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  • Lo chiamano amore ma è solo violenza. Centri antiviolenza, uomini maltrattanti e diseguaglianze sociali

    Lo chiamano amore ma è solo violenza. Centri antiviolenza, uomini maltrattanti e diseguaglianze sociali

    solitudine-donnaLo chiamano amore, troppo amore, amore criminale o amore malato: è solo violenza. In Italia, oltre 100 donne ogni anno vengono uccise da uomini, mentre è quasi impossibile calcolare quante riescano in qualche modo a salvarsi la vita dopo aver subito violenze; l’Istat stima che il 31.5% delle donne fra i 16 ed i 70 anni abbia subito violenze e per il 16% circa si è trattato di stalking (circa la metà da un ex partner) ma anche che 8 su 10 non si siano rivolte ad alcun ente per cercare aiuto.

    Genova e la Liguria non fanno eccezione rispetto a questi dati; è dello scorso anno l’uscita di un documento pubblicato dall’Ars (Agenzia regionale per la sanità) con i risultati di una ricerca condotta dall’Unità di Criminologia dell’Università di Genova: ebbene i dati di accesso ai vari Pronto Soccorso liguri mostrano 2.476 donne che nel 2013 hanno denunciato violenze domestiche; sono invece 1.121 le donne che nel 2015 si sono rivolte ai centri antiviolenza e poco meno di 800 nel 2016. Ma questi dati devono ancora essere interpretati, visto che ogni anno circa 400-500 donne vengono prese in carico dal centro e solo un terzo di queste ha sporto denuncia alla polizia contro il partner.

    Cifre gonfiate, ritorsioni, paura: ognuno può dare la propria interpretazione di questo fenomeno ma sembra difficile riuscire a sminuirne davvero l’impatto. Persino il procuratore Capo di Genova, Francesco Cozzi, in un recente intervento ha ammesso che senza un percorso di recupero e rieducazione maschile la recidiva è quasi inevitabile, ammettendo quindi implicitamente un certo “radicamento” del fenomeno all’interno di relazioni disturbate. EraSuperba si occupò di questo argomento nel 2014, al momento del varo del Patto di Sussidiarietà che ora dovrebbe essere andato definitivamente a regime.

    Centro Antiviolenza

    Ne abbiamo parlato con Rita, da diversi anni volontaria del Centro Antiviolenza di Via Mascherona a Genova:

    Come è attualmente la situazione? Rispetto al 2013, quando si è partiti con i patti di sussidiarietà, c’è stata una sistematizzazione dei vari servizi?
    «La gestione è affidata, proprio attraverso questo meccanismo, alle varie associazioni, cooperative e gruppi di volontariato che in questo modo riescono ad occuparsi in maniera autonoma dei vari aspetti così come richiesto dall’Ente. Il rovescio della medaglia è che a dividersi lo stesso piatto sono più soggetti, quindi in buona sostanza ci sono meno soldi per tutti. Questo dal punto di vista attuale, del qui ed ora, quando è ancora il Comune che gestisce e coordina questo servizio, senza che dal Governo centrale arrivino chiare disposizioni in materia».

    Lo Stato non si sta facendo carico di questi servizi?
    «Diciamo che per due anni, dall’insediamento del Governo Renzi che si era assegnato la delega alle Pari Opportunità, affidandole poi alla Boschi che le mantiene tuttora, un vero Ministero non c’è stato, e questa mancanza si è fatta sentire».

    La Regione Liguria non è intervenuta?
    «Si, in realtà l’assessore regionale alla Cultura con delega per le Pari Opportunità Ilaria Cavo ha dichiarato di avere intenzione di rimettere ordine nel settore, stabilendo in maniera univoca gli incarichi e le competenze, in modo da assicurare uniformità e continuità a tutti i Centri liguri coinvolti. Ci sono stati stanziamenti finanziari abbastanza significativi anche se ovviamente sono sempre molto inferiori alle reali necessità».

    Ecco, a questo proposito, quanti sono i Centri Antiviolenza in Liguria?
    «Abbiamo 7 centri, di cui 3 a Genova città, uno a Chiavari ed uno a testa per le altre tre provincie; poi ci sono gli alloggi sociali e le case rifugio ad indirizzo segreto, ma diciamo che questo esula un po’ da quello che è il nostro compito primario».

    …che sarebbe?
    «Sarebbe, anzi è, accoglienza per le donne che subiscono violenza, sia fisica che psicologica attraverso comportamenti minacciosi o persecutori; è l’ottenimento di una consulenza legale per informare la donna sulle procedure a cui andrà incontro in caso di denuncia ed è un supporto psicologico affinché tutto questo percorso sia sostenuto il più serenamente e consapevolmente possibile».

    Ed in presenza di eventuali figli come vi comportate?
    «Dipende ovviamente dal grado di violenza o tensione che ci viene riferito dalla madre. In ogni caso in presenza di minori devono sempre intervenire i servizi sociali, anche perché se la signora deve rifugiarsi in una struttura occorre l’autorizzazione di entrambi i genitori, per assurdo che possa sembrare, a meno che il padre non perda la patria potestà sui figli: ma sono casi delicati da giudice dei minori e che devono essere valutati singolarmente. Comunque per gli uomini esiste un Centro apposito, Lo Spazio Uomo Maltrattante, in Piazza Colombo a Genova, gestito da Il Cerchio delle Relazioni, al quale si possono rivolgere gli uomini che riescono ad ammettere di avere un problema grave e di volerlo affrontare».

    Uomini Maltrattanti

    disperazione-uomoA questo punto la persona più adatta per parlarci delle difficoltà anche maschili è proprio Manuela Caccioni, pedagogista, responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona, che ci racconta di come fin dal 2012 la Cooperativa Il Cerchio delle Relazioni abbia emesso il bando per un Centro di ascolto per l’uomo, una vera novità in quel momento, che adesso funziona regolarmente e che non è neanche l’unico in città.

    «In ogni caso le persone vengono sempre ascoltate separatamente, non ci può essere mediazione di coppia quando il problema è la violenza – chiarisce subito – raramente gli uomini arrivano di propria iniziativa, molto spesso sono caldamente invitati a farlo dai Servizi Sociali o dalla Polizia. Però poi sono abbastanza collaborativi, anche perché allettati dalla possibilità di essere considerati con maggiore indulgenza se dimostrano voglia di cambiare».

    Dal 2012 ad oggi è comunque cambiato molto l’atteggiamento verso questo gravissimo problema, abbiamo potuto fare formazione per gli agenti di Polizia con cui lavoriamo con buona sinergia insieme ai Servizi sociali. Questa collaborazione non solo è utile perché, come dicevo, spesso le persone vengono inviate a noi in seguito a richieste di intervento, ma diventa indispensabile per evitare un appesantimento burocratico ed anche legale che di fatto annullerebbe gli effetti dei Centri: «Basti pensare che una donna che si allontanasse da casa con il bambino a causa delle botte potrebbe essere denunciata dal marito per sottrazione di minore ed abbandono del tetto coniugale, innescando un circolo dispendioso ed estenuante di ricorsi e citazioni in giudizio».

    Ma come ottenere la protezione delle istituzioni? «Se si parla di violenza fisica –  continua la dottoressa Caccioni – la cosa migliore è rivolgersi alla Polizia che, teoricamente, sarebbe anche il primo soggetto cui chiedere aiuto in tutti i casi, anche per maltrattamenti morali, persecuzioni, stalking insomma. In questo caso non è neanche necessaria una denuncia, viene avvisato il persecutore che non saranno tollerati ulteriori comportamenti di questo tipo e nessuna iscrizione giudiziaria viene posta sulla fedina penale del presunto colpevole, tranne i casi in cui sia procedibile d’ufficio, per concorso di altro reato o qualora la vittima fosse minorenne o perché il colpevole era già precedentemente stato ammonito»

    A questo proposito la pedagogista specifica: «lo stalking è comunque una forma di violenza vera e propria, per questo le donne che si rivolgono a noi, o che sono state inviate dalla Polizia di Stato, trovano una consulenza legale con il nostro avvocato, in modo che abbiano chiaro il percorso che dovranno affrontare e si preparino a seguirlo con serenità».  A volte, però, bisogno intervenire in situazione che stanno a metà strada: «può anche succedere che la donna arrivi da noi esasperata da una serie di comportamenti distruttivi del compagno – spiega Caccioni – ma che non voglia interrompere la relazione: in questi casi noi ci adeguiamo al suo volere, non cerchiamo mai di forzarne le scelte».

    Diseguaglianze sociali

    Quando si parla di questo argomenti, però, occorre considerare un altro aspetto: in Italia la diseguaglianza sociale è sempre stata una delle più marcate fra i paesi ad economia avanzata. Questo divario fra redditi alti e bassi è poi gradualmente diminuito dalla metà degli anni ’70 fino alla fine del 1991 quando iniziarono le prime contrattazioni flessibili. Negli anni 2000 è rimasta stazionaria ma dal 2008 ha ripreso a salire. La curva della povertà segue più o meno lo stesso andamento, con alcuni scostamenti in base all’età (fonte Istat).

    Ne consegue che le politiche sociali, così come quelle delle pari opportunità sono diventate qualcosa di diverso rispetto a quando furono create, e ancora di più lo saranno in futuro, se vorranno rispondere alle nuove e mutate esigenze dei cittadini, rendendo di fatto obsolete leggi emanate anche solo pochi anni fa.

    Risulta infatti evidente come sembrino inadeguate risposte uguali ad istanze diverse, che arrivano da una società sempre più stratificata e variegata; per fare questo occorrerà ripensare, riprogettare e sostenere i servizi alla persona ed in particolare quelli socio assistenziali. Per ritornare al nostro argomento, abbiamo visto come sia i servizi sociali, sia le associazioni alle quali il Comune delega i compiti assistenziali siano, a parte la cronica carenza di fondi, effettivamente presenti ed anzi preziosi per il presidio del territorio, e come rappresentino in ogni caso un punto di riferimento imprescindibile.

    Ma occorre attenzione: nell’ultimo film di Ken Loach “Io sono Daniel Blake” c’è un operaio che cerca di ottenere una risposta da una Pubblica Amministrazione che dovrebbe aiutarlo, ma che invece diventa spietata perché il suo problema non è codificato e nessuno è preparato a gestire la complessità: se le risposte sono uniformi, i problemi si devono uniformare. Ecco, questo è ciò che i nostri servizi sociali adesso non sono, ed è anche quello che non devono mai diventare per quanto ciò possa rappresentare uno sforzo sia economico che, soprattutto, mentale e culturale.

    Bruna Taravello

  • Valpolcevera, sanità e trasporto pubblico a rischio collasso. Intervista a Iole Murruni, presidente del Municipio V

    Valpolcevera, sanità e trasporto pubblico a rischio collasso. Intervista a Iole Murruni, presidente del Municipio V

    valpolceveraEmergenza abitativa, sistema sanitario al collasso, trasporto pubblico inadeguato e grandi opere: questi sono solo alcuni dei problemi che affliggono la Valpolcevera oggi, e che potrebbero marchiarne indelebilmente il futuro. Nell’ultimo decennio questa terra ha vissuto un periodo di grandi cambiamenti, non sempre positivi, destinati a modificare definitivamente una valle costretta a fare i conti con la delocalizzazione delle aziende che per decenni l’hanno resa il cuore industriale della città. Adesso questa parte importante di Genova dovrà reinventarsi, obbligata a fare i conti prima di tutto con una morfologia territoriale complessa, prevalentemente collinare, e una situazione socio economica difficile e stratificata.  Per capire quale futuro attende questa periferia abbiamo fatto un bilancio della situazione con Iole Murruni, presidente del Municipio V Valpolcevera, giunta al termine del suo mandato.

    Presidente, dopo cinque anni di mandato cosa ne pensa del fenomeno dell’abbandono delle periferie?
    «Innanzitutto bisogna sottolineare che Genova è una città policentrica nata dall’unione di più comuni e questi centri tuttora mantengono alcune delle loro antiche peculiarità. Durante gli anni ‘80 si decise di edificare nuovi quartieri residenziali pubblici nelle varie zone collinari e adesso questi quartieri sono delle periferie nelle periferie e si configurano in una situazione ancora peggiore. Il quartiere Diamante per esempio è stato il classico caso di questa disastrosa operazione. Sono stati trasferiti da altri quartieri persone con disagio economico, sociale, sanitario, psichiatrico e questo ha aumentato il degrado. Ora si sta tentando con il nuovo regolamento ERP di porre qualche correttivo ma non è facile»

    Forse l’attenzione posta sul quartiere del Diamante dovrebbe essere data anche a quelle zone di interconnessione tra quartieri? Penso a zone come San Quirico, Teglia, Trasta, giusto per citarne alcuni. Secondo lei esiste un’emergenza abitativa in questi quartieri?
    «L’emergenza abitativa è prima di tutto un’emergenza qualitativa delle abitazioni, esiste un problema di mancata manutenzione e anche un problema di abusivismo ma non è così semplice da risolvere».

    La Valpolcevera è una zona che negli ultimi decenni ha subito più di altre il fenomeno delle de-industrializzazione eppure tuttora, stando alle recenti indagini, la mortalità è più alta che in altre zone della città.
    «L’alta mortalità è sicuramente connessa alle industrie che per decenni hanno operato in Valpolcevera, poi aggiungerei che anche la situazione socio economica influisce. La popolazione è socialmente ed economicamente più debole che nel resto della città e purtroppo il tipo di sanità che si sta prefigurando porta alcune persone a non curarsi. Esiste il fenomeno dei nuovi poveri, persone che perdono il lavoro in età avanzata e non riescono a ricollocarsi nel mondo del lavoro oppure quello dei working poor, persone che lavorano ma non riescono comunque ad arrivare a fine mese».

    Valpolcevera_da_MurtaAnche la qualità del sistema sanitario influisce in questo quadro? Negli ultimi anni la situazione inerente gli ospedali è peggiorata notevolmente e ci sono stati moltissimi tagli.
    «Il sistema sanitario in Valpolcevera non va bene; negli ultimi anni sono stati chiusi tutti i piccoli ospedali come il Celesia e il Pastorino mentre il Gallino a Pontedecimo è stato ridimensionato notevolmente. Inoltre la Valpolcevera è l’unico territorio che non ha una Casa della Salute e abbiamo anche il triste primato dei minori allontanati dalle famiglie. Nonostante questo la Regione ha detto che non ci sono i soldi per costruire una Casa della Salute e ha proposto semplicemente di trasferire alcuni ambulatori nell’ex ospedale Pastorino di Bolzaneto mentre il Celesia è destinato a diventare una residenza per anziani. A Pontedecimo invece l’ospedale continuerà la sua attività nonostante i tagli e i ridimensionamenti degli scorsi anni».

    Lo scorso Aprile abbiamo assistito allo sversamento di greggio nel Polcevera in seguito alla rottura dei tubi di proprietà di Iplom. Un paio di settimane fa la popolazione di Fegino ha protestato a causa dei rallentamenti nella bonifica. Qual è il vostro giudizio in questa situazione?
    «La reazione della cittadinanza è arrivata quando Iplom ha chiesto il trasferimento delle competenze al Ministero tuttavia questo fatto sembra scongiurato e la competenza dovrebbe restare agli enti locali. Questa è una notizia positiva dato che è difficile intervenire tempestivamente quando le competenze si allontanano dal territorio»

    Quale futuro invece per Pontedecimo?
    «A Pontedecimo abbiamo ottenuto una “piccola” vittoria con l’apertura del parcheggio vicino alla stazione. Quest’area, di proprietà delle Ferrovie, era stata data in gestione ad un privato per fare dei parcheggi a pagamento ma questa cosa non aveva funzionato e l’area era rimasta inutilizzata per anni.  Noi siamo riusciti a fare un accordo, temporaneo per ora, e lo abbiamo riaperto alla cittadinanza. Adesso funziona come un vero parcheggio d’interscambio». Esiste poi tutta la partita sul Terzo Valico dove io vedo fin dall’inizio molte criticità. Abbiamo chiesto un tavolo di lavoro che potesse integrare i vari punti di vista però, purtroppo, non c’è stata la volontà di creare questo tavolo. Inoltre si affacciano altre opere come la Gronda. Apprendo dai giornali che il ministro potrebbe firmare da un momento all’altro l’accordo che darebbe il via ai lavori»

    Lei sente la necessità di quest’opera?
    «Ho delle perplessità sul fatto che queste opere vengano portate avanti tutte contemporaneamente. Penso che la Valpolcevera non sia pronta a sopportare tutti questi cantieri insieme. Abbiamo il Nodo ferroviario, che è fermo, ed è l’unica opera mai contestata da nessuno in quanto doveva portare alla creazione della metropolitana veloce, il Terzo Valico e prossimamente la Gronda, troppe opere per un territorio che già soffre».

    Inoltre negli ultimi anni è peggiorata anche la qualità del servizio di trasporto pubblico, sia quello ferroviario che quello su ruota.
    «È difficile puntare sul trasporto pubblico quando il trasporto pubblico non regge. Abbiamo fatto una mozione quando è stato ridotta la frequenza sulla linea Busalla-Genova Brignole ma è stata inutile. Anche le linee di fondovalle dei bus sono insufficienti, per non parlare di quelle collinari, decisamente inadeguate. Però purtroppo questo rientra nei problemi di AMT. In una città come Genova se il servizio pubblico funzionasse bene si potrebbe lasciare la macchina a casa ma purtroppo non è così»

    Gianluca Pedemonte

     

     

  • Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    amiu-lotta“Se non si creeranno da subito le condizioni per la ripresa di un dialogo a favore delle prospettive industriali di Amiu non sarà certo questa amministrazione a imporre il costo sociale derivante dal voto di martedì scorso. Torna lo spettro delle dimissioni di tutta la giunta Doria, in seguito alla bocciatura della delibera di aggregazione Amiu-Iren da parte del Consiglio comunale di Genova. Sindaco e assessori, con l’appoggio del Partito democratico, passano al contrattacco dopo che il Consiglio di amministrazione della partecipata del Comune di Genova per la gestione del ciclo dei rifiuti ha messo nero su bianco lo scenario che si è configurato con la bocciatura della delibera di martedì scorso. La giunta Doria non vuole essere ricordata per quella che ha aumentato la “bolletta sulla spazzatura” del 20% e, dunque, se le consultazioni dei prossimi giorni non daranno sufficienti rassicurazioni per riportare in Sala Rossa un documento che rimedi a quanto votato nell’ultima seduta di Consiglio comunale, la crisi di governo della città porterebbe alle inevitabili dimissioni e al probabile commissariamento in vista delle elezioni della prossima primavera.

    Editoriale: Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    “Essendo venuta meno la prospettiva di un’aggregazione industriale con apporto di capitali e impianti – si legge in nota dell’amministrazione, ripresa dall’Agenzia “Dire” – Amiu, per salvarsi, sarà costretta a tagliare drasticamente i costi di personale e del servizio e a chiedere al Comune la totale corresponsione dei costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016, ciò che significherebbe un aumento della Tari di oltre il 20%”. Eppure, sostiene Palazzo Tursi, le condizioni erano note e ampiamente illustrate da tempo, con la precisa volontà dell’amministrazione di non scaricare il peso sui lavoratori e sui genovesi la delibera per l’aggregazione con Iren era stata approntata con grande attenzione ad ogni aspetto, discussa e migliorata nel confronto sindacale e nel Consiglio comunale: una prospettiva di sviluppo, non di ripiego, che avrebbe ridato forza alla nostra azienda”. Arriva anche il momento della resa dei conti politica: “La miopia di alcuni e il cinico calcolo politico elettorale di altri che pur sapevano quali sarebbero state le conseguenze – si legge ancora – hanno impedito che si intraprendesse questa strada nell’interesse della città”.

    Le decisioni del cda di Amiu

    L’assist al Comune era stato fornito pochi minuti prima dall’esito di un lungo Consiglio di amministrazione di Amiu, durato oltre due ore, al termine del quale l’azienda ha messo nero su bianco gli scenari dell’immediato futuro. “Il Consiglio di amministrazione di Amiu prende atto con rammarico che la bocciatura della delibera sull’integrazione Amiu-Iren Ambiente da parte del Consiglio comunale pregiudica la possibilità di richiedere la proroga del contratto di servizio in essere con il Comune di Genova e la disponibilità degli investimenti necessari a incrementare la raccolta differenziata e la realizzazione dei nuovi impianti da parte di Amiu”. E lo scenario delineato dall’azienda assume i contorni di un potenziale disastro per gli stessi cittadini. L’esito del cda, infatti, è un mandato al presidente Marco Castagna a inviare al Comune il progetto di Piano finanziario per la Tari 2017 che, al fine di mantenere l’equilibrio finanziario aziendale, “prevederà (secondo quanto già definito in sede di approvazione del bilancio 2015) la totale corresponsione a favore di Amiu dei costi sostenuti dall’azienda per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016 – compresivi, dunque, dei 28 milioni di euro di extracosti per il conferimento dei rifiuti fuori Regione, ndr – con un significativo impatto sulla tariffa”. Che, detto con le parole del Comune, significa che, così stanti le cose, la “bolletta della spazzatura” per i genovesi aumenterebbe del 20%. E lo avrebbe fatto anche di più se Amiu non avesse prodotto una serie di ottimizzazioni interne.

    Nel contempo, viene dato mandato a Castagna di richiedere formalmente al Comune di Genova la conferma dell’anticipazione di cassa anche per il 2017 della somma di 25 milioni di euro già concessa lo scorso anno per sostenere finanziariamente l’azienda in relazione ai costi per lo smaltimento dei rifiuti sostenuti nel 2015 e solo parzialmente recuperati in tariffa. Per non rischiare di portare i libri in tribunale, il consiglio di amministrazione di Amiu chiede anche la predisposizione di una revisione del budget 2017 “rafforzando la spending review già in corso, salvaguardando la gestione ordinaria del Contratto di servizio, la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e chiusura” di Scarpino 1 e 2 e la realizzazione della prima parte di Scarpino 3. Come anticipato, le altre immediate conseguenze negative sono: sospendere ogni atto relativo ad assunzioni di personale a tempo indeterminato; procedere con il piano di raccolta differenziata del Conai solo per attività che non comportano maggiori costi; sospendere le trattative sulle premialità aziendali e gli straordinari. Lo scenario napoletano è lontano, ma anche il servizio di raccolta di rifiuti rischia di pagare le conseguenze della decisione del Consiglio comunale.

  • Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera per l’aggregazione di Amiu in Iren potrebbe tornare in aula già entro il prossimo mese: a dirlo Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, che spiega i lavori dei prossimi giorni per ricomporre la maggioranza in Consiglio Comunale. Ma non solo: partirà campagna di informazione e mobilitazione in città per spiegare le conseguenze della bocciatura della delibera attraverso un non meglio specificato evento pubblico da organizzare per la prossima settimana. Una nuova delibera, quindi, da collegare a doppia mandata con il bilancio previsionale dell’ente. E’ questo il percorso individuato dalla giunta Doria e condiviso oggi in una segretaria del Partito democratico allargata ai consiglieri regionali, comunali, assessori e presidenti di Municipio, a cui hanno preso parte anche due “senatori” dei dem genovesi, Claudio Burlando e Mario Margini. «Sono soddisfatto – commenta al termine del vertice il segretario provinciale, Alessandro Terrile, come riporta l’agenzia Dire – la strada è quella di trovare una soluzione che leghi il futuro di Amiu a quello del bilancio del Comune».
    Niente project financing, dunque, ma una nuova delibera che, grazie ai numeri del bilancio, sappia “passare” l’ineluttabilità dell’ingresso di Iren in Amiu e non chieda più il benestare a trattare con la multiutility ma solo l’ok a ratificare l’accordo. «E dobbiamo smetterla di parlare di privatizzazione – alza i toni Terrile – perché Iren è un soggetto partecipato dal pubblico e gli eventuali utili vengono distribuiti in percentuale anche al Comune di Genova».
    Tutto ciò sarà spiegato alla città la prossima settimana. L’obiettivo è far capire ai consiglieri comunali, ai genovesi, ai rappresentanti delle categorie e ai lavoratori che «non c’è alternativa a Iren. O meglio – precisa Terrile – le alternative ci sono ma non sono sostenibili: aumento della tassa dei rifiuti del 20%, far saltare il contratto integrativo a tutti i lavoratori, non assumere i 31 precari; oppure, far coprire i 28 milioni di extracosti di Amiu del 2016 interamente al Comune, tagliando parallelamente altri servizi come il sociale». Intanto, alla giunta e al sindaco, in particolare, spetterà l’arduo compito di serrare nuovamente le fila e invocare una sorta di patto di responsabilità per non abbandonare la città a se stessa.
    L’ex senatore di centrodestra, Enrico Musso, che sulla delibera si era astenuto, si sarebbe già detto disponibile. Ora si dovrà trasformare qualche voto negativo in astensione (i fittiani Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei, ad esempio) e qualche astensione in voto positivo (Gianpaolo Malatesta di Possibile e Lucio Padovani di Lista Doria). Più complicato convincere i tre consiglieri di Percorso comune a passare dal tasto bianco a quello verde e far cambiare idea a Marianna Pederzolli e Clizia Nicolella, rappresentanti di Lista Doria che avevano votato contro la delibera. Con questo scenario, sembra dunque allontanarsi lo spettro delle dimissioni di Doria. Quasi definitivamente dato che, se il percorso individuato dovesse giungere al traguardo, lo farebbe praticamente in concomitanza con la fine del mandato del sindaco arancione. Tempi non immediati ma comunque stretti perché, salvo proroghe concesse da Roma, il bilancio va approvato entro il 31 marzo anche se Terrile si augura che il percorso si possa definire ben prima per potersi finalmente concentrare sulle prossime amministrative

     

  • Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    delibera-amiu-lavoratoriDopo una seduta fiume della Consiglio comunale, arriva il verdetto del voto: la delibera non passa. 19 i voti contrari, 14 favorevoli e 6 astenuti. Incerto adesso il destino della trattativa con Iren. Festeggiano i lavoratori, che hanno atteso fino alle 20 l’esito delle votazioni fuori da Palazzo Tursi. Una delegazione, presente in Sala Rossa, ha accolto con un applauso l’ufficializzazione dello scrutinio. In serata arrivano le prime reazioni politiche, con le dichiarazioni del vicesindaco Stefano Bernini: «Da domani riflessioni e scelte di carattere sulla continuità amministrativa»

    Durante la seduta, iniziata questa mattina, sono stati presentati più di dieci ordini del giorno e oltre sessanta emendamenti. Nel pomeriggio la discussione è terminata, lasciando spazio ai voti: i molti emendamenti comunque passati in aula inizialmente facevano pensare ad una qualche possibilità di passaggio del testo che avrebbe dovuto definire i criteri operativi a cui ispirare il modello di aggregazione industriale e societaria tra Amiu S.p.A. ed Iren Ambiente S.p.A., ma alla fine la conta ha dato un esito diverso e inequivocabile: i 19 voti contrari sono arrivati da Pdl, M5s, Effetto Genova, Udc, Lega Nord e dalle consigliere di Lista Doria Pederzolli e Nicolella. Astenuti Caratozzolo, Gozzi, Musso, Malatesta Padovani e Vassallo. A favore Tutto il gruppo Pd, Lista Doria, Sel, Anzalone, Guerello e lo stesso Marco Doria.

    Le reazioni della Giunta

    Dopo il risultato del voto, la giunta si è riunita per coordinare le prime mosse dopo questa pesante debacle; all’uscita, bocche cucite tra gli assessore, l’unico a parlare è il vicesindaco, Stefano Bernini: «E’ sulla delibera il problema. Sulla base della delibera faremo da domani delle riflessioni che comporteranno anche delle scelte di carattere sulla continuità amministrativa. E’ corretto – ha continuato – che i cittadini sappiano che tipo di conseguenze ha per le loro tasche la scelta del Consiglio comunale anche i cittadini dovranno trarre le proprie conclusioni, se viene salvaguardato il loro interesse o quello di bottega».

    Gli ultimi mesi della amministrazione targata Marco Doria, quindi, si apprestano ad essere incerti e traballanti. Le conseguenze, in ogni caso, saranno sulle spalle della città.

    Nicola Giordanella

     

  • Emergenza Casa, in fase di progettazione riqualificazione alloggi comunali a canone moderato a San Teodoro

    Emergenza Casa, in fase di progettazione riqualificazione alloggi comunali a canone moderato a San Teodoro

    progetto-affitto-calmierato-san-teodoro-via-bolognaUn progetto da 400 mila euro, per riqualificare appartamenti e spazi verdi, da assegnare in locazione a canone moderato rivolgendosi a quella fascia di popolazione che è appena sopra i requisiti Erp. L’iniziativa è cofinanziata da Regione Liguria, ma rimangono le distanze “politiche” tra Tursi e Piazza De Ferrari.

    L’inchiesta: L’Emergenza Casa a Genova

    «Un intervento piuttosto sperimentale – afferma l’assessore alle Politiche della casa di Comune di Genova, Emanuela Fracassiche permette di recuperare otto alloggi, oggi nelle disponibilità di Spim, ma che non sono stati venduti, e che quindi ritorneranno a Comune di Genova». L’inizio di un un nuovo canale di intervento che vuole riconoscere e rispondere ad un disagio sempre più impattante sulla società cittadini: «Dare risposte alla fascia reddituale che non può sostenere un affitto, ma che non ha i requisiti per entrare nelle liste Erp».

    Il progetto

    Spim, la società pubblica che si occupa della promozione del patrimonio immobiliare del Comune di Genova, è partner del progetto: il passaggio delle disponibilità sarà fatto attraverso delibera, forse entro questo ciclo amministrativo: «Su questo siamo cauti, ma va detto che il progetto è in fase avanzata – conferma l’assessore – e i lavori dovrebbero iniziare a concludersi nel 2018»

    L’intervento sarà focalizzato inizialmente su 8 appartamenti, tra via Bologna e piazzale Pestarino, ma è previsto anche una seconda fase: «Stiamo iniziando la progettazione per un azione simile negli alloggi sociali di vico del Teatro Nazionale, dove però le caratteristiche strutturali e logistiche farebbero pensare a locazioni destinate ai giovani». Le tempistiche, in questo caso, al momento non sono quantificabili.

    Distanza politica tra Comune e Regione

    Questo progetto, come dicevamo, è stato cofinanziato da Regione Liguria per il 50% dell’importo: un investimento che inserito in un più ampio intervento di sostegno ai comuni liguri in materia per un importo complessivo di un milione e 300 mila euro. La cosa non basta a placare le polemiche tra enti, che sulla questione “Emergenza Casa” hanno idee e priorità politiche differenti: «Regione Liguria non ha confermato il fondo di 500 mila euro per l’Agenzia per la Casa – attacca Fracassi – scelta che la dice lunga sulle priorità politiche della giunta regionale». Recentemente però da Piazza De Ferrari sono arrivati i soldi per il fondo per la morosità incolpevole: «Si, ma erano soldi ministeriali, che Regione ha solamente “girato”».

    Un ulteriore piccolo passo, quindi, per arginare quella che da qualche anno è diventata una delle principali emergenze di Genova e di tutto il paese. Sicuramente una notizia positiva; anche se un maggior coordinamento tra gli enti gioverebbe senza dubbio alla causa.

    Nicola Giordanella

  • Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Convegno nazionalisti, il sindaco Marco Doria risponde all’appello lanciato da Anpi: «Dovere civile»

    Il sindaco di Genova, Marco Doria«Contrastare queste idee di odio e sopraffazione  è un  dovere civile, proprio a tutela della libertà, connaturato nelle Costituzioni democratiche e in particolare nella Costituzione italiana». Con queste parole, diffuse attraverso una nota stampa, il sindaco di Genova Marco Doria, prepara il terreno in risposta allla convocazione del congresso internazionale dei nazionalisti europei, raccogliendo in questo modo l’appello lanciato dall’Anpi.

    La notizia: Convegno internazionale dei nazionalisti europei a Genova

    Proprio ieri l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani aveva, infatti, lanciato l’appello per la mobilitazione: «Lanciamo un appello a tutti i genovesi per una ampia e unitaria mobilitazione, nella consapevolezza che il fascismo è tutto il contrario dell’intera Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, di cui contiene per intero i valori – si legge nel comunicato stampa diffuso in giornata, che continua – Il fascismo purtroppo non è morto, perché continua ad esistere nell’anima, nel pensiero e nell’azione; e poi ci sono i nazifascisti, i fascisti “del terzo millennio”, i fascisti che sono tali anche se camuffati da associazioni culturali e social

    A questo messaggio Marco Doria, ha risposto attraverso una nota, diffusa attraverso il suo portavoce che segnala come il sindaco «Di fronte alla notizia di un raduno a Genova  di formazioni neofasciste, neonaziste e xenofobe europee, ha preso contatto con l’Anpi e intende farlo con tutte le organizzazioni democratiche per valutare e concordare risposte ferme, democratiche e non violente che esprimano la storia, la cultura e i sentimenti  della Città medaglia d’oro della Resistenza».

    Nel frattempo dai canali social degli organizzatori non sono ancora state chiarite modalità e luoghi della conferenza: in un post facebook è rivendicata la libertà di scendere in piazza, frase che potrebbe far intendere ad una manifestazione collaterale al congresso.

     

     

     

     

  • Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera di giunta per procedere nella trattativa con Iren per l’acquisizione di Amiu, è stata rinviata. La decisione arriva dopo il caos delle ultime ore, che ha visto i lavoratori bocciare il verbale di accordo siglato da sindacati e Comune di Genova prima, per poi manifestare sotto Palazzo Tursi in occasione del Consiglio comunale, che avrebbe appunto dovuto votare il provvedimento.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    La delibera, oggi ritirata dall’ordine del giorno, sarà discussa la settimana prossima: votata, infatti, la sospensiva presentata dal consigliere Malatesta. La giunta, quindi può prendere tempo, per provare a trovare una rinnovata compattezza politica e lavorare per trovare un nuovo accordo con i lavoratori. Questi, di cui una delegazione era presente in Sala Rossa, hanno accompagnato la notizia con proteste, e la promessa che saranno presenti anche al prossimo passaggio in Aula. Contestato il sindaco Marco Doria, non presente durante la votazione, ma entrato in Sala Rossa appena terminato.

    La scelta arriva anche dopo un’incerta conta dei voti in Consiglio comunale: la maggioranza, infatti, è spaccata sulla questione, e ci si sarebbe affidati ad una eventuale astensione di alcuni consiglieri di minoranza. La giunta, in questo modo, prende tempo anche per recuperare la compattezza politica sulla questione.

  • Amiu-Iren, sindacati in ordine sparso. Lunedì il voto dei lavoratori sull’accordo con il Comune

    Amiu-Iren, sindacati in ordine sparso. Lunedì il voto dei lavoratori sull’accordo con il Comune

    Tursi, protesta dei lavoratoriDopo la spaccatura delle sigle sindacali di ieri, con la Cisl che non ha siglato il verbale di intesa al termine di una lunga trattativa con il Comune, anche la Uil, che aveva dato il proprio benestare all’accordo, compie un mezzo passo indietro. In una lettera inviata alla prefettura, infatti, si respingono le motivazioni che avevano portato a rigettare lo sciopero previsto per martedì 31 e si ribadisce la volontà di incrociare le braccia nel giorno in cui la delibera che darebbe il nulla osta al Comune di Genova a trattare con Iren per la privatizzazione di Amiu approda in Consiglio comunale.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Resta, almeno per il momento, la sigla della Uil sul verbale di accordo, così come quelle dei sindacati Cigl e Fiadel. L’ultima parola, dunque, spetta all’assemblea generale dei lavoratori convocata per lunedì mattina ai Magazzini del cotone. «Non so che film abbia visto la Uil – commenta Corrado Cavanna, segretario Cgil Funzione Pubblicacon il verbale di accordo siglato, lo sciopero di martedì è stato ufficialmente ritirato. Saranno i lavoratori a decidere il da farsi. Ma se si dovesse bocciare l’accordo o comunque scegliere la strada dell’agitazione, bisognerebbe ricominciare da zero tutte le procedure e quindi sarebbe impossibile scioperare martedì». Questo in risposta a quanto comunicato oggi dalla Uil, che in una nota afferma di aver presentato istanza di rivisitazione a seguito della intimidazione alla sospensione da parte della Commissione di garanzia: «Non riteniamo di aver violato le norme sugli scioperi nei servizi essenziali – scrive Roberto Gulli, segretario Uil – e aspettiamo una risposta della commissione».

    La parola, si diceva, adesso passa ai lavoratori Amiu, convocati in assemblea generale lunedì mattina. Poi, la partita si sposterà nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, dove comunque la discussione sarà piuttosto calda, vista la decina di commissioni che l’hanno preceduta e la già prevista doppia convocazione del Consiglio comunale martedì pomeriggio e mercoledì mattina.

  • Amiu, il testo della delibera cambia ancora. Comune fa marcia indietro su impianti umido, aprendo a soluzioni fuori regione

    Amiu, il testo della delibera cambia ancora. Comune fa marcia indietro su impianti umido, aprendo a soluzioni fuori regione

    rifiuti-amiuTrattamento dell’organico in biodigestori realizzati o da realizzare anche al di fuori della Regione Liguria; mantenimento a Genova non solo della sede legale ma anche operativa; possibilità di far saltare l’accordo se, in corso d’opera, Iren dovesse perdere il controllo pubblico.

    Approfondimento: Lo scontro con i sindacati

    Cambiano ancora gli emendamenti proposti dalla giunta del Comune di Genova alla delibera che contiene gli indirizzi per avviare formalmente la trattativa con Iren in vista della privatizzazione di Amiu, che martedì e mercoledì prossimi passerà all’esame del Consiglio comunale. Dopo un lungo confronto con i sindacati (ancora in corso) e con Iren («onde evitare che ci siano cortocircuiti successivi», precisa l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Miceli all’agenzia Dire) verificatosi nella serata di ieri e nella giornata odierna, dovrebbe essere definitivo il testo illustrato questo pomeriggio dalla giunta nell’ennesima, e teoricamente ultima, commissione sul tema.
    Passo indietro, dunque, rispetto a quanto previsto ieri con il testo della delibera che sanciva la chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno del territorio regionale. «Trattative complesse – ammette Miceli – ma riteniamo che il risultato sia un buon testo, considerando che sono stati accolti quasi tutti i punti sollevati anche dai sindacati in difformità con l’accordo di luglio. Spero che il mio non sia solo ottimismo della volontà ma anche della ragione». Restano fortemente critiche le opposizioni: «Mi sorprende che nel momento in cui si chiede di licenziare una delibera per avviare un negoziato con una controparte – denuncia il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Boccaccio non si abbiamo remore ad affermare di aver concordato i contenuti della delibera con la controparte stessa»
  • Cultura, i musei civici crescono ancora con gli oltre 760 mila visitatori del 2016. L’offerta culturale del Comune per il 2017

    Cultura, i musei civici crescono ancora con gli oltre 760 mila visitatori del 2016. L’offerta culturale del Comune per il 2017

    Teste romaneComune di Genova presenta i dati sulla fruizione culturale e turistica della città, attraverso i numeri di visitatori registrati nei diversi luoghi della cultura genovese: sono oltre 760mila le persone che nel 2016 hanno visitato i Musei Civici di Genova, le loro collezioni permanenti e le mostre, e che hanno partecipato agli oltre 800 eventi organizzati al loro interno.

    Numeri che registrano una crescita di più 40% dal 2011. Altro dato interessante è la crescita dei visitatori stranieri nei Musei di Strada Nuova: più di 4 su 10 non sono italiani, segno che Genova sta diventando sempre di più una meta internazionale. Buono anche il successo delle mostre temporanee che ha portato a superare abbondantemente i 30 mila visitatori. Fra queste, Spiders al Museo archeologico; Alessandro Magnasco- gli anni della maturità di un pittore anticonformista, nei Musei di Strada Nuova e Govi: l’attore, la maschera, il genovese alla Loggia di Banchi. Buon risultato anche per le iniziative che hanno messo in luce la storia medievale della città, dando la possibilità a cittadini, turisti e studiosi di conoscere e apprezzare il ricco patrimonio artistico dei Musei di Strada Nuova e del Museo di Sant’Agostino.

    «Sono dati molto importantisottolinea l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla che confermano Genova come città d’arte e meta turistica per italiani e stranieri. In particolare, abbiamo promosso i Musei della città come sistema e con una logica di prodotto che offre sempre stimoli ed iniziative nuove, tanto che le nostre strutture museali sono diventate in termini quantitativi il secondo attrattore della città, dopo l’Acquario. Che Genova fosse bella lo sapevamo. Quello che abbiamo fatto è stato farlo sapere a tutti con azioni mirate e continuative. Anche la scelta del logo Genova more than this si è rivelata una scommessa vinta poiché si è affermato come elemento di riconoscibilità della città. Il connubio cultura-turismo si è dimostrato inoltre una scelta vincente di questa Amministrazione. Il 2017 – conclude Sibilla – sarà un anno che seguirà questa impostazione con un ricco programma di mostre e di eventi nelle nostre sedi museali e con un’azione di coordinamento delle tante iniziative presenti in città».

    Tra gli appuntamenti da non perdere per il 2017 c’è sicuramente l’esposizione nei Musei di Strada Nuova e al Museo di Sant’Agostino, dopo un accurato restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, di alcune opere inestimabili come il Pallio di San Lorenzo e il Sacro Catino.

    Quest’anno il Museo di Storia Naturale di Genova compie centocinquant’anni e li festeggerà con una mostra che racconterà la sua storia distribuita lungo tutte le sale espositive, con particolare riguardo agli esploratori che da tutto il mondo hanno fatto affluire milioni di reperti, formando collezioni scientifiche ancora oggetto di studio da specialisti di tutti i paesi. La mostra aiuterà a comprendere la straordinaria importanza del museo che custodisce un archivio perenne della biodiversità del pianeta.

    L’Amministrazione comunale, oltre alle mostre che seguono il profilo culturale dei musei prevede anche la realizzazione, alla Loggia di Banchi, di “Cinepassioni”, una rassegna dedicata al cinema, e una mostra dedicata a Emanuele Luzzati, a dieci anni dalla sua scomparsa.

    Comunicazione e accessibilità

    GLi uffici tecnici del Comune di Genova hanno comunicato anche i dati relativi ai siti web dedicati: il sito visitgenoa.it ha avuto oltre 802 mila utenti e oltre 1 milione e 100 mila sessioni, a cui hanno corrisposto 2.028.708 visualizzazioni di pagina. La sezione dedicata alle mostre è nella top ten delle sezioni più visitate; mentre il portale del Comune dedicato ai Musei ha raggiunto, sempre nel 2016, le 700 mila visualizzazioni con oltre 240 mila sessioni e 170 mila utenti.

    Nel 2016 sono stati realizzati anche gli interventi tecnici per l’accessibilità alle sedi museali, fra questi la nuova rampa di accesso del Museo di Storia Naturale, il riallestimento al museo di Sant’Agostino per la Margherita di Brabante in rientro dal Museo di Norimbrega, le nuove opportunità offerte dalla recente riapertura del parco di Villa Pallavicini a Pegli e le iniziative nell’area del Parco Naturale delle Mura, quest’ultime dedicate all’ecologia. Interventi che, dallo scorso anno, possono beneficiare dell’Art Bonus e che nella nostra città, le donazioni, hanno superato i 170.000 euro, Importo che andrà a coprire i costi per nuove riqualificazioni e migliorie.

     

    Sono stati 28 i progetti di “alternanza scuola-lavoro” del settore Musei-Biblioteche (legge 107/2015), a cui hanno partecipato 637 studenti. Sono più di 45 mila gli studenti che hanno partecipato alle circa duemila attività didattiche appositamente realizzate nei diversi Musei; 5.378 sono le persone che hanno frequentato i 187 laboratori o attività dedicate alle famiglie. Particolare attenzione anche ai disabili: si contano 1.449 presenze suddivise nelle 126 iniziative organizzate dai Musei civici.

    Eventi di valorizzazione della rete museale

    Oltre a fare un punto sull’anno appena terminato, l’assessorato alla Cultura ha presentato il primo calendario di massima delle iniziative culturali del 2017 per la valorizzazione della rete museale

    Rolli Days

    1-2 aprile e 14-15 ottobre
    Dopo il grande successo delle tre edizioni del 2016, anno del decennale dal riconoscimento Unesco, con circa 250.000 presenze nei sei giorni di aperture straordinarie, prosegue anche nel 2017 la valorizzazione dei Palazzi dei Rolli, Patrimonio dell’Umanità Unesco.Genova apre al pubblico i suoi straordinari palazzi in due week end: 1-2 aprile e 14-15 ottobre 2017. Durante la visita ai Palazzi, studenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Genova, accoglieranno i visitatori per illustrare la magnificenza delle antiche dimore. Saranno inoltre organizzati itinerari guidati a cura di guide professioniste, per scoprire le storie delle famiglie della nobiltà genovese e le vicende di una città “Superba”. Per rendere i Rolli Days accessibili a tutti, torneranno anche in queste edizioni del 2017 le visite guidate dedicate alle persone non vedenti, persone sorde e con disturbi dello spettro autistico

    La Notte dei Musei

    13 maggio
    Un’occasione unica per godere il patrimonio artistico al di fuori dei consueti orari di visita arricchito da un nutrito programma di eventi che accompagnerà i visitatori per tutta la serata.

    Mostre temporanee

    – Musei di Strada Nuova

    Margherita di brabanteLa grafica di Sinibaldo Scorza a Palazzo Rosso – 10 febbraio – 4 giugno
    Sinibaldo Scorza, originario di Voltaggio – oggi in provincia di Alessandria ma allora importante cittadina della Repubblica di Genova – apparteneva a una nobile famiglia, ma il padre non ostacolò quella sua vocazione artistica che ebbe così modo di mettere in pratica nei primi tre decenni del Seicento. In particolare, l’attività grafica venne già lodata dalle fonti a lui contemporanee, insieme alla sua produzione di miniature e di opere pittoriche di piccolo formato, per l’alta qualità formale, la capacità mimetica della natura e l’originalità per allora davvero notevole dei soggetti.

    Mecenati di ieri e di oggi – Restauro dei dipinti del 600 genovese – Estate
    La mostra è dedicata alla presentazione al pubblico di una serie di dipinti di alta qualità e grande interesse, restaurati negli ultimi anni grazie a sponsorizzazioni di privati e alla collaborazione con importanti istituzioni museali nazionale e internazionali. Capolavori di maestri genovesi di primo Seicento come Gioacchino Assereto e Simone Barabino e di età barocca come Domenico Piola, Gregorio e Lorenzo De Ferrari, si affiancheranno a opere di scuola fiamminga del Cinquecento da prototipi di Dürer e Van Cleve e a dipinti di scuola piemontese e lombarda, come il caravaggesco Giuseppe Vermiglio, il sontuoso Carlo Francesco Nuvolone e la rara pittrice Orsola Maria Caccia.

    Orientalismi – Il fascino dell’Oriente tra XVII e XX Secolo nei tessuti e nelle ceramiche dei Musei genovesi.
    Musei di Strada Nuova, Palazzo Bianco e Museo Diocesano – Ottobre – marzo 2018
    La mostra propone un itinerario attraverso le collezioni tessili, le raccolte ceramiche dei Musei di Strada Nuova e il ricco patrimonio tessile del Museo Diocesano seguendo il filo conduttore dei rapporti con l’arte orientale, un tema trasversale per tutta la cultura europea.

    Albrecht Dürer (1471-1528): un protagonista dell’arte dell’incisione – Dicembre
    Un colto e avveduto collezionista, che vuole rimanere anonimo al momento, ha comunicato la sua intenzione di destinare al Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso la collezione di incisioni di grandi maestri che ha messo insieme negli anni con passione e determinazione. Si tratta di più di centocinquanta stampe di artisti tedeschi di primo Cinquecento, come Albrecht Altdorfer, Hans Sebald Beham, ma soprattutto di Albrecht Dürer, che nel campo del bulino è stato un protagonista insuperato

    Staglieno nella fotografia ottocentesca – Palazzo Rosso – Sale del mezzanino – “Ritratti per l’eternità” – Aprile – maggio
    La mostra propone un magico percorso attraverso quel vero e proprio “museo a cielo aperto” costituito dal Cimitero di Staglieno, attraverso le delicate immagini scattate dai più grandi fotografi dell’epoca (tra i quali spiccano i nomi di Alfred Noack e Célestin Degoix) nei decenni immediatamente successivi alla sua inaugurazione, avvenuta il 1 gennaio 1851

    Disegni per una città moderna. Genova negli acquerelli di Aldo Raimondi – Palazzo Rosso – Sale del mezzanino – Autunno
    La mostra ripercorre, attraverso opere di Aldo Raimondi (decoratore, architetto, docente all’Accademia di Brera, illustratore della “Domenica del Corriere”, e fortunato acquerellista di città italiane e straniere) la storia di alcuni edifici cittadini costruiti a cavallo delle due Guerre che delinearono e caratterizzarono in modo imprescindibile l’aspetto della città post-ottocentesca, la “città moderna”. Il percorso si snoda attraverso una serie inedita di acquerelli, conservati presso la Collezione Topografica del Centro DocSAI, che ritraggono scorci di Genova alla metà degli anni ’30.

    Michele Fenati, disegnatore e architetto al servizio della città – Palazzo Rosso Centro – sale del mezzanino – Autunno
    Anche se il suo nome è sconosciuto ai genovesi, la nostra città conserva numerose tracce del lavoro di Michele Fenati, disegnatore e architetto alle dipendenze del Comune di Genova dal 1907 al 1950. La città è ricca dei suoi interventi, che spaziarono dalla progettazione di molti mercati cittadini (Piazza del Carmine, Piazza Statuto, Piazza Martinez, Castelletto – struttura oggi adibita a palestra ma concepita come luogo di commercio alimentare), di edifici scolastici e d’abitazione, di fondamentali interventi nei Cimiteri civici (tra i quali il più importante è relativo alla Galleria di sant’Antonino, di cui ci si accinge al restauro), fino al disegno delle cancellate del Ponte Monumentale e del Museo di Storia Naturale.

     – Galleria d’Arte Moderna, Raccolte Frugone, Museo Luxor

    Note d’Arte – GAM – 7 gennaio – 28 maggio
    Riprende dopo 10 anni la stagione musicale, ideata col Centro Studi Skrjabiniani di Bogliasco, per offrire al pubblico concerti preceduti da letture di opere legate alle collezioni artistiche dei Musei di Nervi. Musica, arte e natura si fondono per proporre, in sinergia con l’Associazione degli Amici della Galleria d’Arte Moderna di Milano e con Master4String, il virtuosismo di musicisti affermati, di giovani emergenti e di formazioni cameristiche nella suggestiva atmosfera di splendide sale espositive.

    Renato Casaro. Per un pugno di colori – Raccolte Frugone – 5 marzo – 4 giugno
    in collaborazione con l’Associazione Tapirulan e il Comune di Cremona; patrocini del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, Sàrmede paese della fiaba, Associazione Culturale Hamelin, Associazione Illustri, AI – Associazione Autori di Immagini, Inchiostro Festival, Fermo Immagine – Museo del manifesto cinematografico. Ospite speciale, Renato Casaro, nato a Treviso 81 anni fa, con oltre 100 originali esposti, vero e proprio monumento dell’illustrazione legata al cinema. Oltre mille sono le immagini da Casaro realizzate per film di ogni sorta: da La Bibbia di Dino De Laurentis a quasi tutti i western di Sergio Leone, dalle commedie di Luciano Salce ai film di Bud Spencer, Terence Hill e Ugo Tognazzi, a quelli dei registi Bertolucci, Monicelli, Lelouch, Ford Coppola, Besson e Zeffirelli per citarne solo alcuni.

    AROUND – GAM – 26 marzo – 25 giugno
    2° appuntamento di NaturaConTemporanea – Rassegna di arti; a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei. Mare, cielo e nuvole sono gli ingredienti di questo nuovo evento: gli elementi naturali che, con la vegetazione dei parchi, connotano il contesto ambientale della Galleria d’Arte Moderna e dei Musei di Nervi. E, all’interno, nelle sale espositive, mari, cieli e nuvole dipinti, riflessi di una natura che gli artisti del passato hanno saputo raccontare, interpretare, rileggere e restituire sulle tele attraverso puntuali “trascrizioni” o metafore.

    Forme mancanti – Raccolte Frugone  – 2 luglio – 3 settembre
    in collaborazione con Palazzo Terragni di Lissone, prima sede, a marzo, della mostra. Maurizio Fantoni Minnella, scrittore, film-maker, saggista e pubblicista mette in mostra scatti sul linguaggio urbano murale, sui diversi livelli di comunicazione nel loro divenire temporale, nel loro lento e progressivo accumularsi, superficie su superficie. Da una parte il dissolversi del senso, in una babele di linguaggi del quotidiano, per così dire “liberati”, e dall’altra il crescere di un magma cromatico e di forme spurie assai simile alla pittura astratta

    Medioevo

    Museo di Sant’Agostino

    Pallio di San Lorenzo – Completamento restauro
    Rientro e progettazione del nuovo allestimento per il Pallio di San Lorenzo a conclusione del restauro ad opera dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, interventi realizzati con operazioni di mecenatismo e Art Bonus.

    Margherita di Brabante – Rientro dell’opera
    A conclusione della mostra di Norimberga (5 marzo) e dopo essere stata vista da circa 200.000 visitatori, rientrerà nel museo di appartenenza l’opera scultorea, dopo, però, accurate verifiche, che saranno eseguite, da marzo in poi, dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il gruppo statuario sarà quindi allestito in maniera diversa, anche per armonizzarlo con la presenza della statua della Giustizia, proveniente dallo stesso monumento e fino ad oggi conservata presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, grazie alla disponibilità della Direttrice di Palazzo Reale e del Polo Museale della Liguria, dott.ssa Bertolucci, e della Direttrice della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Dott.ssa Simonetti.

    Restauro affreschi di Valerio Castello
    Durante la Notte dei Musei 2017 (sabato 13 maggio), il Museo di Sant’Agostino presenterà il restauro degli affreschi di Valerio Castello, provenienti dalla cappella del palazzo Sacchi-Nemours – già Branca Doria. Un lavoro che restituisce leggibilità e dignità ad uno dei primi affreschi realizzati da un protagonista del Seicento genovese e che consentirà di apprezzare da vicino, piuttosto che sulle pareti e sugli alti soffitti dei palazzi genovesi, la straordinaria bravura di Valerio.

    Stucchi dall’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte
    Dopo l’esposizione nell’ambito della mostra su Genova nel Medioevo, sono stati collocati in Museo gli importantissimi stucchi medievali provenienti dalla Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte. Databili alla prima metà del sec. XI, ed esposti in dialogo con i coevi capitelli provenienti dal complesso monastico di San Tommaso, questi mirabili stucchi narrano anch’essi di come Genova, fin dagli inizi della sua ascesa come città a metà fra Oriente ed Occidente, sia bene in grado di scegliere per sé le migliori maestranze presenti ‘sul mercato’, in questo caso provenienti dall’Oriente bizantino.

    Archeologia

    – Museo di Archeologia Ligure

    Darwin Days, La dispensa dei nostri antenati – Febbraio 2017
    Attività e laboratori per scuole e famiglie tenuti da ricercatrici del LAMPEA (Laboratoire Méditerranéen de Préhistoire Europe Afrique – Università di Aix e Marsiglia).

    10o000 anni in Liguria – giugno 2017
    Sulla costa ligure, in posizione strategica tra Mediterraneo ed Europa, è possibile     investigare le vicende umane degli ultimi 100.000 anni.L’allestimento propone in modo coinvolgente approfondimenti e attività sull’arrivo di Homo Sapiens e la “contemporanea” scomparsa dell’Uomo di Neandertal, la ricerca di nuovi territori e risorse, le strategie di sopravvivenza e le trasformazioni sociali ed economiche dopo la fine dell’era glaciale, le manifestazioni artistiche e spirituali e le conquiste tecnologiche da cui è nata la Liguria che conosciamo.L’esposizione si conclude raccontando i contatti con etruschi e greci, la conquista economica, militare e politica da parte di Roma e lo sviluppo del Tirreno antico.

    Tavola di Polcevera e Progetto Postumia. – Ottobre 2017
    (ne sarà proposto l’inserimento nel programma del Festival della Scienza) In collaborazione con il Polo Museale e la Soprintendenza della Liguria. In occasione dell’incontro scientifico, dedicato a importanti scoperte ed aggiornamenti sulla storia e archeologia del territorio genovese, sono previste ricostruzioni storiche con figuranti per fare rivivere momenti e protagonisti del passato della Liguria

    Culture nel Mondo

    – Castello D’Albertis – Flashback- cullare, giocare, crescere. Marzo – giugno
    Diventare grandi in altri mondi e in altri tempi è il tema di questa mostra nata dalla collaborazione con il Museo di Artigianato di tradizione della Valle d’Aosta e la Biblioteca Internazionale per ragazzi De Amicis di Genova, in seguito al progetto del 2015 tra MAV e De Amicis con la mostra

    Per piccina che tu sia… Luglio – novembre Collezionare casette souvenir in giro per il mondo
    Ideata da Vincenzo Padiglione, Università di Roma La Sapienza. Partendo dal fatto che “Piccolo è bello”, come diceva il fortunato slogan di una rivolta anticonsumistica che si affermò negli anni ‘70, ciascuna delle oltre mille casettine cercate con perseveranza dall’architetto Fabrizio Ago nei suoi viaggi o giunte a lui in dono da amici e parenti, ci parla di una invadente passione, che però non si ferma ad una bellezza scontata. Incorporando estetiche altre e popolari, peraltro rivalutate da correnti artistiche contemporanee, queste casette in miniatura da tutto il mondo sono a pieno titolo esemplari di quell’arte turistica intrisa di etnicità e arte che realizza figure di compromesso tra orgoglio identitario e compiacimento verso lo straniero, tra modelli dei produttori e attese dei fruitori, tra tradizione e linguaggi contemporanei.

    FOROBA YELEN notti di luce nel Mali – Dicembre – marzo 2018
    Foroba Yelen è il nome con cui gli abitanti di un villaggio del Mali hanno battezzato il lampioncino mobile creato dall’architetto Matteo Ferroni per trasformare l’ombra dell’albero in luce. Al chiaro di luna, nel bagliore delle torce elettriche o sotto l’albero della luce, la mostra ci porta alla scoperta della ricchezza delle notti africane illuminate di vita, che sia quella del cortile del veterinario, l’orto delle donne, la sala per lo scrutinio elettorale o la “bottega” del macellaio.

    Arte Orientale

    – Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

    Cibo per gli antenati, fiori per gli dei – Trasformazioni dei bronzi arcaistici in Cina e in Giappone – marzo – marzo 2018
    Il Museo Chiossone di Genova custodisce le collezioni d’arte giapponese e cinese che Edoardo Chiossone (Genova 1833-Tōkyō 1898), distinto professore genovese di tecniche di disegno e incisione, raccolse durante il suo soggiorno in Giappone di oltre 23 anni, dal 1875 fino alla morte nell’aprile del 1898. Grazie alla loro ampia varietà, le collezioni Chiossone consentono di studiare sia la storia dell’arte giapponese sia le relazioni culturali e artistiche Cina-Giappone. A questo riguardo la collezione di manufatti in bronzo e metallo è particolarmente importante: i pezzi arcaistici cinesi databili dalla dinastia Song Meridionale (1127-1279) fino alla fine del secolo XIX, importati in Giappone a cominciare dal periodo Muromachi (1393-1572), documentano non solo il plurisecolare interesse cinese per le antichità, ma anche il gusto giapponese per la bronzistica cinese, coltivato dall’aristocrazia militare e dai maestri del tè. Quanto alla sezione della bronzistica giapponese, comprende opere insigni databili dalla Protostoria (periodi Yayoi e Kofun, secoli III a. C – VII d.C.) fino al tardo periodo Meiji (1868-1912).

    Storia Naturale

    – Museo di Storia Naturale

    Mimetismo150 anni del Museo di Storia Naturale – Primavera
    Il Museo di Storia Naturale di Genova, fondato nel 1867, quest’anno compie 150 anni; la mostra distribuita lungo tutte le sale espositive racconterà la sua storia con approfondimenti sugli esploratori che da tutto il mondo hanno fatto affluire milioni di reperti formando collezioni scientifiche ancora oggetto di studio da specialisti di tutti i paesi. La mostra aiuterà a comprendere la straordinaria importanza del Museo di Genova che custodisce un archivio perenne della biodiversità del pianeta.

    Mimetismo animale – Autunno 2017
    La mostra sul mimetismo animale ci porterà a scoprire i trucchi di prede e predatori per nascondersi nell’ambiente: l’affascinante argomento sarà trattato da pannelli con testi, fotografie originali, diorami e terrari con animali vivi.

    Risorgimento

    – Museo del Risorgimento

    La guerra di carta: documenti, immagini, testimonianze. Gennaio – Novembre 2017
    Realizzazione delle fasi conclusive del progetto Censimento e valorizzazione delle fonti relative alla Prima Guerra Mondiale conservate nelle collezioni documentarie e iconografiche dell’Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento di Genova, selezionato e finanziato nell’ambito del Bando nazionale per la Commemorazione della Prima Guerra Mondiale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Giornate Mazziniane. 8 – 26 marzo
    Celebrazioni ufficiali ed eventi culturali (conferenze, visite guidate a tema, concerti). In particolare il 17 marzo, Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, il Museo del Risorgimento, situato nella casa natale di Giuseppe Mazzini, sarà aperto straordinariamente tutto il giorno con attività realizzate dagli studenti della classe IV E del liceo classico Colombo nell’ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro. La giornata si concluderà con un concerto al Teatro Carlo Felice, nel corso del quale verrà suonata eccezionalmente la chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini.

    Giornate Garibaldine. 5 – 13 maggio
    le manifestazioni comprendono momenti dedicati alle celebrazioni ufficiali e eventi culturali (conferenze, visite guidate a tema). Alla realizzazione delle manifestazioni delle Giornate Garibaldine edizione 2017 prenderanno parte i Servizi Educativi e didattici del Settore Musei e Biblioteche, il FAI e gli studenti della classe III G del Liceo Scientifico M.L.King in alternanza scuola lavoro.

    Giornate Mameliane. 5 – 12 dicembre 2017
    le manifestazioni comprendono momenti dedicate alle celebrazioni ufficiali ed eventi culturali (conferenze, concerto, visite guidate a tema), che si svolgeranno per lo più al museo.

    Arte Contemporanea

    – Museo di arte contemporanea di Villa Croce

     Strutture – Cesare Leonardi – febbraio 2016 – aprile 2017
    a cura di Joseph Grima con Andrea Bagnato in collaborazione con Archivio Cesare Leonardi. Architetto, designer, scultore, pittore oltre che fotografo, l’impetuosa creatività di Cesare Leonardi (Modena, 1935) riflette un percorso intimamente autobiografico e ancora troppo poco conosciuto nel mondo dell’arte contemporanea.

    What Next? – Riccardo Previdi – aprile-giugno 2017
    In collaborazione con Istituto Italiano Tecnologia, Genova; a cura di Lorenzo Benedetti e Ilaria Bonacossa in partnership con Art Test Fest. La pervasività tecnologica e la sua promessa di progresso sono al centro del lavoro di Riccardo Previdi che indagando l’errore processuale mette in corto circuito il presente con il futuro. Le nuove immagini tratte dalla nanoscopia ottica (in collaborazione con IIT) offrono una forma anomala di autoritratto, in cui la standardizzazione dell’informazione entra in rapporto dialettico con l’unicità dell’essere umano. La tecnologia e soprattutto il nostro rapporto con le sue trasformazioni viene da Previdi raccontato in maniera intima e poetica.

    My Tiger My Timing – Patrick Angus e Tomás de Luca – luglio-settembre 2017
    a cura di Francesco Urbano Ragazzi. Villa Croce inaugura una serie di mostre bi-personali in cui due artisti di generazioni diverse si specchiano reciprocamente uno nel lavoro dell’altro in un confronto dialogico che permette di comprendere come la storia dell’arte, continui ad articolarsi attraverso continui rimandi e richiami a ricerche precedenti. My Tiger, My Timing è una doppia personale di Patrick Angus (North Hollywood 1953 – New York 1992) e Tomaso De Luca (Verona 1988) a cura del duo Francesco Urbano Ragazzi. I due artisti, pur provenendo da generazioni e background diversi, hanno lavorato sulla rappresentazione degli spazi che le comunità LGBT hanno saputo costruire attorno a sé per proteggersi dalle discriminazioni ed esprimere la propria libertà.

    Uno sguardo intimo sulla Collezione Ghiringhelli – Stefano Arienti – ottobre-dicembre 2017
    La ricerca di Stefano Arienti affronta molti dei temi legati al complesso “sistema della visione” nella convinzione che la pratica artistica possa contribuire a risvegliare le percezioni sopite dalla sovraesposizione agli stimoli a cui siamo sottoposti. In tal modo si rivolge allo spettatore coinvolgendolo in un processo mentale indipendente, critico e consapevole.

     

  • Piscina di Voltri, nel 2019 riapertura impianto. Presentato ufficialmente progetto. Bernini contestato da lavoratori Ireti

    Piscina di Voltri, nel 2019 riapertura impianto. Presentato ufficialmente progetto. Bernini contestato da lavoratori Ireti

    piscina_mameliLa realizzazione della nuova Piscina Comunale voltrese richiederà 18 mesi di lavori. Con l’apertura dei cantieri prevista nel 2017, i mesi da cerchiare in rosso per la riapertura dell’impianto (salvo ritardi) sono quelli della primavera del 2019. C’è la disponibilità finanziaria del Comune di Genova ed è in atto la gara per individuare la ditta che dovrà procedere all’opera di demolizione e messa in sicurezza della struttura. È quanto emerso dalla presentazione ufficiale del progetto realizzato dall’ingegner Marco Pesce, avvenuta durante un incontro informativo richiesto dal gruppo consigliare del Comune del Partito Democratico nelle sale del Municipio 7 Ponente.

    Approfondimento: Il progetto per la rinascita della Mameli

    La rinascita della piscina (che per abitudine in molti chiamano ancora “Mameli” nonostante la storica società di pallanuoto sia fallita ufficialmente lo scorso agosto) è resa possibile dai 3 milioni messi a disposizione dal “Patto per la città” dello scorso novembre stilato dal sindaco Marco Doria e dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, e confermati dal governo Gentiloni. L’approvazione del decreto attuativo per il “patto” da parte del Consiglio dei ministri è atteso entro il mese di febbraio. Soldi che vanno a sostituire i 2 milioni di fondi regionali impegnati dalla giunta Burlando e poi annullati da quella guidata da Giovanni Toti, e messi a disposizione in virtù del progetto esecutivo presentato dall’architetto Pesce, che ha coordinato i lavori di progettazione. A questi si aggiungono poi circa 500 mila euro di provenienza comunale. Oltre allo stesso architetto, all’incontro hanno partecipato la consigliera comunale Nadia Canepa, il presidente del Municipio Mauro Avvenente e agli assessori Anna Dagnino e Stefano Bernini. «La riapertura della piscina – ha evidenziato quest’ultimo – fa parte di un progetto più ampio sul Ponente genovese, che comprende lo spostamento della Pam nell’area ex Verrina, con lo spazio che verrà riconsegnato alla fruizione della cittadinanza e che consentirà l’ampiamento delle attività ludico-sportive anche in quella parte del territorio. È un disegno che si completa con la realizzazione della partenza della nuova metropolitana di superficie».

    Critiche al vice sindaco Stefano Bernini

    contestazioni-berniniProprio il vicesindaco è stato bersaglio, nel corso della stessa serata, di una protesta da parte dei lavoratori Ireti, che hanno esposto dei cartelloni in cui si denuncia l’abbandono del Comune di Genova dell’impianto Iren di Prà, a forte rischio chiusura. L’accusa rivolta a Bernini è quella di aver fissato un incontro con i lavoratori per il 25 gennaio, salvo annullarlo solo 3 giorni prima, il 22 gennaio. Dal canto suo, il numero due di Palazzo Tursi ha risposto dicendo che, in quanto assessore all’urbanistica, la gestione del caso non rientra tra le sue deleghe e che, una volta venuto a conoscenza della situazione, si è limitato a comunicare le proprie preoccupazioni agli assessori competenti. La spiegazione non è bastata ai lavoratori presenti all’incontro, che a fine serata si sono trattenuti a lungo con il vicesindaco. Sulla vicenda si è espresso anche il gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle: «Ancora una volta il vicesindaco Bernini dimentica i cittadini del Ponente genovesesi legge in un comunicato firmato da Alice Salvatore e Marco De Ferrari – e diserta l’incontro con i lavoratori Ireti che lui stesso aveva fissato per domani (oggi, ndr) mercoledì 25 gennaio. Ecco quanto conta per il numero due di Tursi quello che è, in realtà, un presidio fondamentale per tutto il Ponente genovese».

    Luca Lottero

  • “Patto per la Bellezza”, Comune di Genova e Amiu alla ricerca di volontari per ripulire la città

    “Patto per la Bellezza”, Comune di Genova e Amiu alla ricerca di volontari per ripulire la città

    ambiente-rifiuti-DIl “Patto per la bellezza” è operativo; l’iniziativa di Comune di Genova e Amiu, che mira ad attivare sinergie tra istituzioni e cittadini per la cura dei beni comuni, e già presentata a settembre, conterà circa 80 interventi di raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti, identificati dai Municipi e dalle realtà attive nel territorio. Il progetto, che punta anche a sensibilizzare i genovesi sull’importanza della responsabilità diffusa per la cura dei beni comuni, è stato presentato nelle ore in cui la stessa Amiu confermava i rincari in bolletta per i prossimi anni.

    Approfondimento: I rincari della tassa sui rifiuti

    L’intesa prevede un contributo straordinario stanziato dall’amministrazione comunale pari a 50 mila euro (600 euro a intervento): «Questo patto mette a punto una procedura standard di collaborazione tra cittadini e istituzioni, anche per il 2017 – spiega Marco Castagna – e la delibera impegna il Comune di Genova a facilitare il comportamento attivo dei cittadini attraverso futuri affidamenti d’incarichi ad Amiu per il trasporto e lo smaltimento dei diversi rifiuti nell’ambito di attività di pulizia di beni pubblici eseguite da associazioni di volontari».

    Ancora una volta, quindi, si fa affidamento al volontariato per “aiutare” il servizio pubblico. Secondo i dati forniti da Comune di Genova, in questa fase del progetto sono state già coinvolte 60 associazioni provenienti da 6 municipi. Diversi progetti già attivati, hanno coinvolto cooperative sociali e centri educativi, e grazie a loro decine di giovani, che hanno svolto importanti opere di bonifica, come la rimozione delle decine di pneumatici abbandonati nel Parco delle Mura.

    A supporto del Patto della Bellezza, è stata sviluppata “Clean App”, un’applicazione per dispositivi mobili che oltre alle informazioni su tutti i servizi di AMIU, introduce la funzione di localizzazione degli ingombranti abbandonati, trasformando le segnalazioni dei cittadini in partecipazione attiva. Questo servizio sarà attivato in via sperimentale in due Municipi (7 Ponente e 9 Levante).

    rifiuti-amiu-cassonettiIl “Patto per la Bellezza”, quindi, è un’iniziativa dalla doppia anima: da un lato, infatti, può intercettare e innescare tematiche di tutela dei beni collettivi, in qualche modo incentivando la responsabilità dei cittadini nei confronti del patrimonio pubblico. Dall’altro lato, però, se si guarda il più largo contesto della gestione istituzionale dei rifiuti, le dinamiche societarie e, più in generale, la tendenza del contenimento forzato dei costi a discapito dei servizi, questa iniziativa può lasciare qualche perplessità, o per lo meno, può non essere capita. Sicuramente è un fatto il dato della decrescita del personale: nel 2012 l’azienda contava 1710 unità, tra operai, impiegati e dirigenti, mentre nel 2015 (ultimo bilancio pubblicato) la cifra è scesa di 173 unità, arrivando ad un totale di 1537 dipendenti. Al contempo, però, è aumentato il valore di produzione dell’azienda, passato dai 146 milioni del 2011 ai 168 del 2015. Quindi si fa di più, ma con meno persone: i problemi dell’azienda arrivano dai grandi investimenti necessari per i prossimi anni, che, come abbiamo più volte raccontato, riguardano il fine vita del rifiuto, cioè lo stoccaggio in discarica. La vera criticità, forse, sta proprio qui: la quantità dei rifiuti prodotti. I dati nazionali parlano di una piccola decrescita, dal 2008, cioè dall’inizio della crisi che ha contratto il consumo, ma le discariche (vedi Scarpino) sono già piene da anni. La città sarà più pulita e vivibile quando il servizio pubblico sarà più efficiente, certo, ma anche quando i singoli individui consumeranno e “sporcheranno” di meno: basta fare un giro per la città per vedere le decine di rifiuti ingombranti abbandonati per le strade di Genova; quella non è colpa di Amiu.

    Nicola Giordanella

  • Nuovo mercato del pesce, tutto (quasi) pronto per l’apertura. Futuro da definire per la vecchia struttura

    Nuovo mercato del pesce, tutto (quasi) pronto per l’apertura. Futuro da definire per la vecchia struttura

    mercato-pesce-nuovo-08Presentata alla stampa la nuova struttura di Ca’ de Pitta, che, ricavata all’interno della struttura dei macelli civici, martedì 24 gennaio diventerà ufficialmente il nuovo Mercato ittico all’ingrosso di Genova. Con una spesa di 1,2 milioni di euro, e pochi mesi di lavoro, i locali sono stati adattati alle esigenze della nuova funzione: «Una scelta che razionalizza un parte della città – afferma l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova Emanuele Piazzarendendo operativa una struttura logisticamente meglio attrezzata per lo smercio all’ingrosso del pesce e più vicina all’autostrada».

    La nuova struttura può contare 5.060 metri quadri di spazi, compresi i piazzali di manovra, di cui 565 metri quadri di zona mercatale coperta che arrivano a 1.870 metri quadri coperti compresi i servizi. Una struttura che lo stesso assessore spera «possa diventare la sede definitiva per lo smercio all’ingrosso». I lavori, infatti, sebbene terminati, sono stati realizzati di slancio per tamponare l’emergenza di una nuova sistemazione, vista la inagibilità della vecchia sede, ed esistono margini per un ulteriore allargamento: «le vecchie stalle dei macelli – spiega Piazza – non sono più utilizzate e potrebbero essere riconvertite in qualche modo, a seconda delle esigenze della struttura».

     

    Come prima, meglio di prima?

    Con l’apertura della nuova sede del mercato del pesce, non tutto sarà uguale: a Ca’ de pitta non sarà prevista la vendita al dettaglio, come prescritto dalle normative comunitarie che obbligano a separare gli spazi dalla vendita all’ingrosso. «A Genova abbiamo un’ottima e diffusa rete di pescherie – sottolinea l’assessore – e questa novità potrebbe “dare una mano” alla categoria».

    La vecchia struttura di piazza Cavour, attualmente parzialmente chiusa per lavori di messa in sicurezza, non ha ad oggi un destino chiaro. In una prima fase, gli stessi operatori del settore ittico sembravano interessati a poter riutilizzare lo storico stabile per progetti legati alla cultura dei prodotti del mare, ma nulla è stato ancora messo nero su bianco: «Se non arriveranno progetti in questo senso – continua l’assessore allo Sviluppo economico – sicuramente dovremmo pensare a come utilizzare una struttura centrale nella geografia del Porto Antico». Tra le ipotesi la concessione dello spazio a privati o un concorso di idee.

    Per quanto riguarda l’impatto sulla viabilità, l’assessore alla mobilità del Comune di Genova, Anna Maria Dagnino assicura: «Le attività del mercato sono notturne, e quindi non dovrebbero esserci ripercussioni di rilievo. Sicuramente a giovarne sarà la zona di Cavour». Da determinare ancora la sorte degli stalli di sosta pertinenti alla vecchia sede: «Stiamo pensando a fare dei parcheggi per residenti», conclude Dagnino.

    Nicola Giordanella

  • Il mondo in un piatto. Cultura e sapori latinoamericani e liguri si intrecciano nella cucina di Anilda

    Il mondo in un piatto. Cultura e sapori latinoamericani e liguri si intrecciano nella cucina di Anilda

    Anilda-vargas-braceGastronomia e partecipazione. Queste sono le parole chiave dell’incontro con la nuova genovese di oggi, Anilda Vargas, arrivata a Genova negli anni Novanta, dopo un breve soggiorno in Francia, da un Perù attanagliato in quel periodo da fenomeni di terrorismo interno.
    La partecipazione alla vita sociale e culturale della città, secondo Anilda, è fondamentale per sentirsi davvero cittadini e non solo ospiti.
    Il progetto che ha orientato tutta la sua attività a Genova è stato quello di valorizzare il cibo e la cultura gastronomica come perno dell’identità culturale delle persone immigrate e occasione di incontro e scambio fra cittadini provenienti da paesi e mondi diversi.
    Mangiare da sempre è un atto non solo alimentare, ma anche sociale: la condivisione della tavola facilita, infatti, lo scambio e la relazione umana. La gastronomia permette, più facilmente della parola, di avvicinarsi ad altre realtà geografiche, sociali e culturali abbattendo le barriere linguistiche.

    A Genova, Anilda si è adoperata per realizzare questa sua filosofia in ambito associativo e gastronomico. Lasciato un lavoro nel settore pubblico in Perù, ha trasformato la passione per la cucina in un lavoro, prima come cuoca, sia in Francia sia in Italia e poi, dal 2007 al 2010, come titolare di un negozio di produzione gastronomica da asporto italiana e sudamericana, gestito con la figlia.
    La sua è una nouvelle cuisine latinoamericana, nel pieno rispetto della tradizione, ma con un occhio ai piatti della tradizione genovese e ricca di proposte fusion dove si sposano sapori latinoamericani e liguri.
    Oggi il suo lavoro è rivolto al mondo dell’associazionismo: è responsabile del Laboratorio Gastronomico “Il mondo in cucina” del Coordinamento Ligure Donne Latinoamericane (Colidolat) e organizza per l’associazione Encuentro de 2 Mundos diverse attività legate alla diffusione della cultura gastronomica e alla connessione tra cibo e cultura.
    Come è emerso nei nostri incontri con i “nuovi genovesi”, in molte persone un forte interesse, una passione a volte non vissuta in maniera piena nel paese di origine (l’arte, la cucina, la poesia, il teatro….) ha assunto un posto centrale nella nuova vita italiana e genovese, trasformandosi a volte in un lavoro, a volte in un’esperienza nel mondo della cultura e dell’associazionismo, a volte in uno spazio individuale di espressione della propria personalità.
    Quasi sempre questa passione – per Anilda, la gastronomia – è stata il primo passo per comunicare con altre persone, allacciare relazioni sociali, vivere pienamente la città, superare le difficoltà linguistiche che tutti incontrano nei primi anni della nuova vita in un diverso paese.

    DSCF0168-1BQuando hai deciso di trasferirti in Italia e a Genova?
    «In Perù ho studiato per conseguire il diploma di amministratore d’impresa. Prima di arrivare a Genova, lavoravo come segretaria di un ente pubblico del settore pensionistico, simile all’Inps italiano. Ero già appassionata di cucina e avevo frequentato diversi corsi. La situazione politica del mio paese era molto instabile e c’erano stati diversi attentati terroristici. Avevo 3 figli che erano ancora dei ragazzini ed ero spaventata. Ho deciso di provare a trasferirmi in Europa. Sono stata un periodo in Francia, con visto turistico; qualche tempo dopo, consigliata da un’amica, ho scelto l’Italia e Genova.
    Dopo alcuni anni di fatica e di nostalgia per la mia famiglia, ho regolarizzato la situazione lavorativa, fatto tutti i documenti necessari e sono riuscita a far arrivare qua mio marito e i miei figli, che ora sono tutti sposati. Da subito mi sono impegnata a fondo nel mondo dell’associazionismo.
    Nel 1992 sono stata fra i soci fondatori dell’Associazione culturale Encuentro de 2 Mundos di cui oggi sono referente per i progetti e i laboratori di degustazione gastronomica. Nel 1994 sono stata socia fondatrice del Colidolat (Coordinamento Ligure Donne LatinoAmericane) e oggi sono la referente del Laboratorio gastronomico “Il Mondo in cucina”. Già in Perù ero interessata, oltre alla cucina, al mondo dell’associazionismo: dal 1989 al 1992 ho presieduto un’associazione culturale di Lima, che si proponeva di valorizzare le danze, i balli e le altre forme del folklore peruviano, organizzando scambi culturali con la Francia.
    Credo che un immigrato, per essere davvero un nuovo cittadino, dovrebbe partecipare alla vita sociale e culturale della città in cui vive. Chi lavora, guadagna e basta, senza partecipare alla vita della comunità, non si sente un cittadino, si sente un ospite. Io invece vorrei far parte della vita di questa città. Si parla spesso dei migranti come di un problema, come se fossero persone che non valgono niente. E, invece, il migrante può essere una persona con molto da raccontare, da insegnare. Anche un paese povero può avere molto da dimostrare a livello culturale, sociale, gastronomico. Chiudere la porta a queste persone, secondo me, è totalmente ingiusto».

    cucina-perù-patateQual è stata l’idea guida, il progetto che ha portato alla creazione del “Laboratorio Gastronomico”?
    «Il progetto alla base del mio lavoro è quello di recuperare e valorizzare l’identità delle comunità di immigrati, attraverso la promozione dei loro piatti più caratteristici.
    Per i migranti, l’alimentazione ha un ruolo molto importante, per esprimere se stessi e non perdere contatto con la propria identità, le proprie tradizioni, anche in un paese diverso. Le modalità di preparazione di un piatto sono importanti almeno quanto gli ingredienti. Il cibo, però, oltre che un mezzo per recuperare la propria identità, è anche uno strumento di comunicazione e mediazione fra persone provenienti da mondi diversi. Un buon piatto è il miglior punto di partenza per scoprire luoghi, usi e costumi, somiglianze e differenze tra i popoli. Una ricetta ti può ricordare persone incontrate in luoghi lontani.
    L’idea guida del nostro laboratorio è di far conoscere a più persone possibile i prodotti della tradizione latinoamericana, attraverso piatti gustosi. In questi anni abbiamo sperimentato in cucina e fatto conoscere la quinoa, l’amaranto, molte varietà di riso e tante spezie profumate e colorate.
    Abbiamo contribuito a far conoscere in Italia il pisco, un distillato d’uva tipico del Perù, dove è considerato bevanda nazionale, molto utilizzato soprattutto per i cocktail».

    Come si svolge la vostra attività?
    «Il Laboratorio Gastronomico è un lavoro di squadra, ha rappresentato un’occasione di lavoro per alcune donne e un punto di riferimento per la promozione della pari opportunità sul territorio.
    Io sono la responsabile, ci occupiamo di organizzare aperitivi ed eventi culturali legati al cibo e alla degustazione. E’ specializzato non solo in cucina peruviana: prepariamo piatti dell’Ecuador, del Venezuela e di altri paesi dell’America Latina.
    Tutte noi abbiamo imparato la cucina italiana e ligure: c’è stato uno scambio molto bello. Proponiamo anche piatti fusion, che mettono insieme prodotti della tradizione latinoamericana e prodotti liguri, come la quinoa alla mediterranea. E, poi, con l’associazione “Encuentro de 2 Mundos” da molti anni partecipiamo inoltre al Festival Suq con uno stand di cucina peruviana».

    cucina-perù-uovaQual è la caratteristica principale della cucina peruviana?
    «La cucina peruviana è una cucina “meticcia” nella quale si fondono la tradizione indigena con la tradizione spagnola. In Perù è molto conosciuta anche la cucina italiana, è apprezzata e considerata una delle migliori, anche se tutti credono che la propria cucina sia la migliore. Per la mia esperienza in Francia e in Italia, direi che i francesi sono più propensi a sperimentare cucine diverse, provano di tutto. I genovesi e gli italiani a volte sono più chiusi, più restii, ma oggi vedo che sempre più genovesi apprezzano e chiedono una cena esotica».

    Andrea Macciò