire con operatori esperti nel sostegno alla genitorialità, chiedere informazioni, consigli e orientamenti rispetto a situazioni di disagio. Nel frattempo i bambini hanno l’opportunità di giocare liberamente o partecipare a laboratori, sempre con la presenza di educatori e animatori preparati». Inoltre «Organizziamo anche cicli di incontri sui temi dell’educazione e della genitorialità – conclude Cattivelli – senza dimenticare eventi e feste aperti a tutti gli abitanti del quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    macchiavello-D1Inaugurata sabato 21 settembre e aperta al pubblico fino a domenica 6 ottobre, il Castello sul mare di Rapallo ospita la 41° Mostra Internazionale dei Cartoonists, a cura di Carlo Chendi e quest’anno dedicata all’artista genovese Enrico Macchiavello.

    L’associazione culturale Rapalloonia! ha voluto omaggiare quest’anno l’illustratore e disegnatore noto al grande pubblico soprattutto per gli spot televisivi della birra Ceres e per le figurine Skifidol. Storyboard, piccole sculture, peep show e altre opere saranno esposte nelle sale del Castello.

    Note sull’artista
    Enrico Macchiavello, classe 1974, cresce giocando con i colori e plasma in seguito la sua abilità artistica e professionale presso la casa editrice “Feguagiskia’ Studios” del poliedrico Gualtiero Schiaffino, alla Scuola del Fumetto di Chiavari e all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Tra gli illustratori Italiani più conosciuti del momento, Macchiavello è dotato di un immaginario esplosivo e irriverente, che trova espressione nei dipinti, illustrazioni e pupazzi raffiguranti situazioni bizzarre e tragicomiche. La capacità di comunicare con immediatezza con grandi e piccini fa di lui, che non esita a definirsi come “una combinazione di Hyeronimus Bosch e Jacovitti, Caravaggio ed il Grande Puffo, mischiati in una nauseante ecstasi”, un artista universale.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    punto-emergenza-preVia Prè, Via Gramsci, Via del Campo, fino a Via Balbi: crocevia di strade, cuore pulsante del centro storico genovese. Tutte, chi più chi meno, sono accomunate da varie problematiche, ben note ai cittadini della Superba: dall’alto tasso di criminalità, alla mancanza di decoro urbano. O almeno questa è l’opinione sedimentata in gran parte dell’opinione comune. Per conoscere meglio questi luoghi, con #EraOnTheRoad siamo andati a visitarli di persona e abbiamo scoperto la piccola realtà del Punto Emergenza Prè, presidio della Caritas Diocesana al 62r di Via Prè. Si tratta di un centro di accoglienza “sulla strada” che da aiuto ai migranti, in particolare alle madri straniere che vivono a Genova e ai loro bambini, accompagnando il percorso post-parto fino ai 18 mesi. Abbiamo conosciuto i volontari del centro e Bruna Doglio, la responsabile, ci ha raccontato la storia del presidio e il loro lavoro nel quartiere, precisando che: «Il servizio che offriamo è gratuito e vengono da tutta la città chiedendo il nostro aiuto, da Molassana a Voltri. È dura sopravvivere ma ci siamo guadagnati credibilità: la nostra serietà fa sì che le persone siano felici di aiutarci. Genova è una città solidale e a Prè (ma non solo) c’è bisogno di iniziative come questa».

     

    La storia del “Punto Emergenza” nel sestiere di Prè e le sue attività per il quartiere

    Il Punto Emergenza Prè è stato fondato più di 30 anni fa e, a quei tempi, collaborava con la scuola elementare Istituto Suore Filippine San Giovanni di Prè, la più antica di Genova, aperta circa 300 anni fa da San Filippo Neri. All’epoca, a Genova i flussi migratori non erano così alti come adesso e l’associazione riusciva a dare sostegno ai bambini che frequentavano la scuola e alle loro mamme, appena arrivate in città. Non più di 100 in tutto, queste famiglie (tutte povere) venivano aiutate ad inserirsi nella nuova realtà ed erano dotate perlopiù di viveri. La svolta importante c’è stata qualche tempo dopo, con la prima donazione ingente (500 mila lire in latte e viveri) stanziata dalla Società San Vincenzo De Paoli, riunita nella Conferenza di Genova. Grazie ai primi benefattori, il presidio ha acquisito popolarità ed ha presto coinvolto anche medici pediatri (oggi 2) volontari, che hanno permesso di offrire alle mamme e ai bambini che si rivolgevano al centro anche cure mediche.

    Inizialmente la sede della struttura era ospitata dalle suore filippine, ma si è poi trasferita in strada, in via Prè, 12 anni fa, dando vita a un proprio presidio autonomo. Qui, i volontari hanno continuato ad accogliere, come un tempo, mamme e bambini migranti fino a 18 mesi («Gli uomini qui non possono entrare!», ironizza una delle volontarie), accompagnando le donne durante il percorso pre-natale, dotandole di un corredo, di alimenti appositi per i neonati, di medicine e cure mediche, grazie alla continua collaborazione con medici pediatri.

    punto-emergenza-pre-2Nell’attuale sede i volontari hanno messo in piedi da soli spazi attrezzati e ospitali: un locale soppalcato, dipinto sui toni pastello e dotato di armadi, giochi e tutto quel che serve a mettere a proprio agio chi entra. Ci sono anche due camere, una per i maschi l’altra per le femmine, dove i piccoli possono giocare e riposare, e inoltre stanze per il deposito dei viveri e dei vestiti. I volontari, che oggi sono in tutto una decina, tengono aperto il centro ogni pomeriggio, a partire dalle 14.30 fino alla sera. Poco distante da qui, sempre sulla strada, il presidio pediatrico e deposito di farmaci, dove i medici possono visitare i piccoli pazienti. Tutto, rigorosamente gratuito. Tutto senza che i volontari ricevano alcuna sovvenzione da Amministrazione o altri soggetti istituzionali. Ci tiene a sottolinearlo Bruna Doglio, che racconta: «Genova è una città solidale: sfatiamo il mito dei genovesi poco disposti ad occuparsi dei bisogni altrui. Dapprima diffidenti, sono pronti a dare molto per i servizi seri come il nostro. Siamo l’esempio tangibile del livello di partecipazione e altruismo di questa città: altrimenti come faremmo ad essere ancora qui, dopo 30 anni? All’inizio non avevamo nulla, siamo partiti da zero».

    Grazie alla risposta dei genovesi, dunque, il Punto Emergenza continua a fare il suo lavoro, sempre di più: sono tantissime le madri che si rivolgono all’associazione, indirizzate a Prè dai centri d’ascolto dei 27 vicariati della provincia di Genova.

    «Quando abbiamo iniziato questa attività, l’immigrazione a Genova era inferiore rispetto ad oggi. Adesso, non sappiamo come fare per rispondere alle esigenze di tutti quelli che ci chiedono aiuto»,raccontano i volontari, e ci accorgiamo di quanto ciò sia vero già dopo 10 minuti che li guardiamo lavorare. Arrivano mamme di continuo, con bambini neonati e i loro fratelli più grandi, con altre problematiche (mancanza di libri e attrezzatura per la scuola, ad esempio) da risolvere. I volontari corrono dallo stock degli alimenti, all’”armadio” con i vestitini, alla farmacia più vicina per comprare le medicine: «I conti li pagano i nostri benefattori, che credono nel nostro lavoro di aiuto alle famiglie e di recupero di Prè». Lo constatiamo con i nostri occhi, osservando il via vai di persone con pacchi di cibo e vestiti, ma attenzione: le iniziative private e spontanee sono sconsigliate. «Si finirebbe per avere una serie di merce che non riusciremmo a piazzare. Le richieste sono specifiche: dal tipo di latte, ai medicinali. Ad esempio, somministriamo una dieta lattea ai neonati fino a 21 mesi», dice Bruna.

    E naturalmente non si può non notare come il lavoro del Punto Emergenza Prè, oltre a fornire un concreto aiuto alle singole famiglie, dia anche un servizio al quartiere intero: fuori dalla retorica facile, il centro aiuta la riqualificazione di una zona problematica come Prè. Della sola Via Prè si può dire molto: criminalità, abusivismo abitativo e commerciale, spaccio sono solo alcune delle piaghe che la affliggono. Tuttavia, non va dimenticato che questo luogo è famoso anche per la sua vitalità, il folklore, la solidarietà: il Punto Emergenza lavora proprio in un’ottica di tolleranza e di integrazione, che parte da qui e coinvolge tutta la città.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it