Tag: sport

  • Righi, recupero dei sentieri per il trekking e la mountain bike

    Righi, recupero dei sentieri per il trekking e la mountain bike

    righi-forti-DILa passione per la bicicletta che si unisce all’amore e al rispetto del territorio, un binomio che non può che portare benefici alla collettività. ASD Deep Bike, associazione sportiva nata a marzo del 2012, è un esempio concreto. Amanti della natura e dello sport, ma soprattutto praticanti della mountain-bike, i volontari da anni si impegnano per ripristinare i sentieri del Parco del Peralto sulle alture del Righi: «Curiamo il territorio della nostra città, in particolare la parte a levante del centro cittadino. Grazie al lavoro dei nostri volontari stiamo ripristinando tutti i vecchi sentieri e tracciandone di nuovi», raccontano i volontari.

    Da qualche settimana è disponibile online un video firmato dal videomaker genovese Matteo Fontana che testimonia il lavoro svolto sin qui dall’associazione genovese: «Ci siamo presi a cuore il Parco del Peralto – dice Christian Giannini responsabile comunicazione di ASD Deep Bike –  attraverso una collaborazione con il Municipio centro est stiamo realizzando una rete di sentieri che copre già oggi quasi 56 km».

    L’obiettivo dei volontari è quello di presidiare il territorio per poterlo riportare al suo antico splendore, soprattutto per quanto riguarda il Righi e le zone dei forti. «Spesso ci siamo trovati davanti a vere e proprie discariche a cielo aperto, sentieri abbandonati. Il nostro lavoro speriamo possa essere il primo passo per riportare su questi magnifici sentieri anche i bambini e le famiglie, e ovviamente i turisti. Si tratta di zone incantevoli con un panorama stupendo».

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Piscine di Multedo e Voltri: messa in sicurezza per arginare il degrado

    Piscine di Multedo e Voltri: messa in sicurezza per arginare il degrado

    multedo-giardini-lennon-degrado-piscine-sapio-2È ancora presto per scoprire che cosa ne sarà del futuro della piscina “Nico Sapio” a Multedo, che ormai è abbandonata al degrado da oltre due anni. C’è però una novità piuttosto importante. L’Associazione sportiva dilettantistica “Nuotatori genovesi”, che aveva vinto il bando pubblico di concessione dell’impianto – una piscina da 25 metri, una palestrina prenanatoria e due campi in erba sintetica per la destinazione promiscua di tennis multedo-degrado-piscine-sapioe calcio a 5 – ma che non si era rivelata in grado di poterne sviluppare la riqualificazione e il rilancio, ha finalmente riconsegnato le chiavi, dopo un lungo tira e molla che abbiamo già  raccontato in passato.

    La piscina, dunque, è tornata nella piena disponibilità del Comune di Genova, che però deve assolutamente provvedere alla sua messa in sicurezza come ha mostrato la nostra incursione nel corso di una puntata di #EraOnTheRoad. Per poter porre un freno allo stato di sostanziale abbandono ed evitare nuove effrazioni e altri atti vandalici, compreso il tentativo di piccoli furti del materiale ancora presente all’interno dello stabile, l’assessorato allo Sport ha stanziato 24 mila euro a beneficio del Municipio VII Ponente.

    «Con questa cifra – spiega il presidente Mauro Avvenente – dovremo predisporre un piccolo bando per chiudere gli accessi non solo alla piscina di Multedo ma anche alla Mameli di Voltri. L’idea iniziale era quella di murare tutti gli ingressi per impedire sfondamenti, ma si sarebbe trattato di uno spreco di denaro pubblico perché i prossimi gestori sarebbero stati costretti ad abbattere l’ostacolo, con ulteriore lavoro da parte loro». La soluzione, allora, dovrebbe definitivamente orientarsi verso l’installazione di robusti cancelli che possano dissuadere i malintenzionati e rimangano patrimonio futuro per chi si aggiudicherà la gestione dei beni.

    «A Voltri – prosegue Avvenente – l’attività natatoria dovrebbe riaprire i battenti in estate, dal momento che l’associazione che ha finora avuto in mano la piscina si è detta disponibile a proseguirne la gestione anche per la prossima stagione, soprattutto in ottica di un possibile rilancio invernale nel 2014-2015».

     

    Il futuro della piscina Nico Sapio di Multedo

    In attesa del nuovo bando comunale, resta invece ancora incerto il futuro dell’impianto di Multedo. In questa fase transitoria, ci sarebbe l’intenzione di restituire ai bambini del quartiere almeno uno dei due campetti in erba sintetica che costeggiano l’ingresso al Pio XII – Signorini. Ma anche in questo caso le cose non sono per nulla semplici, come ci spiega Avvenente: «L’idea inziale era capire se il Comitato di quartiere di Multedo fosse stato in grado di gestire i due campetti in questa fase intermedia. Il Comune, tuttavia, ha manifestato l’interesse di mantenere integro tutto l’impianto sportivo dei giardini Lennon per rendere in qualche modo remunerativa la futura concessione dal momento che la piscina da sola non garantisce un sufficiente apporto economico. Il comitato però ha detto di non essere in grado di gestire un centro sportivo così articolato solo con l’attività di volontariato, anche perché sarebbe necessario mettere mano all’impianto elettrico, agli spogliatoi e alle recinzioni, oltre naturalmente alla manutenzione del manto sintetico. Ma in questo caso servirebbero cifre almeno con uno zero in più rispetto a quelle messe attualmente a disposizione dal Comune». Un piano b potrebbe essere il temporaneo affidamento a qualche scuola calcio già attiva sul territorio che, tuttavia, vorrebbe la garanzia di una disponibilità pluriennale: richiesta che mal si concilia con la necessità di giungere molto rapidamente al nuovo bando di concessione.

    Insomma, una matassa abbastanza complicata da dirimere ma, almeno, si sta finalmente parlando di proposte concrete dopo mesi di attesa gettati al vento, come testimonia la chiosa del presidente Avvenente: «Stiamo valutando tutti i pro e i contro per evitare che lo stato di abbandono non degradi i beni a un livello tale che chiunque poi dovesse vincere la gestione degli impianti ci dovesse mettere secoli per rimetterli in funzione».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Nervi: piscina Mario Massa, dopo la riapertura estiva si pensa al futuro

    Nervi: piscina Mario Massa, dopo la riapertura estiva si pensa al futuro

    NerviA Nervi, presidio del turismo levantino e indiscusso polo di attrazione genovese, nonostante le tante bellezze, non mancano le contraddizioni. È il caso delle proteste per lo stato di incuria dei Parchi, per la scarsa attrattiva dei suoi Musei, per il degrado di luoghi storici, simbolo dello splendore passato (di recente, ad esempio, la chiusura prolungata del locale Marinetta, simbolo della belle epoque genovese e del boom anni ’50-’60). Nonostante le difficoltà, le notizie positive a Nervi non mancano. Lo dimostra il caso della riapertura della Piscina Massa, nel porticciolo: prima gestita dalla Società Sportiva Nervi, da maggio 2012 è stata costretta alla chiusura ed è passata nelle mani di Tursi. Nonostante la mobilitazione dei nerviesi e il serrato dialogo tra Municipio e rappresentanti comunali, le speranze di riapertura sembravano remote a causa degli ingenti costi per gli interventi di adeguamento degli impianti e per i debiti contratti dalla precedente gestione.

    Tuttavia, come noto, lo scorso 8 agosto la piscina è stata inaugurata ed è rimasta aperta dalla fine della stagione estiva fino al 31 ottobre. Un risultato raggiunto grazie alla sinergia tra My Sport, società consortile che raggruppa gruppi natatori e pallanuotistici della provincia genovese, e Comune di Genova: traguardo certamente soddisfacente, che ha fatto gioire i nerviesi e messo d’accordo tutti.

    Adesso è necessario iniziare a lavorare in previsione della prossima stagione, in cui si vuole tenere aperto l’impianto da maggio a ottobre, in coincidenza con l’attività degli stabilimenti balneari della zona. Alcune criticità sono persistenti e i rappresentanti cittadini, in anticipo, si adoperano per dare stabilità alla situazione.

    Così il Presidente del Municipio IX Levante Nerio Farinelli: «La piscina adesso non sarà più usata, come in passato, per ospitare gare agonistiche ma esclusivamente per la balneazione. Nel porticciolo persiste il divieto di balneazione e la piscina è una buona alternativa per i bagnanti della zona. L’anno scorso il Comandante della Capitaneria di Porto Vincenzo Melone ha presidiato l’area, controllando che venisse rispettato il divieto di balneazione da parte dei singoli, ma anche di sub, barche e canoe che agiscono in promiscuità del porticciolo o in attracco nel molo. La situazione è caratterizzata da forte pericolosità e eccessivo movimento, per cui si è resa necessaria una regolamentazione. L’alternativa della piscina è diventata ancora più importante e si lavora per ultimare le migliorie e i lavori di adeguamento».

    La piscina è più sicura e, dopo le restrizioni, i bagnanti si sono trasferiti qui: per renderla ancora più fruibile da parte di tutti sono state messe in atto strategie come l’ingresso gratuito per i bambini e ulteriori agevolazioni per gli adulti. Inoltre, per la prossima estate è in programma un restyling dell’intera area del porticciolo, con ampliamento dell’impianto natatorio e riqualificazione generale, ma si tratta di interventi articolati e complessi, che necessitano di attenzione e costanza. Attendiamo maggio 2014 per vedere i risultati, con impulso a tutto il quartiere.

     

    Elettra Antognetti

  • Marcia del Monte Gazzo, edizione 2013 della gara di corsa podistica

    Marcia del Monte Gazzo, edizione 2013 della gara di corsa podistica

    val-chiaravagna-cave-monte-gazzoDomenica 20 ottobre è in programma l’ottava edizione della Marcia del Monte Gazzo, la classica corsa in salita da Sestri Ponente al Santuario del Monte Gazzo organizzata da Uisp Genova e Atletica Don Bosco Universale – Sezione Podismo con il patrocinio del Municipio VI Medio Ponente.

    La gara di corsa podistica in salita della lunghezza di 5,8 km, (con un dislivello di 400 metri), è la diciassettesima prova del Gran Prix Uisp Diadora, e quinta prova del Gran Premio della Montagna; la partenza è fissata per le ore 10 da piazza Baracca di Sestri, il ritrovo per i partecipanti  a partire dalle ore 8.30 presso Gazebo UISP in piazza Tazzoli.

    Le iscrizioni on line sul sito della Uisp Genova (cliccare qui) sono possibili fino alle ore 18 di venerdì 18 ottobre, nella  giornata di sabato 19 ottobre, dalle ore 10 alle 16, è invece possibile iscriversi presso l’atrio di Palazzo Fieschi (palazzo del Municipio, in via Sestri n.34).

    Il traffico veicolare sarà interdetto, è previsto il servizio di trasporto borse (da consegnarsi entro e non oltre le ore 9.30), servizi igienici alla partenza, assistenza medica durante il percorso e ristoro (the, focaccia, frutta e bevande) all’arrivo per tutti i partecipanti.

    Verranno premiati i primi tre atleti (maschi e femmine) in classifica generale, i migliori 3 classificati Uisp (maschi e femmine), i primi 3 classificati di ogni categoria, i primi tre gruppi numerosi.

    Al termine delle premiazioni è possibile partecipare al Pasta-roast beef party presso i locali della foresteria del Santuario di N.S. del Gazzo al prezzo di 10 euro (per i corridori).

  • Scuole e impianti sportivi, emergenze e criticità: intervista all’ass. Boero

    Scuole e impianti sportivi, emergenze e criticità: intervista all’ass. Boero

    Consiglio Comunale a Palazzo Tursi aula RossaPeriodo di fuoco per l’assessore comunale allo Sport e alla Scuola Pino Boero. Nei giorni scorsi si sono scesi in piazza i membri del comitato genitori della scuola di piazza delle Erbe, la cui storia ormai potrebbe quasi diventare leggenda, e i cittadini di Multedo stufi di non poter più godere dei servizi della piscina di quartiere. A tutto ciò va aggiunto l’annuncio fatto sulla stampa cittadina della probabile chiusura della piscina di Voltri. Sport e scuola, uniti da una sottile linea rossa: la richiesta di spazi. E non poteva essere altrimenti, con l’inizio del nuovo anno scolastico, strettamente connesso all’avvio delle attività sportive per la stagione invernale.

    Ma andiamo con ordine, cercando di capire quale sia lo stato delle principali criticità dei due settori.

    Pino BoeroAssessore, partiamo dalla scuola. Sicuramente la questione più urgente riguarda l’ultimazione dei lavori nel nuovo edificio di piazza delle Erbe. Questa settimana i genitori sono tornati a manifestare il proprio malcontento. Quando potremo finalmente tagliare i nastri?

    «Innanzitutto mi preme sottolineare che non si tratta tanto di una questione di inaugurazioni quanto della restituzione di un bene al quartiere e ai cittadini, un atto dovuto. Dopo ritardi che sono sotto gli occhi di tutti, siamo finalmente in dirittura d’arrivo. Nell’ultimo sopralluogo il direttore dei lavori ha garantito che il 31 ottobre ci sarà la consegna della scuola finita. Da lì ai primi di gennaio dovrebbe esserci il tempo per attivare tutti controlli necessari e previsti della legge. L’amministrazione sta dietro al cantiere con grande frequenza, anche al fianco del Comitato dei genitori, molto civile e giustamente attivo. Dopodiché toccherà al trasloco. L’idea sarebbe di sfruttare il periodo natalizio quando la scuola è chiusa. Ma sarà un’operazione da condividere con il dirigente scolastico e il consiglio d’istituto, e avverrà esclusivamente secondo le loro esigenze e preferenze».

    Data per assodata la situazione di piazza delle Erbe, vi sono altre emergenze sugli edifici scolastici di competenza comunale?

    «Tutto l’elenco di interventi che il Patrimonio scolastico ha giudicato di certa urgenza è stato portato a compimento durante l’estate: ad esempio, la messa a punto dell’ascensore e dello scivolo per disabili per la scuola Da Passano, o il ripristino del salone di Villa Sciallero. È chiaro che il patrimonio edilizio scolastico genovese non è assolutamente moderno e tutti i giorni ci si può aspettare la necessità di intervenire. Bisogna dunque monitorare costantemente attraverso un continuo dialogo con i dirigenti scolastici. A loro, il compito di fare una sorta di “lista della spesa” che passa al vaglio del patrimonio, secondo un elenco di priorità che si era iniziato a stilare a partire dal 2006. Quando a novembre ci sarà la nuova Conferenza cittadina con i dirigenti scolastici, riproporremo loro la scala delle priorità».

    E per quanto riguarda le possibili emergenze meteo?

    «Il sistema di informazione e di allerta adottato l’anno scorso, che passa anche attraverso la messaggistica telefonica, ha funzionato e verrà riproposto anche quest’anno in caso di necessità. Con l’eventualità di chiusure limitate solo a determinate zone della città particolarmente a rischio. Resta, naturalmente, sempre valido l’appello al buon senso dei genitori, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici».

    Passiamo allo sport. Voltri, Multedo e Nervi. Piscine maledette?

    «Tra 113 impianti sportivi cittadini censiti, 13 sono piscine. E si tratta sicuramente degli elementi più difficili da gestire. Intanto va detto che dalle amministrazioni precedenti tutte e tre queste strutture critiche hanno ricevuto discreti finanziamenti: oltre un milione di euro alla Nico Sapio di Multedo in 14 anni, due milioni e trecento mila euro alla Piscina di Voltri in dieci anni, poco più di un milione e mezzo alla Mario Massa di Nervi sempre in dieci anni».

    Per quale motivo, allora, ci si ritrova in queste situazioni?

    «Partiamo dal presupposto che nell’attuale contesto economico sono sempre meno le società sportive che riescono a gestire autonomamente un impianto. È necessario fare un po’ di storia recente. Nel luglio 2010 il Consiglio comunale approvò un Regolamento che metteva ordine alla classificazione degli impianti, distinguendo tra impianti con o senza rilevanza economica, di interesse cittadino o di interesse municipale. Inoltre, insieme con la durata decennale delle concessioni con possibilità di prolungamento in caso di interventi di ammodernamento, veniva stabilita la necessità dei concessionari di garantire l’accesso a tutti i cittadini e l’obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria. Attualmente, le due criticità di questo sistema sono proprio rappresentate dal fatto che l’Amministrazione non fornisce più contributi per la gestione degli impianti e le stesse società non possono accedere al credito sportivo perché il Comune non può attivare fidejussioni bancarie a garanzia dei prestiti. Inoltre, la classificazione attuale tra impianti sportivi e ad uso associativo è un po’ troppo schematica e non tiene conto di edifici ibridi che, a seconda dell’attività svolta o dell’orario di utilizzo possono appartenere a più di una categoria. Per cercare di studiare qualche soluzione efficace in proposito, compresa l’eventuale riduzione dei canoni, entro fine ottobre l’amministrazione si impegna a convocare, per la seconda volta dalla sua istituzione (la prima la convocai io stesso il 7 marzo 2013, nonostante la fosse stata creata il 21 giugno 2011), la Consulta dello Sport, sperando nel frattempo di riuscire ad allargarne la partecipazione anche a membri del Consiglio comunale e dei Municipi che vadano ad affiancare i rappresentati sportivi. Altro obiettivo dell’amministrazione e della Consulta sarà quello di approntare un sistema efficace di controllo delle concessioni».

    In concreto, quale sarà il futuro prossimo di questi tre impianti?

    «Su Multedo abbiamo buoni motivi di sperare che si riesca finalmente a giungere a un accordo senza dover necessariamente proseguire per le vie legali anche oltre la formalizzazione della revoca della concessione. Se tutto andrà per il meglio, cercheremo di sondare la disponibilità degli unici altri partecipanti al bando a subentrare nella gestione, altrimenti penseremo a un nuovo bando.
    Anche la questione di Voltri è piuttosto delicata. La società sportiva Mameli lamenta il fatto che negli ultimi anni, invece di istituire un nuovo bando di concessione, siano stati rinnovati gli accordi con la stessa. Una situazione che, a loro dire, avrebbe dissipato tutto il patrimonio. Peccato che i rinnovi delle concessioni siano stati fatti proprio per consentire alla Mameli di continuare a gestire l’impianto, dato che la pesante situazione debitoria in cui versa la società ne avrebbe comportato l’impossibilità di partecipare a qualsiasi bando pubblico.

    Per quanto riguarda Nervi, infine, sono soddisfatto di essere riuscito a mantenere la promessa per quanto riguardava l’apertura estiva. Ora si pone il problema di capire come andare avanti ad ottobre. Il Municipio Levante sta studiando qualche soluzione coinvolgendo anche altre realtà come quella dei pescatori. Di certo, non credo potremo pensare a una tradizionale apertura invernale perché non ci sono i fondi da investire su una copertura a pallone o sul riscaldamento dell’acqua».

    Altre criticità?

    «Avevamo ancora qualche problema su altri tre impianti, questa volta non piscine, tutti in via di soluzione. Il primo, annoso, caso riguarda il campo Branega che ha finalmente visto sbloccati i 100 mila euro stanziati dalla scorsa Amministrazione, che consentono l’apertura del bando di concessione. Negli altri due casi si parla di Palestre: per il Palaerbe abbiamo firmato il rinnovo della concessione grazie agli investimenti impegnati dai concessionari, mentre su via Digione c’è qualche ritardo sui lavori, con la consegna prevista nei primi mesi del 2014».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Premier League e sceicchi: gli interessi del mondo arabo in Inghilterra

    Premier League e sceicchi: gli interessi del mondo arabo in Inghilterra

    liverpool-you-ll-never-walk-alone“And you’ll never walk alone, you’ll never walk alone”. Se siete appassionati di football o se vi è capitato di visitare Liverpool, non potete non aver mai sentito queste parole. “Non camminerai mai solo” è la canzone che accompagna i giocatori del Liverpool FC all’inizio di ogni loro match casalingo.

    In effetti non è solo la gloriosa squadra dei Reds, ma tutto il calcio inglese in generale a non camminare più da solo ormai da più di dieci anni. La Premier League, il massimo campionato inglese, è diventata una vetrina mondiale e da ogni lato del globo businessmen e politici hanno iniziato a sentire l’odore di soldi e di impunità proveniente da Londra e dintorni.

    Lo hanno capito gli sceicchi di Dubai e Abu Dhabi, con l’acquisto del Manchester City da parte del principe Mansur e con il finanziamento di un importante stadio londinese non a caso battezzato con il nome di Emirates Stadium. D’altra parte, già Micheael Moore nel suo documentario Fahrenheit 9/11 sull’attacco (“presunto” secondo il regista) agli Stati Uniti  alle Twin Towers aveva fatto luce sugli interessi miliardari del mondo arabo, in particolare quello saudita, nei paesi anglosassoni.

    Prima dei fat cats – i ricconi – emirati aveva già intuito il potenziale del calcio inglese un altro tycoon asiatico, il tailandese Thaksin Shinawatra, ex Primo Ministro del suo Paese, che guarda caso da quasi dieci anni vive in esilio tra Londra e gli EAU per via di accuse di abuso di potere e corruzione.

    Un’altra celebre figurina nell’album dei magnati overseastermine che letteralmente significa “oltremare” ma in UK designa tutto ciò che è straniero – è quella di Roman Abramovich, amicone di Putin arricchitosi in maniera sospetta grazie a relazioni molto discutibili, tra cui quella con l’ex re degli oligarchi russi Boris Berezovskji, recentemente trovato morto in una sua casa in Inghilterra.

    A completare il quadro non potevano mancare gli americani, che quando possono combinare sport e business si muovono più velocemente di Usain Bolt e Carl Lewis messi insieme.

    Malcolm Glazer è il proprietario di una delle squadre più ricche e popolari del mondo, il Manchester United, mentre per collegarci all’inizio dell’articolo è proprio vero che i Reds non camminano soli visto che a possedere il Liverpool FC è John W. Henry, padrone anche dei Boston Red Sox, mitica franchigia di baseball, e del Boston Globe, principale quotidiano dell’omonima città.

    Ha proprio ragione il filosofo ed economista belga Marc Luyckx Ghisi: l’Italia è sempre anticipatrice di grandi cambiamenti. A usare la popolarità data dal calcio per interessi personali e a fare un bel minestrone di sport, editoria, affari e politica noi – e in particolare Lui – ci eravamo arrivati già diversi anni fa, alla fine dei favolosi anni Ottanta. Oltre comunque all’ovvio esempio berlusconiano, abbiamo in tempi più recenti quello di Luciano Zamparini, un friulano trapiantato a Palermo per diventare il presidente della squadra del capoluogo siciliano e – toh! – per aprire in Sicilia diversi centri commerciali, oppure di Urbano Cairo, editore e proprietario del Torino Calcio.

    Il sentimento davanti a questi giochi di soldi e potere che nulla hanno a che fare con la genuina passione sportiva può essere di sconforto e di impotenza. Tuttavia, si può anche agire: basta disdire l’abbonamento alle televisioni a pagamento; capisco che per alcuni sia doloroso, ma è molto semplice e sarebbe una mazzata efficace contro questo sistema.

    PS You’ll Never Walk Alone cantata dai tifosi del Liverpool è davvero uno spettacolo emozionante, tanto che gli stessi Pink Floyd la inserirono per chiudere Fearless, una delle loro canzoni più belle. See you!

     

    Daniele Canepa

  • Multedo, piscina Nico Sapio: dopo due anni il futuro è ancora incerto

    Multedo, piscina Nico Sapio: dopo due anni il futuro è ancora incerto

    multedo-giardini-lennon-degrado-piscine-sapio-5Poco prima della pausa estiva, durante un sopralluogo di #EraOnTheRoad in diretta Twitter, avevamo promesso aggiornamenti riguardo al futuro della piscina Nico Sapio a Multedo (qui un approfondimento del novembre 2012). Ma l’avvenire dell’impianto ponentino – che in occasione della diretta abbiamo avuto modo di constatare come non goda attualmente di buona salute (vedi galleria foto) – è ancora totalmente avvolto nella nebbia. Insomma, chi sperava di poter mettere i piedi in acqua nel prossimo inverno dovrà rassegnarsi a rimanere all’asciutto quantomeno anche per la futura stagione sportiva che ormai è alle porte.

    La struttura di proprietà comunale – che oltre a una piscina da 25 metri comprende una palestrina prenanatoria e campi in erba sintetica per la destinazione promiscua di tennis e calcetto – è stata consegnata il 4 dicembre 2012 all’Associazione sportiva dilettantistica “Nuotatori genovesi, vincitrice di un apposito bando lanciato da Tursi. Oltre al canone annuale di concessione di poco inferiore ai 15 mila euro, il contratto prevedeva che l’associazione avviasse una serie di lavori di “manutenzione ordinaria e straordinaria, con esclusione delle parti strutturali” già a partire dal febbraio 2013, per poter aprire l’impianto intorno al mese di novembre. Ma i lavori non hanno mai visto luce. “Nuotatori genovesi” lamenta, infatti, che la struttura sia stata consegnata in condizioni diverse da quanto previsto dal bando. In una lettera inviata agli uffici comunali competenti, si parla di mancanza dell’impianto fognario e, addirittura, di possibile presenza di amianto. E per questo motivo si invoca l’intervento del Comune.

    «Una situazione alquanto grottesca – commenta l’assessore allo Sport, Pino Boero – poiché non capisco come si possa firmare un contratto senza avere ben presente le condizioni del bene che si sta per prendere in gestione e avere piena consapevolezza dei lavori di risanamento che devo intraprendere».

    multedo-degrado-piscine-sapioDietro la motivazione ufficiale ce n’è sicuramente un’altra economica. Ossia l’impossibilità da parte di “Nuotatori genovesi” di reperire i fondi per poter procedere alla ristrutturazione dell’impianto di Multedo. Se da un lato, infatti, il Comune non può più farsi garante di fidejussioni a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità, anche i privati hanno enormi difficoltà a ricevere prestiti bancari per la mancanza di garanzie concrete a copertura dei multedo-degrado-piscine-sapio-2mutui (vedi il caso del Mercato del Carmine ndr).

    Un’impasse da cui si potrà uscire solamente attraverso le vie legali, già imboccate da Tursi. Entro metà novembre, dunque, se non verrà trovata una conciliazione che sembra sempre più improbabile, il bene tornerà definitivamente nelle mani del Comune. Che nel frattempo, si spera, avrà già ascoltato il parere dei secondi classificati nel bando di assegnazione e unici altri partecipanti per capire se fossero intenzionati o meno a rilevare l’impianto. Secondo quanto previsto dalla legge, infatti, l’obbligo a subentrare ai vincitori viene meno dopo 180 giorni dal termine della gara: un periodo già ampiamente trascorso. Certo, si potrebbe procedere comunque a trattativa privata ma sembra che l’interesse di “Idea Sport”, unici altri partecipanti alla gara, sia ormai del tutto scemato. Il gruppo di società (che comprendeva tra le altre  Crociera, Andrea Doria, Multedo 1930, Pontedecimo e Anpi Molassana) infatti, aveva presentato ricorso al Tar contro la graduatoria finale ma, in seguito al pronunciamento del tribunale amministrativo a favore del Comune di Genova, aveva rinunciato a proseguire l’impugnazione presso il Consiglio di Stato.

    La sensazione, dunque, è che a novembre si dovrà procedere con un nuovo bando, giungendo all’ennesima dilatazione dei tempi. Ma in una storia intricata come questa non è il caso di lanciarsi in previsioni che risulterebbero quantomeno azzardate.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Sestri Levante: ad agosto itinerari in bicicletta alla scoperta del borgo

    Sestri Levante: ad agosto itinerari in bicicletta alla scoperta del borgo

    Sestri LevanteItinerari in bicicletta alla scperta delle bellezze, delle tradizioni e della storia di Sestri Levante: questa la proposta dell’Associazione Vivinbici/Fiab Tigullio e del Museo Archeologico e della Città di Sestri Levante nel mese di agosto, pensata per i turisti ma anche per chi vuole conoscere più approfonditamente una delle località più affascinanti della Riviera Ligure di levante.

    Le escursioni iniziano giovedì 1 agosto con La via delle chiese e dei palazzi, un percorso alla scoperta della storia medievale ma anche moderna di Sestri Levante.

    Il percorso (facile) consiste in 2 chilometri di cammino e altri 3 in bicicletta, partenza in bicicletta dal Museo della Città per raggiungere Santo Stefano del Ponte. Dopo essere tornati in centro ed aver alloggiato le biciclette, proseguimento a piedi attraverso la Sestri delle Chiese e dei Palazzi. Il percorso si conclude a San Nicolò. Punto di ritrovo davanti al MUSEL in Corso Colombo a Sestri Levante alle 18, partenza alle ore 18.15.

    Si prosegue sabato 3 agosto con un itinerario fliscano, un percorso dedicato alla famiglia dei Fieschi, che ha condizionato la storia della viabilità e della religione in questo territorio per secoli costituendo nel borgo di Trigoso un importante complesso di edifici di pertinenza famigliare.

    Il percorso si snoda su 41 km con dislivello di 600 metri ed è dedicato a ciclisti allenati. Partenza dal Museo della Città. Dopo aver raggiunto Trigoso, si affronta la salita del Bracco. Al km 455 si prosegue a piedi e si raggiunge il sito dell’ospitale medievale “di passo” di San Nicolao di Pietra Colice. Il ritrovo è fissato alle ore 8.30 davanti al MUSEL in Corso Colombo a Sestri Levante.

    Mercoledì 7 agosto percorso La via dei pescatori,  alla scoperta della vocazione marinara di Sestri Levante, ammirando le spiagge e l’alloggio delle imbarcazioni e dei pescherecci sino alla conclusione dell’itinerario su Pelagica, per un aperitivo con il pescato del giorno.

    La lunghezza è di 15 chilometri, di cui 5 a piedi, il percorso è facile. Partenza per Riva Trigoso in bicicletta e visita del borgo. Dopo essere tornati a Sestri ed aver alloggiato le biciclette, proseguimento a piedi sulla via dei pescatori. Sul molo Adua ci aspetta il peschereccio Pelagica per un apericena. La serata prosegue, per chi lo desidera, con la presentazione del libro di Mario Dentone presso i Bagni Liguria alle ore 21. Il ritrovo è alle ore 17.50 davanti al MUSEL in Corso Colombo a Sestri Levante.

    Giovedì 8  e giovedì 15 agosto si replica con La via delle chiese e dei palazzi, mercoledì 14 agosto con La via dei pescatori.

    Tutte le gite sono gratuite, per partecipare è necessario versare 30 centesimi per l’assicurazione RC (solo non soci Fiab). Inoltre è prevista la possibilità di noleggiare gratuitamente una bicicletta su prenotazione. Numeri utili 339 1029558 / 0185 478530

     

  • Championships di Wimbledon, prima di tutto le tradizioni inglesi

    Championships di Wimbledon, prima di tutto le tradizioni inglesi

    tennis

    E’ ormai la 127ma volta che nell’ultima settimana di giugno e nella prima di luglio si giocano i Championships di Wimbledon. Ci sono altri prestigiosi tornei di tennis, ma se chiedete a un ragazzo con la racchetta in mano qual è il suo sogno vi risponderà senza esitare: “Vincere a Wimbledon”. Per entrare davvero nella storia dello sport un giocatore deve calcare con successo l’erba-tappeto del Centre Court e uscire vittorioso dall’ambita finale del torneo.

    Che cos’hanno di così speciale i Championships?  Certo, su quei campi sono transitati e hanno vinto delle autentiche leggende del tennis: Martina Navratilova, William Renshaw, Pete Sampras e Roger Federer per citare soltanto i più titolati. Tuttavia, se i protagonisti vincono, invecchiano e passano, è il contorno che rimane e che ogni luglio si ripresenta a rendere Wimbledon il torneo. Tradizione è la parola d’ordine e non c’è paese che riesca al pari dell’Inghilterra a rendere la ripetizione di gesti ed eventi un punto di forza e non un elemento di mera e monotona abitudine.

    Se è piuttosto usuale vedere giocatori che indossano magliette di colori anche sgargianti sugli altri campi, a Wimbledon ci si veste rigorosamente di bianco. Addirittura il recordman di vittorie ai Championships, Federer, in più di un’occasione si è presentato sul Centre Court con indosso un elegantissimo blazer immacolato che poi ha tolto subito prima di iniziare a giocare.

    Il chair umpire, il giudice di sedia, si rivolge alle giocatrici facendo precedere al cognome gli appellativi di “Miss” opure “Mrs” e chiamando in alcune circostanze “Mr” anche gli uomini. Altro elemento rimasto immutato è quello dei colori ufficiali del torneo, verde e viola, ripresi anche nelle aiuole all’esterno dei campi da gioco.

    Fuori dal campo, le strawberries and cream, fragole e panna, rimangono un punto fermo oltre che un piacere per il palato, consumate in quantità luculliane durante le due settimane del torneo, così com’è immancabile un drink a base di Pimm’s: d’altra parte siamo nel sud dell’Inghilterra!

    Wimbledon è anche lo specchio del classismo strisciante Oltremanica. Il torneo è organizzato dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club – noto semplicemente come All England Club un circolo di tennis non propriamente aperto al pubblico, dato che le affiliazioni non possono superare il numero di 375 e che i membri sono tutti iper-selezionati in base al lignaggio. A presiedere il club è il Duke of Kent, il Principe Edoardo, il quale consegna personalmente il trofeo al vincitore. Proprio Edward, una decina d’anni fa, decise di interrompere la consuetudine che voleva che i giocatori facessero un inchino davanti ai membri della famiglia reale: francamente era ora che davanti alla Royal Family ci si potesse comportare come davanti a un qualunque essere umano. A dire il vero fa ancora eccezione la Regina, di fronte alla quale l’inchino è ancora previsto… Un giorno o l’altro arriveremo a eliminare anche quello.

    L’Inghilterra d’altronde è così, ricca di contraddizioni. La terra della Magna Carta del 1215, il primo rudimento di riconoscimento dell’uguaglianza di tutti i cittadini, è anche il paese in cui più di ogni altro resiste un forte classismo.

    Se da un lato la distinzione tra upper e lower class è molto netta, per tradizione il pubblico di Wimbledon e quello inglese in generale parteggiano invece per l’underdog, ovvero il contendente che parte senza i favori del pronostico.

    Quest’anno, tuttavia, il pubblico del Centre Court farà un’eccezione e tiferà per uno dei favoriti, Andy Murray, nella speranza che un britannico trattenga finalmente sull’isola il trofeo che vola regolarmente verso altri lidi dal 1938. Poco importa se Murray è scozzese e non inglese e poco importa se prossimamente la Scozia potrebbe dire sì a un referendum per staccarsi definitivamente da Londra: l’importante è poter affermare che si è vinto … See you!

     

    Daniele Canepa

     

  • Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    stadio-carliniNuovo padrone per lo stadio Carlini. A suggellare i festeggiamenti per la promozione in Serie A (che nel mondo del rugby è la serie cadetta) del Cus Genova, il Comune ha siglato la concessione della casa nostrana della palla ovale al Centro universitario sportivo, per mano di Sportingenova. Si tratta dell’ultimo atto ufficiale dell’ormai ex partecipata di Tursi, che d’ora in poi potrà esclusivamente concentrarsi sulla sua liquidazione.

    L’annuncio è arrivato in Sala Rossa da parte dell’assessore allo Sport, Pino Boero, in risposta  a un’art. 54 promosso dal consigliere Clizia Nicolella (Lista Doria), preoccupata per la sopravvivenza delle piccole associazioni sotto l’egida del nuovo padrone.

    «Il Carlini – ha detto Nicolella – non è occupato solo da società sportive agonistiche ma da diverse associazioni che erogano preziosi servizi sociali a bambini e anziani. E vi sono anche realtà che si occupano di disabili, che proprio nello sport trovano le migliori opportunità di integrazione, soprattutto in giovane età. Non ci basta che il Comune mantenga il controllo dell’impianto ma vogliamo che continui a garantire un servizio sportivo di qualità, nel suo complesso».

    Rassicurante la risposta di Boero: «La questione della valenza sociale degli impianti sportivi – ha dichiarato l’assessore, che ha anche le deleghe a scuola e politiche giovanili – è ben presente in tutti i contratti di concessione che il Comune ha stipulato per i beni precedentemente gestiti da Sportingenova». In particolare, per quanto riguarda il Carlini, Boero ha spiegato che il Cus sarà vincolato a garantire a tutte le associazioni che gravitano nell’orbita dell’impianto gli spazi attualmente occupati. Nessun problema per gli sport cosiddetti minori (tra cui scherma, tiro a segno, baseball, calcetto e attività interessate all’utilizzo del velodromo) ma neppure per le associazioni che si occupano di anziani, disabili e per le fasce garantite all’utilizzo scolastico. Inoltre, il Centro universitario sportivo non potrà aumentare deliberatamente i canoni di affitto. Una sorta di tutela dell’esistente, dunque, che potrà esser modificato solo previo accordo tra le parti, da raggiungere anche attraverso un tavolo tecnico con la regia degli uffici comunali.

    A vigilare su tutto un nuovo funzionario, riassorbito in Comune da Sportingenova, che sarà proprio dedicato al controllo del rispetto delle convenzioni firmate. «Con lo strumento amministrativo della concessione – ha sottolineato l’assessore –  l’impianto passa nelle mani del Cus ma il Comune ne mantiene comunque la proprietà e il controllo. Siamo tranquilli dell’operato del Cus perché si tratta di un ente istituzionale serio ma è sempre bene che il Comune mantenga il suo occhio vigile perché non vi sono solo diritti da garantire ma anche doveri da rispettare».

    La trattiva tra Comune e Università, aperta il 15 aprile da una lettera di intenti firmata dal rettore Giacomo Deferrari, non è ancora del tutto conclusa. Mancano, ad esempio, i dettagli relativi alle questioni economiche, sia di affitto e quindi in entrata per le casse comunali, sia di finanziamento per le azioni in campo sociale che verranno assicurate. «Tuttavia – conclude Boero – era importante chiudere formalmente la concessione per consentire al Cus di partecipare al bando ministeriale per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione degli impianti sportivi (solo 16 milioni di euro su tutto il suolo nazionale, ndr). Anche a questo scopo, la durata della concessione è stata fissata in 16 anni».

    E per lo stesso motivo anche la durata della concessione che riguarda Villa Gentile è stata estesa a 15 anni: così anche l’impianto di Sturla dedicato all’atletica leggera potrà richiedere l’accesso ai fondi nazionali.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Aspettando il Suq: lo sport a Genova per favorire l’integrazione

    Aspettando il Suq: lo sport a Genova per favorire l’integrazione

    footballNella giornata di ieri, mercoledi 22 maggio 2013, presso la Loggia della Mercanzia in piazza Banchi, si è tenuto il sesto e penultimo incontro del ciclo “Luoghi, spazi e persone” organizzato da “Aspettando il Suq”.

    Temi dell’ iniziativa sono stati gli spazi urbani, ufficiali o ricavati, che diventano teatro di manifestazioni sportive di vario genere e lo sport come strumento di socializzazione e integrazione.

    Relatori dell’incontro sono stati il professore di Antropologia dell’Università di Genova Bruno Barba e Fabrizio De Meo, di Uisp Genova, intervistati dalla giornalista Domenica Canchano.

    La prima domanda rivolta al prof. Barba ha riguardato la situazione generale dello sport nel nostro paese: «È un’occasione persa», ha risposto il professore, aggiungendo che è troppo spesso vissuto come un fastidio, un’attività da svolgere per fare contenti genitori o insegnanti. Secondo lui andrebbe invece valorizzato in quanto strumento di veicolazione della cultura: l’attenzione alla pratica sportiva è infatti specchio dei valori pregnanti di una società e contribuisce a costruire l’identità individuale.

    Da questo primo intervento si è sviluppata una discussione sull’importanza della pratica sportiva come elemento per contribuire all’integrazione in una società multiculturale: lo dimostra, come evidenziato da Barba, la nazionale francese di calcio di fine anni Novanta composta da giocatori provenienti sia dal territorio francese sia dalle aree ex coloniali oppure la nazionale tedesca di questo periodo in cui giocano parecchi tedeschi di seconda generazione, entrambe hanno contribuito a favorire il melting pot anche a livello sociale.

    Secondo Fabrizio De Meo di Uisp Genova bisogna però prestare attenzione agli aspetti che potrebbero marcare una differenza culturale tra persone e quindi provocare esclusione: gli impianti sportivi sono spesso strutturati in modo occidentale, senza tenere presenti le esigenze di persone di altre culture che hanno un rapporto differente dal nostro con la loro corporeità. Inoltre a suo parere nella progettazione degli spazi pubblici pensati per lo sport bisogna far in modo di non caratterizzarli ma di lasciare liberi gli individui di appropriarsene per svolgerci lo sport che preferiscono.

    De Meo ha poi osservato come vada cambiata l’impostazione culturale attuale dove vige un’iperattenzione per lo sport professionistico, anche nei suoi aspetti più insignificanti, e c’è un disinteresse diffuso per la pratica sportiva. Ha sottolineato inoltre come lo sport non possa essere un fenomeno accessorio nella società e vadano quindi pensati degli interventi mirati, poiché una città disegnata a misura di sportivo è più vivibile per tutti. Secondo lui i migliori progetti per la realizzazione di spazi pubblici riservati allo sport sarebbero quelli che tengono conto di una logica trasversale, ossia di cui tutti possono usufruire indipendentemente dalle loro capacità.

    Il dibattito ha riscosso una buona partecipazione di pubblico dimostrando come la tematica sia di generale interesse nella nostra città.

     

    Giorgio Doria

  • ASD Arte e Immagine: anno ricco di premi per la scuola di danza di Genova Voltri

    ASD Arte e Immagine: anno ricco di premi per la scuola di danza di Genova Voltri

    Danza classica Arte ImmagineL’anno scolastico 2012 -2013 non è ancora terminato e sono già numerosi i successi ottenuti dai corsi di danza classica della scuola Arte e Immagine diretti da Silvia Grandis.

    Elisa Molinari, allieva di Silvia Grandis, è stata scelta dagli insegnanti della Scala di Milano tra centinaia di aspiranti e potrà quindi frequentare la prestigiosa scuola Scaligera e avverare il suo sogno di diventare una ballerina professionista.

    Nel mese di novembre 2012 tre sono stati i premi conquistati al concorso della Croce Rossa: 1 Premio al passo a due Tea for two ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 2° Premio alla coreografia Pippi Calzelunghe, 3° Premio al passo a due Por el amor de amar ballato da Allegra Bixio e Francesca Vallarino.

    Al concorso Liguria in Danza altri quattro Premi conquistati: 1° Premio al passo a due Trois petites Notes de Musique ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 1° Premio alla coreografia I cuochi, 2°Premio all’assolo Gli Aristogatti ballato da Chiara Formisano, 3° Premio all’assolo Hoop-dee-doo ballato da Arianna Parodi.

    A marzo 2013 durante il prestigioso concorso nazionale Variazioni la scuola di danza ha conquistato altri tre riconoscimenti:1°Premio al passo a due Le Cinesine ballato da Giada Gaggero e Annalisa Pavarotti, 2° Premio al passo a due Trois petites Notes de Musique ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa, 2°Premio al passo a due Soufle ballato da Allegra Bixio e Francesca Vallarino.

    Infine al Concorso Nazionale  Stardust di aprile 2013, la scuola ha conquistao il 2°Premio all’assolo Hoop-dee-doo ballato da Arianna Parodi, il 2°Premio alla coreografia Di Carta di Roberta Consagra, insegnante di danza Moderna e Contemporanea.

    L’impegno serio e costante degli allievi  e degli insegnanti della scuola Arte e Immagine ha portato al raggiungimento di questi bellissimi risultati che servono come stimolo e incoraggiamento per continuare a crescere e migliorarsi!

     

    IP

  • Le differenze tra inglese britannico e americano nel mondo dello sport

    Le differenze tra inglese britannico e americano nel mondo dello sport

    footballNegli ultimi giorni l’assunzione dell’allenatore di calcio italiano Paolo Di Canio alla guida della squadra inglese del Sunderland ha suscitato diverse critiche, specialmente in conseguenza delle dichiarazioni filo-fasciste delle quali l’ex calciatore laziale si è più volte reso protagonista.

    Come in Italia, in Inghilterra il football è un fenomeno sociale ed economico di grande rilevanza. Più in generale, non è possibile parlare dei paesi di cultura anglosassone senza menzionare l’importanza dello sport, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

    Partiamo proprio dalla parola football. Se siete a Londra e usate questo termine, sarà chiaro che vi riferite ai contrasti feroci, in inglese tackle, del difensore londinese John Terry o ai virtuosismi e ai gol (in inglese si scrive goal, il cui significato originario e ancora attuale è “scopo”, “obiettivo”) di Messi, Ronaldo o Beckham, sebbene quest’ultimo si sia fatto conoscere recentemente più per le sue imprese nel campo della moda che per quelle legate al pallone.

    Se al contrario vi trovate a New York, la parola football richiamerà immediatamente l’immagine della palla ovale, di ventidue energumeni con il casco e dei violenti tackle – in questo caso “placcaggi” – dei giocatori che praticano lo sport conosciuto in Italia come “football americano”. Negli Stati Uniti, il calcio viene invece chiamato soccer e riveste un’importanza a dir poco secondaria nel mondo sportivo stars and stripes.

    Curiosamente, mentre in Europa il calcio è tipicamente considerato uno sport da uomini, come rivelato da alcune espressioni-spia quale “partita maschia”e “match da veri uomini”, negli USA il soccer è giocato in gran parte dalle donne. Tant’è che, per esempio, Chelsea Clinton, figlia di Bill e Hillary, faceva parte della squadra di calcio del college e le ragazze statunitensi si sono aggiudicate la Women’s World Cup in ben due occasioni.

    Diverso ancora è il rugby, altro sport dalla palla ovale, giocato in questo caso da quindici giocatori per squadra e non undici. Così come il football americano, anche nel rugby i contatti fisici possono essere molto duri. Se nel football americano la “meta” si chiama touchdown, nel rugby viene detta try. E’ uno sport molto popolare in Gran Bretagna, Irlanda e in quasi tutti i paesi dell’ex Impero Britannico, a eccezione del Canada e degli USA, dove appunto ci pensano già i giocatori di football a darsele di santa ragione.

    Un’altra differenza sostanziale tra i due sport, normalmente avvicinati nell’immaginario comune dalla forma ovale della palla, è che, se nel rugby è proibito passare la palla in avanti con le mani, nel football il giocatore più importante, il quarterback, ha il compito di lanciare con le mani l’ovale in profondità verso i compagni.

    Riguardo alle differenze tra soccer e rugby, oltre a quelle ovvie relative alle regole, al sistema di calcolare il punteggio e alla differenza della palla, ne esiste anche una più “filosofica” espressa da un vecchio adagio di origine ignota, che mi ha sempre colpito e che vi riporto: “Football is a gentleman’s game played by thugs and rugby is a thugs’ game played by gentlemen.” “Il football è un gioco per gentiluomini giocato da mascalzoni mentre il rugby è un gioco per mascalzoni giocato da gentiluomini.”

    Pare che Victoria Beckham, moglie di David, amica di Armani e (presunta) stilista lei stessa non l’abbia presa troppo bene, ma far cambiare sport a marito, dopo avergli più volte fatto cambiare casacca, sembrava davvero troppo…

     

    Daniele Canepa

  • Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Via Coronata 100Nel quartiere di Coronata, sulle immediate alture di Cornigliano, l’Istituto religioso del Sorriso Francescano è proprietario di una struttura sportiva molto frequentata e di grande importanza per l’intero quartiere. Stiamo parlando di un’area di discrete dimensioni (comprende due campi da calcetto, otto spogliatoi per le squadre più uno spogliatoio per arbitri, area accoglienza con reception, zona ristoro e area interviste/fotografie), che negli ultimi anni è stata protagonista di una storia decisamente travagliata. Oggi, a tre anni di distanza dall’insediamento dell’Associazione Sportiva Calcio Liguria come gestore degli impianti, i lavori di riqualificazione hanno restituito alla città e al quartiere un polo sportivo di eccellenza.

    Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di ripercorrere questi ultmi anni di vita del centro sportivo di Coronata. Un tempo l’area era dedicata soltanto alle attività religiose poi negli anni 80 i campi polverosi e ghiaiosi si erano affermati come punto di riferimento per sportivi di ogni età del quartiere e non solo. A cavallo degli anni 90 la struttura aveva poi conosciuto una fase di lento e inesorabile declino.
    La gestione era stata affidata alle Acli, che avevano anche realizzato un circolo diventato ritrovo di pensionati. Proprio il circolo aveva a quei tempi costituito il pomo della discordia. Le attività pensionistiche delle Acli non si sposavano con gli obiettivi religiosi del Sorriso Francescano… Il “braccio di ferro” era stato vinto dalla proprietà, che si era riappropriata della struttura e aveva deciso di renderla funzionale e di rilanciarla come centro sportivo per il quartiere.

    Nei primi anni del 2000, gestito direttamente dalla proprietà, il centro sportivo era riuscito a rialzare la testa grazie soprattutto agli interventi di restyling, ma con il passare del tempo le problematiche di gestione sono nuovamente emerse: «la proprietà si era accorta – racconta Sandro Scarrone, presidente dell’Ass. Calcio Liguria – che non aveva i mezzi per poter gestire l’area sportiva  e le prenotazioni dei campi . Nonostante i dubbi e  la forte reticenza a dare la struttura in gestione considerate le esperienze del passato, il Sorriso Francescano si è con il tempo convinto che l’unica possibilità di far vivere l’area era quella di dare nuovamente in gestione l’impianto». Gli inizi , però, non sono stati semplici: «nonostante l’esperienza organizzativa, non è stato semplice per noi  identificare soggetti capaci di gestire al meglio il lavoro. C’è da dire che abbiamo trovatola struttura in condizioni pessime: docce fredde, campi logori, recinzioni ridotte a colabrodo».

    Calcio Liguria ha ottenuto la gestione dell’impianto di Coronata per 10 anni, situazione che permette ovviamente di pianificare con maggiore serenità il futuro. «Il primo passo è stato quello del totale restyling dei due campi – continua Scarrone – proprio in questi giorni si è conclusa una importante opera di ristrutturazione. La ditta Durante Impiantidi Pavia ha operato nell’area per circa 3 mesi e il risultato è stato ottimale.»

    L’obiettivo di Calcio Liguria è quello di fare in modo che tutto il Ponente cittadino si riappropri dell’intera area sportiva vivendola quotidianamente come un bene a disposizione della collettività: «alla sera i campi sono in genere occupati dall’attività istituzionale di Calcio Liguria (i campionati amatoriali a 7 giocatori ndr) – osserva Scarrone – ma durante la giornata l’area è a disposizione di tutti. Calcio Liguria intende attivare convenzioni e accordi con Enti, Federazioni, Circoscrizioni, Scuole Calcio, Società Sportive, Aziende o soggetti singoli interessati ad usufruire dell’area».

    «Vorremmo inoltre che la struttura diventasse la valvola di sfogo per tutti i ragazzi del Ponente. Tra Sestri e Sampierdarena gli spazi sportivi non sono molti, per questo desideriamo che l’area venga vissuta quotidianamente dagli appassionati per una sana partitella tra amici, per una “sgambata”, per un allenamento».

    Sandro Scarrone conclude ringraziando tutti color che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: «Non è stato semplice identificare partner desiderosi di sposare il progetto, per cui voglio ringraziare la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco che ha sostenuto il nostro progetto e agevolando il finanziamento. Poi voglio ringraziare pubblicamente tutti i collaboratori che, con grande sacrificio, si stanno impegnando in questo ambizioso e non semplice progetto…»

    Chi desidera ricevere informazioni circa l’attività di Calcio Liguria e dei Campi di Coronata puo contattare la Sede di Calcio Liguria, Piazza Piccapietra 83-18. Tel. 010- 59.10.90 / 346- 477.59.40/ 347- 60.51.871 . Sito internet www.calcioliguria.com – info@calcioliguria.com

  • Molassana, piscina Sciorba: gestione affidata a Genova Nuoto

    Molassana, piscina Sciorba: gestione affidata a Genova Nuoto

    Val Bisagno, SciorbaAdesso è ufficiale: la gestione decennale dell’impianto sportivo della Sciorba sarà affidata ad una Società Consortile “MY SPORT” che raggruppa otto sodalizi sportivi genovesi (ASD GENOVA NUOTO – POLISPORTIVA ANPI MOLASSANA 2000 – ASD FOLTZER SSD – CENTRO NUOTO SESTRI – G.S.ARAGNO ASD – FRATELLANZA PONTEDECIMO – RN CAMOGLI ASD – SISPORT GYM ASD).

    Dopo mesi di incertezze, legate ad un lungo contenzioso legale, con le società sportive costrette ad arrangiarsi per fronteggiare le criticità dell’impianto comunale di Molassana, finalmente si aprono nuove prospettive per lo sport in Val Bisagno.

    Esprime soddisfazione il presidente dell’Asd Genova Nuoto, Mara Sacchi «Ci siamo aggiudicati la gestione della piscina – spiega Sacchi – adesso viene il difficile, ci attendono mesi impegnativi per sistemare al meglio le cose».