Mese: Febbraio 2017

  • Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    marina-pra-consorzio-pegli-mare-soiDopo il passaggio in Commissione Territorio, anche il Consiglio comunale approva il “disegno” per la sistemazione del settore Consorzio Pegli Mare, all’interndo della Marina di Pra’.

    Approfondimento: Tutti i paletti per il riordino del settore Consorzio Pegli Mare

    Lo Studio Organico d’Insieme, che prevede anche l’adeguamento del Puc, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, mette nero su bianco tutta una serie di paletti che vincoleranno la progettazione relativa alla riqualificazione dell’area. Da oggi, quindi, questa seconda fase potrà essere avviata.

  • Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    verrina-voltri-progetto-016Il provvedimento, dopo l’approvazione i commissione, passa anche l’esame del Consiglio comunale diventando, quindi, ufficiale. Durante il dibattito rafforzati tramite emendamento i vincoli che legano Pam alla chiusura dell’attuale spazio di vendita, contestualmente all’apertura della nuova struttura.

    Approfondimento: Tutti i dettagli per l’area Ex Verrina

    La delibera, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, prevede l’adeguamento del Puc sotteso al Progetto urbanistico operativo, documento che viene adottato contestualmente con la votazione di oggi. Con questa votazione, quindi, potranno partire le fasi di progettazione specifica e i relativi appalti per la realizzazione di questa vera e propria grande opera per Voltri.

  • Blueprint, Spim a rischio default. Il flop del concorso internazionale mette nei guai la società pubblica

    Blueprint, Spim a rischio default. Il flop del concorso internazionale mette nei guai la società pubblica

    blueprint-fieraCon l’inaspettato esito della Blueprint competition, si affaccia lo spettro del fallimento della società Nuova Foce s.r.l., controllata al 100% da Spim s.p.a. (a sua volta controllata al 100% da Comune di Genova), che per attivare la “macchina” del concorso, ha acceso un mutuo da oltre 18 milioni per acquisire gli spazi dell’area fiera interessata. Ora la patata bollente potrebbe tornare a Tursi, e quindi sulle spalle di tutti i genovesi

    Approfondimento: Il flop della Blueprint Competition

    Dopo le prime ore di sgomento, da Comune di Genova non si è mossa una voce: l’amministrazione, in fase di chiusura del ciclo elettorale, è alle prese con questioni dirompenti come quella legata ad Amiu e il prossimo bilancio. Sul flop della Blueprint Competition, a cui seguiranno sicuramente ulteriori strascichi, tutto tace. A riportare l’argomento in aula è il consigliere Guido Grillo, (P.d.l) che, preannunciando la richiesta di una commissione ad hoc sull’argomento, ha chiesto chiarimenti all’assessore al Bilancio Francesco Miceli: «Abbiamo ricevuto notizie solo attraverso la stampa cittadina – ha ricordato il consigliere – mentre sarebbe stata doverosa una relazione della giunta, vista l’importanza strategica dell’area coinvolta e le risorse messe in campo dalla amministrazione».

    «Il concorso è stato attivato recependo anche i consigli dell’Ordine Nazionale degli Architetti – ha spiegato Micelied ha visto oltre 443 professionisti coinvolti.I ricorsi, come spesso accade, oramai sono cosa quotidiana per iniziative del genere, e siamo preparati a gestirli». Ma i problemi sono altri: «Se non si troveranno investitori, sicuramente Nuova Foce sarebbe esposta ad un rischio default – ha sottolineato l’assessore al Bilancio del Comune di Genova – e conseguentemente anche Spim potrebbe correre lo stesso rischio. L’estrema ratio potrebbe essere l’accollamento del mutuo da parte dell’amministrazione comunale».

    A livello contabile, Nuova Foce non è in salute: i bilanci 2014 e 2015 si sono chiusi in perdita (rispettivamente di 206.229 e 378.077 euro) e con un mutuo sulle spalle di 18,6 lo spettro del fallimento è molto concreto. L’ipotesi di salvataggio tramite intervento di Comune di Genova è molto probabile, se a breve non ci sarà una svolta nel destino della “visione” di Renzo Piano. Un affaire sempre più complicato e “pesante”, il cui fallimento rischia di essere pagato da tutti i genovesi. Oltre al danno, la beffa.

    Nicola Giordanella

  • Migranti, comuni liguri in ordine sparso tra Sprar e Cas. Salta accordo su accoglienza per aree omogenee

    Migranti, comuni liguri in ordine sparso tra Sprar e Cas. Salta accordo su accoglienza per aree omogenee

    Bourbon Argos: Search and Rescue Operations, November 2015Liberi tutti. I Comuni liguri che vogliono, potranno associarsi in aree omogenee per dare vita a progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) condivisi e gestire al meglio sul territorio la quota di migranti prevista dal nuovo Piano nazionale di riparto, mentre chi si rifiuterà dovrà sottostare all’imposizione dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) da parte della prefettura senza che i sindaci possano avere troppa voce in capitolo.
    E’ questo, in estrema sintesi, l’esito dell’Assemblea dei sindaci di Anci Liguria che oggi pomeriggio ha licenziato un documento approvato con 64 voti a favore, 11 astenuti e 16 contrari che sancisce la disponibilità dell’associazione a fornire il proprio aiuto ai Comuni a prescindere dalla strada scelta. La mancata condivisione unanime del progetto di distribuzione per aree omogenee, fa venire meno anche l’impegno che Anci Liguria si sarebbe presa nei confronti del governo per non superare la quota prevista di migranti in arrivo, per nessuna ragione. «La scelta di non partecipare agli Sprar – avverte il direttore generale di Anci Liguria, Pierluigi Vinai – espone i Comuni a numeri non ben definiti». Solo chi aderisce allo Sprar, sempre nel rispetto dei numeri previsti dal Viminale, infatti, può far valere la cosiddetta clausola di salvaguardia, già messa in pratica nel Comune di Benevento, che esclude ulteriori forme di accoglienza.
    Il ministero ha previsto per la Liguria una quota di 6.043 migranti. Stando alla lettera del nuovo Piano nazionale, 798 persone saranno accolte, 6 per ciascuna realtà, dai 133 Comuni sotto i mille abitanti, altri 1.216 posti spetteranno a Genova (pari al 2 per mille della popolazione), mentre gli altri 4.029 saranno distribuiti proporzionalmente nei restanti 101 Comuni. Senza un diverso accordo a livello regionale, dunque, il capoluogo ligure potrebbe anche “sgravarsi” di quasi 1.000 migranti, visto che oggi ne accoglie quasi 2.300, che spetterebbero agli altri comuni liguri. «Non aderire allo Sprar – attacca Enrico Ioculano, sindaco di Ventimiglia, come riportato dall’agenzia Dire vuol dire abdicare alla gestione del territorio. Se decidiamo di non cooperare, liberi tutti. Ma, a questo punto, se mi arrivano più profughi di quelli che mi spettano sono pronto a mettere i camion in strada. Non possiamo continuare in pochi a farci carico del problema di molti».

    La proposta di Genova non passa

    L’amministrazione del capoluogo ligure si era detta disposta a superare la quota del 2 per mille, decisa dal ministero per venire incontro ad altre realtà regionali in sofferenza: «Le altre città metropolitane – aveva dichiarato qualche giorno fa alla “Dire” l’assessore comunale alle Politiche sociali, Emanuela Fracassi – sono al centro dei flussi della migrazione irregolare, cosa che in Liguria non succede più di tanto, soprattutto a Genova, ma che interessa invece, fortemente, Ventimiglia. Quindi è corretto pensare una ridistribuzione ligure in cui Genova si possa prendere una quota superiore al 2 per mille”. Per ottenere il via libera da Roma, però, tutti i Comuni avrebbero dovuto trovare una quadra sulla distribuzione, cosa che non è avvenuta, lasciando ogni singola amministrazione in ordine sparso.

    La reazione più dura arriva dal sindaco di Sori, Paolo Pezzana, recentemente dimessosi da coordinatore della commissione immigrazione e welfare di Anci Liguria dopo lo “scontro” con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, sulle dichiarazioni di quest’ultimo riguardo una eventuale “pulizia strada per strada, anche con l’uso delle maniere forti“ degli irregolari: «Il documento votato oggi prende atto che c’è una spaccatura in Liguria rispetto alla gestione del territorio. Il bivio che abbiamo di fronte oggi non riguarda i migranti». Pezzana attacca anche le presunte ingerenze del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: «Com’è possibile – si chiede – che andiamo avanti con una Regione che non solo non collabora ma si permette di intervenire nelle decisione dei sindaci per sue convenienze politico-elettorali? E’ una cosa inaudita, politicamente inaccettabile. Alle scorrettezze istituzionali della regione non ci voglio stare»
  • Confindustria, «Fermi e preoccupati». A Genova segnali positivi da porto e turismo, ma fatturato complessivo in calo

    Confindustria, «Fermi e preoccupati». A Genova segnali positivi da porto e turismo, ma fatturato complessivo in calo

    camera-lavoro-120-anniFermi e preoccupati. E’ l’evocativo titolo che il Centro studi di Confindustria Genova dà agli indicatori economici del secondo semestre del 2016. «E’ una situazione che lascia ancora parecchie perplessità, perché ci sono segni positivi e negativi, anche se i primissimi dati del 2017 sono un po’ più positivi. Ma il secondo semestre del 2016 lascia dati difformi in senso negativo rispetto al resto del Paese, a causa soprattutto della flessione del sistema industriale nel suo complesso», commenta il presidente uscente di Confindustria Genova, Giuseppe Zampini. «I numeri – spiega Zampini – non sono più da crisi, da deflazione ma siamo ancora nelle marginalità che possono portare molto facilmente a variazioni negative».

    Inchiesta: La fine dell’età industriale di Genova?

    Il fatturato complessivamente diminuisce dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2015, con la stessa contrazione già registrata nei primi sei mesi dello scorso anno. A incidere in maniera sensibile è il calo delle esportazioni (gli ordini calano dell’1,8% dopo un aumento del 4% del primo semestre 2016): cresce, infatti, dello 0,6% il fatturato interno mentre diminuisce del 3,5% quello estero, prima flessione dal 2009. Un segnale che preoccupata secondo Confindustria perché il futuro dell’economia genovese «ha come unica prospettiva reale lo sviluppo dei mercati internazionali». All’interno dei vari settori, segno positivo per il fatturato del comparto dei servizi mentre le contrazioni riguardano sopratutto il manifatturiero, esattamente l’opposto invece di quanto avviene per gli ordini.

    Le buone notizie per Genova arrivano dal porto, dal turismo e da un lieve aumento dell’occupazione. Su base semestrale cresce dell’1% il tonnellaggio totale mentre rispetto allo stesso periodo del 2015, l’aumento è del 4,1%. Molto positivo il giro d’affari sul turismo: aumentano del 3,3% i prezzi rispetto agli ultimi sei mesi del 2015; cresce del 3,5% il numero dei turisti (+2,3% su base annua) e le presenze del 2,5% (+4,6% su base annua). L’occupazione, infine, fa segnare un balzo in avanti dello 0,4% tra le aziende associate a Confindustria Genova, secondo semestre positivo consecutivo, cosa che non accadeva dal 2007.

    Nell’area metropolitana aumenta del 46,8% l’utilizzo complessivo della cassa integrazione, a causa soprattutto del +55% di quella straordinaria, mentre cala di 7 punti quella ordinaria e di 20,4 quella in deroga. Migliorano, infine, i tempi di pagamento della pubblica amministrazione: si passa da 172 giorni a 146. Tutti questi dati, secondo Confindustria, non dovrebbero subire grossi scossoni nel primo semestre del 2017: si attendono comunque una ripresa del fatturato e delle esportazioni ma nell’ordine dei decimi di punto. «All’inizio del 2017 – spiega Zampini – si nota un incremento della fiducia degli imprenditori e un decremento della fiducia delle famiglie, con una tendenza al maggior risparmio che potrebbe essere superata a fronte di una maggiore stabilità del sistema politico»

  • Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    gasometro-praL’incontro previsto per oggi alle ore 16,30 tra l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e i lavoratori dello stabilimento Ireti di Pra’ è stato rinviato al prossimo 8 marzo. Le motivazione alla base del cambio di data non sono al momento note: Porcile si è assunto il compito di mediare tra il gruppo Iren e i lavoratori dopo che l’azienda ha deciso di spostare il gasometro in zona campi, incontrando però la forte opposizione del lavoratori, che vorrebbero mantenere il presidio a ponente, avendo presentando soluzioni alternative.

    Approfondimento: Pra’, un supermercato al posto del gasometro Ireti

    Come documentato da Era Superba, le proteste sono poi sfociate lo scorso 9 febbraio in una mobilitazione per le vie di Pra’, a cui aveva partecipato, insieme al presidente del Municipio VII Mauro Avvenente anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Alice Salvatore. Alla manifestazione ha fatto seguito il presidio presso Palazzo Tursi e l’incontro con l’assessore Porcile prima, e la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale genovese poi. In quell’occasione i rappresentati delle principali sigle sindacali avevano sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione in tempi rapidi, visto che lo sgombero dell’area (già venduta) comincerà in primavera, probabilmente entro aprile.

    Luca Lottero

  • Femminicidio, la realtà giuridica e il dato sociologico. I numeri delle violenze sulle donne in Italia

    Femminicidio, la realtà giuridica e il dato sociologico. I numeri delle violenze sulle donne in Italia

    Jakub Schikaneder, "Murder in the House"
    Jakub Schikaneder, “Murder in the House”

    A causa dei frequenti (purtroppo) fenomeni di violenza sulle donne, si è  nostro malgrado reso sempre più necessario l’intervento del legislatore,  che tramite lo strumento della decretazione d’urgenza, ha apportato una serie di doverose e sostanziali modifiche al codice penale. In particolare mi riferisco al decreto legge del 14 agosto 2013 nr.92 convertito in legge 10 ottobre 2013 nr. 119, conosciuto comunemente come legge sul femminicidio.

    Questa spinta alla modifica legislativa è avvenuta non solo in risposta alle vicende di cronaca e di allarme sociale, ma altresì grazie alla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa del 2011 sulla prevenzione e la lotta contro le violenze nei confronti delle donne e violenza domestica (legge nr.77 del 2013).

    Prima di analizzare nel dettaglio le modifiche della legge sostanziale, appare opportuno capire che cosa sia il femminicidio, non solo sotto il profilo giuridico ma altresì come fenomeno sociologico partendo da un dato di non poco momento: non esiste, anche in seguito alla modifica legislativa, alcuna definizione giuridica per questa tipologia di crimine. Detto termine invero, è stato prima mutuato dalla letteratura criminologica, per divenire poi utilizzata nel linguaggio comune.

    Svolta questa premessa, volta a chiarire fin da subito che nel nostro sistema penale non esista il delitto di femminicidio (così come, a dire il vero, non esiste in nessun altro paese del civil law), analizziamo questa fattispecie. Per femminicidio deve intendersi non solo la donna vittima di omicidio, ma soprattutto, e sono le situazioni più comuni, le vicende sociali genericamente intese che vedono coinvolte le donne come vittima di violenza. Si parla di femminicidio nella letteratura criminologica ogni qual volta vi sia una forma di aggressione, fisica o verbale, di discriminazione, nei confronti della donna, ovvero nel contesto famigliare lavorativo, nonché in ogni ambito della vita di relazione.

    Alcuni dati nazionali (fonte Istat aggiornata a giugno 2015) dai quali si comprende la portata del fenomeno e le forme in cui si manifesta:

    • 6 milioni e 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale di cui il 12,3% attraverso minaccia di violenza fisica, 11,5% aggressioni come spinte tirate per i capelli, 15,6% molestie fisiche e sessuali;
    • 31,5% delle donne che hanno subito violenza tra i 16 e i 60 anni;
    • 12% di queste donne non ha denunciato la violenza subita.

    Questi dati hanno inevitabilmente portato, unitamente alle spinte di derivazione comunitaria e internazionale, alle modifiche del codice penale da prima con la legge del 2013 e da ultimo con il d.lgs. 19 gennaio 2017 nr.6.

    Il codice penale ad oggi prevede delle aggravanti all’omicidio tout court ex art 575 c.p. e in particolare :

    • art 576  n. 5:  se il delitto di omicidio è uno commesso in occasione dei reati quali i maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale (art 572 e 609 bis ss)
    • art. 576 n. 5.1 se il delitto di omicidio è stato commesso dall’autore del delitto di atti persecutori ex art 612 bis c.p.

    Questa scelta politico-criminale, di aver previsto delle mere aggravanti e non uno specifico delitto nella legge sostanziale, è condivisibile alla luce dei principi costituzionali vigenti nel nostro sistema giuridico. Mi riferisco specificatamente al principio di uguaglianza e ragionevolezza ex art 3 Cost: non sarebbe infatti corretto, non solo sotto il  profilo sostanziale ma altresì sanzionatorio dare dignità giuridica al solo omicidio di un essere umano di sesso femminile e non di sesso maschile.

    I primi effetti delle modifiche legislative si possono già cogliere da un primo dato importante: il femminicidio è in calo. Certo è che dovrebbero essere solo casi isolati, ma non è ancora così. La strada è ancora lunga.

    Sara Garaventa

  • “Vivere senza farlo apposta”

    “Vivere senza farlo apposta”

    letteredallaluna-quaderno2Forse ho immaginato di trovarmi un giorno pulito, in ordine, compiuto? Come ho potuto pensare simili sciocchezze? Non si arriva mai da nessuna parte, è solo un’illusione. Siamo quadrati senza angoli, forme imperfette, cerchi che non si chiudono. E mentre le erbacce invadono lo stomaco e l’edera e i rovi si arrampicano sulle sue pareti viscide, dovremmo occupare la mente e le giornate per disboscarci e non per abituarci alle infestanti. Ma quanto è difficile vecchio mio.

    Bisognerebbe vivere senza farlo apposta, senza farlo sul serio, senza prendersela a cuore. Così mi dicevi. “Diffida degli integralisti portatori di princìpi, dai loro in cambio il caos che porti dentro e tira dritto”.
    Bisognerebbe non fare mai nulla di giusto né di sbagliato, vestire i panni del giudice ed assolversi sempre. Ma quanto è difficile vecchio mio.
    Eppure ci deve essere un modo per eludere il continuo tiro alla fune, da una parte la coscienza indotta, il giudizio che così precocemente assopisce, incollato alle nostre anime e non c’è modo di andare là dentro a strapparlo, a scollarlo. Dall’altra la coscienza nata spontanea, gagliarda, come i fiori nelle spaccature della roccia, fra le macerie. Resiste quanto può.

    Mi ripetevi che avrei dovuto presto imparare a disobbedire, perché poi avrei trovato lungo il cammino modo di eludere ed ignorare le conseguenze, il domani. “Alle tue spalle, invece, sarà sempre come uscire di casa e dimenticare il gas acceso senza poter tornare indietro a chiuderlo. Tutto può esplodere, in ogni momento. Ma non avere paura di ciò a cui non puoi porre rimedio e da cui è impossibile fuggire, è così stupido…”

    “Approfitta di quello che c’è, di quello che trovi. Costruisci ogni tanto e ogni tanto distruggi. E cerca di non farti distrarre dai rumori troppo udibili, quelli che sovrastano. Dai e prendi alla cieca come se vivessi chiuso in una gigantesca dark room”.

    Vorrei essere capace di respirare a pieni polmoni sull’orlo di questo precipizio e non sentire più la paura di cadere. Ma quanto è difficile vecchio mio.

     

    Gabriele Serpe

  • Pra’, Comune prepara il riordino del settore Consorzio Pegli Mare. Parcheggi, cabine e una passaggiata sul mare

    Pra’, Comune prepara il riordino del settore Consorzio Pegli Mare. Parcheggi, cabine e una passaggiata sul mare

    marina-pra-consorzio-pegli-mare-soiPassa in commissione lo Studio Organico di Insieme per la marina di Pra’, che da le linee guida per una successiva fase progettuale sul settore Consorzio Pegli Mare, ultimo rimasto “scoperto” al momento dal disegno di riqualificazione di tutta l’area. Martedì prossimo la delibera di approvazione del Soi, che prevede un aggiornamento tecnico del Puc, già previsto dal Por di Marina di Pra’, passerà all’esame del Consiglio comunale. Nel caso di approvazione potrà incominciare la fase di progettazione.

    Il Soi è uno strumento dell’amministrazione comunale che viene utilizzato per definire tutti quegli elementi che sarà necessario inserire in una successiva fase di progettazione. In altre parole è un documento che pone alcuni “paletti”, lasciando pochi margini di variabilità, per lo più legati ad ipotesi migliorative per quanto riguarda l’accessibilità, la fruibilità e la sostenibilità di un progetto.

    Nello specifico, per quanto riguarda questo settore della Marina di Pra’, conosciuto come il Consorzio Pegli Mare, e compreso tra il Castelluccio e la foce del rio San Michele, le disposizioni portate dal documento riguardone le diverse fasce individuate con l’ausilio delle società già presenti sul territorio e queste dovranno prevedere: accessibilità e parcheggi, servizi comuni, ristorazione e cabine, una passeggiata a mare, un pontile dedicato ai pescatori professionisti e pennelli per ormeggio imbarcazioni

    Accessibilità e parcheggi

    L’accessibilità veicolare oggi è garantita dalla strada che si stacca dalla rotatoria sull’Aurelia in corso di ultimazione che, passando sotto il viadotto ferroviario, consente di raggiungere la linea costiera; da questo punto è prevista la realizzazione di una strada che in prima fase servirà di accesso e distribuzione per la zona del Consorzio Pegli Mare e, in futuro, proseguirà in adiacenza alla ferrovia fino a connettersi e servire la zona del Castelluccio e quindi costituirà accesso per le aree del previsto porticciolo diportistico. Lungo la viabilità sono previsti un considerevole numero di posti auto e posti moto funzionali alle attività previste nell’arco costiero. Le zone a parcheggio sono previste di due tipi: la prima con accesso diretto da strada, la seconda verso levante con unico accesso/uscita verrà distribuita da una corsia interna all’area e consentirà di ottenere un piazzale che potrà assolvere anche a funzioni diverse in occasione di manifestazioni o eventi.

    Servizi comuni e ristorazione sport e cabine

    A quota 5.40 si sviluppa il livello destinato alla funzione per il tempo libero, lo sport e la ristorazione oltre alla collocazione di circa 144 cabine di supporto alla diportistica. In questa fascia viene mantenuto libero da ingombri un canale infrastrutturale di larghezza di circa m 3.00 che ha funzione di sicurezza per mezzi di soccorso che avrà uso prettamente pedonale e di servizio per eventuale carico scarico merci. La ricollocazione della palestra in questa fascia consentirà di ottenere alcune zone con elementi vegetali di ombreggiatura per attività di ginnastica e attrezzistica da svolgere all’aperto.

    Passeggiata a mare e cabine

    A partire dall’estremità di ponente, in questa fascia sono previste le seguenti funzioni: ponte pedonale – è previsto in impalcato di legno a garanzia di continuità della passeggiata a mare connessa al tratto già realizzato nell’area denominata dei cantierini; passeggiata pedonale – si svilupperà lungo tutto il settore di larghezza variabile non inferiore a m 3.00, il materiale di finitura dovrà essere uguale a quello dei tratti esistenti presenti nella fascia di rispetto; zona scuola vela – viene destinata a tale funzione un’area a confine con la viabilità e prospicente la zona di carenaggio dove potrà trovare posto una pergola e alcuni elementi prefabbricati in grado di assolvere a funzioni di sede, servizi e aula didattica all’esterno è dedicata un area per la didattica all’aperto;

    Pontile pescatori professionisti

    Il bacino a servizio dei pescatori professionisti sarà realizzato secondo le indicazioni del progetto definitivo in corso di elaborazione da parte di Autorità Portuale e dovrà prevedere: mantenimento o rifacimento del pennello di ponente secondo le geometrie che saranno dettagliate per il rispetto del piano di bacino e delle indicazioni idrauliche determinate dalla presenza della foce del rio San Michele; realizzazione del pontile di levante sul quale troveranno collocazione la sede e i servizi per i pescatori collocati sotto una pergola ombreggiante.

    Pennelli per ormeggi imbarcazioni

    L’attuale assetto dei pennelli per gli ormeggi delle imbarcazioni e delle due aree per carenaggio viene confermato e potrà subire variazioni volte ad adeguamenti tecnici o di messa in sicurezza.

  • Ex Verrina, il progetto passa in commissione e va in aula. Presentato il testo della convenzione: ecco i dettagli

    Ex Verrina, il progetto passa in commissione e va in aula. Presentato il testo della convenzione: ecco i dettagli

    ex-verrina-screenshotIl progetto sull’area ex Verrina sarà presto discusso in Consiglio comunale. La commissione consigliare Territorio, infatti, ha licenziato la proposta di delibera, rimandando direttamente al voto in aula. All’interno del Puo anche la bozza di convenzione tra Comune di Genova e privati per l’utilizzo degli spazi pubblici e privati.

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto Ex Verrina

    La delibera sarà presentata in Sala Rossa, probabilmente già la prossima settimana: tra le altre cose il testo prevede l’assenso alla modifica necessaria al Puc vigente, l’adozione del Puo e il recepimento della bozza di convenzione contenuta al suo interno. Una volta approvata dall’aula, gli atti saranno trasmessi a Regione Liguria per le valutazioni previste dalla legge.

    Nel testo presentato in commissione, vengono messe nero su bianco alcune condizioni importanti per il territorio; la costruzione delle nuove strutture, infatti, sarà divisa in due fasi: nella prima saranno realizzati la struttura destinata al supermercato, la strada pubblica e l’area verde, mentre nella seconda fase saranno costruite le unità immobiliari. Le due fasi non dovranno superare rispettivamente i 5 e 10 anni di durata a partire dalla data di firma della convenzione.

    Come avevamo visto, sopra il grande edificio che ospiterà la Pam, è prevista la realizzazione di un giardino pensile, che secondo la convenzione sarà gravato di uso pubblico la cui gestione sarà a carico del privato (Pam), che potrà avvalersi di terzi. Questo passaggio è particolarmente delicato, perché in città abbiamo diversi esempi di meccanismi simili che non stanno funzionando, come per Villa Gentile e il parco di via Chighizola. Sarà da capire quali saranno i termini di utilizzo da parte della popolazione.

    Le aree pubbliche, vale a dire la strada e l’area verde detta “delle Serre” saranno cedute a titolo non oneroso al Comune di Genova una volta terminati i lavori previsti: a garanzia di questo, la convezione stessa sarà valida solo a fronte di una fidejussione a carico dei privati che copra completamente i costi di realizzazione delle opere previste.

    Nicola Giordanella

  • Amt, tra sciopero e spettro privatizzazione. Dagnino: «Da Comune fondi per assesto bilancio in vista del contratto di servizio»

    Amt, tra sciopero e spettro privatizzazione. Dagnino: «Da Comune fondi per assesto bilancio in vista del contratto di servizio»

    amt-trasporto-pubblico-d1Niente autobus domani a Genova dalle 11.45 alle 15.45. Il personale viaggiante incrocerà le braccia per 4 ore, senza però dare vita a cortei o presidi, per manifestare il proprio dissenso contro “il totale disinteresse del Comune nei confronti dell’attuale situazione in cui versa Amt”. Tra le motivazioni dello sciopero, illustrate questa mattina in conferenza stampa dai sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl trasporti), spicca in particolare la totale assenza di informazioni e di confronto verso la gara a bacino unico che la Città metropolitana dovrebbe indire entro giugno per rinnovare il contratto di servizio, la cui ennesima proroga è in scadenza a fine anno. Affermazioni a cui risponde l’assessore Dagnino: «Interesse altissimo dell’amministrazione, e lo testimoniano i soldi messi per pareggiare i conti». 

    Considerato che Amt da sola o assieme ad Atp, che gestisce il trasporto pubblico nell’area extraurbana genovese, ad oggi non potrebbe partecipare ad alcuna gara a respiro europeo a causa del limitato capitale sociale e dall’avanzata età media dei mezzi (14 anni contro i 7 normalmente richiesti in questo genere di bandI), i sindacati chiedono un confronto per capire nel dettaglio quali siano le prospettive che, come più volte ammesso dallo stesso Comune di Genova, dovrebbero prevedere per forza di cosa l’affiancamento di un soggetto privato. Magari la stessa Autoguidovie-Busitalia, il cui recente ingresso in Atp ha detestato l’interesse dell’Anac. Dopo Amiu, dunque, un’altra privatizzazione, anche perché «azienda e Comune stanno continuando a dismettere capitale sociale, cercando di vendere il palazzo della direzione dopo aver venduto le aree di Campi, andando dunque in assoluta controtendenza rispetto a ciò che servirebbe per consolidare Amt» denuncia Edgardo Fano di Faisa-Cisal, come riportato dall’agenzia Dire.

    «L’attenzione dell’amministrazione è invece fortissima – risponde l’assessore alla Mobilità e Trasporto Pubblico Anna Maria Dagnino e lo dimostra il fatto che nel 2014 siamo arrivati a “mettere sul piatto” più di 30 milioni di fondi per i servizi, al fine di raggiungere l’equilibrio di bilancio, che è la condizione sine qua non per partecipare alla gara, una cifra notevolmente sopra la media degli altri enti locali. Gli ultimi quattro bilanci sono stati chiusi in pareggio grazie all’intervento del Comune». Per quanto riguarda la gara per l’assegnazione del contratto di servizio, l’assessore riporta quanto dichiarato recentemente dal sindaco Marco Doria: «L’idea dell’amministrazione  è quella di far partecipare Amt alla gara con partner forte che consenta gli investimenti necessari».

    «Servono gli atti amministrativi che mettano nero su bianco i soldi, i chilometri e le condizioni del servizio da mettere a gara e che garantiscano la clausola sociale – tuona Camillo Costanzo, segretario generale Filt Cgil – ma i tempi per arrivare all’assegnazione del nuovo contratto entro fine anno non ci sono più». Concluso l’accordo di programma, infatti, si dovrà costruire il capitolato di gara, poi ci saranno dai 60 ai 90 giorni per presentare le manifestazioni di interesse e altrettanti per formalizzare le offerte vincolanti. Dopodiché, la commissione dovrà esaminare gli atti e proclamare il vincitore provvisorio, sperando che non ci siano ricorsi.

    I disagi del personale

    Tra le altre rivendicazioni in vista dello sciopero di domani, Antonio Cannavacciuolo di Uiltrasporti elenca: il sotto-organico di circa 170 unità su 1.400 di personale viaggiante che portano di fatto all’annullamento delle ferie con il 30% del servizio erogato in regime di straordinario, le continue esternalizzazioni con accordi che vanno ben oltre la scadenza naturale del contratto di servizio di fine 2017, la mancanza di mezzi con solo una settantina di nuovi arrivi rispetto ai 220 promessi dopo le famose cinque giornate di sciopero del 2013, le problematiche di sicurezza per viaggiatori e autisti, l’incertezza dei contributi pubblici per il 2016 e il 2017.

    Una situazione, quella del personale, che sta generando “mostri”: stando a quanto dichiarato dai sindacati, gli autisti sono costretti a dormire in rimessa per chiedere, con un mese di anticipo, un giorno di ferie che non è neppure detto che venga concesso. «La notte in rimessa – spiegano i sindacati, come riportato dalla Dire – serve per essere i primi a chiedere congedo o ferie al mattino con 30 giorni di anticipo rispetto alla necessità. Per i periodi natalizi, arriviamo anche a una ventina di persone che dormono in rimessa: una cosa che va avanti da due anni». «Da poco è stato chiusa una selezione per nuovi autisti – sottolinea Dagninoe recentemente sono andata personalmente al ministero per provare trovare un sistema per superare i vincoli di legge per le assunzioni».

  • Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    gavette-orti-parcheggi-03Arriva in Sala Rossa la proposta di bilanciare l’area verde di via delle Gavette (di proprietà privata) con un aumento dell’area coltivabile, “in cambio” della realizzazione di alcuni parcheggi privati a bordo strada. L’area coltivabile, gestita dall’azienda “Gli Orti di Staglieno”, sarebbe, infatti, ampliata di 550 metri quadrati, a fronte della realizzazione di un’area di sosta di 350 mq, adiacente alla strada.

    Approfondimento: Le antiche creuze di Staglieno lasciate al degrado

    L’idea arriva dal Municipio IV – Media Val Bisagno, e necessita, per la sua realizzazione, di un aggiornamento del Puc, in modo da svincolare l’area per il parcheggio, oggi catalogata come area destinata a servizi, e vincolare la zona aggiunta alla area coltivabile oggi catalogata come Ar – Ur (residenziale). Uno scambio che permetterebbe da un lato di continuare ad avere un servizio sociale, portato avanti dalla azienda agricola, ma al contempo permettere alla proprietà di fare cassa, con la realizzazione di diversi stalli di sosta: questi, stando alle carte, di giorno saranno utilizzabili per l’attività agricola, mentre la notte saranno utilizzabili come parcheggi privati.

    gavette-orti-parcheggi-01Il progetto è stato presentato in Commissione Territorio, con diversi allegati che inquadrano lo “scambio”; il privato accetta il nuovo vincolo sui terreni destinati alla coltivazione, mentre riceve la possibilità di realizzare il parcheggio a raso, “caricandosi” di tutti quegli oneri relativi alla costruzione di tale opera: captazione acque e messa in sicurezza dell’area. Nelle premesse del provvedimento si legge che «la Giunta Municipale valuta la realizzazione dell’opera un beneficio in quanto crea posti auto, ancorchè privati, in una situazione di forte carenza; contribuisce a rendere piu efficace la circolazione su quel tratto di strada di ridotte dimensioni resa ancor piu disagiata dall’attuale stazionamento in sosta di auto sul bordo; favorisce il passaggio dei mezzi di soccorso/emergenza nell’eventuale necessita del loro intervento». Insomma, un’operazione che farebbe tutti felici, privato come pubblico.

    Nonostante ciò l’accoglienza al provvedimento in aula è stata tiepida: da un lato è stata richiesto un sopralluogo della commissione per verificare de visu la situazione (richiesta fatta dal consigliere Muscarà di Effetto Genova), mentre Gian Piero Pastorino (Federazione della Sinistra) ha ricordato come questo “slancio” verso il sostegno della cultura agricola, nei fatti si scontri il ritardo dell’amministrazione comunale nell’intervenire in tutte quelle situazioni di disagio in cui sono costretti a vivere decine di “contadini” delle valli genovesi, che da anni richiedono manutenzioni di strade, creuze e ponti pubblici. Il sopralluogo è stato calendarizzato venerdì 24 febbraio in mattinata, mentre la proposta di modifica dovrebbe arrivare in Consiglio comunale già nelle prossime sedute.

    Nicola Giordanella

  • Vaccini, Liguria già in linea con il nuovo piano nazionale, ma la copertura totale scende al 94%

    Vaccini, Liguria già in linea con il nuovo piano nazionale, ma la copertura totale scende al 94%

    SanitàLa regione Liguria è già da due anni allineata con il nuovo piano nazionale dei vaccini, appena pubblicato in gazzetta ufficiale. I dati che ASL3 sta elaborando proprio in questi giorni confermano una copertura vaccinale intorno al 96/98% per le vaccinazioni raccomandate nei primi anni di vita. Diminuiscono, invece, gli accessi quando i bimbi crescono, dato calcolato sul tasso di risposta agli inviti che ASL3 fa per i cosiddetti richiami e per gli anziani: dal 2000 al 2015, infatti, dalla quasi copertura totale del 100% si è scesi di 6 punti percentuali, portando la copertura totale dei vaccini sulla popolazione ligure al 96%. Nello specifico basse sono le risposte per il vaccino Zoster (utilizzato contro il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio), uno fra quelli introdotto nell’ultimo piano nazionale: in Liguria è offerto gratuitamente da due anni agli adulti al di sopra dei 70 anni di età, e ha registrato accessi intorno al 10%.

    Psicosi e informazione

    Anche Genova non è sfuggita alla psicosi meningite, ma i risvolti possono essere considerati anche positivi, stando ai dati di Asl e i pareri dei medici: nel 2016 sono state somministrate 23.000 dosi di cui circa 11.000 da prestazione gratuita (ai bambini nei primi due anni di vita e alle categorie a rischio) e 12.000 sono state le dosi a pagamento, cioè richieste dai singoli, spontaneamente. Il dato è dovuto principalmente all’allarmismo mediatico che sulla meningite si è prodotto ed autoalimentato nei mesi scorsi. Secondo i medici, il rovescio di questa medaglia in questo caso potrebbe essere positivo: per moltissime recarsi presso gli ambulatori per farsi somministrare la dose di vaccino è stata l’occasione per ricevere un’informazione più ampia sulla pratica della vaccinazione in generale, direttamente dal personale medico specializzato. «Il dottor Google e il dottor Facebook – come li apostrofa il dottor Elio Castagnola Responsabile dell’Unità Operativa Complessa Malattie Infettive dell’ospedale Gaslinihanno contribuito alla confusione informativa sui vaccini, senza dimenticare che la mancanza del “toccare con mano” le malattie per le quali si viene vaccinati contribuisce a consolidare certe convinzioni»

    Le novità del piano nazionale e i dati regionali

    san-martino-ospedale-sanitaIl nuovo piano nazionale introduce, in regime di gratuità, i vaccini contro pneumococco, Zoster, meningococco B, rotavirus, varicella e papillomavirus per i maschi. La nostra regione già da due anni ha inserito questi vaccini nel calendario, unica eccezione il rotavirus, che verrà introdotto ora.

    Secondo i dati reperibili sul portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica Epicentro, la nostra regione registra, nel 2000, un’ottima copertura, molto vicina al 100%; più recentemente (i dati a disposizione sono aggiornati al 2015, ndr), però, si è verificata una diminuzione per il cosiddetto esavalente somministrato dei primi anni di vita (difterite-tetano-pertosse acellulare, Polio, Hib, Epatite B) che vede percentuali passare dal circa 95% del 2014 al circa 94% del 2015. Tendenza inversa sul lungo periodo, per vaccini contro parotite, morbillo e rosolia in aumento rispetto al 74% del 2000 si attestano, due anni fa, al 81%.

    Riguardo ad altre vaccinazioni, più recentemente inserite nel regime di gratuità, quelle contro il pneumococco e il meningococco C (fra i responsabili della meningite) spiccano per aver raggiunto una copertura di 3 punti percentuali più alta rispetto al dato nazionale. Non uniforme il dato del vaccino contro la varicella (disponibile da circa 10 anni e in gratuità dal 2015, ndr) che vede la Liguria con una copertura del solo 10%.

    «Possiamo parlare di regione all’avanguardia – ci spiega il dottor Giancarlo Icardi direttore Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova e dell’ Unità Operativa Igiene dell’ospedale San Martinoperché proprio nel dicembre 2014, quando fu evidente che il piano nazionale stava terminando ma mancava ancora quello nuovo, proprio nell’ottica dell’importanza della vaccinazione, una delibera di regione passava un aggiornamento del calendario. Il calendario in uso dal primo gennaio 2015 è, non del tutto, ma nella quasi totalità sovrapponibile a quello del piano del nuovo triennio».

    La nostra regione fu fra le prime ad inserire in questo nuovo calendario il vaccino per la meningite di tipo B per i nati dal 2015 e quello contro lo zoster sopra i 70 anni. «Insomma si può dire che il piano 2017 sia operativo in Liguria praticamente già da un paio d’anni e con risultati più che soddisfacenti – conclude Icardi – questo perché sui vaccini “nuovi” (nel senso di nuovi al regime di gratuità, ndr) siamo a copertura quasi al 90%».

    Anna Opisso, dirigente medico della Struttura Igiene e Salute pubblica Asl3 Genovese, conferma: «La nostra regione in un certo senso con quell’azione ha ottimizzato. La scelta del meningococco B è stata una scelta impegnativa – spiega – che si è fatta carico della somministrazione di 4 dosi vaccinali, ma è una scelta positiva in termini di prevenzione».

    L’aggiornamento del calendario

    sanita-corsia-ospedale«La dichiarazione di principio da cui partire è che una delle costanti nella vita è il cambiamento, economico, delle malattie, dei vaccini – spiega meglio Alberto Ferrando, pediatracambiando e migliorando le conoscenze mediche cambiano i vaccini». L’iter che porta un vaccino ad essere commercializzato è lungo e prevede diverse fasi: una prima sperimentale in laboratorio, seguita da quella di sperimentazione animale e poi sull’uomo; solo a questo punto il vaccino entra in commercio, ma in fase di sorveglianza: un passaggio che monitora eventuali insorgenze o criticità. «Un vaccino è ancora più sperimentato di un farmaco – sottolinea Ferrando – per un vaccino messo in commercio 100 sono stati bloccati».

    Dall’obbligo alla raccomandazione

    La levata di scudi contro le vaccinazioni obbligatorie, come dicevamo, è stata alimentato anche dalla “valanga” delle opinioni e testimonianze veicolate dalla rete. La distanza temporale con le pandemie del passato, e quindi, la mancanza di memoria storica sul tema ha fatto il resto. Altro fattore da mettere in conto è che con il passare del tempo nuovi vaccini sono stati sviluppati e la lista delle vaccinazioni obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite B) è rimasta inalterata, dando vita alla suddivisione dei vaccini in due gruppi: quelli obbligatori e quelli raccomandati. In entrambi i casi le dosi vengono offerte gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. L’esistenza delle due categorie ha fatto si che si sia sviluppata la percezione che raccomandato significhi facoltativo.

    Le due scuole di pensiero contrapposte, però stanno iniziando a trovare una sintesi: l’alfabetizzazione sanitaria della popolazione è senza dubbio cambiata, e si è arrivati ad affermare che: «Un presidio così importante come i vaccini ha un valore non solo sanitario ma anche sociale – sottolinea Icardi – chi si vaccina, infatti, protegge se stesso e gli altri» «Negli ultimi anni i vaccini sono sempre considerati non come un dovere ma un diritto del bambino – sottolinea Ferrando – e la decisione sta alla famiglia. Per questo ritengo sia necessario lavorare sull’informazione e sul coinvolgimento dei genitori». In altre parole, lavorare sull’informazione, tenendo conto del valore sociale della vaccinazione potrebbe portare ad un cambio di cultura sulla materia, che faccia prevalere il senso collettivo di alcune scelte, raccomandabili prima ancora che obbligatorie.

    Claudia Dani

  • Confisca Canfarotta, sgomberati i primi immobili a Coronata, Sampierdarena e Centro Storico

    Confisca Canfarotta, sgomberati i primi immobili a Coronata, Sampierdarena e Centro Storico

    Via-Soziglia-vicoli-centro-storico-DQuesta mattina le Forze dell’Ordine, con l’ausilio della Polizia Municipale, hanno proceduto alle operazioni di sgombero di alcuni immobili confiscati, ancora occupati dalla famiglia Canfarotta. Gli sgomberi riguardano una palazzina di Coronata, una in Salita Padre Umile, e due appartamentl, in via Stefano Canzio a Sampierdarena e in via Macelli di Soziglia, nel cuore del Centro storico: questi ultimi sono ricompresi nella delibera di acquisizione approvata lo scorso 14 febbraio in Consiglio comunale, che riguarda complessivamente undici immobili, e il cui formale trasferimento avverrà con un decreto emanato dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati.

    Approfondimento: La riqualificazione degli immobili canfarotta

    Per completare l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune di Genova degli immobili inseriti nella delibera si dovranno attendere ancora alcune settimane. L’Amministrazione, al contempo, ha costituito al proprio interno un gruppo di lavoro tecnico per coordinare l’attività dei propri diversi settori, al fine di una più celere restituzione alla collettività dei beni confiscati; il Comune si appresta inoltre ad istituire un tavolo di dialogo aperto alle realtà associative territoriali impegnate sul tema «Sono passaggi indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo del recupero complessivo di questi immobili e del loro utilizzo come bene comune – dichiara l’assessore alla Legalità e Diritti Elena Fiorinilo strumento della confisca è infatti sempre più applicato e diffuso, anche nelle regioni del Nord Italia, ed occorre dotarsi di nuovi strumenti di lavoro che possano consentire, in futuro, un intervento più celere e una migliore organizzazione del lavoro».

  • Palmaro, tempi ancora incerti per la galleria fonica dell’autostrada. Progetto bloccato in Ministero

    Palmaro, tempi ancora incerti per la galleria fonica dell’autostrada. Progetto bloccato in Ministero

    autostrada-galleria-2Una richiesta in pendenza da anni, con un progetto giù pronto ed approvato ma “fermo” nel cassetto del ministro. Questo il destino fino ad oggi della galleria fonica di Palmaro, l’infrastruttura fono-assorbente che dovrebbe mitigare i rumori del traffico autostradale, per quel tratto di A10 che passa proprio in mezzo a numerosi condomini della delegazione del ponente genovese.

     Approfondimento: Autostrada “obbligata” a ridurre inquinamento acustico

    «Ieri ho sentito l’ingegnere responsabile dell’area, il quale mi ha assicurato che il progetto esecutivo della galleria fonica ha ricevuto tutti i pareri positivi – afferma il vicesindaco Stefano Bernini, in risposta ad un’interrogazione del consigliere Caratozzolo (in quota Percorso Comune) – la mancata firma del ministro deriva dal fatto che il percorso di approvazione è stato modificato dal nuovo testo unico sugli appalti».

    Un inciampo, quindi, puramente burocratico, ma che ha provocato un ritardo di anni: «Una volta ricevuto l’ok del ministero – ha concluso Bernini – Società Autostrade potrà in quattro mesi arrivare ad appaltare i lavori, previa gara d’appalto. I lavori dovrebbero durare un anno, e la speranza è che possano iniziare entro il 2017».

    «Devo fare i complimenti alla giunta – ha commentato ironicamente Caratozzolo – perché forse stiamo per incominciare ciò che avremmo dovuto aver terminato già da anni».