Mese: Dicembre 2016

  • Capodanno 2017, tutti gli eventi per festeggiare il nuovo anno a Genova e in provincia

    Capodanno 2017, tutti gli eventi per festeggiare il nuovo anno a Genova e in provincia

    capodannoLa redazione di Era Superba augura a tutti i propri lettori, e non solo, un lieto fine anno ed un grandioso inizio 2017. Sarà sicuramente un grande anno. Ecco tutti gli eventi in programma per stasera e domani a Genova e in provincia.

    Gli spettacoli organizzati da Comune di Genova: Tra Sogno e realtà

    Uno spettacolo di funambolismo, una coreografia su cavo e un concerto per la corda più lunga mai suonata al mondo: Dalle ore 22.45, in Piazza Matteotti si svolgerà, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Sarabanda, l’evento Tra sogno e realtà. I NoGravity4monks si esibiranno in Trk#1: una suggestiva traversata di un funambolo – che si muoverà su un cavo d’acciaio – si trasformerà in un concerto che prenderà vita dai suoi passi. Le vibrazioni del filo verranno amplificate e trasformate in onde sonore che faranno vibrare quelle degli strumenti “tradizionali” imbracciati dai musicisti a terra. Le corde di due chitarre elettriche, una viola e un violoncello apriranno un dialogo sonoro con la corda tesa nel cielo dando vita ad un concerto dal vivo che, a tutti gli effetti, è generato dal cammino dell’uomo che sfida la paura del vuoto. A seguire, intorno alle ore 0.15, concerto degli Gnu Quartet, in un repertorio che spazierà da virtuosi adattamenti dei Muse e brani estratti dal CD di inediti in prossima uscita “Untitled”. Alle ore 1.30 Dj – FiloQ.

    L’evento in piazza sarà preceduto dalle ore 21 da spettacoli musicali itineranti, saltimbanchi, giocolieri, creatori di bolle di sapone, trampolieri e acrobati. Direzione artistica della Compagnia del Teatro Scalzo di Genova.

    Percorso “Acrobatica aerea”: p.zza Raibetta

    Percorso “Famiglia Saltimbanchi”: P.zza Meridiana / Via Garibaldi / P.zza Fontane Marose / Via Luccoli / P.za Soziglia / P.zza Campetto / Via Scurreria / P.zza San Lorenzo / Via San Lorenzo / p. Matteotti
    Percorso “Inconsueto Popolare”: P.zza De Ferrari / P.zza delle Erbe / Vico delle Erbe / P.delle Erbe / P.Ferretto / Via San Bernardo / Via Chiabrera / P.zza San Lorenzo / Via San Lorenzo / p. Matteotti

    “Tra sogno a realtà” – a cura dello StudioWiki progetti per la comunicazione, vincitore di un bando indetto dal Comune di Genova – è realizzato grazie alle risorse del Tavolo Imposta di Soggiorno, composto da Comune, Camera di Commercio e associazioni di categoria.

    Capodanno al Porto Antico

    Al Porto Antico di Genova le occasioni di festeggiare il Capodanno saranno davvero tante e svariate: il Festival Circumnavigando – con cui si potrà festeggiare l’inizio dell’anno sotto al magico Tendone da Circo, dalle 21.30, con una serata ricca di spettacolo e divertimento per tutte le età insieme a Collettivo MagdaClan, la Compagnia LPM, Luca Tresoldi e la band dal vivo Wateproof: 14 artisti e 5 musicisti per una serata imperdibile, aspettando insieme il brindisi di mezzanotte con spumante e panettone; la pista sul ghiaccio per chi si vuole esibire sui pattini; la ruota panoramica e il Bigo rinnovato per chi vuole vedere Genova in festa dall’alto;il tradizionale cinema, i vari ristoranti e locali dell’Area, e poi tanta, tanta musica con Radio Number One, che per il secondo anno consecutivo festeggerà il suo Capodanno a Genova con uno spettacolo all’insegna del divertimento, dell’allegria e della dance per chiunque voglia fare festa: dalle ore 21.30 si alterneranno animatori, dj, ospiti speciali e artisti/acrobati; a partire dalle ore 23.00 entreranno in campo artisti di strada. Dopo aver brindato al nuovo anno, partirà il RadioNumberOne Party con un’esplosione di musica dance: i DJ Marvin & Andrea Prezioso trasformeranno il Porto Antico in una discoteca sotto le stelle e faranno ballare e scatenare tutto il pubblico sulle note dei più grandi successi degli anni ’80, ’90 e 2000 fatti rivivere in chiave dance, e poi, a seguire, ancora dj set e musica per tutti fino alle ore 3.00 del mattino.

     Capodanno tra mostre e musei aperti

    Ai Musei di Strada Nuova si chiude e si inizia l’anno in arte. Apertura dalle 21 alle 2, apericena, visita guidata esclusiva a prenotazione obbligatoria con partenza alle ore 21.30, alle 22, 23, 0.30. A mezzanotte per tutti i partecipanti brindisi augurale al Mentelocale-Café.  Ogni gruppo potrà essere composto da un massimo di 35 persone.  Info e prenotazioni presso il Bookshop Musei di Strada Nuova Tel 010 2759185. Acquisti online www.happyticket.it

    Il 31 dicembre, a Palazzo Ducale le mostre Warhol. Pop Society e Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes rimarranno aperte con orario prolungato, fino alle 2:00 del mattino dando la possibilità ai visitatori di trascorrere un Capodanno speciale, brindando tra i capolavori del grande artista americano e davanti alle fotografie di uno dei maggiori fotografi del Novecento.

    Capodanno all’Acquario

    Doppio appuntamento all’Acquario di Genova per finire l’anno immersi nella magia dei fondali marini per soddisfare le richieste sia del pubblico adulto sia quello delle famiglie con bambini.Entrambe le proposte sono già sold out.

    Torna per il secondo anno lo speciale Capodanno all’Acquario rivolto principalmente al pubblico degli adulti. La serata inizia alle ore 20.30 con la visita in esclusiva all’Acquario, alla scoperta della vita notturna degli ospiti delle vasche e un cocktail itinerante di benvenuto. Prosegue con il cenone servito nella splendida cornice del Padiglione Cetacei, a cura di Capurro Ricevimenti e Svizzera Ricevimenti. Seguono i festeggiamenti con lo speciale brindisi all’arrivo del nuovo anno e la musica dal vivo di sottofondo. Il costo del Capodanno all’Acquario di Genova è di 150 Euro a persona.
    La proposta è su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili, da effettuare tramite C-Way 010/2345666, info@c-way.it.

    L’Acquario di Genova festeggerà la notte di San Silvestro anche con le famiglie con bambiniper le quali ha pensato a una proposta alternativa: una speciale serata con cena a buffet, animazioni e giochi edutainment nel bel mezzo del Padiglione della Biodiversità: un modo originale per brindare al nuovo anno con un breve viaggio dal nostro Mar Mediterraneo ai caldi ambienti tropicali delle scogliere coralline e delle foreste tropicali. La serata per le famiglie ha inizio alle ore 20. Il costo è di 55 Euro per gli adulti e 45 Euro per i bambini da 2 a 12 anni.
    Il Capodanno delle famiglie è un’attività a numero chiuso, su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili. Per informazioni e prenotazioni, C-Way 010/2345666, info@c-way.it.

    Psychiatric Circus

    Alla Fiera di Genova andrà in scena Psychiatric Circus, lo spettacolo di circo-teatro della storica famiglia circense Bellucci-Medini. Un evento terrificante, dissacrante e divertente.

    Prima dello spettacolo, alle 20.30, si cenerà con lenticchie e cotechino, rigorosamente serviti in vassoi da ospedale, e si brinderà al nuovo anno con pandolce, spumante e cotillons. Al termine dello spettacolo, intorno alla mezzanotte, musica e animazioni con dj set, ballerini e fly bartender.

    Vietato ai minori di 14 anni

    Capodanno a Teatro

    Ricchissima anche l’offerta dei teatri cittadini che propongono spettacoli davvero per tutti i gusti: al Teatro Stabile di Genova – alla Corte, ore 20.30, I manezzi pe majâ na figgia di Niccolò Bacigalupo; il Teatro della Tosse, ore 22.00, mette in scena Candido, tratto da Candido o dell’ottimismo di Voltaire su testo di Tonino ed Emanuele Conte; al Teatro Politeama Genovese, ore 20 e ore 22.30, Capodanno con Maurizio Lastrico; al Teatro Govi di Bolzaneto, ore 22, Capodanno al Govi…perché non provi?, al Teatro della Gioventù, ore 19 e ore 21.30, La cena dei cretini.

    Ex Magazzini del Sale

    Un Capodanno vintage, dal titolo “Like in 1967 Sgt. Pepper’s Lonely Heart New Year’s Eve” in una location d’eccezione: gli ex Magazzini del Sale di Sampierdarena. Un cenone pop, a prezzo popolare, un’esposizione di chitarre, locandine e vinili d’epoca, videoproiezioni a tema e il concerto-spettacolo “Sir Paul” con Marco Rinaldi dei Soggetti Smarriti e la band White Wings. A seguire, si balla sulle note sixties degli Esuli e jam session. Info e prenotazioni:likein1967@gmail.com – 010.5578713.

    Civ

    Come ogni anno, le vie e le piazze del centro saranno animate dalle iniziative dei CIV (Centri Integrati di Via).

    Dalle 20 alle 3 a San Bernardo il CIV – Antiche Vie organizza Dj set. Dalle 18 alle 3 pressoPiazza delle Erbe, a cura di CIV Genovino, concerto Live dei “SabroSon”, gruppo di musica afro cubana; poi dj set a finire sempre con revival e Swing. Dalle 17 alle 3 in Piazza Dante ePorta Soprana a cura di CIV Porta Soprana: Dalle Torri di Porta Soprana New Year Soprana Party 2016-/2017. Elektro-pop, Commerciale, Soul, R’n’B,Reggae, House; Dj in Consolle: Matrioska Corps – Kinetiks – Am – Onion.

    Giardini LuzzatiAi Giardini Luzzati – Spazio Comune, si comincia alle ore 16.00 in piazza con un laboratorio/concerto, in musica dal titolo Ritmiciclando; alle ore 17.00 Visita Guidata in Area Archeologica (offerta libera). Si prosegue alle ore 18.30 con un “brindisi prima del brindisi” in area archeologica con accompagnamento musicale di P.O.U.M. Fusione FlamencaDalle 20.45 alle 23.30 un Cenone di capodanno dal prezzo contenuto (€ 40, € 35 per i Soci Luzzati e i gruppi dalle quattro persone in su). Prenotazione obbligatoria al numero di telefono: 331 9134355. Poco prima della mezzanotte tutti in piazza per il brindisi con Troc brass brand di musica balcanica e mediorientale composta da alcuni membri dell’orchestra palestinese. Si esibiranno insieme a Pasticcio Meticcio. Il progetto è a cura dell’Associazione Ri-Percussioni Sociali. Ingresso libero con cosumazione obbligatoria (eccetto per chi già partecipa al cenone).

    Concerto di Capodanno al Carlo Felice

    Per iniziare il 2017 in musica, appuntamento il 1° gennaio al Teatro Carlo Felice per il consueto Concerto di Capodanno, diretto da Alpesh Chauhan, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

    Marcia della Pace

    La celebrazione, in occasione della Giornata mondiale della Pace, riunirà cristiani e credenti di tutte le religioni.
    A Genova l’appuntamento è domenica 1 gennaio, alle 15,15 nella basilica dell’Annunziata, con testimonianze della Comunità di Sant’Egidio e delle realtà che accolgono i rifugiati a Ventimiglia, e una riflessione del cardinale Angelo Bagnasco. Alle 16,30 partirà la marcia per la pace da piazza della Nunziata per le vie del centro antico fino a piazza San Lorenzo.

     

    Eventi in provincia di Genova

    Arenzano:a partire dalle 17 il centro storico, in via Bocca, sarà animato dallo show “2017 Lezioni di Galateo”. Spettacolo educativo e divertente per adulti e bambini, in cui il clown “conte Patacchi”, un nobile decaduto, si propone di educare i più piccoli alle buone maniere per l’anno nuovo. A seguire, “Marabù” colorerà di giochi e magia le vie del centro storico della cittadina ligure, con uno spettacolo comico di giocoleria, pensato per i bambini, ma non solo. Un mix di performance tecniche e situazioni rocambolesche dove nulla sembra funzionare, ma grazie all’aiuto del pubblico ogni cosa pian piano ritrova il verso giusto.

    Alle 21.30 sul lungomare in Piazza Mazzini un “Paese in gioco” con il clownsulente Giacomo Gosti e la trampoleria di Marco Strada. Alle 22 salirà sul palco Bernard M. Snyder con il suo “One man band show”, mentre alle 23, in attesa del countdown saliranno sul palco i “No Name”.

    Passando al Tigullio, si incomincia con “Midnight in Rapallo”, che prenderà il via alle 22 con una maxi discoteca con i dj Max Carappellese, Roberto Delledonne, All Rambo e il conduttore Andrea Carretti. Brindisi al nuovo anno.

    Zoagli: veglione in piazza “27 Dicembre” con brindisi collettivo. Dalle 22 discoteca, con la musica del Dj Fontes.

    Chiavari: dalle 22 a Villa Rocca, serata accompagnata dall’orchestra dei “Caravel”; in piazza Mazzini, sempre dalle 22, ci saranno i “News Trolls”. A mezzanotte il saluto al nuovo anno; il tempo di brindare e, subito dopo la mezzanotte, nella stessa piazza “Dance night in open place”. All’una in piazza San Giacomo la tradizionale zabaionata benefica.

    Sestri Levante. In piazzetta Matteotti, dalle 21 alle 3, musica e distribuzione di panettone e spumante. Ad organizzare il veglione è la pubblica assistenza Croce Verde con il Comune.

    Recco: maxi discoteca sul lungomare e dopo la mezzanotte il consueto spettacolo pirotecnico.

    Camogli: in piazza Colombo dalle 22, musica live e fuochi d’artificio.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Via Buozzi, entro metà gennaio parcheggio di interscambio operativo. Deposito metro raddoppiato. Dettagli e modifiche del progetto

    Via Buozzi, entro metà gennaio parcheggio di interscambio operativo. Deposito metro raddoppiato. Dettagli e modifiche del progetto

    parcheggio-interscambio-buozzi-metro-matitoneDopo anni di cantieri e dopo uno lungo stop dovuto al fallimento della ditta appaltatrice, i lavori per il parcheggio di interscambio di via Buozzi stanno volgendo al termine. Entro il 15 gennaio, quindi, le prime autovetture potranno varcare la soglia della piastra ricavata sulla copertura del nuovo deposito Amt per le vetture della metropolitana. Si chiude in questo modo uno dei più grandi cantieri aperti negli ultimi anni nel cuore della città, e che potrebbe cambiare volto a tutta la zona di Di Negro.

    Il parcheggio di interscambio

    Il progetto, partito nel 2010, come Era Superba ha documentato in questi anni, ha subito diverse modifiche in corso d’opera, mantenendo, però, la principale destinazione d’uso: un grande parcheggio di interscambio che permettesse ai cittadini e turisti di lasciare la propria autovettura per raggiungere il centro con i mezzi pubblici. In queste ore Aster sta ultimando la tracciatura delle aree di sosta: gli stalli dedicati all’interscambio sono 135, a cui si aggiungono tre parcheggi dedicati ai disabili e 32 ai residenti. Questi ultimi saranno assegnati attraverso un bando municipale, secondo il regolamento comunale vigente, basato principalmente sull’Isee, dietro il pagamento di un canone mensile di 60 euro. In un secondo momento sarà aperta anche l’area più a levante, che garantirà altri 40 stalli. Le tariffe di sosta rispetteranno la divisione zonale prevista per questo area della città, e cioè 1,5 euro l’ora; per i possessori di abbonamento annuale Amt la sosta sarà gratuita, ed è allo studio un sistema per estendere questa possibilità anche ai possessori di abbonamento mensile. Sarà inoltre possibile accedere al prezzo forfettario di 6 euro, comprensivo di titolo di viaggio Amt, per una sosta di 24 ore. La logica dell’interscambio è garantita dal fatto che questo parcheggio sorge a poche decine di metri dal casello di Genova Ovest, ed è direttamente connesso con la linea bus e metro di Amt: l’accesso lato mare alla stazione Di Negro della metropolitana sarà messo in funzione in concomitanza con l’apertura dell’area di sosta.

    Deposito Metro

    Come è noto, il parcheggio di interscambio è stato ricavato sul “tetto” che copre il nuovo deposito della metro, realizzato nello spazio che Comune di Genova ha acquistato da Rfi. Il deposito è stato progettato pensando allo sviluppo futuro della rete metropolitana genovese: «Il vecchio deposito poteva contenere 18 treni – spiega l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino – con il nuovo allestimento, che terminerà nei prossimi mesi, oltre a questi, potranno essere “parcheggiati” i 7 treni già ordinati, e in più altri eventuli 12». Una capienza che dovrebbe essere sufficiente a garantire i numeri per l’allungamento della rete della metro genovese fino a San Martino, ipotesi di cui si parla da molto tempo. «Genova è una città con pochissimi spazi – sottolinea Dagnino – a differenza delle altre grandi città italiane dotate di metropolitana»; questo nuovo deposito rappresenta, quindi, la soluzione di compromesso tipica del tessuto urbano della nostra città

    L’evoluzione del progetto

    parcheggio-interscambio-buozzi-belvedereL’idea del parcheggio di interscambio è nata insieme al progetto del nuovo deposito nel 2010; durante gli anni il disegno ha avuto qualche modifica in corso d’opera per adeguare la struttura alle cambiate normative comunitarie e nazionali e per rispondere a rinnovate esigenze di programmazione urbanistica. La pista ciclabile, ad esempio, inizialmente non era prevista: «Nel progetto iniziale non c’era – spiega l’assessore – ma l’abbiamo inserita per rispettare le normative sulle nuove strade e soprattutto per aggiungere un pezzo importante del “puzzle” ciclabile cittadino». Un disegno che, tassello dopo tassello sta diventando realtà, non senza qualche criticità e qualche polemica: «Con Autostrade stiamo lavorando per trovare una soluzione di attraversamento ciclabile della nuova rotatoria realizzata davanti al Terminal Traghetti, costruita dall’azienda su un progetto non aggiornato in tal senso». In questo modo si potrà “portare” la pista ciclabile fino a Sampierdarena. Anche dal punto di vista dell’arredo urbano, il progetto è stato aggiornato cammin facendo: «Insieme alla Sovraintendenza pensato a mettere a dimora una serie di piante che, una volta cresciute, faranno il paio con quelle già presenti sul lato a monte della strada – continua Anna Maria Dagnino – mentre è già pronto un piccolo belvedere aperto a tutti a metà del parcheggio». Non realizzate, invece, le passerelle pedonali inizialmente previste e che avrebbero dovuto collegare i due lati di via Buozzi e l’area del parcheggio con la passeggiata a mare

    Nei primi giorni del prossimo anno, quindi, diventerà operativo il più grande parcheggio di interscambio della nostra città: un’area pensata sia per i pendolari sia per i turisti che raggiungono la città con mezzi privati. Ma non solo: gli stalli dedicati ai residenti, anche se non risolveranno il problema della sosta, sicuramente daranno una mano a rendere maggiormente vivibile una parte della città trascurata per troppo tempo. Per il deposito della metro dovremo aspettare ancora qualche mese, ma fin dalle prime ore del 2017 Genova si sveglierà, sempre con i suoi problemi, ma un po’ più grande e spaziosa.

    Nicola Giordanella

  • Villa Scassi, inaugurato il nuovo ascensore a inclinazione variabile. Genova torna a fare scuola

    Villa Scassi, inaugurato il nuovo ascensore a inclinazione variabile. Genova torna a fare scuola

    ascensore-villa-scassiInaugurato oggi il nuovo ascensore “Villa Scassi”, che collega via Cantore con corso Onofrio Scassi, attraverso un passaggio sotterraneo. L’impianto, che si inserisce nella lunga tradizione del trasporto verticale genovese, rappresenta un “salto in avanti” tecnologico, apripista nel panorama di settore sia a livello nazionale che europeo: per la prima volta viene superata la discontinuità, per un impianto pubblico, tra avanzamento orizzontale e verticale; l’ascensore, infatti, è dotato di un sistema che permette alla cabina di percorrere il tratto in piano e il tratto in salita senza soluzione di continuità. La realizzazione di questa infrastruttura pubblica, incominciata nella parte progettuale nel precedente ciclo amministrativo, ha preceduto la normativa italiana in materia di questa nuova tipologia di impianti, di fatto adeguandosi a quanto stava succedendo sotto la Lanterna. Genova, quindi, nel suo piccolo, torna a fare “scuola” per quanto riguarda gli impianti urbani di risalita. Prosegue in questo modo la riqualificazione di Sampierdarena.

    Un impianto unico

    ascensore_scassiL’unicità dell’impianto appositamente progettato per questa istallazione, consente di evitare il fermo del movimento dell’ascensore durante il cambio di inclinazione tra il tratto orizzontale e quello verticale attraverso un raccordo costituito da un tratto a curvatura variabile: la cabina, infatti, è “trasportata” da un carrello che segue l’inclinazione, vincolata da un lato ad un “cardine”, mentre dall’altro lato è sorretta da un particolare sistema di sostegni che percorrono delle rotaie separate, che nel tratto in salita sono “sbalzate” quanto basta per garantire l’orizzontalità del vano passeggeri. Un sistema meccanico, quindi, che garantisce efficacia e sicurezza: l’inclinazione della cabina, infatti, è vincolata fisicamente alla percorso dell’impianto, senza utilizzo di sistemi elettronici dedicati. Per il tratto maggiormente inclinato, il movimento dell’ascensore è controbilanciato da una zavorra mobile, regolata da argani e cavi in acciaio. L’infrastruttura è stato realizzata utilizzando una parte della preesistente galleria posta sotto il parco di Villa Scassi, scavando un nuovo tunnel inclinato.

    Per questi motivi l’impianto può essere considerato a tutti gli effetti un ascensore ad inclinazione variabile, il primo rientrante nella specifica categoria prevista dalla legge nazionale, che nel 2014 ha assorbito le disposizioni comunitarie. La linea, che fino al 31 dicembre sarà aperta con orario pomeridiano gratuitamente, per un primo periodo sarà operativa con orario ridotto, per consentire il rodaggio e la calibrazione definitiva dei macchinari. A pieno regime, l’impianto permetterà di trasportare 420 persone ogni ora, divise in un massimo di 14 corse, unendo in 80 secondi la principale via di Sampierdarena con l’ospedale omonimo. Lo sviluppo complessivo della linea è di 135,70 metri, suddivisi in 95,28 del tratto orizzontale e 33,75 del tratto inclinato, per un dislivello totale di 29,50 metri.

    La riqualificazione di Sampierdarena e Certosa

    L’opera è stata possibile grazie ai finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007- 2013 (3 milioni e 200 mila euro) e a uno stanziamento di circa un milione e 800 mila euro del Comune di Genova. Questo è l’ultimo intervento del POR, Programma operativo regionale 2007-2013, dedicato a Sampierdarena grazie al quale si sono effettuati altre opere in via Buranello, piazza Vittorio Veneto, via Pellegrini, via Daste, via Cantore, palazzo del Muncipio. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Genova, Marco Doria, ha confermato alla stampa e ai presenti il via libera da parte del ministero allo sblocco del finanziamento per il progetto relativo al bando nazionale “Periferie”, che permetterà al Comune di Genova un ulteriore intervento di riqualificazione a Sampierdarena e Certosa pari a 18 milioni di euro.

    Nicola Giordanella

  • I manezzi pe majâ na figgia, al Teatro della Corte rivivono le maschere senza tempo di Giggia e Steva

    I manezzi pe majâ na figgia, al Teatro della Corte rivivono le maschere senza tempo di Giggia e Steva

    teatro-corte12-DiJurij Ferrini ed Orietta Notari riportano in scena “i manezzi”, cioè quello che forse è il maggiore successo di Gilberto Govi (1885 – 1966), e di certo la commedia più conosciuta e più familiare al pubblico genovese, ma non solo. Più familiare, nonostante la pièce dello scrittore Bacigalupo abbia ormai un secolo, perchè ognuno di noi ritrova, tra gli esilaranti battibecchi coniugali di GiggiaSteva, l’ingenuità dei giovanotti, la leggerezza di Matilde, un po’ dei comportamenti, della mentalità, delle aspirazioni rampanti, più o meno apertamente manifeste, di qualche personaggio del proprio nucleo familiare.   â

    Giggia ha fretta di maritare l’unica figliola, badando a curarne solo quegli aspetti esteriori che riescano a lusingare e ad attirare i giovani uomini che visitano la loro casa in città ed in campagna. Nonostante sia già spuntato un probabile marito nell’ambito familiare, l’ambizione di madre la spinge a fraintendere le frasi cortesi rivolte alla figlia da un giovane ben sistemato, mentre l’interesse  sentimentale di quest’ultimo è  rivolto in realtà  a sua nipote, Carlotta. Invano Steva, marito trascurato ed inascoltato, tenta di riportarla alla ragione; gli uomini, secondo Gigia, “non capiscono niente” e sottovalutano il sesto senso delle donne.

    Spaccato di un mondo “piccoloborghese” di ristretta mentalità che stenta a morire davvero, di comportamenti delle donne di casa che paiono immutati nel tempo (come quello di decidere ogni cosa ma di mandare allo scoperto gli uomini), di combinati matrimoni rassicuranti fra parenti che non disperdano le risorse economiche delle famiglie. Sempre rimarcata, con divertita ammissione, la proverbiale taccagneria ligure.

    Ancora presente l’elemento  mai abbandonato, neppure nel teatro moderno, della commedia dell’equivoco, scaturito stavolta sul fraintendimento delle parole. I coniugi Govi, nonché i bravi caratteristi che li affiancavano, riuscivano, con l’uso di una mimica esilarante, a far passare quasi inosservata una recitazione dalla tecnica scandita ed impeccabile.

    Chi si confronta con interpreti memorabili, e da tutti rimpianti, è sempre dotato di coraggio e passione, che riconosciamo agli attuali interpreti, insieme al merito di aver modernizzato lo svolgimento con l’inserimento di simpatici stacchi danzanti sulle note dei Trilli.

    Elisa Prato

    “I manezzi pe majâ na figgia”, al Teatro della Corte fino al 5 gennaio 2017

  • MaddaOltre Creative District, il bando per far rifiorire il centro storico e l’industria creativa genovese

    MaddaOltre Creative District, il bando per far rifiorire il centro storico e l’industria creativa genovese

    salita-quattro-canti-genova-via-maddalenaAncora una volta Genova non si ferma di fronte alle difficoltà nella riqualificazione del Centro Storico. Questa volta il Comune apre un bando dedicato ai creativi per lo sviluppo locale del sestiere della Maddalena. “MaddaOltre Creative District è il bando che finanzierà i progetti d’insediamento di nuove attività, o di attività esistenti che vogliono crescere in spazi inutilizzati pubblici o privati situati in aree specifiche dei caruggi. A beneficiare dei finanziamenti, che vanno dai 5 mila ai 20 mila euro, saranno le associazioni, cooperative, piccole imprese, lavoratori autonomi e gruppi informali che operano nel settore dell’industria creativa.

    «Questa Amministrazione – dice l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla – ha sempre sostenuto l’industria culturale e creativa come vettore di sviluppo socio economico anche in virtù della sua capacità di creazione di posti di lavoro e interventi come questo bando rappresentano un impegno concreto per valorizzare il suo potenziale nella rigenerazione urbana».

    Una scelta, quella di puntare sull’industria creativa, valutata accuratamente. Secondo alcuni studi che Crative District ha portato avanti prima di istituire il bando, è emerso che l’industria creativa può portare sviluppo in zone degradate. «Abbiamo constato che, in diverse aree, i prodotti culturali hanno reso i quartieri più vivi e di conseguenza li hanno riqualificati, per questo abbiamo puntato sull’industria creativa». – Dice Fabio Tenore, coordinatore tecnico del progetto “Creative Cities” del Comune di Genova.

    Ma l’obiettivo del bando non è unico, anzi “fa un viaggio e due servizi”. «Con MaddaOltre – aggiunge Tenore – vogliamo anche dare un futuro ai tanti creativi di Genova». Secondo alcune ricerche condotte da Crative District, il capoluogo ligure ospita moltissime realtà creativa, che spesso però non hanno competenze manageriali necessarie per crescere, svilupparsi e aumentare il proprio cluster. «Vorremmo che, anche grazie ai finanziamenti del bando, queste imprese si sviluppassero a tal punto da formare una grande rete nel settore creativo genovese – conclude il coordinatore – Per questo forniamo loro supporto nel business plan, nella formazione e nelle specifiche competenze profesionalizzanti».

    I creativi che verranno selezionati riceveranno un supporto di coaching all’analisi dei fabbisogni, alla definizione di piani di lavoro, allo start-up e alla creazione di networking, in cambio, dovranno garantire l’insediamento nel centro storico e la partecipazione a tutti gli eventi realizzati nel quartiere.

    Come partecipare

    piazza-maddalena-centro-storico-genovaTutte le realtà nell’industria creativa, dalle associazioni alle cooperative, dalle piccole imprese ai lavoratori autonomi fino gruppi informali, possono iscriversi al bando “MaddaOltre” con il requisito imprescindibile che garantiscano una presenza in un locale inutilizzato del centro storico. «Ci piacerebbe che ci fossero molte più saracinesche aperte nel centro storico e in questo caso le nuove attività sarebbero per la produzione di cultura, cosa che riqualifica il quartiere». – Spiega Tenore.

    Le attività che possiedono già una sede nel centro storico potranno comunque partecipare assicurando, però, di implementare altre attività, sempre nell’ambito creativo, che finora non avevano svolto.

    L’importo totale dei finanziamenti del bando, messi a disposizione dalla Compagnia San Paolo, è di 70 mila euro che verranno suddivisi per ogni impresa selezionta da un minimo di 5 mila a un massimo di 20 mila euro ciascuna. La domanda è da complire e inviare entro il 23 gennaio 2017. Verrà poi stilata una graduatoria di merito in cui verranno selezionati i progetti migliori fino a esaurimento dei finanziamenti. «Speriamo che questo bando sia uno stimolo per far nascere e crescere nuove attività creative a Genova» – conclude Tenore.

    E.C.

     

  • Metro, tutto è fermo. Progetto della rete di superficie resta al palo, con milioni spesi per stazioni deserte

    Metro, tutto è fermo. Progetto della rete di superficie resta al palo, con milioni spesi per stazioni deserte

    san-biagio-stazioneNonostante il suo utilizzo sia in aumento, l’espansione della metropolitana genovese oggi rimane un’incognita appesa a tante variabili: in primis, i lavori legati al nodo ferroviario di Genova, attualmente fermi. Questo stallo blocca anche il progetto di costituire una rete di superficie, utilizzando i tracciati ferroviari urbani. Negli anni sono state costruite alcune stazioni in funzione di questo disegno, che avrebbero dovuto formare un innovativo sistema metropolitano leggero con il compito di servire capillarmente le zone limitrofe della città di Genova. La realtà, però, è che oggi queste stazioni sono deserte e mal servite.

    Una di queste è la stazione ferroviaria di San Biagio – San Quirico: inaugurata nel 2005, oggi largamente sottoutilizzata con solo tredici i treni che durante i giorni feriali fermano a S. Biagio in direzione Brignole e poco più di venti quelli in direzione Busalla. Eppure l’investimento è stato cospicuo: ben 2.900.000 € i soldi spesi dal Comune nei primi anni Duemila per la creazione di questa stazione che doveva essere l’anello di raccordo tra il centro commerciale “L’Aquilone”, il nuovo quartiere San Biagio 2 e il vecchio quartiere di San Quirico, oltre a dover “sfoltire” l’affollamento nella stazione di Pontedecimo già satura a causa dei pendolari provenienti dai comuni circostanti come Campomorone e Ceranesi.

    Undici anni dopo, qualcosa sembra non aver funzionato a dovere. La stazione risulta troppo lontana sia dal centro commerciale che dal nuovo quartiere di San Biagio 2 e solo una piccola porzione della popolazione di San Quirico ha la possibilità di raggiungerla a piedi. La natura morfologica dell’area, unita alla presenza in zona di impianti industriali a rischio rilevante, infatti, ha costretto un’ubicazione dell’infrastruttura poco strategica: il quartiere nasce lungo una strada di collegamento tra Pontedecimo e Bolzaneto e la stazione, posizionata nella sua zona meridionale, non può essere raggiunta a piedi da buona parte degli abitanti che tuttora preferiscono spostarsi a Pontedecimo, pur essendo costretti a servirsi degli autobus per raggiungerla. Tutto questo, unito a una scarsa circolazione di convogli, ha portato la stazione di San Biagio a essere già praticamente obsoleta a soli dieci anni dalla sua apertura.

    Lo stato dell’arte e i progetti futuri

    metropolitana-brignoleEppure, in quegli anni precedenti alla crisi si sentiva parlare moltissimo della creazione di un nuovo sistema metropolitano urbano “leggero” e proprio in quello stesso 2005 la metropolitana già esistente approdava finalmente in piazza De Ferrari, cuore della città. Finalmente, perché il progetto originale della metropolitana di Genova partì nel lontano 1982 con l’allora sindaco socialista Cerofolini e l’assegnazione del primo lotto di lavori venne fatto nel 1986. Da allora ci vollero circa sei anni per terminare l’intervento sulla galleria di Certosa, già esistente. Poi, a causa di ritardi tecnici, errori umani e inconvenienti vari, si dovette aspettare il 1992 per l’arrivo a Principe che consentiva l’interscambio tra la metropolitana e il mezzo ferroviario, e il 2012 per l’arrivo alla stazione di Brignole, la “porta” per la Valbisagno. Molto tempo e molta fatica per una linea metropolitana di soli otto chilometri, che ogni anno trasporta circa 14,8 milioni di passeggeri: numeri comunque approssimativi, vista la mancanza di tornelli in entrata che, oltre a facilitare il compito dei “portoghesi”, non permettono una reale stima dei passeggeri. In questi ultimi anni, il discorso sul trasporto pubblico è un po’ scemato e attualmente gli unici lavori che riguardano la metro sono quelli del deposito di Dinegro, con la realizzazione di un’uscita a mare e un parcheggio di interscambio in superficie, quasi completati.

    Come riporta l’associazione Metrogenova, le possibili direttrici di espansione ipotizzabili in questo momento potrebbero essere: a levante, il prolungamento tramite linee ferroviarie verso piazza Martinez che permetterebbe di raggiungere il quartiere di San Fruttuoso; il raggiungimento della stazione ferroviaria di Rivarolo con stazione intermedia a Canepari in Valpolcevera; mentre in Valbisagno, fallito il progetto presentato nel 2003 da Metropolitane Milanesi per l’estensione fino allo stadio, la situazione è sempre meno chiara. Infine, esiste, almeno a livello teorico, un progetto di prolungamento fino a Sampierdarena ma sembra ormai abbandonato.

    Il nodo e la risposta

    «Il ritardo sulla metropolitana leggere dipende essenzialmente dal ritardo che in questo momento è accumulato sul nodo di Genova – spiega il vicesindaco del Comune di Genova, Stefano Berninii lavori del nodo riguardano soprattutto il collegamento tra Voltri e Brignole, che stanno allargando gallerie già esistenti ma la realizzazione di nuove gallerie e di nuovo tracciato ferroviario sono bloccati per la situazione di criticità che si è creata tra Rfi e la ditta che aveva vinto la gara cioè il consorzio Eureka». Il nodo ferroviario è sostanzialmente un potenziamento infrastrutturale tra Genova Voltri e Genova Brignole attraverso il quadruplicamento dei binari tra Voltri e Sampierdarena e la potenziale interconnessione al Terzo Valico dei Giovi, il sestuplicamento tra Piazza Principe e Brignole, il riassetto degli impianti delle stazioni di Brignole, Voltri e Sampierdarena e la creazione di nuovi impianti di sicurezza e controllo. «Questo ritardo – continua Bernini – è uno degli elementi che abbiamo segnalato nel patto sottoscritto con Renzi come città proprio perchè abbiamo chiesto che ci fosse una accelerazione. Devo dire che una prima risposta c’è stata in quanto il Cipe, ovvero il comitato interministeriale per la programmazione economica, ha finanziato la progettazione esecutiva della fermata dell’aeroporto. Il progetto definitivo era già stato finanziato con i contributi della Comunità europea e questa fermata si trova sul tracciato di costa che andrà a far parte della linea di metropolitana leggera di superficie. Esiste poi un progetto che parte da Voltri e arriva a Brignole e uno che parte da Pontedecimo e arriva a Sampierdarena», conclude il vicesindaco. Ma il servizio sarebbe appaltato a Trenitalia o all’Amt? «Il nodo si risolve nel momento in cui ci sarà l’unificazione dei servizi, e in realtà Busitalia, che è una società delle Ferrovie dello Stato, sta acquisendo linee su gomma in città come Firenze e Torino che vanno a essere complementari a quelle su rotaia e che consentono un vantaggio enorme per l’utenza. La gestione unificata permette di risparmiare tempo e soprattutto consente di ammortizzare i costi».

    La fine del tunnel?

    Allo stato attuale delle cose, quindi, i genovesi dovranno ancora aspettare prima di avere un impianto metropolitano rapido, efficiente e capillare. Il progetto, infatti, dovrà essere rifatto e riappaltato visto il fallimento della ditta Eureka, vincitrice dello scorso bando di concorso: i tempi si allungano ancora e nessuno può prevederne i termini. Di questo tunnel non se ne vede la fine.

    Gianluca Pedemonte

  • Luigi Tenco, a 50 anni dalla scomparsa Comune di Genova organizza una giornata dedicata al cantautore

    Luigi Tenco, a 50 anni dalla scomparsa Comune di Genova organizza una giornata dedicata al cantautore

    luigi_tencoSono passati 50 anni dalla scomparsa di Luigi Tenco, ma mai come oggi è necessario riscoprire e celebrare il giovane talento che a Genova trovò la sua casa. Con questo spirito Comune di Genova, insieme a Teatro della Tosse e numerosi artisti, ha organizzato per il 7 gennaio un’intera giornata dedicata al cantante di origini piemontesi: una mostra, organizzata del foyer del Teatro della Tosse, visite guidate attraverso la città “dei cantautori” e un concerto incentrato su una “difficile” selezione dei brani dell’autore, interpretati da Roberta Alloisio, accompagnata dal chitarrista Armando Corsi.

    A presentare la giornata-evento, l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Carla Sibilla: «Genova si conferma sempre di più come capitale della canzone d’autore – ha sottolineato l’assessore – e non poteva che accogliere con entusiasmo l’omaggio a uno dei cantautori più significativi della sua tradizione musicale. Come Amministrazione comunale puntiamo molto su questo asset per la promozione della città. In Via del Campo abbiamo aperto un museo dedicato a Fabrizio De Andrè e agli altri artisti della scuola genovese come Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Ivano Fossati. Da ormai quattro anni organizziamo Genova X Voi, il primo talent per giovani autori che sta riscuotendo un buon successo di critica e di pubblico. Proporremo di istituire in gennaio una giornata dedicata a Luigi Tenco per connotare ancora di più Genova sotto questo aspetto e per istituzionalizzare il ricordo di un artista rimasto nel cuore della città».

    «Luigi Tenco è stato un talento unico – spiega Roberta Alloisio durante la presentazione della giornata – cresciuto in un contesto irripetibile, con compagni come De Andrè, Gaber, Lauzi. Nonostante si sia dovuto fermare prima, ci ha lasciato un centinaio di brani editi, più moltissimi “appunti” o provini. Sentendo le sue canzoni, leggendo i suoi testi, emerge quanto lui non fosse triste, come spesso viene descritto, quanto piuttosto arrabbiato». I suoi brani hanno la straordinaria potenza di portare una «critica diretta, schietta, senza formalità – aggiunge Alloisio – che anche oggi sanno far riflettere».

    Il concerto sarà anche occasione per presentare al pubblico il nuovo progetto discografico dedicato alla produzione di Luigi Tenco, che vede come protagonisti proprio Roberta Alloisio e Armando Corsi, entrambi premiati con la “Targa Tenco” rispettivamente nel 2011 e 2015.

     

    Programma della giornata

     

    Alle 18.30 nel Foyer presentazione mostra e incontro con Renato Tortarolo

    Alle 20.30 concerto in Sala Trionfo con Armando Corsi e Roberta Alloisio

    Ospiti della serata: Fausto Mesolella (leader degli Avion Travel) Enrico Campanati e Carla Peirolero (leggeranno alcune ballate di Luigi Tenco) Max Fontanini e Alessandra Costa di Genova Tango (balleranno su un brano arrangiato a tango) gruppo corale Menestrelli diretto da Elsa Guerci dell’Associazione Elicona (una formazione di giovanissimi che eseguirà ‘Cara Maestra’ e ‘Il mio Regno’)

     

    Visite guidate gratuite alla scoperta della Genova di Tenco e dei cantautori

    Partenza alle ore 15 – 15.30 – 16.30 e 17 da Piazza Negri Teatro della Tosse e arrivo in Via del Campo 29 R.

    Info e prenotazioni: info@genovainmostra.it – tel. 370.3289126

     

    La mostra

    A partire dalle 15 nel Foyer della Trionfo sarà possibile visitare una piccola esposizione, ci sarà la macchina da scrivere con cui Luigi scriveva i suoi testi, il sax che lo ha accompagnato in tante performance, anche televisive, e numerosi oggetti legati alla sua avventura artistica; spartiti, foto, locandine, rare edizioni dei suoi dischi e i premi vinti nella sua carriera. La chitarra sarà simbolicamente sul palco, accanto ad Armando Corsi, durante il concerto. Il tutto per gentile concessione della famiglia Tenco e di Sandro Amicone, che per noi ha scelto le migliori rarità della sua collezione privata.

    IL CD – Tracklist

    Mi sono innamorato di te | Ah l’amore, l’amore | Se sapessi come fai | La ballata del Marinaio | Un giorno dopo l’altro | Il tempo passò | Io sì | Un’ultima carezza | Angela | Vedrai vedrai | Ti ricorderai | Ho capito che ti amo | Ciao amore ciao | Luigi e gli americani

    La produzione

    Produzione artistica Roberta Alloisio, Armando Corsi, Raffale Abbate
    Voce di Roberta Alloisio, chitarra classica di Armando Corsi
    Registrato e mixato da Raffaele Abbate negli studi della OrangeHomeRecords, Leivi (GE)
    Produzione esecutiva Raffaele Abbate

     

     

     

  • Bolkestein, il Comune di Genova in pressing per prorogare scadenza al 2020 in tutela dei 1900 ambulanti genovesi

    Bolkestein, il Comune di Genova in pressing per prorogare scadenza al 2020 in tutela dei 1900 ambulanti genovesi

    mercato-frutta-verdura-sarzanoGli ambulanti genovesi possono tornare a sperare: anche il Comune di Genova di schiera ufficialmente contro la normativa Bolkestein, nella parte in cui ridisegnava le procedure di assegnazione delle licenze per vendere nei mercati rionali. La palla, quindi, passa al governo, che in questi giorni sta discutendo con Anci se posticipare al 2020 delle prime scadenze: una mossa pensata e proposta per prendere tempo, ed intavolare trattative per modificare il recepimento della normativa europea, tutelando una “industria” che ogni anno genera circa 36 miliardi di euro di fatturato su scala nazionale.

    Le iniziali critiche alla giunta Doria, quindi, si ricompongono, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi. A Genova sono circa 1900 le varie licenze che compongono il variegato universo degli ambulanti: banchi merce varia, fiere, banchi dei mercati rionali alimentari, ma non solo, per un volume di affari che sfiora il miliardo di euro su base cittadina, stando alle stime di Aval, l’Associazione Venditori Ambulanti Liguri: «La direttiva ha trasformato le licenze “vita natural durante” in licenze a scadenza decennale, con un meccanismo di assegnazione a bandi che rischia di rovinare migliaia di famiglie – sostengono i rappresentanti dell’associazione –  licenze che furono legalmente acquistate in passato con un prospettiva temporale di lungo periodo: cambiare le regole in corso significa buttare all’aria decenni di attività»

    Norma europea, ritardo italiano

    La ratio della direttiva europea è quella di permettere la libera circolazione dei servizi, armonizzando a livello comunitario le normative e liberalizzando il sistema; per quanto riguarda i venditori ambulanti, la norma, recepita nell’ordinamento italiano nel 2010, prevede una assegnazione dei spazi per bandi, organizzati secondo graduatorie legate alla regolarità contributiva, anzianità di servizio e ad un numero massimo di posteggi assegnabili, che variano dai contesti. Il problema è nato dal fatto che la scadenza attuativa, prevista per il 31 dicembre 2016, non ha permesso ai vari comuni di organizzare in tempo tutta la macchina di ri-assegnazione degli stalli, con il rischio di far saltare tutto la “macchina”.

    «L’Italia è l’unico paese che ha recepito la norma nella maniera più restrittiva per gli ambulanti – sottolineano i rappresentanti Aval presenti in Sala Rossa – trasformandoci virtualmente in nuovi precari: con un’attività che ogni volta deve “vincere” un bando, le banche chiudono le porte ai finanziamenti, impedendo investimenti o leasing necessari per portare avanti le nostre attività».

    Il voto, arrivato all’unanimità, non risolve il problema, ma punta a posticipare le scadenze, per permettere una nuova e più approfondita trattativa e discussione. La palla, quindi, passa al governo, che in queste ore dovrà decide il da farsi. Nel caso di una proroga della scadenza, quindi, si tornerà a trattare per trovare una soluzione che sappia tutelare chi è dentro al sistema e chi vorrebbe entrarci: garantendo, cioè, continuità a chi è già in attività, ma anche permettendo ai “giovani mercatari” di proporsi. In altre parole, la battaglia non è ancora finita.

    Nicola Giordanella

  • Amiu, entro fine 2017 maggioranza a Iren. Prima aumento di capitale al 49%, poi arriveranno gli impianti

    Amiu, entro fine 2017 maggioranza a Iren. Prima aumento di capitale al 49%, poi arriveranno gli impianti

    amiuEntro la fine del 2017 Amiu non sarà più a maggioranza pubblica. A stabilirlo è la delibera di giunta, approvata questa mattina, che fissa le linee guida per l’aggregazione societaria industriale tra la partecipata del Comune di Genova per la gestione del ciclo dei rifiuti e Iren ambiente spa. Nei criteri operativi, illustrati alla stampa dagli assessori al Bilancio e all’Ambiente, Francesco Miceli e Italo Porcile, l’ingresso della multiutility come aumento di capitale di Amiu è, infatti, fissato in due passaggi. Una prima fase, da concludersi appena terminato l’iter procedurale, che consiste nell’apporto in denaro che fisserà la presenza di Iren al 49%. La seconda fase, da concludersi entro un anno, vedrà, invece, un nuovo aumento di capitale, nelle forme di apporto di impianti o di interventi finanziari vincolati alla realizzazione degli stessi in territorio metropolitano o limitrofo, che porterà Iren oltre al 51% del capitale sociale e, dunque, a far perdere la vocazione a maggioranza pubblica di Amiu. Passaggio, quest’ultimo, che, nonostante le rassicurazioni di palazzo Tursi, smentirebbe nei fatti l’accordo con i sindacati, già comunque in parte disatteso dalla manifestazione di interesse che il Comune aveva pubblicato a riguardo. La governance della nuova Amiu penderà fin da subito verso Iren, a cui spetterà la nomina del nuovo amministratore delegato. «Ma si ipotizza un sistema – assicura Miceli, come riportato dall’agenzia Dire – che permetta sempre al Comune di presidiare le strategie complessive e cruciali della società, mentre spetterà a Iren la gestione quotidiana. Inoltre, vi è la garanzia che l’identità territoriale dell’azienda rimarrà a Genova».

    Scarpino 3

    Ai sensi di una norma contenuta nella finanziaria del 2015, non dovrebbero esserci particolari ostacoli per la concessione di una proroga al contratto di servizio per Amiu altrimenti in scadenza nel 2020, anche se i delicati rapporti tra Comune e Città metropolitana, da un lato, e Regione Liguria, dall’altro, invitano alla prudenza. Nel frattempo, sarà ottenuta l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per l’apertura di Scarpino 3, la cosiddetta discarica di servizio, e sarà presentato un nuovo piano finanziario alla Città metropolitana che comprende i costi di accantonamento per la gestione post mortem di Scarpino 1 e 2. Inoltre, verrà ridefinita in 10 anni la rateizzazione per la copertura degli extra costi dovuti al conferimento dei rifiuti fuori gestione, dopo la chiusura di Scarpino.

    Impossibile, al momento, quantificare economicamente il valore delle partecipazioni nella nuova Amiu perché il Comune ha chiesto una nuova valutazione del valore attuale della partecipata, prezzo base su cui fare i calcoli per il primo ingresso di Iren al 49% e il valore potenziale futuro in vista del secondo aumento di capitale. «Una volta che saranno noti i valori – spiega Miceli – le parti firmeranno un accordo di investimento che prevedrà il contratto di servizio prorogato, lo statuto di Amiu rivisto, la garanzia di patti parasociali, un nuovo piano industriale ottimizzato ottimizzato, che dovrà recepire quello già realizzato da Amiu per il 2020». Il tutto entro fine marzo. Garantiti anche gli attuali livelli occupazionali e l’attivazione di un processo per la stabilizzazione del precariato.

    Tutto a buon fine?

    Iren, nei fatti, sembra aver “vinto” su tutto. Ora la parola passerà al Consiglio comunale che voterà, verosimilmente a metà gennaio, la delibera approvata oggi dalla giunta e che già domani inizierà l’iter in Commissione. A quel punto, il Comune dovrebbe avere il via libera ad attivare il vero e proprio tavolo negoziale con Iren. «La finalità – sottolinea Miceli sempre all’agenzia Dire  – è avere un soggetto societario in grado di garantire il migliore sviluppo possibile sul tema dei rifiuti, creando un soggetto forte in un settore strategico per gli enti locali, evitando il rischio di situazioni viste ad esempio a Roma e Napoli». Secondo l’amministrazione, tutto questo processo dovrebbe terminare entro la fine di marzo. Poi, un secondo passaggio in Consiglio comunale a sigillo della trattativa, in tempo per la fine del ciclo amministrativo. Prodromica a tutto il processo, l’autorizzazione all’aggregazione che il Comune di Genova dovrà immediatamente chiedere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato perché Iren è un società quotata in borsa.

  • Teatro della Tosse, al via stagione 2017 nel segno di Luzzati. Negli ultimi 6 anni triplicati gli spettatori

    Teatro della Tosse, al via stagione 2017 nel segno di Luzzati. Negli ultimi 6 anni triplicati gli spettatori

    Foto di Alberto Rizzerio
    Foto di Alberto Rizzerio

    “Io traggo dall’assurdo tre conseguenze: la mia rivolta, la mia libertà e la mia passione”. Si sintetizza così, con le parole di Albert Camus tratte da “Il mito di Sisifo” la stagione 2017 del Teatro della Tosse, contraddistinta dal decennale della scomparsa di Emanuele Luzzati e dal conseguente affindamento della direzione del teatro a Emanuele Conte. E proprio per celebrare degnamente l’anniversario della morte di Luzzati, il 26 gennaio verrà inagurato un nuovo spazio polifunzionale: il Luzzati Lab, con una mostra dedicata ai costumi del fondatore e di Bruno Cereseto. «Diventerà un simobolo molto forte della nostra storia – sostiene Conte – il recupero e in parte il riutilizzo del laboratorio di scenografia voluto, comprato e donato al teatro proprio da Lele Luzzati. Da alllora il teatro è cambiato e non consente più le grandi coreografie che si realizzavano per gli spettacoli di Luzzati. Allora abbiamo pensato di dividere lo spazio in due: da un lato resta il laboratorio di scenografia, dall’altro il teatro si apre alla città con un luogo dedicato alla formazione del pubblico, alla formazione professionale, alle esposizioni e perché no al teatro di posa».

    «Il teatro continua a crescere (in 6-8 anni abbiamo triplicato il pubblico) così come continuano a diminuire i contributi pubblici – analizza Contele logiche di sostegno del territorio e dello Stato non hanno ritenuto abbastanza meritevole il nostro lavoro e ancora una volta lo hanno penalizzato riducendo le risorse. Abbiamo scelto di rispondere a questo mancato riconoscimento mettendo sul piatto la nostra storia e il nostro impegno»A consentire la prosecuzione delle attività per il teatro, anche e soprattutto il sostegno economico privato della Compagnia di San Paolo. «La cultura resta per pochi perché se ne fa poca – afferma Roberto Timossima basterebbe che solo l’1% delle transazioni finanziarie annuali in un anno fosse destinato alla cultura per raddoppiare gli attuali finanziamenti».

    «In un contesto come questo – sostiene l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Carla Sibilla l’atteggiamento giusto è spingere e proporre, non chiedersi se restare o andarsene come hanno fatto qualche giorno fa gli industriali nelll’assemblea cittadina. Restiamo e lavoriamo a testa bassa come molti giovani ci insegnano. Il mio augurio per la Tosse è di serenità aggressiva per il futuro, per essere sempre più tenaci e grintosi».

    La stagione

    5-cuisine-teatro-tosseNella seconda stagione della direzione artistica di Amedeo Romeo, che chiude il primo triennio della riforma teatrale italiane che aveva inserito la Tosse tra i Teatri di rilevante interesse culturale, saranno una sessentina gli spettacoli allestiti, in un cartellone che come ormai di consueto non segue la stagionalità ma l’anno solare. «Vorrei fare mio il motto del National Theatre di Londra – spiega il direttore artistico – per “fare il migliore teatro possibile e condividerlo con il maggior numero di persone”»Sul modello dei grandi teatri europei, la programmazione 2017 della Tosse è attraversata da momenti tematici che si alternano agli ormai consueti appuntamenti con i festival, il meglio della nuova drammaturgia e le produzione proprie che escono dalla mure del teatro e della città.

    Entrando nel dettaglio, sono 4 i momenti tematici caraterizzati da altrettanti festival: Passaggi –Sguardi sulla morte, Life festival, Calcio d’inizio, Resistere e creare.

    A marzo Passaggi –Sguardi sulla morte, con quattro vitalissimi spettacoli (Non c’è limite Alpeggio di Alessandro Bergallo, La Palla Rossa, Infinita, Sulla Morte senza esagerare) che affrontano con serietà e ironia il tema difficile della morte in collaborazione all’associazione di volontariato Braccialetti Bianchi di Genova che offre accompagnamento e sostegno interiore ai malati terminali e alle loro famiglie. Tornerà in primavera il Life Festival, la rassegna di teatro a tematiche omosessuali che per il terzo anno arriverà alla Tosse con un cartellone ricco di sorprese che coinvolgerà molte realtà culturali del territorio genovese. A ottobre la novità Calcio d’inizio, prima edizione di quello che diventerà un festival di teatro urbano, che si svolgerà fuori dal teatro, in cui, tra gli altri titoli, verrà presentato Pier Paolo!, un progetto di Giorgio Barberio Corsetti dedicato all’arte di Pier Paolo Pasolini e alla sua grande passione per il calcio, il tutto ripreso da telecamere che proiettano ciò che avviene nel rettangolo verde e sugli spalti del campetto dei Giardini Luzzati. Un corto circuito tra poesia, agonismo, teatro e sport come sarebbe piaciuto a Pasolini. Infine, a novembre, la terza edizione di Resistere e creare – la rassegna di danza internazionale con la direzione artistica di Michela Lucenti.

    Impossibile dare conto di tutto il cartellone che potrete trovare con dovizia di particolari sul sito della Tosse (http://www.teatrodellatosse.it). Ci limitiamo solo ancora a qualche rapida sengalazione. Ad esempio, degli spettacoli fuori dal Teatro: per due settimane, alla fine di giugno, torna al padiglione Blu della Fiera del Mare Il Maestro e Margherita, nato da un progetto di Emanuele Conte che si confronta con il libro di Bulgakov. Quest’anno, fuori dalla “collina Luzzati” usciranno anche alcune ospitalità come Il Volo – La Ballata dei Pichettini, spettacolo dedicato alle morti bianche che si svolgerà nella Sala Chiamata del Porto di Genova il 22 marzo, in collaborazione con Filt Cgil Genova e della Camera del Lavoro di Genova. In apertura del cartellone del Life festival, all’ex manicomio di Quarto il 6 maggio in collaborazione con il Teatro dell’Archivolto verrà allestito lo spettacolo MDLSX dei Motus, un coming out teatrale, in forma di rave. E poi, ancora, i grandi spettacoli itineranti: a luglio, ai Giardini Luzzati, toccherà a La macchina del tempo, cui faranno seguito gli ormai tradizionali appuntamenti in riviera e ad Apricale.

    E poi, la stagione delle Sale “In Trionfo” e “Cantiere Campana”, la prima dedicata al teatro fisico e alle grandi produzioni internazionali, la seconda che oltre ad avere una sensibilità sulla nuova drammaturgia diventa residenza artistica per tre compagnie nazionali che operano in quest’ambito. Si parte con lo spettacolo di Capodanno, il 31 dicembre alle 22, Candido con la regia di Emanuele Conte, che tornerà dal 17 al 21 gennaio. Nel mezzo, il 7 gennaio, l’anteprima in musica con lo spettacolo Luigi omaggio a Luigi Tenco con Armando Corsi e Roberta Alloisio, e il 12 gennaio Cuisine & confessions della compagnia canadese Les 7 doigts de la main che trasforma la cucina in un palcoscenico per straordinari numeri di acrobazia danzata, ad alto tasso spettacolare e giocati sul tempo di cottura che non perdona. Fino al 14 gennaio.

     

    Cartellone 2017

    7 gennaio

    Luigi – omaggio a Luigi tenco

    Roberta Alloisio

     

    12-14 gennaio

    Cousine & confessions

    7 dita della mano

     

    17-21 gennaio

    Candido

    Teatro della Tosse

     

    26-29 gennaio

    Tre Alberghi

    Stabile del Friuli Venezia Giulia

     

    30 gennaio – 1 febbraio

    Piccoli Eroi

    Teatro del Piccione

     

    2-4 febbraio

    Homicide House

    MaMiMo

     

    9-11 febbraio

    Proclami Alla Nazione

    Teatro Campestre

    Elisabetta Granara

     

    16-18 febbraio

    Cinglish

    Teatro Carcano

     

    22 febbraio – 4 marzo

    I Giusti

    Teatro della Tosse

    Regia Emanuele Conte

     

    9-12 marzo

    Sorry Boys

    Marta Cuscunà

     

    16-18 marzo

    Non c’è limite Alpeggio

    Teatro della Tosse

    Alessandro Bergallo

     

    17-18 marzo

    La palla rossa

    Marco Taddei

     

    18-19 marzo

    Infinita

    Familie Flöz

     

    22 marzo

    Il Volo – La Ballata dei Pichettini

    Teatro delle Albe

     

    23 marzo

    Prometeoedio

    Teatro della Tosse

    Regia Emanuele Conte

     

     

    24-26 marzo

    Sulla morte senza esagerare

    Teatro dei Gordi

     

    31 marzo-2 aprile

    House in Asia

    Agrupación Señor Serrano

     

    6-8 aprile

    De Revolutionibus

    Minasi/Carullo

     

    20-22 aprile

    Fotofinish

    Antonio Rezza / Flavia Mastrella

     

    4-6 maggio

    Animali da Bar

    Carrozzeria Orfeo

     

    Maggio

    Life Festival

    6 MAGGIO Mdlsx

     

    Giugno

    Il Maestro e Margherita

    Ideazione e regia Emanuele Conte

    Con Michela Lucenti e Balletto Civile

    Produzione Teatro della Tosse

    Giugno- Agosto

    La Tosse d’Estate

     

     

    Ottobre

    CALCIO D’INIZIO

    • Pier Paolo !

         Giorgio Barberio Corsetti – produzione Fattore K

     

     

     

    Novembre

    RESISTERE E CREARE – Rassegna di danza III edizione

     

    Novembre

    Disgraced

    Jacopo Gassman

    Teatro della Tosse/ Teatro di Roma, Teatro Nazionale

     

    Novembre

    Andy Warhol Superstar

    Laura Sicignano

    Teatro della Tosse / Teatro Cargo

     

    Dicembre

    Io non ho mani che mi accarezzano il viso

    Francesca Macrì e Andrea Trapani

    Teatro della Tosse / Fattore K /Teatro dell’Elfo / Compagnia Biancofango.

     

  • Ex-Gavoglio, firmato il passaggio al Comune di Genova. Ora la stesura del PUO e dei bandi per rendere il progetto realtà

    Ex-Gavoglio, firmato il passaggio al Comune di Genova. Ora la stesura del PUO e dei bandi per rendere il progetto realtà

    gavoglio-lagaccio-2Firmato questa mattina nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, l’accordo di valorizzazione dell’ex Caserma Gavoglio, imprescindibile per il passaggio del compendio dal Demanio all’ente locale. Presenti, tra gli altri, il sindaco Marco Doria e il direttore dell’agenzia del Demanio, Roberto Reggi. Il programma di valorizzazione deriva anche dal percorso partecipativo avviato nel 2014 con l’obiettivo di riaprire gli spazi al quartiere e alla città. «Abbiamo già cominciato a restituire la Gavoglio ai cittadini – dichiara il sindaco, come riportato dall’agenzia Dire – perché c’è già una casa di quartiere e un cortile che è diventato un giardino pubblico e altri spazi che verranno restituiti». La strada per arrivare ad oggi, però, è incominciata qualche anno prima, esattamente nel 2008, quando i cittadini hanno iniziato ad organizzarsi in comitati e associazioni, tra cui il gruppo “Progettare la Città” e la rete di associazione “Voglio la Gavoglio”: centinaia di assemblee e incontri, che hanno generato nel 2012 circa 450 osservazioni sul Puc, chiesto ed ottenuto commissioni ad hoc e innumerevoli iniziative sul territorio. “Guardando indietro, ripercorrendo tutto quello che è stato fatto, oggi è una giornata da festeggiare – dichiara Enrico Testino, fondatore di “Progettare la Città”e dobbiamo ringraziare l’amministrazione, soprattutto  il sindaco Marco Doria e l’assessore Piazza, per essere stati dietro a questo progetto».

    Tra il dire e il fare…

    Attualmente l’ex caserma consta di 19.100 metri quadrati di superficie coperta e 30.900 metri quadrati scoperti, mentre il volume complessivo degli edifici ammonta a 223.400 metri cubi. Il percorso di valorizzazione sarà costruito progressivamente, a partire proprio dalle linee guida condivise nero su bianco questa mattina. «Ci saranno spazi verdi (tra i 10.000 e i 16.000 metri quadrati, ndr) con demolizione di volumi non vincolati in un quartiere densissimo dal punto di vista dei fabbricati – assicura Doria – ma c’è anche la necessità di definire degli investitori». Il Comune di Genova potrà realizzare un parco urbano attraverso un finanziamento europeo di poco superiore ai 3,1 milioni di euro, 1,7 dei quali destinati direttamente a palazzo Tursi. Stando ai progetti, però di soldi ne mancano all’appello ancora molti: oltre sessanta milioni, nell’ipotesi meno onerosa, da recuperare per far diventare realtà questo disegno ambizioso quanto importante per il quartiere ma non solo. I prossimi passi saranno quelli decisivi: il Comune dovrà realizzare un PUO (Progetto Urbanistico Operativo), entrando nel dettaglio per le scelte di destinazione degli spazi e delle strutture, per poi indire i relativi bandi per la realizzazione concreta: «Speriamo che riparta il percorso partecipativo interrotto un anno fa – sottolinea Testino – perché se si lavora insieme con il territorio, progetto e bandi potranno essere più facilmente realizzabili e sostenibili». Un appello a ritrovare un dialogo che in questi anni si è rivelato fondamentale, e che, senza dirlo, per “contrappasso” riporta alla mente i troppi esempi di “incompiute” sparsi sul nostro territorio. «Un’altra criticità è senza dubbio la potenziale durata dei lavori, che dovrebbe essere di 10 anniaggiunge – e che in un quartiere “intasato” come il Lagaccio, potrebbe, se mal gestiti, risultare dannosa. Serve quindi uno studio pubblico per questo».

    Punto di arrivo, punto di partenza

    La firma di oggi, quindi, ha un doppio significato: suggella un percorso, anche difficile, nato dal territorio e interpretato dall’amministrazione, aprendone però un altro, forse ancora più complesso e delicato. La realizzazione del “Progetto Ex Gavoglio”, quindi è appena incominciata: riusciranno le istituzioni a garantire che questo sogno diventi realtà? Non sarà cosa facile, certamente, ma la strada della condivisione ha portato i frutti oggi giustamente celebrati. Da domani, però, incomincia il lavoro vero.

    Nicola Giordanella

  • Ianuenses e il Natale di Aleppo. Il legame tra la città siriana e la Genova medievale

    Ianuenses e il Natale di Aleppo. Il legame tra la città siriana e la Genova medievale

    foto di Salah2ola
    foto di Salah2ola

    Fuori d’ogni retorica. Quel che è accaduto e ancora sta accadendo ad Aleppo non può non scuotere le coscienze. La battaglia e l’evacuazione di Aleppo – la più popolosa città della Siria, più ancora di Damasco – è una pagina nera della storia recente. Pare che del milione e mezzo (e oltre) di persone da cui era popolata, 40.000 siano ancora intrappolate al suo interno, in attesa d’un qualche corridoio umanitario. Ben magra consolazione per una delle città più antiche al mondo dove i morti non si contano. Aleppo la “bigia”, patrimonio dell’UNESCO dal 1986, eletta nel 2006 a capitale della cultura del mondo islamico; Aleppo musulmana e Aleppo cristiana (i cristiani sono – erano – circa 300.000, appartenenti a dieci confessioni diverse) – è, oggi, un cumulo di macerie intrise del sangue dei suoi abitanti: sangue di uomini, donne e bambini. Non vi sarà Natale, per i bambini di Aleppo. Così come non v’è stato alcun Mawlid al-Nabī – il Natale del Profeta –, celebrato quest’anno il 12 dicembre. Ma non ad Aleppo.

    Una lunga storia

    Non è questa la sede per discorrere di come si sia giunti a questo punto. Credo sia più utile cercare di convincere il lettore del fatto che la tragedia di Aleppo non possa – non debba – lasciarci indifferenti. E credo che non vi sia moto migliore del ripercorrerne la storia (alla quale, come si vedrà, i Genovesi non sono affatto estranei). Perché conoscere la storia di un luogo contribuisce a renderlo un po’ più nostro, un po’ più vicino.

    Nell’arco degli ultimi millenni Aleppo ha conosciuto dominazioni diverse, documentate a partire dal 2000 a. C., quando la città diventa la capitale degli Amorrei, prima d’esser conquistata dagli Ittiti, quindi, nel VIII secolo a. C., dagli Assiri, presto scalzati dai Babilonesi, seguiti dai Persiani. Per comprendere la grandezza di Aleppo basterebbe fermarsi qui; e pensare al solo fatto che ciascuno di questi popoli ha lasciato tracce di sé. Aleppo, dunque, è sorta da un crogiuolo di culture accatastatesi le une sulle altre. Conquistata da Alessandro Magno nel 333 a.C., occupata dalle truppe di Pompeo nel 64 a. C., distrutta da Cosroe I nel 540 e ricostruita poco dopo da Giustiniano, la città entra velocemente nell’orbita dei califfi omayyadi, che la trasformano in un gioiello d’architettura musulmana. E’ in questo periodo che è edificata la Moschea di Zaccaria, che conserva – così si ritiene – i resti del padre di Giovanni Battista, profeta anche dell’Islam; seguita, qualche tempo dopo, dalla possente cittadella, che poteva ospitare sino a 10.000 persone in caso d’assedio, contro la quale si infrangeranno gli eserciti crociati nel 1098 e nel 1124, decisi a fare della città un avamposto strategico nell’immediato retroterra di Alessandretta, suo porto naturale. In quel frangente, Aleppo assume chiaramente il ruolo di principale difesa contro l’invasore. Soltanto i Mongoli la violeranno, nel 1260; dopodiché, sarà occupata dalle truppe di Tamerlano, al principio del Quattrocento, prima d’entrare a far parte – nel 1516/1517, dopo la sconfitta mamelucca – dell’impero ottomano.

    Tra Genova e Aleppo

    Foto di Gianfranco Gazzetti
    Foto di Gianfranco Gazzetti

    E’ a questo periodo che risale il suo bel Caravanserraglio, dove, nel 1539, i Veneziani avrebbero installato un proprio fondaco. Ma la città era frequentata dai mercanti occidentali già da tempo; e, tra di essi, soprattutto dai Genovesi. Numerosi sono, infatti, i contratti notarili conservati nell’Archivio di Stato di Genova che citano esplicitamente viaggi compiuti «per terram Solie usque ad Halep» o «per riveriam Solie usque ad Halep», dove «Solie» sta naturalmente per «Siria». Ciò era un portato dell’ottenimento di nuovi privilegi commerciali: nel 1205, il principe di Antiochia, Boemondo IV – imparentato, peraltro, con gli Embriaci, ormai stabilitisi a Gibelletto – concesse ai Genovesi protezione nei propri territori, oltre alla conferma dei diritti da loro goduti in Antiochia, dietro la corresponsione di 3000 bisanti e del servizio di due galee e trecento armati. Il commercio tra la latina Antiochia, la musulmana Aleppo, il regno di Gerusalemme – che aveva capitale ad Acri nel golfo di Haifa –, e l’Egitto ayyubide avrebbe rappresentato per qualche tempo un utile sostitutivo della rotta per Costantinopoli, dal 1204 in mano veneziana. Fu così che Aleppo si avviò a divenire una delle piazze commerciali musulmane maggiormente frequentate dai latini; forse già a motivo del suo famoso sapone, com’è noto prodotto con olio d’oliva e profumato con olio d’alloro, alla base di molti prodotti simili europei (ad esempio, del sapone di Marsiglia); senza dubbio, del suo allume – quel minerale così importante in età medievale in quanto necessario, tra le altre cose, per fissare il colore sui panni –, prima che il genovese Benedetto Zaccaria desse avvio allo sfruttamento delle miniere di Focea, sulla costa anatolica.

    Aleppo, dunque, acquisì, tra Medioevo e prima età moderna, un ruolo particolare nello scacchiere vicino-orientale quale punto nodale per le comunicazioni e gli scambi. Se ieri rappresentava uno dei terminali occidentali delle cosiddette “vie della seta”, oggi non è altro che un ponte tra il Mediterraneo, da cui dista meno di 150 km, la Turchia, a nord, e il resto della Siria. Di qui, la sua rilevanza geopolitica.

    La vittoria di Assad – se di vittoria si può parlare, in una guerra che in circa sei anni ha guadagnato alla coscienza dell’umanità oltre 400.000 vittime – rappresenta un punto di svolta nel conflitto. Il controllo di Aleppo permetterà alle truppe governative di volgersi più decisamente verso Raqqa’. E poi?

    Antonio Musarra

  • Giovanni Giaccone, giornalista galantuomo con Genova negli occhi e nel cuore

    Giovanni Giaccone, giornalista galantuomo con Genova negli occhi e nel cuore

    giovanni-giaccone
    © Veronica Onofri

    Giovanni Giaccone

    Giornalista e scrittore, Giovanni Giaccone è un volto noto ai genovesi: per lungo tempo infatti ha lavorato nella redazione dell’emittente televisiva genovese più conosciuta, quella di Primocanale. Genova è sempre stata protagonista e ispiratrice dei suoi articoli e dei suoi libri.

    [quote]Giovanni è un galantuomo, ironico e amante delle cose belle. Il ritratto è stato scattato in un locale di piazza Lavagna davanti a buon bicchiere di rosso, mentre guarda la sua Genova fuori dalla finestra.[/quote]

    Quando eri un bambino quali erano i tuoi sogni “da grande”? E quanti ne hai conquistati cammin facendo?
    «A parte i primi anni di vita, in cui ero indeciso se diventare Batman, un calciatore o un ranger del parco di Yellowstone, verso i 9 – 10 anni ho cominciato a focalizzare l’attività di giornalista e scrittore come quello che mi sarebbe piaciuto fare. Determinanti sono stati due film: “Tutti gli uomini del presidente” con Robert Redford e Dustin Hoffman e “Chiamami aquila” con John Belushi. Nel secondo, ho idealizzato l’immagine del giornalista che vive e lavora a proprio agio nella giungla urbana, un po’ sregolato e anarcoide. Non ho toccato le vette dei protagonisti dei film alla fin fine, ma diciamo che sono entrato in quel mood…».

    Che cosa ami e cosa odi di Genova?
    «Di Genova amo le atmosfere notturne, i vicoli della città vecchia, quel sapore di clandestino, losco e misterioso che si respira attraversandoli. Le canzoni di De André, la spianata di Castelletto e certi scorci del porto, come i rimorchiatori che rientrano tra le banchine, le navi in rada, le furiose ondate che s’infrangono sulla diga foranea. Odio la pigrizia mentale e l’immobilismo decadente delle sue classi dirigenti attuali, l’atteggiamento rinunciatario mascherato da prudenza e saggezza che caratterizza tante (non) decisioni. Genova rischia di soffrire molto per questo».

    Se non vivessi a Genova dove saresti e a fare cosa?
    «Non lo so esattamente. Se dovessi sognare, direi a fare lo scrittore in California, magari anche gestendo un locale dall’atmosfera Tiki. Oppure a scrivere per un piccolo giornale cittadino a New York, vivendo in un appartamento tra Soho e Chinatown come William Hurt nel film “Smoke”».

    Esiste un luogo comune sulla “Superba” che ritieni falso?
    «Genova è una città complessa e molto cerebrale. Sono più le cose che “si pensano” di Genova di quante essa, effettivamente, ne contenga. Il luogo comune principale è quello dell’avarizia, che non mi sento di smentire del tutto. Ci sono delle attenuanti però: i genovesi nella loro storia hanno sempre dovuto fare i conti con un ambiente non particolarmente ricco in termini di fauna e flora e morfologicamente accidentato, con il mare che era più tiranno che amico. La principale fonte di sostentamento dei “genuati” è stata fin da subito il commercio ed è chiaro che nel fare affari con il passare del tempo diventassero abilissimi così come, nello stesso tempo, attenti e parsimoniosi nelle spese. E’ certamente un tratto che ci viene riconosciuto nei secoli e di fronte a così tante e numerose testimonianze bisogna pur ammettere».

    Tu sei uno scrittore. Genova ispira la tua creatività?
    «Sì. Genova è una città ricca di storie, misteri e eventi. Non è mai stata una città raccontata mirabilmente da un autore capace di identificarsi con la città stessa, come un Joyce per Dublino, un Kafka per Praga, un Pessoa per Lisbona, per fare alcuni esempi. Genova è stata più raccontata attraverso i poeti (Caproni, Campana, Sbarbaro) oppure attraverso le canzoni (Paolo Conte e Fabrizio De André). Un grande autore inglese come Joseph Conrad ambientò un romanzo nella Genova dei primi dell’800, si intitola “Suspense” però non riuscì a terminarlo. Nessun italiano, tra 1800 e 1900, il secolo dei romanzi, provò a cimentarsi in una storia su Genova e di Genova. Credo che in qualche modo i travagli politici della Superba e un suo declino d’importanza politica e economica, (nonostante il ‘900 sia stato per buona parte ancora di buon livello) successivi al processo unitario nazionale, abbiano avuto la loro importanza. Molte storie di Genova sono state dimenticate assieme alla sua effettiva grandezza nel passato. Prossimamente uscirà un mio libro edito da De Ferrari dove racconto alcune storie incredibili di questa città. Negli anni scorsi ho scritto due romanzi ambientati a Genova: uno, “La sparizione del violino” che è il ricalco di una classica avventura di Sherlock Holmes ambientata tra i vicoli, l’altro, “Satan’s Circus” che è anche ambientato a New York e Napoli è una storia molto “noir” negli scenari del risorgimento italiano. Nulla a che vedere con gli autori citati sopra, ma ci ho provato».

    Ultimamente ti sei dedicato alla storia dei Cocktails, come nasce questa passione? E dove vai quando vuoi bere bene in città?
    «Genova come dicevo è una città molto cerebrale, si pensa e si parla tantissimo. Non essendoci una vera e propria piazza, come nella stragrande maggioranza delle città italiane, dove la gente si incontra e si dà appuntamento, la meta preferita dei genovesi per vedersi e parlare è il bar, all’ora del cocktail, tra le 18 e le 20. Essendo io un gran chiacchierone ho fatto ben presto mia questa abitudine e mi sono incuriosito, negli anni, alla storia dei drink che bevevo. Nulla di ordinato e scientifico, solo sporadiche letture, fino a quando mi è stato chiesto di scrivere articoli sulla storia dei cocktail più importanti e così, quasi per gioco, ho cominciato a interessarmene con più rigore. Alla fine, per farla breve, ne sono usciti due libri “Cocktailsofia” e “L’arte di bere d’estate” che stanno andando alla grande. A Genova vado a bere nel centro storico, dove si preparano degli ottimi drink e circolano bartender di tutto rispetto. Anche nel centro cittadino, tra via XX settembre e il Quadrilatero, l’offerta di qualità non manca. Ottimi cocktail vengono serviti poi tra Pegli, Sampierdarena, Nervi sino ad arrivare a Camogli e Portofino… Insomma, abbiamo un po’ di problemi, ma possiamo dire di poterci consolare con degli ottimi drink».

    Se una persona per te molto importante venisse a trovarti per la prima volta a Genova dove la porteresti? (un luogo, un ristorante, un percorso)
    «Sicuramente verso sera in spianata Castelletto, perché Genova vista da lì è da brividi. Poi farei un giro in sopraelevata e in corso Italia in auto perché così si possono godere incredibili panorami. Poi andrei a Boccadasse dove vale la pena farsi un gelato o bere qualcosa seduti in riva al mare. Più tardi, porterei il mio ospite a mangiare e quindi a bere un rum in qualche fumoso locale della città vecchia, dove s’incontrano personaggi unici e la musica dal vivo non manca mai… Alla fine, una passeggiata nei vicoli silenziosi e deserti di Genova è un must che tutti dovrebbero vivere almeno una volta nella vita».


    Veronica Onofri

  • La fontana di De Ferrari si colora con i Led. Crivello: “Il regalo di Natale alla città e ai turisti”

    La fontana di De Ferrari si colora con i Led. Crivello: “Il regalo di Natale alla città e ai turisti”

    luci-de-ferrari-01Dopo l’intesa opera di pulizia e restyling degli ultimi giorni, è finita l’attesa per vedere l’acqua della fontana di piazza De Ferrari, cuore di Genova, colorarsi grazie alla luce dei faretti led. Questa sera, gli operai di Aster hanno infatti provato il funzionamento della nuova attrazione voluta dal Comune di Genova che inaugurerà ufficialmente domani pomeriggio alle 17. Aster, la partecipata di Palazzo Tursi per le manutenzioni, ha installato 80 proiettori con sorgente led ad alta potenza in corrispondenza del getto centrale, dei getti posti lungo la circonferenza e nella vasca sotto il bacino per rendere ancor più attraente l’impatto per i genovesi e per i tanti turisti presenti in città. «Abbiamo lavorato insieme ad Aster per fare questo regalo di Natale a tutti i genovesi e ai turisti – commenta l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, Gianni Crivello – per rendere ancor più suggestivo l’effetto scenico in una piazza bellissima e frequentatissima».

    luci-de-ferrari-02La fontana si accenderà tutte le sere dalle ore 18 alle ore 22. «Cominceremo con il bianco e il rosso, i colori della bandiera genovese – afferma l’assessore alla agenzia Dire – ma le possibilità di dipingere la tavolozza sono molto variegate. Genova è una città che sta conoscendo un momento particolarmente positivo per quanto riguarda la presenza di visitatori italiani e stranieri e la fontana di piazza De Ferrari, diventato uno dei segni distintivi della nostra città, è tra i monumenti più fotografati». In realtà, il simbolo della piazza centrale del capoluogo ligure non è nuovo a colorazioni: soprattutto in occasioni di giornate nazionali e internazionali di sensibilizzazione, l’acqua della fontana negli ultimi anni è stata spesso colorata per attirare l’attenzione dei genovesi. Da domani si passerà dagli additivi alle luci.

  • Villa Gentile, Comune ripristina barriera tra pista e area pubblica. Al via raccolta fondi per nuovi giochi nel parco

    Villa Gentile, Comune ripristina barriera tra pista e area pubblica. Al via raccolta fondi per nuovi giochi nel parco

    villa-gentile (14)Il Comune di Genova potrebbe intervenire nei prossimi mesi per ripristinare la barriera divisoria tra la pista di atletica e l’area verde pubblica; in questo modo, il parco pubblico tornerebbe ad essere cosa a parte rispetto all’impianto di Villa Gentile, senza, quindi, dover dipendere dagli orari del campo sportivo, riconquistando il ruolo di parco pubblico a tutti gli effetti. Una notizia che nasce da un’indiscrezione, confermata “sottovoce” da alcuni esponenti della giunta, a margine della scorsa seduta del Consiglio comunale. Forse non si può parlare di progetto in fase esecutiva, ma la cosa non è stata smentita, anzi. Tutto questo mentre gli abitanti di Sturla hanno organizzato una raccolta fondi per acquistare ed istallare all’interno dell’area alcuni nuovi giochi destinati ai numerosi bambini che frequentano gli unici giardinetti del quartiere.

    Confini e confinati

    La vicenda che contrappone gli abitanti, organizzati in un comitato, e gli attuali concessionari dell’impianto sportivo potrebbe, quindi, arricchirsi di un nuovo capitolo. Il problema della divisione tra pista e parco pubblico, infatti, è alla base del contendere, come più volte Era Superba ha documentato: la sua rimozione, non espressamente prevista dal contratto, oggi permette la continuità degli spazi, costringendo i cittadini fruitori del parco pubblico a “subire” le attività sportive, compresi gli orari di apertura e chiusura che per convenzione sono a carico dalla società sportiva che gestisce l’impianto di atletica. I cittadini più volte hanno denunciato che questa rimozione aveva di fatto annesso lo spazio verde al campo, facendo decadere la valenza pubblica dell’area. La reintroduzione della barriera, stando agli atti della concessione, in teoria non dovrebbe modificare i termini del contratto, visto che non ne era prevista la rimozione: secondo quanto sottoscritto dalle parti, infatti, la società sportiva deve garantire comunque l’apertura e la chiusura del parco, esplicitamente descritto come pubblico, a prescindere dalle attività sportive in atto o meno.

    Raccolta fondi per i giochi

    raccolta-fondi-sturla-nataleNel frattempo i cittadini di Sturla si stanno organizzando per arricchire ulteriormente il “proprio” spazio verde: la festa natalizia prevista per la giornata del 18 dicembre, completa di stand gastronomici, mercatino e animazioni per i bambini, è l’occasione per lanciare la raccolta fondi per dotare il parco di attrezzature pubbliche destinate ai bambini. L’iniziativa è stata patrocinata anche dallo stesso Municipio IX Levante: «La nostra intenzione – ci spiegano i rappresentanti del Comitato per la difesa di Sturlaè quella di sostituire alcune pericolose istallazioni di cemento, destinate esclusivamente agli atleti, con dei giochi per i più piccoli, come tutti i parchi pubblici, perché quello di via Era è un parco pubblico, peraltro l’unico del quartiere, e quindi deve essere gestito come tale».

    Buona notizia o contentino?

    Tutta la vicenda legata a Villa Gentile, come abbiamo visto, è complessa: il nuovo regolamento per la gestione e la concessione degli impianti sportivi, approvato recentemente in Sala Rossa, ha cambiato ulteriormente le carte in gioco. Le concessioni già in essere possono “migrare” nel nuovo assetto normativo, e in ballo tornano quindi termini, impegni, investimenti e finanziamenti. Per quanto riguarda Villa Gentile, il ripristino dei confini tra parco pubblico e impianto sportivo è sicuramente una buona notizia per gli abitanti di Sturla; bisogna considerare, però, che i tavoli di trattativa tra amministrazione e concessionario probabilmente saranno riaperti, e il passo che porta una buona notizia a diventare un “contentino” da giocarsi in fase di contrattazione è breve.

    Nicola Giordanella