Categoria: Notizie

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  • Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    SanitariIeri in consiglio regionale si è discusso del futuro dell’ospedale Galliera – grazie ad un’interrogazione illustrata del consigliere di opposizione, Aldo Siri (Lista Biasotti) – ma il dibattito ha sfiorato anche il famoso ospedale del Ponente.
    Il faraonico progetto del Nuovo Galliera contestato dal Comitato dei cittadini per Carigano – è attualmente in stand-bye perché nell’aprile scorso una sentenza del Tar ha annullato la delibera di approvazione della variante urbanistica per la costruzione del nuovo ospedale.

    «La sentenza del Tar mette in pericolo il piano economico-finanziario su cui si regge l’intera operazione – ha spiegato Siri – l’annullamento alla variante del PUC che consente il cambio di destinazione d’uso fa perdere agli immobili che il Galliera prevedeva di vendere quel valore aggiunto che avrebbe consentito una fonte di finanziamento necessaria alla realizzazione di parte dell’opera».
    Questo stato di incertezza, secondo il consigliere «È aggravato dal timore che la Regione, in attesa di “smobilitare” i soldi già impegnati e finalizzati alla costruzione del nuovo Galliera, ipotizzi di “dirottarli temporaneamente” su altre strutture sanitarie. Mi risulta che Comune e Regione abbiano concordato la creazione di un tavolo nel quale discutere come utilizzare diversamente i fondi per il Galliera destinandoli ad altri progetti, ad esempio l’ospedale del Ponente».

    L’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, ha risposto così «La posizione della Giunta è molto chiara e si è sviluppata coerentemente in questi anni. Nel 2007 abbiamo redatto un piano per l’organizzazione ospedaliera che prevedeva un Galliera rinnovato e un nuovo ospedale del Ponente. Io credo che queste esigenze restino vive e che non si possano mettere in contrapposizione queste due opere, entrambe necessarie».
    Per quanto riguarda l’ospedale di Carignano «Noi avevamo previsto che un terzo del costo doveva essere reperito dalla valorizzazione degli immobili del Galliera e un altro terzo da fondi reperiti dal Galliera direttamente – ha spiegato Montaldo – Nell’attuale stato delle condizioni normative non è per noi possibile aprire un mutuo per gli investimenti di 70 milioni sia per i tempi di rimborso, sia in rapporto al bilancio dell’ente». Inoltre, l’assessore ha ricordato «Oggi abbiamo due elementi nuovi: la sentenza del Tar, che ha reso impossibile l’alienazione degli immobili e ha fatto quindi venir meno un terzo del finanziamento; il decreto spending review che ha ristretto il numero di posti letto a 3 per 1000 abitanti. Questo determina una riduzione complessiva dei letti e, per il Galliera, l’obbligo di ridurre di una novantina di posti entro la fine dell’anno. Anche il progetto di nuovo Galliera dovrebbe, quindi, tenere conto di questo nuovo quadro normativo».
    Poi Montaldo ha aggiunto «È indubbio che le risorse che a oggi sono a disposizione della Regione non sono sufficienti per garantire né il nuovo Galliera né un altro ospedale a Ponente». E però di lì a poco, non ha rinunciato a lanciare l’ennesima promessa che suona beffarda alle orecchie dei comitati che si battono per salvaguardare l’ospedale Micone di Sestri Ponente ed il Gallino di Pontedecimo «Per quanto riguarda l’ospedale del Ponente parte il confronto con il Comune per l’individuazione delle condizioni per uno studio di fattibilità, sulla localizzazione e poi sugli aspetti economici».

    Mentre il Galliera deve essere rinnovato, perché nelle attuali condizioni non può durare vent’anni «Si può andare avanti per un po’ con piccoli interventi, ma prima o poi occorre pensare ad un intervento radicale e questo deve prevedere un intervento pubblico – ha concluso Montaldo – Nessuno può affermare a cuor leggero, infatti, che il pubblico può fare a meno della convenzione con questa struttura che ha 500 posti letto perennemente occupati e 2000 dipendenti. Chi la pensa diversamente deve dire come intende risolvere questi due problemini».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Palazzo Verde: la mostra aMARcord su moda e riciclo

    Palazzo Verde: la mostra aMARcord su moda e riciclo

    È aperta al pubblico fino a domenica 21 ottobre 2012 la mostra aMARcord, organizzata dall’associazione culturale ART Commission in collaborazione con il Comune di Genova e AMIU: negli spazi di Palazzo Verde in via del Molo esporranno tredici artisti del gruppo Discaricarts, ispirate al tema che suggerisce il titolo: il ricordo e, con esso, il riciclo di cose ma anche immagini, pensieri e parole legati al mare.

    Questi gli artisti in mostra: Ginko Guarnieri, Santino Mongiardino, Guido De Marchi, Adriana Desana, Ester Negretti, Mauro Benatti, Virginia Monteverde, Maria Luisa Gravina, Domenica Laurenza, Barbara Rizzo, Maria Capellini, Marina Furlanis, Stefano Bigazzi.

    aMARcord è aperta al pubblico da mercoledì a domenica, dalle 11.30 alle 17.

  • Turismo culturale: un’occasione per il rilancio economico dell’Italia

    Turismo culturale: un’occasione per il rilancio economico dell’Italia

    L’Italia è ricchissima, il Paese più ricco del mondo, soprattutto in questi tempi di crisi. Un paradosso? Non si direbbe: la nostra ricchezza è l’inestimabile patrimonio di natura, arte e paesaggio che rappresenta il 70% di quello del Pianeta. Un tesoro unico che può diventare un’importante fonte di sviluppo economico: la bellezza dell’Italia è una risorsa per la creazione di nuovi posti di lavoro e deve trasformarsi nel motore di rinascita del Paese.

    «La domanda di cultura cresce anche nei periodi di crisi – sostiene Magda Antonioli, Direttore del Master in Economia del Turismo all’ Università Bocconi di Milano – e crescono i visitatori di siti e monumenti, un flusso che oltretutto non è condizionato dalla stagionalità. Così come si registra un aumento dei viaggiatori e della loro spesa. Considerate le cadute dirette ed indirette, l’impatto giornaliero di un turista culturale risulta di circa 400 euro. Il triplo rispetto a quello di un visitatore tradizionale che supera di poco i 130 euro».
    Grazie al fascino dell’Italia «I tour operator europei vi indirizzano il 30% dei clienti – continua Antonioli – una percentuale che sale all’85% se consideriamo le grandi agenzie di Cina o Giappone».

    Ma tutto ciò non è sufficiente. Nella classifica dei Paesi più visitati l’Italia si piazza solo al quinto posto, dietro a Francia, Usa, Cina e Spagna. Le nostre risorse sono uniche, l’appeal internazionale è forte, quello che manca sono «Le politiche territoriali e di marketing – sottolinea Antonioli – È possibile non avere ancora un Piano di sviluppo per il turismo?».

    Per difendere il nostro patrimonio e trasformarlo in motore di sviluppo economico del Paese, il FAI lancia la Campagna di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia”, con testimonial d’eccezione l’attore Pierfrancesco Favino: per sostenere l’iniziativa basta inviare un sms del valore di 2 euro al 45503.
    «Grazie a tanti piccoli gesti di persone comuni e con il contributo dei nostri partner aziendali speriamo di raggiungere il traguardo di 700 mila euro», spiega Ilaria Borletti Buoitoni, presidente del Fondo Ambiente Italiano. E non è tutto, il 21 ottobre in 70 città sarà possibile iscriversi con soli 6 euro ad una “maratona culturale” attraverso luoghi storici restaurati con i proventi del Lotto.

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro della Corte: “La grande magia” di Eduardo de Filippo

    Teatro della Corte: “La grande magia” di Eduardo de Filippo

    Teatroi della CorteDebutta questa sera (martedì 16 ottobre, ndr) lo spettacolo inaugurale della nuova stagione al Teatro della Corte: La grande magia, di e con Luca de Filippo e tratto dall’omonima opera di Eduardo De Filippo, sarà in scena da oggi fino a domenica 21 ottobre (feriali ore 20.30 – domenica ore 16).

    Prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria e da Elledieffe, La grande magia è diretto e interpretato da Luca De Filippo affiancato dagli attori della sua compagnia.

    Scritta da Eduardo nel 1947 e messa in scena per la prima volta nel 1950, La grande magia racconta come il professor Otto Marvuglia, prestigiditatore e illusionista, durante uno spettacolo di magia riesca a far “sparire” la moglie di Calogero Di Spelta. In realtà, lo spettatore sa subito che la “sparizione” è stata concordata con la donna al fine di consentirle di fuggire con l’amante; ma l’illusionista fa credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola nella quale sostiene che la donna sia stata per magia rinchiusa.

    Per acquistare i biglietti telefonare allo 010 5342300. Prezzi: 25 € (1° settore) e 17 € (2° settore).

  • Come pagare senza soldi? Anche a Genova è attivo Arcipelago Scec

    Come pagare senza soldi? Anche a Genova è attivo Arcipelago Scec

    Da qualche tempo su Era Superba vi stiamo raccontando l’altra faccia della crisi, ovvero le iniziative di persone che “si rimboccano le maniche” e cercano di trovare nuovi modi per sostenere le microeconomie delle famiglie e al tempo stesso ridare valore allo scambio, ai produttori locali, a chi si impegna per mandare avanti un’attività nonostante la congiuntura economica attuale.

    Vi abbiamo parlato di vari progetti dedicati al baratto, dell’Eco moneta di Cogoleto, di iniziative anti-spreco come Il buono che avanza. Oggi è la volta di Arcipelago Scec, un progetto nato a Napoli nel 2008 e che oggi conta oltre 15.000 iscritti in tutta Italia, fra cittadini comuni ed esercenti di attività commerciali.

    Di cosa si tratta? Lo Scec è un buono locale di solidarietà, ossia un patto per sostenere lo scambio di beni e servizi a livello locale accettando che una percentuale del prezzo (dal 5 al 30%, a discrezione dell’esercente) venga pagata in buoni. Ogni Scec ha valore convenzionale di un euro, ma non è convertibile in denaro.

    Come si può aderire? Sul sito arcipelagoscec.org si può rintracciare il proprio referente di zona: all’atto dell’iscrizione, che non prevede il pagamento di alcuna quota, si ricevono 100 Scec, che vengono caricati su un Conto Scec personale e possono essere convertiti in buoni cartacei presso un Punto Scec, una sorta di “sportello di zona” dedicato agli iscritti. Il saldo del proprio conto Scec e la mappa dei Punti Scec sono consultabili sul sito arcipelagoscec.org.

    Allo stesso modo, nella sezione Pagine auree si possono conoscere le attività commerciali in cui è possibile spendere gli Scec, suddivise per area geografica e per tipologia: al momento in Liguria sono iscritte circa 40 attività commerciali, soprattutto liberi professionisti che permettono di pagare in Scec parte della loro prestazione, ma anche realtà “ecosostenibili” come il gruppo Eticologiche.

    La situazione è tuttavia destinata a migliorare: è stato attivato recentemente un contatto con le istituzioni, come ci ha spiegato il referente genovese di Arcipelago Scec Enzo Cirone: «Siamo in contatto con il Civ di Nervi, la cui presidente è molto interessata al progetto: lo scopo è fare sì che i 90 esercenti del Civ aderiscano a Scec (alcuni già li accettano, per esempio il negozio Green Store, ndr). Abbiamo chiesto a questo scopo una collaborazione da parte del Municipio Levante: Scec è un progetto che nasce dal basso, come circuito associativo, ma il sostegno delle istituzioni è fondamentale. A Roma, per esempio, il Municipio IV – in cui vivono 250.000 persone – ha annunciato che metterà a disposizione alcuni uffici come punto informativo per lo Scec, per i commercianti che vogliono maggiori informazioni su come aderire, e si sta inoltre discutendo circa la possibilità di pagare parte di alcune imposte in Scec. La stessa cosa sta avvenendo a Parma, dove il Sindaco Pizzarotti si è mostrato molto interessato ad avviare una collaborazione».

    La domanda principale che ci si pone a riguardo è: lo Scec è uno strumento valido dal punto di vista fiscale? La risposta è affermativa: l’Agenzia delle Entrate è stata interpellata nel 2009, poco tempo dopo l’istituzione di Scec, è ha dato parere favorevole al progetto assimilando lo Scec a uno “sconto commerciale circolare e continuativo”. Ciò significa che gli esercenti battono lo scontrino sulla parte pagata in euro, mentre gli Scec incassati sono riutilizzabili solo presso altre attività commerciali che a loro volta accettano Scec.

    Un esempio? A Genova il Count Basie Jazz Club di vico Tana accetta il pagamento di parte del biglietto d’ingresso in Scec. Se il biglietto di ingresso costa 10 €, il cliente può pagare 7 € e 3 Scec: il locale batte lo scontrino solo sui 7 €, mentre i 3 Scec possono essere riutilizzati solo come pagamento in un altro locale aderente al circuito.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Una rimessa Amt – da dove quotidianamente partono un centinaio di autobus – genera una serie di criticità nel quartiere della Foce, per colpa di un’ubicazione disgraziata, a ridosso di numerose abitazioni, in una zona soggetta ad un intenso traffico di mezzi privati. Ormai da lungo tempo, i residenti di via Maddaloni, via della Libertà e via Finocchiaro Aprile, protestano contro l’inquinamento acustico e quello ambientale causato dal rumore assordante e dai fumi tossici che avvelenano l’aria e costringono i cittadini a serrare le finestre per preservare la salute.

    Il problema principale è legato al rumore visto che, spesso e volentieri, gli autisti tengono i mezzi accesi con vibranti accelerate per mandare in pressione i motori. Eppure ciò non sarebbe necessario visto che da alcuni anni Amt ha installato un sistema centralizzato, il cosiddetto press block, che permette di caricare l’aria compressa senza bisogno di accendere i motori degli autobus. Ma tant’è, secondo la denuncia degli abitanti, alcuni autisti non rispetterebbero le norme e continuerebbero con la consueta pratica.

    Sui forum online del Movimento 5 Stelle la questione è materia di discussione da alcuni mesi e così i consiglieri comunali “grillini” si sono schierati al fianco dei residenti.
    «Abbiamo eseguito un accesso agli atti trovando una prima discrepanza – spiega il consigliere Stefano De Pietro – Il Comune di Genova e l’Arpal (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Liguria) hanno prescritto all’azienda di utilizzare “esclusivamente” il sistema centralizzato. Amt ha ammesso il problema inviando una serie di avvertenze ai dipendenti, prima fra tutte quella di utilizzare il press block, “quando è possibile”. È proprio quest’ultima definizione a lasciare perplessi perché le norme impongono di utilizzare sempre questo sistema».

    Per quanto riguarda l’inquinamento prodotto dai gas di scarico «Il problema è più complesso – sottolinea De Pietro – considerando la difficoltà nel realizzare le adeguate misurazioni che consentano una lettura precisa dei dati».
    Comunque, il consigliere comunale assicura il massimo impegno del Movimento 5 Stelle «Stiamo leggendo attentamente le carte. Il nostro obiettivo è riunire le parti, abitanti ed azienda, intorno ad un tavolo per provare a trovare una soluzione».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Steve McCurry a Genova: incontro con il fotografo all’Università

    Steve McCurry a Genova: incontro con il fotografo all’Università

    Via Balbi, Università di GenovaGiovedì 18 ottobre inaugura a Palazzo Ducale la mostra Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo, una retrospettiva di uno dei più noti fotografi al mondo.

    In attesa dell’evento, McCurry si trova già a Genova e incontrerà il pubblico questo pomeriggio (martedì 16 ottobre, ndr) alle 15.30 nell’Aula Magna dell’Università, Scuola di Scienze Umanistiche, in via Balbi 2.

    Introducono Michele Marsonet, Preside della Scuola di Scienze Umanistiche e Alberto Beniscelli, direttore dei DIRAAS.

    Presentano i docenti di storia dell’arte contemporanea Franco Sborgi e Paola Valenti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • L’altra metà del libro: incontro alla Biblioteca Berio

    L’altra metà del libro: incontro alla Biblioteca Berio

    Biblioteca BerioTra un mese esatto prenderà il via a Genova l’evento L’altra metà del libro, che porterà a Palazzo Ducale scrittori noti in tutto il mondo come Daniel Pennac, Ian McEwan e Clara Sanchez.

    In vista dell’evento sono stati organizzati nelle biblioteche di Genova alcuni incontri, allo scopo di raccontare il mondo di questi autori a partire dal punto di vista dei lettori, che rappresentano, come suggerisce il titolo stesso dell’evento, “l’altra metà del libro”.

    Il primo si terrà questa sera (martedì 16 ottobre, ndr) alle 20.45 presso la Sala dei Chierici della Biblioteca Berio. Come ogni martedì, la biblioteca resterà aperta fino alle 23.

    Questo primo evento è dedicato a tre autori.

    Alberto Manguel, Buenos Aires, 1948
    Scrittore, saggista, traduttore e curatore di fama internazionale, autore di “Manuale dei luoghi fantastici” e “Una storia della lettura”.

    Daniel Pennac, Casablanca, 1944
    Scrittore con una particolare propensione per storie surreali, ma ben radicate nel nostro tempo. Raggiunge il successo con la tetralogia di Belleville. Tra le sue opere più note “Come un romanzo” e “Ecco la storia”.

    David Albahari, Pec, 1948
    Scrittore serbo che vanta una produzione letteraria di matrice autobiografica e ispirata alla storia del suo Paese natale, autore di “Ludwig e Goetz” e “Meyer”. Il suo ultimo libro è “Sanguisughe”.

  • Fincantieri, Sestri: il ribaltamento a mare e una chiatta da costruire

    Fincantieri, Sestri: il ribaltamento a mare e una chiatta da costruire

    IL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: gli operai di Fincantieri e delle aziende che fanno da indotto al principale polo cantieristico di Genova occupavano a oltranza lo stabilimento di Sestri Ponente e scendevano in piazza per chiedere garanzie sul futuro dell’azienda. Due i temi al centro delle proteste: l’incertezza sull’assegnazione di nuove navi da costruire con una commessa in lavorazione che sarebbe scaduta a marzo 2012 e l’immobilità delle trattative con il Governo per lo stanziamento dei fondi per l’allargamento a mare dello stabilimento, un passaggio imprescindibile per avviare la costruzione del Terzo Valico.

    La situazione di Fincantieri è analoga a quella di molte altre aziende italiane (da Fiat a Ilva, per citare alcuni casi più noti), dove la strategia di chi detiene il comando punta a contenere i costi salvaguardando solo gli impianti a maggiore redditività.
    La situazione veniva illustrata così da Bruno Manganaro della Fiom-Cgil: «Abbiamo chiesto una cosa banalissima, una nuova commessa per poter lavorare ancora un po’ di mesi, che non risolverebbe il problema ma almeno ci permetterebbe di sederci ad un tavolo con l’azienda ed il Governo per parlare del futuro. Non ci possono chiedere di discutere mentre il cantiere è fermo, i lavoratori sono in cassa integrazione e i dipendenti delle ditte d’appalto vengono licenziati».

    Fincantieri ha consegnato a Maggio 2012 con poco più di un mese di ritardo Oceania Riviera, la nave dell’ultima commessa in lavorazione.
    L’unico lavoro in corso durante l’estate è stata la manutenzione ordinaria per la nave da Crociera Costa Allegra rimasta bloccata nell’Oceano Indiano a causa di un guasto ai motori.

    Luglio 2012: Fincantieri si aggiudica una commessa per la costruzione di un traghetto di ultima generazione destinato ad una compagnia canadese di crociera. Il contratto è del valore di 148 milioni di dollari canadesi.

    IL PRESENTE

    Ottobre 2012: Ad oggi non c’è ancora la certezza sul coinvolgimento del cantiere di Sestri per quanto riguarda la commessa canadese.
    Nel frattempo a mantenere attivo il cantiere sino alla primavera 2013 è una chiatta semi sommergibile, un megapontone che dovrà essere in grado di trasportare grandi blocchi da un cantiere all’altro per far fronte alle esigenze di Fincantieri (in particolare per le operazioni tecniche di varo e di consegna delle piccole imbarcazioni).
    La commessa occupa solo 330 lavoratori degli oltre 700 operai complessivi dello stabilimento genovese, ma tiene attivo il cantiere di Sestri sino alla primavera del 2013, in attesa di navi da costruire.

    In questi giorni arriva anche la notizia del via libera all’allargamento a mare di Sestri Ponente: il Ministero ha autorizzato lo stanziamento di 50 milioni di € (manca solo la firma della banca Monte dei Paschi di Siena, a formalizzare il versamento della quota), mentre i rimanenti 20 milioni saranno anticipati dall’Autorità Portuale di Genova.

    Continuano invece le proteste degli operai dei tre stabilimenti liguri – Sestri Ponente, Riva Trigoso e Spezia/Muggiano – che hanno manifestato in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico. Inoltre, per la prima volta, l’associazione di categoria dei costruttori navali Ucina non ha preso parte alla cerimonia del Salone in segno di protesta contro il Governo. La situazione di Fincantieri è molto critica anche negli altri poli italiani: in questi giorni si parla sempre più seriamente della chiusura di Castellamare di Stabia, mentre a Palermo la cassa integrazione è stata scongiurata solo perché il cantiere è stato scelto per riparare la nave Costa Concordia (operazione che in minima parte coinvolge anche Sestri), spiaggiata all’isola del Giglio lo scorso gennaio.

    Il prossimo 29 ottobre i vertici di Fincantieri parteciperanno a un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico per individuare nuove soluzioni per sostenere l’azienda nel suo complesso.

    Marta Traverso
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Luiso Sturla, opere brevi: mostra alla Galleria Cristina Busi

    Luiso Sturla, opere brevi: mostra alla Galleria Cristina Busi

    ChiavariSarà aperta al pubblico fino a domenica 9 dicembre 2012 la mostra Luiso Sturla. Opere brevi presso la galleria d’arte Cristina Busi di Chiavari.

    Nato a Chiavari nel 1930, Luiso Sturla ha studiato al Liceo Barbino di Genova. Con altri artisti chiavaresi ha fondato il gruppo d’arte astratta “I pittori del Golfo”, mentre nel 1953 ha aderito al MAC (Movimento Arte Concreta) entrando in contatto con i più importanti pittori astratti dell’area milanese. Nel 1960 è a New York dove ha modo di approfondire la conoscenza dell’arte e degli artisti americani, nel 1962 si trasferisce a Milano. Oggi vive e lavora a Chiavari e Milano.

    La mostra è aperta al pubblico con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.30. Chiusa lunedì (tutto il giorno) e martedì mattina.

  • Rivarolo ricorda Gloriano Mugnaini: i valori della passione sportiva

    Rivarolo ricorda Gloriano Mugnaini: i valori della passione sportiva

    Lo stadio Luigi ferraris negli anni 80Un personaggio che in Val Polcevera, ma non solo, è rimasto impresso nella mente di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, tifosissimo della Sampdoria, sempre disponibile nei confronti del prossimo, ha lasciato in dote a centinaia di ragazzi un prezioso bagaglio di valori che vanno al di là del gioco del calcio, anzi per meglio dire, ne rappresentano la vera essenza. Stiamo parlando di Gloriano Mugnaini, “il medico dei poveri” per l’attività che svolgeva 24 ore su 24, un volontariato genuino rivolto alle persone che non potevano permettersi una visita oppure non avevano i soldi per acquistare le medicine, a loro provvedeva, in maniera concreta e senza troppi fronzoli, «o mëgo» Mugnaini.

    Ma il suo fu un contributo cruciale anche per quanto riguarda l’aspetto educativo, con ricadute benefiche a livello sociale, soprattutto nei termini di un approccio sano alla passione sportiva.

    Nato nel 1915, Gloriano Mugnaini fu una figura fondamentale per il tifo sampdoriano ed in seguito divenne amico inseparabile del compianto presidente della Sampdoria, Paolo Mantovani. Quest’ultimo stravedeva per lui e dopo la sua morte avvenuta nel 1980, gli dedicò il nuovo centro sportivo blucerchiato di Bogliasco.

    A partire da oggi, a distanza di oltre trent’anni, anche il quartiere di Rivarolo avrà finalmente il nome del “medico dei poveri” impresso su una targa. Madrina dell’evento sarà Federica Beretta, figlia di Francesca Mantovani.

    La cerimonia di intitolazione di “Largo Gloriano Mugnaini” avrà luogo oggi, Martedì 16 ottobre, alle ore 17.00 in via Jori, all’incrocio con via Pongoli, nei pressi della Chiesa del Borghetto. Saranno presenti l’assessore comunale alla Legalità e ai Diritti, Elena Fiorini, il presidente del Municipio Valpolcevera, Iole Murruni, l’amministratore delegato dell’U.C. Sampdoria, Rinaldo Sagramola e il presidente del Sampdoria Club “Mugnaini”, Maurizio Lavagna.

    Tutto scaturisce all’indomani della pagina più negativa nella brevissima storia della Sampdoria, una giornata indimenticabile per l’intera tifoseria: la prima retrocessione, nella stagione 1965-66, dopo 20 anni di vita della società. La partita decisiva che sancì la discesa in serie B fu l’ultima di campionato, il 22 maggio 1966, quando la Samp giocò a Torino contro la Juventus e perse 2-1 con gol decisivo di Menichelli.

    «A partire da un vero e proprio dramma sportivo si genera una splendida idea, promossa da Gloriano Mugnaini e destinata a cambiare l’universo della tifoseria organizzata – ricorda Federico Buffoni, giornalista (Secolo XIX, Gazzetta dello Sport) e scrittore – ovvero la creazione della prima aggregazione ufficiale di tifosi, il primo club con specifiche finalità quali riunire i supporter blucerchiati, farsi portavoce delle loro istanze con la società, organizzare le trasferte al seguito della squadra ed altre attività collegate, la semplice mangiata oppure la visita ad una località turistica. In pratica quello spirito conviviale che per anni avrebbe contraddistinto l’appuntamento domenicale negli stadi italiani. Già esisteva il gruppo dei “Fedelissimi” di Sampierdarena ma il primo club a nascere in forma ufficiale fu il Sampdoria Club Rivarolo con sede nel Bar Sport di via Jori, il quale divenne presto il modello per la nascita di numerosi altri club in tutta Genova e non solo. Il passo seguente del “dottore dei poveri” fu la fondazione della Federazione dei club blucerchiati».

    Nella testa di Mugnaini, però, c’è un obiettivo più ambizioso, quello di coinvolgere anche le altre tifoserie italiane attraverso la creazione della Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio (FISSC) che negli anni successivi visse il suo periodo d’oro. L’azione di coordinamento tra tifosi, messa in pratica alla vigilia di ogni partita di campionato, si rivelò cruciale per preparare un clima consono all’avvenimento calcistico, mantenendo intatte le storiche rivalità, esclusivamente sul piano sportivo.

    «Tutti i tifosi si sentivano accomunati dalla medesima appartenenza – ricorda Buffoni – Mugnaini fu tra i più veloci ad intuire i germi di violenza e degenerazione che il gioco del calcio portava con sé e che di lì a poco sarebbero emersi in tutta evidenza. E riuscì a trovare le giuste contromisure per rallentare il fenomeno. Il suo apporto fu decisivo perché, ancora per lungo tempo, il gioco del calcio venne vissuto come una festa per famiglie e bambini, una sana passione sportiva che oggi rimane solo un pallido ricordo».

    Matteo Quadrone

  • Il Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria compie 100 anni

    Il Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria compie 100 anni

    Museo di Storia Naturale G. DoriaUn punto di riferimento scientifico e divulgativo per l’intera città e non solo, uno dei più importanti in Italia per la sterminata raccolta di esemplari – oltre 4,5 milioni provenienti da ogni parte del globo – e la ricchezza delle collezioni. Parliamo del Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria che per i bambini di tutte le generazioni ha rappresentato e tuttora continua a rappresentare, il primo viaggio alla scoperta dei segreti della natura, tra scheletri di elefanti e balene, insetti, rettili e uccelli esotici.

    Fra un paio di giorni compirà cent’anni, visto che l’attuale sede in via Brigata Liguria venne inaugurata il 17 ottobre 1912, in occasione della riunione annuale della Società per il Progresso delle Scienze. Ma in realtà il Museo prende vita assai prima, il 24 aprile 1867, quando il Consiglio Comunale approva all’unanimità la sua istituzione, su proposta del marchese Giacomo Doria che ne sarà direttore per oltre quarant’anni. La prima sede del Museo è Villetta Di Negro dove oggi è ospitato il Museo Chiossone. Inizialmente le raccolte sono rappresentate dalle preziose collezioni zoologiche donate dallo stesso Doria, comprendenti esemplari raccolti durante i suoi viaggi in Persia (1862), all’isola di Borneo (1865, insieme al botanico Odoardo Beccari) e da due importanti collezioni ereditate dal Comune: la raccolta geologica e paleontologica del marchese Lorenzo Pareto e quella malacologica del principe Odone di Savoia.
    La successiva crescita delle collezioni, soprattutto zoologiche, avviene grazie ai numerosi viaggi di esplorazione promossi da Doria, sotto gli auspici della Società Geografica Italiana (di cui egli per molti anni è presidente). Le mete sono soprattutto l’Arcipelago Indo Malese, varie regioni dell’Asia, dell’Africa e del Sud America; le esplorazioni sono condotte da coraggiosi viaggiatori e illustri studiosi. Si possono citare, tra i tanti, Luigi Maria D’Albertis, Leonardo Fea, Arturo Issel, Orazio Antinori, Odoardo Beccari, Elio Modigliani, Lamberto Loria, Guido Boggiani e Vittorio Bottego.

    Con il passare del tempo, vista la continua affluenza di esemplari da tutto il mondo, diventa necessario progettare una nuova sede, in grado di accogliere degnamente le preziose raccolte, divenute sempre più conosciute. Il fatto stesso che il Comune di Genova decise di costruire un nuovo palazzo per il museo, la dice lunga su quanto interesse ci fosse per questa istituzione culturale. «Il museo è sempre stato un luogo di studio e ricerca di valore internazionale – spiega l’attuale direttore, Giuliano Doria – ancora oggi arrivano studiosi da tutto il mondo. Inoltre da anni portiamo avanti progetti di divulgazione che coinvolgono le scuole genovesi, un rapporto molto stretto quello con studenti ed insegnanti che vogliamo continuare a mantenere». 

    Il progetto fu affidato all’ingegnere Cordoni che, insieme a Raffaello Gestro, visitò i maggiori musei d’Europa per studiare la migliore soluzione possibile. Nel 1905 iniziarono i lavori per il nuovo edificio, articolato su quattro piani: due destinati all’esposizione al pubblico e due (di cui uno seminterrato) alla conservazione delle collezioni di studio, a uffici, laboratori, biblioteca e depositi.

    E così, il 17 ottobre 1912, venne inaugurata la nuova sede del Museo Civico di Storia Naturale. Per festeggiare degnamente il primo secolo di vita, Sabato 20 ottobre è previsto un ricco programma con giochi e laboratori didattici per bambini, visite guidate e aperture gratuite per il pubblico.

     

  • Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Questi i concerti in programma durante la settimana al Lucrezia Bar di vico Caprettari.

    Martedì 16 ottobre: Stabbed in Act + Bland + Dj set Electro (inizio ore 21.30).

    Giovedì 18 ottobre: Liguria in Metal Fest Tour 2012 – II° serata
    Esibizione delle band metal liguri Chupacabras (Imperia) e Black elephant (Savona).
    Ingresso 3 €.

    Sabato 20 ottobre: Genova Rats Fest Vol.1 (inizio ore 22.30)
    Esibizione di Shakewellbefore (Genova), Yes I swear (Livorno), Echo of the titans (La Spezia)
    Ingresso 8 € con consumazione.

    Domenica 21 ottobre: Vico dell’Amor perfetto & Case di vetro (inizio ore 21.45)
    After show di Ale Dharma e Marcus.

    Info e prenotazioni: 345 2306331.

    [foto di Constanza Rojas]

  • La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La ClaqueTanta, tantissima carne al fuoco per la quinta stagione de La Claque, lo spazio in San Donato inaugurato cinque anni fa come “costola” del Teatro della Tosse e che oggi è diventato – secondo le parole del direttore artistico del Teatro Emanuele Conte – “un esempio virtuoso di come si può lavorare nello spettacolo e nella cultura” e che nella scorsa stagione ha registrato oltre 200 artisti sul palco e più di 10.000 presenze. Una realtà completamente autofinanziata (a differenza del Teatro, che in quanto tale percepisce anche soldi pubblici) e che è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per eventi di musica e cultura.

    La nuova programmazione prende il via giovedì 18 ottobre con il coordinamento artistico di Marina Petrillo, con una serie di eventi culturali e di spettacolo che animeranno lo spazio fino ad aprile 2013. Tante novità importanti che si affiancano ai consueti appuntamenti di musica e teatro: sono ormai consolidate le collaborazioni con realtà genovesi quali Disorder Drama e Belo Horizonte (proprio alla Claque viene girato il loro show televisivo Copernico, in onda su Sky) e con Elisa D’Andrea, che dopo il successo di Cabaret Burlesque propone quest’anno Cabaret Bingo. Inoltre a partire da questa stagione si uniscono nuovi partner come la Genoa Comics Academy, un poetry slam organizzato da Anna Ariemma nel bar della Claque, una serie di mostre di giovani artisti genovesi curate da Fabio Giordano.

    Non solo: La Claque sarà una delle tappe di Emergenza, il festival per band musicali esordienti più grande al mondo, e di una serie di cinque seminari di tecnica e filosofia musicale, organizzate da UPR e che vedrà la presenza di nomi importanti come Massimo Bubola, co-autore di molti brani di Fabrizio De Andrè.

    Per scoprire tutte le attività in programmazione alla Claque tenete d’occhio la nostra agenda eventi.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    forme dell'acquaIl comitato genovese del movimento Acqua Bene Comune con l’uscita del numero zero del Video notiziario dell’acqua, che avrà cadenza mensile, intende aggiornare i cittadini con le ultime informazioni in merito alla mancata applicazione del referendum sull’acqua del 12-13 giugno 2011, a 14 mesi di distanza da quando 27 milioni di italiani votarono esprimendosi a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico.

    Il video è visibile sul canale youtube del comitato alla pagina http: //www.youtube.com/user/AcquaBeneComuneGe

    «Continua lo scandalo delle bollette illegalmente gonfiate –  ricorda il Comitato – infatti ancora oggi in bolletta paghiamo la remunerazione del capitale, abrogata dal 22 luglio 2011». Solo per farsi un’idea, a fine settembre di quest’anno i genovesi hanno pagato oltre 41 milioni di euro più del dovuto «un bel regalo per i gestori del servizio», sottolineano gli esponenti del movimento Acqua Bene Comune.

    Recentemente si è svolto un incontro tra il coordinamento dei comitati liguri e l’assessore all’ambiente della Regione Liguria, Renata Briano. In questa sede è stato affrontato il tema della definizione dei nuovi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ovvero le strutture pubbliche che governano il ciclo dell’acqua.  «Abbiamo fatto le nostre proposte – spiega il movimento nel videonotiziario – In sintesi i punti principali sono: separare l’ATO idrico dall’ATO dei rifiuti perchè si tratta di problematiche molto diverse; l’ATO idrico dovrebbe corrispondere ai distretti idrografici su base regionale; infine è necessaria una maggiore trasparenza, coinvolgendo cittadini e società civile nella gestione del servizio».

    Mentre ad Imperia la remunerazione del capitale è stata eliminata dall’assemblea dei sindaci «a Genova come in molte altre parti d’Italia, i cittadini sono costretti a promuovere la campagna di obbiendenza civile (pagando solo la parte legale della bolletta, ndr) per veder rispettato l’esito del referendum – spiega il videonotiziario – A Portofino, invece, è stato presentato il primo ricorso per ottenere il rimborso della quota di remunerazione del capitale».

    Tra fine agosto e settembre «due assemblee dei sindaci, non pubblicizzate nonostante gli impegni presi, hanno deciso un rimborso di 15 milioni di euro destinato al gestore del servizio idrico – denuncia il movimento per l’acqua bene comune – Chi pagherà questi soldi? Stiamo cercando di fare chiarezza ma non rinunciamo a protestare per chiedere che questi incontri siano aperti al pubblico».

     

     

    Matteo Quadrone