Tag: rifiuti

  • Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    Amiu-Iren, giunta Doria passa al contrattacco: «Se non si torna indietro, ce ne andremo»

    amiu-lotta“Se non si creeranno da subito le condizioni per la ripresa di un dialogo a favore delle prospettive industriali di Amiu non sarà certo questa amministrazione a imporre il costo sociale derivante dal voto di martedì scorso. Torna lo spettro delle dimissioni di tutta la giunta Doria, in seguito alla bocciatura della delibera di aggregazione Amiu-Iren da parte del Consiglio comunale di Genova. Sindaco e assessori, con l’appoggio del Partito democratico, passano al contrattacco dopo che il Consiglio di amministrazione della partecipata del Comune di Genova per la gestione del ciclo dei rifiuti ha messo nero su bianco lo scenario che si è configurato con la bocciatura della delibera di martedì scorso. La giunta Doria non vuole essere ricordata per quella che ha aumentato la “bolletta sulla spazzatura” del 20% e, dunque, se le consultazioni dei prossimi giorni non daranno sufficienti rassicurazioni per riportare in Sala Rossa un documento che rimedi a quanto votato nell’ultima seduta di Consiglio comunale, la crisi di governo della città porterebbe alle inevitabili dimissioni e al probabile commissariamento in vista delle elezioni della prossima primavera.

    Editoriale: Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    “Essendo venuta meno la prospettiva di un’aggregazione industriale con apporto di capitali e impianti – si legge in nota dell’amministrazione, ripresa dall’Agenzia “Dire” – Amiu, per salvarsi, sarà costretta a tagliare drasticamente i costi di personale e del servizio e a chiedere al Comune la totale corresponsione dei costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016, ciò che significherebbe un aumento della Tari di oltre il 20%”. Eppure, sostiene Palazzo Tursi, le condizioni erano note e ampiamente illustrate da tempo, con la precisa volontà dell’amministrazione di non scaricare il peso sui lavoratori e sui genovesi la delibera per l’aggregazione con Iren era stata approntata con grande attenzione ad ogni aspetto, discussa e migliorata nel confronto sindacale e nel Consiglio comunale: una prospettiva di sviluppo, non di ripiego, che avrebbe ridato forza alla nostra azienda”. Arriva anche il momento della resa dei conti politica: “La miopia di alcuni e il cinico calcolo politico elettorale di altri che pur sapevano quali sarebbero state le conseguenze – si legge ancora – hanno impedito che si intraprendesse questa strada nell’interesse della città”.

    Le decisioni del cda di Amiu

    L’assist al Comune era stato fornito pochi minuti prima dall’esito di un lungo Consiglio di amministrazione di Amiu, durato oltre due ore, al termine del quale l’azienda ha messo nero su bianco gli scenari dell’immediato futuro. “Il Consiglio di amministrazione di Amiu prende atto con rammarico che la bocciatura della delibera sull’integrazione Amiu-Iren Ambiente da parte del Consiglio comunale pregiudica la possibilità di richiedere la proroga del contratto di servizio in essere con il Comune di Genova e la disponibilità degli investimenti necessari a incrementare la raccolta differenziata e la realizzazione dei nuovi impianti da parte di Amiu”. E lo scenario delineato dall’azienda assume i contorni di un potenziale disastro per gli stessi cittadini. L’esito del cda, infatti, è un mandato al presidente Marco Castagna a inviare al Comune il progetto di Piano finanziario per la Tari 2017 che, al fine di mantenere l’equilibrio finanziario aziendale, “prevederà (secondo quanto già definito in sede di approvazione del bilancio 2015) la totale corresponsione a favore di Amiu dei costi sostenuti dall’azienda per lo smaltimento dei rifiuti nel 2016 – compresivi, dunque, dei 28 milioni di euro di extracosti per il conferimento dei rifiuti fuori Regione, ndr – con un significativo impatto sulla tariffa”. Che, detto con le parole del Comune, significa che, così stanti le cose, la “bolletta della spazzatura” per i genovesi aumenterebbe del 20%. E lo avrebbe fatto anche di più se Amiu non avesse prodotto una serie di ottimizzazioni interne.

    Nel contempo, viene dato mandato a Castagna di richiedere formalmente al Comune di Genova la conferma dell’anticipazione di cassa anche per il 2017 della somma di 25 milioni di euro già concessa lo scorso anno per sostenere finanziariamente l’azienda in relazione ai costi per lo smaltimento dei rifiuti sostenuti nel 2015 e solo parzialmente recuperati in tariffa. Per non rischiare di portare i libri in tribunale, il consiglio di amministrazione di Amiu chiede anche la predisposizione di una revisione del budget 2017 “rafforzando la spending review già in corso, salvaguardando la gestione ordinaria del Contratto di servizio, la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e chiusura” di Scarpino 1 e 2 e la realizzazione della prima parte di Scarpino 3. Come anticipato, le altre immediate conseguenze negative sono: sospendere ogni atto relativo ad assunzioni di personale a tempo indeterminato; procedere con il piano di raccolta differenziata del Conai solo per attività che non comportano maggiori costi; sospendere le trattative sulle premialità aziendali e gli straordinari. Lo scenario napoletano è lontano, ma anche il servizio di raccolta di rifiuti rischia di pagare le conseguenze della decisione del Consiglio comunale.

  • Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    Amiu, entro marzo privatizzazione torna in aula. Evento in città per convincere consiglieri a cambiare opinione

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera per l’aggregazione di Amiu in Iren potrebbe tornare in aula già entro il prossimo mese: a dirlo Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, che spiega i lavori dei prossimi giorni per ricomporre la maggioranza in Consiglio Comunale. Ma non solo: partirà campagna di informazione e mobilitazione in città per spiegare le conseguenze della bocciatura della delibera attraverso un non meglio specificato evento pubblico da organizzare per la prossima settimana. Una nuova delibera, quindi, da collegare a doppia mandata con il bilancio previsionale dell’ente. E’ questo il percorso individuato dalla giunta Doria e condiviso oggi in una segretaria del Partito democratico allargata ai consiglieri regionali, comunali, assessori e presidenti di Municipio, a cui hanno preso parte anche due “senatori” dei dem genovesi, Claudio Burlando e Mario Margini. «Sono soddisfatto – commenta al termine del vertice il segretario provinciale, Alessandro Terrile, come riporta l’agenzia Dire – la strada è quella di trovare una soluzione che leghi il futuro di Amiu a quello del bilancio del Comune».
    Niente project financing, dunque, ma una nuova delibera che, grazie ai numeri del bilancio, sappia “passare” l’ineluttabilità dell’ingresso di Iren in Amiu e non chieda più il benestare a trattare con la multiutility ma solo l’ok a ratificare l’accordo. «E dobbiamo smetterla di parlare di privatizzazione – alza i toni Terrile – perché Iren è un soggetto partecipato dal pubblico e gli eventuali utili vengono distribuiti in percentuale anche al Comune di Genova».
    Tutto ciò sarà spiegato alla città la prossima settimana. L’obiettivo è far capire ai consiglieri comunali, ai genovesi, ai rappresentanti delle categorie e ai lavoratori che «non c’è alternativa a Iren. O meglio – precisa Terrile – le alternative ci sono ma non sono sostenibili: aumento della tassa dei rifiuti del 20%, far saltare il contratto integrativo a tutti i lavoratori, non assumere i 31 precari; oppure, far coprire i 28 milioni di extracosti di Amiu del 2016 interamente al Comune, tagliando parallelamente altri servizi come il sociale». Intanto, alla giunta e al sindaco, in particolare, spetterà l’arduo compito di serrare nuovamente le fila e invocare una sorta di patto di responsabilità per non abbandonare la città a se stessa.
    L’ex senatore di centrodestra, Enrico Musso, che sulla delibera si era astenuto, si sarebbe già detto disponibile. Ora si dovrà trasformare qualche voto negativo in astensione (i fittiani Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei, ad esempio) e qualche astensione in voto positivo (Gianpaolo Malatesta di Possibile e Lucio Padovani di Lista Doria). Più complicato convincere i tre consiglieri di Percorso comune a passare dal tasto bianco a quello verde e far cambiare idea a Marianna Pederzolli e Clizia Nicolella, rappresentanti di Lista Doria che avevano votato contro la delibera. Con questo scenario, sembra dunque allontanarsi lo spettro delle dimissioni di Doria. Quasi definitivamente dato che, se il percorso individuato dovesse giungere al traguardo, lo farebbe praticamente in concomitanza con la fine del mandato del sindaco arancione. Tempi non immediati ma comunque stretti perché, salvo proroghe concesse da Roma, il bilancio va approvato entro il 31 marzo anche se Terrile si augura che il percorso si possa definire ben prima per potersi finalmente concentrare sulle prossime amministrative

     

  • Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    Amiu, Doria e il futuro di Genova. Quelle dimissioni inevitabili che non risolvono nulla

    Marco Doria, sindaco di GenovaMercato del pesce (che oggi ha riaperto senza grandi entusiasmi), concorso per il Blueprint dall’esito tragicomico e, ora, netta bocciatura in Consiglio comunale della privatizzazione di Amiu. Negli ultimi giorni, il crollo della giunta del sindaco arancione è stato vertiginoso. Che la maggioranza di centrosinistra traballasse e in molte occasioni non potesse neanche più essere considerata tale, è ormai noto da anni. D’altronde, dal risultato di quelle urne del 6-7 maggio 2012, che avevano visto il marchese Marco Doria – scelto a sorpresa dalle primarie di coalizione del centrosinistra, al posto di Marta Vincenzi, sindaco uscente, e di Roberta Pinotti – sconfiggere la candidatura civica ma appoggiata dal centrodestra di Enrico Musso, e prima ancora di Paolo Putti, Pierluigi Vinai e Edoardo Rixi, si erano già sfilati in molti. Federazione della sinistra, ad esempio, con il capogruppo Antonio Bruno che si è trascinato il transfugo da Sel, Gianpiero Pastorino. E che dire degli ex Idv, Stefano Anzalone, Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei? Gli ultimi due sono a tutti gli effetti passati all’opposizione entrando nelle fila dei riformisti fittiani, mentre Anzalone è tornato fedele alla maggioranza grazie alla consegna della delega allo Sport. Dal Pd, invece, sono usciti Gianni Vassallo, Salvatore Caratozzolo e Paolo Gozzi, che hanno dato vita al gruppo indipendente di Percorso comune. Poi c’è Gianpaolo Malatesta, altro ex Pd, ora con Possibile e ieri in seria difficoltà a voltare le spalle alla maggioranza, tanto che il suo voto che doveva essere contrario alla delibera si è trasformato in un’astensione. E, infine, le spaccature nei sei consiglieri di Lista Doria: due avevano abbandonato per strada (Pierclaudio Brasesco e Maddalena Bartolini sostituiti da Antonio Gibelli e Barbara Comparini), gli altri si sono sempre più divisi tra la fedeltà alla linea politica di sinistra e quella a un sindaco che ha sempre guardato sempre con più attenzione all’appoggio del Partito democratico che della sua lista. Anche i rimpasti di giunta sono stati sintomatici delle difficoltà di Doria a trovare una quadra nel sostegno dei “suoi”: Francesco Oddone è stato fatto da parte per far entrare Emanuele Piazza, ma avevano lasciato anche Valeria Garotta e Paola Dameri per Italo Porcile ed Emanuela Fracassi.
    Dopo il voto di ieri pomeriggio, tutti gli sforzi di Doria sembrano destinati a terminare, con un addio ormai improrogabile. Sul fronte amministrativo, forse, non sarebbe una così grande rivoluzione: nonostante una campagna elettorale ancora sonnacchiosa, le elezioni sono ormai alle porte anche se non è proprio il massimo arrivarci con un commissario e senza un bilancio approvato. Ma sul fronte politico la giornata di ieri rischia di rappresentare il triplice fischio del centrosinistra a Palazzo Tursi, dopo 42 anni, ovvero da quando il socialista Fulvio Cerofolini succedette al democristiano Giancarlo Piombino. E poco importa se la consigliera Marianna Pederzolli, ieri motivando il suo voto contrario alla delibera ha chiaramente specificato che esprimeva dissenso solo sulla delibera e non era un giudizio politico sul mandato Doria né la preclusione a qualsiasi alleanza futura. L’alleanza di centrosinistra sembra sempre più una chimera e rischia anche di allontanarsi pericolosamente il ballottaggio dato per scontato a cui il Movimento 5 Stelle questa volta dovrebbe arrivare, considerato inoltre che il governatore Giovanni Toti sembra intenzionato a presentare una coalizione di centrodestra assolutamente compatta.
    Doria, dunque, potrebbe lasciare già oggi. Ma nei 20 giorni di tempo che lo separerebbero dall’addio formale, il sindaco uscente vorrebbe comunque provare a mettere una pezza al futuro di Amiu e della raccolta dei rifiuti in città. Un gesto di responsabilità che, però, dovrebbe essere suffragato anche dai voti dei consiglieri comunali ormai in ordine sparso. Che cosa rischiano Amiu, i lavoratori e i genovesi? Dalle pagine di Era Superba abbiamo già più volte analizzato la situazione. Intanto, un eventuale commissariamento del Comune porterebbe a riversare immediatamente sulla tassa dei rifiuti pagata dai genovesi tutti gli extracosti per la chiusura della discarica di Scarpino, la gestione post mortem di Scarpino 1 e 2 e il conferimento dei rifiuti fuori Liguria in un’unica soluzione. Senza aggregazione, poi, non può esserci prolungamento del contratto di servizio in scadenza nel 2020 e, date le difficoltà economiche di Amiu, sono a rischio anche i contratti integrativi dei lavoratori. L’azienda ha comunque necessità di legge di realizzare gli impianti previsti dal piano industriale approvato dallo stesso Consiglio comunale ma non ne ha i soldi. Con un contratto in scadenza, le banche non concedono finanziamenti. Impossibile pensare a un aiuto diretto del Comune, con le casse sempre più vuote, anche perché, scadendo il contratto, nel 2021 potrebbe realizzarsi l’assurdo di un’azienda con gli impianti ma senza lavoro e lavoratori che nel frattempo sarebbero passati a chi dovesse vincere la gara per il rinnovo. Unica alternativa sembrerebbe essere un project financing con gli impianti che resterebbero di proprietà e gestione dei privati, senza un alcuno controllo del pubblico.
    Ecco, quindi, che il problema Iren, uscito dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestra. Quadro che non cambierebbe molto se il centrodestra, non certo avverso alle privatizzazioni, dovesse conquistare lo scranno di Tursi. Impostare qualsiasi altra via d’uscita con uno scenario politico così caotico sembra una missione impossibile.
    Simone D’Ambrosio
  • Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    Amiu, anche il Consiglio boccia la delibera. Trattativa con Iren in bilico? Bernini: «Da domani riflessioni sulla continuità amministrativa»

    delibera-amiu-lavoratoriDopo una seduta fiume della Consiglio comunale, arriva il verdetto del voto: la delibera non passa. 19 i voti contrari, 14 favorevoli e 6 astenuti. Incerto adesso il destino della trattativa con Iren. Festeggiano i lavoratori, che hanno atteso fino alle 20 l’esito delle votazioni fuori da Palazzo Tursi. Una delegazione, presente in Sala Rossa, ha accolto con un applauso l’ufficializzazione dello scrutinio. In serata arrivano le prime reazioni politiche, con le dichiarazioni del vicesindaco Stefano Bernini: «Da domani riflessioni e scelte di carattere sulla continuità amministrativa»

    Durante la seduta, iniziata questa mattina, sono stati presentati più di dieci ordini del giorno e oltre sessanta emendamenti. Nel pomeriggio la discussione è terminata, lasciando spazio ai voti: i molti emendamenti comunque passati in aula inizialmente facevano pensare ad una qualche possibilità di passaggio del testo che avrebbe dovuto definire i criteri operativi a cui ispirare il modello di aggregazione industriale e societaria tra Amiu S.p.A. ed Iren Ambiente S.p.A., ma alla fine la conta ha dato un esito diverso e inequivocabile: i 19 voti contrari sono arrivati da Pdl, M5s, Effetto Genova, Udc, Lega Nord e dalle consigliere di Lista Doria Pederzolli e Nicolella. Astenuti Caratozzolo, Gozzi, Musso, Malatesta Padovani e Vassallo. A favore Tutto il gruppo Pd, Lista Doria, Sel, Anzalone, Guerello e lo stesso Marco Doria.

    Le reazioni della Giunta

    Dopo il risultato del voto, la giunta si è riunita per coordinare le prime mosse dopo questa pesante debacle; all’uscita, bocche cucite tra gli assessore, l’unico a parlare è il vicesindaco, Stefano Bernini: «E’ sulla delibera il problema. Sulla base della delibera faremo da domani delle riflessioni che comporteranno anche delle scelte di carattere sulla continuità amministrativa. E’ corretto – ha continuato – che i cittadini sappiano che tipo di conseguenze ha per le loro tasche la scelta del Consiglio comunale anche i cittadini dovranno trarre le proprie conclusioni, se viene salvaguardato il loro interesse o quello di bottega».

    Gli ultimi mesi della amministrazione targata Marco Doria, quindi, si apprestano ad essere incerti e traballanti. Le conseguenze, in ogni caso, saranno sulle spalle della città.

    Nicola Giordanella

     

  • Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    Amiu, le reazioni dei lavoratori durante il presidio sotto Palazzo Tursi. «Il peccato originale è la privatizzazione»

    amiu-sciopero-tursiMentre a Palazzo a Tursi il consiglio comunale si preparava ad affrontare la discussione sulla delibera, poi ritirata, i lavoratori Amiu manifestavano in via Garibaldi. Alla notizia del voto sulla sospensiva, le reazioni “in piazza” sono state molteplici: dalla contentezza per aver fermato la delibera, alla consapevolezza che la questione non è ancora chiusa; dalla soddisfazione di aver impedito l’approvazione di una delibera considerata ingiusta, alla rassegnazione nei confronti di un percorso che comunque porterà alla privatizzazione di Amiu.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Dopo la decisione del Consiglio comunale sul rinvio della votazione, i rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dalla conferenza capi-gruppo, per spiegare ancora una volta quali sono le posizioni di chi questo accorpamento lo vivrà sulla pelle. Ai consiglieri hanno spiegato che «l’unica base di discussione possibile è partire dall’accordo di luglio – riporta un lavoratore a margine dell’incontro – che rimane l’unico documento ad oggi approvato dalla maggioranza dei lavoratori». Il verbale di qualche giorno fa, quindi, non rappresenta più nulla: «è stato bocciato – ci spiega Roberto Gulli, Uil – e perciò abbiamo deciso di levare la firma, facendo pressione affinché nel testo della delibera non sia più presente».

    Ma in piazza diversi sono gli umori dei lavoratori. Di certo non si parla di vittoria, e questo rinvio sarà seguito da ulteriori iniziative: «perché non ci hanno garantito che applicheranno all’interno della delibera l’accordo di luglio – sottolinea Umberto Zane, Fit Cisll’unico che tutelava sia i dipendenti che i cittadini, e che arginava una privatizzazione selvaggia».

    Monteforte Michele, funzionario Cgil ricorda come «la volontà dei lavoratori debba essere rispettata» e come questo accorpamento, «voluto sia da destra che da sinistra» nei fatti nasce da un “peccato originale” che è «proprio la privatizzazione, per la quale noi restiamo contrari». Monteforte ricorda lo sciopero Amt del 2013, durato cinque giorni, organizzato proprio per evitare una «svendita» del servizio pubblico. Una vertenza, quella su Amiu, che però ha spaccato anche i sindacati: «Oggi è stato dimostrato che la spaccatura dei giorni scorsi è stata una scelta sbagliata», sottolinea Banella Roberto, della Cgil, ricordando le trattative per l’accordo di luglio.

    Alcuni lavoratori sono comunque in parte soddisfatti di questo rinvio, perché consente di continuare la discussione e il “braccio di ferro”; quello che si teme è che sia solo una «tattica politica della giunta per ricompattarsi e trovare i voti necessari in Consiglio comunale», riflette ad alta voce un lavoratore amareggiato. Il “peccato originale” rimane per molti la scelta della privatizzazione «che svende un servizio pubblico e rimettendo al mercato le scelte aziendali che ricadranno su lavoratori e città».

    Con queste incertezze, dopo ore di presidio, i lavoratori abbandonano via Garibaldi, per dedicare le ultime ore di turno per discutere in assemblea, preparando il terreno per i prossimi giorni. Un terreno che assomiglia sempre di più ad un campo minato.

    Gianluca Pedemonte
    Nicola Giordanella

  • Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    Amiu, delibera rinviata di una settimana. Il Consiglio comunale vota la sospensiva. Doria contestato dai lavoratori

    amiu-manifestazione-tursiLa delibera di giunta per procedere nella trattativa con Iren per l’acquisizione di Amiu, è stata rinviata. La decisione arriva dopo il caos delle ultime ore, che ha visto i lavoratori bocciare il verbale di accordo siglato da sindacati e Comune di Genova prima, per poi manifestare sotto Palazzo Tursi in occasione del Consiglio comunale, che avrebbe appunto dovuto votare il provvedimento.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    La delibera, oggi ritirata dall’ordine del giorno, sarà discussa la settimana prossima: votata, infatti, la sospensiva presentata dal consigliere Malatesta. La giunta, quindi può prendere tempo, per provare a trovare una rinnovata compattezza politica e lavorare per trovare un nuovo accordo con i lavoratori. Questi, di cui una delegazione era presente in Sala Rossa, hanno accompagnato la notizia con proteste, e la promessa che saranno presenti anche al prossimo passaggio in Aula. Contestato il sindaco Marco Doria, non presente durante la votazione, ma entrato in Sala Rossa appena terminato.

    La scelta arriva anche dopo un’incerta conta dei voti in Consiglio comunale: la maggioranza, infatti, è spaccata sulla questione, e ci si sarebbe affidati ad una eventuale astensione di alcuni consiglieri di minoranza. La giunta, in questo modo, prende tempo anche per recuperare la compattezza politica sulla questione.

  • Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

    amiuColpo di scena, neanche troppo inaspettato, nella complessa vertenza che dovrebbe portare all’ingresso di Iren nel capitale sociale di Amiu, attualmente azienda in house del Comune di Genova che gestisce il ciclo dei rifiuti. Questa mattina, nel corso di un’assemblea generale molto tesa, i lavoratori hanno respinto a larghissima maggioranza il verbale di accordo tra l’amministrazione e i rappresentanti sindacali che avrebbe modificato in maniera sostanziale la delibera per l’avvio della negoziazione tra Comune e Iren, il cui voto in Consiglio comunale sarebbe previsto tra domani e dopodomani.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Condizionale ormai d’obbligo. A Palazzo Tursi il voto ha colto tutti di sorpresa e nel pomeriggio un incontro tra gli assessori al Bilancio e all’Ambiente, Francesco Miceli e Italo Porcile, dovrebbe decidere il da farsi: andare lo stesso in Aula senza l’accordo con i sindacati e con il rischio di ripercussioni sul voto già così non scontato? E con quale versione della delibera? Quella che mantiene comunque le richieste dei sindacati o quella iniziale fortemente contestata perché non aderente all’accordo siglato nel luglio scorso? Oppure prendere tempo, ritirare la delibera o cercare l’appoggio dei consiglieri di maggioranza per far saltare il numero legale?
    Qualche incertezza anche sul fronte sindacale, con la situazione che potrebbe essere sbrogliata questa sera nel corso di una segreteria unitaria. Con lo sciopero respinto dalla prefettura, se il Comune mantenesse la delibera in votazione tra domani e dopodomani potrebbero essere convocate della assemblee dei lavoratori per consentire la partecipazione ai lavori del Consiglio. «Sinceramente non so che cosa accadrà ora», afferma alla agenzia Dire Corrado Cavanna, Fp Cgil, il più favorevole tra i sindacalisti all’accordo. «Pur avendo disdetto lo sciopero in seguito alle segnalazioni della Prefettura per evitare sanzioni – spiega Umberto Zane, Fit Cisl- siamo stati buoni profeti a non siglare nemmeno il verbale di incontro con il Comune (vidimato, invece, da Cgil, Uil e Fiadel, ndr), perché sapevamo più di altri che per i lavoratori non sarebbe stato sufficiente». Sul futuro, «siamo disposti a parlare con chiunque – afferma Roberto Gulli, Uil trasporti ma il nostro punto di caduta è il mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu».
  • Amiu-Iren, si spaccano anche i sindacati: Cisl non sigla accordo con Comune. Martedì o mercoledì il voto

    Amiu-Iren, si spaccano anche i sindacati: Cisl non sigla accordo con Comune. Martedì o mercoledì il voto

    Rifiuti raccolta differenziataLa delibera che consente all”amministrazione di procedere alla trattativa con Iren in vista della privatizzazione di Amiu divide anche i sindacati. La scissione si celebra sull”accordo con il Comune redatto ieri sera, poco prima della mezzanotte, al termine di una lunga trattativa propedeutica, se non formalmente quantomeno politicamente, all’approdo in Consiglio comunale, martedì e mercoledì prossimi, della delibera che consente all”amministrazione di procedere alla trattativa con Iren in vista della privatizzazione di Amiu. Cigl, Uil e Fiadel hanno siglato il testo in attesa di sottoporlo al voto dei lavoratori per la firma definitiva; la Cisl, invece, no.

    Speciale Amiu-Iren: tutto il percorso verso la “privatizzazione”

    Un atteggiamento “incomprensibile – afferma all’Agenzia Dire Corrado Cavanna, Fp Cgil – perché, seppure senza toni trionfalistici, possiamo dire di aver trasformato una delibera che nasce sotto dettatura di Iren in una delibera del Comune di Genova, recuperando elementi valoriali dell’accordo sindacale di luglio. Abbiamo tirato tutto il tirabile”.

    Come cambierà la delibera dopo l’accordo

    Il testo finale della delibera conterrà ancora qualche ulteriore novità rispetto agli emendamenti presentati definitivamente ieri dalla giunta in Commissione comunale. Ad esempio, anche nella seconda fase di privatizzazione in cui Iren potrà ottenere la maggioranza del capitale sociale, dovrà comunque non superare il 69%: Amiu, dunque, come previsto dal Codice civile, con una partecipazione pubblica minima del 31%, resterà sempre una partecipata del Comune e non diventerà una vera e propria divisione di Iren.
    Introdotta anche una clausola di salvaguardia con cui il Comune si riserva di mantenere il 51% di Amiu qualora non dovesse andare a buon fine il prolungamento del contratto di servizio. Inoltre, la previsione di trattare i rifiuti organici fuori regione sarà consentita solo in un regime transitorio, con l”obiettivo ultimo di realizzare un biodigestore nel genovesato. Infine, viene specificato che il tempo di recupero degli extra costi dovuti alla chiusura della discarica di Scarpino non potrà essere inferiore ai 10 anni “perché – spiega Cavanna – con una dicitura sibillina tipo le clausole delle assicurazioni, si rischiava anche di consentire un rientro in tempi minori con il conseguente aggravio per le tasche dei genovesi”.

    La Cisl avrebbe voluto di più: in particolare, il sindacato chiede una formale compartecipazione dei lavoratori nella governance della nuova società. E pare che, per raggiungere l’obiettivo, abbia anche chiesto un incontro con il sindaco Marco Doria.

    Oggi pomeriggio, intanto, le rsu hanno approvato il testo dell’accordo a maggioranza e martedì mattina dovrebbe tenersi l’assemblea generale dei lavoratori per votare il documento. Poche ore dopo, la parola passera” al Consiglio comunale.

  • Amiu, il testo della delibera cambia ancora. Comune fa marcia indietro su impianti umido, aprendo a soluzioni fuori regione

    Amiu, il testo della delibera cambia ancora. Comune fa marcia indietro su impianti umido, aprendo a soluzioni fuori regione

    rifiuti-amiuTrattamento dell’organico in biodigestori realizzati o da realizzare anche al di fuori della Regione Liguria; mantenimento a Genova non solo della sede legale ma anche operativa; possibilità di far saltare l’accordo se, in corso d’opera, Iren dovesse perdere il controllo pubblico.

    Approfondimento: Lo scontro con i sindacati

    Cambiano ancora gli emendamenti proposti dalla giunta del Comune di Genova alla delibera che contiene gli indirizzi per avviare formalmente la trattativa con Iren in vista della privatizzazione di Amiu, che martedì e mercoledì prossimi passerà all’esame del Consiglio comunale. Dopo un lungo confronto con i sindacati (ancora in corso) e con Iren («onde evitare che ci siano cortocircuiti successivi», precisa l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Miceli all’agenzia Dire) verificatosi nella serata di ieri e nella giornata odierna, dovrebbe essere definitivo il testo illustrato questo pomeriggio dalla giunta nell’ennesima, e teoricamente ultima, commissione sul tema.
    Passo indietro, dunque, rispetto a quanto previsto ieri con il testo della delibera che sanciva la chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno del territorio regionale. «Trattative complesse – ammette Miceli – ma riteniamo che il risultato sia un buon testo, considerando che sono stati accolti quasi tutti i punti sollevati anche dai sindacati in difformità con l’accordo di luglio. Spero che il mio non sia solo ottimismo della volontà ma anche della ragione». Restano fortemente critiche le opposizioni: «Mi sorprende che nel momento in cui si chiede di licenziare una delibera per avviare un negoziato con una controparte – denuncia il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Boccaccio non si abbiamo remore ad affermare di aver concordato i contenuti della delibera con la controparte stessa»
  • Amiu, da Prefettura no a sciopero, “illegittimo” per trattativa ancora in corso. Comune tenta mediazione con nuove modifiche alla delibera

    Amiu, da Prefettura no a sciopero, “illegittimo” per trattativa ancora in corso. Comune tenta mediazione con nuove modifiche alla delibera

    rifiuti-amiu-cassonettiLa proclamazione dello sciopero dei lavoratori Amiu per martedì 31 gennaio, giorno in cui è prevista la votazione nel Consiglio comunale di Genova della delibera con contiene gli indirizzi per la trattativa con Iren ambiente in vista della privatizzazione di Amiu, non è legittima. A dirlo è la prefettura di Genova che spiega come la comunicazione dello stato di agitazione dello scorso 19 gennaio sia avvenuta con un percorso di confronto ancora in atto tra Comune, Amiu e sindacati. Pertanto, «si ritiene opportuno convocare la richiesta di procedura di raffreddamento all’esito del citato percorso», che prosegue oggi stesso con un nuovo incontro tra le parti.

    Approfondimento: Amiu e lo scontro con i sindacati

    La prefettura, inoltre, evidenzia che il 20 gennaio i sindacati hanno firmato un verbale di incontro «al fine di individuare i punti di accordo nello stato di avanzamento della trattativa che, pur avendo prodotto utili avanzamenti, riprenderà il 25 gennaio ore 17 con l’obiettivo condiviso di esperire ogni utile tentativo per produrre un accordo complessivo». Documento che, di fatto, pre-configura un accordo tra le parti e la conseguente impossibilità di proclamare lo sciopero, che potrebbe comunque essere scongiurato da un positivo esito del confronto con il Comune e Amiu. Tra i sindacati al momento sembra prevalere la posizione che considera un “cavillo formale” il rilievo della prefettura, nel contesto in cui i lavoratori, all’interno delle assemblea svolte negli ultimi giorni, stanno votando un documento che chiede il rispetto letterale dell’accordo del luglio scorso.

    La giunta Doria tenta ulteriore mediazione

    Il Comune di Genova tenta la mediazione con il Consiglio comunale per ottenere i voti sulla delibera che dà il là alla trattativa con Iren ambiente per l’ingresso nel capitale sociale di Amiu, la partecipata di Palazzo Tursi che si occupa del ciclo dei rifiuti, e inizia in Commissione l’illustrazione di una serie di emendamenti di giunta che verranno approfonditi domani e discussi e votati martedì prossimo. «Non sono ancora modifiche definitive – precisa l’assessore al Bilancio, Francesco Miceli, come riportato dall’agenzia Dire perché sono in corso gli ultimi confronti e aggiustamenti». Tra gli elementi più significativi e, in parte, già ampiamente annunciati, è previsto lo stralcio del piano industriale ottimizzato sostituito con una serie di linee guida pensate dal consigliere di Lista Doria, Enrico Pignone, che ha anche la delega all’ambiente in Città metropolitana. Seconda modifica interessante, la possibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti sì al di fuori dell’area metropolitana genovese ma all’interno della regione Liguria (e non anche al di fuori di essa, come nel testo originale della delibera) «nel rispetto dei vincoli discendenti dal Piano metropolitano, dal Piano d’ambito, dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e dalla normativa regionale e statale». Sembrerebbe, dunque, scongiurato il trasporto dei rifiuti residui post trattamento all’inceneritore del Gerbido, a Torino, o ad altri impianti di trattamento a caldo, terminata questa fase di emergenza a causa della chiusura della discarica di Scarpino.

    L’amministrazione esplicita anche che la sede legale della nuova società dovrà essere mantenuta a Genova, che dovranno essere mantenuti gli attuali livelli occupazionali, i relativi contratti collettivi nazionali vigenti, e che Amiu e Iren si impegnano alla regolarizzazione dei 31 precari. Tra gli emendamenti proposti dalla giunta, anche l’assegnazione al presidente della nuova Amiu di un potere di supervisione e controllo dell’esecuzione del contratto di servizio e degli standard dei livelli di qualità. Infine, secondo quanto affermato dall’assessore Miceli, il Comune non si «preclude la via per rivedere il piano tariffario in funzione migliorativa dei genovesi»; resta però in delibera la modifica del piano di rientro da 30 a 10 anni degli extracosti in seguito alla chiusura della discarica di Scarpino.

    Complicato al momento fare previsioni sull’esito del voto a causa delle molteplici varianti: dato per scontato l’appoggio del Pd e i no del Movimento 5 Stelle e della lista Musso, come si comporteranno i quattro consiglieri del Pdl e i tre di Percorso comune? Come si divideranno i sette consiglieri di Rete a sinistra, tra le intenzioni di appoggio alla giunta del capogruppo Enrico Pignone e l’appello di Federazione della sinistra a bocciare la delibera?

     

  • “Patto per la Bellezza”, Comune di Genova e Amiu alla ricerca di volontari per ripulire la città

    “Patto per la Bellezza”, Comune di Genova e Amiu alla ricerca di volontari per ripulire la città

    ambiente-rifiuti-DIl “Patto per la bellezza” è operativo; l’iniziativa di Comune di Genova e Amiu, che mira ad attivare sinergie tra istituzioni e cittadini per la cura dei beni comuni, e già presentata a settembre, conterà circa 80 interventi di raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti, identificati dai Municipi e dalle realtà attive nel territorio. Il progetto, che punta anche a sensibilizzare i genovesi sull’importanza della responsabilità diffusa per la cura dei beni comuni, è stato presentato nelle ore in cui la stessa Amiu confermava i rincari in bolletta per i prossimi anni.

    Approfondimento: I rincari della tassa sui rifiuti

    L’intesa prevede un contributo straordinario stanziato dall’amministrazione comunale pari a 50 mila euro (600 euro a intervento): «Questo patto mette a punto una procedura standard di collaborazione tra cittadini e istituzioni, anche per il 2017 – spiega Marco Castagna – e la delibera impegna il Comune di Genova a facilitare il comportamento attivo dei cittadini attraverso futuri affidamenti d’incarichi ad Amiu per il trasporto e lo smaltimento dei diversi rifiuti nell’ambito di attività di pulizia di beni pubblici eseguite da associazioni di volontari».

    Ancora una volta, quindi, si fa affidamento al volontariato per “aiutare” il servizio pubblico. Secondo i dati forniti da Comune di Genova, in questa fase del progetto sono state già coinvolte 60 associazioni provenienti da 6 municipi. Diversi progetti già attivati, hanno coinvolto cooperative sociali e centri educativi, e grazie a loro decine di giovani, che hanno svolto importanti opere di bonifica, come la rimozione delle decine di pneumatici abbandonati nel Parco delle Mura.

    A supporto del Patto della Bellezza, è stata sviluppata “Clean App”, un’applicazione per dispositivi mobili che oltre alle informazioni su tutti i servizi di AMIU, introduce la funzione di localizzazione degli ingombranti abbandonati, trasformando le segnalazioni dei cittadini in partecipazione attiva. Questo servizio sarà attivato in via sperimentale in due Municipi (7 Ponente e 9 Levante).

    rifiuti-amiu-cassonettiIl “Patto per la Bellezza”, quindi, è un’iniziativa dalla doppia anima: da un lato, infatti, può intercettare e innescare tematiche di tutela dei beni collettivi, in qualche modo incentivando la responsabilità dei cittadini nei confronti del patrimonio pubblico. Dall’altro lato, però, se si guarda il più largo contesto della gestione istituzionale dei rifiuti, le dinamiche societarie e, più in generale, la tendenza del contenimento forzato dei costi a discapito dei servizi, questa iniziativa può lasciare qualche perplessità, o per lo meno, può non essere capita. Sicuramente è un fatto il dato della decrescita del personale: nel 2012 l’azienda contava 1710 unità, tra operai, impiegati e dirigenti, mentre nel 2015 (ultimo bilancio pubblicato) la cifra è scesa di 173 unità, arrivando ad un totale di 1537 dipendenti. Al contempo, però, è aumentato il valore di produzione dell’azienda, passato dai 146 milioni del 2011 ai 168 del 2015. Quindi si fa di più, ma con meno persone: i problemi dell’azienda arrivano dai grandi investimenti necessari per i prossimi anni, che, come abbiamo più volte raccontato, riguardano il fine vita del rifiuto, cioè lo stoccaggio in discarica. La vera criticità, forse, sta proprio qui: la quantità dei rifiuti prodotti. I dati nazionali parlano di una piccola decrescita, dal 2008, cioè dall’inizio della crisi che ha contratto il consumo, ma le discariche (vedi Scarpino) sono già piene da anni. La città sarà più pulita e vivibile quando il servizio pubblico sarà più efficiente, certo, ma anche quando i singoli individui consumeranno e “sporcheranno” di meno: basta fare un giro per la città per vedere le decine di rifiuti ingombranti abbandonati per le strade di Genova; quella non è colpa di Amiu.

    Nicola Giordanella

  • Amiu, incontro tra Comune di Genova e sindacati. Impegno per difendere contratto di servizio, personale e utenti

    Amiu, incontro tra Comune di Genova e sindacati. Impegno per difendere contratto di servizio, personale e utenti

    ex-fonderie-ansaldo-deposito-amiuIncontro fiume oggi a Palazzo Tursi tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori Amiu e gli assessori comunali Italo Porcile (Ambiente) e Franco Miceli (Finanze). Oggetto dei lavori le tematiche relative alle modalità di integrazione industriale tra Amiu S.p.A. e Iren Ambiente S.p.A.

    Approfondimento: I sindacati contro la delibera per la fusione di Amiu in Iren

    Al termine dell’incontro è stato siglato un verbale, che potrebbe essere un primo passo verso la risoluzione della “crisi” apertasi con le ipotesi messe sul tavolo da Iren per procedere all’accordo di fusione delle due aziende. Al centro del dibattito le questioni legate al modello aggregativo, all’occupazione, all’utenze e al servizio.

    Palazzo Tursi si è impegnato a esperire tutte le attività istruttorie necessarie alla valutazione dell’istanza di proroga della durata del Contratto di Servizio con Amiu S.p.A. L’operazione di integrazione, inoltrei dovrà confermare i livelli occupazionali, i contratti vigenti nel gruppo Amiu e gli accordi integrativi aziendali. Sui cosiddetti “lavoratori precari” si è convenuto di inserire nel dispositivo della delibera un mandato ad Amiu per l’avvio di un accordo aziendale che preveda la deroga al limite temporale dei 36 mesi per le assunzioni a tempo determinato, ciò per consentire da subito le assunzioni già autorizzate.

    L’ultima nota ha riguardato il Piano industriale: l’amministrazione comunale si è impegnata a difendere la genovesità del nuovo soggetto che scaturirà dall’aggregazione, adottando alcune linee di indirizzo che tengano conto della «specificità» della città e con l’impegno a mantenere la sede legale a Genova. La trattativa riprenderà il 25 gennaio.

     

  • Amiu conferma: “Nel 2017 bolletta rifiuti aumenta del 6%”. Ma se non passa delibera, rischio +20%

    Amiu conferma: “Nel 2017 bolletta rifiuti aumenta del 6%”. Ma se non passa delibera, rischio +20%

    AmiuInizia a prendere più concretezza la quantificazione dell’aumento della Tari (tassa sui rifiuti) che i cittadini genovesi dovranno pagare nel 2017 a seguito degli extra costi per la messa in sicurezza e la gestione post mortem della discarica di Scarpino 1 e 2 e per il conferimento dei rifiuti fuori Regione a causa della chiusura della stessa discarica. Se verrà approvata la delibera (il cui passaggio in Consiglio comunale è slittato nuovamente a martedì 31 gennaio), che fornisce le linee guida per la trattativa in vista dell’ingresso dei capitali privati di Iren, il piano complessivo di rientro passerà dai 30 anni inizialmente previsti a 10.

    Approfondimento: Tutti i costi dietro all’aumento della Tari

    Ciò comporterà un aumento complessivo di costi (che nel 2015 erano stati di poco inferiori ai 125 milioni di euro) che supera i 198 milioni di euro, nella peggiore delle ipotesi che vedrebbe la chiusura di Scarpino prorogata a tutto il 2017. Con ammortamento in 10 anni, i costi nel 2017 crescerebbero di 19,8 milioni di euro, con un riflesso sulla tariffa pari a un aumento dell’8,5%. Ma è praticamente certo che l’aumento sarà contenuto a poco più del 6%, grazie ai risparmi di circa 15 milioni di euro per la messa in sicurezza di Scarpino 2 in virtù della contestuale realizzazione della nuova discarica di servizio di Scarpino 3. A parità di costi del servizio, la tariffa dovrebbe rimanere stabile per i prossimi 7 anni. Dal 2024, invece, ammortizzati i circa 40 milioni per l’impianto di trattamento del percolato, la quota annuale del recupero degli extra costi scenderebbe per i restanti 3 anni a poco più di 14 milioni. Resterebbero invece spalmati su 30 anni i 25 milioni per la gestione post mortem di Scarpino 1 e 2 (poco meno di 860.000 euro all’anno).

    Ma che cosa succederebbe se l’ammortamento restasse spalmato sui 30 anni? Secondo Amiu, l’aumento sarebbe molto più sostanzioso per il 2017 e 2018: quasi 34 milioni all’anno, pari a un 20% in più in tariffa «perché tutto l’extra costo sostenuto nel 2016 non avrebbe piani di rientro ma sarebbe caricato interamente sulla tariffa 2017, altrimenti l’azienda non reggerebbe dal punto di vista finanziario», spiega il presidente Castagna, come riportato dall’agenzia Dire. Ma l’aumento scenderebbe poi a 4,7 milioni per i successivi 28 anni. La scelta di accorciare i tempi serve anche e soprattutto all’azienda per non perdere troppo valore in vista della trattativa con Iren, dal momento che andrebbe ben oltre la scadenza del contratto di servizio attualmente fissata al 2020. «Lo scenario trentennale – conclude Castagna – per i cittadini sarebbe micidiale solo nei prossimi due anni, ma sarebbe definitivamente micidiale per il futuro dell’azienda»

  • Amiu, il presidente Castagna «Senza Iren impossibile proroga contratto perché Comune senza soldi per impianti»

    Amiu, il presidente Castagna «Senza Iren impossibile proroga contratto perché Comune senza soldi per impianti»

    amiuL’ingresso di Iren in Amiu, con l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera attualmente in discussione in Commissione e la positiva chiusura della conseguente trattativa tra il Comune di Genova e la multiutility, è l’unica strada per chiedere la proroga del contratto di servizio per la raccolta urbana dei rifiuti in scadenza nel 2020.

    Approfondimento: La trattativa per l’ingresso di Iren

     

    «Senza aggregazione, non può esserci prolungamento del contratto di servizio». E’ quanto afferma, senza troppe mezze misure, il presidente di Amiu, Marco Castagna, questa mattina nel corso di un’audizione in Commissione comunale, disertata dalla maggior parte dei presidenti di Municipio invitati (presente solo Nerio Farinelli per il Levante e un rappresentante del Medio Levante). «Il prolungamento del contratto di servizio – spiega Castagna, come riportato dall’agenzia Dire – sarebbe necessario anche se non esistesse la trattativa con Iren e si decidesse di procedere autonomamente con il piano del Conai per la raccolta differenziata». Se il Consiglio comunale dovesse respingere la delibera, ipotesi al momento scolastica ma nei fatti non così remota, «Amiu avrebbe comunque la necessità di realizzare gli impianti previsti dal piano industriale approvato dallo stesso Consiglio comunale», ricorda il presidente della partecipata di Tursi.

    Ma Amiu non ha i soldi per procedere in autonomia. «Senza prolungamento del contratto di servizio – prosegue Castagna – le banche non concedono finanziamenti. Potremmo chiedere al Comune di farci da garante, ma una volta scaduto il contratto di servizio rischieremmo di restare con gli impianti in mano e senza operatori ecologici, se Amiu non dovesse vincere la gara per il rinnovo del servizio». Alternative? Praticamente nessuna perché «il Comune non ha i soldi per finanziarie direttamente la costruzione degli impianti – ribadisce il presidente di Amiu – per cui si dovrebbe procedere con un project financing con gli impianti che resterebbero di proprietà e gestione dei privati, senza alcun potere decisionale per il pubblico, mentre credo che il controllo pubblico per l’intera filiera sia necessario almeno ancora per una decina di anni». 

     

  • Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    ScarpinoPotrebbe aumentare tra il 4% e il 6% la Tari, la tariffa dei rifiuti per i genovesi nel 2017. Lo afferma l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Miceli, questa mattina nel corso di una Commissione comunale dedicata all’esame delle linee guida per la trattativa della privatizzazione di Amiu in vista dell’ingresso di Iren, la cui delibera dovrebbe approdare in Consiglio comunale tra due martedì. «Impossibile al momento essere più precisi – spiega Miceli, come riportato dall’agenzia Dire – perché i conti devono essere ancora fatti. Ci incontreremo con le categorie come ogni anno per arrivare a soluzioni più o meno condivise per la ripartizione della tariffa tra utenze domestiche e non domestiche».

    Le cause

    La causa principale dell’aumento Tari è dovuta alla diminuzione, prevista dalla delibera, da 30 a 10 anni dei tempi di ammortamento per la copertura dei costi in seguito alla chiusura della discarica di Scarpino, alla sua messa in sicurezza e al trasporto dei rifiuti fuori regione da fine 2014. Una cifra che inizialmente era stata valutata in 130 milioni di euro ma dovrà essere rivista alla luce dei 28 milioni di costi per il 2016 inizialmente non previsti, dell’aumento dei costi per la realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato della discarica di Scarpino e della diminuzione dei costi per la realizzazione di Scarpino 3 che, in parte, sorgerà sopra la vecchia discarica di Scarpino 2. Fatte salve queste due ultime variazioni, le spese per il trasporto dei rifiuti fuori Liguria ammontano a 28 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016 (per i due mesi di chiusura del 2014, i 7 milioni di costi erano già rientrati nella bolletta del 2015) e devono essere interamente coperti per legge dal gettito della tariffa sui rifiuti. A ciò si aggiungono gli 85 milioni di euro inizialmente stimati per la messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2 e la gestione post mortem delle due discariche. «L’aumento era già sicuro anche con il piano di rientro in 30 anni – spiega Ilaria Mussini, Ascom Confcommercio, ricevuta questa mattina in Commissione – ma se la spalmatura si concentra in un terzo del tempo, rischiamo il disastro».

    Ascoltati in Commissione tutti i rappresentanti del tavolo della piccola e media impresa (Ascom, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Confesercenti e Confindustria) che hanno consegnato un documento in cui vengono elencate tutte le criticità in vista della privatizzazione di Amiu. Tra queste, le principali riguardano: la governance della nuova Amiu con il rischio di perdita di controllo da parte del socio pubblico che non sarebbe più di maggioranza; le incertezze sulla proroga del contratto di servizio in scadenza nel 2020; la non aderenza del piano industriale ottimizzato proposto da Iren con il piano industriale di Amiu approvato dal Consiglio comunale e il progetto di raccolta differenziata proposto dal Conai.

    Le risposte della Giunta

    «La trattativa con Iren ci impone di rivedere il piano di rientro – spiega Miceli in Sala Rossa – non possiamo rateizzare la cifra in un periodo superiore alla durata del contratto di servizio di Amiu, la cui proroga potrà essere chiesta per legge solo al termine del processo di aggregazione con Iren. Anche perché rischieremmo di introdurre un elemento discorsivo nella trattativa e potremmo venire accusati di aver svenduto o sovrastimato Amiu». Viene da chiedersi come mai questo ragionamento non fosse stato fatto prima della decisione della rateizzazione in 30 anni. Per quanto riguarda il problema della governance e della possibile perdite di potere da parte del Comune che entro la fine dell’anno dovrebbe diventare socio di minoranza di Amiu, Miceli sostiene che «ci sono società che vengono controllate anche solo con il 20-30% delle capitale sociale, non è determinante che il Comune sia socio di maggioranza. Già adesso sono previste materie per cui è necessaria una maggioranza qualificata nelle votazioni del Consiglio di amministrazione, per cui i membri espressi dal Come saranno decisivi. Si tratta di 12 materie che determinano la strategia industriale, societaria, operazioni straordinarie…insomma, tutto quello che rappresenta la sostanza delle strategie di un’azienda».

    Sulle incongruenze del piano industriale ottimizzato, infine, è l’assessore all’Ambiente Italo Porcile che prova ad abbozzare una risposta non del tutto convincente: «Quella di Iren – afferma – è una bozza di discussione per provare a costruire un eventuale nuovo piano industriale che, in ogni caso, dovrebbe essere votato dal Consiglio comunale, organo sovrano sulle scelte della gestione del ciclo dei rifiuti. Al momento esiste un piano industriale di Amiu approvato da questo Consiglio, un piano per la raccolta differenziata sviluppato dal Conai in seguito a un protocollo con Amiu e Comune di Genova, azioni concrete messe in campo per realizzare entrambi i documenti e la necessità di sviluppare un piano industriale ottimizzato con il partner industriale della futura azienda che, comunque, non stravolge per il momento e con la delibera che stiamo discutendo quanto già deciso dal Consiglio comunale».