Dal 1916 la ricetta è segreta, custodita come il più raro dei diamanti. Ma nei giorni scorsi sono stati svelati gli ingredienti della bevanda più famosa del mondo, ideata dall’americano John Pemberton.
Ecco la ricetta nel dettaglio:
– 10 litri di acqua
– poco più di un litro di succo di lime
– una tazza di alcol
– 85 grammi di acido citrico
– 30 grammi di caffeina
– 30 grammi di vaniglia
– 800 grammi di zucchero
– 20 gocce di olio d’arancia
– 10 gocce di olio di noce moscata
– 30 gocce di olio di limone
– 5 gocce di coriandolo
– 10 gocce di cannella
– 10 gocce di neroli (olio che si estrae dai fiori dell’arancio amaro)
– estratto liquido di 3 dramme (circa 10 grammi) di foglie di coca (depurata dalla sostanza stupefacente)
– aroma 7x (1/2 cucchiaio di caramello, essenza di arancia, essenza di limone, essenza di noce moscata, essenza di cannella, essenza di coriandolo, essenza di neroli)
Con l’ok del commissario “ad acta” sì potrà passare alla progettazione esecutiva della nuova strada, con tempi e modalità ancora da definire. Ma la conseguenza più importante è che, a questo punto, una volta pubblicati gli atti, partiranno le ingiunzioni per gli espropri dei terreni privati interessati dal tracciato del collegamento stradale da realizzare. E qui ricominceranno i problemi. Perchè i proprietari di via Shelley riuniti in un consorzio ricorreranno per la terza volta al Tar. La loro proposta rimane la stessa: si alla nuova strada, ma modificando il percorso.
Tracciato che a quanto afferma il presidente del consorzio non ha subito rilevanti modifiche rispetto al precedente progetto. Per evitare un altro “empasse”, l‘assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Margini, punta a separare, nella fase operativa, la realizzazione delle opere idrauliche, che dovrebbero avere la precedenza, rispetto a quelle puramente edilizie per la costruzione della nuova strada, confidando nel fatto che non ci siano ricorsi contro le opere di sistemazione idraulica.
L’altro nodo ancora da risolvere è quello dei finanziamenti per realizzare l’opera, che dovrebbe costare circa 8 milioni di euro, secondo le ultime stime. «I soldi li troveremo, non è quello il problema – commenta Margini – Una parte li metteranno i privati e gli altri li troveremo». Secondo gli accordi, infatti, la strada dovrebbe essere pagata per una quota (si parlava di circa 2,2 milioni) dalle cooperative di costruzione alla quale l’amministrazione comunale ha deciso dì dare la possibilità di costruire 5 palazzi nei terreni ancora liberi che avevano acquistato nella valletta del rio Penego, e che sono contigui al tracciato della nuova strada. Ma, siccome anche il progetto di questo insediamento è controverso, non si profilano tempi brevi.
Intanto dall’altra parte della valle continua l’incubo traffico che solo l’apertura di via Shelley potrebbe risolvere. Via Tanini congestionata per tre-quattro ore al giorno, autobus fermi bloccati da segnali stradali… e chi più ne ha più ne metta. Loro ne avrebbero chissà quante da raccontare, altro che iter e ricorsi; convivono tutti i giorni con un’unica strada che dovrebbe essere a senso unico e si ritrova invece a servire due quartieri interi in entrambi i sensi.
Forse qualcheduno di voi ha visto “I love radio rock” (e chi non l’ha visto lo guardi perchè merita…), pellicola del 2009 di R.Curtis, in cui una banda di deejay, a dir poco scalpestrati, trasmette da un piccolo vascello, ancorato nel Mar del Nord, aggirando le ferree norme contro le radio pirata e diventando un fenomeno di ascolti in tutto il Regno Unito.
Ebbene è proprio a quel film e a quel desiderio di libertà di espressione, che ho pensato quando mi sono imbattuto nel progetto Spreaker.
Ma che cos’è e che cosa permette di fare Spreaker? Si tratta di una piattaforma web con la quale è possibile creare e condividere contenuti audio, live o podcast, senza dover scaricare nessun programma. Basta registrarsi o effettuare direttamente il login (anche attraverso le credenziali Facebook) per avere a disposizione tutto ciò che serve per creare il proprio show radiofonico (entertainment,comedy, talk radio,dirette sportive, ecc.) , “pubblicarlo” sulla piattaforma, condividerlo con la vasta community online, e diffonderlo nel Social Web.
I numeristanno decretando il successo del fenomeno Spreaker e della sua community, a livello internazionale:
50.000 utenti;
una dimensione internazionale, visto il coinvolgimento potenziale degli utenti di tutti i paesi del mondo;
300.000 ascoltatori;
100.000 show prodotti (15% in lingua spagnola, 5% in inglese, oltre a portoghese, tedesco e persino arabo!);
Spreaker è un servizio freemiumche mette a disposizione degli utenti, oltre ad una versionefree, completamente gratuita (con 30 minuti di registrazione per ogni “puntata” ed un ora di libreria personale per il caricamento dei file), una versionepremium, ancora più professionale, attivabile con un abbonamento mensile, che consente la registrazione di lunghi show (fino a 3 ore), 60 ore di libreria personale per il caricamento di file e permette di scaricare i propri file mp3 dei podcast prodotti. Ma attenzione!!! In esclusiva per i lettori del blog, il team di Spreaker mette a disposizione20 account premium, per provare, a fondo, per un mese, tutte le potenzialità della piattaforma. Come fare per aggiudicarsi il proprio account? Semplice! andate alla pagina Facebook de”Il blog di Paolo Ratto”e compilate ilform “Vinci Spreaker Premium!”.I primi 20 che si registrano verranno contattati, via mail, e riceveranno tutte le istruzioni per attivare il proprio account premium! Siete pronti per trasmettere il vostronuovo web radio show?
Vi siete mai imbattuti nelle bellezze paesaggistiche della statale 45? Il tratto di strada che va da Torriglia a Piacenza offre scorci incantevoli, un’ora e venti di strada sorprendente.
Superato Ottone, la carreggiata si restringe e segue la silouette sensuale del Trebbia. E’ spettacolare passare a strapiombo sul fiume che incide canyon davvero inusuali per il paesaggio ligure, perfino per quello dell’intera penisola. Rassomiglia i grandi fiumi americani. Il nostro fiume si attorciglia su se stesso, forte e prepotente.
La strada e’ rilassante e bella, troverete siti di particolare attrazione, per tutti i gusti, quali Bobbio col suo ponte medioevale; borghi, rocche e castelli; laghi dove nuotare; alberghi, ristoranti e trattorie gustosi.
E’ un paesaggio da scoprire poco a poco, tornandovi domenica dopo domenica, tante persone infatti scelgono questo tratto di strada per gite in moto e in macchina.
Molte sono le diramazioni che dalla statale 45 conducono in paeselli antichi e strani, magari abbandonati, magari disabitati per tutto l’inverno e variopinti e vivi tutta l’estate. Troverete le basi dalle quali partire per inerpicarvi in espiatorie passeggiate, per esempio da Gorreto, potete avventurarvi verso l’Alpe. Ci sono, fra questi, paesi che costantemente propongono attivita’ vivaci; altri addormentati nella tradizione vegliano nella pacata lentezza di ritmi antichi e campagnoli…
Non va frainteso il suo ruolo di strada, ovvero di via asservita alle comunicazioni, ma essa e’ anche qualcosa di piu’, essa ha qualcosa che va al di la’ della sua utilita’ e che la rende parte integrante di un paesaggio che va visitato e osservato. La statale 45 infilza la valle e la svela. Ha l’aspetto di una strada moderna ed e’ un sentiero per chi ama storia, natura e la loro commistione.
Che ne dite allora? Per una volta e’ bene far onore all’asfalto e riposare le gambe, senza rinunciare al piacere che ne vien dal godere di belle cose da vedere.
Ogni cosa era piu’ sua che di ogni altro perche’
la terra, l’aria, l’acqua non hanno padroni,
ma sono di tutti gli uomini o meglio di chi sa farsi
terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato.
La foto dell’anno 2 010 è il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata.
Ad appena 12 anni fu vittima di un barbaro baratto. Suo padre la cedette in sposa a un combattente talebano, in base a un’usanza detta baad, un costume tradizionale per risolvere le dispute tra i clan. Uno zio di Aisha aveva ucciso un membro del clan avverso, lei non ancora adolescente diventò la compensazione.
Così quando suo marito andò in guerriglia lei diventò il bersaglio delle violenze quotidiane del clan. Trattata da schiava, dormiva in una stalla con gli animali. Aisha riuscì a fuggire. Venne, però, ritrovata a Kandahar dal marito che si fece giustizia tagliandole naso e orecchie.
Un’organizzazione di Kabul, che si chiama Donne per le Donne Afgane, le ha offerto protezione e le ha insegnato il mestiere di tessitrice.
Nell’Ottobre scorso l’autrice dello scatto, la sudafricana Jodi Bieber, ha ricevuto a Los Angeles l’Enduring Heart Award da Mary Shriver, moglie del governatore Arnold Schwarzenegger. Si tratta del premio che la fondazione Grossman Burn – che finanzierà l’operazione che le restituirà il naso – consegna a quelle donne che, nella violenza subita, hanno mostrato grande coraggio.
Puoi lasciare che quest’orrore continui oppure puoi firmare perché una risoluzione ONU nel 2011 metta al bando queste mutilazioni, per sempre.
Su www.noncepacesenzagiustizia.org firma la petizione promossa dal Ministero degli Esteri perchè le mutilazioni genitali femminili siano vietate dalle Nazioni Unite.
“Noi sottoscritti cittadini di tutto il mondo e militanti per i diritti umani, riuniti oggi dopo anni di lotta affinché le mutilazioni genitali femminili siano riconosciute e condannate come violazione del diritto all’integrità della persona e coscienti che un divieto delle Nazioni Unite rafforzerà e apporterà un nuovo slancio agli sforzi che sono ancora necessari per eliminare a pratica ovunque nel mondo:
– chiediamo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di adottare una risoluzione per mettere al bando le mutilazioni genitali femminili ovunque nel mondo.
– chiediamo ai nostri governi, così come a tutte le organizzazioni internazionali e regionali, di sostenere e promuovere l’adozione di questa risoluzione nel 2011.
– invitiamo i cittadini di tutto il mondo a sostenere e firmare questa petizione per mettere al bando questa violenza generalizzata e sistematica commessa contro le donne e le bambine in violazione del loro diritto fondamentale all’integrità personale.”
L’associazione culturale True Love ha recuperato, riqualificato e portato a nuova vita l’ex macello comunale di Piazzale Amburgo, nel quartiere di Legino a Savona, costruito negli anni novanta e mai utilizzato, trasformandolo in uno spazio espositivo: è già stato definito come “il carnaio dell’arte”. Nasce così “Meating“, uno spazio dedicato a esposizioni, installazioni e concerti.
“La nostra sede– spiega Grazia, fondatrice di True Love e ideatrice di Meating-si trova in Piazza Vacciuoli, a Savona, ed è un punto d’incontro per diverse realtà artistiche e culturali fuori dagli schemi dove realizziamo già un evento espositivo al mese. La nostra filosofia è sempre stata quella di riqualificare e restituire alla città tutti gli spazi urbani in disuso o non utilizzati: chiamiamo queste iniziative “Le invasioni di True Love”.
“Nel 2008, ad esempio, abbiamo realizzato il progetto teatrale Petramala negli spazi sotterranei sino ad allora chiusi al pubblico della fortezza del Priamar. Per Meating, abbiamo chiamato gli artisti provenienti dall’arte urbana, che è tutto quello che nasce dalla strada ed è visibile dalla strada, quasi sempre poco considerati o snobbati dall’arte ufficiale e che sono invece artisti veri e propri: la street art, gli stickers, il parcourt, lo skateboard, una realtà in Italia di nicchia che nell’ex macello di Legino potrà trovare una rampa al coperto dipinta da artisti di fama internazionale; nell’arte urbana c’è anche molta commistione tra arte e sport. Nella galleria di Piazza Vacciuoli abbiamo esposto opere di artisti che, partendo dal tatuaggio, sono arrivati al lavoro su tela”.
Meating è stato allestito con un occhio di riguardo alle caratteristiche del luogo, con una continua evocazione dei temi della carne e della cucina.A partire da Dicembre, ogni mese Meating ospita una nuova installazione affiancata da un’inaugurazione musicale: proprio la sera del 25 Dicembre è stato aperto, con il concerto di MGZ e l’opera dell’esponente della street art bolognese Ericailcane, che, dopo aver dipinto le mura del capoluogo emiliano, da alcuni anni ha iniziato ad esporre in diversi musei e galleria in Italia e Francia: una serie di dipinti di grandi dimensioni raffiguranti figure ibride tra animali e ortaggi che possiamo interpretare come un’evocazione della destinazione originaria degli spazi e una velata provocazione nei confronti della prassi di mangiare la carne: animali e ortaggi nella nostra società sono considerati “cibo” allo stesso modo, e quindi rappresentati attraverso questi “mostruosi” ibridi.
Le inaugurazioni musicali rappresentano uno dei tratti distintivi di Meating: “Gli eventi artistici sonostati inaugurati la sera, e non il pomeriggio– spiega Grazia- perché la nostra idea era quella di attrarre gente che normalmente non va ai vernissages o a visitare mostre. Volevamo fare in modo che la gente non venisse qui per fare una cosa sola, ma che potesse trovare uno spazio anche per parlare o chiacchierare come non si può fare ai normali concerti, ascoltare la musica, visitare le installazioni. Il luogo è molto particolare e vasto, e può essere utilizzato facendovi più cose diverse contemporaneamente.
Attualmente ospita la serie di stencils Human Bodies, personaggi dello star system o grandi leaders politici rappresentati come decorticati o mostrificati, ma sempre riconoscibili. Il percorso degli Orticanoodles, artisti che praticano la street art con le diverse tecniche dello stencil, dello sticker del poster e della campagne di antipubblicità, consacrati da una personale alla Galleria Itinerance di Parigi nell’Aprile 2010, si propone di privare questi personaggi del loro lato più visibile, della loro “maschera sociale” per renderli in fondo più umani. Un tema apparentemente macabro, in perfetta sintonia con il luogo, in realtà caratterizzato da un’estetica spiccatamente pop che lo sdrammatizza; a Human Bodies si affianca Skate or die, la rampa di lancia pensata per le performance dell’associazione di skaters JF Club dipinta dagli Orticanoodles.
L’iniziativa di Meating porta a conoscenza di un pubblico potenzialmente vasto aspetti dell’arte urbana e delle arti applicate decisamente poco noti al grande pubblico, escluse dai circuiti tradizionali, e anche culture come quella dello skateboarding che in Italia sono ignorate o guardate con malcelata sufficienza.
La ricerca artistica e culturale proposta da Meating e True Love sono particolarmente preziose in un territorio come quello della Liguria che tutti conosciamo come non particolarmente incline all’innovazione e alla sperimentazione, anche se non privo di un fermento intellettuale e culturale che fatica ad emergere.
C’è un altro aspetto che merita di essere sottolineato ed è quello della rinascita a nuova vita di spazi urbani mai utilizzati o caduti in disuso con la progressiva dismissione dell’apparato dell’industria pesante che ha caratterizzato la Liguria e il territorio di Savona a partire dagli anni novanta: queste strutture, assai numerose nella nostra regione, possono essere riconvertite e valorizzate come spazi espositivi, basti pensare all’esempio dell’ex centrale elettrica Montemartini in Via Ostiense a Roma, nella quale l’archeologia tradizionale esposta proveniente dai Musei Capitolini, ha fatto rinascere un luogo di “archeologia industriale” che altrimenti sarebbe stato destinato all’abbandono e al degrado.
Meating proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove inaugurazioni: la prossima mostra, che concluderà il ciclo espositivo, sarà una mostra itinerante in città che si terrà su cartelloni pubblicitari. Per Marzo True Love ha anche indetto un concorso sugli stickers, adesivi murali che si possono vedere in strada, adesivi personalizzati, fatti a mano, vere e proprie opere d’arte di tutte le forme e dimensioni, da quelli in miniatura a quelli tradizionali. Rimarranno visitabili anche le installazioni Human Bodies di Orticanoodles e quellla di Ericailcane, già presenti. e rimarrà utilizzabile la rampa per lo skateboard. Da Marzo a Giugno, l’ex macello rimarrà aperto a disposizione di tutti coloro che avranno qualcosa da dire, non solo alle varie forme espressive dell’arte urbana, come sede di un’arte, una creatività, una cultura un po’ meno ufficiali, punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti.
L’ultima inaugurazione non sarà musicale, ma sarà una cena. True Love ha recuperato e rimontato gli arredi interni, tavoli, sedie, cucine, sgabelli e altri arredi di cucina, che a differenza del macello inutilizzato hanno avuto una lunga storia come arredi di una colonia estiva per bambini che ora è stata chiusa. Tre artisti ridipingeranno le cucine e gli arredi della colonia riportandoli a nuova vita e l’ultima settimana di Febbraio l’inaugurazione di quest’installazione e della mostra itinerante concluderà il ciclo espositivo del progetto Meating.
Cristiano Angelini, cantautore nato a La Spezia e genovese di adozione. E’ appena uscito il suo primo album “L’Ombra della Mosca” che ha vinto la Targa Tenco 2011 come miglior opera prima e vanta le collaborazioni di Vittorio De Scalzi e Max Manfredi.
Neurobiologo ricercatore presso l’Ospedale San Martino e cantautore. Quando nasce questa “seconda vita”? Mah…a dire il vero la seconda vita è quela del ricercatore presso l’Univeristà di Genova, visto che canzoni ne scrivo da quando ho 15 anni, mentre la Laurea è venuta molto dopo. La ricerca non è così dissimile dalla composizione artistica: entrambe le discipline tendono a definire qualcosa che in realtà esiste già. Una sotto forma di comprensione l’altra sotto forma di estensione. Quando facevo Rock prog in italiano (1988 circa) la ricerca sonora e la ricerca lessicale di scrivere rigorosamente in italiano un genere che era notoriamente anglofono, mi ha indirizzato a lungo termine ad avvicinarmi alla canzone d’autore.
Perchè hai fatto il cd? In quanto tempo? E’ stata una cosa improvvisa o maturata in un tempo più dilatato? Ho fatto un cd perchè ora era tempo di fermare alcune cose su un supporto. Perchè Bruno Cimenti e Nives Agostinis ci hanno creduto e perchè tutti i musicisti che ci hanno suonato hanno sposato il progetto con entusiamo. In particolare Matteo Nahum, che ha realizzato tutti gli arrangiamenti (a parte la Juta di Kalus che è stata arrangiata da Federico Bagnasco) e la direzione artistica del lavoro. Il tempo è stato relativamente breve, i brani si suonavano da tempi nei concerti. Quindi l’opera è stata realizzata velocemente, ma maturata in anni di concerti
Cosa canti? A chi ti rivolgi? Canto le mie canzoni e mi rivolgo a chi ha voglia di ascoltarle. Se mi ponessi il problema di cosa cantare e per chi sarei ancora a scrivere le prime quartine! Canto le sensazioni che alcune storie mi danno ed a volte lo faccio con una dinamica cinematografica, nel senso dei flash visivi, mentre altre volte sono vere e proprie storie narrate. Non ho un tema preferenziale. Solo quello che mi colpisce e mi attira affrontare. Non scrivo canzoni d’amore perchè quello preferisco viverlo.
La tua passione musicale quando nasce? Vengo da una famiglia di musicisti in qualche modo. Mio cugino è Tony Parisi, jazzista professionista che lavorò nella band di Joe Venuti, fece il Capolinea a Milano per anni ed è nell’Enciclopedia del jazz. Anche un mio zio è musicista ed iniziò a La Spezia nela band di Toto Cotugno (Toto e i tati) negli anni 60. Quindi la mia passione per la musica nasce in culla, progredisce attacato ad un manico di scopa a canatre Morandi da infante per il parentado in estatsi, prosegue con le dita sulla chitarra fino all’Ombra della Mosca, per ora almeno.