Categoria: Notizie

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  • Vico Dragone, “palazzo dei giovani”: alloggi low cost per single e coppie

    Vico Dragone, “palazzo dei giovani”: alloggi low cost per single e coppie

    centro-storico-via-raveccaNella zona è uno degli ultimi edifici non risanati fra i tanti bombardati ai tempi della seconda guerra mondiale: la triste sorte dell’edificio compreso tra Vico del Dragone e Piazza delle Lavandaie, un tempo casa di tolleranza, potrebbe essere vicina ad una svolta decisiva. A breve le macerie del rudere saranno rimosse e si procederà con la costruzione di una palazzina destinata ai giovani: coppie, single, ragazze madri o padri con figli a carico.

    La proposta di risanamento si inserisce all’interno di un progetto datato 2008, vico-dragone-ristrutturazione-ediliziapredisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive (POGAS), destinato ad agevolare la cosiddetta “generazione 1000 euro”, ragazzi e ragazze che subiscono le dure regole del mercato del lavoro e di quello immobiliare e che hanno difficoltà a costruire un progetto di vita autonomo. In base alla proposta POGAS, in 14 città metropolitane italiane (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Palermo, Catania, Messina, Trieste, Cagliari) tra febbraio e maggio 2008 sono stati promossi progetti per favorire l’autonomia abitativa dei giovani, incrementando l’offerta di alloggi in affitto a prezzi contenuti.

    vico-dragone-verticaleA Genova, in particolare, l’iter è stato gestito da Tursi, che ha promosso la costruzione di 24 alloggi a basso costo nel centro storico, finanziati dal Ministero, dal Comune e da ARTE Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia: molte delle abitazioni previste sono già state realizzate, mentre alcune -come quelle di Piazza delle Lavandaie/Vico del Dragone- devono ancora vedere la luce. In Vico del Dragone, in particolare, è prevista la costruzione di 12 alloggi dei 24 totali. Attualmente ARTE e Comune di Genova sono in procinto di indire il bando per l’assegnazione dell’appalto. I lavori veri e propri partiranno al più tardi entro febbraio.

    Così commenta Simone Leoncini, presidente del Municipio I Centro Est: «La cosa importante è che sia stato messo in atto un processo di riqualificazione urbanistica interessante. Da parte mia, sollecitazioni in questo senso sono arrivate subito dopo il mio insediamento perché gli spazi sono da sfruttare e da restituire alla cittadinanza, non importa in quale forma: se come casa dello studente, o come palazzina per le giovani coppie e le famiglie. Ci sembrava troppo limitante destinare gli spazi solo a coppie, perciò abbiamo preferito tenere in considerazione la realtà e incontrare uno spettro più ampio di richieste. Si costruisce sul costruito».

     

    Un progetto simile anche per il ghetto di Pré

    Anche nel ghetto (sempre nel Municipio I, in Vico Untoria) è stato avviato un processo simile: qui inizialmente si dovevano restaurare alcuni immobili vincolati a residenza studentesca e adibirli a “casa dello studente”. Tuttavia ARSSU, dapprima interessata al progetto, è poi fuoriuscita dalle trattative e si è tirata indietro dal progetto per mancanza di fondi. Così, è stato chiesto a Ri.Genova – Riqualificazione urbana Genova s.r.l. (azienda partecipata per oltre il 70% dal Comune, per la promozione e attuazione di interventi di recupero edilizio e urbanistico, in particolare nel centro storico) di svincolare l’immobile in questione, per destinarlo a famiglie e giovani coppie, con incentivi particolarmente convenienti e sempre nell’ottica di un ripopolamento “sano e sensato” del ghetto (vedi speciale Era Superba sul ghetto di Prè, numero 51 della nostra rivista).

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Lavori pubblici, segnaletica: dal 2014 il servizio passa ai Municipi

    Lavori pubblici, segnaletica: dal 2014 il servizio passa ai Municipi

    via-buozzi-san-teodoro-di-negro-attraversamento-pedonaleAlzi la mano chi non ha mai “mugugnato” contro le zebre scolorite, il cartello di divieto di sosta nascosto tra le fronde degli alberi o lo specchietto frantumato da qualche bontempone che impedisce di avere una buona visuale su qualche incrocio stradale particolarmente insidioso. Manutenzioni e segnaletica sono state chiamate più volte in causa nel corso del Consiglio comunale flash di ieri pomeriggio (50’ di seduta ordinaria preceduta da non più di tre quarti d’ora dedicati agli articoli 54). In particolare, in Sala Rossa si è parlato degli attraversamenti pedonali di viale Canepa (Sestri Ponente), via Bolzaneto e della proposta dei Consiglieri De Benedictis e Mazzei (Gruppo Misto) di realizzare una mappatura dello stato della segnaletica sul territorio cittadino.

    Se, da un lato, l’assessore Dagnino ha escluso la fattibilità della stessa per la sostanziale impossibilità di monitorare con precisione tutto il territorio cittadino, dall’altro ha anche annunciato una piacevole novità. A partire dal prossimo anno, infatti, i tempi di intervento e ripristino delle situazioni degradate da parte di Aster potrebbero essere notevolmente velocizzati. Il servizio, attualmente in mano alla direzione centrale della Mobilità del Comune di Genova e al rispettivo assessorato, sarà delegato ai Municipi che tratteranno le urgenze gestendo direttamente i rapporti con la partecipata, naturalmente previa copertura economica ad hoc di Tursi che dovrebbe attestarsi sull’ordine di grandezza di 20/25 mila euro.

    Si inizierà con una sperimentazione di 6 mesi in due delegazioni chiave della nostra città, la Bassa Val Bisagno e il Ponente, come ci racconta l’assessore Dagnino: «Il degrado delle strisce pedonali, la cui durata media di integrità è di circa un anno, e della segnaletica stradale è un tema che sta molto a cuore ai cittadini. Ma monitorare tutto il territorio per il Comune e per Aster è complicato. Per questo, con l’assessore Crivello abbiamo pensato di accorciare il percorso amministrativo e delegare la funzione del rifacimento ai Municipi. La segnalazione del cittadino arriverà al Municipio che la girerà direttamente ad Aster, senza passare dagli uffici centrali del Comune. È evidente che la fase di sperimentazione è necessaria per testare se i Municipi avranno le forze per garantire l’efficienza del servizio, ad esempio dal punto di vista del personale». Ecco perché si è deciso di procedere per gradi, partendo dai Municipi III e VII. «Mi auguro – ha aggiunto Dagnino – di poter presentare la delibera nelle prossime settimane e partire con la sperimentazione già dal 1° gennaio. È chiaro che se il servizio funzionasse come previsto, dovremmo estenderlo successivamente a tutto il territorio genovese».

    E magari, aggiungiamo noi, non fermarsi solo al rifacimento degli attraversamenti pedonali, degli stop, delle linee di arresto e al ripristino di paletti di specchi e segnali verticali, ma estenderlo anche ad altre tipologie di segnalazioni come le buche sull’asfalto, i marciapiedi dissestati o la rimozione di barriere architettoniche. Non però all’introduzione di segnaletica ex novo: per quella c’è bisogno di autorizzazioni e ordinanze che devono partire per forza dagli uffici centrali e dall’assessorato.

    «Il progetto – ci spiega Mauro Avvenente, presidente del Municipio VII Ponente – chiama in causa la segnaletica orizzontale e verticale non strategica per la città. Quella, insomma, delle vie interne. Ma non si tratta di un’elargizione di Tursi perché questa competenza fu prevista dallo stesso Statuto del Comune di Genova nel momento in cui si diede vita ai Municipi. Con qualche anno di ritardo, ma ci stiamo lavorando. È fondamentale, infatti, che i Municipi acquisiscano una forza maggiore soprattutto in ottica della costituzione della Città Metropolitana».

    Siamo, dunque, di fronte a una delle prime tessere del puzzle di un parziale trasferimento di competenze dal Comune ai Municipi, che si inerisce nell’ambito di un tavolo di lavoro dedicato al decentramento, di cui fanno parte i presidenti Avvenente e Marenco (Centro – Ovest), l’assessore Crivello, due rappresentanti dei segretari municipali e un dirigente comunale. Le prossime tessere dovrebbero riguardare alcuni aspetti di politiche sociali, particolarmente per quanto riguarda minori e anziani.

    Sempre a proposito di manutenzioni e lavori pubblici sul territorio, il Consiglio comunale di ieri ha anche approvato una delibera di giunta che stanzia 92 mila euro per la messa in sicurezza di via Moretti, in seguito alla frana del 22 ottobre scorso, che ha messo in crisi la viabilità delle alture di Voltri, in zona Fabbriche – Val Cerusa.

     

     Simone D’Ambrosio

  • Etalia, la nuova piattaforma per creare giornali personalizzati

    Etalia, la nuova piattaforma per creare giornali personalizzati

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DIEtalia è una nuova piattaforma web-based inaugurata lo scorso 7 ottobre che permette agli utenti internet di consultare e condividere notizie provenienti da molteplici fonti editoriali, costruire giornali personalizzati aggiornati in tempo reale e pubblicare a propri contenuti e news.

    La piattaforma permette agli utenti di raccogliere te­sti, im­ma­gi­ni e vi­deo pro­ve­nien­ti da cen­ti­na­ia di fon­ti on line, selezionati in base al proprio grado di interesse a ai propri gusti.

    I contenuti delle ricerche degli utenti  si possono aggiornare au­to­ma­ti­ca­men­te in tem­po rea­le, por­tan­do di­ret­ta­men­te su pc, smart­pho­ne o ta­blet le ultime notizie sugli ar­go­men­ti pre­fe­ri­ti da ogni utente, oppure è possibile sce­glie­re personalmente i con­te­nu­ti preferiti e im­pa­gi­na­rli ne proprio Jour­nal per­so­na­le.

    Su Eta­lia inoltre gli utenti possono pubbicare le proprie notizie e i propri articoli met­ten­do­li a di­spo­si­zio­ne di tut­ti gli al­tri uten­ti del­la piat­ta­for­ma. Questa opzione è dedicata a i giornalisti, ma anche ai fotografi, ai video maker, ai blogger.

    La gran­de mag­gio­ran­za dei con­te­nu­ti e dei Jour­nal di­spo­ni­bi­li su Eta­lia so­no gra­tui­ti, ma ogni uten­te può de­ci­de­re di con­tras­se­gna­re al­cu­ni contenuti co­me Pre­mium, visibili solo da co­lo­ro che avran­no pa­ga­to il prez­zo in cre­di­ti Eta­lia de­fi­ni­to dal pro­prie­ta­rio. La maggior parte delle funzionalità di Etalia restano comunque gratuite, e gli utenti possono anche guadagnare gra­zie a un in­no­va­ti­vo mo­del­lo di bu­si­ness, i ri­ca­vi ge­ne­ra­ti sul­la piat­ta­for­ma ven­go­no re­di­stri­bui­ti a tut­ti co­lo­ro che han­no ap­por­ta­to va­lo­re al­l’in­for­ma­zio­ne, pre­mian­do l’au­to­re, ma an­che chi con­di­vi­de e dif­fon­de i con­te­nu­ti.

    Giovedì 12 dicembre è possibile conoscere meglio il nuovo progetto e incontrare i suoi fondatori della piattaforma al Talent Garden degli Erzelli, lo spazio di co-working, nuova casa di start-up, professionisti e creativi del capoluogo ligure, inaugurato recentemente nel Parco Scientifico Tecnologico di via Melen.

    Il programma prevede dalle ore 11 e fino alle 13, la presentazione del progetto e una guida sul campo per imparare a utilizzare gli strumenti offerti dalla piattaforma; la partecipazione all’evento è libera e gratuita ed è rivolta a tutti, imprenditori e startupper, giornalisti, blogger e freelance, appassionati di tecnologia ma anche semplici navigatori desiderosi di scoprire l’ultima novità del web.

     

    Per tutte le informazioni specifiche relative al progetto, http://www.etalia.net

     

  • Desertmed, le isole deserte del Mediterraneo in mostra a Villa Croce

    Desertmed, le isole deserte del Mediterraneo in mostra a Villa Croce

    gyaros-grecia-isola-mediterraneoDesertmed, le isole deserte del Mediterraneo è la nuova mostra ospitata presso il Museo d’arte Contemporanea di Villa Croce.

    Il museo genovese propone per la prima volta in Italia una mostra che raccoglie il frutto del lavoro di ricerca portato avanti in questi anni dal collettivo Desertmed, un’ indagine artistica multidisciplinare rivolta alla scoperta delle isole deserte del Mediterraneo che analizza le cause storiche, politiche e geografiche del loro abbandono.

    Un viaggio attraverso le isole naturali, private, turistiche, adibite a parchi naturali, divenute sedi di prigioni, di insediamenti militari o industriali, documentato con video, fotografie, disegni, sculture, materiali audio, rilievi, mappe, interviste, tecnologie tradizionali e tecnologie digitali innovative che tentano di fornire allo spettatore “una cartografia poetica e concettuale” degli unici spazi rimasti liberi nel mediterraneo.

    Il collettivo Desertmed, conosciuto a livello internazionale, ha esposto in rilevanti sedi quali Berlino, Istambul e Salonicco, inizialmente composto da Giulia di Lenarda, Armin Linke, Amedeo Martegani Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi e Giovanna Silva ad oggi annovera collaborazioni con artisti, fotografi, architetti, sound artist, scrittori e teorici. (Daniele Ansidei, Aristide Antonas, Elina Axioti , Angelo Boriolo, Giulia Bruno, Fabian Bechtle, Antonia Dika, Stefano Graziani, Wilfred Kühn e Simona Malvezzi, Franck Leibovici, Carlo Marchi, Carlo Ratti, Donato Ricci, Stella-Sophie Seroglou, Francesco Siddi, Andrea Tamburini)

    L’isola e a maggior ragione l’isola deserta sono nozioni estremamente povere e deboli da un punto di vista geografico; esse possiedono un debole statuto scientifico. Ma questo va a loro onore. Non c’è alcuna unità oggettiva nell’insiemedelle isole. Ancora meno nelle isole deserte. Magari l’isola deserta può avere un suolo estremamente povero. Deserta, essa può essere un deserto, ma questo non è affatto necessario. Se il vero deserto è inabitato, esso lo è in quanto non presenta le condizioni di diritto che renderebbero la vita possibile, vita vegetale, animale o umana. Al contrario,
    che l’isola deserta resti spopolata, resta un puro fatto che si collega alle circostanze, vale a dire a ciò che la circonda.
    L’isola è ciò che il mare circonda, ciò che è deserto è l’oceano tutto intorno. Ed è in virtù delle circostanze che le navi passano da lontano e non si fermano mai.
    (tratto da: Gilles Deleuze, L’isola deserta e altri scritti. Testi e interviste 1953-1974, Torino 2007)

     

    LA MOSTRA E’ STATA PROROGATA FINO AL 9 FEBBRAIO

    12 dicembre 2013 – 2 febbraio 2014
    inaugurazione: giovedì 12 dicembre 2013, ore 18

  • Stefano Benni, incontro a Villa Bombrini e spettacolo all’Archivolto

    Stefano Benni, incontro a Villa Bombrini e spettacolo all’Archivolto

    Stefano BenniSettimana ricca di appuntamenti genovesi per Stefano Benni: lo scittore/attore è infatti impegnato giovedì 12 dicembre alle ore 18.30 a Villa Bombrini di Cornigliano con un incontro aperitivo insieme a Brenda Lodigiani e condotto da Paolo Borio, in cui i due attori raccontano il loro amore per il teatro e introducono lo spettacolo Il poeta e Mary, in programma sabato 14 dicembre (ore 21) al teatro dell’Archivolto.

    Il poeta e Mary è un atto unico comico-musicale dove i protagonisti recitano, cantano, suonano, ballano in un ironico e scatenato scambio di ruoli e di invenzioni. Jack, interpretato da un Benni più che mai imprevedibile e scatenato in questa sua nuova avventura teatrale, è un poeta un po’ trombone e presuntuoso, che ha perso il suo talento e non riesce più a scrivere. Riceve la visita di una misteriosa creatura, una merla di nome Mary (Brenda Lodigiani), che canta, danza e inizia a provocarlo e prenderlo in giro.

    Forse è la voce della natura armoniosa, forse una dolce messaggera di morte. I due si beccano, litigano, discutono dell’arte, del destino e della crudeltà degli uomini verso gli animali, tutto al ritmo di musica, dalla lirica al rap, dal vaudeville al brano classico. Li accompagnano due musicisti, un merlo violista (lo scaligero Danilo Rossi) e un pettirosso tastierista (Stefano Nanni), che commentano tutta la vicenda. Alla fine la merla decide di volare in cerca dell’amore e lascia il poeta solo. Ma tornerà per convincerlo che amare, sognare e volare è bello, anche se rischioso.

    Biglietti per il teatro: da 20 euro

    Stefano Benni (Bologna 1947), scrittore, giornalista, umorista, è autore di vari romanzi e antologie di racconti di successo, tra i quali Bar Sport, Elianto, Terra!, La compagnia dei celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita Dolcevita, Spiriti, Il bar sotto il mare e Pane e tempesta. Ha scritto molto per il teatro. In particolare è legato da uno stretto rapporto di collaborazione al Teatro dell’Archivolto, per cui ha scritto o adattato diversi testi, da Il bar sotto il mare ad Amlieto, da Pinocchia a One Hand Jack.

    Brenda Lodigiani (Sant’Angelo Lodigiano) attrice e imitatrice, da adolescente è stata il volto di Disney Channel. Ha partecipato a varie trasmissioni tv, da Scorie a Quelli che il calcio a Glob ed è nel cast della sitcom Via Massena 2 su Deejay TV. Tra le sue imitazioni più note Arisa, Carolina Kostner, Shakira e Giulia Innocenzi.

     

  • Un tram per la Val Bisagno: il progetto di cittadini e associazioni

    Un tram per la Val Bisagno: il progetto di cittadini e associazioni

    valbisagno-staglienoDa anni si parla di una tramvia per collegare la Val Bisagno con il centro città ma dopo fiumi di parole – spesi in campagna elettorale e nel dibattito pubblico con gli abitanti – nessuna realizzazione concreta è mai stata messa in atto. Adesso associazioni e residenti hanno redatto un loro progetto che presentano alla città. Ancora per 5 giorni (fino al 15 dicembre), presso la Coop di piazzale Bligny, è possibile visitare la mostra fotografica “Un Tram per la Val Bisagno”, con pannelli esplicativi e la proposta per la vallata. Un’iniziativa – patrocinata dal Municipio IV Val Bisagno – che ha raccolto intorno gli aderenti allo specifico gruppo Facebook “Un Tram per la Val Bisagno” e diverse associazioni quali Metrogenova, UTP (utenti trasporto pubblico), WWF e Amici di Pontecarrega.

    «Ricordiamo che nella scorsa campagna elettorale, quella che ha visto l’elezione a Sindaco di Marta Vincenzi, si parlava continuamente di “cura del ferro” – ricorda il presidente WWF Genova, Vincenzo Cenzuales – ma anche il suo avversario politico, Enrico Musso, promuoveva la soluzione tramvia per la Valbisagno. È passato tanto tempo ma niente è stato fatto».
    «Nel 2010 organizzammo un convegno seguitissimo sul tema – sottolinea l’associazione Metrogenova – in cui tutti plaudevano le mani all’idea del tram in vallata. Nel 2011 ci fu un percorso di partecipazione che portò ad alcune conclusioni, molte delle quali si trovano qui in mostra oggi».
    Il progetto delle realtà associative, in sintesi, prevede la realizzazione di 2 linee sul percorso tradizionale. «Una formula applicabile senza andare ad impattare sul Bisagno – spiega l’associazione UTP (utenti trasporto pubblico) – Quindi una tramvia ricavata sulla strada, il più possibile in sede protetta».
    «A poche settimane dallo sciopero dei lavoratori AMT – commentano gli Amici di Ponte Carrega – Oltre ai fondi servono anche nuove idee per rilanciare il tpl».

    E per sostenere l’idea di residenti e associazione è sottoscrivibile anche una petizione online, all’indirizzo http://www.petizionepubblica.it “Un tram per la Val Bisagno Genova: a Comune di Genova, Regione Liguria, Ministero dei Trasporti”.
    Perché firmare la petizione? «Non abbiamo un mezzo veloce ed ecologico per la nostra vallata, non servita dal treno e neppure dalla metropolitana – si legge nella petizione – Il tram è un mezzo ecologico che combina i vantaggi di una grande capienza per passeggeri con una elevata frequenza di fermate. Una moderna tranvia è circa dieci volte più economica da costruire rispetto a una metropolitana e se realizzata in modo corretto riesce a garantire tempi di percorrenza che su i brevi e medi tragitti competono con quelli del metrò. Una linea di tram concepita e gestita come fanno, per esempio, in Germania o in Francia, spesso raggiunge i 20/22 km/ora commerciali e se consideriamo che la velocità del metrò è di 30 km/ora si capisce quanto il rapporto costi/benefici diventa interessante. Aiutaci a concretizzare il sogno: la tua firma può fare la differenza».

     

    Matteo Quadrone

  • Multiplo, concorso internazionale d’arte a cura di Galleria Studio 44

    Multiplo, concorso internazionale d’arte a cura di Galleria Studio 44

    Matteo Corica, Multiplo
    Vincitore di Multiplo 2013 Matteo Corica / Italia
    fotografia, stampa su carta ai pigmenti

    L’associazione culturale Galleria Studio 44 propone anche per il 2014 il concorso internazionale d’arte con corrispettivo in denaro per la realizzazione di un’opera a tiratura limitata denominata Multiplo.

    Il Multiplo ha lo scopo di promuovere e sostenere il lavoro di un artista e l’obiettivo di farne dono ai soci della Galleria Studio 44.

    Gli interessati, devono inviare via posta o portare direttamente alla Galleria Studio 44 (vico Colalanza 12r, 16123 Genova, Italia) 50 stampe/riproduzioni originali del lavoro presentato, numerate da 1 a 50 e firmate dall’autore, più una breve nota biografica e dichiarazione dell’artista/presentazione del lavoro, contenute in una sola pagina.

    L’opera inviata dovrà avere le caratteristiche e qualità delle opere/copie in tiratura finale e non saranno ammessi invii attraverso posta elettronica.

    Il termine ultimo per l’invio è il 28 febbraio (la scandenza del  31 gennaio 2014 è stata posticipata), la partecipazione è gratuita ed è previsto un corrispettivo in denaro di 500 euro per sostenere il progetto artistico del vincitore.

     

  • Giardini Luzzati: due anni dalla nuova gestione, bilancio e progetti futuri

    Giardini Luzzati: due anni dalla nuova gestione, bilancio e progetti futuri

    giardini-luzzati-san-donato-centro-storicoNel corso degli ultimi due anni i Giardini Luzzati, a ridosso di Piazza delle Erbe nel cuore del centro storico, sono stati interessati da un processo di cambiamento radicale che li ha trasformati da luogo poco sfruttato, a centro della movida consapevole e spazio baby-friendly per le famiglie.
    La svolta arriva nel gennaio 2012 con il cambio della guardia nella gestione degli spazi: l’Associazione Il Ce.Sto, attiva da 30 anni nel giardini-luzzaticentro storico, subentra con attività di volontariato nell’ambito dei servizi socio-educativi.
    Per poter gestire il luogo, il Ce.Sto ha fondato Giardini Luzzati Nuova Associazione, gruppo composto da artisti e volontari che lavorano per dare un servizio alla comunità con diversi approcci, sociale, interculturale, artistico.

    «La piazza era sottoutilizzata, un non-luogo, sconosciuto anche dagli abitanti, privo di punti di interesse veri e propri, quindi zona frequentata nelle ore notturne e poi dimenticata durante la giornata», commenta Marco Montoli presidente de Il Ce.Sto. «Abbiamo voluto sfruttare le sue potenzialità sotto il profilo sociale, artistico, multiculturale, nel rispetto del territorio e delle esigenze di famiglie e bambini. Il nostro interesse era quello di offrire alternative e dare a tutti una motivazione per venire qui in qualunque ora. In particolare, ci siamo concentrati sull’animazione per i bambini e abbiamo voluto dotare gli spazi di attrezzature per il divertimento e per la sicurezza dei più piccoli. Adesso speriamo che con l’apertura imminente della scuola di Piazza delle Erbe questo spazio riesca a diventare una vera “Piazza dei bambini”, naturale continuazione della struttura scolastica vera e propria».

    Oggi i Giardini presentano un’offerta variegata in tutti i momenti della giornata e si rivolgono a diverse fasce di utenti. La mattina e il pomeriggio una programmazione dedicata perlopiù ai bambini e alle loro famiglie; alla sera, musica live e eventi vari, per offrire un’alternativa alla movida sregolata e arginare i fenomeni di microcriminalità e spaccio. Inoltre, una serie di iniziative importanti si sono svolte nel corso di questi anni: solo per citarne alcune, Giardini in Fiera, il mercatino vintage, il raduno di auto d’epoca, Cicloriparo (in collaborazione con il CIV e con gli operatori dei Giardini di Plastica), iniziative legate alla mobilità sostenibile, laboratori di falegnameria (dai quali sono nati gli attuali arredi della piazza) e incontri con ostetriche una volta a settimana per preparare i futuri genitori al momento della nascita. Sono state ospitate qui nel corso di questi due anni oltre 100 associazioni, che hanno potuto fruire degli spazi a disposizione; si sono svolti oltre 300 concerti; ha preso vita di recente la collaborazione con il Teatro della Tosse, che la scorsa estate ha deciso di organizzare proprio ai Luzzati lo spettacolo “Mille e una notte”.

    In più, anche un occhio attento verso il fenomeno della movida, che di recente è tornata a far discutere. L’intenzione è quella di creare un’alternativa alla movida sfrenata, per fare spazio a un divertimento consapevole. «Qui i giovani -continua Montoli- trovano uno spazio alternativo per l’aggregazione, di cui spesso la nostra città è carente: oltre ai concerti, eventi sociali e momenti di scambio culturale: dopo una serie di iniziative a tema (dedicate a vari Paesi, dal sud America al Giappone) a breve partirà un corso di dialetto genovese. Gli eventi serali sono anche un modo per finanziare le altre attività, che il più delle volte sono gratuite. Il nostro scopo era ridare vita alla zona e restituire lo spazio al quartiere: viceversa, senza presidi sul territorio si generano fenomeni di divertimento sregolato e passa il messaggio che il centro storico sia “terra di nessuno”».

    Le associazioni lavorano in modo indipendente e a costo zero: nessuna sovvenzione dalle tasche né di Tursi, né di altri enti. Il Comune ha agevolato la progettazione, condiviso gli intenti e sostenuto fin dall’inizio le associazioni, ma è un momento difficile per reperire finanziamenti. Tuttavia, i Giardini Luzzati sembra riescano ad andare avanti ugualmente bene, pur con costi di gestione e manutenzione tutti a loro carico, perlopiù finanziati con i fondi provenienti dal bar, anch’esso gestito da soci volontari.

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    giardini-luzzati-scavi-archeologici

     

     

     

     

     

    Inoltre, a ridosso della piazza, sono stati scoperti anni fa reperti archeologici: un anfiteatro di epoca romana è emerso durante i lavori per la costruzione di un parcheggio. Adesso le associazioni vogliono aprire gli spazi a tutti e usufruirne magari in collaborazione con il Teatro della Tosse e altre realtà, per offrire momenti di intrattenimento e spettacoli teatrali. Si parla di una possibile apertura già entro la prossima estate.

     

    Elettra Antognetti

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  • 4:48 Psychosis, amore, fragilità e speranza al teatro della Tosse

    4:48 Psychosis, amore, fragilità e speranza al teatro della Tosse

    Psycosis teatro della TosseDa giovedì 12 a sabato 14 dicembre al teatro della Tosse (Cantiere Campana) va in scena 4.48 Psychosis, l’ultimo testo scritto da Sarah Kane. Il monologo è una partitura lirica sull’amore e sull’assenza, interpretato da Elena Arvigo, un grido d’amore e una lucida fragilità.

    4.48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale, ma è considerato come uno dei testi più assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. E’ composto da 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena ne’ temporali ne’ psicologiche. Il dramma è dunque diviso in più discorsi pronunciati da una miriade di voci appartenenti a un’unica persona.

    4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore e la disperata tenacia della speranza 4.48 Psychosis è mancanza, ricerca, desiderio e rifiuto.

    È quello che succede nella mente quando crollano le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. È il desiderio di un amore incondizionato, è il rifiuto di una società in cui non c’è spazio per le emozioni, una società che si ostina a “ curare” invece che “prendersi cura” .

    4:48 Psychosis è una forte denuncia, al tempo stesso socioculturale e squisitamente intima

    Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole, dunque, essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso, un inno alla vita, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole.

    Orario 20.30

    Biglietti

    Intero 14 €

    Tessera campana 12 €

    Studenti 10 €

  • Maddalena, 90 mila euro da Tursi per il quartiere: ecco i progetti

    Maddalena, 90 mila euro da Tursi per il quartiere: ecco i progetti

    Piazzetta dei greci centro storico di GenovaUna buona notizia per la Maddalena. Nove progetti, firmati da associazioni operanti sul territorio, finanziati dal Comune di Genova per un totale di 90 mila euro. Cinema, teatro, letteratura, dal giornale alla biblioteca di quartiere, sino al coro della Maddalena composto dagli abitanti (di cui vi abbiamo già parlato qui). Insomma, un ventaglio di proposte interessanti che vedranno la luce nei prossimi mesi grazie al bando promosso da Tursi.

    Tra i progetti vincitori (qui la lista, ndr), il finanziamento più cospicuo, 20mila euro, andrà ad AMa, l’associazione degli abitanti della Maddalena, con il progetto Madd@lena52, un locale piano strada contenitore di svariate iniziative come ci anticipa il presidente di AMa Luca Curtaz: «Vogliamo aprire uno spazio in via della Maddalena, un presidio sul territorio. Sarà la sede della nostra associazione, ma soprattutto il punto di riferimento per le associazioni del quartiere che potranno usare i locali per riunioni e iniziative varie. Inoltre diventerà la sede del comitato di redazione che darà vita ad un giornale di quartiere e della biblioteca della Maddalena. Per quanto riguarda la biblioteca, sarebbe meglio definirla “ciclobiblioteca“… Il nostro intento infatti è quello di organizzare un servizio di consegna libri a domicilio con le bibciclette per gli abitanti anziani o con difficoltà motorie».

    Il secondo importo più significativo, 14mila euro, è stato assegnato all’associazione Lunaria Teatro per la realizzazione del progetto “Il salotto letterario della Maddalena”. La direttrice Daniela Ardini racconta: «Un progetto che coinvolgerà abitanti e commercianti con incontri e esposizioni di libri nei vari locali del quartiere, eventi teatrali itineranti per le strade della Maddalena e in prestigiose cornici storiche come il Palazzo Spinola in Piazza Pellicceria, la chiesa della Maddalena e la chiesa delle Vigne. Saranno “letture spettacolari”, un innovativo connubio fra romanzo e rappresentazione teatrale».

    Fra i progetti che hanno ottenuto maggiori finanziamenti troviamo quello del CIV Maddalena (10mila euro) per la valorizzazione delle porte di accesso al quartiere:  «Il nostro progetto prevede l’installazione di totem digitali nei principali punti di accesso al quartiere, ovvero Garibaldi, Senarega, Soziglia, San Luca e Luccoli, che contengano informazioni sulle attività del quartiere, ludiche, culturali, commerciali. Informazioni preziose per i turisti e per gli stessi genovesi che continuano a vedere la Maddalena come un luogo mal frequentato. Il nostro obviettivo è quello di portare nelle nostre strade più persone, un passo fondamentale per migliorare la vivibilità e rilanciare la Maddalena». I totem installati dal CIV saranno in diverse lingue, fra cui arabo e spagnolo per andare incontro ai turisti, ma anche ai nuovi abitanti del quartiere genovese.

    piazza-maddalena-centro-storico-genova

    Campanile delle Vigne, Genova

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gli altri progetti finanziati sono il già citato Coro della Maddalena (12mila euro), i laboratori di circo a cura dell’associazione Sarabanda (9,5mila euro), le iniziative del Laboratorio Probabile Bellamy al Teatro Altrove (proiezioni e percorsi di formazione con i ragazzi in ambito cinematografico – 8mila euro), “Sapori di giustizia” curato da Belleville (i prodotti “antimafia” dai territori del sud raggiungono i negozi della Maddalena – 6mila euro), una nuova segnaletica per il turismo (progetto che va a braccetto con l’iniziativa del CIV) a cura di Kallipolis (5mila euro) e “In scia stradda upgrade” (5,5mila euro) firmato da Il Pane e le Rose che già gestisce il presidio In Scia Stradda di Vico Mele.

    In queste settimane le associazioni saranno ospitate negli uffici comunali per esaminare i progetti nel dettaglio e programmare la messa in atto sul territorio e successivamente i vari progetti verranno presentati al pubblico, in modo da coinvolgere sin dalle primissime battute tutto il quartiere in questo nuovo avvincente cammino (qui il bilancio delle iniziative dello scorso anno, ndr) verso la rinascita e la riqualificazione della Maddalena.

     

    Gabriele Serpe

     

  • Zanne corazze e veleni: mostra dedicata a insetti, ragni, anfibi e rettili

    Zanne corazze e veleni: mostra dedicata a insetti, ragni, anfibi e rettili

    serpenteZanne corazze e veleni. Le strategie di sopravvivenza di insetti, ragni, anfibi e rettili è la nuova e interessante mostra in esposizione al Museo di Storia Naturale Doria dal 7 dicembre 2013 al 15 giugno 2014.

    Gli ambienti naturali impongono continue sfide agli animali che li abitano: procurarsi il cibo, evitare i predatori, trovare un partner e dare vita ad una discendenza; l’esposizione racconta con immagini suggestive le strategie di sopravvivenza più sorprendenti e inusuali che hanno sviluppato molti rettili e anfibi di piccole dimensioni e soprattutto di insetti, aracnidi ed altri minuscoli invertebrati difficilmente osservabili.

    ranaLa mostra ha come punto di forza una collezione di animali vivi presentati all’interno di 16 terrari che riproducono il loro habitat naturale.
    Tra le specie esposte si contano rane incredibilmente camuffate, mantidi che imitano foglie e fiori, scorpioni fluorescenti e ragni grandi quanto una mano. Non si tratta di animali pericolosi né appartenenti a specie per cui sono state depauperate le popolazioni naturali.

    Le sezioni fotografiche sono a cura di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli.

    Durante la mostra, l’Associazione Didattica Museale proporrà una serie di percorsi didattici rivolti alle scuole e alle famiglie per scoprire le tecniche di caccia dei predatori e quelle di difesa delle prede. Attraverso esclusivi laboratori interattivi si possono vedere da vicino gli animali della mostra e approfondire tematiche come il mimetismo, la tossicità dei veleni e i super-poteri che coinvolgono queste interessanti specie nella continua lotta per la sopravvivenza.

    scorpione del desertoPer informazioni: numero di telefono 3348053212, email genova@assodidatticamuseale.it, sito www.assodidatticamuseale.it (sezione di Genova).

    Orario: dal martedì alla domenica: ore 10 – 18; lunedì chiuso
    Telefono: 010 564567
    Biglietti
    € 3,00: visita solo alla mostra
    € 8,00: visita alla mostra e al Museo (intero)
    € 6,00: visita alla mostra e al Museo (ridotto)

  • Quarto, ex ospedale psichiatrico: firmato l’accordo restano le incognite

    Quarto, ex ospedale psichiatrico: firmato l’accordo restano le incognite

    Manicomio di QuartoLa firma dell’Accordo di programma tra Regione Liguria, Comune di Genova, Asl 3 (azienda sanitaria locale genovese) e Arte Genova (azienda regionale territoriale per l’edilizia) sul futuro dell’ex OP di Quarto – che ospiterà la nuova piastra ambulatoriale per il Levante e un centro servizi integrato – è stata salutata dai media con un coro unanime di approvazione. Comprensibile, visto il susseguirsi di decisioni, polemiche e relative quarto-panoramicamarce indietro che hanno contraddistinto la vicenda, conclusasi con la salvaguardia delle funzioni pubbliche in 2/3 della parte ottocentesca del complesso (l’altra porzione dell’ex manicomio, invece, è già stata venduta dalla Regione a Valcomp II, società partecipata da Fintecna Immobiliare), grazie ad un vorticoso scambio di beni immobiliari tra Arte Genova e Asl 3 che ha rimesso in discussione l’ultima cartolarizzazione dell’autunno 2011. Tuttavia, entrando nel merito dell’accordo, determinate scelte paiono perlomeno discutibili, mentre alcune criticità aspettano risposta nel prosieguo della riqualificazione dell’area.

    Innanzitutto, occorre ricordare che stiamo pur sempre parlando di un compromesso. E sì, perché l’originaria intenzione della Regione era la totale svendita dell’ex OP, scelta scellerata impedita da un vasto movimento d’opinione – promosso da singoli cittadini e realtà associative (riunitesi nel Coordinamento per Quarto) – capace di stimolare il Comune affinché si prodigasse a favore di una rivisitazione delle scelte regionali, ribadendo la necessità di garantire la permanenza all’interno del complesso di funzioni sanitarie e sociali. Nonostante oggi tale risultato positivo sia stato raggiunto, il rischio cementificazione ad opera dei futuri acquirenti privati resta dietro l’angolo. E nello stesso tempo rimane difficile ipotizzare una convivenza ottimale, fianco a fianco, tra residenze di lusso e spazi destinati alla cura delle persone.

    Con deliberazione del consiglio comunale (23 luglio 2013) l’amministrazione ha promosso l’Accordo di programma mediante approvazione di una variante urbanistica al vigente PUC e contestuale variante al progetto preliminare del PUC adottato con obbligo di recepimento nel progetto definitivo di PUC. In altri termini, il Comune ha deciso di inserire l’area occupata dai padiglioni storici dell’ex OP in un Ambito speciale di riqualificazione urbana dove è prevista l’attuazione di una nuova struttura ambulatoriale per il Levante, oltre alla realizzazione di un centro servizi integrato con funzioni diversificate.

    quarto ex osp psichiatrico. accordo di programma. planimetria.002L’Ambito, come si legge nell’accordo, è suddiviso in 4 settori. Il settore 1 – ovvero 2/3 della parte ottocentesca (quella che limitatamente si affaccia su via Giovanni Maggio) – è destinato principalmente al mantenimento delle funzioni sanitarie e alla realizzazione della nuova piastra ambulatoriale.
    Il settore 2 – vale a dire 1/3 della parte ottocentesca (quella che si affaccia sul parco) – è destinato principalmente a funzioni urbane (residenza, residenze turistico alberghiere, alberghi e servizi privati). In questo settore sono consentiti interventi fino alla ristrutturazione edilizia. L’incremento della superficie agibile nel limite del 20% della s.a. (superficie agibile) esistente e comunque non oltre il 20% del volume geometrico esistente è consentito esclusivamente in presenza di un progetto che ne dimostri la compatibilità sotto il profilo architettonico e funzionale.
    Il settore 3 – comprendente una porzione di parco circostante l’ex OP (allo stato attuale fitta boscaglia) e la palazzina c ex amministrazione – è destinato principalmente a funzioni urbane (residenza, residenze turistico alberghiere, alberghi e servizi privati) con possibilità di realizzare anche nuove costruzioni esclusivamente per effetto di recupero di s.a. derivante da contestuali o anticipati interventi di demolizione. La nuova edificazione potrà avere una s.a. massima di 5400 mq.
    Il settore 4 – cioè il restante parco – è destinato a servizi pubblici per il verde urbano attrezzato alla fruizione pubblica per il tempo libero e al mantenimento del carattere naturale del luogo e del paesaggio.

    Secondo Andrea Agostini di Legambiente la vicenda di Quarto rappresenta «La presunzione, la subalternità ai poteri forti e l’incapacità delle amministrazioni locali, tutte, di immaginare una diversa politica del territorio». Per l’associazione ambientalista «Autorizzare la costruzione di nuove residenze nel parco è inaccettabile. Invece di “costruire sul costruito” si continuano a riempire i vuoti urbani. A Quarto addirittura si pensa di costruire nel bosco. Quando noi abbiamo proposto un progetto alternativo, steso da un tecnico (l’architetto Giovanni Spalla, nda) che ha passato gli ultimi 40 anni a insegnare Urbanistica nell’Università di Genova, che avrebbe garantito di salvaguardare le cubature in vendita, i pazienti, il verde e la vivibilità quartiere, siamo stati accusati di essere massimalisti e ci hanno detto che la cosa non si poteva fare. Alla fine qual è il risultato dell’accordo? Si vende, con cambio di destinazione d’uso, il palazzo di via Bainsizza a Sturla, si trasferiscono gli ambulatori in una struttura fatiscente (certo non ci sono i soldi per rimettere a nuovo la parte di Quarto che resterà pubblica), si svendono 5000 mq di parco verde pubblico a beneficio dei pazienti e della città per farne residenze private (l’altra parte è già stata venduta per farne box) raddoppiando il fronte edilizio e si carica una zona già problematica di un peso urbanistico non sostenibile».

    manicomio-quarto-D4Il consigliere regionale Lorenzo Pellerano (Lista Biasotti) – a cui va riconosciuto l’importante impegno nel pungolare continuamente la Regione sul tema Quarto – non può che essere soddisfatto del raggiungimento di un’intesa. Ma non si esime dal sottolineare alcune criticità. «Restano dei punti da precisare – spiega – in particolare la viabilità di accesso al complesso, sia per la parte pubblica (inevitabilmente bisognerà sedersi ad un tavolo e discutere con Valcomp II le possibili soluzioni), sia per la parte privata (che dovrà avere una sua autonomia). E poi c’è l’incognita parcheggi che occorre garantire a supporto degli spazi pubblici (piastra sanitaria e centro servizi). Infine, sarà davvero una sfida impegnativa rendere fruibile il parco e garantirne la costante manutenzione».
    L’accordo conferma le preoccupazioni di Pellerano «La trasformazione dell’area implica la necessità di realizzare parcheggi da localizzare anche in via Redipuglia (tramite allargamento della stessa) ed in altre aree esterne ma contigue, oltre alla contestuale razionalizzazione delle modalità di accesso all’area (ad esempio da via E. Raimondo)».

    Per quanto riguarda la suddivisione degli spazi (settore 1) in cui permarranno le funzioni pubbliche, vediamo nel dettaglio la suddivisione. Così scopriamo che al Comune saranno affidati i padiglioni 15, 16, 17 e 21.
    L’Asl 3, invece, riacquista la disponibilità dei padiglioni 1, 2 , 3, 11, 12, 13, 14, 18, 19, 20, 22, 23 e 24. Si tratta della porzione sud est del vecchio istituto ottocentesco (sottoposto a vincolo monumentale e a vincolo paesaggistico di bellezza d’insieme).
    Gli interventi previsti saranno di «Ristrutturazione, rifunzionalizzazione, adeguamento impiantistico, strutturale, restauro e risanamento conservativo – si legge nel programma dell’Asl 3 – Dovranno essere disconnessi i servizi centrali impiantistici attualmente utilizzati perché non inclusi nell’area in oggetto e, di conseguenza, realizzate nuove centrali termica idrica ed elettrica».
    L’obiettivo è adeguare gli spazi per accogliere funzioni sanitarie differenziate. La distribuzione prevede: padiglioni 11, 12, 13 residenza per disabili a ciclo diurno e continuativo; padiglioni 14, 23, 24 piastra ambulatoriale e funzioni sanitarie territoriali ivi comprese quelle psichiatriche; padiglione 22 ambulatori territoriali e uffici distrettuali; padiglioni 18, 19, 20 residenza psichiatrica; padiglioni 1, 2, 3 funzioni sanitarie.
    La fattibilità dell’intervento sarà garantita da fonti di finanziamento quali la valorizzazione tramite vendita di patrimonio immobiliare dell’Asl 3 (in primis l’immobile di via Bainsizza 42 attualmente sede di attività ambulatoriali del Levante), fondi di investimento regionali, statali ed europei eventualmente disponibili.

    «Siamo contenti della firma dell’accordo, frutto di una mobilitazione sociale e culturale che ha trovato ascolto nelle istituzioni – commenta il Coordinamento per Quarto – la rinascita dell’ex OP sarà possibile se saremo capaci di realismo, partecipazione e innovazione: per evitare sprechi e contestazioni inutili. Al contrario, alcune dichiarazioni vanno nella direzione opposta». In particolare, riguardo ai servizi per Alzheimer e disturbi alimentari (non citati nell’accordo) «L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, ha affermato “Saranno decisi man mano che procederemo”. Dov’è l’idea unitaria di programmazione? –sottolinea il coordinamento – L’accordo afferma che le attuali strutture vanno mantenute, riorganizzate e innovate. Il centro sociale, ad esempio, importantissimo per le persone che vivono lo spazio dell’ex OP, ubicato nella parte di proprietà di Arte che andrà venduta, dovrà essere ricollocato attraverso una progettazione complessiva e unitaria affinché rimanga un nodo relazionale importante e fruibile. Coinvolgere i responsabili dei servizi, i cittadini, i lavoratori e gli utenti aiuta a mantenere la complessità di questa rinascita».

     

    Matteo Quadrone

  • Sarzano, accessi auto e moto alla piazza: il Civ chiede aiuto a Tursi

    Sarzano, accessi auto e moto alla piazza: il Civ chiede aiuto a Tursi

    piazza-sarzano-centro-storicoQuella di Sarzano/Sant’Agostino è un’area meno problematica di altre all’interno del contesto della Città Vecchia: è stata una delle prime zone a essere sottoposta a un’operazione di risanamento, grazie alla quale si sono attenuati nel giro di pochi anni problemi legati alla microcriminalità e al degrado. Oggi c’è un nuovo mercato, un nuovo discount e, se è vero che molti negozi chiudono, ciò è compensato dall’apertura di tanti nuovi esercizi.

    Nel corso dell’ultimo sopralluogo di #EraOnTheRoad abbiamo incontrato la presidente del CIV Sarzano, Antonella Davite, che ha voluto portare alla nostra attenzione il problema annoso della regolamentazione del traffico nella piazza: qui, dal 1986 è iniziata un’operazione di pedonalizzazione con introduzione di ZTL e, sempre negli stessi anni, è stata inserita la prima telecamera di sorveglianza del centro storico genovese.

    marina-park-sarzanoNegli anni ’90, poi, con il crollo della caserma dei pompieri di Via della Marina, si è decisa la creazione di un nuovo parcheggio gestito dalla Marina Park, che sarebbe dovuto essere adibito alla sosta (a rotazione e/o a pagamento, ma a tariffa ridotta rispetto a quelle correnti) dei non residenti nel centro storico. Oggi, l’operazione sembra essere stata fallimentare: pochi i posti auto (molti dei quali venduti ai residenti); qualche posto per le moto; aree per la sosta di bus e camper, che restano perlopiù inutilizzati, con conseguente spreco di spazio.

    Nel 2009, poi, l’inserimento di altre 10 telecamere accompagnate dalle rumorose polemiche dei commercianti per la drastica diminuzione di passaggio e transito verso la piazza. Una “pedonalizzazione parziale” che, secondo il Civ, avrebbe portato al collasso dei commerci, danneggiando anche il tessuto sociale della zona: «Il problema -dice Davite- è che si è voluto tutelare il territorio, senza riuscirci: oggi le attività commerciali subiscono i danni della pedonalizzazione mancata e della carenza di parcheggi per facilitare l’affluenza dei genovesi che vengono da fuori. Chiediamo parcheggi a rotazione di due ore in Piazza Sarzano e la modifica degli accessi alla piazza da Via Ravasco e Via della Marina, con lo spostamento delle telecamere dall’attuale posizione all’inizio di Stradone S. Agostino. Deve essere facilitato l’accesso al centro per fermare l’emorragia degli esercizi che chiudono, in un momento già di per sé di crisi. Questo è un territorio fragilissimo: nonostante ci sia stata una ripresa, c’è il rischio di un ritorno al degrado».

    mercato-sarzano-8Da tempo, raccontano i rappresentanti del CIV, si tenta di sensibilizzare le istituzioni sul tema in questione, ma la risposta di Tursi non sembra soddisfare commercianti e residenti: da poco si è svolto un incontro con gli Assessori Dagnino (Moilità e Traffico) e Oddone (Commercio), che si sono recati di persona sul luogo in questione per cercare di capirne le problematiche. Tuttavia, dal CIV denunciano una situazione di abbandono e mettono in luce la scarsa propensione dell’Amministrazione a prendere una decisione univoca e concreta. Tanto più che per questa zona le aspettative sembrano essere tante: lo scorso luglio, l’inaugurazione dell’atteso mercatino rionale e l’apertura di un nuovo supermercato, per ridare slancio al commercio locale.

    «Ma come si possono intraprendere percorsi di rilancio della zona, se non sono aiutati da una politica concreta e duratura a sostegno delle attività? Ad esempio, per quanto riguarda il caso del mercato, avevamo proposto di introdurre l’utilizzo di un pullman per le vie del centro storico, per il trasporto dei genovesi che abitano in altri quartieri. La sperimentazione era già stata fatta, ma il pullman promesso ancora non si vede. C’è bisogno di rilanciare la zona e aprirla di più all’esterno: finora lavoriamo perlopiù con studenti e le attività più antiche si sono create un loro bacino di utenza che resiste, ma per chi decide di aprire adesso le cose sono difficili. Non possono essere gli studenti da soli a sostenere l’economia del quartiere».

    Il problema è che stanno collassandole attività storiche, come le piccole botteghe artigiane tipiche del centro storico genovese: molte hanno già chiuso, altre stanno chiudendo. Le vie più colpite sono quelle di Canneto il Lungo, San Bernardo, Via dei Giustiniani, a pochi passi da Piazza Sarzano: il problema, dicono dal CIV, è che la Piazza non riesce a essere centro propulsore in cui far giungere persone e farle confluire verso i caruggi del centro. «Nonostante la fermata della metropolitana, i genovesi scendono qui ma vanno altrove; nonostante queste zone siano a ridosso di Via San Lorenzo, i turisti o gli stessi genovesi non sono abbastanza stimolati ad addentrarsi nei vicoli. Bisogna intervenire finché si è in tempo».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Temporary road, proiezione del film dedicato a Franco Battiato

    Temporary road, proiezione del film dedicato a Franco Battiato

    Franco BattiatoMercoledì 11 dicembre, per un solo giorno in tutta Italia, verrà trasmesso nelle sale cinematografiche Temporary Road, una pellicola dedicata a Franco Battiato per raccontare la vita del grande maestro catanese, seguendolo sui palchi del tour di Apriti Sesamo così come negli hotel e nelle stanze esclusive della sua casa di Milo, alle pendici dell’Etna.

    Ne esce un ritratto completo e confidenziale, intervallato da preziose immagini di repertorio e da altrettanto suggestive riprese live, il tutto senza mai tradire lo spirito composto ed essenziale del musicista siciliano, artista eclettico capace di coniugare la sperimentazione ai grandi successi po, senza mai cadere nella banalità

    Temporary Road, per la regia di  Giuseppe Pollicelli e Mario Tani, intende essere più di un documentario e nasce con il proposito di risultare un vero e proprio film, un lavoro completo che ripercorra le orme di una carriera considerabile, senza alcuna remora, come uno dei tasselli più significativi nel mosaico della musica contemporanea non soltanto italiana.

    Il film verrà trasmesso anche a Genova, presso l’Usi cinema Fiumara e al cine,a The Space del Porto Antico (www.nexodigital.it).

  • Pesto e Dintorni, a Lavagna la manifestazione gastronomica dedicata al basilico

    Pesto e Dintorni, a Lavagna la manifestazione gastronomica dedicata al basilico

    BasilicoSabato 7 e domenica 8 dicembre a Lavagna torna Pesto e Dintorni, manifestazione gastronomica giunta quest’anno alla decima edizione, dedicata al condimento ligure per eccellenza e ai suoi ingredienti, cioè basilico, aglio, olio, sale, pinoli, pecorino e formaggio grana.

    Obiettivi della manifestazione, quelli di diffondere la cultura del vero pesto ligure, far conoscere la sua versatilità e promuovere le eccellenze agroalimentari della nostra regione, dalla pasta tradizionale all’abbinamento con il vino.

    In programma, l’esposizione di prodotti agroalimentari, il premio del decennale “Pesto e dintorni”, la proiezione video dedicata ai 10 anni di “Pesto e Dintorni”, le degustazioni guidate Corsi di cucina & Pesto Corner, la scuola del pesto, la prima edizione Trofeo Denis Alushaj (finali di pesto al mortaio), mostre, show-cooking, animazioni per bambini, vetrine a tema dei commercianti di Lavagna.

    Sono previsti inoltre un’area espositiva dedicata alle aziende che producono il pesto, il basilico, l’olio di oliva e gli altri ingredienti che fanno parte della preparazione del condimento e Vinolium, sezione dedicata ai prodotti enogastronomici di qualità provenienti dalle altre regioni con ospiti d’onore l’Emilia Romagna ed il Piemonte.

    Qui il programam completo della manifestazione.

    La manifestazione è a ingresso libero, gli orari sono dalle 10 alle 19. Le location sono piazza Libertà, Palazzo Franzoni (Comune di Lavagna), Casa Carbone, Sala Rocca, Auditorium Campodonico – Via Cavour, Porticato Brignardello.