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  • Turismo in Liguria, Social media team diffuso: dubbi e prospettive

    Turismo in Liguria, Social media team diffuso: dubbi e prospettive

    Genova, Corso ItaliaSe l’unione fa la forza, figuriamoci l’unione in rete. Questo, in sostanza, è il nocciolo della questione proposta  ieri all’incontro di presentazione del progetto “Social media team diffuso” da Angelo Berlangieri, Assessore al Turismo della Regione Liguria, da Francesca Montaldo, responsabile del marketing dell’agenzia per la promozione del turismo in Liguria (che cura il blog “La Liguria racconta“) e da Roberta Milano (docente universitaria e consulente su web marketing e turismo) sull’onda del successo delle Invasioni Digitali e della copertura mediatica offerta, del tutto spontaneamente, dagli utenti dei social network a Ideona, rassegna televisiva che si è tenuta a Savona nell’ambito del Savona Screen Festival. Un’unione di utenti di Facebook e Twitter, di blogger e di “persone comuni” che raccontano la propria terra con passione, ognuno secondo le proprie competenze e i propri interessi, tutti riuniti sotto un hashtag comune, #smtdliguria, e con lo stesso intento: rilanciare il turismo.

    C’è chi è “novizio”, chi posta saltuariamente, chi lo fa per professione: un registro in cui proporsi e iscriversi, una lista di eventi cui partecipare, magari grazie a un pass o a un biglietto gratuito, un articolo da scrivere, da condividere sul proprio profilo, sulla propria piattaforma, in modo “certificato”, quindi attendibile per il turista; un’informazione non frammentaria, strutturata con coerenza e strategia, in uno scambio reciproco di visibilità, di crescita, d’accoglienza. Un turismo 2.0.

    Il progetto, sicuramente suggestivo, è tuttavia ancora un po’ nebuloso (le proposte sono partite quasi tutte dagli utenti presenti), non è semplice immaginare la comunicazione spontanea e istintiva dei social network e dei blog inserita negli schemi di una strategia coordinata di promozione del territorio. Qualche dubbio anche sul principio fondante del progetto “Social media team diffuso”;  per sorridere… è un po’ come chiedere a un pittore di dipingere per hobby le strisce pedonali al posto del Comune, perché, tanto, si tratta pur sempre di pitturare, e sicuramente il pittore sarà ben felice di farlo, no? Inoltre, l’iniziativa si scontra con la situazione instabile e non particolarmente efficiente della rete d’informazione turistica presente nei comuni della Liguria: segnaletica assente, infopoint turistici che propongono orari improbabili, QR code nascosti abilmente, tutto ciò rende forse poco utile un sito funzionante, un blog molto ricco, un tweet poetico.

    Insomma, non può certo essere questa la soluzione per migliorare la promozione turistica del nostro terriorio, ma l’intenzione rimane assolutamente  meritevole: riconoscere, da parte delle istituzioni, i propri limiti e tentare, con l’aiuto degli interessati, di uscire dal tunnel, è un passo ammirevole. Voler promuovere un territorio che ha risorse innumerevoli e sostenitori appassionati (l’affluenza inaspettata di ieri l’ha dimostrato) è un’iniziativa che meriterebbe più considerazioni, più ragionamenti, più proposte; meriterebbe forse un altro tempo e un’altra società, attualmente entrambi sono sembrati ancora un po’ immaturi.

     

    Giulia Fusaro

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    manicomio-quarto-D1Nella giornata di ieri, venerdì 5 luglio, presso la Sala del Minor consiglio a Palazzo Ducale si è svolto l’incontro del Coordinamento per Quarto in merito al futuro dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto (un tema che Era Superba segue da tempo con attenzione).

    I membri del Coordinamento, nato circa un anno fa dalla volontà dei cittadini di protestare contro la (s)vendita della struttura a privati, hanno voluto fare pubblicamente il punto della situazione.

    Come affermato dai suoi componenti durante l’incontro, il termine coordinamento vuole sottolineare l’esigenza che si è venuta a creare di tenere insieme tante istanze, ovvero dare modo ai tanti soggetti coinvolti di partecipare al dibattito sul futuro dell’area arrivando così alla soluzione migliore per l’interesse comune. Gli individui sono al centro del progetto, prevale la convinzione che il successo dell’iniziativa risieda nella dimensione relazionale. La soddisfazione maggiore dei suoi membri è che il Coordinamento per Quarto sia stato un motore per le istituzioni, in grado di avvicinare maggiormente la politica alle proposte e alle necessità delle persone.

    Il Coordinamento in questi mesi ha messo al vaglio una serie di problematiche e di possibili soluzioni, l’idea condivisa è che comunque si debba arrivare al massimo ad una tripartizione dell’area tra pubblico, sanitario e privato, anche se per quest’ultimo la necessità è avvertita più dalle istituzioni per motivi di bilancio che non dai cittadini. A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti gli architetti Giovanni Spalla e Lucio Ruocco, entrambi hanno presentato ipotesi di progetto che venissero incontro a queste esigenze ottimizzando però gli immobili esistenti e salvaguardando così la bellezza urbanistica della zona e i suoi spazi verdi.

    manicomio-quartoA livello istituzionale è intervenuto l’Assessore Regionale alla Sanità Claudio Montaldo che ha parlato dello sforzo congiunto fra Comune e Regione per venire a capo della situazione, ringraziando il Coordinamento per aver aperto il dibattito.
    E’ intervenuto anche il vice sindaco Stefano Bernini che ha affermato: «Abbiamo sicuramente imparato qualcosa da questo percorso come amministratori. Prima di vendere bisognava capire e pensare meglio alle esigenze territoriali», dando merito così al lavoro dei cittadini che hanno deciso di opporsi ad una decisione presa dai loro amministratori e affermando inoltre: «Lo sforzo congiunto in un tavolo di lavoro ha portato a rimediare in gran parte agli errori delle vendite».

    Nerio Farinelli, presidente del Municipio Levante, ha invece ricordato quanta strada ci sia ancora da fare per definire la situazione dell’ex manicomio: «Se guardiamo alla vendita al ribasso tentata un anno fa ci sono stati passi avanti, ma rispetto ai tavoli di lavoro di febbraio c’è una situazione di stand-by inspiegabile» a cui ha risposto l’architetto Silvia Capurro, funzionaria del Comune e redattrice dell’accordo di programma sulla questione, sostenendo che questi ultimi mesi siano stati utilizzati per venire a capo della situazione causata dalle vendite pregresse degli immobili che si è dovuto far rientrare in possesso degli enti pubblici.
    Sulla situazione hanno garantito il loro interessamento i consiglieri regionali della Lista Biasotti, Pellerano e Siri, che da tempo seguono la vicenda.
    Sono intervenuti inoltre uno psichiatra e dei parenti di alcuni tra gli 80 pazienti psichiatrici ancora ricoverati nella struttura e un rappresentante dell’Associazione disturbi alimentari, che hanno evidenziato come si debba prestare la massima attenzione alla loro situazione.
    Per concludere c’è stato il saluto del presidente di Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura, Luca Borzani, che ha elogiato il lavoro del Coordinamento definendolo: “Capitale sociale”.

     

    Giorgio Doria

  • Comune di Genova: come rendere più accessibili i servizi pubblici?

    Comune di Genova: come rendere più accessibili i servizi pubblici?

    Palazzo Ducale, GenovaStakeholder engagement. Due parole difficili per chi mastica poco il marketing e la gestione d’impresa, ma che possono rivelarsi importanti anche per il futuro della pubblica amministrazione.

    Recarsi in un qualunque sportello pubblico comporta infatti, in molti casi, lunghe code e la difficoltà a ottenere nell’immediato l’informazione che si sta cercando. Come nel famoso video di Asterix, spesso si è dirottati verso altri uffici o si è “sommersi” di informazioni che spetta poi alla persona vagliare.

    Tutto questo provoca sfiducia nei confronti della pubblica amministrazione, tanto che quando un passato Ministro definì i suoi dipendenti fannulloni in molti si trovarono d’accordo. Proviamo però a metterci nei panni di chi lavora ogni giorno in questi uffici: è vero che sono persone con un contratto e uno stipendio garantiti, ma il loro lavoro è pesantemente condizionato dalla burocrazia, i finanziamenti per la formazione e l’aggiornamento – fondamentali, soprattutto per chi opera a contatto con il pubblico – sono molto scarsi, e lo sono altrettanto i soldi per finanziare contratti a progetto, tirocini e servizio civile, che porterebbero la presenza (seppur temporanea) di molti giovani per favorire uno scambio di competenze.

    Perché parliamo di tutto questo? Il Comune di Genova sta lavorando in questi mesi sullo stakeholder engagement, ossia coinvolgimento delle persone direttamente nei temi di cui un singolo ufficio o sportello si occupa. Il progetto – realizzato in collaborazione con la società di consulenza aziendale Mixura – ha coinvolto alcuni uffici quali Anagrafe e Servizi Elettorali, ed è attualmente in corso presso Informagiovani a Palazzo Ducale.

    La scorsa settimana si sono svolti due incontri – mercoledì 26 e giovedì 27 giugno – alla presenza di insegnanti, giornalisti, imprenditori, rappresentanti di associazioni, funzionari di altri enti pubblici e studenti. Tra i temi in oggetto: i servizi offerti da Informagiovani sono conosciuti e “accessibili”? Che cosa potrebbe fare un ufficio di questo tipo per la città? Come si può creare valore nei giovani e nelle attività che li riguardano?

    Era Superba ha partecipato all’evento del mercoledì, evidenziando l’importanza di conoscere e mappare tutte le iniziative che i giovani portano avanti sul territorio. Ogni giorno, nel nostro lavoro, cerchiamo di conoscere da vicino e raccontare realtà molto diversificate, ma accomunate da quella che in burocratese si chiama cittadinanza attiva: si può spaziare dal sapone naturale agli scambi internazionali, passando per un quaderno di appunti, un ostello, la mobilità sostenibile e così via.

    Un tema che è emerso anche dalle altre persone che hanno partecipato: compito della pubblica amministrazione, compatibilmente con fondi e risorse disponibili, è farsi ambasciatore di quanto avviene sul territorio, monitorare le realtà nascenti e dare loro valore, favorendo il dialogo.

    Un servizio che Informagiovani già compie in parte – attraverso il front office, la banca dati, la comunicazione web e la rassegna di eventi Gradinata Informagiovani (che ha ospitato anche Era Superba lo scorso novembre). Obiettivo dei due incontri è stato trovare spunti per migliorare questo lavoro: entro la fine dell’estate il Comune e Mixura valuteranno quali dei suggerimenti emersi sono accoglibili e studieranno le vie per metterli in pratica.

    L’augurio in tal senso – sollecitato anche da uno dei presenti – è quindi di replicare tra qualche mese questi due appuntamenti, per illustrare valutazioni e messa in atto di quanto discusso.

     

    Marta Traverso

  • Maddalena, rinasce il Patto per lo Sviluppo: addio all’incubatore

    Maddalena, rinasce il Patto per lo Sviluppo: addio all’incubatore

    Pavimentazione nel Centro StoricoRinasce il Patto per lo Sviluppo locale della Maddalena. Il sindaco di Genova, Marco Doria, accompagnato dagli assessori Elena Fiorini e Francesco Oddone, nonché dal presidente del Municipio I Centro Est, Simone Leoncini, ha presentato il nuovo corso dell’intesa siglata nel marzo 2007 per il rilancio di questo antro di “città vecchia”. Sfioravano il centinaio i cittadini, attori economici, rappresentanti di associazioni o semplici abitanti del quartiere, che hanno affollato i locali del Laboratorio sociale di vico del Papa, per scoprire che cosa ne sarà di loro e del loro quartiere.

    «Condivido al cento per cento lo spirito che aveva portato la precedente amministrazione a siglare l’intesa – si premura a specificare il sindaco – e la dichiarazione di intenti di allora resta assolutamente valida a più di sei anni di distanza. Ma era necessario fare il punto della situazione per capire quali fossero le maggiori criticità e rinnovare l’impegno del Comune a sostenere le grandi potenzialità della Maddalena».

    Fino ad oggi, o forse è meglio dire fino a poco più di un anno fa, prima del cambio di guardia a Tursi, l’impegno istituzionale si era concentrato attraverso gli interventi del braccio operativo del Job Centre e del suo Incubatore di imprese del centro storico, coordinatori di tutti gli altri soggetti aderenti al Patto (Municipio Centro Est, Prefettura, Camera di Commercio, Civ Maddalena, Associazione “Il Sestiere della Maddalena”, Facoltà di Architettura, Filse, Ri-Genova srl, Amiu e Arte).

    «Bisogna ringraziare chi in questi anni ha tenuto, con sforzi sovrumani, le fila del progetto – ha detto Doria – ma bisogna anche avere il coraggio di tirare le somme di quanto fatto. Vi sono strumenti che probabilmente non sono stati così efficaci quanto si sperava, come l’Incubatore delle imprese. La trentina di attività che sono state avviate, purtroppo, non è sopravvissuta oltre il periodo di finanziamento pubblico. Ma non può certo fermarsi a questo il tentativo di rifioritura del quartiere dal punto di vista economico».

    Il Comune, dunque, ha deciso di rilanciare e si assume direttamente la conduzione delle azioni volte alla realizzazione concreta del Patto. Esattamente un mese fa, infatti, la giunta ha istituito, con apposita delibera, un nuovo “Gruppo di regia” per il sestiere della Maddalena, i cui riferimenti diretti saranno il sindaco, la giunta, il direttore generale, il direttore della pianificazione e sviluppo organizzativo e i dirigenti comunali di volta in volta coinvolti. Al Municipio Centro Est, saranno dunque affiancati gli uffici amministrativi afferenti alle direzioni Pianificazione e Sviluppo Organizzativo, Sviluppo Economico, Servizi Civici  – Legalità e Diritti, nonché il Gabinetto del Sindaco. Senza dimenticare il prezioso contributo della Compagnia San Paolo, già presente alla Maddalena dal 2010 sul modello di quanto sperimentato con successo nel quartiere di Porta Palazzo a Torino.

    Campanile delle Vigne, GenovaQuattro le linee guida della nuova stagione del Patto dello Sviluppo per la Maddalena, che ricalcano in buona parte lo spirito originario del progetto, ovvero il miglioramento del contesto urbano, sociale, culturale e, per quanto possibile visto l’andamento internazionale, economico.

    «Il primo punto di forza – spiega il sindaco – sono senza dubbio gli eventi che, come abbiamo visto per la recente Fiera della Maddalena, servono a far stare bene le persone che partecipano e danno vitalità e visibilità al quartiere. Ma non devono rimanere occasioni isolate». E qui Doria inserisce gli altri punti all’ordine del giorno. Innanzitutto, la valorizzazione degli spazi che l’amministrazione può mettere a disposizione di cittadini e associazioni come luoghi di incontro e di aggregazione. Oltre al modello di vico del Papa in cui è stato ospitato l’incontro di ieri, il sindaco cita l’appena concluso bando per la nuova gestione dell’Hop Altrove, che ha già trovato spazio sulle pagine di Era Superba. Il terzo punto della “versione doriana” del Patto riguarda la determinazione di una serie di azioni volte a sostenere l’impianto economico, commerciale e artigianale del sestiere. Qui il sindaco ha ben chiaro che cosa non si debba fare, ossia un incubatore di imprese, come detto in precedenza. Quanto ai passi da intraprendere, si affida alle proposte della gente: «Come possiamo intervenire in questo settore?» chiede, e si chiede, il primo cittadino.

    Infine, la questione legalità. «Dobbiamo riaffermare con forza il rispetto delle regole del vivere civile e della vita di tutti, senza la necessità di militarizzare l’area. Intanto perché non ne abbiamo le forze, ma soprattutto perché non credo sia questa la visione di mondo che vogliamo portare avanti», afferma con decisione Doria. «Detto ciò, mi sembra che ultimamente la modifica del “giro di controllo” dei Vigili urbani stia dando i suoi frutti».

    Ma come cambia in concreto il Patto per lo Sviluppo locale della Maddalena, al di là di una sostanziale bocciatura dell’Incubatore? Difficile dirlo dopo l’incontro di ieri pomeriggio, in cui il sindaco ha cercato di mettere sul tavolo, con molta chiarezza, tutte le problematicità della zona. Non ha risposte vere e proprie il primo cittadino, ma si è messo all’ascolto (e ha preso appunti) dei suoi vicini di casa. Che hanno apprezzato la sua disponibilità e hanno messo da parte, almeno per un giorno, divisioni e dissapori che, per loro stessa ammissione, hanno contribuito a ostacolare la rinascita del quartiere.

     

    Il punto di vista dei cittadini della Maddalena

    piazza-maddalenaSi parla di tante cose, come tanti sono gli sfoghi di chi ogni giorno è costretto a combattere con la malavita. «Ma sui giornali non può finire soltanto la storia che si deve aver paura di passare e vivere nei vicoli. Perché non è così», dice con convinzione una commerciante. E incassa l’approvazione del sindaco: «Non dobbiamo incentrare la nostra attenzione solo sulla questione della sicurezza reale e percepita, altrimenti si rischia che alla città, e non solo, arrivi un’immagine distorta e sbagliata della Maddalena».

    I temi di confronto tirati fuori dal pubblico sono i più disparati: dall’asilo di vico della Rosa, che sarà finalmente completato entro la fine dell’anno, al timore dei genitori di lasciare le chiavi di casa ai figli che il prossimo anno andranno alla scuola media da soli; dalla necessità di un censimento e di una riqualificazione degli alloggi di proprietà pubblica ma soprattutto di Curia e delle Opere pieTra cui molti bassi», sogghignano i presenti), alla necessità di essere tutti uniti, abitanti e commercianti, per combattere la malavita ed essere più veloci ed efficaci di chi lavora nell’oscurità. Ma l’elemento che riscontra maggior interesse è la possibilità di aderire formalmente al rinnovato patto, anche per associazioni e gruppi di cittadini che ancora non esistevano o non erano stati coinvolti nel 2007. E Doria che, si sa, è un po’ recalcitrante ai formalismi burocratici e non vi presta eccessiva attenzione, ha garantito comunque che sarà posto rimedio anche a questa situazione.

    Certo, le domande che restano nell’aria a fine pomeriggio sono tante. Ma, come gli stessi sindaco e presidente di municipio non hanno più volte mancato di sottolineare, lo scopo dell’incontro non era certo «dare il “problema Maddalena” come risolto», quanto piuttosto delineare le nuove linee di intervento. «Oggi abbiamo celebrato le nozze – sintetizza Leoncini – ma adesso ci tocca organizzare la luna di miele per il prossimo autunno». In altre parole, non resta che rimboccarsi tutti le maniche e rimettersi al lavoro. Con entusiasmo rinnovato, anche grazie al successo delle tre settimane di Fiera della Maddalena che hanno portato nuovamente alla ribalta il cuore di un quartiere dove troppo spesso “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi Conversazione Gratuita“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Ci perdoneranno Nicolò e Marco se la nostra citazione di “Amici Miei” non è al pari degli aforismi che da tre giorni a questa parte regalano ai passanti in piazza De Ferrari. Ma sembra calzare a pennello per la loro inconsueta occupazione. Già perché i due giovani, incontrati per caso sotto il sole cocente di questo primo sprazzo d’estate, questo fanno: lanciano disinteressatamente spunti di conversazione sull’attuale condizione della società a chi ha il buon cuore o la curiosità di fermarsi qualche minuto in loro compagnia. E così abbiamo fatto noi, attirati dall’insolito cartellone, laddove ogni sera si ritrovano i percussionisti di strada.

    Laureando in Scienze politiche e laureato in Economia, forniscono a offerta libera, conversazione di buon livello, idee e opinioni. Causa: disoccupazione forzata”. Così recita il manifesto casereccio. E sopra “offerta libera”, un’evidente ics affiancata dalla correzione “gratis”. «Non volevamo certo guadagnare da questa iniziativa, ma il primo giorno ci guardavano tutti con grande diffidenza: poi, ci siamo ricordati di essere a Genova e abbiamo messo quella magica parolina». Una parola che loro stessi si sono trovati ad affrontare più volte, sulla soglia del mondo lavorativo: «Ma piuttosto che lavorare gratis, preferiamo passare il nostro tempo in piazza a scambiare opinioni con la gente».

    L’uno, Nicolò Boidi, è neolaureato magistrale con lode in Amministrazione, Finanza e Controllo, e dopo uno stage di 5 mesi a 250€ al mese in una nota banca locale («da cui sto ancora aspettando i soldi») ha inviato oltre un centinaio di curricula, ottenendo una sola risposta: un’occupazione a Riva Trigoso, naturalmente gratis; un affare, per lui che abita a Rivarolo. L’altro, Marco Mattei, è laureando in Scienze Politiche e, molto preoccupato per il suo futuro lavorativo, mette già le mani avanti.

    Ogni giorno un aforisma dà lo spunto a nuove conversazioni. Hanno iniziato con Aristotele (“Schiavo è colui che non appartiene a se stesso ma ad un altro”), oggi invece parlano sempre di anti-utilitarismo con una frase di produzione propria: “Voglio poter chiamare mio solo ciò che non mi serve”. «Nell’impianto ideologico dominante si punta solo all’utile individuale – argomenta Nicolò – ma il vero utile è solo quello dell’altro. Mentre noi stessi possiamo ricercare la felicità solo nelle cose apparentemente “inutili”, come una buona cena in compagnia di ottimi amici e con una bottiglia di buon vino».

    E ci anticipano già lo spunto di domani: “Siamo trasparenti ai loro occhi ma non alle loro coscienze”. I destinatari? Tutte le persone in giacca e cravatta che in questi giorni hanno tirato via dritto senza nemmeno degnarli di uno sguardo: «Soprattutto assessori e consiglieri regionali, eppure siamo a due passi dall’ingresso del loro palazzo. Ma non demordiamo e i prossimi giorni andremo anche sotto Palazzo Tursi». «A dire il vero – continuano sorridendo – neanche i tuoi colleghi giornalisti sembrano averci notato. Insomma, questo è po’ il tuo scoop».

    Gli altri, invece, “quelli normali”, si fermano quantomeno a dare un’occhiata e a ritirare l’aforisma del giorno. «Per ora, non sono tantissimi quelli che si siedono a fare quattro chiacchiere ma qualcuno che ci racconta la sua storia c’è. Qualche straniero e soprattutto persone con situazioni di instabilità simili alla nostra: disoccupati o padri senza soldi per pagare gli alimenti ai figli».

    Chi volesse può conoscerli anche su Facebook, la loro pagina “Lo schiavo” è ancora in via di ottimizzazione. D’altronde, per dirla con parole loro, meglio scambiarsi idee in piazza come si faceva un tempo piuttosto che rinchiudersi in una stanza davanti al pc, a perdere tempo. Appunto.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Doria Sindaco, un anno dopo: incontro pubblico e contestazioni

    Doria Sindaco, un anno dopo: incontro pubblico e contestazioni

    incontro-pubblico-contestazioneSi è svolta ieri pomeriggio (sabato 8 giugno) l’assemblea degli stati generali della giunta Doria, un’occasione che, almeno formalmente, sarebbe servita non solo a festeggiare il primo anno di insediamento, ma soprattutto a raccogliere appunti, ascoltare critiche e problematiche sollevate dai cittadini. Ma la giornata di ieri al Teatro della Tosse si è rivelata per il sindaco Doria un banco di prova più difficile del previsto.

    Durante i primi venti minuti tutto è filato in linea con il copione immaginato dagli organizzatori: un susseguirsi di interventi, più o meno tutti uguali, in cui diverse personalità e soggetti cittadini chiedevano a Doria maggiore chiarezza su alcuni punti ritenuti cruciali per la città: in primis l’annosa questione della “movida” del centro storico, considerata una condanna per gli abitanti della zona limitrofa alle Erbe. Qualcuno, inascoltato, ha provato a riconoscere il fatto che il baccano dei giovani è inversamente proporzionale al tasso di criminalità e di spaccio che certe zone del centro storico devono vivere quotidianamente. Ma dopo il quarto intervento in cui il problema movida catalizzava gli argomenti, lo scenario è cambiato improvvisamente: gli occupanti del laboratorio sociale Buridda, da qualche mese sotto reale minaccia di sgombero coatto, alcune famiglie con in una mano l’ordinanza di sfratto esecutivo e nell’altra i figli, accompagnate dallo Sportello per il diritto alla casa, i lavoratori precari di Amiu Bonifiche  hanno tentato di prendere parola, cercando di portare l’attenzione del Sindaco e della platea su problemi di calibro ben differente rispetto alla gioventù che il venerdì sera beve qualche bicchiere di troppo nei caruggi genovesi.

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    Dopo qualche minuto di parapiglia sul palco, i contestatori sono riusciti a esprimere quattro punti sui quali il sindaco è stato invitato a prendere posizione pubblica con altrettanta chiarezza: terzo valico, politiche abitative, spazi sociali autogestiti, precariato della pubblica amministrazione.

    «Se si danno certi modi di prendere la parola, che esulano dalle regole democratiche – ha premesso il Sindaco sottolineando l’irruenza delle manifestazioni di dissenso – posso decidere di rispondere, come di ignorarvi». Doria ha risposto alle critiche cercando di illustrare le difficoltà a procedere della macchina comunale per la mancanza di risorse, ma le considerazioni in merito ai contenuti non hanno placato l’ira dei contestatori: «Il terzo valico è una linea ferroviaria che collegherà il mare alla pianura padana, è utile e si farà – ha confermato il sindaco – per quanto riguarda gli spazi sociali autogestiti, siamo in continuità con la giunta precedente, c’è una trattativa che andrà a termine (leggi approfondimento, ndr) e stiamo pagando i lavori di ristrutturazione dello Zapata (su questo punto è arrivata la smentita di alcuni dei presenti in sala, ndr) e venderemo l’ex facoltà di Economia, dove ora c’è il Laboratorio Buridda, trasferendo le sue attività al Mercato del pesce, per ricavarne entrate sufficienti a risolvere le problematiche abitative

    Ad oggi le aste pubbliche per la vendita dell’ex Facoltà di Economia in via Bertani sono andate tutte deserte (il prezzo di vendita di partenza nel novembre 2011 era di 7,8 milioni), sicuramente l’eventuale vendita porterebbe indotto da reinvestire, ma vendere l’immobile a cifre di mercato non è affatto facile. Sulla questione dell’emergenza abitativa, i contestatori hanno puntato il dito contro «le 44mila case sfitte di proprietà del Comune, case che vengono murate per evitare che qualcuno le abiti abusivamente o case in condizioni talmente fatiscenti da non poter essere utilizzate». Lo sportello per il diritto alla casa nel frattempo, che stima più di 400 ordinanze di sfratti e sgomberi per il 2013, chiede fermamente una moratoria fino a data da destinarsi e si dichiara pronto a porre resistenza contro ogni sfratto esecutivo e ad occupare le case per tutti coloro che non possono permettersi un affitto e che, al contempo, risultano non idonei nelle graduatorie per gli alloggi popolari.

     

    Chiara Guatelli

    [foto dell’autore]

  • Food revolution day ai Giardini Luzzati

    Food revolution day ai Giardini Luzzati

    giardini-luzzatiOgni anno il noto chef Jamie Oliver propone a maggio il Food Revolution Day: una giornata dedicata alla consapevolezza su ciò che si mangia e alla sensibilizzazione verso uno stile di vita più sano.

    In tutto il mondo vengono organizzati eventi e iniziative che hanno lo scopo di promuovere questi valori: a Genova il Food Revolution Day è ospitato ai Giardini Luzzati ed è organizzato in collaborazione con Collettivo Babette, AIAB Liguria e La Formica.

    Il programma del Luzzati Food Revolution (venerdì 31 maggio, dalle ore 17) prevede:

    ore 17, proiezione del film di animazione “Piovono Polpette” e biomerenda con budino, torta, bevanda (3 €)

    Ore 19: incontro pubblico sul tema Alle prese col cibo, tutto tranne quello che c’è al supermercato!

    Ore 20: cena bio-veg (prenotazioni a collettivobabette@gmail.com / sms 345 6203952).

    Ore 21: Paolo Bonfanti Duo in concerto.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    quinoaMercoledì 29 maggio 2013 (ore 17) un evento che celebra la Bolivia e la Quinoa presso la Fondazione Casa America, in Villa Rosazza a Genova Dinegro.

    La FAO ha dichiarato il 2013 Anno internazionale della Quinoa, a testimoniare l’impegno dei piccoli produttori sudamericani – soprattutto in Bolivia – nel preservare e coltivare questo alimento, importantissimo per la loro alimentazione e dall’alto valore nutritivo.

    A questo scopo si celebra la Giornata della Bolivia: un evento che prevede proiezione di filmati, conferenze e aperitivo finale alla presenza di Antolin Ayaviri Gómez, ambasciatore boliviano in Italia.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Giovani e democrazia partecipata: simulazione politica ai Luzzati

    Giovani e democrazia partecipata: simulazione politica ai Luzzati

    Giardini LuzzatiLunedì 27 maggio 2013 (ore 17.30) i Giardini Luzzati ospitano un evento nell’ambito della Settimana Europea della Gioventù.

    Titolo dell’incontro è Noi al posto loro: esperimenti di democrazia partecipata. Una simulazione di seduta del Consiglio Europeo attraverso l’utilizzo di Dignityland, una piattaforma creata appositamente dall’istituzione comunitaria per consentire ai giovani di effettuare questo esperimento.

    Tema dell’evento
    Se fossi tu a decidere? Quali scelte faresti? Come impegneresti il tuo budget? Saresti in grado di raggiungere un accordo?

    Sarà presente Sergio Rossetti, Assessore regionale all’istruzione.

    L’incontro è aperto a tutti i giovani interessati, con partecipazione libera. Per informazioni noialpostoloro@gmail.com

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  • Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    LibroSabato 25 maggio la Biblioteca Berio ospita nel proprio giardino, per l’intera giornata, il Mercatino di San Frumenzio. Un progetto nato nel 2007 e che prevede l’esposizione dei libri donati periodicamente dai cittadini alla biblioteca: chiunque può portare libri in donazione o venirne a prendere, in cambio di un’offerta minima di 1 €: questa iniziativa benefica che ogni anno ha un differente destinatario.

    Il ricavato di oggi andrà all’Associazione San Marcellino, fondata nel 1945 dai Gesuiti di piazza Matteotti e che si occupa di ospitare persone senza fissa dimora.

    Alle 17, a conclusione della giornata, i partecipanti al laboratorio di poesia dell’Associazione leggeranno alcuni loro brani.

    Ingresso libero.

  • Lilith Festival 2013: incontro con le cantautrici a Nervi

    Lilith Festival 2013: incontro con le cantautrici a Nervi

    musica-live-cantanti-microfonoVenerdì 24 maggio 2013 (ore 17) presso la Biblioteca Brocchi di Genova Nervi si svolge una conferenza – concerto di presentazione del Lilith Festiva 2013, tre giorni di musica d’autore al femminile che si terranno in piazza De Ferrari dal 7 al 9 giugno.

    Ospiti della biblioteca le cantautrici genovesi Sabrina Napoleone, Valentina Amandolese, Cristina Nicoletta, Jess e Roberta Barabino: saranno presentati alcuni brani, a inframezzare le interviste a cura di Andrea Podestà, saggista e studioso di musica d’autore.

    Si parlerà dell’imminente Festival ma anche della scena musicale genovese e dei legami con i cantautori del passato, delle differenze e delle affinità fra gli stili e gli approcci delle artiste che compongono il nuovo panorama della musica ‘d’autrice’ a Genova.

    L’ingresso ad Aspettando Lilith… in biblioteca è libero e gratuito.

  • San Fruttuoso, il futuro di Villa Imperiale in una due giorni di incontri

    San Fruttuoso, il futuro di Villa Imperiale in una due giorni di incontri

    Villa Imperiale, GenovaCon il patronato del Municipio 3 Bassa Valbisagno si svolgerà nelle giornate di oggi e domani, giovedì 23 e venerdì 24 maggio 2013, nei locali di Villa Imperiale, a San Fruttuoso, il Convegno di Studio Cittadino sul tema “Il ruolo di Villa Imperiale di Terralba nello sviluppo culturale della città”.

    Presso la Sala Cambiaso della biblioteca civica Lercari, all’interno della Villa, sono previsti una serie di incontri aperti all’intera cittadinanza e alla presenza dei rappresentanti municipali (primo tra tutti, il Presidente Massimo Ferrante) e del Centro Terralba, con la presidente Marisa Romano. Due giorni di dialogo, tavole rotonde e visite guidate, per parlare dei problemi –soprattutto manutentivi- della Villa e del Parco, e per decidere del suo futuro.

    Questa mattina, gli appuntamenti sono stati aperti con i saluti del Presidente Ferrante e del Consigliere Comunale Alberto Pandolfo, in rappresentanza dell’amministrazione comunale e in rappresentanza del sindaco Doria, assente a causa di impegni istituzionali. Proprio Pandolfo commenta: «Essere qui oggi ad aprire questa due giorni di meeting ha un grande valore per me. Lo stesso era stato in occasione dell’inaugurazione del Museo Navale di Pegli, in cui ho avuto modo personalmente di constatare come quello che è un presidio culturale ha assunto altri significati sociali e formativi e si è confermato un elemento essenziale e vitale per la nostra città. Da parte nostra, è confermato l’impegno per rendere questi luoghi sempre più utilizzati e variamente sfruttati a beneficio della cittadinanza. Ben vengano questi convegni, per favorire l’interesse e l’attenzione per questo grande patrimonio di cui disponiamo e che spesso ignoriamo».

    Ai saluti è seguita la tavola rotonda a cura di Erminia Federico, con gli interventi dei professori Paolo Torsello, Raimondo Sirotti, Bruno Bruzzone, Teresita Totis, Ettore Zauli e dall’architetto Matteo Marino. Tra i temi affrontati, quello del restauro dell’edificio e dell’attuale mancanza di alcuni dipinti prima ospitati dalla Villa, ora conservati –intuilizzati- in qualche magazzino del Comune: un vuoto pesante, commenta Sirotti, per cui si deve fare di tutto per far tornare i dipinti al loro posto e permettere alla cittadinanza di goderne.

    Particolarmente accorato e ispirante l’intervento dell’architetto Matteo Marino. Consulente del Centro Culturale Terralba (tra le altre cose), Marino -espresso il rammarico per l’assenza delle istituzioni, che dovevano essere i veri recettori delle discussioni odierne, ed espresso l’auspicio per un intervento inserito in una strategia intelligente- parla della necessità di un lavoro di restauro oculato. Villa Imperiale va vista in un contesto più ampio e non solo architettonico: non è un problema murale, ma di comprensione della logica costruttiva di questa villa. L’edificio è stato pensato per perdurare nel tempo ed essere utilizzato dagli studenti e dai cittadini tutti. Per questo motivo è necessario sì un restauro, ma non nel senso della ricomposizione asettica: il salone di prima, in senso storico, non esiste più e la villa è da ripensare in termini funzionali e moderni.

    Quanta trascuratezza possiamo tollerare? Possiamo assumere la prospettiva anglosassone della “trascuratezza controllata”? «Sì, nel caso ad esempio delle arcate del ponte di Sant’Agata, da mantenere così com’è e da preservare dall’azione del tempo – commenta l’architetto Marino – No, nel caso del la villa, per cui è necessaria un’azione di manutenzione importante e articolata, che conservi la memoria storica e permetta al contempo un nuovo utilizzo produttivo». Non si deve assumere un’ottica ristretta e lasciare la villa come un quadro in una cornice abbandonata, valorizzando non solo la limitrofa Piazza Terralba, per esempio, o le situazioni a monte. «Dobbiamo difendere ogni pezzo di questa città – continua Marino – per dare senso di appartenenza anche alle ondate migratorie che hanno permesso a Genova di sopravvivere fino ad oggi. Dobbiamo elevare al qualità della città non spendendo soldi pubblici ma facendo agire le parti cittadine di concerto per migliorare la vivibilità. A Villa Imperiale, come ad esempio a Villa Donghi, in Salita della Noce: servono programmi e azioni concertistiche per combattere la trascuratezza. Io mi batto con spirito volontaristico e penso che ognuno possa fare molto per la proprio comunità, prendendo coscienza delle problematiche e facendo di Genova una città accogliente».

    Altro fattore importante e non trascurabile, il verde: il parco della Villa ha anch’esso un valore culturale e storico non trascurabile, che lo rendono patrimonio di tutta la cittadinanza. «A tale proposito, è stato prevista –racconta Bruzzone, del Comitato Amici di Villa Imperiale – l’adesione da parte di un gruppo di volontari (per esempio, persone agli arresti domiciliari o soggetti che affrontano percorsi di recupero) che danno aiuto per il mantenimento del parco in buono stato, coordinati da esperti.  A Genova ci sono varie associazioni volontaristiche per la cura dei parchi, ma manca un maggior coordinamento da parte di Comune e Regione, per gestire al meglio questa situazione».

    Interessante anche il progetto di Teresita Totis, di catalogazione delle piante del parco e di giardinaggio vero e proprio, che ha coinvolto in prima persona gli alunni delle scuole, con il duplice scopo di curare un bene pubblico e sensibilizzare i giovani verso oggetti, come le piante, che fanno parte del nostro arredo urbano. Interviene anche Ettore Zauli, ex direttore del Settore Servizio Giardini e Foreste del Comune di Genova, che offre la visione istituzionale-amministrativa sulla problematica, inserendo la villa nella catena di parchi storici e di patrimonio verde, di cui Genova è così ben fornita. «La gestione di un parco storico costa -commenta Zauli- le stime si aggirano attorno ai 6, 7 euro al metro quadrato e, su una superficie come quella della Villa di circa 22.700 mq, occorrerebbero cifre smisurate, che non possono essere sborsate. Nemmeno gli addetti al verde degli uffici comunali sanno quanto effettivamente venga speso per la manutenzione di tutti i parchi: scorporato l’ex-Servizio Giardini del Comune, una parte è oggi amministrata da ASTER, un’altra dai Municipi. Si sono perse così molte professionalità (fabbri, artigiani, restauratori) difficili da recuperare e si sono scorporate le attribuzioni, per cui oggi non è possibile capire quanto e come viene effettivamente speso per la manutenzione. Molti parchi, inoltre, come quello di Villa Imperiale, vive grazie al servizio dei volontari: se questo parco oggi è in queste condizioni lo dobbiamo al lavoro di queste persone».

    Così commenta questa prima mezza giornata di convegno il presidente del Municipio Massimo Ferrante:

    «Questo convegno è stato voluto fortemente da noi perché cerchiamo di promuovere una politica di rivalutazione della Villa, dal punto di vista storico, culturale e architettonico. Si tratta di un patrimonio importante per la nostra città: costruita nel XVI secolo, la villa ha ospitato varie personalità degne di nota, tra cui anche Luigi XIII.  Ancora oggi svolge un ruolo importante per la comunità genovese e in particolare per il quartiere di San Fruttuoso-San Martino, tanto che non da ultimo lo scorso 29 aprile si sono svolte qui le celebrazioni per la consegna del Grifo a Salvatore Settis, premiato alla presenza mia e del Sindaco Doria in considerazione del valore delle sue attività di archeologo e storico, e il suo impegno nella difesa del paesaggio e la tutela del territorio. Inoltre, anche la consegna del Grifo d’Argento a vari personaggi del mondo della cultura, sempre svolte da Municipio e Comune, in partnership con la Fondazione Palazzo Ducale. Per quanto riguarda queste due giornate, è soprattutto importante sottolineare la presenza del Centro Terralba, soggetto attivo e molto adatto a promuovere la rivalutazione architettonica del sito».

     

    Elettra Antognetti

  • Aspettando il Suq: lo sport a Genova per favorire l’integrazione

    Aspettando il Suq: lo sport a Genova per favorire l’integrazione

    footballNella giornata di ieri, mercoledi 22 maggio 2013, presso la Loggia della Mercanzia in piazza Banchi, si è tenuto il sesto e penultimo incontro del ciclo “Luoghi, spazi e persone” organizzato da “Aspettando il Suq”.

    Temi dell’ iniziativa sono stati gli spazi urbani, ufficiali o ricavati, che diventano teatro di manifestazioni sportive di vario genere e lo sport come strumento di socializzazione e integrazione.

    Relatori dell’incontro sono stati il professore di Antropologia dell’Università di Genova Bruno Barba e Fabrizio De Meo, di Uisp Genova, intervistati dalla giornalista Domenica Canchano.

    La prima domanda rivolta al prof. Barba ha riguardato la situazione generale dello sport nel nostro paese: «È un’occasione persa», ha risposto il professore, aggiungendo che è troppo spesso vissuto come un fastidio, un’attività da svolgere per fare contenti genitori o insegnanti. Secondo lui andrebbe invece valorizzato in quanto strumento di veicolazione della cultura: l’attenzione alla pratica sportiva è infatti specchio dei valori pregnanti di una società e contribuisce a costruire l’identità individuale.

    Da questo primo intervento si è sviluppata una discussione sull’importanza della pratica sportiva come elemento per contribuire all’integrazione in una società multiculturale: lo dimostra, come evidenziato da Barba, la nazionale francese di calcio di fine anni Novanta composta da giocatori provenienti sia dal territorio francese sia dalle aree ex coloniali oppure la nazionale tedesca di questo periodo in cui giocano parecchi tedeschi di seconda generazione, entrambe hanno contribuito a favorire il melting pot anche a livello sociale.

    Secondo Fabrizio De Meo di Uisp Genova bisogna però prestare attenzione agli aspetti che potrebbero marcare una differenza culturale tra persone e quindi provocare esclusione: gli impianti sportivi sono spesso strutturati in modo occidentale, senza tenere presenti le esigenze di persone di altre culture che hanno un rapporto differente dal nostro con la loro corporeità. Inoltre a suo parere nella progettazione degli spazi pubblici pensati per lo sport bisogna far in modo di non caratterizzarli ma di lasciare liberi gli individui di appropriarsene per svolgerci lo sport che preferiscono.

    De Meo ha poi osservato come vada cambiata l’impostazione culturale attuale dove vige un’iperattenzione per lo sport professionistico, anche nei suoi aspetti più insignificanti, e c’è un disinteresse diffuso per la pratica sportiva. Ha sottolineato inoltre come lo sport non possa essere un fenomeno accessorio nella società e vadano quindi pensati degli interventi mirati, poiché una città disegnata a misura di sportivo è più vivibile per tutti. Secondo lui i migliori progetti per la realizzazione di spazi pubblici riservati allo sport sarebbero quelli che tengono conto di una logica trasversale, ossia di cui tutti possono usufruire indipendentemente dalle loro capacità.

    Il dibattito ha riscosso una buona partecipazione di pubblico dimostrando come la tematica sia di generale interesse nella nostra città.

     

    Giorgio Doria

  • Mi consigli un libro? Incontro con le librerie indipendenti

    Mi consigli un libro? Incontro con le librerie indipendenti

    libri-leggereUn pomeriggio (e una sera) di festa per incontrare chi a Genova gestisce una libreria indipendente.

    A poche settimane dalla chiusura di Assolibro le librerie che da tempo promuovono cultura e territorio attraverso una pagina Facebook incontrano i lettori alla biblioteca Berio: in programma un pomeriggio di laboratori didattici, consigli di lettura e una cena al Berio Cafè.

    Le librerie che aderiscono sono Finisterre (piazza Truogoli di Santa Brigida), Libro+ (Pontedecimo), Mastro Libraio (Rivarolo) e Sottosopra (via Assarotti).

    Questo il programma della giornata.

  • Facoltà di Architettura: seminario di fotografia in diretta streaming

    Facoltà di Architettura: seminario di fotografia in diretta streaming

    concorso-fotografia-DIMartedì 21 e mercoledì 22 maggio la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova ospita un incontro a cura del Collettivo Wsp Photography, un’associazione di fotografi liberi professionisti che si dedicano in particolare al reportage di attualità.

    L’evento Fotografia: parliamone prevede due appuntamenti (martedì alle 10 e mercoledì alle 15) in programma presso l’Aula Benvenuto del Dipartimento di Architettura, visibili anche in diretta streaming sul blog di Sandro Iovine, direttore della rivista “Il Fotografo” e ospite dei due incontri.

    [foto di Diego Arbore]