Categoria: Notizie

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  • Scuola piazza delle Erbe: slitta la consegna, ok per apertura a gennaio

    Scuola piazza delle Erbe: slitta la consegna, ok per apertura a gennaio

    piazza-delle-erbe-genova-centro-storico-cantiereCi siamo quasi. Con l’ultimo, ma questa volta breve, ritardo la nuova scuola di piazza delle Erbe è praticamente pronta alla consegna, confermando sostanzialmente il cronoprogramma già annunciato dagli assessori Crivello e Boero a settembre. La fatidica data era stata fissata per il 31 ottobre: sicuramente si sforerà a novembre, ma la nuova posticipazione non dovrebbe creare particolari problemi alla prevista apertura delle porte agli alunni degli istituti Garaventa e Baliano dopo le vacanze natalizie.

    «I tre piani più alti dell’edificio sono pronti per la consegna – conferma l’assessore Boero – e a breve si potrà procedere con il trasloco dei primi arredamenti. Bisogna invece attendere ancora qualche giorno per ultimare il primo piano e il piano terra, ma sicuramente anche questi verranno consegnati entro il mese di novembre». A quel punto inizierà la fase delle verifiche sull’agibilità e dei controlli sulla sicurezza. «Sperando che non insorgano intoppi e che ci siano effettivamente i tempi tecnici per tutti i collaudi, durante le vacanze di Natale si potrà procedere con il trasloco effettivo. Non ci saranno molti giorni lavorativi a disposizione, ma sulle tempistiche siamo in pieno accordo con il dirigente scolastico e con il comitato dei genitori. Tra l’altro la scuola ha già attivato il contratto telefonico per poter essere operativa fin da subito anche su questo versante».

    Nessuna necessità, dunque, di ricorrere alle penali contrattuali eventualmente previste per la ditta costruttrice qualora non rispettasse i tempi. I sopralluoghi dei due assessori, particolarmente intensificati nelle ultime settimane, dovrebbero aver impresso l’accelerazione decisiva ai lavori.

    «Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno», invita l’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Crivello. «Siamo di fronte a un quadro, se non unico, quantomeno rarissimo a livello nazionale, di una scuola costruita ex novo nel cuore della città e sulle macerie di una realtà che viveva una situazione di abbandono. Ma il merito è di chi mi ha preceduto nell’amministrazione, noi ci siamo limitati a far proseguire quanto di buono già impostato».

    Poco meno di 2500 metri quadrati (2425, per la precisione) in cui troveranno spazio i 418 alunni delle scuole Garaventa e Baliano: due sezioni da cinque classi ciascuna per i 250 bambini della scuola elementare e altrettante da tre classi per i 168 ragazzi della scuola media. Saranno allestite 16 aule tradizionali, a cui se ne aggiungeranno tre speciali, con laboratori condivisi da tutti gli studenti. Costo complessivo di poco inferiore ai 4 milioni di euro: ai 3 milioni e 724 mila euro di investimento iniziale, infatti, sono stati aggiunti altri 223 mila euro in corso d’opera. «La variante suppletiva – ricorda Crivello – si è resa necessaria perché nella prima fase del cantiere sono emerse una serie di problematiche assolutamente non previste, come spesso accade quando si tratta di andare a scavare nel centro storico. Presenza di cisterne, locali interrati, manufatti in calcestruzzo armato e opere di consolidamento alle pareti dell’ex Oratorio hanno anche costretto ad allungare di 200 giorni il tempo previsto per l’esecuzione dei lavori».

    Terminate le opere murarie della scuola dopo oltre tre anni, proseguiranno ancora i cantieri dell’ex oratorio. Ma, nel frattempo, il vecchio angolo dimenticato di piazza delle Erbe avrà finalmente una nuova vita.

     

    Simone D’Ambrosio 

  • Borgoratti, via Bocciardo: il palazzo della vergogna, fuori casa da due anni

    Borgoratti, via Bocciardo: il palazzo della vergogna, fuori casa da due anni

    box via bocciardoSei famiglie da due anni fuori casa a proprie spese, evacuate dalle abitazioni per ragioni di sicurezza. Era il 4 dicembre 2011 quando per il civico 1 di via Bocciardo, nel quartiere di Borgoratti, l’ufficio Pubblica Incolumità ordinava lo sgombero per possibili lesioni strutturali alle fondamenta del palazzo causate dai lavori per la realizzazione di un centinaio di parcheggi interrati sulla sottostante via Tanini.
    Fu uno smottamento interno all’area di cantiere ad accendere la miccia, quando già da parecchi mesi gli abitanti manifestavano forti preoccupazioni per fessure e crepe nei muri e sulla strada in seguito ai lavori di scavo. Un disagio temporaneo, si disse ai tempi; il rientro a casa previsto alla conclusione delle opere di consolidamento e messa in sicurezza. Sono trascorsi ventitre mesi.

    L’area è di proprietà privata e i lavori affidati ad una ditta esecutrice, ovviamente con il permesso a costruire rilasciato dal Comune di Genova con tanto di parere favorevole della Provincia (indispensabile in considerazione del vincolo idrogeologico che interessa la zona). Le autorizzazioni sono state ritirate dopo il tragico evento del dicembre 2011 e, nel frattempo, una sentenza del Tribunale Civile di Genova ha obbligato la società B & C Group e la ditta esecutrice SCA a eseguire tutte le opere necessarie a garantire la sicurezza dell’edificio condominiale e dell’area di cantiere (in parallelo si apre anche un procedimento  in sede penale dopo una formale denuncia di querela, qui l’inchiesta di Era Superba del dicembre 2012 che ricostruisce nel dettaglio la situazione).

    Ciò nonostante da quel momento non accade più nulla o quasi. L’azienda non ha i soldi per effettuare gli interventi richiesti, gli abitanti rimangono fuori casa, sempre a loro spese (trovandosi addirittura nella surreale situazione di dover pagare per prelevare dalle abitazioni gli effetti personali), e tutto sembra destinato all’immobilismo. Almeno sino al maggio scorso, quando il cantiere riapre facendo finalmente tirare un sospiro di sollievo agli abitanti. Ma è solo un’illusione: «Avevamo ricevuto rassicurazioni dalla proprietà – racconta Enrico Ciani, inquilino e amministratore del condominio – sul fatto che a maggio sarebbero partiti i lavori di messa in sicurezza e che entro il 30 settembre avremmo avuto il via libera per il ritorno a casa. Con qualche giorno di ritardo il cantiere ha riaperto, ma dopo neanche un mese i lavori si sono bloccati e da quel giorno tutto è tornato a tacere».

    «Non sappiamo cosa è stato fatto in quelle settimane di lavori, sicuramente ben poco. La proprietà sostiene di non avere i soldi per proseguire con l’intervento necessario alla messa in sicurezza. Intanto continuano a verificarsi movimenti del terreno sotto al nostro palazzo, certamente limitati rispetto al passato, ma che non fanno altro che peggiorare una situazione già di per sé molto pericolosa. E purtroppo non solo per il civico 1, ma per tutta la zona circostante».

    In tutti questi mesi gli inquilini hanno pagato regolarmente tasse e utenze, oggi si muovono per chiudere definitivamente gli impianti di acqua e gas. Un gesto che ha il sapore della rassegnazione «non è esclusivamente un discorso economico, ma anche una questione di sicurezza», precisa Ciani.

    «Purtroppo stiamo prendendo coscienza del peggio, ovvero iniziamo a pensare che non faremo mai più ritorno nelle nostre case e quelle che fino ad oggi sono state “sistemazioni di fortuna” dovranno inevitabilmente diventare per noi soluzioni definitive. Non abbiamo intenzione di mollare la presa, ma non vediamo nulla a cui aggrapparci, all’orizzonte non ci sono più date o scadenze da attendere. La situazione è ferma e non ci sono evoluzioni in vista. Tutti stanno a guardare lo scempio che si compie, nessuno ci dà una mano. Abbiamo richiesto un incontro al sindaco, stiamo attendendo una risposta».

     

    Gabriele Serpe

  • Discarica via Piombelli: attesa per i risultati del monitoraggio ambientale

    Discarica via Piombelli: attesa per i risultati del monitoraggio ambientale

    ambiente-rifiuti-DLa famigerata discarica abusiva di rifiuti tossici di via Piombelli continua a destare preoccupazione negli abitanti di Rivarolo e Certosa. A distanza di oltre un decennio, infatti, si attende la conferma della necessità o meno di una bonifica integrale di quello che a ragione si può definire il più importante esempio di inquinamento ambientale della Val Polcevera. Operazione che, peraltro, sarà arduo portare a termine, visto che i rilevanti costi economici dovrebbero essere a carico dell’amministrazione comunale, come sancito nel 2010 da una sentenza del Consiglio di Stato.

    La notizia positiva è che il sito di via Piombelli è stato messo in sicurezza e nei mesi scorsi gli enti competenti hanno proceduto al monitoraggio ambientale delle acque, del suolo e dell’aria.
    I risultati finali di tali controlli, però, non sono ancora stati resi noti e il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle ha presentato un’interpellanza per sollecitare il Municipio Valpolcevera a chiedere una relazione tecnica accessibile a tutta la cittadinanza «sugli inquinanti presenti nel terreno e nelle acque che interessano l’area in oggetto per poter definire la giusta procedura di bonifica che senza questo dato non potrebbe essere definita».

    «Finora abbiamo avuto modo di leggere solo dei risultati parziali – conferma l’assessore municipale nonché abitante della zona, Patrizia Palermo – Ma le indagini ambientali dovrebbe essere concluse e finalmente, spero al più presto, dovremmo avere un quadro più chiaro della situazione».

     

    Matteo Quadrone

  • The Dark Side of Genova, ghost tour la notte di Halloween

    The Dark Side of Genova, ghost tour la notte di Halloween

    Genova, Carignano di notteGiovedì 31 ottobre torna l’ormai tradizionale appuntamento con il Ghost Tour The Dark Side of Genova, un itinerario alla scoperta delle bellezze misteriose del centro storico genovese e delle sue leggende, delle storie del passato, delle tradizioni, dei misteri.

    Il ghost tour si basa sui testi tratti da vecchi documenti, racconti tramandati sul territorio e memorie ed è condotto dalla guida turistica Paola Pettinotti e dall’esperto specializzato in fantasmi e leggende Marco Alex Pepè.

    Il percorso  si snoda nel dedalo dei vicoli e delle piazzette del centro storico e introduce i partecipanti in un mondo specialissimo sospeso tra passato e presente, scenario di vicende e fonte ispiratrice di leggende e tradizioni quanto mai intriganti.

    Le guide  indosseranno suggestivi costumi evocativi e illustreranno leggende e situazioni legate a certi luoghi e tematiche, la storia delle vie, delle piazze, degli edifici e dei diversi monumenti compresi nel percorso.

    L’appuntamento è alle 20.30, la quota di partecipazione è di 12 euro (come sottoscrizione al circolo per la realizzazione del ghost tour animato per le vie e le piazze del Centro Antico che si svolgerà nel giugno 2014). E’ prevista anche una cena tematica al costo di 30 euro (incluso Ghost Tour)

    Il tour si terrà con un minimo di 20 partecipanti anche in caso di pioggia, prenotazione obbligatoria (posti limitati) al numero 338 9117161 o fondazioneamon@live.it

     

  • Andrea Pozza, concerto del pianista jazz genovese

    Andrea Pozza, concerto del pianista jazz genovese

    andrea-pozza-pianistaMartedì 29 ottobre presso la Sala Consiglio della Provincia di Genova è in programma il concerto di Andrea Pozza, pianista jazz genovese cresciuto alla scuola del Louisiana Jazz Club, attivo sulla scena jazzistica nazionale ed internazionale da circa 30 anni.

    Pozza è riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione, vanta collaborazioni importanti con quelli che sono da considerarsi i mostri sacri del jazz  come Chet Baker, Scott Hamilton, Steve Grossman, George Coleman.

    Il suo ultimo disco si chiama A Jellyfish From the Bosphorus e ha ricevuto ottime critiche da parte degli addetti ai lavori: nel corso della serata l’artista, introdotto dalla presentazione del giornalista e critico musicale Paolo Battifora, eseguirà i brani del suo ultimo lavoro e risponderà alle domande del pubblico.

    Appuntamento alle ore 18, ingresso libero fino ad esaurimento posti.

     

     

  • PechaKucha Night #7: bando per le industrie creative in Liguria

    PechaKucha Night #7: bando per le industrie creative in Liguria

    arti-visive-installazioni-arte-creativita-RMDopo il successo ottenuto dalle edizioni precedenti, nell’autunno è in arrivo un nuovo appuntamento con PechaKucha Night, la rassegna nata con lo scopo di mettere in luce i progetti creativi e innovativi della città.

    In questa settima edizione, il bando è rivolto al mondo delle start-up, dell’imprenditoria giovanile e della cooperazione, professionisti, freelancer, designer, programmatori, scienziati, architetti, scrittori, videomaker, chiunque abbia un’idea di business che voglia presentare o espandere, un progetto creativo o professionale che voglia condividere o far conoscere.

    Il format prevede come sempre un power point con 20 immagini e 20 secondi per ogni immagine, in totale quindi 6 minuti e 40 secondi per ogni partecipante.

    Per partecipare, è necessario scaricare la scheda e il format di presentazione Power Point a questo link e inviare entro le ore 24 di sabato 2 novembre all’indirizzo pkn.genova@gmail.com i seguenti  la scheda di partecipazione, in italiano e in inglese, 7 slide di presentazione del progetto di cui almeno 1 rappresentativa del progetto, foto o logo.

    I selezionati parteciperanno poi alla serata PechaKucha Night in programma giovedì 21 novembre presso La Claque in Agorà.

    [Foto Roberto Manzoli]

  • Festival della Scienza, alla scoperta dei laboratori in Piazza delle Feste

    Festival della Scienza, alla scoperta dei laboratori in Piazza delle Feste

    festival-scienza-2013 (7)Il Festival della Scienza quest’anno compie dieci anni. A Genova dal 2003, quest’anno il festival celebra la ricorrenza con un’edizione dedicata tutta alla bellezza. Fino al 3 novembre 2013, tutta la città sarà animata da mostre, eventi, conferenze, laboratori nelle molteplici location allestite dal centro storico fino a Sestri Ponente (novità di quest’anno): dopo aver sperimentato lo scorso anno la collaborazione con il Municipio II e aver inserito tra i luoghi degli eventi il Centro Buranello, quest’anno il Festival “inaugura” Villa Rossi e il nuovo mercato coperto.

    Una manifestazione tutta “made in Genova” che sembra crescere di anno in anno, come ha confermato la Presidente, Manuela Arata, in occasione dell’incontro di presentazione: «Genova è la città più internazionale d’Italia che ancora mantiene il primato sul Mediterraneo. Genova non chiude, non muore. Genova cambia, guarda oltre il mare e lo dimostra il fatto che sono stata premiata qualche tempo fa dalla città di Shanghai per il mio impegno al Festival, nella speranza di una triangolazione tra Genova, Shanghai e New York. Certo, i fondi sono dimezzati rispetto al 2007, ma andiamo avanti: gli sponsor sono diventati, dai 10 della prima edizione, 80. Siamo un sistema, non una manifestazione, e il nostro scopo è quello di promuovere la scienza e la città di Genova nel mondo».

    Noi di Era Superba siamo andati di persona a visitare alcune delle location principali, partendo da Piazza delle Feste al Porto Antico: per la sua centralità, il luogo ogni anno riveste un ruolo prioritario ed è tra i più visitati nell’arco della manifestazione. Anche quest’anno la Piazza non è stata da meno e ci ha sorpreso con una moltitudine di eventi e laboratori nuovi e interessanti.

    Per primo, “Carta canta! Che mondo sarebbe senza la carta?”, un laboratorio a cura di Vanda Elisa Gatti e Danilo Gasca, con il supporto di Sofidel, dedicato interamente alla carta, in tutte le sue forme (colorata, bianca, igienica, riciclabile, fotografica, da forno), in cui si spiegano le molteplici applicazioni e utilizzi di questo materiale, se ne osservano le proprietà, si creano fogli, si scopre come riciclare, conservare, riutilizzare per dare vita a opere d’arte uniche.

    Inoltre, uno spazio dedicato ai metalli, “Le Olimpiadi dei metalli”, di cui si mettono in luce le caratteristiche dei metalli come ottimi conduttori e l’incidenza che hanno avuto nella storia dell’uomo, portando a innovazioni nel commercio, la medicina, l’industria del lusso. Dalle turbine d’aereo alle protesi d’anca e odontoiatriche, materiali nuovi come il titanio entrano sempre di più nella vita quotidiana. A cura di Danilo Gasca, Vanda Elisa Gatti e in collaborazione con Associazione Italiana di Mettallurgia, Avio Aero, Cogne Acciai Speciali, Consorzio Ruvaris, Fondazione Promozione Acciaio, Istituto Italiano Rame, Lagostina, Università degli Studi di Torino , SPM Genova, Sol, Traviganti.

    Ancora, “A vele spiegate – Naviga con noi alla scoperta della costa ligure e delle sue bellezze”, un laboratorio che permette di cavalcare le onde e scoprire le bellezze della costa ligure, coinvolgendo i più piccoli in un viaggio a bordo della barca a vela, insegnando loro a distinguere le particolarità del paesaggio ligure e trasmettendo alcuni cenni del codice internazionale dei segnali marittimi. Inoltre, anche un modo nuovo di usare le mani e la fantasia, per navigare e per costruire mostri marini e rendere più divertente la traversata. Il tutto, a cura dell’Associazione Il Porto dei piccoli ONLUS, con il supporto di SAAR depositi portuali S.p.A.

    In Piazza delle Feste, anche un “grande classico” del Festival, “Plasticville – Quando la plastica si fa bella”, in cui vengono proposti giochi e approfondimenti sul tema della plastica (cos’è, come si produce, chi ne ha fatto la storia), mettendone in luce le caratteristiche e i possibili usi per la creazione di oggetti e strumenti nelle forme più fantasiose. Se ieri tutto questo era prerogativa delle industrie specializzate, di artisti o artigiani, oggi ognuno di noi può trasformarsi in un apprendista designer di oggetti in materiali plastici. Il laboratorio, a cura di Federchimica PlasticsEurope Italia e collegato al Premio Nazionale Federchimica Giovani 2013, presenta anche la grande novità della stampante in 3D: finora già utilizzata per la produzione di soprammobili, gioielli, armi da fuoco funzionanti, resta poco diffusa e sconosciuta ai più, generando entusiasmo e curiosità tra i più piccoli e tra gli adulti. Inoltre, la stampa in 3D riveste un’importanza fondamentale sotto il profilo scientifico, dal momento che adesso si apre alla nuova sfida della biostampa, per la creazione dal nulla del corpo umano, con prototipi realizzati usando come inchiostro del collagene.

    Infine, l’arrivo al Festival di Fiat, nuovo partner e “main sponsor” che presenta proprio in Piazza delle Feste le nuove 500L e 500L Living, due modelli che usano il metano come soluzione disponibile, accessibile, prestazionale e soprattutto sostenibile grazie all’applicazione del TwinAir Turbo. Ancora, lo stand realizzato in collaborazione con Ricola, “13 erbe svizzere x 1 caramella”, che stimola l’olfatto e la conoscenza delle erbe aromatiche; “Fisica in moto”
    laboratorio realizzato in collaborazione con Fondazione Ducati e riservato ai ragazzi dai 14 anni per uno studio innovativo e divertente della fisica attraverso la presentazione di alcuni modelli della casa motociclistica italiana; “Il Calcio (non) è una scienza esatta”, laboratorio realizzato dalla squadra di calcio genovese U.C. Sampdoria; “La Scienza alle olimpiadi invernali”, con giochi ed esperienze legati alle applicazioni della scienza al servizio degli sport paralimpici; “La scienza dei supereroi” in cui, grazie al coinvolgimento dei nuovi idoli dei cartoni in onda su Boing e Cartoon Network, i più piccoli possono studiare la forza degli elementi naturali e l’elettromagnetismo con esperimenti e giochi legati all’energia, ai raggi UV e alla produzione di turbini di fuoco. In collaborazione con Mattel.

    In ultimo, anche una mostra di fotografia a cura dello IED – Istituto Europeo di Design e Medici Senza Frontiere dal titolo “Volti di donne dalle crisi umanitarie” per sensibilizzare sulle condizioni di vita e le sofferenze delle donne di tutto il mondo, con particolare attenzione per la situazione nord e centro-africana.

     

    Elettra Antognetti

  • Certosa, criminalità organizzata: incontro con l’assessore Fiorini

    Certosa, criminalità organizzata: incontro con l’assessore Fiorini

    sicurezza-protezione-violenzaIl quartiere di Certosa negli ultimi tempi è balzato più volte agli onori della cronaca. In sporadici casi per iniziative positive – vedi la festa delle Librerie indipendenti – momento di aggregazione che ha riscosso particolare successo. Spesso, invece, a causa del ripetersi di atti vandalici e delinquenziali che destabilizzano la vivibilità della zona. Gli ultimi inquietanti episodi sono stati i roghi appiccati a diversi cassonetti dei rifiuti e il raid all’interno del mercato rionale con la distruzione di vetrine e attrezzature. L’effetto immediato di tale frastuono mediatico è stato un aumento – in termini di presenza e visibilità – delle forze dell’ordine. «Ma non sappiamo quanto durerà – spiega Enrico D’Agostino, portavoce del Comitato Liberi Cittadini di Certosa nonché esponente dell’associazione antimafia Casa della Legalità – Quando i riflettori dei media si spegneranno tutto tornerà come prima. Questa purtroppo è la routine del quartiere, nulla di nuovo, insomma».

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, infatti, da anni continua a denunciare agli enti preposti che determinati segnali – spesso derubricati come semplici atti di vandalismo – in realtà confermano la presenza della criminalità organizzata nel quartiere. «Che la Val Polcevera sia terra di mafia è ormai un fatto conclamato – racconta D’Agostino – bisogna essere miopi per non accorgersene». D’altra parte «Basta conoscere il modus operandi delle famiglie mafiose per comprendere che il territorio è sotto il loro controllo: lanciano dei segnali, piccoli e non eclatanti ma chiari, con cui tracciano delle linee di demarcazione e ci mandano a dire “qui comandiamo noi”».

    Per contrastare una simile presenza non sono sufficienti le pattuglie di polizia, ma piuttosto «Occorre un’intensa e capillare attività investigativa – continua D’Agostino – e sono certo che i primi ad esserne consapevoli sono gli stessi rappresentanti della DIA e dei nuclei preposti al contrasto della criminalità organizzata». Tale consapevolezza, invece, sembra non essere patrimonio di tutti gli abitanti di Certosa «Spesso siamo addirittura additati come dei visionari – spiega D’Agostino – Spiace dirlo, ma anche il Municipio Val Polcevera, al quale più volte ci siamo rivolti per denunciare la situazione, tende a minimizzarne la gravità probabilmente perché non ha la forza per fornire risposte adeguate. Così abbiamo deciso di chiamare in causa direttamente il Comune nella speranza di trovare un valido interlocutore».

    Quindici giorni fa si è svolto un primo incontro con Elena Fiorini, assessore comunale a Legalità e Diritti. «La Fiorini si è dimostrata molto attenta – conclude D’Agostino – Il bilancio del confronto è senza dubbio positivo. E l’assessore ha espresso piena disponibilità ad incontrarci nuovamente nei prossimi mesi per continuare a monitorare insieme il quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Donne che fanno testo: concorso letterario dedicato alle scrittrici

    Donne che fanno testo: concorso letterario dedicato alle scrittrici

    LibroIl quotidiano romano “Il Messaggero” lancia un nuovo concorso di scrittura creativa dedicato alle scrittrici sul tema Donne e lavoro. Il coraggio e la capacità di dividersi in molti ruoli.

    Ogni candidata, debuttante e non, può partecipare al concorso con un solo racconto in lingua italiana, da diecimila battute (punteggiature e spaziature incluse) in formato elettronico.

    Al termine del concorso una giuria qualificata selezionerà i migliori racconti che saranno pubblicati integralmente nelle pagine de Il Messaggero durante il mese di dicembre 2013.

    Le partecipanti devono collegarsi al sito donnechefannotesto.it, registrarsi e caricare il proprio racconto secondo le modalità indicate.

    La scadenza per l’invio dei racconti è il 15 dicembre 2013.

  • Trio Wanderer, l’ensemble francese in concerto al teatro Carlo Felice

    Trio Wanderer, l’ensemble francese in concerto al teatro Carlo Felice

    Trio WandererLunedì 28 ottobre prosegue al teatro Carlo Felice la Stagione GOG: dalle ore 21, concerto del celebre ensemble francese Trio Wanderer.

    Il Trio Wanderer ha una attività concertistica internazionale, con un vasto repertorio in costante apertura verso le composizioni moderne o contemporanee come le classiche e le loro eventuali rielaborazioni.

    I membri del trio sono dei viaggiatori erranti, in costante esplorazione dell’universo musicale, impegnati in un viaggio attraverso i secoli, da Mozart e Haydn fino ai giorni nostri.

    Grazie allo straordinario stile, alla quasi telepatica comunione di intenti nell’interpretazione e alla maestria tecnica, il Trio Wanderer è all’unanimità considerato uno dei migliori gruppi da camera del mondo

    Lunedì per la GOG presentano un programma che prevede l’esecuzione di trii di Beethoven e Čajkovskij.

    Biglietti: intero 20 euro, under 30 12 euro, under 18 6 euro.

    [Photo Marco Borggreve]

  • Un sabato notte al Museo: eventi alla Galleria di Palazzo Spinola

    Un sabato notte al Museo: eventi alla Galleria di Palazzo Spinola

    Galleria Palazzo Spinola Genova centro storicoSabato 26 ottobre è in programma un’apertura straordinaria dalle 20 alle 24 della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, in occasione dell’iniziativa “Un sabato notte al museo”.

    Ecco il programma della rassegna

    Ore 20 e 22
    Pittori fiorentini di primo Cinquecento a Palazzo Spinola: visita guidata a cura di Gianluca Zanelli.

    Ore 21 e 23
    Il Palazzo degli Spinola prima degli Spinola: la dimora di Ansaldo Pallavicino
    percorso di approfondimento a cura di Matteo Moretti

    ore 21
    La magia di Bach
    Concerto per Violoncello Solo
    J. S. Bach – Suites n° 1, 5, 6
    Ferdinando Vietti, violoncello

    Accesso gratuito agli eventi per i possessori del biglietto di ingresso al Museo

    Per la partecipazione agli approfondimenti (gruppi max 30 persone) si consiglia la prenotazione al numero 010.2705300

    Orari e bigliettazione

    martedì – sabato 8.30 – 19.30 | domenica e festivi 13.30 – 19.30 | lunedì chiuso

    intero € 4, ridotto (tra 18 e 25 anni) € 2

    cumulativo Palazzo Spinola e Palazzo Reale: intero € 6,50 | ridotto (tra 18 e 25 anni) € 3,25

    gratuito minori di 18 anni e maggiori di 65 anni, studenti universitari in materie umanistiche

  • A scuola di paesaggio, il Fai lancia un nuovo progetto didattico per le scuole

    A scuola di paesaggio, il Fai lancia un nuovo progetto didattico per le scuole

    denver-cielo-tramonto-DIIl Fondo Ambiente Italiano propone per l’anno scolastico 2013/2014 il nuovo progetto A scuola di paesaggio, dedicato alle scuole di ogni ordine e grado e alle loro famiglie.

    Si tratta di un percorso formativo, in collaborazione con Ferrero, nato per avvicinare e sensibilizzare gli studenti al tema della tutela del paesaggio, con lo scopo  di invitare i ragazzi a “vivere” il paesaggio, a considerare che esso non è solo da studiare, da guardare, da usare, ma soprattutto da tutelare e difendere.

    Il progetto diventa quindi l’occasione concreta per un’assunzione di responsabilità e permette di perseguire l’obiettivo formativo dell’educazione a una cittadinanza attiva e consapevole.

    Nel corso dell’anno, verranno organizzati incontri di formazione per dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine per approfondire alcune tematiche legate alla tutela del paesaggio italiano; percorsi didattici e il concorso nazionale Guarda dove FAI per coinvolgere le classi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado nella scoperta del proprio territorio; dei torneo del paesaggio, cioè delle gare di cultura a squadre per coinvolgere gli studenti della scuola secondaria di II grado nello studio del paesaggio italiano; degli incontri-approfondimento riservati alle classi iscritte FAI della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

    Per maggiori informazioni sui progetti, si può visitare il sito faiscuola.it

     

    [Foto Diego Arbore]

     

    A scuola di paesaggio Fai

  • Scatti di industria: le immagini della Fototeca Ansaldo a Palazzo Ducale

    Scatti di industria: le immagini della Fototeca Ansaldo a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale entrataOltre cento foto per testimoniare e raccontare la lunga stagione del ‘saper fare’ industriale italiano: a Palazzo Ducale inaugura il 29 ottobre la mostra Scatti d’industria, realizzata grazie al contributo della Fototeca della Fondazione Ansaldo presso Palazzo Ducale.

    Nella mostra si trovano fotografie multimedializzate o esposte in originale, gigantografie che illustrano il lavoro operaio nelle officine, nei cantieri e nei porti; il treno, il primo e più vistoso prodotto della rivoluzione industriale, simbolo e fattore di sviluppo economico e sociale; la grande meccanica delle caldaie, delle turbine, degli apparati motore; la produzione navale con al centro i maestosi transatlantici; l’epopea dell’acciaio e della ciclopica attività siderurgica; le mastodontiche centrali e gli impianti per l’elettrificazione e la modernizzazione del Paese; la produzione bellica con corazzate, cannoni, aerei e carri armati; le colonie e le gite sociali dei lavoratori negli anni Cinquanta; il ‘miracolo economico’ degli anni ’60 con l‘automobile, il tempo libero e la trasformazione urbanistica; l’irrompere dell‘informatica e dell’automazione.

    E ancora immagini sulle più diverse manifestazioni politiche e sindacali o su eventi, come ad esempio, la Resistenza che hanno segnato la storia del nostro Paese.

    Oltre all’esposizione fotografica, il visitatore può approfondire la storia dell’immagine grazie a lavagne touch screen e torce multimediali, può entrare in un antico laboratorio fotografico o sostare presso le postazioni interattive collocate al centro dello spazio espositivo dove importanti vicende industriali prendono corpo e vengono narrate grazie alle fotografie (Racconti industriali).

    Una mostra utile per ripercorrere la storia industriale del paese e della città, grazie all’archivio della Fondazione Ansaldo, che custodisce oltre 400 mila fotografie industriali d’epoca, un viaggio nelle forme del paesaggio industriale, le filiere produttive, gli uomini al lavoro e i loro manufatti dalla metà dell’800 sino all’oggi, sino all’esplosione di colore delle fotografie contemporanee di Edoardo Montaina.

    La mostra resta in esposizione fino al 30 novembre con i seguenti orari: da martedì a domenica ore 10-19; lunedì ore 14-19. L’ingresso è libero

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Teatro alla carta, cena e monologhi al teatro di Campopisano

    Teatro alla carta, cena e monologhi al teatro di Campopisano

    Teatro alla cartaVenerdì 25 ottobre il teatro di Campopisano nel centro storico genovese ospita un nuovo appuntamento con il Teatro alla Carta, un progetto che abbina le cene agli spettacoli, in scena monologhi e dialoghi tratti da film famosi, da degustare su ordinazione durante la cena e interpretati dagli attori Federica Ruggero e Federico Giani direttamente ai tavoli.

    Il progetto si ispira al Theater am Tisch (teatro ai tavoli) in voga a Berlino e già in Italia dal 2011 grazie a ComunicaMente e Gheroartè, due associazioni cultural teatrali di Milano; in Liguria viene proposto da PubbliCare in collaborazione con la scuola di recitazione LiguriAttori di Federica Ruggero

    Dopo un primo ciclo di serate dedicate ai film d’amore, il Teatro alla Carta propone un copione dedicato ai film cult: durante la cena la possibilità di ordinare scene tratte da film famosi come Pulp fiction, C’era una volta in America, Il miglio verde, Le parole che non ti ho detto, Kill Bill, Il grande dittatore, Ogni maledetta domenica, Il silenzio degli innocenti, Blade Runner, Bianco Rosso e Verdone– al costo di 1,2,3 euro a persona.

    Per la serata è previsto un menù particolare al costo di € 29 con inclusa recitazione al tavolo di due dialoghi o monologhi a scelta, che include millefoglie di verdure con crostino di caprino, pansotti ai gamberi in salsa di datterini e basilico, croccante di salmone alla crema di basilico, tiramisù ai cachi, un quarto di vino bianco o rosso o bibita, acqua e caffè.
    Appuntamento alle ore 20 nel locale di Vico di Campopisano, per prenotare il numero di telefono è 010 2511829

  • Emergenza casa: i dati del Comune si scontrano con la realtà dei fatti

    Emergenza casa: i dati del Comune si scontrano con la realtà dei fatti

    centro-storico-vicoliDifficile capire come, di fronte a cifre di tale portata, l’assessore alle Politiche della casa del Comune di Genova, Paola Dameri, possa ritenere «positivo» il bilancio dell’attività svolta nell’ultimo anno di amministrazione. Nella nostra città, infatti, sono circa 4 mila le persone in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio pubblico, ma nel 2013 Tursi ne ha assegnati solo 240, a fronte dei 180 dell’anno precedente. E il prossimo bando arriverà a novembre, ancora con le vecchie norme perché centro-storico-vicoli-finestra-d4non è arrivata la nuova legislazione regionale in merito.

    «Per quanto riguarda l’edilizia residenziale  pubblica – spiega l’assessore Dameri – in quest’ultimo anno abbiamo recuperato 180 alloggi e altri 70 sono attualmente in corso di ristrutturazione per poter poi essere assegnati. In totale abbiamo investito 6 milioni e 300 mila euro, con fondi per lo più regionali. Inoltre, c’è in previsione un ulteriore investimento di 1 milione e 200 mila euro per altri 40 alloggi che dovremmo recuperare attraverso un bando regionale. L’obiettivo è quello di raggiungere, nel corso del 2014, un tasso di alloggi pubblici sfitti del 3% che può essere considerato strutturale». A livello concreto, si tratta nel brevissimo periodo di scendere da 280 alloggi sfitti (circa il 6% dell’attuale patrimonio pubblico) a 160-170.

    «Certo – ammette l’assessore Dameri – è negativo avere un numero elevato di alloggi sfitti di fronte a una richiesta di case consistente. Ma, almeno per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, il problema riguarda la disponibilità finanziaria per rimettere in sesto gli alloggi e poterli assegnare come previsto dalla legge». E in questo senso la totale latitanza dello Stato non aiuta. «Nella legge di stabilità 2012 – prosegue Dameri – si accennava a un fondo per il sostegno alle locazioni che però non è mai stato finanziato. E questa per i Comuni, in un momento di grave crisi economica, è stata una pugnalata alla schiena fortissima».

    Tursi ha dunque provato a rimboccarsi le maniche e a recuperare parte dei fondi attraverso un’attenta lotta alla morosità. «Avevamo circa 700 pratiche di morosità inevase da parecchio tempo» racconta l’assessore. «Per questo è stata predisposta un’apposita task force che nei primi 9 mesi del 2013 ha recuperato 1 milione e 200 mila euro su un totale di poco inferiore ai 3 milioni. Quest’azione ha prodotto anche un positivo effetto psicologico su alcuni cittadini che si sono rivolti spontaneamente ad Arte per saldare il dovuto». Nell’opera di recupero crediti, il Comune ha distinto tra morosità colpevole e incolpevole, quella cioè di chi non paga perché non ha reale disponibilità economica. Per ragioni di «equità sociale» ci si è rivolti solo a coloro che non pagano pur avendone la possibilità, mentre per gli altri è stato utilizzato un fondo regionale di circa 300 mila euro, non sufficiente ad azzerare i debiti ma in grado almeno di ridurne l’importo. Resta ancora da affrontare lo zoccolo duro dei morosi pluriennali, una ventina di famiglie che comporta un mancato gettito alle casse comunali di circa 650 mila euro complessivi. «Su questo settore stiamo ancora approfondendo – dice Dameri – ma sembra che solo due situazioni siano seguite dai servizi sociali. La morosità cronica è assolutamente da evitare perché si fa presto a raggiungere cifre sempre più ingenti e di conseguenza insolvibili. Su cifre basse, invece, si può ricorrere a una rateizzazione del debito, tenendo anche presente che l’affitto di un alloggio di edilizia residenziale pubblica è commisurato alla capacità reddituale degli affittuari».

     

    La piaga degli alloggi vuoti, sarebbero circa 15000 solo a Genova

    casa-abitazione-citofonoAmmesso, e non concesso, che le cifre riguardanti l’edilizia residenziale pubblica possano essere ritenute accettabili, lo stesso non si può certo dire se si dà uno sguardo più complessivo alla piaga dell’emergenza abitativa. Cosa che, quantomeno a livello istituzionale, non sembra avvenire. Le stime parlano, infatti, di circa 15 mila alloggi vuoti a Genova, a fronte di un totale di alloggi costruiti in città intorno ai 220/230 mila.

    «Di per sé – ci spiega Bruno Pastorino, già assessore all’housing sociale della giunta Vincenzi e attuale delegato regionale Anci per le politiche per la casa – i numeri parlerebbero addirittura di 30 mila alloggi vuoti, ma facendo un confronto con le grandi utenze realmente consumate questa cifra viene sostanzialmente dimezzata». Da quest’analisi emerge, dunque, un altro dato: ben 15 mila alloggi a Genova sono affittati “in nero”. «Al di là del problema del “nero” che in qualche modo deve essere affrontato, anche solo i 14-15 mila alloggi realmente disponibili – riprende Pastorino – sarebbero di gran lunga sufficienti a soddisfare il fabbisogno genovese che si attesta intorno ai 4 mila richiedenti. Una cifra in parte sottostimata perché, ogni anno, di fronte a un ente pubblico che non riesce sostanzialmente a venire incontro alla tua domanda, un 10-15% di cittadini rinuncia pure a spendere i 12 euro di bollo per rinnovare la richiesta perché tanto si ritroverebbe in fondo alla lista e non riceverebbe mai la casa».

     

    Il fallimento dell’Agenzia per la casa e del canone calmierato

    «Il nostro obiettivo – afferma Dameri, in una dichiarazione che ha molto di politico e troppo poco di concretoè quello di fare in modo che nessuno resti per strada». Per questo motivo, la direzione delle Politche per la casa del Comune di Genova ha predisposto una sorta di piano emergenziale per chi si ritrova senza un tetto a causa di uno sfratto esecutivo da alloggio privato. «Abbiamo arredato 13 alloggi di proprietà pubblica, che entro l’anno dovrebbero arrivare a 20, in cui abbiamo accolto famiglie che, non avendo rete amicale o parentale a sostegno, si sarebbero ritrovate per strada. Abbiamo già seguito 47 casi, per lo più riguardanti nuclei famigliari con minori». Si tratta di un primo passo di assistenza che prosegue con l’assegnazione provvisoria di alloggio popolare, qualora vi fossero i requisiti, o con la concessione di un affitto a canone concordato. «Ci siamo dati due anni come limite temporale per risolvere definitivamente i casi da quando iniziamo a seguirli – spiega l’assessore – ma al momento siamo riusciti a sanare tutte le situazioni entro l’anno. Sul tema degli sfratti da privati ci stiamo muovendo molto sul territorio, cercando di capire se è possibile intercettare i singoli casi con il giusto anticipo, che ci consenta di intervenire in modo più efficace con il programma di emergenza abitativa».

    Tra le soluzioni possibili all’emergenza abitativa ci sarebbe anche l’Agenzia per la casa che, tuttavia, per ammissione della stessa Dameri, non ha un grande seguito. Si tratta sostanzialmente dei tanto famosi affitti di alloggi privati a canone calmierato, ma la disponibilità da parte dei proprietari a “concedere” i propri immobili è risultata al momento parecchio limitata. «Tra le 4 mila domande di alloggio residenziale pubblico ci sono molti cittadini con un reddito tale da consentire il pagamento di un affitto calmierato» sostiene l’assessore. «Il problema è che l’offerta è quasi inesistente nei confronti di una domanda, invece, molto ingente. Per provare a rilanciare questa opportunità, a breve inaugureremo in via Balbi una sorta di sportello–agenzia immobiliare proprio per gli affitti privati calmierati».

     

    Le occupazioni abusive e l’appello dell’assessore

    casa-occupataIn questo quadro già di per sé piuttosto tragico, resta ancora da affrontare il delicato tema delle occupazioni. «Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica – afferma Dameri – nell’ultimo anno sono state esaminate 120 pratiche ed eseguiti 40 sgomberi, solo nei casi in cui non vi fossero soggetti fragili (anziani, bambini, disabili). Ma in molti casi è socialmente difficile poter intervenire». L’assessore, poi, si aggrappa alla stampa per lanciare un appello: «Vorrei ricordare a tutte le famiglie che l’occupazione abusiva di un alloggio pubblico è un reato perseguibile d’ufficio. La questura, su nostra indicazione, sta lavorando molto per intercettare tutte le persone che utilizzano questo strumento illegale anche attraverso il consiglio e l’aiuto di altri soggetti. Bisogna far sapere che, quando una famiglia occupa un alloggio pubblico, viene automaticamente esclusa dalla lista di assegnazione di case comunali. Capisco che la situazione sia grave ma a quel punto noi non abbiamo più strumenti per poter intervenire in aiuto. E per me è un grande dispiacere».

    Tutto vero. Ma è opportuno precisare ancora una volta che la questione riguarda solo le occupazioni di alloggi pubblici. Per quanto riguarda l’occupazione di un alloggio privato, invece, prima che si configuri un reato è necessaria la denuncia della parte lesa. E, secondo le informazioni in nostro possesso, non si verrebbe comunque esclusi dalla graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare pubblico. Ma, incalzata sulla questione, l’assessore Dameri non ha saputo rispondere. Ad ogni modo, è proprio per questa sottile ma assolutamente non lieve differenza che le occupazioni che tentano di arginare in modo “artigianale” la piaga dell’emergenza casa si stanno sempre più rivolgendo verso alloggi abbandonati di proprietà private. Esattamente come accaduto nella storia raccontata qualche tempo fa di Simone e sua mamma Barbara che, dopo essere stati sfrattati dal loro alloggio di Certosa, hanno occupano un’abitazione delle Opere Pie in piazza Cernaia, anche grazie al sostegno dello Sportello per il diritto alla casa.

     

    «Sull’emergenza casa – chiosa Bruno Pastorino – esiste un deficit di rappresentanza da parte delle istituzioni. E di fronte a una rete pubblica che non è in grado di recuperarti, se non riesci a stare dentro al mercato risulti automaticamente espulso. Gli unici che sembrano veramente interessarsi a questi bisogni sono i movimenti per la casa che stanno nascendo in molte città italiane, Genova compresa, anche se sono ancora un po’ deboli rispetto a quanto succede in altri Stati come Francia, Spagna, Portogallo e persino Israele. Il loro obiettivo dovrebbe essere quello di diventare più larghi e inclusivi possibili e soprattutto di intrecciare fattive collaborazioni tra le diverse realtà esistenti sul campo».

     

    Simone D’Ambrosio