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  • Biblioteca di Voltri, ipotesi inaugurazione per il 31 gennaio e apertura 1 febbraio

    Biblioteca di Voltri, ipotesi inaugurazione per il 31 gennaio e apertura 1 febbraio

    biblioteca-benzi-voltri-cargoLa biblioteca Rosanna Benzi di Voltri potrebbe essere re-inaugurata il prossimo 31 gennaio, e riaprire al pubblico l’1 febbraio (insieme alla ludoteca) dopo più di 3 anni di chiusura per lavori sulla struttura. A rivelarlo a Era Superba è il presidente del Municipio VII Ponente Mauro Avvenente che, tuttavia, tiene a sottolineare come, ad oggi, si parli di ipotesi. «Troppe volte – spiega – ci siamo lasciati andare all’entusiasmo, per poi rimanere con un palmo di naso».

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    Questa mattina, la Giunta municipale ha fatto un giro d’ispezione dell’edificio insieme alla Segretaria generale Rosanna Garassino e al responsabile dell’area tecnica Mauro Rostagny. «Secondo quanto ci hanno detto – sintetizza Avvenente – mancherebbero 2 giorni di lavoro di muratura e uno di quelli elettrici. Contiamo, questa volta davvero, di chiudere in una quindicina di giorni». Da completare anche una scala di sicurezza esterna «che però – sottolinea Avvenente – non procurerà nuovi ritardi visto che già sono presenti 3 scale e un ascensore».

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

    Si è fatta attendere, la biblioteca di Voltri, la cui riapertura era attesa, con un certo grado di sicurezza, per la fine dell’estate. Poi è arrivato l’autunno, e la promessa di una riapertura entro Natale, o al limite entro la fine dell’anno. «Purtroppo – si sfoga Avvenente – le aziende che vincono l’appalto per i lavori promettono mari e monti, poi vengono fuori mille inconvenienti che ritardano i lavori. In Italia manca l’obbligo di una data certa per la consegna degli appalti e diventa sempre più difficile avere a che fare con questa realtà».

    L’intervento di Comune di Genova

    Anche il Comune di Genova interviene sulla riapertura della biblioteca di Voltri, per confermare l’ipotesi fatta dal Presidente del Municipio VII Ponente Mauro Avvenente di una riapertura a fine mese: «Come ipotesi avevo indicato addirittura il 20 gennaio come data di conclusione dei lavori – spiega Pino Boero, assessore con delega ai servizi educativi del Comune di Genova – ma i tecnici dei lavori pubblico mi hanno comunque confermato la data del 31 gennaio». A Voltri, dove la biblioteca è chiusa ormai da 3 anni, lo sperano tutti: «L’importante – sottolinea Boero – è che la biblioteca torni a essere agibile anche nella sua bellezza, perché davvero è una struttura molto bella ed è stata migliorata nei servizi, diventando davvero funzionale per i lettori e il pubblico. Senza contare gli interventi fatti sulla sicurezza, vera urgenza da cui era nata la necessità dei lavori».

    Luca Lottero

  • Ex Marinella, iter burocratico alle fase finale, a breve valutazione progetto. Lavori (forse) entro l’estate

    Ex Marinella, iter burocratico alle fase finale, a breve valutazione progetto. Lavori (forse) entro l’estate

    Hotel Marinella, NerviIter amministrativo concluso per la concessione dell’ex Marinella, lo stabile di Passeggiata Anita Garibaldi (Nervi) da anni in abbandono ed ora sulla soglia di una nuova vita. La vicenda torna in Consiglio comunale grazie all’interrogazione del consigliere Guido Grillo (Pdl) che dopo mesi di silenzio ha chiesto aggiornamenti: «Siamo alle firme finali per la concessione – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Italo Porcilela fase successiva è quella progettuale, propedeutica a quella dei lavori».

    «La mia iniziativa nasce da notizie stampa del settembre dove veniva riportato dai giornali che era pervenuta una proposta da un gruppo d’imprese per la ristrutturazione dello stabile con l’obiettivo di creare una struttura alberghiera con ristorante e approdo di imbarcazioni in mare e che le procedure erano in fase di valutazione da parte degli uffici – sottolinea Guido Grillo – Con l’iniziativa di oggi volevo sapere se da settembre a oggi tutte queste procedure erano state attivate. L’assessore Porcile ha risposto positivamente notificando come fosse ancora da formalizzare l’aggiudicazione mentre tutte le autorizzazioni sono state definite prima di natale e quanto prima dovrebbero iniziare i lavori».

    «Stiamo stipulando l’aggiudicazione definitiva che comporta la firma dell’atto di concessione e la conclusione definitiva del bando con esiti positivi e con tutte le verifiche amministrative – ha proseguito l’assessore Porcile – concluso questo processo il bene sarà in mano al gruppo che ha vinto la gara. A questo punto il progetto verrà presentato e quando verranno acquisite le autorizzazioni partiranno i lavori. Tempi certi su questo non ce ne sono però possiamo dire che finalmente l’iter amministrativo è concluso e quindi il progetto partirà». Pertanto è possibile prevedere l’inizio dei lavori prima dell’estate? «Abbiamo sottoposto il documento da firmare al gruppo che si aggiudicato il bando. Dal momento in cui il documento verrà firmato saranno loro a doverci dire quando saranno in grado di partire».

    Gianluca Pedemonte

  • Patto per Genova, il ministro De Vincenti conferma gli stanziamenti. Accordo per sveltire le procedure

    Il sindaco di Genova Marco Doria ha avuto questa sera un approfondito colloquio telefonico con il ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Oggetto della conversazione è stato la messa a punto delle procedure amministrative e tecniche per l’erogazione dei fondi destinati alla città di Genova nell’ambito del Patto per Genova, sottoscritto il 29 novembre dal Presidente del Consiglio e dal Sindaco.

    Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa del Comune di Genova, il ministro ha confermato tutti gli impegni assunti nel documento. Gli uffici tecnici dell’Amministrazione civica e del Ministero proseguiranno il lavoro comune per rendere quanto più veloce possibile l’erogazione dei fondi. Anche per quanto riguarda Erzelli, il ministro ha ribadito la comune volontà di nominare un commissario per la gestione delle risorse destinate al trasferimento della Scuola politecnica nel polo scientifico e tecnologico.

    Il sindaco ha espresso l’augurio che le procedure consentano di contabilizzare i finanziamenti del patto già in fase di redazione del bilancio di previsione 2017.

    «Esprimo soddisfazione – sottolinea il sindaco Marco Doria – perché alla conferma degli impegni assunti il ministro ha unito l’attenzione all’esigenza di tempi brevi. Ho sempre pensato e detto che il Patto per Genova costituisce un serio accordo tra il Comune e il Governo e non una semplice promessa. È importante che i tecnici del Ministero e del Comune siano concretamente al lavoro per sveltire l’iter».

  • Sport, incertezza su finanziamenti per inserimento disabili. Anzalone: «I soldi ci saranno»

    Sport, incertezza su finanziamenti per inserimento disabili. Anzalone: «I soldi ci saranno»

    pallavolo-seduti-volley-disabiliLa lunga tradizione genovese dell’inserimento sportivo per i disabili potrebbe interrompersi. Per il 2017 i finanziamenti da parte di Comune di Genova non sono stati ancora stanziati, creando incertezza per le molte associazioni che si occupano di aprire le porte dello sport anche ai ragazzi diversamente abili, come la Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti), che da trentacinque anni porta avanti progetti del genere. «Il problema è che il bilancio preventivo per il 2017 non è ancora stato approvato – spiega Stefano Anzalone, consigliere con delega allo sport per il Comune di Genovama posso assicurare che i soldi ci saranno, come gli anni scorsi».

    Sport per tutti

    Sono diverse le associazioni genovesi che si attivano per fornire un servizio inclusivo di inserimento nel mondo dello sport per disabili: «Un lavoro complicato e delicato, che deve essere fatto a misura del singolo praticante sportivo – spiega Isabella Di Grumo, responsabile per Uisp, l’associazione nazionale capofila per questi progetti – e che deve tener conto di molte variabili che richiedono una certa progettazione». Sono 35 gli anni di esperienza in quest’ambito per questa associazione, che su scala nazionale conta oltre 1,3 milioni di iscritti e che “tratta” 26 discipline sportive: «I soldi pubblici non coprono tutte le spese di questi progetti, ma co-finanziano le attività – sottolinea Di Grumo – attività che non sono di accompagnamento ma appunto di inserimento, e che spesso richiedono un rapporto di uno a uno tra operatori e utenti». Utenti che possono accedere al servizio gratuitamente: nel 2016 sono stati più di 300, grazie anche al finanziamento comunale di circa 40 mila euro. «Abbiamo chiesto un incontro con il Sindaco e con Anzalone – conclude Di Grumo – nella speranza di vedere confermato l’impegno e garantito anche per quest’anno il progetto, le nostre richieste sono le stesse». Un progetto che abbraccia diversi sport: «Non c’è solo il nuoto, ma diverse discipline, che variano a seconda delle richieste e alle necessità dell’utenza».

    La risposta di Anzalone

    «L’intenzione mia e della giunta – risponde Stefano Anzalone – è quella di continuare queste importanti attività di inserimento sportivo; l’anno scorso abbiamo distribuito 50 mila euro alle varie associazioni, cercando di dare spazi di visibilità ampi. Per il 2017 subiamo un ritardo dell’approvazione del bilancio preventivo, che doveva essere votata tra ottobre e novembre, ma posso assicurare che continueremo a fare la nostra parte garantendo il finanziamento per l’anno in corso». I problemi però potrebbero arrivare con il nuovo ciclo amministrativo: «Per il 2018 non ci sono certezze – conclude Anzalone – ma per quest’anno abbiamo intenzione di finanziare una decina di progetti nell’ambito delle disabilità». Nei prossimi giorni è stato fissato un incontro per chiarire e definire la situazione, nella speranza che anche per quest’anno lo sport sia davvero per tutti.

    Nicola Giordanella

  • Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    ScarpinoPotrebbe aumentare tra il 4% e il 6% la Tari, la tariffa dei rifiuti per i genovesi nel 2017. Lo afferma l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Miceli, questa mattina nel corso di una Commissione comunale dedicata all’esame delle linee guida per la trattativa della privatizzazione di Amiu in vista dell’ingresso di Iren, la cui delibera dovrebbe approdare in Consiglio comunale tra due martedì. «Impossibile al momento essere più precisi – spiega Miceli, come riportato dall’agenzia Dire – perché i conti devono essere ancora fatti. Ci incontreremo con le categorie come ogni anno per arrivare a soluzioni più o meno condivise per la ripartizione della tariffa tra utenze domestiche e non domestiche».

    Le cause

    La causa principale dell’aumento Tari è dovuta alla diminuzione, prevista dalla delibera, da 30 a 10 anni dei tempi di ammortamento per la copertura dei costi in seguito alla chiusura della discarica di Scarpino, alla sua messa in sicurezza e al trasporto dei rifiuti fuori regione da fine 2014. Una cifra che inizialmente era stata valutata in 130 milioni di euro ma dovrà essere rivista alla luce dei 28 milioni di costi per il 2016 inizialmente non previsti, dell’aumento dei costi per la realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato della discarica di Scarpino e della diminuzione dei costi per la realizzazione di Scarpino 3 che, in parte, sorgerà sopra la vecchia discarica di Scarpino 2. Fatte salve queste due ultime variazioni, le spese per il trasporto dei rifiuti fuori Liguria ammontano a 28 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016 (per i due mesi di chiusura del 2014, i 7 milioni di costi erano già rientrati nella bolletta del 2015) e devono essere interamente coperti per legge dal gettito della tariffa sui rifiuti. A ciò si aggiungono gli 85 milioni di euro inizialmente stimati per la messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2 e la gestione post mortem delle due discariche. «L’aumento era già sicuro anche con il piano di rientro in 30 anni – spiega Ilaria Mussini, Ascom Confcommercio, ricevuta questa mattina in Commissione – ma se la spalmatura si concentra in un terzo del tempo, rischiamo il disastro».

    Ascoltati in Commissione tutti i rappresentanti del tavolo della piccola e media impresa (Ascom, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Confesercenti e Confindustria) che hanno consegnato un documento in cui vengono elencate tutte le criticità in vista della privatizzazione di Amiu. Tra queste, le principali riguardano: la governance della nuova Amiu con il rischio di perdita di controllo da parte del socio pubblico che non sarebbe più di maggioranza; le incertezze sulla proroga del contratto di servizio in scadenza nel 2020; la non aderenza del piano industriale ottimizzato proposto da Iren con il piano industriale di Amiu approvato dal Consiglio comunale e il progetto di raccolta differenziata proposto dal Conai.

    Le risposte della Giunta

    «La trattativa con Iren ci impone di rivedere il piano di rientro – spiega Miceli in Sala Rossa – non possiamo rateizzare la cifra in un periodo superiore alla durata del contratto di servizio di Amiu, la cui proroga potrà essere chiesta per legge solo al termine del processo di aggregazione con Iren. Anche perché rischieremmo di introdurre un elemento discorsivo nella trattativa e potremmo venire accusati di aver svenduto o sovrastimato Amiu». Viene da chiedersi come mai questo ragionamento non fosse stato fatto prima della decisione della rateizzazione in 30 anni. Per quanto riguarda il problema della governance e della possibile perdite di potere da parte del Comune che entro la fine dell’anno dovrebbe diventare socio di minoranza di Amiu, Miceli sostiene che «ci sono società che vengono controllate anche solo con il 20-30% delle capitale sociale, non è determinante che il Comune sia socio di maggioranza. Già adesso sono previste materie per cui è necessaria una maggioranza qualificata nelle votazioni del Consiglio di amministrazione, per cui i membri espressi dal Come saranno decisivi. Si tratta di 12 materie che determinano la strategia industriale, societaria, operazioni straordinarie…insomma, tutto quello che rappresenta la sostanza delle strategie di un’azienda».

    Sulle incongruenze del piano industriale ottimizzato, infine, è l’assessore all’Ambiente Italo Porcile che prova ad abbozzare una risposta non del tutto convincente: «Quella di Iren – afferma – è una bozza di discussione per provare a costruire un eventuale nuovo piano industriale che, in ogni caso, dovrebbe essere votato dal Consiglio comunale, organo sovrano sulle scelte della gestione del ciclo dei rifiuti. Al momento esiste un piano industriale di Amiu approvato da questo Consiglio, un piano per la raccolta differenziata sviluppato dal Conai in seguito a un protocollo con Amiu e Comune di Genova, azioni concrete messe in campo per realizzare entrambi i documenti e la necessità di sviluppare un piano industriale ottimizzato con il partner industriale della futura azienda che, comunque, non stravolge per il momento e con la delibera che stiamo discutendo quanto già deciso dal Consiglio comunale».

  • Carlo Felice, pronti i 13 milioni del ministero. Doria: «Riorganizzare il modo di lavorare in teatro»

    Carlo Felice, pronti i 13 milioni del ministero. Doria: «Riorganizzare il modo di lavorare in teatro»

    Teatro Carlo FeliceBoccata d’ossigeno per il Carlo Felice: i 13 milioni previsti dalla legge Bray, successivamente modificata dalla legge Franceschini, sono pronti, e dopo un passaggio formale della Corte dei Conti, a breve saranno trasferiti. Una piccola buona notizia che potrebbe contribuire ad una inversione di tendenza per rientrare del debito e quindi evitare il fallimento del teatro lirico genovese.

    I conti stretti

    La situazione, però, rimane critica. Ad oggi, infatti, i debiti ammontano a 35 milioni di euro, di cui 8 con l’Inps e 11 nei confronti dell’erario, secondo quanto dichiarato in Sala Rossa dal sindaco Marco Doria, in risposta ad una interrogazione. Numeri che rispetto ai 38 milioni del 2015 sarebbero leggermente in contrazione. I bilanci del teatro, però, sono strutturalmente in disavanzo: «Quando è iniziato questo ciclo amministrativo – ricorda Doria durante la seduta del Consiglio comunalele perdite erano di circa 4 milioni all’anno. Oggi la forchetta è diminuita arrivando a circa 2,5 milioni, che dobbiamo azzerare entro il 2018, come previsto dall’aggiornamento della legge».

    Un dato che però tiene conto dei finanziamenti straordinari fatti da Comune di Genova e Regione Liguria, rispettivamente di 2,7 e 1 milione di euro. Nell’ultimo bilancio ad oggi pubblicato, quello del 2015, infatti, il disavanzo di esercizio ammonta a 6,8 milioni. Risanare i conti, sarà quindi un’operazione tutt’altro che semplice, visto che, secondo la giunta, per la congiuntura economica particolarmente depressa, è troppo rischioso puntare su ricavi e sponsor. «A inizio mandato abbiamo provato a rinnovare i contratti di solidarietà dei lavoratori del Carlo Felice, senza però riuscire a portare a termine la trattativa – continua Doria – oggi però le scadenze sono pressanti e dobbiamo lavorare con i sindacati sulla riorganizzazione del lavoro, per contenere i costi». Nel 2016, la Regione Liguria ha trasferito al Carlo Felice il Teatro della Gioventù, mentre il Comune di Genova gli ha ceduto i locali di De Ferrari prima utilizzati dal Diurno «segno di uno sforzo coordinato per salvare il teatro – ha concluso il primo cittadino – aumentandone il valore patrimoniale».

    Sempre nel bilancio del 2015, i costi di produzione sono arrivati a superare i 24 milioni, contro i 17,4 milioni di ricavi generati, e con un costo lordo del personale di 16 milioni. Il finanziamento in arrivo da Roma, un prestito di lungo periodo con un tasso di interesse minimo, permetterà di saldare alcuni debiti e di aprire trattative per ridurre il dovuto in cambio di una liquidazione rapida.

    La situazione del Carlo Felice, quindi, è decisamente delicata: la lenta e lunga agonia del teatro lirico genovese sembra non avere fine, e ancora una volta è necessario mettersi intorno a un tavolo e concordare le prossime mosse per salvare il salvabile ed evitare che il sipario si chiuda per sempre.

    Nicola Giordanella

  • Scolmatore Fereggiano: nei prossimi giorni un point informativo a San Martino. Rilevazioni entro i limiti di legge

    I cantieri per la realizzazione dello scolmatore del Fereggiano, in questi giorni stanno “passando” sotto il quartiere di San Martino. Le esplosioni utilizzate per procedere con gli scavi hanno messo in allarme la popolazione, nonostante una campagna informativa porta a porta organizzata da Comune di Genova nei primi giorni dell’anno nuovo. La questione arriva in Consiglio comunale, con una interrogazione del consigliere Boccaccio (M5s), che riporta la preoccupazione dei cittadini, per eventuali danni agli immobili e problematiche legate agli animali domestici, ricordando come i controlli siano a carico della stessa ditta che procede con i lavori. Risponde l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello: «Tutti le rilevazioni, relative a rumore e vibrazioni, sono al di sotto dei limiti di legge, e stiamo cercando di rispondere puntualmente a tutte le richieste di chiarimento che ci stanno arrivando». Giovedì 12 gennaio, alle 18,30, presso i locali del Centro Sottostrada (salita superiore della Noce 41r) è stato organizzata una assemblea pubblica per aggiornare la cittadinanza sull’avanzamento dei lavori, ma non solo: «Nei prossimi giorni sarà istallato nel quartiere un info point interattivo – precisa Crivello – per tenere in costante aggiornamento la popolazione sui lavori». All’assessore risponde Boccaccio, che sottolinea come l’amministrazione si sia mossa in ritardo su questo tipo di comunicazione, e chiede che i controlli possano essere svolti da una ditta terza.

  • Amiu, tavolo Comune-sindacati per modificare la delibera. Cgil: «Linee guida rispettino accordo di luglio»

    Amiu, tavolo Comune-sindacati per modificare la delibera. Cgil: «Linee guida rispettino accordo di luglio»

    rifiuti-amiuL’affaire Amiu-Iren, che aveva infiammato la politica amministrativa delle ultime settimane del 2016, continua a “scaldare” la Sala Rossa anche in questi primi giorni del 2017: tornano alla carica i sindacati, che trovano l’apertura di un tavolo per ridiscutere la delibera di giunta, che nei fatti aveva superato quanto accordato tra azienda e lavoratori nel luglio scorso.
    «Stiamo cercando di costruire un emendamento di maggioranza o dei capigruppo che consenta di far corrispondere la delibera presentata dal Comune di Genova sugli indirizzi per la trattativa dell’ingresso di Iren in Amiu all’accordo sindacale siglato a luglio». Lo afferma Corrado Cavanna, Fp Cgil, oggi pomeriggio in Commissione comunale a Genova nel corso della discussione sulla delibera che contiene le linee guida per la trattativa con Iren nel processo di privatizzazione dell’azienda pubblica genovese che gestisce il ciclo di rifiuti e che nelle prossime settimane dovrà essere votata dal Consiglio comunale. «Abbiamo in corso un processo di confronto con l’amministrazione – prosegue Cavanna, come riportato dall’agenzia Dire – perché la delibera non corrisponde all’accordo di luglio, anzi lo nega in radice. Ma potremmo dare un giudizio definitivo e sereno solo al termine delle trattative». Ancora più duro Umberto Zane, Fit-Cis: «Questa è un’operazione finanziaria fatta alle spalle dei lavoratori e dei cittadino perchè il Comune non controllerà più la tariffa ma sarà Iren, come ha già fatto con l’acqua; inoltre il modello di raccolta indifferenziata di Iren è completamente diverso da quello che sta programmando Amiu»

    I nodi venuti al pettine

    Oltre al mancato mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu, che vedrebbe il definitivo ingresso di Iren oltre il 51% entro la fine dell’anno, noti i punti del contendere. Innanzitutto la proposta di ridurre da 30 a 10 anni la spalmatura sulla tariffa dei rifiuti per rientrare degli extra-costi dovuti alla messa in sicurezza della discarica di Scarpino e al trasporto dei rifiuti fuori Regione: i sindacati chiederebbero una via di mezzo, con la spalmatura dei costi fino al 2028. «Stiamo cercando di ridurre il periodo di rientro da 30 a 10 anni, evitando che questo generi ricadute in tariffa particolarmente pesanti per i cittadini – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Italo Porcile se si riuscisse nell’obiettivo, se ne avrebbe un oggettivo beneficio per il valore dell’azienda. Presenteremo degli scenari a riguardo».

    Difficile, invece, che il Comune accolga le richieste dei sindacati sulla formalizzazione del prolungamento del contratto di servizio per Amiu, in scadenza al 2020, prima della fine della trattativa con Iren. I sindacati chiedono anche la stabilizzazione di 31 precari «perché non ci possiamo permettere di trattare la questione per la terza volta. La trattativa a riguardo si è chiusa nel 2015». I rappresentanti dei lavoratori chiedono anche garanzie sul fatto che Amiu diventi player della gestione dei rifiuti almeno in tutto l’ambito della Città metropolitana genovese e che il ciclo dei rifiuti sia chiuso all’interno della stessa area. «La chiusura del ciclo a Genova determina il valore della società – risponde Simone Farello, capogruppo Pd in Consiglio comunale – ma oggi Amiu non è in grado di chiudere il ciclo, neanche se si riapre Scarpino; ci vogliono impianti e soldi, e Amiu da sola non li ha». Note anche le differenze tra quanto previsto nell’attuale delibera e quanto concordato in precedenza con i sindacati in termini di governance: «Il presidente espresso dal Comune non conta nulla – spiega Cavanna – mentre l’amministratore delegato espresso da Iren conterà su tutto, anche sulla determinazione della tariffa».

    Infine, i sindacati contestano il piano industriale ottimizzato allegato alla delibera, che preoccupa anche il consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana, Enrico Pignone: «Oltre a non corrispondere a quanto votato dal Consiglio comunale e scritto nel piano industriale di Amiu – afferma il consigliere, come riportato dall’agenzia Dire – si tratta di previsioni di trattamento dei rifiuti congiunti differenziati-indifferenziati che non sono consentiti dalla normativa nazionale». Per Cavanna, addirittura, questo comporterebbe «il compimento di un reato di natura ambientale, che è ciò che ha già portato alla chiusura e al sequestro della discarica di Scarpino». Benché piuttosto sostanziali, per l’assessore Porcile si tratta solo di «4-5 punti su cui stiamo ragionando, questo è il primo di almeno tre passaggi in Consiglio comunale: non mi pare si possa dire che il Consiglio non abbia avuto spazio di condivisione rispetto a questa operazione» e ostenta ottimismo per una positiva chiusura della trattativa, attualmente in corso nella sede del Comune di Genova, ma che certamente proseguirà anche nei prossimi giorni. «Iren e Amiu stanno già trattando da un pezzo – conclude Umberto Zane, Fit-Cisl – questa delibera che dà mandato al Comune a trattare con Iren è di fatto superata». 

  • Piazza Dante, futuro sospeso tra cantieri, perizie e indiscrezioni. Il punto sull’area urbana più discussa di Genova

    Piazza Dante, futuro sospeso tra cantieri, perizie e indiscrezioni. Il punto sull’area urbana più discussa di Genova

    piazza-dante-cantieri-02Dire Piazza Dante è come dire “parcheggio moto”: il piazzale è fulcro fondamentale per la sosta in centro per centinaia di centauri genovesi, che ogni giorno raggiungono il centro. Da diversi mesi, però, esattamente dall’estate 2015, parte dello spazio dedicato alla sosta è stato occupato da una recinzione da cantiere, priva di riferimenti specifici se non le copie dell’ordinanza dirigenziale che consente l’occupazione di suolo pubblico. Ad utilizzare questo spazio per la sosta dei mezzi è BRC s.p.a., impegnata nei lavori di completamento e restauro conservativo delle superfici interne dell’ex Oratorio N.S. del Suffragio in Salita del Prione, nell’ambito della realizzazione dell’edificio scolastico delle Erbe. Lo scorso 31 dicembre era la scadenza della concessione, ma le transenne sono ancora lì: «L’ordinanza è stata ulteriormente prorogata – spiega l’assessore alla mobilità del Comune di Genova, Anna Maria Dagninosu richiesta della stessa ditta: il nuovo termine è il 31 marzo 2017, ma i responsabili della ditta stessa mi hanno comunicato che potrebbero concludere anche prima, entro gennaio, salvo imprevisti».

    Silos fantasma

    Piazza-dante-cantieriLa vera spada di Damocle che pende sulla testa di tutti i genovesi, però, è senza dubbio la costruzione di un auto-moto silos interrato di sei piani, proprio al posto del parcheggio dedicato alle due ruote. Un progetto molto discusso perché sconvolgerebbe l’equilibrio fragile della sosta in centro, con un cantiere di minimo due anni; il progetto è stato approvato dal Comune di Genova, non senza ricevere aspre critiche: pensato nel 2007, secondo i detrattori dell’opera, non terrebbe conto dell’evoluzione urbana degli ultimi anni e delle nuove necessità di Genova e dei genovesi, introducendo sosta a pagamento per le moto, ma soprattutto mettendo a rischio l’assetto idrogeologico di quella parte della città. Il riferimento è al Rio Torbido, che scorre tombinato proprio lì sotto: vico dritto di Ponticello, la salita che attraversa Porta Soprana, si chiama così perché terminava con un ponte che scavalcava, appunto, il rio. Un piccolo torrente che in caso di forti piogge non manca di far sentire la sua presenza con allagamenti di cantine e fondi. «Ad oggi la palla sta a Regione Liguria – afferma il vicesindaco Stefano Berniniche attraverso i suoi uffici preposti deve capire e certificare l’entità e la portata di questo rivo, che in realtà ad oggi è costretto in condotte per acque nere, sbloccando di fatto i lavori». A sentire il vicesindaco, quindi, il silos si farà, acqua (torbida) e ritrovamenti archeologici permettendo.

    Voci di corridoio

    Nel futuro di piazza Dante, però, potrebbero entrare altre variabili: secondo una qualificata fonte all’interno dell’amministrazione comunale, il piazzale potrebbe servire in caso di spostamento di alcuni uffici della Polizia in zona. Il riferimento è all’utilizzo dell’immobile ex Inps, affacciato sui Giardini di Plastica, che potrebbe ospitare alcuni dipartimenti oggi situati in immobili in affitto, come il Commissariato di piazza Matteotti, con la necessità di avere un’area sosta “rapida” per i mezzi di servizio. Tutto, ovviamente, dipende dalla reale eseguibilità del progetto del silos, che, oggi, ha come ostacolo le acque del rio Torbido.

    Nicola Giordanella

  • Capodanno 2017, tutti gli eventi per festeggiare il nuovo anno a Genova e in provincia

    Capodanno 2017, tutti gli eventi per festeggiare il nuovo anno a Genova e in provincia

    capodannoLa redazione di Era Superba augura a tutti i propri lettori, e non solo, un lieto fine anno ed un grandioso inizio 2017. Sarà sicuramente un grande anno. Ecco tutti gli eventi in programma per stasera e domani a Genova e in provincia.

    Gli spettacoli organizzati da Comune di Genova: Tra Sogno e realtà

    Uno spettacolo di funambolismo, una coreografia su cavo e un concerto per la corda più lunga mai suonata al mondo: Dalle ore 22.45, in Piazza Matteotti si svolgerà, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Sarabanda, l’evento Tra sogno e realtà. I NoGravity4monks si esibiranno in Trk#1: una suggestiva traversata di un funambolo – che si muoverà su un cavo d’acciaio – si trasformerà in un concerto che prenderà vita dai suoi passi. Le vibrazioni del filo verranno amplificate e trasformate in onde sonore che faranno vibrare quelle degli strumenti “tradizionali” imbracciati dai musicisti a terra. Le corde di due chitarre elettriche, una viola e un violoncello apriranno un dialogo sonoro con la corda tesa nel cielo dando vita ad un concerto dal vivo che, a tutti gli effetti, è generato dal cammino dell’uomo che sfida la paura del vuoto. A seguire, intorno alle ore 0.15, concerto degli Gnu Quartet, in un repertorio che spazierà da virtuosi adattamenti dei Muse e brani estratti dal CD di inediti in prossima uscita “Untitled”. Alle ore 1.30 Dj – FiloQ.

    L’evento in piazza sarà preceduto dalle ore 21 da spettacoli musicali itineranti, saltimbanchi, giocolieri, creatori di bolle di sapone, trampolieri e acrobati. Direzione artistica della Compagnia del Teatro Scalzo di Genova.

    Percorso “Acrobatica aerea”: p.zza Raibetta

    Percorso “Famiglia Saltimbanchi”: P.zza Meridiana / Via Garibaldi / P.zza Fontane Marose / Via Luccoli / P.za Soziglia / P.zza Campetto / Via Scurreria / P.zza San Lorenzo / Via San Lorenzo / p. Matteotti
    Percorso “Inconsueto Popolare”: P.zza De Ferrari / P.zza delle Erbe / Vico delle Erbe / P.delle Erbe / P.Ferretto / Via San Bernardo / Via Chiabrera / P.zza San Lorenzo / Via San Lorenzo / p. Matteotti

    “Tra sogno a realtà” – a cura dello StudioWiki progetti per la comunicazione, vincitore di un bando indetto dal Comune di Genova – è realizzato grazie alle risorse del Tavolo Imposta di Soggiorno, composto da Comune, Camera di Commercio e associazioni di categoria.

    Capodanno al Porto Antico

    Al Porto Antico di Genova le occasioni di festeggiare il Capodanno saranno davvero tante e svariate: il Festival Circumnavigando – con cui si potrà festeggiare l’inizio dell’anno sotto al magico Tendone da Circo, dalle 21.30, con una serata ricca di spettacolo e divertimento per tutte le età insieme a Collettivo MagdaClan, la Compagnia LPM, Luca Tresoldi e la band dal vivo Wateproof: 14 artisti e 5 musicisti per una serata imperdibile, aspettando insieme il brindisi di mezzanotte con spumante e panettone; la pista sul ghiaccio per chi si vuole esibire sui pattini; la ruota panoramica e il Bigo rinnovato per chi vuole vedere Genova in festa dall’alto;il tradizionale cinema, i vari ristoranti e locali dell’Area, e poi tanta, tanta musica con Radio Number One, che per il secondo anno consecutivo festeggerà il suo Capodanno a Genova con uno spettacolo all’insegna del divertimento, dell’allegria e della dance per chiunque voglia fare festa: dalle ore 21.30 si alterneranno animatori, dj, ospiti speciali e artisti/acrobati; a partire dalle ore 23.00 entreranno in campo artisti di strada. Dopo aver brindato al nuovo anno, partirà il RadioNumberOne Party con un’esplosione di musica dance: i DJ Marvin & Andrea Prezioso trasformeranno il Porto Antico in una discoteca sotto le stelle e faranno ballare e scatenare tutto il pubblico sulle note dei più grandi successi degli anni ’80, ’90 e 2000 fatti rivivere in chiave dance, e poi, a seguire, ancora dj set e musica per tutti fino alle ore 3.00 del mattino.

     Capodanno tra mostre e musei aperti

    Ai Musei di Strada Nuova si chiude e si inizia l’anno in arte. Apertura dalle 21 alle 2, apericena, visita guidata esclusiva a prenotazione obbligatoria con partenza alle ore 21.30, alle 22, 23, 0.30. A mezzanotte per tutti i partecipanti brindisi augurale al Mentelocale-Café.  Ogni gruppo potrà essere composto da un massimo di 35 persone.  Info e prenotazioni presso il Bookshop Musei di Strada Nuova Tel 010 2759185. Acquisti online www.happyticket.it

    Il 31 dicembre, a Palazzo Ducale le mostre Warhol. Pop Society e Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes rimarranno aperte con orario prolungato, fino alle 2:00 del mattino dando la possibilità ai visitatori di trascorrere un Capodanno speciale, brindando tra i capolavori del grande artista americano e davanti alle fotografie di uno dei maggiori fotografi del Novecento.

    Capodanno all’Acquario

    Doppio appuntamento all’Acquario di Genova per finire l’anno immersi nella magia dei fondali marini per soddisfare le richieste sia del pubblico adulto sia quello delle famiglie con bambini.Entrambe le proposte sono già sold out.

    Torna per il secondo anno lo speciale Capodanno all’Acquario rivolto principalmente al pubblico degli adulti. La serata inizia alle ore 20.30 con la visita in esclusiva all’Acquario, alla scoperta della vita notturna degli ospiti delle vasche e un cocktail itinerante di benvenuto. Prosegue con il cenone servito nella splendida cornice del Padiglione Cetacei, a cura di Capurro Ricevimenti e Svizzera Ricevimenti. Seguono i festeggiamenti con lo speciale brindisi all’arrivo del nuovo anno e la musica dal vivo di sottofondo. Il costo del Capodanno all’Acquario di Genova è di 150 Euro a persona.
    La proposta è su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili, da effettuare tramite C-Way 010/2345666, info@c-way.it.

    L’Acquario di Genova festeggerà la notte di San Silvestro anche con le famiglie con bambiniper le quali ha pensato a una proposta alternativa: una speciale serata con cena a buffet, animazioni e giochi edutainment nel bel mezzo del Padiglione della Biodiversità: un modo originale per brindare al nuovo anno con un breve viaggio dal nostro Mar Mediterraneo ai caldi ambienti tropicali delle scogliere coralline e delle foreste tropicali. La serata per le famiglie ha inizio alle ore 20. Il costo è di 55 Euro per gli adulti e 45 Euro per i bambini da 2 a 12 anni.
    Il Capodanno delle famiglie è un’attività a numero chiuso, su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili. Per informazioni e prenotazioni, C-Way 010/2345666, info@c-way.it.

    Psychiatric Circus

    Alla Fiera di Genova andrà in scena Psychiatric Circus, lo spettacolo di circo-teatro della storica famiglia circense Bellucci-Medini. Un evento terrificante, dissacrante e divertente.

    Prima dello spettacolo, alle 20.30, si cenerà con lenticchie e cotechino, rigorosamente serviti in vassoi da ospedale, e si brinderà al nuovo anno con pandolce, spumante e cotillons. Al termine dello spettacolo, intorno alla mezzanotte, musica e animazioni con dj set, ballerini e fly bartender.

    Vietato ai minori di 14 anni

    Capodanno a Teatro

    Ricchissima anche l’offerta dei teatri cittadini che propongono spettacoli davvero per tutti i gusti: al Teatro Stabile di Genova – alla Corte, ore 20.30, I manezzi pe majâ na figgia di Niccolò Bacigalupo; il Teatro della Tosse, ore 22.00, mette in scena Candido, tratto da Candido o dell’ottimismo di Voltaire su testo di Tonino ed Emanuele Conte; al Teatro Politeama Genovese, ore 20 e ore 22.30, Capodanno con Maurizio Lastrico; al Teatro Govi di Bolzaneto, ore 22, Capodanno al Govi…perché non provi?, al Teatro della Gioventù, ore 19 e ore 21.30, La cena dei cretini.

    Ex Magazzini del Sale

    Un Capodanno vintage, dal titolo “Like in 1967 Sgt. Pepper’s Lonely Heart New Year’s Eve” in una location d’eccezione: gli ex Magazzini del Sale di Sampierdarena. Un cenone pop, a prezzo popolare, un’esposizione di chitarre, locandine e vinili d’epoca, videoproiezioni a tema e il concerto-spettacolo “Sir Paul” con Marco Rinaldi dei Soggetti Smarriti e la band White Wings. A seguire, si balla sulle note sixties degli Esuli e jam session. Info e prenotazioni:likein1967@gmail.com – 010.5578713.

    Civ

    Come ogni anno, le vie e le piazze del centro saranno animate dalle iniziative dei CIV (Centri Integrati di Via).

    Dalle 20 alle 3 a San Bernardo il CIV – Antiche Vie organizza Dj set. Dalle 18 alle 3 pressoPiazza delle Erbe, a cura di CIV Genovino, concerto Live dei “SabroSon”, gruppo di musica afro cubana; poi dj set a finire sempre con revival e Swing. Dalle 17 alle 3 in Piazza Dante ePorta Soprana a cura di CIV Porta Soprana: Dalle Torri di Porta Soprana New Year Soprana Party 2016-/2017. Elektro-pop, Commerciale, Soul, R’n’B,Reggae, House; Dj in Consolle: Matrioska Corps – Kinetiks – Am – Onion.

    Giardini LuzzatiAi Giardini Luzzati – Spazio Comune, si comincia alle ore 16.00 in piazza con un laboratorio/concerto, in musica dal titolo Ritmiciclando; alle ore 17.00 Visita Guidata in Area Archeologica (offerta libera). Si prosegue alle ore 18.30 con un “brindisi prima del brindisi” in area archeologica con accompagnamento musicale di P.O.U.M. Fusione FlamencaDalle 20.45 alle 23.30 un Cenone di capodanno dal prezzo contenuto (€ 40, € 35 per i Soci Luzzati e i gruppi dalle quattro persone in su). Prenotazione obbligatoria al numero di telefono: 331 9134355. Poco prima della mezzanotte tutti in piazza per il brindisi con Troc brass brand di musica balcanica e mediorientale composta da alcuni membri dell’orchestra palestinese. Si esibiranno insieme a Pasticcio Meticcio. Il progetto è a cura dell’Associazione Ri-Percussioni Sociali. Ingresso libero con cosumazione obbligatoria (eccetto per chi già partecipa al cenone).

    Concerto di Capodanno al Carlo Felice

    Per iniziare il 2017 in musica, appuntamento il 1° gennaio al Teatro Carlo Felice per il consueto Concerto di Capodanno, diretto da Alpesh Chauhan, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

    Marcia della Pace

    La celebrazione, in occasione della Giornata mondiale della Pace, riunirà cristiani e credenti di tutte le religioni.
    A Genova l’appuntamento è domenica 1 gennaio, alle 15,15 nella basilica dell’Annunziata, con testimonianze della Comunità di Sant’Egidio e delle realtà che accolgono i rifugiati a Ventimiglia, e una riflessione del cardinale Angelo Bagnasco. Alle 16,30 partirà la marcia per la pace da piazza della Nunziata per le vie del centro antico fino a piazza San Lorenzo.

     

    Eventi in provincia di Genova

    Arenzano:a partire dalle 17 il centro storico, in via Bocca, sarà animato dallo show “2017 Lezioni di Galateo”. Spettacolo educativo e divertente per adulti e bambini, in cui il clown “conte Patacchi”, un nobile decaduto, si propone di educare i più piccoli alle buone maniere per l’anno nuovo. A seguire, “Marabù” colorerà di giochi e magia le vie del centro storico della cittadina ligure, con uno spettacolo comico di giocoleria, pensato per i bambini, ma non solo. Un mix di performance tecniche e situazioni rocambolesche dove nulla sembra funzionare, ma grazie all’aiuto del pubblico ogni cosa pian piano ritrova il verso giusto.

    Alle 21.30 sul lungomare in Piazza Mazzini un “Paese in gioco” con il clownsulente Giacomo Gosti e la trampoleria di Marco Strada. Alle 22 salirà sul palco Bernard M. Snyder con il suo “One man band show”, mentre alle 23, in attesa del countdown saliranno sul palco i “No Name”.

    Passando al Tigullio, si incomincia con “Midnight in Rapallo”, che prenderà il via alle 22 con una maxi discoteca con i dj Max Carappellese, Roberto Delledonne, All Rambo e il conduttore Andrea Carretti. Brindisi al nuovo anno.

    Zoagli: veglione in piazza “27 Dicembre” con brindisi collettivo. Dalle 22 discoteca, con la musica del Dj Fontes.

    Chiavari: dalle 22 a Villa Rocca, serata accompagnata dall’orchestra dei “Caravel”; in piazza Mazzini, sempre dalle 22, ci saranno i “News Trolls”. A mezzanotte il saluto al nuovo anno; il tempo di brindare e, subito dopo la mezzanotte, nella stessa piazza “Dance night in open place”. All’una in piazza San Giacomo la tradizionale zabaionata benefica.

    Sestri Levante. In piazzetta Matteotti, dalle 21 alle 3, musica e distribuzione di panettone e spumante. Ad organizzare il veglione è la pubblica assistenza Croce Verde con il Comune.

    Recco: maxi discoteca sul lungomare e dopo la mezzanotte il consueto spettacolo pirotecnico.

    Camogli: in piazza Colombo dalle 22, musica live e fuochi d’artificio.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Via Buozzi, entro metà gennaio parcheggio di interscambio operativo. Deposito metro raddoppiato. Dettagli e modifiche del progetto

    Via Buozzi, entro metà gennaio parcheggio di interscambio operativo. Deposito metro raddoppiato. Dettagli e modifiche del progetto

    parcheggio-interscambio-buozzi-metro-matitoneDopo anni di cantieri e dopo uno lungo stop dovuto al fallimento della ditta appaltatrice, i lavori per il parcheggio di interscambio di via Buozzi stanno volgendo al termine. Entro il 15 gennaio, quindi, le prime autovetture potranno varcare la soglia della piastra ricavata sulla copertura del nuovo deposito Amt per le vetture della metropolitana. Si chiude in questo modo uno dei più grandi cantieri aperti negli ultimi anni nel cuore della città, e che potrebbe cambiare volto a tutta la zona di Di Negro.

    Il parcheggio di interscambio

    Il progetto, partito nel 2010, come Era Superba ha documentato in questi anni, ha subito diverse modifiche in corso d’opera, mantenendo, però, la principale destinazione d’uso: un grande parcheggio di interscambio che permettesse ai cittadini e turisti di lasciare la propria autovettura per raggiungere il centro con i mezzi pubblici. In queste ore Aster sta ultimando la tracciatura delle aree di sosta: gli stalli dedicati all’interscambio sono 135, a cui si aggiungono tre parcheggi dedicati ai disabili e 32 ai residenti. Questi ultimi saranno assegnati attraverso un bando municipale, secondo il regolamento comunale vigente, basato principalmente sull’Isee, dietro il pagamento di un canone mensile di 60 euro. In un secondo momento sarà aperta anche l’area più a levante, che garantirà altri 40 stalli. Le tariffe di sosta rispetteranno la divisione zonale prevista per questo area della città, e cioè 1,5 euro l’ora; per i possessori di abbonamento annuale Amt la sosta sarà gratuita, ed è allo studio un sistema per estendere questa possibilità anche ai possessori di abbonamento mensile. Sarà inoltre possibile accedere al prezzo forfettario di 6 euro, comprensivo di titolo di viaggio Amt, per una sosta di 24 ore. La logica dell’interscambio è garantita dal fatto che questo parcheggio sorge a poche decine di metri dal casello di Genova Ovest, ed è direttamente connesso con la linea bus e metro di Amt: l’accesso lato mare alla stazione Di Negro della metropolitana sarà messo in funzione in concomitanza con l’apertura dell’area di sosta.

    Deposito Metro

    Come è noto, il parcheggio di interscambio è stato ricavato sul “tetto” che copre il nuovo deposito della metro, realizzato nello spazio che Comune di Genova ha acquistato da Rfi. Il deposito è stato progettato pensando allo sviluppo futuro della rete metropolitana genovese: «Il vecchio deposito poteva contenere 18 treni – spiega l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino – con il nuovo allestimento, che terminerà nei prossimi mesi, oltre a questi, potranno essere “parcheggiati” i 7 treni già ordinati, e in più altri eventuli 12». Una capienza che dovrebbe essere sufficiente a garantire i numeri per l’allungamento della rete della metro genovese fino a San Martino, ipotesi di cui si parla da molto tempo. «Genova è una città con pochissimi spazi – sottolinea Dagnino – a differenza delle altre grandi città italiane dotate di metropolitana»; questo nuovo deposito rappresenta, quindi, la soluzione di compromesso tipica del tessuto urbano della nostra città

    L’evoluzione del progetto

    parcheggio-interscambio-buozzi-belvedereL’idea del parcheggio di interscambio è nata insieme al progetto del nuovo deposito nel 2010; durante gli anni il disegno ha avuto qualche modifica in corso d’opera per adeguare la struttura alle cambiate normative comunitarie e nazionali e per rispondere a rinnovate esigenze di programmazione urbanistica. La pista ciclabile, ad esempio, inizialmente non era prevista: «Nel progetto iniziale non c’era – spiega l’assessore – ma l’abbiamo inserita per rispettare le normative sulle nuove strade e soprattutto per aggiungere un pezzo importante del “puzzle” ciclabile cittadino». Un disegno che, tassello dopo tassello sta diventando realtà, non senza qualche criticità e qualche polemica: «Con Autostrade stiamo lavorando per trovare una soluzione di attraversamento ciclabile della nuova rotatoria realizzata davanti al Terminal Traghetti, costruita dall’azienda su un progetto non aggiornato in tal senso». In questo modo si potrà “portare” la pista ciclabile fino a Sampierdarena. Anche dal punto di vista dell’arredo urbano, il progetto è stato aggiornato cammin facendo: «Insieme alla Sovraintendenza pensato a mettere a dimora una serie di piante che, una volta cresciute, faranno il paio con quelle già presenti sul lato a monte della strada – continua Anna Maria Dagnino – mentre è già pronto un piccolo belvedere aperto a tutti a metà del parcheggio». Non realizzate, invece, le passerelle pedonali inizialmente previste e che avrebbero dovuto collegare i due lati di via Buozzi e l’area del parcheggio con la passeggiata a mare

    Nei primi giorni del prossimo anno, quindi, diventerà operativo il più grande parcheggio di interscambio della nostra città: un’area pensata sia per i pendolari sia per i turisti che raggiungono la città con mezzi privati. Ma non solo: gli stalli dedicati ai residenti, anche se non risolveranno il problema della sosta, sicuramente daranno una mano a rendere maggiormente vivibile una parte della città trascurata per troppo tempo. Per il deposito della metro dovremo aspettare ancora qualche mese, ma fin dalle prime ore del 2017 Genova si sveglierà, sempre con i suoi problemi, ma un po’ più grande e spaziosa.

    Nicola Giordanella

  • Villa Scassi, inaugurato il nuovo ascensore a inclinazione variabile. Genova torna a fare scuola

    Villa Scassi, inaugurato il nuovo ascensore a inclinazione variabile. Genova torna a fare scuola

    ascensore-villa-scassiInaugurato oggi il nuovo ascensore “Villa Scassi”, che collega via Cantore con corso Onofrio Scassi, attraverso un passaggio sotterraneo. L’impianto, che si inserisce nella lunga tradizione del trasporto verticale genovese, rappresenta un “salto in avanti” tecnologico, apripista nel panorama di settore sia a livello nazionale che europeo: per la prima volta viene superata la discontinuità, per un impianto pubblico, tra avanzamento orizzontale e verticale; l’ascensore, infatti, è dotato di un sistema che permette alla cabina di percorrere il tratto in piano e il tratto in salita senza soluzione di continuità. La realizzazione di questa infrastruttura pubblica, incominciata nella parte progettuale nel precedente ciclo amministrativo, ha preceduto la normativa italiana in materia di questa nuova tipologia di impianti, di fatto adeguandosi a quanto stava succedendo sotto la Lanterna. Genova, quindi, nel suo piccolo, torna a fare “scuola” per quanto riguarda gli impianti urbani di risalita. Prosegue in questo modo la riqualificazione di Sampierdarena.

    Un impianto unico

    ascensore_scassiL’unicità dell’impianto appositamente progettato per questa istallazione, consente di evitare il fermo del movimento dell’ascensore durante il cambio di inclinazione tra il tratto orizzontale e quello verticale attraverso un raccordo costituito da un tratto a curvatura variabile: la cabina, infatti, è “trasportata” da un carrello che segue l’inclinazione, vincolata da un lato ad un “cardine”, mentre dall’altro lato è sorretta da un particolare sistema di sostegni che percorrono delle rotaie separate, che nel tratto in salita sono “sbalzate” quanto basta per garantire l’orizzontalità del vano passeggeri. Un sistema meccanico, quindi, che garantisce efficacia e sicurezza: l’inclinazione della cabina, infatti, è vincolata fisicamente alla percorso dell’impianto, senza utilizzo di sistemi elettronici dedicati. Per il tratto maggiormente inclinato, il movimento dell’ascensore è controbilanciato da una zavorra mobile, regolata da argani e cavi in acciaio. L’infrastruttura è stato realizzata utilizzando una parte della preesistente galleria posta sotto il parco di Villa Scassi, scavando un nuovo tunnel inclinato.

    Per questi motivi l’impianto può essere considerato a tutti gli effetti un ascensore ad inclinazione variabile, il primo rientrante nella specifica categoria prevista dalla legge nazionale, che nel 2014 ha assorbito le disposizioni comunitarie. La linea, che fino al 31 dicembre sarà aperta con orario pomeridiano gratuitamente, per un primo periodo sarà operativa con orario ridotto, per consentire il rodaggio e la calibrazione definitiva dei macchinari. A pieno regime, l’impianto permetterà di trasportare 420 persone ogni ora, divise in un massimo di 14 corse, unendo in 80 secondi la principale via di Sampierdarena con l’ospedale omonimo. Lo sviluppo complessivo della linea è di 135,70 metri, suddivisi in 95,28 del tratto orizzontale e 33,75 del tratto inclinato, per un dislivello totale di 29,50 metri.

    La riqualificazione di Sampierdarena e Certosa

    L’opera è stata possibile grazie ai finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007- 2013 (3 milioni e 200 mila euro) e a uno stanziamento di circa un milione e 800 mila euro del Comune di Genova. Questo è l’ultimo intervento del POR, Programma operativo regionale 2007-2013, dedicato a Sampierdarena grazie al quale si sono effettuati altre opere in via Buranello, piazza Vittorio Veneto, via Pellegrini, via Daste, via Cantore, palazzo del Muncipio. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Genova, Marco Doria, ha confermato alla stampa e ai presenti il via libera da parte del ministero allo sblocco del finanziamento per il progetto relativo al bando nazionale “Periferie”, che permetterà al Comune di Genova un ulteriore intervento di riqualificazione a Sampierdarena e Certosa pari a 18 milioni di euro.

    Nicola Giordanella

  • I manezzi pe majâ na figgia, al Teatro della Corte rivivono le maschere senza tempo di Giggia e Steva

    I manezzi pe majâ na figgia, al Teatro della Corte rivivono le maschere senza tempo di Giggia e Steva

    teatro-corte12-DiJurij Ferrini ed Orietta Notari riportano in scena “i manezzi”, cioè quello che forse è il maggiore successo di Gilberto Govi (1885 – 1966), e di certo la commedia più conosciuta e più familiare al pubblico genovese, ma non solo. Più familiare, nonostante la pièce dello scrittore Bacigalupo abbia ormai un secolo, perchè ognuno di noi ritrova, tra gli esilaranti battibecchi coniugali di GiggiaSteva, l’ingenuità dei giovanotti, la leggerezza di Matilde, un po’ dei comportamenti, della mentalità, delle aspirazioni rampanti, più o meno apertamente manifeste, di qualche personaggio del proprio nucleo familiare.   â

    Giggia ha fretta di maritare l’unica figliola, badando a curarne solo quegli aspetti esteriori che riescano a lusingare e ad attirare i giovani uomini che visitano la loro casa in città ed in campagna. Nonostante sia già spuntato un probabile marito nell’ambito familiare, l’ambizione di madre la spinge a fraintendere le frasi cortesi rivolte alla figlia da un giovane ben sistemato, mentre l’interesse  sentimentale di quest’ultimo è  rivolto in realtà  a sua nipote, Carlotta. Invano Steva, marito trascurato ed inascoltato, tenta di riportarla alla ragione; gli uomini, secondo Gigia, “non capiscono niente” e sottovalutano il sesto senso delle donne.

    Spaccato di un mondo “piccoloborghese” di ristretta mentalità che stenta a morire davvero, di comportamenti delle donne di casa che paiono immutati nel tempo (come quello di decidere ogni cosa ma di mandare allo scoperto gli uomini), di combinati matrimoni rassicuranti fra parenti che non disperdano le risorse economiche delle famiglie. Sempre rimarcata, con divertita ammissione, la proverbiale taccagneria ligure.

    Ancora presente l’elemento  mai abbandonato, neppure nel teatro moderno, della commedia dell’equivoco, scaturito stavolta sul fraintendimento delle parole. I coniugi Govi, nonché i bravi caratteristi che li affiancavano, riuscivano, con l’uso di una mimica esilarante, a far passare quasi inosservata una recitazione dalla tecnica scandita ed impeccabile.

    Chi si confronta con interpreti memorabili, e da tutti rimpianti, è sempre dotato di coraggio e passione, che riconosciamo agli attuali interpreti, insieme al merito di aver modernizzato lo svolgimento con l’inserimento di simpatici stacchi danzanti sulle note dei Trilli.

    Elisa Prato

    “I manezzi pe majâ na figgia”, al Teatro della Corte fino al 5 gennaio 2017

  • Metro, tutto è fermo. Progetto della rete di superficie resta al palo, con milioni spesi per stazioni deserte

    Metro, tutto è fermo. Progetto della rete di superficie resta al palo, con milioni spesi per stazioni deserte

    san-biagio-stazioneNonostante il suo utilizzo sia in aumento, l’espansione della metropolitana genovese oggi rimane un’incognita appesa a tante variabili: in primis, i lavori legati al nodo ferroviario di Genova, attualmente fermi. Questo stallo blocca anche il progetto di costituire una rete di superficie, utilizzando i tracciati ferroviari urbani. Negli anni sono state costruite alcune stazioni in funzione di questo disegno, che avrebbero dovuto formare un innovativo sistema metropolitano leggero con il compito di servire capillarmente le zone limitrofe della città di Genova. La realtà, però, è che oggi queste stazioni sono deserte e mal servite.

    Una di queste è la stazione ferroviaria di San Biagio – San Quirico: inaugurata nel 2005, oggi largamente sottoutilizzata con solo tredici i treni che durante i giorni feriali fermano a S. Biagio in direzione Brignole e poco più di venti quelli in direzione Busalla. Eppure l’investimento è stato cospicuo: ben 2.900.000 € i soldi spesi dal Comune nei primi anni Duemila per la creazione di questa stazione che doveva essere l’anello di raccordo tra il centro commerciale “L’Aquilone”, il nuovo quartiere San Biagio 2 e il vecchio quartiere di San Quirico, oltre a dover “sfoltire” l’affollamento nella stazione di Pontedecimo già satura a causa dei pendolari provenienti dai comuni circostanti come Campomorone e Ceranesi.

    Undici anni dopo, qualcosa sembra non aver funzionato a dovere. La stazione risulta troppo lontana sia dal centro commerciale che dal nuovo quartiere di San Biagio 2 e solo una piccola porzione della popolazione di San Quirico ha la possibilità di raggiungerla a piedi. La natura morfologica dell’area, unita alla presenza in zona di impianti industriali a rischio rilevante, infatti, ha costretto un’ubicazione dell’infrastruttura poco strategica: il quartiere nasce lungo una strada di collegamento tra Pontedecimo e Bolzaneto e la stazione, posizionata nella sua zona meridionale, non può essere raggiunta a piedi da buona parte degli abitanti che tuttora preferiscono spostarsi a Pontedecimo, pur essendo costretti a servirsi degli autobus per raggiungerla. Tutto questo, unito a una scarsa circolazione di convogli, ha portato la stazione di San Biagio a essere già praticamente obsoleta a soli dieci anni dalla sua apertura.

    Lo stato dell’arte e i progetti futuri

    metropolitana-brignoleEppure, in quegli anni precedenti alla crisi si sentiva parlare moltissimo della creazione di un nuovo sistema metropolitano urbano “leggero” e proprio in quello stesso 2005 la metropolitana già esistente approdava finalmente in piazza De Ferrari, cuore della città. Finalmente, perché il progetto originale della metropolitana di Genova partì nel lontano 1982 con l’allora sindaco socialista Cerofolini e l’assegnazione del primo lotto di lavori venne fatto nel 1986. Da allora ci vollero circa sei anni per terminare l’intervento sulla galleria di Certosa, già esistente. Poi, a causa di ritardi tecnici, errori umani e inconvenienti vari, si dovette aspettare il 1992 per l’arrivo a Principe che consentiva l’interscambio tra la metropolitana e il mezzo ferroviario, e il 2012 per l’arrivo alla stazione di Brignole, la “porta” per la Valbisagno. Molto tempo e molta fatica per una linea metropolitana di soli otto chilometri, che ogni anno trasporta circa 14,8 milioni di passeggeri: numeri comunque approssimativi, vista la mancanza di tornelli in entrata che, oltre a facilitare il compito dei “portoghesi”, non permettono una reale stima dei passeggeri. In questi ultimi anni, il discorso sul trasporto pubblico è un po’ scemato e attualmente gli unici lavori che riguardano la metro sono quelli del deposito di Dinegro, con la realizzazione di un’uscita a mare e un parcheggio di interscambio in superficie, quasi completati.

    Come riporta l’associazione Metrogenova, le possibili direttrici di espansione ipotizzabili in questo momento potrebbero essere: a levante, il prolungamento tramite linee ferroviarie verso piazza Martinez che permetterebbe di raggiungere il quartiere di San Fruttuoso; il raggiungimento della stazione ferroviaria di Rivarolo con stazione intermedia a Canepari in Valpolcevera; mentre in Valbisagno, fallito il progetto presentato nel 2003 da Metropolitane Milanesi per l’estensione fino allo stadio, la situazione è sempre meno chiara. Infine, esiste, almeno a livello teorico, un progetto di prolungamento fino a Sampierdarena ma sembra ormai abbandonato.

    Il nodo e la risposta

    «Il ritardo sulla metropolitana leggere dipende essenzialmente dal ritardo che in questo momento è accumulato sul nodo di Genova – spiega il vicesindaco del Comune di Genova, Stefano Berninii lavori del nodo riguardano soprattutto il collegamento tra Voltri e Brignole, che stanno allargando gallerie già esistenti ma la realizzazione di nuove gallerie e di nuovo tracciato ferroviario sono bloccati per la situazione di criticità che si è creata tra Rfi e la ditta che aveva vinto la gara cioè il consorzio Eureka». Il nodo ferroviario è sostanzialmente un potenziamento infrastrutturale tra Genova Voltri e Genova Brignole attraverso il quadruplicamento dei binari tra Voltri e Sampierdarena e la potenziale interconnessione al Terzo Valico dei Giovi, il sestuplicamento tra Piazza Principe e Brignole, il riassetto degli impianti delle stazioni di Brignole, Voltri e Sampierdarena e la creazione di nuovi impianti di sicurezza e controllo. «Questo ritardo – continua Bernini – è uno degli elementi che abbiamo segnalato nel patto sottoscritto con Renzi come città proprio perchè abbiamo chiesto che ci fosse una accelerazione. Devo dire che una prima risposta c’è stata in quanto il Cipe, ovvero il comitato interministeriale per la programmazione economica, ha finanziato la progettazione esecutiva della fermata dell’aeroporto. Il progetto definitivo era già stato finanziato con i contributi della Comunità europea e questa fermata si trova sul tracciato di costa che andrà a far parte della linea di metropolitana leggera di superficie. Esiste poi un progetto che parte da Voltri e arriva a Brignole e uno che parte da Pontedecimo e arriva a Sampierdarena», conclude il vicesindaco. Ma il servizio sarebbe appaltato a Trenitalia o all’Amt? «Il nodo si risolve nel momento in cui ci sarà l’unificazione dei servizi, e in realtà Busitalia, che è una società delle Ferrovie dello Stato, sta acquisendo linee su gomma in città come Firenze e Torino che vanno a essere complementari a quelle su rotaia e che consentono un vantaggio enorme per l’utenza. La gestione unificata permette di risparmiare tempo e soprattutto consente di ammortizzare i costi».

    La fine del tunnel?

    Allo stato attuale delle cose, quindi, i genovesi dovranno ancora aspettare prima di avere un impianto metropolitano rapido, efficiente e capillare. Il progetto, infatti, dovrà essere rifatto e riappaltato visto il fallimento della ditta Eureka, vincitrice dello scorso bando di concorso: i tempi si allungano ancora e nessuno può prevederne i termini. Di questo tunnel non se ne vede la fine.

    Gianluca Pedemonte

  • Bolkestein, il Comune di Genova in pressing per prorogare scadenza al 2020 in tutela dei 1900 ambulanti genovesi

    Bolkestein, il Comune di Genova in pressing per prorogare scadenza al 2020 in tutela dei 1900 ambulanti genovesi

    mercato-frutta-verdura-sarzanoGli ambulanti genovesi possono tornare a sperare: anche il Comune di Genova di schiera ufficialmente contro la normativa Bolkestein, nella parte in cui ridisegnava le procedure di assegnazione delle licenze per vendere nei mercati rionali. La palla, quindi, passa al governo, che in questi giorni sta discutendo con Anci se posticipare al 2020 delle prime scadenze: una mossa pensata e proposta per prendere tempo, ed intavolare trattative per modificare il recepimento della normativa europea, tutelando una “industria” che ogni anno genera circa 36 miliardi di euro di fatturato su scala nazionale.

    Le iniziali critiche alla giunta Doria, quindi, si ricompongono, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi. A Genova sono circa 1900 le varie licenze che compongono il variegato universo degli ambulanti: banchi merce varia, fiere, banchi dei mercati rionali alimentari, ma non solo, per un volume di affari che sfiora il miliardo di euro su base cittadina, stando alle stime di Aval, l’Associazione Venditori Ambulanti Liguri: «La direttiva ha trasformato le licenze “vita natural durante” in licenze a scadenza decennale, con un meccanismo di assegnazione a bandi che rischia di rovinare migliaia di famiglie – sostengono i rappresentanti dell’associazione –  licenze che furono legalmente acquistate in passato con un prospettiva temporale di lungo periodo: cambiare le regole in corso significa buttare all’aria decenni di attività»

    Norma europea, ritardo italiano

    La ratio della direttiva europea è quella di permettere la libera circolazione dei servizi, armonizzando a livello comunitario le normative e liberalizzando il sistema; per quanto riguarda i venditori ambulanti, la norma, recepita nell’ordinamento italiano nel 2010, prevede una assegnazione dei spazi per bandi, organizzati secondo graduatorie legate alla regolarità contributiva, anzianità di servizio e ad un numero massimo di posteggi assegnabili, che variano dai contesti. Il problema è nato dal fatto che la scadenza attuativa, prevista per il 31 dicembre 2016, non ha permesso ai vari comuni di organizzare in tempo tutta la macchina di ri-assegnazione degli stalli, con il rischio di far saltare tutto la “macchina”.

    «L’Italia è l’unico paese che ha recepito la norma nella maniera più restrittiva per gli ambulanti – sottolineano i rappresentanti Aval presenti in Sala Rossa – trasformandoci virtualmente in nuovi precari: con un’attività che ogni volta deve “vincere” un bando, le banche chiudono le porte ai finanziamenti, impedendo investimenti o leasing necessari per portare avanti le nostre attività».

    Il voto, arrivato all’unanimità, non risolve il problema, ma punta a posticipare le scadenze, per permettere una nuova e più approfondita trattativa e discussione. La palla, quindi, passa al governo, che in queste ore dovrà decide il da farsi. Nel caso di una proroga della scadenza, quindi, si tornerà a trattare per trovare una soluzione che sappia tutelare chi è dentro al sistema e chi vorrebbe entrarci: garantendo, cioè, continuità a chi è già in attività, ma anche permettendo ai “giovani mercatari” di proporsi. In altre parole, la battaglia non è ancora finita.

    Nicola Giordanella