Mese: Novembre 2011

  • La creatività si può imparare? Open Day a Villa Duchessa di Galliera

    La creatività si può imparare? Open Day a Villa Duchessa di Galliera

    Villa Duchessa di GallieraVenerdì 2 dicembre, in occasione del 140° anniversario dalla fondazione della scuola Duchessa di Galliera, si svolge la manifestazione “La creatività si può imparare?, un open day con esposizioni, laboratori interattivi e riflessioni”.

    L’evento ha tra le sue finalità quella di far conoscere alle scuole secondarie di primo grado le attività che si svolgono all’interno della scuola  Duchessa di Galliera, sperimentando nel contempo nuovi laboratori tecnico-creativi e simulazioni di esperienze interattive.

    La giornata sarà suddivisa in due momenti distinti. Al mattino, dalle ore 9 alle ore 13, nei locali della scuola si svolgeranno laboratori  interattivi  e proiezioni, saranno allestiti spazi espositivi.  Nello specifico, verranno attivati laboratori di cucina molecolare, di animazione,  di acconciatura e make-up. Ci saranno inoltre laboratori dedicati  alla creazione di bijoux,  di borse, di  lavorazioni al tombolo e alla produzione di profumi.

    Il momento conclusivo della manifestazione si terrà al pomeriggio, dalle ore 15.30 alle ore 18,  presso il Salone Congressi dell’E.O. Ospedali Galliera dove, dopo i saluti istituzionali, ci sarà un momento di rievocazione storica con protagonisti la Duchessa e gli studenti della scuola, al quale seguiranno  proiezioni e riflessioni finali sulla giornata

  • Lavatrici di Prà, il Comune recupera spazi per i giovani

    Lavatrici di Prà, il Comune recupera spazi per i giovani

    Lavatrici di PràQuattro nuovi spazi per migliorare la vivibilità del quartiere San Pietro a Prà.
    Due alloggi popolari (2 camere più i servizi) e due locali (di circa 60 metri quadrati ciascuno) destinati a funzioni educative/sociali per i giovani.

    La giunta di Palazzo Tursi venerdì scorso ha approvato una delibera che prevede lo stanziamento di 450 mila euro di fondi comunali (vincolati ad interventi Erp) per la realizzazione del progetto. Si avvia cosi il recupero degli spazi porticati al piano terra degli edifici di via Vittorini, noti come le Lavatrici di Pra.

    I porticati concepiti originariamente come spazi da riempiere grazie alla presenza di attività commerciali, con il passare degli anni si sono trasformati in improvvisate discariche per rifiuti ingombranti e soprattutto sono diventati una fonte di insicurezza per i residenti.
    “E’ un intervento fortemente voluto dai cittadini – sottolinea l’assessore alle politiche abitative Bruno Pastorino – che chiedono la riqualificazione degli spazi e un riutilizzo che preveda nuove funzioni per il quartiere”.

    I porticati al piano terra sono una presenza costante negli edifici di Erp sparsi per la città. Così come la sensazione di abbandono che suscitano questi luoghi spesso bui anche in pieno giorno e dove il degrado la fa da padrone.
    E se in alcune zone come ad esempio Begato e Voltri 2 il loro recupero ha permesso la realizzazione di box e parcheggi, in questo caso, visto che non sussisteva l’esigenza di nuovi posti auto, il progetto è più ambizioso e teso a favorire l’aggregazione dei giovani abitanti.
    “I lavori partiranno entro due mesi”, assicura l’assessore.

    Si tratta di un intervento che si va a sommare ai numerosi lavori che hanno interessato il quartiere nell’ultimo anno.
    Ad ottobre 1 milione e 600 mila euro hanno permesso di eseguire il rifacimento delle facciate e degli spazi comuni dei palazzi di via Vittorini. Fondi comunali ma soprattutto fondi regionali (80%) che, come spiega Pastorino “Rischiavamo di perdere perché stanziati dalla Regione nel lontano 1997 e da allora mai utilizzati. Grazie alla concertazione fra i due enti siamo riusciti a non gettare al vento parecchio denaro”.
    Infine altri 100 mila euro di fondi comunali sono serviti recentemente per la ristrutturazione integrale di 2 ascensori inclinati esterni, che svolgono una funzione di vero e proprio servizio pubblico, rendendo possibile il collegamento fra via Vittorini e via Pavese.
    “Sono tutte spese frutto di decisioni prese congiuntamente con il comitato di quartiere”, precisa Pastorino.

     

    Matteo Quadrone

  • Stop al teatro dialettale, attori e compagnie in rivolta

    Stop al teatro dialettale, attori e compagnie in rivolta

    Teatro GoviQualche giorno fa vi davamo notizia del nuovo cartellone del Teatro della Gioventù, che non senza polemiche ha cambiato gestione nei mesi scorsi e sta per lanciare una stagione teatrale che punta soprattutto sulla musica e sui giovani.

    Cosa comporta tutto questo? La totale assenza di teatro dialettale, che fino allo scorso anno era stata la punta di diamante della sala di via Cesarea, unico teatro del centro città a dare spazio a questo genere.

    Con la nuova gestione del Gioventù, sono rimaste due le sale genovesi che hanno in cartellone opere teatrali in genovese. E nessuna delle due si trova in centro. Da un lato il Teatro Govi di Bolzaneto, dall’altro il Teatro Verdi di Sestri: il dialetto confinato in Valpolcevera e a Ponente scatena l’ira delle compagnie che ogni anno mettevano in scena le loro opere anche al Teatro della Gioventù. I gruppi coinvolti sono circa settanta per un totale di mille persone, fra cui molti giovani.

    Cosa ci riserva il futuro? Sulla scia del neonato progetto Tilt, che coinvolge giovani gruppi teatrali indipendenti, si sta facendo strada l’ipotesi di un consorzio delle compagnie dialettali con il sostegno della Regione Liguria. Staremo a vedere i prossimi sviluppi della vicenda.

    Marta Traverso

  • Musica e Costituzione: la festa dei diciottenni al Carlo Felice

    Musica e Costituzione: la festa dei diciottenni al Carlo Felice

    Teatro Carlo FeliceUna copia della Costituzione, il Teatro Carlo Felice tutto per loro e la possibilità di assistere dal vivo all’esibizione di alcune personalità di culto dell’arte e spettacolo genovesi: il Comune di Genova dedica una serata ai diciottenni, ai ragazzi residenti nel territorio cittadino e che alle elezioni del prossimo anno saranno chiamati a votare per la prima volta.

    Il teatro sarà animato dalla presenza di 4.872 ragazzi e ragazze (tanti sono i nostri concittadini che nel 2011 compiono 18 anni), che nella serata di lunedì 5 dicembre avranno l’opportunità di partecipare a questa festa completamente gratuita, previo invito che riceveranno a casa direttamente dal Sindaco Marta Vincenzi.

    Questi gli ospiti d’onore della prima festa dei diciottenni genovesi: i comici Enrique Balbontin e Andrea Ceccon, il giornalista Enzo Costa, il docente Alberto Diaspro (direttore dell’IIT), l’atleta Silvia Salis e la cantautrice Giua.

    Marta Traverso

  • Corsi di musica per studenti: la proposta dell’Università

    Corsi di musica per studenti: la proposta dell’Università

    corso musicaStudenti, insegnanti, ricercatori, dottorandi, personale ATA: tutti coloro che a vario titolo gravitano intorno all’Università di Genova hanno la possibilità di aderire a una nuova iniziativa promossa dal Centro di Ricerca Musicos.

    Si tratta di due laboratori musicali aperti a tutte le persone di cui sopra, così strutturati:

    1) laboratorio corale e strumentale Mnemosyne Ensemble: il gruppo è nato nel 2009 ed è composto soprattutto da studenti universitari, che si ispirano alla mitologia greca (Mnemosyne è la Musa della Memoria) per un lavoro di ricerca sulla musica come memoria, ovvero sull’intepretare e riproporre motivi che fanno parte della memoria storica della musica. Si tratta dunque di un team di musicisti specializzato nella musica antica.

    2) laboratorio orchestrale Unigeo: nato nel 2010, la partecipazione a questo gruppo richiede conoscenze di teoria musicale di base e solfeggio, oltre a una conoscenza interpretativa minima del proprio strumento.

    Per tutte le informazioni si può contattare il direttore del Centro Enrico Ravina all’indirizzo enrico.ravina@unige.it o al numero 010 3532848.

    Marta Traverso

  • Fabbrica del riciclo, ultimo incontro 2011 per aiutare l’Unicef

    Fabbrica del riciclo, ultimo incontro 2011 per aiutare l’Unicef

    Ultima apertura per l’anno 2011 della “Fabbrica del Riciclo”, in via Greto di Cornigliano 10, a Genova Campi, SABATO 3 DICEMBRE dalle ore 9 alle ore 13.

    Dal dicembre 2007 Amiu collabora con il Comitato Provinciale di Genova UNICEF per la gestione di questo spazio così particolare.
    Alla “Fabbrica del Riciclo” sono esposti mobili e oggetti (provenienti dalla raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, dalle quattro Isole Ecologiche cittadine e dal servizio di ritiro ingombranti mobile Ecovan) che sono stati recuperati e risistemati da operatori specializzati AMIU.

    I cittadini possono acquistare gli oggetti esposti (singoli pezzi o lotti) in cambio di un’offerta economica libera (sulla base di un valore minimo già prefissato) che andrà a sostenere alcune iniziative benefiche. Lo spazio è gestito dai volontari UNICEF (Comitato Provinciale di Genova) e i proventi saranno destinati alla campagna UNICEF “Uniti per i bambini, Uniti contro l’AIDS”.

    Tutto ciò è stato reso possibile grazie al contributo del GAL Appennino Ligure, European Wast Management e Interreg IIIC e alla collaborazione con CONAI (Consorzio nazionale imballaggi), COREVE (Consorzio nazionale recupero vetro), COREPLA (Consorzio nazionale recupero degli imballaggi plastica), COMIECO (Consorzio nazionale recupero e riciclo imballi a base cellulosica), CIAL (Consorzio nazionale imballaggi di alluminio), RILEGNO (Consorzio nazionale recupero e riciclaggio imballaggi in leggo), CNA (Consorzio Nazionale Acciaio).

    Inoltre alcuni produttori italiani specializzati si sono occupati dell’allestimento di un “Angolo del rifatto”: testimonianza tangibile del destino che hanno i materiali quando vengono differenziati e trasformati in oggetti di uso quotidiano.

    E’ presente, in mostra momentanea, anche l’opera d’arte “M3” dell’artista francese Nordine Sajot avuta in gentile concessione dalla Saint Gobain Vetri e dal CO.RE.VE.

    Dal 2009 la Fabbrica del Riciclo ospita un corner di Remida (Centro di riciclaggio creativo) con cui organizza laboratori per le scuole, partecipa ad iniziative di sostenibilità ambientale (tra cui le borse ottenute dalla raccolta differenziata degli ombrelli e confezionate dalle detenute del carcere di Pontedecimo). Mentre dal 2010 ogni settimana vengono ospitati, seguiti dai loro educatori, alcuni ragazzi e ragazze dell’Anffas coinvolti in un progetto educativo-formativo.

  • Presentazione del libro di Luca Faggella a La passeggiata Librocaffè

    Presentazione del libro di Luca Faggella a La passeggiata Librocaffè

    Passeggiata LibrocaffèSabato 3 Dicembre alle ore 17 a “La passeggiata Librocaffè” in piazza santa Croce presentazione del libro “Maremma Sangue: la  vera storia di Dante Busonero detto Inferno” (Zona, 2011) di Luca Faggella, con l’introduzione di Maria Laura Privitera. Al termine della presentazione, breve performance acustica chitarra e voce.

    Luca Faggella si racconta attraverso le sue canzoni, le sue poesie e la rabbia del brigante “Dante Busonero detto Inferno”, protagonista di “Maremma Sangue”, suo primo libro, edito dalla casa editrice Zona. Un racconto ispirato alla “murder ballad” che chiude il suo ultimo album pubblicato: Ghisola.

    È la storia di un bracciante maremmano ambientato alla fine  dell’Ottocento, che si vendica del proprio destino di miseria e desolazione con il brigantaggio. Completano il volume le “Tredici Poesie” e tutti i testi delle sue canzoni.

  • Password, un esercizio di memoria che dura da cinquant’anni

    Password, un esercizio di memoria che dura da cinquant’anni

    Un’invenzione davvero longeva nel cosmo sempre più veloce dell’innovazione tecnologica, parliamo della password, la mitica chiave d’accesso intorno alla quale ruota l’esistenza dell’uomo moderno.

    Per accedere al proprio pc, alla rete internet, per i social network, ma anche il codic pin del cellulare e quello della carta di credito, tantissime operazioni oggi richiedono una chiave di sicurezza.

    Il binomio nome utente e password fu usato per la prima volta 50 anni fa per il Ctss, il sistema operativo varato dal Mit di Boston nel 1961. Un’altra epoca in cui non esistevano i personal computer, i telefoni cellulari ed in Italia doveva ancora arrivare la tv a colori…

    Da allora è stato un crescendo continuo. Secondo uno studio pubblicato da Microsoft nel 2007 l’utente medio gestisce 25 account e digita 8 password al giorno. E in questi anni la situazione, visto l’aumento delle nostre attività in rete, non può che essere peggiorata.

    Il difficile equilibrio tra password sicure e facili da memorizzare non è una questione secondaria. Dietro alle chiavi di sicurezza infatti custodiamo una gran quantità di informazioni personali e dati sensibili.

    I rischi sono molti. Ad esempio Facebook ogni giorno si trova a dover fronteggiare circa 6oo mila tentativi di accesso fraudolento.

    Quindi la password non rappresenta un sistema di autentificazione che garantisce una totale sicurezza ma finora nessuna alternativa ha riscosso il medesimo successo.

    Ci hanno provato con il riconoscimento dei dati biometrici, come l’iride o le impronte digitali mentre recentemente il nuovo smartphone di Samsung Galaxy Nexus  ha introdotto il “Face Unlock“, lo sblocco con il riconoscimento del volto. Ma sembra che tutti questi sistemi possano essere ingannati in un modo o nell’altro.

     

  • Storia di Genova: il torrente Bisagno

    Storia di Genova: il torrente Bisagno

    Bisagno, una foto antica (1910)

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Scende dalle pendici meridionali del monte Spina, a quota 600m, tra le valli di Fontanabuona e del Lentro, a sinistra, e tra quelle dello Scrivia e della Val Polcevera, a destra. Il Bisagno, antico Feritore, porta un nome dall’origine incerta. Secondo G.Poggi (1856-1919) potrebbe nascere da” pisa” per estrapolazione da “piselli” che crescevano con altri ortaggi sulle sue rive, quando la zona era, ancora, aperta campagna. Da pisa, dunque, sarebbe derivato Pisagno ed infine Bisagno. Pare più congruente, però, la sua etimologia da “bis amnis” (due fiumi) ricordando che, all’origine, il torrente è formato da due confluenti: il fossato di Bargagli e quello di Viganego.

    Scendendo dal passo della Scoffera, il Bisagno si snoda per l’omonima valle, lungo un percorso di circa 26 Km, ricevendo l’acqua di molti ruscelli minori come il Consasca, il rio Torbido, il Geirato, il Veilino, il Fereggiano. Nel suo primo tratto, fino alla Presa, alcuni lo chiamano “Bargaglino” perché attraversa il territorio, segnando un confine naturale fra il comune di Bargagli e quello di Davagna.

    Nei secoli la sua valle è stata sede di operosi mulini, di alacri fornaci e, presso il Giro del Fullo, brulicava di attrezzature per la “follatura” della lana, macchine che battevano i panni per rassodarli ed infeltrirli.

    La riva destra era contrassegnata da una fiorente coltivazione agricola da cui origina il termine “bisagnini”, riservata ai commercianti ortofrutticoli. Un’altra intensa attività era quella delle lavandaie, lavoro molto pericoloso perché le esponeva al contagio di malattie epidemiche, quali il colera, che era considerata una vera malattia professionale. Quando qualcuno moriva, si diceva ”è andato a sentir cantare le lavandaie” usando questo eufemismo per intendere che il poveretto aveva “raggiunto” il vicino cimitero di Staglieno.

    La presenza di ampi spazi verdi e di boschi favoriva la villeggiatura o si prestava a sede atta a svolgere fiere in cui non mancavano tavoli imbanditi a salame, fave e vino bianco. Si sono consumati nel suo letto i falò che, numerosi, ardevano in occasione della festa di s. Giovanni o quelli meno gai in cui si distruggevano libri ritenuti insani come il settecentesco “Compendio della Storia di Genova”, dell’abate Accinelli. Tragedie ben più gravi sono quelle legate alle sue repentine e rovinose piene come quella storica del 1278, del 1822 che demolì il ponte di santa Zita, degli anni ‘ 70, ’90 o quelle dolorose del novembre 2011. Anche questo è il Bisagno.

    Adriana Morando

  • Commercio fra Genova e Nord Africa, dipende dalla democrazia

    Commercio fra Genova e Nord Africa, dipende dalla democrazia

    “La crisi globale e il commercio internazionale”, un convegno organizzato dalla Camera di Commercio e dall’Istituto di Economia Internazionale nel Palazzo della Borsa Valori di Genova. Il convegno ha messo a fuoco la situazione economico-politica in Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia, anche a seguito delle rivolte avvenute negli ultimi mesi. L’Istituto di Economia ha messo a punto un Osservatorio per analizzare la situazione economica del Nord Africa.

    “Mai come in questo momento – ha commentato Paolo Odone presidente della Camera di Commercio – appare utile analizzare con strumenti scientifici i processi in corso sull’altra sponda del Mediterraneo, che era e continua ad essere l’orizzonte principale delle imprese genovesi e liguri”.

    Amedeo Amato, direttore dell‘Istituto di Economia Internazionale ha dichiarato: “La situazione economica nei paesi oggetto dell’Osservatorio dipende dall’esito che avranno i processi di trasformazione politica in corso, in particolare in Egitto e Tunisia. Se tali processi avranno un esito democratico, abbiamo motivo di ritenere che già nel 2012 ci sia la ripresa con un rapido ritorno agli indicatori economici positivi che caratterizzavano il periodo precedente alle rivolte. Difficile, invece, prevedere sviluppi positivi se il processo di transizione in corso porterà a regimi autocratici o fondamentalisti”.

    Ha proseguito i lavori, coordinati da Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera ed esperto di Medio Oriente e Mediterraneo, Pejman Abdolomohammadi, docente di Storia e Istituzioni dei Paesi Islamici presso l’Università di Genova, illustrando le ricadute delle rivolte in Nord Africa sui rapporti con l’Occidente e poi l’economista Giorgio Basevi, genovese di nascita e formazione, con una carriera accademica fra gli USA, l’Europa e l’Italia, che ha tenuto una lectio magistralis su “La crisi dell’Unione Europea: alcune urgenti riforme istituzionali” in cui, partendo dalla crisi greca e dalla manipolazione delle statistiche ufficiali avvenuta per mascherarla, ha analizzato il ruolo dei governi europei nell’attuale crisi europea identificando possibili scenari di uscita dalla crisi: un nuovo ruolo della BCE come prestatore di ultima istanza e l’istituzione di un’Agenzia Europea del Debito Pubblico.

     

  • Arte sotto l’albero, la collettiva di Natale alla Galleria Il Basilisco

    Arte sotto l’albero, la collettiva di Natale alla Galleria Il Basilisco

    BasiliscoDa venerdì 2 dicembre, a partire dalle 18, fino al 24 dicembre alla Galleria d’arte Il Basilisco, si tiene “Arte sotto l’albero”, la collettiva di Natale che espone  olii, acquerelli, sculture, grafica d’autore, arte da indossare e tante altre proposte originali animeranno la galleria sul tema natalizio.

    Nel corso della mostra saranno presenti molti degli artisti della Galleria con le loro nuove creazioni pensate ad hoc per il Natale: ai variopinti multipli su ceramica di Carlotta Castelnovi, agli alfabeti e i corsivi di Francesca Biasetton, dalle natività fiabesche di Michele Fabbricatore, alle morbide e avvolgenti collane in lana di Bianca Lepori e molte altre novità a tiratura limitata.

    Echi degli antichi carnets des vojages cui gli esploratori del passato affidavano i propri racconti nei 12 nuovi acquerelli, ispirati al tema del viaggio, del CALENDARIO 2012 di ANGELO IBBA. Un viaggio di 12 mesi attraverso l’universo di questo artista, “cartografo dell’immaginario”, che sarà presentato in anteprima venerdì 2 dicembre

    Arte sotto l’albero

    Collettiva di Natale | 2 dicembre – 24 dicembre 2011

    Inaugurazione | 2 dicembre | ore 18 |

    Il Basilisco | Piazza della Maddalena 7 | Genova

    Orari: da lunedì a sabato 10.00|12.30_16.00|19.00 e la domenica 16.00|19.00.

    A dicembre la galleria sarà aperta anche il lunedì e la domenica pomeriggio.

  • Regione Liguria: abolizione del vitalizio ai consiglieri, ma dalla prossima legislatura

    Regione Liguria: abolizione del vitalizio ai consiglieri, ma dalla prossima legislatura

    Palazzo della RegioneIl Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge che abolisce i vitalizi per i consiglieri regionali a partire dalla prossima legislatura.  Bene, dopo i senatori anche i nostri probi consiglieri regionali legiferano seguendo il modello dei “padri della patria” e con le stesse regole : tutto alla prossima legislatura del 2015 cioè, come dire, pur che non mi tocchi.

    Vergogna, vergogna e ancora vergogna. Tutti gli altri “pensionandi” del paese dovranno sottostare da subito alle restrizioni, appena le leggi verranno promulgate, e i soliti privilegiati si fanno normative ad personam”.

    Abbiamo cambiato habitus al governo, che risulta sicuramente meno “alternativo” ma la nostra classe politica non dimostra di volersi allineare su questa condotta di ritorno alla moralità ed all’etica, sentimenti che ispirarono la stesura della nostra Costituzione. Si sbandierano slogan di rigore con l’intento dichiarato di riavvicinare la popolazione alla politica: obiettivo raggiunto, nel senso che ci sarà la rincorsa a far parte della “ragion di stato” per poter avere accesso agli stessi agi che fatti uscire con somma calma dalla porta, attendono solo tempi migliori per poter rientrare dalla finestra.

    Certi che il sopito spirito risorgimentale non possa riaccendersi in una corale e collettiva protesta, ci trattano come un gregge di pecoroni che vengono indirizzati a destra o a manca a seconda del comodo. Come tali, pecoroni, continueremo a subire perché, diciamolo, noi siamo un popolo di tifosi campanilisti e quando ci affezioniamo ad un’idea o, come in questo caso, ad un partito non lo mandiamo a quel paese neppure davanti alla più becera evidenza. Quindi continueremo col “mugugno” ma poi ci rimangeremo la stessa ritrita minestra sperando in quel miracolo destinato a rimanere vano e, soprattutto, rischiando la ingloriosa fine di un celebre detto: chi vive sperando…

    Adriana Morando

  • Giovedì 1 dicembre aperitivo solidale alla Gallleria Il Vicolo

    Giovedì 1 dicembre aperitivo solidale alla Gallleria Il Vicolo

    Il VicoloGiovedi’ 1 dicembre dalle ore 1830, la Galleria d’arte il Vicolo in Salita Pollaiuoli offrirà in collaborazione con l’associazione “Il cerchio delle relazioni” un aperitivo solidal per raccogliere fondi a favore del Centro Provinciale Antiviolenza di via Mascherona a Genova.
    A chi contribuirà verrà regalata una stampa numerata di Antonio De Luca

  • Maddalena, fra riqualificazione e partecipazione tenta la rinascita

    Maddalena, fra riqualificazione e partecipazione tenta la rinascita

    Alla Maddalena si comincia a respirare un’aria nuova. I lavori di riqualificazione urbana procedono a buon ritmo e nel frattempo si registrano notizie positive anche per quanto riguarda l’insediamento in zona di nuove attività commerciali che vanno ad integrarsi alla perfezione con l’esperienza di condivisione promossa dai laboratori sociali.
    Una vitalità sommersa che lentamente riaffiora dagli spazi ristretti dei carruggi e si fa largo in mezzo ai problemi di sempre, la prostituzione e la criminalità che lucra alle spalle del disagio.
    Il tutto fa ben sperare, c’è fermento e speranza miste ad un po’ di paura di trovarsi dinanzi solo ad un’illusione di rinascita.

    Claudio Oliva, direttore del Job centre e uno dei protagonisti del Patto per lo sviluppo della Maddalena sottolinea “Speriamo che questo clima di fiducia sia utile per modificare in senso positivo la percezione che le persone hanno di via della Maddalena”.

    I lavori che interessano la zona sono numerosi e l’investimento è stato notevole: 13 milioni di euro in totale, di cui 10 provenienti dai fondi Por Fesr e 3 stanziati da Palazzo Tursi.
    “Per il centro storico medioevale più esteso d’Europa puntiamo ad una maggiore vivibilità”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Margini.
    Il Comune ha appena perfezionato l’acquisto da Arte di Palazzo Senarega, attiguo a Piazza Banchi, dove l’amministrazione trasferirà il nuovo Centro Arti e Mestieri ed il Job centre, attualmente siti a Cornigliano.
    In totale sono ben 8 i milioni di euro di finanziamenti utilizzati (4 solo per l’acquisizione).

    Gli altri interventi riguardano la riqualificazione dei percorsi, tramite un programma di ripavimentazione allo scopo di rendere più percorribili le vie del quartiere; la bonifica impiantistica che prevede il rifacimento delle fognature, il rinnovamento dei tubi dell’acqua e dei cavi elettrici. E ancora l’adeguamento dei servizi con il rifacimento della segnaletica di orientamento, degli impianti di illuminazione e la realizzazione della copertura wi-fi che permetterà una piena accessibilità alla rete internet.
    “Tutti i lavori sono già appaltati ed in corso d’esecuzione”, spiega l’assessore Margini.

    In questi giorni un cantiere è stato aperto anche in vico della Rosa, alle spalle della chiesa della Maddalena. Qui verrà demolito un edificio inutilizzato da tempo per lasciare il posto ad un nuovo asilo nido.
    “La presenza dell’asilo è un fortissimo elemento di cambiamento – sottolinea Oliva – La direzione è quella giusta, rompere l’isolamento del quartiere favorendo la connettività fra le persone”.

    Ma occorre anche rivitalizzarlo, aprirlo all’esterno e connetterlo all’intera città. Un fattore imprescindibile è la presenza delle attività commerciali. Per anni latitanti, oggi si riaffacciano sulla via.
    “Fino a poco tempo fa avevamo grandi difficoltà nel trovare locali disponibili ad un prezzo accessibile – continua Oliva – mentre adesso gli stessi proprietari li mettono a disposizione con maggiore facilità”.
    Nel periodo che va da luglio a settembre l’Incubatore d’imprese del centro storico (gestito dal Job centre), nato per sostenere con finanziamenti e agevolazioni le attività della città vecchia, ha approvato 5 progetti per altrettante imprese che si insedieranno in zona. Con l’inizio di dicembre si procederà a valutarne almeno altri 2.

    Tutto ciò mixato alla presenza dei laboratori sociali, spazi messi gratuitamente a disposizione delle più svariate realtà associative: dalle associazioni di quartiere a chi si occupa di yoga, tutte i cittadini anche i non residenti, sono invitate a partecipare con le proprie iniziative.
    Pochi giorni fa si è concluso il bando per la gestione dei locali di vico Mele, sottratti alla criminalità organizzata e destinati alla vendita dei prodotti provenienti dalle terre liberate dalla morsa dei clan.
    Ma non solo. Attualmente sono tre i locali che grazie al Patto per lo sviluppo è stato possibile rendere accessibili: si trovano in Piazza Posta Vecchia, Vico Fornaro e Piazza della Cernaia.
    “È un fattore fondamentale perché stanno giungendo utilizzatori da tutta Genova – racconta Oliva – in questo modo la Maddalena torna ad essere considerata una risorsa per la città”.
    Un altro obiettivo sempre più vicino grazie al finanziamento del Job centre, è la realizzazione di una sede definitiva per il Laboratorio sociale Maddalena, presso alcuni locali al piano terra di vico del Papa.
    I progetti però non terminano qua. In Piazza della Cernaia si lavora per aprire, anche qui garantendo la massima accessibilità possibile, il nuovo distretto sociale. Mentre in Piazza Posta Vecchia sorgerà un Centro per anziani.
    Infine per il 2012 l’Incubatore d’imprese sta ragionando sulla possibilità di realizzare dei bandi innovativi, non rivolti esclusivamente alle imprese, bensì volti a favorire le associazioni cittadine che vogliano trasferire la propria sede in zona.
    E aumentare così quella presenza costante di persone, idee e progetti che potranno far compiere il decisivo salto di qualità a tutta la Maddalena.

    Matteo Quadrone

     

  • Pane al pane, la rassegna gastronomica a Palazzo Ducale

    Pane al pane, la rassegna gastronomica a Palazzo Ducale

    Pane al Pane“Pane al Pane – un mare di bontà”, torna a Palazzo Ducale dall’1 al 4 dicembre 2011.  Una mostra che presenta un panorama di cultura geografica e culinaria ripercorrendo le vie del sale, una vera e propria kermesse del gusto con un’occhi attento al tema della sostenibilità.

    Mostre, percorsi enogastronomici, degustazioni, laboratori didattici dedicati al rapporto con il cibo e all’idea di sostenibilità

    Sono esposti gli strumenti utilizzati per la raccolta e lavorazione dei prodotti della tradizione marinara; dalle reti agli oggetti storici, dalle barche da pesca della collezione della famiglia Michelini fino ad arrivare alla tradizione montanara della lavorazione del  pesce in Valle Maira.

    Nel percorso si racconta anche la storia dei mestieri legati alle antiche vie del sale, in modo particolare a quello degli acciugai attraverso l’esposizione di carretti, botti, attrezzi per la salatura delle acciughe, lampare e antichi abiti da pescatore, il tutto  fornito dal Museo Seles della Valle Maira.

    Tutti i giorni espositori selezionati faranno degustare i loro prodotti raccontandone le origini, la lavorazione e i segreti delle buone ricette.

    Inoltre vi saranno corsi di cucina tenuti da Claudio Barisone, Accademico Cucina Italiana, Enrico Calvi Salvo, Salvo Ristorante I Cacciatori di Imperia, e da La Bottega Solidale.

    Palazzo Ducale
    Apertura 10:30 – 20:00 – ingresso € 8,00
    (fino a 12 anni ingresso gratuito)
    h. 20:30 – Cene a tema