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  • Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    dischiNell’era di Spotify e degli mp3, il mercato della musica sta morendo? O meglio è già definitivamente morto? Domanda lecita, e forse ormai poco attuale: da circa un decennio si parla di crisi del mercato musicale, del calo della vendita di cd, dischi e vinili, delle difficoltà dei negozi di musica nel sopravvivere. Tutti noi ricorderemo quando, non troppo tempo fa, abbiamo visto sparire dalle vie cittadine i negozietti di cd e dischi cui eravamo affezionati: ci siamo indignati, dispiaciuti, ma abbiamo continuato a fruire della musica che ci piace in altre forme. Venuto meno il supporto rigido, o il libretto con i testi e le immagini del cantante di turno, abbiamo continuato a scaricare online, costruendoci (chi più, chi meno) delle librerie colossali con tutte le discografie degli artisti preferiti.

    Ma oggi qual è la situazione reale del mercato della musica nel panorama genovese? 

    taxidriver-verticaleblack-widow-verticaleA dispetto di quel che si potrebbe pensare, dopo aver visto negli ultimi anni morire negozi di musica e affini (dallo storico Ricordi Mediastore di Via Fieschi, alla più recente scomparsa di Fnac in Via XX Settembre, da sempre polo d’attrazione per gli amanti della musica di tutti i tipi), esistono realtà che guardano al presente e al futuro con ottimismo. A rassicurarci, due icone del mondo musicale genovese, presenti sulla scena da decenni e con un nome noto a tutti: la Black Widow Records di Via del Campo 6, negozio di musica e etichetta di produzione, e Taxi Driver Record Store di Via dei Macelli di Soziglia, che da Piaccapietra si è trasferito tre anni or sono nel cuore della Città Vecchia.

    Proprio dalla Black Widow ci confermano: «Tanto per cominciare, non è la musica a essere in crisi, né lo è mai stata, semmai è l’industria musicale ad esserlo, ma questo non ha nulla a che fare con la musica. Anzi, oggi vediamo come a Genova stiamo vivendo un momento particolarmente interessante. Nuovi gruppi stanno emergendo e c’è anche chi sta calcando le scene europee e internazionali, è il caso ad esempio del Tempio delle Clessidre; nuove formazioni calcano le scene e anche le vecchie tornano in auge (ad esempio, i New Trolls e i Delirium, tanto per citare i più noti, o altre band sinfoniche degli anni passati): c’è creatività e energia. Inoltre, è vero, c’è stato un crollo del CD, ma il calo è in parte compensato dal nuovo avvento del vinile, sintomo del recupero delle radici della musica rock. Ciò ha permesso di tornare a valorizzare ciò che con il CD era stato distrutto, ovvero l’immagine di copertina, un must per i cultori del genere. Senza contare la qualità del suono».

    «Oggi a Genova andiamo avanti bene perché ci siamo creati un pubblico di affezionati disposti a investire nel mercato del collezionismo. Certo, vendiamo anche e soprattutto all’estero (in Germania, USA, nord Europa), ma anche Genova risponde bene, contando che qui mancano gli spazi per le performance live e per le esibizioni delle rock-band (cosa che non contribuisce certo a fidelizzare il pubblico). Troviamo ospitalità in teatri, con cui collaboriamo molto volentieri, ma spesso la location non si presta a tipi di concerti più “movimentati”».

    Una nota spiacevole, però, arriva anche dai ragazzi di Black Widow; ovvero la recente chiusura (maggio 2013) di Fotomondial, negozio di Via del Campo per la vendita di strumenti musicali, apparecchiature fotografiche e tecnologie di ogni genere. La chiusura è passata un po’ inosservata, ma dalla Black Widow esprimono il loro rammarico per la perdita di uno degli storici approdi musicali di Via del Campo, la strada dalla tradizione musicale più importante nel panorama genovese. Oggi, al posto di Fotomondial, aprirà un supermercato della catena Ekom:  «Sempre meglio di avere le saracinesche chiuse -commentano- ma è crollato un pezzo della storia musicale genovese, proprio in una via simbolo della tradizione cantautorale».

    Anche la visita a Taxi Driver ci conferma il quadro positivo, la stessa tendenza delineata dai colleghi di Via del Campo: «Da 3 anni siamo qui a presidiare la Maddalena: è una scelta consapevole, ma difficile perché siamo esclusi dalle rotte tradizionali del turismo e perché il quartiere è ancora percepito come pericoloso e ostile e per questo scarsamente frequentato. Tuttavia, c’è buona risposta da parte dei turisti, che si fermano e acquistano pezzi rari a prezzi più alti dei genovesi. Genova è una buona palestra: se si riesce a vendere su questo mercato, vuol dire che si è in grado di vendere ovunque. Abbiamo una clientela affezionata e fedele fatta di appassionati, giovani e meno giovani, per questo siamo in grado di sopravvivere. La crisi musicale e la crisi economica non fermano gli acquisti, nonostante non si tratti di beni di primaria necessità. Potremmo scegliere di vendere solo online, per tagliare i costi e aumentare i profitti, ma non pensiamo che questa scelta paghi: in questo tipo di commercio serve “qualcosa in più”, il rapporto fisico e interpersonale con il cliente, il dare consigli e offrire competenze».

     

    Qualche dato: il mercato del vinile in Italia e all’estero

    giradischi-vinileI dati di mercato sono incoraggianti. Tra 2011 e 2012, le vendite mondiali di vinili sono aumentate del 17,7%, raggiungendo i 4 milioni e 600 mila dischi venduti. Il report 2013 della IFPI – Federazione internazionale dell’industria fonografica fornisce dati rassicuranti a livello internazionale (con particolare attenzione al mercato statunitense): quest’anno le vendite di vinili hanno raggiunto il picco più alto dal 1997; nel 2012 sono stati spesi complessivamente 171 milioni di dollari in dischi (il 50% in più rispetto al 2011), soprattutto grazie agli investimenti dei collezionisti, che non rinunciano all’acquisto di beni “limited edition” e oggetti da collezione, con prezzi alti.

    Nel 2011 anche in Italia il mercato del vinile si è aggirato sui 2,1 milioni di euro, il quarto mercato europeo dopo Germania, UK, Francia, Paesi Bassi, e il settimo nel mondo (in cui, sempre nel 2011, il mercato dei vinili ha mosso 115,4 milioni, il 28,7% in più del 2010). Sembra che la folta comunità di appassionati non voglia rinunciare, nonostante la crisi, all’acquisto di vinili e simili. Soprattutto, si tratta di oggetti dal valore affettivo e sentimentale, acquistati in larga parte dalla generazione di nostalgici over-40, ma non solo. Stesso trend inizia a riscontrarsi anche tra i più giovani, che percepiscono il vinile come oggetto vintage, alla moda, simbolo di una generazione che guarda al passato e fa degli oggetti musicali un feticcio, un simbolo, un ritorno alla grande tradizione musicale, scalzata dall’era degli mp3. Stando all’indagine della Icm Research (UK) il 15% (circa uno su sette) degli under-30 ha acquistato nell’ultimo anno almeno un disco in vinile, dato che conferma come proprio i giovani (più all’estero, in Gran Bretagna, ma anche in Italia) guidino la crescita del mercato dei dischi tradizionali.

    Che cosa acquistano i collezionisti o semplicemente i festicisti del vinile? Di tutto: dal vintage anni ’60-’70 dei Beatles e Rolling Stones, ai più recenti degli anni ’90. I generi prediletti? Tutti, dal rock al reggae, dalle band cult a quelle di nicchia. La tendenza è confermata anche dal fatto che di recente artisti contemporanei, sia del panorama underground che quelli delle major abbiano scelto di produrre, accanto al classico CD, anche la versione LP, sintomo che questa tendenza all’acquisto “vintage” è stata recepita a livello globale.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e è arrivato in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace. Oggi l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, 15 associazioni del Ponente: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”. Si tratta di associazioni diversamente attive sul territorio: dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica, tutte cercano di promuovere la solidarietà e l’integrazione.

    Continuano con successo le attività di Yepp (Youth Empowerment Partnership Programme), il progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate che a Genova è attivo dal 2007 a Cornigliano.

    I precedenti progetti e i piani operativi (che vi avevamo raccontanto dettagliatamente qualche tempo fa) hanno ottenuto ottimi riscontri e coinvolto tantissimi giovani provenienti dal quartiere di Cornigliano e non solo, grazie a numerose attività.

    Nello specifico, nel 2013 si sono realizzati laboratori di espressione musicale, un festival della musica rap e hip-hip, la gestione di uno spazio pubblico nel parco di Valletta Rio San Pietro per la realizzazione di un orto sinergico, la gestione di un laboratorio permanente di TV multimediale denominato TANK TV, l’offerta  di percorsi formativi in collaborazione con gli altri  siti YEPP europei di sperimentazione di nuove tecniche video, la gestione di uno spazio denominato il Villaggio di YEPP presso l’Infopoint di Cornigliano per la libera aggregazione dei ragazzi del quartiere e la progettazione di attività ludiche e culturali.

    Tutto queste iniziative hanno mobilitato tra i 50 e 60 ragazzi del quartiere di età compresa tra i 13 e i 20 anni e oltre 300 ragazzi provenienti da un bacino territoriale più ampio.

    Nel 2014 le attività proseguiranno. Il nuovo piano operativo 2013-2014 vuole dare continuità ai progetti che hanno ottenuto buoni riscontri come Cornigliano Monamour, Villaggio di Yepp, Tank Tv, e aprirsi  all’innovazione per aumentare sempre più le occasioni e il lavoro per i giovani.

    Per quest’ultimo punto ci si concentrerà su Valletta Rio San Pietro e sulle azioni formative La Valletta dei Talenti, con l’intento di avvicinare i giovani alle esperienze lavorative e cercando di trasmettere competenze tecniche spendibili in termini di curriculum.

    Inoltre, inizierà il percorso Gruppo di supporto giovani, con dieci soggetti già coinvolti in Yepp chiamati a costruire un piano operativo con azioni di advocacy, che è uno dei principi cardini dell’intero progetto.

  • Politeama Genovese: Dario Fo presenta il libro di Franca Rame

    Politeama Genovese: Dario Fo presenta il libro di Franca Rame

    Dario Fo Franca RameGiovedì 7 novembre alle ore 20.30 il teatro Politeama Genovese ospita il premio Nobel per la letteratura Dario Fo per una presentazione-spettacolo dedicata a In fuga dal Senato, il libro in cui Franca Rame ripercorre l’amara esperienza vissuta in Parlamento.

    L’attrice fu eletta nelle file dell’Idv di Antonio Di Pietro con oltre 500 mila voti e fu sempre una presenza scomoda per il partito, trovandosi spesso in contrasto con le logiche di potere e gli affari della classe politica italiana. Per questo, rassegnò le proprie dimissioni nel 2008.

    «Vi dico la verità – scrive la Rame – pur avendo visto spesso in televisione servizi sui disordini nelle due aule, trovarcisi in mezzo è di gran lunga più stomachevole. Avevo una mia idea sul Senato, be’, ho dovuto cambiarla: una massa di rozzi pronti a tutto».

    Da questa esperienza ne esce un racconto drammatico e al contempo grottesco narrato senza mediazioni e con la sensibilità teatrale e comica di chi è stata da sempre sulla scena, in cui il Parlamento è descritto come “il frigorifero dei sentimenti”.

    Nel libro non mancano anche gli accenni alla vita personale, il teatro, la scrittura, il rapporto con il figlio Jacopo.

    Una testimonianza civile e politica dai risvolti comici e ricca di nomi, storie e circostanze e portata in scena dal Fo con i tre giovani attori Maria Chiara Di Marco, Roberta De Stefano e Jacopo Zerbo.

    Lo spettacolo è al centro in questi giorni di una polemica tra Fo e il Vaticano, che ha vietato la sua messinscena all’Auditorium della Conciliazione di Roma.

    L’ingresso alla presentazione prevede un biglietto di 10 euro. Ai presenti verrà distribuito un coupon per l’acquisto del volume a prezzo ridotto nel foyer del teatro.

     

  • Chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari: probabile nuovo rinvio

    Chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari: probabile nuovo rinvio

    opg_montelupoProroga dopo proroga è difficile scorgere la luce in fondo al tunnel. Il termine ultimo per il definitivo superamento degli OPG – i famigerati ospedali psichiatrici giudiziari che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito strutture “indegne per un Paese appena civile” – come da noi preannunciato, è stato differito al 1 aprile 2014. Oggi, però, anche quella data appare una chimera ed è sempre più probabile un nuovo slittamento.

    Lo ha lasciato intendere il Sottosegretario di Stato per la Salute Paolo Fadda, il 3 ottobre scorso durante la Commissione permanente Igiene e Sanità, rispondendo alla interrogazione n. 3-00375, promossa dalla senatrice Manuela Granaiola e da altri «[…] anche per le Regioni più efficienti sarà quasi impossibile rispettare il termine previsto dalla norma».

    L’esponente del Governo Letta ha poi ricordato che «[…] il Ministero della Salute e il Ministero della Giustizia, entro il 30 novembre 2013, dovranno trasmettere apposita relazione al Parlamento, che dovrà indicare lo stato di attuazione dei programmi regionali relativi al superamento degli OPG e in particolare il grado di effettiva presa in carico dei malati da parte dei Dipartimenti di salute mentale e del conseguente avvio dei programmi di cura e di reinserimento sociale».

    Nel frattempo «Anziché organizzare le dimissioni e le soluzioni di cura e assistenza alternative all’internamento – denuncia il Comitato Stop OPG – si stanno costruendo circa mille posti in strutture manicomiali regionali (le REMS – Residenze Esecuzione Misura di Sicurezza, i cosiddetti mini-OPG). Insomma, si spendono milioni di euro per fare nuovi manicomi anziché servizi nel territorio».

    Su tale punto, il Sottosegretario Paolo Fadda conferma «In merito al numero dei posti letto, i programmi presentati prevedono l’allestimento di circa 970 posti a fronte dei 1400 finanziabili. La dimensione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza deve infatti tenere conto anche delle eventuali future decisioni dei magistrati di assegnare nuovi soggetti alle residenze stesse».

    Così facendo, ribadisce il Comitato Stop OPG «Il processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari rischia di uscire dai binari della legge 180/78. Dobbiamo evitare questo deragliamento e riprendere il faticoso cammino per affermare il diritto alla tutela della salute mentale».

    La senatrice Manuela Granaiola (Pd), invece, sottolinea come «Le procedure attuative della volontà del Legislatore appaiano troppo lunghe e farraginose […] né sembra congruo il numero di posti letto prefigurati rispetto all’obiettivo di sostanziale superamento degli OPG».

    Per quanto riguarda la Liguria, fortunatamente i numeri sono abbastanza ridotti, ma resta la preoccupazione perché – nell’ambito del finanziamento assegnato alla Regione Liguria (circa 5 milioni e 655 mila euro per il 2012 e 2013) – ancora non si conosce la ripartizione di tali fondi ed in particolare quale somma è effettivamente destinata agli interventi finalizzati al potenziamento dei percorsi terapeutico-riabilitativi e alla riqualificazione dell’assistenza territoriale psichiatrica.

    L’Assessorato regionale alla Salute, nel marzo scorso, dichiarava alla nostra testata che quasi tutti gli internati liguri considerati dimissibili – ossia non più socialmente pericolosi – sono rientrati in Liguria negli ultimi 2-3 anni ed inseriti nel circuito di assistenza ai pazienti psichiatrici, a fronte di un’altra ventina di persone, tuttora recluse, che attendono di essere prese in carico dal sistema socio-sanitario della Regione Liguria.
    Inoltre, all’interno degli Opg sono rimasti gli internati liguri che devono scontare un residuo di pena: circa 20-25 persone non dimissibili, le quali saranno trasferite presso la REMS regionale che, presumibilmente, sarà realizzata in Provincia di La Spezia e potrà accogliere una ventina di pazienti.

     

    Matteo Quadrone

  • Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Mercatino biologico, piazzetta Tavarone GenovaForse ancora in pochi sanno che tutti i mercoledì in Piazzetta Tavarone, nel tratto compreso fra piazza Campetto e vico San Matteo, si svolge il mercatino biologico “Pensa alla salute!”. Sì, perché – a dispetto della posizione strategica tra Piazza De Ferrari e il Porto Antico, tra San Lorenzo e la Maddalena – il mercatino (piccolo gioiello di primizie e rarità rigorosamente biologiche) resta incastonato tra le anguste piazzette e i labirintici caruggi del centro storico genovese.
    Nel corso dell’ultima tappa di #EraOnTheRoad abbiamo incontrato gli agricoltori e i coltivatori che espongono le loro merci.

    Il mercatino è attivo da poco più di un anno. Ogni mercoledì la piazzetta, in orario 9-19, si anima con (pochi, solo due) banchi in cui è possibile acquistare cose particolari e difficilmente reperibili sui mercati tradizionali: dal seme di canapa con proprietà depurative, all’estratto di fungo presente sul tronco di querce millenarie, alle erbe spontanee e aromatiche. Inoltre, piante medicinali, ortaggi, frutta e verdura, coltivate direttamente e vendute dai produttori senza l’uso di additivi e conservanti, e la rosa antica, per sciroppi e acque profumate.

    Piazzetta Tavarone è stata scelta, non a caso, come sede per il mercato: dopo aver incontrato qualche risposta negativa a livello amministrativo e dopo aver vagliato altre proposte (altre 2 piazze, oltre questa, ancora “libere” da altri mercati), i produttori hanno optato per la piccola piazzetta dei vicoli, che si affaccia davanti al Cinema Ariston, nascosta proprio dietro a Campetto. Il perché è facilmente intuibile: oltre alle dimensioni ridotte del sito, adatto ad accogliere le esigenze dei pochi banchi e non rendere troppo dispersivo l’acquisto, la piazza si inserisce nelle rotte dei visitatori del centro storico, che da Piazza De Ferrari si inoltrano nei vicoli e raggiungono la Maddalena, Piazza Banchi o il Porto Antico passando per Salita San Matteo, o ancora per coloro che da Campetto raggiungono San Lorenzo, e viceversa. Inoltre, attorno alla piazza, una schiera di negozi ed esercizi commerciali, bar e ristoranti, cinema, negozi di abbigliamento, pasticcerie, cartolerie, e molto altro ancora; il mercatino si è andato ad inserire in un tessuto urbano già di per sé consolidato e molto frequentato, in una delle zone più amate del centro. Ma il requisito più importante nella scelta del luogo è la mancanza di smog e inquinamento atmosferico, essendi Piazzetta Tavarone un’area preclusa al traffico. Questa era una condizione necessaria per l’apertura del mercato, in cui le merci non potevano rischiare di essere danneggiate dal traffico urbano e da inquinamento di altro tipo.

    Com’è stata la risposta dei cittadini? Finora positiva, raccontano gli stessi venditori. «Stiamo avendo grande riscontro da parte dei visitatori. Sempre più genovesi ci conoscono, sembrano apprezzare i nostri prodotti ed essersi affezionati all’appuntamento del mercoledì: è uno spazio piccolo, ci teniamo a essere presenti», commentano. L’intenzione è quella di portare avanti il progetto e ampliarne la risonanza. «Vorremmo organizzare interventi culturali, trovando spazio in associazioni e circoli qui vicino, per parlare dei nostri prodotti e del nostro progetto che promuove una cultura vicina ai bisogni dell’uomo».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Orlando in ordine sparso, presentazione del libro di Nicla Vassallo

    Orlando in ordine sparso, presentazione del libro di Nicla Vassallo

    Piazza-De-Ferrari-fontana-Ducale-D2Lunedì 4 novembre alle ore 17.45 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale è in programma la presentazione del libro di Nicla Vassallo Orlando in ordine sparso.
    Poesie 1983 – 2013.

    Poesie, prima inedite, che restituiscono la nostra contemporaneità, il nostro essere nel mondo, poesie che sostano sulle tante emozioni e le tante ragioni dell’esistenza umana.

    Nicla Vassallo (Imperia – Porto Maurizio – 1963) Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova, è filosofa di fama. Autrice di oltre cento pubblicazioni in italiano e inglese, si distingue per l’eleganza, il rigore e la cognizione del compito dell’intellettuale.
    Con Orlando in ordine sparso svela gli ultimi trent’anni di una sua duratura e acuta stagione poetica, prima volutamente taciuta.

    Insieme all’autrice intervengono Francesca Biasetton, artista e calligrafa, Antonio Gnoli, giornalista e scrittore, Claudio Pozzani, poeta e direttore artistico del Festival di Poesia. Introduce Luca Borzani, letture a cura di Pozzani.

    L’ingresso è libero.

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Tapper Zukie: la leggenda della musica reggae, roots e dub in concerto

    Tapper Zukie: la leggenda della musica reggae, roots e dub in concerto

    Tappa Zukie reggaeSabato 2 novembre il Csoa Zapata di Genova ospita la leggenda della musica reggae, roots e dub Tappa Zukie.

    Lo storico cantante, deejay, produttore si esibisce per la prima volta a Genova, in data unica nazionale,
    Al suo fianco, Farmers’ Roots e un opening act outta Milano al microfono Ras Dany I.

    BIOGRAFIA

    Tapper Zukie (o Tappa Zukie) alias David Sinclair è nato nel 1955 a Kingston, Jamaica e si è trasferito in Inghilterra da adolescente. Qui iniziò la sua carriera, con alcune registrazioni in studio e concerti, tra cui l’apertura del live di U-Roy.

    Il primo frutto di questa collaborazione fu il singolo “Jump & Twist”,  cui seguirono “Judge I Oh Lord” e “Natty Dread Don’t Cry”  e l’album MPLA, poi uscito nel 1976.
    Uno dei fan famosi di MPLA fu Patti Smith che diede a Tappa Zukie la possibilità di aprire i concerti del suo tour inglese, ristampò “Man Ah Warrior” con la sua etichetta Mer e contribuì al libretto dell’album di Tappa del 1977, “Man From Bosrah”.

    Questo periodo di successo permise a Zukie di mettere su la sua etichetta “Stars” e iniziò a produrre altri artisti, tra cui Junior Ross & The Spear, Prince Alla, Errol Dunkley, Ronnie Davis, Johnny Clarke, Horace Andy..

    Nel 1977 pubblicò due album dub: “Escape from Hell” e “Tapper Zukie in Dub”

    Una collaborazione con la sussidiaria della Virgin Records, Frontline, vide l’uscita di altri due album nel 1978, “Peace in The Ghetto” e “Tapper Roots”, mentre continuava a produrre dischi con la sua etichetta “Stars”.

    Dopo il 1976 si concentrò a produrre musica in Jamaica, lavorando con artisti reggae del calibro di Mighty Diamonds, Max romeo, Ken Boothe, Sugar Minott e U-Roy.

    Nel 1978 ebbe grande successo con “Oh Lord”, che fu per 6 settimane ai primi posti delle classifiche Jamaicane. Quell’estate ebbe successo anche “She Want a Phensic”.

    A metà degli anni ’80 Tappa era più prolifico come produttore, lavorando con artistin come Mighty Diamonds, Max Romeo e Sugar Minott. Nel 1986 fece uscire un album tutto suo, “Raggamuffin”. Continuò a concentrarsi sulla produzione anche se stampò un altro album suo nel 1996, “Deep Roots”.

    Ingresso 8 euro.

  • Il Pandolce Genovese per un’economia sostenibile

    Il Pandolce Genovese per un’economia sostenibile

    Pandolce BarsottiIl BerioCafé da sempre collabora con le aziende artigianali del territorio fornendo un punto di consegna a Genova per la distribuzione e vendita di prodotti a chilometro zero.

    In occasione delle imminenti festività natalizie, il locale di Paolo Vanni propone i pandolci della Pasticceria Artigianale Barsotti di Montoggio, tutti lavorati a mano e prodotti nel forno a legna.

    E’ previsto un prezzo speciale riservato agli amici del BerioCafé per ordini di acquisto ricevuti entro il 16 novembre. La proposta include:

    Pandolce con farina di castagne

    Ingredienti: Farina di castagne (14,1% sul totale degli ingredienti), farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: baking
    Confezione da 500g – Euro 8,00

    Pandolce genovese basso

    Ingredienti: Farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: baking
    Confezione da 500g – Euro 7,00

     

    Come si acquista?
    – tramite mail scrivendo cliccando qui
    – tramite telefono chiamando il 335 5604631

    Dove si ritira?
    – Il ritiro avviene al BerioCafé dopo comunicazione della disponibilità del prodotto.

    Pandolce genovese alto

    Ingredienti: Farina tipo “manitoba”, uvetta, burro, zucchero, scorzetta d’arancio, cedro, pinoli, uova, agente lievitante: lievito naturale
    Confezione da 500g – Euro 7,00

    Previsti prezzi speciali e personalizzazioni dei dolci per aziende, associazioni/circoli, gruppi d’acquisto (minimo 10 confezioni).

    Per acquistare i dolci, è necessario scrivere una mail cliccando qui oppure telefonare al 335 5604631

    Il ritiro avviene al BerioCafé dopo comunicazione della disponibilità del prodotto.


  • Consiglio comunale: meno show più dibattito, cambiano le regole

    Consiglio comunale: meno show più dibattito, cambiano le regole

    palazzo-tursi-aula-rossa-d52Ai meno addetti ai lavori l’ennesimo articolo sul funzionamento del Consiglio comunale potrebbe sembrare un’inutile divagazione su tecnicismi poco interessanti e incomprensibili ai più. Eppure siamo piuttosto convinti che non sia, o quanto meno non dovrebbe, essere così. Dalle discussioni che stanno animando la Commissione regolamento e che nelle prossime settimane si concretizzeranno in una proposta di riforma da sottoporre al giudizio del plenum della Sala Rossa, dipende infatti parte del futuro della dialettica politico-amministrativa della nostra città. E, di conseguenza, del funzionamento della democrazia intesa nel suo senso più nobile. La conferma di quanto si tratti di una questione di tutto rilievo, e anche piuttosto delicata, è arrivata dalla convocazione di una riunione di maggioranza martedì scorso, al termine della seduta ordinaria del Consiglio, in cui si è tentato invano di fare quadrato sul tema. D’altronde, non sono più procrastinabili gli interventi che dovrebbero porre un serio freno alle pratiche di filibustering ormai consuetudine a Palazzo Tursi.

    Anche perché il Consiglio sta per affrontare dibattiti che si preannunciano decisamente infuocati, come quelli sul futuro delle società partecipate o sulla Gronda. È necessario che la discussione politica genovese faccia un salto di qualità notevole e la smetta di trincerarsi dietro formalismi o ostruzionismi esclusivamente strumentali al raggiungimento di obiettivi partitici sottraendosi al dialogo democratico perché, come sostiene il capogruppo della Lista Doria, Enrico Pignone, «la dignità del Consiglio comunale è proprio data dalla qualità del dibattito in aula da cui deve scaturire un indirizzo politico per le attività della Giunta».

    Il ruolo del presidente del Consiglio, mozioni, articoli 54 e odg “fuori sacco”

    Tuttavia, la strada con cui raggiungere questo obiettivo è anch’essa fonte di scontro anche all’interno della stessa maggioranza. Secondo quanto circola tra i corridoi di Palazzo Tursi, infatti, sulla riforma del regolamento del Consiglio comunale si starebbero delineando due schieramenti: da un lato il complesso di proposte nate in seno alla Commissione competente che mirano a togliere ogni potere discrezionale al presidente del Consiglio rendendolo un vero e proprio arbitro super partes; dall’altro, i dubbi del Partito democratico, a cui il presidente del Consiglio comunale genovese appartiene da sempre, restio a perdere questo sottile ma spesso fondamentale privilegio, ma comunque consapevole della necessità di una riforma del modus operandi della Sala Rossa.

    palazzo-tursi-gioia-alfonso-Udc-lauro-lilli-pdl-D

    Degli strumenti consiliari dentro l’occhio del ciclone abbiamo già parlato nelle precedenti puntate di “Liberi Tursi” (Art. 54 e Odg “fuori sacco, l’approfondimento). Innanzitutto, gli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che precedono di un’ora ogni seduta ordinaria del Consiglio. Da tempo, il presidente Guerello si era lamentato dell’impossibilità di scegliere ogni settimana le questioni da portare in aula tra le centinaia presentate dai consiglieri. Dopo attente riflessioni, la Commissione ha deciso di palazzo-tursi-aula-rossa-d38accettare la proposta di modifica di Alfonso Gioia, capogruppo Udc e già presidente del Consiglio provinciale: «Bisogna eliminare la discrezionalità del presidente nella scelta degli articoli 54 da portare in aula. Per questo motivo proponiamo di limitare la possibilità ai consiglieri di proporre una sola interrogazione a risposta immediata per seduta. Tutti gli articoli 54 pervenuti al presidente verranno poi messi all’ordine del giorno: se, al termine dell’ora a disposizione, non si sarà riusciti a esaurire tutte le questioni, i consiglieri avranno la possibilità di riproporre quelle inevase per la seduta successiva, naturalmente con diritto precedenza».

    A ciò potrebbe aggiungersi anche la possibilità di trasformare l’art. 54 in una risposta scritta da parte dell’assessore competente entro 48 ore dalla presentazione dell’interrogazione, come richiesto dal Movimento 5 Stelle. «Molti consiglieri – spiega De Pietro – usano questo strumento solo per darsi una certa visibilità, ma noi invece siamo interessati alle risposte, non tanto al modo con cui queste vengono date. Tutte le settimane cerchiamo di presentare solo un articolo 54, ovvero quello che riteniamo più urgente tra le tante segnalazioni che ci arrivano dai cittadini. Con la modifica del regolamento tutti i consiglieri a questo punto tornerebbero ad essere sullo stesso piano».

    Altro ritocco riguarderà la presentazione delle mozioni. Sempre nell’ottica di togliere discrezionalità all’operato del presidente del Consiglio comunale, che potrebbe agevolare il compito della Giunta escludendo questioni troppo delicate, la quantità delle mozioni che saranno messe in calendario durante ciascuna seduta sarà decisa dalla Conferenza capigruppo, che dovrà farsi garante di una certa rotazione e di un buon equilibrio tra le istanze di tutti i gruppi consiliari. Toccherà poi al singolo gruppo decidere, tra le varie mozioni possibili, presentare quella che necessiterà della maggior urgenza.

    A cambiare potrebbe essere anche l’articolo 17 nei commi riferiti alla questione pregiudiziale e alla domanda di sospensiva. «Oggi – spiega ancora Gioia – se un particolare documento dà fastidio a una parte politica, basta avere la maggioranza per poterne facilmente rimandare la discussione a data successiva. La proposta, invece, è quella di poter tutt’al più chiedere un’inversione dei lavori all’interno dello stesso ordine del giorno ma non il rinvio a un’altra seduta solo per motivazioni politiche».

    Più delicata, invece, la questione che riguarda gli ordini del giorno fuori sacco, ancora all’esame della commissione. «A differenza di quello che vorrebbe una parte della maggioranza – prosegue Gioia – gli ordini del giorno fuori sacco sono uno strumento utile in determinate situazioni particolarmente urgenti. Certo è che non si può cadere nella deriva di queste settimane in cui proprio i fuori sacco hanno bloccato i lavori del Consiglio. La mia proposta è quella di lasciare sul tema l’impianto attuale del regolamento, limitando la presentazione dei fuori sacco a uno per consigliere e due per gruppo, per ogni seduta».

    Le proposte del Partito Democratico

    palazzo-tursi-malatesta-gianpaolo_Pd-DEd eccoci, dunque, alle proposte del Pd. Il consigliere Gianpaolo Malatesta ha presentato un documento che mira a ritoccare il regolamento sulla presentazione degli emendamenti e a contingentare fortemente i tempi di discussione. Per quanto riguarda gli emendamenti la proposta, che difficilmente verrà accolta dalla maggioranza della Sala Rossa, va nella direzione di un loro concentramento in Commissione: a differenza di quanto accade ora, in cui un emendamento può sostanzialmente essere presentato in qualsiasi momento prima della votazione, Malatesta vorrebbe limitare la possibilità di presentazione in aula a prima dell’appello della seduta in cui il documento viene posto in discussione. E, a proposito di discussione, secondo la proposta Pd, dagli attuali 10 minuti i tempi per l’illustrazione di emendamenti e ordini del giorno dovrebbero scendere a 5, mentre le dichiarazioni di voto addirittura a 3 minuti.  «Non pretendo – dice Malatesta – che si arrivi ai 60” del Parlamento europeo perché capisco che la loquacità e i modi di espressione italiani abbiano necessità di altri tempi, ma dobbiamo arrivare al massimo dell’efficienza e della dinamicità possibile per i lavori del Consiglio comunale, limitando al minimo le possibilità di ostruzionismo. Non dovremmo essere qui per fare da palco a chi protesta ma piuttosto per risolvere i problemi».

    Possibile che il dialogo interno alla maggioranza e le ultime sedute di Commissione possano sbloccare la situazione, ma la sensazione è che il testo del nuovo regolamento arriverà in aula così come già votato a maggioranza dalla Commissione stessa, mentre le proposte del Pd, come d’altronde quelle di altri consiglieri che non sono state recepite nel documento unico, diventeranno oggetto di altrettanti emendamenti che accenderanno ancora una volta la discussione in Sala Rossa.

     La proposta del Movimento 5 Stelle

    palazzo-tursi-putti-paolo-M5S-D2C’è, infine, un’ultima proposta degna di nota, lanciata dal Movimento 5 Stelle, ovvero quella che il Comune pubblichi tutti gli atti che verranno portati all’esame del Consiglio prima della loro discussione. Una proposta che ha sollevato l’obiezione della Segreteria generale, come spiega il consigliere De Pietro: «L’ostacolo sarebbe una fantomatica interferenza con il lavoro del Comune e con le normative sulla privacy. Ma noi vogliamo la trasparenza assoluta e mi sono opposto con vigore a questo diniego. Il compito della Segreteria deve essere quello di evidenziare eventuali problematiche di inammissibilità dei documenti ma non certo di intervenire nel merito di decisioni politiche e regolamentari. Se questa modifica non deve passare, sarà il Consiglio a dirlo, ma dovrà farlo di fronte alle telecamere e ai cittadini genovesi».

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bolzaneto, San Biagio: 70000 m3 di detriti dal Terzo Valico, rischio amianto

    Bolzaneto, San Biagio: 70000 m3 di detriti dal Terzo Valico, rischio amianto

    San BiagioIl campo base CLB 4, villaggio con dormitorio, mense e altri servizi logistici per gli operai del Terzo Valico – inizialmente previsto a Bolzaneto, in via Santuario di Nostra Signora della Guardia, sotto l’abitato di San Biagio (costruito a seguito della bonifica dei terreni della Erg) – cambia destinazione in corso d’opera e si trasforma in deposito di materiali semilavorati e attrezzature, previo stoccaggio di circa 70 mila metri cubi di terre di scavo potenzialmente amiantifere. I lavori di disboscamento e pulizia dell’area Bolzaneto Biacca Terzo Valico 006 smalladiacente al cimitero della Biacca sono partiti da circa un mese (come documentato da Era Superba) ma solo grazie all’interessamento dei cittadini e del Comitato San Biagio-Serro è possibile fare luce sulla vicenda. Da parte delle istituzioni, infatti, si registra un silenzio assordante indice di un deficit di trasparenza, per noi alquanto significativo, riguardo alla gestione della grande opera ferroviaria a livello locale.

    In Val Polcevera l’avviata cantierizzazione del TAV nostrano finora ha portato soltanto disagi. L’esempio più eclatante è il sito di San Quirico, dietro al Mercato dei fiori, dove lo smembramento della collina – sommato alle intense piogge dei giorni scorsi – ha generato uno sversamento di fango sulla sottostante via Isocorte, problema che ha richiesto l’intervento di mezzi speciali per ripulire e rendere nuovamente agibile la strada. Adesso è il turno dell’area della Biacca (interamente di proprietà comunale) che, a fronte delle mutate esigenze del Consorzio Cociv (general contractor dell’opera) – probabilmente considerata l’eccessiva vicinanza del cantiere con il cimitero e il contestuale divieto di costruire nuovi edifici nella fascia di rispetto dell’impianto cimiteriale – verrà utilizzata esclusivamente per il deposito di semilavorati tramite l’esecuzione di due zone pianeggianti con l’impiego di terre di scavo (il cosiddetto “smarino”) provenienti dalla realizzazione del Terzo Valico. «Da anni si diceva che qui sarebbe sorto un campo base per gli operai – spiega Marco Torretta del Comitato San Biagio-Serro – Noi ci siamo mossi autonomamente per saperne qualcosa di più e, dopo aver chiesto e ottenuto dal Comune l’accesso agli atti, abbiamo scoperto la nuova soluzione progettuale. In pratica, l’intenzione del Cociv è quella di riempire con terre potenzialmente amiantifere l’avvallamento esistente e poi costruire due grandi piazzali sui quali depositare le attrezzature. Il problema è che, come al solito, è stato fatto tutto in sordina, mentre nessuno sembra preoccuparsi del rischio per la salute pubblica conseguente allo stoccaggio di simili materiali ad appena 100 metri di distanza in linea d’aria dalle abitazioni di San Biagio in cui vivono almeno 500 famiglie, molte delle quali con bambini piccoli».

    Con Provvedimento Dirigenziale n. 364 del 10 luglio 2013, il Comune ha rilasciato al Consorzio Cociv il “Permesso di Costruire inerente la realizzazione di piazzali per lo stoccaggio di materiali semilavorati ed attrezzature, nell’ambito dei lavori del “Terzo Valico dei Giovi” nell’area di cantiere “ CLB 4 – Bolzaneto”. Soluzione progettuale che «recependo raccomandazione espressamente formulata in sede di approvazione del progetto definitivo dell’opera pubblica (allegato 1 Delibera CIPE 80/2006 – parte seconda, lettera g), allo scopo di evitare il posizionamento di manufatti diretti ad assolvere esigenze logistiche, comportanti permanenza di persone in area prossima alla cinta del cimitero della Biacca, prevede l’utilizzo dell’area per lo stoccaggio di materiali semilavorati ed attrezzature, in luogo del posizionamento di dormitori ed altre strutture logistiche».

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    «Stiamo parlando di 70 mila metri cubi di terre da scavo, così è scritto nero su bianco nei documenti ufficiali – racconta il Comitato – ciò equivale a diverse migliaia di camion. La nostra paura è che possano esserci anche rocce amiantifere, presenti senza ombra di dubbio lungo il tracciato dell’opera. Chi ci assicura i necessari controlli in questo senso? In particolare sullo stoccaggio del materiale di risulta? Inoltre, quale beffa ulteriore viene promesso che “a lavori terminati verrà ripristinata l’area”. Nessuno, però, parla del rischio amianto. Ad oggi siamo ancora in attesa di chiarimenti ufficiali da parte del Municipio Valpolcevera da noi interrogato a riguardo». Ma pure il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle e la Federazione della Sinistra hanno posto la questione all’attenzione dell’ente municipale con due distinte interrogazioni che saranno discusse prossimamente.

    La collina di San Biagio, pubblicizzata dai costruttori come area finalmente riconsegnata alla natura “Vi addormenterete al suono delle cicale e vi sveglierete al canto degli uccellini”, così recitava un vivace slogan promozionale «Ha dovuto e forse dovrà confrontarsi con la Gronda – sottolinea Marco Torretta – poi con l’ecomostro Selom (la lavanderia industriale) e i capannoni di Via Albisola (alcuni dei quali attualmente vuoti), oggi con un’area di stoccaggio di materiali semilavorati. Gli abitanti auspicano che qualcuno (Municipio, Comune, Provincia, Regione) affronti il problema in modo serio e responsabile perché, fino a dimostrazione contraria, stoccare 70000 metri cubi di terre di scavo provenienti dalle montagne dei Giovi potrebbe significare far inalare ai residenti di San Biagio e non solo polveri potenzialmente inquinate da asbesto che se assimilato dal corpo umano, anche in una sola fibra, provoca tumori alla pleura (mesotelioma pleurico) così come il temibile carcinoma polmonare». Senza dimenticare che soltanto nel comprensorio detto “Il Colle” su 104 famiglie residenti si contano circa 50 bambini in età compresa tra 1 mese e 16 anni. «A Genova sfido chiunque a trovare un tale agglomerato di gioventù, per altro in una città tristemente famosa per l’alto numero di anziani residenti – conclude l’esponente del Comitato – Non vogliamo che tra vent’anni la Val Polcevera debba diventare famosa come oggi purtroppo sono Marghera, Caserta o Taranto».

    La posizione del Comune  e la ricostruzione del vicesindaco Stefano Bernini

    Non è dello stesso parere il vicesindaco Stefano Bernini, che scongiura il rischio amianto e ricostruisce così la vicenda: «L’area della Biacca rimane destinata a campo base. Lo stoccaggio delle terre di scavo è funzionale proprio alla realizzazione di alcuni capannoni con funzioni di dormitorio per gli operai. Qui finirà esclusivamente il materiale di risulta della galleria in via di escavazione sotto gli Erzelli. Si tratta di basalto, rocce effusive spesso impiegate nelle pavimentazioni stradali, che sicuramente non contengono fibre di amianto». Bernini, dunque, respinge al mittente ogni accusa. Eppure la presenza di rocce amiantifere lungo il tracciato del Terzo Valico è stata riscontrata anche in alcuni studi: nel versante ligure il documento di riferimento è quello redatto dal “Dipartimento Ambiente” della Regione Liguria e definito “Carta delle “pietre verdi” di cui alla DGR n. 859/2008 – “Criteri per la gestione e l’ utilizzo delle terre e rocce da scavo”, nel quale sono evidenziate in verde e in giallo le zone in cui è definita “probabile” la presenza di amianto (qui il pdf). «Tutti i carotaggi eseguiti all’interno del Comune di Genova hanno appurato una presenza di amianto entro i limiti di legge», risponde il vicesindaco. Dunque i materiali estratti privi – del tutto o quasi – della famigerata fibra killer, saranno gestiti secondo il PUT (Piano di utilizzo delle terre e rocce di scavo) approvato dal Ministero dell’Ambiente il 4 ottobre scorso e che per la Liguria prevede quali destinazioni, tra le altre, la discarica di Scarpino, il riempimento Ronco-Canepa, la discarica del colle di Uscio (mentre il riempimento legato al ribaltamento a mare di Fincantieri per ora rimane in standby).

    Nel caso del percorso della Gronda di Ponente, invece «Dove è stata confermata l’esistenza di amianto in misura superiore – continua Bernini – esiste un protocollo di comportamento che prevede maggiori tutele con l’immediato blocco dei cantieri, il successivo “impacchettamento” del materiale pericoloso e la spedizione dello stesso presso discariche speciali, ad esempio in Germania». Bernini implicitamente ammette come questo tema, riguardo al Terzo Valico, debba quantomeno essere approfondito: «Il comportamento sarà il medesimo, come sopracitato. Innanzitutto, per decisione dell’Osservatorio Ambientale, saranno eseguiti dei sondaggi preventivi e propedeutici rispetto all’escavazione, sotto il controllo dell’Arpal. E, se fosse riscontrata una presenza di amianto superiore alla soglia di legge, si attiveranno dei percorsi di stoccaggio differenti. È un argomento che recentemente abbiamo affrontato anche con il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. Ma io ho visto i dati del territorio genovese e ripeto, escludo che ciò possa accadere nell’ambito del Comune di Genova. Discorso diverso riguarda il territorio del Piemonte in cui effettivamente esistono delle situazioni di superamento».

    La questione approderà nelle aule di palazzo Tursi la prossima settimana grazie al consigliere comunale Antonio Bruno (Fds) che due giorni orsono ha depositato un’interpellanza in merito. «Sottolineato che secondo il testo dell’art. 338 R.D. 27.7.1934 n. 1265 “I cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato. È vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti nel comune o, in difetto di essi,comunque quale esistente in fatto, salve le deroghe ed eccezioni previste dalla legge”. Rilevato che le “Norme Generali” del PUC Comune del Comune di Genova a pagina 16, prescrivono che “le fasce di rispetto delle nuove costruzioni dal perimetro degli impianti cimiteriali sono fissate in metri 200; tale distanza può essere ridotta fino al limite di metri 50 con deroga da parte del Consiglio Comunale, previo parere favorevole della ASL”. Interpello il Sindaco al fine di relazionare sull’effettiva rispondenza delle autorizzazioni alle succitate norme e sulle misure che si intendono adottare per lo stoccaggio di materiale amiantifero proveniente dagli scavi del collegamento ferroviario Fegino – Tortona».

    L’interpellanza «Ha proprio lo scopo di chiedere alla Giunta comunale se almeno si è posta il problema del rischio per la salute pubblica e quindi dei necessari controlli – spiega il consigliere Bruno – Mentre per la Gronda, seppure in maniera insufficiente, un minimo di attenzione riguardo al pericolo amianto c’è stata, per il Terzo Valico siamo ancora decisamente indietro. Le maggiori incognite riguardano il trasporto del materiale di risulta, la fase dello scarico e del conseguente stoccaggio. Occorrono dei controlli puntuali e specifici. Ma in questo senso a noi non risulta l’esistenza di piani dettagliati. Il problema è verosimilmente sottovalutato. Il cambio di destinazione del cantiere della Biacca è un fatto nuovo che francamente ci ha colto di sorpresa. Dal punto di vista politico, come minimo, siamo di fronte ad un deficit di comunicazione istituzioni-cittadini».

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    Incroci pericolosi

    Proprio dinanzi a via Santuario di Nostra Signora della Guardia, si trova il self-service all’ingrosso “Metro”. Coincidenza vuole che proprio in quest’area, a poca distanza dal cimitero della Biacca, se e quando mai sarà avviata la realizzazione della Gronda di Ponente, è prevista la costruzione del deposito di caratterizzazione delle rocce provenienti dallo “scavo più grande del mondo” (definizione di Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia). Parliamo di un mega deposito alto 30 metri – in cui arriveranno e partiranno continuamente camion – e che dovrà essere a tenuta stagna. «Il modo con cui riusciranno a far ciò non è spiegato nel dettaglio, ma appare difficilmente ipotizzabile una soluzione con un grado di sicurezza accettabile spiega il WWF sezione di Genova – Se a queste “difficoltà” aggiungiamo la procedura di monitoraggio non completamente affidabile, i cittadini farebbero bene a preoccuparsi e molto». Secondo il WWF, Bolzaneto potrebbe diventare la nuova Casale Monferrato: «Nel deposito lavoreranno le rocce amiantifere usando tecnologie che non forniscono adeguate garanzie di sicurezza. I materiali saranno suddivisi a seconda della quantità di amianto presente in essi. Quelli con una minima percentuale di amianto finiranno al canale di calma per ampliare l’attuale banchina aeroportuale. Quelli con una percentuale superiore, ma considerati di buona qualità, saranno utilizzati per realizzare gli archi rovesci delle gallerie. Occorre ricordare che il riutilizzo di rocce amiantifere previa miscelazione con cemento ed altri additivi, comporta la realizzazione di veri e propri manufatti contenenti amianto (MCA) la cui produzione è vietata dal 1992. Infine i materiali con la medesima percentuale di amianto, ma considerati di cattiva qualità, saranno destinati alla discarica (probabilmente in Germania)».

    Le opere compensative mai realizzate a favore del quartiere

    Infine, c’è da menzionare un’altra vicenda, secondaria ma emblematica delle promesse fatte e mai mantenute. I residenti della zona, infatti, ormai da anni attendono la partenza dei lavori – a carico dei costruttori del nuovo quartiere di San Biagio – per l’edificazione di una scuola materna e di un asilo nido, come previsto a titolo di oneri di urbanizzazione nella convenzione urbanistica del 2011, sottoscritta dal Comune e dalla San Biagio Nuova srl (società di Coopsette). Ma, come ricorda il Comitato, l’impresa e il Comune hanno deciso «Unilateralmente e senza fornire di fatto motivazione, di eliminare la scuola materna, vanificando così le aspettative di numerose famiglie del quartiere». Dopo uno scambio di corrispondenza tra Coopsette e amministrazione comunale, quest’ultima, senza interpellare Municipio Val Polcevera e cittadini, nell’ottobre 2011 ha approvato una “variante in corso d’opera” che «A parità di superficie agibile della struttura prevede la realizzazione del solo asilo nido». Successivamente – a seguito delle proteste dei cittadini – la società costruttrice ha fatto un passo indietro, promettendo nuovamente la costruzione di entrambe le strutture. Ma da allora nulla si è più mosso. Oggi, a distanza di due anni, non è stata posata neppure una pietra. Viste le attuali difficoltà economiche di Coopsette e i suo rapporti consolidati con il Comune, è davvero difficile ipotizzare che ci sia ancora la volontà di spingere a favore della soluzione inizialmente prospettata ai residenti. Per altro «Pensare di far coesistere un asilo e una scuola materna con dei cumuli di terre potenzialmente inquinati, non sembra essere un’idea geniale», sottolinea Torretta.

    «Noi ovviamente non pretendiamo di fermare la costruzione del Terzo Valico – conclude il rappresentante del Comitato San Biagio-Serro – Ma almeno pretendiamo chiarezza e trasparenza. Inoltre, pensiamo che un sito destinato allo stoccaggio di tali materiali non debba essere realizzato ad appena 100 metri di distanza in linea d’aria dalle abitazioni».

    Matteo Quadrone

  • Musei di Genova: aperture straordinarie l’1 novembre

    Musei di Genova: aperture straordinarie l’1 novembre

    Via GaribaldiIn occasione del fine settimana della ricorrenza di Ognissanti, numerosi Musei genovesi effettuano delle aperture straordinarie.

    Nello specifico, restano aperti al pubblico il giorno 1 novembre i Musei di Strada Nuova (dalle ore 10 alle ore 19), il Museo di Storia Naturale Doria (dalle ore 10 alle ore 19), il Museo di Sant’Agostino (dalle ore 10 alle ore 19), il Museo d´Arte Contemporanea di Villa Croce (dalle ore 10 alle ore 19), Castello D’Albertis (dalle ore 10 alle ore 18), i Musei di Nervi – Galleria d´Arte Moderna (dalle ore 10 alle ore 18), i Musei di Nervi – Wolfsoniana (dalle ore 10 alle ore 18), Mu.MA – Galata Museo del Mare (dalle ore 10 alle ore 19.30 con ultimo ingresso ore 17), Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè (dalle ore 10 alle ore 19), Palazzo Verde (dalle ore 9 alle ore 18), Loggia della Mercanzia (dalle ore 10 alle ore 20), Museo Diocesano e Museo del Tesoro (dalle ore 15 alle ore 18).

    Il Museo viadelcampo29rosso resta aperto venerdì 1 e sabato 2 novembre ore 10.30-19 con orario continuato,  domenica 3 novembre 10.30 -12.30 /15-19.

    Sabato 2 novembre inoltre, il museo dedicato a De Andrè e ai cantautori genovesi, organizza una visita guidata La Città Vecchia di Faber,  alla ricerca dei luoghi e delle suggestioni evocate da Faber nelle sue indimenticabili poesie in musica.
    Il tour parte dal cuore della Città Vecchia alle 10.30 (appuntamento un quarto d’ora prima dell’inizio) e si snoda attraverso il centro storico di Genova, tra i suggestivi caruggi, i maestosi palazzi e la cattedrale, narrando di storie, personaggi, luoghi.
    Per chi lo desidera, a fine tour è possibile degustare un aperitivo/brunch in piazza delle Erbe (info su richiesta).

    Info e prenotazioni 010 2474064 o info@viadelcampo29rosso.com. Costo 12 euro adulti, bimbi gratis fino ai 12 anni.

    Inoltre, venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 novembre a partire dalle ore 10 e sino alle ore 18 – l’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova propone visite guidate a Palazzo Nicolosio Lomellino e Palazzo Angelo Giovanni Spinola, i due gioielli di proprietà privata di Via Garibaldi.

    Gli altri Musei resteranno chiusi.

  • Edvard Munch, grande mostra del pittore norvegese a Palazzo Ducale

    Edvard Munch, grande mostra del pittore norvegese a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaGenova e l’Italia rendono omaggio al grande pittore norvegese Edvard Much nel 150esimo anniversario della sua nascita con una grande mostra a Palazzo Ducale dal 6 novembre 2013 al 27 aprile 2014.

    Il percorso espositivo racconta grazie a oltre 120 opere tutta l‘evoluzione artistica di Munch, il suo percorso artistico ed esistenziale e il passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace, che contribuì in maniera determinante a sconvolgere tutta l’arte del 20esimo secolo.

    Il curatore della mostra Marc Restellini, racconta così l’artista: «Munch dipinge ciò che vede, ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell’arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte».

    «Un uomo capace di staccarsi da tutte le convenzioni alle quali erano legati gli artisti e i movimenti precedenti, che si oppone a ciò che vede e conosce, creando una nuova forma artistica contraria e lontana dalle regole sociali del tempoprosegue Restellini. Munch si accanisce sugli strati di colore, solca la superficie pittorica o lascia le sue tele esposte alla pioggia e alla neve, trasferisce fotografie e fotogrammi di film muti all’interno dei suoi dipinti e dei suoi lavori grafici. Stupefacente è anche l’audacia con cui sopprime i confini tra i supporti e le tecniche, nelle sue incisioni, sculture e fotografie, come nei suoi quadri, collage e film. Autentico innovatore per quanto riguarda l’apporto della cinetica all’arte, egli fu anche un modello in termini di avanguardia e di rottura con i modelli precedent

    Inoltre, è prevista in contemporanea, in anteprima assoluta per l’Europa, anche la mostra Warhol after Munch, una serie di opere realizzate da Andy Warhol e ispirate alla produzione di Munch, un binomio inedito, con l’artista dei sentimenti più oscuri interpretato dall’artista pop per eccellenza.

    «La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo. (…) La Natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo. (…) L’arte è il sangue del cuore umano». Edvard Munch (1863-1944).

    Informazioni sulla mostra

    6 novembre 2013 – 27 aprile 2014
    Orari: da martedì a domenica (ore 9-19), lunedì (ore 14-19). La biglietteria chiude un’ora prima.
    www.mostramunch.it
    Infoline prevendita +39 010 986 80 57
    Informazioni e prenotazioni scuole +39 010 557 40 04
    biglietteria@palazzoducale.genova.it

    La mostra è curata da Marc Restellini e promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.

    Il comitato scientifico della mostra Edvard Munch è composto da Richard Shiff, Øyvind Storm Bjerke, Petra Pettersen e Ina Johannesen.

  • Festival della Scienza, al Galata il connubio fra arte e ricerca scientifica

    Festival della Scienza, al Galata il connubio fra arte e ricerca scientifica

    festival-scienza-2013 (4)Il Festival della Scienza festeggia il suo decennale, e lo fa in grande. Tanti i progetti e le iniziative avviate nell’arco di questa edizione, ma tante anche le costanti che da anni si ripetono e diventano punti di forza della manifestazione. Tra le altre, la collaborazione con il Galata Museo del Mare, da tempo sede temporanea del Festival. Anche quest’anno, il Museo ospita tre laboratori legati al mondo scientifico: da quello più complesso e rivolto ai ragazzi tra gli galata-museo-del-mare11 e i 19 anni, “Rette… rotonde?!”, che spiega il funzionamento delle curve geodetiche, a quello realizzato in collaborazione con il Museo del Mare dal titolo “Galata overseas”, in cui è possibile visitare il museo, alla scoperta delle rotte percorse da Cristoforo Colombo e altri esploratori coraggiosi che hanno fatto la storia. Infine, un laboratorio che svela i legami tra arte e scienza, “Bella e possibile, la matematica!”, che gioca con gli elementi architettonici, artistici, botanici che hanno fatto la storia dell’arte antica e moderna, e insegna ai visitatori a scoprirvi corrispondenze matematiche.

    In “Bella e possibile, la matematica!”, infatti, giovani animatori esperti in materie scientifiche insegnano ai bambini a partire dai 6 anni (e anche agli adulti) a pensare come fa uno scienziato. Come? Grazie alla creatività: mettendo in luce i legami che esistono tra arte e scienza, il laboratorio (organizzato dall’Università di Roma Tre – Laboratorio www.formulas.it) insegna ai bambini a diventare dei matematici. Si parte osservando alcune immagini dell’Ara Pacis augustea e si arriva ai dipinti di Pablo Picasso: i partecipanti del laboratorio sono invitati a osservare prima gli elementi particolari, presi nella loro singolarità, e poi il tutto, il totale, la somma degli elementi. Come degli scienziati, i partecipanti impareranno a osservare il mondo come un problema matematico, analizzando prima il dettaglio e poi concentrandosi sull’insieme degli elementi. Il tutto, con la partecipazione diretta dei visitatori, attraverso giochi interattivi e disegni per mettere in moto la creatività. La mostra svela al visitatore le strutture presenti sia in alcune opere d’arte che in certe immagini matematiche, quando vengono osservate da lontano o da vicino: un percorso attraverso la bellezza matematica e botanica, indagate con “sguardi globali” e “sguardi locali”. Al termine ai ragazzi viene data la possibilità, attraverso un gioco al computer che si rifà a precise teorie matematiche, di costruire un loro pattern (come un “pavimento”) esteso mediante la ripetizione di pochi (17) elementi identici. Come? Da scoprire al Festival della Scienza, fino al 3 novembre.

    Fino al 3 novembre, inoltre, in corso anche l’esposizione fotografica “International Images for Science Exhibition”, una mostra sulla fotografia scientifica, a cura di Capitolo Italiano della Royal Photographic Society (CIRPS). Qui esposti i lavori di diversi fotografi scientifici provenienti da tutta Europa (Jim Swoeger, Tony McConnel, Steve Gschmeissner, Volker Brinkmann, Steven Morton, Bernardo Cesare e molti altri), attraverso i quali è possibile scoprire scenari normalmente preclusi all’occhio umano e catturati grazie a particolari microscopi o telescopi, fermati in splendide immagini. La scienza vede nella fotografia uno strumento eccellente per la ricerca e per dare la testimonianza più immediata delle innovazioni scientifiche. La fotografia è il mezzo per analizzare il “piccolissimo”, ciò cui lo sguardo umano non ha accesso, e metterlo in relazione con l’infinitamente grande, come le galassie, i pianeti, lo spazio. Tanti momenti catturati lungo la storia della ricerca scientifica che ci illustrano scoperte, teorie e principi fondamentali: sono immortalati embrioni umani o di topo; donne in sovrappeso rappresentate attraverso la tecnica della termografia a infrarossi; venule aperte in cui sono visibili, grazie alla tecnica della micrografia elettronica a scansione a colori, globuli bianchi e rossi all’interno di un vaso sanguigno; proboscidi di zanzare, gocce di globuli rossi umani che levitano per effetto della pressione di radiazione acustica, nonché nebulose planetarie a spirale o immagini della galassia Messier. Le foto, molto delle quali pubblicate su testi di divulgazione scientifica a cura, tra gli altri, del National Geographic, colpiscono lo spettatore e creano ancora un inatteso connubio tra arte e scienza, che spiazza e interessa trasversalmente ogni tipo di visitatore. Un’esperienza da non perdere, fino a domenica al Galata – Museo del Mare.

     

    Elettra Antognetti

  • Ascanio Celestini: spettacoli nei teatri Corte e Archivolto e incontro a Villa Bombrini

    Ascanio Celestini: spettacoli nei teatri Corte e Archivolto e incontro a Villa Bombrini

    Ascanio CelestiniSettimana ‘genovese’ per Ascanio Celestini: l’attore romano è in scena con lo spettacolo Discorsi alla nazione dal 29 ottobre all’1 novembre al teatro della Corte e il 2 e 3 novembre al teatro dell’Archivolto: Inoltre è in programma un incontro giovedì 31 ottobre presso Villa Bombrini.

    Discorsi alla nazione è uno spettacolo feroce, divertente e disperante, che mostra un paese immaginario in cui è possibile riconoscere l’Italia.

    Coniugando teatro civile e comicità, Celestini ci offre una parabola amara sul nostro presente, mostrando il lato più debole di cittadini che ormai si sono arresi e sono diventati sudditi. Il tutto senza tralasciare mai le suggestioni e le considerazioni che derivano dall’attualità politica e sociale

    Un’(auto)critica che tutto coinvolge e tutto mette in discussione, con la speranza che le coscienze si risveglino e torni a sventolare la bandiera dell’autoconsapevolezza

    «Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni, che provano ad affascinare il popolo per strappargli il consenso e la legittimazione. Appaiono al balcone e parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il costume di scena dello stato democratico» – ha dichiarato Celestini in merito allo spettacolo.

    Giovedì 31 invece  alle ore 17.30 l’attore romano è presente a un incontro a Villa Bombrini di Cornigliano sul tema teatro e periferia cui seguirà un aperitivo, organizzato dagli Amici dell’Archivolto con il sostegno della Società per Cornigliano. L’ingresso è libero.

     

  • Halloswing, halloween a ritmo di swing a La Claque

    Halloswing, halloween a ritmo di swing a La Claque

    La ClaqueGiovedì 31 ottobre a partire dalle 22 a La Claque  si festeggia la notte di Halloween con una serata al ritmo di swing e dedicata ai film e alle produzioni horror degli anni ’20 e ’30 come Dracula, Frankenstein, La Mummia, L’uomo invisibile e L’uomo lupo.

    Tra una zucca magica e l’altra si potranno vedere Boris Karlof, Bela Lugosi e Claude Rains aggirarsi sinistri tra i tavoli. Inoltre, sulle note della selezione musicale a cura di Mr Brown, ‘mostruosi’ ballerini animeranno la festa e sceglieranno

    Mentre tutti i mostruosi ballerini si muoveranno sulle note della selezione musicale di Mr Brown, dei giudici nascosti tra la folla sceglieranno le due migliori maschere della serata. La coppia vincitrice si aggiudicherà un premio davvero originale… mostruosamente bello!

    Special guest per la serata, Adam Brozowski da New York, ballerino di lindy hop e di tap. Animazione e musica a cura degli Zenaswingers.

    Biglietti 8 o 10 euro.