Autore: Gabriele Serpe

  • Maggio dei Parchi 2012, gli eventi in programma in provincia di Genova

    Maggio dei Parchi 2012, gli eventi in programma in provincia di Genova

    Il mese di maggio è il periodo migliore per far visita alle aree protette liguri, sia quelle rurali, che godono in questo periodo di un clima particolarmente mite e stabile, sia quelle costiere, non ancora congestionate da flussi turistici di punta. Dal 25 aprile al 10 giugno è in programma il Maggio dei Parchi, un ricco menù di eventi, escursioni guidate e visite ai musei condite da tanto colore verde… Una possibilità in più per scoprire e apprezzare il ricco patrimonio ambientale della nostra regione.

    Escursioni guidate per osservare da vicino la fauna selvatica, trekking e passeggiate, immersioni nelle aree marine protette ma anche eventi culturali come mostre e concerti. Non manca la possibilità di praticare sport da abbinare, perché no, alla cucina con degustazioni dei prodotti tipici di aziende agrituristiche e rifugi, ma anche trattorie e locande.

    Ecco tutto gli appuntamenti in provincia di Genova:

    AREE PROTETTE

    Parco Antola – Rifugio Parco Antola – Propata (Ge)
    Apertura stagionale – tutti i giorni

    Parco Antola – Castello della Pietra – Vobbia (Ge)
    Apertura stagionale – tutte le domeniche e i giorni festivi

    Giardino Botanico  Pratorondanino – Provincia di Genova – GLAO – Pratorondanino – Masone (Ge)
    Visita guidata al Giardino Botanico Montano con laboratori ludico-didattici pomeridiani

    Mercoledì 25 Aprile e Martedì 1 Maggio
    Parco delle Mura – Genova-Righi

    Mercoledì 25 Aprile e Martedì 1 Maggio
    Parco delle Mura – Genova Righi Apertura diurna Osservatorio astronomico del Righi

    Parco Antola – Casa del Romano – Fascia (Ge)
    Apertura diurna Osservatorio Astronomico 27, 28, 29 Aprile

    Sabato 28 Aprile
    Parco Portofino – Camogli (Ge)
    Escursione di Nordic Walking da San Fruttuoso a Santa Margherita Ligure

    Parco Beigua  – Stazione FS – Cogoleto (Ge)
    Escursione sul Lungomare Europa con esperto geologo e presentazione libro “Rocce della Liguria”

    Martedì 1° Maggio
    Alta Via dei Monti Liguri – Sentiero botanico di Ciaé – S. Olcese – Festa ruspante sostenibile di Ciaé
    tel/fax sede: 010.709.23.86 / e-mail: guardiaantincendi@guardiaantincendi.it

    2, 9, 12, 16, 23, 26, 30 Maggio
    Giardino Botanico Pratorondanino – Pratorondanino – Masone (Ge)
    Visita guidata al Giardino Botanico Montano

    Venerdì 4 Maggio
    Parco Alpi Liguri – Rezzo (Ge) – Suggestioni notturne nel Parco: il Passo della Mezzaluna e il Bosco di Rezzo

    Domenica 6 Maggio
    Parco Beigua – Località Curlo – Arenzano (Ge) – Escursione Arenzano – Passo della Gava

    Parco  Antola  – Minceto – Vobbia (Ge) – Assaggi di biodiversità tra le rocce

    Parco Aveto  – Centro Visite del Parco – Rezzoaglio (Ge) – Funghi di primavera – Mostra micologica

    Sabato 12 Maggio
    Parco Portofino – Nozarego – S. Margherita Ligure (Ge) – L’avifauna dei boschi e coltivi

    Domenica 13 Maggio
    Parco Portofino – San Rocco – Camogli (Ge) – La Via dei Tubi

    Parco Aveto – Rifugio M. Aiona – Borzonasca (Ge) – Gli animali del Parco: sulle tracce del lupo

    Venerdì 18 Maggio
    Parco delle Mura – Genova-Righi – Visita guidata al Parco e laboratorio ludico-didattico

    Domenica 20 Maggio
    Parco delle Mura – Genova-Righi – A piedi nel Parco (chiusura Via Peralto e altre attività)

    Parco Antola  – Fontanarossa – Gorreto (Ge) – Tempo di narcisi

    Giovedì 24 Maggio
    Parco Aveto – Centro Visite del Parco- Rezzoaglio (Ge)
    Inaugurazione “Museo del bosco” (Robinwood plus)

    Sabato 26 Maggio
    Parco Antola – Fascia (Ge)
    Tempo di narcisi

    Parco Beigua  – Arenzano (Ge)
    Escursione guidata con il CAI – Savona

    Domenica 27 Maggio
    Alta Via dei Monti Liguri – Ventarola, Rezzoaglio (Ge) – Giornata dei sentieri – Anello del Ramaceto

    Parco Antola – Santuario N.S. della Bastia – Busalla (Ge) – 25° Giornata Nazionale dell’Escursionismo

    Parco Beigua – Chiesa Romitorio – Masone (Ge) –
    Escursione naturalistica guidata alla scoperta del Giardino Botanico di Pratorondanino

    Parco Portofino – San Rocco di Camogli (Ge) – La fauna minore del Parco di Portofino

    Giardino Botanico Pratorondanino: Pratorondanino – Masone (Ge)
    Mostra-mercato di orchidee tropicali

    Sabato 2 Giugno
    Parco  Antola – Casa del Romano – Fascia
    Apertura serale Osservatorio Astronomico

    Sabato 2 e Domenica 3 Giugno
    Giardino Botanico Pratorondanino: Pratorondanino – Masone (Ge)
    Visita guidata al Giardino Botanico Montano

    Domenica 3 Giugno
    Parco Beigua – Campo Sportivo – Loc. Gargassino – Rossiglione (Ge)
    Escursione della Valle Gargassa con esperto geologo

    Sabato 9 e Domenica 10 Giugno
    Parco Beigua – Partenza da Acqui Terme ed arrivo al Rifugio Prariondo – Prariondo – Cogoleto (Ge)
    Gran Tour 2012 dalla Bioregione del Ticino al Mare manifestazione in mountain bike

    Domenica 10 giugno
    Parco Antola – Chiappa – Valbrevenna (Ge)
    Escursione da Chiappa al M. Antola

    ALTRE INIZIATIVE

    Domenica 10 Giugno
    Parco delle Mura – Righi – Genova
    RigAntoCa (Righi-Antola-CAprile)- Marcia non competitiva in montagna di 43 km

    Parco Beigua – Loc. Prato Liseu – Arenzano (Ge)
    Concerto di primavera del CAI

     

    Per il calendario completo delle iniziative (anche nelle provincie di La Spezia, Imperia e Savona) e informazioni visitare il sito www.turismoinliguria.it 

    Foto di Diego Arbore

     

     

    
    
  • Storia di Genova: alla scoperta del forte San Giorgio

    Storia di Genova: alla scoperta del forte San Giorgio

    Il Forte San Giorgio di Genova

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Passi e ripassi per via Ugo Bassi senza vederlo perché si nasconde diedro gli edifici di una città che gli è cresciuta attorno, assediandolo col suo abbraccio di pietra, ma se si imbocca la stradina laterale che si trova nel tornante, appena passata la chiesa di S. Tommaso nel quartiere di Oregina, ecco apparire un imponente cancello, l’entrata di forte san Giorgio.

    Non è possibile andare oltre: se si supera quella parete di ferro, che si apre lentamente solo dopo aver dichiarato le proprie generalità e sotto lo sguardo vigile di austere telecamere, il marinaio di guardia, affiancato da un carabiniere in divisa, vi invita a tornare sui vostri passi: siamo in zona militare, perché qui è ubicato, attualmente, l’Istituto idrografico della Marina Militare Italiana.

    Questa roccaforte nasce sulle macerie di uno dei 19 bastioni, inglobati nelle mura cinquecentesche di Genova , posizionato sull’erta costa di S.Ugo, alle spalle del porto,  che in seguito ad una sollevazione popolare, fu parzialmente distrutto e dato alle fiamme, nel 1848. Dopo alcun anni venne decisa la realizzazione della nuova fortezza col compito di difendere il sottostante Arsenale Militare, edificato, a sua volta, sull’antico complesso monasteriale di Santo Spirito.

    Il contributo del genio sardo, coniugato ad una maggiore disponibilità di mezzi, fu fondamentale nell’architettura della nuova costruzione: all’uso della pietra locale venne aggiunto, infatti, l’impiego dei mattoni il che rese possibile la realizzazione di una struttura dinamica costituita da ampi spazi, connessi fra loro da gallerie o ampie rampe,  per uno spostamento veloce in senso verticale od orizzontale, lungo le quali si aprono improvvisi ballatoi o passaggi per un perfetto collegamento tra i vari reparti organizzativi. Il compito iniziale dell’edificio fu quello di scongiurare eventuali sommosse dovute all’insofferenza  verso la nuova dominazione sabauda, come si evince da alcuni elenchi  sugli armamenti dell’epoca nei quali si legge che  nei due forti cittadini, quello di S. Giorgio e di Castelletto, era prevista una potenza di fuoco di 23 cannoni di grosso calibro, 8 mortai e 28 cannoncini.

    Successivamente, fu presa in considerazione l’ipotesi di un utilizzo come polveriera che, allora, era ubicata nell’area del Lagaccio, dove attualmente si trova l’ex-caserma Gavoglio. Infine si risolse di adibirla ad Osservatorio Astronomico, funzione ricordata anche dal toponimo della via di accesso, “passo all’Osservatorio“, e alla produzione di  cartografia nautica. Nacque, così, l’Istituto Idrografico, Ente deputato all’elaborazione di tutte le carte per la navigazione del Mediterraneo dal meridiano 8, che passa al largo della costa sarda di ponente fino al  meridiano 22 che taglia il Peloponneso tra capo Gallo e capo Matapan.

    E’ indubbio che la cartografia genovese abbia tradizioni antichissime che chiama in causa la Corona Lusitana del ‘400 la quale commissionava ad abili disegnatori liguri tale compito, accecandoli a lavoro terminato perché non svelassero i segreti militari ivi contenuti. Certamente, le carte medievali non raggiungevano la  perfezione che si ottiene oggi grazie all’alta tecnologia, ma erano banalmente dei “ferri” del mestiere, ricavati da semplice schizzi, inviati a Genova per l’elaborazione, da naviganti che percorrevano un tratto di costa e ne disegnavano il profilo (non vi erano ancora macchine fotografiche). A questo primo abbozzo si inserivano, via via, dati aggiuntivi  riportati da altri viaggiatori fino a diventare delle vere “enciclopedie” indispensabili a chi andava per mare.

    Quanto a segretezza… i genovesi, abili commercianti, furono pronti ad improntare un florido commercio internazionale senza troppo interessarsi  delle coste nazionali. Fu, infatti, Nelson il primo a richiedere una carta  dei litoranei siciliani così quando, nel 1872, l’Idrografico iniziò la sua attività, affidato alla direzione di G. B. Magnaghi, Ammiraglio della Regia Marina, la cartografia italiana era praticamente inesistente e si dovette incominciare col mettere in essere un vero osservatorio  astronomico, un opificio per le incisioni su rame, un apparato per la stampa calcografica e solo, tra il 1877 e il 1878, si fu in grado di approntare navi corredate da strumenti per le rilevazioni dei dati idrografici. I primi versanti  ad essere interessati furono quelli del Tirreno, dalla costa francese fino a quella calabra ed alcuni tratti dell’Adriatico, ad esempio, la costa veneta. Per la Sicilia si dovette aspettare il 1908, dopo il terribile terremoto di Messina e nell’intervallo 1912-1914 si incominciò a scandagliare il Mar Rosso. Nel periodo fascista l’attenzione fu portata verso i litorali delle colonie e delle nazioni prossimali come quelli dell’Eritrea, della Somalia, della Cirenaica, della Tripolitania, dell’Albania, delle isole Greche e quelle lontanissime del Polo Nord dopo la tragica spedizione del “dirigibile Italia” (1928).

    Durante l’ultima guerra l’Istituto Idrografico lasciò la sua sede genovese per Montecatini e, poi, per Baveno (Lago Maggiore), tornando, definitivamente, nella nostra città solo nel 1947. Storia nella storia si potrebbe dire, la stessa che si può toccare con mano salendo lungo l’acciottolato carrabile fino ai piedi di  uno squadrato edificio rosso, emergente dalle antiche muraglie, dove, ai lati di un imponente porticato fanno da guardia due minacciosi cannoni. Poco più in là, vicino all’asta della bandiera i simboli della marineria, due nere ancore che ci ricordano il legame col mare. Una lunga , larga scalea, incuneandosi nel cuore dell’edificio, s’inerpica verso l’alto, impreziosita da una riproduzione dell’antico porto di Genova e da un bassorilievo di Gelio Repetto, raffigurante S. Giorgio nell’atto di uccidere il drago.

    Non manca la biblioteca in cui sono raccolti volumi di pregio alcuni dei quali risalenti ai primi dell’ottocento, oltre a più di 2000 carte calcografiche pubblicate tra il 1600 e gli inizi del novecento. Continuando la salita, si riemerge all’esterno in una “piazzetta” circondata dal corpo del fabbricato e da cui si accede ai locali dove ferve l’attività di tecnici qualificati che hanno il compito di “tradurre” i dati, raccolti dalle navi idrografiche, in carte nautiche.

    Dalle ampie vetrate, la vista si estende sul porto per spingersi lontano fino alla Torre della Specola da cui partiva, alla fine dell’ottocento lo “sparo del cannone di mezzogiorno“. A quei tempi, infatti, l’Idrografico provvedeva a segnalare l’ora esatta alle navi del porto e alla città, attraverso cronometri distribuiti in punti strategici e, nel contempo, avviava un congegno elettrico che azionava il cannone posto in un casotto vicino alla torre.

     

    Adriana Morando

  • Piano del Verde, Comune di Genova: le linee strategiche del progetto

    Piano del Verde, Comune di Genova: le linee strategiche del progetto

    Il Comune di Genova ha approvato il Piano del Verde, un documento che contiene linee strategiche, buone pratiche, indicazioni per la progettazione e regole per la manutenzione del verde, realizzato a quasi due anni di distanza dal “Regolamento del Verde”  (in vigore dal 22 novembre 2010) per la salvaguardia e la gestione del patrimonio botanico cittadino, sia dal punto di vista ambientale/paesaggistico che per quanto riguarda il suo rapporto con la spazio urbano.

    Si tratta di un percorso fortemente voluto dall’assessore Giuseppina Montanari, in linea con quanto emerse nel 2007 dal vertice di Potsdam in Germania, quando i ministri dell’Ambiente delle principali economie mondiali concordarono sulla necessità di promuovere uno studio per mettere a confronto i costi della perdita di biodiversità con quelli di misure conservative efficaci. Su iniziativa della Commissione Europea, le pubblicazioni del 2008 calcolarono la perdita annuale dei servizi ecosistemici in 50 miliardi di euro e da qui si comprese la necessità di creare un vero e proprio mercato intorno a questo genere di servizi.

    Il Piano del Verde del Comune di Genova, redatto da tecnici e rappresentanti del Comune (a titolo gratuito, senza gettone di presenza) e con la collaborazione del PN Studio, vuole considerare il verde una ricchezza anche sul piano economico proprio perché in grado di elargire servizi ecosistemici, ovvero “forniti dall’ecosistema”. Può aiutarci a comprendere meglio questo concetto il Millenium Ecosystem Assessment che descrive quattro categorie di servizi ecosistemici: approvvigionamento (ad esempio produzione di cibo, acqua potabile, materiali o combustibile), supporto alla vita (ciclo dei nutrienti, produzione primaria), regolazione del climavalori culturali.

    L’intento del Comune è quello di proporre una strategia di azioni per ottimizzare la manutenzione (ad esempio norme dettagliate per gli interventi di potatura o recisione radici) e favorire la  prevenzione, ottenendo così vantaggi economici in termini di danni e spese, regole da applicare anche ai progetti per la realizzazione di nuove aree verdi che imporranno tutti gli accorgimenti tecnici per “fornire quanti più servizi ecosistemici, ridurre il carico manutentivo e ben raccordarsi con la rete ecologica regionale”. Il piano consente, ad esempio, la messa a dimora solo di specie autoctone al fine di migliorare e conservare la biodiversità naturale, impone una distanza minima tra alberi e strutture urbane fornendo i criteri per stabilire un “raggio di rispetto” per ogni albero in base alle sue dimensioni. Sono stati inoltre censiti tutti gli alberi di pregio da salvaguardare nel territorio comunale.

    Il Piano rimanda ad ulteriori integrazioni e approfondimenti tematici, tra cui la gestione dei parchi storici, gli obiettivi temporali e le normative di qualità progettuale.

    Genova attualmente può contare su oltre 2 milioni e mezzo di metri quadri di verde pubblico e parchi urbani, 30 milioni di metri quadri di verde forestale, 30 km di viali alberati e 32 parchi storici.

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Villa Doria e Durazzo Pallavicini a Pegli: il sogno si chiama giardino botanico

    Villa Doria e Durazzo Pallavicini a Pegli: il sogno si chiama giardino botanico

    Il Centro Culturale La Maona con il patrocinio del Comune di Genova – Municipio VII, organizza (domani, sabato 21 aprile ore 15,30 in viale Pallavicini 5 a Pegli) un incontro per la costituzione di un comitato promotore finalizzato alla realizzazione a Villa Durazzo Pallavicini e a Villa Doria di un  giardino botanico di livello internazionale.

    Parteciperanno, oltre a tecnici e interessati, il sindaco Marta Vincenzi e il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente.

    Da ormai diverso tempo “La Maona” si batte per portare avanti questa iniziativa. «Genova ha trascurato il settore florovivaistico – si legge in una nota diffusa dal Centro Culturale – pur potendo contare nel ponente sulla Villa Duchessa di Galliera a Voltri, sulle Ville Doria e Durazzo Pallavicini a Pegli, nel centro città sull’orto botanico dell’Università di Genova, sul parco di Villa Gruber e su Villetta Di Negro, nel levante sui parchi di Nervi ed in particolare sul roseto creato non più di trentanni fa nella Villa Grimaldi».

    I volontari hanno più volte motivato la scelta del quartiere di Pegli per proporre la realizzazione di un giardino botanico sottolineando l’elevata qualità ambientale e climatica della zona, la presenza di due ville sei-settecentesche di straordinario valore architettonico ed ambientale finora malamente gestite e l’antica tradizione conseguente alla decisione della marchesa Clelia Durazzo Pallavicini di dare vita nel Settecento ad un orto botanico considerato tra i più belli ed interessanti in Europa, tanto da essere inserito tra le tappe dei gran tour che fin dal primo Ottocento i turisti più raffinati facevano lungo la penisola italiana.

    Poiché nel ponente genovese non esiste a tutt’oggi un’attrazione turistica di peso, la creazione di un giardino botanico valorizzerebbe Villa Doria e Villa Durazzo Pallavicini con i relativi parchi, ponendosi come punto di riferimento per il turismo ponentino.

    «Per finanziare questa iniziativa – continua la nota – occorre predisporre nel bilancio del Comune e della Regione delle voci di spesa nel comparto degli investimenti, ma, viste le ristrettezze finanziarie di tutti gli enti pubblici, La Maona propone anche la mobilizzazione dell’area retrostante l’Albergo dei Poveri (Valletta Carbonara n.d.r.) oggi nella disponibilità del Comune, per la quale il nuovo PUC ha predisposto delle funzioni degne di essere valorizzate. Infatti nell’area suddetta sarà possibile realizzare non solo un parco urbano e delle attrezzature sportive destinate agli studenti universitari e ai giovani della zona, ma anche numerosi parcheggi residenziali che garantirebbero la creazione di un volano finanziario in grado di sostenere i costi della la realizzazione del giardino botanico di Pegli.»

    Il Comune di Genova, intanto, ha già predisposto una delibera che contiene alcune linee guida per lanciare una gara finalizzata ad individuare un soggetto che garantisca la manutenzione ordinaria e straordinaria della villa Doria.

  • Elezioni Amministrative: sconti per i viaggi su aerei, treni e navi

    Elezioni Amministrative: sconti per i viaggi su aerei, treni e navi

    Ferrovia di NerviIn vista delle elezioni ecco le principali condizioni relative alle agevolazioni di viaggio che saranno applicate a favore degli elettori che si recheranno a votare presso il comune di Genova.

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI CON IL MEZZO AEREO
    La legge prevede una agevolazione di viaggio nella misura del 40% per l’acquisto di un biglietto aereo di andata alla sede elettorale di iscrizione e ritorno, solo per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40.00 euro per il viaggio di andata e ritorno.

    Tale agevolazione, però, sarà valida solo per i voli Alitalia e Air One per le classi di prenotazione Y, B, M, H, K, V, T, N, S, Q, X. Sono escluse le tratte in continuità territoriale, le tariffe promozionali e le tratte in code share con altri Vettori (inclusa Air One Smart Carrier).

    Si ricorda che l’elettore dovrà presentare al check-in e/o all’imbarco la tessera elettorale o in mancanza di essa, per il solo viaggio di andata, una dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e’ 48 del T.U. n. 445/2000; al ritorno l’elettore dovrà comunque esibire la tessera elettorale recante la data di votazione. I documenti di viaggio hanno un periodo di validità di sette giorni antecedenti la data delle elezioni e sino a sette giorni successivi. Per ulteriori informazioni si può contattare direttamente Alitalia.

     

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI FERROVIARI
    Le agevolazioni di Trenitalia sono consultabili sul sito www.trenitalia.com>Area Clienti>Condizioni di trasporto>Elettori.

    In breve, per gli elettori residenti in Italia vengono rilasciati biglietti ferroviari nominativi di seconda classe, di andata e ritorno, con l’applicazione della riduzione del 60% sulle tariffe regionali n. 39 e regionali con applicazione sovrareglonale (39/AS) e del 70% sul prezzo Base previsto per tutti gli altri treni del servizio nazionale (Alta Velocità Frecclarossa e Frecciargento, Frecciabianca, Eurostar Italia, Intercity, Interclty notte ed Espressi) e per il servizio cuccette.
    L’agevolazione non è valida in prima classe, nel livelli di servizio Executlve, Business e Premium, nel servizi vagone letto e nelle vetture Excelsior.

    Lo sconto non è cumulabile con altre riduzioni e/o promozioni, ad eccezione delle agevolazioni previste a favore dei ciechi, mutilati ed invalidi di guerra o per servizio e dei possessori di Carta Blu, che mantengono comunque il diritto all’agevolazione del viaggio per l’accompagnatore. I biglietti con le riduzioni di cui sopra sono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento d’identità. Unicamente per il viaggio di andata, è ammessa l’autocertificazione, che deve essere presentata esclusivamente al personale di biglietteria, ma per il viaggio di ritorno, in ogni caso, è necessaria anche la timbratura apposta dal seggio elettorale sulla tessera elettorale. Il periodo di utilizzazione dei biglietti è di venti giorni. Il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 28 aprile 2012 e quello di ritorno oltre il 17 maggio 2012. In caso di ballottaggio il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 12 maggio 2012 e quello di ritorno oltre il 31 maggio 2012.

    Per gli elettori residenti all’estero  nei treni Italia -Svizzera ed Italia -Austria è prevista l’emissione di un biglietto a tariffa Italian Elector (viaggi internazionali da/per l’Italia) con riduzione sul percorso Trenitalia del 70% sulla tariffa AdultJStandard. Sui treni delle Società Elipsos (Spagna-Italia) e Trans Veolia Transdev (Italia-Francia) non viene riconosciuta la predetta agevolazione. Per i treni Germania Notte (treni diretti notturni che collegano Germania e Italia), nel caso di acquisto presso stazioni ed agenzie delle Ferrovie tedesche, viene rilasciato per il percorso estero un biglietto a data aperta e senza sconto elettori, mentre per il percorso italiano viene emesso dal personale di bordo Trenitalia, su presentazione dei documenti elettorali, un biglietto di andata e ritorno con applicazione delle condizioni previste per i viaggi in servizio interno.

     

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI VIA MARE
    Le agevolazioni sono applicabili solo su navi del gruppo Tirrenia (Tirrenia, Caremar, Siremar, Toremar e Saremar) e prevedono una riduzione del 60% sulla “tariffa ordinaria”. L’agevolazione, che si applica in prima e seconda classe (poltrone, cabine, passaggio ponte), ha un periodo complessivo di validità di venti giorni e viene accordata dietro presentazione della documentazione elettorale e di un documento di riconoscimento. Nel viaggio di ritorno dovrà essere esibita la tessera elettorale, recante il timbro della sezione.

     

    AGEVOLAZIONI AUTOSTRADALI
    L’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AIS.CAT.) ha comunicato l’adesione delle Concessionarie autostradali alla richiesta di gratuità del pedaggio, sia all’andata che al ritorno, per i soli elettori italiani residenti all’estero, che verrà accordata secondo le consuete modalità, su tutta la rete nazionale, con esclusione delle autostrade controllate con sistema di esenzione di tipo “aperto”, sia per il viaggio di raggiungimento del seggio sia per quello di ritorno.

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Tirrenia: l’Europa blocca la privatizzazione, tutto da rifare?

    Tirrenia: l’Europa blocca la privatizzazione, tutto da rifare?

    Una Nave Tirrenia a GenovaQuella che il ministro Passera agli albori di marzo definiva una «sensazione forte» oggi, come sappiamo, è diventata realtà: la Commissione Europea  ha respinto le procedure per la privatizzazione di Tirrenia, la compagnia di navigazione statale commissariata nel 2008. Nella stessa occasione il ministro disse anche che in caso di bocciatura ci saremmo trovati ad affrontare un «bel problema». A distanza di un mese eccoci qua, il bel problema è servito.

    La lettera con cui l’Antitrust UE ha respinto l’iter di privatizzazione del colosso statale è stata recapitata al Ministero il 15 marzo scorso con la motivazione di un rischio monopolio dei mari tra continente e Sardegna, motivazione più che sensata se si considera che gli armatori presenti nella cordata Cin (Compagnia italiana di navigazione) che vinse un anno fa la gara d’appalto sono: Marinvest (che fa capo al gruppo dell’armatore Gianluigi Aponte e controlla Grandi navi veloci e Snav), Grimaldi Group (che fa capo a Manuel Grimaldi) e Moby (guidata da Vincenzo Onorato).

    Dopo l’immediata dipartita del gruppo di Aponte, in questi giorni ha abbandonato la nave anche il gruppo Grimaldi, in parole povere, per l’Alitalia del mare è tutto da rifare. Sciolta la Cin Vincenzo Onorato di Moby dovrebbe restare in sella, rientrerà in campo attraverso la Onorato Partecipazioni srl e tra i nuovi soci ci saranno il fondo di private equity Vsl Palladio Finanziaria (che si occupa di shipping e logistica) e il fondo Versi. In attesa di entrare nella cordata anche la società di navigazione spagnola Balearia e il gruppo Tomasos, oltre alla Regione Sardegna sin dal principio molto attenta all’evolversi della situazione.

    «La procedura avviata dall’Antitrust della Ue – ha commentato oggi Maruska Piredda, consigliere Idv della Regione Liguria – ha giudicato irregolare la gara di assegnazione e ha stabilito la restituzione di 496 milioni di aiuti di Stato da parte dei nuovi proprietari. Questo ha spinto Gianluigi Aponte e gli armatori Grimaldi a uscire dalla partita. A oggi della cordata Cin rimane solo Vincenzo Onorato, della Moby Lines, che detiene il 40% della nuova società. Il resto del pacchetto azionario dovrebbe essere suddiviso tra fondi di investimento e non ancora definiti operatori del settore dello shipping».

    «Con l’uscita di due soci su tre dalla cordata– continua Piredda – aumentano le preoccupazioni sul futuro occupazionale degli oltre 500 lavoratori della sede di Genova, tra personale navigante, circa 450 persone, e i 58 amministrativi».

    Ora il quadro societario va ridisegnato in fretta, il termine della proroga del contratto del commissario straordinario Giancarlo D’Andrea scade il 21 giugno.  «Il timore – dice Piredda – è che venga attuata l’ipotesi dello “spezzatino” delle rotte, su cui già l’Ue si era espressa negativamente nei confronti di Cin».

  • Irene Lamponi e il suo Teatro Onirico Politico

    Irene Lamponi e il suo Teatro Onirico Politico

    Irene Lamponi«Le persone, troppo semplicisticamente, pensano che la sola connessione tra la parola “politica” e la nostra realtà siano i partiti e la classe politica. Certamente e purtroppo questi ne fanno parte, ma la politica, per me, non si esaurisce con le promesse dei nuovi sindaci e i cartelloni elettorali, la politica è parlare della realtà, della verità e di come la gente vive facendo in modo che quello che adesso non le piace non succeda più». Irene Lamponi, attrice, veneziana di nascita e di formazione, vive a Genova dove presenta il suo Teatro Onirico Politico, un progetto teatrale interessante a partire dal titolo…

    Teatro Onirico Politico: di che cosa si tratta?
    L’idea di avviare questo progetto parte dalla necessità di unire due ambiti che spesso sono pensati come distanti e non si contaminano tra loro. Per me il sogno e la politica sono due fattori importantissimi della vita, perché essi stessi permeano la vita di ognuno di noi quotidianamente. Tutto è politico e tutto è sognabile. Il teatro, che per me è il mezzo con cui parlo alle persone, deve poter unire questi due fattori raccontando fatti strettamente legati alla nostra vita politica e sociale attraverso un mondo delicato che fa parte del meraviglioso. Il teatro Onirico Politico vuole scardinare l’idea che parlare di politica e cronaca dei nostri giorni in teatro voglia dire fare solamente teatro di narrazione slegato da un teatro di regia. Credo sia interessante riunire in una sola creazione la forza del messaggio politico a quella dell’incanto e del gioco.

    Il titolo sul tuo sito recita “Un Teatro Onirico Politico per non perdere la tenerezza”. Cosa significa?
    Per me significa poter parlare di cose importanti, come giustizia, corruzione, movimenti degli indignati, razzismo e molti altri temi generalmente crudi, ma attraverso lo sguardo di un bambino. I bambini non sono assolutamente buoni, ma riescono a meravigliarsi. Sono in grado di capire perfettamente la realtà senza lasciare da parte il sogno. “Un Teatro Onirico Politico per non perdere la tenerezza” significa appunto questo.

    Il tuo progetto si svolge nell’ambito dell’attività della Compagnia Altroquando, associazione nata per divulgare spettacoli ideati da giovani che non trovano spazio altrove e che non hanno enti di riferimento. La mancanza di punti di riferimento o comunque il disinteresse degli enti istituzionali possono far perdere occasioni e talenti. Pensi che stia succedendo questo? Quanto pesa questa lacuna a cui in qualche modo cercate di sopperire?
    Il disinteresse delle istituzioni verso i nuovi talenti, giovani che non solo fanno teatro ma che vogliono dedicarsi all’arte e alla cultura, è disgustoso. Gli appoggi ai giovani mancano a mio avviso quasi completamente. Solo il fatto che in Italia la parola “giovane” si usi per attori e registi quarantenni è imbarazzante. Ovviamente questo stato di cose pesa tantissimo sulle realtà indipendenti che lavorano a livello professionale ma non hanno nessun tipo di aiuto. Io penso che realtà come quella del Teatro Valle a Roma, o del Teatro Coppola a Catania, oppure la novità di oggi del Teatro Garibaldi a Palermo e di molti altri posti che in tutta Italia sono stati occupati da giovani che richiedono il diritto alla cultura, sia un segno che parla da solo.

    Quali sono le difficoltà quotidiane del fare teatro?
    Per quanto riguarda me, io ho scelto di intraprendere un percorso indipendente, creando lavori che portino la mia firma. Intraprendere un percorso così non comprende solo un lavoro attoriale, ma anche un lavoro sulla regia e sulla scrittura e sulla promozione di me stessa, e quindi è molto impegnativo. Ci sono difficoltà economiche, difficoltà di gestione del lavoro che devo saper organizzare senza l’appoggio di una produzione o di un teatro. La mia è una scommessa che sono sicura di poter portare avanti.

    Credi che il teatro possa continuare a essere un mezzo adatto a parlare alle persone?
    Penso che il teatro, come tutto il resto, sia cambiato e che a volte non sia per niente lento, ma sia invece un bello schiaffo in faccia, soprattutto il teatro fatto da compagnie e artisti emergenti. Il teatro continuerà a parlare alle persone se saprà rinnovarsi e spero che questo continui ad accadere.

     

    Claudia Baghino

  • Storia di Genova: Quinto al Mare

    Storia di Genova: Quinto al Mare

    Quinto, Genova

     La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Il quartiere di Quinto al Mare (poco più di 8.000 abitanti) come lo vediamo e conosciamo oggi, prese forma a partire dagli anni 50 del secolo scorso, quando venne avviata una massiccia espansione edilizia terminata nel decennio successivo con la costruzione di Corso Europa a monte dell’Antica via Romana e della napoleonica Aurelia a mare.

    Come accaduto per i quartieri di Quarto dei Mille e Sestri Ponente, Quinto deve il nome alla collocazione sulla Via Aurelia antica di epoca romana (ad Quintus Milium – quinto miglio dalla città di Genova). La via romana attraversava Genova perpendicolarmente al torrente Bisagno e al torrente Sturla (i ponti di S.Agata in Borgo Incrociati e quello detto appunto “romano” di via delle Casette a Sturla ne sono testimonianza), era l’asse di accesso alla città da Levante lungo i borghi di Nervi, Quinto, Quarto e Sturla. A prova della sua importanza, in molti testi medievali veniva indicata con l’appellativo di Strada. L’attuale Via Antica Romana di Quinto conserva tratti di quell’antichissimo asse di vitale importanza per il commercio e le comunicazioni.

    Gran parte della storia di Quinto al Mare si concentra fra codesta strada e il mare. Eh già, il mare… Scontato evidenziare quanto la presenza del mare abbia segnato la vita di questa terra e delle genti che nella storia l’hanno abitata. Testi storici evidenziano la tradizione marinara di Quinto in più di un’occasione; sin dal Medioevo il borgo fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei saraceni provenienti dal nord africa e dalle tante imbarcazioni di pirati che riuscivano più facilmente a raggiungere le coste dei borghi limitrofi, piuttosto che tentare di penetrare nel porto di Genova. Per questo motivo venne eretta un’imponente fortezza a difesa delle abitazioni, che rimase in piedi sino ai bombardamenti inglesi del 18esimo secolo. Ulteriore conferma della tradizione di questa terra, negli anni in cui la flotta della Repubblica di Genova era fra le più potenti ed attrezzate del mondo, la quasi totalità degli abitanti maschi del borgo erano arruolati sulle navi genovesi.

    Inoltre, secondo l’ipotesi di alcuni storici, fu proprio Quinto a dare i natali a Cristoforo Colombo; il navigatore genovese sarebbe nato in una villa nella zona a monte dell’attuale corso Europa, in località Terra Rossa, alle pendici del monte Moro, in cui avrebbero abitato i familiari. Si sa, pero’, quante tesi e ipotesi ci siano su questo tema, il più delle volte contraddittorie. Colombo è rappresentato in un affresco nella chiesa di San Pietro situata sulla via Antica Romana.

    Durante il periodo napoleonico il borgo conobbe le prima trasformazione in seguito ai lavori per l’apertura dell’Aurelia a mare (oggi SS1). Nei primi decenni del novecento era diventato sede di due importanti opifici, oltre che di un grande molino granario, e di diversi frantoi per la produzione dell’olio. E quando nel 1926 fu annesso alla Grande Genova, l’economia agricola del borgo aveva appena conosciuto la spinta dello sviluppo “industriale”, con il conseguente aumento della popolazione e la costruzione di nuove abitazioni.

    Tutto ciò rese insufficiente lo scalo della stazione imponendo il suo ampliamento mediante lo spostamento a monte della linea ferroviaria. (A ricordo della vecchia sede ferroviaria resta solo una galleria all’inizio di via Gianelli oggi adibita ad autofficina…)

    Foto e video di Daniele Orlandi

    QuintoQuinto

  • Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    BolzanoSi è mai visto un negozio nel centro città, aperto e in piena attività, che in vetrina non ha nulla da vendere? Un negozio dove non serve il denaro per “comprare”? A Bolzano hanno avuto un’idea niente male, il primo negozio che scambia e regala senza vendere nulla…  Sabato scorso ha infatti inaugurato “Passamano“, dove nessun oggetto in esposizione richiede un pagamento in denaro per essere portato a casa e chiunque può mettere a disposizione qualcosa di proprio che non utilizza più. Nessuna banconota, salvo la possibilità di lasciare offerte volontarie per il pagamento delle spese della struttura (affitto e bollette).

    “Passamano” è gestito da volontari, nessuno di loro riceve compenso. L’idea nasce dal movimento internazionale “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins che si pone come obiettivo finale quello di proporre soluzioni creative per rifiutare la logica della compravendita e proporre un’alternativa al consumismo e allo spreco.

    In un periodo difficile per l’economia occidentale, dove teorie come quelle della “decrescita serena” di Serge Latouche trovano sempre maggiori consensi fra economisti e intellettuali di tutto il mondo, l’iniziativa dei ragazzi di Bolzano si pone come esperimento interessante e provocatorio. I bolzanini più maligni commentano sul web “non durerà più di qualche mese”, eppure la notizia sta facendo il giro dell’Italia e attira curiosi e idealisti da ogni parte dello Stivale.

    Non si tratta di vero e proprio baratto, perché chi prende un oggetto da “Passamano” non è obbligato a cederne uno in cambio. Certo, se tutti prendono e nessuno porta, il gioco finisce subito… Per questo il destino dell’iniziativa è in mano alle persone, ai clienti, ai partecipanti in qualsiasi modo li si voglia chiamare.

    Oltre a porsi come punto di riferimento per lo scambio di oggetti a costo zero, il “non negozio” di Bolzano vuole essere anche un laboratorio condiviso con chiunque volesse dare il proprio contributo in termini di tempo, disponibilità e collaborazione. Per questo “Passamano” mette a disposizione una biblioteca con sala riunioni da 30 posti a sedere e proiettore per serate e incontri tematici. Obiettivo dichiarato, infatti, è quello di diventare vero e proprio info point su temi come consumo consapevole, riciclo e riutilizzo, eco villaggi, animalismo, cucina vegetariana e vegana, turismo responsabile e diritti umani… oltre, ovviamente, a fornire informazioni e approfondimenti sulla teoria economica della decrescita e sul movimento Transition Town.

     

    Aggiornamento, 15 giugno 2012: Il giocattolo sembra già mostrare qualche crepa, purtroppo. Riceviamo la nota di “Transition Bolzano“, il gruppo animatore del progetto “Passamano” comunica infatti di aver preso le distanze dall’attività svolta nel negozio di via Rovigo 22 in quel di Bolzano: «Noi ideatori e fondatori del progetto Passamano comunichiamo che le attività che si svolgono nel negozio messo a nostra disposizione in via Rovigo a Bolzano non rappresentano  più i principi dell’iniziativa originaria.  Il proprietario del negozio, infatti, ha spontaneamente cambiato le regole principali, prendendo il controllo esclusivo nella gestione del progetto e di fatto escludendo contemporaneamente gli altri fondatori e gran parte dei partecipanti. Il progetto nasce all’interno del gruppo informale “Transition Bolzano” con l’intenzione di portare avanti principi tesi alla creazione di una città più partecipativa, sostenibile e resistente alle crisi. […] Ora su alcuni oggetti scelti vengono concordate le offerte, riproponendo così schemi comuni di mercato che sono legati esclusivamente al denaro[…]»

     

  • Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    googleNella sezione “jobs” di Google è stato pubblicato un annuncio di lavoro che in poche ore ha già fatto il giro del mondo. Il colosso americano “padrone” del web cerca un disegnatore full time per la realizzazione dei “doodle” celebrativi che il mototre di ricerca dall’ormai lontano 1998 dedica ai grandi anniversari.

    Sono richiesti “senso dell’umorismo, amore per i fatti storici e capacità artistiche immaginative”, “un’esperienza professionale di almeno 4 anni” e, ovviamente, la disponibilità a trasferirsi a tempo pieno nella sede di Mountain View. “Avrete a disposizione la miglior piattaforma del mondo per mostrare le vostre abilità stilistiche, il senso dell’umorismo e l’amore per l’arte, la storia e l’immaginazione. Da Giulio Verne a Pacman, avrete le redini del nostro logo  in mano, e potrete spaziare liberamente…”

    Inizialmente il logo di Google, uno dei più famosi al mondo, veniva modificato dalla stessa azienda americana raramente e solo in occasione di eventi speciali (Natale, Olimpiadi ecc…). Poi le mutazioni sono diventate sempre più frequenti, sempre più sofisticate e sempre più multimediali corredate di animazioni e video. Solo lo scorso anno Google ha prodotto 260 loghi. Da qui la necessità di allargare il team di creativi.

  • La Provincia arriva al capolinea, oggi ultima seduta del Consiglio

    La Provincia arriva al capolinea, oggi ultima seduta del Consiglio

    Palazzo Doria SpinolaE’ giunta l’ora x. Da domani giovedì 19 aprile la Provincia di Genova, come organo politico, cessa di esistere. Si conclude il mandato di assessori, consiglieri e del presidente Alessandro Repetto.

    Rimagono invariate le competenze dell’Ente sul territorio e gli uffici restano attivi regolarmente, anche se il futuro dei dipendenti (circa 1200) al momento continua ad essere è incerto. Ovviamente nessuno perderà il posto di lavoro, si parla da tempo di un graduale passaggio sotto Regione e Comune, ma ad oggi nessuno di loro ha ricevuto notizie certe e la situazione è ancora poco chiara.

    Prima del definitivo scioglimento, oggi è prevista nel salone di Palazzo Doria Spinola l’ultima seduta del Consiglio provinciale eletto nel 2007. All’ordine del giorno le ultime tre pratiche da archiviare: Fondazione Muvita, Stazione Unica Appaltante e  Città Metropolitana.

    Per quanto riguarda l’istituzione del famoso Ente unico Comune e Provincia, l’assessore Agostino Barisione presenta al Consiglio un documento programmatico. Il cammino che potrebbe portare all’istituzione della Città Metropolitana di Genova, inutile dirlo, è lungo e ancora avvolto nella nebbia. I proclami di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto dello scorso settembe sono serviti a poco, rimane la legge dello Stato per il riordino delle autonomie locali fresca di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (8 giugno 1990!) e tante tante parole al vento. Molto dipenderà dalla linea che deciderà di intraprendere il nuovo sindaco di Genova anche se, come disse il presidente della Regione Claudio Burlando qualche mese fa, “…se non si è fatto nulla in tutti questi anni ci sarà pure un motivo”.

    La Fondazione Muvita, invece, è il centro di animazione scientifica della Provincia con sede ad Arenzano. Si tratta del primo centro in Italia interamente dedicato al rapporto tra uomo, energia e clima, propone percorsi didattici e laboratori per giovani e adulti alla scoperta della “macchina climatica”, delle varie fonti di energia, dei temi del risparmio e dell’efficienza energetica. Il Presidente Repetto propone l’allargamento della compagine sociale con conseguenti modifiche statutarie.

    L’ultima votazione del Consiglio riguarda la convenzione con la Prefettura di Genova, i comuni e gli enti del territorio per la gestione associata della stazione unica appaltante provinciale, l’ufficio provinciale che si occupa per conto dei piccoli comuni di contratti di appalto per lavori, forniture e servizi con lo scopo di “rafforzare la prevenzione contro le infiltrazioni criminali negli appalti pubblici”,  l’accordo è stato siglato il 6 febbraio scorso e il voto del Consiglio è una formalità.

     

     

  • Tasse più alte d’Europa, evasione fiscale da record: cercasi Robin Hood

    Tasse più alte d’Europa, evasione fiscale da record: cercasi Robin Hood

    Spese e debito pubblicoC’era una volta, in un paese lontano lontano, un sovrano che vessava il suo popolo mandando emissari a riscuotere oboli altissimi, affamando così la brava gente. Ma un bel giorno tornò dal mare un principe che, radunati un gruppo di valorosi aiutanti, si nascose nel fitto della foresta e da lì cominciò a prendere d’assalto gli emissari del re, rubando il loro denaro per restituirlo ai poveri.

    Ovviamente questa è la storia di Robin Hood, ma a ben vedere si tratta di una storia incredibilmente attuale. Ci sono governanti cattivi, tasse alte e un popolo in difficoltà: insomma, è l’Italia di oggi. Ecco, non è un caso se una delle storie più popolari e antiche della nostra cultura parla sostanzialmente di politica fiscale: la Storia dell’uomo occidentale, se vogliamo, è essenzialmente una storia di tasse. Il principe Giovanni di Robin Hood è lo stesso che nel 1215 concesse ai baroni inglesi la Magna Charta, che impediva al Re di imporre nuove tasse senza l’autorizzazione del Consiglio (la futura Camera dei Lord del Parlamento inglese). Ma anche la formazione del Sacro Romano Impero, la Riforma protestante, la Rivoluzione Francese e quella Americana furono tutti eventi in cui il problema della tassazione fu il primo motore del corso della Storia.

    Anche oggi in Italia il problema fiscale è centrale. Per anni, e soprattutto nel recente passato, lo abbiamo affrontato a modo nostro: cioè con il pragmatismo e la morale cattolica, che sono elementi fondanti della nostra cultura. Il cattolicesimo, infatti, imporrebbe una condotta di vita piuttosto dura, improntata al sacrificio e alla castità: e proprio per questo motivo si da per scontato che non possa essere perseguita con successo dalla maggior parte delle persone. Nella realtà, quindi, pochi riescono davvero a porgere l’altra guancia e a non desiderare la donna d’altri: e questi, di solito, sono quei santi che spiccano, per l’appunto, nel nostro popolo fatto anche di navigatori e poeti. Insomma, in Italia la regola è eccezionalità, mentre la costante trasgressione si condanna in pubblico, ma è normale pragmatismo in privato. Se le tasse sono alte, il problema non si affronta: si aggira.

    L’evasione fiscale ebbe la sua consacrazione e il suo sdoganamento ufficiale grazie all’ex-Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in una conferenza stampa del 17 febbraio 2004 dichiarò: «Se lo Stato mi chiede il 50 e passa per cento, sento che è una richiesta scorretta, e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato».

    Oggi i tempi sono cambiati. Monti ha dichiarato pubblicamente, e non senza una qualche nota polemica rivolta proprio alla “linea politica” del suo predecessore, che sono gli evasori a mettere le mani nelle tasche degli Italiani. La gente poco a poco sta prendendo consapevolezza della gravità del fenomeno (120 miliardi all’anno è il mancato introito per le casse pubbliche stimato dalla Corte dei Conti); l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli a tappeto; il super-computer “Serpico”, a quanto pare, comincerà ad incrociare i dati dei contribuenti per scovare situazioni sospette. Insomma, sembra che sia cominciata la battaglia per riportare il fenomeno dell’evasione, sul lungo periodo, a percentuali in linea con quelle degli altri paesi europei.

    Eppure il problema dell’elevata pressione fiscale resta. Oggi in Italia, a chi le tasse le paga, lo Stato prende 55 centesimi per ogni euro guadagnato: un valore che non ha eguali al mondo, andando a superare persino quello dei paesi scandinavi, che però offrono i migliori servizi pubblici che si conoscano.

    Da noi, al contrario, l’enorme percentuale di gettito fiscale alimenta una spesa pubblica folle, deprime i consumi, spaventa l’investitore straniero e strangola l’economia. Se ne rendono conto tutti, non solo il Berlusconi del 2004, il quale non avendo alcuna cultura politica, ma essendo dotato in abbondanza di una beata ingenuità e di una spiccata propensione ad aggirare le leggi, era entrato nell’argomento come un elefante in cristalleria, proponendo, da uomo di Stato, di soprassedere a piacimento alle regole dello Stato (cosa che, tra l’altro, lui faceva già da tempo).

    Ma il problema non può essere se pagare le tasse o evaderle: la legge va rispettata comunque. Ciò non toglie che dovremmo chiedere leggi che, per una norma di elementare buon senso, abbiano un senso e si possano effettivamente rispettare. Nel paragone tra l’Italia di oggi e la storia di Robin Hood c’è solo un fattore che manca: è Robin Hood stesso, vale a dire l’eroe. Ma quella è solo una leggenda. Nella realtà gli Inglesi fecero tutto da soli: cioè si ribellarono.

    E in altri momenti della Storia ci furono re che persero la testa. Oggi fortunatamente sono “in voga” metodi più civili; ma il principio, quello di lottare per poter sottostare a delle leggi giuste anche e soprattutto in materia fiscale, resta. Nel corso della Storia è qui che è maturato il grado di civiltà di un paese. Se riuscissimo a perdere l’abitudine di fare leggi per il gusto di aggirarle, grida manzoniane che suonano bene a rileggerle, ma che sono sempre disattese nella vita reale, saremmo costretti a imparare a fare quello che come collettività non abbiamo mai fatto: affrontare i problemi. Fedeli al detto “calati iuncu ca passa a china” (calati giunco che passa la piena), siamo bravissimi ad aggirare gli ostacoli. Ma prenderli di petto è un’altra cosa. E anche se molti non avranno la più pallida idea di come questo si possa fare, in realtà esiste già un modo ben collaudato, che non comporta appendere la gente a testa in giù in Piazzale Loreto: benvenuti nel magico mondo della democrazia.

     

    Andrea Giannini

  • Consulenza online: Mediazione Civile (seconda parte)

    Consulenza online: Mediazione Civile (seconda parte)

    La scorsa settimana abbiamo lasciato in sospeso l’argomento delle mediazioni. Mi sono sorpreso di come la gente sia davvero precariamente informata su questa novità introdotta due anni fa ed ora pienamente in vigore…

    Intanto precisiamo che la mediazione obbligatoria non è una alternativa al processo ordinario ed il mediatore non è un giudice.

    Il giudice prende in esame un caso sottopostogli da due o più parti in lite e, valutati tutti gli elementi, sia di fatto che di diritto, emette una sentenza che ha il valore di legge tra le parti. Il mediatore esamina sì la questione sottoposta al suo vaglio, ma il suo compito non è quello di entrarne nel merito, bensì quello di fare da pompiere tra due soggetti.

    I latini dicevano in medio stat virtus… Quindi il mediatore deve essere… virtuoso e, perchè no, anche un po’ psicologo. Deve cioè comprendere le ragioni di due soggetti che, da soli, non trovano un accordo su una questione. E dispensare consigli utili al raggiungimento della pax, della pace.

    E come ogni essere umano dotato di fallacità, il mediatore potrebbe non riuscire nello scopo, magari non per sua colpa… Gli avvocati, per esempio: hanno mal recepito questa novità e non lo nascondono; per loro è meglio non “mediare”  e farsi una causa che rende certamente di più. Per loro… ma per il cliente? Meglio dunque “obiezione di coscienza” o “obiezione vostro onore” ? Ai posteri l’ardua sentenza….

    Ricordiamo che chiunque può tentare la mediazione senza farsi assistere da un professionista: chi fa da sè fa per tre, dice l’antico adagio. Per concludere, mi preme ricordare le materie per cui vige l’obbligo di tentare una mediazione prima di instaurare un qualunque giudizio nelle aule tribunalizie:

    Condominio; Diritti reali; Divisione; Successioni ereditarie; Patti di famiglia; Locazione; Comodato; Affitto di azienda; Risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti; Risarcimento del danno derivante da responsabilità medica; Risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità; Contratti assicurativi, bancari e finanziari.

    Insomma, ce n’è per tutti i gusti, anche se per mediare, a volte, ci vuole un palato sopraffino.

    Alberto Burrometo

     

    Per segnalazioni e richieste di consulenza gratuita scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it.

    La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

     

  • Elezioni e polemiche: troppi candidati e troppe voci “fuori dal coro”?

    Elezioni e polemiche: troppi candidati e troppe voci “fuori dal coro”?

    Elezioni amministrative 6 maggio 2012A tre settimane dal voto si accende il clima elettorale in quel di Genova. E ora che si entra nel vivo, balzano agli occhi le due principali caratteristiche di queste elezioni amministrative: l’elevato numero di candidati e la provenienza “non politica” di buona parte di loro.

    Tredici candidati alla poltrona di Tursi sono tanti e i primi ad essere impreparati sono gli organizzatori di incontri e dibattiti pubblici che si limitano ad invitarne quattro o cinque escludendone regolarmente più della metà. «Mi chiedo con quale criterio – ha recentemente commentato il candidato di Gente Comune Giuseppe Viscardi –  in città si organizzino dibattiti più o meno pubblici e s’invitino sempre i soliti tre o quattro, come se esistesse una sorta di graduatoria “a prescindere”». 

    Ha fatto rumore la polemica di venerdì scorso in occasione dell’incontro organizzato dal “Forum Terzo Settore“, organismo rappresentante delle principali associazioni e cooperative che operano nel sociale. All’appuntamento erano stati invitati come candidati sindaco soltanto Putti, Doria, Vinai e Musso, ma inaspettatamente in sala fra il pubblico (circa duecento persone) si sono accomodati anche alcuni dei candidati esclusi. «Trovo scandaloso quanto successo e lo denuncerò alla magistratura –  ha tuonato la professoressa Susy De Martini candidata per La Destra – Perché ci è stato impedito di sederci al tavolo e gli organizzatori hanno minacciato di allontanarci».

    Questa sera presso il Teatro Stabile di Genova il Fatto Quotidiano presenta  “Diamo voce alla Liguria”, un incontro aperto al pubblico con i candidati sindaco di Genova, la musica di Max Manfredi e le domande di Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Ferruccio Sansa e Paola Zanca. Anche in questo caso non saranno presenti tutti e tredici bensì DoriaMusso, Putti, Rixi e Viscardi…

    L’incontro sul terzo settore di venerdì scorso può essere preso ad esempio anche per quanto concerne la seconda caratteristica di queste elezioni, ovvero la provenienza non politica di parte dei candidati che potrebbe avere l’effetto di avvicinare il confronto elettorale all’orecchio delle persone. Emblematico in tal senso un intervento di Paolo Putti del Movimento 5 Stelle. A conclusione del dibattito sui problemi del sociale in città, il grillino ha utilizzato l’ultimo intervento a sua disposizione per porre una domanda agli altri “colleghi” candidati (invitati e non): perché non rinunciare noi stessi e i nostri consiglieri a parte della retribuzione per sopperire ai tagli del sociale? Domanda bocciata dai mediatori del Forum, testimonianza di un dibattito che in ogni momento può sfuggire agli schemi, una sfida che si giocherà mettendo in campo anche tecniche e astuzie diverse rispetto al passato.

  • Orlando Portento – Elezioni Comunali Genova

    L’INTERVISTA A ORLANDO PORTENTO

     

    – LINEE GUIDA DEL PROGRAMMA ELETTORALE

    Lavoro e sviluppo:

    Bisogna rilanciare lo sport: l’unico baluardo che può salvare i ragazzi più disagiati. Realizzare palestre, piscine, campi da tennis in ogni quartiere. «Perché solo ad Albaro possono giocare a tennis? Anche i giovani di Begato o del Cep hanno il diritto di giocare a tennis». Inoltre le attività sportive creano un notevole indotto e quindi nuovi posti di lavoro.

    Trasporto Pubblico:

    Il sindaco in primis può recuperare risorse eliminando gli sprechi. Oggi il 70% degli utenti non paga il biglietto. «Io propongo di reintrodurre la figura del vecchio bigliettaio». Una presenza fisica in grado di dare un senso di sicurezza a cittadini ed autisti. Inoltre in questo modo, finalmente, tutti pagherebbero il biglietto. Senza dimenticare la creazione di nuovi posti di lavoro.

    Grandi opere:

    Occorre partire dai piccoli interventi che si possono e si devono realizzare subito. Per il momento le grandi opere possono aspettare.

    Servizi:

    La priorità del Comune deve essere la manutenzione di strade, scuole, campi sportivi.                                                                                                        Oggi la polizia municipale si occupa solo di fare multe agli automobilisti. Al contrario è necessaria una presenza costante degli agenti municipali sul territorio per garantire la sicurezza dei cittadini.

     

    – LA BIOGRAFIA

    Ex calciatore, in un secondo tempo preparatore tecnico della Sampdoria, è autore e personaggio televisivo. Nel 1979 entra nell’emittente radiofonica Genova Sound, successivamente approda come show man e cabarettista nelle emittenti locali Telenord e Telegenova. Collabora anche con Walter Chiari e Paolo Valenti e arriva a condurre varie trasmissioni per la Rai. Animo polemico e combattivo, è stato spesso allontanato dal piccolo schermo per comportamenti “sopra le righe”. È stato sposato dal 2005 al 2009 con la showgirl Angela Cavagna.

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