Autore: erasuperba

  • Affitti, la Regione Toscana in prima linea per i giovani

    Affitti, la Regione Toscana in prima linea per i giovani

    Un contributo per aiutare i giovani a pagare l’affitto, è questa una lodevole iniziativa della Regione Toscana che ci piace menzionare come raro esempio di politica virtuosa. In una paese, l’Italia, che a differenza di molti suoi omologhi europei, è totalmente assente per quanto riguarda il welfare per i giovani.

    Lo scorso 10 ottobre la giunta toscana ha approvato una delibera che dà il via al pacchetto di interventi per 45 milioni di euro complessivi da erogare nel triennio 2011-2013. Ai primi di novembre verrà aperto il bando per l’assegnazione della prima tranche di 15 milioni di euro.

    L’intervento è diretto ai giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni residenti in Toscana da almeno 5 anni presso il nucleo famigliare di origine.

    E’ previsto un contributo variabile da 1800 a 4200 euro all’anno (da un minimo di 150 a un massimo di 350 euro al mese) a seconda delle fasce di reddito e tenendo conto della presenza e del numero di figli. I fondi verranno distribuiti a chi contrae un regolare contratto d’affitto, non transitorio, nel territorio toscano, singolarmente o in qualunque forma di convivenza e con priorità per le coppie con figli. La durata massima del finaziamento è di tre anni. Per ogni contratto di locazione è ammesso un unico contributo.

    Si calcola siano circa 10 mila i ragazzi toscani potenzialmente interessati dall’iniziativa.

    Enrico Rossi, Predidente della Regione Toscana commenta così: “Lo facciamo per una ragione di giustizia e per una ragione di sviluppo. Una ragione di giustizia perchè non ci possiamo permettere di non essere d’aiuto ai giovani aprendo loro prospettive di autonomia. Di sviluppo perchè se riusciamo a rompere la distanza dei giovani dalla vita reale la Toscana può trovare in loro il dinamismo di cui ha bisogno”.

    “Plaudiamo all’iniziativa della Regione Toscana perchè va nella giusta direzione – dichiara Stefano Salvetti, Sicet Liguria Oggi infatti il problema non è tanto quello di incentivare l’acquisto della prima casa bensì è necessario rendere più appetibile il contratto di locazione“.

    Siamo infatti nell’era del lavoro cosiddetto “flessibile”  se non del tutto precario, con gli stipendi che subiscono una tendenza al ribasso e di conseguenza bisogna favorire gli affitti.

    Noi crediamo sia corretto incentivare la locazione e in particolare i contratti concordati che prevedono l’accordo fra le parti sociali”, conclude Salvetti.

    Una ricerca del Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio) evidenzia come fra i giovani tra i 18 e i 35 anni, solo 1 su 4 sia riuscito ad uscire dalla casa dei genitori e vivere autonomamente. A frenare questa spinta naturale all’autonomia in primis c’è proprio il caro alloggio. Sul posto letto si va da un minimo di 200 a 400 euro al mese. Per la camera da un minimo di 250 sino a 500 euro al mese. Mentre per l’abitazione il minimo è 450 sino ad un massimo di oltre 1300 euro al mese.

    Dalle indicazioni dei redditi percepiti si capisce perchè i ragazzi italiani non possano permettersi una vita autonoma. Se per gli studenti che svolgono dei lavoretti il reddito mensile si aggira sui 300-400 euro al mese, il dato medio indicato da chi lavora è tra i 700 e i 1200 euro al mese. E’ evidente una forte divaricazione tra redditi e spesa per la casa. E infatti sono 7,2 milioni i giovani che vivono ancora con almeno uno dei genitori.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Archivi storici, il grido d’allarme della memoria

    Archivi storici, il grido d’allarme della memoria

    La scorsa settimana tra il 12 ed il 15 di ottobre, l’Anai (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), in collaborazione con la Società Italiana degli Storici Medievisti (SISMED), la Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (SISEM) e la Società italiana per lo Studio della Storia contemporanea (SISSCO), ha promosso una quattro giorni di orgoglio archivistico con l’organizzazione di numerose iniziative ed eventi su tutto il territorio nazionale per richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla drammatica situazione degli archivi e degli archivisti.

    Un appello all’opinione pubblica per sottolineare quanto sia fondamentale l’attività di questi professionisti della memoria.

    La politica appare assente e disinteressata e oggi gli archivi italiani sono sottoposti a una massiccia riduzione degli organici.
    L’opuscolo “… E poi non rimase nessuno” predisposto dall’associazione lancia un pesante monito: “Gli archivi sono come i ricordi di una persona: tutti sanno che perdere la memoria è una delle peggiori tragedie”.

    Francesca Imperiale, della Soprintendenza Archivistica della Liguria ha commentato: “Gli interlocutori dovrebbero essere i politici, gli amministratori locali. Ma c’è indifferenza”.

    Poi ha ricordato l’mportanza degli archivi non statali, fondi archivistici fondamentali per la nostra identità, costituiti da una pluralità di soggetti.

    In particolare Genova è interessata dalla questione: il Centro Ligure di Storia Sociale, fondato nel 1955 come centro per la storia del movimento operaio e contadino in Liguria, attraversa infatti un periodo di grande difficoltà e la sua operatività è ferma ormai da diversi mesi a causa di una grave situazione debitoria che ne impedisce l’attività. E dal 15 ottobre è sospeso temporaneamente il regolare orario di apertura del centro.

    A rischio  dispersione c’è la memoria della storia del movimento operaio genovese.

    La Cgil ha depositato presso il Centro il suo archivio storico. E numerose altre singole associazioni hanno affidato al Centro Ligure decine di migliaia di documenti e testimonianze, scritte orali e iconografiche, per salvarle dall’oblio e renderle disponibili agli studiosi.

    Matteo Quadrone

     

     

  • La Camera di Commercio premia le imprese che guardano al sociale

    La Camera di Commercio premia le imprese che guardano al sociale

    Oggi presso la Camera di Commercio di Genova è avvenuta la consegna del Premio RSI (responsabilità sociale d’impresa). Un’iniziativa promossa per il secondo anno consecutivo dalla Camera di commercio e affidata alla propria agenzia formativa, CLP (Centro Ligure Produttività), il cui obiettivo è la valorizzazione delle piccole imprese genovesi, con un massimo di 25 dipendenti, che perseguono il proprio profitto senza perdere di vista il carattere sociale e ambientale dell’attività produttiva e diffondere la cultura dell’imprenditorialità responsabile.

    L’impresa vincitrice, Ardes snc, confeziona cosmetici da destinare gratuitamente ad associazioni di volontariato e fondazioni per sostenere campagne di raccolta fondi.

    Le aziende socialmente responsabili genovesi sono state premiate dal presidente della Camera di Commercio, Paolo Odone e da Patrizia De Luise, presidente Clp.
    Il vincitore, Ardes snc ha ricevuto un assegno di 4.000 euro per avere destinato gratuitamente i propri cosmetici a campagne di fund raising per organizzazioni a scopo benefico, coinvolgendo i dipendenti che hanno lavorato al progetto nel tempo libero; il secondo classificato, il ristorante Ombre Rosse, uno di 3.000 euro per l’inserimento guidato nel lavoro di persone semi-libere e con disabilità e per il recupero di un angolo degradato del centro storico; il terzo, Parodi&Parodi, uno di 2.000 per l’impegno nella formazione del personale e nella valorizzazione del territorio; e il quarto, l’impresa di onoranze funebri Campirio&Mangini, uno di 1.000 euro per la formazione dei dipendenti su metodi e strumenti per la gestione del lutto.

    Gli 11 progetti candidati sono stati valutati da una commissione composta da Camera di Commercio, Centro Ligure Produttività, uno dei vincitori della prima edizione, Regione Liguria e Università di Genova. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato, con Odone e De Luise, l’europarlamentare Sergio Cofferati, il responsabile politiche economiche del PDL Renata Oliveri, la dirigente dell’ufficio sicurezza e qualità del lavoro della Regione Liguria Giuseppina Vandini e il direttore politiche formative e del lavoro della Provincia di Genova Michele Scarrone.

  • Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Visita ginecologica in carcere, per ricevere assistenza ed esami, ecografie, paptest e per curare le patologie riscontrate.

    Sono questi i punti cardine del progetto di assistenza sanitaria ginecologica alle detenute del carcere di Pontedecimo presentato in mattinata dall’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, con la direttrice della Casa Circondariale di Pontedecimo, Maria Milano, Adele Teodoro, giovane medico chirurgo ginecologa milanese presidente dell’’”associazione gravidanza gaia”, il direttore amministrativo dell’Asl 3 Genovese, Piero Giuseppe Reinaudo.

    Approvato dalla giunta regionale stamattina, il progetto, partito a febbraio a Pontedecimo, ha permesso di sottoporsi volontariamente a visite specialistiche a oltre cento pazienti detenute e ha consentito di scoprire in tempo una signora colpita da tumore al collo dell’utero.

    Grazie al progetto di “gravidanza gaia” è stata avviata anche un’attività di prevenzione delle malattie trasmissibili e di rieducazione sanitaria e sessuale.

  • Laboratorio teatrale, a Genova arriva il progetto OstHELLO

    Laboratorio teatrale, a Genova arriva il progetto OstHELLO

    Sarà Genova, domenica 23 ottobre (inizio lavori ore 12.00) ad ospitare il Progetto OstHELLO, l’ambizioso programma che attraverso il circuito degli Ostelli per la Gioventù italiani aderenti all’A.I.G. (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) metterà gratuitamente a disposizione dei giovani, laboratori e strutture dove poter verificare e potenziare le proprie attitudini artistiche.

    Il Progetto, realizzato dal Ministro della Gioventù e dall’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, riguarda 5 discipline artistiche e si svolge in 8 Ostelli AIG, ed esattamente: Musica, Ostelli di Perugia e Bologna; Cinema, Ostelli di Cagliari e Firenze; Teatro, Ostelli di Genova e Napoli; Arti Visive, Ostello di Matera; Giornalismo, Ostello di Trieste. Ma la prospettiva, una volta completata questa prima fase sperimentale, è che l’iniziativa si allarghi all’intera rete di Ostelli distribuiti sull’intero territorio italiano, nessuna regione esclusa.

    OstHELLO” è un progetto finalizzato ad incentivare e favorire l’aggregazione giovanile attraverso il turismo culturale, con gli ostelli A.I.G. quali punto di partenza ed orientamento per varie attività culturali che il Dipartimento della Gioventù intende sviluppare, con l’obiettivo deciso di trasformarli in sorta di “residenze artistiche”, riferimento per i viaggiatori e i giovani del territorio.

    All’inaugurazione del Laboratorio di Teatro, il secondo dopo quello aperto a Napoli, nei locali dell’Ostello per la Gioventù di Genova, Via Giovanni Costanzi, 120, interverranno il Capo Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Andrea Fantoma; Vanni Cecchinelli, Presidente Nazionale A.I.G., il Segretario Nazionale AIG Anita Baldi e il Presidente Regionale AIG Liguria Luciano Maggi. L’illustrazione del programma didattico sarà invece affidata al Direttore Artistico dell’Area Teatro, Massimo Romeo Piparo. Chiuderà l’evento il Musical “Cenerentola”, che precederà l’apertura al pubblico delle sale.

    Tutti gli ospiti dell’Ostello, così come tutti i giovani appassionati di teatro di qualsiasi provenienza, grazie a questa iniziativa potranno dunque prendere contatto, sperimentare e sviluppare l’arte teatrale, utilizzare gli spazi ad hoc e tutti gli altri strumenti professionali messi a disposizione, oltre che seguire eventi, rappresentazioni, corsi specialistici e seminari con docenti di primo livello. Tutto questo, è il caso di ribadirlo, a titolo assolutamente gratuito.

    Il Ministro Giorgia Meloni evidenzia quanto l’unione con l’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù sia naturale per gli scopi comuni delle due Istituzioni, entrambi particolarmente attente allo sviluppo culturale dei giovani ed all’incremento di opportunità a loro offerte e lascia intendere che in futuro al Progetto OstHELLO si affiancheranno ulteriori iniziative per radicare l’utilizzo degli Ostelli per la Gioventù quali luoghi di cultura e centri di aggregazione giovanile per eccellenza.

  • Madrid, dalla Gran Via al quartiere letterario

    Madrid, dalla Gran Via al quartiere letterario

    Madrid, SpagnaDopo aver respirato per qualche giorno l’aria madrilena, troppo poco per poter capire qualcosa di una grande citta’, l’impressione che si ha e’ quella di trovarsi ovunque e da nessuna parte.

    Madrid nell’immaginario comune puo’ perfettamente corrispondere al non-luogo: e’ una citta’ aperta, multietnica, multicolore e assolutamente imprecisa, gli orari non collimano con alcun fuso, eppure gli spagnoli non sembrano risentirne… Vi si respira tutta la Spagna, un cuore pulsante la cui storia incide molto sulla sua singolarita’.

    Fino agli anni ’50 la Spagna era un paese prevalentemente rurale, fu negli ultimi 50 anni che gran parte degli spagnoli si trasferirono in citta’, prevalentemente a Madrid; le loro origini, e cosi’ le tradizioni, erano radicate altrove, tuttavia ognuno porto’ con se un “pezzo” della sua storia e oggi, questa contaminazione, questo “melting pot” e’ palpabile in ogni strada della citta’.

    Dal caos della Gran Via ai piccoli caffe’ del quartiere letterario, dove amavano incontrarsi poeti e scrittori da tempi memorabili. A differenza di altre capitali, prese a modello dalle rispettive nazioni, la Spagna non si volge alla “Reale” con simpatia, certamente a causa degli strascichi della dittatura franchista, da cui si liberarono solo negli anni ’70. Nell’ideale di molti spagnoli, Madrid simboleggia ancora un potere illecito e tiranno legato alla figura di Franco.

    La peculiarita’ di Madrid e’ la sua stratificazione urbana, sociale e culturale, e’ in questo senso che puo’ essere definita “un caos molto ben organizzato” in cui tutti possono trovare il proprio posto e la propria dimensione. La mentalita’ spagnola e’ aperta, esula da ogni stereotipizzazione, l’intellettuale, il modaiolo, l’impiegato, il giovane… tutto e’ alla portata di tutti e la scelta e’ vasta.

    La “citta’” e’ vissuta al pieno delle sue potenzialita’, per tradizione e per cultura; la casa e’ il luogo in cui si dorme, molto lontana dalla concezione nordica di “focolare domestico”, come direbbe Ligabue “i ragazzi sono in giro”! Dal parco al museo, i madrileni tendono a stare all’aperto, addirittura nei quartieri meno turistici la strada diviene naturale estensione della casa, non e’ infatti difficile imbattersi in persone che chiacchierano o che giocano a carte sedute sul marciapiede, dipingendo un quadretto pressoche’ impensabile per una grande metropoli.

    Oltre che specchio del presente, i quartieri sono viva testimonianza di chi ne calco’ le strade nel passato: Lope de Vega, Cervantes e altri… vecchi manifesti sono rimasti affissi sui muri, raccontano storie di toreri, ballerine, storie di vite che si sono incontrate a Madrid!

    Azzardando una metafora culinaria: se la vacanziera Barcellona e’ cioccolato, Madrid e’ la pasta, una citta’ vissuta nel quotidiano, che non stanca mai! Non stupisce che un grande della letteratura del Novecento come Hemingway l’abbia eletta come sua preferita; con un piccolo sforzo d’immaginazione riusciamo ancora a vederlo nell’imponente grattacielo della Telefonica ad inviare le migliori cronache della guerra civile spagnola.

    Madrid e’ questo e molto altro, una citta’ proiettata nel futuro ma che fa tesoro del presente e del passato, una citta’ in cui risulta impossibile non trovarsi a proprio agio, la migliore delle ospiti invita immediatamente a comportarsi come a casa propria.

    Claudia Diaspro
    Video di Daniele Orlandi

  • Pontedecimo, ospedale Gallino: ecco perchè non deve chiudere

    Pontedecimo, ospedale Gallino: ecco perchè non deve chiudere

    Stamattina un corteo con la presenza dei sindaci della vallata e per tutta la giornata un presidio di lavoratori e cittadini di fronte all’ingresso dell’ospedale hanno tenuto alta l’attenzione sulla questione del Gallino di Pontedecimo.

    Il nosocomio rischia infatti di essere depotenziato e lasciare un vuoto incolmabile per tutta la Valpolcevera. Un territorio che nel corso degli anni ha subito pesanti tagli ai servizi sanitari, ricordiamo infatti la scomparsa prima dell’ospedale Pastorino di Bolzaneto, poi del Celesia di Rivarolo e recentemente del Frugone di Busalla.

    La Asl 3 ha vietato ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni ma noi siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con una dott.ssa del reparto di cardiologia, uno di quelli, insieme a chirurgia generale e al laboratorio di analisi, che potrebbero essere smantellati.

    Occorre ricordare che il Gallino è stato ristrutturato non molto tempo fa e si è pensato anche alla realizzazione di una nuova ala con conseguente esborso di diversi milioni di euro. La struttura nelle intenzioni della Regione e della Asl 3 doveva trasformarsi nel famoso ospedale di vallata, ormai divenuto una chimera.

    Nel prossimo futuro a Pontedecimo potrebbero restare in funzione soltanto medicina generale e il punto di primo intervento.

    “È ovvio però che questo è solo il primo passo in direzione della chiusura totale”, spiega la dott.ssa, in altri termini la strategia è colpire tassello dopo tassello, come fra l’altro è accaduto a Busalla, per giungere a tagliare completamente un servizio.

    Il reparto di cardiologia è fondamentale per la vallata ma è anche un punto d’appoggio per tutti i pazienti che il Villa Scassi di Sampierdarena non riesce ad accogliere”, continua la dott.ssa.

    Il bacino di utenza è infatti stimabile in 120 mila cittadini residenti ma raggiunge quota 200 mila considerando l’intera area della Val Polcevera.

    L’Assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, un paio di giorni fa ha incontrato i lavoratori e di fronte a loro ha ribadito la necessità di tagliare i costi. Ma ancora nessuno conosce nel dettaglio il piano messo a punto dalla dirigenza dell’Asl3.

    Il boccone più amaro da digerire per i dottori del Gallino è stata però un’affermazione di Montaldo, il quale ha sostenuto che i pazienti colpiti da infarto dovranno andare tutti al Villa Scassi perché al Gallino non sono garantite le condizioni di sicurezza.

    Si tratta di un’accusa particolarmente grave, un’offesa gratuita alle professionalità che lavorano nell’ospedale. Una diffamazione vera e propria secondo i dipendenti. E soprattutto una bugia clamorosa.

    Sono oltre vent’anni che al Gallino accogliamo questa tipologia di pazienti – spiega la dott.ssa – Qui li possiamo trattare e lo facciamo con professionalità anche con minori risorse rispetto ad altre realtà. L’ospedale Villa Scassi riceve un tipo particolare di pazienti colpiti da infarto ad ST sopra e che necessitano della sala di emodinamica. Mentre la maggior parte dei degenti ricoverati in cardiologia al Gallino è colpita da infarto ad ST sotto, il quale non necessita della presenza dell’emodinamica. Non è infatti vero, secondo le linee guida del paziente cardiopatico, che tutti debbano fare l’angioplastica”.

    Bisogna aggiungere che spesso e volentieri i pazienti che già hanno eseguito l’angioplastica al Villa Scassi, per mancanza di spazi adeguati vengono successivamente trasferiti a Pontedecimo.

    Inoltre anche per quanto riguarda la questione economica, lo smantellamento del presidio sanitario non comporterebbe un significativo risparmio in termini di costi/benefici.

    Il maggior costo dell’ospedale è rappresentato infatti dagli stipendi dei lavoratori che in futuro graverebbero comunque sulle spalle dell’Asl 3, ovunque si decidesse di trasferirli.

    Adesso in calendario c’è un assemblea prevista per il 27 ottobre, ma le iniziative di lotta sicuramente non si arresteranno, considerando i numerosi attestati di solidarietà ricevuti da più parti.

    Matteo Quadrone

     

  • Turismo, il Comune studia una tassa di soggiorno per i turisti

    Turismo, il Comune studia una tassa di soggiorno per i turisti

    Una tassa di soggiorno da far pagare ai turisti, è questa l’idea a cui sta lavorando il Comune di Genova per far fronte ai pesanti tagli al bilancio di Tursi. Un’ipotesi che appena lanciata già fa discutere animatamente cittadini, politici e addetti ai lavori.

    L’assessore al Commercio, Gianni Vassallo, dalle colonne de “La Repubblica” ammette “Ci stiamo pensando. Il dilemma che dobbiamo sciogliere è questo: è meglio far pagare qualcosa ai turisti con il rischio di sollevare qualche protesta, oppure introdurre il ticket che permetterà però di racimolare un fondo da destinare alla promozione turistica della città?”.

    Parliamo di una quota sulle presenze alberghiere che potrebbe aggirarsi sui due o tre euro. Un balzello che già numerose città, fra cui alcune grandi realtà turistiche come Roma e Venezia,  hanno introdotto con discreti risultati.

    In Italia Roma è stata la prima, ma l´imposta è presente da anni e con diversi nomi nelle principali capitali europee e pure a New York.

    “Sicuramente – spiega l’assessore – la scelta di introdurre o meno la tassa sarà presa di comune accordo con gli albergatori, e i soldi saranno utilizzati esclusivamente per investimenti turistici”.

    Vassallo spiega infatti che per quanto riguarda le iniziative promozionali, pubblicità turistica e marketing i fondi sono quasi pari a zero. E con la tassa il Comune si augura di recuperare risorse da reinvestire.

    Per quanto riguarda i tempi ancora non si hanno certezze. Sicuramente però le critiche sono state immediate: in primis il presidente provinciale della Federalberghi, Carlo Tixe, l’ha definita una pessima idea considerando che Genova non dispone dei flussi turistici di Roma o Venezia.

    Ma anche le associazioni dei consumatori esprimono forti perplessità e considerano questi provvedimenti delle scorciatoie per fare cassa.

    Il Codacons l’ha definito “un gravissimo colpo per il turismo“. Mentre l’Adoc ha  stimato che nel 2011 un fine settimana nella capitale costa in media 34 euro in più a famiglia.

    E’ questa la soluzione idonea per incentivare il turismo nella nostra città? E’ una domanda lecita da porsi in un periodo storico segnato da una forte crisi economica. E proprio quando Genova in questi anni sta rilanciando la sua immagine a livello europeo e mondiale si corre il rischio di porre un freno all’arrivo di nuovi potenziali turisti.

     

     

  • Politiche sociali, un documento della Fish evidenzia i tagli

    Politiche sociali, un documento della Fish evidenzia i tagli

    La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, a margine dell’audizione presso la Commissione Finanze della Camera, boccia senza mezzi termini le politiche sociali del governo. Questo il perentorio commento di Pietro Barbieri, presidente Fish: “Il disegno di legge delega sulla riforma assistenziale è inemendabile nei contenuti, nella forma, nelle finalità e nei metodi”.

    Ma vigorose critiche sono rivolte anche alla riforma fiscale che, secondo l’associazione, costituisce in alcune sue parti, un pericoloso arretramento nelle politiche, dirette o indirette, a favore di tutte le famiglie e dei singoli in maggiore difficoltà e non può che produrre effetti dannosi e recessivi, oltre che per la coesione sociale, anche per l’economia reale.

    L’associazione ha volutamente affrontato l’analisi del disegno di legge C. 4566 di delega fiscale e assistenziale in modo non scollegato all’evoluzione delle politiche sociali degli ultimi anni.

    In particolare la Federazione ha evidenziato: i pesanti ulteriori tagli agli enti locali operati dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, tali da comportate nell’immediato una riduzione drastica dei già carenti servizi sociali offerti dagli enti locali; l’azzeramento del Fondo per la non-autosufficienza intervenuto con l’ultima legge di stabilità; la riduzione o l’azzeramento di tutti i Fondi e i trasferimenti per le politiche per la famiglia, per la casa, per il servizio civile; il progressivo impoverimento delle famiglie italiane, come testimoniato dai più recenti studi dell’ISTAT, ed un graduale appesantimento del carico sulle famiglie, e sulle donne in particolare, dei compiti assistenziali per i figli e le condizioni di non autosufficienza; l’aumento del tasso di disoccupazione e inoccupazione in particolare fra i giovani e nel Mezzogiorno; e un tasso di occupazione per le persone con disabilità che non supera il 20%.

    D’altra parte i numeri parlano chiaro. Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali si ridurrà a 69 milioni per il 2012 e a 44 per il 2013 mentre nel 2008 il Fondo raggiungeva quota 929 milioni di euro.

    Inoltre la legge 111/2011 (art. 20) considera un elemento di virtuosità da parte dei Comuni l’azione di recupero dei costi dei servizi a domanda individuale: in altri termini il Comune è considerato tanto più virtuoso quanto più è in grado di dimostrare che i costi sostenuti per i servizi a domanda individuale non rappresentano un costo elevato per l’Amministrazione (a spese dei cittadini).

    Insomma, secondo la Fish, le due “manovre” (leggi 111 e 148/2011) approvate impongono sui cittadini e sulle famiglie, già provate dalla crisi economica, il carico maggiore del sacrificio.  Il documento integrale è reperibile sul sito dell’associazione www.fishonlus.it

    Infine occorre ricordare come quella della FISH non sia la prima stroncatura che il disegno di legge ha subito alla prima analisi in Commissione Finanze. La più rilevante è stata quella della Corte dei Conti, ma altrettante critiche sono arrivate, finora, anche dai Sindacati e da Confindustria.

    Matteo Quadrone

  • Nasce la Fish Liguria, per tutelare e promuovere i diritti dei disabili

    Nasce la Fish Liguria, per tutelare e promuovere i diritti dei disabili

    federazione italiana superamento handicapApproda anche in Liguria la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), l’organizzazione a cui fanno riferimento le principali associazioni di persone con disabilità e dei loro famigliari, nota in Italia per la sua intensa attività di tutela e promozione dei diritti delle persone diversamente abili.

    Il 6 ottobre scorso una parte significativa  delle associazioni liguri ha ufficialmente costituito la FISH Liguria, formalizzando un lavoro comune che già esiste da anni e che consente il confronto fra le diverse peculiarità e caratteristiche associative. A presiedere il Consiglio Direttivo della FISH Liguria è stato scelto Antonio Cucco (Associazione Paratetraplegici Liguria).

    “In un momento particolarmente drammatico per le politiche sociali in Italia, negativamente condizionate da tagli e da recessive riforme in arrivo, la FISH ligure non mancherà di motivi immediati di azione che si aggiungono agli obiettivi storici ed istituzionali: la tutela dei diritti umani e civili e la promozione della cultura dell’inclusione e delle pari opportunità”, sottolinea l’associazione in un comunicato.

    L’ultima battaglia intrapresa dalla FISH è quella per avere libero accesso a tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione non pubblica i dati aggiornati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Sarebbe invece necessario conoscere quanti sono, dove sono, quanti siano effettivamente gli insegnanti di sostegno, come siano composte le classi, il numero di alunni per classe e il numero di disabili per classe.

    Il costante monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. Un obbligo di chiarezza e trasparenza verso il Paese, verso lo stesso Parlamento che si attende una relazione annuale, non estemporanee dichiarazioni settimanali e sopratutto verso l’opinione pubblica. Una condizione imprescindibile per poter programmare e correggere interventi e politiche.

    Finalmente la politica si è occupata della questione grazie all’Onorevole Letizia De Torre che il 28 settembre scorso ha presentato una specifica interrogazione al Ministro della Pubblica istruzione, richiedendo i dati aggiornati. Non resta che attendere una risposta sperando che il Ministero non continui nel suo atteggiamento oscurantista.

    Matteo Quadrone

  • Istituto italiano di tecnologia: lezioni online per il pubblico

    Istituto italiano di tecnologia: lezioni online per il pubblico

    Robot e tecnologiaLezioni online di tecnologia e scienza curate dall‘Istituto Italiano di Tecnologia, è questo l’innovativo progetto presentato ieri da Oilproject (www.oilproject.org), la più grande scuola online gratuita di informatica, in collaborazione con Nòva24 Il Sole 24 Ore. Un calendario di lezioni online interattive con l’obiettivo di raccontare al grande pubblico lo stato dell’arte della ricerca di base e applicata.

    “A maggio ho partecipato a una delle lezioni di Oilproject, trovandola un’esperienza molto interessante e da consigliare ai miei colleghi, i quali hanno accettato con entusiasmo – dichiara Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia – È un’occasione per IIT di incontrare i giovani e di portare la scienza a casa loro”.

    I relatori delle videochat saranno infatti i Direttori di alcuni dei Dipartimenti dell’IIT: lunedì 17 ottobre Alberto Diaspro, Direttore del Dip. di Nanofisica, inaugurerà il ciclo di lezioni intervenendo sul tema delle nanotecnologie e su come lo sviluppo della strumentazione ottica abbia permesso la costruzione di dispositivi in grado di osservare il mondo biologico a livello nanometrico; il 31 ottobre Daniele Piomelli, Direttore del Dip.Scoperta e Sviluppo Farmaci, si occuperà di ricerca e sviluppo in campo farmacologico, illustrandone i risultati principali e le sfide per il futuro.

    Il 7 novembre Fabio Benfenati, Direttore del Dip. di Neuroscienze e Tecnologie del Cervello, descriverà come le neuroscienze consentano oggi di comprendere meglio i meccanismi cerebrali, per studiare più da vicino malattie del sistema nervoso centrale come epilessia e autismo; il 23 novembre, infine, Vittorio Murino, Direttore del Dip. di Pattern Analysis & Computer Vision approfondirà le tecniche alla base del riconoscimento di immagini, oggetti e persone in determinate situazioni, applicate a sistemi artificiali e i vantaggi legati all’esistenza di macchine “intelligenti”.

    L’iniziativa è inserita nel contesto della Scuola d’Attualità di Oilproject, in cui si parla di economia e crescita (Francesco Sacco – 12 ottobre), agenda politica (Luca Sofri intervista Maurizio Lupi – 21 ottobre), diritti civili e omofobia (Paola Concia – 24 ottobre), nuove iniziative imprenditoriali (Gianluca Dettori – 3 novembre), disoccupazione giovanile (Pietro Ichino – 11 novembre).

    Tutte le lezioni si terranno in prima serata, dalle ore 20:50 per la durata di un’ora e saranno disponibili in diretta anche sul sito de Il Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.com), nonché all’interno di una sezione dedicata del sito dell’IIT (www.iit.it). Tutti gli eventi saranno raggiungibili anche dal sito de Il Post (www.ilpost.it), il giornale online diretto da Luca Sofri. Il format degli eventi è quello ultra-interattivo di Oilproject: non soltanto gli utenti rivolgono domande in diretta, ma votano anche quelle altrui. A ricevere attenzione sono quindi i temi ritenuti più interessanti dagli spettatori.

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

  • “Fa’ la cosa giusta”, l’Altraeconomia al Porto Antico 14-16 ottobre

    “Fa’ la cosa giusta”, l’Altraeconomia al Porto Antico 14-16 ottobre

    fa la cosa giustaLa fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fà la cosa giusta“, che dal 2004 Terre di mezzo organizza a Milano, torna a Genova con la sua terza edizione resa possibile dal sostegno della Regione Liguria, della Provincia di Genova, del Comune di Genova, de I Provenzali e di Amiu.

    Non solo una mostra mercato, ma anche un laboratorio a cielo aperto dove imparare a coltivare bio sul proprio balcone, a progettare la propria borsa ecologica, a produrre energia alternativa con un semplice “fai da te”. La parola d’ordine quest’anno è “Noi bene comune” e la risposta alla crisi è unanime quanto semplice: ripartiamo da noi, dal nostro essere bene comune e modifichiamo i nostri stili di vita per renderli a misura di pianeta.

    Nella location di sempre, l’Area del Porto Antico si incontreranno le esperienze più avanzate dell’economia solidale, ecologica, della finanza etica e dell’agricoltura sostenibile: aziende agricole e agriturismi biologici, botteghe del commercio equo e solidale, associazioni e ong, operatori di turismo responsabile ed ecosostenibile, di bioarchitettura e bioedilizia, soggetti di finanza etica, di mobilità sostenibile, riciclo e riuso, produttori di energia rinnovabile, software libero, oggettistica e abbigliamento in materiali naturali e molto altro ancora.

    Occorre sottolineare come l’ Altraeconomia” in Liguria si è fatta rete. Aiab, Arci, Circoscrizione soci Banca Etica Genova e La Spezia, Fair, Gas Birulò, La Bottega Solidale, Legambiente Liguria, MDF, MDC, Manitese, Terra! riunite nel Tavolo promotore della Rete ligure per l’Altraeconomia e gli stili di vita sostenibili, sono oggi realtà in grado di confrontarsi autorevolmente con le istituzioni locali, al punto che la stessa Regione Liguria ha riconosciuto gli interessi rappresentati dal coordinamento nominando un Assessore all’Altreconomia e agli stili di vita sostenibili, uno dei primi in Italia, inserito come delega sotto l’Assessorato all’Ambiente della Regione. Un riconoscimento che dimostra come i percorsi di economia alternativa e sostenibile, aldilà dei possibili finanziamenti per iniziative e sperimentazioni sociali, debbano essere in grado di modificare l’esistente interpretando politicamente le esigenze della società. Perché quando questo avviene il cambiamento si verifica, anche in modo inaspettato.

    Ecco il programma completo dell’evento:

    VENERDI 14 OTTOBRE

    H 18-19,30 Aula 1  Seminario sul Co-Housing e condomini solidali. Progetti CoAbitare e Numero Zero di Torino e un’esperienza di condominio solidale a Genova. Intervengono: N.Solimano, P.Sanna , G.Bottero, A.Villani  (a cura di Circolo ARCI Zenzero)

    H 18-19:30 Aula 2  La danza degli occhi. Metodi e strumenti per la ginnastica visiva (a cura di Aivon)

    H 19:30 – 21:00  Degustazione vini Bio (a cura di Critical Wine)

    SABATO 15 OTTOBRE

    Eventi in Agorà

    H 9:30 – 11  La vita comunitaria e le sue economie –  Proposte di nomadismo esistenziale fondato su condivisione, sobrietà e accoglienza. Interviene B. Volpi (a cura di Ass. Comunità e Famiglia)

    H 11 – 13 Pulizie creative. Componenti, ricette e preparazione domestica di detersivi e cosmetici naturali (a cura del produttore Officina Naturae e Altreconomia, con Elisa Nicoli)

    H 14 – 15:3O Canzoni oltre le sbarre. Serigrafia artigianale con o’press, progetto di economia carceraria de la bottega solidale in collaborazione con la casa circondariale di Genova Marassi. Il racconto dei detenuti del laboratorio di serigrafia artigianale nel carcere di Marassi, riflessioni sull’economia carceraria.  Intervengono:  F. Gastaldi, S. Mazzeo, P. Raitano (a cura di Bottega Solidale)

    H 15:30 – 16:45 Ecomafie. Presentazione del rapporto di Legambiente. Intervengono: A.Pergolizzi, S.Grammatico (a cura di Legambiente)

    Eventi in Aula 1

    H 10.00-11.30 Scopri i messaggi segreti del tuo corpo per ottenere la felicità. Le relazioni mistiche fra corpo e vita (a cura Dr.Natour)

    H 11.30-13 Turismo di comunità. L’ospitalità diffusa come veicolo di reti di economia solidale e di sviluppo culturale del territorio.
    Intervengono: T.Piras, L.Serra (a cura di Domus Amigas)

    H 14,00-15,30 Scelte responsabili per prodotti in legno e carta. Certificazione forestale e commercio equo e solidale: possibilità di integrazione degli standard. Interviene: D.Florian (a cura di FSC Italia)

    H 15,30-17,00 Sai misurare i consumi della tua casa?. Strumenti e metodi per il calcolo energetico delle nostre abitazioni e consigli per acquistare energia elettrica da a piccoli produttori da fonti rinnovabili (a cura di GAS GASSA di Savona)

    Eventi in Aula 2

    H 11.30 – 13 Democrazia energetica. Sfide e proposte della più importante rete italiana di produzione diffusa di energia elettrica
    Intervengono: M.Mariano, T.Gamaleri (a cura di Retenergie)

    H 14 – 15,30 Agricoltura sociale. Crescere “diversi” e insieme: l’agricoltura come spazio di cura per le persone svantaggiate.
    Intervengono: G. Bocca, S. Revello (a cura di Terra! E Coserco)

    H 15,30-17,00 Terralba, abitare la terra. Laboratorio di lavorazione della terra cruda.

    Eventi al Mandraccio

    H 9.00-13.00 Fatti la borsa bio-equa personalizzata A Kmo.  Laboratorio di autoproduzione di borse con tessuti della fileira equo-solidale di Made in No. (a cura di Fair)

    H 14,00-15,30 Installazione e uso software libero Come passare al software libero e liberarsi dai pensieri (a cura di ARCI Genova)

    H 15,30-17,00 Resistenze digitali. Hackerismo e democrazia. Intervengono: soci della Cooperativa Diciannove (a cura di ARCI e Lab. Buridda)

    H 19.30- 21.00 Tavolini RistoroBio Degustazione vini bio (a cura di Critical Wine)

    DOMENICA 16 OTTOBRE

    10.00-13.00 Banano Tsunami – Lezione di cucina: multietnica, equa e solidale. Viaggio culinario alla scoperta di saperi e sapori equi e solidali. Accompagnati da un cuoco e un mediatore culturale. Degustazione finale dei piatti realizzati (a cura di Bottega Solidale)

    10.00-15.30 Piazza della comunità – Ciclofficina (a cura di Annemu in bici)

    Eventi in Agorà

    H 10.00-12.30 Facilitazione e metodo del consenso. Riunioni inconcludenti e frustanti, decisioni faticose e improduttive, gerarchie occulte ed opprimenti? Un metodo contro la sindrome da “stress da riunione” e “burn-out associativo” (a cura dell’ecovillaggio Torri Superiore)

    H 14,00-15,30 Progettazione in permacultura. La permacultura è la progettazione di insediamenti umani sostenibili tenendo conto di diverse tematiche: territorio, clima, vita selvatica, produzione agricola, casa, creazione di economie, relazioni con gli altri e con se stessi. Conduce: M.Candela. (A cura dell’ecovillaggio Torri Superiore)

    Eventi in Aula 1

    H 10.00-11.30 Caro Cellulare. Laboratorio di riconoscimento e informazione sui componenti del cellulare, la loro provenienza e le condizioni di estrazione. Intervengono: V.Bigliazzi, P.Terribile (a cura di MDF)

    H 11.30-13.00 Orti per tutti su Balcone e terrazzi. Laboratorio per la coltivazione famigliare in città dalla primavera all’autunno (a cura di Terra!)

    H 14,00-15,30 Laboratorio di riuso creativo. Collant, ombrelli, barattoli, bottoni e imballaggi.. impariamo a dare nuove forme ai materiali di scarto (a cura di Circolo Arci Zenzero e MDF)

    H 15,30-17,00 Verso un sistema partecipativo di garanzia ligure. Produttori, consumatori e associazioni discutono della possibile definizione di un sistema partecipativo di garanzia ligure che rispetti i disciplinari bio e sappia andare oltre. Intervengono: A.Triantafyllidis, E.Torremocha (a cura di AIAB Liguria)

    H 15,30-17,00 L’inventapiante. Laboratorio di costruzione di piante immaginarie per bambini (4-10 anni) e famiglie (a cura di Compagnia le Mani)

    Eventi in Aula 2

    H 9.30-11.00 Mangiare vegetariano e vegan. Uno stile di alimentazione capace di sfamare da subito 10 miliardi di persone, con un minimo impatto ambientale. Interviene: F. Castorina (a cura di Società vegetariana)

    H 14,00-15,30 Zone 30 e mobilità sostenibile. Quali possibilità per l’Italia? Intervengono: M. Laurenti, D. Monetti (a cura di Legambiente e Terra!)

    H 15,30-17,00 Creazione di una serraper orto su balcone (a cura di circolo Arci Zenzero)

    H 15,30-17,00 Mandraccio – Diritti a tavola. Giochi in piazza per bambini e famiglie alla scoperta dell’alimentazione bio e consapevole. (a cura di UISP Genova)

    PROGRAMMA CULTURALE FLCG 2011

    Venerdì 14 Ottobre

    Eventi in Agorà

    H 20,30 Spettacolo Teatrale: LABEL. Questioni di etichetta

    H 22,00 Concerto: Pasticcio Medio. Un pasticcio di musicisti che prova a proporre e interpretare repertori di musica “sradicata”. Suonata per ritrovare le proprie radici e per scoprirne delle altre, per conoscere e far conoscere.

    Sabato 15 ottobre

    Eventi in Agorà

    H 16.45 Saluti istituzionali e Convegno: “La vita dopo il petrolio”. Cosa accadrà nella nostra vita quando il petrolio sarà terminato. Conversazioni intorno alla fine del benessere a buon mercato e alle scelte della transizione. Interviste a cura di : Massimo Cirri (Caterpillar), Pietro Raitano (Altreconomia). Intervengono: Guido Viale; saggista ed esperto di tematiche ambientali. “Gli oggetti, i rifiuti”, Andrea Poggio; vicedirettore Legambiente. “La mobilità, i trasporti”, Enzo Ferrara; chimico. “La medicina e la salute pubblica”, Robin Wheeler; saggista e fondatrice dell’associazione coltivatori biologici del British Columbia. (in videoconferenza) “L’alimentazione e il cibo”, Sherif El Sabaie; docente di lingua e cultura araba. “Cosa cambierà nei rapporti col mondo islamico”, Marco Pagani; docente di fisica e saggista di sceinza dei minerali “Il picco dei minerali”.

    H 22 Concerto: Malacrianza. Musica popolare del Sud. Pizziche salentine, tammurriate napoletane, cori sardi, villanelle, le tarantelle, i canti di lavoro…

    DOMENICA 16 OTTOBRE

    Eventi in Agorà

    H 17.30 Tavola rotonda: “La transizione possibile attraverso la tutela dei beni comuni a partire dagli esiti referendari. Nuovi percorsi tra istituzione locali e società civile”. Intervengono: Marco Boschini; Assessore Colorno (PR), Domenico Finiguerra, Sindaco Cassinetta di Lugagnano (MI), Marta Vincenzi, Sindaco Comune Genova, Alessandro Repetto, Presidente Provincia di Genova, Claudio Burlando, Presidente Regione Liguria. Coordinano la Tavola rotonda: Deborah Lucchetti, Presidente Fair, Santo Grammatico, Coordinatore Legambiente Liguria

     

    Matteo Quadrone

     

  • Legambiente, Operazione Fiumi: si parte dal rio Molinassi a Sestri

    Legambiente, Operazione Fiumi: si parte dal rio Molinassi a Sestri

    operazione fiumi legambienteRiparte oggi dalla Liguria “Operazione Fiumi” la campagna nazionale itinerante di monitoraggio, prevenzione ed informazione per la mitigazione del rischio idrogeologico, realizzata nell’ambito del progetto Ecosistema rischio 2011, di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile. La campagna, giunta alla nona edizione, attraverserà lo Stivale partendo da Sestri Ponente, la località colpita esattamente un anno fa da una tragica alluvione e giungendo, venti giorni dopo, in Sicilia. L’equipaggio della campagna effettuerà sei tappe in altrettante regioni italiane nelle zone a più alto rischio di frane e alluvioni, toccando le sponde di grandi fiumi e di corsi d’acqua minori: il rio Molinassi, il fiume Bacchiglione, il Tevere, l’Aso, il Sele e l’Oreto.

    Le manifestazioni dei fenomeni idrogeologici come frane ed alluvioni rappresentano, infatti, un rischio sempre più rilevante in diverse zone del nostro Paese: secondo il Report del 2008, redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio idrogeologico.

    La tutela del territorio è un elemento di  importanza strategica per la mitigazione del rischio – spiega Rossella Muroni, Direttrice generale di Legambiente – la nostra campagna, che ha inizio proprio il giorno seguente la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo, si propone di diffondere consapevolezza e informazione sulla fragilità di tante zone della Penisola. E’ urgente dare maggiore spazio alla problematica del dissesto idrogeologico nell’agenda delle priorità nazionali. Sono necessarie e non più rimandabili politiche finalizzate alla prevenzione che vedano agire di concerto le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, per mettere in atto una corretta pianificazione del territorio e fermare il consumo di suolo che nel nostro Paese aumenta di 500 chilometri quadrati all’anno”. 

    Operazione Fiumi produce e diffonde ogni anno dati aggiornati e inediti che hanno lo scopo di fotografare le condizioni del dissesto in cui vertono le zone a rischio, monitorare l’operato delle Amministrazioni Comunali nelle attività di mitigazione per sollecitare interventi, risolvere inadempienze e lentezze nella prevenzione del rischio idrogeologico, e valorizzare le buone pratiche nella gestione del territorio e nella prevenzione.

    Mediante le iniziative e le attività di educazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte in primo luogo alle scolaresche, la campagna promuove il coinvolgimento delle comunità tramite una diffusa consapevolezza e cultura sui temi del rispetto dell’ambiente e della protezione civile.

    In ogni tappa saranno organizzate concrete iniziative di volontariato per la pulizia delle sponde di fiumi e torrenti con l’intento di sostenere e mettere in pratica concretamente la cura del territorio e rendere le aree fluviali più fruibili e tutelate.

     

     

  • “Pre-censioni”, questionari rivolti al pubblico prima del teatro

    “Pre-censioni”, questionari rivolti al pubblico prima del teatro

    Arbanella - iniziativa "Pre-censione"Scoprire il pubblico,  coglierne l’umore svelarne le aspettative e i timori, proprio nel momento in cui si accinge a varcare la soglia del teatro. Parliamo di “Pre-censioni” un’iniziativa sperimentale di Arbanella, centro culturale e artistico nato a Genova nel marzo 2010, in collaborazione con i teatri di Genova e provincia e partita ufficialmente il 16 giugno 2011 presso il teatro Instabile alla Foce a margine del Limpido festival 2011.

    L’obiettivo è  ricostruire  tutte le differenze di questo soggetto misterioso, imprevedibile, vario e, per molti tra gli stessi operatori teatrali, sconosciuto quando non sottovalutato. Per riuscirci l’associazione ha preparato un piccolo questionario, quattro domande semplici e chiare che andranno a costituire delle cosidette “pre-censioni” : Cosa so di quest’autore/attori/compagnia? Che genere di spettacolo mi aspetto di vedere? Cosa temo/spero di vedere? Cosa ci faccio qui?

    E se le prime due domande sono rivolte ad una contestualizzazione della serata e alla ricerca di un legame pregresso tra sé e lo spettacolo, con la terza si entra direttamente nel campo del vero e proprio “pre-giudizio”, dell’opinione. Innanzitutto c’è l’ambiguità del verbo: temo/spero. Lo spettatore teme di sentire improperi, bestemmie, banalità? O spera di vedere qualcosa di onesto, di autentico? Ma soprattutto, darà la precedenza a raccontare quello che teme o quello che spera? Anche grazie a questa semplice scelta verbale, la ricostruzione dell’umore del pubblico, dello stato di ansia o di rilassatezza, del livello stesso di tolleranza in sala, dovrebbe fornire elementi chiave per comprendere meglio il modo in cui uno spettacolo poi sarà effettivamente recepito.

    L’ultima domanda, apparentemente, suona più ironica e “leggera”. Qualcuno risponderà, coerentemente con lo spirito della domanda, in modo divertito, derisorio, autoironico; qualcun altro, magari spiazzato, cercherà di rispondere in modo semplice e senza fronzoli. Ma da tutte le risposte, in qualsiasi modo vengano presentate si dovrebbe ricostruire facilmente un piccolo frammento di condizione esistenziale. Lo staff di Arbanella provvede a distribuire il foglio con le domande e chi desidera prestarsi al gioco lo compila liberamente, lo ripiega e lo inserisce in un’arbanella, grosso contenitore di vetro con tappo a pressione, simbolo dell’associazione.

    In una fase successiva, lo stesso staff procederà allo spoglio delle risposte e, in stretta collaborazione con le compagnie e i teatri ospitanti, sceglierà la “precensione” più significativa, motivandola adeguatamente. Sarà stabilito ad ogni “uscita” un premio simbolico da destinare al vincitore: potrà essere di varia natura, un biglietto per uno spettacolo come anche un’opera di un giovane artista locale, a cui la
    nostra iniziativa offrirà una piccola vetrina.

    Matteo Quadrone

  • La Bolivia e la capitale La Paz

    La Bolivia e la capitale La Paz

    La Paz, Bolivia
    Veduta di La Paz, Bolivia

    La Bolivia è la nazione più povera del Sud America, una delle più povere del mondo. Dalle nostre parti si conosce davvero poco di questo paese e di questa gente, un volo per l’Europa qui costa l’equivalente di un anno di stipendio e per questo non è facile incontrare e conoscere a Genova un boliviano…

    Eppure, nonostante le difficoltà e le ristrettezze, l’enorme disparità fra poveri e ricchi non è così netta come verrebbe facile immaginare (almeno in tutta la zona dell’altipiano, meno felice in questo senso la situazione nella parte amazzonica); i problemi di sicurezza che caratterizzano molte realtà vicine come il Messico, il Perù, il Brasile o la Colombia, in Bolivia sono di minore entità; le persone si dispongono civilmente in coda per salire sul bus (nulla a che vedere con l’Italia) e in città tutti i commercianti fanno le ricevute (nulla a che vedere con l’Italia); gli unici bambini che vedi per strada (almeno nelle strade cittadine…) sono quelli che tornano da scuola, con i loro grembiulini tutti uguali, e quelli ancora più piccoli che sono al seguito della mamma con la bancarella… Ah, dimenticavo: la Bolivia, specialmente La Paz, è un mercato a cielo aperto, tutti vendono qualcosa!

    La Paz è la capitale più alta del mondo, la parte bassa dove vive la popolazione più ricca (a differenza di quello a cui siamo abituati noi dove di solito i ricchi stanno in collina..) ha un’altezza sul livello del mare di circa 3200 metri. La parte alta di La Paz arriva a quasi 4000 metri, e le case (pochissime baracche, tutte costruite in mattone e naturalmente senza intonaco..) si inerpicano lungo la montagna. Vista dal basso La Paz è un enorme agglomerato di case all’interno di un canyon nella cui gola si distende la strada principale che divide in due la città.

    Mercato a cielo aperto, dicevamo… La bellezza della merce in mostra ed i prezzi molto bassi aiutano a non pensare alla fatica quando cammini per le salite della città, talvolta assai ripide. La cosa che può sorprendere è che, anche in alcuni alberghi per turisti, al mattino vengono servite foglie di coca insieme alla colazione, le quali vanno masticate molto per far uscire il principio attivo che devo dire essere molto utile contro l’altitudine.

    I problemi della Bolivia riguardano soprattutto la rete di trasporti, dai mezzi a privati a quelli pubblici passando per la ferrovia. I mezzi sono deteriorati e privi di manutenzione tanto che ogni viaggio necessita di una sosta per la riparazione da parte dell’autista di qualche componente! la condizione delle strade, certo, non aiuta. Spesso è necessario scendere dal pullman per aiutare l’autista a coprire buche che assomigliano a vere e proprie voragini…

    La cucina boliviana è semplice, ma il sapore dei prodotti della terra è più forte rispetto al nostro. La qualità della carne è quasi sempre elevata e da provare le tante zuppe naturali che vengono servite nelle locande, molto particolare il Chairo, la zuppa dell’altipiano andino preparata con patate essiccate al gelo. E infine.. beh la parte tutta dedicata agli occhi.

    La Bolivia non è, ovviamente, solo La Paz. Mi riferisco agli splendidi panorami del lago Titicaca e dell’isola del Sole, alla ‘Ciudad Blanca‘ Sucre (la prima capitale alla costituzione dello stato Boliviano) e alla città di Potosi, la più alta del mondo. Verso il confine con il Cile si trova il lago salato più grande del mondo (Salaar de Uyuni), il deserto, dove si raggiungono anche i 5000 metri sul livello del mare e, infine, proprio a ridosso del confine, la famosa Laguna Verde con il vulcano Licanbur sullo sfondo…

    Massimo Mancini