Autore: erasuperba

  • Il Mini Scolmatore Fereggiano e la bocciatura del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici

    Il Mini Scolmatore Fereggiano e la bocciatura del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici

    fereggiano2Il progetto per il mini scolmatore del Fereggiano è stato bocciato dal Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici. Questa la notizia circolata già nei giorni scorsi e confermata da 64 pagine di osservazioni (qui il pdf completo) che ufficializzano un parere tecnico il cui esito negativo era prevedibile già qualche mese fa, nonostante la presentazione in pompa magna del progetto (qui l’inchiesta di Era Superba di settembre che anticipava le problematiche relative al mini scolmatore).

    L’Assemblea sottolinea nel documento innanzitutto l’incompatibilità della definizione di “1 Lotto dello Scolmatore del Bisagno” con il progetto del mini scolmatore: “Il progetto presentato, per le soluzioni adottate, prevede una configurazione di opere con variazioni rispetto all’originario progetto generale; pertanto rappresenta un progetto a sé stante, anziché costituire il 1 Lotto del progetto definitivo (dello Scolmatore del Bisagno)”, si legge nel documento. Le osservazioni del Consiglio si soffermano poi sia sugli aspetti idrologici che su quelli idraulici, ma anche quelli legati alla copertura finanziaria, oltre agli ambientali, urbanistici, impiantistici ecc.

    In particolare viene richiesto l’aggiornamento dello studio idrologico fermo a oltre trent’anni fa, evidenziando che: “La portata di dimensionamento dell’opera è stata definita in maniera convenzionale senza sviluppare un apposito studio idrologico riferito ai bacini idrografici di interesse.” E ancora: “Essendo basate su serie idrologiche aggiornate alla fine del secolo scorso, le stime del tempo di ritorno della portata di progetto definiscono probabilmente in modo non sufficientemente preciso il rischio residuo di inondazione per incapacità dell’opera di scolmo di convogliare la portata in arrivo da monte”.

    Una delle critiche è quella di non aver preso in esame eventuali soluzioni alternative prima di sviluppare il progetto definitivo: “[…] l’Assemblea rileva che il criterio guida, che ha condizionato il progetto in esame ed il piano degli interventi, è riconducibile alla ristretta disponibilità delle forme e fonti di finanziamento. Peraltro, la soluzione sviluppata dal Progetto Definitivo in esame non è stata selezionata tra diverse alternative, ma piuttosto è stata ritenuta l’unica realizzabile con il finanziamento disponibile, senza supportare la soluzione prescelta con una sommaria stima economica del costo di una soluzione diversa che non prevedesse quale condizione il reimpiego della tratta di galleria esistente, con una galleria unica, sia per il Fereggiano – Rovare – Noce, che per il Bisagno”.

    Osservazioni tecniche specifiche, inoltre, per quanto riguarda il funzionamento della galleria Fereggiano; lo sbocco a mare e gli accessi per la manutenzione; le opere di presa e le vasche di dissipazione al sotto dei pozzi a vertice.

    “Come insieme di associazioni e comitati – si legge in una nota congiunta diffusa da WWF Genova, Associazione Amici di Ponte Carrega, Comitato Protezione Bosco Pelato, Associazione Vivere in Collina Quezzi, Comitato NoCementificazione Terralba  Genova – abbiamo cercato di indicare strade diverse con il nostro evento dello scorso 8 e 9 Novembre ed in particolare durante il convegno a Palazzo Ducale abbiamo proposto un’idea progettuale alternativa allo scolmatore del Fereggiano, bellamente accantonata dagli assessori presenti seppur ritenuta interessante da uno dei Professori intervenuti. L’assessore Garotta ha detto che si applicava il Piano di Bacino in quanto era il primo lotto dello scolmatore del Bisagno, mentre l’assessore Crivello ha detto che c’erano da prendere i soldi del “Piano Città” grazie a questo progetto definitivo”.

     

  • Quarto, tra box interrati e interventi edilizi. Via degli Albanesi, Castagna, Quartara

    Quarto, tra box interrati e interventi edilizi. Via degli Albanesi, Castagna, Quartara

    Uliveto murato di QuartoDel Levante genovese, in particolare di Quarto, ci siamo occupati più volte nel passato per raccontare i diversi interventi edilizi che insistono sul territorio. L’ultima nell’autunno scorso, quando Legambiente ha lanciato l’allarme sul tentativo di cementificazione (in particolare nell’area ex Fischer) a scapito dell’antica via Romana della Castagna, nel cuore del quartiere attraversato dall’omonimo rio. Oggi facciamo il punto sulle immediate vicinanze: dal datato cantiere di Viale Quartara, dove i lavori sono da poco ripresi, alla nuova operazione immobiliare – per la costruzione di 119 box interrati tra via Prasca e via degli Albanesi nei pressi della parrocchia di San Giovanni Battista – pronta ad approdare in Conferenza dei Servizi deliberante (il prossimo 14 febbraio); senza dimenticare il sito storico di Villa Gervasoni e dell’Uliveto Murato di Quarto (in gran parte vincolato dalla Soprintendenza), nel quale è previsto l’ampliamento volumetrico di una casa privata e la realizzazione di un’autorimessa, previo sbancamento del sedime circostante.

    Via degli Albanesi – via Prasca, 119 nuovi box

    Partiamo dal progetto del Gruppo Viziano che contempla la costruzione di un parcheggio su tre livelli interrati tra via degli Albanesi e via Prasca, per complessivi 119 box. L’area, di proprietà della parrocchia di San Giovanni Battista, è quella attualmente occupata dal campo di calcio G. Mora. La parrocchia, in cambio del diritto di superficie del sottosuolo, guadagnerà il rifacimento del campo da calcio (che diventerà più piccolo), nuovi posteggi e nuovi locali per l’oratorio e lo svolgimento delle sue attività pastorali.
    «Il 23 gennaio si è svolta una Commissione municipale per discutere la questione – spiega Nerio Farinelli, Presidente del Municipio Levante – Abbiamo invitato gli abitanti dei civici interessati, i rappresentanti della parrocchia e il progettista responsabile del Gruppo, l’ingegnere Davide Viziano. L’intenzione era illustrare il progetto e ascoltare i diversi pareri». In tale occasione è emersa la contrarietà dei residenti, preoccupati soprattutto da due aspetti «Le criticità sollevate dai cittadini – continua Farinelli – riguardano in particolare le difficoltà che si potrebbero ripercuotere, a fine lavori, sulla viabilità di via degli Albanesi, già di per sé stretta, a fronte dei tre nuovi accessi a piano strada dei 119 box. Inoltre, c’è preoccupazione per la stabilità delle fondamenta di alcuni palazzi ubicati nelle immediate vicinanze del cantiere. Noi, come Municipio Levante, giochiamo solo un ruolo consultivo, ma cerchiamo di prevenire situazioni conflittuali per giungere ad una soluzione il più possibile condivisa dai soggetti interessati. Prendiamo atto dell’esistenza di forti pareri contrari in una parte di residenti. E per questo motivo chiediamo delle modifiche progettuali che tengano conto degli elementi emersi nel dibattito». Secondo il presidente Farinelli «Occorre agire senza limitare il diritto alla mobilità degli abitanti di via degli Albanesi. Ma soprattutto deve essere garantito loro il massimo grado di sicurezza in merito alla stabilità dei palazzi».

    Durante la riunione del 23 gennaio i cittadini hanno sottolineato i pericoli legati alla presenza, sotto il medesimo terreno interessato dall’intervento edilizio, di una falda acquifera. A tal proposito, il tecnico comunale dell’Ufficio geologico, il geologo Claudio Falcioni, così ha risposto «Non abbiamo rilevato gravi carenze di tipo geologico. Il substrato roccioso, a circa 10 metri di profondità, presenta un certo grado di frantumazione, ma questo fatto non preclude che, con una corretta esecuzione, i lavori si possano fare. Per rilevare la quota dell’acqua abbiamo effettuato due sondaggi in pochi giorni: potrebbe esserci un margine di errore, ma ripetendo le indagini e continuando a monitorare i livelli, tale margine si ridurrebbe in maniera significativa».
    L’ingegnere Viziano, dopo aver premesso «Noi facciamo i parcheggi dove servono, a seguito di indagini serie. In un raggio di 500 metri abbiamo rilevato un gap di 300 posti auto», ha aggiunto «Siamo disponibili a concordare un incontro di verifica con i comitati in modo che, insieme a Municipio e condomini, possano nominare un tecnico di parte per verificare lo stato degli edifici prima dell’inizio dei lavori».
    Il Gruppo Viziano si occuperà sia della progettazione sia della realizzazione delle strutture. I tempi di lavoro previsti sono in totale 24-26 mesi. «Il fondo delle strutture si troverà ad un livello superiore rispetto all’acqua, quindi non influirà sul suo smaltimento – conclude l’ingegnere Viziano – La strada verrà allargata con la realizzazione del marciapiede (oggi inesistente), avrà un nuovo sistema di tombinatura e una rete fognaria rinnovata. Solo il 10% dei mezzi da lavoro passerà da via degli Albanesi, mentre la maggior parte dei veicoli accederà al cantiere per mezzo di una rampa da via Prasca».

    Il progetto è stato presentato in Conferenza dei Servizi in fase istruttoria a metà novembre 2013. Tra pochi giorni, il prossimo 14 febbraio, approderà nella Conferenza dei Servizi in fase deliberante, sede deputata alla scelta definitiva. Laura Marinato, architetto dell’ufficio urbanistico di Palazzo Tursi, ha spiegato «È un’opera ammessa dal piano regolatore adottato in via preliminare e da quello vigente. Sono state chieste alcune modifiche e ora l’istruttoria è quasi completata».
    Insomma, come ricorda il consigliere municipale Paola Borghini (Fds) «Non ci sono molte possibilità di ostacolare un progetto promosso da soggetti privati su un’area privata. Qui non si tratta di valutare politicamente l’opportunità o meno di realizzare una simile operazione. Bisogna, invece, valutare attentamente tutti gli aspetti tecnici. L’impatto dell’intervento, comunque, sarebbe soprattutto sulla viabilità. In merito al presunto rischio idrogeologico, io personalmente non faccio supposizioni senza avere sotto mano dati certi, che a livello di Municipio non abbiamo ancora visto. Per approfondire il progetto ho chiesto un ulteriore passaggio in Commissione municipale. La preoccupazione dei residenti è tangibile. Ma è compito dell’amministrazione comunale, tramite adeguate perizie, stabilire l’eventuale fattibilità del progetto. Se in questo senso dovessero permanere dei dubbi, esiste sempre l’opportunità di una contro-perizia di parte dei cittadini».

    Viale Quartara

    Quarto - viale QuartaraNel corso del 2012 avevamo parlato di Viale Quartara, la creuza che dall’antica Aurelia conduceva fino al mare, dove un notevole appezzamento di terreno in fregio a chiesa e convento dei frati cappuccini (via Montani n. 1) – entrambi risalenti ai primi del ‘900 – è destinato alla costruzione di 2 ville di lusso con annessi box interrati pertinenziali. All’epoca della nostra visita il cantiere, sorto al posto di un vasto uliveto e dopo il taglio di diversi alberi secolari, era pressoché abbandonato ormai da alcuni mesi, mentre il profondo sbancamento, causa piogge, spesso assumeva le sembianze di un acquitrino.

    Attualmente i lavori nel cantiere hanno ripreso vigore e sono già state realizzate le fondamenta degli edifici. Tuttavia, quando piove l’acqua continua a fuoriuscire da tutte le parti, come racconta Ester Quadri, residente nel quartiere e attivista del circolo Nuova Ecologia di Legambiente «Proprio ieri (5 febbraio, ndr) passando di lì ho visto delle cascate d’acqua mista a fango uscire dai muretti. Vorrei ricordare che questo era uno dei pochissimi spazi verdi rimasti in zona. Io a suo tempo avevo denunciato il taglio degli alberi. L’ex assessore comunale Pinuccia Montanari, persona senza dubbio competente, se ne era anche occupata, ma in seguito, nessuno si è più interessato alla salvaguardia di questo sito storico».
    Dopo un lungo contenzioso giudiziario, i lavori sono partiti nell’estate 2011, per poi arrestarsi subito dopo. Oggi il cantiere è nuovamente operativo «Per me è una vera indecenza – accusa l’ambientalista Quadri – pensando a tutto quello che sta accadendo sul territorio ligure. Va bene, parliamo di progetti approvati anche molti anni addietro, però, i segnali che ci manda la natura sono inequivocabili. Forse varrebbe la pena di ascoltarli. E se possibile bloccare gli interventi incongrui».

    Uliveto Murato e la zona della Castagna

    UlivetoCome detto in apertura, Legambiente ha lanciato l’allarme in difesa della zona della Castagna di Quarto, un presidio storico-ambientale, il cui simbolo è indubbiamente l’Uliveto Murato, adesso minacciato da un piccolo quanto significativo intervento. All’interno delle antiche mura dell’Uliveto – nella porzione non vincolata dalla Sopraintendenza – è ubicata una casa famigliare di proprietà privata per la quale è previsto l’ampliamento delle volumetrie, oltre alla costruzione di un’autorimessa interrata che coprirà tutto il sedime del fabbricato, e di una piscina al posto del giardino dove una volta sopravvivevano alberi ad alto fusto.
    «Siamo praticamente a ridosso dei bastioni di via Romana della Castagna – racconta Ester Quadri – Lo sbancamento di terreno è pesante. Senza dimenticare che sotto scorre un altro ruscello, il rio Fontagne, perché questa, un tempo, era una zona colma di fontane». Secondo Quadri «Autorizzare un intervento simile, seppure limitato ad una sola abitazione privata, è veramente fuori da ogni logica. In tal senso è assurdo che un pollaio venga considerato volume utile per ampliare, con il piano casa, un edificio residenziale. La realizzazione, ad oggi, non è ancora avviata, ma sappiamo che hanno già il permesso di costruire».

    Allargando il discorso a tutta la zona della Castagna, attraversata dal rivo omonimo, l’ambientalista aggiunge «Stiamo parlando di progetti che insistono tutti a lato dei torrenti (vedi ex Fischer). È evidente il cortocircuito tra quello che le istituzioni locali dicono a parole e quello che poi mettono in atto. Da un lato, affermano di mettere in sicurezza i rivi e le loro aree di pertinenza. Dall’altro, autorizzano costruzioni a pochi metri di distanza dagli alvei dei corsi d’acqua. Occorre ricordare l’esistenza in città di numerosissimi piccoli rivi, riguardo ai quali non c’è sufficiente attenzione da parte dell’amministrazione. Sono aree esondabili che dovrebbero essere lasciate libere».
    A pochi kilometri di distanza, lungo la via Romana di Quinto, è il rio Bagnara ad esser minacciato, non solo dal progetto sempre in bilico di via Majorana (che merita una successiva trattazione a parte), ma pure da altre costruzioni residenziali (villette) già realizzate nei pressi di via Palloa. «Edifici di dimensioni più contenute ma non per questo meno pericolosi – sottolinea Quadri – Sono costruzioni non conformi alla natura e alla storia del luogo che mettono a rischio l’equilibrio ambientale del territorio».
    L’ambientalista conclude lanciando un appello «Bisogna vigilare con attenzione anche sui torrenti minori che, sennò, possono esplodere da un momento all’altro. Al loro fianco corrono antichi percorsi pedonali che, invece di essere danneggiati, dovrebbero essere valorizzati a fini turistici. Insomma, invito l’amministrazione comunale a pensare alle piccole opere e non solo alle grandi opere sempre sulla bocca di tutti».

     

    Matteo Quadrone

  • Piaggio Aero: i vertici dell’azienda confermano piano industriale ed esuberi

    Piaggio Aero: i vertici dell’azienda confermano piano industriale ed esuberi

    aeroporto-sestri-ponente-dCon una note le organizzazioni sindacali aggiornano sull’esito del confronto a Roma fra le stesse e la proprietà di Piaggio Aero presso il Ministero dello Sviluppo Economico. “Nel confronto l’Azienda ha confermato un piano industriale che per le OO.SS. è inaccettabile. Una mediazione tra le parti è stata proposta dal Ministero dello Sviluppo Economico che si è posto come mediatore per salvare le professionalità e le tecnologie di Piaggio, proponendo un confronto che coinvolga anche il Ministero del Lavoro. La prossima riunione si terrà la settimana prossima a Roma. Nel frattempo l’Azienda si è impegnata a non aprire alcuna procedura. Domani negli stabilimenti di Genova e Finale Ligure si terranno assemblee informative”.

    Dopo lo sciopero di oggi dei lavoratori dei due stabilimenti, la situazione rimane dunque appesa ad un filo. Qui l’ultimo approfondimento di Era Superba.

     

  • Patto di Sussidiarietà, il Comune fa il punto: le iniziative svolte per la lotta alla povertà

    Patto di Sussidiarietà, il Comune fa il punto: le iniziative svolte per la lotta alla povertà

    palazzo-tursi-D9Con una lunga nota stampa, il Comune di Genova ha diffuso la relazione sulle attività svolte negli ultimi due anni nell’ambito del Patto di Sussidiarietà cittadino.  A dare il via a questo progetto una deliberazione adottata dalla Giunta Vincenzi sul finire del luglio 2011, che aveva lo scopo di aprire un tavolo di discussione per stipulare specifici accordi con le realtà associative che operano sul territorio nell’ambito dell’inclusione sociale e della lotta alla povertà. Fra queste l’operazione più significativa è sicuramente quella legata al progetto C.r.e.a (qui l’approfondimento di Era Superba) nel territorio della Val Polcevera (e non solo) in collaborazione con la Comunità di San Benedetto, il Municipio e A.T.S. 41 (ambito territoriale sociale n. 41 del Comune di Genova).

    Ma vediamo nel dettaglio la relazione del Comune. Per quanto riguarda la promozione del Patto, “si sono svolti alcuni incontri di presentazione e di condivisione delle azioni con i coordinatori di Ambito Territoriale Sociale e dell’Ufficio Cittadini Senza Territorio. Si è costituito il gruppo di referenti tecnici, composto da un assistente sociale per Ambito Territoriale Sociale e per l’Ufficio Cittadini Senza Territorio. Il gruppo si incontra a cadenza mensile”.

    Tursi segnala fra le collaborazioni il progetto “Dalla gente per la gente” in sinergia con l’associazione Creativi della Notte Music for Peace: “È stato firmato un accordo di collaborazione ed un protocollo di funzionamento il 27 gennaio 2012. È stata avviata una forma di collaborazione, che prevede la distribuzione mensile di pacchi con generi alimentari, prodotti per la pulizia e materiale scolastico (massimo 32 pacchi al mese)”. Fra i punto di forza individuati dal Comune per questa specifica iniziativa “l’elevata quantità di prodotti e possibilità di comporre pacchi personalizzati in base alle esigenze delle famiglie, il coinvolgimento degli utenti nelle attività dell’associazione”. E fra le criticità: “si tratta di una risorsa poco utilizzata dagli ATS più lontani dalla sede dell’associazione”. Alla luce di ciò, Tursi indica come linea di sviluppo il “cambiamento nelle modalità di consegna dei prodotti; dal pacco pre-confezionato alla possibilità di scelta da parte delle famiglie. Ampliamento delle donazioni anche ad arredi dismessi”.

    Significativa anche la collaborazione con il comitato genovese della Croce Rossa Italiana, il cui accordo è stato siglato l’11 aprile 2012. “È stata avviata una forma di collaborazione che prevede la distribuzione settimanale di pacchi con generi alimentari (massimo 30 pacchi alla settimana)”.

    Con la “Fondazione Torna qui”, invece,  è stato firmato un protocollo il 5 maggio 2011 che prevede la fornitura di “pasti a costi contenuti presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa, tramite la presentazione di una tessera”. Ma in questo caso la relazione del Comune parla di risultati non soddisfacenti: “I problemi principali rilevati sono stati il menù differente e di scarsa qualità proposto ai nostri utenti, in alcuni casi modalità di consegna del pasto poco adeguata (atteggiamento sgarbato da parte dei ristoratori), orari di distribuzione poco adeguati (per esempio, per le rosticcerie dalle ore 14.30 alle ore 14.45 o dalle ore 21 alle ore 22). A seguito di un incontro di verifica con i referenti della Fondazione, si è deciso di sospendere l’introduzione di nuove persone nel progetto. Rimangono attive ancora 42 tessere utilizzabili in due ristoranti-self service, di cui circa 17 sono utilizzate costantemente. Sono state esposte alla Fondazione altre proposte per mantenere la collaborazione sempre in ambito di lotta alla povertà (tra queste, la fornitura da parte della Fondazione di buoni pasto cartacei del valore di 5 euro da distribuire a famiglie in carico ai servizi sociali). Ad oggi non abbiamo ancora avuto riscontro in merito alle proposte avanzate”.

    Progetto “Buon fine” con Coop Liguria e varie associazioni di volontariato. In questo caso si tratta di donazioni da parte di Coop Liguria di generi alimentari alle associazioni che poi a loro volta si occupano della distrubuzione. Si tratta di un progetto già funzionante dal lontano 2006 che Tursi vorrebbe estendere in tutte le zone della città. Attualmente l’esempio virtuoso è quello de “Il Punto” di via Canepari a Certosa di cui Era Superba vi aveva già parlato in passato. “Attualmente gli ATS stanno definendo l’avvio delle collaborazioni anche nei territori mancanti anche se i prodotti donati da Coop Liguria sono diminuiti nel tempo”, da qui l’allarme lanciato dal Comune: “il progetto è a rischio chiusura“.

    Avviata recentemente (novembre 2013) anche una collaborazione con Confindustria e Ferservizi: “È stata accertata la loro disponibilità a donare arredi in buono stato dismessi dagli alberghi“. Sulla scia di questo ultimo accordo, Tursi si augura di riuscire a firmare un’intesa anche con Ascom, Spim e Arte ( per la donazione degli arredi in buono stato lasciati negli alloggi dagli ex inquilini) e Lions Club.

    sanità-farmacie-D1Il Patto di Sussidiarietà riguarda anche alcune farmacie del territorio genovese : “Attualmente alcune farmacie che operano nei Municipi della Val Bisagno hanno aderito al progetto “Prevenzione neonatale” dell’ATS Media Valbisagno, donando prodotti alimentari per la prima infanzia a neonati in carico sia all’ATS che al NOAC”. L’obiettivo del Comune è quello di “estendere la collaborazione sugli altri territori cittadini, tramite la stipula di un accordo cittadino con gli organi rappresentativi dei farmacisti (Ordine, Associazioni di categoria), ed eventualmente ampliarla, estendendola anche alla donazione di farmaci da banco. A tal fine sono stati individuati i referenti territoriali delle farmacie aderenti a federfarmacie ai quali, a cura degli ATS, verrà proposto di aderire al progetto”.

    I progetti con i Municipi

    Oltre al già citato progetto C.r.e.a, fiore all’occhiello del Patto di Sussidiarietà, con l’inaugurazione dello scorso novembre dello spazio di distribuzione fisso all’interno del mercato comunale di Bolzaneto, il Comune ha avviato o sta avviando collaborazioni con i nove Municipi.

    Progetto “Accordi”, Municipio Ponente – Associazione Prà Viva – Centro di Ascolto Vicariale di Voltri – Prà.
    “Sono stati avviati i progetti individuali di attivazione sociale per persone in carico sia ai servizi sociali che al Centro di Ascolto Vicariale. I progetti si svolgeranno all’interno dell’associazione Prà Viva ed il contributo economico verrà erogato alla persona dal Centro di Ascolto Vicariale”.

    Progetto “La Sporta Aperta”, Municipio Media Valbisagno – Caritas – Centri di Ascolto Molassana e Staglieno
    “È stato sottoscritto il 14 novembre 2013 un accordo di collaborazione e un protocollo di funzionamento che prevedono la creazione di un sistema di raccolta e distribuzione di prodotti alimentari e beni vari, forniti da aziende private, cooperative ed associazioni, in locali messi a disposizione dalla Caritas, ma di proprietà comunale”.

    Progetto “Insieme per Sport”, Municipio Media Valbisagno – Associazioni sportive – Ditte fornitrici di abbigliamento sportivo
    “Il progetto, in fase di elaborazione, si prefigge di rafforzare l’integrazione sociale e il diritto allo sport, dei bambini e degli adolescenti in situazioni di disagio psicologico, sociale, economico o familiare, con potenziale rischio di emarginazione, seguiti dall’ATS del Municipio della IV Val Bisagno. L’obiettivo è quello di offrire loro l’opportunità di intraprendere un percorso sportivo gratuito da praticare con continuità insieme ad altri bambini provenienti da realtà sociali diverse, sotto la guida di insegnanti sportivi qualificati”.

    Indagine conoscitiva sull’attività svolta in tema di lotta alla povertà, Municipio centro Est – Centri di Ascolto Vicariali di zona – Centro Emergenza Pré – Comunità di Sant’Egidio
    “Di recente è stato presentato un documento che riporta gli esiti di un’indagine, quantitativa e qualitativa, condotta dall’ATS Centro Est, sull’attività svolta dai Centri di Ascolto Vicariali, dal Centro Emergenza Pré e dalla Comunità di Sant’Egidio in merito al tema della lotta alla povertà ed in particolare della risposta ai bisogni primari di persone e famiglieche si trovano in condizioni di difficoltà. L’indagine ha portato i soggetti coinvolti a prendere accordi circa le iniziative da intraprendere per rafforzare ed ottimizzare l’offerta di beni primari alle famiglie in difficoltà. Attuano periodicamente raccolte di generi alimentari e prodotti per l’igiene presso i supermercati del Municipio a cura della associazioni aderenti alla rete territoriale”.

    Progetto “il cerchio della vita”, Municipio Bassa Valbisagno, recupero eccedenze alimentari.
    “In locali messi a disposizione dal Municipio, che si trovano in viale Bracelli 154-156-158 rosso, il 18 novembre 2013 è stato realizzato il progetto “il cerchio della vita”, che si basa sul recupero e sulla distribuzione di eccedenze alimentari a famiglie che vivono in condizione di povertà seguite dagli ATS e dai Centri Vicariali d’Ascolto. Sono previste attività parallele e integrative, che si attuano nei locali attigui al social market, rivolte al quartiere, laboratori, conferenze a tema. Nel 2014 è previsto un ampliamento delle attività, quali, ad esempio, diete alimentare, recupero arredi”.

    Progetto “Fine Pasto”, di prossima realizzazione nel Municipio Media Valbisagno.
    “Recupero delle eccedenze delle diete alimentari di asili nido e scuole per l’infanzia, da destinare, in collaborazione con realtà associative e parrocchiali della zona, a persone senza dimora e famiglie in difficoltà. Nel 2014 si prevede l’avvio di altri due progetti nei Municipi Ponente e Media Valbisagno”.

  • Farmacia Serra: la piccola realtà è diventata grande. Da genitori a “guru del web”

    Farmacia Serra: la piccola realtà è diventata grande. Da genitori a “guru del web”

    Farmacia Serra GenovaAlla Farmacia Serra di Genova Voltri eravamo già stati due anni fa. All’epoca avevamo colto la palla al balzo ed eravamo andati a conoscerli in occasione dell’apertura di una zona wi-fi all’interno della loro farmacia in Via Camozzini. Oggi, a distanza di due anni, ci siamo tornati: la scusa ufficiale era la puntata di #EraOnTheRoad a Voltri; la motivazione vera era il desiderio di tornare a trovarli e fare quattro chiacchiere con dei veri e propri guru del web, nonché genovesi doc. Tra l’altro, cosa ancora più straordinaria, sono dei “guru per caso”: appassionati di tecnologia, hanno aperto un blog nel marzo 2009 e, sull’onda di questo primo successo, si sono poi avvicinati ad altri mezzi, riscuotendo un inaspettato successo.
    Due anni fa scrivevamo del loro canale di vendita e-commerce, che resiste tuttora; i quasi mille follower su Twitter sono ben 2.754 (dato in costante aumento e probabilmente ora già sorpassato); il profilo su Foursquare, aperto due anni fa in tempi non sospetti, è sempre usatissimo, anche se per molti resta un social “d’élite”; il canale YouTube, su cui insegnano come usare un sacco invernale per passeggino o parlano di Nutrigenomica e alimentazione, ha raggiunto quota 53.447 visualizzazioni, nonostante il video più recente risalga ad un anno fa.

    Cosa c’è di diverso dal 2012, a parte numeri e cifre? Oggi Edoardo e Maddalena Schenardi partecipano a convegni, tengono conferenze, si sono guadagnati un posto nel mondo dei new media e sono tra le figure più influenti. Già citati in vari libri del settore come esempio virtuoso di “salute 2.0”, lo scorso settembre hanno partecipato alla Startup Weekend di Genova, poi al convegno “Good Media” all’Ospedale Galliera su come cambia la salute. Sono saliti in cattedra all’Università degli Studi di Pavia e alla IULM di Milano a novembre, selezionati tra le 8 PMI che hanno saputo integrare nella loro attività imprenditoriale l’uso dei social.
    Non dimentichiamo che tutto è cominciato un anno fa, il 22 febbraio 2013, quando Edoardo e Maddalena sono stati invitati a raccontare la loro esperienza alla Social Media Week di Milano. A questa prima partecipazione sono seguiti altri 6 inviti (da ultimo, si prefigura l’ipotesi di un prossimo convegno a Milano nel mese di marzo).

    Cos’altro? Per chi ancora non fosse pago dell’elenco di successi, Edoardo e Maddalena sono soprattutto genitori di quattro figli, adolescenti e pre-adolescenti. Proprio dall’impegno scaturito dal dover gestire una famiglia così numerosa, hanno avuto l’idea di rivolgersi agli altri genitori che stavano vivendo problematiche simili alle loro e hanno messo a disposizione l’esperienza maturata “sul campo”.
    «Da genitori di quattro figli, abbiamo fatto fronte a varie problematiche, dal curare certe malattie all’acquistare vestitini e oggetti che resistessero e si potessero riutilizzare per i figli minori. I nostri clienti conoscono la nostra storia, così anni fa hanno cominciato a rivolgersi a noi e chiedere consigli legati alla genitorialità e al mondo dei più piccoli. Con l’aumento delle richieste, abbiamo avuto l’idea di creare un blog in cui trascrivere i nostri consigli, e da qui è nato tutto. Ad esempio, i tutorial su Youtube: è più facile mostrare come usare un termometro wireless o come usare un biberon auto-riscalandate piuttosto che spiegarlo a parole».

    Tutto ciò provoca uno sdoppiamento dei piani, reale e virtuale. In tanti si rivolgono a loro da tutta Italia perché sono diventati punto di riferimento certificato nel panorama della salute sul web. Edoardo e Maddalena hanno scelto di essere sempre raggiungibili e di fare di un lavoro già impegnativo una vera e propria vocazione a tempo pieno. Anche quando sono chiusi, i follower e gli iscritti al blog che li contattano per spiegare le loro problematiche ricevono sempre risposte. D’altro canto, i loro clienti abituali, i genovesi e gli abitanti di Voltri che hanno la possibilità di raggiungerli fisicamente continuano a farlo.

    [quote]Cosa ci guadagnate?, ci chiedono in molti. La risposta è: niente, il web è solo un modo per farci trovare.[/quote]

    «È strano: spesso chi ci segue online non viene fisicamente in farmacia, e viceversa i clienti della farmacia (tranne poche eccezioni) non ci seguono su blog e social. Abbiamo fatto una scelta, quella di mettere la nostra professionalità e la nostra esperienza a disposizione di tutti quelli che vogliono fruirne, sapendo bene che a questo non avrebbe corrisposto un riscontro sul piano economico o un incremento della clientela. Anzi, è probabile che le persone che ci contattano per qualche consiglio, poi si rechino alla farmacia sotto casa e acquistino lì.  Parlare di persona con i clienti o farlo virtualmente online per noi è lo stesso. Oggi siamo molto soddisfatti di aver raggiunto questi risultati, tanto più dal momento che non ci siamo mai posti obiettivi in questo senso e il riscontro è stato superiore alle aspettative: non abbiamo ferie, riceviamo mail anche quando siamo chiusi, ma amiamo il nostro lavoro e siamo contenti di essere arrivati fin qua. Tutto questo sempre consci dei nostri limiti e senza volerci sostituire ai medici».

    Numeri e curiosità

    Su Blogger dal marzo 2009, il loro blog ha superato le 8640 visualizzazioni profilo. E proprio il blog è fonte di continuo rinnovamento, su cui si alternano rubriche ormai molto seguite: dai “Cinque dischi per…”, rubrica musicale di Adele Macca che ogni settimana consiglia canzoni ispirate a eventi di attualità; alle #risateinfarmacia, in cui Edoardo e Maddalena raccontano alcune delle “disavventure”, piccole gaffe e strane richieste dei clienti, con l’ironia delicata che li contraddistingue. Ci sono anche indicazioni pratiche (“Prenotazione infermiere in farmacia a Genova: come funziona”), informazioni sui farmaci in commercio, sulle problematiche femminili e sulle nuove tendenze in fatto di alimentazione sana ed equilibrata. Quest’ultimo è un interesse remoto, che di recente a trovato slancio grazie alla collaborazione con Roberto Panizza, ristoratore genovese ed esperto di gastronomia: insieme, hanno creato una zuppa di legumi, con ingredienti scelti e salutari, che a breve sarà messa in commercio.

    Elettra Antognetti

  • Pulizia dei torrenti fai da te, adesso si può: via libera a privati cittadini e associazioni

    Pulizia dei torrenti fai da te, adesso si può: via libera a privati cittadini e associazioni

    Via Romana Castagna, GenovaEra un regio decreto del 1904 l’intoppo burocratico che impediva a liberi cittadini e associazioni di impegnarsi in prima persona per la pulizia dei piccoli corsi d’acqua (bacino inferiore a 1 km quadrato). Parliamo di piante pericolanti che proliferano sulle sponde dei rii e  dei torrenti della provincia di Genova e che talvolta diventano causa di problematici ostacoli per il regolare deflusso delle acque.

    Da oggi sarà possibile effettuare di propria spontanea volontà queste operazioni di pulizia, purché manuali, ovvero senza l’ausilio di mezzi meccanici come pale o escavatori. In passato era obbligatoria l’autorizzazione alla Provincia, con questo nuovo provvedimento basterà dare all’ente comunicazione che si intende procedere al taglio, senza dover sborsare denaro in oneri di istruttoria.

    “Questo snellimento amministrativo, che risponde a una logica di buon senso, è previsto dal nuovo ‘regolamento di polizia idraulica’ che la Provincia di Genova ha approvato pochi giorni fa cogliendo l’opportunità data da un regolamento regionale (n. 7, ‘Disposizioni per il rilascio delle concessioni ai fini dell’utilizzo delle aree del demanio idrico’ pubblicato sul B.U.R.L. n. 15 del 16/10/2013). La Provincia di Genova, infatti, dal 2001 è delegata dalla Regione Liguria, con la legge regionale. n. 18/99, a svolgere le funzioni di gestione del demanio idrico fluviale”, si legge nella nota stampa diffusa dall’ente.

  • Tursi, spese gruppi consiliari: il M5S restituisce il 98,5%, si attendono i dati completi

    Tursi, spese gruppi consiliari: il M5S restituisce il 98,5%, si attendono i dati completi

    palazzo-tursi-putti-paolo-M5S-D2A margine della seduta di ieri del Consiglio comunale di Genova, il Movimento 5 Stelle ha comunicato la rendicontazione delle spese per l’anno solare 2013. Si tratta di fondi messi a disposizione – secondo il Regolamento del Consiglio – dall’amministrazione comunale per il funzionamento dei gruppi consiliari, in parte in quota fissa e il restante in proporzione al numero di consiglieri.

    Dagli 8128,69 euro a cui ammontava il fondo destinato al M5S, sono stati prelevati solo 118 euro (1,45%), mentre sono rimasti nelle casse di Tursi 8010,69 euro (98,55%). Tra le spese, la voce più “importante” è rappresentata dall’acquisto della licenza DropBox per la condivisione dei documenti, che ha comportato un esborso di 76,83 euro; segue la realizzazione di un libro rilegato per promuovere le istituzioni ad alunni in visita, che ha inciso per 19,83 euro, la duplicazioni di chiavi per 8,40 euro e gli ultimi spiccioli per le spese minute.

    I dati sulle spese dei gruppi consiliari devono essere pubblicati a cadenza semestrale sul sito ufficiale del Comune (Deliberazione del Consiglio n 82 del 18 dicembre 2012), al momento la rendicontazione online è però ferma al primo semestre del 2013 e i valori indicati riguardanti i fondi inizialmente a disposizione dei vari gruppi non coincidono con quanto dichiarato dal M5S. Nello specifico leggiamo: 6.507,03 euro per i dodici consiglieri del Pd (di cui risultano spesi 2.121,58), 3.605,25 euro alla Lista Doria (spesi 1.660,04), 3.121,62 euro al M5S (spesi 105,10), 2.734,71 al gruppo consiliare del Pdl (spesi 1.102,02), proseguendo con i 2.154,36 euro della Lista Musso (spesi 992,46), poi Gruppo Misto (1.574,00 euro, spesi 1.050,68), Udc (1.670,72 euro, spesi 1.164,35), Idv (1.670,72 euro, spesi 709,18), Sel (1.670,72 eur, spesi 630,98), Fds (1.187,09 euro, spesi 1.145,97) e Lega Nord (1.187,09 euro, spesi 170,00).

  • FIM, Fiera Internazionale della Musica a Genova: “Un’opportunità per tutta la città”

    FIM, Fiera Internazionale della Musica a Genova: “Un’opportunità per tutta la città”

    musica-live-concertoFIM, la Fiera Internazionale della Musica sbarca a Genova e per tre giorni, dal 16 al 18 maggio, arricchirà l’offerta di eventi del capoluogo ligure, facendo ben sperare anche per una stagione estiva ricca e variegata. Il tutto è organizzato da Verdiano Vera e dalla moglie Linda dello Studio Maia di Genova, ed è stato salutato calorosamente dall’assessore regionale al Turismo, Cultura e Spettacolo Angelo Berlangieri, assessore comunale alla Cultura e Turismo Carla Sibilla e da Sara Armella, presidente della Fiera di Genova: l’entusiasmo è tanto e le aspettative sono alte.

    La manifestazione è giunta quest’anno alla seconda edizione: la prima si è svolta all’Ippodromo dei Fiori di Albenga nell’estate del 2013 e ha avuto durata di 2 giorni, con tanti eventi distribuiti in oltre 15 palchi. Quest’anno, in considerazione del grande successo di pubblico e della qualità degli eventi proposti, si è riusciti a portare FIM a Genova, grazie alla sinergia tra istituzioni competenti e organizzatori. Oltre ai concerti (condensati in 7 palchi), ci saranno stand gastronomici, presentazioni di libri, interventi di esponenti del mondo culturale. Lo scopo è trasformare la città in punto di riferimento per il mondo della musica, sia sotto l’aspetto espositivo che delle performance. Genova, d’altra parte, vanta una tradizione musicale di tutto rispetto e un fermento presente che si conferma degno dell’illustre passato.

    FIM dunque, prenderà il via il 16 maggio: tra i primi eventi ad essere stati annunciati, l’inaugurazione di giovedì 16 con la serata- tributo a Jimi Hendrix. Tra gli ospiti anche personalità del calibro di Eddie Kramer, noto per aver collaborato con Beatles, David Bowie, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Rolling Stones, Santana e altri: Kramer sarà protagonista sabato 17, con spettacolo sulla storia del rock arricchito da foto, video e aneddoti su Woodstock ’69. Un altro “tecnico” della musica che presenzierà alla FIM sarà Colin Norfield, che ha lavorato con grandi artisti, dai Pink Floyd a Zucchero. Inoltre, durante la manifestazione verranno assegnati una serie di premi, i FIM Awards 2014, ad artisti di risonanza internazionale: oltre ai già citati, un altro sarà Bobby Kimball, frontman dei Toto, che verrà insignito del titolo di “Legend of Rock – best voice” e canterà i suoi più celebri successi sul palco principale del FIM domenica 18 maggio, in occasione della chiusura della manifestazione.

    Fim Festival Internazionale della MusicaNon solo eccellenze internazionali: un occhio di riguardo anche per il panorama ligure, con una serata dedicata a Genova, alla presenza del Conservatorio Niccolò Paganini, che preparerà un’esibizione di quasi 80 elementi d’orchestra. In questa occasione saranno premiati i Buio Pesto, in rappresentanza della musica ligure nel mondo; i Tuamadre, “Band emergente ligure”; l’Orchestra Bailam, scelti come esponenti della tradizione ligure; Roberto Tiranti (ex New Trolls e voce dei Labyrinth) sarà premiato come “Voce ligure” e Claudia Pastorino è stata eletta “Cantautrice ligure” del 2014.

    Prevista anche un’area riservata a persone “del settore”: discografici, produttori, editori e distributori di musica, uffici stampa e agenzie di booking. Si chiamerà MTM – Meet The Music 2014, e qui gli addetti ai lavori avranno uno spazio per scambiarsi opinioni e contatti del mercato musicale, potranno incontrare cantanti e gruppi.
    Se si parla di grande evento musical a Genova, non si può non parlare di Black Widow Records, che sempre nell’ambito della FIM organizzerà la seconda edizione Riviera Prog Festival, palco dedicato alla musica rock progressive, su cui si esibiranno Osanna, Il tempio delle clessidre, La locanda delle fate, Aldo Tagliapietra (ex Le Orme), La maschera di cera. Naturalmente ci sarà varietà: si passa dal prog in versione heavy metal, alle varianti jazz rock, al classico sinfonico.

    Fim, le anticipazioni

    Parliamo con Massimo Gasperini, titolare della nota etichetta discografica nonché storico negozio di dischi e cd di Via del Campo, Black Widow. Massimo ci svela che «in quei tre giorni sarà dato un premio alla carriera allo storico gruppo dei Delirium e sarà presente Richard Sinclair, voce storica e basso dei Caravan, che si esibirà assieme al gruppo italiano PropheXy, riproponendo il repertorio dei Caravan».
    Insomma, per quanto riguarda l’evento le prospettive sono buone, c’è già una lista così lunga di musicisti che vogliono esibirsi ma non sarà possibile accontentarli tutti: «Ad esempio, suoneranno gli Osanna, che non si esibiscono qui dagli anni ’70, quando si esibirono coi Genesis; poi Tagliapietra delle Orme; ci sarà Gianni Leone virtuoso delle tastiere, in un solo set di 45 minuti. Non mancheranno Yamaha, Gibson, Roland».
    E anche Genova ne gioverà: «FIM è un evento eccezionale -prosegue Massimo- non avremmo mai sperato in un evento di questa portata a Genova. Tre giorni: una durata anomala per un festival, un’occasione per la città intera. Riceviamo già richieste di partecipazione da Roma, dall’Olanda e dal Giappone (e mancano ancora 4 mesi!): in tre giorni, chi viene da fuori sarà “costretto” a fermarsi a Genova e tutta la città – alberghi, ristoranti, b&b, bar – ne gioverà. Ci auguriamo che diventerà un appuntamento fisso per la città, per un rilancio culturale».

     

    Elettra Antognetti

  • Trasporto ferroviario, Messina: la pendenza dei binari è una “condanna per il porto”

    Trasporto ferroviario, Messina: la pendenza dei binari è una “condanna per il porto”

    porto-industria-d1Dopo la denuncia di Fuorimuro (la società che gestisce le operazioni di manovra e trasporto ferroviario nel porto di Genova) dalle pagine di Era Superba, con il presidente Guido Porta che ha puntato il dito contro il rifacimento dei binari a servizio dello scalo nell’ambito dei lavori per la strada a mare di Cornigliano (qui l’approfondimento di Era Superba), adesso arriva anche il j’accuse di Ignazio Messina «Non esiste al mondo un raccordo ferroviario in salita e discesa – afferma l’armatore al “Corriere Mercantile” – Questa è una condanna per il porto. Significa costi più elevati e tempi più lunghi».
    Il trasporto merci su rotaia da e per lo scalo genovese, dunque, rischia di restare al palo, rispetto al trasporto su gomma.
    Il problema sarebbe la pendenza dei binari che costringe ad accorciare i treni o ad utilizzare due locomotori per trainarli. La colpa è imputabile alla costruzione della nuova strada a mare che ha imposto l’abbassamento di un tratto di ferrovia portuale. Le dirette conseguenze sono tariffe più elevate per le manovre ferroviarie, tempi più lunghi e in definitiva minore efficienza. Tale criticità non riguarda solo Messina ma anche gli altri terminal che movimentano merci su treno e fanno riferimento all’unico parco ferroviario effettivamente operativo, quello di Fuorimuro parallelo a Lungomare Canepa.

    «Quando abbiamo chiesto spiegazioni a Sviluppo Genova (la società impegnata nella realizzazione della strada a mare, ndr) – sottolinea Ignazio Messina – ci hanno risposto che il viadotto era troppo basso e quindi hanno adeguato il resto, scavando per fare i binari. Ma bastava alzare i piloni e modificare la strada».
    «Anche noi abbiamo posto il problema a Sviluppo Genova – dichiara il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo – Il ponte doveva essere più alto. Ora stiamo facendo approfondimenti per capire se esistono le condizioni per rimediare».
    Il Vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, risponde così «Il progetto era stato approvato sia dall’Autorità Portuale che dalle Ferrovie. I Messina potevano scegliere di rinunciare ad un pezzo di capannone e avere una pendenza minore. In ogni caso basta usare locomotori più potenti». Ma Ignazio Messina ribatte «La demolizione del capannone non avrebbe inciso sulla pendenza dei binari».
    Insomma, la questione è sul tavolo, staremo a vedere se esiste ancora la possibilità di rimediare.

    Matteo Quadrone

  • Voltri: passeggiata a mare e riqualificazione ex Coproma, Piscina Mameli e collegamento con Prà

    Voltri: passeggiata a mare e riqualificazione ex Coproma, Piscina Mameli e collegamento con Prà

    Murales di Giuliogol in passeggiata a mare di VoltriVoltri, un quartiere spesso lontano dai riflettori e dall’attenzione dei più. Nei giorni scorsi, in occasione della diretta twitter di #EraOnTheRoad dedicata al quartiere ponentino, abbiamo incontrato l’assessore Carlo Calcagno (Sel) del Municipio VII. Con lui abbiamo avuto modo di fare il punto della situazione sulla zona a mare del quartiere. Abbiamo parlato della “nuova” passeggiata, ultimata cinque anni fa, dei progetti di riqualificazione che interessano l’area compresa fra il mare e l’Aurelia e di un ambizioso progetto di valorizzazione del waterfront: il sogno è quello di creare un continuum tra le località del Ponente che, partendo da Voltri, per raggiungere Prà e Pegli. Un modo per “fare squadra” e instaurare un circuito virtuoso fra i quartieri del ponente genovese, di cui possa godere tutta la città.

    La passeggiata: creazione di un polo sportivo e sanitario

    Passeggiata VoltriAllo stato attuale la passeggiata è funzionante e funzionale rispetto alle esigenze di Voltri: eco-compatibile, costruita in legno, si estende all’incirca dall’altezza di Piazza dei Caduti Partigiani Voltresi a Piazza Villa Giusti. Sono stati ricostruiti i casottini in legno ospitanti le varie società di pescatori della zona: al momento si lavora ancora per ultimarne alcuni e per migliorarne lo stato. In base agli accordi con il Municipio VII, sono gli stessi pescatori a contribuire alla manutenzione della passeggiata, nella zona di loro diretta competenza, in prossimità del loro chiosco.

    Resta il problema delle mareggiate, che di frequente colpiscono la costa voltrese e che hanno già danneggiato la passeggiata (da ultimo, lo scorso anno): a tale proposito, racconta Calcagno, si pensa di realizzare ulteriori opere di prevenzione, ad esempio l’inserimento di un muro di scogli o dighe soffolte all’altezza del torrente Leira per arginare l’impeto delle mareggiate e allungare la spiaggia, facilitando l’accumulo di sabbia.

    Piscina Mameli, VoltriLungo la passeggiata, anche la piscina Mameli: al momento chiusa dopo le alterne vicende dei mesi scorsi (ne abbiamo parlato su Era Superba), si lavora in previsione della riapertura nel mese di maggio. Il consorzio Utri Mare, composto dai circoli sportivi del territorio, ha stipulato un accordo con il Municipio e collaborerà alla manutenzione e al presidio della zona. Commenta Calcagno: «Siamo sulla buona strada per riaprire la piscina entro l’estate, soprattutto in previsione della stagione autunno-inverno 2014-2015: la società che l’ha gestita fino ad ora proseguirà la sua attività. Alla piscina, inoltre, è stata annessa l’area adiacente, bonificata e assoggettata alla Mameli per renderla più appetibile. Voltri vanta un’antica tradizione legata alla pallanuoto: ci auguriamo torni ad esserne il santuario e per questo ci auguriamo nasca una sinergia con Prà, dotata di impianti adeguati e all’avanguardia». La piscina andrebbe a completare il polo sportivo della zona, già dotato di impianti calcistici e per la pallavolo.

    Edificio ex Coproma: sbloccata la ristrutturazione

    Voltri, ex CopromaInoltre, in zona anche una serie di ex capannoni industriali: molti di essi sono stati riconvertiti (alcuni sono stati adibiti, appunto, a impianti sportivi; altri ospitano le associazioni volontarie del quartiere, come Avis; altri ancora, il Teatro Cargo e la Biblioteca Benzi). Oggi sono pochi quelli ad essere ancora in disuso. In particolare, nella zona in questione si registra il caso dell’edificio ex Coproma, abbandonato e in cattivo stato: di qualche anno fa il progetto dell’Assessorato alla Sanità per la realizzazione di una piastra ambulatoriale con la gestione di Asl. A fine 2012, tuttavia, il retrofront delle istituzioni e le proteste dei cittadini in Piazza De Ferrari: chiedevano che “l’edificio fatiscente e ormai pericoloso” fosse trasformato, come promesso, in un punto di riferimento per la Salute dei Cittadini.
    Ora sembra che la situazione si sia sbloccata. Di pochi giorni fa (30 gennaio 2014, ndr) l’annuncio del Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando: è stata decisa la ristrutturazione dello stabile con finanziamento Fas di circa 2 milioni, messo a disposizione dalla Regione Liguria. Anche un finanziamento di 500 mila euro da parte di Asl 3 genovese. L’apertura dei cantieri, si legge nel comunicato stampa, “è prevista entro la fine del 2014. Il piano terra dell’immobile sarà destinato a funzioni sanitarie, in particolare all’organizzazione del poliambulatorio medico dei medici di famiglia e di medicina specialistica, al centro diurno Alzheimer e ad attività ambulatoriali da stabilirsi. Per il primo piano si sta perfezionando un accordo con la Croce Rossa italiana per trasferire la sede regionale e provinciale dell’associazione, oltre a quella voltrese”. Sarà ARTE (l’Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia genovese) a realizzare l’intervento.

    L’ampliamento a Levante e il ricongiungimento con la Fascia di Rispetto di Prà

    La prospettiva illustrata dal Municipio è quella di prolungare le spiagge e la passeggiata, arrivando fino al rio San Giuliano, inserendo un cavalcavia che congiunga alla Fascia di Rispetto di Prà, passando sopra all’attuale ferrovia, che dismetterà alcuni binari. «Un modo per ricongiungerci agli altri poli ponentini -dice Calcagno- per fare gioco di squadra. Dall’introduzione di una passeggiata che giunga fino alla fascia di Prà trarrebbe giovamento l’intera città e si riuscirebbe a sfruttare un territorio che ora resta inutilizzato e scollegato. Vogliamo aumentare la spiaggia, dare slancio al turismo, sfruttare la vicinanza al casello autostradale: molti che dal nord Italia arrivano in Liguria, approdano a Voltri perché è la meta più “comoda”».
    Questo progetto andrà a inserirsi a fianco di quello della creazione della famosa metropolitana di superficie che collegherà Voltri a Caricamento (coprendo lo stesso tragitto del bus 1 di AMT), sfruttando i binari ferroviari voltresi. Alcuni di essi verranno privati del traffico ferroviario (che, deviato a Borzoli, proseguirà nell’entroterra per “riemergere” a Sampierdarena) e verranno lasciati liberi per ospitare la nuova metro, il cui capolinea sarà posto in Via Don Giovanni Verità, all’altezza dell’attuale caserma dei carabinieri vicino alla vecchia stazione ferroviaria. Quel luogo, già capolinea degli autobus e snodo importante per il traffico automobilistico, diventerà centro nevralgico del traffico del Ponente.

    Le spiagge: la manutenzione e gli accorgimenti per l’estate 2014

    Una persona sulla spiaggia di Voltri«Voltri è la Rimini della riviera Ligure -dice Calcagno- in estate qui ci sono migliaia di persone, tra genovesi e turisti di tutte le nazionalità: è sul turismo che dobbiamo puntare, incrementando ulteriormente le strutture esistenti. Siamo un quartiere che (a differenza della vicina Prà, “mutilata” dalle spiagge e riconvertita a polo industriale, e di Pegli con un’offerta di spiagge più limitata) vive di turismo e attività legate al mare. Le nostre sono le ultime spiagge libere rimaste a Ponente: è un vanto per noi e non vogliamo che questo cambi. Solo, vogliamo attrezzarle di più, con strutture ricettive per soddisfare le esigenze di tutti».
    Inoltre, nell’estate del 2013 è arrivato il via libera alla balneazione dalla Capitaneria di Porto, che ha valutato le acque voltresi rispondenti ai parametri richiesti. Dal Municipio si sono attrezzati per mettere in atto tutte le misure necessarie: l’inserimento di boe a 150 metri dalle spiagge e di personale adibito alla sicurezza e alla sorveglianza, in collaborazione con la Croce Rossa. Il tutto, senza stravolgere l’essenza del litorale ponentino, caratterizzato dall’assenza di strutture private.

    Elettra Antognetti

  • Terzo Valico, cantiere Bolzaneto: ecco le prime terre di scavo, la protesta degli abitanti

    Terzo Valico, cantiere Bolzaneto: ecco le prime terre di scavo, la protesta degli abitanti

    Bolzaneto, cimitero della Biacca. Il cantiere del Terzo ValicoA Bolzaneto, per bloccare il cantiere del Terzo Valico nei pressi del cimitero della Biacca, sotto l’abitato di San Biagio, residenti e comitati sono pronti a ricorrere al Tar della Liguria. Nel frattempo, gli operai scavano e disboscano per preparare l’area, destinata a deposito di materiali semilavorati e attrezzature, previo stoccaggio di circa 70 mila metri cubi di terra di scavo, il cosiddetto “smarino” (qui l’inchiesta di Era Superba). Il cantiere, in questi mesi, è stato contestato dai cittadini in tutte le sedi opportune (a partire dalla seduta di Commissione comunale in loco) e tramite la diffusione di appelli indirizzati a tutte le istituzioni locali (Municipio Valpolcevera, Comune di Genova e Regione Liguria) al fine di segnalare quelli che sarebbero i pericoli per la salute pubblica e l’ambiente circostante, conseguenti ad un simile conferimento.

    Comunque sia i lavori proseguono, come racconta Marco Torretta, portavoce del Comitato San Biagio Serro «Da alcune settimane gli operai hanno iniziato a scaricare una parte dei 70 mila mq di terra di scavo, al ritmo di 4-5 camion ogni quarto d’ora. Diciamo che, grazie alle nostre lamentele, adesso il cantiere è in regola. È stata installata l’adeguata cartellonistica e gli orari di lavoro vengono rispettati». Ma gli abitanti continuano a non essere per nulla convinti che sia lecito costruire – seppur in maniera provvisoria – così vicino al cimitero della Biacca. Per questo hanno deciso di agire per vie legali. «Il ricorso al Tar che stiamo preparando verterà proprio sulla eccessiva vicinanza del cantiere al cimitero – sottolinea Torretta – La Legge, infatti, vieta nuove costruzioni intorno ai cimiteri entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell’area cimiteriale. Nel caso di Bolzaneto stanno accatastando la terra di scavo a ridosso del muro del cimitero della Biacca».

    L’amministrazione comunale, invece, afferma che le autorizzazioni necessarie sono state rilasciate sulla base di elementi di consolidata giurisprudenza. «Si tratta soltanto di un’interpretazione di Legge – conclude Torretta – Basata su alcune sentenze che sanciscono la possibilità di costruire a minori distanze. Ma noi non ci diamo per vinti e proveremo a sollevare la questione davanti ai giudici per bloccare il cantiere».

    Matteo Quadrone

  • Sciopero Amt e Atp, mercoledì 5 febbraio: rinviato a data da destinarsi

    Sciopero Amt e Atp, mercoledì 5 febbraio: rinviato a data da destinarsi

    Lo sciopero dei laboratori AmtAggiornamento: come comunicato dalle organizzazioni sindacali lo sciopero è stato rinviato. La data è ancora da stabilire.

    Autobus e corriere ferme a Genova e provincia mercoledì 5 febbraio per effetto dello sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico proclamato dalle organizzaizoni sidnacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e UGL Trasporti. “L’agitazione si colloca a sostegno della vertenza per il rinnovo del CCNL di categoria”, si legge nella nota stampa.

    Per quanto riguarda Amt Genova e Ferrovia Genova – Casella, il personale viaggiante si asterrà dal lavoro per l’intera giornata, il servizio sarà garantito dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 17.30 alle 20.30; il restante personale si asterrà dal lavoro nella seconda parte del turno (compreso il personale di biglietterie, esattoria e servizio clienti).

    I lavoratori di Atp, invece, si asterranno da inizio servizio sino alle ore 6.00, dalle ore 9.00 alle ore 17.00 e dalle ore 20.00 sino a fine servizio. Il personale addetto alle biglietterie sarà fermo dalle ore 9.00 alle ore 16.30.

  • Appartamenti occupati in via Pré e assegnati a famiglie senza casa

    Appartamenti occupati in via Pré e assegnati a famiglie senza casa

    Sportello pe ril Diritto alla Casa, GenovaQuesta mattina sono stati occupati nuovi alloggi sfitti dallo Sportello per il Diritto alla Casa di Genova. Si tratta di appartamenti in via Pré di proprietà della Sovrintendenza regionale e vuoti da anni. “Oggi, sabato 1° febbraio, sono stati occupati degli alloggi sfitti da oltre due anni di proprietà della Sovrintendenza Regionale che, nel 2010, ha dato il via ad un piano speculativo per altro fallito”, si legge sulla pagina Facebook dello Sportello, rete solidale di persone contro l’emergenza casa a Genova.

    “Da allora questi appartamenti sono rimasti vuoti mentre l’emergenza abitativa in città continua a crescere e a farsi sempre più critica anche grazie ai continui sgomberi e sfratti portati avanti dalle istituzioni e dai privati. Nel frattempo si stanziano i miliardi per le grandi opere inutili e dannose trascurando di ristrutturare gli immobili pubblici e gli alloggi popolari “per mancanza di fondi” per poi addirittura svenderli. Da oggi questi spazi tornano ad essere case”.

    Come nei casi più recenti di vico Sauli e ancora prima piazza Cernaia, gli appartamenti sono stati assegnati a “chi fino a ieri si trovava davanti al bivio di dover scegliere tra trovare qualcosa da mangiare o pagarsi l’affitto a prezzi insostenibili”.

    Lo Sportello per il Diritto alla Casa ha distribuito materiale informativo e indetto una prima assemblea pubblica con l’intento di chiarire ai cittadini le ragioni del loro operato. A questo scopo è stato diffuso anche un video:

     

     

  • Crime Story, Teatro dell’Archivolto: in scena la nostra storia, quella che non vogliamo vedere

    Crime Story, Teatro dell’Archivolto: in scena la nostra storia, quella che non vogliamo vedere

    teatro-archivolto-2Prima nazionale a Genova, al teatro dell’Archivolto, per “Crime Story” il nuovo spettacolo in cui Massimo Carlotto si propone sia come autore che come attore in scena.
    Prodotto da Sosia&Pistoia srl, e diretto da Giorgio Gallione, la storia parte dalla preparazione di un romanzo sulle mafie, richiesto dall’editore allo stesso Carlotto che, nella parte di sé stesso, vorrebbe raccontare di Toni, un pentito di cui ha letto nelle cronache e che ha colpito la sua immaginazione. Ma via via che il collaboratore di giustizia ascolta l’autore dar vita al romanzo, e voce al suo personaggio, sente mistificata la propria storia e le proprie ragioni ed irrompe sulla scena. A questo punto, mentre lo scrittore si rende conto che è ben difficile ridurlo al protagonista del libro che vorrebbe scrivere, Toni occupa sempre di più la scena raccontando non solo la sua, ma anche la nostra storia, quella che non vogliamo vedere anche se è tutti i giorni sotto i nostri occhi. Lo scrittore però insiste, vuole piegarlo all’immagine che lui ha, o vorrebbe dare, del crimine, vuole che il lettore non si senta battuto.
    Ma il suo sforzo è tutt’altro che facile, il pentito vuole restare nel solco della realtà, ma della sua realtà, raccontando i fatti che ha vissuto dal suo punto di vista, con tutte le interazioni fra la società visibile ed il mondo chiuso, complesso e sfaccettato della nuova mafia. Ha il dono della memoria, vuole usare quella per salvarsi, ma nello stesso tempo difendere sia quello che è stato sia quello che è ora, un collaboratore.

    Il palcoscenico è spoglio, il sassofonista è sullo sfondo, di fianco a neon luminosi che richiamano le sbarre di una prigione. Dietro, un uomo seduto dal volto coperto. La musica si alza, lo scrittore entra in scena con i suoi appunti, brandisce la penna ed inizia a raccontare. I dati che legge sul crimine sono veri, la storia che vorrebbe raccontare è verosimile, il pentito ci ricorda che tutto, tutto ha un’altra chiave di lettura, cambiando il punto di vista di chi racconta.

    L’accompagnamento musicale, terzo protagonista in scena, si deve al bravissimo ed instancabile Maurizio Camardi, amico di Carlotto e da lui inserito come personaggio anche nella serie dell’Alligatore. Il pentito, Titino Carrara, ha grande presenza scenica ed appare risoluto nel volerci tutti coinvolti, tutti colpevoli.
    Il protagonista, scrittore non nuovo ad incursioni teatrali (come sempre più spesso gli autori amano fare, vedi Carofiglio o Pennac) appare perfettamente a suo agio nei… propri panni, il regista Giorgio Gallione ha la mano leggera, riuscendo a consegnarci un racconto avvincente nonstante la fine (forse) sia nota ma anche una sorta di guida al noir d’autore. E la domanda spunta inevitabile: ma sarà davvero questo ciò che capita scrivendo di delitti e delinquenti?

    Massimo Carlotto, 58 anni, di Padova, scrittore e sceneggiatore, ha lui stesso una biografia quanto mai “noir” suo malgrado.
    All’età di 20 anni fu accusato dell’omicidio di una studentessa di Padova da lui trovata agonizzante in casa. Dopo una prima assoluzione fu condannato in appello a 18 anni, pena confermata in Cassazione mentre si trovava già latitante all’estero, prima in Francia e poi in Messico. Qui rimase per tre anni prima di essere arrestato e nuovamente incarcerato in Italia, dove si ammalò gravemente; in seguito ad una campagna internazionale per la sua liberazione ottenne nel 1993 la grazia dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro dopo aver incassato una nuova condanna in seguito alla revisione del processo.
    Il suo primo romanzo “Il fuggiasco“, uscito nel 95, diventato un film nel 2003, attinge proprio da questa difficile esperienza. Sempre del 95 è “La verità dell’Alligatore” dove appare per la prima volta il suo personaggio più famoso, Marco Buratti detto l’Alligatore, un detective privato senza licenza ed ex detenuto che lavora, si fa per dire, nella zona di Padova.
    Ad oggi si può dire che Massimo Carlotto sia l’autore e non più ” il caso”. Ma non dimentica, nessuno dovrebbe farlo, tanto meno la sua generazione uscita dal ’77 può permettersi di farlo. La memoria è centrale nelle sue opere, e, come ha detto citando il suo romanzo di riferimento (Stefano Tassinari – Assalti al cielo):

    [quote]Non siamo capaci di mandarvi assolti, per le ferite che (non) avete aperto nella nostra memoria, per le strade che (non) avete interrotto nella nostra coscienza e, soprattutto, per non averci chiesto un’altra sera da passare insieme” è sulla memoria che noi ci giochiamo tutto.[/quote]

    Giorgio Gallione, 61 anni, di Genova, è regista e direttore artistico del Teatro dell’ Archivolto dal 1986. Collabora con Stefano Benni, Altan, Pennac, Michele Serra e molti altri artisti di primissimo piano. Nel 2006 e 2007 ha curato per La7 “Crozza Italia”. Sono numerosissimi gli allestimenti teatrali che ha diretto: attualmente sono in cartellone nei teatri italiani, fra gli altri “(L)’invenzione della solitudine” con Giuseppe Battiston, e “La misteriosa scomparsa di W” con Ambra Angiolini protagonista.

    Bruna Taravello

  • Coronata Villa Guelfi, ecco il nuovo complesso residenziale: a giorni la consegna degli alloggi

    Coronata Villa Guelfi, ecco il nuovo complesso residenziale: a giorni la consegna degli alloggi

    Villa Guelfi, CoronataNel corso della conferenza stampa tenuta a margine della seduta di Giunta in Regione dal presidente Claudio Burlando, è stato presentato il nuovo complesso residenziale del quartiere di Coronata. Si tratta dell’operazione di recupero dell’antica Villa Guelfi in via del Boschetto 6, una ristrutturazione commissionata da ARTE Genova (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia) che è costata oltre 3,5 milioni di euro, finanziata per metà da fondi regionali e l’altra parte grazie a fondi di ARTE.

    Nell’occasione, oltre all’operazione di Coronata, sono stati presentati anche altri tre progetti riguardanti le province di Savona, Imperia e La Spezia per l’edilizia popolare. «Si tratta in parte alloggi di ERP (edilizia residenziale pubblica) ma anche alloggi a canone moderato e concordato, di edilizia sociale, verso cui ci si orienta di più e che in un momento di questo genere costituiscono un aiuto significativo specialmente per le realtà a più alta tensione abitativa», ha detto il governatore Burlando in conferenza stampa.

    L’intervento genovese – come specificato nella nota stampa diffusa dalla Regione – fa parte del Piano di Recupero Urbano (PRU) di Cornigliano e riguarda la ristrutturazione della villa settecentesca, vincolata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici. “La progettazione ha rispettato le caratteristiche architettoniche dell’edificio, mantenendo, dove possibile, le pavimentazioni e altri elementi costruttivi e decorativi originari. L’intervento strutturale ha comportato il consolidamento delle volte, dei solai lignei e il recupero della copertura; l’impiantistica, pur tenendo conto dei vincoli architettonici dell’edificio, si è adeguata alle massime prestazioni energetiche e agli standard di maggior rendimento. Sono stati realizzati 13 appartamenti tra i 28 e i 76 metri quadrati, su 3 piani e con ascensore interno; l’appartamento al piano terra è stato realizzato rispettando l’abbattimento delle barriere architettoniche e sarà destinato a un portatore di handicap. Nelle aree circostanti, oltre a un parcheggio con 13 posti auto, è stato realizzato il ripristino di alcuni manufatti e il recupero del verde circostante”.